XII edizione del Certamen “Giustino Fortunato”

certamen

“Fare politica per il bene comune: io ci credo“

Nell’Istituto di Istruzione Superiore “ Giustino Fortunato” di Rionero la XII edizione del Certamen il 13, 14 e 15 aprile 2016

di Mario Coviello

 

Un tripode con una fiamma accesa ti accoglie all’ingresso del Campus di Rionero in Vulture in provincia di Potenza.

E subito dopo una fila di ragazzi e ragazze, tutti rigorosamente in nero, così belli nella loro prorompente giovinezza, con un sorriso ti invitano a firmare il registro delle presenze.

Ti consegnano la cartella della XII edizione del Certamen “ Giustino Fortunato” che ha per tema “ Fare politica per il bene comune” e mai titolo risulta più azzeccato nella Basilicata che vive in questi giorni lo scandalo del petrolio di “ Tempa rossa” e si interroga sulle estrazioni della “ California del sud”, a due giorni dal referendum sulle trivelle.

Un telegiornale fatto dei ragazzi riassume sul grande schermo della sala, occupata da giovani e adulti attenti e partecipi, la prima giornata dell’evento.

E scorrono le immagini dei relatori e lo spettacolo preparato dagli alunni, che indossano bianche lenzuola per ricordare l’Atene di Pericle e si interrogano su “ Principi,diritti e istituzioni:politica….che passione.

Giustino Fortunato, scrittore e uomo politico italiano (Rionero in Vulture 1848 – Napoli 1932), fu deputato dal 1880 al 1909, e senatore dal 1909. Prosatore elegante e nitido, nelle sue opere (La questione demaniale nelle provincie meridionali, 1882; Il Mezzogiorno e lo Stato Italiano, 1911), impose alla classe politica “ la questione meridionale “ in tutta la sua ampiezza.

Dodici anni fa la preside Pina Cervellino ideò il Certamen.Oggi Antonella Ruggeri, dirigente scolastica “tenace,granitica,capace di prendersi cura dei ragazzi e di aprire l’Istituto“Fortunato” al territorio”, così è stata presentata dalla presidente del Consiglio d’Istituto Rachele Verrastro, richiama a Rionero alunni e studiosi provenienti da tutta Italia per interrogarsi sul sud d’Italia e sui sud del mondo, sulla cultura, l’etica e la politica.

Il Certamen ha tre sezioni : artistica, multimediale e saggistica. Si sono cimentati nel saggio quest’anno 130 ragazzi, e altrettanti hanno prodotto spot, cortometraggi,fumetti, animazioni.

Partecipano nel 2016 ben 62 alunni provenienti da Nocera Inferiore,Corigliano Calabro,Vieste,Gioia Tauro, Paola, Francavilla Fontana,Contursi Terme, Cosenza, Cetraro ( CS), Acri(CS), S. Angelo a Cupolo ( BN). Gli altri 170 oltre che da Rionero sono venuti da Lagonegro, Matera,Marsico Nuovo,Corleto Perticara, Potenza,Muro Lucano, Venosa,Lavello e Melfi.

L’attore Giorgio Colangeli, conosciuto per gli sceneggiati televisivi “ Braccialetti Rossi “ e “ Tutto può succedere” e che con il film L’aria salata (2006), di Alessandro Angelini, ha vinto il David di Donatello 2007, come miglior attore non protagonista, ha letto brani di Concetto Marchesi per accompagnare il professor Carlo Albarello che ha raccontato la resistenza al fascismo del grande latinista.

Nelle tre giornate del Certamen i relatori e i ragazzi raccontano una scuola 2.0, che pochi giorni fa ha presentato i suoi “avatar” reduci dal Comics Festival di Lucca, radicata nella cultura del mondo antico. Una comunità scolastica che con il suo liceo classico e scientifico e l’Istituto d’arte ha voglia di sperimentare percorsi nuovi. Una scuola che dimostra di saper fare squadra e diviene “ promessa di speranza in una prospettiva di grazia e felicità”.

Il dibattito sulla politica portato avanti con tesi contrapposte dai ragazzi del Liceo di Rionero aveva per titolo “ Un progetto estetico di civiltà: da J.Ruskin, M. Arnold, W. Morris a Giustino Fortunato “ . E Giorgio Colangeli lo ha introdotto recitando dal sesto canto del Purgatorio “ Ahi serva Italia..”.

E il pubblico ha applaudito in piedi i versi del sommo poeta perché con Concetto Marchesi ribadiamo che “ Il sapere è il vero luogo della resistenza”.

I ragazzi hanno affermato “ Ci sono ora gli spazi e i tempi per fare politica pulita insieme coltivando la verità e la bellezza “.

P.M. Rocco, I Canti

“I Canti” di Paolo Maria Rocco
Introduzione di Al J. Moran
Immagine di copertina “Babele” (penna biro, carboncino pennarello) del pittore Luciano Bacchiocchi
Ed. BastogiLibri – La Ricerca Poetica – Roma
ISBN 978-88-98457-85-4

“I CANTI”: L’ORFISMO E IL PENSIERO POETANTE NELL’OPERA POETICA D’ESORDIO DI PAOLO MARIA ROCCO. PRESENTAZIONE NEL CENTRO STUDI MARIO LUZI DI MONTEMAGGIORE AL METAURO IL 17 APRILE 2016 ORE 17.30

di Gemma Natali

roccoParlare di Poesia deve far riflettere. È dovuto alla Poesia uno spazio esclusivo. Al cospetto della Poesia si é, volendo usare questa immagine, come di fronte a un quadro: lo osserviamo in silenzio, studiandone –leggendone- il linguaggio, i segni, le forme, il significato, consapevoli del fatto che non ci troviamo, però, all’interno di un museo ma nel farsi vivo delle cose. Ma non è sempre così. A volte, infatti, leggendo recensioni e interventi critici ho la sensazione che il disporsi davanti a un’opera in versi cercando di capire perché si tratti di Poesia e non di altro manchi l’obiettivo: struttura e contenuto del testo poetico scivolano via, essendo spesso irriconoscibili e inducendo così il lettore ad un approccio degenerato come si fosse in procinto di scegliere, da una bancarella in un mercato all’aperto, il ‘pezzo’ tra i tanti altri variopinti e di fogge molteplici. Un prodotto, quindi, di dubbio valore e che non duri più di mezza stagione. Possiamo dire così oggi del destino della Poesia? Azzardiamo che sia proprio così, anche se non tutti saranno d’accordo, restii a fare –come invece si dovrebbe- i conti con la sovrabbondanza di mercanzia a disposizione grazie alla compiacenza di un mercato che alimenta sogni quasi sempre irrealizzabili. Quando poi l’esemplare pregiato emerge, ad una attenta analisi del caso ci si accorge che ciò discende dall’attribuzione dell’autore in una corrente, in una ‘scuola’, in un cenacolo: quanto basta per il ‘passi’ agognato verso l’universo delle lettere. È ben vero, devo aggiungere, che all’interno di questo panorama vi sono poeti, anche in Italia, che raggiungono risultati sicuramente interessanti, fondati non sul vanto di un’amicizia o di una consociazione ma su un lavoro solitario nella poesia di tutto rispetto e di qualità… ma sono pochi e spesso, purtroppo, non ben valorizzati. Il fatto è che da un certo periodo –si parla di decenni, a ritroso- è emersa l’idea che chiunque potesse ‘fare’ poesia. E che, poi, il ‘chiunque’ fosse sprovvisto anche della tecnica non è sembrato un danno: così oggi mi sembra ancora attuale quanto suggeriva quasi dieci anni fa Alfonso Berardinelli, studioso e critico letterario tra i più competenti ed efficaci: «… una poesia fatta da tutti riduce la poesia all’insignificanza (…). Già Orazio lamentava che i poeti fossero innumerevoli. Quevedo scriveva che ‘Dio aveva mandato un’epidemia di poeti in Spagna per punirci dei nostri peccati’. Due secoli dopo Pietro Giordani si lamentava con Leopardi che ormai chiunque sapesse leggere e scrivere si riteneva in grado di impugnare carta e penna e gettar giù versi a profusione; Osip Mandel’stǎm constatava con scoramento l’esistenza di un esercito di poeti che aveva invaso la Mosca rivoluzionaria; Montale scrisse che se Guglielmo Giannini invece di fondare il movimento dell’Uomo Qualunque avesse fondato il partito del Poeta Qualunque, con obbligo dello Stato di stampare a proprie spese i versi di ogni cittadino, avrebbe mandato almeno un centinaio di deputati in Parlamento (…)». E non è un caso, ricorda Belardinelli citando Carrera, se «dopo la rivoluzione sandinista in Nicaragua, per testimonianza di chi c’era, mentre il paese aveva disperato bisogno di ingegneri, capimastri e idraulici, ogni volta che si annunciava una lettura pubblica centinaia di aspiranti poeti si mettevano in fila dal mattino determinatissimi a leggere le loro invettive contro los gringos mentre intorno non c’era una strada che non fosse piena di buche». Ma si può forse impedire che chiunque scriva poesie? No, certo. Non si può e neanche sarebbe giusto. Si potrebbe, però, e si dovrebbe, lanciare un appello quando prendiamo atto, anche con Belardinelli, che gli esiti sono, generalmente, poco incoraggianti: meglio sarebbe guardare dentro se stessi e convincersi che la Poesia prima di scriverla ha bisogno di una lunga e profonda dedizione e disciplina affinché si possano comprendere innanzitutto le ragioni della sua esistenza. Ora sono anche di queste dedizione e disciplina che, osservo, ci dicono le poesie di Paolo Maria Rocco, un esordiente (nella letteratura in versi; nella narrativa è già autore del bel romanzo “Virginia, o: Que puis-je faire?”) che merita l’appellativo di valore: una voce che si distingue, capace di farlo non godendo di appartenenze a ‘scuole’ o correnti poetiche. Le sue qualità le rileviamo non solo nei contenuti delle sue poesie ma anche nell’acquisizione di uno stile personalissimo che funziona come la carta d’identità di una esperienza che traccia una strada possibile e originale nella formulazione di un pensiero poetico nuovo e suggestivo, come rivelano le pagine introduttive al libro “I Canti”: «Ora una poesia nuova induce ad ammettere che c’è un tempo ancora per la poesia dell’opposizione aperta e dichiarata al mondo. La lettura dei Canti di Paolo Maria Rocco mostra che nel mondo il pensiero poetante risorge come poesia della fine di un mondo (…). La poesia dei Canti si fa avanti nell’assenza di grandi narrazioni o nella inerte presenza della ridotta ad esse garantita nei libri. E per contestare lo stato presente delle cose reinventa una ideologia con cui misurarsi, e lo fa senza rinunciare alla mise en abȋme, antidoto, forse il solo, alle rigidità dell’economia politica del segno e della comunicazione. (…) Infine offre (questa poesia, ndr) un fronte di lotta come una linea di resilienza». Pensiero poetante, mise en abȋme, resilienza, le cifre, alcune, dell’estetica di Paolo Maria Rocco. E vede bene Moran quando indica che in essa esercita un ruolo primario l’orfismo: è proprio questo il nucleo intorno al quale si sviluppano i versi dell’autore, in un percorso iniziatico quindi rivelatore della possibilità data all’elemento umano di riscattarsi da una situazione esistenziale che ne mortifica le qualità quando riconosca in sé la memoria della componente luminosa, dionisiaca, generata da una colpa (nel mito i Titani che si cibano del corpo di Dioniso-Zagreo il cui cuore verrà poi mangiato dal padre Zeus che incenerisce i Titani dalla cui materia fuligginosa nasce il genere umano): «Chi scrive poesie è teso a ridestare l’armonia, e il senso del sacro e della libertà, traendo dalla lingua significati che la eccedono, in una effusione e dispersione di energia pari solo all’incapacità dell’uomo di armonizzare le forze della sua anima (…) Poesia oppone ad un contesto disumanamente umano le intuizioni dei poeti intorno alla vita, all’arte, alla bellezza, alla coscienza». Per tutto questo è motivo centrale nei Canti –ci avverte Moran- il carattere visionario dell’esperienza al quale non ci sono alternative perché «la visione è un turbine che trascina via (…), si tratta, piuttosto, di ricostruire il mondo, pezzo per pezzo, a cominciare dalle stanze, dalle case, dai tetti e dai muri perché ci si possa tornare a vivere. È così che la poesia orfica si ripensa in una dimensione vasta di umanità e nella inedita congiunzione che il pensiero poetante opera tra l’esclusività dell’esperienza iniziatica e la generalità dei diritti umani». In questo senso va letto, quindi, il richiamo all’ “intermondo” di Holderlin, nello spazio tra le dimensioni del divino e dell’umanità, dove si trova il poeta: la Poesia, ci dicono i versi di Paolo Maria Rocco, chiama in causa e attinge alla verità depositata nelle informazioni e nella storia che l’anima raccoglie in forma inconscia: una verità che percepiamo in noi durevole oltre noi stessi. Ma come si può riconoscere in noi il Sacro? Solo quando le idee eterne, dormienti in ciascuno si disvelino tornando a vivere in forme intuitive, restituendo a noi, insieme alla conoscenza di un patrimonio di verità, la nostra sacralità nella Poesia.

Corsi di formazione per docenti di lingua

Corsi di formazione per docenti di lingua

La Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e l’autonomia scolastica organizza annualmente, nei mesi estivi, Corsi di perfezionamento in Europa per docenti italiani di lingua e letteratura straniera e per docenti che insegnano una disciplina non linguistica (DNL) in una lingua straniera, secondo la metodologia Content and Language integrate Learning (CLIL), nelle scuole del settore secondario.
I corsi nascono a seguito di accordi culturali stipulati dall’Italia con l’Austria, la Francia e la Germania e in applicazione di specifici protocolli esecutivi.
A carico dei paesi ospitanti sono: l’iscrizione, la frequenza al corso ed il soggiorno (vitto e alloggio).
I corsi sono rivolti ai docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, purché abbiano l’incarico annuale e non abbiano partecipato, nell’ultimo triennio, a medesime od analoghe attività di formazione, né fruito di borse di studio o di ricerca o di perfezionamento linguistico offerte dal Ministero degli Affari Esteri o assegnate da enti, governi stranieri o organizzazioni comunitarie ed internazionali.
Le modalità di partecipazione sono indicate in una specifica circolare annuale.

RICHIESTA CONVOCAZIONE TAVOLO TECNICO

Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca

Sen. Stefania Giannini

 

Al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

Direzione generale per il personale scolastico 

 

Uffici di diretta collaborazione dell’On. Le Ministro

Unità Relazioni Sindacali

Prof. Tonino Proietti

 

Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Dott. Giuliano Poletti

 

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione

On. Marianna Madia

 

Oggetto:  RICHIESTA CONVOCAZIONE TAVOLO TECNICO.

 

Gent.ma Ministro dell’Istruzione Senatore Stefania Giannini,

in occasione dello sciopero nazionale del personale A.T.A. proclamato dalla scrivente Federazione, una delegazione della stessa è stata ricevuta al Ministero della Pubblica Istruzione il 18 Marzo 2016, dal Dott. Giacomo Molitierno unitamente al Dott. Tonino Proietti.

In quell’occasione, dopo aver rappresentato le motivazioni dello sciopero, abbiamo avuto rassicurazioni che su alcuni punti, avremmo ricevuto una risposta.

In data odierna, non avendo ancora ricevuto nessuna risposta, con la presente la scrivente Organizzazione Sindacale, forte dell’altissima partecipazione allo sciopero del personale A.T.A., proponendosi come unico interlocutore del personale A.T.A.,

chiede URGENTEMENTE

 

L’APERTURA DI UN TAVOLO TECNICO, ALLA PRESENZA DEI RAPPRESENTANTI DEL MIUR,

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA FUNIZONE PUBBLICA

 

per poter intraprendere un percorso condiviso al fine di risolvere i seguenti problemi:

  1. considerato che in molte realtà scolastiche il personale A.T.A. in servizio avendo un contratto a tempo determinato al 30.06, renderebbe difficoltoso il rispetto delle prossime scadenze (esami di Stato per le scuole secondarie di I e II grado, pagamento dei compensi accessori, gestione degli stipendi, compresa l’apertura e chiusura degli edifici scolastici nei mesi estivi, programmazione delle ferie), bisogna prorogare immediatamente fino al 31 agosto, tutti i contratti stipulati su posto vacante fino al 30 giugno;
  2. tenuto conto che è oramai noto al M.I.U.R. il numero del personale che dovrebbe transitare dalle provincie alle scuole, non sussistono più i presupposti per continuare a bloccare le immissioni in ruolo, bisogna effettuare immediatamente l’immissione in ruolo del personale A.T.A. su tutti i posti disponibili e vacanti in organico di diritto;
  3. per il rinnovo immediato del CCNL;
  1. per il passaggio in area D di tutti gli assistenti amministrativi in possesso della seconda posizione economica con almeno 36 mesi di servizio nel profilo superiore;
  2. per il passaggio in area C di tutti gli assistenti amministrativi e tecnici con relativo svuotamento del profilo B;
  3. per il passaggio almeno in area As di tutti i collaboratori scolastici;
  4. Per il riconoscimento del Bonus scuola (500 euro) anche a tutto il personale A.T.A.;
  1. per la revisione o annullamento dell’accordo che regola lo svolgimento delle funzioni miste, tenendo conto che molti comuni non elargiscono i necessari fondi;
  2. per la revisione dei parametri per le tabelle degli organici con relativo superamento delle attuali regole restrittive;
  1. per la revisione di tutte le attuali Aree o Profili;
  2. per la soppressione dei commi 332-333-334 della Legge 190 del 23 dicembre 2014 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015) – riguardanti le supplenze brevi e l’organico del personale ATA;
  1. per evitare la decurtazione in organico di diritto dei posti di collaboratore scolastico ed assistente amministrativo in presenza dei co.co.co;
  2. per il superamento e annullamento delle norme dei servizi esternalizzati per pulizie e sorveglianza e ripristino dell’organico accantonato dei Collaboratori Scolastici (11.857 unità);
  3. per il riconoscimento del profilo di videoterminalista agli assistenti amministrativi;
  4. per l’introduzione della figura dell’assistente tecnico negli Istituti Comprensivi;
  5. la valorizzazione degli assistenti tecnici nella didattica laboratoriale;
  6. per la revisione del profilo di D.S.G.A.: istituzione della dirigenza amministrativa o revisione del comma 7, art. 24 del D.I.44/2001, attribuendo al Dirigente Scolastico la responsabilità del consegnatario;
  7. per la separazione netta e chiara dei ruoli tra D.S. e D.S.G.A.;
  8. per il ripristino dell’indennità di funzione superiore per gli assistenti amministrativi che svolgono le funzioni di D.S.G.A. come era nell’art. 69 del vecchio CCNL del 04.08.1995 dove erano presenti le Indennità di funzioni superiori e di reggenza e dove all’assistente amministrativo che sostituiva a tutti gli effetti il Direttore S.G.A. per un periodo superiore a quindici giorni, nei casi di assenza o impedimento, veniva attribuita, per l’intera durata dell’incarico o della sostituzione, una indennità pari al differenziale dei relativi livelli iniziali di inquadramento e qualora si dia luogo all’affidamento in reggenza degli uffici, era corrisposta una indennità pari al cinquanta per cento di quella prevista per gli incarichi o le sostituzioni;
  9. per l’eliminazione della temporizzazione e ricalcolo della ricostruzione di carriera dei D.S.G.A. in servizio all’01.09.2000 fortemente penalizzati;
  10. per poter dare la possibilità al personale A.T.A. di usufruire della mobilità intercompartimentale, bisogna equiparare il personale A.T.A. della scuola al personale gli altri comparti;
  11. per l’istituzione di un organo esterno per le contestazioni di addebito al personale A.T.A..

 

La presente richiesta viene avanzata al fine di fermare lo stato di agitazione del personale A.T.A. che, qualora non fosse accolta, continuerà con ulteriori e maggiori azioni di protesta, non escludendo anche azioni legali.

 

In attesa di un Vostro positivo sollecito riscontro, Le auguriamo buon lavoro.

 

IL PRESIDENTE NAZIONALE FEDER. A.T.A.

             Giuseppe MANCUSO

Meno materie e più laboratori: ecco i «nuovi» istituti professionali

da Il Sole 24 Ore

Meno materie e più laboratori: ecco i «nuovi» istituti professionali

di Claudio Tucci

Meno materie «generaliste», il potenziamento delle attività didattico-laboratoriali, e un collegamento più stretto con il mondo del lavoro.

Il restyling
Per gli istituti professionali di Stato (sono frequentati da mezzo milioni di studenti) sta per arrivare un vero e proprio restyling con l’obiettivo di dare «una rinnovata identità» a questo segmento del nostro sistema scolastico (che oggi “convive”, non sempre pacificamente, con l’offerta formativa regionale, Iefp).

Più collegamento con il lavoro
Il ministero dell’Istruzione è al lavoro su un Dlgs che attua una delle deleghe contenute nella legge Renzi-Giannini. L’intervento, allo studio, è piuttosto ampio: si punta a semplificare i piani di studio, con una riduzione delle discipline nel primo biennio, per virare su più materie “specialistiche” e soprattutto su più ore di laboratorio. L’obiettivo è rafforzare l’alternanza con il mondo produttivo, valorizzando apprendistato e sistema formativo duale, nella versione lanciata del Jobs act. In quest’ottica i percorsi di studio potrebbero essere “tarati” non solo su singoli mestieri, ma anche su ambiti professionali ampi, per rendere più agevole l’accesso dei ragazzi all’occupazione, e contrastare meglio l’abbandono scolastico (che purtroppo in queste scuole resta elevato, con punte del 40% e oltre).

Il rapporto con la Iefp
Un tema delicato è il rapporto con gli istituti tecnici (bisogna, però, evitare, nei contenuti, l’effetto “doppione”); e altrettanto delicato è il raccordo degli istituti professionali con i percorsi della Iefp regionale, anche alla luce del nuovo Titolo V: qui i tecnici di Viale Trastevere stanno ancora studiando come mettere in campo forme di contatto per evitare duplicazioni, e, gradualmente, così provare a superare il doppio regime di sussidiarietà (integrativa e complementare), con una diversa articolazione del secondo biennio. Collegare meglio gli istituti professionali al mondo del lavoro e puntare su maggiore flessibilità didattica «sono obiettivi condivisibili – spiega Giorgio Allulli, esperto di politiche formative -. Attenzione però a non penalizzare i rapporti con la Iefp». E si debbono valorizzare i sistemi che funzionano, come in Lombardia.

Edilizia scolastica, via libera a 480 milioni per 3.500 progetti

da Il Sole 24 Ore

Edilizia scolastica, via libera a 480 milioni per 3.500 progetti

di Gianni Trovati

Andranno a oltre 3.500 progetti sparsi fra 1.508 enti locali i 480 milioni di «spazi finanziari» liberati dai vincoli del pareggio di bilancio per gli investimenti nell’edilizia scolastica.

I numeri
La Conferenza Stato-Città di ieri ha dato il via libera al decreto di Palazzo Chigi che distribuisce i fondi messi a disposizione dalla manovra 2016 (comma 713 della legge 208/2015). La distribuzione dipende dalla geografia dei progetti che gli enti locali hanno dovuto inviare entro il 1° marzo alla struttura di missione di Palazzo Chigi, e la parte da protagonista è svolta dai Comuni che si aggiudicano 395,7 milioni, cioè l’82,4% della dote complessiva (il resto va alle Città metropolitane per il 5,3% e alle Province per il 12,3%). In 285 casi, che nel loro complesso valgono circa 180 milioni, sono state accolte integralmente le richieste di finanziamento, relative a opere già avviate con le puntate precedenti dei «bonus» per l’edilizia scolastica: gli altri 300 milioni vanno invece a nuovi progetti, che sono finanziati per il 55% dell’importo richiesto.

I piccoli Comuni
La geografia delle risorse, esaminata dall’Ifel, mostra che sono le amministrazioni del Nord ad aver risposto in modo più attivo alla richiesta degli spazi finanziari, ottenendo il 62,4% degli importi. Molto importante, però, è anche l’articolazione degli incentivi per fascia demografica, che mostra come il 43,4% dei beneficiari siano Comuni sotto i 5mila abitanti: solo in 45 casi, però, si tratta di mini-enti con meno di mille residenti, che quest’anno sono alle prese per la prima volta con i vincoli generali di finanza pubblica. Al crescere della fascia demografica, com’è naturale, aumenta anche l’importo medio degli spazi finanziari, perché è più ampio il patrimonio di edilizia scolastica bisognoso di interventi: nelle 10 città con più di 250mila abitanti il bonus medio supera i 5 milioni di euro.

Iniziano le prove Invalsi e iniziano le polemiche

da La Tecnica della Scuola

Iniziano le prove Invalsi e iniziano le polemiche

Come è noto il 4 maggio inizieranno le prove Invalsi con italiano alla primaria e già i sindacati annunciano boicottaggi, così come è stato gli altri anni. Per molti insegnanti le prove Invalsi non sanno da fare cosicchè il primo a proclamare lo «sciopero di mansione», con gli insegnanti che si rifiuteranno di somministrare i test Invalsi il 4-5 maggio nelle scuole primarie e il 12 maggio nelle scuole superiori, è stato l’Usb, l’Unione dei sindacati di Base: «Non si tratta di test del tutto oggettivi – sottolinea Antonio Ferrucci, dell’Usb P.I. Scuola -. Ma non vi è alcuna prova che abbiano prodotto miglioramenti nella qualità dell’insegnamento o nell’innalzamento dei livelli di apprendimento». Ma allora perché sono di prassi in tutta l’Europa? E perché su queste prove tanto si insiste, nonostante le lacerazioni?

Per l’Usb, la somministrazione delle prove interrompe le ore di lezione, violando il diritto allo studio di tutti gli studenti, anche di quelli in difficoltà e con disabilità i cui risultati vengono elaborati dall’Invalsi a parte. Ed è vera questa osservazione, ma nessuno però protesta se in periodo di referendum o di elezioni politiche e amministrative le scuole chiudono: non viene leso anche in questo caso il diritto allo studio degli studenti che dovranno fare a mano di due giorni di lezione?

In realtà, come ormai succede da parecchio tempo, ogni anno alcune sigle sindacali tentano il “boicottaggio” delle prove Invalsi in italiano e matematica. Ma sempre con scarsissimo successo. Lo scorso anno, per esempio, quando le critiche furono molto forti anche per via del Ddl di riforma della scuola in discussione in parlamento alla fine alla scuola primaria il tasso di partecipazione negli istituti campioni fu dell’87%; e alle medie di circa l’80%.

Incontro sindacati-Miur sulla dirigenza scolastica. Resoconto unitario

da tuttoscuola.com

Incontro sindacati-Miur sulla dirigenza scolastica. Resoconto unitario
La retribuzione dei presidi. Sembra il gioco delle tre carte

Il 14 aprile 2016 il MIUR ha reso alle OO.SS. rappresentative dell’Area V l’informazione preventiva sulla ripartizione alle Regioni del FUN (Fondo Unico Nazionale) 2015/16, da utilizzare per le contrattazioni regionali sulla retribuzione di posizione e di risultato per l’anno scolastico in corso.

Mentre si svolgeva l’informativa sono stati consegnati al MIUR un migliaio di schede con la verità sulla retribuzione del dirigenti scolastici compilate dai colleghi che hanno aderito al “cedolino day”.

Nel Decreto di costituzione del FUN 2015/16 le risorse disponibili per il salario accessorio dei dirigenti scolastici sono state ridotte di oltre 55 milioni rispetto al 2010, in conseguenza del Decreto Tremonti e degli interventi dei Governi che si sono succeduti dal 2010 in poi, e sono state aumentate di circa 60 milioni per effetto degli aumenti del FUN stabiliti dalla legge 107/2015.  Ad essi vengono però sottratti 14,5 milioni che secondo il MEF sarebbero stati pagati in più ai dirigenti in tutte le regioni nel 2011/12 e in alcune negli anni successivi. Oltre la metà dei restanti 45,5 milioni potrà essere utilizzata solo per la retribuzione di risultato.

Da questi dati risulta con assoluta evidenza che i cosiddetti aumenti della legge 107/2015 non ripristinano la retribuzione media professionale dei dirigenti scolastici al livello del 2010 e sono destinati ad essere distribuiti in modo ineguale fra i dirigenti – in conseguenza della loro valutazione – con le ovvie conseguenze sulla pensione e sulla liquidazione.

Per poter amplificare l’effetto delle sue comunicazioni il Governo continua a parlare di aumenti ai dirigenti scolastici per riconoscere il maggior carico di responsabilità attribuito dalla legge 107/2015. Tace quindi sul fatto che la legge 107/2015 ha stanziato 20 milioni in meno per il prossimo anno e di 34,5 in meno per il 2018. Le retribuzioni dei dirigenti diminuiranno quindi già a partire dall’anno scolastico 2016/17, per ridursi ulteriormente nel 2017/18.

I fatti sono quindi evidenti:

  • non viene ripristinata la retribuzione media professionale dei dirigenti scolastici rispetto al 2010;
  • la retribuzione dei dirigenti scolastici nei prossimi anni tornerà a diminuire;
  • parte della retribuzione verrà spostata sul risultato e sarà collegata alla valutazione effettuata dai Direttori Regionali;
  • si ridurrà la base di calcolo per la liquidazione e la pensione.

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS CONFSAL hanno dichiarato il loro completo dissenso rispetto alle scelte del Governo sulla retribuzione dei dirigenti scolastici: iniqua rispetto agli altri dirigenti pubblici e alle responsabilità attribuite, continuamente in diminuzione, ineguale al suo interno a fronte di uguali carichi di lavoro.

Il Governo non ha rispettato gli impegni assunti con le OO.SS. e con tutti i dirigenti scolastici e utilizza comunicati e risposte a interrogazioni parlamentari per diffondere notizie che non corrispondono alla realtà.

I dirigenti scolastici saranno in campo nelle prossime settimane, insieme a tutti gli altri lavoratori della scuola, per rivendicare il diritto ad una retribuzione equa e dignitosa e al rinnovo del contratto, anche al fine di disciplinare le procedure valutative dei dirigenti scolastici ai cui esiti sono connessi effetti salariali immediati e futuri evitando che essi dipendano unilateralmente dal datore di lavoro.

Concorso, 10 euro per diritti di segreteria. Non è mai troppo tardi

da tuttoscuola.com

Concorso, 10 euro per diritti di segreteria. Non è mai troppo tardi

I bandi di concorso hanno previsto che i candidati al concorso 2016 versino 10 euro per diritti di segreteria. Dai primi riscontri contabili risulterebbe che molti candidati non hanno provveduto al versamento secondo quanto previsto.

Infatti sembra proprio che molti candidati si siano limitati a versare soltanto una quota di 10 euro, anche se hanno presentato domanda di partecipazione a più procedure concorsuali.

Per ogni concorso 10 euro.

Una dimenticanza che può mettere a rischio la partecipazione al concorso? No.

Basta provvedere al versamento mancante prima di presentarsi alla prova scritta, dove dovranno esibire la ricevuta di versamento comprovante il pagamento dei diritti di segreteria.

Non è, quindi, tardi. Si può rimediare facilmente.

Ma se, nonostante tutto, al momento della prova non si esibisce la ricevuta o ancora non si è provveduto al versamento si viene esclusi? No.

Il candidato negligente o distratto verrà invitato a regolarizzare entro un certo tempo, a pena, questa volta sì, di esclusione. Non è mai troppo tardi, ma dopo, rien ne va plus.

Festival dei Bambini

fotobenassiA Firenze la terza edizione del Festival dei Bambini

Indire partner scientifico con un evento dedicato alla didattica immersiva

Si alza il sipario sulla terza edizione del Festival dei Bambini. Nuovi Mondi. Fino a domenica 17 aprile, Firenze ospiterà eventi gratuiti a misura di bambino: un’occasione di crescita attraverso un percorso esperienziale di condivisione, coinvolgimento, scambio di valori e conoscenze.

Indire, partner scientifico della manifestazione, organizza per domani, venerdì 15 aprile, dalle 9 alle 12,30, alla Scuola Città Pestalozzi dei workshop dal titolo “Minecraft a Scuola”, dedicati alla didattica immersiva attraverso l’utilizzo del popolare videogame.

Ad oggi sono tanti i docenti di tutto il mondo che utilizzano Minecraft per insegnare le varie attività didattiche a scuola, come scienze, matematica, storia, ma anche coding e altro ancora. Durante i workshop alla Pestalozzi – organizzati dai ricercatori Indire Andrea Benassi e Lorenzo Guasti – i bambini dai 7 ai 12 anni potranno sperimentare proprio alcune applicazioni didattiche con Minecraft, il video game definito come una “sandbox”, ovvero un luogo dove potenzialmente è possibile creare strutture di ogni tipo.

Usando i materiali in modo appropriato, e seguendo delle regole specifiche, gli alunni saranno in grado di costruire numerosi strumenti e agire in diversi contesti: dalla costruzione di intere città al combattimento in perfetto stile “arcade”, il tutto con l’obiettivo di sperimentare nuove potenzialità didattiche di questo software apprezzato da tutti i ragazzi del mondo

Olimpiadi di Filosofia

olimpiadi_filosofiaOlimpiadi di Filosofia, stamattina al Miur la premiazione dei vincitori

Sono stati assegnati questa mattina i riconoscimenti per le Olimpiadi di Filosofia. A ricevere la targa sei studenti che si sono distinti per il miglior saggio filosofico in lingua italiana o in lingua straniera.
Le Olimpiadi di Filosofia sono promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici – e si svolgono sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La cerimonia si è tenuta presso la Sala della Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a Roma, alla presenza del professor Remo Bodei che ha anche tenuto una lectio magistralis su “I paradossi del tempo”.

Le Olimpiadi di Filosofia sono gare individuali riservate agli studenti del secondo biennio e dell’ultimo anno delle scuole secondarie superiori, statali e paritarie. Sono articolate in due canali: il “canale A”, in lingua italiana, e il “canale B”, in lingua straniera (inglese, francese, tedesco, spagnolo). I primi due classificati del canale in lingua straniera parteciperanno all’International Philosophy Olympiad (in Belgio, dal 12 al 15 maggio prossimi).

La prova nazionale si è svolta ieri, sempre a Roma. Ad affrontare la finale sono stati 88 studenti provenienti da tutta Italia e dalle scuole e sezioni italiane all’estero (2 gli alunni selezionati). Gli alunni iscritti a tutte le fasi di selezione (di istituto, regionale e nazionale) sono stati 9.367 (4.000 gli studenti in gara nel 2015).
I nomi dei vincitori:

“Canale A” – Lingua Italiana

1. Agostino Pigozzi – Liceo Ginnasio Statale G. Asproni – Nuoro

2. Gabriele Uboldi – Liceo Classico e Scientifico A. Volta – Como

3. Raffaele Indri – Liceo Scientifico G. Marinelli – Udine

“Canale B” – Lingua Straniera

1. Roberta del Pezzo – Liceo Classico Pietro Colletta – Avellino

2. Domenico Praticò – Liceo Classico Tommaso Campanella – Reggio Calabria

3. Federico Kruk – Classico Galileo Galilei – Pisa


Olimpiadi di Filosofia, la finale
In corsa per il podio 88 studenti
La premiazione con il Ministro Giannini

Al via le finali delle Olimpiadi di Filosofia. Sono 88 gli studenti che si sfidano per la conquista del podio, a Roma. I ragazzi saranno chiamati ad elaborare un saggio filosofico in lingua italiana o in lingua straniera. Dovranno dimostrare di avere creatività, libertà di pensiero, autonomia di giudizio.

Le Olimpiadi di Filosofia, quest’anno alla XXIV edizione, sono promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzionee si svolgono sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Il via alla gara domani mattina, dalle ore 9.00 alle ore 13.00. Venerdì, dalle ore 9.30, presso la Sala della Comunicazione del Miur, la premiazione dei vincitori. Alla cerimonia parteciperanno il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e il professor Remo Bodei con una lectio magistralis dal titolo “I paradossi del tempo”.

Gli studenti che hanno partecipato a tutte le fasi di selezione sono stati 9.367, più del doppio rispetto ai 4.000 dell’edizione precedente (erano 2.000 nel 2014). Le regioni maggiormente rappresentate sono la Puglia (1.248 studenti), la Campania (1.180) e il Lazio (1.162). Oltre 350 gli istituti accreditati alla competizione e centinaia i dirigenti e i docenti coinvolti per la preparazione dei propri ragazzi, con attività formative di approfondimento dei contenuti filosofici e delle tecniche di scrittura.

Tra le novità di questa edizione è da segnalare l’adesione delle scuole italiane all’estero: 34 gli studenti iscritti (Brasile, Francia e Marocco), di cui 2 quelli che domani affronteranno la finale (provengono da Parigi e Casablanca). Un’apertura internazionale che è stata possibile anche grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese.

Le Olimpiadi di Filosofia sono gare individuali riservate agli studenti del secondo biennio e dell’ultimo anno delle scuole secondarie superiori, statali e paritarie. Sono articolate in due canali: il “canale A”, in lingua italiana, e il “canale B”, in lingua straniera (inglese, francese, tedesco, spagnolo).

Gli 88 finalisti hanno dovuto superare le selezioni a livello di istituto e regionale. Per l’ultima prova verrà chiesta l’elaborazione del saggio filosofico o in lingua italiana o straniera, a seconda del “canale” prescelto da ciascuno studente. I primi due classificati del canale in lingua straniera parteciperanno all’International Philosophy Olympiad (in Belgio, dal 12 al 15 maggio prossimi).

Le Olimpiadi di Filosofia da quest’anno si arricchiscono anche di una Summer School, una scuola estiva internazionale riservata ai docenti che avranno modo di approfondire i contenuti filosofici e le metodologie didattiche. Le lezioni si terranno a Castelsardo (Sassari), dal 19 al 21 luglio.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul portale di Rai Cultura (www.cultura.rai.it/live).

Per le Olimpiadi di Filosofia è disponibile on line un portale dedicato: http://www.philolympia.org


Programma

Autismo ed educazione

Bologna. Convegno ANGSA-LIONS “Autismo ed educazione”

In allegato si pubblica il materiale illustrativo del Convegno “Autismo ed educazione: mai troppo presto, mai troppo tardi, mai troppo gravi”, che si terrà a Bologna, al Teatro Duse, il 23 aprile 2016.
Il convegno è organizzato da ANGSA Emilia-Romagna e dai Lions Club; la partecipazione è gratuita ma è richiesta l’iscrizione alla casella email convegni@autismo33.it

Decreto Dipartimentale 15 aprile 2016, AOODPIT 347

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

IL DIRETTORE GENERALE

VISTA     la legge 11 gennaio 2007, n. 1, ed in particolare l’articolo 2, comma 1, lettera d), recante delega al Governo per l’incentivazione dell’eccellenza degli studenti, ottenuta a vario titolo sulla base dei percorsi di istruzione;

VISTO     il decreto legislativo 29 dicembre 2007, n. 262, recante disposizioni per incentivare l’eccellenza degli studenti e in particolare l’art. 3, laddove prevede l’accreditamento di vari soggetti pubblici e privati, ivi compresi regioni ed enti locali, nazionali o comunitari, che intendono collaborare con l’Amministrazione scolastica al fine di promuovere e realizzare procedure di confronto e di competizione, nazionali e internazionali, concernenti la valorizzazione delle eccellenze degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie;

VISTO     il decreto ministeriale n. 182 del 19 marzo 2015, registrato alla Corte dei Conti il 14 aprile 2015 con n. 1462, ed in particolare l’art. 2 con il quale sono state definite le modalità per l’accreditamento dei soggetti esterni all’Amministrazione scolastica interessati a concorrere alle iniziative di valorizzazione delle eccellenze ed è stata prevista la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dell’elenco dei soggetti accreditati;

VISTO     l’avviso pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 12623 del 2 dicembre 2015 nel quale sono stati indicati i termini per la presentazione delle domande da parte dei soggetti esterni all’Amministrazione scolastica;

CONSIDERATO che in relazione alla procedura attivata ai sensi del citato decreto ministeriale, sono stati accreditati per un triennio scolastico, a partire dall’a.s.2016/2017 fino all’a.s.2018/2019, i soggetti esterni all’Amministrazione scolastica in possesso dei prescritti requisiti;

RITENUTO, pertanto, di dover pubblicare l’elenco dei soggetti esterni accreditati sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ai sensi dell’art.2 del citato decreto ministeriale;

DECRETA

Art. 1

  1. Con il presente decreto che sostituisce il D.D. n. 726 del 9/7/2015 viene redatto l’elenco dei soggetti esterni accreditati al fine di collaborare con l’Amministrazione scolastica per promuovere e realizzare procedure di confronto e di competizione, nazionali e internazionali, nonché olimpiadi e certamina, concernenti la valorizzazione delle eccellenze degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie.
  2. L’elenco di cui all’allegato A che fa parte integrante del presente decreto è pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per fornire informazione alle scuole, ai docenti, agli studenti e ai loro genitori sui soggetti esterni che organizzano iniziative di valorizzazione delle eccellenze.

Il Direttore Generale
Carmela Palumbo


Allegato A

Elenco dei soggetti esterni accreditati al fine di collaborare con l’Amministrazione scolastica per promuovere e realizzare procedure di confronto e di competizione, nazionali e internazionali, concernenti la valorizzazione delle eccellenze degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie.

Periodo di validità dell’accreditamento: dall’a.s.2015/2016 all’a.s.2017/2018

  • Associazione Diesse Firenze (Didattica e Innovazione Scolastica)
  • Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico (AICA)
  • Associazione Junior Achievement Italia
  • Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN)
  • Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte (ANISA)
  • Associazione per l’Insegnamento della Fisica (AIF)
  • Centro PRISTEM – Università “Bocconi”
  • Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone” di Arpino
  • Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche (FAST)
  • Fondazione Museo Civico di Rovereto
  • Kangourou Italia
  • Omron Electronics S.p.A.
  • Provincia di Brescia
  • Società Astronomica Italiana (SAIt)
  • Società Chimica Italiana (SCI)
  • Società Filosofica Italiana (SFI)
  • Società Italiana di Statistica
  • Unione Matematica Italiana (UMI)

Periodo di validità dell’accreditamento: dall’a.s.2016/2017 all’a.s.2018/2019

  • Associazione Culturale Musicale Orchestra Sinfonica “G. Rossini” della Provincia di Pesaro e Urbino
  • Associazione Gioiamathesis
  • Schneider Electric S.p.A.
  • Siemens S.p.A.

Legge Costituzionale (GU 15.4.16, n. 88)

Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione». (16A03075)

(GU Serie Generale n.88 del 15-4-2016)

Avvertenza:
Il testo della legge costituzionale e’ stato approvato dal Senato della Repubblica, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, nella seduta del 20 gennaio 2016, e dalla Camera dei deputati, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, nella seduta del 12 aprile 2016.
Entro tre mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del testo seguente, un quinto dei membri di una Camera, o cinquecentomila elettori, o cinque Consigli regionali possono domandare che si proceda al referendum popolare.  Il presente comunicato e’ stato redatto ai sensi dell’art. 3 della legge 25 maggio 1970, n. 352.

Legge costituzionale

Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione

 


LEGGE COSTITUZIONALE

APPROVATA, IN PRIMA DELIBERAZIONE, DAL SENATO DELLA REPUBBLICA
l’8 agosto 2014
MODIFICATA, IN PRIMA DELIBERAZIONE, DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
il 10 marzo 2015
MODIFICATA, IN PRIMA DELIBERAZIONE, DAL SENATO DELLA REPUBBLICA
il 13 ottobre 2015
APPROVATA, IN PRIMA DELIBERAZIONE, DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
l’11 gennaio 2016
APPROVATA, IN SECONDA DELIBERAZIONE, DAL SENATO DELLA REPUBBLICA
il 20 gennaio 2016
APPROVATA, IN SECONDA DELIBERAZIONE, DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
il 12 aprile 2016
presentato dal presidente del consiglio dei ministri
(RENZI)
e dal ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il parlamento
(BOSCHI)
Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione
 


TESTO
approvato, in prima deliberazione,
dalla Camera dei deputati
    
TESTO DEFINITIVO
Capo I
MODIFICHE AL TITOLO I DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE
Capo I
MODIFICHE AL TITOLO I DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE
Art. 1.
(Funzioni delle Camere).
Art. 1.
(Funzioni delle Camere).
      1. L’articolo 55 della Costituzione è sostituito dal seguente:       1. Identico:
      «Art. 55. – Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.       «Art. 55. – Identico.
      Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.       Identico.
      Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione.       Identico.
      La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo.       Identico.
      Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali. Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica e tra questi ultimi e l’Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea. Concorre alla valutazione delle politiche pubbliche e dell’attività delle pubbliche amministrazioni, alla verifica dell’attuazione delle leggi dello Stato nonché all’espressione dei pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge.       Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea. Valuta le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni e verifica l’impatto delle politiche dell’Unione europea sui territori. Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato.
      Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione».       Identico».
Art. 2.
(Composizione ed elezione del Senato della Repubblica).
Art. 2.
(Composizione ed elezione del Senato della Repubblica).
      1. L’articolo 57 della Costituzione è sostituito dal seguente:       1. Identico:
      «Art. 57. – Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.       «Art. 57. – Identico.
      I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori.       Identico.
      Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a due; ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due.       Identico.
      La ripartizione dei seggi tra le Regioni si effettua, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, in proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.       Identico.
      La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti.       La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge di cui al sesto comma.
      Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri e i sindaci, nonché quelle per la loro sostituzione, in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale. I seggi sono attribuiti in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio».       Identico».
Art. 3.
(Modifica all’articolo 59 della Costituzione).
Art. 3.
(Modifica all’articolo 59 della Costituzione).
      1. All’articolo 59 della Costituzione, il secondo comma è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Il Presidente della Repubblica può nominare senatori cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Tali senatori durano in carica sette anni e non possono essere nuovamente nominati».
Art. 4.
(Durata della Camera dei deputati).
Art. 4.
(Durata della Camera dei deputati).
      1. L’articolo 60 della Costituzione è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Art. 60. – La Camera dei deputati è eletta per cinque anni.
      La durata della Camera dei deputati non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra».
Art. 5.
(Modifica all’articolo 63 della Costituzione).
Art. 5.
(Modifica all’articolo 63 della Costituzione).
      1. All’articolo 63 della Costituzione, dopo il primo comma è inserito il seguente:       Identico.
      «Il regolamento stabilisce in quali casi l’elezione o la nomina alle cariche negli organi del Senato della Repubblica possono essere limitate in ragione dell’esercizio di funzioni di governo regionali o locali».
Art. 6.
(Modifiche all’articolo 64 della Costituzione).
Art. 6.
(Modifiche all’articolo 64 della Costituzione).
      1. All’articolo 64 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:       Identico.
          a) dopo il primo comma è inserito il seguente:
      «I regolamenti delle Camere garantiscono i diritti delle minoranze parlamentari. Il regolamento della Camera dei deputati disciplina lo statuto delle opposizioni»;
          b) il quarto comma è sostituito dal seguente:
      «I membri del Governo hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute delle Camere. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono»;
          c) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
      «I membri del Parlamento hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’Assemblea e ai lavori delle Commissioni».
Art. 7.
(Titoli di ammissione dei componenti del Senato della Repubblica).
Art. 7.
(Titoli di ammissione dei componenti del Senato della Repubblica).
      1. All’articolo 66 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma:       Identico.
      «Il Senato della Repubblica prende atto della cessazione dalla carica elettiva regionale o locale e della conseguente decadenza da senatore».
Art. 8.
(Vincolo di mandato).
Art. 8.
(Vincolo di mandato).
      1. L’articolo 67 della Costituzione è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Art. 67. – I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato».
Art. 9.
(Indennità parlamentare).
Art. 9.
(Indennità parlamentare).
      1. All’articolo 69 della Costituzione, le parole: «del Parlamento» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati». Identico.
Art. 10.
(Procedimento legislativo).
Art. 10.
(Procedimento legislativo).
      1. L’articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Art. 70. – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma.
      Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati.
      Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata.
      L’esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti.
      I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione.
      I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti.
      Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati».
Art. 11.
(Iniziativa legislativa).
Art. 11.
(Iniziativa legislativa).
      1. All’articolo 71 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:       Identico.
          a) dopo il primo comma è inserito il seguente:
      «Il Senato della Repubblica può, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Camera dei deputati di procedere all’esame di un disegno di legge. In tal caso, la Camera dei deputati procede all’esame e si pronuncia entro il termine di sei mesi dalla data della deliberazione del Senato della Repubblica»;
          b) al secondo comma, la parola: «cinquantamila» è sostituita dalla seguente: «centocinquantamila» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari»;
          c) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
      «Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e d’indirizzo, nonché di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Con legge approvata da entrambe le Camere sono disposte le modalità di attuazione».
Art. 12.
(Modifica dell’articolo 72 della Costituzione).
Art. 12.
(Modifica dell’articolo 72 della Costituzione).
      1. L’articolo 72 della Costituzione è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Art. 72. – Ogni disegno di legge di cui all’articolo 70, primo comma, presentato ad una Camera, è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.
      Ogni altro disegno di legge è presentato alla Camera dei deputati e, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.
      I regolamenti stabiliscono procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.
      Possono altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, che, alla Camera dei deputati, sono composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. I regolamenti determinano le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni.
      La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale, per quelli di delegazione legislativa, per quelli di conversione in legge di decreti, per quelli di autorizzazione a ratificare trattati internazionali e per quelli di approvazione di bilanci e consuntivi.
      Il regolamento del Senato della Repubblica disciplina le modalità di esame dei disegni di legge trasmessi dalla Camera dei deputati ai sensi dell’articolo 70.
      Esclusi i casi di cui all’articolo 70, primo comma, e, in ogni caso, le leggi in materia elettorale, le leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali e le leggi di cui agli articoli 79 e 81, sesto comma, il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione. In tali casi, i termini di cui all’articolo 70, terzo comma, sono ridotti della metà. Il termine può essere differito di non oltre quindici giorni, in relazione ai tempi di esame da parte della Commissione nonché alla complessità del disegno di legge. Il regolamento della Camera dei deputati stabilisce le modalità e i limiti del procedimento, anche con riferimento all’omogeneità del disegno di legge».
Art. 13.
(Modifiche agli articoli 73 e 134 della Costituzione).
Art. 13.
(Modifiche agli articoli 73 e 134 della Costituzione).
      1. All’articolo 73 della Costituzione, il primo comma è sostituito dai seguenti:       Identico.
      «Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione.
      Le leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale, su ricorso motivato presentato da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o da almeno un terzo dei componenti del Senato della Repubblica entro dieci giorni dall’approvazione della legge, prima dei quali la legge non può essere promulgata. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni e, fino ad allora, resta sospeso il termine per la promulgazione della legge. In caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale, la legge non può essere promulgata».
      2. All’articolo 134 della Costituzione, dopo il primo comma è aggiunto il seguente:
      «La Corte costituzionale giudica altresì della legittimità costituzionale delle leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ai sensi dell’articolo 73, secondo comma».
Art. 14.
(Modifica dell’articolo 74 della Costituzione).
Art. 14.
(Modifica dell’articolo 74 della Costituzione).
      1. L’articolo 74 della Costituzione è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Art. 74. – Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
      Qualora la richiesta riguardi la legge di conversione di un decreto adottato a norma dell’articolo 77, il termine per la conversione in legge è differito di trenta giorni.
      Se la legge è nuovamente approvata, questa deve essere promulgata».
Art. 15.
(Modifica dell’articolo 75 della Costituzione).
Art. 15.
(Modifica dell’articolo 75 della Costituzione).
      1. L’articolo 75 della Costituzione è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Art. 75. – È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente forza di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
      Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
      Hanno diritto di partecipare al referendum tutti gli elettori.
      La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata da ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
      La legge determina le modalità di attuazione del referendum».
Art. 16.
(Disposizioni in materia di decretazione d’urgenza).
Art. 16.
(Disposizioni in materia di decretazione d’urgenza).
      1. All’articolo 77 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:       Identico.
          a) al primo comma, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «disposta con legge»;
          b) al secondo comma, le parole: «alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono» sono sostituite dalle seguenti: «alla Camera dei deputati, anche quando la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. La Camera dei deputati, anche se sciolta, è appositamente convocata e si riunisce»;
          c) al terzo comma:
              1) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « o, nei casi in cui il Presidente della Repubblica abbia chiesto, a norma dell’articolo 74, una nuova deliberazione, entro novanta giorni dalla loro pubblicazione»;
              2) al secondo periodo, le parole: «Le Camere possono» sono sostituite dalle seguenti: «La legge può» e le parole: «con legge» sono soppresse;
          d) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
      «Il Governo non può, mediante provvedimenti provvisori con forza di legge: disciplinare le materie indicate nell’articolo 72, quinto comma, con esclusione, per la materia elettorale, della disciplina dell’organizzazione del procedimento elettorale e dello svolgimento delle elezioni; reiterare disposizioni adottate con decreti non convertiti in legge e regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi; ripristinare l’efficacia di norme di legge o di atti aventi forza di legge che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi per vizi non attinenti al procedimento.
      I decreti recano misure di immediata applicazione e di contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.
      L’esame, a norma dell’articolo 70, terzo e quarto comma, dei disegni di legge di conversione dei decreti è disposto dal Senato della Repubblica entro trenta giorni dalla loro presentazione alla Camera dei deputati. Le proposte di modificazione possono essere deliberate entro dieci giorni dalla data di trasmissione del disegno di legge di conversione, che deve avvenire non oltre quaranta giorni dalla presentazione.
      Nel corso dell’esame dei disegni di legge di conversione dei decreti non possono essere approvate disposizioni estranee all’oggetto o alle finalità del decreto».
Art. 17.
(Deliberazione dello stato di guerra).
Art. 17.
(Deliberazione dello stato di guerra).
      1. L’articolo 78 della Costituzione è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Art. 78. – La Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari».
Art. 18.
(Leggi di amnistia e indulto).
Art. 18.
(Leggi di amnistia e indulto).
      1. All’articolo 79, primo comma, della Costituzione, le parole: «di ciascuna Camera,» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati,».       Identico.
Art. 19.
(Autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali).
Art. 19.
(Autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali).
      1. All’articolo 80 della Costituzione, le parole: «Le Camere autorizzano» sono sostituite dalle seguenti: «La Camera dei deputati autorizza» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea sono approvate da entrambe le Camere».       Identico.
Art. 20.
(Inchieste parlamentari).
Art. 20.
(Inchieste parlamentari).
      1. L’articolo 82 della Costituzione è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Art. 82. – La Camera dei deputati può disporre inchieste su materie di pubblico interesse. Il Senato della Repubblica può disporre inchieste su materie di pubblico interesse concernenti le autonomie territoriali.
      A tale scopo ciascuna Camera nomina fra i propri componenti una Commissione. Alla Camera dei deputati la Commissione è formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La Commissione d’inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria».
Capo II
Capo II
MODIFICHE AL TITOLO II DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE
MODIFICHE AL TITOLO II DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE
Art. 21.
(Modifiche all’articolo 83 della Costituzione in materia di delegati regionali e di quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica).
Art. 21.
(Modifiche all’articolo 83 della Costituzione in materia di delegati regionali e di quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica).
      1. All’articolo 83 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:       Identico.
          a) il secondo comma è abrogato;
          b) al terzo comma, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «Dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell’assemblea. Dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti».
Art. 22.
(Disposizioni in tema di elezione del Presidente della Repubblica).
Art. 22.
(Disposizioni in tema di elezione del Presidente della Repubblica).
      1. All’articolo 85 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:       Identico.
          a) al secondo comma, le parole: «e i delegati regionali,» sono soppresse e dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: «Quando il Presidente della Camera esercita le funzioni del Presidente della Repubblica nel caso in cui questi non possa adempierle, il Presidente del Senato convoca e presiede il Parlamento in seduta comune»;
          b) al terzo comma, il primo periodo è sostituito dal seguente: «Se la Camera dei deputati è sciolta, o manca meno di tre mesi alla sua cessazione, l’elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione della Camera nuova».
Art. 23.
(Esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica).
Art. 23.
(Esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica).
      1. All’articolo 86 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:       Identico.
          a) al primo comma, le parole: «del Senato» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati»;
          b) al secondo comma, le parole: «il Presidente della Camera dei deputati indice» sono sostituite dalle seguenti: «il Presidente del Senato indice», le parole: «le Camere sono sciolte» sono sostituite dalle seguenti: «la Camera dei deputati è sciolta» e la parola: «loro» è sostituita dalla seguente: «sua».
Art. 24.
(Scioglimento della Camera dei deputati).
Art. 24.
(Scioglimento della Camera dei deputati).
      1. All’articolo 88 della Costituzione, il primo comma è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Il Presidente della Repubblica può, sentito il suo Presidente, sciogliere la Camera dei deputati».
Capo III
Capo III
MODIFICHE AL TITOLO III DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE
MODIFICHE AL TITOLO III DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE
Art. 25.
(Fiducia al Governo).
Art. 25.
(Fiducia al Governo).
      1. All’articolo 94 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:       Identico.
          a) al primo comma, le parole: «delle due Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati»;
          b) al secondo comma, le parole: «Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia» sono sostituite dalle seguenti: «La fiducia è accordata o revocata»;
          c) al terzo comma, le parole: «alle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «innanzi alla Camera dei deputati»;
          d) al quarto comma, le parole: «di una o d’entrambe le Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati»;
          e) al quinto comma, dopo la parola: «Camera» sono inserite le seguenti: «dei deputati».
Art. 26.
(Modifica all’articolo 96 della Costituzione).
Art. 26.
(Modifica all’articolo 96 della Costituzione).
      1. All’articolo 96 della Costituzione, le parole: «del Senato della Repubblica o» sono soppresse.       Identico.
Art. 27.
(Modifica all’articolo 97 della Costituzione).
Art. 27.
(Modifica all’articolo 97 della Costituzione).
      1. Il secondo comma dell’articolo 97 della Costituzione è sostituito dal seguente:       Identico.
      «I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza dell’amministrazione».
Art. 28.
(Soppressione del CNEL).
Art. 28.
(Soppressione del CNEL).
      1. L’articolo 99 della Costituzione è abrogato.       Identico.
Capo IV
Capo IV
MODIFICHE AL TITOLO V DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE
MODIFICHE AL TITOLO V DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE
Art. 29.
(Abolizione delle Province).
Art. 29.
(Abolizione delle Province).
      1. All’articolo 114 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:       Identico.
          a) al primo comma, le parole: «dalle Province,» sono soppresse;
          b) al secondo comma, le parole: «le Province,» sono soppresse.
Art. 30.
(Modifica all’articolo 116 della Costituzione).
Art. 30.
(Modifica all’articolo 116 della Costituzione).
      1. All’articolo 116 della Costituzione, il terzo comma è sostituito dal seguente:       1. Identico:
      «Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n), o), limitatamente alle politiche attive del lavoro e all’istruzione e formazione professionale, s) e u), limitatamente al governo del territorio, possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, anche su richiesta delle stesse, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119, purché la Regione sia in condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio. La legge è approvata da entrambe le Camere, sulla base di intesa tra lo Stato e la Regione interessata».       «Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, m), limitatamente alle disposizioni generali e comuni per le politiche sociali, n), o), limitatamente alle politiche attive del lavoro e all’istruzione e formazione professionale, q), limitatamente al commercio con l’estero, s) e u), limitatamente al governo del territorio, possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, anche su richiesta delle stesse, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119, purché la Regione sia in condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio. La legge è approvata da entrambe le Camere, sulla base di intesa tra lo Stato e la Regione interessata».
Art. 31.
(Modifica dell’articolo 117 della Costituzione).
Art. 31.
(Modifica dell’articolo 117 della Costituzione).
      1. L’articolo 117 della Costituzione è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Art. 117. – La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali.
      Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
          a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea;
          b) immigrazione;
          c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
          d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
          e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari e assicurativi; tutela e promozione della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; perequazione delle risorse finanziarie;
          f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
          g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; norme sul procedimento amministrativo e sulla disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche tese ad assicurarne l’uniformità sul territorio nazionale;
          h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;
          i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
          l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
          m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per le politiche sociali e per la sicurezza alimentare;
          n) disposizioni generali e comuni sull’istruzione; ordinamento scolastico; istruzione universitaria e programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica;
          o) previdenza sociale, ivi compresa la previdenza complementare e integrativa; tutela e sicurezza del lavoro; politiche attive del lavoro; disposizioni generali e comuni sull’istruzione e formazione professionale;
          p) ordinamento, legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni e Città metropolitane; disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni;
          q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; commercio con l’estero;
          r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati, dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;
          s) tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici; ambiente ed ecosistema; ordinamento sportivo; disposizioni generali e comuni sulle attività culturali e sul turismo;
          t) ordinamento delle professioni e della comunicazione;
          u) disposizioni generali e comuni sul governo del territorio; sistema nazionale e coordinamento della protezione civile;
          v) produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia;
          z) infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale.
      Spetta alle Regioni la potestà legislativa in materia di rappresentanza delle minoranze linguistiche, di pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno, di dotazione infrastrutturale, di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, di promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese e della formazione professionale; salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, in materia di servizi scolastici, di promozione del diritto allo studio, anche universitario; in materia di disciplina, per quanto di interesse regionale, delle attività culturali, della promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici, di valorizzazione e organizzazione regionale del turismo, di regolazione, sulla base di apposite intese concluse in ambito regionale, delle relazioni finanziarie tra gli enti territoriali della Regione per il rispetto degli obiettivi programmatici regionali e locali di finanza pubblica, nonché in ogni materia non espressamente riservata alla competenza esclusiva dello Stato.
      Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale.
      Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi dell’Unione europea e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite con legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
      La potestà regolamentare spetta allo Stato e alle Regioni secondo le rispettive competenze legislative. È fatta salva la facoltà dello Stato di delegare alle Regioni l’esercizio di tale potestà nelle materie di competenza legislativa esclusiva. I Comuni e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite, nel rispetto della legge statale o regionale.
      Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
      La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
      Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato».
Art. 32.
(Modifiche all’articolo 118 della Costituzione).
Art. 32.
(Modifiche all’articolo 118 della Costituzione).
      1. All’articolo 118 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:       Identico.
          a) al primo comma, la parola: «Province,» è soppressa;
          b) dopo il primo comma è inserito il seguente:
      «Le funzioni amministrative sono esercitate in modo da assicurare la semplificazione e la trasparenza dell’azione amministrativa, secondo criteri di efficienza e di responsabilità degli amministratori»;
          c) al secondo comma, le parole: «, le Province» sono soppresse;
          d) al terzo comma, le parole: «nella materia della tutela dei beni culturali» sono sostituite dalle seguenti: «in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici»;
          e) al quarto comma, la parola: «, Province» è soppressa.
Art. 33.
(Modifica dell’articolo 119 della Costituzione).
Art. 33.
(Modifica dell’articolo 119 della Costituzione).
      1. L’articolo 119 della Costituzione è sostituito dal seguente:       Identico.
      «Art. 119. – I Comuni, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.
      I Comuni, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri e dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio, in armonia con la Costituzione e secondo quanto disposto dalla legge dello Stato ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.
      La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.
      Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti assicurano il finanziamento integrale delle funzioni pubbliche dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Regioni. Con legge dello Stato sono definiti indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno che promuovono condizioni di efficienza nell’esercizio delle medesime funzioni.
      Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Città metropolitane e Regioni.
      I Comuni, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti».
Art. 34.
(Modifica all’articolo 120 della Costituzione).
Art. 34.
(Modifica all’articolo 120 della Costituzione).
      1. All’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, dopo le parole: «Il Governo» sono inserite le seguenti: «, acquisito, salvi i casi di motivata urgenza, il parere del Senato della Repubblica, che deve essere reso entro quindici giorni dalla richiesta,» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e stabilisce i casi di esclusione dei titolari di organi di governo regionali e locali dall’esercizio delle rispettive funzioni quando è stato accertato lo stato di grave dissesto finanziario dell’ente».       Identico.
Art. 35.
(Limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali ed equilibrio tra i sessi nella rappresentanza).
Art. 35.
(Limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali ed equilibrio tra i sessi nella rappresentanza).
      1. All’articolo 122, primo comma, della Costituzione, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e i relativi emolumenti nel limite dell’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione. La legge della Repubblica stabilisce altresì i princìpi fondamentali per promuovere l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza».       Identico.
Art. 36.
(Soppressione della Commissione parlamentare per le questioni regionali).
Art. 36.
(Soppressione della Commissione parlamentare per le questioni regionali).
      1. All’articolo 126, primo comma, della Costituzione, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: «Il decreto è adottato previo parere del Senato della Repubblica».       Identico.
Capo V
Capo V
MODIFICA AL TITOLO VI DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE
MODIFICHE AL TITOLO VI DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE
Art. 37.
(Giudici aggregati della Corte costituzionale).
Art. 37.
(Elezione dei giudici della Corte costituzionale).
      1. All’articolo 135, settimo comma, della Costituzione, la parola: «senatore» è sostituita dalla seguente: «deputato».       1. All’articolo 135 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:

          a) il primo comma è sostituito dal seguente:
«La Corte costituzionale è composta da quindici giudici, dei quali un terzo nominati dal Presidente della Repubblica, un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative, tre dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica»;

          b) al settimo comma, la parola: «senatore» è sostituita dalla seguente: «deputato».

Capo VI
Capo VI
DISPOSIZIONI FINALI
DISPOSIZIONI FINALI
Art. 38.
(Disposizioni consequenziali e di coordinamento).
Art. 38.
(Disposizioni consequenziali e di coordinamento).
      1. All’articolo 48, terzo comma, della Costituzione, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati».       1. Identico.
      2. L’articolo 58 della Costituzione è abrogato.       2. Identico.
      3. L’articolo 61 della Costituzione è sostituito dal seguente:       3. Identico.
      «Art. 61. – L’elezione della nuova Camera dei deputati ha luogo entro settanta giorni dalla fine della precedente. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dall’elezione.
      Finché non sia riunita la nuova Camera dei deputati sono prorogati i poteri della precedente».
      4. All’articolo 62 della Costituzione, il terzo comma è abrogato.       4. Identico.
      5. All’articolo 73, secondo comma, della Costituzione, le parole: «Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano» sono sostituite dalle seguenti: «Se la Camera dei deputati, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ne dichiara».       5. Identico.
      6. All’articolo 81 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:       6. Identico.
          a) al secondo comma, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati» e la parola: «rispettivi» è sostituita dalla seguente: «suoi»;
          b) al quarto comma, le parole: «Le Camere ogni anno approvano» sono sostituite dalle seguenti: «La Camera dei deputati ogni anno approva»;
          c) al sesto comma, le parole: «di ciascuna Camera,» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati,».
      7. All’articolo 87 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:       7. Identico.
          a) al terzo comma, le parole: «delle nuove Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della nuova Camera dei deputati»;
          b) all’ottavo comma, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati. Ratifica i trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, previa l’autorizzazione di entrambe le Camere»;
          c) al nono comma, le parole: «dalle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «dalla Camera dei deputati».
      8. La rubrica del titolo V della parte II della Costituzione è sostituita dalla seguente: «Le Regioni, le Città metropolitane e i Comuni».       8. Identico.
      9. All’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, dopo le parole: «, delle Province» sono inserite le seguenti: «autonome di Trento e di Bolzano».       9. Identico.
      10. All’articolo 121, secondo comma, della Costituzione, le parole: «alle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «alla Camera dei deputati».       10. Identico.
      11. All’articolo 122, secondo comma, della Costituzione, le parole: «ad una delle Camere del Parlamento» sono sostituite dalle seguenti: «alla Camera dei deputati».       11. Identico.
      12. All’articolo 132, secondo comma, della Costituzione, le parole: «della Provincia o delle Province interessate e» sono soppresse e le parole: «Province e Comuni,» sono sostituite dalle seguenti: «i Comuni,».       12. Identico.
      13. All’articolo 133 della Costituzione, il primo comma è abrogato.       13. Identico.
      14. Il comma 2 dell’articolo 12 della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:       14. Identico.
          «2. Il Comitato di cui al comma 1 è presieduto dal Presidente della Giunta della Camera dei deputati».
      15. Alla legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1, sono apportate le seguenti modificazioni:       15. Identico.
          a) l’articolo 5 è sostituito dal seguente:
      «Art. 5. – 1. L’autorizzazione prevista dall’articolo 96 della Costituzione spetta alla Camera dei deputati, anche se il procedimento riguardi altresì soggetti che non sono membri della medesima Camera dei deputati»;
          b) le parole: «Camera competente ai sensi dell’articolo 5» e «Camera competente», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «Camera dei deputati».
      16. All’articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, al primo periodo, le parole: «da questo in seduta comune delle due Camere» sono sostituite dalle seguenti: «da ciascuna Camera» e le parole: «componenti l’Assemblea» sono sostituite dalle seguenti: «propri componenti»; al secondo periodo, le parole: «l’Assemblea» sono sostituite dalle seguenti: «di ciascuna Camera».
Art. 39.
(Disposizioni transitorie).
Art. 39.
(Disposizioni transitorie).
      1. In sede di prima applicazione e sino alla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, per l’elezione del Senato della Repubblica, nei Consigli regionali e della Provincia autonoma di Trento, ogni consigliere può votare per una sola lista di candidati, formata da consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori. Al fine dell’assegnazione dei seggi a ciascuna lista di candidati si divide il numero dei voti espressi per il numero dei seggi attribuiti e si ottiene il quoziente elettorale. Si divide poi per tale quoziente il numero dei voti espressi in favore di ciascuna lista di candidati. I seggi sono assegnati a ciascuna lista di candidati in numero pari ai quozienti interi ottenuti, secondo l’ordine di presentazione nella lista dei candidati medesimi, e i seggi residui sono assegnati alle liste che hanno conseguito i maggiori resti; a parità di resti, il seggio è assegnato alla lista che non ha ottenuto seggi o, in mancanza, a quella che ha ottenuto il numero minore di seggi. Per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, può essere esercitata l’opzione per l’elezione del sindaco o, in alternativa, di un consigliere, nell’ambito dei seggi spettanti. In caso di cessazione di un senatore dalla carica di consigliere o di sindaco, è proclamato eletto rispettivamente il consigliere o sindaco primo tra i non eletti della stessa lista.       1. Identico.
      2. Quando, in base all’ultimo censimento generale della popolazione, il numero di senatori spettanti a una Regione, ai sensi dell’articolo 57 della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, è diverso da quello risultante in base al censimento precedente, il Consiglio regionale elegge i senatori nel numero corrispondente all’ultimo censimento, anche in deroga al primo comma del medesimo articolo 57 della Costituzione. Si applicano in ogni caso le disposizioni di cui al comma 1.       2. Identico.
      3. Nella legislatura in corso alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, sciolte entrambe le Camere, non si procede alla convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del Senato della Repubblica.       3. Identico.
      4. Fino alla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, la prima costituzione del Senato della Repubblica ha luogo, in base alle disposizioni del presente articolo, entro dieci giorni dalla data della prima riunione della Camera dei deputati successiva alle elezioni svolte dopo la data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. Qualora alla data di svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati di cui al periodo precedente si svolgano anche elezioni di Consigli regionali o dei Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano, i medesimi Consigli sono convocati in collegio elettorale entro tre giorni dal loro insediamento.       4. Identico.
      5. I senatori eletti sono proclamati dal Presidente della Giunta regionale o provinciale.       5. Identico.
      6. La legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, è approvata entro sei mesi dalla data di svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati di cui al comma 4.       6. Identico.
      7. I senatori a vita in carica alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale permangono nella stessa carica, ad ogni effetto, quali membri del Senato della Repubblica.       7. Identico.
      8. Le disposizioni dei regolamenti parlamentari vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, fino alla data di entrata in vigore delle loro modificazioni, adottate secondo i rispettivi ordinamenti dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica, conseguenti alla medesima legge costituzionale.       8. Identico.
      9. Fino all’adeguamento del regolamento della Camera dei deputati a quanto previsto dall’articolo 72, settimo comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 12 della presente legge costituzionale, in ogni caso il differimento del termine previsto dal medesimo articolo non può essere inferiore a dieci giorni.       9. Identico.
      10. In sede di prima applicazione dell’articolo 135 della Costituzione, come modificato dall’articolo 37 della presente legge costituzionale, alla cessazione dalla carica dei giudici della Corte costituzionale nominati dal Parlamento in seduta comune, le nuove nomine sono attribuite alternativamente, nell’ordine, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica.
      10. In sede di prima applicazione, nella legislatura in corso alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, su ricorso motivato presentato entro dieci giorni da tale data da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o un terzo dei componenti del Senato della Repubblica, le leggi promulgate nella medesima legislatura che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte al giudizio di legittimità della Corte costituzionale. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni.       11. In sede di prima applicazione, nella legislatura in corso alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, su ricorso motivato presentato entro dieci giorni da tale data, o entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale, da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o un terzo dei componenti del Senato della Repubblica, le leggi promulgate nella medesima legislatura che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte al giudizio di legittimità della Corte costituzionale. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni. Anche ai fini di cui al presente comma, il termine di cui al comma 6 decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano conformano le rispettive disposizioni legislative e regolamentari a quanto ivi stabilito.
      11. Le leggi delle regioni adottate ai sensi dell’articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione, nel testo vigente fino alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, continuano ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle leggi adottate ai sensi dell’articolo 117, secondo e terzo comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 31 della presente legge costituzionale.       12. Identico.
      12. Le disposizioni di cui al capo IV della presente legge costituzionale non si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano fino all’adeguamento dei rispettivi statuti sulla base di intese con le medesime Regioni e Province autonome. Fino alla revisione dei predetti statuti speciali, resta altresì ferma la disciplina vigente prevista dai medesimi statuti e dalle relative norme di attuazione ai fini di quanto previsto dall’articolo 120 della Costituzione.       13. Le disposizioni di cui al capo IV della presente legge costituzionale non si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano fino alla revisione dei rispettivi statuti sulla base di intese con le medesime Regioni e Province autonome. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, e sino alla revisione dei predetti statuti speciali, alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome si applicano le disposizioni di cui all’articolo 116, terzo comma, ad esclusione di quelle che si riferiscono alle materie di cui all’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, nel testo vigente fino alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale e resta ferma la disciplina vigente prevista dai medesimi statuti e dalle relative norme di attuazione ai fini di quanto previsto dall’articolo 120 della Costituzione; a seguito della suddetta revisione, alle medesime Regioni a statuto speciale e Province autonome si applicano le disposizioni di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale.
      13. La Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste esercita le funzioni provinciali già attribuite alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.       14. Identico.
Art. 40.
(Disposizioni finali).
Art. 40.
(Disposizioni finali).
      1. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) è soppresso. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, nomina, con proprio decreto, un commissario straordinario cui è affidata la gestione provvisoria del CNEL, per le attività relative al patrimonio, compreso quello immobiliare, nonché per la riallocazione delle risorse umane e strumentali presso la Corte dei conti e per gli altri adempimenti conseguenti alla soppressione. All’atto dell’insediamento del commissario straordinario decadono dall’incarico gli organi del CNEL e i suoi componenti per ogni funzione di istituto, compresa quella di rappresentanza.       Identico.
      2. Non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei Consigli regionali.
      3. Tenuto conto di quanto disposto dalla presente legge costituzionale, entro la legislatura in corso alla data della sua entrata in vigore, la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica provvedono, secondo criteri di efficienza e razionalizzazione, all’integrazione funzionale delle amministrazioni parlamentari, mediante servizi comuni, impiego coordinato di risorse umane e strumentali e ogni altra forma di collaborazione. A tal fine è istituito il ruolo unico dei dipendenti del Parlamento, formato dal personale di ruolo delle due Camere, che adottano uno statuto unico del personale dipendente, nel quale sono raccolte e coordinate le disposizioni già vigenti nei rispettivi ordinamenti e stabilite le procedure per le modificazioni successive da approvare in conformità ai princìpi di autonomia, imparzialità e accesso esclusivo e diretto con apposito concorso. Le Camere definiscono altresì di comune accordo le norme che regolano i contratti di lavoro alle dipendenze delle formazioni organizzate dei membri del Parlamento, previste dai regolamenti. Restano validi a ogni effetto i rapporti giuridici, attivi e passivi, instaurati anche con i terzi.
      4. Per gli enti di area vasta, tenuto conto anche delle aree montane, fatti salvi i profili ordinamentali generali relativi agli enti di area vasta definiti con legge dello Stato, le ulteriori disposizioni in materia sono adottate con legge regionale. Il mutamento delle circoscrizioni delle Città metropolitane è stabilito con legge della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la Regione.
      5. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 59, primo comma, della Costituzione, i senatori di cui al medesimo articolo 59, secondo comma, come sostituito dall’articolo 3 della presente legge costituzionale, non possono eccedere, in ogni caso, il numero complessivo di cinque, tenuto conto della permanenza in carica dei senatori a vita già nominati alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. Lo stato e le prerogative dei senatori di diritto e a vita restano regolati secondo le disposizioni già vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.
      6. I senatori della Provincia autonoma di Bolzano/Autonome Provinz Bozen sono eletti tenendo conto della consistenza dei gruppi linguistici in base all’ultimo censimento. In sede di prima applicazione ogni consigliere può votare per due liste di candidati, formate ciascuna da consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori.
Art. 41.
(Entrata in vigore).
Art. 41.
(Entrata in vigore).
      1. La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla promulgazione. Le disposizioni della presente legge costituzionale si applicano a decorrere dalla legislatura successiva allo scioglimento di entrambe le Camere, salvo quelle previste dagli articoli 28, 35, 39, commi 3, 7 e 10, e 40, commi 1, 2, 3 e 4, che sono di immediata applicazione.       1. La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla promulgazione. Le disposizioni della presente legge costituzionale si applicano a decorrere dalla legislatura successiva allo scioglimento di entrambe le Camere, salvo quelle previste dagli articoli 28, 35, 39, commi 3, 7 e 11, e 40, commi 1, 2, 3 e 4, che sono di immediata applicazione.

 

 

Nota 15 aprile 2016, AOODGEFID 6545

A Tutte le istituzioni scolastiche
Agli Animatori digitali
LORO SEDI

E, p.c.
Agli Uffici scolastici regionali
Alla Sovrintendenza agli Studi per la Regione Autonoma Valle D’Aosta
All’Intendenza Scolastica per la lingua italiana di Bolzano
All’Intendenza Scolastica per la lingua tedesca di Bolzano
All’Intendenza Scolastica per la lingua ladina di Bolzano
Alla Provincia Autonoma di Trento-Servizio Istruzione
LORO SEDI

Nota 15 aprile 2016, AOODGEFID 6545

Oggetto: Internet Day – 29 e 30 aprile 2016