Android ad occhi chiusi

da Superando

Android ad occhi chiusi

Già promotore di un utile servizio dedicato alle persone non vedenti e ipovedenti, per agevolarne l’utilizzo di smartphone e tablet con il sistema operativo Android, Alessio Conti, persona non vedente, prosegue il medesimo percorso con la pagina Facebook “Android ad occhi chiusi”, monitorando e aggiornando la progressiva implementazione dell’accessibilità di Android, rispetto ai lettori di schermo, alle sintesi vocali e ad altre apparecchiature.

Già promotore di un utile servizio segnalato anche dal nostro giornale e dedicato alle persone non vedenti e ipovedenti, per agevolarne l’utilizzo di smartphone e tablet con sistemi operativi Android, Alessio Conti, persona non vedente, sta ora proseguendo il medesimo percorso, con la pagina Facebook denominata Android ad occhi chiusi, che si avvale anche di apporti video nei quali vengono spiegate alcune importanti nozioni basilari.
«Questa pagina Facebook – spiega Conti – cresce seguendo la progressiva implementazione dell’accessibilità di Android, guardando alla grande varietà oggi esistente sia in termini di lettori di schermo che di sintesi vocali, con apparecchiature diverse per costi e prestazioni. Inoltre, gli sviluppi – per ora solo preannunciati – nell’àmbito degli assistenti vocali, rendono ancora più necessario un lavoro di monitoraggio e aggiornamento, che valorizzi pienamente le novità sfornate dal mondo Android, dalla Soft Braille Keyboard, tastiera che simula quella della Dattilobraille, consentendo ai “braillisti” una digitazione veloce, ai recenti aggiornamenti del Servizio TalkBack che, pur dando luogo a problemi di prolissità, supportano meglio la navigazione. E ancora, qualche tempo fa la Società LG ha prodotto un modello dotato di tastiera fisica a un prezzo contenuto, utile per chi sia refrattario ai prodotti “a tocco” e non intenda rifugiarsi in un sistema dedicato, con tutte le incognite del caso».
«Non è facile – sottolinea ancora Conti – seguire al meglio un panorama in evoluzione tanto vorticosa, specie facendolo a titolo volontario. E tuttavia annoto con piacere la crescente partecipazione che sta facendo registrare Android ad occhi chiusi, che tramite la sua bacheca e la messaggistica istantanea, fornisce anche, unicamente in forma telematica, consulenza e aiuto a chi ne abbia bisogno». (S.B.)

Sollecito per richiesta tavolo tecnico problematiche ATA

Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
Sen. Stefania Giannini

Al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

Direzione generale per il personale scolastico

Uffici di diretta collaborazione dell’On. Le Ministro

Unità Relazioni Sindacali

Prof. Tonino Proietti

Al Ministro del Lavoro e delle Politiche SocialiDott. Giuliano Poletti

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione

On. Marianna Madia

e.p.c ai Colleghi ATA
Loro Sedi

Oggetto: Sollecito per richiesta tavolo tecnico problematiche ATA

Gent.ma Ministro dell’Istruzione Senatore Stefania Giannini,

facendo seguito alla richiesta inoltrATA dalla scrivente Federazione, ns Prot. n. 35 del 06.04.2016, nella quale si richiedeva la convocazione per un tavolo tecnico relativo alle problematiche del personale ATA e non avendo ricevuto al momento alcun riscontro, con la presente si sollecita tale istanza, menzionando le giuste rivendicazioni proposte dalla Feder. ATA a tutela di tutto il personale ATA della Scuola:

per la proroga fino al 31 agosto, per i contratti stipulati su posto vacante solo fino al 30 giugno;
per l’immissione in ruolo su tutti i posti disponibili e vacanti in organico di diritto;
per il rinnovo immediato del CCNL;
contro la violazione dell’art. 36. della Costituzione che recita “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”;
mancata considerazione nella riforma “La Buona Scuola” di tutta la categoria;
contro il mancato riconoscimento giuridico ed economico delle mansioni svolte;
contro l’inserimento del personale della provincia perdente posto negli organici del personale ATA, unico fra i dipendenti della P.A. ad avere rapporti diretti con dei minori e che, pertanto, non può essere considerato alla stregua degli altri dipendenti statali;
contro il transito dei docenti “inidonei” o dei docenti tecnico-pratici perdenti posto nei ruoli degli assistenti amministrativi e tecnici;
per la revisione o annullamento dell’accordo che regola lo svolgimento delle funzioni miste, tenendo conto fra l’altro che molti comuni non elargiscono i necessari fondi;
per la revisione dei parametri per le tabelle degli organici con relativo superamento delle attuali regole restrittive;
per la revisione di tutte le attuali Aree o Profili;
contro il mancato riconoscimento del Bonus scuola (500 euro) anche a tutto il personale ATA;
per il passaggio in area D di tutti gli assistenti amministrativi in possesso della seconda posizione economica con almeno 24 mesi di servizio nel profilo superiore;
per il passaggio in area C di tutti gli assistenti amministrativi e tecnici con relativo svuotamento del profilo B;
per il passaggio almeno in area As di tutti i collaboratori scolastici;
per la soppressione dei commi 332-333-334 della Legge 190 del 23 dicembre 2014 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015) – riguardanti le supplenze brevi e l’organico del personale ATA;
contro le pressioni ormai insostenibili subite dai collaboratori scolastici a causa soprattutto delle diminuzioni di organico e dei divieti di nomina supplenti: aumento dei carichi di lavoro, turni iper flessibili e orario di lavoro spezzato, spostamento da un plesso ad un altro e/o, addirittura, da un comune all’altro, ore di straordinario assegnate d’ufficio;
contro le continue sollecitazioni lavorative rivolte al personale amministrativo, dovute al notevole aumento dei carichi di lavoro con pratiche sempre più complesse, alla diminuzione dei loro organici, al divieto di nominare supplenti, al malfunzionamento del sistema SIDI e alla totale MANCANZA di corsi di formazione e/o aggiornamento;
contro la decurtazione in organico dei posti di collaboratore scolastico ed assistente amministrativo in presenza dei co.co.co;
per il superamento e annullamento delle norme dei servizi esternalizzati per pulizie e sorveglianza e ripristino dell’organico accantonato dei Collaboratori Scolastici (11.857 unità);
contro una interpretazione forzata del mansionario dei collaboratori scolastici che presuppone che cambino pannolini agli alunni senza una adeguata formazione;
per il riconoscimento del profilo di videoterminalista agli assistenti amministrativi;
contro il mancato riconoscimento della figura di “Animatore digitale” agli assistenti tecnici ed eventuali assistenti amministrativi;
contro la mancata previsione della figura dell’assistente tecnico negli Istituti Comprensivi;
contro la mancata valorizzazione degli assistenti tecnici nella didattica laboratoriale;
per la revisione del profilo di D.S.G.A: istituzione della dirigenza amministrativa o revisione del comma 7, art. 24 del D.I.44/2001, attribuendo al Dirigente Scolastico la responsabilità del consegnatario;
per la separazione netta e chiara dei ruoli tra DS e D.S.G.A;
per la revisione del profilo di DSGA: equiparazione dal punto di vista economico ai segretari comunali;
per il ripristino dell’indennità di funzione superiore per gli assistenti amministrativi che svolgono le funzioni di D.S.G.A come era nell’art. 69 del vecchio CCNL del 04.08.1995 dove erano presenti le Indennità di funzioni superiori e di reggenza e dove all’assistente amministrativo che sostituiva a tutti gli effetti il Direttore S.G.A per un periodo superiore a quindici giorni, nei casi di assenza o impedimento, veniva attribuita, per l’intera durata dell’incarico o della sostituzione, una indennità pari al differenziale dei relativi livelli iniziali di inquadramento e qualora si dia luogo all’affidamento in reggenza degli uffici, era corrisposta una indennità pari al cinquanta per cento di quella prevista per gli incarichi o le sostituzioni.
per l’eliminazione della temporizzazione e ricalcolo della ricostruzione di carriera dei Direttori s.g.a. in servizio all’01.09.2000 fortemente penalizzati;
per il mancato pagamento degli oltre 3.000 lavoratori ATA che stanno continuando a garantire il servizio scolastico e a svolgere le funzioni derivanti dalle posizioni economiche ottenute nell’arco di tempo dal 1° settembre 2011 al 31 agosto 2014, soprattutto di assistenza agli alunni disabili, anche senza ilpagamento degli emolumenti spettanti;
per tutto il personale ATA e ITP proveniente dagli Enti Locali che non ha ottenuto l’inquadramento sulla base del trattamento economico complessivo. Questa categoria di lavoratori ha diritto, infatti, ad ottenere dal M.I.U.R, tramite il Ministero dell’Economia, l’inquadramento sulla base dell’intero periodo di trattamento economico percepito nel 1999. Il ricorso promosso dalla Federata impugnerà l’accordo ARAN 20 luglio 2000 recepito con decreto interministeriale 5.4.2001, al fine di recuperare l’integrale trattamento stipendiale maturato nel comparto precedente fino al 1999.
per le giuste rivendicazioni dei colleghi Collaboratori Scolastici in distacco presso il Ministero dei Beni Culturali, i quali, dopo anni di servizio presso tali strutture, a seguito del prossimo concorsostraordinario bandito dal Ministero dei Beni Culturali per il 2016, “saranno sbattuti fuori come oggetti usati” e rimandati nelle Scuole e del personale ATA distaccato presso gli ex Provveditorati, che è stato restituito quasi totalmente alle scuole, togliendo così preziose risorse agli Uffici Territoriali;
contro i Dirigenti Scolastici sceriffi.
per l’istituzione di un organo esterno per le contestazioni di addebito al personale ATA;

Gentile Ministro,

cogliamo l’occasione per ricordarLe che l’anno scolastico 2015/2016 forse è stato, per tutto il personale ATA della Scuola, il peggiore anno di tutta la sua storia lavorativa.

Nessuna immissione in ruolo per il personale ATA, con il pretesto, quasi infondato, del transito nelle nostre Scuole dei dipendenti delle province, a differenza dei quasi 100.000 docenti immessi nei loro ruoli, come se questa marea di insegnanti che si è riversata nelle nostre Scuole potesse essere gestita senza il personale Ata, quando sappiamo in realtà che noi Ata abbiamo dovuto fare di tutto e di più: dalla pulizia del bagno per i loro servizi igienici ai loro contratti di lavoro; per di più con organici ridotti all’inverosimile.
Oltre il danno, quindi anche la beffa !

Nessuna proroga, per il momento, dei contratti stipulati ingiustamente fino al 30 giugno 2016 ! Situazione mai verificatasi, a memoria d’uomo !

Gentile Ministro,

per questi e per altre valide motivazioni sopra elencate Le chiediamo gentilmente e urgentemente un tavolo tecnico per cercare di risolvere nel migliore dei modi le grandi difficoltà lavorative del popolo ATA, ignorato dalla Buona Scuola e considerato un “fardello inutile da scaricare” anziché un valore aggiunto di continuità alle attività didattiche dell’intera comunità scolastica.

Confidando nel suo buon senso e nella sua serietà professionale, la ringraziamo anticipatamente e la salutiamo cordialmente.
Buon lavoro Ministro !

Direzione Nazionale Feder.ATA

Discriminazione del lavoro precario

Giornata nera per il MIUR contro l’ANIEF: il Tribunale di Torino condanna il Ministero a 50.000 euro per discriminazione del lavoro precario.

Giornata nera quella odierna per il Ministero dell’Istruzione: il Tribunale del Lavoro di Torino ci trasmette ben cinque sentenze in cui il MIUR viene condannato per violazione della Direttiva 1999/70/CE e del relativo Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato. I cinque docenti, infatti, si erano rivolti al nostro sindacato per la tutela dei propri diritti e per richiedere il giusto riconoscimento delle progressioni stipendiali in base all’effettiva anzianità di servizio conseguita in virtù di numerosi contratti di lavoro a tempo determinato. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Giovanni Rinaldi ottengono piena ragione per i nostri iscritti e la condanna del Ministero per contrasto con le direttive comunitarie e palese discriminazione del lavoro precario

Domani sciopero della scuola

Domani sciopero della scuola
I temi della protesta

Preparato nei giorni scorsi da migliaia di assemblee, lo sciopero di domani, 20 maggio, interesserà per tutta la giornata le scuole italiane. Sono più di 8.600 gli istituti, presenti su tutto il territorio con oltre 40.000 sedi scolastiche, molte delle quali saranno chiuse per effetto di una partecipazione che si preannuncia molto alta.

Tre le parole chiave che riassumono ragioni e obiettivi della giornata di lotta: contratto, partecipazione, stabilità del lavoro, per superare gli aspetti più devastanti e deleteri della legge 107 del 2015.
I sindacati chiedono di rinnovare un contratto fermo da anni, una situazione che la stessa Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima e che si è fatta assolutamente intollerabile. Un contratto che riconosca in modo adeguato il valore del lavoro in un settore di importanza strategica per il Paese, riavvicinando le retribuzioni del personale della scuola a quelle di altri comparti della Pubblica Amministrazione e a quelle degli altri Paesi europei.

Contratto e contrattazione: è indispensabile riconquistare al confronto e al negoziato materie che toccano aspetti importanti del rapporto di lavoro e che non possono essere gestiti in modo unilaterale e verticistico. Quando si parla di assegnazione della sede di servizio, o di retribuzione per merito, servono regole certe e trasparenti e la sede legittima per definirle è la contrattazione.

Partecipazione: lo sciopero rilancia e difende un’idea di scuola in cui tutti i soggetti agiscono nel segno della partecipazione, della collegialità, dell’assunzione di responsabilità condivise.
È la scuola della nostra Costituzione, quella che ha fatto crescere le persone e il Paese e che non vogliamo vedere esposta a divisioni artificiose e inquinata da suggestioni autoritarie inutili e pericolose.

Stabilità del lavoro: la realtà è molto diversa da quella propagandata dal Governo. L’area del lavoro precario non è affatto diminuita, per i docenti, col piano straordinario di assunzioni e col bando di un concorso. Per gli ATA, poi, addirittura zero assunzioni pur essendoci 12.000 posti vacanti. Sono decine di migliaia i precari che non vedono realizzato il loro diritto alla stabilità del lavoro, e rischiano anzi di perderlo per effetto delle scelte compiute dal Governo.

La protesta di domani riguarda direttamente tutte le professionalità presenti nella scuola: personale ATA, docenti, dirigenti che chiedono che il valore della scuola pubblica non sia declamato a parole, ma sostenuto concretamente da forti politiche di investimento.

Manifestazioni si terranno in tutte le principali città italiane, organizzate dalle strutture territoriali e regionali dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal. Si concluderà davanti al MIUR di viale Trastevere la manifestazione di Roma, dove un corteo partirà da Porta San Paolo alle 10.

FLC CGIL Domenico Pantaleo
CISL SCUOLA Maddalena Gissi
UIL SCUOLA Pino Turi
SNALS CONFSAL Marco Paolo Nigi

Il governo perde anche l’Appello contro il blocco della contrattazione

Anche la Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto, come il Tribunale, le buone ragioni sostenute dalla Flc Cgil a proposito della contrattazione collettiva per la scuola, l’università, la ricerca e gli istituti AFAM. Con la sentenza del Tribunale capitolino è stato ordinato espressamente all’Amministrazione  di dare avvio “senza ritardo” al procedimento di contrattazione collettiva.

Le argomentazioni dell’Amministrazione, che ha richiesto non  solo l’annullamento ma anche la sospensione della sentenza, risiederebbero nel pericolo che i lavoratori del comparto della conoscenza, potrebbero, sulla base della precedente sentenza del Tribunale di Roma, adire l’autorità giudiziaria con richieste di tipo risarcitorio.

È esattamente quel che vogliamo, che i lavoratori siano risarciti del maltolto. Ed è bene che ciò avvenga attraverso la contrattazione collettiva, subito. Senza cincischiamenti e stiracchiate teorie, che certo non possono ribaltare quanto ha sancito la Corte costituzionale: la contrattazione va riattivata per tutti i settori pubblici. Soprattutto, aggiungiamo noi, dal momento che ormai è stato firmato l’Accordo sui Comparti pubblici, la cui mancata sottoscrizione era l’ultimo alibi del governo per rinnovare i Contratti.

Le ragioni dello sciopero del 20 maggio dei settori Istruzione, università, ricerca e istituti Afam si rafforzano di ora in ora.

Passaggio IV-III Fascia GaE

Passaggio IV-III Fascia GaE: il Consiglio di Stato è dalla parte dell’ANIEF

Bottino pieno per l’ANIEF in Consiglio di Stato: anche l’appello avverso la sentenza TAR n. 8836/2015 che dichiarava difetto di giurisdizione sul ricorso proposto dai docenti inseriti nella IV Fascia delle Graduatorie a Esaurimento è stato accolto con rinvio al Tribunale di primo grado per la decisione nel merito del contenzioso. Gli Avvocati Sergio Galleano, Vincenzo De Michele e Salvatore Russo, patrocinando i diritti dei nostri iscritti avverso il collocamento “in coda” alla III Fascia GaE (c.d. IV Fascia delle graduatorie, istituita nel 2012), hanno ottenuto piena ragione in favore dei ricorrenti, con riconoscimento della “pacifica” giurisdizione del tribunale amministrativo e contestuale annullamento della sentenza breve emanata dal TAR Lazio lo scorso anno.

Il Consiglio di Stato annulla la sentenza emanata dal TAR Lazio

Il Consiglio di Stato dà ragione all’ANIEF in favore dei docenti di ruolo: annullata la sentenza emanata dal TAR Lazio

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello proposto dall’ANIEF avverso la sentenza n. 8786/2015 del TAR Lazio che dichiarava difetto di giurisdizione in materia di reinserimento nelle Graduatorie a Esaurimento dei docenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Gli Avvocati Sergio Galleano, Vincenzo De Michele e Patrizia Gorgo ottengono ragione in favore dei nostri iscritti che il Ministero dell’Istruzione ha cancellato, per il solo fatto di essere stati immessi in ruolo, da tutte le classi di concorso per cui erano parimenti abilitati e inseriti in Graduatoria a Esaurimento. I legali Anief procederanno, ora, all’immediata riassunzione del procedimento innanzi al competente Tribunale Amministrativo per dimostrare l’illegittimità delle disposizioni che escludono i docenti di ruolo pluriabilitati dalle Graduatorie d’interesse.

Scuola-famiglia: provvedimenti del giudice, responsabilità genitoriale e gestione dell’uscita

Scuola-famiglia: provvedimenti del giudice, responsabilità genitoriale e gestione dell’uscita

di Cinzia Olivieri

 

Nei rapporti scuola-famiglia si pongono taluni problemi nell’esercizio della responsabilità genitoriale a seguito di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio ovvero all’esito di procedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio” (Capo II Titolo IX del codice civile).

Infatti i provvedimenti emessi dal giudice ai sensi dell’art. 337 ter c.c. non sempre possono essere tanto dettagliati da riuscire ad evitare e/o a risolvere tutte le possibili situazioni di conflitto tra i genitori nella gestione della relazione con i figli, in cui la scuola finisce spesso per essere coinvolta.

La nota miur 2.09.2015, prot. N. 5336 ha fornito Indicazioni operative per la concreta attuazione in ambito scolastico della legge 54/2006 – “Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli” ma necessariamente con carattere generale senza poter addentrarsi in specifiche questioni.

Per quanto riguarda il profilo normativo, dapprima la L 54/06 ha modificato l’art. 155 c.c. (rubricato “provvedimenti riguardo ai figli”) affermando il principio della bigenitorialità in caso di separazione. Quindi, il Dlgs. 28 dicembre 2013, n. 154 ha introdotto una nuova “modifica della normativa vigente al fine di eliminare ogni residua discriminazione rimasta nel nostro ordinamento fra i figli nati nel e fuori dal matrimonio, così garantendo la completa eguaglianza giuridica degli stessi” ed ha sostituito tale articolo (l’art. 337 ter reca la stessa rubrica) estendendo generalmente a tutti i figli minoriil diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi (genitori), di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale

Poiché la responsabilità genitoriale è esercitata congiuntamente da entrambi i genitori (artt. 316, 337 ter c.c.), ciascuno dei quali, in genere (art. 320 c.c.) o su disposizione del giudice (art. 337 ter c.c.), però può compiere disgiuntamente gli atti di ordinaria amministrazione, di consueto non sempre è necessario e/o obbligatorio per la scuola acquisire il doppio assenso (ad es. autorizzazione a visite guidate).

Tuttavia è consigliabile richiederlo in situazioni che si conoscono conflittuali, sempre che il genitore porti a conoscenza la scuola di eventuali provvedimenti del Tribunale che dispongano in merito all’esercizio della responsabilità e ad un eventuale esercizio separato.

Il giudice poi, nell’adottare i provvedimenti relativi alla prole (art. 337 ter c.c.), “determina i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore”.

Tale disposizione è diretta ad assicurare che il minore mantenga un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori. Per l’effetto, non sempre tempi e modalità di visita sono stabiliti in maniera estremamente puntuale e specifica, anche e soprattutto con riferimento all’uscita da scuola, così da lasciare margini di flessibilità nell’interesse del minore. Quindi, fermo l’affido congiunto, la circostanza che gli orari e condizioni di permanenza presso il genitore non collocatario non prevedano testualmente la possibilità di recupero del minore al termine dell’orario scolastico, neanche, solo per questo, può indurre a concludere che essa sia esclusa (salvo ovviamente espressa disposizione). Nè il genitore non convivente abbisogna della delega dell’altro, il quale non può disporre unilateralmente in merito perché tanto sarebbe in contraddizione con un esercizio condiviso della responsabilità genitoriale ed il compimento disgiunto di atti di ordinaria amministrazione.

In caso di contrasto tra i genitori riguardo questa modalità, la scuola quindi potrebbe trovarsi in difficoltà. Laddove tale disaccordo diventi insanabile occorrerà che essi richiedano, ai sensi dell’art. 337 ter c.c., l’intervento del giudice per cercare una soluzione.

Problematiche ATA

Problematiche ATA: il MIUR convoca i sindacati per il 26 maggio

I sindacati sono stati convocati per giovedì mattina 26 maggio 2016 dal Ministero dell’Istruzione per una generica informativa sul personale ATA.
Finora le ripetute e specifiche richieste sindacali inviate al MIUR sono rimaste senza alcun riscontro, nonostante la situazione di vera e propria emergenza in cui si trovano i lavoratori ATA.

Per questa basilare ragione si rafforzano i motivi dello sciopero indetto dai sindacati unitari per il 20 maggio prossimo le cui rivendicazioni, oggetto della piattaforma rivendicativa, sono le seguenti:

lo sblocco delle immissioni in ruolo sul turn over e la trasformazione dei contratti sui posti vacanti e disponibili al 31 agosto;
le stabilizzazioni definitive per i precari che hanno più di 36 mesi di servizio;
la modificazione della legge 107/15 che impone agli ATA pesanti carichi di lavoro;
l’abolizione delle restrizioni alle supplenze che impediscono di sostituire gli assenti;
la reintegrazione dei tagli di organico e l’istituzione di un organico funzionale di Istituto;
la revisione dei criteri per la determinazione degli organici con l’inserimento del profilo di assistente tecnico anche nelle scuole del primo ciclo;
l’indizione del concorso ordinario e riservato per i DSGA;
la ripresa dei processi di mobilità professionale interna;
il pagamento dell’indennità di reggenza ai DSGA su due scuole.

Accoglienza, integrazione e solidarietà internazionale nella scuola

Miur-Unhcr firmano Protocollo su accoglienza, integrazione e solidarietà internazionale nella scuola

Giovedì 19 maggio, alle ore 11, presso la Sala della Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in viale Trastevere 76/a, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, e il rappresentante per il Sud Europa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Stephane Jaquemet, firmeranno un Protocollo d’intesa con il quale intendono attivare una collaborazione diretta a promuovere congiuntamente nella scuola i temi dell’accoglienza, dell’integrazione e della solidarietà internazionale.

Il documento prevede la realizzazione di attività congiunte fra i due organismi mediante l’elaborazione di specifici progetti.

Durante la firma del Protocollo verrà presentato il primo progetto frutto di questa collaborazione: “Viaggi da Imparare”, un sito web interattivo sul fenomeno dei rifugiati in Italia destinato ai docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.