Ma allora ditelo!

da Superando.it del 03-09-2016

Ma allora ditelo!

di Carlo Giacobini*

Nello scorso mese di luglio, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) avevano nuovamente sollevato l’annosa questione dell’inaccessibilità informatica di alcuni importanti documenti presenti nei siti di Camera e Senato. In particolare, trattandosi degli Atti del Governo sottoposti all’esame delle Camere, la comunicazione era stata diretta al Presidente del Consiglio e al Ministro per i Rapporti con il parlamento, Maria Elena Boschi, che ora ha risposto (con una lettera in formato inaccessibile…).

Io li conosco. Conosco sia Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), sia Mario Barbuto, presidente dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Persone molto diverse fra loro, ma che hanno in comune una notoria mitezza. Mitezza che, bene inteso, non li priva di rigore e determinazione. Non credo però che si possa impunemente abusare della pazienza delle persone miti, in ispecie quando sono anche rappresentanti di istanze ben più ampie delle loro singole persone.

Nel luglio scorso, dunque, come aveva riferito anche il nostro giornale, i due hanno deciso un’azione comune e significativa, rivolgendosi civilmente al Presidente del Consiglio e al Ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento.
Esiste una norma in Italia che impone l’accessibilità dei documenti e dei siti pubblici; ci sono standard, regolamenti, indicazioni nazionali e internazionali. C’è addirittura un’autorità che vigila su questo: l’Agenzia per l’Italia Digitale. Eppure nei siti di Camera e Senato, che pure hanno investito risorse per l’accessibilità, continuano ad essere pubblicati atti “vietati” alle persone non vedenti e assai poco pratici per qualunque utente.
L’aspetto più grave, anche da un punto di vista simbolico ed educativo, è che si tratta degli atti che provengono dal Governo. Documenti assai rilevanti: schemi di decreti legislativi, disegni di legge, legge di stabilità… Non robetta, quindi. Dalla loro lettura vengono esclusi una parte di cittadini e viene complicata la vita di molti altri.
Questi documenti vengono caricati nei siti come immagini scannerizzate. Ne risultano dei pdf che non solo sono grafici, dunque non leggibili, ma addirittura protetti, e quindi con l’impossibilità del ripiego di decodificarli con i software OCR, quali FineReader e lo stesso ScreenReader.
Eppure la soluzione sarebbe semplice e poco costosa: pdf accessibili, come tutti quelli già pubblicati nei due siti. Invece no.

Allora la FISH e l’UICI segnalano dapprima il problema all’Agenzia per l’Italia Digitale che però – evidentemente – non riesce a smuovere l’elefantiaca e ottocentesca prassi governativa.
A questo punto i due Presidenti si armano di carta e penna, formalizzano la richiesta ai vertici del Governo e ne danno giusto risalto a mezzo stampa. Molto rapidamente – forse troppo – Maria Elena Boschi, responsabile del Ministero per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, risponde formalmente accusando ricevuta e rassicurando: «Al riguardo – scrive -, vi informo di aver attivato i competenti uffici della Presidenza del Consiglio di Ministri, al fine di addivenire nel più breve tempo possibile e di intesa con le Camere, alla trasmissione alle stesse oltre che dei documenti ufficiali in formato cartaceo […] anche in formato leggibile con software OCR».
Prego? Software OCR? Nessuno ha chiesto di dover ricorrere a un software OCR, cioè all’ultimo degli strumenti che si possono usare. Si è chiesta l’accessibilità dei documenti: pubblicateli normalmente come qualsiasi altro documento leggibile. È meno complicato e costoso pubblicarli normalmente che non scannerizzarli e importarli in un documento come immagine.
E passi… nella fretta e nella calura estiva gli uffici della Boschi non sono stati tanto a sottilizzare su software, accessibilità (per tutti), standard, digital divide ecc., archiviando l’affaire fra “proteste dei ciechi”.
Passi tutto e perdoniamo: la Boschi ha risposto e questo è un risultato.
Passi tutto, ma non il grottesco: la lettera giunta via mail dal Ministero è in formato inaccessibile.
Ma allora ditelo…

ASSEGNAZIONE CATTEDRE IN TILT, IL MIUR FA LE CAPRIOLE

SCUOLA: M5S: ASSEGNAZIONE CATTEDRE IN TILT, IL MIUR FA LE CAPRIOLE

Presentata al Senato un’interrogazione al ministro Giannini sul caso delle Gae infanzia:gli a quegli insegnanti sono state sottrarre cattedre che gli spettavano di diritto attraverso una procedura non chiara, che sembra sottendere all’ennesimo errore di calcolo

ROMA, 3 settembre – “Il Miur continua a non fornire i dati sui calcoli, evidentemente sballati, per effettuare le assunzioni ma intanto i docenti continuano a rimetterci pesantemente. Questa volta è toccato alle Gae infanzia, alle quali sono stati sottratti numerosi posti, si calcola circa 400, attraverso una procedura del Miur tutt’altro che chiara. Al ministro Giannini rivolgiamo un’interrogazione, presentata al Senato e a prima firma Michela Montevecchi, per verificare se nel caso del procedimento adottato sia stato compiuto un abuso d’ufficio”

Così i parlamentari M5S di Camera e Senato in commissione Cultura.

“Questo sottrazione di posti alle Gae sarebbe stata resa possibile attraverso un decreto con il quale il ministro Giannini avrebbe elevato del 15% la quota di assegnazione cattedre destinata alla fase nazionale del concorso 2012. Per quanto a nostra conoscenza, il Miur ha compiuto questo “ritocco” senza emanare alcun provvedimento di modifica, che attendiamo di visionare. La sensazione continua ad essere la stessa: al Miur il sistema di calcolo ha delle falle che incidono pesantemente sulla pelle di persone e sul comparto ma, su questo processo, non viene fornito alcun elemento di trasparenza e verifica. Il Ministro è conscio del fatto che sta scherzando con l’illegale?”.

EPUB3, verso un futuro migliore per le persone dislessiche

ItaliaMagazine del 03-09-2016

EPUB3, verso un futuro migliore per le persone dislessiche

Volontariato e tecnologia: un binomio davvero straordinario e, certamente, Il Centro Internazionale del Libro Parlato, CILP Adriano Sernagiotto Onlus, ne fa tesoro ogni giorno. Il Centro è nato nel 1983 ad opera di Gualtiero Munerol. L’obiettivo di Munerol era creare, inizialmente, piccole biblioteche per i paesi montani. Quasi subito si rese conto della necessità di tantissime persone di ascoltare i libri impossibilitate, per diverse ragioni, a leggere i libri stampati. Da allora sempre più persone sono state coinvolte per leggere i libri che fossero manuali scolastici oppure narrativa ed il Centro del Libro Parlato è diventato un’associazione Onlus. Oggi il CILP, presieduto da Luisa Alchini, conta 300 donatori di voce ed ha raggiunto i 10 mila libri a catalogo pari a circa 112 mila ore di ascolto per gli iscritti. Indubbiamente si tratta di un immenso contributo per le persone non vedenti o impossibilitate a leggere. I numeri parlano di un dono straordinario che appaga chi impiega il proprio tempo per registrare i libri. Per far conoscere il lavoro prezioso del CILP raccontiamo l’esperienza e la costanza ventennale di un donatore di voce: Marzio Bossi, ingegnere bolognese, da oltre 20 anni donatore di voce del CILP. Storia singolare la sua ed ecco una breve intervista per volgere lo sguardo verso una realtà misconosciuta.

Come è diventato donatore di voce?
Ho frequentato il liceo, a Bologna, poco distante dall’Istituto dei Ciechi “Francesco Cavazza”. Nella mia classe c’erano due compagni non vedenti con cui spesso studiavo e mi capitava spesso di leggere per loro. Dopo tanto tempo, già sposato, fortuitamente mi capitò di leggere un articolo in cui si parlava del CILP e della necessità di nuovi donatori di voce: mi sembrò una chiamata, e mi proposi effettuando un provino. Da allora non ho mai smesso.

Come si integra nell’attività dei donatori di voce l’avanzamento tecnologico degli ultimi anni ?
All’inizio dell’attività, negli anni ’80 registravamo i libri nelle cassette audio, poi si è passati al digitale nei compact disc e, infine, è arrivata la versione scaricabile dal nostro portale. I donatori di voce sono impegnati per almeno due mesi per registrare un libro di medie dimensioni. Si devono correggere gli eventuali errori e creare anche l’indice, elemento essenziale per la lettura. L’operazione è complessa e gestita da un apposito programma. Abbiamo una novità, invece, sul fronte dell’aiuto ai bambini dislessici, grazie all’avvento del formato EPUB3 adesso è possibile avere, in un unico file, contenuti di testo, audio e immagini: una sorta di mini sito off-line. L’audio, precedentemente, risultava di difficile comprensione in quando si trattava di una voce sintetica poco piacevole da ascoltare. Oggi è possibile, invece, abbinare la voce umana che, sincronizzata con il testo, permette al lettore di impiegare i sensi della vista e dell’udito, simultaneamente favorendo una comprensione più rapida e completa. Con il responsabile tecnico del CILP, Davide Bortot, abbiamo ripreso a studiare il linguaggio HTML con cui si realizzano i siti Internet e anche questi cosiddetti audio-ebook. Ne abbiamo realizzati diversi e ci siamo resi conto che poter rendere questa tecnologia praticamente utilizzabile occorre scrivere dei programmi che ne facilitino la realizzazione e abbiamo scritto una analisi dettagliata. Purtroppo, per realizzare il programma, sarebbero necessari finanziamenti ad hoc e ci auguriamo di riuscire ad ottenerli quanto prima. I fondi potrebbero davvero cambiare ed accelerare l’apprendimento della lettura molti bambini e aiutarne altri ad apprendere la nostra lingua e favorirne così l’inserimento nel nostro Paese. Vorremmo sensibilizzare enti, istituzioni ed i privati su questo fronte.

Donare la voce … una forma di volontariato molto particolare perché non si conoscono i destinatari, un aiuto “al buio” che vi avvicina simbolicamente alle persone che aiutate. Un’esperienza che Le è rimasta nel cuore?
Ci capita di leggere davvero di tutto, ho letto libri che non mi sono piaciuti affatto ed altri molto affascinanti. Alcuni brevi altri lunghissimi. Ho donato la mia voce anche per molti studenti leggendo per loro manuali scolastici e, ricordo con tanta emozione, un ragazzo. È non vedente che si è laureato in Ingegneria Chimica a Trieste qualche tempo fa e mi invitò alla laurea a cui partecipai con piacere per condividere l’estremo impegno e soddisfazione di un ragazzo davvero straordinario.
È importante intervenire tempestivamente nei casi di dislessia, nei primi anni di vita si possono ottenere risultati importanti e sostenere il CILP può davvero fare la differenza. Madre Teresa di Calcutta ha detto: “Non possiamo sempre fare grandi cose nella vita ma possiamo fare piccole cose con grande amore”.

www.libroparlato.org

di Marzia Santella

Quinto comandamento: battesimare

QUINTO COMANDAMENTO BATTESIMARE di Umberto Tenuta

CANTO 715

BAMBINI, BATTESIMAVAMO I NOSTRI MICI di Umberto Tenuta

 

Ricordo -bambini intorno ai tre-cinque anni- battesimavamo i nostri piccoli gattini.

Un gioco cerimonioso, lungo, affascinante!

Eva dovette fare la stessa cosa.

In giro per il Paradiso Terrestre, col cestello dei nomi appoggiato al grembo, Eva porgeva al docile Adamo i cartellini delle parole, scritti su cartoncini plastificati in nove colori

Innanzitutto, i NOMI.

I primi due cartellini: ADAMO EVA.

Gentilissimo, Adamo infilò il Cartellino EVA tra i seni di EVA, senza spilli.

EVA, carina, glielo spillò, profondo, sopra il cuore.

Ora, contenti e giulivi, andarono alla pianta del melo.

Adamo non ebbe dubbi: MELO sul tronco e MELA su una mela appena morsicata.

Poi toccò al pino.

Ah, sì, Eva: PINO alla pianta, e PIGNA al frutto!

E giù di lì!

PERO alla pianta, PERA al frutto.

MELO alla pianta, MELA al frutto.

ULIVO alla pianta, ULIVA al frutto.

FICO alla pianta, FICA al frutto…

-Stupido, svergognato, ma che vai dicendo?

Adamo non capì un fico secco, ma obbediente passò oltre, alle altre piante ed ai loro frutti.

E non sbagliò un solo cartellino.

Dalle piante passò agli animali.

Con molta circospezione, LUPO al maschio e LUPA alla femmina.

ASINO all’asino ed ASINA all’asina, CAVALLO ai maschi e CAVALLA alle femmine.

……

“O cavallina, cavallina storna,

portavi a casa sua chi non ritorna!

a me, chi non ritornerà più mai!

Tu fosti buona… Ma parlar non sai!

Tu non sai, poverina; altri non osa.

Oh! ma tu devi dirmi una cosa!

Tu l’hai veduto l’uomo che l’uccise:

esso t’è qui nelle pupille fise.

Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.

E tu fa cenno. Dio t’insegni, come”.

Ora, i cavalli non frangean la biada:

dormian sognando il bianco della strada.

La paglia non battean con l’unghie vuote:

dormian sognando il rullo delle ruote.

Mia madre alzò nel gran silenzio un dito:

disse un nome… Sonò alto un nitrito.

Il NOME.

Il GIOCO DEI NOMI

Giocano gli alunni nel gran laboratorio del mondo che li circonda.

Il mondo è il loro laboratorio.

Giocano a dare un nome agli animali, alle piante, alle cose.

Giocano in gruppi di Adami e di Eve.

Come diceva Platone, i bimbi debbono apprendere come in un gioco.

Ai docenti il compito, non di preparare LEZIONI, ma di inventare GIOCHI PER APPRENDERE.

Nel LABORATORIO LINGUISTICO della scuola si gioca:

– a dare un nome alle cose

– a indicare le qualità delle cose

-a dare un nome alle azioni

-a scoprire le parole delle azioni

A inventare la Grammatica!

 

Tutti i miei Canti −ed altro− sono pubblicati in:
http://www.edscuola.it/dida.html
Altri saggi sono pubblicati in
www.rivistadidattica.com
E chi volesse approfondire questa o altra tematica
basta che ricerchi su Internet:
“Umberto Tenuta” − “voce da cercare”

https://www.facebook.com/utenuta/posts/10208519934589217?pnref=story