LA GRANDE ILLUSIONE: UFFICI SCOLASTICI NEL CAOS

LA GRANDE ILLUSIONE: UFFICI SCOLASTICI NEL CAOS
IL SACRIFICIO DEI LAVORATORI E LA MANCETTA DI FARAONE NON SALVANO L’AVVIO DELL’ANNO SCOLASTICO

Nei mesi scorsi avevamo denunciato l’insostenibile situazione dei lavoratori degli uffici scolastici territoriali, costretti a centinaia di ore di straordinario per provare a garantire il lavoro necessario, con organici largamente insufficienti da anni. La retorica del governo sugli “sprechi” della pubblica amministrazione, ha reso impossibile il lavoro di uffici vitali per le scuole ed il paese.

Al di là delle promesse del governo, la scuola inizierà con buchi in organico, insegnanti in procinto di trasferirsi e segreterie impazzite per nominare supplenti temporanei.

Il fallimento della mobilità varata dal governo con l’accordo di Cisl, Uil, Snals e Cgil,
le chiamate dirette dei presidi,
le conciliazioni attivate senza mai comunicare agli interessati le esclusioni,
le assegnazioni annuali ancora in alto mare,
Hanno mandato in tilt gli uffici e con loro tutta la scuola

E il 7 settembre il governo ha emanato un decreto per l’assunzione dei docenti che prevede di svolgere tutte le operazioni entro il 13 settembre.

In questi giorni i lavoratori degli uffici territoriali sono al lavoro fino a tarda sera per provare a salvare il salvabile, ma tutti sanno che non è possibile.

Le assunzioni in ruolo vengono convocate con poche ore di preavviso,
le supplenze annuali non sono ancora neanche calendarizzabili,
le assegnazioni provvisorie sono in alto mare.

La 107 aveva annunciato meno burocrazia e più efficienza. Invece, tra mobilità e chiamata diretta, le operazioni sono raddoppiate. Anche questa volta la “buona scuola” ha fallito.

Il super lavoro degli uffici potrebbe poi non servire. Tra i pasticci del governo c’è infatti il famoso concorso. Al sud i posti messi a concorso vengono coperti dalla mobilità, al nord le irreali bocciature lasceranno molti buchi in organico. Tanto lavoro, tanti soldi spesi e il risultato finale sarà disoccupazione al sud e aumento del precariato a nord per coprire i posti vuoti.

Il governo ha quindi venduto fumo e lo ha fatto sulla pelle dei lavoratori degli uffici territoriali, degli insegnanti del personale delle segreterie e degli studenti.

La soluzione non è nella mancetta promessa da Faraone (di cui nessun lavoratore ha visto traccia visto che probabilmente i famosi 1000 euro andranno solo ai dirigenti), né in un rinnovo del contratto senza risorse o con il ricatto di più ore di lavoro. Per molti impiegati degli uffici scolastici le 40 ore settimanali sono state superate da un pezzo.

Serve una lotta che metta insieme le rivendicazioni di tutti i lavoratori della scuola: docenti, ATA e lavoratori degli uffici scolastici. Una lotta che veda protagonisti i lavoratori e le loro RSU. Siamo stanchi dei rinvii dei sindacati complici, preoccupati solo di ritagliarsi un ruolo al tavolo del rinnovo contrattuale.

Vogliamo condizioni di lavoro e salari dignitosi. Vogliamo poter fare un buon lavoro.

L’efficentista Renzi dovrebbe sapere bene che la produzione richiede investimenti, ovvero aumenti consistenti degli organici, calendari delle operazioni basati su semplice logica e vero snellimento burocratico.

Per questo è urgente avviare assemblee e confronti tra lavoratori e sindacati conflittuali per arrivare a definire un primo grande sciopero che avvii un lungo percorso di mobilitazione.

La scuola nelle Aule di Camera e Senato

La scuola nelle Aule di Camera e Senato 

Anche quest’anno si aprono le porte del Parlamento agli studenti e agli insegnanti. Diventare cittadini partecipi e responsabili a cominciare dalla scuola che allarga gli orizzonti del sapere alla dimensione della cittadinanza. Un’idea di cittadinanza creativa e aperta, dove i valori della nostra Costituzione e quelli dell’integrazione europea rappresentano la piattaforma comune dell’esperienza scolastica e di quella istituzionale.

Sono questi gli obiettivi e i temi che Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Ministero dell’Istruzione propongono a studenti e docenti nell’anno scolastico 2016-17, rinnovando i bandi – già pubblicati online – per i progetti a sostegno dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” nelle scuole.

La collaborazione tra Parlamento, Ministero dell’Istruzione e Uffici scolastici regionali vuole infatti promuovere nelle scuole l’approfondimento e la ricerca sui principi della Carta costituzionale. Ogni scuola potrà usare questi progetti per arricchire la propria offerta formativa, realizzare percorsi didattici innovativi, collegarsi più strettamente al proprio territorio avvalendosi delle risorse offerte da Camera, Senato e Ministero.

Innanzitutto, quest’anno, in occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, nell’ambito del concorso “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione“, bandito da Miur, Camera e Senato e rivolto alle scuole secondarie di II grado, è previsto un premio al miglior progetto sull’articolo 11 della Costituzione, con particolare riferimento alle istituzioni dell’Unione Europea.

Gli altri premi riguarderanno i progetti in forma di video, e-book, siti internet e blog che valorizzino la Costituzione e dimostrino capacità di ricerca, originalità, efficacia didattica e comunicativa. Premi speciali sono previsti per l’utilizzo delle più avanzate tecnologie informatiche e per progetti di promozione della legalità.
Oltre a “Lezioni di Costituzione”, vi sono i progetti, nati da una collaborazione tra Senato e Miur: “Vorrei una legge che…“, dove gli studenti possono elaborare una propria proposta di legge e “Testimoni dei diritti“, per approfondire la situazione dei diritti umani nel mondo.

Anche quest’anno riparte poi l’iniziativa “Parlawiki-Costruisci il vocabolario della democrazia“, ideato dalla Camera e dal Miur, che nella passata edizione ha riscosso un notevole successo. Parlawiki è destinata alle quinte delle scuole primarie e alle secondarie di primo grado, che potranno illustrare alcune “parole chiave” della democrazia in forma multimediale.
Infine la possibilità per le scuole di conoscere da vicino il Parlamento, attraverso visite a Palazzo Montecitorio (Giornata di formazione a Montecitorio) e a Palazzo Madama (Un giorno al Senao) che permettono ai giovani di entrare direttamente nei luoghi delle Istituzioni parlamentari e conoscerne “sul campo” il ruolo e le funzioni.


Nota 6 settembre 2016, AOODGOSV 9969

Terremoto, inaugurato l’anno scolastico ad Amatrice

Terremoto, inaugurato l’anno scolastico ad Amatrice con il Ministro Giannini

L’anno è ripreso per circa 200 alunni dall’infanzia alla secondaria di I grado dei comuni di Amatrice, Accumoli e frazioni. L’anno scolastico è ripreso anche a Cittareale in apposite tensostrutture montate grazie ai volontari dell’Associazione Nazionale Alpini e alle forze armate.

“Sono commossa e felice. Ripartiamo da questa bellissima scuola. Ringrazio chi si è speso per produrre in pochi giorni un mezzo miracolo”, ha sottolineato il Ministro durante l’inaugurazione ad Amatrice rivolgendosi a genitori e ragazzi. “È stato fatto un lavoro straordinario e il nostro impegno parte da oggi per fare in modo che questa scuola sia la vostra casa e il simbolo della speranza, della voglia di ripartire e di vincere la paura. È un primo passo. Da oggi parte anche il lavoro più lungo. Amatrice – ha concluso il Ministro – riavrà tutto quello che ha perso”.

Ad inaugurare l’anno, insieme al Ministro Giannini, anche il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Ugo Rossi, al Sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, il Commissario per la ricostruzione, Vasco Errani. Presenti al simbolico taglio del nastro anche i Sindaci di altri Comuni colpiti dal sisma, dei Dirigenti Scolastici, dei docenti, degli studenti e delle loro famiglie.
Fissato, invece, per il 15 settembre l’inizio delle lezioni per gli studenti di località Acquasanta Terme, Gualdo e Arquata del Tronto, ospitati in tensostrutture. Tra due giorni riprendono le lezioni anche a Montegallo, dove le strutture provvisorie sono state donate e realizzate dalla Regione Emilia-Romagna.

Per poter garantire la ripresa del nuovo anno scolastico il Miur ha attivato, subito dopo il terremoto, una apposita task force che sta operando insieme alla Protezione civile, alle Regioni, ai Comuni. Con l’obiettivo di fare della scuola il simbolo della ripartenza delle comunità colpite dal sisma. E proprio #RipartiamoDallaScuola è il nome dell’iniziativa messa in campo dal Ministero per raccogliere anche la solidarietà di chi vuole dare supporto alle comuni9tà scolastiche delle aree colpite dal terremoto attraverso la mail ripartiamodallascuola@istruzione.it. Il Miur sta supportando anche l’acquisto di materiale didattico e arredi scolastici. Le attività scolastiche, che si svolgeranno nei normali orari, saranno integrate dalle attività delle Associazioni accreditate dal Miur, Actionaid, Save the Children, Ido, Telefono Azzurro, Psicologi per il Mondo, Agire, Cesvi, che assicureranno un sostegno psicologico a studenti, genitori e docenti.

Via al nuovo anno. Giannini: anomalie nei trasferimenti per oltre 3mila docenti

da Il Sole 24 Ore

Via al nuovo anno. Giannini: anomalie nei trasferimenti per oltre 3mila docenti

di Claudio Tucci

Si è aperto ufficialmente il nuovo anno scolastico: ieri la prima campanella è suonata in nove Regioni. Nei giorni a seguire toccherà alle altre regioni secondo i calendari deliberati negli scorsi mesi. Gli studenti delle scuole statali sono quest’anno 7.816.408, 370.597 le classi distribuite nelle 8.281 istituzioni scolastiche presenti sul territorio per un totale di 41.163 sedi.

Giannini: procedura di conciliazione per il 2,5% dei trasferimenti
In mattinata è arrivato l’in bocca al lupo a studenti, docenti e presidi da parte del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che poi nel pomeriggio ha chiarito alcuni punti controversi di quest’estate. A partire dal piano di mobilità straordinaria che ha interessato 207mila insegnanti: «Nel sistema che ha assegnato la destinazione non ci sono stati bug, perché altrimenti sarebbe saltato – ha detto Giannini -. Tra tutti i docenti trasferiti, il dato anomalo, che ha richiesto la procedura di conciliazione, ha riguardato il 2,5% del totale, oltre 3 mila persone».

A breve un nuovo Tfa
Il ministro ha poi detto che a breve ci sarà un altro ciclo di tirocinio formativo attivo (Tfa), per l’abilitazione all’insegnamento per le classi di concorso con bisogno di posti. Con la delega per l’accesso all’insegnamento, prevista dalla legge 107, ha aggiunto Giannini, «ci sarà una laurea che già prevede al suo interno dei crediti che abilitano coloro che scelgono di fare l’insegnante. Non si pagherà più un corso. Ma subito dopo la laurea si farà un tirocinio pagato, corrispondente allo status di tirocinante».

Renzi: i fondi per l’edilizia fuori dal patto di stabilità
Per la scuola si aprono «sfide importanti e grandi responsabilità. Le affronteremo con molti strumenti in più rispetto al passato». Per il “tagliando” della riforma, il governo chiede di aspettare il prossimo anno. A parlare è stato anche ieri il premier, Matteo Renzi: «In questi anni abbiamo messo 4 miliardi sulle scuole. La scuola riparte, ci sono tante scuole belle e tanti professori in più». Oggi al via le lezioni anche Amatrice colpita dal sisma: il premier insiste: i denari per l’edilizia scolastica devono stare fuori dal patto di stabilità.

Alternanza, allo studio un meccanismo per incentivare le aziende

da Il Sole 24 Ore

Alternanza, allo studio un meccanismo per incentivare le aziende

di Maria Piera Ceci

 Prevista dalla legge della Buona scuola e partita in tutta fretta lo scorso anno scolastico anche per il triennio dei licei, l’alternanza scuola lavoro entra quest’anno a pieno regime. Un anno dunque quello che sta partendo che dovrà vedere la messa a punto di un meccanismo che ha rivelato opportunità, ma anche qualche limite.
«Sicuramente quello che si è concluso a giugno è stato l’anno zero, nell’intenzione poi di far iniziare quest’anno in maniera più convinta», spiega Giovanni Brugnoli, vicepresidente Confindustria, con delega al capitale umano. «Ci sono state piccole difficoltà organizzative, perchè i provvedimenti vanno masticati, capiti e adeguati alle esigenze della comunità studentesca e delle imprese. Penso però che il risultato sia decisamente positivo e ci aspettiamo un importante risultato da quest’anno, perchè la platea studentesca inizia ad essere più ricca anche nei numeri».
Quante sono le aziende che si sono rese disponibili per ospitare gli studenti in alternanza scuola lavoro?
«Sono oltre ventimila le aziende che hanno aderito e quest’anno cercheremo di ampliare la platea delle imprese. A questo scopo stiamo cercando un meccanismo con il Miur e la Presidenza del consiglio per incentivare le aziende. Intercettare anche le medie, piccole e piccolissime imprese potrebbe far ruotare maggiormente il numero dei ragazzi, quindi è su questo binario che stiamo cercando di impostare il dialogo con il governo».
Un meccanismo dunque che può migliorare, anche alla luce delle esperienze realizzate lo scorso anno. Cosa c’è da cambiare?
«Una maggiore semplicità del meccanismo agevolerebbe l’apertura delle aziende a molti più studenti e quindi dobbiamo cercare di semplificare l’immissione dei ragazzi in alternanza. Per fare ciò, abbiamo chiesto al ministero di fare dei provvedimenti ad hoc, per semplificare e agevolare tutto, dai trasporti alle assicurazioni. Questo procedimento deve diventare una cosa naturale».
Com’è stato il rapporto con le scuole e in particolare con i licei, al loro debutto in esperienze di alternanza scuola lavoro, al contrario degli istituti tecnici che già da anni hanno messo in atto esperienze di stage?
«Il nostro principio è quello che le scuole (e quindi anche i licei) condividano un dialogo con le imprese che sono una grande fucina per l’occupabilità delle future generazioni. Anche i licei hanno capito questa impostazione, il dialogo è stato proficuo e continueremo anche quest’anno».
E nelle aziende invece com’è andata? Considerando che molti dei ragazzi che arrivano in alternanza sono minorenni e privi di alcuna esperienza, rappresentano un peso per le aziende?
«Come in tutte le novità, ci sono quelle che hanno giudicato l’esperienza molto positiva e quelle che vogliono una registrazione del meccanismo. Credo che necessiti di un cambio culturale vedere l’impresa come aspetto educativo e formativo dei ragazzi. Le imprese devono abituarsi a questa novità e fare di questa innovazione un proprio bacino di futuri lavoratori da immettere. Ci sono le imprese che si sono trovate immediatamente bene e altre che all’interno della novità hanno rivelato alcune lacune».
Molte scuole lo scorso anno scolastico si sono trovate in difficoltà nel trovare aziende disponibili ad accogliere gli studenti. In molti casi hanno dunque optato per la simulazione d’azienda, che prevede che alcuni professionisti aiutino i ragazzi in esercitazioni in classe. Non si tradisce così lo spirito della legge della Buonascuola?
«Sono convinto che respirare l’aria aziendale sia tutt’altra cosa che respirare quella all’interno delle aule. E’ corretto che ci siano state le simulazioni per quanto riguarda il primo anno, però andare in azienda è completamente diverso e ha un significato educativo molto più ampio».
Nonostante siano sempre meno le resistenze, parte del mondo della scuola ed alcune associazioni studentesche adombrano ancora il sospetto che i ragazzi vengono utilizzati per lavorare gratuitamente. Sentite ancora forte questo sospetto?
«Credo sia un retaggio culturale che dobbiamo toglierci dalla testa. Prima si percepisce il ruolo educativo dell’impresa, prima si riuscirà a condividere con le scuole questo procedimento. Quale miglior fucina è il rapporto con l’impresa già in età giovanile? Facendo così, già dai 16-17 anni si comincia a respirare l’aria aziendale e si percepisce cosa si deve fare, con quale impegno e con quali prospettive. Con questo cambio culturale avremo persone più formate e più abituate al mondo dell’impresa».
Prima campanella in questi giorni per quasi otto milioni di studenti. Cosa auspica per ragazzi e aziende?
«Per noi che lavoriamo in azienda, auspico di trovare in questo provvedimento terreno fertile per poter condividere con gli studenti che si affacciano all’alternanza scuola lavoro una volontà di essere inserito nelle nostre imprese. Abbiamo una grandissima necessità di figure altamente professionalizzanti. Abbiamo un gap fra domanda e offerta di circa sessantamila figure professionali che probabilmente con questo provvedimento nei prossimi anni riusciremo a colmare. Ai ragazzi auguro di impegnarsi al massimo, perchè il cammino dello studio e del lavoro devono risultare impegnativi, ma anche di soddisfazione».

La scuola ricomincia tra certificati medici e congedi parentali contro i trasferimenti

da Corriere della sera

La scuola ricomincia tra certificati medici e congedi parentali contro i trasferimenti

A quattro giorni dalla chiusura delle assegnazioni provvisorie degli insegnanti, regna ancora il caos nell’attribuzione delle cattedre, e molte aule rischiano di rimanere vuote

Certificati medici, domande di aspettativa, congedi parentali, permessi straordinari. In vista del primo giorno di scuola — oggi si torna in classe in otto Regioni — piovono le richieste dei professori sulle scrivanie dei presidi: pur di rinviare un trasferimento forzato, e dispendioso, si ricorre a qualsiasi mezzo. A quattro giorni dalla chiusura delle assegnazioni provvisorie degli insegnanti, regna ancora il caos nell’attribuzione delle cattedre, e molte aule rischiano di rimanere vuote, soprattutto al Nord. «Dal 20 a punte del 40% di buchi», allerta la Cisl. «Ci sono 40 mila insegnanti in bilico», stima la Cgil. «Difficile da quantificare — frena la Uil —. Ma il fenomeno esiste: come non capire un professore che dovrebbe iniziare in Veneto ma sta aspettando la risposta per rimanere in Campania?».

Una necessità che non riguarda tutta la platea dei quasi 800 mila professori italiani: ma solo quella fetta che ha fatto richiesta di mobilità — ci hanno provato in 200 mila, a trasferirsi — e che non è stata soddisfatta. «Non tenendo conto dei 100 mila spostamenti nell’ambito della provincia, e delle 75 mila domande accolte, parliamo di circa 20 mila insegnanti scontenti: alcune migliaia ritengono di essere stati beffati dall’algoritmo del ministero dell’Istruzione», spiegano gli esperti della Cgil.

Di errori, lo stesso Miur lo ha ammesso, ce ne sono stati: tant’è vero che sta rimediando con le conciliazioni. Solo alla primaria, sono stati 3 mila gli accordi con i prof «gabbati», spediti a migliaia di chilometri pur avendo un punteggio più alto dei colleghi assegnati vicino casa. Ma ce ne sono molti altri che stanno cercando di far valere le proprie ragioni in tribunale. A questi bisogna aggiungere i professori destinati ad essere immessi in ruolo in regioni lontane da casa, che quest’anno potranno contare sull’assegnazione provvisoria anche occupando posti di sostegno: altri 20 mila, sempre secondo Cgil. Ma i numeri reali si sapranno tra qualche giorno. «E poiché tutte le procedure si concluderanno il 15 settembre, il rischio cattedre vuote c’è», denuncia il segretario Mimmo Pantaleo. «Per riparare un guasto si mette una pezza che ne crea uno più grande: stanno occupando quei posti che avevano conservato per le immissioni in ruolo», aggiunge Pino Turi, della Uil. «E così i neoassunti rimangono a bocca asciutta». Secondo la Cisl, su un totale di 18 mila posti messi a concorso, un terzo si rivelano non esistenti. A fronte di 1.378 cattedre bandite nel Lazio, 1.604 in Campania, 1.096 in Sicilia, ci sono zero posti disponibili. «È vero che il concorso vale per il triennio — sottolinea Maddalena Gissi, segretaria Cisl scuola —, ma ci vorrà un’epidemia di colera nei prossimi due anni per garantire la copertura. Al Nord invece ci sono graduatorie esaurite e mancano i concorrenti del concorso causa bocciature».

E causa ritardi: su 1.484 procedure concorsuali ne sono state approvate 522. In Lombardia il 31,7%, in Veneto il 22,1%, in Toscana il 18,2% , in Umbria il 16%. «Non riusciranno mai ad assumerli: siamo pronti a fare ricorso al Tar», annuncia l’Anief. «Scenario spaventoso», si lamenta Emanuela Martello, docente di Scienza degli alimenti e di sostegno, vincitrice di entrambi i concorsi. «Per una colpevole leggerezza del Miur saremo costretti a rimanere a casa».

Valentina Santarpia

I vincitori del concorso 2012 vanno assunti nella stessa regione dove hanno svolto la selezione

da La Tecnica della Scuola

I vincitori del concorso 2012 vanno assunti nella stessa regione dove hanno svolto la selezione

Dopo il Tribunale di Tivoli, anche quello di Torino si pronuncia a favore dei vincitori del concorso 2012 che rivendicano una sede nella propria Regione.

Stavolta, con ordinanza depositata il 12 settembre, è stato infatti il Giudice del lavoro del Tribunale di Torino a dichiarare che i vincitori del concorso 2012 andavano assunti a tempo indeterminato nell’ambito della regione in cui hanno svolto il concorso.

In seguito al piano straordinario di cui alla legge 107/2015, moltissimi docenti vincitori del concorso a cattedre sono stati infatti assunti in fase B fuori dalla regione di svolgimento della procedura concorsuale.

Contestando siffatto meccanismo, un docente ha proposto ricorso al Tribunale del lavoro di Torino, invocando il proprio diritto ad essere assunto nella medesima regione dove aveva svolto e superato il concorso a cattedre.

Accogliendo il ricorso proposto dagli avvocati Dino Caudullo e Salvatore Spataro, il Tribunale di Torino ha condanna il MIUR ad assegnare immediatamente il ricorrente nella medesima regione dove ha vinto il concorso.

In particolare, il Miur aveva eccepito che la pretesa del ricorrente all’assunzione era subordinato alla condizione dell’autorizzazione all’assunzione da parte della Presidenza del consiglio dei ministri e non era pertanto un diritto soggettivo perfetto, e che bando di concorso aveva l’esclusiva finalità di indire le procedure concorsuali ma non certo quella di assumere il personale posto, stante che la stipula del contratto a tempo indeterminato era in ogni caso subordinata alla creazione del posto messo a concorso ed alla relativa copertura si spesa.

Il Tribunale di Torino ha però ritenuto non condivisibile siffatta tesi, rilevando che nella stessa premessa del bando si dà atto dell’autorizzazione alle procedure per il reclutamento di 11.542 unità di personale docente, contenuta nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 settembre 2012 registrato alla Corte dei Conti il 24 settembre 2012.

Con l’entrata in vigore della legge 107/15, il Miur doveva quindi necessariamente mettere a disposizione nella fase A (quindi in ambito regionale) i posti spettanti ai vincitori del concorso del 2012 nelle rispettive regioni di concorso posto che il piano straordinario di assunzione implicava di per sé la copertura finanziaria.

Tfa in arrivo solo per le classi di concorso con posti liberi, poi ci si abiliterà con la laurea

da La Tecnica della Scuola

Tfa in arrivo solo per le classi di concorso con posti liberi, poi ci si abiliterà con la laurea

Il Tfa abilitante si attiverà subito dopo aver risolto l’emergenza su mobilità e concorso, però solo per le classi di concorso con bisogno di posti.

A confermarlo, come già rilevato in tempo reale dalla Tecnica della Scuola, è stato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, durante il video forum su Repubblica Tv tenuto nel pomeriggio di lunedì 12 settembre.

“C’è stato uno spostamento di mesi” rispetto ai tempi previsti “ma ci sarà un altro ciclo di tirocinio formativo attivo”, ha assicurato il ministro.

“Nelle prossime settimane, dopo essersi sgravata di macigni come mobilità e concorso – ha aggiunto il ministro – l’amministrazione avrà lo spazio per condurre l’operazione, che riguarderà quelle classi di concorso che avranno bisogno di nuovi posti”.

Anche perché occorre, di fatto, evitare che si ripeta il problema della mancanza di disponibilità di posti che, nei giorni scorsi, ha caratterizzato il concorso docenti 2016.

Con la delega per l’accesso all’insegnamento, prevista dalla Buona scuola e su cui sta lavorando, “ci sarà una laurea che già prevede al suo interno dei crediti che abilitano coloro che scelgono di fare l’insegnante. Non si pagherà più un corso“, come avviene oggi con il tfa (oltre 3mila euro ad aspirante docente) “per accedere al concorso a cattedre”, ha assicurato Giannini.

“Ma subito dopo la laurea si farà un tirocinio pagato, corrispondente allo status di tirocinante”, che durerà tra i due e i tre anni.

Secondo Giannini, ci troviamo di fonte ad “una rivoluzione”, che “però richiede, anche partendo immediatamente, degli anni. L’alternativa – ha concluso – sarebbe lasciare un buco, ma non è un’operazione coerente con l’impegno del governo”. Ecco, perché verrà bandito, a questo punto a fine anno, forse anche ad inizio 2017, il terzo ciclo di Tfa.

Concorsi docenti, facciamoli regionali: non si possono sradicare le persone. È polemica

da La Tecnica della Scuola

Concorsi docenti, facciamoli regionali: non si possono sradicare le persone. È polemica

Scatta la polemica sulle modalità da adottare sul nuovo concorso dei docenti, che quest’anno ha presentato problemi per l’assegnazione dei vincitori.

“Servono concorsi su base regionale. Non puoi sradicare le persone. Servono concorsi su base regionale per insegnanti, poliziotti, postini”, tuona il segretario della Lega, Matteo Salvini, intervistato a Mattino 5.

Immediata, arriva la replica di Elena Centemero, deputata e responsabile scuola e università di Forza Italia: “a chi in queste ore, a fronte dei problemi legati all’avvio dell’anno scolastico, sta chiedendo che per la scuola si svolgano concorsi su base regionale, ricordiamo che i concorsi sono già su base regionale. Il problema, piuttosto, deriva dalla fretta con cui è stato licenziato il provvedimento sulla Buona scuola e dal piano straordinario di mobilità, che stanno creando un vero e proprio marasma nei nostri istituti, con grandi spostamenti di docenti dal Sud al Nord e dal Nord al Sud”.

Nella stessa giornata, arriva la contro-replica della Lega Nord, stavolta attraverso Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord.

“A chi in queste ore, commentando la nostra proposta sui concorsi regionali, ricorda che sono già su base regionale, chiediamo di non fermarsi alla prima riga del nostro comunicato. La “gestione” regionale – continua Pittoni – è solo il punto di partenza di un meccanismo che dovrà prevedere “candidati liberi di scegliere in quale regione eleggere il proprio domicilio professionale (norma europea già recepita dall’Italia) senza vincolo di residenza, per poi confrontarsi alla pari con gli altri iscritti nella stessa regione. La concorrenza tra regioni – ispirata ai principi del federalismo – farà il resto, innescando un meccanismo virtuoso a vantaggio della qualità generale”.

Pittoni, segnala, inoltre, che “la mobilità straordinaria non è la causa ma l’effetto del caos generato da un sistema a tutti gli effetti centralizzato delle assunzioni. Siamo stati noi, tra l’altro, ad avvertire (quando ancora la marcia indietro era possibile) che accelerare sul concorso previsto dalla “Buona scuola” assegnando quote di nuovi insegnanti regione per regione prima degli spostamenti consentiti dalla mobilità straordinaria, avrebbe portato all’attuale ingovernabilità”.

Giannini: “2017 anno decisivo per rinnovo contratto. Sì a nuovo ciclo Tfa”

da La Tecnica della Scuola

Giannini: “2017 anno decisivo per rinnovo contratto. Sì a nuovo ciclo Tfa”

Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ai microfoni de “La Repubblica”, parla dell’anno scolastico e non solo. Queste le sue parole alle domande dei lettori

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No, perchè non c’è responsabilità per quanto sta avvenendo. L’organico verrà completato da supplenti, ma non è inettudine, ma perchè il concorso si sta per completare, il primo vero dal 1999 (quello del 2012 riguardava solo 12mila)

La leggè è chiara: 50% si assume tramite le graduatorie ad esaurimento (cioè centinaia di persone in attesa da anni di una stabilizzazione). L’altro 50% attraverso il concorso docenti. E non sapevamo quanto potevamo essere gli assunti.

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Quando si torna alla Costituzione e si adottano dei criteri chiari. Non penso che chi non abbia superato la selezione sia ignorante. Semmai non erano sufficientemente preparati. E non credo che ci fosse qualcuno più preparato con il PC. Sempre si è fatta una prova pre-selettiva, questa volta no. Adesso abbiamo dato la possibilità agli abilitati di mostrare il proprio valore. Sorpresa dal numero di bocciati? Per alcune discipline si.

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zaa

Il concorso ha durata triennale (dal 2016 al 2018) e tutti i vincitori saranno assunti. Questo lo dice la legge, non lo dico io.

bb

Disagio per chi ci sposta lo so, me ne rendo conto. Un sacrificio, un aggravio economico, è così e dispiace. Meglio precari a casa nostra o a tempo indeterminato a 800 km di distanza? Una scuola basata sul precariato storico è un unicum nel mondo. Un abominio fuori dal mondo. Se il 65% dei posti disponibili è al Nord e l’80% degli insegnanti viene dal Sud è evidente che c’è un problema che affrontiamo nei modi possibili. C’è un’operazione importante che il Governo sta facendo con la delega sulla scolarizzazione precoce a partire dall’asilo nido. Sarà una rivoluzione culturale ma anche la possibilità di nuovi posti di lavoro”. Parole importanti, “scardinare un sistema”, perché la situazione in Italia, immobile, è “un abominio”.

Algoritmo? La traduzione informatica di un contratto tra governo e sindacati con tutte le variabili del caso. E’ un dato pubblico in corso di pubblicazione prossimamente. Il piano di mobilità straordinaria ha interessato 207mila docenti. Le procedure di conciliazione hanno riguardato il 2,5%. E’ un dato anomalo? Direi di no. Ci sono degli errori, quello è sicuro. Abbiamo fatto un lavoro certosino.

Contratto degli insegnanti? La prossima stagione sarà quella del rinnovo del contratto di lavoro del pubblico impiego. Ci sarà un doveroso adeguamento degli stipendi tra i più bassi d’Europa.

Sicilia

Si tratta di un caso particolare di cui sono a corrente, ma non generalizzerei. Un piccolo disastro, comunque, il caso in questione.

Tfa? Dibattito in corso anche in Parlamento nelle commissioni sull’opportunità di attivare il terzo corso di Tfa anche alla luce del cambiamento per l’accesso all’insegnamento. Abilitazione non si significa avere il posto, questo deve essere chiaro. Un altro ciclo si dovrà attivare, ma ci sono stati dei problemi tecnici. Nelle prossime settimane con l’anno scolastico in corso avremo lo spazio per bandire i nuovi corsi soprattuto per le classi di cui la scuola ne ha bisogno. I ragazzi che si laureano non possono stare parcheggiati.

Gae

Il quadro non è quello descritto. Il numero delle GaE Infanzia e Primaria sono giganteschi. Non è vero che la Legge non li ha tutelati, ma c’era un numero spropositato rispetto alle possibilità di impiego immediato. Abbiamo messo a bando tramite concorso tanti posti per Infanzia e Primaria. Nel frattempo le varie sentenze dei tribunali amministrativi che hanno riconosciuto i diritti dei Diplomati Magistrali che sono stati inseriti a pettine hanno “risucchiato” migliaia di posti. Non possiamo farci nulla. Avremo tanta attenzione nei prossimi anni per i diplomati dell’infanzia.

Potenziamento

Potenziamento? Nel primo anno di applicazione non ha dato i risultati sperati, ma questa non è una sfida che si gioca in un anno, ma è un percorso lungo. Ora faremo il secondo passo: cerchereremo di utilizzare al meglio queste competenze. Ci sarà autonomia scolastica, la vera parola chiave della Legge 107. Abbiamo messo 5 miliardi per la scuola: prima la quantità, adesso sarà l’ora della qualità.

Organico potenziato: utilizzo del personale e modalità di sostituzione

da La Tecnica della Scuola

Organico potenziato: utilizzo del personale e modalità di sostituzione

Tra i vari aspetti affrontati con la nota sugli organici del 5 settembre scorso, il Miur si è occupato anche di organico su posti di potenziamento.

In particolare, ha proposto un elenco (non esaustivo) delle attività che nell’a.s. 2015/2016 hanno visto direttamente coinvolti i docenti individuati su posti di potenziamento:

  • prevenzione della dispersione scolastica e potenziamento del tempo scuola per la scuola dell’infanzia e primaria;
  • “integrazione verticale” per agevolare il passaggio degli studenti dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado;
  • prevenzione dell’analfabetismo informatico e interventi a favore dell’educazione finanziaria;
  • implementazione e sviluppo della didattica laboratoriale;
  • potenziamento e recupero di conoscenze e competenze;
  • valorizzazione delle eccellenze;
  • supporto agli studenti impegnati negli Esami di Stato;
  • realizzazione di attività correlate all’insegnamento, in lingua straniera, di discipline non lin-guistiche con metodologia CLIL;
  • utilizzazione, in verticale, dei docenti del primo ciclo per lingua straniera, musica, educazio-ne motoria;
  • ricerca-azione, innovazioni didattiche e disseminazione di buone pratiche;
  • attività coerenti con la realizzazione di quanto previsto dal DM 8/2011.

Oltre a queste attività, il Miur ritiene che si possano realizzare molte altre esperienze, come ad esempio progetti di orientamento scolastico o di accesso al lavoro, che tengano conto anche delle difficoltà e delle problematiche degli studenti di origine straniera, così come attività legate all’alternanza scuola-lavoro (ad esempio, l’impresa formativa simulata).

In merito alla sostituzione del docente di potenziamento assente, la stessa nota sottolinea che “il ricorso alla nomina dei supplenti può essere consentito solo per la sostituzione delle ore di lezione curricolare”. A tale proposito, la Cisl Scuola elenca una serie di situazioni che, a parere del Sindacato, legittimerebbero la nomina del supplente:

  • Assenza di un docente di potenziamento della primaria utilizzato per consentire il funzionamento a tempo pieno di una classe
  • Assenza di un docente di potenziamento utilizzato in classe perché ha preso il posto del “vicario”
  • Assenza di un docente di potenziamento che copre per sei ore il posto del docente parzialmente esonerato per svolgere funzioni di staff (in questo caso ovviamente la sostituzione è per sei ore)
  • Assenza di un docente di potenziamento coinvolto in attività di insegnamento organizzate per gruppi di alunni (classi aperte)
  • Assenza di un docente impegnato in progetti di recupero/ prevenzione dispersione, ecc. che si effettuano con gli studenti, anche in orario aggiuntivo
  • Assenza di un docente impegnato in attività di ampliamento dell’offerta formativa per insegnamenti aggiuntivi anche oltre l’orario d’obbligo.

“Se nei casi sopra descritti – scrive la Cisl – la sostituzione non vi fosse, si finirebbe per compromettere inevitabilmente tutte le attività programmate e svolte, mediante l’utilizzo dei posti di potenziamento, in orario aggiuntivo a quello curricolare. Con buona pace di quell’ampliamento e arricchimento dell’offerta formativa che costituisce la finalità esplicita assegnata dalla legge all’organico potenziato”.

Codacons, raffica di ricorsi sul concorso

da tuttoscuola.com

Codacons, raffica di ricorsi sul concorso
Presentati in diverse Regioni ricorsi collettivi al TAR del Lazio

Offensiva del Codacons in varie Regioni, tra le quali Lombardia, Puglia e Trentino-Alto Adige per lanciare un ricorso collettivo contro il Miur, da intraprendere al Tar Lazio in favore di tutti i docenti residenti nelle diverse Regioni e che non sono stati ammessi alle prove orali.

L’iniziativa ha lo scopo di ottenere l’annullamento previa sospensiva dell’efficacia delle graduatorie di merito e dei giudizi negativi di mancata ammissione alla prova orale e, comunque, l’ammissione con riserva dei ricorrenti alle successive fasi concorsuali, anche alla luce dell’orientamento già espresso dal Tar del Lazio in tema“. Lo annuncia l’associazione in una nota.

Il tanto atteso concorso docenti – si spiega – che avrebbe dovuto essere uno dei fiori all’occhiello della ‘Buona scuola’ voluta dall’attuale governo, continua a far discutere. Anzi: l’esito delle prove scritte, finora corrette, sta causando più polemiche perfino dei requisiti di accesso previsti dal bando stesso. A far discutere l’estrema lentezza delle commissioni, che dal 28 aprile ad oggi avrebbero corretto circa 70mila prove, e il preoccupante esito di tali correzioni: oltre la metà dei candidati non è stata ammessa agli orali. Il 55,2% delle prove, secondo fonti stampa, non sarebbero state neppure sufficienti. Il Codacons, da sempre particolarmente attento al mondo della scuola, teme che il concorso possa trasformarsi nell’ennesima beffa a danno di chi coltiva la legittima ambizione di essere immesso in ruolo. Saranno danneggiati sia coloro che, sebbene preparati, si sono visti bocciare, sia chi, invece, sarà chiamato per l’ennesima supplenza annuale“.

Il ricorso, spiega il Codacons, è “diretto a contestare l’articolazione delle prove concorsuali, i criteri stabiliti per la loro elaborazione e valutazione, nonché le modalità di svolgimento delle prove stesse“. Tutti i docenti bocciati alle prove scritte possono ottenere informazioni e partecipare all’azione collettiva attraverso il sito www.codacons.it

Ottavo comandamento: sedurre

OTTAVO COMANDAMENTO DOCENTI SEDUTTORI di Umberto Tenuta

CANTO 718 SEDURRE È IL MESTIERE DEL DOCENTE

 

Innamorate, o voi che entrate nelle aule con altezzosa aria di superiorità!

Siete così stupidamente convinti di aver raggiunto le vette della saccenza!

E non vi accorgete che non possedete la microscopica briciola del Sapere.

Quanti di questi libri avete soltanto aperto?

  • British Library, Regno Unito, Londra : 170.000.000 volumi
  • Biblioteca del Congresso, Stati Uniti, Washington : 158.000.000 volumi[1]
  • New York Public Library, Stati Uniti, New York : 53.100.000 volumi
  • Biblioteca di stato russa, Russia, Mosca : 44.400.000 volumi
  • Biblioteca nazionale russa, Russia, San Pietroburgo : 36.500.000 volumi
  • Biblioteca della Dieta nazionale del Giappone, Giappone, Tokyo, Kyoto : 35.600.000 volumi
  • Biblioteca Nacional de España, Spagna, Madrid : 32.600.000 volumi[2]
  • Biblioteca nazionale cinese, Cina, Pechino : 31.200.000 volumi
  • Bibliothèque nationale de France, Francia, Parigi : 31.000.000 volumi
  • Biblioteca reale, Danimarca, Copenaghen : 30.200.000 volumi
  • Library of the Russian Academy of Sciences, Russia, San Pietroburgo : 26.500.000 volumi
  • Biblioteca nazionale tedesca, Germania, Lipsia, Francoforte : 24.700.000 volumi
  • Staatsbibliothek Unter den Linden, Germania, Berlino : 23.400.000 volumi
  • Boston Public Library, Stati Uniti, Boston : 22.400.000 volumi
  • Library and Archives Canada, Canada, Ottawa : 20.000.000 volumi
  • New York State Library, Stati Uniti, Albany : 20.000.000 volumi
  • Biblioteca nazionale svedese, Svezia, Stoccolma : 18.000.000 volumi
  • Harvard Library, Stati Uniti, Cambridge : 16.600.000 volumi
  • Library of the Russian Academy of Sciences, Russia, Mosca : 15.000.000 volumi
  • Vernadsky National Library of Ukraine, Ucraina, Kiev : 15.000.000 volumi
  • Biblioteca nazionale di Israele, Israele, Gerusalemme : 5.000.000 volumi

Forse l’ultramicroscopio riuscirà a vedere un puntino bianco nella vostra sostanza grigia.

Ignoramus et ignorabimus (Emil Du Bois-Reymond) (1818–1896).

Ignoranti siamo tutti, Dirigenti, Docenti, Discenti!

Quel che distingue i saggi è la consapevolezza di non sapere.

Scio me nihil scire!

Con in più il desiderio di imparare.

Ed è questa l’unica cosa che i docenti debbono far acquisire ai loro alunni.

Nient’altro!

<<Se il nostro pensiero e le nostre parole debbono muovere l’attività del discepolo, bisogna che qualcosa di vivo che è in noi passi nello spirito di lui come scintilla di fuoco ad accendere altro fuoco>> (ERRIQUES).

Qualcosa di vivo!

Se in te c’è, c’è mai stata, è rimasta ancora l’arsura del sapere, allora l’unica cosa che puoi fare è tentare di trasmetterla ai tuoi alunni!

Altro non puoi, altro non devi, altro non sai fare.

Educare, insegnare, spiegare, dimostrare, presentare…

Parole vuote!

Parole vane!

Vaneggiamenti di un folle.

L’unica cosa che ti resta da fare, se lo sai fare, se ancora puoi farlo, è innamorare, ammaliare, sedurre i tuoi alunni.

Alunni sedotti, innamorati, amanti del sapere.

Studenti (da STUDIUM, amore): coloro che amano (il sapere)!

 

Tutti i miei Canti −ed altro− sono pubblicati in:
http://www.edscuola.it/dida.html
Altri saggi sono pubblicati in
www.rivistadidattica.com
E chi volesse approfondire questa o altra tematica
basta che ricerchi su Internet:
“Umberto Tenuta” − “voce da cercare”

https://www.facebook.com/utenuta/posts/10208519934589217?pnref=story

 

13 settembre Sessione straordinaria Esami di Stato

Il DM 553/16 stabilisce il seguente calendario per la sessione straordinaria degli Esami di Stato:

13 settembre Insediamento delle commissioni, nella stessa composizione in cui hanno operato nella sessione ordinaria
14 settembre
  • Prima Prova Scritta
  • Terza Prova Scritta per i candidati che non devono sostenere le prime due prove scritte
  • Colloquio per i candidati che non devono sostenere alcuna prova scritta
15 settembre
  • Seconda Prova Scritta
19 settembre
  • Terza Prova Scritta
20 settembre
  • Quarta Prova Scritta
Dopo la correzione delle prove scritte
  • Colloquio