Scuola: quella ‘buona’ non decolla

Scuola, Mascolo: “Quella ‘buona’ non decolla, serve confronto per revisione riforma”

“Investimenti non adeguati, stipendi nettamente inferiori alla media europea e mancato rinnovo del ccnl, a fronte di un notevole aggravio di lavoro a cui quotidianamente deve far fronte il personale della scuola, spesso con strumentazioni inadeguate: se secondo il governo Renzi questa è la ‘buona scuola’, noi non possiamo che continuare a dissociarci”. Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo, sottolineando come “la valanga di conciliazioni inerenti gli innumerevoli errori commessi dall’amministrazione nelle operazioni di mobilità non ha avuto gli effetti che il Miur tanto sperava ed intanto si susseguono le sentenze a favore dei lavoratori della scuola”. “Ma il premier continua a far finta di ‘non vedere’ – prosegue – la necessità di modificare numerosi parametri della legge 107 che, oramai, ha generato confusione ed incertezze nelle scuole. A fronte di tutto questo, un serio e costruttivo confronto con le parti sociali è certamente indispensabile ed urgente – conclude -, anche per evitare che si continui ad utilizzare un dettato normativo inopportuno ed inapplicabile, salvaguardando la didattica e la qualità del servizio erogato dalle scuole ad alunni e famiglie”.

Scuole di specializzazione non mediche

Scuole di specializzazione non mediche,
firmato il decreto di riordino

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, di concerto con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha firmato il decreto di riordino degli ordinamenti didattici dei corsi di specializzazione di area sanitaria il cui accesso è riservato a studenti che abbiano conseguito titoli di studio diversi dalla laurea magistrale in medicina e chirurgia.

Il decreto individua le tipologie di Scuola di specializzazione, il profilo specialistico, gli obiettivi formativi ed i relativi percorsi didattici, suddivisi in aree e classi, e provvede al riordino degli ordinamenti delle seguenti 6 Scuole di specializzazione appartenenti all’Area dei servizi clinici:

  • Classe di medicina diagnostica e di laboratorio:
    •  “Microbiologia e Virologia” (durata 4 anni);
    • Patologia Clinica e Biochimica Clinica” (durata 4 anni);
  • Classe dei servizi clinici specialistici biomedici:
    •  “Genetica medica” (durata 4 anni);
    • Farmacologia e Tossicologia Clinica” (durata 4 anni);
    • Scienza dell’alimentazione” (durata 4 anni);
  • Classe della sanità pubblica:
    • Statistica sanitaria e Biometria” (durata 3 anni).

Il riordino, che avrà effetto dall’anno accademico che parte a novembre 2017, prevede la riduzione della durata dei percorsi formativi ad accesso riservato ai “non medici”. Per il conseguimento del titolo, infatti, lo specializzando in formazione dovrà acquisire 180 CFU complessivi per le Scuole articolate in 3 anni e 240 CFU complessivi per le Scuole articolate in 4 anni.

Per ogni singola tipologia di Scuola, gli Atenei potranno attivare un’unica Scuola con entrambi gli Ordinamenti didattici al proprio interno – quello relativo ai Medici e quello per i laureati “non medici”  – oppure una singola Scuola per ogni Ordinamento.

Il decreto sarà ora inviato ai competenti organi di controllo e sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Ricerca, Bando Prin: finanziati 300 progetti

Ricerca, Bando Prin: finanziati 300 progetti
Conclusa la fase di selezione

Sono 300 i progetti che saranno finanziati nell’ambito nel bando Prin 2015, destinato a sostenere la ricerca di base delle Università e degli Enti di ricerca vigilati dal Miur. La fase di selezione si è conclusa lo scorso 12 settembre, sono 92 i milioni a disposizione.

Più risorse rispetto al bando precedente, possibilità di conferire la responsabilità del team di ricerca anche ai ricercatori con contratti a tempo determinato, più flessibilità e autonomia nella gestione dei progetti, procedure di partecipazione on line. Queste le principali novità che hanno caratterizzato il bando Prin 2015.

Le proposte arrivate sono state 4.431, il 25% in più rispetto alla media dei bandi degli anni precedenti. Si è trattato, in particolare, di 1.661 progetti per il macrosettore “scienze della vita”, 1.483 progetti per il macrosettore “fisica, chimica, ingegneria” e 1.287 progetti per il macrosettore “scienze umane”.

Al termine della selezione risultano destinatari del finanziamento 300 progetti: 109 per il macrosettore “scienze della vita” (cui andranno 32.111.638 euro), 95 progetti per il macrosettore “fisica, chimica, ingegneria” (cui andranno 31.686.164 euro) e 96  progetti per il macrosettore “scienze umane” (cui andranno 27.446.999 euro). Circa il 75% dei coordinatori nazionali delle idee vincitrici è di sesso maschile. La maggior parte dei progetti approvati proviene dall’area del Nord Italia (133 progetti, il 45% circa del totale), seguito dal Centro (104 progetti, il 35% del totale) e dal Sud e Isole (61 progetti, il 20% del totale). I vincitori del bando riceveranno i finanziamenti in un’unica soluzione entro i primi giorni del mese di dicembre.

Citizenship: A new ethic for the 21st Century

Citizenship: A new ethic for the 21st Century – The contribution of eTwinning

Mercoledì 21 settembre – ore 15,30 – Salone de’ Cinquecento – Palazzo Vecchio

Firenze si conferma capitale della cultura e dell’innovazione scolastica in Europa ospitando dal 21 al 23 settembre la Conferenza “Citizenship: A new Ethic for the 21st Century – The Contribution of eTwinning”.
L’evento rappresenta uno dei più importanti appuntamenti del 2016 previsti dalla Direzione Generale Education and Culture della Commissione Europea ed è organizzato dall’Indire con il supporto del consorzio interministeriale European Schoolnet, nell’ambito delle iniziative previste per eTwinning, la piattaforma informatica di gemellaggi elettronici tra scuole che conta in Europa oltre 390.000 docenti, di cui circa 40.000 solo in Italia.
All’incontro parteciperanno i vertici della Commissione europea, rappresentanti del MIUR, il Presidente di Indire Giovanni Biondi, la Vicesindaca del Comune di Firenze Cristina Giachi e oltre 300 dirigenti scolastici provenienti da 36 Paesi d’Europa e, per la prima volta, da paesi della politica di vicinato come Ucraina, Tunisia, Azerbaigian, Armenia, Georgia, Moldavia.

Cos’è eTwinning: è la comunità per le scuole che comprende oltre 390 mila insegnanti registrati in 36 paesi. E’ finanziata dalla Commissione europea nell’ambito del Programma Erasmus+ ed è coordinata a Bruxelles dal consorzio European Schoolnet. In Italia viene gestita da l’Unità Nazionale eTwinning, con sede a Firenze.  In Italia sono circa 40.000 gli insegnanti registrati alla piattaforma (oltre il 10% sul totale europeo), con oltre 11.000 progetti didattici realizzati.

Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità

La FISH alla Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità

Si è dunque conclusa anche la V Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità, a Firenze il 16 e 17 settembre. Nonostante la scarsa copertura della notizia da parte della stampa e della televisione pubblica, le 2000 presenze dimostrano una notevole partecipazione da parte di persone con disabilità, operatori, amministratori.

La Conferenza è stata l’occasione per presentare le proposte del prossimo Programma d’Azione da parte del Governo, rappresentato dal Ministro per il Lavoro e le Politiche sociali, Giuliano Poletti e da Franca Biondelli, sottosegretario dello stesso Ministero, ininterrottamente presente per tutta la durata della Conferenza.

“Il Programma accoglie in larga misura le istanze espresse dall’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità a cui FISH, e molte altre voci, hanno partecipato attivamente – commenta, non isolato, il Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, Vincenzo Falabella – FISH però ha voluto anche sottolineare come del precedente Programma ben poco sia stato attuato. E lo ribadiamo: è necessario un cambio di passo, di relazioni, di governance altrimenti anche questo Programma rimarrà lettera morta.”

Una sfida che comporta un rinnovato e rafforzato ruolo dell’Osservatorio ma anche l’assunzione di responsabilità a tutti i livelli istituzionali e un forte coordinamento delle azioni e delle politiche, una certezza delle risorse e una razionalità nella loro allocazione in funzione della piena inclusione delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

“Questi aspetti, fondamentali per un futuro realmente diverso, ed altri ugualmente strategici, li abbiamo sottolineati anche in un nostro documento pubblico. Esso enfatizza alcune istanze strategiche, quali il contrasto alla segregazione e la reale attuazione della Convenzione ONU, ancor più dopo le raccomandazioni all’Italia del Comitato ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità. È quindi impellente anche ristrutturare i servizi per la collettività (tutta) tenendo condo della prospettiva della disabilità e del genere, di considerare la disabilità nelle politiche sociali, per il lavoro, di contrasto alla povertà, per la mobilità, per lo sviluppo e per l’equità.”

Non solo politiche specifiche, quindi, ma anche politiche complessive rivolte davvero a tutti. Il pensiero va anche al preannunciato Piano per le non autosufficienze. A latere della Conferenza il premier Renzi ha anticipato un aumento del Fondo per le Non Autosufficienze.

“Riteniamo – prosegue Vincenzo Falabella – che sia un pezzo delle politiche sociali assai rilevante e che si debba iniziare innanzitutto dall’adozione di una condivisa nozione di persone con necessità di sostegno intensivo, differenziato sulla base dell’intensità del sostegno necessario. E di qui partire per fissare livelli essenziali di assistenza e quindi diritti certi ed esigibili in ogni angolo del Paese”

“Ma vi sono anche urgenze che non possono attendere il domani. In questi giorni e in queste ore l’emergenza scuola è drammatica. Per troppi bambini con disabilità la scuola non sta iniziando o sta iniziando in modo discriminatorio: raccogliamo centinaia di segnalazioni di mancata assegnazione di assistenti materiali, di servizi di trasporto, di sostegno didattico. Una violazione di un diritto costituzionale che è inaccettabile e a cui va data risposta qui e adesso.”

Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Lettera aperta dei Genitori di Scuola Cattolica al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella

Stimatissimo Presidente della Repubblica Italiana,
lunedì 19 Settembre ci incontreremo a Sondrio in occasione della cerimonia di
inaugurazione dell’anno scolastico.
Non avremo certamente modo di parlarci, io dal pubblico in rappresentanza dei
genitori della scuola cattolica e Lei dal palco d’onore in rappresentanza di tutti noi
cittadini e delle Istituzioni, ed allora metto per iscritto quanto vorrei dirle.
La cerimonia di inizio anno scolastico non è una parata celebrativa ma segna
ufficialmente l’inizio di un altro anno di avventure nel mondo della bellezza
dell’apprendere per milioni di studenti e di studentesse.
Non deve essere e non sarà un anno sprecato della vita di questi giovani.
Questo è quanto ogni genitore desidera più di ogni altra cosa per i propri figli e non
c’è genitore che non abbia uno sguardo pieno di desiderio per il bene del proprio
figlio o figlia.
La scuola ha tra i tanti compiti anche questo: destare lo stupore e riempire di bellezza
la mente ed il cuore affinché i ragazzi ne vengano afferrati.
È vero, ci sono tanti problemi nella scuola, ma noi genitori vogliamo, nonostante tutte
le lacune evidenziate in questi giorni dai mass-media e purtroppo molte vere, ancora
fidarci dei nostri insegnanti e dirigenti che come sempre sapranno offrire il meglio di
sé stessi per non tradire la propria vocazione.
Noi infatti siamo qui pronti a lavorare per ricostruire con tutti i soggetti della scuola,
quel patto educativo famiglia-scuola che si è rotto nel corso di questi travagliati anni
di continue riforme.
Già la riforma, la buona scuola. C’era molta aspettativa positiva con la speranza che
fosse la volta buona; ancora non è detto che non lo sia, anche se si fa fatica a vedere
un progetto oltre a quello legato, anche legittimamente, alle sole immissioni in ruolo
degli insegnanti.
Ma che delusione, Signor Presidente, per noi genitori delle scuole pubbliche paritarie
non trovarci praticamente nulla che dia un po’ di riconoscimento ad un importante
pezzo del sistema nazionale di Istruzione, così come previsto dalla legge 62/2000 e
dalla Costituzione.
Si tratta pur sempre di 968.000 studenti, qualche decina migliaia di insegnanti,
dirigenti, personale amministrativo e circa 13.000 scuole sparse su tutto il territorio
nazionale, alcune volte le sole a presidio di zone particolarmente isolate.
Un mondo che viene da lontano e che reclama laicamente la parità scolastica come
un diritto civile dei cittadini, riconosciuto anche nella Costituzione Italiana, da
esercitare nelle scuole che hanno la funzione sociale di svolgere un servizio pubblico.
Noi genitori ci domandiamo: è lecito che un giovane cittadino italiano sia
discriminato solo perché disabile? Può un ragazzo o una ragazza diversamente abile
chiedere di avere lo stesso trattamento che ha un suo coetaneo nella scuola statale?
Può una famiglia essere costretta a rinunciare alla scuola che ritiene più adatta ad educare e formare il proprio figlio solo perché non ha sufficienti risorse economiche?
Vede Presidente, essere cittadini europei per noi vuol dire avere gli stessi diritti dei
cittadini degli altri Paesi del continente. Ed invece assistiamo alla strana
consuetudine tutta italiana per cui ci si deve obbligatoriamente allineare solo ad
alcune normative decise dall’Europa ma non ad altre, e tra queste vi è quella che
tutela il pluralismo educativo garantito a tutti ugualmente.
Negli altri Paesi la libera iniziativa della società civile di fondare e gestire scuole
viene fortemente sostenuta culturalmente ed economicamente mentre in Italia il
Parlamento e la politica in genere non muove un dito se in 5 anni chiudono 350
scuole. Tanto che ormai in molte province italiane la possibilità di scelta è tramontata
forse per sempre, alla faccia della libertà ma anche della lotta alla dispersione
scolastica che si dice di voler combattere.
Per ultimo Signor Presidente, proprio in questi giorni stiamo assistendo ad uno degli
effetti più devastanti della legge sulla Buona Scuola: è quello dell’esodo di molti
docenti, formatisi per anni nella Scuola Paritaria, dalla stessa alla Scuola statale, per
motivi certamente comprensibili di sicurezza del posto di lavoro e di una maggior
retribuzione. Risultato questo di scelte politiche e burocratiche che finiscono per
annullare la libertà di insegnamento.
Di queste e tante altre questioni ancora aperte (ad esempio il tema dell’educazione
alle pari opportunità, le scuole dell’infanzia, i centri di formazione professionale), ma
tutte molto preoccupanti, vorrei parlarle. Non potremo farlo a Sondrio ma Le chiedo
la cortesia di un momento di confronto presso il Quirinale, la casa di tutti gli Italiani.
La sfida è grande e noi vorremmo sentire il garante della Costituzione Italiana
schierarsi per il riconoscimento dei diritti e della libertà di educazione di tutti i
genitori, prima che sia troppo tardi e si debba solo constatarne la fine. Per fare un
passo avanti, per sentirci uniti e impegnati per il presente ed il futuro dei nuovi
cittadini.
Buon anno scolastico anche a Lei, Presidente.

Roberto Gontero
Presidente Nazionale
Associazione Genitori Scuole Cattoliche

School Bonus

School Bonus. Un bel modo per dire #GrazieScuola

school_bonusAl via la campagna istituzionale del Miur e della Presidenza del Consiglio dei Ministri sullo School Bonus. Credito d’imposta al 65% per chi fa erogazioni liberali alle istituzioni scolastiche

Al via la campagna istituzionale di comunicazione sullo #SchoolBonus, lo strumento previsto dalla legge Buona Scuola per consentire a chi fa erogazioni liberali ad una istituzione scolastica di avere un credito di imposta pari al 65% per le donazioni effettuate negli anni 2016 e 2017 e al 50% per il 2018.

Uno spot tv sulle reti RAI e in radio, una pagina Facebook dedicata per poter interagire con gli utenti e un sito web con tutte le informazioni necessarie per effettuare le erogazioni. Sono gli strumenti della campagna voluta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla Struttura di Missione per l’Edilizia Scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri per sensibilizzare i cittadini ad usare il nuovo strumento che consente di sostenere la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e interventi per migliorare l’occupabilità degli studenti, come i progetti di alternanza scuola lavoro.

Al centro del video, un viaggio fra i ricordi che la scuola suscita in ognuno di noi. Lo sguardo si posa sui banchi, fra le aule, nei laboratori. E poi ritrova in cortile quel vecchio cuore inciso per celebrare la prima cotta. Il suono della campanella ci riporta al presente, quello in cui, grazie alla legge Buona Scuola, è finalmente possibile partecipare al miglioramento dei nostri istituti avendo in cambio un beneficio fiscale.

#GrazieScuola sarà l’hashtag, la parola chiave, che accompagnerà la campagna sui social. Le scuole riceveranno materiali utili per far circolare le informazioni fra i genitori e invitarli a contribuire al miglioramento dell’edificio scolastico dei figli.

Cosa prevede e come funziona lo School Bonus? A chi effettua una donazione ad un istituto di sua scelta (statale o paritario) spetta un credito d’imposta pari al 65% per le erogazioni effettuate nel 2016 e 2017 e del 50% per quelle disposte nel 2018. L’importo massimo ammesso all’agevolazione fiscale è pari a 100.000 euro per ciascun periodo d’imposta. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. I contribuenti scelgono liberamente la scuola a cui fare la donazione. Quest’ultima riceverà il 90 % dell’erogazione, il restante 10 % confluirà in un fondo perequativo che sarà distribuito alle scuole che risultino destinatarie di erogazioni liberali in un ammontare inferiore alla media nazionale.

“Lo School Bonus è uno strumento di libertà individuale e responsabilità collettiva”, sottolinea il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini. “Il finanziamento del capitolo Istruzione deve restare pubblico e il nostro Governo ha dimostrato con i fatti un forte cambiamento rispetto al passato aumentando gli investimenti. Ora aprire a questa opportunità, grazie a benefici fiscali significativi, è una scelta che valorizza la scuola come bene della collettività, fatta da ogni cittadino. La scuola appartiene a ciascuno di noi e tutti possiamo contribuire al suo miglioramento. Ora abbiamo lo strumento per farlo”.

“Quando si parla di sicurezza delle scuole, troppo spesso ci si limita a elencare tabelle, finanziamenti. Insomma, numeri. Ma dietro di essi vi sono i bambini, gli studenti, le loro famiglie e i loro insegnanti. C’è tutto un mondo che vive ogni giorno il sistema scuola. È per questo che abbiamo pensato ad un video fresco, colorato, che abbia come protagonisti la vitalità degli alunni e i ricordi che la scuola lascia per sempre in ognuno di noi. Garantire la sicurezza delle scuole è un impegno su cui lavoriamo ogni giorno a stretto contatto con il Miur e un valore che deve radicarsi nella coscienza culturale e civica di ognuno di noi”, dichiara Laura Galimberti, coordinatrice della Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’Edilizia scolastica.

Il sito: www.schoolbonus.gov.it

La pagina Facebook: https://www.facebook.com/School-bonus-320442318299883/?fref=ts


SCHOOL BONUS. UN BEL MODO PER DIRE #GRAZIESCUOLA

Al via la campagna istituzionale del Miur e della Presidenza del Consiglio dei Ministri sullo School Bonus. Credito d’imposta al 65% per chi fa erogazioni
liberali alle istituzioni scolastiche

Giannini: “La scuola è di tutti e tutti possiamo contribuire al suo miglioramento. Ora abbiamo lo strumento per farlo”

Galimberti: “Garantire la sicurezza delle scuole è un impegno su cui lavoriamo ogni giorno con il Miur, è un valore che deve radicarsi nella coscienza civica di ognuno di noi”

Al via la campagna istituzionale di comunicazione sullo #SchoolBonus, lo strumento previsto dalla legge Buona Scuola per consentire a chi fa erogazioni liberali ad una istituzione scolastica di avere un credito di imposta pari al 65% per le donazioni effettuate negli anni 2016 e 2017 e al 50% per il 2018.

Uno spot tv e radiofonico, una pagina Facebook dedicata per poter interagire con gli utenti e un sito web con tutte le informazioni necessarie per effettuare le erogazioni. Sono gli strumenti della campagna voluta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla Struttura di Missione per l’Edilizia Scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri per sensibilizzare i cittadini ad usare il nuovo strumento che consente di sostenere la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e interventi per migliorare l’occupabilità degli studenti, come i progetti di alternanza scuola lavoro.

Lo spot sarà trasmesso a partire dalla giornata di oggi, sabato 17 settembre, sulle reti RAI. Sarà diffuso anche in versione radiofonica. Al centro del video, un viaggio fra i ricordi che la scuola suscita in ognuno di noi. Lo sguardo si posa sui banchi, fra le aule, nei laboratori. E poi ritrova in cortile quel vecchio cuore inciso per celebrare la prima cotta. Il suono della campanella ci riporta al presente, quello in cui, grazie alla legge Buona Scuola, è finalmente possibile partecipare al miglioramento dei nostri istituti avendo in cambio un beneficio fiscale.

#GrazieScuola sarà l’hashtag, la parola chiave, che accompagnerà la campagna sui social. Nei prossimi giorni le scuole riceveranno materiali utili per far circolare le informazioni fra i genitori e invitarli a contribuire al miglioramento dell’edificio scolastico dei figli.

“Lo School Bonus è uno strumento di libertà individuale e responsabilità collettiva”, sottolinea il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini. “Il finanziamento del capitolo Istruzione deve restare pubblico e il nostro Governo ha dimostrato con i fatti un forte cambiamento rispetto al passato aumentando gli investimenti. Ora aprire a questa opportunità, grazie a benefici fiscali significativi, è una scelta che valorizza la scuola come bene della collettività, fatta da ogni cittadino. La scuola appartiene a ciascuno di noi e tutti possiamo contribuire al suo miglioramento. Ora abbiamo lo strumento per farlo”.

“Quando si parla di sicurezza delle scuole, troppo spesso ci si limita a elencare tabelle, finanziamenti. Insomma, numeri. Ma dietro di essi vi sono i bambini, gli studenti, le loro famiglie e i loro insegnanti. C’è tutto un mondo che vive ogni giorno il sistema scuola. È per questo che abbiamo pensato ad un video fresco, colorato, che abbia come protagonisti la vitalità degli alunni e i ricordi che la scuola lascia per sempre in ognuno di noi. Garantire la sicurezza delle scuole è un impegno su cui lavoriamo ogni giorno a stretto contatto con il Miur e un valore che deve radicarsi nella coscienza culturale e civica di ognuno di noi”, dichiara Laura Galimberti, coordinatrice della Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’Edilizia scolastica.

Cosa prevede e come funziona lo School Bonus? A chi effettua una donazione ad un istituto di sua scelta (statale o paritario) spetta un credito d’imposta pari al 65% per le erogazioni effettuate nel 2016 e 2017 e del 50% per quelle disposte nel 2018. L’importo massimo ammesso all’agevolazione fiscale è pari a 100.000 euro per ciascun periodo d’imposta. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. I contribuenti scelgono liberamente la scuola a cui fare la donazione. Quest’ultima riceverà il 90 % dell’erogazione, il restante 10 % confluirà in un fondo perequativo che sarà distribuito alle scuole che risultino destinatarie di erogazioni liberali in un ammontare inferiore alla media nazionale.

Nei prossimi giorni il Ministero dell’Istruzione invierà una circolare a dirigenti scolastici e insegnanti per presentare l’iniziativa e mettere loro a disposizione il “kit dell’aiuola” che si ispira all’immagine di chiusura dello spot. Un modo per aiutare le scuole a coinvolgere cittadini e genitori. Lo spot, il kit, e la spiegazione dettagliata di “cos’è e come funziona” lo School Bonus, sono disponibili al link www.schoolbonus.gov.it.

Nota 19 settembre 2016, Prot.n. 10510

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Segreteria del Direttore

Ai Direttori degli USR per l’inoltro ai dirigenti scolastici degli istituti di istruzione secondaria di primo e secondo grado

Nota 19 settembre 2016, Prot.n. 10510

OGGETTO: Progetto di insegnamento in lingua inglese e scambio culturale Global Citizen – EduCHANGE