Young International Forum – VIII edizione

SCUOLA e LAVORO: Torna lo Young International Forum

Tre giorni di attività tutte dedicate ai giovani in cerca di lavoro e di opportunità. E per gli studenti: laboratori per non sbagliare la scelta.

VIII edizione

Roma, 28 – 30 settembre
Factory presso La Pelanda
Ex Mattatoio Testaccio,
ore 9.00 – 14.00

#yif2016

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Parte mercoledì 28 settembre e proseguirà fino al 30, l’ottava edizione dello Young International Forum, la tre giorni tutta dedicata ai giovani.  Particolare attenzione del forum ai NEET (not in educational employment or training), giovani che non studiano e non lavorano. L’obiettivo è quello di fornire informazioni, strumenti e motivazioni, perché ognuno possa trovare quell’idea, quell’illuminazione che faccia partire il proprio progetto di carriera.

Come scrivere un curriculum, una lettera di presentazione e come prepararsi al colloquio di lavoro, sono i primi laboratori che si ripeteranno di ora in ora per permettere ai tanti ragazzi di mettere a posto il proprio e capire che il percorso di selezione (dalla prima telefonata, ai primi giorni in azienda) è molto più complesso ed impegnativo di quanto si possa immaginare.

Se il lavoro non c’è lo inventiamo. E allora allo YIF spazio al fare impresa con il workshop a cura del ministero dello sviluppo economico per parlare di come mettere su una start up e sensibilizzare gli studenti all’imprenditoria. La testimonianza di alcuni giovani startupper che faranno tappa a Roma con le loro idee, avrà proprio questo obiettivo. Il test psicoattitudinale disponibile nell’area appositamente allestita, dirà ai ragazzi se c’è una propensione o attitudine al fare impresa.

LIKEFOGG: una piattaforma per l’estero. Grazie alla piattaforma likefogg, i visitatori del forum potranno interrogare insieme agli operatori il sistema per conoscere le opportunità di borse, premi, stage e lavoro in moltissimi paesi stranieri. Ben 15 guide saranno disponibili per conoscere regole e modalità di accesso ai contesti scolastici e professionali.

Orientamento all’università. Durante la tre giorni gli studenti delle scuole secondarie superiori, potranno seguire i seminari sulla scelta, incontrare i tutor di Italia Orienta, divisi per aree di studio: Tecnico Scientifica, Medico Sanitaria, Giuridico Economica, Umanistico Artistica; svolgere il test psicoattitudinale di 63 domande per conoscere la facoltà che è più in linea con le proprie caratteristiche; incontrare gli atenei, cercare una borsa di studio nell’area internazionalizzazione.

“Abbiamo bisogno di un “New Deal” dei giovani”, ha dichiarato Mariano Berriola, presidente della Fondazione Italia Orienta. “Un progetto senza precedenti che implementi le politiche attive del lavoro partendo dalla scuola come luogo di apprendimento della cultura del lavoro”.

Lo YIF si svolge con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di Camera, Senato e Roma Capitale.

Autonomia Differenziazioni

Autonomia Differenziazioni

di Adriana Rumbolo

de-filippoIn molti ricorderanno la famosa commedia di Edoardo De Filippo “Gli esami non finiscono mai”.
Uscendo di teatro il commento comune: E’ proprio così!

Ma niente è cambiato

Nasce un bambino,  amici e parenti corrono a congratulars , ma prima di andarsene si preoccupano di attribuire con una certa sicurezza, le  somiglianze del bambino con uno dei familiari più stretti.

Nei mesi che seguono sarà la famiglia stessa  a notare le caratteristiche fisiche e psicologiche del neonato con qualche componente della famiglia,  influenzati dalle varie simpatie o antipatie.

Tutto questo naturalmente  “coram   populo”.

Un genitore non immagina neppure lontanamente che non solo il DNA ci differenzia  ma cose meravigliose avvengono, nel cervello, nell’ incontro natura-cultura, che si manifesteranno in ogni individuo,  in nuove espressioni,  in nuovi gesti, in  piccole autonomie…

Ogni piccola conquista  rientra in un percorso ben definito del cervello che non dovrebbe mai essere disturbato dall’interventismo e dal pregiudizio.

Un neonato continuerà in una progressione spaventosa: un giorno camminerà a gattoni e poi i primi passi,  poi eretto e poi le prime parole: mamma, babbo, pappa

Soprattutto  l’autonomia di camminare gli permetterà  di raggiungere,  in un ambiente protetto,  tutto ciò che attira il suo interesse, azzardare le prime arrampicate aprire le maniglie in cerca di nuove stanze.

Allora cominciano i pregiudizi:adesso è diventato un birbone, fa i capricci, si impunta, lo fa apposta.

E’ un pezzo che sento ripetere queste cose  anche se questi giudizi  non corrispondono mai al vero.

Il bambino ancora non dispone di molti mezzi di comunicazione e allora si arrangia come può e comincia a  manifestare incautamente   differenziazioni dal suo gruppo familiare.

La famiglia è un gruppo, dimentichiamoci la leggenda della voce del sangue.

L’appartenenza che può esistere solo annullando il singolo è impensabile.

Quindi se un bambino/a si discosta dal modello che i genitori si aspettano da lui allora si cercherà il difetto o il dispetto.

E’ una cosa gravissima definire un   bambino “un ribelle” o un bambino cattivo  mentre lui non desidera altro che essere se stesso.

E’ un momento molto importante per cominciare le prime contrattazioni senza scambiare ogni divergenza come un attacco ad personam.

E’ difficile sempre  accettare una diversità mettiamocelo bene in testa, ma dovrebbe insegnarcelo proprio la famiglia  che diversità  possono benissimo andare d’accordo basta che non intervengano  pregiudizi e fin dall’inizio si dia spazio a una buona relazione.e a continue espressioni affettive.

In ogni famiglia ci possono essere due o tre fratelli ognuno con potenzialità e tendenze diverse: se un genitore sente che un figlio preferisce atteggiamenti che non sono i suoi si offende. e potrebbe pensare lo fa per farmi dispetto perchè non mi stima,o perchè mi sfida.

Francamente non riesco a pensare che un bambino di poco più di due anni faccia una sciocchezza una cosa illogica perchè proprio la  natura l’ha dotato della logica per la sua sopravvivenza.

Quando sento parlare molti “esperti” inesperti in televisione mi chiedo, che cosa è rimasto del bambino che era in loro?

Aiutiamo il bambino a esprimere meglio la sua autonomia con l’attenzione  e l’ascolto.

Ci vuole molta pazienza ma  con i nostri figli cresceremo anche noi genitori.

Quando dico a un bambino: tu sei cattivo in una reciproca incomprensione pensate  quale problema grande gli do,  rifiuto tutto quello che lui è e non lo accetto perchè è diverso da me che sono buono.

Quando aspettiamo l’adolescenza come l’inizio del manifestarsi di un carattere, di una personalità  non ci rendiamo conto che fra la nascita e l’adolescenza, lungo periodo, il bambino ha già dimostrato molto di quello che è nella ricerca di un equilibrio fra la sua nature e la cultura che lo circonda per realizzarsi al meglio e speriamo gli sia riuscito.

Sindacati convocati al Miur. Turi (Uil): chiederemo garanzie su diritti e rinnovo contratto

da La Tecnica della Scuola

Sindacati convocati al Miur. Turi (Uil): chiederemo garanzie su diritti e rinnovo contratto

La convocazione al Miur è arrivata tardi, ma ancora in tempo trovare soluzioni agli errori della legge 107/15 ed evitare le involuzioni del sistema.

Commenta così Pino Turi, segretario generale Uil Scuola, la convocazione al Miur del prossimo 4 ottobre, secondo cui “è un fatto positivo che ci sia da parte del ministro la volontà di confrontarsi”.

“Saremo molto seri, non c’è tempo da perdere tempo e vanno trovate soluzioni concrete per dare garanzie a tutto il personale, trasparenza e certezza di diritti. I nodi irrisolti della legge sono quelli legati alla gestione politica delle decisioni, poi, in sede tecnica si trovano le soluzioni specifiche ai problemi”.

“L’incontro sarà anche la sede per verificare la volontà politica di aprire il negoziato per il rinnovo del contratto scuola – ricorda Turi.  Molte delle materie in discussione infatti, insieme all’evidente necessità di  ecuperare risorse da destinare all’adeguamento degli stipendi del personale fermi da anni,  possono – e  dovrebbero, rilancia Turi – rientrare nella competenza negoziale”.

Bando “A Scuola di OpenCoesione”: scadenza 14 ottobre

da La Tecnica della Scuola

Bando “A Scuola di OpenCoesione”: scadenza 14 ottobre

Torna anche quest’anno il progetto “A Scuola di OpenCoesione”, indirizzato a 200 scuole di tutta Italia.

Il progetto è finalizzato a promuovere principi di cittadinanza attiva e consapevole del proprio territorio e del ruolo dell’intervento pubblico, anche con l’impiego di tecnologie di informazione e comunicazione.

Le classi che partecipano al progetto sono impegnate nel corso dell’anno scolastico in un percorso didattico guidato dal docente referente che prevede le seguenti attività:

  • verifica della modalità di spesa dei fondi pubblici attraverso l’apprendimento di tecniche avanzate di ricerca;
  • reperimento, analisi ed elaborazione di dati;
  • utilizzo di tecniche avanzate di comunicazione e storytelling;
  • incontri ed interviste con le istituzioni e i soggetti beneficiari dei finanziamenti oggetto della ricerca scelta;
  • organizzazione di eventi per il coinvolgimento della comunità scolastica e territoriale.

Il percorso didattico è articolato in 6 tappe: 5 lezioni in classe di circa 3 ore, una “visita di monitoraggio civico, partecipazione e organizzazione di almeno due eventi pubblici di disseminazione dei risultati e coinvolgimento della comunità territoriale di riferimento. A questo si

aggiungono complessivamente circa 30 ore di lavoro autonomo durante l’intero arco del progetto.

L’obiettivo è approfondire le caratteristiche socio-economiche, ambientali e/o culturali del proprio territorio a partire da uno o più interventi finanziati dalle politiche di coesione su un tema di interesse, verificando quindi come le politiche stesse intervengono per migliorare il contesto locale, contribuendo a formare gli studenti con competenze digitali affinché diventino cittadini consapevoli e attivi nella partecipazione alla vita pubblica del proprio territorio.

Il premio in palio per la migliore ricerca realizzata dalle classi partecipanti è un viaggio di istruzione di due giorni a Bruxelles presso le istituzioni europee, finanziato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Altri premi e riconoscimenti potranno rendersi disponibili successivamente all’avvio del progetto e verranno comunicati sul sito www.ascuoladiopencoesione.it.

Le candidature dovranno pervenire entro le ore 15:00 del 14 ottobre 2016.

In pensione a 63 anni senza restituire i soldi, in extremis inseriti i docenti della primaria?

da La Tecnica della Scuola

In pensione a 63 anni senza restituire i soldi, in extremis inseriti i docenti della primaria?

Spuntano anche i docenti della primaria, assieme a quelli dell’infanzia, nella lista dei beneficiari dell’anticipo pensionistico senza il vincolo di restituire l’anticipo in 20 anni.

Almeno questo è l’auspicio della Uil, che commentando la proposta dal Governo, in una nota del 23 settembre afferma: “ci stiamo battendo affinché l’Ape sociale sia a costo zero per i disoccupati di lungo corso, per chi svolge lavoro di cura assistendo un familiare disabile e per i lavoratori che svolgono mansioni particolarmente faticose, come operai del settore edile, insegnanti della scuola primaria e d’infanzia, alcune tipologie di infermieri, personale marittimo imbarcato, macchinisti ed autisti. Sull’insieme di queste misure – prosegue il sindacato Confederale – bisogna ancora affrontare qualche criticità, ma la Uil è fiduciosa che il 27 si possa sottoscrivere con il Governo un’intesa con l’obiettivo di arrivare a soluzioni utili per i lavoratori, i pensionati ed il Paese”.

L’accordo è quindi in dirittura d’arrivo. Resta da capire, per chi opera nella scuola, chi potrà beneficiarne, poiché considerato lavoro usurante, senza restituire il prestito attraverso l’assegno di quiescenza per 20 anni. Sino ad oggi si era parlato solo di insegnanti della scuola dell’infanzia. Ora, invece, la richiesta dei sindacati, che non si sa se verrà accolta in extremis, è quella di allargare ai colleghi della scuola primaria.

“La Uil, insieme a Cisl e Cgil, – si legga ancora nella nota – ha lavorato negli ultimi mesi per introdurre importanti modifiche al sistema previdenziale a beneficio dei lavoratori e dei pensionati. Il confronto con il Governo è stato utile ed ha prodotto significative condivisioni sugli interventi da effettuare nella prossima Legge di Stabilità. In particolare occorrerà individuare una soluzione per i lavoratori precoci, rendere non onerose le ricongiunzioni dei periodi contributivi, abolire strutturalmente la penalizzazione per chi va in pensione con 42 anni di contributi ed ha meno di 62 anni di età, semplificare l’accesso alla pensione per chi ha svolto lavori usuranti allargandone le maglie, equiparare la no tax area per tutti i pensionati, estendere la quattordicesima ai pensionati con redditi fino a 1.000 euro”.

I sindacati avevano chiesto 4 anni di anticipo pensionistico. Alla fine si è trovata una mediazione a 3 anni e 7 mesi: siccome i lavoratori, a seguito della riforma Fornero, “potranno andare in pensione al compimento di 66 anni e 7 mesi di età”, l’anticipo andrebbe ad aggirare buona parte dell’incremento attuato a seguito dell’ultima riforma pensionistica.

Si tratta di una sperimentazione, che riguarderà solo i nati tra il 1952 e il 1954 (allungando così di un anno la platea dei beneficiari, visto che la prima bozza del provvedimento arrivava al 1953).

Il problema è che l’anticipo sarà pagato con rate di ammortamento sulla pensione. Che nel caso dei docenti si aggirano sui 200 euro al mese per un ventennio. Nel caso il pensionato venisse a mancare prima del termine del ventennio, però la rimanenza non sarebbe a carico degli eredi ma verrebbe coperta dall’assicurazione. Anche questa, tuttavia, sarà sulle spalle di chi ha beneficiato dell’anticipo.

In media, il pensionato si vedrà decurtare il 6% annuo: chi usufruirà dell’intero periodo (tre anni e sette mesi), si vedrà decurtare quindi la pensione di oltre il 20%. Una cifra non certo indifferente.

Nuovo anno e Buona Scuola, Giannini porge la mano ai sindacati: convocati il 4 ottobre

da La Tecnica della Scuola

Nuovo anno e Buona Scuola, Giannini porge la mano ai sindacati: convocati il 4 ottobre

Dopo la rottura delle trattative in estate sulla chiamata diretta, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, tenta il riavvicinamento con i sindacati.

Lo fa, il 23 settembre, convocando le organizzazioni rappresentative di categoria a Viale Trastevere per martedì 4 ottobre: il tema dell’incontro, sarà l’avvio dell’anno scolastico 2016/2017.

A quanto si apprende, riporta l’agenzia nazionale Ansa, nel corso della riunione si esaminerà anche l’evoluzione del sistema dell’istruzione alla luce dell’entrate in vigore della “Buona Scuola”.

Al momento, non si conoscono le intenzioni o eventuali repliche dei sindacati all’invito del ministro.

Permessi legge 104/92: non si possono usare per frequentare lezioni universitarie

da La Tecnica della Scuola

Permessi legge 104/92: non si possono usare per frequentare lezioni universitarie

La Corte di cassazione torna ad occuparsi dell’uso improprio dei permessi previsti dalla legge 104/92 per assistere un parente o affine disabile grave.

Con la sentenza n. 17968 del 13 settembre scorso, la Suprema Corte ha dichiarato legittimo il licenziamento di una dipendente comunale, perché utilizzava le giornate di permesso richieste per assistere la madre disabile per frequentare lezioni universitarie.

Secondo la Cassazione, il diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa spetta al lavoratore dipendente che assiste persona con handicap in situazione di gravità ed è riconosciuto dal legislatore in ragione dell’assistenza, la quale è causa del riconoscimento del permesso. Quindi, l’assenza dal lavoro per la fruizione del permesso deve porsi in relazione diretta con l’esigenza per il cui soddisfacimento il diritto stesso è riconosciuto, ossia l’assistenza al disabile.

Non è possibile pertanto attribuire al beneficio in questione una funzione meramente compensativa o di ristoro delle energie impiegate dal dipendente per l’assistenza prestata al disabile. Tanto meno la norma consente di utilizzare il permesso per esigenze diverse da quelle proprie della funzione cui la norma è preordinata: “il beneficio – scrive la Corte – comporta un sacrificio organizzativo per il datore di lavoro, giustificabile solo in presenza di esigenze riconosciute dal legislatore (e dalla coscienza sociale) come meritevoli di superiore tutela. Ove il nesso causale tra assenza dal lavoro ed assistenza al disabile manchi del tutto, come nel caso in esame (l’accertamento del giudice di merito ha evidenziato che i permessi erano sistematicamente utilizzati dall’odierna ricorrente per proprie esigenze personali, in situazioni di tempo e di luogo incompatibili con l’espletamento dell’assistenza), non può riconoscersi un uso del diritto coerente con la sua funzione e dunque si è in presenza di un uso improprio ovvero di un abuso del diritto”.

L’uso improprio dei permessi può quindi integrare una violazione grave dei doveri e degli obblighi del dipendente tale da giustificare anche la sanzione del licenziamento.

Il 4/10 Giannini incontra i sindacati su inizio anno

da tuttoscuola.com

Il 4/10 Giannini incontra i sindacati su inizio anno
Il commento di Pino Turi (Uil scuola): ok se si va verso il rinnovo del contratto

Un breve comunicato dell’Ansa riferisce che il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha convocato i sindacati di categoria per un incontro, previsto per il 4 ottobre, dedicato all’inizio dell’anno scolastico 2016/2017.

Fonti sindacali fanno sapere che nel corso della riunione si parlerà anche della “evoluzione del sistema dell’istruzione successivamente all’entrata in vigore della legge n. 107 del 2015“, come si legge nella nota di convocazione.

E’ un fatto positivo che ci sia da parte del ministro la volontà di confrontarsi – commenta Pino Turi, segretario della Uil scuola – che sottolinea come la convocazione sia arrivata tardi “ma ancora in tempo per trovare soluzioni agli errori della legge ed evitare le involuzioni del sistema“.

Per il sindacalista “non c’è tempo da perdere tempo e vanno trovate soluzioni concrete per dare garanzie a tutto il personale, trasparenza e certezza di diritti. I nodi irrisolti della legge sono quelli legati alla gestione politica delle decisioni, poi, in sede tecnica si trovano le soluzioni specifiche ai problemi“.

L’incontro sarà anche la sede  per verificare la volontà politica di aprire il negoziato per il rinnovo del contratto scuola – ricorda Turi.  Molte delle materie in discussione infatti,  insieme all’evidente necessità di  recuperare risorse da destinare all’adeguamento degli stipendi del personale fermi da anni,  possono – e  dovrebbero, rilancia Turi –  rientrare nella competenza negoziale.

Insegnanti a lezione per prevenire dipendenze tra studenti

da tuttoscuola.com

Insegnanti a lezione per prevenire dipendenze tra studenti
Saranno gli insegnanti a sedersi sui banchi per imparare come affrontare il problema delle dipendenze degli adolescenti. E’ quanto prevede il Patto Educativo firmato a Firenze, in sperimentazione in cinque scuole

Prevenire e contrastare l’uso delle droghe e l’abuso di alcol tra i giovani attraverso un nuovo approccio formativo. Lo prevede il Patto Educativo che è stato firmato oggi a Palazzo Medici Riccardi, alla presenza del sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca Gabriele Toccafondi, tra la Prefettura, che ha il ruolo di cabina di regia, il Comune di Firenze, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, l’Unione Sanitaria Toscana Centro, le forze dell’ordine e i cinque istituti scolastici interessati, come riferisce l’agenzia Red.Soc.

Il progetto parte in forma sperimentale in cinque istituti di istruzione secondaria di Firenze: il professionale alberghiero “Bernardo Buontalenti”, il tecnico commerciale “Giuseppe Peano”, il tecnico professionale “Leonardo da Vinci”, il liceo artistico “Leon Battista Alberti” e il liceo classico “Dante”.

La novità dell’iniziativa sta nel metodo messo in campo: formare i docenti. Saranno loro ad andare a lezione per apprendere il giusto know-how, per imparare come interagire con i loro studenti, come cogliere per tempo i segnali di disagio e a quali istituzioni e associazioni rivolgersi appena si percepiscono situazioni critiche. Gli esperti hanno notato, infatti, che gli adolescenti conoscono bene gli effetti e i danni provocati dalle sostanze stupefacenti e dall’abuso di alcol, ma che ciò non basta ad impedire che ne facciano uso. Da qui la necessità di fare prevenzione – e in questo il mondo della scuola può dare una grossa mano – non solo informando i giovani, ma soprattutto cercando di sviluppare le loro capacità personali -le cosiddete life skills- per gestire i problemi e le situazioni difficili della vita quotidiana, senza rifugiarsi in droga e alcol.

Il progetto è rivolto agli insegnanti dei primi due anni delle scuole medie superiori, selezionati dai rispettivi dirigenti scolastici. E’ stato scelto questo target perchè ricerche recenti hanno appurato che le dipendenze giovanili cominciano a radicarsi nella fascia di età dei 13-15 anni. Sono previsti cicli di quattro incontri di formazione per ogni scuola, della durata di 4-5 ore ciascuno. Le lezioni, che si svolgeranno in Prefettura, saranno tenute da personale dell’ASL, del NOT – Nucleo Operativo Tossicodipendenze – della Prefettura e delle forze dell’ordine. Alla fine della formazione, seguirà nelle scuole una fase di monitoraggio e di supporto da parte degli operatori.

UE: 84% alunni primaria studiano almeno una lingua straniera

da tuttoscuola.com

UE: 84% alunni primaria studiano almeno una lingua straniera
Predomina l’inglese, con oltre 17 mln di studenti. Per l’italiano 0,2

Nel 2014 oltre 18 milioni di allievi delle scuole elementari nell’Unione Europea, cioè l’84% degli alunni a questo livello, stavano studiando almeno una lingua straniera, inclusi quasi 1 mln, il 5%, che ne stava imparando due o più. Lo comunica Eurostat, in occasione della giornata europea delle lingue, che cade il 26 settembre.

A livello della scuola primaria, l’inglese è di gran lunga la lingua più popolare: la studiano oltre 17 milioni di bambini. La dominanza dell’inglese si conferma alle medie (ragazzi e ragazze tra 11 e 15 anni, a seconda dei sistemi scolastici nazionali), con oltre 17 milioni di allievi nell’Ue che lo studiavano come lingua straniera (il 97%) nel 2014.

Il francese (5 milioni o il 34% degli alunni delle scuole secondarie inferiori) è secondo, seguito dal tedesco (3 milioni o il 23%), dallo spagnolo (2 milioni o il 13%), dal russo (0,5 milioni o il 3%) e dall’italiano (0,2 milioni o l’1%).

Attualmente ci sono 24 lingue ufficiali riconosciute nell’Ue, cui si aggiungono lingue regionali, delle minoranze etniche e quelle parlate dai migranti.

L’inglese è la lingua più studiata nella scuola primaria quasi dappertutto, con l’eccezione di Belgio e Lussemburgo, entrambi Paesi con più idiomi ufficiali. Tra le seconde lingue a questo livello, si trova il tedesco in otto Paesi Ue, a partire da Ungheria (20,1%) e Croazia (20%). Il francese predomina come secondo idioma a livello Ue e in sette Stati, soprattutto in Lussemburgo (83,5%), Grecia (16,1%) e Romania (13,2%).