UPI e ANCI contrari alle modifiche dell’attuale testo unico sulla sicurezza

Edilizia scolastica: Sinopoli, “grave che UPI e ANCI si dicano contrari alle modifiche dell’attuale testo unico sulla sicurezza”

L’audizione del 25 luglio dei rappresentanti di  UPI e ANCI da parte delle  Commissioni riunite VII Cultura e XI Lavoro sul disegno di  legge di modifica  dell’attuale Decreto Legislativo sulla sicurezza ha messo drammaticamente in evidenza  quanto succede nelle scuole: mancanza di risorse e incerta attribuzione delle competenze.
Secondo il Segretario Generale della FLC CGIL Francesco Sinopoli “è grave che UPI e ANCI si dicano contrari alle modifiche dell’attuale testo unico sulla sicurezza, necessarie a fare chiarezza circa l’attribuzione di competenze e responsabilità tra dirigenti scolastici ed Enti Locali, mentre ci sarebbe solo un problema legato all’insufficienza di risorse  messe a disposizione di Comuni e Province”.
Lo stato dell’edilizia scolastica italiana è invece estremamente problematico e le responsabilità in capo ai dirigenti scolastici per le  inadempienze degli Enti Locali sono diventate intollerabili.
E ancora Sinopoli continua:  “le future generazioni hanno diritto a formarsi in scuole belle e sicure in cui gli ambienti di apprendimento siano adeguati  alle innovazioni della didattica”.
La revisione del Testo Unico rappresenta  perciò una formidabile occasione per creare le necessarie condizioni di serenità per scuole e famiglie, secondo il principio di leale collaborazione tra istituzioni pubbliche.
La dirigenza scolastica va sgravata una volta per tutte e con molta chiarezza dalle responsabilità che le vengono impropriamente attribuite: i dirigenti scolastici datori di lavoro per gli aspetti organizzativi e gli enti locali per gli aspetti strutturali.
Una definizione certa  delle competenze e un piano investimenti pluriennali sono la via maestra per superare quella che è una vera e propria emergenza nazionale: la sicurezza e la bellezza delle nostre scuole per una didattica nuova.

Fedeli: i docenti meritano più soldi, ma anche il rispetto dei genitori

SCUOLA – Fedeli: i docenti meritano più soldi, ma anche il rispetto dei genitori

 

Intervista esclusiva alla ministra dell’Istruzione sulle diverse novità in arrivo col nuovo anno scolastico: a breve il concorso per diventare preside, la rinnovata selezione dei docenti nel 2018, tutti i docenti vincitori della selezione 2016 saranno assunti, le modifiche all’Esame di Stato alle medie, le modifiche al regolamento sulle supplenze e al reclutamento

 

Il prestigio sociale dei docenti passa anche per i rapporti fra insegnanti e genitori, che spesso si sonodeteriorati: bisognerebbe recuperare quella “forma di rispetto che si coltivava in passato”.

Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, a colloquio con La Tecnica della Scuola: intervistata dal direttore del portale, Alessandro Giuliani, la responsabile del Miur ha spiegato come si sta componendo il puzzle delle operazioni che porteranno all’avvio del nuovo anno scolastico, con tutti i docenti in cattedra.

Sul rinnovo del contratto, la Fedeli è sicura che dal confronto con i sindacati usciranno “soluzionicondivise”: certamente, ha confermato, i docenti, per il ruolo che svolgono, meriterebbero di guadagnare 3mila euro al mese ma purtroppo “queste risorse non ci sono nelle casse dello Stato e comunque si lavora allo sblocco del contratto”.

Capitolo mobilità: le operazioni – dice Fedeli – si sono chiuse un mese prima, e tutto questo senza criticità.

Su assegnazioni provvisorie e utilizzazioni del personale, la responsabile del Miur sostiene che sono stati assicurati ai “docenti il rispetto dei loro diritti, ma” bisogna “anche garantire che non ci siano abusi, con paletti rigidi e scadenze certe: termineranno entro il 31 agosto” e i “posti di sostegno non possano esseredati in assegnazione provvisoria a non specializzati”.

A breve partiranno le procedure per 52mila assunzioni: prima della Buona Scuola la media era di 24.000 all’anno.

I vincitori del concorso docenti 2016 temono di non essere assunti nel triennio di vigenza delle graduatorie? La ministra li rassicura: le regole parlano chiaro, chi ha vinto sarà assunto.

Sull’utilizzo distorto della Legge 104 per trasferirsi di scuola: è una norma di civiltà, nata per tutelare chiha bisogno. Non può essere usata come scorciatoia. Per questo combatteremo strenuamente ogni abuso.

Nella seconda parte dell’intervista, la ministra ha indicato le direttive su cui ha lavorato nel corso dei suoi primi 200 giorni al dicastero di Viale Trastevere: la nuova governance per gestire i 9 miliardi di euro impegnati dagli ultimi due governi per l’edilizia scolastica; il potenziamento della scuola digitale; l’eliminazione delle criticità dell’alternanza scuola-lavoro; l’ampliamento dell’offerta formativa in orarioextrascolastico; il rilancio dell’alleanza fra scuola e famiglia; il recupero della centralità per l’Università eall’Alta formazione musicale e coreutica.

Sui dirigenti scolastici: a breve uscirà il bando di concorso, perché è necessario “abbattere il fenomenodelle reggenze, che è ormai patologico”. Per quanto riguarda le proteste, “abbiamo visto le dirigenti e i dirigenti con molta frequenza in questi mesi e voglio dire che non ho incontrato nessuno ‘sceriffo’: iltavolo specifico al Miur sta arrivando a conclusione, con effetti positivi sulla riduzione del “carico amministrativo” oggi sulle spalle dei presidi.

Infine, la Fedeli ha annunciato sempre alla Tecnica della Scuola che il Miur sta “lavorando rapidamenteall’attuazione dei decreti della Buona Scuola e allo svolgimento del nuovo concorso per docenti da attuare l’anno prossimo”. I provvedimenti su cui il Miur sta lavorando in questi giorni sono tre: a breve, verrà inviato al Consiglio superiore della Pubblica istruzione sia il provvedimento che regola il nuovo modello dell’Esame di Stato alle medie, sia la modifica al regolamento per le supplenze. Intanto, il Cun ha vagliato il decreto sui 24 crediti formativi universitari necessari ai laureati non abilitati per poter partecipare al prossimo concorso per l’ingresso nella scuola secondaria.

G. Lo Storto, EroStudente. Il desiderio di prendere il largo

Un futuro per gli studenti

di Stefano Stefanel

Il Direttore Generale dell’Università LUISS di Roma Giovanni Lo Storto ha pubblicato un libro veramente utile ed interessante: EroStudente. Il desiderio di prendere il largo, Rubbettino, 2017. Me lo ha inviato con una gentilissima lettera di presentazione che si conclude con la frase: “Sarei lieto di ricevere le Sue riflessioni al riguardo”. Poiché le mie riflessioni al riguardo sono tutte di carattere positivo le rendo pubbliche, sperando in questo modo di invogliare più d’un lettore a comprare il libro.

Il libro gira attorno al concetto di life largelearning, cioè un lifelong learning che evolve al di là della dimensione temporale dell’apprendimento. Scrive Lo Storto: “Life largelearning è altro. Non è più la sola determinazione temporale che conta, perché è oramai un dato di fatto che la formazione debba durare tutta la vita. (…) E’ un processo di istruzione e allo stesso modo di vita – ecco perché life – e conta al suo interno opportunità e abilità, conoscenza e umanità”. Il libro di Lo Storto è diviso in due parti: nella prima descrive gli spazi entro cui competenze e apprendimenti si sono evoluti nell’attuale società globalizzata della conoscenza, nella seconda racconta alcune esperienze di giovani studenti dell’Università Luiss di Roma che hanno lavorato nell’ambito delle Summer School in alcune organizzazioni di volontariato legate ai servizi alle persone in difficoltà (carcerati, immigrati, profughi, ragazzi artistici, homeless, recupero di beni confiscati ala mafia, ecc.). Ne viene fuori un ritratto importante di una scuola che entra a pieno titolo dentro le contraddizioni sociali attraverso l’approdo della conoscenza e dell’esperienza all’assunzione di responsabilità da parte di chi sa di più e avrà più occasioni nella vita verso chi invece di occasioni ne avrà poche e dovrà cercare di sfruttarle al meglio per cercare di uscire dalla situazione di oggettiva emarginazione in cui si trova. L’esperienza dell’apprendimento si apre alla società non in termini di profitto, ma in quelli della ricerca di una nuova inclusione.

Il libro è breve ed intenso ed è scandito da capitoli essenziali. Per ogni capitolo Lo Storto indica una qualità importante e io mi permetto di evidenziare il suo pensiero estraendo una frase, un rigo appena, dal suo testo. Ne viene fuori il ritratto di uno studente nuovo, aperto, sensibile, competente e umano. Ogni capitolo ha un numero e un verbo e questo incedere in breve costruisce un coerente quadro d’insieme.

  • Uno. Osservare. “Tre quarti delle aziende assume preferibilmente un candidato che ha fatto una esperienza di volontariato durante la sua vita” (pag. 11).

  • Due. Imparare. “Occorre un sistema che dia l’opportunità di imparare ad imparare” (15).

  • Tre. Orientare. “Non sono gli studenti ad abbandonare la scuola, bensì è la scuola a non essere in grado di trattenerli, coltivando in modo adeguato le loro passioni” (19).

  • Quattro. Provare. “Quando sei fonte di positività le persone graviteranno intorno a te”. Infatti “siamo chiamati a essere gli architetti del futuro, non le sue vittime” (22)

  • Cinque. Allargare. Il life largelearningè un processo di istruzione e allo stesso modo di vita” (25).

  • Sei. Apprendere. “La scuola non serve più solo a trasferire nozioni e sapere, ma perché possa mantenere il suo ruolo primario nella società deve tornare a essere il luogo della generazione della conoscenza” (30).

  • Sette. Condividere. Nelle aziende ormai si lavora a quello che viene chiamato team building. Ma nelle scuole questo è ancora un obiettivo lontano. Si chiede Lo Storto: “Come pretendiamo di chiedere loro di portare risultati in team quando sono già inseriti nel mondo del lavoro, se per una vita li abbiamo allenati a formarsi ognuno per sé?” (36).

  • Otto. Rallentare. “I giovani oggi sono meno rassegnati di quanto si possa immaginare e con molta più voglia di fare” (41).

  • Nove Desiderare. “Non un sapiente che conosce la verità, ma un filosofo che si affanna alla sua ricerca” (48).

Il quadro generale che viene fuori dal libro di Lo Storto costituisce una nuova frontiera della formazione e si colloca nella linea lunga avviata circa quindici anni fa da Edgar Morin col richiamo alle teste “ben fatte” e non “ben piene”. Il difficile però non è trovare nel mondo della scuola e dell’università un riconoscimento al valore delle esperienze lavorative o sociali (che l’alternanza scuola lavoro ha fatto entrare finalmente in tutta la scuola superiore), quanto rendere formale quel riconoscimento, che altrimenti resta laterale rispetto ai saperi tradizionali e disciplinari sempre più evidentemente obsoleti. E soprattutto resta lontano dalla valutazione che rimane la cifra principale del rapporto tra studio e apprendimento.

Il libro di Lo Storto entra in una prospettiva convincente e innovativa con un testo leggero, ma estremamente puntuale in cui la parte teorica viene arricchita dalle esperienze pratiche degli studenti universitari alle prese col mondo dei perdenti. Sapere e perdenti prendono il largo verso una nuova dimensione etica e culturale: chi ha mezzi e competenze deve prendersi carico di chi sta perdendo o ha già perso. Se è vero che “le limitazioni sono spesso un grande catalizzatore per la creatività” (pag. 38) è anche vero che quando ci si trova davanti alla povertà assoluta ci si rende conto che la povertà non è solo una questione di soldi, ma anche di opportunità, occasioni, volontà, motivazioni, stanchezza.

E’ necessario che gli studenti trovino nella scuola e nell’università lo spazio per la loro formazione e che gli anni dell’apprendimento siano anche gli anni dell’apprendistato. Lo spettro si amplia e la larghezza del sapere entra nella dimensione sociale del volontariato e dei rapporti tra persone. Il sapere è stato tutto assorbito dalla rete, ma quello che ne esce non può essere il buco nero dei rapporti umani, bensì uno spazio nuovo in cui tutti possono conoscere e studiare in ogni momento della vita, però allo stesso tempo possono anche toccare con mano la vita di quelli che non l’hanno avuta affatto fortunata.

La scuola ha capito che sono cambiati il mondo e il modo di apprendere, ma non si spostata molto dalla sua tradizionale vocazione trasmissiva. Per cui rischia di essere sempre di più una struttura stanca dentro un mondo troppo mobile. Il rapporto tra l’apprendimento e le sue dinamiche, che comprendono sia la connessione continua sia la ricerca di spazi di passione, deve cambiare tutto il modo di vivere il percorso formativo dei giovani. Quel percorso formativo deve allargare e di molto anche quello necessario a tutti noi per vivere in maniera positiva un mondo globalizzato che cancella certezze e resuscita fantasmi. “EroStudente” un ottimo libro per capire la direzione che dovranno prendere la scuola e l’università italiane.

Più della metà degli studenti è in alto mare con i compiti delle vacanze

da La Stampa

Più della metà degli studenti è in alto mare con i compiti delle vacanze

Il 24% copierà ma solo qualcosa, magari i compiti più ostici

Non si può dire che gli studenti non si stiano godendo le vacanze estive. Non sappiamo se siano al mare, in montagna o in città: sta di fatto che, negli ultimi quaranta giorni, si sono tenuti ben alla larga dallo zaino, dai libri e dai quaderni. Così, passata circa la metà delle vacanze estive, la maggior parte, riferisce Skuola.net, è ancora in alto mare per quel che riguarda i compiti assegnati dai professori. In teoria dovrebbero averceli pronti per la prima campanella, ma è difficile che sarà così.

Ma come sono distribuiti questi compiti tra le varie materie? Resistono in vetta i grandi classici: i professori di italiano (30%) e matematica (23%) sono quelli che in assoluto hanno caricato di più i propri alunni con esercizi, temi e letture. A proposito di letture, a quasi la metà degli studenti (43%) è stato chiesto di leggere tra i due e i quattro libri. È andata peggio al 16%, che per settembre si dovrà preparare a “raccontare“ fino a otto testi, e a quel 10% che si assesta sulla decina di libri da leggere. Ma c’è anche un 20% che non ha ricevuto indicazioni, mentre l’11% si potrà limitare a una sola lettura.

Edilizia scolastica e istruzione, l’Upi lancia l’allarme: finanziamenti alle Province oppure servizi a rischio

da Il Sole 24 Ore

Edilizia scolastica e istruzione, l’Upi lancia l’allarme: finanziamenti alle Province oppure servizi a rischio 

Garantire agli enti locali e in particolare alle Province le risorse necessarie per poter
intervenire in modo tempestivo nella realizzazione di tutti gli interventi per la sicurezza degli edifici. Lo ha chiesto Francesca Zaltieri, consigliera delegata delle Provincia di
Mantova e rappresentante Upi nel Consiglio superiore della Pubblica istruzione, intervenendo ieri in una audizione in rappresentanza delle Province italiane presso le commissioni riunite Istruzione e Lavoro della Camera dei deputati, sulla sicurezza scolastica.

«Cogliamo – ha spiegato la rappresentante delle Province – il giusto grido d’allarme che proviene dai dirigenti scolastici e dal mondo della scuola. Il problema da risolvere è però a monte: le Province, riformate dalla legge Delrio, continuano oggi ad essere attori primari nel settore dell’istruzione e dell’edilizia scolastica, dal momento che tra le funzioni fondamentali è confermata la gestione dell’edilizia scolastica. Tuttavia i successivi provvedimenti finanziari e organizzativi attuati in questi ultimi anni, a partire dai tagli insostenibili ai bilanci delle Province operati in particolare con la manovra del 2015, hanno determinato una situazione di grande criticità per le Province, penalizzando di fatto i servizi ai cittadini. Studenti, docenti e personale non docente della scuola superiore oggi – ha ricordato Zaltieri – si trovano per questo ad affrontare sistemazioni logistiche meno agevoli rispetto ai ragazzi delle scuole primarie o secondarie di primo grado, e che nei prossimi anni invece sono destinati a diventare la categoria di studenti più numerosa in assoluto. L’Upi in questi anni ha sempre sottolineato la necessità di porre al centro dell’azione politica dei governi la scuola pubblica e la sua sicurezza, attraverso la previsione di risorse certe per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture scolastiche».
«Su questo – ha concluso la rappresentante delle Province – abbiamo richiesto un urgente incontro al ministro Fedeli per affrontare le diverse criticità prima della riapertura delle
scuole a settembre e per la definizione dei criteri su cui impostare la nuova programmazione triennale 2015/2018 per la quale il Governo impegnerà ingenti risorse».

Assunzioni, la chiamata sfuma

da ItaliaOggi

Assunzioni, la chiamata sfuma

Contratti entro il 14 agosto, poi nomina d’ufficio per la sede

Alessandra Ricciardi

La parola d’ordine della ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, è fare presto e fare bene, perché l’avvio dell’anno sia «ordinato». Dal primo giorno di scuola tutti gli studenti dovranno trovare in cattedra i docenti titolari o i loro sostituti, senza nessun ricordo dunque del caos che ha caratterizzato lo scorso anno. E fa niente se i nuovi docenti che saliranno in cattedra freschi di nomina non siano stati scelti dal preside con il meccanismo della chiamata diretta. Il meccanismo previsto dalla riforma della Buona scuola, così come modificato dal contratto sottoscritto da ministero dell’istruzione e sindacati, nel cronoprogramma di viale Trastevere ha il suo posto, ma non è tra gli obiettivi indifferibili dell’amministrazione.

Anche perché, pur avendo i dirigenti e i docenti interessati adempiuto all’iter previsto (pubblicazione dei bandi e invio curriculum), ormai pesa un ritardo che non è quasi più sanabile. È il ritardo del Mef, il ministero dell’economia e delle finanze, che non ha ancora firmato il decreto che autorizza le immissioni in ruolo per il 2018/2019. Esclusi i problemi di copertura finanziaria, il decreto non dovrebbe subire scostamenti sui numeri rispetto a quello inviato dalla Fedeli.

I nuovi 52 mila prof i andranno a coprire il turnover (circa 21 mila posti), 16 mila posti vacanti e 15.100 posti di organico di fatto trasformati in organico di diritto con la legge di Bilancio per il 2017 (s e ne attendevano 10 mila in più). «Prima della Buona scuola le assunzioni erano in media 24 mila l’anno», evidenzia la Fedeli.

Gli uffici scolastici, ultimati i movimenti della scuola superiore, stanno pubblicando tutti i posti vacanti e disponibili per le varie classi di concorso. Insomma, la macchina ministeriale si sta portando avanti per scattare subito con le assunzioni appena arriverà il via libera dell’Economia.

Ma ormai al Miur danno per scontato che il sì arriverà non prima di una settimana. Tempi compatibili con l’obiettivo di far firmare i contratti ai docenti in posizione utile in graduatoria, gae e concorso, entro il 14 agosto. Con un mese di anticipo dunque rispetto allo corso anno.

Subito dopo dovrebbe scattare il passaggio da ambito a sede attraverso la chiamata diretta, alias per competenza.

Ed è qui che l’iter si inceppa, che i tempi non ci sono più. I dirigenti ti hanno fatto capire che non sono disposti a lavorare anche a ridosso del ferragosto per mettersi in pari con la chiamata. Procedura che del resto non è obbligatoria.

La palla dunque passerà agli uffici scolastici regionali che effettueranno le assegnazioni su scuola in base al punteggio dei candidati. Con buona pace della chiamata diretta.

Buona scuola, corsa contro il tempo per i 41 decreti attuativi delle deleghe

da ItaliaOggi

Buona scuola, corsa contro il tempo per i 41 decreti attuativi delle deleghe

Le novità di settembre, i poli per l’infanzia già in ritardo

Emanuela Micucci

Sarà una circolare del Miur a spiegare a settembre le nuove regole per gli esami di III media e per i corsi di recupero, al via dal 2017/18. Queste alcune delle prime novità previste dai decreti legislativi che attuano 8 deleghe della Buona Scuola per settembre. «Nella scuola primaria», ha precisato la ministra Valeria Fedeli, «partiranno i Poli ad orientamento artistico e performativo.

Finalmente si avrà più pratica e cultura dell’arte e della musica nelle scuole». Mentre per nidi e materne «a settembre ci sarà la prima ripartizione del Fondo da 209 milioni di euro per l’ampliamento dei servizi 0-6 anni». A breve, poi, arriverà in conferenza Stato-regioni la ripartizione dei fondi per la costruzione dei nuovi Poli per l’infanzia, annunciata da Fedeli già per la scorsa settimana ma non all’ordine del giorno.

I tempi per attuare quanto disposto dagli 8 decreti sono strettissimi: ben 41 provvedimenti tra accordi, intese, ordinanze, direttive, decreti ministeriali, piani di sviluppo. Se per 17 non è indicato un termine di scadenza, per gli altri 24 è fissato nel 2017. Anzi, la maggioranza dovranno essere adottati entro il 30 novembre. I più complessi quelli che richiedono il concerto con altri ministeri o l’intesa con le Conferenze unificata e Stato-regioni.

Tra i primi a scadere proprio i provvedimenti sui Poli per l’infanzia. Su cui già pesa un ritardo. È scaduta il 30 giugno, infatti, l’adozione del decreto del Miur, sentita la Conferenza unificata, per ripartire le risorse tra le regioni e per individuare i criteri per l’acquisizione da parte di queste delle manifestazioni di interesse degli enti locali proprietari delle aree oggetto di intervento e interessati alla costruzione dei Poli. Entro il 30 settembre, poi, le regione, d’intesa con gli enti locali, dovranno adottare un provvedimento per selezionare da uno a 3 interventi sul proprio territorio e dare comunicazione della selezione al Miur, mentre il ministero dovrà adottare un decreto ministeriale, sentita la Conferenza unificata, per indire uno specifico concorso per i progetti.

Sebbene la Presidenza del consiglio dei ministri abbia tempo fino al 30 novembre per il Dpcm di adozione del Piano nazionale per la promozione del sistema integrato di educazione e istruzione, che individui risorse e obiettivi dello 0-6, previa però intesa in Conferenza unificata, Fedeli sembrerebbe darlo per concluso già con l’avvio del prossimo anno scolastico annunciando per settembre la ripartizione del Fondo. Più semplice dovrebbe essere l’iter per l’avvio dei Poli ad orientamento artistico e performativo nelle scuole del primo ciclo. Per la loro partenza, infatti, occorre un decreto solo del Miur entro il 30 novembre, in cui si indicano criteri per la loro costituzione, finalità formative, modelli organizzativi e criteri valutativi delle attività delle scuole, in particolare le innovazioni metodologiche e curricolari.

Dalle parole del ministro sembrerebbe però che questi Poli nel 207/18 partiranno solo nella primaria, mentre la norma fa riferimento alle «istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione».

La circolare che a settembre illustrerà le nuove regole per gli esami di III media, conterrà anche le indicazioni sul recupero dei ritardi degli studenti nelle discipline di base che, sottolinea Fedeli, «non si chiameranno corsi di recupero» perché la prospettiva è la «personalizzazione» dei percorsi degli studenti. Al debutto alle medie dal prossimo anno scolastico la prova di certificazione della lingua inglese a cura dell’Invalsi.

Test Invalsi, il pc può attendere

da ItaliaOggi

Test Invalsi, il pc può attendere

Nel 2018 prove miste per venire incontro alle scuole. Inglese, certificazione solo in III media

Emanuela Micucci

Prove Invalsi sul pc dal 2018? Il debutto sarà «misto»: somministrazione su computer o ancora cartacea. Questa, secondo quello che risulta ad ItaliaOggi, la soluzione trovata dall’Invalsi almeno per il 2018, per venire incontro alle numerose scuole che non hanno a disposizione tutta la strumentazione necessaria per la somministrazione informatizzata delle prove, che invece secondo il decreto legislativo 62/2017 attuativo delle delega sulla valutazione della Buona Scuola dal prossimo anno scolastico sarebbero computer based in III media e in II superiore. Tutto pronto invece per la nuova prova di certificazione della lingua inglese in III media, mentre per vederla anche alla primaria, così come stabilisce la riforma, bisognerà attendere. «Quest’anno è stato conclusivo di un ciclo», spiega il presidente dell’Invalsi Anna Maria Ajello. Perché dal prossimo anno «si effettueranno prove al computer» in III media e in II superiore, «ci sarà la separazione delle prove Invalsi in un altro momento rispetto all’esame di Stato» delle medie, debutterà la prova in inglese in III media.

In attesa delle altre novità previste dal decreto legislativo come la prova di inglese anche in V primaria e dal 2018/19 le prove all’ultimo anno delle superiori, al di fuori della maturità, ma come requisito per l’ammissione all’esame di Stato. La costruzione delle prove in inglese per la V primaria, la III media e la V superiore è stata avviata, testandola tra aprile e maggio, su un gruppo di studenti, mentre la scorsa settimana si è conclusa l’attività formativa per il primo ciclo.

Tuttavia, spiega il responsabile dell’area prove dell’Invalsi Roberto Ricci, il prossimo anno la prova di inglese ci sarà solo in III media. «Per la primaria la difficoltà è l’aggancio con le Indicazioni nazionali. Lavoriamo per realizzarla, ma ci vorrà del tempo per somministrarla». Effettuati quest’anno i pretest per le prove computer based su larga scala sia per oltre 20mila studenti di III media e V superiore sia per oltre 10mila alunni di II superiore. In questo grado di istruzione, inoltre, è avvenuta la somministrazione online censuaria del questionario studente, permettendo di raccogliere ben 100mila questionari in più, un’altra per le prove nell’Iefp (istruzione e formazione professionale) e una per la sola matematica nelle scuole in lingua tedesca della provincia di Bolzano. «Con le prove sul pc», sottolinea Ajello, «è essenziale l’opera di divulgazione delle prove, perché chiediamo cambiamenti profondi nella didattica degli insegnati», ma anche nella produzione e nel disegno delle prove da parte dell’Invalsi.

L’uso del computer permette flessibilità. Come accaduto quest’anno nell’IeFp, dove «il pc ha consentito alle scuole di organizzarsi come preferivano, cioè di svolgere le prove di italiano e di matematica in momenti diversi, più adeguati al tipo di indirizzo», ricorda Ricci. Inoltre, rende possibile adattare la domanda seguente in base alla risposta della precedente fornita dall’alunno, calibrandola sulle sue reali competenze. Si ampliano le potenzialità misuratorie delle prove. E, conclude Ricci, «si riducono i carichi adempitivi per i docenti», che saranno sgravati di molto lavoro.

Vaccini, rebus per i certificati del personale. E il Pd sul vicario ci ripensa

da ItaliaOggi

Vaccini, rebus per i certificati del personale. E il Pd sul vicario ci ripensa

Nel decreto legge 73/2017 contenente disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, il testo che nei prossimi giorni sarà convertito in legge dalla camera dopo l’ok del senato, solo oneri per le istituzioni scolastiche che in primis dovranno consentire l’applicazione puntuale delle norme ivi contenute.

Franco Bastianini

Nel decreto legge 73/2017 contenente disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, il testo che nei prossimi giorni sarà convertito in legge dalla camera dopo l’ok del senato, solo oneri per le istituzioni scolastiche che in primis dovranno consentire l’applicazione puntuale delle norme ivi contenute. In particolare gli operatori scolastici dovranno, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge, presentare negli istituti in cui prestano servizio una dichiarazione comprovante la propria situazione vaccinale. Cosa accadrà in assenza della certificazione è un rebus.

Nel testo non c’è invece alcuna traccia degli emendamenti presentati nel corso dell’esame del decreto legge sia nelle Commissioni competenti che nell’Aula di Palazzo Madama, emendamenti che se accolti avrebbero potuto consentire, appunto, alle istituzioni scolastiche una regolare, puntuale e rapida applicazione dell’obbligo di vaccinazione e maggiori controlli sull’assolvimento di tale obbligo da parte delle famiglie degli alunni.

La maggior parte degli emendamenti sono stati infatti dichiarati improponibili quali ad esempio quelli che proponevano un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di personale Ata per la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili nell’organico di diritto e di fatto e la costituzione di un organico di rete, con l’inserimento del profilo di assistente tecnico nella scuola del primo ciclo o un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di dirigenti scolastici per la copertura di tutti i posti vacanti al fine di superare gli incarichi di reggenza con apposita procedura concorsuale. Inammissibile quello che avrebbe consentito agli assistenti amministrativi con almeno tre anni di servizio svolto negli ultimi otto anni nelle mansioni di direttore dei servizi generali ed amministrativi di partecipare alla futura procedura concorsuale per l’assunzione dei direttori dei servizi anche in deroga ai requisiti professionali previsti.

L’unico emendamento presentato da Francesca Puglisi (Pd) non dichiarato a priori inammissibile era quello che proponeva, limitatamente all’anno scolastico 2017/2018, l’introduzione del docente vicario esonerato dall’insegnamento nelle istituzioni scolastiche di dimensioni superiori ai limiti e affidate in reggenza in assenza di dirigenti scolastici titolari. L’emendamento è stato però ritirato in aula dalla relatrice Patrizia Manassero (Pd).

GaE, il Consiglio di Stato riammette in graduatoria i docenti depennati

da La Tecnica della Scuola

GaE, il Consiglio di Stato riammette in graduatoria i docenti depennati

Importante pronuncia del Consiglio di Stato che, con ordinanza depositata il 24 luglio, ha disposto il reinserimento nelle graduatorie ad esaurimento di decine di docenti siciliani.

Sono tutti docenti che erano stati depennati per non aver presentato domanda di aggiornamento del punteggio.

Il meccanismo previsto dal Ministero dell’Istruzione prevedeva, infatti, che in caso di mancata presentazione della domanda per l’aggiornamento della propria posizione in graduatoria, sarebbe derivato il depennamento dalla stessa del docente, senza prevedere però alcuna possibilità di reinserimento, sebbene la legge lo prevedesse.

Con una serie di pronunce negative per i ricorrenti, il Tar Lazio aveva ritenuto legittimo l’operato del Ministero tuttavia, accogliendo il ricorso in appello proposto dai legali catanesi Dino Caudullo e Salvatore Spataro, il Consiglio di Stato ha sospeso la decisone del Tar disponendo il reinserimento dei docenti nelle graduatorie dalle quali erano stati depennati, ritenendo l’appello assistito da “consistenti elementi di fondatezza”.

L’importanza della pronuncia risiede in particolare, nel fatto che a parere del Consiglio di Stato anche in occasione della finestra di aggiornamento annuale delle Gae, disposto lo scorso anno con DM 495/2016, era possibile richiedere ed ottenere il reinserimento in graduatoria da parte dei docenti depennati.

Il Giudice amministrativo d’appello ha infatti condiviso le specifiche censure formulate avverso il DM 495/2016 dai ricorrenti, assistiti dallo Studio Caudullo&Spataro, ritenuto illegittimo laddove non consentiva il reinserimento nelle Gae dei docenti depennati, a fronte della proroga di ulteriori due anni del loro aggiornamento, dopo la scadenza del triennio prevista per il 2017.

“Si tratta di una pronuncia particolarmente importante” –  ha dichiarato l’avv. Dino Caudullo – “viste le ricadute occupazionali che ne deriveranno per i ricorrenti che, ingiustamente, erano stati espulsi dal mondo della scuola”.

Anche quest’anno il Miur, con il DM 400/2017, ha riproposto un provvedimento analogo a quello censurato dai Giudici di Palazzo Spada, avverso il quale certamente verranno avviati ulteriori ricorsi.

Alternanza scuola lavoro, ecco il progetto di Cisco Italia per studenti e docenti

da La Tecnica della Scuola

Alternanza scuola lavoro, ecco il progetto di Cisco Italia per studenti e docenti

Buone notizie per l’Alternanza Scuola Lavoro: nella giornata del 25 luglio, il Miur e Cisco Italia hanno siglato un protocollo d’intesa al centro del quale c’è il progetto Impres@Digitale.

Tale progetto verterà su un modello per l’Alternanza Scuola Lavoro ideato da Cisco Italia per promuovere cultura e competenze digitali, coinvolgendo gli studenti, ma anche i loro insegnanti.

L’aspetto più interessante del progetto sta nel fatto di far convivere aspetti sia teorici che pratici, affiancando alla formazione legata alle tecnologie, all’imprenditorialità digitale, alla programmazione, anche la possibilità di rafforzare le famose “soft skills”, ovvero le capacità di lavorare in gruppo, saper gestire il proprio tempo, capire come gestire correttamente le fasi di un progetto, il problem solving.

Come accennato in precedenza, Impres@Digitale ha come obiettivo anche il coinvolgimento dei docenti, che a loro volta potranno così trasmettere agli studenti più giovani modelli e logiche utili per il loro futuro professionale e per favorire il pieno sviluppo della “cittadinanza digitale” fra le nuove generazioni.

“Le competenze digitali sono al centro del nostro investimento per accelerare la digitalizzazione del Paese: è un onore rafforzare la nostra storica alleanza con il mondo della scuola impegnandoci direttamente nel quadro dell’alternanza scuola lavoro” ha commentato Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia. “Per noi è chiaro che il digitale offre ai giovani gli strumenti per affrontare le sfide importanti che li riguardano: trovare lavoro, avere spazio per impiegare il proprio talento e far crescere le proprie idee innovative ma anche, se lo desiderano, potere creare in prima persona le tecnologie che vorrebbero per il loro futuro. Abbiamo pensato al progetto Impres@Digitale per aiutare a diffondere competenze che sono richieste dalle aziende, servono in qualunque ambito professionale e soprattutto sono parte integrante dell’essere cittadini in una società connessa e globale”.

Il protocollo di intesa ha una durata di tre anni e potrebbe essere una buonissima occasione di crescita didattica e professionale per gli studenti, data la rilevanza che ha Cisco nel settore digitale.
Forse, da qui potrebbe iniziare la correzione dei progetti di Alternanza, che finora non ha riscontrato dappertutto pareri favorevoli.

Tutte le informazioni sul progetto Impres@Digitale e sulle altre iniziative di Alternanza Scuola Lavoro che Cisco Italia promuove insieme ai propri partner, presenti su tutto il territorio nazionale, sono disponibili sul portale dedicato www.scuoladigitalecisco.it.

Graduatorie di istituto: in caso di problemi nell’invio, possibile anche il cartaceo

da La Tecnica della Scuola

Graduatorie di istituto: in caso di problemi nell’invio, possibile anche il cartaceo

In riferimento alla proroga alle ore 20 del 26 luglio per la trasmissione del mod. B per la scelta delle sedi per l’aggiornamento delle graduatorie di istituto, il Miur ha comunicato anche che gli aspiranti che, per cause a loro non imputabili, non riusciranno ad inoltrare il modello entro la scadenza, potranno presentarlo in modalità cartacea all’istituzione scolastica capofila, che provvederà a trasmetterlo al SIDI.

Inoltre, relativamente alle segnalazioni di provvedimenti di esclusione, da parte delle scuole, nei confronti degli aspiranti che hanno nuovamente dichiarato, nella domanda di aggiornamento, il titolo di accesso inserito nel triennio precedente, il Miur ritiene che costoro abbiano reso tale dichiarazione in buona fede, in analogia a quanto richiesto nel precedente aggiornamento, ritenendo ancora valide le disposizioni impartite nel triennio 2014/17, in cui veniva richiesta nelle avvertenze ai modelli di domanda, in ogni caso, la dichiarazione del titolo di accesso.

Pertanto, ove sia stato solamente ridichiarato il titolo di accesso e l’istituzione scolastica verifichi che esso è coincidente con quello già dichiarato nel precedente triennio, tale situazione è da considerarsi errore in buona fede e non può costituire causa di esclusione della domanda dell’interessato.

Contratti di servizi e forniture in ambito PON: disponibili le linee guida aggiornate

da La Tecnica della Scuola

Contratti di servizi e forniture in ambito PON: disponibili le linee guida aggiornate

Il Miur ha pubblicato l’aggiornamento delle Linee guida dell’Autorità di Gestione per l’affidamento dei contratti pubblici di servizi e forniture di importo inferiore alla soglia comunitaria.

Il nuovo documento tiene conto delle modifiche apportate dal nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50) e del cosiddetto Decreto Correttivo (D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56), oltre alle relative previsioni attuative, come ad esempio le Linee Guida A.N.A.C.

Le linee guida illustrano nel dettaglio le varie procedure da seguire con riferimento all’importo della procedura, anche nel caso si proceda all’acquisizione tramite MePA.

Al documento sono allegati anche i seguenti modelli:

  1. Determina a contrarre del Dirigente Scolastico per l’indizione della procedura negoziata previa consultazione (fuori Me.Pa.) ai sensi dell’art. 36, comma 2, lett. b) del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50;
  2. Determina a contrarre del Dirigente Scolastico per l’indizione di una procedura di ordine diretto (OdA) o di Trattativa diretta ai sensi dell’art. 36 comma 2, lett. a), del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, oppure della procedura di Richiesta di offerta (RdO) ai sensi dell’art. 36 comma 2, lett. b) del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, attraverso il Mercato elettronico della pubblica amministrazione (Me.Pa.) di Consip S.p.A.;
  3. Lettera di invito per procedura negoziata previa consultazione, con criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa;
  4. Lettera di invito per procedura negoziata previa consultazione, con criterio del prezzo più basso;
  5. Nomina Commissione Procedura negoziata previa consultazione – offerta economicamente più vantaggiosa;
  6. Prospetto comparativo – criterio aggiudicazione- prezzo più basso (ex art.95, comma 4, D.Lgs 50/2016);
  7. Prospetto comparativo – criterio aggiudicazione- offerta economicamente più vantaggiosa (ex art. 95, comma 3, D.Lgs 50/2016.);
  8. Verbale di aggiudicazione – criterio di aggiudicazione offerta economicamente più vantaggiosa;
  9. Verbale di aggiudicazione – criterio di aggiudicazione offerta più bassa;
  10. Comunicazione aggiudicazione;
  11. Comunicazione da inviare ai partecipanti dopo l’aggiudicazione della gara;
  12. Contratto da stipulare in seguito a procedura negoziata previa consultazione, ai sensi dell’articolo 36, comma 2, del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50;
  13. Dichiarazione assenza di conflitto di interessi;
  14. Prospetto sintetico riepilogativo di tutte le procedure di gara e della documentazione necessaria da inserire nel sistema informativo MIUR dei Fondi SIE.

Protesta dei presidi in Sicilia: noi sottopagati, facciamo saltare le nomine dei prof

da La Tecnica della Scuola

Protesta dei presidi in Sicilia: noi sottopagati, facciamo saltare le nomine dei prof

I presidi protestano per le retribuzioni e saltano le nomine dei docenti. Stop alle chiamate dirette degli insegnanti che dovrebbero integrare gli organici delle scuole. Scatta la protesta dei dirigenti scolastici.

In Sicilia, come riporta l’edizione di Palermo de La Repubblica, sono tanti i presidi che hanno incrociato le braccia per la nomina dei prof.

“Non intendo rientrare dalle ferie in nessun caso e non procederò con la chiamata diretta”. Così il preside del liceo classico Meli di Palermo, Francesca Vella, che aderisce alla protesta estiva dei dirigenti scolastici che in molte scuole non effettueranno la cosiddetta “chiamata diretta” degli insegnanti.

“Se la chiamata diretta dobbiamo farla ad agosto, prima delle assegnazioni provvisorie e delle utilizzazioni – spiega Maurizio Franzò, a capo dell’Anp siciliana – ci asterremo anche noi. Abbiamo diritto alle ferie come tutti gli altri lavoratori”. L’Anp, oltre all’allineamento delle retribuzioni, chiede anche l’introduzione della figura del vicedirigente. “Se un preside è in malattia – continua Franzò – in una scuola si blocca tutto”.

“L’anno scorso è stata un autentico flop – spiega Simonetta Calafiore – perché dopo avere nominato i docenti, molti di questi sono stati spostati a seguito delle assegnazioni provvisorie e delle utilizzazioni”.
Si preannuncia un autunno molto caldo.

I giovani ricordano la Shoah, adesioni entro il 28 novembre 2017

da La Tecnica della Scuola

I giovani ricordano la Shoah, adesioni entro il 28 novembre 2017

Al via la XVI edizione del concorso “I giovani ricordano la Shoah”.

Il MIUR è da anni impegnato a promuovere e sviluppare progetti e iniziative didattiche finalizzate all’approfondimento e alla riflessione sulla Shoah.

Per favorire la consapevolezza di quanto accaduto e perché il ricordo delle vittime rimanga sempre vivo nel tempo, sono stati realizzati concorsi, Viaggi della Memoria ad Auschwitz, mostre itineranti e attività di sensibilizzazione rivolte al personale scolastico.

Il concorso è rivolto a tutti gli allievi del primo e secondo ciclo di istruzione.

Le istituzioni scolastiche dovranno inviare i lavori prodotti agli Uffici Scolastici Regionali di competenza entro il 28 novembre 2017.

Ciascun Ufficio Scolastico Regionale costituirà una Commissione di esperti incaricata di individuare per ogni ciclo di studi (primaria, secondaria di I grado, secondaria di II grado) due lavori ritenuti meritevoli di concorrere a livello nazionale. Sarà cura di ogni Ufficio Scolastico Regionale pubblicare sul proprio sito web, dal 22 dicembre 2017, l’elenco delle scuole selezionate per la fase concorsuale successiva.
I lavori prescelti dalla Commissione e la relativa motivazione, dovranno essere inviati dagli UU.SS.RR., entro il 15 dicembre 2017 al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca –Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione – Viale Trastevere 76/A, 00153 Roma, piano IV, stanza 612, Dott.ssa Alessandra Baldi.