Droga di ieri. Droga di oggi

Droga di ieri. Droga di oggi

di Vincenzo Andraous

 

Stiamo seduti nel bel mezzo di un uragano, invece di metterci al riparo, rimaniamo a guardare gli esiti della catastrofe.

Non soltanto la droga sta impattando e mettendo in crisi i fortini dell’accoglienza e della salute ritrovata nelle comunità di servizio e terapeutiche, a causa delle interminabili liste di attesa, delle richieste di aiuto disperate che non permettono ulteriori deroghe.

Addirittura sta ritornando la droga di ieri, ben mischiata e amalgamata a quella di oggi.

L’eroina è nuovamente tra noi, è vero che non se n’è mai andata, ma adesso sgomita e spinge avanti, come faceva in passato senza troppe cortesie.

Un tempo chi la bucava, sniffava, fumava, lo faceva per un moto prettamente protestatarlo, contestatario, una sorta di rivolta autodistruttiva per non rimanere invischiati nelle ingiustizie sociali che stavano preparando terreno fertile per l’estinzione di una intera generazione.

Oggi chi si sbomballa con la roba, non lo fa certo per una insubordinazione alla regola sociale o per non esser costretto a condividere uno status quo, piuttosto per una vera e propria resa incondizionata alla fatica di un impegno, di una responsabilità, di una libertà che impone la corposità di una scelta.

Dunque l’accettazione del suo opposto e contrario, l’incontro disimpegnante della droga, che accantona ogni desiderio di felicità e autorealizzazione.

Una molteplicità di articoli di cronaca ci dicono che il problema delle dipendenze sta deflagrando un’altra volta: droga, alcool, azzardo, bullismo spinto e violenza, stanno devastando limiti e confini di ogni giovanissimo, c’è in superficie una scollatura tra presente e futuro, come non esistesse possibilità di mettere giù un progetto, un percorso un po’ per volta, avanza con gli anfibi della precarietà una arrendevolezza disarmante che piega le gambe dei più giovani.

Il mondo adulto osserva preoccupato il propagarsi di fenomeni sociali delinquenziali, si rifugia nella richiesta di punizione che ristabilisca un equilibrio, chiede a gran voce risposte severe.

Dimenticando che il rispetto delle regole è chiaramente un diritto e un dovere fondamentale per ognuno e per ciascuno, ma perché questo avvenga occorre ripristinare un’attenzione e una cura di se, attraverso esempi autorevoli nei gesti quotidiani ripetuti.

L’indifferenza con cui si legano al palo i più giovani, obbligandoli a un’attesa umiliante e provocatoria, tentando illusoriamente di esorcizzare il tempo della noia che invece intacca anche la più coriacea delle convinzioni, non fa altro che ingrossare le fila di quanti accantonati e frustrati, non trovano di meglio che la compagnia silenziosa e complice delle sostanze.

C’è penuria di coraggio a educare, a tirare fuori insieme il meglio, anche i silenzi di figli che non intendono parlare con te padre o madre che sia.

Educare è la parola magica, educare alla speranza di realizzarsi, conquistando la capacità di raggiungere un obiettivo.

Non sono utopie da supermercato, dove spesso, sempre più spesso, gli adulti vanno a pescare risposte vane.

Forse occorre maggiore rispetto nei riguardi dei più giovani, prudenza a parlare di legalizzazione, un carico di poderosa attenzione su cosa significa sdoganare la famosa droga ricreativa, è necessaria una doverosa riflessione su cosa potrà significare avere a che fare con un mercato parallelo ben più devastante e ingannevole, soprattutto nei riguardi dei più deboli e inesperti, di coloro che come sempre pagheranno lo scotto maggiore.

Nel frattempo continuiamo ad accantonare e rimuovere questi drammi, a risolverli ci pensiamo alla prossima occasione.

Paura di amare

Paura di amare

di Adriana Rumbolo

 

La paura di amare è così nascosta, che in molti pensiamo di non averla e la trascuriamo: finchè  non ci accade qualcosa di molto doloroso.

Invece questa paura è frequentissima e sembra che nasca proprio nel primo rapporto madre figlio/figlia.

Il distacco dalla madre dopo nove mesi che siamo cresciuti nel suo ventre dove già abbiamo partecipato alla sua vita attraverso il suono della sua voce, dove siamo stati rassicurati da una sua ninnananna e poi appena fuori di lei in un ambiente così nuovo a volte troppo carico di luci e di voci,   un pasto caldo consumato.

Fra le sue braccia  mentre lei cominciava la vita relazionale di sguardi, carezze e coccole.

Infatti il neonato non gradisce affatto essere preso  dalle braccia della madre  perché si sente sperduto disorientato e tutto ciò che il bambino prova mette radici per la vita futura.

Crescendo il bambino ora per ora aumenta la sua vita relazionale con la mamma con lo sguardo conosce il suo volto fra tanti e dopo aver fatto tanta ginnastica nel box inizierà a gattonare e poi a camminare.

Seguiranno i primi passi sorretto dalla mamma poi tenuto solo per una manina e infine libero di camminare da solo e quindi decidere cosa e come esplorare.

L’indipendenza dalla madre ed è giusto che sia così avviene a piccoli passi ma la prima volta che un bambino entrerà in una scuola dell’infanzia  le assenze della mamma  saranno vissute intensamente perché non saranno vissute come assenze, ma come perdite.

Spesso la fortuna di incontrare una maestra competente ed equilibrata.

Ma a volte non tutto è così sereno.

Può essere che in questo percorso di crescita insieme  si può verificare  qualcosa che non avviene nel modo giusto, una scomparsa brusca della mamma,  la mamma che cambia umore facilmente e  si rivolge al bambino come se fosse un’altra la mamma che cambia l’espressione del viso in modo rabbioso, la mamma che non canta più la ninnananna urla, giudica e allora questo amore che avrebbe dovuto nutrirsi di fiducia e rispetto e di stima purtroppo rimane nella  memoria  come un trauma con tutti gli effetti post-traumatici che si possono verificare.

Il soggetto  crescerà, sarà, attratto dalla voglia di amare perché l’amore è ciò che porta avanti la vita è ciò che ci dà piacere ciò che ci dà euforia che ci fa progettare ma se nel suo percorso avrà avuto dei traumi sarà diffidente e andrà nei due estremi o si chiuderà in se rifiutando ogni forma di amore o  si adatterà ogni forma di compromesso.

Vorrà ricevere amore degli altri ma non saprà distinguere un amore che contiene rispetto, fiducia abbandono, da un amore malato.

Giocherà con l’amore, metterà alla prova chi l’ama ma non  si abbandonerà più a quel sentimento con cui si era abbandonato tra le prime braccia  dove qualcosa non è andato bene ma prima di accorgersene spesso farà delle scelte sbagliate, molto sbagliate perché non sa distinguere  l’amore normale sano da un amore malato.

Si sposerà in abito bianco farà una grande festa ma dentro al suo cuore ci sarà un velo di malinconia e se per caso dopo il matrimonio troverà un amore che gli sembrerà simile a quello ricevuto dalla madre si abbandonerà  con gravi problemi .

Quando si parla di femminicidio bisognerebbe considerare  la donna che si è unita a quell’uomo con la paura di amare senza aver risolto questo problema e si rassegnerà  a un’ unione senza sentimento, senza rispetto, senza fiducia senza stima.

Molti penseranno che ha sbagliato a non ribellarsi  ma a lei è stato insegnato una sola forma d’amore dove non c’è  ribellione e neanche autonomia.

Vaccini, come cambia l’iscrizione a scuola dopo l’approvazione del decreto

da Il Fatto Quotidiano

Vaccini, come cambia l’iscrizione a scuola dopo l’approvazione del decreto

di

Cambiano dal prossimo anno scolastico, per effetto del decreto sull’obbligo vaccinale, gli adempimenti per l’iscrizione a scuola. Ecco come.

DIRIGENTI SCOLASTICI – All’atto dell’iscrizione hanno l’obbligo di richiedere, alternativamente, la documentazione comprovante: l’effettuazione delle vaccinazioni, l’omissione o il differimento della somministrazione del vaccino, l’esonero per intervenuta immunizzazione per malattia naturale, copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’Asl.

AUTOCERTIFICAZIONE – Il genitore può anche autocertificare l’avvenuta vaccinazione e presentare successivamente copia del libretto. La semplice presentazione alla Asl della richiesta di vaccinazione consente l’iscrizione a scuola, in attesa che la Asl provveda ad eseguire la vaccinazione entro la fine dell’anno scolastico.

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI – I minori non vaccinabili per ragioni di salute sono inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immunizzati naturalmente. I dirigenti scolastici comunicano all’Asl competente, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.

GRATUITA’ – Tutte le vaccinazioni obbligatorie sono gratuite, anche quando è necessario ‘recuperare’ somministrazioni che non sono state effettuate in tempo.

DISPOSIZIONI TRANSITORIE PER L’ANNO SCOLASTICO 2017-18 – Per la fase di prima applicazione del decreto si prevede che entro il 31 ottobre 2017 per la scuola dell’obbligo e entro il 10 settembre per i nidi si presenti la relativa documentazione o l’autocertificazione per l’avvenuta vaccinazione; la relativa documentazione per l’omissione, il differimento e l’immunizzazione da malattia; copia della prenotazione dell’appuntamento per le vaccinazioni presso l’Asl. Inoltre: entro il 10 marzo 2018, nel caso in cui sia stata precedentemente presentata l’autocertificazione, deve essere presentata la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione. Dall’anno 2019-20 è invece prevista un’ulteriore semplificazione e gli istituti dialogheranno direttamente con le Asl per verificare lo stato vaccinale degli studenti.

“Il mio petaloso ha conquistato tutti, solo il vocabolario non si è arreso”

da Repubblica

“Il mio petaloso ha conquistato tutti, solo il vocabolario non si è arreso”

La parola inventata dal piccolo Matteo in un compito e approvata dalla Crusca è finita sulla Treccani online. Ma non sullo Zingarelli. La maestra: “Aspettiamo fiduciosi”

dal nostro inviato MAURIZIO CROSETTI

COPPARO (FERRARA) – Un anno è passato, Matteo si è fatto più grande, la maestra Margherita ha sempre i capelli viola e lo Zingarelli non è diventato petaloso: il vocabolario Treccani online invece sì. “Io sono contento di avere inventato una parola nuova perché molte persone hanno voluto conoscermi e ho ricevuto lettere da tutto il mondo”.

La scuola del paese è un bell’edificio bianco e giallo nella piazza con la fontana, davanti a tanti alberi molto fogliosi. Nell’aula della III E, dietro queste finestre così cristallose, un mattino sbocciò una parola come un fiore. In tanti fecero “oooh”, pure l’Accademia della Crusca, pure il telegiornale e pure il presidente del consiglio Matteo Renzi che adesso in verità è un po’ appassito. Il Matteo di petaloso, invece, è sempre bello vispo e ha appena finito la quarta elementare. “A volte i miei amici mi prendono in giro, altre volte mi dicono che sono stato bravo”.

Perché le parole sono davvero come petali, si colorano e poi volano se il vento le solleva o magari seccano se nessuno le usa, se la gente chiacchierando smette di annaffiarle. L’inedito aggettivo, quell’errore bello che tanto piacque all’Italia e che in poche ore divenne, come si dice adesso, virale, un poco di strada l’ha fatta. “Anche se noi stiamo sempre aspettando che entri nel vocabolario e non solo in rete”. La maestra Margherita Aurora, petalosa già al battesimo, è colei che ha accompagnato Matteo Trovò (e poi non diteci che nomi e cognomi non hanno un senso) nel gioioso viaggio di quattro sillabe nate in un tema e scoccate come dardi. “La prima volta, a novembre, con lo Zingarelli è andata male però noi siamo fiduciosi e aspettiamo”.

Ma per avere il bollino blu come la famosa banana, una parola deve passare non pochi controlli qualità. “Petaloso ha avuto straordinaria risonanza, tuttavia è rimasto più un argomento che un vocabolo d’uso”. Maria Cristina Torchia, ricercatrice della Crusca, non toglie le speranze a Matteo ma neppure lo illude: “Occorre tempo perché una parola nuova si stabilizzi, e non basta che un vocabolario punti sui neologismi per sembrare più fresco, più alla moda. Una lingua non vive di occasionalismi e non deve avere fretta”.

Per arrivare in questo petaloso paese di Copparo (l’accento è sulla a: parliamo di parole, dunque bisogna essere precisi) si attraversano campi e canali, si passa il ponte di Polesella con i vecchi ai tavolini sul barcone e il grande fiume, sotto, che brilla. Ci sono pescatori e silenzio. Il piccolo Matteo non è diventato un fenomeno da baraccone e neppure un Mozart del dizionario, “anche se ogni tanto mi capita di dire qualche parola inventata”. Tipo l’altro giorno, quando ha detto alla sua maestra “ma che bella spettinatura hai stamattina!”.

E comunque, la parola che non c’era ha combinato in un anno un sacco di cose. Intanto, il papà di Matteo, che si chiama Marco, l’ha depositata alla Camera di commercio di Ferrara: “La daremo in licenza a chi lo chiederà, e i proventi dovranno essere destinati a opere per i bambini del nostro territorio”. Ma siccome siamo in Italia, qualcuno ci aveva già pensato ed ecco analoghe domande di registrazione di “petaloso” da parte di un’azienda di Venosa (Potenza) e di un’altra di Trani, mentre a Torino hanno aperto un negozio con quel nome e su internet esiste un sito che vende magliette piene di petali, per così dire, “non ufficiali”. Ora toccherà al comparto marchi e brevetti del Ministero per lo Sviluppo economico stabilire chi può essere il vero papà commerciale della parola che non c’era, appena nata e già taroccata.

Ma il lungo viaggio di petaloso è molto di più. “Abbiamo visto un sacco di bei posti e conosciuto tanta gente, ci sono arrivate magnifiche lettere come quella delle suore di Betlemme, che promettono di usare la nostra parola, e una è arrivata addirittura dal Kansas. Matteo è stato premiato al festival delle lingue di Siena ma soprattutto siamo stati con tutta la classe all’Accademia della Crusca, a Firenze”. La maestra Margherita, che in fondo è la mamma di petaloso, non nasconde alcune ombre: “C’è tanta invidia nel mondo, abbiamo ricevuto anche insulti pesanti ma pazienza, questa per noi è stata un’esperienza di vita, un’occasione didattica e non certo una ricerca di pubblicità”.

Ma un bimbo di otto anni sotto i riflettori come mai più gli accadrà nella vita, non è un po’ troppo esposto anche alla delusione? “Ma no, questa cosa l’abbiamo fatta insieme, Matteo e i compagni, la lettera alla Crusca non l’aveva neppure scritta lui. E si sa che i bambini inventano parole, è normale, nessuno ha considerato Matteo un piccolo genio. È stato solo un bel gioco”. L’onda mediatica si è alzata, si è abbattuta e si è placata come sempre succede. “Abbiamo avuto qualche giorno assurdo, poi abbiamo deciso che era abbastanza e la famiglia di Matteo è stata d’accordissimo. Avranno detto no alla D’Urso una cinquantina di volte”.

E comunque, se si clicca nel sito della Treccani viene fuori: “Petaloso, agg. Provvisto di petali; pieno di petali”. Segue il riassunto di tutta la storia, compresi Matteo Renzi e la Crusca. Ma anche Michele Serra, che in un articolo del 1991 sul festival della canzone aveva scritto “i fiori di Sanremo sono iperrealisti: troppo petalosi e colorati”. Come a dire che le parole che non ci sono, a volte c’erano già state. Bisogna solo scoprirle, come terre lontane. “Più o meno quello che è successo quando siamo andati a visitare l’Accademia a Firenze, e ci è stato mostrato un atlante geografico del 1400 dove ovviamente l’America non c’era: i bambini hanno strabuzzato gli occhi”.

Poi li hanno portati nella Sala delle pale, il simbolo dell’Accademia usato per separare la farina dalla crusca, e Matteo ha donato agli accademici una pala in legno fatta da suo nonno Lino: stemma con la Torre Estense, la pianura, il canale, ovviamente la magica parola e un falco con un ramo fiorito nel becco e una frase dell’Ariosto, “vola, come falcon c’ha seco il vento”. I custodi della lingua hanno molto apprezzato, augurando ai bambini che il loro amato petaloso voli allo stesso modo. Non importa se per adesso è ancora giudicato, tecnicamente, “parola effimera”. Se son rose fioriranno, petali compresi.

Il Miur autorizza 51.773 nuove assunzioni di docenti

da La Stampa

Il Miur autorizza 51.773 nuove assunzioni di docenti

È on line la lista delle nuove assunzioni relative al personale docente della scuola. Ieri è stata firmata l’autorizzazione ad assumere 51.773 maestri e professori, di cui 13.393 sono posti di sostegno. I posti sono 4.050 per la scuola dell’infanzia (di cui 1.317 di sostegno), 11.521 per la primaria (di cui 4.836 di sostegno), 19.936 per la scuola secondaria di I grado (di cui 5.920 di sostegno), 15.548 per la secondaria di II grado (di cui 1.320 di sostegno), 718 per gli insegnamenti specifici dei licei musicali.

Il cronoprogramma di avvicinamento al nuovo anno scolastico procede, ora, con le immissioni in ruolo del personale docente che saranno completate, compresa la fase della individuazione per competenze, entro il prossimo 14 agosto. Mentre entro il 31 agosto saranno effettuate le assegnazioni provvisorie. A seguire, le supplenze, saranno assegnate entro l’avvio delle lezioni secondo i calendari territoriali.

Nessuna stangata sui libri di testo a settembre

da La Tecnica della Scuola

Nessuna stangata sui libri di testo a settembre

Nessuna stangata per i libri di testo obbligatori e per la cartoleria: la spesa  anche quest’anno è di circa 300 euro. Lo dice un monitoraggio sui prezzi dei libri di testo, del materiale di cartoleria e degli accessori necessari per la scuola condotto dal Sindacato Italiano Librai Confesercenti.
L’indagine – si legge in un comunicato – ha esaminato i prezzi dei testi obbligatori adottati da 52 istituti – licei classici, scientifici e tecnici nautici – in 39 differenti città italiane, ottenendo così la spesa media annuale che devono sostenere le famiglie per comprare libri nuovi. Per quelli obbligatori si parla, nel dettaglio, di 307 euro per il liceo classico, 275 euro per lo Scientifico e 206 per gli istituti tecnici nautici. Anche aggiungendo la spesa per i libri scolastici ‘consigliati’ la spesa media non cambia poi troppo: si tratta infatti di 38 euro l’anno per il classico e di 13 per lo scientifico, che portano le medie complessive, rispettivamente, a 345 e 288 euro.

L’indagine è condotta “a prezzo di copertina”, mentre il ricorso all’usato può abbattere queste cifre fino al 40%, per non parlare degli introiti allorquando, terminatone l’utilizzo, gli stessi testo possono anche essere rivenduti.
La spesa da sostenere per l’acquisto di libri varia in funzione delle classi frequentate: i valori più alti si registrano in quelle iniziali, dove al costo dei testi occorre aggiungere dizionari e altri acquisti una tantum che serviranno allo studente per tutto il ciclo.
Nel liceo classico, ad esempio, la spesa per anno oscilla tra i 398 euro medi da sostenere in I liceo e i 151 euro per il V ginnasio. Ampie variazioni anche per lo Scientifico: in III liceo servono in media 346 euro, mentre per il II ne bastano 187.
Anche i prezzi dei prodotti di cartoleria sono più contenuti di quanto si pensi: in media 160 euro l’anno, considerando tutto, dalla calcolatrice a quaderni e raccoglitori, passando per astucci, compassi, squadre, penne e matite. Nel calcolo è compreso anche uno zaino, per il quale è stimata una durata di tre anni.

Vaccini obbligatori, Fedeli: soddisfatta dell’approvazione. Inaccettabili le aggressioni

da La Tecnica della Scuola

Vaccini obbligatori, Fedeli: soddisfatta dell’approvazione. Inaccettabili le aggressioni

Il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, mostra la propria soddisfazione dopo l’approvazione in via definitiva del decreto sui vaccini.

“Sono molto soddisfatta, riporta l’Ansa, perché sin dal testo uscito dal Consiglio dei ministri abbiamo tenuto insieme, cosa per me fondamentale, il diritto alla salute con il diritto all’istruzione”.

“Dobbiamo avere una società sicura, continua l’inquilina di Viale Trastevere, quindi ovviamente vaccinata per quello che il Consiglio superiore della sanità ci dice, ma dobbiamo anche avere bambini sempre più istruiti e sempre meno discriminati dal punto di vista delle condizioni economiche o delle famiglie di provenienza, che magari inducono alla dispersione scolastica e al non proseguimento degli studi. E’ un ottimo testo. Credo che il Senato abbia lavorato per migliorarlo ed è un testo assolutamente importante che condivido molto”.

A rovinare la giornata, a prescindere da come la si pensi sulla questione, l’aggressione di alcuni manifestanti a deputati del PD. Su questo episodio, il Ministro ha commentato negativamente: sono inaccettabili. So che ci sono opinioni radicalmente diverse, ma quando le opinioni diventano atti di aggressione, sono sempre da condannare, senza se e senza ma”.

“Qualunque forma di aggressione fisica o di attacco verbale – rincara la dose Fedeli – è inaccettabile, nel rispetto di un confronto tra opinioni diverse. Chi fa questi atti sta dimostrando che non ha consapevolezza dell’importanza degli atti che abbiamo fatto in Parlamento”.

“Cosa pensano i loro figli nel momento in cui li vedono aggredire qualcuno – ha aggiunto la ministra – mentre noi portiamo nella scuola valori come l’educazione e il rispetto delle diversità. È un fatto di una gravità enorme. E’ una linea che sostengo da sempre: è legittimo avere opinioni diverse ma non si può identificare in chi ha un’opinione diversa dalla tua un nemico da aggredire anche fisicamente oltre che verbalmente”.

52mila assunzioni, in Lombardia lo stesso numero del Sud e avere l’assegnazione sarà dura

da La Tecnica della Scuola

52mila assunzioni, in Lombardia lo stesso numero del Sud e avere l’assegnazione sarà dura

Al Sud c’è carenza di posti liberi. Quindi è normale che che la maggior parte delle assunzioni si svolgano al Nord.

Come è più che normale che i docenti del Belpaese, in prevalenza meridionali, si debbano spostare di regione.

Anche quest’anno, la regola italica non è venuta meno. A confermarlo, analizzando il contingente di immissioni in ruolo del 2017 pubblicato dal Miur, è una analisi della rivista Tuttoscuola.

Le regioni settentrionali avranno a disposizione complessivamente il 58% dei 52 mila posti per le immissioni in ruolo, il Mezzogiorno circa un quarto e il Centro quasi il 18%.

“Non si tratta di una spartizione politica o discrezionale né il risultato di una contrattazione sindacale, ma è la conseguenza oggettiva delle risultanze dei recenti trasferimenti del personale docente, al termine dei quali sono rimaste vacanti e disponibili le sedi da assegnare per le nomine in ruolo”, spiega la rivista.

Del resto, continua, “il flusso migratorio di docenti dal Nord al Sud ha riempito e in qualche caso saturato le sedi meridionali lasciando vuote le sedi di provenienza al Nord”. Di conseguenza, “una maggiore disponibilità di posti al Sud in questa tornata di assunzioni sarebbe stato come avere la botte piena e la moglie ubriaca”.
Il top di sedi disponibili, secondo quanto risulta dalle elaborazioni di Tuttoscuola, è della Lombardia con 12.688 posti, (un posto su quattro), circa come quelli di tutte le regioni meridionali, Isole comprese, messi insieme. All’ultimo posto troviamo invece il Molise, con lo 0,4% di posti disponibili per le immissioni in ruolo.
Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Se non che rispetto allo scorso anno saranno molti meno neo-assunti ad avere l’assegnazione provvisoria: la deroga al blocco per tre anni è rimasta, ma le norme per l’accesso al beneficio sono diventate più stringenti, ad iniziare da quella di coprire un posto di sostegno solo se in possesso della specializzazione agli alunni disabili.

Presentato il Piano di Educazione alla Sostenibilità. Fedeli: scuola e università al centro

da La Tecnica della Scuola

Presentato il Piano di Educazione alla Sostenibilità. Fedeli: scuola e università al centro

Il Piano di Educazione alla Sostenibilità è stato presentato al Miur dalla ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli.

Il Piano è stato elaborato dal Gruppo di lavoro “Scuola, Università e Ricerca per l’Agenda 2030”, costituito a maggio di quest’anno, composto da esperte ed esperti e vertici del Ministero e coordinato da Enrico Giovannini.

Sono ben 5 i milioni per progetti di efficientamento energetico nelle scuole elaborati da studentesse e studenti durante percorsi di Alternanza scuola-lavoro.

Formazione per le docenti e i docenti neoassunti e in servizio sui temi della sostenibilità.

Borse di mobilità internazionale finanziate dal Fondo Giovani per studentesse e studenti in condizioni economiche svantaggiate.

65 borse di dottorato su ambiti di ricerca coerenti con l’Agenda 2030 dell’Onu e con la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile, prevista dalla legge 221 del 2015.

È motivo di orgoglio per me – ha dichiarato la Ministra Fedeli – presentare il Piano di Educazione alla Sostenibilità, primo contributo strutturato dei Ministeri per l’attuazione degli obiettivi dell’Agenda 2030. Uno dei primi atti dal mio insediamento è stata la creazione del Gruppo di lavoro che ha prodotto questo importante documento. Scuola, università e mondo della ricerca sono centrali nella promozione di forme di  sviluppo sostenibile. Il sapere è elemento trasversale per il cambiamento: migliora conoscenze, competenze, stili di vita. Diffonde modelli virtuosi di produzione e consumo sostenibili e una cittadinanza consapevole e attiva. E investire sulle nuove generazioni, le cittadine e i cittadini del domani, vuol dire agire sul lungo periodo per far sì che passi in maniera radicale questo cambiamento di paradigma. L’Agenda 2030 pone come quarto obiettivo l’educazione di qualità. Stiamo agendo e continueremo a farlo per conseguire questo risultato. Ma siamo convinti che il Miur, in quanto Ministero cui spetta il compito di scegliere strategicamente nel campo dell’educazione e dell’istruzione, possa essere vettore per diffondere la sostenibilità in ogni campo della società e sostenerla dal punto di vista culturale e tecnologico. Il Piano presentato oggi risponde a questa volontà e a questa visione”.

Sono 20 le azioni iniziali delineate nel Piano, riguardanti tutto lo spettro di attività del Ministero. Sono raggruppate in quattro macro-aree: strutture ed edilizia; didattica e formazione delle e dei docenti; università e ricerca; informazione e comunicazione.

Saranno inseriti requisiti di sostenibilità degli edifici tra i criteri per la realizzazione degli interventi nella programmazione dei fondi PON, dei poli innovativi per l’infanzia, del piano triennale nazionale, nel bando per gli Arredi innovativi e nel bando per i Fondi per Edilizia AFAM (Alta formazione artistica, musicale e coreutica).

Saranno destinati 5 milioni di euro per finanziare interventi di efficientamento energetico delle scuole progettati dalle ragazze e dai ragazzi durante percorsi di Alternanza o percorsi di educazione ambientale.

Sarà predisposto un protocollo per l’Alternanza scuola-lavoro con ENEA, per percorsi durante i quali studentesse e studenti possano partecipare a progetti di valutazione energetica delle scuole. La legge 440 sarà orientata verso tutti gli obiettivi dell’Agenda 2030, con un percorso unitario e coerente, per costruire sempre più una scuola che sia strumento per la sostenibilità sociale, economica e ambientale.

Saranno lanciate nei prossimi giorni le linee guida relative al comma 16 della Buona Scuola per contrastare stereotipi, violenza e discriminazioni in linea con la Convenzione di Istanbul.

Saranno destinate alle studentesse e agli studenti, in base alla condizione economica delle famiglie di appartenenza, borse di mobilità internazionale, finanziate dal Fondo Giovani, per permettere questa esperienza a chi, altrimenti, non potrebbe accedervi. Verranno stanziate 65 borse di dottorato su ambiti di ricerca coerenti con l’Agenda 2030 e con la Strategia Nazionale, costruiti insieme da Università e territori.

Le slide:

https://www.slideshare.net/miursocial/piano-per-leducazione-alla-sostenibilit-78344980

Stipendio, come modificare la modalità di riscossione e la residenza fiscale

da La Tecnica della Scuola

Stipendio, come modificare la modalità di riscossione e la residenza fiscale

Se si vuole variare la modalità di riscossione dello stipendio è possibile utilizzare la funzionalità self-service “Modalità di riscossione” presente nell’Area riservata del portale NoiPA.
Attraverso una procedura guidata è infatti possibile effettuare una nuova richiesta di variazione delle modalità di riscossione o visualizzare l’elenco delle variazioni già presentate precedentemente tramite il portale, elencate per anno di interesse.
Si ricorda che, nel caso in cui si stia accedendo all’area privata del Portale NoiPA con codice fiscale e password (senza utilizzare la CNS), sarà necessario inserire anche codice identificativo di sicurezza, il PIN, al termine dell’operazione.

Invece, per procedere alla variazione della propria residenza fiscale, è necessario utilizzare la funzionalità self-service “Residenza Fiscale”, presente nell’Area riservata del portale. Anche in questo caso, se si sta accedendo all’area privata del Portale NoiPA con codice fiscale e password (senza utilizzare la CNS), bisognerà inserire anche il pin, al termine della procedura.

Utilizzazioni/assegnazioni IRC, educativi e licei musicali: le prossime scadenze

da La Tecnica della Scuola

Utilizzazioni/assegnazioni IRC, educativi e licei musicali: le prossime scadenze

Ricordiamo che il 21 luglio scorso il Miur ha fornito indicazioni in merito all’invio delle domande per il personale educativo, gli nsegnanti di religione cattolica e le utilizzazioni nei licei musicali.

Le domande di mobilità, in formato cartaceo, relative agli utilizzi nei licei musicali e alle assegnazioni provvisorie e alle utilizzazioni del personale docente di religione cattolica e del personale educativo andranno inviate, all’Ufficio territorialmente competente per la provincia e/o l’Istituzione scolastica presso la quale si intende chiedere la mobilità annuale secondo la seguente tempistica:

entro il 2 agosto personale utilizzato nelle discipline specifiche dei licei musicali

  • entro il 5 agosto personale educativo e docenti di religione cattolica

 

Resta confermata la tempistica per le domande della scuola secondaria di primo e secondo grado entro il 2 agosto.

Stretta sulle malattie, da settembre più controlli in nuove fasce: si passa a 9 ore al giorno?

da La Tecnica della Scuola

Stretta sulle malattie, da settembre più controlli in nuove fasce: si passa a 9 ore al giorno?

Cambiano le regole per verificare lo stato di malattia del personale: lo prevede l’atto di indirizzo sul polo unico per le visite sulle assenze per malattia, previsto dalla riforma Madia.

Le novità – che prevedono anche “premi” ai medici che effettuano le visite fiscali, in base agli obiettivi raggiunti – dovranno tenere conto delle linee guida Inps-sindacati ed entreranno in vigore dal prossimo 1° settembre, quindi con l’avvio del nuovo anno scolastico.

A riferirlo è l’agenzia Ansa, che è venuta in possesso di un’anteprima dell’atto di indirizzo nazionale: nel documento, che estende alla P.A la competenza dell’Inps, si parla di una “migliore distribuzione e copertura territoriale degli accertamenti, la riduzione dei costi anche in ragione di un’ottimale dislocazione dei medici e del contenimento dei rimborsi e delle indennità chilometriche, l’equa assegnazione degli incarichi, nonché l’incremento del numero e dell’efficienza dei controlli, utilizzando al meglio le risorse a tal fine specificatamente attribuite”.

È prevista anche “un’indennità oraria base di disponibilità e maggiorazioni proporzionate al numero di visite di controllo domiciliari e ambulatoriali ed eventualmente legate a specifici obiettivi” che potranno essere previsti nelle convenzioni tra Inps e sindacati dei medici che svolgono gli accertamenti sui lavoratori dipendenti pubblici e privati assenti per malattia.

Scatterà anche il divieto per incarichi a chi ha raggiunto l’età da pensione e “se già in essere, cessano”.

Come già detto, il polo unico della medicina fiscale partirà dal primo settembre, con una ‘fase ponte’, anche nel caso in cui non sia stato ancora firmato l’accordo tra l’Inps e i sindacati per regolare il rapporto di lavoro dei medici.

Fino a che non ci sarà l’intesa si applica “la vigente disciplina”, garantendo “la disponibilità ad effettuare gli accertamenti medico-legali domiciliari per le assenze per malattia nelle fasce orarie stabilite per i dipendenti sia del comparto pubblico, sia di quello privato”.

Fasce di reperibilità che per ora sono diverse ma saranno omologate con un decreto ad hoc. Oggi sono previste quattro ore al giorno per il settore privato (dalle 10 alle 12 la mattina e dalle 17 alle 19 la sera) e sette per il pubblico (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18).

In un primo momento si era pensato che l’armonizzazione della reperibilità a casa si risolvesse con un orario a metà tra il pubblico e il privato, quindi con cinque massimo sei ore complessive giornaliere di fasce orarie. Qualche mese fa, però, il presidente Inps fece intendere che il monte orario si sarebbe potuto addirittura incrementare, tanto che La Tecnica della Scuola parlò di “ritorno all’ora d’aria”.

E siccome il nuovo testo del pubblico impiego stabilisce la competenza esclusiva in capo all’Inps sui controlli medico-legali, mentre finora per la P.A in campo ci sono state le Asl, c’è da pensare (più di qualcuno direbbe temere) che le possibilità di arrivare a nove ore al giorno di obbligo a casa non siano così peregrine.

Smartphone a scuola: dal prossimo anno potrebbe cambiare tutto

da Tuttoscuola

Smartphone a scuola: dal prossimo anno potrebbe cambiare tutto

Se fino a qualche mese gli studenti dovevano fare attenzione a nascondere il proprio smartphone durante le ore di lezione per paura di un sequestro, dal prossimo autunno le cose potrebbero cambiare. Il fedele ‘amico’ dei teenager infatti potrebbe non essere più bandito a scuola se utilizzato per scopi didattici. Una ‘rivoluzione’ che potrebbe partire, se alcune tempistiche verranno rispettate, già dal prossimo autunno, secondo quanto scrive Skuola.net.

La possibilità, scrive Skuola.net, è stata annunciata durante l’evento organizzato a Roma per fare il punto sui primi diciotto mesi del Piano Nazionale scuola Digitale. Tra le novità in arrivo, infatti, c’è la creazione di un gruppo di lavoro che avra’ proprio lo scopo di studiare il potenziale utilizzo di smartphone e tablet in classe.

A partire dal 15 settembre gli esperti incaricati si impegneranno a stilare delle nuove linee guida che regolino l’uso di questi dispositivi a scuola. Il gruppo di lavoro, ha spiegato la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, “servirà a chiarire l’utilizzo di dispositivi personali delle studentesse e degli studenti in classe, intervenendo sulle attuali circolari, risalenti a un periodo troppo lontano da oggi, e promuovendo un uso consapevole e in linea con le esigenze didattiche. Avrà 45 giorni per pubblicare delle linee guida chiare ed efficaci per le scuole”.

L’ultima regolamentazione che disciplinava l’uso del cellulare, ricorda Skuola.net, risale al 2007. Si tratta di una circolare emanata da Fioroni, in quel periodo a capo del dicastero di Viale Trastevere, che bandiva l’uso del cellulare a scuola con parole nette e chiare. La nuova strada presa dal Miur, invece, riabiliterebbe l’uso dei ‘device’ personali, ovviamente regolato e reso utile all’attività didattica.

Non basta una buona legge per cambiare la scuola

da Tuttoscuola

Non basta una buona legge per cambiare la scuola 

*di Speranzina Ferraro

Due sono gli elementi chiave su cui puntare per garantire la qualità delle attività formative per tutti gli studenti:

  1. la rete tra i soggetti coinvolti;
  2. la formazione degli operatori, sia i docenti delle scuole sia i formatori dell’IeFP.

Da questi non si può prescindere se si vuole garantire un accesso equo a un’istruzione di qualità per raggiungere i più svantaggiati e per integrare le persone provenienti da contesti eterogenei nell’ambiente di apprendimento, in modo da costruire le basi di una società aperta e democratica valorizzando la cittadinanza attiva.

L’Europa non ha mancato in molte occasioni di ribadire l’importanza della formazione agli Stati membri. In particolare il Comunicato di Bruges (2010) invita a investire e migliorare la formazione iniziale e lo sviluppo professionale permanente dei docenti e formatori di I&FP, con un’offerta formativa flessibile che consenta di:

– Acquisire le opportune competenze;
– assumere compiti formativi più ampi e complessi;
– affrontare meglio la crescente eterogeneità dei discenti;
– sperimentare nuovi metodi di apprendimento;
– sfruttare al massimo le nuove tecnologie.

A seguire, nella Relazione congiunta 2015 sull’attuazione del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione (ET2020) il Consiglio e la Commissione hanno indicato le nuove priorità per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione, tra cui:

– conoscenze, capacità e competenze significative e di alta qualità, sviluppate grazie all’apprendimento permanente, con particolare attenzione ai risultati dell’apprendimento per l’occupabilità, l’innovazione, la cittadinanza attiva e il benessere;
– istruzione inclusiva, uguaglianza, equità, non discriminazione e promozione delle competenze civiche;
– istruzione e formazione aperte e innovative, anche attraverso una piena adesione all’era digitale;
– forte sostegno agli insegnanti, ai formatori, ai dirigenti scolastici e ad altro personale del settore dell’istruzione.

È da queste priorità che si deve partire per costruire una scuola inclusiva per tutte le differenze, in quanto è ormai chiaro, come le statistiche europee ci dicono, che i bassi livelli sia di conoscenze, sia di competenze di base hanno pesanti ripercussioni sul progresso economico e mettono a dura prova i processi di inclusione e cittadinanza, limitando la realizzazione di un gran numero di persone in termini personali, professionali e civili.

La qualità dell’istruzione e della formazione lungo tutto l’arco della vita non può essere però affrontata senza una cornice strategica che sostenga contemporaneamente lo sviluppo personale sia in termini di competenze di base e trasversali (creatività, imprenditorialità, pensiero critico, problem solving, competenze digitali, ecc.), sia di orientamento permanente per assumere decisioni coerenti e percorsi in linea con bisogni e attitudini. Inoltre, è evidente che intervenire in termini di apprendimento permanente significa garantire il raccordo e la continuità tra istruzione e formazione e mondo del lavoro. La collaborazione e la condivisione di una strategia d’intervento, con attenzione per le misure di prevenzione, di intervento precoce, a partire dalla scuola dell’infanzia, e di compensazione, richiedono un impegno a lungo termine e responsabilità condivise ma anche specifiche.

Il primo passo è mettere in grado i docenti di saper leggere e rispondere ai bisogni e alle caratteristiche che ogni studente manifesta e all’esigenze della società e di un mondo del lavoro in continua evoluzione. I docenti vanno però sostenuti nel cambiamento e va migliorata la formazione iniziale e continua puntando sulla personalizzazione dell’apprendimento e sul coinvolgimento attivo dello studente, le sole modalità in grado di garantire un apprendimento fondato e duraturo, lo sviluppo delle personali capacità e attitudini, la riflessione sugli errori, la comprensione di dove si sta andando e cosa si vuole perseguire. Centralità della persona significa promuovere il ruolo attivo del soggetto nei processi di conoscenza, significa promuovere occasioni di apprendimento a partire da compiti/problemi che nascono dall’esperienza che li circonda, significa favorire l’apprendimento per scoperta affrontando e risolvendo problemi e compiti reali, significa far cogliere il legame tra individuo e realtà, significa favorire la valutazione basata su processo e prodotti realizzati.

Immissioni in ruolo: in tutto il Meridione tanti posti quanti in Lombardia

da Tuttoscuola

Immissioni in ruolo: in tutto il Meridione tanti posti quanti in Lombardia

Le regioni settentrionali avranno a disposizione complessivamente il 58% dei 52 mila posti per le immissioni in ruolo, il Mezzogiorno circa un quarto e il Centro quasi il 18%. Non si tratta di una spartizione politica o discrezionale né il risultato di una contrattazione sindacale, ma è la conseguenza oggettiva delle risultanze dei recenti trasferimenti del personale docente, al termine dei quali sono rimaste vacanti e disponibili le sedi da assegnare per le nomine in ruolo. A renderlo noto è una nuova elaborazione di Tuttoscuola dei dati Miur.

Nessuna sperequazione o ingiustizia a danno del Sud. Il flusso migratorio di docenti dal Nord al Sud ha riempito e in qualche caso saturato le sedi meridionali lasciando vuote le sedi di provenienza al Nord.

Il risultato finale è stato quello di un minor numero di sedi disponibili al Mezzogiorno e di un maggior numero di posti disponibili al Nord.
Una maggiore disponibilità di posti al Sud in questa tornata di assunzioni sarebbe stato come avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Come precisato dal Ministero dell’Istruzione nell’informativa sui contingenti dei posti, si tratta del “numero dei posti vacanti e disponibili presenti in ogni provincia/regione, suddivisi per tipo di posto, classe di concorso e risultanti al sistema informativo al termine delle operazioni di mobilità.” 

Di conseguenza il decreto ministeriale prot. 522 del 26.07.2017 precisa che “le assunzioni in ruolo sono effettuate sui posti che risultano vacanti e disponibili per l’intero anno scolastico”. Per le nomine in ruolo nelle regioni settentrionali andranno 30.023 posti (di cui 20.579 posti comuni e 9.444 di sostegno) e nel Mezzogiorno 12.794 (di cui 10.155 posti comuni e 2.639 di sostegno).

Il top di sedi disponibili, secondo quanto risulta dalle elaborazioni di Tuttoscuola, è della Lombardia con 12.688 posti, (un posto su quattro), circa come quelli di tutte le regioni meridionali, Isole comprese, messi insieme. All’ultimo posto troviamo invece il Molise, con lo 0,4% di posti disponibili per le immissioni in ruolo.

schermata-2017-07-28-alle-11-53-26

schermata-2017-07-28-alle-13-48-42