Università: firmato ‘pacchetto’ di decreti

Università, dal nuovo costo standard al Fondo 2018: Bussetti firma ‘pacchetto’ di decreti

(Mercoledì, 08 agosto 2018) Dal nuovo modello di costo standard, al riparto del Fondo ordinario di finanziamento delle Università per il 2018, alle risorse per l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato oggi un ‘pacchetto’ di importanti decreti per il sistema della formazione superiore.

Cambia il costo standard per studente, il parametro utilizzato dal 2014 per assegnare una parte del fondo di finanziamento degli atenei (oltre 1 miliardo di euro) con lo scopo di superare il meccanismo basato sulla spesa ‘storica’ delle università e di tenere maggiormente conto delle differenze fra atenei in termini di offerta formativa e domanda di formazione, nonché dei diversi contesti infrastrutturali e territoriali in cui operano le Università.

Il decreto firmato oggi dal Ministro Bussetti pone ancora maggiore attenzione ai diversi contesti in cui operano le università, introducendo, all’interno del costo standard, due importi perequativi, frutto anche del lavoro congiunto sui dati fatto da MIUR e ISTAT. Il primo importo è utilizzato per ‘graduare’ il costo standard di ateneo in base al reddito medio familiare della Regione dove ha sede l’università e alla capacità contributiva effettiva degli iscritti. Si va così incontro alle realtà in cui gli studenti partono da condizioni più svantaggiate. Il secondo importo è utilizzato per incrementare il costo standard degli atenei in funzione dell’accessibilità: si tiene conto della rete dei trasporti e dei collegamenti in modo da compensare le università che logisticamente sono più difficili da raggiungere. Per il triennio 2018-2020 il costo standard rappresenta il modello per ripartire rispettivamente il 22%, il 24% e il 26% (tra 1,4 e 1,7 miliardi di euro) del Fondo di finanziamento ordinario delle università in base a parametri dimensionali oggettivi che tengono anche conto degli specifici contesti.

Il via libera al nuovo modello del costo standard consente anche lo sblocco del decreto ministeriale relativo alla distribuzione del Fondo di finanziamento ordinario 2018 agli atenei che, complessivamente, si attesta a 7,327 miliardi di euro. La parte di Fondo distribuita secondo la spesa storica si attesta a 2,949 miliardi euro. La quota premiale pesa per il 24%, come previsto dalla normativa vigente (1,693 miliardi di euro). Il costo standard vale 1,380 miliardi di euro. Per le Istituzioni AFAM statali il decreto firmato dal Ministro ripartisce circa 14 milioni di euro. I decreti sui finanziamenti saranno quindi inviati alla Corte dei Conti e, a seguito di registrazione, pubblicati sul sito del MIUR.

Adottato anche il provvedimento con i nuovi valori-soglia per la tornata dell’Abilitazione scientifica nazionale 2018-2020 (ASN). Il decreto sui valori-soglia è stato adottato su proposta dell’ANVUR e a seguito di parere del CUN e contiene gli indicatori che saranno utilizzati per la formazione delle Commissioni e per la valutazione dei candidati per la I e II fascia di professore universitario dei 190 settori concorsuali esistenti. In particolare, da domani, 9 agosto, e fino al 25 settembre, sarà possibile presentare la domanda per aspirante Commissario. Il bando candidati sarà adottato con Decreto Direttoriale entro questa settimana e quindi inviato alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione prevedendo l’apertura delle domande dal 10 settembre prossimo.

Incontro al Ministero della salute

Incontro al Ministero della salute del Presidente Giannelli con il Capo di Gabinetto Celotto

Si è svolto oggi, presso il ministero della Salute, l’incontro tra una delegazione ANP guidata dal Presidente Antonello Giannelli ed una delegazione del ministero presieduta dal Capo di Gabinetto Alfonso Celotto. Al centro dell’incontro, il paventato slittamento degli obblighi vaccinali e la conseguente ricaduta sulle scuole.

Il Presidente Giannelli ha fatto presente all’Amministrazione sanitaria quello che tutti i colleghi già sanno e cioè che essi sono dirigenti dello Stato e Pubblici Ufficiali tenuti a rispettare e a far rispettare la Costituzione, le leggi e i principi di base dell’ordinamento. E che inoltre, “per costante giurisprudenza della Cassazione Penale, essi sono anche titolari di posizioni di garanzia dell’incolumità di tutti coloro che frequentano gli ambienti scolastici”.

Se il “decreto Lorenzin” fosse modificato nel senso ipotizzato, la presenza di bambini non vaccinati nelle scuole relative alla fascia di età 0-6 anni metterebbe a rischio la salute dei bambini che non si possono vaccinare e di quelli le cui difese immunitarie sono indebolite anche temporaneamente, a seguito di patologie varie.

Sulla possibilità di classi “differenziali”, composte dai soli bambini vaccinati in cui inserire i bambini immunodepressi, è stato ribadito il netto dissenso dell’ANP, sia perché si porrebbe un grave problema di carattere organizzativo, legato alla composizione delle classi ed alla regola della continuità, sia perché i bambini non sarebbero comunque protetti nei momenti di ricreazione e nei numerosi spazi comuni (mensa, palestra, bagni) e se ne violerebbe, di conseguenza, il diritto alla incolumità.

Antonello Giannelli ha sottolineato, infatti, che “l’ambiente scolastico è di gran lunga quello più favorevole alla diffusione dei contagi per le caratteristiche dei soggetti presenti, per la loro elevata relazionalità sociale – costituente proprio uno degli obiettivi della scuola stessa – e per le caratteristiche degli ambienti: relativamente poco voluminosi, spesso molto riscaldati e con basso ricambio di aria”.

Il Presidente dell’ANP ha infine evidenziato che stanno circolando evidenti travisamenti delle modalità di ricorso allo strumento dell’autocertificazione, peraltro non utilizzabile in campo sanitario se non a seguito di espressa previsione legislativa. Questo rischia, da un lato, di aumentare il carico di lavoro dei dirigenti scolastici (costretti a controllare la veridicità delle dichiarazioni e a denunciarne gli autori in caso di falso) e, dall’altro, di indurre molti genitori a rilasciare con leggerezza dichiarazioni delle quali potrebbero poi dover rispondere all’autorità giudiziaria penale.

Al termine dell’incontro, l’Amministrazione sanitaria si è riservata di valutare quanto esposto dall’ANP e ha proposto di reincontrarne una delegazione prima della fine del mese di agosto.

R. Saviano, La paranza dei bambini

“La paranza dei bambini”, un romanzo di Roberto Saviano
Universale Economica Feltrinelli, 2018

 di Mario Coviello

Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Tra social, «roba», canne e frequentazione di locali che ricordano un po’ gli anni Ottanta, “ La paranza dei bambini” di Roberto Saviano che potete acquistare a 9,90 euro con un’altro romanzo sempre della UE Feltrinelli,racconta l’ascesa di una paranza, un gruppo di fuoco legato alla camorra, e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo detto Maraja. Poi ci sono Briato’, Tucano, Dentino, Drago’, Lollipop, Pesce Moscio, Stavodicendo, Drone, Biscottino e Cerino, soprannomi innocui di ragazzi che si muovono tra innocenza e sopraffazione. «Sono bambini, stanno arrivando e vogliono tutto», soprattutto i soldi che «li ha chi se li prende». Per loro giusti e ingiusti, buoni e cattivi sono tutti uguali. La vera distinzione è tra forti e deboli. E nella storia entrano anche i genitori, le madri, come quella di Nicolas che arriva in questura, dopo che il figlio è stato beccato con il «fumo», come «una belva».

«Impegnarsi vale la pena? Lavorare vale la pena? Chi si impegna e chi ha talento davvero prende posti di responsabilità, o si vince solo con furbizia, strategia e tattica? “ Questi sono i ragionamenti che attraversano le periferie del mondo — ha spiegato lo scrittore -. Oggi cosa dice un quattordicenne, quindicenne: cosa vale? Il cash, il denaro. Tutto e subito. Il loro pensiero è: “non raccontiamocela, è impossibile che io possa realizzarmi con le mie forze. Ci sarà sempre un raccomandato, un protetto che ce la farà. E allora meglio sparare prima di essere sparati”.

Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino.

La paranza è un tipo di pesca che si svolge nelle ore notturne, quelle in cui i pesci abbandonano i fondali e le tane, facilitata dall’uso di grosse lampade che attirano il branco, ingannandolo, guidandolo nel centro delle reti per una più facile cattura. Si pescano così i totani, i cefali, i branzini, le spigole, i piccoli tonni destinati a fare bella mostra di sé sui banchi dei mercati ittici. La parte più magra del bottino della giornata di lavoro, banale e insapore, è data dai pesci piccoli e piccolissimi che rimangono impigliati sul fondo della rete, presi in trappola dal trascinio sui fondali; questi ultimi, cucinati uno per uno non hanno neanche un gusto particolare. Invece preparati in frittura tutti insieme creano una piccola prelibatezza, detta appunto “frittura di paranza”, a riprova una volta di più dell’antico detto “l’unione fa la forza”. Questo accade nella difficile realtà sociale dei quartieri più poveri e degradati di Napoli.

Il romanzo spiega direttamente, meglio di qualsiasi trattato sociopolitico, la malsana influenza, gli scempi e gli abusi della camorra a carico di questo gruppo di dieci ragazzini, nati e cresciuti nei quartieri di Napoli. I dieci bambini, sono come i pesci piccoli sul fondo della rete, presi uno per uno in apparenza non contano granché, in realtà sono comuni ragazzini, con tanto di buono in loro, basti pensare appunto che messi tutti insieme possono dar luogo ad una frittura prelibata, un condensato di innocenza, intelligenza, vitalità e civile consistenza. Come i piccoli pesci sul fondo della rete, sono attirati dalla luce delle paranze: luce che nel caso specifico è il richiamo abbagliante del facile denaro e del potere conseguente. E appunto come falene questa luce li incenerirà portandoli alla rovina: è inevitabile, Saviano ne è consapevole e testimone, con dolorosa amarezza.

Così Roberto Saviano “L’immagine che resta impressa è quella di un ragazzino che sfida un vecchio boss che lo minaccia per lasciare il quartiere. Il ragazzo gli dice: “Per diventare bambino ci ho messo 10 anni, per spararti in faccia ci metto un secondo”. Raccontiamo ragazzini criminali, che prendono per la prima volta nella storia il potere colmando lo spazio vuoto dei boss in carcere o latitanza. Quindicenni in grado di gestire il narcotraffico che smuove milioni di euro e che sono capaci di uccidere a sangue freddo, eppure dormono ancora nella loro stanzetta accanto ai genitori”.

Per raccontare questi adolescenti armati, quindicenni che non temono il carcere né la morte, Saviano ha seguito il metodo di Franco Rosi nel film `Le mani sulla città´ dove, come spiega lo stesso autore nella nota che chiude il libro, «personaggi e fatti narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce».

Da pag 18 del libro si legge:«Forcella è materia di Storia. Materia di carne secolare. Materia viva. Sta lì, nelle rughe dei vicoli che la segnano come una faccia sbattuta dal vento, il senso di quel nome. Forcella. Una andata e una biforcazione. Un’incognita, che ti segnala sempre da dove partire, ma mai dove si arriva, e se si arriva. Una strada simbolo. Di morte e resurrezione. Ti accoglie con il ritratto immenso di san Gennaro dipinto su un muro, che dalla facciata di una casa ti osserva entrare, e con i suoi occhi che tutto comprendono ti ricorda che non è mai tardi per risollevarsi, che la distruzione, come la lava, si può fermare…… A Forcella anche le pietre sono vive, anche loro respirano. I palazzi sono attaccati ai palazzi, i balconi si baciano davvero a Forcella. E con passione. Anche quando ci passa in mezzo una strada. E se non sono i fili del bucato che li tengono uniti, sono le voci che si stringono la mano, che si chiamano per dirsi che quello che passa sotto non è asfalto ma un fiume attraversato da ponti invisibili. Ogni volta che Nicolas a Forcella passava davanti al Cippo provava la stessa allegria. Si ricordava di quando, due anni prima, ma parevano secoli, erano andati a rubare l’albero di Natale in galleria Umberto e lo avevano portato lì, dritto dritto, con tutte le sue palline lucenti, che lucenti non erano più dato che non c’era corrente ad alimentarle. Così si era fatto notare da Letizia, che uscendo di casa la mattina dell’Antivigilia e voltando l’angolo aveva visto apparire la punta, come in quelle fiabe in cui semini la sera e quando il sole sorge, opla’, ecco che è cresciuto un albero che tocca il cielo. Quel giorno lei l’aveva baciato».

Alberto Asor Rosa su Repubblica ha scritto:«In Saviano, ad onta della sua fama di polemista e di “denunciatore, la natura prevalente è quella del narratore. Qualunque cosa Saviano dica o denunzi, lui innanzi tutto la racconta. Il suo genio naturale è questo. “La paranza dei bambini” lo ri-dimostra eloquentemente.»

Nell’inserto domenicale del Corriere della Sera “ La Lettura” leggiamo «Con questo romanzo, adda murì mammà, Saviano ha “scassato i ciessi!”, ha spaccato tutto.»

Nota 8 agosto 2018, AOODPIT 2700

Ai Direttori degli Unici Scolastici Regionali
All’Ufficio speciale di lingua slovena
AI Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’ Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
AI Dirigente del Dipartimento Istruzione della Provincia di Trento
AI Sovrintendente agli studi della Regione Autonoma della Valle d’Aosta
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado
c, p.e. AI Capo di Gabinetto
AI Capo Dipartimento per la Programmazione e la gestione delle Risorse umane. Finanziarie e Strumentali
Alle Direzioni Generali del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

OGGETTO: “Una via italiana per il Service Learning”

Si trasmette la pubblicazione curata da questo Dipartimento dal titolo “Una via italiana per il Serviee Learning”.
Il documento scaturisce da una sperimentazione che ha avuto come protagoniste alcune scuole autonome, le quali, sotto la guida di esperti universitari e di referenti dell’Amministrazione centrale e territoriale, si sono “cimentate” ad immaginare un nuovo modello di fare scuola.
Non si pretende di consegnare ricette o soluzioni per fare fronte alla complessità della realtà in cui viviamo, bensì di proporre un approccio metodologico che possa coniugare il nostro modo di fare scuola con le nostre radici culturali.
Il percorso di sperimentazione nasce proprio da questa aspirazione: individuare e diffondere strategie possibili che rappresentino il punto di svolta per il cambiamento in meglio e avviare un nuovo modello di sviluppo la cui caratteristica principale sia la sostenibilità.
Con l’augurio di poter condividere il desiderio di uno sviluppo “sostenibile e solidale” , Vi saluto cordialmente, lasciandovi alla lettura del documento.

IL CAPO DIPARTIMENTO
Rosa De Pasquale


Decreto Ministeriale 8 agosto 2018, n. 585

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Decreto Ministeriale 8 agosto 2018, n. 585
(Registrato dalla Corte il 14 settembre 2018, Reg. 1, fgl. 3071)

Costo standard per studente in corso 2018-2020


TABELLA 1 – COSTO STANDARD PER STUDENTE IN CORSO ANNO 2018

Nota 8 agosto 2018, AOODGOSV 14176

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Direzione generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Alla Conferenza delle Regioni e Province Autonome
All’A.N.C.I.
Alla C.R.U.I.
Al C.U.N.

Oggetto: Attuazione articolo 14, decreto legislativo n. 65/2017. Titoli di accesso alla professione di educatore dei servizi educativi per l’infanzia.

Come è noto, l’art. 4, comma 1, lett. e) del D. Lgs. n. 65/2017 prevede che ai fini dell’accesso alla professione di educatore dei servizi educativi per l’infanzia sia necessario il conseguimento della laurea nella classe L-19 ad indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per l’infanzia o della laurea quinquennale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria (LM-85bis), integrata da un corso di specializzazione per complessivi 60 CFU, da svolgersi presso le università.
Al fine di gestire il passaggio tra il precedente regime – titoli riconosciuti validi dalla normativa regionale – e quello previsto dal decreto legislativo n. 65 del 2017 – qualificazione universitaria specifica – il medesimo decreto legislativo stabilisce, all’articolo 14 comma 3:
– che la nuova disciplina si applichi per gli accessi alla professione dall’anno scolastico 2019/2020, con ciò facendo salvi gli accessi avvenuti in precedenza;
– che continuino ad avere validità i titoli, riconosciuti in precedenza validi dalla normativa regionale, conseguiti entro la data di entrata in vigore del decreto legislativo.
Le modalita  di svolgimento del corso di specializzazione sono state definite con il decreto ministeriale 9 maggio 2018, n. 378, registrato dagli Organi di controllo, allegato alla presente nota.
Il citato decreto ministeriale definisce, altresì, i requisiti minimi, in termini di 55 CFU, che qualificano la laurea nella classe L-19 come indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per l’infanzia (cfr. Tabella B)
Al riguardo, sono pervenuti numerosi quesiti alle scriventi Direzioni generali in merito alla posizione dei laureati e laureandi dei corsi di laurea della classe L-19 nel periodo compreso tra il 1° giugno 2017 e l’avvio dell’anno scolastico 2019/2020, che non possiedono, o potrebbero possedere solo in parte, i requisiti, in termini di attività formative in determinati Settori Scientifico Disciplinari, richiesti dal D.M. 378/2018 – Tabella B.
Analogamente, sono pervenuti quesiti sulla situazione dei laureati e laureandi in Scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra il 1° giugno 2017 e l’avvio dell’anno scolastico 2019/2020, in merito alla necessità di frequentare il corso di specializzazione di 60 CFU definito con il DM 378/2018 – Tabella A, non ancora attivato dalle Universita  nei corsi di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione.
Considerato che la disciplina transitoria indicata dall’articolo 14 del citato decreto legislativo n. 65/2017 presenta un “vuoto temporale”, è stato richiesto un parere all’Ufficio legislativo del MIUR, che si è espresso in data 1° agosto 2018 nei termini che seguono.
Poiché la disciplina transitoria delineata dall’articolo 14 del decreto legislativo 65/2017 creerebbe una soluzione di continuità nel passaggio dal sistema previgente al nuovo modello della laurea a indirizzo specifico, non appare sostenibile il vuoto ordinamentale nella parte in cui si prevede la validità del titolo di laurea L-19 o di altri titoli riconosciuti validi dalle normative regionali, entro la data di entrata in vigore del decreto legislativo (31 maggio 2017).
L’unica interpretazione possibile appare quella che assicuri, fino all’attivazione degli indirizzi specifici della Laurea L-19 e dei corsi di specializzazione per i laureati in Scienze della formazione primaria, il principio di affidamento di coloro che hanno conseguito o stanno conseguendo la laurea L19 in relazione agli sbocchi professionali previsti al momento dell’immatricolazione, anche in ragione del principio di irretroattività delle leggi.
Parimenti tale interpretazione assicura il pari diritto dei titolari degli ulteriori titoli riconosciuti dalle normative regionali e il diritto all’educazione rispetto al rischio di compromessa effettività dei servizi educativi per mancanza di personale qualificato.
Pertanto, si fa presente che, fino all’attivazione dei percorsi di laurea L-19 ad indirizzo specifico, di cui alla Tabella B del decreto ministeriale n. 378/2018 e dei corsi di specializzazione per laureati in scienze della formazione primaria, di cui al medesimo decreto, continuano ad avere validità ai fini dell’accesso alla professione di educatore per i servizi educativi i titoli riconosciuti in precedenza validi dalle normative regionali.
In particolare, sino al recepimento da parte degli Atenei di quanto previsto dal D.M. n. 378/2018, oltre ai titoli riconosciuti validi dalla normativa regionale, continueranno ad avere validità, ai fini dell’accesso alla professione, i titoli conseguiti all’interno della classe L-19, pur in assenza dell’indirizzo specifico di cui al D.M. n. 378/2018, e i titoli di laurea quinquennale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria (LM-85bis), pur in assenza dell’integrazione del corso di specializzazione per complessivi 60 CFU.
Gli Atenei provvederanno, in tempo utile per l’anno accademico 2019-2020, a recepire, all’interno dei propri regolamenti didattici, i percorsi previsti dal D.M. n. 378/2018, con particolare riferimento all’indirizzo specifico della Classe di laurea L-19 e al corso di specializzazione integrativo della Laurea in Scienze della formazione primaria.
Si ringrazia per la collaborazione.

IL DIRETTORE GENERALE
Maria Letizia Melina

IL DIRETTORE GENERALE
Maria Assunta Palermo


Decreto Ministeriale 9 maggio 2018,  AOOUFGAB 378

Decreto Ministeriale 8 agosto 2018, n. 587

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Decreto Ministeriale 8 agosto 2018, n. 587
(Registrato dalla Corte dei Conti il 14 settembre 2018, Reg. 1; Fgl. 3070)

Criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) delle Università Statali e dei Consorzi interuniversitari per l’anno 2018

Codice Privacy e Assunzioni in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione dell’8 agosto, ha adottato provvedimenti circa il Codice della Privacy, l’accessibilità dei siti web degli Enti pubblici e l’assunzione a tempo indeterminato di personale della Scuola.


Codice della privacy

Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati) (Ministero della Giustizia – esame definitivo)

Il decreto legislativo, in attuazione dell’art. 13 della legge di delegazione europea 2016-2017 (legge 25 ottobre 2017, n. 163), introduce disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento europeo relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati. Dopo l’esame di una commissione appositamente costituita si è deciso, al fine di semplificare l’applicazione della norma, di agire novellando il codice della privacy esistente, nonostante il regolamento abbia di fatto cambiato la prospettiva dell’approccio alla tutela della privacy rispetto al codice introducendo il principio di dell’accountability. Si è scelto di garantire la continuità facendo salvi per un periodo transitorio i provvedimenti del Garante e le autorizzazioni, che saranno oggetto di successivo riesame, nonché i Codici deontologici vigenti. Essi restano fermi nell’attuale configurazione nelle materie di competenza degli Stati membri, mentre possono essere riassunti e modificati su iniziativa delle categorie interessate quali codici di settore. In considerazione delle esigenze di semplificazione delle micro, piccole e medie imprese, si è previsto che il Garante promuova modalità semplificate di adempimento degli obblighi del titolare del trattamento.


Accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici

Attuazione della direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici (Presidenza del Consiglio e Ministro per la pubblica amministrazione – esame definitivo)

Il decreto attua la direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, relativa all’accessibilità, da parte di tutti i cittadini e in particolare delle persone con disabilità, dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici.

In particolare, in considerazione del fatto che il principio della accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni è già sancito e attuato nell’ordinamento interno dal Codice dell’amministrazione digitale, il decreto garantisce la sussistenza dei principi ispiratori della direttiva attraverso interventi di adeguamento, principalmente in materia di “onere sproporzionato”, laddove il criterio dell’accessibilità è temperato da una valutazione di impatto e di esigibilità dal punto di vista organizzativo, tecnologico e finanziario.

Inoltre, istituisce il cosiddetto “meccanismo di feedback”, finalizzato a consentire a chiunque di notificare ai soggetti erogatori eventuali difetti dei sistemi informatici, ivi compresi i siti web e le applicazioni mobili, in termini di conformità ai principi di accessibilità e alle prescrizioni in materia di accessibilità dettate dalle linee guida, nonché di richiedere le informazioni non accessibili. La risposta a richieste legittime e ragionevoli sarà assicurata attraverso la possibilità di presentare reclami al Difensore civico digitale.


PERSONALE DELLA SCUOLA

Autorizzazione all’assunzione di personale a tempo indeterminato (decreto del Presidente della Repubblica)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno e del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria e secondo quanto illustrato dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Marco Bussetti, ha approvato l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, per l’anno scolastico 2018/2019, 57.322 unità di personale docente, di cui 43.980 docenti su posto comune e 13.342 docenti su posto di sostegno; 46 unità di personale educativo; 212 dirigenti scolastici; 9.838 unità di personale ATA.