Educazione&Scuola Newsletter n. 1097


Educazione&Scuola Newsletter n. 1097

Gennaio 2019 – XXIV Anno

Su Educazione&Scuola

http://www.edscuola.com
http://www.edscuola.it
http://www.edscuola.eu


Edscuola anche su:

Facebook: http://www.facebook.com/edscuola
Twitter: http://twitter.com/edscuola
YouTube: http://www.youtube.com/user/Edscuola
Flipboard: http://flipboard.com/profile/edscuola


Notizie

Olimpiadi di Economia e Finanza

Iscrizioni fino all’1 febbraio 2019

Iscrizioni a.s. 2019/2020

Iscrizioni on line dal 7 al 31 gennaio 2019

Comunicazione sugli appalti

Entro il 31 gennaio le Istituzioni scolastiche, in qualità di “Stazioni Appaltanti”, sono tenute alla comunicazione all’ANAC di quanto previsto dall’art.1, c. 32, della Legge 6 novembre 2012, n.190

XXVIII Settimana della cultura scientifica

Dal 28 gennaio al 3 febbraio 2019

Giornata europea della protezione dei dati personali

Il 28 gennaio si svolge la Giornata europea della protezione dei dati personali

Nuovo Regolamento amministrativo-contabile

Il MIUR fornisce istruzioni di carattere generale relative alla applicazione del Codice dei Contratti Pubblici in conformità con il DI 129/18

Concorso DSGA

Il 28 gennaio 2019 chiusi i termini per le domande: 102.900 le istanze pervenute

Giorno della Memoria

Il 27 gennaio si celebra il Giorno della memoria

Nuovo Esame di Stato

Rese note il 18 gennaio 2019 le materie della seconda prova scritta

Reddito di Cittadinanza e “Quota 100” in CdM

Il 17 gennaio 2019 il consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni

Ambienti didattici innovativi: le graduatorie

1.115 i progetti finanziati

Nuove Palestre

50 milioni di euro per 93 interventi

PTOF 2019/2022

L’approvazione del PTOF 2019/2022 è fissata al 7 gennaio 2019

Norme

Nota 29 gennaio 2019, AOODGOSV 1657

Manifestazione TT – day – 14 marzo 2019. Quiz on line di matematica per tutti gli studenti di scuole di ogni ordine, grado e indirizzo

Nota 28 gennaio 2019, AOODGRUF 1711

Istruzioni di carattere generale relative alla applicazione del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 50/2016 e ss.mm.ii)

Decreto Legge 28 gennaio 2019, n. 4

Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni

Nota 28 gennaio 2019, AOODGCASIS 262

Iscrizioni on line a.s.2019/2020 – adempimenti delle scuole al termine delle iscrizioni on line

Nota 28 gennaio 2019, AOODGOSV 1523

Manifestazione “Fare Turismo” – IX edizione – Roma, 13 – 14 – 15 marzo 2019. Invito per gli Istituti tecnici, gli Istituti professionali e gli Istituti Tecnici Superiori

Avviso 24 gennaio 2019, AOODGSIP 306

Avviso pubblico per la presentazione di proposte per la realizzazione di Corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale in Mediatore Europeo per l’Intercultura (progetto FAMI 1366/MICSE). Proroga …

Nota 23 gennaio 2019, AOODGOSV 1385

Proroga delle iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado delle zone terremotate per l’anno scolastico 2019/2020

Nota 22 gennaio 2019, AOODPIT 103

Premio Abbado Far Musica Insieme e Premio Abbiati per la Scuola – Concorso per le scuole

Nota 18 gennaio 2019, AOODGOSV 1182

Progetto nazionale “Seminari sulle Indicazioni Nazionali per i Licei Artistici”

Nota 18 gennaio 2019, AOODGSIP 213

Protocollo d’intesa tra il MIUR e la PCM – Dipartimento per le politiche antidroga – siglato in data 7 agosto 2017 e successivo accordo di collaborazione ex art. 15 della legge n. 241 del 1990 sottoscritto …

Nota 18 gennaio 2018, AOODGRIC 930

Lancio della XXVIII Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica

Decreto Ministeriale 18 gennaio 2019, AOOUFGAB 37

Discipline oggetto della seconda prova scritta, eventuale disciplina oggetto di una terza prova scritta per specifici indirizzi di studio e modalità organizzative relative allo svolgimento del colloquio, …

Accordo CSR 17 gennaio 2019, n. 2

Indirizzi di “policy” integrate per la Scuola che Promuove Salute

Nota 16 gennaio 2019, AOODGOSV 978

Campionati della Cucina Italiana 2019 – Contest ragazzi speciali Fiera di Rimini, Igexpo, 16 febbraio 2019

Manuale richiesta codice CUP

Prot. 799 del 14 gennaio 2019

Nota 11 gennaio 2019, AOODGSIP 97

Legge 9 gennaio 2019, n. 3

Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici

Avviso 8 gennaio 2019, AOODGOSV 38

Olimpiadi di Economia e Finanza. Prima Edizione. Anno scolastico 2018/2019. Proroga termine di iscrizione

Nota 5 gennaio 2019, AOODGRUF 74

Decreto 28 agosto 2018, n. 129, avente ad oggetto “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, …

Rubriche

in Bacheca della Didattica

A ottanta anni dalle leggi razziali
Accademia dei Lincei

Il nuovo contratto d’area Istruzione e Ricerca
di Francesco G. Nuzzaci

Accountability tra dichiarato e agito
di Maurizio Muraglia

Pensiero impensante: speranze di crisi?
di Gabriele Boselli

Pace e altre cose
di Mariacristina Grazioli

di Piervincenzo Di Terlizzi

in Europ@Fondi Strutturali di Fabio Navanteri

in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

FAQ Handicap e Scuola – 63
a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

in LRE di Paolo Manzelli

CURRICULUM
Paolo Manzelli

di Adriana Rumbolo
Inclusione scolastica: domande e risposte

Flavio Fogarolo e Giancarlo Onger

Antiche leggende Celtiche, a cura di M. Gardini

di Antonio Stanca

Writers

Intervista a Maria Rosaria Chirulli

I. Cotroneo, Le voci del sogno

di Antonio Stanca

in Scuola&Territorio di Gian Carlo Sacchi

Il regionalismo un fenomeno carsico

di Gian Carlo Sacchi

in Statististiche

Rapporto 2019 sulla Condizione occupazionale e formativa dei diplomati
AlmaDiploma e Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea

in Stranieri

Integrazione scolastica dei migranti
Pubblicato il rapporto Eurydice

Le statut des langues régionales francaises dans la justice
di Giovanni Ferrari

in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Un Paese che deve andare lontano
di Maurizio Tiriticco

Francesca!
di Maurizio Tiriticco

Onora il padre e la madre! E i nonni?
di Maurizio Tiriticco

Esame di Stato o corsa ad ostacoli?
di Maurizio Tiriticco

Roma anni trenta! Ter…
di Maurizio Tiriticco

Roma anni trenta! Bis…
di Maurizio Tiriticco

L’istruzione, sfida del domani
di Maurizio Tiriticco

Nuovo esame di Stato, ma…
di Maurizio Tiriticco

Roma anni trenta!
di Maurizio Tiriticco

Insegnare? Mai più!
di Maurizio Tiriticco

La professionalità docente
di Maurizio Tiriticco


Rassegne

Stampa

Sindacato

Gazzetta Ufficiale

Con alternanza e stage 40% in più di possibilità di lavoro

da Il Sole 24 Ore

L’alternanza scuola-lavoro e gli stage, svolti durante gli studi o nel periodo successivo al diploma, esercitano un effetto positivo in termini occupazionali: chi ha svolto questo tipo di esperienza, rispetto a chi non lo ha fatto, ha il 40,6% in più di probabilità di lavorare; la probabilità è pari al 70,9% in più se si considerano le esperienze di stage svolte in azienda dopo il conseguimento del diploma. È quanto riporta il Rapporto 2019 sulla Condizione occupazionale e formativa dei diplomati di scuola secondaria di secondo grado, realizzato da AlmaDiploma e dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea e presentato oggi a Firenze. La stragrande maggioranza dei diplomati, il 66,8%, prosegue la propria formazione ed è iscritto ad un corso di laurea (il 51,1% ha optato esclusivamente per lo studio).

A un anno dal conseguimento del titolo di scuola superiore , escludendo quanti sono impegnati in attività formative retribuite, risulta occupato il 35,5% dei diplomati del 2017: il 19,8% ha preferito inserirsi direttamente nel mercato del lavoro e il 15,7% ha scelto di frequentare l’università lavorando. La percentuale di occupati è più elevata per diplomati professionali (52%) e tecnici (43,8%), mentre tocca il minimo tra i liceali (26,8%).

A tre anni dal titolo è occupato il 45% dei diplomati: il 24,6% è dedito esclusivamente al lavoro, mentre il 20,4% è impegnato sia nello studio che nel lavoro. Tra i diplomati del 2015, la quota di occupati è più elevata della media per i diplomati professionali (67%) e tecnici (57,4%), mentre tocca il minimo tra i liceali (34,6%).
I diplomati che lavorano a tempo pieno (senza essere contemporaneamente impegnati nello studio universitario) guadagnano in media, a un anno dal diploma, 1.114 euro mensili netti. A tre anni dal conseguimento del titolo la retribuzione mensile netta dei diplomati è pari in media a 1.216 euro.

Non litigate sul latino

da la Repubblica

Maurizio Bettini

Circa due mesi fa il ministero dell’Istruzione ha fatto conoscere la riforma della seconda prova per l’esame finale dei licei classici: quella relativa al greco e al latino. Sulle colonne di questo giornale essa è stata oggetto di una violenta stroncatura da parte di Federico Condello, il quale è giunto a definirla “ istigazione all’idiozia”. Ehilà! Immagino il brivido di terrore, il fremito di indignazione, che l’articolo di Condello avrà fatto serpeggiare fra le migliaia di genitori, studenti, docenti e persone amanti della cultura. Ma come, invece di valutare il grado di conoscenza delle lingue classiche da parte dei maturandi, le autorità scolastiche li spingono a essere idioti? A questo punto uno ha ragione di domandarsi che cosa mai abbia combinato il Miur. Semplicemente questo.

In primo luogo la prova di traduzione non solo resta al centro dell’esame, ma viene addirittura potenziata: infatti, si dovrà tradurre in italiano non un testo latino o un testo greco a seconda degli anni, come avveniva in passato, ma due testi, uno latino e uno greco. Peraltro sul modello di quanto avviene da tempo all’esame finale del Liceo classico europeo. Ciascun brano proposto verrà poi introdotto da un paragrafo contenente informazioni sull’opera e l’autore da cui è tratto (mentre prima lo studente poteva essere chiamato a tradurre un testo di cui ignorava la provenienza).

Soprattutto però ciascun brano sarà accompagnato dalla traduzione italiana delle parti che lo precedono e lo seguono nell’opera da cui è tratto, in modo che lo studente, conoscendone il contesto, possa finalmente orientarsi nella sua comprensione. Innovazione fondamentale, perché prima d’ora all’esame ci si trovava a tradurre un testo greco o latino “secco”, privo di qualsiasi contestualizzazione: laddove se c’è qualcosa che la linguistica ha chiarito una volta per sempre è che, per comprendere il significato di qualsiasi enunciato, conoscerne il contesto è semplicemente indispensabile. Perché mai dei brani in greco e latino dovessero fare eccezione a questa regola, risultando pienamente comprensibili nella loro luminosa nudità, nessuno l’ha mai spiegato. Infine, ciascun brano verrà accompagnato da tre quesiti relativi alla sua interpretazione, alla sua analisi linguistica o stilistica, al suo approfondimento personale. Quest’ultima parte della prova ha lo scopo di valutare la piena comprensione del testo da parte del candidato (leggi: la traduzione l’avrà fatta davvero lui o l’avrà scaricata da Internet?) e saggiare la sua capacità di collegarlo con la cultura e la letteratura di cui è espressione. Faccio notare che allo studio delle civiltà classiche lo studente ha dedicato, o dovrebbe aver dedicato, ben cinque anni della propria vita. È dunque così strano chiedergli di dimostrarlo a un esame?

Si tratta evidentemente di una prova un po’ più impegnativa rispetto alla formulazione precedente, tant’è vero che per svolgerla gli studenti avranno a disposizione sei ore invece delle tradizionali quattro. Essa però eviterà loro di esser messi di fronte a difficoltà gratuite, come quelle causate dalla pervicace assenza di contestualizzazione del brano da tradurre. Quanto ai quesiti cui rispondere, si noti che, nella griglia di valutazione stabilita dal ministero, la “pertinenza delle risposte” vale solo quattro punti su venti.

Ciò detto si potranno discutere molti aspetti della nuova prova: se era opportuno farla partire già dal prossimo anno; se la doppia versione, dal latino e dal greco, non crei più problemi di quanti ne risolve; quali saranno le ricadute sulla didattica delle lingue classiche e come dovranno essere governate; e così via. Condello lamenta che su questa riforma, peraltro già accolta con sostanziale favore da moltissimi docenti, non vi sia stata e non vi sia discussione. Forse ignora che su di essa si è svolto e ancora si sta svolgendo un ampio dibattito, e che i suoi risultati sono già stati inviati da molte parti al ministero. Resta comunque che le stroncature — con relativo spargimento di sale al fine di impedire la ricrescita dell’erba — non servono a nulla. Non c’è giorno, anzi non c’è momento della giornata, in cui l’atmosfera politica e culturale ( chiamiamola così) in cui siamo immersi non vibri di attacchi e contrattacchi la cui virulenza era impensabile fino a qualche tempo fa. Non si potrebbero lasciare tranquilli almeno il latino e il greco?

Maurizio Bettini è direttore del centro Antropologia e mondo antico dell’Università di Siena. Tra i suoi ultimi libri: “Il presepio.

Valutazione I quadrimestre, insufficienza in una o più discipline: scuola attiva strategie di recupero

da Orizzontescuola

di Nino Sabella

Il decreto legislativo n. 62/2017 ha previsto che le scuole attivino specifiche strategie per migliorare i livelli d’apprendimento degli studenti. In quali casi vanno attivate le predette strategie? In quali periodi? Come organizzarle?

Strategie per migliorare apprendimento alunni: valutazione intermedia e finale

L’articolo 3/2, per la primaria, e l’articolo 6/3, per la secondaria di primo grado, del D.lgs. 62/2017 così dispongono:

Nel caso in cui le valutazioni periodiche o finali delle alunne e degli alunni indichino carenze nell’acquisizione dei livelli di apprendimento in una o piu’ discipline, l’istituzione scolastica, nell’ambito dell’autonomia didattica e organizzativa, attiva specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di
apprendimento.

Gli interventi, per migliorare i livelli d’apprendimento degli studenti, dunque, vanno attivati nei casi in cui le valutazioni periodiche o finali degli studenti indichino carenze in una o più discipline, ossia in caso di valutazioni insufficienti.

Le scuole, in definitiva, già al termine del primo quadrimestre, dopo le operazioni di scrutinio, devono attivare specifiche strategie di intervento al fine di migliorare il rendimento degli studenti in quelle discipline in cui hanno mostrato delle lacune.

Strategie per migliorare apprendimento alunni: quali?

Da evidenziare che né il D.lgs. 62/17 né la nota del 10/10/2017 forniscono indicazioni in merito alle strategie e alle azioni da adottare al fine di migliorare i livelli d’apprendimento degli studenti, lasciando che siano le scuole a deciderle nell’ambito della loro autonomia didattica e organizzativa.

Un suggerimento è stato fornito, lo scorso anno scolastico, dal dirigente tecnico del Miur Loredana Leoni, la quale ha indicato le discipline di cui saranno potenziate le competenze, il numero indicativo di studenti interessati, le possibili azioni da attivare e l’organizzazione delle medesime, fermo restando l’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Questi i suggerimenti forniti dalla Leoni:

  • Discipline, modalità organizzative, azioni e strategie 

Il miglioramento delle competenze degli alunni potrebbe riguardare le discipline di Italiano e Matematica.

  • Modalità organizzative

Gli studenti possono essere suddivisi in gruppi di 12 alunni, ciascuno dei quali svolgerà 12 ore annue di potenziamento e miglioramento dei livelli di apprendimento.

Le attività saranno condotte dai docenti di potenziamento. Al Miur, comunque, si lavora per farle condurre anche da docenti che vogliano svolgere ore aggiuntive da retribuire con il fondo di istituto.

L’obiettivo primario è quello di porre in essere azioni di potenziamento su “misura” per ogni singolo alunno, affinché raggiunga gli obiettivi minimi previsti.

  • Strategie di intervento

Le azioni e le strategie da porre in essere, così come le modalità di valutazione, vanno esplicitate nel PTOF. Queste quelle suggerite:

  • superamento della lezione frontale;
  • lavori in piccoli gruppi;
  • cooperative learning;
  • scomposizione della classe in unità sia orizzontali che verticali, unendo insieme classi diverse;
  • attività laboratoriale;
  • didattica digitale.

Comunicazione alle famiglie

La scuola, dopo la valutazione periodica e finale, deve comunicare opportunamente e tempestivamente alle  famiglie degli alunni interessati eventuali livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione.

Assistenza alla moglie disabile e graduatoria interna di istituto. Ecco quando si è esclusi

da Orizzontescuola

di Paolo Pizzo

Quali sono i criteri da considerare per essere esclusi dalla graduatoria interna di scuola e si assiste la moglie disabile?

Un assistente amministrativo chiede

Buongiorno. Sono un impiegato Ata, vorrei chiederle se assistendo mia moglie usufruendo della l. 104 ma residente in un comune vicino,  ma nella stessa provincia e  nello stesso ambito sono escluso dalla graduatoria interna anche senza fare domanda di trasferimento sul comune di mia moglie? Scusi ma ho trovato risposte interpretabili e spero lei possa spiegarmi. Grazie.

Esclusione graduatoria interna

L’art 40 comma 2 del CCNI dispone che I beneficiari delle precedenze previste ai punti I), III), IV) e VII) di cui al comma 1 del presente articolo e riconosciute alle condizioni ivi indicate, non sono inseriti nella graduatoria d’istituto per l’identificazione dei perdenti posto da trasferire d’ufficio, a meno che la contrazione di organico non sia tale da rendere strettamente necessario il loro coinvolgimento (es. soppressione della scuola, ecc.).

La precedenza che ci interessa è il punto IV.

Scuola di titolarità e comune di assistenza devono coincidere

Lo stesso comma dispone che

a) l’esclusione dalla graduatoria interna per i beneficiari della precedenza di cui al punto IV si applica solo se si è titolari in una scuola ubicata nella stessa provincia del domicilio dell’assistito.

b) qualora la scuola di titolarità sia in comune diverso o distretto sub comunale diverso da quello dell’assistito, l’esclusione dalla graduatoria interna per l’individuazione del perdente posto si applica solo a condizione che sia stata presentata, per l’anno scolastico di riferimento, domanda volontaria di trasferimento alle stesse condizioni di cui al punto IV

Conclusioni

Non ci sono quindi dubbi sul fatto che per essere esclusi dalla graduatoria ci deve essere coincidenza tra scuola di titolarità e comune in cui si assiste la moglie disabile.

Si ricorda che soprattutto per il personale ATA non c’è mai stata altra interpretazione, anche perché gli ambiti non sono mai esistiti (posto che comunque non esisteranno più neanche per i docenti).

Pertanto, se la scuola di titolarità non è nel comune di assistenza è obbligatorio produrre domanda di trasferimento per il comune di assistenza qualora si volesse beneficiare della precedenza in esame.

Docenti soprannumerari: quali criteri per l’individuazione

da Orizzontescuola

di Giovanna Onnis

In base a quali criteri vengono individuati i docenti soprannumerari. Ruolo dell’organico e della graduatoria interna di istituto

Una lettrice ci scrive:

“Sono una docente di scuola superiore, vorrei avere una delucidazione: le segreterie scolastiche individuano i docenti soprannumerari sulla base dell’organico di diritto?  Se si viene individuati come soprannumerari il servizio di pre-ruolo vale 3 punti per i primi 4 anni e 2 per i successivi?”

Nella determinazione  dell’esubero in un’istituzione scolastica e per l’individuazione dei docenti soprannumerari hanno un ruolo determinante rispettivamente l’organico dell’autonomia e la graduatoria interna di istituto

Ruolo dell’organico dell’autonomia

La presenza di perdenti posto in un’istituzione scolastica è determinata dalla contrazione registrata nell’organico dell’autonomia, che comprende sia le cattedre dell’organico di diritto che i posti di potenziamento.

L’organico è predisposto annualmente dall’Ufficio scolastico provinciale, in base al numero di iscritti e al conseguente numero di classi presenti nella scuola. Una riduzione del numero delle classi attivate determina una riduzione nel numero di cattedre con conseguente esubero di una parte dei docenti.

Se, quindi, il numero di cattedre è inferiore al numero di docenti titolari nella scuola per quelle cattedre, ci saranno perdenti posto in numero pari alle cattedre in contrazione

Ruolo della graduatoria interna di istituto

In presenza di contrazione nell’organico dell’autonomia, per l’individuazione dei docenti  soprannumerari si considera la graduatoria interna di istituto e saranno dichiarati perdenti posto i docenti in coda nella graduatoria.

La collocazione dei docenti  nella graduatoria viene effettuata in base al punteggio spettante a ciascun docente, che, come chiarito nel nostro articolo, viene valutato in base alle voci presenti nella tabella di valutazione allegata al CCNI (Allegato 2-Tabella A) con le precisazioni concernenti i trasferimenti d’ufficio.

Il servizio pre-ruolo , quindi, in queste graduatorie viene valutato, come per la mobilità d’ufficio, 3 punti per i primi quattro anni e 2 punti per ogni anno successivo al quarto

Nella predisposizione della graduatoria interna di istituto, però, non sempre è determinante il punteggio, in presenza delle situazioni di seguito indicate:

– presenza di docenti  beneficiari di una delle precedenze previste nell’art.13 comma 1 punti I), III), IV) e VII),  che hanno diritto ad essere esclusi dalla graduatoria alle condizioni previste nel comma 2 del succitato articolo e che, conseguentemente non possono essere dichiarati soprannumerari  a meno che la contrazione di organico non sia tale da rendere strettamente necessario il loro coinvolgimento

– docenti arrivati quest’anno nella scuola in seguito ad immissione in ruolo o a mobilità volontaria, che, come “ultimi arrivati”, saranno collocati in coda nella graduatoria a prescindere dal punteggio e saranno, quindi, i primi a rischiare un eventuale esubero.

Scuola digitale, 60 istituti di aree a rischio realizzeranno ambienti didattici innovativi

da Orizzontescuola

di redazione

Miur –  Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha individuato le 60 scuole situate in aree a rischio alle quali saranno destinati 2,1 milioni di euro per la creazione di ambienti digitali di apprendimento, soprattutto a partire dalla scuola primaria e secondaria di primo grado. Le risorse erano state messe a disposizione con il decreto per la didattica digitale firmato lo scorso novembre dal Ministro Marco Bussetti.

In particolare, ciascuna scuola riceverà 35.000 euro per la realizzazione di laboratori e 30.000 euro per la formazione del personale scolastico alla didattica innovativa. Saranno 57.000 gli alunni coinvolti e 6.500 i docenti che beneficeranno della formazione. A livello territoriale, 21 istituti si trovano al Nord (13 in Lombardia, 6 in Piemonte, 2 in Liguria), 8 al Centro (tutti nel Lazio) e 31 al Sud (10 in Campania, 9 in Sicilia, 7 in Puglia, 4 in Calabria e 1 in Basilicata). Si tratta di una importante misura rivolta al contrasto della dispersione scolastica. Le 60 scuole beneficiarie, infatti, sono state individuate tra quelle con i più alti indici di disagio negli apprendimenti, di status socio-economico familiare, di deprivazione territoriale e di abbandono scolastico.

“La didattica digitale è un elemento fondamentale per aumentare la motivazione degli studenti e per contrastare le disuguaglianze nell’apprendimento – commenta il Ministro -. Per questo abbiamo deciso di dotare le scuole con più alti indici di disagio di laboratori didattici innovativi. Nessuno nella nostra scuola deve rimanere indietro. Siamo tuttavia consapevoli che la tecnologia da sola non basta: occorre accompagnarla con un rinnovamento, in chiave tecnologica e digitale, delle metodologie e degli approcci didattici. Per questo – conclude Bussetti – una parte delle risorse destinate a ciascuna scuola sarà utilizzata per l’aggiornamento dei docenti sui temi dell’innovazione”.

Iscrizioni 2019/20, 31 gennaio termine ultimo. Le info utili

da Orizzontescuola

di redazione

Manca ormai poco al termine ultimo per le iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2019/20.

Iscrizioni: tempistica

Le iscrizioni vanno effettuate entro il 31 gennaio 2019.

In una delle note, presenti nella Circolare, comunque, è prevista la possibilità di domande tardive:

Dopo la scadenza del termine finale del 31 gennaio 2019, per eccezionali motivi debitamente rappresentati, la domanda di iscrizione può essere presentata direttamente alla scuola prescelta, tenendo informato il competente Ufficio scolastico territoriale che, in ipotesi di motivato diniego da parte della scuola e sentiti i genitori/esercenti la responsabilità genitoriale/affidatari/tutori, provvede a indirizzare la richiesta verso altra istituzione scolastica

Iscrizioni: online e cartacee

Le iscrizioni sono effettuate online per la scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado.

Sono, invece, cartacee le iscrizioni :

  • alle sezioni delle scuole dell’infanzia;
  • alle scuole della Valle d’Aosta e delle province di Trento e Bolzano;
  • alle classi terze dei licei artistici e degli istituti tecnici e professionali;
  • al percorso di specializzazione per “Enotecnico” degli istituti tecnici del settore tecnologico a indirizzo “Agraria, agroalimentare e agroindustria”, articolazione “Viticoltura ed enologia”;
  • ai percorsi di istruzione per gli adulti, ivi compresi quelli attivati presso gli istituti di prevenzione e pena.

Per le iscrizioni online è necessaria la registrazione sul sito dedicato.

Iscrizioni: cosa fanno le famiglie

I genitori, come suddetto, prima di procedere all’iscrizione, devono registrarsi sul sito dedicato, seguendo le indicazioni ivi fornite, esclusi coloro i quali sono in possesso dell’identità digitale SPID, che accedono al portale per le iscrizioni con le credenziali della predetta identità in loro possesso.

Prima di procedere all’iscrizione, al fine di una scelta consapevole, i genitori individuano la scuola in cui scrivere i propri figli, tramite il portale “Scuola in Chiaro”, ove è possibile prendere visione dei documenti caratterizzanti l’istituzione scolastica, quale ad esempio il RAV (rapporto di autovalutazione).

Integrazione graduatorie di istituto 2017/20: chi riguarda. Chiarimenti

da Orizzontescuola

di redazione

Il Miur, come riferito, ha pubblicato il decreto n. 73/2018, avente per oggetto l’integrazione delle graduatorie di istituto 2017/20.

Giungono in redazione diversi quesiti in merito a chi riguarda l’inserimento nelle GI e se lo stesso è esteso a tutti i docenti.

Graduatorie di istituto: non è l’aggiornamento triennale

Chiariamo subito ogni dubbio, evidenziando che non si tratta dell’aggiornamento triennale, ma soltanto di un’integrazione delle vigenti graduatorie di istituto, relativa a determinate categorie di docenti.

Ricordiamo che il prossimo aggiornamento triennale avverrà  dopo il triennio 2017/20 e presenterà (salvo nuovi interventi) delle novità, come riferito in Graduatorie istituto III fascia: riapertura e aggiornamento 2020. Chiarimenti

Graduatorie di istituto: integrazione

Il decreto 73/17 riguarda i docenti che hanno conseguito l’abilitazione all’insegnamento e/o la specializzazione su sostegno dopo il 24/06/2017 (termine ultimo di presentazione delle domande di aggiornamento per il triennio 2017/20) ed entro il 1° febbraio 2019.

Nello specifico, il decreto disciplina:

  • l’inserimento in II fascia delle graduatorie di istituto dei docenti che hanno conseguito il titolo di abilitazione dopo termine ultimo di aggiornamento triennale delle graduatorie (24/06/2017) ed entro il 1° febbraio 2019, i quali verranno collocati in un elenco aggiuntivo alle graduatorie di II fascia;
  • l’inserimento negli elenchi aggiuntivi di sostegno dei docenti che conseguono il titolo di specializzazione per il sostegno dopo il termine ultimo di aggiornamento triennale delle graduatorie (24/06/2017) ed entro il 1° febbraio 2019, i quali verranno collocati in coda agli elenchi di sostegno della fascia di appartenenza.

Nel decreto, infine, si disciplina il consueto riconoscimento della precedenza, nell’attribuzione delle supplenze di III fascia di istituto, per i docenti già inseriti che conseguono il titolo di abilitazione nelle more dell’inserimento nelle finestre semestrali di pertinenza.

Nessuna proroga per l’adeguamento antincendio nelle scuole. Andis: “Siamo preoccupati”

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Diversamente da quanto prospettato in precedenza, non ci sarà alcuna proroga per l’adeguamento della normativa antincendio nelle scuole e asili nido. Infatti, dei 23 emendamenti approvati dal Senato nella giornata del 29 gennaio in merito al decreto semplificazioni, nessuno riguarda l’istruzione.

Rimane in vita solo l’Art.10 del decreto-legge 135, riporta l’Andis, che interviene sulla procedura di corso-concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici bandito nel 2017, eliminando la fase del corso di formazione dirigenziale e prevedendo dunque che tutti i candidati che avranno superato la prova orale del concorso siano dichiarati vincitori e assunti.

Pertanto, non è stato approvato l’emendamento che prorogava i termini per l’adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici e che prevedeva un piano triennale di interventi per il periodo 2019-2021.
Nè sono stati approvati gli emendamenti relativi alla modifica delle norme sulle responsabilità in materia di sicurezza degli edifici scolastici, sul reclutamento dei docenti dalle Gae, sull’obbligo di permanenza per cinque anni dei docenti neo-assunti, sul sistema di valutazione dei dirigenti scolastici.

“Siamo profondamente delusi e preoccupati – ha dichiarato il Presidente dell’ANDIS Marotta – avevamo fortemente sperato che, a seguito della nostra denuncia dello scorso 8 gennaio, il Senato potesse sanare la grave criticità introdotta dalla Legge di Bilancio 2019 con la mancata previsione di una proroga dei termini per l’adeguamento degli edifici scolastici alla normativa antincendio. Adesso il problema torna drammaticamente sul tavolo di Comuni e Province, responsabili dell’esecuzione dei lavori prescritti ai fini del rilascio della S.C.I.A. antincendio. Si rende necessario a questo punto avviare un tavolo di confronto con ANCI, UPI, MIUR e Gruppi Parlamentari al fine di individuare una possibile via di uscita, se pur provvisoria”.

Marotta fa notare come il rischio più grande continua a gravare sui dirigenti scolastici, considerato che la Nota del Capo del Corpo Nazionale dei VV.F., inviata lo scorso 18 aprile 2018 ai Comandi provinciali, prescrive: “il personale del CNVVF, nell’attività di vigilanza ispettiva svolta sul territorio, potrebbe trovarsi in presenza di attività scolastiche e di asili nido in esercizio senza SCIA ovvero in esercizio senza il completo adeguamento alle disposizioni normative. In tali casi, poiché le scuole e gli asili nido rientrano nell’ambito di applicazione della normativa riguardante la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, è applicabile il D.lgs. 81/2008, per cui – ove si riscontrassero inadempienze – vanno attivate le procedure previste dal D.Lgs. 19/12/1994 n.758 per le contravvenzioni rilevati”.

I viaggi d’istruzione? Non si faranno più. Forse

da La Tecnica della Scuola

Secondo l’ultimo sondaggio dell’Osservatorio sulle Gite Scolastiche di Skuola.net, la metà esatta (50%) – dei 12 mila studenti (di medie e superiori) presi a campione – non partirà più coi viaggi d’istruzione.

Il sud sempre più a sud

Al Sud in modo particolare, per decisione della scuola, la quota di ragazzi che resteranno a casa diventa maggioritaria, salendo al 55%. A questo dato vanno aggiunti gli studenti – il 7%, quasi 1 su 10 – che, pur potendo, non andranno in gita volontariamente.

Il  28% salterà invece il viaggio per motivi economici, mentre sono tanti (22%) quelli che non si aggregano semplicemente perché, per le ragioni più varie, non hanno voglia di stare con i compagni al di là del tempo passato in classe.

A conti fatti appena il 43% dei ragazzi andrà in gita. Più favoriti i ragazzi dei Licei, dove in media i partenti sono, di poco, la maggioranza (51%).

Le Cause

Tra le cause di questo picco negativo, secondo Skuola.net, in 1 caso su 4 ci sarebbe il rifiuto dei prof ad accompagnare gli alunni: troppo rischioso.

Ma ci sono pure altri motivi: le questioni disciplinari (decisive nel 9% dei casi) o economiche (7%) oppure l’assenza di adesioni a sufficienza (7%).

Tuttavia viene pure registrato che la geografia dei viaggi d’istruzione sta cambiando.

La geografia

Più di 1 studente su 3 si muoverà alla volta di una destinazione diversa dai luoghi classici, per causa della necessità di tenere sotto controllo i ragazzi.

In ogni caso la maggior parte (56%) resterà in Italia (con un picco, naturale, alle scuole medie: 80%). Neanche le gerarchie si discostano da quelle del passato. Firenze (11%), Napoli (9%) e Roma (9%): sono sempre loro tre le mete più affollate.

Città europee e cultura

Così come, si conferma delle città europee tra cui si distribuiranno gli studenti: Barcellona (9%, in netta risalita rispetto all’anno scorso), Londra e Berlino (8%).

L’interesse culturale è, invece, sempre più il parametro fondamentale utilizzato per selezionare la meta finale (70%).

Molto più indietro (20%) i fattori economici. La minaccia terroristica non fa paura (5%). Così come la sicurezza del mezzo di trasporto non è tra le priorità (5%).

I mezzi per viaggiare

A tal proposito, il pullman (46%) resta il mezzo più utilizzato, specie per i viaggi nazionali.

Le compagnie aeree low-cost (19%) si fanno preferire rispetto a quelle tradizionali (17%). Qualcuno, però, si muove in treno (12%).

Il periodo in cui si parte di più è la primavera (75%, 3 gite su 4), mentre la permanenza media è di quattro (20%) o cinque (23%) giorni, ma quasi 1 su 3 – il 31% – si limiterà al massimo a tre giorni.

Costi

Per quanto riguarda la spesa: il 43% sborserà tra 200 e 400 euro, ma 1 su 4 ce la farà con meno di 200 euro.

Stipendio, l’elemento perequativo sarà nel cedolino di febbraio 2019

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Qualche giorno fa avevamo dato notizia dell’avvio, da parte di NoiPA, delle operazioni necessarie all’inserimento nella rata di febbraio delle somme dovute a partire dal 1° gennaio 2019, relative alla proroga dell’elemento perequativo una tantum di cui all’art. 1, Comma 440, Legge 30 dicembre 2018, n. 145.

Molti docenti hanno infatti lamentato la mancata perequazione degli stipendi nella busta paga di gennaio, così come previsto dalla legge di bilancio 2019 (cifre comprese fra i 15 e 20 euro).
In proposito, NoiPA ha spiegato che l’approvazione definitiva della norma è intervenuta il 30 dicembre 2018, in un momento successivo rispetto all’emissione della rata di gennaio 2019; pertanto, in assenza di indicazioni normative, non è stato possibile includere l’elemento perequativo nel cedolino della rata di gennaio 2019.
Ora, con avviso del 30 gennaio, NoiPA fa sapere che nel cedolino delle competenze di febbraio 2019 saranno presenti le somme relative alla proroga dell’elemento perequativo una tantum prevista dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145), comprensive degli arretrati non erogati nel mese di gennaio.

Alternanza Scuola Lavoro: chi l’ha svolta ha più possibilità di trovare lavoro

da Tuttoscuola

L’Alternanza Scuola Lavoro e gli stage svolti durante gli studi o nel periodo successivo al diploma, esercitano un effetto positivo in termini occupazionali. Secondo quanto riportato da Ansa.it, chi ha svolto questo tipo di esperienza, rispetto a chi non lo ha fatto, ha il 40,6% in più di probabilità di lavorare; la probabilità è pari al 70,9% in più se si considerano le esperienze di stage svolte in azienda dopo il conseguimento del diploma. A segnalarlo è il rapporto Almalaurea e Almadiploma presentato oggi a Firenze.

Uno specifico approfondimento attiene alle attività di Alternanza Scuola Lavoro che, secondo il Rapporto, non sembra essere un’esperienza isolata, che termina con il diploma, ma spesso si traduce in un rapporto di lavoro con l’azienda presso cui lo studente ha svolto i periodi lavorativi previsti dal progetto. Anche se sui diplomati del 2017 queste esperienze non riguardano ancora la totalità dei diplomati, l’indagine rileva che, ad un anno dal titolo, il 20,2% di quanti hanno svolto l’alternanza scuola-lavoro è stato successivamente richiamato dall’azienda i cui ha svolto questa attività. Come ci si poteva attendere, sono soprattutto i diplomati tecnici (23,3%) e professionali (24,8%) ad aver ricevuto una successiva proposta di collaborazione dall’azienda. Inoltre, tra quanti hanno svolto attività di alternanza scuola-lavoro durante gli studi e risultano occupati al momento dell’intervista, il 33% dichiara di lavorare, ancora dopo un anno dal diploma, nell’azienda presso cui ha svolto tale esperienza (è il 31,4% tra i tecnici e il 39,7% tra i professionali).

Prova preselettiva concorso DSGA: la mannaia che escluderà 97 mila candidati

da Tuttoscuola

Il percorso verso il successo finale comincerà con la prova preselettiva concorso DSGA prevista intorno alla fine di aprile.

Il bando concorso DSGA prevede che “All’esito della preselezione, sono ammessi a sostenere le prove scritte un numero di candidati pari a tre volte il numero dei posti messi a concorso per ciascuna regione”.

Sulla scorta del numero delle domande concorso DSGA presentate, è possibile fin d’ora calcolare sia il numero dei candidati che, superata la preselezione, saranno ammessi agli scritti sia il numero dei candidati che ne saranno esclusi.

Prova preselettiva concorso DSGA: dove il maggior numero di esclusi?

Come si può evincere dalla tabella riportata di seguito, mentre la Lombardia avrà il maggior numero di ammessi (1.353) grazie al maggior numero (453) di posti a concorso, la Campania avrà invece il maggior numero di candidati esclusi (19.663) a seguito della preselettiva, a causa del ridotto numero di posti (160) e dell’elevatissimo numero di candidati (20.143).

In Lombardia il numero di candidati esclusi dalla prova preselettiva concorso DSGA sarà di 11.532, nel Lazio 9.347, in Sicilia 10.470.

Per non essere tra gli esclusi e mantenere viva la speranza per il successo finale c’è soltanto una strada da percorrere: prepararsi con gradualità e sistematicità, scommettendo fin d’ora su una formazione vincente, che consenta di rientrare nella fascia di eccellenza dei 6 mila che accederanno agli scritti.

Elaborazione Tuttoscuola su dati Miur

Iscrizioni a.s. 2019/2020

Nota 28 gennaio 2019, AOODGCASIS 262
Iscrizioni on line a.s.2019/2020 – Adempimenti delle scuole al termine delle iscrizioni on line


Iscrizioni on line, ecco i primi dati: il 55,4% degli studenti
sceglie i Licei, il 31% i Tecnici, il 13,6% i Professionali

Sono terminate le iscrizioni per l’anno scolastico 2019/2020. Si erano aperte lo scorso 7 gennaio. La domanda era on line per la Primaria, la Secondaria di primo e secondo grado, cartacea per l’Infanzia.  Secondo i primissimi dati disponibili, il 55,4% degli studenti che a settembre frequenterà una classe prima della Scuola secondaria di secondo grado ha optato per un indirizzo liceale. Anche per l’anno scolastico 2019/2020, dunque, i Licei si confermano in testa alle preferenze. Lo scorso anno erano stati scelti dal 55,3% dei neo iscritti. In crescita anche gli Istituti tecnici, che passano dal 30,7% delle preferenze dello scorso anno al 31% del 2019/2020. Lieve calo per i Professionali, scelti dal 13,6% dei ragazzi rispetto al 14% del 2018/2019.

Licei ancora in crescita
Prosegue il trend di crescita dei Licei, scelti dal 55,4% degli studenti. È dal 2014/2015 infatti che i Licei vengono scelti da oltre uno ragazzo su due. Anche quest’anno continua a crescere la percentuale di iscritti al Classico: sono il 6,8%, rispetto al 6,7% dell’anno scorso. Lo Scientifico (tra indirizzo tradizionale, opzione Scienze Applicate e sezione Sportivo) si conferma in testa alle preferenze: lo ha scelto il 25,5% degli studenti, con una leggera flessione dello 0,1% rispetto allo scorso anno. Guardando nel dettaglio, si registra una lieve flessione dell’indirizzo tradizionale (passato dal 15,6% dello scorso anno al 15,4% delle scelte del prossimo anno scolastico), cresce la percentuale di chi sceglie l’opzione Scienze Applicate: è l’8,4% quest’anno, era l’8,2% un anno fa. L’opzione Sportivo passa dall’1,8% del 2018/2019 all’1,7% del 2019/2020.

Restano stabili al 9,3% le preferenze per il Liceo linguistico e allo 0,5% quelle per il Liceo europeo/internazionale. Si registra invece un leggero calo per l’Artistico (dal 4,1% dell’anno scorso al 4%). Prosegue la crescita del Liceo delle Scienze umane, lo ha scelto l’8,3% dei ragazzi rispetto all’8,2% dell’anno scorso, e dei Licei musicali e coreutici, passati dallo 0,9% degli ultimi tre anni all’1% del 2019/2020.

Crescono gli Istituti tecnici
Uno studente su tre (31%, erano il 30,7% un anno fa) ha scelto un Istituto tecnico. Il settore Economico è stabile all’11,4%; il settore Tecnologico, con i suoi indirizzi, continua ad attrarre maggiormente, con il 19,6% delle scelte (registrava il 19,3% nel 2018/2019). Gli Istituti professionali, scelti dal 13,6% degli studenti, registrano un lieve calo rispetto al 14% del 2018/2019.

Licei al top nel Lazio
Anche quest’anno il Lazio si conferma la regione con la maggiore percentuale di iscritti ai Licei, con il 68,6%. Seguono Abruzzo (61,2%),  Campania (59,1%), Sardegna e Umbria (rispettivamente 58,5%), Sicilia (58,2%). Il Veneto si conferma la regione con meno ragazzi che scelgono gli indirizzi liceali (45,7%) e la prima nella scelta dei Tecnici (40%). Nei Tecnici seguono Emilia Romagna (37,2%) e Friuli Venezia Giulia (36,5%). La regione con la più alta percentuale di iscritti negli Istituti professionali è la Basilicata (16,8%), seguita da Campania (16%) ed Emilia Romagna (15,8%).

Famiglie soddisfatte del servizio
Il 69,11% delle famiglie ha effettuato l’iscrizione on line in autonomia, a casa (in lieve calo rispetto al 71,8% dello scorso anno). Con punte dell’87,46% in Friuli Venezia Giulia. Seguono il Veneto con l’85,3% e la Lombardia con l’84,8%. Restano più indietro la Sicilia con il 41,11% delle famiglie che ha iscritto i propri figli senza chiedere aiuto alle scuole, la Puglia (39,14%) e la Campania (38,9%). Il servizio è comunque sempre più apprezzato: secondo i primi dati rilevati dal Ministero, il 91,56% degli utenti ritiene efficiente il funzionamento del servizio, l’88,93% ritiene semplice l’utilizzo delle iscrizioni on line in tutte le sue fasi, il 92,8% le considera vantaggiose in termini di risparmio di tempo. Tutti dati in aumento rispetto agli anni precedenti. Ben accolta la novità della web app che tramite il QR Code consentiva di accedere alle schede anagrafiche delle scuole: lanciata lo scorso dicembre, ha registrato quasi 107.000 accessi. La percentuale più elevata di accessi è stata nelle Marche (80%), in Piemonte e Abruzzo sono stati rilevati il 65% di accessi. Seguono Lazio (61%) e Lombardia (59%).


Scuola, iscrizioni dal 7 al 31 gennaio 2019

I video tutorial

Scuola, al via le iscrizioni per il prossimo anno scolastico
C’è tempo fino al 31 gennaio

Al via le iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Da questa mattina alle 8.00 è aperta la procedura on line per la scelta della scuola per il 2019/2020. Sarà possibile effettuare le iscrizioni fino alle ore 20.00 del prossimo 31 gennaio.

L’iscrizione deve essere fatta per tutti gli alunni che il prossimo anno scolastico devono frequentare la prima classe della scuola primaria e della secondaria di I e II grado. Le iscrizioni on line riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito). Per le scuole dell’infanzia la procedura è cartacea. Mentre per le scuole paritarie resta sempre facoltativa l’adesione al sistema delle ‘Iscrizioni on line’.

Nelle scorse settimane il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato alle scuole una circolare con tutte le indicazioni utili e le modalità da seguire per le famiglie che devono effettuare l’iscrizione dei propri figli. Per accedere alla procedura on line i genitori devono aver effettuato la registrazione al portale www.iscrizioni.istruzione.it (disponibile già dal 27 dicembre scorso). Chi ha un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) potrà accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità.

Gli strumenti per la scelta
Per l’iscrizione le famiglie dovranno innanzitutto individuare la scuola di interesse. A supporto hanno anche quest’anno il portale ‘Scuola in Chiaro’. Il portale raccoglie i profili di tutti gli istituti e permette di avere anche le informazioni utili su ciascuna scuola: dall’organizzazione del curricolo all’organizzazione oraria, agli esiti degli studenti nei precedenti anni scolastici, ai risultati a distanza (università e mondo del lavoro).

Scuola dell’infanzia 
La domanda resta cartacea e va presentata all’istituto prescelto. Possono essere iscritti alle scuole dell’infanzia i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2019. Hanno la precedenza rispetto agli altri. Possono poi essere iscritti i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 30 aprile 2020. Non è consentita, anche in presenza di disponibilità di posti, l’iscrizione alla scuola dell’infanzia di bambini che compiono i tre anni di età successivamente al 30 aprile 2020. I genitori possono scegliere tra tempo normale (40 ore settimanali), ridotto (25 ore), oppure esteso fino a 50 ore.

Scuola primaria
Le iscrizioni si fanno on line. I genitori possono iscrivere alla prima classe i bambini che compiono sei anni di età entro il 31 dicembre 2019. Possono essere iscritti anche i bambini che compiono sei anni dopo il 31 dicembre 2019 e comunque entro il 30 aprile 2020. Non è consentita, anche in presenza di disponibilità di posti, l’iscrizione alla prima classe della primaria di bambini che compiono i sei anni successivamente al 30 aprile 2020. I genitori, al momento della compilazione delle domande on line, esprimono le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale che può essere di 24, 27, o fino a 30 ore, oppure 40 ore (tempo pieno). Possono anche indicare, in subordine rispetto alla scuola che costituisce la loro prima scelta, fino a un massimo di altre due scuole di proprio gradimento. Il sistema on line comunica di aver inoltrato la domanda di iscrizione verso le scuole indicate come seconda o terza opzione nel caso in cui non vi sia disponibilità di posti nella scuola di prima scelta.

Secondaria di I grado
All’atto dell’iscrizione on line, i genitori esprimono le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale che può essere di 30 oppure 36 ore, elevabili fino a 40 (tempo prolungato), in presenza di servizi e strutture idonee. In subordine alla scuola che costituisce la prima scelta, è possibile indicare fino a un massimo di altre due scuole di proprio gradimento. Per l’iscrizione alle prime classi a indirizzo musicale, i genitori devono barrare l’apposita casella del modulo di domanda on line. Le istituzioni scolastiche organizzeranno la prova orientativo-attitudinale in tempi utili per consentire ai genitori, nel caso di carenza di posti disponibili, di presentare una nuova istanza di iscrizione, eventualmente anche a un’altra scuola.

Secondaria di II grado
Nella domanda di iscrizione on line alla prima classe di una scuola secondaria di secondo grado statale, i genitori esprimono anche la scelta dell’indirizzo di studio, indicando anche l’eventuale opzione rispetto ai diversi indirizzi attivati dalla scuola. Oltre alla scuola di prima scelta è possibile indicare, in subordine, fino a un massimo di altre due scuole di proprio gradimento.
L’iscrizione alle prime classi dei Licei musicali e coreutici è subordinata al superamento di una prova di verifica del possesso di specifiche competenze musicali o coreutiche. La prova è organizzata in tempi utili per consentire ai genitori, nel caso di mancato superamento della prova o di carenza di posti disponibili, di presentare una nuova istanza di iscrizione, eventualmente anche a un’altra scuola.

La circolare del MIUR fornisce informazioni dettagliate anche sulle iscrizioni di alunni con disabilità, con disturbi specifici di apprendimento e con cittadinanza non italiana. Con riferimento a questi ultimi, in particolare, si ricorda che anche per quelli sprovvisti di codice fiscale è consentito effettuare la domanda di iscrizione on line. Una funzione di sistema, infatti, permette la creazione di un cosiddetto “codice provvisorio” che, appena possibile, l’istituzione scolastica sostituisce con il codice fiscale definitivo.

Anche per l’anno scolastico 2019/2020 si prevedono interventi a favore degli studenti residenti nei comuni delle zone terremotate del Centro Italia (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria). È consentito per tutte le domande di iscrizione un tempo aggiuntivo per la scelta definitiva della scuola prescelta tra quelle indicate nella domanda. Per le iscrizioni alla scuola dell’infanzia è possibile anche indicare due istituzioni scolastiche anziché una.


Inviata la circolare. Tempi anticipati per chiudere prima anche le operazioni relative al personale

Dal 7 al 31 gennaio 2019. Questo l’arco di tempo durante il quale potranno essere effettuate le iscrizioni a scuola per l’anno scolastico 2019/2020. Tempi anticipati, dunque, rispetto alle passate iscrizioni che si erano svolte a partire dalla metà di gennaio e fino ai primi di febbraio.

La circolare con tutte le informazioni utili da dare alle famiglie è stata inviata oggi alle scuole. L’anticipo del periodo delle iscrizioni servirà per far partire prima la macchina delle operazioni che servono per portare in cattedra tutti i docenti a inizio anno scolastico. Una priorità fortemente voluta dal Ministro Marco Bussetti.

Ci sarà dunque tempo dalle 8.00 del 7 gennaio alle 20.00 del 31 gennaio 2019 per effettuare la procedura on line per l’iscrizione alle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e II grado. Ma già a partire dalle 9.00 del 27 dicembre 2018 si potrà accedere alla fase di registrazione sul portale www.iscrizioni.istruzione.it. Chi ha un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) potrà accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità.

Le iscrizioni on line riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito). Per le scuole dell’infanzia la procedura è cartacea. L’adesione delle scuole paritarie al sistema delle ‘Iscrizioni on line’ resta sempre facoltativa.

Gli strumenti per la scelta
Per effettuare l’iscrizione on line le famiglie dovranno innanzitutto individuare la scuola di interesse. Sarà come sempre disponibile, a questo scopo, il portale ‘Scuola in Chiaro’ che raccoglie i profili di tutti gli istituti italiani e consente di ricavare informazioni utili che vanno dall’organizzazione del curricolo, all’organizzazione oraria, agli esiti degli studenti e ai risultati a distanza (Università e mondo del lavoro).

Scuola dell’infanzia
La domanda resta cartacea e va presentata alla scuola prescelta. Possono essere iscritti alle scuole dell’infanzia i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2019, che hanno la precedenza. Possono poi essere iscritti i bambini che compiono il terzo anno di età entro il 30 aprile 2020. Non è consentita, anche in presenza di disponibilità di posti, l’iscrizione alla Scuola dell’infanzia di bambini che compiono i tre anni di età successivamente al 30 aprile 2020. I genitori possono scegliere tra tempo normale (40 ore settimanali), ridotto (25 ore) o esteso fino a 50 ore.

Scuola primaria
Le iscrizioni si fanno on line. I genitori possono iscrivere alla prima classe i bambini che compiono sei anni di età entro il 31 dicembre 2019. Si possono iscrivere anche i bambini che compiono sei anni dopo il 31 dicembre 2019 e comunque entro il 30 aprile 2020. Non è consentita, anche in presenza di disponibilità di posti, l’iscrizione alla prima classe della primaria di bambini che compiono i sei anni successivamente al 30 aprile 2020. I genitori, al momento della compilazione delle domande di iscrizione on line, esprimono le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale che può essere di 24, 27, fino a 30 ore oppure 40 ore (tempo pieno). Possono anche indicare, in subordine rispetto alla scuola che costituisce la loro prima scelta, fino a un massimo di altre due scuole di proprio gradimento. Il sistema di iscrizioni on line comunica di aver inoltrato la domanda di iscrizione verso le scuole indicate come seconda o terza opzione nel caso in cui non vi sia disponibilità di posti nella scuola di prima scelta.

Secondaria di I grado
All’atto dell’iscrizione on line, i genitori esprimono le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale che può essere di 30 oppure 36 ore, elevabili fino a 40 (tempo prolungato), in presenza di servizi e strutture idonee. In subordine alla scuola che costituisce la prima scelta, è possibile indicare fino a un massimo di altre due scuole di proprio gradimento. Per l’iscrizione alle prime classi a indirizzo musicale, i genitori devono barrare l’apposita casella del modulo di domanda di iscrizione on line. Le istituzioni scolastiche organizzeranno la prova orientativo-attitudinale in tempi utili per consentire ai genitori, nel caso di carenza di posti disponibili, di presentare una nuova istanza di iscrizione, eventualmente anche a un’altra scuola.

Secondaria di II grado
Nella domanda di iscrizione on line alla prima classe di una scuola secondaria di secondo grado statale, i genitori esprimono anche la scelta dell’indirizzo di studio, indicando anche l’eventuale opzione rispetto ai diversi indirizzi attivati dalla scuola. Oltre alla scuola di prima scelta è possibile indicare, in subordine, fino a un massimo di altre due scuole di proprio gradimento.

L’iscrizione alle prime classi dei Licei musicali e coreutici è subordinata al superamento di una prova di verifica del possesso di specifiche competenze musicali o coreutiche. La prova è organizzata in tempi utili per consentire ai genitori, nel caso di mancato superamento della prova o di carenza di posti disponibili, di presentare una nuova istanza di iscrizione, eventualmente anche a un’altra scuola.

La circolare contiene informazioni dettagliate anche sulle iscrizioni di alunni con disabilità, con disturbi specifici di apprendimento e con cittadinanza non italiana. Con riferimento a questi ultimi, in particolare, si ricorda che anche per quelli sprovvisti di codice fiscale è consentito effettuare la domanda di iscrizione on line. Una funzione di sistema, infatti, consente la creazione di un cosiddetto “codice provvisorio” che, appena possibile, l’istituzione scolastica sostituisce con il codice fiscale definitivo.

Anche per l’anno scolastico 2019/2020 si prevedono interventi a favore degli studenti residenti nei comuni delle zone terremotate del Centro Italia (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria). È previsto per tutte le domande di iscrizione un tempo aggiuntivo per la scelta definitiva della scuola prescelta tra quelle indicate nella domanda. Per le iscrizioni alla scuola dell’infanzia è possibile anche indicare due istituzioni scolastiche anziché una.


Scuola in chiaro, il portale del MIUR che mette a disposizione informazioni dettagliate sulle scuole italiane, dal numero di alunni alla presenza di palestre, diventa un’app. In occasione delle iscrizioni all’anno scolastico 2019/2020, infatti, tutte le famiglie potranno scaricare facilmente sul loro tablet o telefonino le informazioni relative agli istituti di loro interesse attraverso QR code che saranno resi disponibili sui siti delle scuole o nel corso degli open day che si stanno svolgendo in tutta Italia per la presentazione dell’offerta formativa.

Quest’anno le iscrizioni online alle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e II grado saranno infatti aperte dalle 8.00 del 7 gennaio alle 20.00 del 31 gennaio 2019. Ma già a partire dalle 9.00 del 27 dicembre 2018 si potrà accedere alla fase di registrazione su www.iscrizioni.istruzione.it.

Per supportare le famiglie in cerca della scuola più adatta per la formazione dei loro figli, la nuova applicazione consentirà di accedere in modo rapido ai dati relativi ai risultati scolastici degli alunni, ai risultati a distanza, alle caratteristiche del personale docente, alle strutture scolastiche. Per l’utilizzo dell’applicazione è necessario disporre di una app per leggere i QR code che sono già stati assegnati alle scuole e dunque sono attivi. Gli istituti potranno arricchire le informazioni leggibili attraverso i codici con i materiali informativi che hanno predisposto per gli open day di presentazione dell’offerta formativa.

Il MIUR diffonderà uno spot per lanciare la procedura delle iscrizioni online con tutte le informazioni utili per le famiglie e sarà attivato uno specifico servizio di assistenza per accompagnare le famiglie durante tutto il periodo delle iscrizioni.


Iscrizioni on line, dal 27 dicembre aperta la registrazione al portale dedicato

Su www.iscrizioni.istruzione.it tutte le indicazioni sulla procedura
Con la web app di Scuole in chiaro informazioni sulle scuole a portata di telefonino

Iscrizioni al nuovo anno scolastico ai nastri di partenza. Dalle ore 9 di questa mattina, infatti, per le famiglie è possibile registrarsi al portale dedicato alle iscrizioni on line per le classi prime di scuola primaria e secondaria di I e II grado. Poi, dalle 8.00 del 7 gennaio alle 20.00 del 31 gennaio 2019 sarà possibile effettuare l’iscrizione vera e propria.

L’anticipo del periodo delle iscrizioni, rispetto agli anni scorsi, è una priorità fortemente voluta dal Ministro Marco Bussetti e servirà a far partire prima la macchina delle operazioni necessarie a portare in cattedra tutti i docenti sin dall’inizio dell’anno scolastico.

Il sito dedicato www.iscrizioni.istruzione.it contiene tutte le informazioni utili per lo svolgimento della procedura. Chi ha un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) potrà accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità. Altrimenti si potrà procedere con la normale registrazione al portale e seguire passo dopo passo la propria procedura di iscrizione.

Le iscrizioni on line riguardano anche i corsi ai Centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito). Per le scuole dell’infanzia la procedura è cartacea. L’adesione delle scuole paritarie al sistema delle ‘Iscrizioni on line’ resta sempre facoltativa.

In occasione delle iscrizioni all’anno scolastico 2019/2020, inoltre, il portale del MIUR Scuola in chiaro èdiventato anche una web app. Scaricando un lettore di QR code su tablet e telefonini e leggendo il codice relativo all’istituto di loro interesse, disponibile sul sito di ciascuna scuola, le famiglie potranno consultare facilmente informazioni dettagliate sulle scuole italiane, dal numero di alunni frequentanti al numero di classi, dall’organizzazione oraria alle dotazioni e attrezzature. Su Scuola in chiaro è inoltre possibile consultare il rapporto di autovalutazione di ciascuna scuola, con i dati di confronto dei risultati di apprendimento degli alunni tra scuole della stessa tipologia.