Pronti i programmi Inps di calcolo, si parte con la scuola

da Il Sole 24 Ore

di Davide Colombo

roma

La tecnostruttura Inps non si ferma neanche quando la poltrona del presidente rimane vuota. Oggi verranno attivati i programmi di calcolo delle nuove pensioni “quota 100”, in modo tale da consentire alle sedi di definire le singole posizioni assicurative e il 1° aprile, un lunedì, partiranno i pagamenti. Lo spiega al Sole 24 Ore la direttrice generale, Gabriella Di Michele, che esclude il rischio di paralisi per la mancanza del rappresentante legale e politico. «Pensiamo che nei prossimi giorni si arriverà a una scelta, magari con l’iniziale nomina di un commissario cui poi seguiranno il presidente e il Cda». Anche il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ieri ha confermato la nomina di un commissario nei prossimi giorni: «Ma subito dopo, appena il decreto verrà votato, si potrà provvedere alla nomina di tutto il Cda e del futuro presidente». Parlando al Giornale Radio Rai Durigon ha escluso bracci di ferro Lega-M5S: «Le persone di cui si parla (Nori, Tridico, Reboani) sono tutte persone valide. L’importante è trovare la rosa di nomi di tutto: sia del presidente che del Cda».

Le oltre 50mila domande arrivate in tre settimane «sono in linea con le nostre attese» ha invece aggiunto la direttrice. Sul fronte degli statali saranno necessarie verifiche puntuali sulle posizioni assicurative «perché, com’è noto, non tutte le amministrazioni comunicano i dati con tempestività» spiega Di Michele. Mentre con il ministero dell’Istruzione, dopo la circolare di riapertura termini per presentare le domande entro il 28 febbraio, si cercherà di rispettare le date per i pensionamenti prima dell’inizio del nuovo anno scolastico: «L’anno scorso – ricorda la direttrice – abbiamo garantito la pensione il 1° settembre al 98% degli insegnanti che avevano fatto domanda nei termini, speriamo di riuscire anche quest’anno: tra maggio o giugno sapremo quante delle domande di quotisti arrivate potranno essere pagate nei termini».

Inps ha pubblicato tre circolari operative in contemporanea con l’arrivo del decreto in Gazzetta ufficiale e altre circolari sono al vaglio del ministero del Lavoro, come lo è il quesito sulle cartelle da mille euro con debiti Inps da cancellare: «Aspettiamo una risposta. È un atto che consentirà maggiore trasparenza sul bilancio e che avrà un effetto di alleggerimento, con il saldo e stralcio, per vecchi debitori in difficoltà». Di Michele è convinta che Inps riuscirà a rispondere nei tempi «forse anche ad anticiparli» anche per il via al Reddito di cittadinanza: «In questo momento il flusso delle Dsu per l’Isee 2019 sta impegnando i Caf – dice – e la nostra circolare, davvero articolata, è ormai pronta». Le altre circolari in preparazione riguardano poi la pace contributiva e il riscatto laurea, la nuova Opzione donna, la nuova perequazione e il taglio alle pensioni d’oro, quest’ultimo atteso tra marzo e aprile. Altra circolare in preparazione è poi quella sulla proroga dell’ Ape sociale, che pure potrebbe subire ritocchi in Parlamento per consentirne l’accesso a un’ultima aliquota di cosiddetti “esodati”.

Per Inps il via libera arrivato dal governo con la legge di Bilancio per 1.500 nuove assunzioni dovrebbe compensare le uscite prevista quest’anno: «Negli ultimi sei mesi la collaborazione con l’esecutivo è stata intensa ed efficace – conclude Gabriella Di Michele – ed entro fine anno dovremmo riuscire ad effettuare 4mila nuove assunzioni in tutto. Non saranno abbastanza, visto il calo di personale degli ultimi anni a fronte dei nuovi compiti assegnati, ma siamo sulla buona strada».

Pensioni quota 100 scuola, a maggio/giugno si saprà quanti potranno lasciare dal 1° settembre

da Orizzontescuola

di redazione

Pensione quota 100, in tre settimane 50mila domande, in linea con le attese. Adesso l’INPS dovrà avviare il lavoro di ricognizione delle posizioni assicurative.

La direttrice generale dell’INPS, Gabriella Di Michele, ha spiegato al Sole 24Ore che oggi verranno attivati i programmi di calcolo delle nuove pensioni “quota 100”.

Le verifiche per la scuola

La direttrice De Michele spiega che per la scuola si cercherà di rispettare la data del 1° settembre per i pensionamenti.

“L’anno scorso – ricorda la direttrice – abbiamo garantito la pensione il 1° settembre al 98% degli insegnanti che avevano fatto domanda nei termini, speriamo di riuscire anche quest’anno: tra maggio o giugno sapremo quante delle domande di quotisti arrivate potranno essere pagate nei termini

Operazioni inizio anno scolastico rischiano slittamento?

L’introduzione di questa novità potrebbe incidere sul cronoprogramma messo a punto dal Ministro Bussetti per avere tutti i docenti in classe dal 1° settembre 2019.

Se per definire gli organici bisognerà attendere gli esiti delle verifiche dell’INPS per quota 100, si rischia di far slittare mobilità e assunzioni.

Nulla è stato ancora definito, siamo in una fase transitoria. Tutto dipender dal numero delle domande che – nelle stime del Ministero  – non dovrebbero superare i 10.000 e quindi non incidere più di tanto su tutto il lavoro programmato.

Si consideri che la recente circolare del MIUR (prot. 4644 del 1° febbraio 2019), relativa alle cessazioni dal servizio del personale scolastico, prevede che possano essere “anche” le istituzioni scolastiche a provvedere, alla sistemazione delle posizioni assicurative del personale (tramite l’applicativo nuova Passweb), al fine di salvaguardare il diritto dei pensionandi ad ottenere, nei termini previsti, la certificazione del diritto a pensione ed evitare così ritardi.

Questo – nonostante sia un carico di lavoro in più per il personale amministrativo della scuola – agevola il percorso di quanti hanno presentato la domanda e sono in attesa dell’esito e potrebbe garantire il rispetto della tempistica.

Maturità 2019, DS primo ciclo possono partecipare come Presidenti. Novità

da Orizzontescuola

di redazione

Pubblicato in anteprima dalla nostra redazione il decreto relativo ai criteri di nomina dei commissari esterni all’esame di Maturità.

Maturità 2019, criteri di nomina dei commissari esterni. Decreto in ANTEPRIMA

Il decreto interviene su una questione che lo scorso anno ha creato non pochi problemi, ossia la partecipazione dei dirigenti scolastici degli istituti comprensivi agli esami di Maturità in qualità di Presidenti.

Dirigenti scolastici istituti comprensivi: presidenti commissione scuola diretta

Ricordiamo che il D.lgs. 62/2017 ha previsto che i Presidenti di commissione degli esami di III media siano gli stessi dirigenti scolastici della scuola sede d’esame.

Ciò ha impedito che gli stessi DS potessero presiedere le commissioni degli esami di Stato di II grado. Il Miur, dopo la pubblicazione dell’annuale ordinanza sulla nomina dei commissari e dei presidenti, ha diramato una nota fornendo indicazioni affinché i predetti dirigenti potessero partecipare agli esami di Maturità. A tal fine, dovevano affidare la presidenza a un docente che avesse già svolto il ruolo di Presidente di commissione dell’esame conclusivo del primo ciclo, cosa non sempre possibile.

Dirigenti scolastici istituti comprensivi: potranno presiedere gli esami di Maturità

Il decreto sui criteri di nomina del commissari degli esami di Maturità, intervenendo sul DM 741/2017 e sul medesimo D.lgs. 62/2017, risolve la problematica sopra evidenziata.

L’articolo 6 del decreto, infatti, così detta:

Al fine di consentire l’inserimento dei dirigenti scolastici preposti a istituti statali del primo ciclo di istruzione negli elenchi regionali, l’articolo 4, comma 4, del decreto ministeriale 3 ottobre 2017, n. 741, recante norme per lo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, e’ modificato come segue: “In caso di assenza o impedimento o di reggenza di altra istituzione scolastica, svolge le funzioni di Presidente della commissione fin docente collaboratore del dirigente scolastico, individuato ai sensi dell’articolo 25, comma 5. del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165.”

Il CSPI ha suggerito di scrivere il succitato articolo nella maniera seguente:

“In caso di assenza o impedimento o di reggenza di altra istituzione scolastica, ovvero di nomina a presidente di una commissione di esame di stato del secondo ciclo svolge le funzioni di Presidente della commissione un docente collaboratore del dirigente scolastico individuato ai sensi dell’articolo 25, comma 5 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, purché appartenente al ruolo della scuola secondaria”.

Se anche il Miur non recepisse la modifica del CSPI che, in pratica, suggerisce di scrivere chiaramente “nomina a presidente di una commissione di esame di stato del secondo ciclo …” e mantiene la condizione per cui il sostituto deve appartenere al ruolo della secondaria, i dirigenti delle scuole medie e degli istituti comprensivi potranno partecipare all’esame di Maturità in qualità di Presidenti.

Decreto

Vaccini, entro il 10 marzo scuole inviano elenchi iscritti all’ASL

da Orizzontescuola

di redazione

Terminato il periodo per le iscrizioni da parte delle famiglie, entrano i gioco le scuole che devono svolgere tutta una serie di adempimenti che vanno dall’accettazione delle domande al controllo delle istanze degli studenti delle classi terminali ancora in obbligo scolastico.

Ne abbiamo parlato in Iscrizioni 2019/20, adempimenti scuole dopo il 31 gennaio. Nota Miur

Obbligo vaccinale a.s. 2019/20

Un altro adempimento delle scuole è relativo all’obbligo vaccinale, introdotto dal decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni in legge 31 luglio 2017, n. 119.

Il Miur ha fornito istruzioni in merito nella circolare n. 18902 del 7/11/2018, ove leggiamo:

Relativamente agli adempimenti vaccinali si richiama l’attenzione dei dirigenti scolastici e dei coordinatori delle scuole paritarie sull’ attuazione delle misure di semplificazione previste dall’articolo 3 bis del decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”.

L’articolo 3 bis della suddetta legge disciplina la cosiddetta procedura semplificata, introdotta a partire dall’a.s. 2019/20.

Obbligo vaccinale: procedura semplificata

Questi, in base alla procedura semplificata, gli adempimenti di scuole e famiglie:

  • i dirigenti scolastici (e i responsabili dei servizi educativi, dei centri di formazione professionale e delle scuole private non paritarie) devono trasmettere alle aziende sanitarie locali, entro il 10 marzo, l’elenco degli iscritti di età compresa tra zero e sedici anni, inclusi i minori stranieri non accompagnati, per l’anno scolastico successivo;
  • le ALS, entro il 10 giugno, restituiscono i summenzionati elenchi con l’indicazione dei soggetti che non risultino in regola con gli obblighi vaccinali, che non rientrino nelle situazioni di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni e che non abbiano presentato formale richiesta di vaccinazione.
  • nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi con le indicazioni succitate, i dirigenti scolastici invitano i genitori, i tutori o i soggetti affidatari a depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’ASL competente.
  • dopo il suddetto invito, i dirigenti scolastici trasmettono all’ASL, entro il 20 luglio, la documentazione presentata dai genitori o la comunicazione dell’eventuale mancato deposito per gli adempimenti di competenza e, ricorrendone i presupposti, per l’applicazione delle sanzioni.  Per la scuola dell’infanzia e i servizi educativi per l’infanzia la mancata presentazione della documentazione summenzionata comporta la decadenza dall’iscrizione. Non determina, invece, la decadenza dall’iscrizione né impedisce la partecipazione  agli esami, per gli altri gradi di istruzione.

Invalsi V superiore: modalità somministrazione e figure presenti il giorno delle prove

da Orizzontescuola

di redazione

Nel mese di marzo, le classi V della scuola secondaria di secondo grado svolgeranno la prova Invalsi.

Prova Invalsi V superiore: date

Le prove, che si svolgono al PC e vertono sulle discipline di Italiano, Matematica e Inglese, saranno somministrate:

  • dal 4 al 30 marzo 2019: classi NON campione
  • dal 12 al 15 marzo 2019: nelle classi campione

Prova Invalsi V superiore: somministrazione

La prova si svolgerà nell’ambito della finestra di somministrazione indicata dall’Invalsi alle scuole e può essere somministrata:

  • per classe: l’intera classe svolge contemporaneamente la prova in un’aula informatica;
  • per gruppi: la classe è suddivisa in gruppi (non necessariamente di uguale numerosità) che in sequenza (anche in giorni diversi) o in parallelo svolgono la prova

Classi non campione

Nelle classi non campione le prove si svolgono preferibilmente in tre giornate distinte (una per l’italiano, una per la matematica e una per l’inglese), scelte dal Dirigente scolastico all’interno della finestra di somministrazione assegnata alla scuola nell’ambito del periodo di somministrazione suddetto (4-30 marzo 2019).

Anche l’ordine di somministrazione delle materie (Italiano, Matematica e Inglese-reading e Inglese – listening) è deciso dal Dirigente scolastico in base all’organizzazione interna che intende adottare.

Classi campione
Nelle classi campione la somministrazione delle prove deve avvenire in modo da consentire all’Osservatore esterno di assistere allo svolgimento delle prove di tutti gli allievi  della classe, con la sola eventuale eccezione degli allievi disabili  o, limitatamente alla prova d’Inglese, anche degli allievi DSA che non sostengono la prova.
Pertanto, gli eventuali gruppi di una classe campione  svolgono le prove sempre in sequenza al fine di permettere all’Osservatore di assistere allo svolgimento delle prove di tutti gli allievi della classe a lui affidata.
Le prove si svolgono in tre giornata distinte, scelte dalla scuola tra il 12 e il 15 marzo 2019. L’ordine di somministrazione delle materie è indicato dall’Invalsi:
  • giornata 1: Italiano
  • giornata 2: Matematica
  • giornata 3: Inglese (reading e listening nell’ordine stabilito dalla scuola e che può essere anche differenziato all’interno della classe).

Prova Invalsi V superiore: chi è presente in aula

Le prove Invalsi CBT si svolgono alla presenza di un docente somministratore, nominato dal Dirigente scolastico.

Nel caso una classe sia divisa in due o più gruppi, per i quali è prevista la somministrazione in parallelo delle prove, il Dirigente nomina due o più docenti somministratori, tanti quanti sono i gruppi, individuando tra gli stessi un Coordinatore dei docenti somministratori per quella classe.

Nel caso di classi campione, oltre al docente somministratore, sarà presente l’osservatore esterno.

Un figura non obbligatoria, ma “fortemente consigliata” dall’Istituto di Valutazione è quella di un collaboratore tecnico, nominato dal Dirigente scolastico tra il personale docente, il personale ATA o altri collaboratori, anche al di fuori della scuola.

Il Collaboratore tecnico, qualora nominato, può essere lo stesso in tutte le giornate di somministrazione o cambiare da una giornata all’altra o anche all’interno della medesima giornata se la classe è suddivisa in gruppi.

Nel caso di somministrazione in parallelo, il Dirigente individua un docente somministratore e un collaboratore tecnico per ogni gruppo.

Invalsi V superiore: date e somministrazione. Caratteristiche e struttura prova di Italiano

Invalsi V superiore, strumenti consentiti prova di Matematica

Invalsi V anno secondaria: struttura ed esempi delle prove di Italiano, Matematica e Inglese

Maturità 2019, è un work in progress. Bussetti: simulazioni per ‘testare’ l’esame e affinare le tracce di giugno

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

Non solo sul proprio profilo Instagram: il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, sulla nuova maturità, che il 19 febbraio prenderà di fatto il via con la prima delle quattro simulazioni ministeriali, cerca di rispondere ai dubbi ancora presenti tra il corpo docente e gli studenti anche attraverso i canali comunicativi tradizionali.

Prove generali

Con un intervento sul Sole 24 Ore, il titolare del Miur, scrive che “domani si svolgerà la prima di quattro simulazioni che consentiranno ai ragazzi e ai docenti di ‘testare’ l’esame. È la prima volta che il Miur organizza questo tipo di attività. Faremo anche una rilevazione dei risultati per verificare l’aderenza delle tracce con il lavoro svolto effettivamente in classe”.

L’obiettivo è quello di affinare le prove “vere”, che si somministreranno a giugno, utilizzando proprio i risultati che emergeranno da quella del 19 febbraio e 26 marzo (prima prova) e 28 febbraio e 2 aprile (seconda prova).

Per il punteggio finale varranno di più i voti del triennio finale

“Il nostro obiettivo – continua Bussetti – è un esame serio, ma equilibrato. Alla portata della preparazione degli studenti. Le prove d’esame saranno del tutto equilibrate. La terza prova, che era la vera incognita, non ci sarà più: niente materie comunicate all’ultimo, la mattina stessa. A gennaio, in anticipo rispetto al passato, abbiamo reso note le discipline del secondo scritto. Da quest’anno le prove saranno corrette utilizzando griglie nazionali di valutazione per un’attribuzione più omogenea dei voti. Ci sarà una diversa distribuzione dei crediti: il percorso fatto a scuola avrà un peso maggiore che in passato”.

La riforma ereditata dalla Legge 107/15

Il ministro ricorda anche che “il decreto legislativo 62 del 2017 ha introdotto una serie di novità che entrano in vigore con l’esame di Stato di quest’anno. Abbiamo ereditato norme che stiamo attuando nel rispetto del percorso scolastico dei nostri ragazzi”.

“Per questo, dallo scorso novembre, siamo impegnati in incontri con le scuole, con i docenti e con gli studenti. Abbiamo raccolto i quesiti dei ragazzi, anche sui social network. Scioglieremo i loro dubbi”.

Ora si passa ai fatti

L’impegno è preso: a breve sapremo se effettivamente i continui messaggi del Miur a tranquillizzare allievi e addetti ai lavori saranno riscontrati dai fatti.

Nella serata del 18 febbraio, come già segnalato da questa testata giornalistica, da Viale Trastevere è stato comunicato che la mattina successiva, alle ore 8.30, nella sezione “Esami di Stato” del sito del MIUR saranno pubblicati gli esempi della prima prova scritta, quella di Italiano, come previsto dalla circolare n. 2472 dell’8 febbraio scorso.

Maturità 2019, prima prova: ecco il link su cui saranno disponibili le simulazioni

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Domani, martedì 19 febbraio, alle ore 8.30, nella sezione “Esami di Stato” del sito del MIUR saranno pubblicati gli esempi della prova scritta di Italiano, come previsto dalla circolare n. 2472 dell’8 febbraio scorso.

Le simulazioni saranno disponibili a questo indirizzo (clicca qui)

In vista delle novità introdotte nell’Esame di Stato dal decreto legislativo 62 del 2017, il Ministro Marco Bussetti ha voluto predisporre specifiche misure di accompagnamento per le scuole, i docenti, gli studenti.

In particolare, oltre agli incontri che si stanno svolgendo sui territori già dallo scorso novembre, il Miur, in questi mesi che precedono l’Esame, elaborerà esempi sia per la prima, sia per la seconda prova, tenendo conto delle discipline individuate per il secondo scritto con l’apposito decreto del Ministro pubblicato lo scorso 18 gennaio.

Dunque esempi coerenti con quelle che saranno le prove di giugno.

Sono quattro le giornate di pubblicazione di esempi di prove già programmate.

Questo il calendario:

SIMULAZIONE PRIMA PROVA SCRITTA: 19 febbraio e 26 marzo
SIMULAZIONE SECONDA PROVA SCRITTA: 28 febbraio e 2 aprile

Regionalizzazione, studenti in piazza venerdì

da La Tecnica della Scuola

Di Pasquale Almirante

Venerdì, 22 febbraio, gli studenti di Roma sfileranno in corteo fin sotto al ministero dell’Istruzione per la manifestazione nazionale contro il nuovo esame di maturità e i tagli alla scuola per 4 miliardi previsti dalla finanziaria.

20 scuole romane sul piede di guerra

La mobilitazione, lanciata lo scorso gennaio a livello nazionale dal Fronte della Gioventù Comunista, ha visto la risposta di oltre 20 scuole romane che hanno sottoscritto un appello per la manifestazione che partirà alle ore 9.00 da Piramide.

Tra le aderenti troviamo scuole del centro come Kennedy, Socrate e Colonna ma soprattutto scuole di periferia come l’Amaldi di Tor Bella Monaca, l’Argan di Don Bosco, L’Archimede al Tufello. Tra le rivendicazioni degli studenti spiccano, oltre alla contrarietà al nuovo esame e ai tagli, una denuncia rispetto alla stretta repressiva in atto nelle scuole in seguito al decreto sicurezza. Sono diverse infatti le scuole, come il Liceo Newton, in cui in questi giorni si sono verificati blitz delle forze dell’ordine.

I motivi della protesta

Al centro delle proteste anche l’edilizia scolastica, come ogni anno il freddo ha fatto emergere tutti i problemi di scuole non a norma e nelle scorse settimane scuole come il Caravaggio e il Gullace hanno visto proteste degli studenti per caldaie non funzionanti. «Siamo pronti a bocciare il governo», ha dichiarato il  segretario del Fgc Roma.

«Ancora una volta l’istruzione è sotto attacco, con tagli da 4 miliardi e un esame di maturità stravolto.  Il governo gialloverde che prometteva di rivedere la Buona Scuola oggi sposa il progetto di Renzi. La nuova maturità costringe a cambiare i programmi a pochi mesi dall’esame, in una corsa contro il tempo a svantaggio della didattica».

Il cambiamento? Un bluf

«Altro che cambiamento, si continua a colpire la scuola pubblica, mentre l’Italia è agli ultimi posti nel mondo per spesa in istruzione. Respingiamo con i professori il progetto di regionalizzazione della scuola, che dietro l’idea di autonomia scolastica porta soltanto disastri e disgregazione di una scuola statale in ginocchio. In uno scenario politico sempre più buio, dagli studenti arriva un grido coerente, che respinge le politiche scolastiche europee e le scelte folli del governo Lega-Cinque Stelle».

Abolendo la formazione iniziale dei docenti si torna indietro di 10 anni

da La Tecnica della Scuola

Di Claudio Berretta

Scuole e porti aperti per una società prospera, civile e sicura

Questo è il titolo di una lettera promossa da insegnanti dei CPIA di Torino e diffusa a livello nazionale sugli effetti nefasti del “decreto sicurezza” 

Queste affermazioni penso siano condivisibili non solo in riferimento ai CPIA, ma alla scuola italiana in genere, che nel corso degli ultimi decenni ha visto una costante e drammatica riduzione delle risorse, insieme a un turbinoso cambiamento della normativa, realizzato non sulla base di evidenze scientifiche, ma riferendosi a costrutti ideologici estranei alla ricerca di soluzioni adeguate ad affrontare i vistosi problemi in termini di risultati nelle rilevazioni internazionali e di dispersione scolastica.

Ideologie basate sul presupposto che il libero mercato e la competitività siano la panacea di tutti i mali, ignorando il fatto che il mondo non consiste solo di relazioni economiche e che l’istruzione e l’educazione non possono essere concepite come uno scambio di merci.

La sicurezza

Ora il tema dominante sembra essere la sicurezza e senza dubbio è una questione che sta a cuore a chiunque, ma i governanti che più parlano di sicurezza pare che agiscano in senso diametralmente opposto all’obiettivo dichiarato: una società sicura è infatti quella in cui le scuole e i Servizi Sociali ed educativi funzionano nel migliore dei modi per prevenire forme di devianza criminale, ma sotto questo punto di vista assistiamo da anni al degrado di questo tipo di servizi.

Si prospetta l’assunzione di insegnanti senza preparazione, abolendo la formazione iniziale e il tirocinio, che si aggiunge all’assunzione di assistenti sociali con contratti a tempo determinato brevissimo, laddove servirebbero invece progetti a lungo termine, e alla scarsa presenza di educatori sul territorio rispetto alle necessità.

Si preferisce affidarsi all’idea che la sicurezza si ottenga con la repressione, in particolare con la repressione dei più deboli, impedendo a emigranti disperati di sbarcare, chiudendo le esperienze migliori di integrazione, sgomberando luoghi di ricovero senza offrire alternative, mettendo sulla strada disperati costretti a delinquere per sopravvivere.

L’impressione è che più che intervenire sulla sicurezza si agisca a scopo di propaganda e contro coloro che hanno idee politiche avverse rispetto a quelle presenti al governo, come nel caso dello sgombero dei centri sociali.

In tutti i casi agli sgomberati non viene offerta un’alternativa, un dialogo, una prospettiva di costruzione positiva di un rapporto con le istituzioni che possa migliorare la situazione loro e di coloro che hanno patito i disagi per la loro presenza.

Si va così verso la realizzazione di una società basata sulla repressione e sulla violenza, senza rendersi conto (?) che tutto questo non può che portare minore sicurezza e riduzioni delle libertà per tutti.

Quello che è successo a Torino è emblematico: lo sgombero con la forza di un centro sociale anarchico da parte delle Forze dell’Ordine ha provocato reazioni violente da parte dei gruppi più aggressivi -con relativo stato d’assedio di un quartiere della città per una settimana e danni rilevanti ai commercianti per le mancate vendite- e la solidarietà di tanti altri gruppi e persone che nulla hanno in comune con i metodi violenti, ma che hanno visto nella violenza istituzionale un attacco alla democrazia, che a loro volta sono stati trattati come pericolosi terroristi, impedendogli di manifestare pacificamente il loro dissenso.

Forse il legittimo monopolio della forza da parte dello Stato andrebbe gestito con maggiore saggezza, allo scopo di ridurre il livello di violenza nel contesto sociale e di difendere i più deboli dalla prepotenza dei più forti.

Nella trasmissione Popolo Sovrano, che ha esordito su Rai 2 il 14 febbraio, abbiamo visto come luoghi di rifugio per disperati senza reddito e senza dimora vengono sgomberati provocando la fuga e la dispersione sul territorio di persone inermi, mentre zone dominate da clan rimangono inaccessibili ai giornalisti così come a ogni forma di legalità. Il giornalista Daniele Piervincenzi è stato aggredito a Pescara così come era avvenuto ad Ostia.

La formazione iniziale degli insegnanti

Per quanto riguarda la scuola un colpo fondamentale lo assesta la Ministra Gelmini nel 2008-2009, provocando danni enormi attraverso la sottrazione di enormi quantità di risorse, riducendo il personale scolastico e distruggendo la formazione iniziale degli insegnanti.

Le SIS, che in Italia erano state per la prima volta un luogo dove apprendere il mestiere dell’insegnante (seppur con tutti i limiti che avrebbero richiesto interventi di modifica) vengono abolite e per anni non vengono messe in atto altre modalità per la formazione iniziale dei docenti.

In particolare per cinque anni consecutivi non si attivano corsi di specializzazione per il sostegno.

Dopo alcuni anni partono i TFA: percorsi annuali di formazione per acquisire l’abilitazione necessaria all’insegnamento nella scuola secondaria.

Arriva poi la legge 107/2015 di Renzi, la quale mette in atto quella parte della riforma Gelmini che non era ancora stata realizzata e introduce nella scuola forme di competitività che nulla hanno a che vedere con le caratteristiche di una scuola di qualità.

Nell’ambito di questa riforma si prevede il percorso FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio), che rende oltremodo lunga e complessa la formazione per diventare insegnanti (tre anni) e che determina la formazione separata degli insegnanti curricolari e degli insegnanti di sostegno, rischiando di emarginare ulteriormente quella figura di insegnante che avrebbe invece avuto bisogno di interventi per favorire la sua piena inclusione nel corpo docenti, al fine di favorire l’inclusione degli allievi con disabilità.

Ora il governo giallo-verde interviene di nuovo pesantemente, abolendo la formazione iniziale, facendoci così tornare indietro di decenni, ai tempi in cui era sufficiente una laurea per poter fare l’insegnante, ignorando il fatto che insegnare è uno dei mestieri più difficili, visto che si tratta di aiutare bambini e adolescenti a crescere.

Si rischia così di introdurre nelle scuole insegnanti totalmente inesperti, che di nuovo si formeranno per prove ed errori a spese degli allievi, della qualità della scuola e della propria salute: non è raro vedere insegnanti senza una formazione in ambito psico-pedagogico uscire piangendo da classi particolarmente problematiche.

Si vogliono introdurre le telecamere a scuola senza rendersi conto che la sicurezza dei bambini e la qualità dell’insegnamento non hanno bisogno di controlli opprimenti, ma passano inderogabilmente da una formazione iniziale adeguata degli insegnanti, che preveda anche un periodo di tirocinio.

Un FIT di due anni, con un primo anno di formazione e tirocinio ed un secondo anno di prova (che esiste da sempre) sarebbe la soluzione più ragionevole e avrebbe il vantaggio della gratuità, a fronte del pagamento del costo di un master com’era per il vecchio TFA.

Meno sgomberi e più educazione

Occorrono meno sgomberi, più servizi educativi e più scuola di qualità, che si può raggiungere solo se c’è una buona formazione iniziale e in itinere degli insegnanti che riesca a contribuire alla prevenzione del disagio e della devianza minorile, altrimenti da queste classi usciranno migliaia di futuri delinquenti che renderanno molto meno sicuro il nostro paese.

E a proposito di sud, sicurezza e qualità della scuola il Ministro Bussetti e il Ministro Salvini forse potrebbero trovare degli spunti molto interessanti nelle esperienze di Napoli, dove i centri sociali sono stati valorizzati per la loro azione di contrasto alle illegalità, invece che repressi e sgomberati; dove gli interventi educativi, affiancati a quelli delle Forze dell’Ordine, hanno determinato un cambiamento nelle condizioni di vita a Scampia; dove le esperienze dei Maestri di Strada aiutano tanti bambini e adolescenti ad uscire da un destino di devianza e di degrado.

Così come potrebbero trovare spunti dall’esperienza del processo simulato nelle scuole calabresi dove si aiutano gli adolescenti a comprendere meglio le conseguenze delle loro azioni e ad avere fiducia verso le istituzioni e da tante altre esperienze d’eccellenza in tutta Italia, dove insegnanti e operatori pieni di passione si impegnano per migliorare contesti sociali fortemente degradati.

Tutte esperienze in cui lo Stato non si pone di fronte ai giovani come nemico impegnato solo in azioni di repressione, ma propone le Forze dell’Ordine, insieme a a scuola e Servizi Sociali ed educativi, come amici indispensabili per costruire un contesto sociale fondato su rispetto reciproco e libertà, per il “pieno sviluppo della persona umana”.

Concorso DSGA


Scuola, chiusi i termini per le domande il concorso DSGA: oltre 102.000 le istanze pervenute

Si sono chiusi il 28 gennaio a mezzanotte i termini per presentare istanza di partecipazione al concorso per i 2.004 posti da Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) per le scuole statali di ogni ordine e grado.

Il prossimo 15 marzo sulla Gazzetta Ufficiale verranno indicate la data e le sedi della prova preselettiva.
Le domande di partecipazione pervenute sono state 102.900. Le Regioni con il maggior numero di domande inoltrate sono Campania (20.143), Lombardia (12.885), Sicilia (10.695), Lazio (9.833).

Il concorso per i DSGA è una selezione per titoli ed esami bandita su base regionale per la copertura dei posti che si prevede risulteranno vacanti e disponibili negli anni scolastici 2018/19, 2019/20 e 2020/21. Alla procedura concorsuale è dedicata un’apposita sezione del sito www.miur.gov.it, accessibile tramite la fascia “Mondo MIUR” e l’apposito banner “Concorso DSGA”. I candidati hanno potuto presentare domanda per una sola Regione.


Scuola, ecco il bando di concorso per Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA): 2.004 i posti disponibili, domande di partecipazione fino al 28 gennaio

Bussetti: “Selezione era tra le nostre priorità. DSGA figure fondamentali per il buon funzionamento delle scuole”

Al via la selezione per il reclutamento di 2.004 Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) per le scuole statali di ogni ordine e grado. Il bando sarà disponibile, dopo le 19.00, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e sulla Gazzetta Ufficiale.

“Il reclutamento dei nuovi DSGA era atteso da tempo ed era una delle nostre massime priorità. Avevamo promesso di sbloccare il bando: abbiamo agito rapidamente e con grande concretezza”, dichiara il Ministro Marco Bussetti. “I DSGA sono figure essenziali per il buon funzionamento del sistema e delle nostre scuole. Dall’ultimo concorso sono trascorsi quasi venti anni: un tempo infinito. Non deve più accadere. Troppo spesso il ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario è sottovalutato. Su questo punto va invertita la rotta con assunzioni, formazione, valorizzazione di questi profili. Il concorso è un primo importante passo soprattutto per colmare le lacune di personale che rendono difficile l’amministrazione quotidiana delle scuole”.

Il concorso per i DSGA è una selezione per titoli ed esami  bandita su base regionale per la copertura dei posti che si prevede risulteranno vacanti e disponibili negli anni scolastici 2018/19, 2019/20 e 2020/21. Alla procedura concorsuale è dedicata un’apposita sezione del sito www.miur.gov.it, accessibile tramite la fascia “Mondo MIUR” e l’apposito banner “Concorso DSGA”.

La domanda di partecipazione potrà essere presentata esclusivamente online, attraverso l’applicazione POLIS, da domani, 29 dicembre 2018, fino a tutto il 28 gennaio 2019. Sarà possibile presentare domanda per una sola Regione.

LA SCHEDA SUL CONCORSO

La prova preselettiva

Qualora, a livello regionale, il numero dei candidati sia superiore a quattro volte il numero dei posti disponibili, le prove di esame saranno precedute da una prova preselettiva nazionale. Computer based, unica su tutto il territorio nazionale, la prova preselettiva, della durata massima di 100 minuti, si svolgerà nelle sedi individuate dagli USR e consisterà nella somministrazione di 100 quesiti relativi alle discipline previste nel bando. Ogni quesito consisterà in una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una sarà esatta. La valutazione della prova preselettiva sarà effettuata assegnando 1 punto a ciascuna risposta esatta, zero punti alle risposte non date o errate. Il punteggio della prova preselettiva sarà restituito al termine della prova stessa. All’esito della preselezione, accederà agli scritti un numero di candidati pari a tre volte il numero dei posti messi a concorso per ciascuna Regione.

La prova scritta

I candidati dovranno affrontare due prove scritte, ognuna con un tempo di 180 minuti: una prova costituita da sei domande a risposta aperta, relative agli argomenti indicati nel bando;  una prova teorico-pratica, consistente nella risoluzione di un caso concreto attraverso la redazione di un atto su uno degli argomenti indicati nel bando. La commissione assegnerà alle prove scritte un punteggio massimo di 30 punti ciascuna. Ciascuno dei sei quesiti a risposta aperta riceverà un punteggio compreso tra zero e 5 che sia multiplo intero di 0,5. La prova teorico-pratica riceverà un punteggio compreso tra zero e 30. Accederanno alla prova orale i candidati che avranno conseguito, in ciascuna delle prove, un punteggio di almeno 21/30.

La prova orale

La prova orale sarà composta da un colloquio sulle materie d’esame, che accerterà la preparazione professionale del candidato e la sua capacità di risolvere un caso riguardante la funzione di DSGA; da una verifica della conoscenza degli strumenti informatici e delle tecnologie della comunicazione più comuni; da una verifica della conoscenza della lingua inglese. La commissione assegna alla prova orale un punteggio massimo complessivo di 30 punti. La prova sarà superata dai candidati che conseguiranno un punteggio non inferiore a 21 punti.

Pensioni “Quota 100”

Pubblicata l’1 febbraio 2019 la Nota 1 febbraio 2019, AOODGPER 4644 di attuazione del decreto legge 28 gennaio 2019 n.4, per la cosiddetta “quota 100” e tutte le altre forme di trattamento di pensione anticipata.

La circolare riporta nel dettaglio i requisiti necessari e le indicazioni operative per aderire alle varie forme di pensionamento anticipato.

La domanda potrà essere presentata on line dal 4 al 28 febbraio 2019 attraverso il sistema Polis.


  • Nota 1 febbraio 2019, AOODGPER 4644
    Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2019 a seguito delle disposizioni in materia di accesso al trattamento di pensione anticipata introdotte dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n.4. Indicazioni operative

Nuovo Regolamento amministrativo-contabile

Come previsto dalla Nota 22 novembre 2018, AOODGRUF 23410, entro il 28 febbraio 2019, il Programma Annuale 2019 e la relazione illustrativa dovranno essere sottoposti

  • all’approvazione del Consiglio d’Istituto dalla Giunta esecutiva;
  • all’esame dei revisori dei conti.

Con la Nota 6 febbraio 2019, AOODGRUF 2348, il MIUR fornisce informazioni sull’aggiornamento del piano dei conti delle istituzioni scolastiche (Allegato 1, Nota 20 dicembre 2018, prot. n. 25674)


Con la Nota 28 gennaio 2019, AOODGRUF 1711, il MIUR fornisce istruzioni di carattere generale relative alla applicazione del Codice dei Contratti Pubblici (Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e ss.mm.ii) in conformità alle previsioni del Decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129.
In particolare il Quaderno n. 1, allegato alla nota, contiene raccomandazioni di comportamento, elaborate con lo scopo di semplificare ed orientare le Istituzioni scolastiche statali nell’ideazione strategica, nell’affidamento e nell’esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.


Con la Nota 5 gennaio 2019, AOODGRUF 74, il MIUR fornisce orientamenti interpretativi riguardo al Decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129, avente ad oggetto “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107”


Con la Nota 20 dicembre 2018, prot. n. 25674 il MIUR invia alle istituzioni scolastiche il nuovo piano dei conti, i nuovi schemi di bilancio ed il nuovo piano delle destinazioni che saranno resi disponibili sul sistema informativo “SIDI – Bilancio” dal mese di gennaio 2019.


Nota 29 novembre 2018, AOODGRUF 23871
Progetto “Io Conto” seconda edizione – Avvio del percorso di aggiornamento professionale


La Nota 22 novembre 2018, AOODGRUF 23410, a seguito della pubblicazione nella G.U. Serie Generale n. 267 del 16 novembre 2018, del Decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129, concernente “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107”, che sostituisce il Decreto Interministeriale del 1° febbraio 2001, n. 44, recante “Regolamento concernente le «Istruzioni generali sulla gestione amministrativo contabile delle istituzioni scolastiche»”, prevede che, per l’A.F. 2019, le istituzioni scolastiche siano tenute a rispettare la tempistica di seguito indicata:

  • dal 15 gennaio 2019 saranno messi a disposizione sul sistema informativo i nuovi schemi di bilancio per la predisposizione del Programma Annuale 2019;
  • entro il 28 febbraio 2019, la Giunta esecutiva dovrà sottoporre il Programma Annuale 2019 e la relazione illustrativa al Consiglio d’Istituto per l’approvazione;
  • entro il 28 febbraio 2019, il Programma Annuale 2019 e la relazione illustrativa dovranno essere sottoposti all’esame dei revisori dei conti;
  • entro il 15 marzo 2019, i revisori dei conti dovranno rendere il parere di regolarità amministrativo-contabile;
  • entro il 15 marzo 2019, il Consiglio d’Istituto, con apposita delibera, dovrà provvedere all’approvazione del Programma Annuale, anche nel caso di mancata acquisizione del parere dei revisori dei conti entro la data fissata per la deliberazione stessa.

Nei casi in cui il Programma Annuale 2019 non sia approvato entro la data del 15 marzo 2019, il Dirigente Scolastico, entro il primo giorno lavorativo successivo a tale scadenza, ne fornirà comunicazione all’Ufficio Scolastico Regionale territorialmente competente che provvederà alla nomina, entro dieci giorni, del commissario ad acta; quest’ultimo provvederà all’approvazione del Programma 2019 entro quindici giorni dalla sua nomina.

Nelle more dell’approvazione del Programma Annuale 2019, al fine di garantire il prosieguo delle attività amministrative e didattiche, le istituzioni scolastiche provvedono alla gestione provvisoria dal 1° gennaio 2019 fino alla data di approvazione del Programma Annuale stesso.


Pubblicato nella GU n. 267 del 16 novembre 2018 il Decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129, Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107.


Bussetti: “Sburocratizziamo per mettere al centro della scuola gli studenti. Accompagneremo gli istituti in questa fase di cambiamento”

È stato pubblicato il 16 novembre 2018 in Gazzetta Ufficiale il nuovo Regolamento amministrativo-contabile delle scuole che sostituisce quello in vigore dal 2001. Il nuovo testo, più snello del precedente, recepisce le novità normative che sono state introdotte in questi anni, in particolare quelle relative agli appalti, facendo ad esempio chiarezza sul tema delle soglie per l’affidamento di lavori, servizi e forniture da parte delle scuole. Prevista anche una maggiore trasparenza nella stesura del Programma Annuale e, più in generale, nella rappresentazione dei fatti contabili e gestionali: dovranno essere esplicitate con chiarezza le finalità e le voci di spesa cui vengono destinati i contributi volontari versati dalle famiglie o le risorse reperite attraverso le raccolte di fondi, anche quelle effettuate attraverso l’adesione a piattaforme di finanziamento collettivo (crowdfunding).

Si tratta di un provvedimento organico che diventa un vero e proprio ‘manuale’ di contabilità per gli istituti scolastici. E rappresenta il punto di partenza di un processo di evoluzione che consentirà gradualmente alle scuole di gestire le spese in maniera semplificata e più efficiente, lavorare in modo standardizzato e omogeneo su tutto il territorio nazionale, migliorare i servizi verso alunni e famiglie e ridurre i carichi di lavoro delle segreterie.

“Il Regolamento era molto atteso. È frutto di un lungo lavoro fatto in questi anni dall’Amministrazione centrale che abbiamo voluto accelerare in questi ultimi mesi. Vogliamo che sia il primo tassello di un percorso più ampio che stiamo portando avanti al MIUR per semplificare la vita delle scuole, per la sburocratizzazione di un sistema che deve rimettere gli studenti al centro”, dichiara il Ministro Marco Bussetti.

“In questi ultimi anni – prosegue – le scuole sono state oberate di lavoro, le ultime riforme hanno generato tanta confusione e ci si è dimenticati di considerare a sufficienza l’aspetto amministrativo, che va rilanciato. In termini di efficienza, chiarezza e trasparenza. Questo provvedimento risponde a questa esigenza. Non lasceremo gli istituti soli nell’attuazione. Saremo al loro fianco, dando tutto il supporto necessario a migliorare la qualità della loro attività quotidiana. Questo è un Ministero che vuole mettersi al servizio delle scuole”.

Anche per questo l’Help Desk attivato in via sperimentale in alcuni territori nell’ultimo anno per supportare le scuole nella gestione del loro bilancio “sarà esteso a tutto il territorio nazionale – spiega Bussetti -. Come ho detto fin dal mio insediamento, sono davvero convinto del fatto che ogni novità vada spiegata e accompagnata. Non lasceremo le scuole sole: saremo al loro fianco nell’attuazione di queste novità”.

Le disposizioni del Regolamento si applicheranno a partire dal prossimo 1 gennaio 2019. Il testo è il risultato di un lavoro che ha previsto il confronto con le organizzazioni sindacali, il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione, il coinvolgimento delle scuole attraverso un’apposita consultazione. Il Ministero ha operato costituendo anche un gruppo di lavoro con dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi per rilevare le criticità del precedente testo e progettare i miglioramenti.

Rendere più chiari e più snelli gli adempimenti delle scuole e migliorare la qualità delle procedure amministrative e contabili. Digitalizzare sempre più i processi per diminuire i tempi di controllo e potenziare i meccanismi di trasparenza e assistenza agli istituti. Sono solo alcuni degli obiettivi del nuovo Regolamento. Le scuole potranno cominciare a lavorare in modo più standardizzato e semplificato. Il Ministero avrà un quadro più chiaro delle modalità di gestione e di spesa e potrà così orientare meglio la propria azione di finanziamento.

Tra le principali novità, tempistiche di programmazione della spesa più precise, l’innalzamento della soglia per gli affidamenti diretti, la promozione degli accordi di rete fra scuole per rendere più efficace ed efficiente la spesa, il recepimento delle novità normative in materia di ordinativo informatico locale e fatturazione elettronica, l’utilizzo delle tecnologie per gli incassi e i pagamenti, indicazioni relative alla conservazione sostitutiva dei documenti amministrativo contabili anche per ridurre il livello di saturazione degli archivi fisici delle scuole, l’incremento dell’utilizzo di strumenti informatici per lo svolgimento dei controlli di regolarità amministrativo-contabile.

In altre parole, una serie di misure che puntano a migliorare il processo di programmazione per evitare il rischio dell’esercizio provvisorio, a semplificare le procedure di acquisto e a renderle omogenee, a razionalizzare la spesa delle scuole e le fonti di finanziamento.

Il Ministero accompagnerà l’entrata in vigore del Regolamento con un’apposita circolare attuativa che espliciterà, articolo per articolo, le novità in campo, con specifiche istruzioni operative in materia contabile e con riferimento all’acquisto di beni e servizi. Dirigenti scolastici e DSGA saranno appositamente formati attraverso il progetto “Io Conto” e sarà estesa a tutto il territorio nazionale l’attività dell’Help Desk del MIUR per le questioni amministrativo-contabili che già oggi riceve più di 500 richieste di assistenza al mese su questi temi.


Il MIUR, con Nota 31 ottobre 2018, AOODGRUF 21617, in vista della prossima pubblicazione del nuovo Regolamento amministrativo-contabile delle Istituzioni scolastiche, proroga i termini previsti dal vigente Regolamento di contabilità di cui all’art. 2 comma 3 del D.I. 44/2001, in merito alla predisposizione ed approvazione del Programma Annuale relativo all’esercizio finanziario 2019.

Con successiva comunicazione il Ministero fornirà ulteriori specifiche indicazioni in merito

  • alle tempistiche da rispettare per la predisposizione ed approvazione del Programma Annuale 2019;
  • alle modalità di utilizzo dei nuovi schemi di bilancio.

Giornata nazionale del Braille

Con la legge 3 agosto 2007, n. 126 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 16 agosto 2007) il Parlamento italiano ha istituito la ‘Giornata nazionale del Braille‘, da celebrarsi annualmente il giorno 21 del mese di febbraio, quale momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti.

Nuovo Esame di Stato

Martedì 19 febbraio, alle ore 8.30, nella sezione “Esami di Stato” del sito del MIUR sono pubblicati gli esempi della prova scritta di Italiano. Le simulazioni sono disponibili a questo indirizzo: http://www.istruzione.it/esame_di_stato/esempi/default.htm

La Nota 8 febbraio 2019, AOODGOSV 2472 fornisce le indicazioni per la pubblicazione di esempi della prima e della seconda prova dell’Esame finale del II ciclo di istruzione che potranno essere utilizzati dalle scuole per simulare gli scritti di giugno. Viste le novità che quest’anno caratterizzeranno l’Esame, con l’entrata in vigore del decreto legislativo 62 del 2017, il Ministro Marco Bussetti ha infatti voluto predisporre specifiche misure di accompagnamento per le scuole, i docenti, gli studenti.

In particolare, oltre agli incontri che si stanno svolgendo sui territori già dallo scorso novembre, il MIUR, in questi mesi che precedono l’Esame, elaborerà esempi sia per la prima, sia per la seconda prova, per tutti gli indirizzi di studio, tenendo conto delle discipline individuate per il secondo scritto con l’apposito decreto del Ministro pubblicato lo scorso 18 gennaio. Dunque esempi coerenti con quelle che saranno le prove di giugno.

Nello specifico sono quattro le giornate di pubblicazione di esempi di prove già programmate. Questo il calendario:

SIMULAZIONE PRIMA PROVA SCRITTA: 19 febbraio e 26 marzo
SIMULAZIONE SECONDA PROVA SCRITTA: 28 febbraio e 2 aprile

Le tracce saranno pubblicate sul sito del MIUR alle ore 8.30 dei giorni previsti, nella sezione “Esami di Stato”. Quindi al mattino e tutte in contemporanea, come avviene durante le prove vere e proprie. Le scuole, nell’ambito della loro autonomia, potranno utilizzare i materiali proposti sia in modalità “simulazione”, nello stesso giorno della pubblicazione, sia assegnando i testi durante l’ordinaria attività didattica.

Le tracce saranno elaborate rispettando le caratteristiche e la struttura definite dai quadri di riferimento pubblicati sul sito del MIUR a novembre (https://bit.ly/2TJvESX). Per gli istituti professionali, la traccia proposta farà riferimento esclusivamente alla prima parte in cui è strutturata la stessa: la seconda, come previsto dalla norma, sarà elaborata dalla commissione durante lo svolgimento dell’Esame. Nei giorni successivi alla pubblicazione degli esempi di prove, sarà poi effettuata, su un campione significativo di scuole, un’indagine che servirà a raccogliere riscontri sulla coerenza delle tracce proposte rispetto ai quadri di riferimento, alle Indicazioni nazionali e alle Linee guida. L’indagine avrà l’obiettivo di verificare l’andamento delle simulazioni per poter disporre di elementi utili a garantire una ottimale preparazione delle tracce di Esame.

“Stiamo lavorando per un Esame che, pur in presenza di una serie di novità che entrano in vigore per effetto del decreto 62 del 2017, rispetti la preparazione affrontata in questi anni dai ragazzi – ricorda il Ministro Bussetti -. La pubblicazione degli esempi di scritto e le simulazioni serviranno agli studenti per confrontarsi con una prova che ricalcherà, per struttura e tipologia, l’Esame di giugno. Mentre il MIUR potrà acquisire elementi di valutazione che saranno utilizzati per organizzare al meglio la redazione delle tracce. La macchina amministrativa è fortemente impegnata da mesi e lo sarà anche nelle prossime settimane per accompagnare il più possibile la scuola nell’affrontare le novità previste”.


Decreto Ministeriale 18 gennaio 2019, AOOUFGAB 37
Discipline oggetto della seconda prova scritta, eventuale disciplina oggetto di una terza prova scritta per specifici indirizzi di studio e modalità organizzative relative allo svolgimento del colloquio, ripartizione del punteggio delle tre prove scritte, ove previste per specifici indirizzi di studio

Le materie della seconda prova


Il MIUR con Nota 26 novembre 2018, AOODGOSV 19890, trasmette il Decreto Ministeriale 26 novembre 2018, AOOUFGAB 769, “Quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle prove scritte” e “Griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi” per gli Esami di Stato del secondo ciclo di istruzione.


Esame di Stato 2018/2019

Requisiti di accesso:

  • frequenza tre quarti monte ore
  • sufficienza in ciascuna disciplina (Consiglio di classe può deliberare l’ammissione anche con una insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline valutate con un unico voto, motivando la propria scelta)
  • sufficienza nel comportamento
  • prova nazionale INVALSI e ASL

Commissione:

  • una ogni due classi con non più di 35 alunni
  • presidente esterno
  • tre membri esterni
  • tre membri interni per ciascuna delle due classi

Scadenze:

  • 27 novembre – 20 dicembre 2018: formazione
  • gennaio 2019: materie della seconda prova e indicazioni prova orale
  • febbraio 2019: ordinanza relativa agli esami di Stato
  • 17 giugno 2019: riunione preliminare commissione

Valutazione:

  • voto finale in centesimi (40 credito + 60 prove)
    La Commissione d’esame può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di 5 punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno 50 punti.

Credito scolastico:

  • 40 punti (invece dei 25 attuali)
    apposita comunicazione alle quinte classi, entro gli scrutini intermedi, sul credito già maturato per il terzo e quarto anno

Prove scritte (Griglie nazionali di valutazione):

Prima prova scritta, italiano (19 giugno 2019):

  • 20 punti;
  • durata 6 ore
  • scelta tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove (invece delle quattro attuali):
    – tipologia A (due tracce) – analisi del testo (2 autori),
    – tipologia B (tre tracce) – analisi e produzione di un testo argomentativo,
    – tipologia C (due tracce) – riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.

Seconda prova scritta (20 giugno 2019):

  • 20 punti
  • una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio.

Prova orale:

  • 20 punti
  • la commissione proporrà ai candidati di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti e problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale, anche utilizzando la lingua straniera. Nel corso del colloquio, il candidato esporrà, con una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro svolte. Il colloquio accerterà anche le conoscenze e le competenze maturate nell’ambito delle attività di Cittadinanza e Costituzione. La commissione dovrà comunque tenere conto di quanto indicheranno i docenti nel documento di classe che sarà consegnato ai commissari con il percorso effettivamente svolto.

Maturità, Bussetti annuncia su Facebook le materie della seconda prova
“Organizzeremo giornate nazionali per la simulazione degli scritti”

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha annunciato oggi, con un video diffuso su Facebook, la pubblicazione delle materie della seconda prova della Maturità 2019, in calendario per il prossimo 20 giugno.

La prova quest’anno riguarderà più discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi, fatta eccezione per quegli indirizzi in cui la disciplina caratterizzante è una sola. Una novità possibile in base al decreto legislativo 62 del 2017 che ha riformato l’Esame. In particolare, ci saranno Latino e Greco per il Liceo classico, Matematica e Fisica allo Scientifico, Scienze umane e Diritto ed Economia politica per il Liceo delle Scienze umane – opzione economico sociale, Discipline turistiche e aziendali e Inglese per l’Istituto tecnico per il turismo, Informatica e Sistemi e reti per l’Istituto tecnico indirizzo informatica, Scienze degli alimenti e Laboratorio di servizi enogastronomici per l’Istituto professionale per i servizi di enogastronomia. Questi alcuni esempi. L’elenco completo delle discipline oggetto della prova è disponibile da oggi sul sito del Ministero.

“Comunichiamo le materie con largo anticipo – sottolinea il Ministro nel video di annuncio pubblicato su Facebook, rivolgendosi agli studenti -. Come sapete da quest’anno ci sono delle novità. Per questo da ottobre abbiamo cominciato a fornire tutte le informazioni utili per le prove a voi e ai vostri docenti. Per sostenervi nella vostra preparazione organizzeremo delle simulazioni della prima e della seconda prova. Si svolgeranno nei mesi di febbraio, marzo e aprile”, ha annunciato Bussetti.

Le simulazioni nazionali si terranno secondo il seguente calendario:

  • Prima prova scritta: 19 febbraio e 26 marzo.
  • Seconda prova scritta: 28 febbraio e 2 aprile.

È la prima volta che il MIUR organizza simulazioni di questo tipo. La volontà è quella di sostenere il più possibile ragazzi e docenti nella preparazione del nuovo Esame. Con un’apposita circolare saranno fornite alle scuole tutte le indicazioni operative. Intanto il Ministero ha già pubblicato, nel mese di dicembre, alcuni esempi di traccia, sia per la prima che per le seconde prove. Per illustrare a studenti e docenti le nuove regole sono stati effettuati anche specifici incontri sul territorio. Lo stesso Ministro Bussetti si è confrontato con oltre 300 studenti a Milano. Nuovi momenti di incontro saranno organizzati con i ragazzi a febbraio e marzo.

Il decreto con le materie pubblicato oggi illustra anche le modalità di svolgimento del colloquio orale che sarà, come sempre, pluridisciplinare. La commissione partirà proponendo agli studenti di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi che saranno lo spunto per sviluppare il colloquio. I materiali di partenza saranno predisposti dalle stesse commissioni, nei giorni che precedono l’orale, tenendo conto del percorso didattico effettivamente svolto dagli studenti descritto nel documento che i Consigli di classe consegneranno come ogni anno in vista degli Esami. Il giorno della prova, per garantire la massima trasparenza e pari opportunità ai candidati, saranno gli stessi studenti a sorteggiare i materiali sulla base dei quali sarà condotto il colloquio. Durante l’orale i candidati esporranno anche le esperienze di alternanza scuola-lavoro svolte. Una parte del colloquio riguarderà, poi, le attività fatte nell’ambito di “Cittadinanza e costituzione”, sempre tenendo conto delle indicazioni fornite dal Consiglio di classe sui percorsi effettivamente svolti.

Sia la prima che la seconda prova scritta, da quest’anno, saranno corrette secondo griglie nazionali di valutazione che sono state diffuse nel mese di novembre. Nel decreto con le materie pubblicato oggi sono individuate anche le discipline affidate a commissari esterni.


Maturità, dalla versione ai quesiti di matematica: ecco come saranno costruite le seconde prove.

Per la prima volta previste griglie di valutazione nazionali per una correzione più equa e omogenea degli scritti.

Bussetti: “Da domani misure di accompagnamento per le scuole. Lavoreremo per prove davvero in linea con il percorso di studi”

Dalla composizione della traccia del Liceo classico, al numero di quesiti che saranno proposti allo Scientifico. Passando per le tipologie di elaborato che potranno essere oggetto d’Esame per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing degli Istituti tecnici. Sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sono disponibili da oggi tutti i quadri di riferimento per la predisposizione e lo svolgimento degli scritti della nuova Maturità, che debutterà a giugno con le regole previste dal decreto legislativo 62 del 2017.

Due scritti invece di tre, con l’eliminazione della terza prova, elaborata dalle commissioni, e una conseguente maggiore attenzione alle prime due prove, predisposte a livello nazionale: questa una delle principali novità del nuovo Esame.

I quadri pubblicati oggi descrivono caratteristiche e obiettivi in base ai quali saranno costruiti sia il primo scritto, italiano, che la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi. E sono il frutto del lavoro di esperti delle varie discipline che hanno contribuito alla loro stesura. Per docenti e studenti sarà dunque possibile cominciare a esercitarsi con specifiche simulazioni. Anche il Ministero, a partire dal mese di dicembre, metterà a disposizione tracce-tipo per accompagnare ragazzi e insegnanti verso il nuovo Esame.
Per la prima volta vengono poi rese disponibili anche apposite griglie nazionali di valutazione, che consentiranno alle commissioni di garantire una maggiore equità e più omogeneità nella correzione degli scritti. Anche queste sono disponibili on line da oggi.
“Prosegue il lavoro di accompagnamento verso il nuovo Esame – dichiara il Ministro Marco Bussetti -. Il MIUR, anche alla luce delle nuove regole, lavorerà affinché le tracce siano davvero corrispondenti con quanto fatto dai ragazzi durante il percorso di studi, fornendo apposite indicazioni agli esperti che dovranno produrre i testi. Nei prossimi giorni partirà un Piano di informazione e formazione che accompagnerà le scuole. Da domani ci saranno conferenze di servizio sull’intero territorio nazionale che proseguiranno nelle prossime settimane”.
A gennaio saranno pubblicate le materie per la seconda prova, a febbraio la complessiva ordinanza sugli Esami, che normalmente viene emessa a maggio.

La prima prova
Il prossimo 19 giugno, data della prima prova, i maturandi dovranno innanzitutto dimostrare di “padroneggiare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nei vari contesti” e, per la parte letteraria, di aver raggiunto un’adeguata competenza sull’”evoluzione della civiltà artistica e letteraria italiana dall’Unità ad oggi”. I testi prodotti saranno valutati in base alla loro coerenza, alla ricchezza e alla padronanza lessicali, all’ampiezza e precisione delle conoscenze e dei riferimenti culturali, alla capacità di esprimere giudizi critici e valutazioni personali. La prova avrà una durata di sei ore. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra sette tracce riferite a tre tipologie di prove (tipologia A, due tracce – analisi del testo; tipologia B, tre tracce – analisi e produzione di un testo argomentativo; tipologia C, due tracce – riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità) in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

La seconda prova
La seconda prova scritta del 20 giugno potrà riguardare una o più discipline caratterizzanti gli indirizzi di studio, come previsto dalla nuova normativa. La scelta delle discipline su cui i maturandi dovranno mettersi alla prova avverrà a gennaio. Intanto i quadri pubblicati oggi consentono di avere uno schema chiaro di come sarà composto lo scritto, indirizzo per indirizzo, materia per materia.

Per il Liceo classico, ad esempio, la prova sarà articolata in due parti. Ci sarà una versione, un testo in prosa corredato da informazioni sintetiche sull’opera, preceduta e seguita da parti tradotte per consentire la contestualizzazione della parte estrapolata. Seguiranno tre quesiti relativi alla comprensione e interpretazione del brano e alla sua collocazione storico-culturale. Il Ministero, secondo quanto previsto dalla nuova normativa, potrà optare anche per una prova mista, con entrambe le discipline caratterizzanti, Latino e Greco. Un altro esempio, per lo Scientifico la struttura della prova prevede la soluzione di un problema a scelta del candidato tra due proposte e la risposta a quattro quesiti tra otto proposte. Anche in questo caso la prova potrà riguardare ambedue le discipline caratterizzanti: Matematica e Fisica.

Per i Tecnici la struttura della prova prevede una prima parte, che tutti i candidati sono tenuti a svolgere, seguita da una seconda parte, con una serie di quesiti tra i quali il candidato sceglierà sulla base del numero indicato in calce al testo. Anche qui potranno essere coinvolte più discipline. Ad esempio per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing l’elaborato consisterà in una delle seguenti tipologie: analisi di testi e documenti economici attinenti al percorso di studio; analisi di casi aziendali; simulazioni aziendali.

Per i Professionali la seconda prova si comporrà di una parte definita a livello nazionale e di una seconda parte predisposta dalla Commissione, per tenere conto della specificità dell’offerta formativa dell’Istituzione scolastica.

L’orale
Le indicazioni complete sul colloquio saranno fornite nel decreto con le discipline scelte per la seconda prova, che sarà emanato a gennaio e sarà coerente con quanto indicato dal decreto 62 del 2017. La commissione proporrà ai candidati di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti e problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale, anche utilizzando la lingua straniera. Nel corso del colloquio, il candidato esporrà, con una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro svolte. Il colloquio accerterà anche le conoscenze e le competenze maturate nell’ambito delle attività di Cittadinanza e Costituzione. La commissione dovrà comunque tenere conto di quanto indicheranno i docenti nel documento di classe che sarà consegnato ai commissari con il percorso effettivamente svolto.


Scuola, la nuova #Maturità nella circolare rivolta a scuole e studenti

Due prove scritte invece di tre, più l’orale. Più attenzione al percorso svolto dai ragazzi nell’ultimo triennio, con un punteggio maggiore assegnato al credito scolastico. Griglie di valutazione nazionali per la correzione delle prove scritte.

Sono alcune delle novità dell’Esame di Stato conclusivo della scuola secondaria di II grado, che entrano in vigore da quest’anno scolastico, illustrate nella circolare che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato il 4 ottobre alle scuole, per dare un quadro chiaro a docenti e studenti.

Con la circolare sono stati inviati alle scuole anche altri due importanti allegati operativi: Il Documento di lavoro elaborato da una commissione di esperti guidata dal linguista Luca Serianni per la preparazione delle tracce della prima prova scritta, italiano, e le Indicazioni per l’elaborazione delle griglie di correzione delle due prove scritte.

Le indicazioni per la prima prova, in particolare, sono pensate per chi dovrà costruire le tracce nazionali, ma anche per il lavoro che dovranno svolgere in classe i docenti alla luce di alcune novità che vengono introdotte da quest’anno.

“Accompagneremo le scuole e i ragazzi verso il nuovo Esame – sottolinea il Ministro Marco Bussetti, che ha lanciato la circolare con un video sul suo profilo Facebook -. Quella di oggi è una circolare con le prime indicazioni operative. Ci saranno poi momenti di formazione per gli insegnanti e le commissioni e, attraverso i canali di comunicazione del Ministero, sito e social, ci rivolgeremo anche a studenti e famiglie. Quando un Esame cambia, bisogna stare al fianco della scuola e di chi quella prova deve superarla per fornire tutti i chiarimenti che servono. Lo faremo con altre indicazioni, video esplicativi, interventi di esperti. Vogliamo che ogni novità sia accompagnata da azioni specifiche di supporto. E ai ragazzi dico: se avete domande fatevi avanti, anche sui social, risponderemo ai vostri dubbi”.

I requisiti di accesso all’Esame:
Quest’anno non saranno requisito di accesso né la partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova nazionale INVALSI, né lo svolgimento delle ore di Alternanza Scuola-Lavoro, come previsto dal decreto cosiddetto Milleproroghe, recentemente approvato in Parlamento. Per poter essere ammessi alle prove bisognerà aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore previsto, avere il 6 in ciascuna disciplina, avere la sufficienza nel comportamento. Il Consiglio di classe potrà deliberare l’ammissione anche con una insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline valutate con un unico voto, ma dovrà motivare la propria scelta.

Il credito scolastico:
Il voto finale continuerà ad essere espresso in centesimi. Ma da quest’anno si darà più peso al percorso di studi: il credito maturato nell’ultimo triennio varrà fino a 40 punti su 100, invece degli attuali 25. Per chi fa l’Esame quest’anno ci sarà un’apposita comunicazione, entro gli scrutini intermedi, sul credito già maturato per il terzo e quarto anno, che sarà convertito in base alle nuove tabelle.

Le prove d’Esame e il punteggio finale:
Le prove scritte passano da tre a due. La prima prova scritta, italiano, in programma il prossimo 19 giugno, servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive e critiche delle studentesse e degli studenti. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

Le tre tipologie di prova (invece delle quattro attuali) saranno: tipologia A (due tracce) – analisi del testo, tipologia B (tre tracce) – analisi e produzione di un testo argomentativo, tipologia C (due tracce) – riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. Per l’analisi del testo la novità principale riguarda il numero di tracce proposte: gli autori saranno due, anziché uno come accadeva fino ad ora. Questo per coprire ambiti cronologici, generi e forme testuali diversi. Potranno essere proposti testi letterari dall’Unità d’Italia a oggi.

L’analisi e produzione di un testo argomentativo (tipologia B) proporrà ai maturandi un singolo testo compiuto o un estratto da un testo più ampio, chiedendone l’interpretazione seguita da una riflessione dello studente. La tipologia C, il ‘vero e proprio’ tema, proporrà problematiche vicine all’orizzonte delle esperienze di studentesse e studenti e potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio che fornisca ulteriori spunti di riflessione.

La seconda prova scritta del 20 giugno riguarderà una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio. Con la circolare inviata oggi si forniscono alle scuole le prime indicazioni sulla seconda prova, con una novità: saranno previste, secondo la nuova normativa vigente, griglie nazionali di valutazione che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa. Le griglie ci saranno anche per la correzione della prova di italiano.

Il punteggio finale sarà in centesimi. Si parte dal credito scolastico (fino a 40 punti). Alla commissione spettano poi fino a 60 punti: massimo 20 per ciascuna delle due prove scritte e 20 per il colloquio. Il punteggio minimo per superare l’esame resta fissato in 60 punti. La Commissione d’esame può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di 5 punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno 50 punti.

A gennaio saranno comunicate agli studenti le materie della seconda prova. A febbraio, con largo anticipo rispetto al passato, sarà pubblicata l’ordinanza relativa agli esami di Stato.


Maturità, Bussetti risponde su Instagram ai quesiti posti dagli studenti. Sul sito del MIUR le prime FAQ, saranno aggiornate periodicamente

(Venerdì, 15 febbraio 2019) Perché è stata cambiata la Maturità? Le prove Invalsi influiranno sul voto finale dell’Esame? Se uno studente non può partecipare alle simulazioni cosa succede? Sono alcune delle domande a cui il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha risposto oggi, sul suo profilo Instagram, rivolgendosi direttamente agli studenti.

Si tratta di alcuni dei quesiti più ricorrenti sulle novità che quest’anno caratterizzeranno l’Esame di Stato a seguito dell’attuazione del decreto legislativo 62 del 2017. Le domande sono state raccolte dal MIUR negli incontri tenuti sui territori e anche attraverso i social.

In contemporanea alla pubblicazione dei video sul profilo del Ministro è stata anche attivata, sul sito del Ministero, una sezione dedicata alle FAQ sulla Maturità che sarà aggiornata periodicamente con risposte rivolte a tutto il mondo della scuola, a partire dai ragazzi.

Prosegue dunque il percorso di accompagnamento voluto dal Ministro Bussetti per sostenere la preparazione degli studenti in vista dell’Esame. Dallo scorso autunno sono stati organizzati incontri sul territorio per gli insegnanti. Martedì prossimo, 19 febbraio, è prevista la prima delle quattro simulazioni per gli studenti, esempi coerenti con quelle che saranno
le prove di giugno.


FAQ Esame di Stato della Scuola secondaria di secondo grado, anno scolastico 2018-19

In questa pagina sono raccolte le risposte alle domande più frequenti poste dal mondo della scuola, dagli studenti, dai docenti, dai dirigenti scolastici e dalle famiglie. L’elenco sarà aggiornato periodicamente per fornire altre risposte utili a chiarire ogni aspetto sull’Esame di Stato.

L’ESAME  

Come mai è cambiato l’Esame?
Le nuove regole non nascono all’improvviso, ma sono contenute nel decreto legislativo 62 del 2017 che viene applicato da quest’anno per l’Esame di Stato del secondo ciclo. Per questo il Ministero ha avviato da novembre una attività di accompagnamento delle scuole verso il nuovo Esame con lo scopo di garantire supporto a docenti, dirigenti e studenti. È parte integrante di queste attività anche la pubblicazione di esempi di prove sul sito del MIUR che avverrà tra febbraio e aprile.

Come cambia l’attribuzione dei crediti per il triennio e come verranno ripartiti i punteggi tra le prove? 
Il credito massimo attribuibile a ciascuno studente per il percorso di studi è pari a 40 punti, distribuito tra terza classe (massimo 12 punti), quarta classe (massimo 13) e quinta classe (massimo 15). Gli studenti che affronteranno quest’anno l’Esame di Stato hanno già ottenuto la conversione dei “vecchi” crediti, ottenuti in terza e in quarta, con la nuova tabella, in modo da poter arrivare al calcolo complessivo in quarantesimi. In precedenza i punti per il percorso scolastico erano al massimo 25. Alle prove sono assegnati 20 punti ciascuna.

Le prove INVALSI influiscono sul voto finale dell’Esame?
No, le prove predisposte dall’INVALSI non influiscono sul voto finale dell’Esame. Servono però per valutare l’efficacia e l’efficienza del sistema scolastico, misurando, attraverso quesiti mirati, le competenze degli studenti in Italiano, Matematica e Inglese.

LE PROVE SCRITTE

Sei ore saranno sufficienti per la seconda prova?
Le ore assegnate saranno sufficienti: i livelli di difficoltà delle tracce saranno commisurati al tempo che sarà reso disponibile. Occorre poi ricordare che per alcuni indirizzi dell’Istruzione tecnica e professionale e per i Licei artistici, musicali e coreutici, la durata sarà superiore alle sei ore, in ragione degli obiettivi specifici  di tali indirizzi.

Per la seconda prova del Liceo classico si dovranno portare tutti e due i dizionari?
I dizionari vanno portati entrambi: uno servirà per la traduzione, l’altro per l’analisi e il commento del secondo testo.

Seconda prova del Liceo scientifico: che peso avranno Matematica e Fisica?
Avranno un peso proporzionale al numero delle ore di lezione. La prova sarà molto equilibrata.I problemi e i quesiti che saranno proposti avranno una strettissima correlazione con i nuclei fondanti e con gli obiettivi specifici del Liceo scientifico. Le possibilità di scelta che saranno date rispetto ai problemi e ai quesiti consentiranno al candidato di poter valorizzare adeguatamente la sua preparazione.

Seconda prova del Liceo linguistico: quali lingue saranno oggetto della prova scritta e con che livello di difficoltà?
Le lingue oggetto della prova saranno la prima e la terza lingua caratterizzanti il percorso di studi. Il livello di difficoltà delle prove sarà commisurato ai Quadri di riferimento europeo (QCER). In particolare, per la prima lingua si prevede l’accertamento del livello B2 del QCER. Mentre per la terza lingua è previsto l’accertamento del livello B1.

L’ORALE

Chi preparerà le buste per la prova orale?
Sarà la Commissione stessa a predisporle, in un’apposita sessione di lavoro. Nelle buste vi saranno materiali utili per poter avviare il colloquio. La scelta dei materiali (testi, documenti, progetti, problemi) sarà effettuata tenendo conto della specificità dell’indirizzo e del percorso effettivamente svolto nella classe secondo le indicazioni fornite dal Consiglio di Classe nel documento che sarà predisposto entro il 15 maggio, proprio in vista dell’Esame di Stato.

Fornirete esempi di come si svolgerà l’orale?
Il Ministero predisporrà esempi significativi delle tipologie di materiali simili a quelli che potrebbero essere proposti all’orale dalle singole commissioni che dovranno tenere conto dello specifico percorso della classe.

Come funziona il meccanismo delle buste?
Ogni commissione preparerà un numero di buste pari al numero dei candidati, più due. Ad esempio per una classe di 20 studenti, le buste saranno 22. Ciascuno studente potrà dunque sempre scegliere tra un terna di buste. Dal primo all’ultimo candidato. Saranno così garantite trasparenza e pari opportunità a tutti.

Cosa troveranno gli studenti nelle buste?
Ci saranno materiali che forniranno uno spunto per l’avvio del colloquio. Un testo poetico o in prosa, un quadro, una fotografia, un’immagine tratta da libri, un articolo di giornale, una tabella con dei dati da commentare, un grafico, uno spunto progettuale, una situazione problematica da affrontare: sono tutti esempi che di ciò che le commissioni potranno scegliere per introdurre un percorso integrato e trasversale che permetta di affrontare lo specifico contenuto delle discipline.

In che modo l’Alternanza Scuola-Lavoro rientra nell’orale?
Il candidato all’orale potrà illustrare l’esperienza svolta nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento tramite una relazione e/o un elaborato multimediale.

Che cosa potrà essere chiesto per Cittadinanza e Costituzione?
L’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione è basato sullo svolgimento di attività (percorsi, progetti, etc.) finalizzate a sviluppare le competenze di cittadinanza in diversi ambiti, come, a puro titolo di esempio, educazione alla legalità, alla cittadinanza attiva, etc. Tutti i Consigli di Classe, nell’ambito del documento del 15 maggio che raccoglie quanto svolto dalla classe, evidenzieranno e descriveranno tali percorsi, che saranno poi oggetto di una sezione specifica del colloquio.

GLI ESEMPI DELLE PROVE

Le tracce delle ‘simulazioni’ saranno inviate in simultanea a tutte le scuole?
Gli esempi di prova saranno pubblicati in un’apposita sezione del sito del MIUR dedicata agli Esami di Stato a partire dalle ore 8.30 dei giorni indicati in calendario. Saranno perciò utilizzabili dalle scuole a partire da tale ora.

Se non sono a scuola il giorno in cui il Ministero pubblica gli esempi di prova per le ‘simulazioni’ o se la mia classe è in visita d’istruzione, che succede?
Le  scuole potranno usare gli esempi di prova in qualsiasi momento, anche nei giorni successivi. In ogni caso il MIUR ha organizzato più ‘simulazioni’: due per italiano, due per la seconda prova. I materiali potranno poi essere utilizzati da ciascuno studente come base utile per potersi rendere conto della struttura e della tipologia delle prove d’Esame.

Ci saranno ‘simulazioni’ per tutti i corsi di studio?
Il Ministero pubblicherà esempi di prova per la quasi totalità degli indirizzi di studio. Per quelli con una diffusione molto limitata sul territorio nazionale o per percorsi sperimentali ci sarà un’interlocuzione diretta con le scuole.

Nuovo Esame di Stato: Esempi di Tracce

Esempi I prove


Esempi II prove