DOCENTE SOSPESA

DOCENTE SOSPESA, GILDA: ORGANO DI GARANZIA PER TUTELARE LIBERTÀ INSEGNAMENTO
“L’episodio di Palermo che ha visto protagonista suo malgrado la professoressa Dell’Aria dimostra come sia pericoloso affidare una questione delicata come la disciplina dei docenti agli impiegati amministrativi dei provveditorati. Alla luce di quanto accaduto, chiediamo in primis che venga istituito un organo di garanzia competente e indipendente in grado di tutelare la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione, e il ripristino dell’istituto della conciliazione, abolito dalla riforma Brunetta, che eviterebbe il proliferare a dismisura del contenzioso”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, interviene in merito alla sospensione della docente siciliana.
“Tra i compiti dell’attività didattica – afferma Di Meglio – c’è anche quello di sviluppare lo spirito critico degli studenti che, non dimentichiamolo mai, sono il futuro del Paese, i cittadini ai quali spetterà guidare l’Italia e contribuire, ciascuno in base alle proprie capacità e attitudini, alla sua crescita. C’è qualcosa di schizofrenico nel reintrodurre l’insegnamento dell’educazione civica da una parte e dall’altra sospendere una docente per aver svolto il proprio lavoro senza reprimere la libertà di espressione degli alunni”. 

Fallisce il boicottaggio dell’Invalsi: in seconda superiore prove svolte da oltre il 90% degli studenti

da Il Sole 24 Ore

di Claudio Tucci

Fallisce il boicottaggio dell’Invalsi: in seconda superiore le prove sono state svolte da oltre il 90% degli studenti. Non solo. Quest’anno si conferma l’incremento di partecipazione già registrato nel 2018.

I dati finali
Gli alunni coinvolti dalle prove sono stati 526.764 suddivisi in 26.844 classi. Le prove di italiano e matematica sostenute al computer sono state complessivamente 978.168. Anche le prove di questo grado scolastico, spiega l’Invalsi in una nota, si sono svolte «regolarmente durante tutto il periodo senza particolari criticità, grazie alla costante collaborazione con le scuole».

Gli esiti delle rilevazioni delle classi campione di ogni ordine e grado scolastico interessato dalle prove, verranno resi noti nel Rapporto nazionale annuale dell’Invalsi che verrà presentato il 10 luglio.


ATA, organici 2019/20: nessun taglio grazie agli studenti DVA

da Orizzontescuola

di redazione

Si è tenuto oggi al MIUR l’incontro d’informativa sull’organico del personale ATA per il triennio scolastico 2019/2022.

Sono stati esposti i criteri con i quali verrà rideterminato l’organico per l’a.s. 2019/2020, tenuto conto del calo di 70.000 alunni a livello nazionale, della trasformazione dei contratti – da tempo parziale a tempo pieno – di 226 ex co.co.co. e della stabilizzazione, a partire dal 1^ gennaio 2020, del personale ex LSU (come previsto dalla legge di Stabilità 2019).

Per il calcolo delle dotazioni organiche si terrà conto del numero di alunni con disabilità, per cui la decurtazione, che ci sarebbe stata sulla base della diminuzione del numero degli alunni, viene riassorbita. Di conseguenza, il MIUR prevede il mantenimento delle attuali dotazioni organiche.

Il taglio previsto inizialmente di 437 Assistenti amministrativi e 1.224 Collaboratori scolastici viene compensato sulla base del numero di alunni con disabilità certificati.

Il saldo complessivo – pari per l’a.s. 2019/2020 a 203.434 unità – è di 36 unità in più date dalla compensazione tra 113 posti di personale ex co.co.co. trasformati a tempo pieno e 77 posti in meno di DSGA, dovuti al dimensionamento.

A partire dal 1^ gennaio 2020, dovranno essere poi recuperati 11.507 posti congelati sull’organico di diritto per la stabilizzazione del personale ex LSU, per questo si attendono i decreti applicativi del Ministero.


Educazione finanziaria, pubblicate le indicazioni operative per il 2019/20. Scarica il “Quaderno”

da Orizzontescuola

di redazione

La CONSOB ha pubblicato il primo Quaderno di educazione finanziaria dal titolo “Modello didattico sull’educazione finanziaria. Indicazioni operative per scuole secondarie di II grado. I edizione 2019-2020”.

Collana su educazione finanziaria

Il testo rientra nella nuova collana dedicata al tema dell’educazione finanziaria e, in quanto tale, sarà seguito dalla pubblicazione di altri numeri.

Il volume di apertura della collana – come scrive la CONSOB – nasce  dall’esperienza del progetto pilota per le scuole della Lombardia, avviato in occasione della World Investor Week 2018 (1-7 ottobre 2018) e della prima edizione del Mese dell’Educazione Finanziaria (ottobre 2018). Tale progetto ha previsto la realizzazione di alcuni moduli formativi per studenti delle scuole secondarie superiori, secondo il modello della “formazione dei formatori” (rivolta ai docenti coinvolti delle stesse scuole aderenti).

Modello didattico

Il Modello didattico proposto nel documento fornisce indicazioni, sulla base di conoscenze ed esperienze aggiornate, attraverso uno studio che individua, valuta e  sintetizza i dati empirici al fine di fornire strumenti didattici, massimizzare i risultati  e omogeneizzare le prassi.

I moduli formativi proposti si focalizzano su eventi storici significativi, quali ad esempio le crisi finanziarie connesse allo scoppio di bolle speculative o gli schemi di truffe più frequenti.

I moduli puntano alla trasmissione di alcune nozioni finanziarie di base e di alcune regole utili per la gestione delle finanze personali, nonché all’illustrazione del funzionamento del sistema economico-finanziario, dei meccanismi istituzionali e delle connessioni tra attitudini e comportamenti individuali e fenomeni collettivi.

Il Quaderno

Pensioni quota 100 e mobilità, 6.000 domande già ok. Data ultima Operazioni

da Orizzontescuola

di redazione

Pensioni quota 100: i posti potranno essere utilizzati per la mobilità se acquisiti entro il termine ultimo per le operazioni.

Secondo una verifica effettuata dalla FLCGIL  i  flussi provenienti dall’INPS per Quota 100 attualmente ammontano a circa 6.000 unità (su 22.197) mentre per le domande presentate entro il 12 dicembre le domande accettate sono finora 19.853. 

Ricordiamo che sabato 25 maggio è la data ultima per l’inserimento al SIDI dei posti disponibili, anche se ci sono già deroghe a questa data. Si veda ad es. l’avviso dell’USR Puglia  “Si fa presente, infine, che il termine di scadenza previsto per la definizione delle certificazioni Quota 100 (Seconda platea) è il 31 maggio 2019.”

Piano Annuale Inclusione (P.A.I) entro 30 giugno: modello e indicazioni

da Orizzontescuola

di redazione

Come previsto dalla C.M. n. 8 prot. n.561 del 6/3/2013 del MIUR  ogni scuola – statale e paritaria- è chiamata ad elaborare una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con B.E.S. dell’intero istituto, da redigere al termine di ogni anno scolastico ( entro il mese di giugno).

Il Gruppo di Lavoro Inclusione e il Collegio Docenti si attiveranno entro il termine del 30 giugno 2019 per le rispettive date di approvazione e di delibera del P.A.I. Ogni Scuola elabora il proprio P.A.I., in un’unica copia, sulla base del modello indicato dal M.I.U.R.

Le indicazioni

La PARTE PRIMA del P.A.I. – analisi dei punti di forza e di criticità – deve contenere i dati relativi solo ed esclusivamente all’anno scolastico 2018 – 2019, rilevati tra settembre 2018 e giugno 2019 ( consuntivo ).

La PARTE SECONDA del P.A.I. – obiettivi di incremento dell’inclusività, proposti per il prossimo anno – deve riportare le proposte operative di miglioramento che si intendano attuare nell’anno scolastico successivo 2019 – 2020, tra settembre 2019 e giugno 2020 ( preventivo ).

Le scuole sono invitate a riportare l’anno scolastico di riferimento all’ inizio di ciascuna parte del P.A.I. : – deve essere riportato l’ anno scolastico 2018 – 2019 accanto alla dicitura PARTE PRIMA – analisi dei punti di forza e di criticità ; – deve essere riportato l’anno scolastico 2019 – 2020 accanto alla dicitura PARTE SECONDA – obiettivi di incremento dell’ inclusività proposti per il prossimo anno .

Nella Parte I alla lettera A – che comprende tre categorie di alunni con BES – ogni alunno deve essere conteggiato una volta sola col criterio del “disagio prevalente” , laddove i disagi espressi al punto 1.prevalgono su quelli dei punti 2. e 3., mentre i disagi del punto 2. prevalgono su quelli del punto 3 . Nel caso in cui , nella TABELLA A, alla voce ALTRO sia riportato un numero sulla medesima riga ,occorre specificare il tipo di disagio.

Se il numero dei P.E.I. / P.D.P. redatti non corrisponde esattamente al numero degli alunni conteggiati in tabella , le scuole dovranno spiegarne il motivo con nota esplicativa.

Tutte le caselle devono essere riempite, laddove richiesto , con SI’ o NO ; se si mette SI’ alla voce ALTRO, occorre specificare di che cosa si tratti ( dalla B alla H ).

Il modello Miur

La nota dell’USR Lazio

Pensioni dal 1° settembre 2019, sindacati chiedono incontro al Miur

da Orizzontescuola

di redazione

I Sindacati CGIL, CISL e UIL hanno chiesto un incontro al Miur e all’INPS per verificare lo stato di avanzamento dell’esame delle domande presentate per i pensionamenti dal 1° settembre 2019.

L’incontro è stato richiesto alla  Dott.ssa Gabriella De MicheleDirettore Generale INPS nazionale e al Dott. Giuseppe ChinèCapo di Gabinetto del MIUR.

L’incontro è stato richiesto dopo la diffusione della nota Miur del 15 maggio con il quale sarà possibile acquisire le cessazioni anche per il personale della scuola che ha presentato domanda Polis nel periodo 07/02/2019-28/02/2019, relative al D.L. 4/2019 (Quota 100)  e per le quali INPS ha restituito il diritto a pensione.

A tal fine sono disponibili per gli Uffici Scolastici Territoriali anche le funzioni per l’inserimento massivo delle cessazioni.

Si stima infatti che non tutte le domande saranno lavorate in tempo, con notevoli differenze tra una provincia e l’altra.

Pensioni, posti liberi per provincia

Posti pensioni quota 100 per mobilità e ruoli. Nota Miur [ANTEPRIMA]

Codice disciplinare docenti: i sindacati vogliono gli organi di garanzia

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Il caso della professoressa di Palermo sospesa dal servizio ha dato l’occasione ai sindacati di chiedere al Ministero di rimettere mano al codice disciplinare dei docenti.

Una storia vecchia di 20 anni

E’ accaduto proprio nel corso dell’incontro svoltosi nel pomeriggio del 20 maggio e dedicato principalmente al tema delle risorse contrattuali.
La questione è particolarmente complessa e si trascina da una ventina di anni.
Con i primi contratti stipulati negli anni ’90 Aran e sindacati erano riusciti a trovare un’intesa per quanto riguarda il personale Ata per il quale, infatti, le sanzioni sono previste proprio dal contratto nazionale.
Per i docenti, al contrario, non si è mai trovato un accordo e quindi le sanzioni sono sempre quelle definite dalla legge, e dal Testo Unico 297 del 1994 in particolar modo.

Il contratto del 2018 e la sequenza contrattuale fallita

Quando venne siglato l’ultimo contratto, nei primi mesi del 2018, la questione venne rinviata ad una sequenza contrattuale che si sarebbe dovuta concludere entro il 31 luglio dello stesso anno.
Ma, non appena aperto il confronto, i sindacati fecero sapere di essere nettamente contrari ad affrontare la questione se prima non si fosse modificata la legge Madia che prevede espressamente che i dirigenti scolastici possono irrogare ai docenti la sospensione dal servizio fino a 10 giorni.

Gli organi di garanzia

Nel pomeriggio del 20 maggio i sindacati hanno riaperto il capitolo chiedendo però che il Ministero si impegni a ripristinare gli organi di garanzia che esistevano fino alla metà degli anni 90 quando per irrogare una sanzione il provveditore o il ministro dovevano acquisire il parere obbligatorio del comitato di disciplinare provinciale o nazionale.
La richiesta dei sindacati appare del tutto legittima ma destinata a cadere nel vuoto dal momento che il ripristino di tali organi potrebbe essere effettuato solo contestualmente al riordino complessivo degli organi collegiali della scuola, riordino di cui si parla inutilmente da almeno un decennio.
Il risultato è che la scuola continua a funzionare con organi collegiali ideati quasi 50 anni fa e ormai palesemente inadeguati, mentre la materia disciplinare è sottoposta a regole diverse per docenti, personale Ata e dirigenti scolastici.
Vediamo se, questa volta, sindacati e Ministero riusciranno almeno a decidere di avviare il confronto.

Precariato: i sindacati chiedono PAS e concorsi riservati. Il Ministro è contrario (per ora)

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Con l’intesa fra Governo e sindacati siglata nella notte del 23 aprile è stato dato avvio ad un percorso di confronto fra sindacati e ministero per trovare soluzioni adeguate all’ormai cronico problema del precariato.

Le richieste sindacali e le riserve del Ministero

Dopo due incontri fra Ministro e sindacati il confronto sembra però fermo con posizioni molto lontane.
I sindacati chiedono l’avvio di un PAS analogo a quello del 2013 e cioè aperto a tutti e finalizzato a riconoscere il titolo abilitante a tutti coloro che lo frequentano e che superano le prove conclusive. Il Ministro, però, sostiene che le Università non sarebbero in grado di gestire le decine di migliaia di docenti che potrebbero partecipare (si parla di 55mila insegnanti che sarebbero comunque assai di meno di quelli che presero parte ai PAS del 2013).
Senza contare che i PAS vengono richiesti a gran voce dalle scuole paritarie che hanno l’obbligo di assumere una certa quota di abilitati.

Il nodo dei concorsi riservati

I sindacati chiedono anche percorsi riservati, destinati in particolare a risolvere l’annoso problema dei docenti di terza fascia. Il Ministro, per parte sua, si è sempre mostrato scettico se non addirittura contrario ai concorsi riservati, ma adesso c’è anche una sentenza della Corte Costituzionale che dà sostegno alla richiesta dei sindacati.
Oltretutto l’ipotesi è espressamente prevista persino dal punto 22 del contratto di Governo.
La situazione, insomma, è complicata: i sindacati stanno facendo pressioni perché si arrivi ad una soluzione prima del voto di domenica 26, ma i tempi sono stretti.
Tanto che qualche sindacato firmatario dell’intesa del 23 aprile, dopo aver revocato lo sciopero del 17 maggio, sta già pensando di annunciare una manifestazione nazionale per la metà di giugno.

Contratto scuola 2019-2021, si sta lavorando per atto di indirizzo

da La Tecnica della Scuola

Di Lucio Ficara

Oggi 20 maggio c’è stato un ulteriore incontro tra i sindacati e i tecnici del Miur per mettere a punto il nuovo contratto scuola 2019-2021. Per il Miur era presente il Capo Gabinetto Giuseppe Chiné che è ritenuto, da più parti, l’uomo forte del Ministero dell’Istruzione.

Contratto scuola si sta lavorando su atto di indirizzo

Nell’incontro del 20 maggio tra sindacati e tecnici del Miur si è parlato principalmente di come costruire l’atto di indirizzo del nuovo contratto scuola 2019-2021. Partendo dall’accordo del 24 aprile 2019 trovato tra sindacati e Governo, si sta ragionando di costruire un atto di indirizzo che sia condiviso per arrivare in tempi brevi alla firma del CCNL scuola 2019-2021.

I sindacati per il 27 maggio dovranno preparare le proprie richieste per l’atto di indirizzo e l’apertura vera e propria della contrattazione. A tal proposito è previsto un comunicato unitario dei Sindacati e poi entro il 3 giugno il Miur dovrà, sulla base delle proposte avanzate dai sindacati, definire l’atto di indirizzo del nuovo contratto.

Atto di indirizzo per il CCNL scuola 2019-2021

L’Atto di Indirizzo per il rinnovo del CCNL scuola serve per autorizzare le parti ad utilizzare le risorse da stanziare per la legge di bilancio 2020 per gli aumenti stipendiali, per la valorizzazione professionale dei docenti, forse, qualcuno ancora ci spera, per il recupero dell’annualità 2013, per la progressione di carriera del personale docente e ata.

È utile sapere che l’Atto di Indirizzo, verrà predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri sulla base delle proposte e degli accordi raggiunti con i sindacati, poi dovrà essere inviato all’Aran al fine di consentire alle parti di concludere l’iter contrattuale.

La curiosità di molti è quella di conoscere da dove arriveranno i miliardi di euro che serviranno a chiudere un contratto che dovrebbe aprire le porte all’adeguamento degli stipendi dei prof ai livelli medi europei.

ATA, organici 2019/2020: nessun taglio

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Si è conclusa l’informativa al Miur sull’organico del personale ATA per il triennio scolastico 2019/2022.

Personale ATA, gli organici restano invariati grazie agli alunni disabili

Per quanto riguarda l’organico del personale ATA, l’amministrazione ha illustrato alle Organizzazioni sindacali i criteri con i quali verrà rideterminato l’organico per l’a.s. 2019/2020, tenuto conto del calo di 70.000 alunni a livello nazionale, della trasformazione dei contratti – da tempo parziale a tempo pieno – di 226 ex co.co.co. e della stabilizzazione, a partire dal 1^ gennaio 2020, del personale ex LSU (come previsto dalla legge di Stabilità 2019).

Come segnala la Flc Cgil, per il calcolo della consistenza complessiva delle dotazioni organiche nella proposta di decreto del MIUR al MEF, si tiene conto del numero di alunni con disabilità (come previsto dall’art. 3 del D.Lgs. n. 66/2017), per cui la decurtazione, che ci sarebbe stata sulla base della diminuzione del numero degli alunni, viene riassorbita. Di conseguenza, il MIUR prevede il mantenimento delle attuali dotazioni organiche.

Personale ATA: i tagli previsti

Infatti, il taglio previsto, che doveva essere pari a 437 Assistenti amministrativi e 1.224 Collaboratori scolastici, viene compensato sulla base del numero di alunni con disabilità certificati, presenti a sistema.

Il saldo complessivo – pari per l’a.s. 2019/2020 a 203.434 unità – è di 36 unità in più date dalla compensazione tra 113 posti di personale ex co.co.co. trasformati a tempo pieno e 77 posti in meno di DSGA, dovuti al dimensionamento.

A partire dal 1° gennaio 2020, dovranno essere poi recuperati 11.507 posti congelati sull’organico di diritto per la stabilizzazione del personale ex LSU, il cui passaggio sarà regolato dai decreti applicativi del Ministero, che devono essere ancora emanati.

Decreto Dipartimentale 21 maggio 2019, AOODPIT 758

Elenco dei soggetti esterni accreditati per un triennio scolastico, a partire dall’a.s.2019/2020 fino all’a.s. 2021/2022, al fine di collaborare con l’Amministrazione scolastica per promuovere e realizzare procedure di confronto e di competizione, nazionali e internazionali, nonché olimpiadi e certamina, concernenti la valorizzazione delle eccellenze degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie

Concorso DSGA


Banca dati dei quesiti per la prova preselettiva del concorso DSGA

Ai sensi dell’articolo 12 comma 4 del Bando del concorso DSGA di cui al Decreto direttoriale 2015 del 20 dicembre 2018, è pubblicata la banca dati di 4.000 quesiti per la prova preselettiva del concorso per il reclutamento di 2.004 Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi per le Istituzioni scolastiche statali.
La prova preselettiva si svolgerà nei giorni 11, 12 e 13 giugno 2019 nelle sedi individuate dagli Uffici Scolastici Regionali. La prova avrà una durata massima di 100 minuti e consisterà nella somministrazione di 100 quesiti a risposta multipla, riguardanti le discipline previste per le prove scritte.


Concorso DSGA, prove preselettive l’11, 12 e 13 giugno

La prova preselettiva del Concorso pubblico per titoli ed esami a 2.004 posti da Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) per le scuole statali, si svolgerà nei giorni 11, 12 e 13 giugno 2019. Le date sono state comunicate con un Avviso pubblicato il 15 marzo 2019 sulla Gazzetta Ufficiale.

Almeno venti giorni prima rispetto a queste date, sul sito del MIUR sarà pubblicata la banca dati di 4.000 quesiti da cui verranno estratte le domande che saranno proposte ai candidati durante la prova.

L’elenco delle sedi con la loro esatta ubicazione, l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti sulla base della Regione per la quale hanno presentato la domanda di partecipazione, l’orario di svolgimento e le ulteriori istruzioni operative saranno comunicate almeno quindici giorni prima della data di svolgimento della prova tramite un avviso che verrà pubblicato sul sito del MIUR e degli USR competenti.

I candidati dovranno presentarsi nelle rispettive sedi d’esame muniti di un documento di riconoscimento valido e del proprio codice fiscale. La prova preselettiva avrà la durata massima di 100 minuti.

Ogni altra comunicazione relativa alla procedura concorsuale ed eventuali modifiche delle suddette date saranno comunicate tramite uno specifico avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4a Serie ~ speciale «Concorsi ed esami» – del 28 maggio 2019.


Scuola, chiusi i termini per le domande il concorso DSGA: oltre 102.000 le istanze pervenute

Si sono chiusi il 28 gennaio a mezzanotte i termini per presentare istanza di partecipazione al concorso per i 2.004 posti da Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) per le scuole statali di ogni ordine e grado.

Il prossimo 15 marzo sulla Gazzetta Ufficiale verranno indicate la data e le sedi della prova preselettiva.
Le domande di partecipazione pervenute sono state 102.900. Le Regioni con il maggior numero di domande inoltrate sono Campania (20.143), Lombardia (12.885), Sicilia (10.695), Lazio (9.833).

Il concorso per i DSGA è una selezione per titoli ed esami bandita su base regionale per la copertura dei posti che si prevede risulteranno vacanti e disponibili negli anni scolastici 2018/19, 2019/20 e 2020/21. Alla procedura concorsuale è dedicata un’apposita sezione del sito www.miur.gov.it, accessibile tramite la fascia “Mondo MIUR” e l’apposito banner “Concorso DSGA”. I candidati hanno potuto presentare domanda per una sola Regione.


Scuola, ecco il bando di concorso per Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA): 2.004 i posti disponibili, domande di partecipazione fino al 28 gennaio

Bussetti: “Selezione era tra le nostre priorità. DSGA figure fondamentali per il buon funzionamento delle scuole”

Al via la selezione per il reclutamento di 2.004 Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) per le scuole statali di ogni ordine e grado. Il bando sarà disponibile, dopo le 19.00, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e sulla Gazzetta Ufficiale.

“Il reclutamento dei nuovi DSGA era atteso da tempo ed era una delle nostre massime priorità. Avevamo promesso di sbloccare il bando: abbiamo agito rapidamente e con grande concretezza”, dichiara il Ministro Marco Bussetti. “I DSGA sono figure essenziali per il buon funzionamento del sistema e delle nostre scuole. Dall’ultimo concorso sono trascorsi quasi venti anni: un tempo infinito. Non deve più accadere. Troppo spesso il ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario è sottovalutato. Su questo punto va invertita la rotta con assunzioni, formazione, valorizzazione di questi profili. Il concorso è un primo importante passo soprattutto per colmare le lacune di personale che rendono difficile l’amministrazione quotidiana delle scuole”.

Il concorso per i DSGA è una selezione per titoli ed esami  bandita su base regionale per la copertura dei posti che si prevede risulteranno vacanti e disponibili negli anni scolastici 2018/19, 2019/20 e 2020/21. Alla procedura concorsuale è dedicata un’apposita sezione del sito www.miur.gov.it, accessibile tramite la fascia “Mondo MIUR” e l’apposito banner “Concorso DSGA”.

La domanda di partecipazione potrà essere presentata esclusivamente online, attraverso l’applicazione POLIS, da domani, 29 dicembre 2018, fino a tutto il 28 gennaio 2019. Sarà possibile presentare domanda per una sola Regione.

LA SCHEDA SUL CONCORSO

La prova preselettiva

Qualora, a livello regionale, il numero dei candidati sia superiore a quattro volte il numero dei posti disponibili, le prove di esame saranno precedute da una prova preselettiva nazionale. Computer based, unica su tutto il territorio nazionale, la prova preselettiva, della durata massima di 100 minuti, si svolgerà nelle sedi individuate dagli USR e consisterà nella somministrazione di 100 quesiti relativi alle discipline previste nel bando. Ogni quesito consisterà in una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una sarà esatta. La valutazione della prova preselettiva sarà effettuata assegnando 1 punto a ciascuna risposta esatta, zero punti alle risposte non date o errate. Il punteggio della prova preselettiva sarà restituito al termine della prova stessa. All’esito della preselezione, accederà agli scritti un numero di candidati pari a tre volte il numero dei posti messi a concorso per ciascuna Regione.

La prova scritta

I candidati dovranno affrontare due prove scritte, ognuna con un tempo di 180 minuti: una prova costituita da sei domande a risposta aperta, relative agli argomenti indicati nel bando;  una prova teorico-pratica, consistente nella risoluzione di un caso concreto attraverso la redazione di un atto su uno degli argomenti indicati nel bando. La commissione assegnerà alle prove scritte un punteggio massimo di 30 punti ciascuna. Ciascuno dei sei quesiti a risposta aperta riceverà un punteggio compreso tra zero e 5 che sia multiplo intero di 0,5. La prova teorico-pratica riceverà un punteggio compreso tra zero e 30. Accederanno alla prova orale i candidati che avranno conseguito, in ciascuna delle prove, un punteggio di almeno 21/30.

La prova orale

La prova orale sarà composta da un colloquio sulle materie d’esame, che accerterà la preparazione professionale del candidato e la sua capacità di risolvere un caso riguardante la funzione di DSGA; da una verifica della conoscenza degli strumenti informatici e delle tecnologie della comunicazione più comuni; da una verifica della conoscenza della lingua inglese. La commissione assegna alla prova orale un punteggio massimo complessivo di 30 punti. La prova sarà superata dai candidati che conseguiranno un punteggio non inferiore a 21 punti.