Oggi esiti della mobilità, il responso è già su Istanze on Line

da Orizzontescuola

di redazione

Oggi si conosceranno ufficialmente gli esiti dei movimenti per tutti i gradi di scuola.

Le segreterie ne sono già a conoscenza tramite il sistema SIDI da venerdì scorso e qualche docente ha già saputo la sua destinazione in quell’occasione.

Dalla mezzanotte di oggi, molti docenti, in ansia, sono rimasti svegli ed  hanno visualizzato la destinazione sulla pagina personale di Istanze on Line, nella sezione Altri Servizi, Mobilità in organico di diritto, interroga movimento.

Il docente che ha presentato la domanda riceverà anche una mail con l’esito della elaborazione informatizzata.  Inoltre l’Ufficio Scolastico pubblicherà i bollettini completi di tutti i movimenti della provincia.

Chi non otterrà il trasferimento richiesto, potrà presentare domanda di  assegnazione provvisoria, se ha i requisiti. Le FAQ di Orizzonte Scuola

La domanda di assegnazione provvisoria potrà essere presentata ai primi di luglio.

Maturità 2019, oggi si preparano le buste per il colloquio

da Orizzontescuola

di redazione

Continuano oggi le correzioni delle prove scritte per gli esami di Stato.

Devono infatti intercorrere due giorni dalla pubblicazione dei risultati delle prove scritte all’inizio dei colloqui.

E’ prevista per oggi per la maggior parte delle commissioni la predisposizione delle buste contenente il materiale, dopo aver completato le correzioni.

Per le prove del liceo artistico, invece, oggi è l’ultimo giorno della seconda prova; nel pomeriggio, per questo indirizzo, sarà possibile iniziare le correzione degli scritti.

Colloquio: predisposizione buste per sorteggio

Il DM 37/2019 prevede che la commissione d’esame dedichi un’apposita sessione alla preparazione del colloquio.

Nel corso di tale sessione la commissione deve predisporre, per ciascuna classe, un numero di buste pari a quello dei candidati aumentato almeno di due unità. In tal modo, anche l’ultimo candidato potrà esercitare la scelta fra tre differenti buste (ad esempio: classe di 21 alunni; vanno predisposte 23 buste).

L’OM n. 205/19 all’art. 14 comma 8 dispone:

“8. Nell’ambito delle operazioni preliminari, la commissione dedica un’apposita sessione alla predisposizione dei materiali per lo svolgimento del colloquio”

E tuttavia qualche commissione potrebbe non ritenere sufficiente il tempo a disposizione, e decidere di proseguire i lavori anche

  •  subito dopo lo svolgimento delle prove scritte oppure
  • dopo la correzione delle prove scritte, nei due giorni antecedenti il
    colloquio

Va precisato che nella predisposizione dei verbali, in quello relativo alla riunione preliminare c’è quello di individuazione dei criteri per la preparazione dei materiali, mentre quello relativo alla predisposizione dei materiali è collocato dopo lo svolgimento delle prove scritte.

Il Presidente della commissione in ogni caso si assicura che le buste garantiscano la riservatezza del materiale in esse contenuto e che le stesse siano adeguatamente custodite.

Materiali

I materiali, come detto più volte, costituiscono lo spunto di avvio del colloquio, che si sviluppa in una più ampia trattazione di carattere pluridisciplinare che possa esplicitare al meglio il conseguimento del PECUP.

La scelta dei materiali ha l’obiettivo di favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline.

Questi i materiali da predisporre

  • testi (es. brani in poesia o in prosa, in lingua italiana o straniera)
  • documenti (es. spunti tratti da giornali o riviste, foto di beni artistici e monumenti, riproduzioni di opere d’arte; ma anche grafici, tabelle con dati significativi ……..)
  • esperienze e progetti (es.: spunti tratti dal documento del 15 maggio )
  • problemi (es.: situazioni problematiche legate alla specificità dell’indirizzo, semplici casi pratici e professionali)

La scelta dei sopra riportati materiali deve avvenire in base ai seguenti criteri:

– coerenza con gli obiettivi del PECUP
– coerenza con il percorso didattico effettivamente svolto (documento del 15 maggio)
– possibilità di trarre spunti per un colloquio pluridisciplinare
– ricerca di omogeneità tra le tipologie e il livello di difficoltà dei materiali

Candidati DSA

Per i canditati con DSA la commissione, considerati gli elementi forniti dal consiglio di classe, deve tenere in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive certificate e le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati.

Per quanto riguarda lo svolgimento del colloquio, la commissione d’esame deve proporre materiali in coerenza con il PDP di ciascuno.

Per tali candidati, scrive il Miur nella nota del 6 maggio 2019, non trova applicazione la procedura di cui all’articolo 19, comma 5, dell’O.M. n.205 del 2019.

La predetta procedura prevede quanto detto sopra, ossia la predisposizione delle buste da sorteggiare.

Pertanto per i candidati con DSA (ed anche per i disabili certificati) non è prevista la predisposizione delle buste né tanto meno il sorteggio.

Sarà, pertanto, la commissione a proporre il materiale coerente con il PDP, da cui prenderà avvio il colloquio.

Questo il passaggio della nota del Miur ” In particolare, per lo svolgimento del colloquio trovano applicazione, rispettivamente, l’art. 20, comma 7, e l’art. 21, comma 5, dell’ordinanza ministeriale i quali prevedono che le commissioni d’esame sottopongano ai candidati con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento i materiali di cui all’art. 19, comma 1, predisposti in coerenza con il PEI o il PDP di ciascuno. Pertanto, non trova applicazione per i candidati con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento la procedura di cui all’art. 19, comma 5, dell’O.M. n.205 del 2019.”

Tale disposizione è stata confermata anche dall’UST di Varese.

“INIZIO CON LA SCELTA DELLA BUSTA (ESONERO PER H E DSA vedi CM 788 del 06/05/2019″ così troviamo segnalato nella slide n. 20 presentata alla riunione di formazione per i presidenti di commissione.

Gli alunni non devono conoscere in anticipo contenuti delle buste

I percorsi infatti non devono essere strutturati nel documento del 15 maggio (come pensa qualche docente), né devono essere messi a disposizione degli studenti qualche giorno prima della prova.

Gli studenti devono infatti confrontarsi con una situazione “non nota”

Bussetti: non è il voto a definire valore di una persona

da Orizzontescuola

di redazione

Il ministro Bussetti ha affidato a Facebook il commento sull’alunno che ha tentato il suicidio.

All’indomani della vicenda, il titolare del Miur ha scritto sul suo profilo social:

“La vicenda del 14enne che è in fin di vita a Napoli dopo un tentativo di suicidio per essere stato rimandato a scuola mi colpisce e mi addolora profondamente. Sono vicino alla sua famiglia e spero che possa presto tornare ai suoi affetti.
Come ripeto spesso, il voto non definisce il valore di una persona, ma serve a misurare un compito o un’interrogazione. Ricordiamolo sempre ai nostri ragazzi”.

Il lavoro passa per la scuola, al Sud lasciano entrambi a desiderare: record di Neet e abbandoni dei banchi

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

L’educazione e la formazione sono requisiti indispensabili per approdare con successo nel lavoro e, in generale, per inserirsi nella società. E quindi anche per l’intera crescita del Paese in cui si vive. In Italia, però, c’è più di qualcosa che non va.

Le stime espresse da Eurostat dicono che Cgil, Cisl e Uil hanno i loro buoni motivi per avere organizzato il 22 maggio la manifestazione unitaria a Reggio Calabria a difesa del lavoro e del Sud: tra le ultime cinque regioni in Europa per tasso di occupazione, ben quattro sono infatti nel Mezzogiorno d’Italia ma il gap rispetto all’Ue è ampio anche sull’educazione e la formazione dei giovani.

I dati Eurostat: le difficoltà del Meridione

Si tratta di dati riferiti al 2018, ripresi dall’Ansa, relativi ad un’Italia divisa a metà con meno del 50% delle persone tra i 20 e i 64 anni che lavorano in Sicilia (il 44,1%) a fronte del 63% medio in Italia e il 74,4% in Emilia Romagna.

In Europa fa peggio di Sicilia, Campania (45,3%), Calabria (45,6%) e Puglia (49,4%) solo la regione oltremare francese della Mayotte (40,8%), isola vicina al Madagascar.

L’Italia – ricorda l’Ansa – pur avendo un tasso di occupazione complessivo medio maggiore di quello della Grecia (il 63% contro il 59,5%) ha un divario più ampio tra le singole regioni, con l’Emilia Romagna al 74,4% e la provincia di Bolzano al 79% mentre il Sud è in media al 48,7% e le Isole al 47,1%.

Il problema sarebbe ben chiaro anche ai politici: negli ultimi giorni, il vicepremier Luigi Di Maio ha detto che si potrebbe arrivare a dare il via libera all’autonomia differenziata solo a condizione che contestualmente si vari un “grande piano per il Sud” (un progetto che però convince poco).

Bassi livelli formativi al Sud: alta la dispersione

Poi, dicevamo, c’è il problema della mancata formazione: al Sud, le persone che hanno al massimo il diploma di terza media sono il 32,7% di coloro che hanno tra i 30 e i 34 anni a fronte del 16,4% medio in Ue (36,2% nelle isole) mentre coloro che in questa fascia di età hanno una laurea sono appena il 21,3% (il 20,9% nelle Isole) contro il 40,7% medio in Ue.

In Italia è in media più alta la percentuale di abbandono scolastico (14,5% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni a fronte del 10,6% medio in Ue), soprattutto a causa dell’alto tasso registrato tra i ragazzi sardi (il 23%) e siciliani 22,1%).

La stessa alternanza scuola-lavoro, che dal 2005 i governi hanno cercato di potenziare e di incentivare (anche se dall’attuale esecutivo è stata dimezzata a livello orario), al Meridione si svolge spesso con difficoltà, a causa quasi sempre del basso numero di aziende e industrie in grado di recepire giovani in formazione.

Né studiano, né lavorano: tanti in Italia

Le regioni meridionali si confermano poi al top per la percentuale di Neet, ovvero le persone che non lavorano ma non sono neanche in un percorso di studio o di formazione.

Se in Europa la percentuale dei giovani tra i 15 e i 34 anni Neet è al 14,1%, nel nostro Paese scende lentamente: oggi è al 24,8%, soprattutto a causa degli alti tassi nelle regioni del Sud (35,5%) e delle Isole (39%).

In Sicilia il fenomeno dei Neet è addirittura in crescita: è risalito al 41,8 dopo, due anni di calo superando anche la regione francese della Guyane scesa al 39,2%.

Le donne che non lavorano

Il dato italiano è basso anche per altri motivi, oltre a quello della formazione che non decolla. Ad esempio, per la scarsa partecipazione al lavoro delle donne (fanno eccezione alcune professioni, come quella della scuola dell’infanzia, dove il sesso femminile è presente sul 99% degli organici).

Complessivamente, però, nel nostro Paese tra i 20 e i 64 anni lavora il 53,1% delle donne contro il 67,4% della media Ue (il 75,8% in Germania), ma anche all’interno del nostro Paese ci sono differenze enormi con l’Emilia Romagna con il 66,9% delle donne occupate (superiore alla media Ue) e la Sicilia con il 31,5%. In Campania sono occupate il 31,9% delle donne in età da lavoro (sempre senza considerare quelle tra i 15 e i 20 anni), in Calabria il 33,5% e in Puglia il 35,6%.

Il liceo classico, scuola formativa e rigorosa: salvarlo, non snaturarlo

da La Tecnica della Scuola

Di Andrea Carlino

Riconoscere, scomporre, astrarre e risolvere sono i passaggi obbligati per qualunque traduttore di latino o di greco. Tradurre non è semplicemente fare i compiti, significa affrontare problemi. Dunque fare il classico e tradurre dal latino e dal greco è la miglior palestra dove allenare il pensiero astratto.

“Frequentare i classici insegna ad affrontare la fatica quotidiana dello studio, che è fatica anche fisico-posturale”, scriveva Gramsci.

Il liceo classico, oggi, però, pur essendo una scuola formativa e rigorosa, viene visto con disappunto perché non alla moda, moderno o europeo, in linea con le competenze richieste dal mondo del lavoro.

Per affrontarla occorre infatti attuare una serie di operazioni mentali che sono tipiche di ogni metodologia razionale; senza contare che i linguaggi di un gran numero di saperi – non solo umanistici e filosofici, ma sociali, tecnici, artistici e scientifici – sono ampiamente costruiti su termini di origine greca e latina.

I ragazzi in uscita dagli studi liceali classici conseguono i risultati migliori in ambito universitario.

Per salvare e rilanciare il Liceo classico in Italia, tutto bisogna fare, fuorché snaturarlo.