Decreto sull’inclusione scolastica: approvato

Decreto sull’inclusione scolastica: approvato. Ora nuova fase

Nella seduta di ieri il Consiglio dei Ministri ha definitivamente licenziato il decreto correttivo del decreto legislativo n. 66 del 2017 che, come noto, reca “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità” e che è molto importante ai fini del diritto allo studio per tutti.

Il testo del decreto ha ottenuto i pareri favorevoli con proposte emendative delle competenti Commissioni di Camera e Senato. Nelle relative audizioni FISH ha espresso a suo tempo sia valutazioni di apprezzamento che suggerimenti di correzione ed aggiustamento con l’intento di raffinare ulteriormente la disposizione il cui testo era già il risultato di un lungo e fruttuoso confronto anche con le organizzazioni delle persone con disabilità e dei loro familiari.

La Federazione plaude al raggiungimento di questo traguardo, ma già rivolge la sua attenzione e le sue energie alla fase successiva, quella necessaria a rendere operative le disposizioni della norma: l’assieme dei decreti attuativi che il Ministero dovrà predisporre.” Così commenta Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. “Nell’elaborazione di questi decreti il Ministro potrà contare sull’apporto della Federazione e dell’Osservatorio MIUR. Sarà un’occasione in più da cogliere per affinare le concrete modalità operative di una disposizione che virtualmente dovrebbe migliorare la qualità dell’inclusione di molte ragazze e ragazzi con disabilità.

In questa occasione non possiamo che esprimere la speranza che il prossimo anno scolastico, grazie a nuove risorse ed attenzioni, inizi davvero lo stesso giorno anche per gli alunni con disabilità e quindi siano operativi da subito tutti i servizi e i sostegni necessari per la frequenza e per l’inclusione scolastica. Il che significa: il sostegno, il supporto all’educazione e alla comunicazione, l’assistenza igienica e materiale, il trasporto. FISH, come lo scorso anno, monitorerà e raccoglierà disagi, lacune e ritardi.”

Protocollo d’intesa CNR-CRUI-Confindustria

Un accordo per rafforzare il sistema dei brevetti nel nostro Paese, sostenuto da uno stanziamento pubblico iniziale pari a 4 milioni di euro, con l’obiettivo di arrivare a 20 milioni, anche attraverso contributi privati. Oggi al MIUR, il Presidente del CNR Massimo Inguscio, il Presidente della CRUI Gaetano Manfredi e il Direttore Generale di Confindustria Marcella Panucci hanno sottoscritto, alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, il Protocollo d’intesa che istituisce il Consorzio per la valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e il trasferimento tecnologico.

L’obiettivo è costituire un ente che tuteli e rafforzi il sistema dei brevetti, valorizzi i risultati della ricerca scientifica e la supporti nella fase del trasferimento tecnologico e della realizzazione concreta dei progetti. Un passaggio necessario per favorire la crescita economica e incrementare la competitività del Sistema Italia.

Il Consorzio nascerà con un finanziamento di partenza di 4 milioni di euro, erogati dal MIUR al Consiglio Nazionale delle Ricerche, soggetto promotore dell’iniziativa, tramite il FOE (Fondo Ordinario per il finanziamento degli Enti e istituzioni di ricerca). Il Ministero ha individuato quali partner nella fase di avvio del progetto la Fondazione CRUI, in rappresentanza degli Atenei, e Confindustria, in rappresentanza delle imprese. Diversi soggetti privati si sono già dichiarati disponibili a finanziare.

Il Consorzio sarà un soggetto aperto al contributo, scientifico ed economico, degli altri attori del sistema della ricerca e dell’innovazione, finanziario e produttivo e avrà due compiti principali.

Il primo obiettivo, nel breve termine, sarà la creazione di un fondo di investimento di de-risking per l’accelerazione della fase di prototipizzazione e sviluppo delle invenzioni e delle idee di startup generate da Università ed Enti pubblici di ricerca.

Nel medio/lungo termine, il Consorzio si occuperà della promozione del successivo finanziamento della fase di sviluppo e utilizzo industriale della proprietà intellettuale prodotta da Università ed Enti pubblici, attraverso la collaborazione con investitori, pubblici e privati, imprese e altri fondi (internazionali, nazionali e regionali, pubblici, misti e privati). Sviluppo e utilizzo porteranno anche a un rifinanziamento del Consorzio stesso.

“Con l’istituzione del Consorzio diamo corpo a tutte le importanti riflessioni sviluppate nel corso di Innovagorà, la prima fiera dei brevetti che si è tenuta a Milano, lo scorso mese di maggio, su impulso del MIUR – ha dichiarato il Ministro Marco Bussetti -. L’innovazione tecnologica è un tratto distintivo della società contemporanea e del mondo globalizzato. I brevetti provenienti dalla nostra ricerca pubblica devono essere conosciuti dagli altri attori del sistema produttivo, economico e scientifico del Paese e contribuire fattivamente a migliorare la vita dei cittadini. Occorre creare un legame più stretto tra mondo universitario e della ricerca, fondi di investimento e imprese, per far sì che l’innovazione si traduca in produttività, occupazione, crescita. Il soggetto pubblico che viene costituito oggi punta a supportare questo meccanismo virtuoso. Il Sistema di Ricerca e Innovazione italiano aveva bisogno di essere rafforzato nella fase di sviluppo delle idee e della loro trasformazione in prototipi. Oggi colmiamo questa lacuna. L’investimento nel sapere e nella tecnica è una delle chiavi imprescindibili per il rilancio dell’interesse italiano in Europa e per permettere al nostro Paese di competere a livello globale. Anche in questo campo, dopo un approfondito studio del problema, possiamo offrire agli italiani dei risultati concreti”.

“Il nuovo soggetto nazionale per la valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e il trasferimento tecnologico alle imprese è un’assoluta novità che consentirà, tra l’altro di coordinare le iniziative private o di singole università che rischiano di parcellizzare interventi da noi ritenuti di rilevanza strategica e nazionale. Il CNR è stato designato dal MIUR promotore dell’iniziativa, così come avvenuto recentemente a Milano per InnovAgorà, la piazza dei migliori brevetti pubblici italiani. Grazie ai finanziamenti pubblici e alla collaborazione chiave con la CRUI e la Confindustria sarà possibile velocemente costituire e definire le linee di sviluppo del nuovo soggetto per il finanziamento, l’attrazione di investimenti privati e il sostegno ad attività di de-risking e di valorizzazione del patrimonio brevettuale italiano generato dalla migliore attività di ricerca delle università e degli enti pubblici di ricerca del MIUR. Questa progetto nazionale permetterà di focalizzare investimenti pubblici, attrarre nuovi e maggiori investimenti pubblici e privati, nazionali e internazionali su aree fondamentali per il progresso sostenibile e la salute delle persone e della terra, con l’obiettivo di incrementare l’eccellenza di ricerca e innovazione in Italia, sviluppare economia e nuova occupazione altamente qualificata grazie al gioco di squadra tra enti pubblici di ricerca, università e le imprese italiane nell’Unione europea e nel mondo” ha affermato il Presidente del CNR Massimo Inguscio.

“Il Consorzio – ha aggiunto il Capo Dipartimento per la Formazione superiore e la Ricerca del MIUR Giuseppe Valditara – fa parte della strategia del MIUR volta a valorizzare il trasferimento tecnologico. Una strategia di cui si è avuta testimonianza concreta nel nuovo Piano Triennale per l’università approvato in questi giorni e che servirà a dare un contributo alla crescita economica del Paese e a valorizzare la ricerca fatta dei nostri scienziati”.

“È fondamentale un impegno congiunto per valorizzare i risultati della ricerca e rendere strutturale la collaborazione con le imprese per tradurli in prodotti e servizi innovativi. Solo così potremo creare davvero sviluppo diffuso, mantenere e rafforzare la competitività del nostro sistema industriale e assicurare occupazione crescente e di qualità – ha sottolineato il Direttore Generale di Confindustria Marcella Panucci -. Questo intervento, operando nella logica del de-risking a supporto della fase critica di sviluppo intermedio dei risultati della ricerca, mira a colmare un gap e costituisce un ulteriore passo importante per rafforzare il sistema di Ricerca e Innovazione nazionale. Non si sovrappone ad altri ma anzi agisce da integratore e catalizzatore di altri interventi pubblici e privati”.

“La terza missione delle università, che si aggiunge alla didattica e alla ricerca, rappresenta già da tempo un asse cruciale delle attività universitarie – ha dichiarato Gaetano Manfredi, Presidente della CRUI -. Trasferire le ‘tecnologie’ elaborate dalla ricerca verso le attività produttive (e non solo) rappresenta uno dei modi più incisivi con cui l’università si rende partecipe della prosperità del Paese, dialogando con imprese e territori, promuovendo uno sviluppo economico basato sulla conoscenza. Finora il principale elemento di debolezza di questa catena virtuosa è sempre stato la dimensione. Un singolo ateneo o una piccola alleanza di università difficilmente riescono ad accedere a canali di finanziamento e valorizzazione sufficientemente ampi per garantire il successo di quel cammino che va dall’idea alla produzione. Di conseguenza salutiamo con favore la costituzione di questo Consorzio, grazie al grande impegno del MIUR e alla sempre più efficace collaborazione con CNR e Confindustria. Inoltre, a nostro avviso, la nascita del Consorzio lancia anche un segnale incoraggiante. Ovvero una rinnovata attenzione delle istituzioni pubbliche per l’investimento nelle attività di ricerca, fra le poche in grado di partecipare a un rilancio del Paese che sia di medio-lungo periodo e che garantisca un futuro dignitoso alle nuove generazioni”.


Corte Conti: la dispersione è a quota 14,5%, vanno utilizzati meglio i fondi Ue

da Il Sole 24 Ore 

di Scuola24

«In Italia il tasso di dispersione scolastica è pari al 14,5%. In termini numerici, nella scuola secondaria di II grado, gli abbandoni complessivi nel 2016 e nel passaggio fra il 2016/2017 sono stati 112.240. Le risorse finanziarie stanziate ed erogate dallo Stato, negli anni 2012-2017, sono state di 218 milioni di euro. Rilevante ausilio è giunto dai fondi comunitari. Nel periodo di programmazione Pon 2007-2013, il totale complessivo delle risorse finanziarie utilizzate per la lotta alla dispersione è stato pari a 309.690.333,10 euro. L’importo programmato per il periodo 2014/2020 è di euro 345.945.951». E’ quanto emerge dalla relazione su “La lotta alla dispersione scolastica: risorse e azioni intraprese per contrastare il fenomeno” approvata dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti con deliberazione 14/2019/G del 26 luglio 2019.

La relazione esamina i profili finanziari e gestionali sulle misure di contrasto adottate. Il fenomeno, di natura multifattoriale, viene ricollegato alle sue cause strutturali, endogene ed esogene. Le prime sono legate alla scarsa attrattività delle scuole, spesso prive di adeguate dotazioni didattiche e ludiche e con una didattica rigida, che poco tocca le corde motivazionali dell’alunno. Le seconde sono collegate alla povertà di molte zone d’Italia, in particolare i quartieri delle città metropolitane e i luoghi a forte rischio migratorio.

Alla ricostruzione delle molteplici modalità di intervento finanziario si accompagnano le raccomandazioni volte a rendere le scuole non solo luoghi di apprendimento ma anche occasioni di esperienza di comunità e solidarietà.

La Corte prospetta l’utilità di un piano nazionale programmatico e di un monitoraggio legato a un costante aggiornamento dell’anagrafe degli studenti insieme a una funzionante “rete” tra tutte le istituzioni pubbliche (in particolare quelle delle scuole) con la possibile costituzione di un comitato di esperti con competenze elevate nelle politiche e nei dispositivi di contrasto alla dispersione.


Edilizia scolastica, oltre 65 milioni per i controlli su controsoffitti e solai

da Il Sole 24 Ore 

di Scuola24

Oltre 65 milioni di euro a disposizione per la sicurezza delle scuole. Il Miur ha fatto partire ieri – con l’invio in Conferenza Unificata – l’iter del decreto che destina 65,9 milioni di euro a un Piano straordinario per le verifiche dei solai e dei controsoffitti degli istituti scolastici e per i relativi interventi urgenti che dovessero rendersi necessari.

«È un investimento importante – ha sottolineato il ministro Marco Bussetti – un altro segnale di impegno sul fronte della sicurezza delle scuole, anche attraverso azioni di prevenzione di fenomeni di crollo di solai e controsoffitti. Poter analizzare lo stato degli edifici con indagini mirate consente poi di intervenire tempestivamente sulle criticità rilevate, per garantire l’incolumità degli studenti e del personale scolastico. A differenza del passato, abbiamo deciso di non fermarci alle sole indagini, pur fondamentali, ma di stanziare da subito anche specifiche risorse per intervenire sulle situazioni più gravi di inagibilità. È un’azione concreta che dà risposte agli enti locali e ai dirigenti scolastici, che più volte hanno manifestato la necessità di intervenire in modo specifico per prevenire fenomeni di crollo negli ambienti di apprendimento».

Il decreto prevede l’emanazione di un avviso pubblico nazionale, cui potranno aderire tutti gli enti locali interessati, che saranno selezionati sulla base dei seguenti criteri: vetustà degli immobili, con particolare riferimento agli edifici costruiti prima del 1970, sismicità dell’area in cui sono situati, popolazione scolastica coinvolta, assenza di finanziamento negli ultimi cinque anni per interventi strutturali o per indagini diagnostiche, eventuale quota di cofinanziamento.

Dopo la sentenza della Cassazione i presidi scrivono al Miur: ci dica come comportarci sul panino a scuola

da Il Sole 24 Ore 

di Scuola24

Il Presidente dell’Anp (Associazione nazionale presidi) Antonello Giannelli ha scritto al ministro Bussetti una lettera manifestando le preoccupazioni dell’Anp per le possibili ricadute che la sentenza della Corte di Cassazione potrebbe avere sulle singole istituzioni scolastiche e sui loro dirigenti.

L’Anp «ritiene assolutamente necessario che il Miur fornisca ai dirigenti scolastici adeguate istruzioni sul da farsi. I colleghi, infatti, non devono essere lasciati soli ad affrontare gli eventuali ricorsi amministrativi da parte delle famiglie che non intendono contribuire economicamente al servizio».

«Ribadiamo che la mensa scolastica, essendo “tempo scuola”, è un irrinunciabile momento di socializzazione e condivisione, al punto che dovrebbe essere gratuitamente garantita a tutti – aggiunge – Ancora una volta, dunque, emerge la necessità di incrementare le risorse destinate all’istruzione».

«Scuole sicure», il bilancio ufficiale del primo anno

da Il Sole 24 Ore 

di Alessandro Vitiello

Con 14,7 chili di droga sequestrati, 31 arresti, 45 denunce all’autorità giudiziaria e 855 fra violazioni amministrative e illeciti accertati, si chiude il bilancio del primo anno di «Scuole sicure». Una delle tre operazioni «gemelle», assieme a «Spiagge» e «Discoteche», fortemente volute tra il 2018 e il 2019 da Matteo Salvini, che non sono certamente le più imponenti per dimensioni o le più rilevanti politicamente, ma che sono forse le perle mediatiche di quel brand sicurezza sul quale il ministro ha puntato con decisione.
In 598 istituti scolastici, per altro, situati in 15 capoluoghi di Provincia di 11 Regioni – riferisce il comunicato stampa di ieri – è stata potenziata l’attività di vigilanza e controllo contro gli spacciatori grazie ai 2,5 milioni di euro stanziati dal Viminale.
La campagna ha coinvolto oltre 26mila uomini della polizia locale e di Stato, con oltre 13mila servizi effettuati singolarmente o con operazioni congiunte.

Le risorse
Le risorse stanziate per il prossimo anno scolastico 2019/2020 cresceranno fino a oltre 4 milioni, finanziati con il Fondo per la sicurezza urbana. Questi soldi permetteranno di allargare il progetto a cento Comuni in tutto il Paese, nei quali – è la promessa “zero tolerance” del ministro – strada per strada saranno spazzati via droga e pusher.
Ognuno di questi Comuni ha ricevuto un contributo che va da 33mila a 67mila euro, calcolato in base alla popolazione residente, che servirà a installare sistemi di videosorveglianza, a pagare lo straordinario e assumere agenti a tempo determinato per la Polizia locale, a comprare mezzi e attrezzature e promuovere campagne informative.
Protocolli d’intesa tra Prefetture e Comuni consentiranno il trasferimento dei fondi e l’avvio delle attività entro l’inizio dell’anno scolastico 2019/2020.

Decreto istruzione, Invalsi nel mirino. Via libera all’accordo sui precari

da Corriere della sera

Valentina Santarpia

Un nuovo Pas (percorso abilitante straordinario), un concorso straordinario da 24 mila posti a cui potranno partecipare i prof con 36 mesi di servizio, una proroga dei termini per l’adeguamento dei piani antincendio, un intervento per assicurare che gli scuolabus siano gratuiti. Sono solo alcuni dei provvedimenti contenuti nel decreto istruzione in arrivo al Consiglio dei ministri, e di cui il Corriere ha avuto una bozza. Non c’è traccia, invece, dei minacciati interventi sull’Invalsi: all’ultimo momento è stato deciso di stralciare la norma che prevedeva di poter essere ammessi alla maturità anche senza aver fatto i test (come è già accaduto quest’anno ma in via solo provvisoria) e di renderli facoltativi in terza media dove invece già vige l’obbligo. Le indiscrezioni delle ultime ore, confermano dalla maggioranza, hanno spinto il governo a rinviare la decisione, forse al prossimo Consiglio dei ministri ad agosto o a settembre, per evitare le polemiche. «Se confermato, tutto questo porterà problemi di valutazione e l’Italia rischia di uscire dal sistema internazionale di valutazione OCSE-Pisa. Sarebbe la prima volta che accade», avverte l’ex sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi. L’istituto di valutazione resta comunque nel mirino. Subirà un taglio delle risorse del 17,4%: nessun ente di ricerca è stato così penalizzato.

Le assunzioni

Sembrano invece chiariti i contorni dell’operazione che serve ad attuare gli accordi di aprile sulla sorte di circa 55 mila precari. Da un lato si parla di una procedura straordinaria per l’immissione in ruolo nelle scuole secondarie di primo e secondo grado di 24 mila nuovi prof nel prossimo triennio (la metà dei 48 mila in palio per tutto il periodo). La partecipazione al concorso, che dovrebbe essere bandito entro dicembre, è riservata ai docenti che per almeno tre anni scolastici, anche non consecutivi, tra il 2011/2012 e il 2018/2019, abbiano svolto almeno 180 giorni di servizio nelle scuole statali, oppure abbiano lavorato senza soluzione di continuità dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale. Sarà necessario svolgere una prova scritta al computer e una orale: poi si verrà inseriti in una graduatoria sulla base del punteggio riportato nelle prove e di quello accumulato con i titoli, ammessi al percorso annuale di formazione iniziale e prova e la successiva eventuale immissione in ruolo nei limiti dei posti disponibili. Accanto al concorso, è previsto un altro canale, quello dei cosiddetti Pas (Percorsi abilitanti speciali), finalizzato non all’immissione in ruolo ma all’abilitazione per le supplenze: questi corsi universitari a pagamento saranno riservati anch’essi a chi ha insegnato per almeno tre anni scolastici, ma in questo caso vale anche il servizio nelle scuole paritarie. E possono partecipare anche i dottori di ricerca. Come anticipato dal ministro Marco Bussetti, in tutto nel triennio dovrebbero essere assunti 70 mila docenti: 48 mila prof e 17 mila maestri. Intanto le graduatorie del concorso 2016 vengono prorogate di un anno, in modo da garantire la possibilità di rispettare l’obbligo di legge (50% di assunzioni da graduatorie e 50% da concorso). Via libera anche alle assunzioni di dirigenti tecnici: sarà bandito un concorso pubblico a partire da settembre 2020.

Scuola bus gratuito

Nel provvedimento in arrivo sul tavolo del governo, ci sono anche novità nell’ambito del trasporto scolastico: dopo che la Corte dei conti in Piemonte ha stabilito che il servizio di trasporto scolastico rientrerebbe nella categoria dei servizi pubblici locali e non in quella di domanda individuale- e quindi escluso qualsiasi discrezionalità per l’azione amministrativa dell’ente che intenda agevolare la frequenza all’attività didattica da parte dell’utenza scolastica- il decreto interviene per garantire che lo scuola bus resti gratuito o comunque di costi contenuti e accessibili. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, all’articolo 6 è previsto un piano straordinario per l’adeguamento alla normativo antincendio, prorogando le date utili per gli adempimenti delle scuole.

Aiuti agli enti musicali

Disposte anche procedure di semplificazione per gli acquisti funzionali all’attività di ricerca: così come già fanno gli enti pubblici di ricerca, anche le università e le istituzioni AFAM saranno esonerate dall’obbligo del ricorso al MEPA, la piattaforma del ministero delle Finanze per gli acquisti della Pa. Un altro intervento importante viene fatto a favore degli istituti superiori musicali non statali e delle accademie non statali di belle arti finanziate da enti locali: viene adottato un fondo di 4 milioni per estinguere i debiti.

Concorso dirigenti scolastici: contenzioso in arrivo per l’assegnazione degli incarichi

da La Tecnica della Scuola

Le operazioni di attribuzione degli incarichi ai vincitori del concorso per dirigenti scolastici potrebbero essere accompagnate da un contenzioso di difficile soluzione.

Attribuzione incarichi: le proteste della Flc

A porre il problema è soprattutto la Flc-Cgil che ricorda che, nel corso dell’incontro fra Miur e sindacati svoltosi il 31 luglio scorso, l’amministrazione ha proposto di condividere un criterio che tenesse conto, oltre che della posizione occupata nella graduatoria di merito, anche delle attitudini e capacità professionali desumibili dall’esperienza nella pregressa attività lavorativa.

Come abbiamo già riportato in una precedente notizia i sindacati del comparto (Cgil, Cisl, Uil e Snals) si sono dichiarati del tutto contrari a questa ipotesi.
“Come FLC CGIL – si legge in un comunicato – abbiamo espresso il nostro fermo dissenso rispetto a criteri ulteriori relativi alla posizione occupata in graduatoria, ritenendo che il punteggio della graduatoria contenga già al suo interno la valorizzazione delle esperienze professionali e che ogni ulteriore e discrezionale valutazione di titoli – peraltro indicati in modo generico e non sempre  chiaro e inequivocabile dai candidati – possa costituire un’ulteriore inutile problematicità della procedura concorsuale, oltre a rappresentare un elemento di scarsa trasparenza dell’operato dell’amministrazione”.

Ma c’è di più: “Qualora l’amministrazione intenderà adottare comunque i criteri illustrati – aggiunge il sindacato di Francesco Sinopoli – chiederemo a tutti i direttori generali degli USR di esplicitare gli elementi utilizzati per la valutazione delle attitudini e capacità professionali in tutti i casi in cui nell’attribuzione dell’incarico non abbiano tenuto conto della posizione occupata in graduatoria e metteremo i nostri uffici legali a disposizione di tutti coloro che riterranno di essere stati ingiustamente lesi”.

Secondo il Miur, la graduatoria non basta

Come abbiamo già scritto i criteri proposti dal Miur mirano anche a garantire che, per quanto possibile, i neodirigenti vengano assegnati avendo riguardo anche all’ordine di scuola di provenienza in modo da ridurre i casi di docenti di istituti tecnici assegnati a circoli didattici o insegnanti di scuola dell’infanzia nominati in licei o istituti professionali.
Ma, evidentemente, i sindacati del comparto ritengono che questo sia un problema irrilevante e che l’esperienza lavorativa precedente dei neodirigenti non abbia nessuna ricaduta sulle loro competenze professionali.

Il decreto Inclusione approvato in via definitiva, tante novità. Bussetti: partono i percorsi personalizzati

da La Tecnica della Scuola

Via libera dal Consiglio dei ministri, in via definitiva, il decreto inclusione, con qualche modifica rispetto al testo esaminato in via preliminare lo scorso mese di maggio.

Le ore settimanali decise assieme alle famiglie

In attesa di un riscontro effettivo del testo, il Miur comunica che il provvedimento contiene “nuove norme a favore degli alunni con disabilità” compiendo “un passo avanti decisivo per allineare l’Italia, già all’avanguardia nei servizi per gli studenti con disabilità, alla nuova visione internazionale dell’integrazione”.

Sono diverse le novità introdotte rispetto al decreto legislativo 66 dell’aprile 2017, applicativo della Buona Scuola, “a partire dall’assegnazione delle ore di sostegno, che verrà decisa d’intesa con le famiglie, sussidi, strumenti, metodologie di studio non saranno più elaborati in modo “standard”, in base al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente”.

Coinvolta tutta la comunità scolastica

Sempre secondo le anticipazioni del Miur, l’intera comunità scolastica sarà coinvolta nei processi di inclusione. Viene rivista la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: saranno sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno.

Anche i genitori e, dove possibile, se maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno.

Arrivano i Git

Nascono i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (Git), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione. I GIT avranno anche il compito di verificare la congruità della richiesta complessiva dei posti di sostegno che il dirigente scolastico invierà all’Ufficio Scolastico Regionale.

Nelle scuole arriva il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione

A livello scolastico opererà il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori dell’alunno con disabilità, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con l’alunno stesso, nonché con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare e con un rappresentante designato dall’Ente Locale. Il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione avrà il compito di redigere il Piano Educativo Individualizzato, compresa la proposta di quantificazione di ore di sostegno.

Bussetti: un obiettivo che ho fortemente voluto

“Sono particolarmente orgoglioso del provvedimento approvato oggi in via definitiva – ha detto il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti -. Un obiettivo che ho fortemente voluto fin dall’inizio del mio mandato e che è stato raggiunto tramite il confronto costante con le associazioni del settore e con l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica. Anche su questo tema così importante, possiamo presentare alle famiglie i risultati del nostro impegno concreto”.

“Ogni studente – ha concluso Bussetti – deve essere protagonista del proprio percorso di crescita. I ragazzi che hanno bisogno di maggiore assistenza, da oggi potranno beneficiare di percorsi elaborati appositamente per loro, su base individuale. Uno strumento che potrà migliorare ulteriormente l’importantissimo lavoro svolto dai nostri docenti”.

Immissioni in ruolo docenti 2019, ecco il decreto Miur

da La Tecnica della Scuola

È stato firmato questa mattina dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, il decreto che autorizza le immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2019/2020 – di 53.627 docenti per la scuola dell’infanzia, la primaria, la secondaria di primo e secondo grado.

Il decreto del Ministro Bussetti è accompagnato dalle istruzioni operative per le nomine e dai prospetti con la ripartizione del contingente delle assunzioni a tempo indeterminato degli insegnanti. Seguendo lo schema proposto anche da Flc Cgil, riepiloghiamo i punti salienti.

Il Decreto Miur sulle immissioni in ruolo

Immissioni in ruolo 2019: ripartizione del contingente

Il contingente è ripartito, in ogni provincia, al 50% tra GAE e graduatorie di merito delle procedure concorsuali (Concorso 2016, Concorso straordinario per primaria e infanzia e Concorso 2018 per la scuola secondaria). Eventuali posti non assegnabili alle GAE (per esaurimento delle stesse) si aggiungono a quelli disponibili per i concorsi.
Dal concorso 2016 si assumono tutti i docenti inclusi in graduatoria compresi coloro che hanno raggiunto il punteggio minimo. I posti residuati per esaurimento del concorso 2016 sono assegnati alle GRM del concorso straordinario per la primaria e l’infanzia e alle GRME del concorso 2018 per la secondaria. Saranno utilizzabili le graduatorie di merito dei concorsi pubblicate entro il 31 agosto.

Recuperi di assunzioni non effettuabili

Qualora per qualche tipologia di posto/classe di concorso, non sia possibile effettuare tutte le assunzioni previste dal contingente, i posti residui (numericamente) possono essere utilizzati su altro insegnamento/classe di concorso per il quale il contingente sia inferiore ai posti disponibili, nel limite del contingente assegnato a ciascuna provincia.

Possibilità di opzione tra le diverse tipologie di assunzioni

Durante le operazioni di nomina è possibile optare tra le varie tipologie di assunzioni ed in particolare la rinuncia o l’accettazione di un posto di sostegno non preclude la successiva accettazione di posto comune, salvo per coloro che sono obbligati per il sostegno (ex DM 21/05).

Immissioni in ruolo: concorso 2018 GMRE

A seguito delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio il FIT è stato abolito pertanto i docenti che hanno partecipato al concorso 2018 (DDG 85/2018) e si trovano in posizione utile verranno ammessi direttamente al percorso annuale di formazione iniziale e prova e avranno un contratto a tempo indeterminato.

Assunzioni scuola 2019: effetti dell’accettazione o della rinuncia all’individuazione

Rinuncia: la rinuncia comporta la definitiva cancellazione da quella GRME senza ulteriori effetti.
Accettazione: i docenti che saranno avviati al percorso annuale di formazione iniziale e prova saranno cancellati da tutte le altre GRME, dalle GAE e dalle graduatorie di istituto solo in caso di valutazione finale positiva del percorso stesso, e quindi non all’atto della nomina. Non è prevista la cancellazione dalle graduatorie del concorso 2016.

I docenti nominati nell’a.s. 2018/2019 dal concorso 2018 (DDG 85/2018) potranno optare per una graduatoria di altra classe di concorso o tipologia di posto, se pubblicata in data successiva alla nomina precedentemente accettata.

Personale di ruolo individuato dalle GRME

Per il personale già di ruolo che abbia partecipato al concorso riservato agli abilitati e che sia individuato dalle GRME l’accettazione comporta la decadenza dal precedente impiego.

Concorso straordinario primaria e infanzia

Sulla base delle previsioni contenute nel DD 1546/2018, i docenti individuati per l’immissione in ruolo saranno cancellati dalle eventuali altre graduatorie del medesimo concorso, nonché dalle graduatorie d’istituto e dalle graduatorie ad esaurimento.

TUTTI I DOCUMENTI

Concorso DS: due posti in più per i vincitori 2019 e una speranza per gli idonei non vincitori

da Tuttoscuola

Secondo quanto riferito dall’ANP, nel confronto odierno con il MIUR in vista dell’assegnazione delle sedi ai vincitori del concorso DS, sono stati definiti diversi aspetti interessanti.

Innanzitutto l’Amministrazione ha comunicato che si aggiungono ai posti vacanti e disponibili (1984) ulteriori 2 posti rispetto a quelli del contingente autorizzato (i vincitori avranno quindi a disposizione 1986 sedi per un contingente di 1984 posti utili per le immissioni).

Coloro che sono risultati idonei, ma non vincitori, saranno comunque compresi nella graduatoria finale di merito: l’Amministrazione ritiene che uno specifico intervento normativo possa autorizzare nel prossimo triennio lo scorrimento della graduatoria fino a interessare anche tutti gli idonei.

Circa l’attribuzione del ruolo regionale, l’ANP ha chiesto all’Amministrazione di fornire ai vincitori concorso DS, per metterli in grado di esprimere l’ordine di preferenza per l’attribuzione del ruolo regionale, l’elenco delle sedi disponibili nelle singole regioni, comprensivo della relativa fascia di complessità.

L’ANP ha ribadito che in tale elenco devono essere comprese anche le cosiddette sedi nominali, quelle cioè in cui il titolare è fuori ruolo dal 1 settembre 2109  (comandi o distacchi, ad es.) e che pertanto, pur non essendo vacanti, sono disponibili per le immissioni.

Infine, per quanto riguarda i vincitori con riserva (cosiddetti “asteriscati”), questi otterranno il ruolo regionale con accantonamento della sede fino a scioglimento della riserva.

Kaho Nashiki, Un’estate con la Strega dell’Ovest

Kaho Nashiki, come nelle favole

di Antonio Stanca

   La giapponese Kaho Nashiki scrisse e pubblicò il romanzo Un’estate con la Strega dell’Ovest nel 1994. In Giappone fu un successo enorme, l’opera ottenne molti premi e ne fu tratto un film. Recentemente presso Feltrinelli è comparsa una nuova edizione, la prima nella serie “I Narratori”, che comprende anche tre racconti della Nashiki. La traduzione è di Michela Riminucci.

   La scrittrice è nata nel 1959 a Kagoshima, si è laureata a Kyoto, vive a Otsu, nel Giappone centrale, ha scritto romanzi, libri illustrati per adulti e bambini, saggi. I temi che ricorrono nelle sue opere provengono dalla sua attrazione, dai suoi interessi per le religioni tradizionali, per la vita delle piante, dai suoi viaggi.

   Nei racconti di questo libro tornano i personaggi, le situazioni del romanzo che si articolano intorno alla vicenda vissuta da Mai, ragazza di tredici anni, mandata dalla madre a stare con la nonna poiché ha problemi a scuola. Non riesce ad inserirsi nel contesto della classe, a far parte di un gruppo di compagni, è rimasta sola dopo molti tentativi. Allontanarsi, vivere diversamente per un po’ di tempo, si pensa che possa apportare dei miglioramenti, delle modifiche nel suo modo di pensare, di fare. La nonna, poi, con le sue maniere, i suoi insegnamenti dovrebbe essere utile anche in questo senso. La sua casa si trova in campagna, lontano dalla città dove Mai e la madre abitano sole poiché il padre, per motivi di lavoro, risiede fuori. La campagna della nonna sta ai piedi delle montagne in una zona del Giappone più remoto. E’ simile ad un paradiso terrestre per le piante, gli animali, le acque, le luci, i colori, gli odori che ci sono. A Mai sembra di vivere in un sogno, in una favola.

   Il nonno è morto da tempo ma Mai si trova subito bene con la nonna, subito impara come muoversi, cosa fare tra l’interno e l’esterno della casa, tra le stanze, i letti, la cucina, i fornelli e il cortile, il pollaio, l’orto, i fiori, gli alberi. Non credeva di riuscirci e contente sono sia lei sia la nonna di queste sue attitudini e della sua volontà di applicarsi. Tra l’altro parlano a lungo, Mai ha molte cose da chiedere alla nonna, lei è una “ragazza difficile”, aveva detto la mamma, e molti chiarimenti, molte spiegazioni a problemi che l’avevano sempre assillata le verranno dalla nonna, dalla sua esperienza, dalla sua vita trascorsa, da quanto aveva imparato. La nonna è inglese e dopo il matrimonio si era stabilita in Giappone, aveva amato questa terra al punto da voler apprendere le arti della magia, della stregoneria che erano state proprie della famiglia del nonno, dei suoi antenati. Pensa, anzi, di trasmetterle a Mai poiché è convinta che l’aiuterebbero a controllare, a superare quei problemi che il suo carattere particolare le procura. Le farà anche lezione di stregoneria e a Mai sembrerà di stare meglio rispetto a prima.

   Passeranno molto tempo insieme, tra loro si creerà un’intimità alla quale nessuna delle due vorrà rinunciare, si troveranno, staranno bene. Quei vantaggi che Mai aveva pensato d’ottenere da quel rapporto, da quella residenza, in effetti si stavano verificando. Non era soltanto una favola la sua ma anche una realtà ben precisa, ben determinata, non stava soltanto vivendo un sogno ma stava anche imparando molte cose. E tanto si era adattata, tanto era compresa nella situazione che difficile le sarebbe stato decidere quando i genitori, venuti a prenderla, le avevano parlato di trasferirsi tutti nella città dove il padre lavorava e di frequentare qui una nuova scuola.

  Ci vorrà del tempo ma si convincerà dei possibili vantaggi che le sarebbero potuti provenire e accetterà. Nella nuova scuola si troverà bene, Mai crescerà, il tempo passerà e l’opera si concluderà quando si dirà della morte della nonna, del viaggio che madre e figlia faranno per recarsi nella sua casa, del valore, della funzione che la sua presenza, la sua compagnia di allora hanno avuto per Mai.

   Come altre volte, come altri autori passati e presenti, anche Nashiki pensa che dalle favole venga il migliore insegnamento. Dalla nonna è venuto questo a Mai ma anche dalla conoscenza della vita delle piante, degli animali con la quale è venuta a contatto e che tanto interessa la scrittrice.    Non c’è opera della Nashiki dove non compaiano, non agiscano, gli elementi della natura, dove non ci si riferisca a culture, credenze passate. Lo ha fatto anche qui, ha creato una combinazione tra quanto nella vita c’è stato e quanto c’è.

Decreto Dipartimentale 1 agosto 2019, AOODPIT 1205

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

OGGETTO: Concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le Istituzioni scolastiche statali (D.D.G. n. 1259, del 23/11/2017). Assegnazione ai ruoli regionali.

A seguito della pubblicazione della graduatoria generale di merito, disposta con decreto n. AOODPIT 1205 del 1 agosto 2019, si comunica che risultano vacanti e disponibili 1984 posti di dirigente scolastico nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto.
Per quanto sopra, dunque, i candidati utilmente collocati nei primi 1984 posti della suddetta graduatoria potranno indicare l’ordine di preferenza tra le 17 regioni disponibili esclusivamente tramite POLIS a partire dalle ore 15:00 del 1 agosto 2019 e fino alle ore 23:59 del 4 agosto 2019.
Secondo quanto previsto dall’articolo 15 del Bando, i vincitori saranno assegnati ai ruoli regionali sulla base dell’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse, nel limite dei posti vacanti e disponibili in ciascun USR.
I candidati che non presenteranno l’istanza con le modalità e nei termini previsti, verranno assegnati ai ruoli regionali d’ufficio.
Si segnala, infine, che i candidati inclusi con riserva nella precitata graduatoria generale di merito saranno assegnati all’Ufficio Scolastico Regionale secondo la priorità di scelta ma non potranno essere assunti. Pertanto, per questi ultimi sarà possibile solo l’accantonamento del posto nella regione prescelta in attesa della definizione del relativo contenzioso.

IL CAPO DIPARTIMENTO
Carmela Palumbo


Graduatoria generale nazionale per merito e titoli del concorso per dirigenti scolastici, formata sulla base del punteggio finale conseguito dai candidati ai sensi dell’articolo 10, comma 7 del Bando e, a parità di punteggio complessivo, delle preferenze di cui all’articolo 5, commi 4 e 5, del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487.


Accordo CSR 1 agosto 2019

Conferenza Stato-Regioni

Accordo tra il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano riguardante l’integrazione e modifica del Repertorio nazionale delle figure nazionali di riferimento per le qualifiche e i diplomi professionali, l’aggiornamento degli standard minimi relativi alle competenze di base e dei modelli di attestazione intermedia e finale dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, di cui all’Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 27 luglio 2011

Nota 1 agosto 2019, AOODGOSV 17271

Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche con progetti EsaBac ed EsaBac techno
e, p.C.,
Direttori generali e dirigenti preposti agli Uffici scolastici regionali
Referenti regionali EsaBac
LORO SEDI
Direzione generale per i contratti, gli acquisti e per i sistemi informativi e la statistica
SEDE
M.me Laurence Emile Besse
Attachée de coopération éducative
Ambasciata di Francia in Italia
laurence.emile-besse@institutfrancais.it

Oggetto: Esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione nelle scuole con progetti EsaBac ed EsaBac techno – a.s. 2018/19.