Caregiver, verso la legge

Redattore Sociale del 08.01.2020

Caregiver, verso la legge. I 5 punti delle famiglie 

La legge dovrebbe essere calendarizzata nei prossimi giorni, ma non convince i diretti interessati. Il Coordinamento nazionale famiglie con disabilità diffonde un documento, in cui spiega chi è (e chi dovrebbe essere) il caregiver. E quali sono i suoi cinque bisogni (e diritti) fondamentali.

ROMA. Potrebbe vedere presto la luce l’attesissima legge sul caregiver familiare: il disegno di legge 2461, che mette insieme e integra diverse proposte sul tema, depositato in Senato ad agosto, dovrebbe essere discusso entro la fine del mese. Fin dalla prima diffusione del testo, non sono mancate le perplessità, come pure le osservazioni decisamente critiche da parte soprattutto di familiari e associazioni. A queste si aggiunge oggi la voce del CONFAD, il Coordinamento nazionale delle famiglie con disabilità, che diffonde un documento con i cinque punti che “non dovrebbero mancare in una legge ben fatta”.

Chi è il caregiver familiare?
Una premessa, innanzitutto, sull’identità e il profilo del caregiver: “La figura del caregiver è esclusivamente familiare – precisa CONFAD – secondo quanto già previsto nell’articolo 1 comma 255 della legge 205/2017, ovvero la persona che assiste e si prende cura di un familiare che, a causa di malattia, infermità o disabilità anche croniche e degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell’articolo 3 comma 3, della citata legge 104 del 1992 o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980 n 18”. Si tratta di un’attività “estremamente usurante, e non ha le caratteristiche di volontariato e di gratuità, dal momento che solo le circostanze della vita lo hanno condotto a fare una scelta d’amore, ed allo stesso tempo una scelta forzata: in altri termini, una forte assunzione di responsabilità verso la persona con disabilità accudita. Inoltre, considerare che l’attività svolta possa avere caratteristiche di semplice gratuità, ne sminuisce ingiustamente la funzione, e ne preclude ogni possibile sostegno economico. E’ evidente che, qualora venisse meno l’assunzione di responsabilità da parte del caregiver familiare, si determinerebbe un enorme aggravio finanziario per lo Stato, che sarebbe costretto a provvedere con altre risorse”

Le tutele che non ci sono.
Nonostante questo ruolo sociale fondamentale, manca tuttora “un quadro certo di tutele per i caregiver familiari”, che provoca di fatto “l’ impoverimento della famiglia nonché una serie di problemi di ordine sanitario e psicologico, in spregio ai diritti umani affermati a più riprese dalla Costituzione italiana e dalla convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità”. Tali tutele dovrebbero essere garantite dalla legge, insieme alle risorse per renderle effettive. Con una precisazione: “E’ fondamentale che le risorse che devono essere messe in campo per i caregiver familiari non determinino alcuna riduzione delle risorse per le persone con disabilità – afferma CONFAD – Si tratta di due soggetti che hanno diritti, necessità e bisogni che sono distinti, e che vanno affrontati con ben distinte risorse economiche”. Inoltre, per garantire servizi e trattamenti omogenei in tutta Italia, “bisogna mettere a disposizione tutti gli strumenti di controllo affinché vi siano tutele e misure uniformi su tutto il territorio nazionale, combattendo ogni disparità di trattamenti fra regione e regione”. Ed ecco i cinque punti che non possono mancare in una legge che si ponga l’obiettivo di tutelare i caregiver familiari. 

Tutele previdenziali.
CONFAD chiede “la copertura dei contributi figurativi previsti per la figura professionale Oss riferiti al periodo di accudimento svolto. Deve essere riconosciuto il diritto di accedere al prepensionamento, proporzionale agli anni svolti di caregiving, anticipato e senza penalizzazioni, al raggiungimento di 35 anni di contributi, sommando ai contributi da lavoro quelli figurativi versati dallo Stato per l’attività di caregiver familiare, sia che abbia svolto in precedenza o che stia svolgendo un’attività lavorativa, sia che non abbia mai potuto svolgere un’attività lavorativa. Il calcolo dei contributi figurativi sarà retroattivo per i caregiver che all’entrata in vigore della Legge prestano ancora la loro attività di cura verso il proprio familiare.

Sostegno economico.
Questo va assicurato soprattutto ai “caregiver familiari più esposti al rischio di impoverimento che accudiscono un parente con disabilità non autosufficiente in particolari condizioni (ad esempio l’ impossibilità della persona con disabilità di condurre un progetto di vita indipendente e costretto a vivere sempre in casa, o per ragioni legate alle condizioni di salute o ancora per il carico particolarmente usurante dell’ attività di caregiving)”. A questi, “deve essere riconosciuto un contributo economico simile alla retribuzione della figura professionale Oss, riferiti al periodo di accudimento svolto”.

Sanità.
Per quanto riguarda la tutela sanitaria, Confad chiede per i caregiver “percorsi preferenziali nelle strutture sanitarie, sburocratizzazione delle pratiche al fine di ridurre i tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie, il caregiver familiare dovrà essere provvisto di un’apposita tessera di riconoscimento; inoltre è necessario prevedere la domiciliarizzazione delle visite specialistiche per la persona con disabilità accudita, nel caso in cui il suo trasferimento negli ambulatori specialistici possa compromettere lo stato di salute o il suo equilibrio psico-fisico”.

Diritto a curarsi, al riposo ed alle ferie.
Per garantire questo diritto, Confad chiede “interventi di sollievo per garantire il diritto al riposo e di cura (malattia, visite mediche) del caregiver familiare, mediante il supporto di reti solidali, da attivarsi previo consenso dell’idoneità del servizio da parte della persona con disabilità o del suo Ads o tutore, o la copertura assicurativa a carico dello Stato con il rimborso delle spese sostenute per sopperire alla vacanza assistenziale nei periodi di malattia e di riposo”.

Lavoro.
Infine, va garantita al caregiver la possibilità d’inclusione lavorativa, “incentivando il telelavoro e il lavoro agile; percorsi di reinserimento nel mondo lavorativo del caregiver familiare secondo le proprie competenze professionali pregresse, o valorizzando le competenze acquisite nello svolgimento dell’attività di caregiving”.

Lettera a una professoressa

Lettera a una professoressa

di Maurizio Tiriticco

Gentile Professoressa, Lei si lamenta da tempo della fatica dell’insegnare oggi! Purtroppo, ciò che Lei mi dice non lo so direttamente, perché da decenni ormai “non salgo in cattedra”! E non ho il polso di una classe di alunni/e di oggi! Conosco però la passione e l’impegno con cui Lei esercita oggi la sua professione! Anche perché la Sua esperienza di valida docente di lettere la conosco bene! E constato, purtroppo, che, con il declino del nostro Paese, sta declinando anche la scuola! Anni fa non era così. Ho frequentato scuole in cui non ti regalavano nienteee!!! Se io oggi so ancora – almeno penso – leggere comprendere… ed anche scrivere, lo devo anche a tante letture a cui “mi hanno costretto” nei primi cinque anni del vecchio ginnasio! Gli anni del liceo in confronto sono stati una passeggiata. Eppure era il Liceo classico “Giulio Cesare” di Roma! Si doveva studiare! E come! E c’erano anche la fame e la guerra!!! Nonché la paura di noi ragazzi di essere rapiti letteralmente dai tedeschi per andare a scavare trincee sul fronte di Anzio!

Al ginnasio abbiamo letto numerosissimi passi dell’Odissea, dell’Iliade, dell’Eneide (questa anche in latino e con lettura metrica), dell’Orlando Furioso e della Gerusalemme Liberata, molti dei quali a memoria… e che in larga misura ancora ricordo… cito casualmente… Sic fatur lacrimans, classique immittithabenas… Ettor Scamandrio lo chiamava e il volgo tutto Astianatte perché era dell’alta Troia il difensore… e non di dico dell’Addio ai monti… e poi Canto l’arme pietose, e il capitano che il gran sepolcro liberò di Cristo, molto egli oprò col senno e con la mano… Ed al liceo nulla è cambiato! Tutto ammemoroaaa!!! Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi e poi Aeneadum genetrìx, hominum divumque voluptas! Per non dirLe poi del greco! Dareiu cai Paerisatidespaides duo ghignontai… lo scrivo con le nostre lettere! Ed ora traduco: “Da Dario e da Parisatidenacquero due figli: il maggiore Artaserse, il minore Ciro… E’ l’incipit dell’Anabasis di Senofonte!

E la Professoressa – ricordo – insisteva nel dire che il titolo vero avrebbe dovuto essere Katàbasis, perché in effetti si trattava di un ritorno e non di un’andata!Siamo nel IV secolo a. C. E Senofonte era uno dei “diecimila”, un’armata di mercenari assoldata da Ciro il Giovane, il cui scopo era quello di usurpare il trono di Persia al fratello Artaserse II. Ma tutto finì male e i “diecimila” o quanti ne restavano dovettero tornare indietro! Una “pizza” allora per noi ragazzi! Ma un pezzo di cultura in più!

Le risparmio Dante… quali colombe dal disio chiamate con l’ali alzate e ferme… la bocca sollevò dal fiero pasto… e la visione di Dio, nel Paradiso… Questa una vera e propria meraviglia! Che allora mi stupì! E che mi stupisce ancora oggi: “Ne la profonda e chiara sussistenza de l’alto lume parvermi tre giri di tre colori e d’una contenenza”. I tre colori sono il rosso, il verde e il blu. Lo dico io! Dante non lo dice! Ma lo dice Gioachino da Fiore, che Dante qui non nomina. Ma ne ha parlato nel canto XII… “e lucemidallato il calavrese abate Giovacchino di spirito profetico dotato”. E – penso – neanche i commentatori dicono quali colori siano E, guarda caso, sono proprio i tre colori che io adotto quando, leggendo il comma 2 dell’articolo 1 del dpr 275/99, vedo l’istruzione di colore blu, la formazione di colore verde, l’educazione di colore rosso.

Il blu è un colore freddo: perché una conoscenza è quella che è! E per tutti! Indiscutibile: tre per tre dà nove! Il verde, invece, è un colore semifreddo, se si può adottare questo aggettivo: è quello degli interrogativi, della discussione, delle diverse analisi su una qualsiasi vicenda. E’ anche quello delle azioni concrete: il camminare, l’afferrare, ecc. Il rosso poi è quello delle emozioni, del “mi piace” o “non mi piace”. Un film per me stupendo è invece una schifezza per un altro. Per non dire degli innamoramenti! Tutto rosso, quando si ha il colpo di fulmine!

Ma, torniamo a noi! Lei si lamenta, e giustamente, perché i suoi studenti scalpitano! Il latino, il greco, e pure la Divina Commedia! Mi dice cha ha voluto provare a far leggere ai suoi studenti il canto XXXIII del Paradiso per giungere a quei versi in cui Dante si imbatte nella Luce di Dio! “Oh abbondante grazia ond’io presunsi ficcar lo viso per la luce etterna, tanto che la veduta vi consunsi! Nel suo profondo vidi che s’interna, legato con amore in un volume, ciò che per l’universo si squaderna: sustanze e accidenti e lor costume quasi conflati insieme, per tal modo che ciò ch’i’ dico è un semplice lume”. Mi dice soltanto che ci ha provato! Ma ha dovuto constatare che l’ansia da cellulare è molto più forte di qualsiasi altra curiosità! E proiettarsi in un mondo in cui lo spazio non sia fortemente contrassegnato dal tempo di oggi, anzi del qui e subito, è semplicemente impossibile! E’ il trionfo di un eterno presente!

Comunica l’Europa che vorresti

Nota 8 gennaio 2020, AOODGSIP 45
Concorso Nazionale “Comunica l’Europa che vorresti” – Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri


Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e il Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri lanciano il concorso nazionale “Comunica l’Europa che vorresti”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

L’iniziativa intende stimolare un approfondimento e la condivisione dell’idea di Unione Europea, per analizzare in maniera propositiva il suo presente e il suo futuro, nonché individuare una modalità efficace di comunicare tali riflessioni.

Gli studenti sono chiamati a elaborare un video della durata massima di 3 minuti, da realizzare con smartphone, videocamera o con il software di video editing ritenuto più appropriato, che comunichi in modo emozionale, creativo e coinvolgente una visione dell’UE di chi è “nato europeo” e desidera illustrare ai suoi coetanei la propria idea di Europa.

Il video dovrà essere inviato entro il 30 marzo 2020 secondo le modalità indicate nel bando del concorso, dove sono anche segnalati i materiali di approfondimento da consultare.

I lavori presentati saranno valutati da una Commissione esaminatrice che selezionerà i migliori tre video prodotti. Le classi vincitrici saranno premiate con una visita alle istituzioni europee a Bruxelles, organizzata dal Dipartimento per le Politiche Europee e dal MIUR, in collaborazione con gli Uffici del Parlamento europeo e della Commissione europea.

Acqua del Quarto Stato

Acqua del Quarto  Stato.

La Emergenza di Futuri Scenari della Vita e della alimentazione e della Salute”

di Paolo Manzelli <pmanzelli2016@gmail.com> ; <http://www.egocrean.net>

L’acqua  e’ nota da molto tempo come esistente in tre stati  Liquido , Ghiaccio e Vapore ed ha complesse proprieta’ che ne fanno un elemento vitale in quanto sappiamo che la dove non c’e acqua non esiste la vita. (1)

In realta’ è necessario considerare una Quarta dimensione di aggregazione a rete delle molecole di acqua (detta Cluster ) la cui densita’ di formazione rende ampiamente variabili le proprieta’ dell’ acqua .

La molecola di acqua ha una formula semplice H2O ed è ottenuta dalla reazione tra Idrogeno ed Ossigeno che danno  forma a  molteplici proprieta’ di informazione le quali  variano  in funzione della composizione di “cluster di molecole di acqua”, i quali  si formano alle varie temperature e pressioni dell’ambiente modificando alcune proprieta’ dell’ acqua, le quali si rendono evidenti preferenzialmente sulla superficie del liquido , ma anche nelle varie tipologie di cristallizzazione del ghiaccio e nella formazione del vapore.

In particolare ogni  forma di vita biologica sfrutta la variabilita’ delle strutture a rete dei Clusters, i quali aggregano articolando iin varie forme piu’ molecole di acqua, dove ciascuna aggregazione è   piu’ stabile delle singole  molecole di acqua che si scindono in H2 ed O2 a circa 1500 *C .


La forza attrattiva che tiene assieme i Cluster di acqua è il “legame a ponte di Idrogeno – LH ” il quale oltre alle proprieta’ chimiche utilizza parzialmente delle proprieta della forze deboli nucleari le quali agiscono a distanza ( il “Legame ad-H” = 0 5 Kcal/mole). Esso  si riforma  assai rapidamente, infatti i legami a ponte di idrogeno si rompono facilmente ma si ri-costruiscono nell’ ambito di “femto secondi” (10 alla -15.sec) , e pertanto questa elevata rapidita’ di riorganizzazione dei “LH”  puo’ essere considerata come un aspetto caratterizzante la cosidetta: “Memoria  Acqua”.


La variabilita’ delle strutture del Cluster di acqua determina un andamento straordinario delle importanti proprieta’ dell’ H2O, cosi che l’ acqua rispetto a altre molecole simili come “H2S”  . L’ acqua bolle alla temperatura di (100 *C ) mentre H2S   (bolle a – 61 *C ) ed inoltre, diversamente dalle altre molecole simili , il ghiaccio ha una densita’ piu’ bassa del liquido cosi che il ghiaccio galleggia sul liquido proprio in  quanto nel solido del’ acqua  si formano reticoli di Clusters  che lasciano spazi vuoti ; sono  proprio questi spazi vuoti a dare la possibilita tra i 4*C e 0*C ai “cluster di acqua” di organizzarsi in diverse forme di rete, collegando  i  “legami a ponte di Idrogeno- LH” che aumentano il volume del solido e  lo fanno galleggiare il ghiaccio sull’ acqua liquida .

 Sono state individuate due principali organizzazioni della rete dei Cluters dell’ acqua 

A) quella esagonale (che  caratterizza il Quarto  Stato dell’ Acqua) , la quale si organizza in  strati sottili di Cluster, sovrapposti, ciascuno di dimensione “nanometrica” la cui  strutturazione è di tipo  “esagonale” . Questi strati a forma esagonale dei Clusters, normalmente si concentrano sulla superficie dell’ acqua liquida, determinandone una elevata “tensione superficiale “. Questo strato di acqua di superficie puo’ essere congelato fino a base temperature (-48 C ) dimostrando   le proprieta’ staordinarie di un super-fluido (2) .


B)- Questa struttura è riconosciuta come normale nel liquido  proprio in quanto mantiene la “forma tetraedrica” delle molecole  a pressione e temperaura ambiente.

L’ Acqua e le scienze della Vita .

Tutte le specie viventi hanno una composizione ad elevata percentuale di acqua,  l’ uomo adulto contiene mediamente il 70%  , il nascituro l’ 85% ed il cervello oltre il 90% di H20.

Il Sangue contiene l’80% di acqua ; la densita’  del Cluster di acqua nel sangue e massima a 37 *C ;  tale densita stabilizza le relazioni tra Pressione e Volume del sangue rendendo stabile tale  temperatura che è ottimale per la salute dell’ uomo.

La struttura della acqua biologica di cui i sistemi viventi sono composti e preferenzialmente quella organizzata nelle forma denominata da G.Pollack il Quarto stato dell’ Acqua (3). essa  è che ancora soggetta a studi diretti ad una maggior comprensione delle relazioni tra la struttura variabile dei Cluster di acqua e la integrazione con le forze elettrochimiche e quelle nucleari deboli , che agiscono nel rendere resilienti le molteplici attivita’ metaboliche ed altri processi della matrice di auto-organizzazione dei sistemi biologici tra 36/37 *C.

Il Prof. Gerald Pollack ha dimostrato che inserendo due elettrodi  ,uno  nella superficie dell’acqua liquida  ed  nella massa di acqua è possibile ottenere un debole corrente , cio’ a causa delle diversa struttura dell’ acqua in superficie da quelle della massa liquida. Inoltre come gia’ avevano dimostrato G. Preparata e E. Del Giudice ,nelle loro, ,ricerche teoriche basate sulla Elettrodinamica Quantistica(QED) . Infatti l’ acqua di superficie è prevalentemente composta da acqua del Quarto Stato e cio’ ne modifica le proprieta’ che, da acqua solvente molecole polari ,diventano quelle denominate di tipo EZ (Exclusion Zone) che diversamente assumono  proprieta “auto-pulenti”

In particolare l’acqua avvolge per capillarita’ la doppia elica del DNA creando una super-struttura coerente,DNA-Idratato,  che rende flessibile a  funzione variabile della espressione genetica ed agisce in collaborazione con le attivita’ di costruzione delle  Proteine esercitata dai vari RNA, proprio in quanto per capillarita’ la acqua del Quarto stato allontana,  con la sua specifica attivita “EZ” , vari soluti ed inoltre avendo un potenziale elettrico piu’ elevato eccita la attivazione di molti processi biodinamici di riduzione ed ossidazione elettrochimica (REDOX)

Una notevole importanza e’ riservata alla ricerca neurologica dell’ Acqua EZ  nella idratazione  cerebrale, proprio in quanto il cervello consuma il 20% di Ossigeno inspirato dai polmoni e quindi produce molti detriti metabolici che le proprieta di espulsione dell’ Acqua del Quarto grado sono in grado di eliminare .

Il Cluster Egocreanet promuove tali ricerche in diretto contatto con il Laboratorio del Prof. Pollack in Usa , al fine di incentivare la creativita’ e la innovazione mentale come obiettivo epigenetico che  diventa coerente alla rimodulazione del benessere e della salute dell’ uomo e della donna.

Bibliografia “On -Line”

(1) I segreti dll’ Acqua :

https://www.ibs.it/segreti-dell-acqua-opera-scientifica-libro-vari/e/9788883232749
(2)- R.Torre : water Physics :

https://sites.google.com/a/lens.unifi.it/torre/water-physics

(3) – G.Pollak.

https://www.grander-italia.it/acqua-ricerca/ricerca/la-4-dimensione-dell-acqua;  https://www.pollacklab.org;

L’allarme Anquap: Miur è nave senza nocchiere

da Il Sole 24 Ore

«Una nave senza nocchiere». Così Giorgio Germani, presidente dell’Anquap, l’Associazione nazionale quadri delle amministrazioni Pubbliche, definisce la impasse che riguarda il ministero dell’Istruzione dopo l’improvvisa uscita di scena di Lorenzo Fioramonti.

Le urgenze
Sono passate oltre due settimane dalle dimissioni di Fioramonti e il dicastero di Viale Trastevere è ancora senza ministro o, meglio, ministri, visto l’annuncio del capo del Governo di “spacchettare” il Miur in due ministeri. «Istruzione, Università e Ricerca sono sempre in gran tempesta e chi di dovere non si preoccupa di assicurare un autorevole e competente nocchiere alle rispettive conduzioni politiche», dice Germani. «Il pericolo, in questa prolungata fase di vacatio, è che si allunghino i tempi per gestire i problemi urgenti legati all’istruzione in un momento cruciale della stagione scolastica. Politica e istituzioni – secondo Germani – fanno finta, a parole, di occuparsi dei settori nevralgici della conoscenza ma nei fatti se ne disinteressano, generando una condizione di incertezza che pervade anche le strutture amministrative del ministero e si ripercuote sul funzionamento complesso e delicato delle scuole, dell’alta formazione artistica e musicale, delle università e degli enti pubblici di ricerca. Siamo in una fase delicata di svolgimento dell’anno scolastico in corso e di preparazione del nuovo che va organizzato con mesi di anticipo. Non possiamo permetterci il lusso di perdere tempo e di non avere una guida e un indirizzo politico».

A marzo 2020 la sesta edizione dei Campionati italiani di Geografia

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

A marzo 2020 ci sarà la sesta edizione dei Campionati italiani della Geografia. Quasi 2.000 studenti, finora, sono stati coinvolti coi loro docenti, provenienti da centinaia di scuole di tutta Italia. Competizione che si svolge a Carrara, presso l’Iis Zaccagna, ormai dal 2015.
Anche questo anno gli appuntamenti saranno tre: sabato 21 marzo i Campionati Italiani per tutte le classi della secondaria di secondo grado; venerdì 27 marzo i Campionati Interregionali dedicati alle seconde e terze classi della secondaria di primo grado e ,infine, sabato 28 marzo i Campionati Italiani rivolti alle terze classi della secondaria di primo grado.

Come partecipare
Le iscrizioni termineranno sabato 22 febbraio. Tutte le scuole interessate possono trovare su www.sosgeografia.it tutte le informazioni necessarie anche sul tipo di giochi che, con il tempo, gli organizzatori hanno avuto modo di affinare. I giochi individuali saranno, intitolati a 210 anni dalla comparsa, al grande navigatore italiano, naturalizzato spagnolo, Alessandro Malaspina (1754-1810) mentre il questionario, considerata la stretta e tragica attualità, sarà dedicato all’ambiente e all’emergenza climatica.

I premi
I Campionati sono promossi da Sos Geografia, Aiig Liguria e Aiig Toscana, e si avvalgono del Patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Massa e Carrara, e dei Parchi Nazionali dell’Appennino Tosco-Emiliano, delle Cinque Terre e del Parco Geominerario della Sardegna che offriranno, come sempre, un soggiorno di educazione ambientale nei loro territori alle squadre vincitrici.

Si riducono i fondi per gli aumenti Vanno utilizzati anche per i precari

da Italiaoggi

Carlo Forte

Un nuovo ostacolo al rinnovo del contratto della scuola. Le recenti pronunce della Corte di cassazione in materia di ricostruzione di carriera e retribuzione professionale docenti (Rpd) rischiano di ridurre ulteriormente le risorse a disposizione della contrattazione collettiva per gli adeguamenti retributivi del personale. La Suprema Corte, infatti, ha stabilito che i precari (docenti e Ata) abbiano diritto ad essere retribuiti con gli stessi criteri collegati all’anzianità di servizio che si applicano al personale di ruolo. E cioè incrementando le retribuzioni al decorso di periodi stabiliti (cosiddetti gradoni) e, per i docenti, anche per il tramite del riconoscimento della retribuzione professionale docenti. L’attribuzione di questi benefici, peraltro, fa lievitare i costi di copertura della massa salariale. E ciò potrebbe comportare una distrazione consistente delle risorse poste a disposizione dal governo per gli incrementi in busta paga.

L’attuale disciplina, infatti, prevede che le retribuzioni dei docenti e degli Ata a tempo determinato risultino fissate alla cosiddetta classe « 0 ». Vale a dire all’importo minimo previsto per retribuire il personale neoimmesso in ruolo. L’importo, per i docenti, che peraltro percepiscono una retribuzione leggermente più alta rispetto al personale Ata (fatta eccezione per i direttori dei servizi generali e amministrativi: Dsga) si aggira, mediamente, intorno ai 1300 euro netti al mese. E questa cifra comprende anche la Rpd: un emolumento accessorio (che spetta ai docenti) e si aggira intornno ai 110 euro netti al mese. La prassi invalsa, peraltro, va nel senso di non riconoscere ai docenti precari assunti dai dirigenti scolastici questo emolumento. E ciò comporta la corresponsione di spettanze mensili che spesso non raggiungono nemmeno i 1200 euro. Sempre che si tratti di supplenze su cattedra intera. Perché, se si tratta di frazioni di cattedra (cosiddetti spezzoni) la retribuzione viene proporzionalmente ridotta.

Questo orientamento interpretativo, che consente all’erario di ridurre fortemente i costi del personale, è stato censurato a più riprese dalla Corte di cassazione nel corso degli anni. E di recente i giudici di piazza Cavour hanno anche indicato la strada all’interprete per applicare correttamente la normativa vigente. Secondo i giudici di legittimità, la normativa europea vieta la possibilità di applicare un trattamento economico meno favorevole nei confronti dei precari. Pertanto, al personale assunto a tempo determinato va riconosciuta sia la progressione economica di carriera che la Rpd a prescindere dalla tipologia di contratto di assunzione applicata.

Per quanto riguarda la retribuzione professionale docenti, la Suprema Corte, con l’ordinanza 20015/2018 ha stabilito che: « le parti collettive nell’attribuire il compenso accessorio «al personale docente ed educativo», senza differenziazione alcuna, abbiano voluto ricomprendere nella previsione anche tutti gli assunti a tempo determinato, a prescindere dalle diverse tipologie di incarico previste dalla legge n. 124/1999, sicché il successivo richiamo, contenuto nel comma 3 dell’art. 7 del Ccnl 15.3.2001, alle «modalità stabilite dall’art. 25 del Ccni del 31.8.1999» deve intendersi limitato ai soli criteri di quantificazione e di corresponsione del trattamento accessorio, e non si estende all’individuazione delle categorie di personale richiamate dal contratto integrativo». E tra queste rientra a pieno titolo la Rpd. E in più, per quanto riguarda il criterio relativo al riconoscimento dell’anzianità di servizio, la Cassazione, dopo avere affermato che il metodo da seguire deve essere quello che si applica per il personale di ruolo (33139 e 33140 del 16 dicembre scorso) ha chiarito che il criterio da applicare è quello della totalizzazione (33140 del 16 dicembre scorso).

In pratica, i servizi prestati vanno semplicemente cumulati, a nulla rilevando il criterio dell’equivalenza fissato dal testo unico (si veda l’articolo sulla sentenza pubblicato in questo stesso numero). Le pronunce, peraltro, sono state emesse all’esito di un contenzioso seriale che va avanti ormai da molti anni. E siccome si tratta di provvedimenti definitivi, è ragionevole ritenere che il legislatore dovrà recepirle in modo tale da prevenire ulteriore contenzioso. Che, peraltro, avrebbe un esito pressocché scontato con ulteriori esborsi da parte dell’erario per quanto riguarda i costi delle soccombenze in giudizio. E anche il tavolo negoziale dovrebbe conformarsi a tale orientamento. Perché il contratto collettivo nazionale di lavoro altro non è se non un vero e proprio regolamento recante la disciplina di dettaglio delle norme di legge. E siccome le risorse economiche per gli adeguamenti retribuitivi sono state ormai stanziate nelle legge di bilancio, è ragionevole ritenere che ciò si tradurrà in una diffusa decurtazione con effetti a valere sui già minimi incrementi retributivi previsti nell’ordine di 70 euro mensili lordi «a regime» al decorso del triennio.

Azzolina-sindacati, salta il tavolo

da ItaliaOggi

Sandra Cardi

Si protrae l’interim del premier Giuseppe Conte su scuola, università e ricerca. In attesa che sia approvato in consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto di spacchettamento di istruzione da un lato e università con ricerca dall’altro. E così è stato disdetto il vertice previsto oggi al Miur tra il neo ministro e i sindacati per discutere tra l’altro anche di reclutamento e di contratto. Appuntamento fissato dall’ex ministro Lorenzo Fioramonti e al quale non potrà partecipare la ministra incaricata Lucia Azzolina, il cui giuramento al Quirinale dovrebbe aversi tra il 13 e il 14 gennaio. Il dl di spacchettamento dovrebbe essere approvato entro fine settimana.

Nell’intesa siglata da Fioramonti e i sindacati vi è una clausola che prevede in particolare un tavolo politico di confronto «in merito all’attuazione del decreto legge n. 126 del 2019», recita il testo dell’accordo, «con riferimento particolare alle procedure di reclutamento ivi previste e ai relativi bandi e decreti attuativi. Il confronto terminerà in tempo utile per consentire la pubblicazione dei bandi entro i primi giorni di febbraio». Ora a rischio sono proprio i tempi.

Classi pollaio? Restano anche per il 2020, nessuna abolizione nel Bilancio. Quali prospettive

da Orizzontescuola

di Gianfranco Scialpi

Le classi pollaio sono confermate, nonostante alcune dichiarazioni politiche e il Def 2020.  Pessimi segnali che ipotizzano solo molte nubi all’orizzonte.

Le classi pollaio sono confermate, nonostante alcune dichiarazioni politiche e il Def 2020.  Pessimi segnali che ipotizzano solo molte nubi all’orizzonte.

Impresa ardua per il nuovo Ministro Lucia Azzolina, prima firma della proposta di legge (5 luglio 2018) per l’abolizione della pessima soluzione organizzativa, voluta dal duo Gelmini/Tremonti.

Le classi pollaio confermate, nonostante…

Le classi pollaio sono state confermate anche per l’anno scolastico 2020-21. In uno stato di diritto sono le leggi a contare! Nello specifico la legge di Bilancio (160/2019). Se si legge l’elenco dei provvedimenti riguardanti la scuola, non esiste traccia del superamento della riduzione del sovraffollamento delle classi (le voci nel rettangolo fanno riferimento all’Università).
Eppure, in piena crisi di governo (agosto 2019) L. Di Maio aveva dichiarato: ” La scuola pubblica  è un bene comune serve prima di ogni altra cosa una legge contro le classi pollaio e valorizzare la funzione dei docenti.” Da notare la locuzione ” prima di ogni altra cosa” che definisce la natura prioritaria dell’abolizione delle classi pollaio.

Alla ripresa autunnale nel Def 2020 si legge (pag. 20): “Nel comparto della scuola pubblica occorrono politiche dirette a limitare le classi troppo affollate…”

Quindi tutto lasciava sperare che si sarebbe avviato il processo di riduzione del sovraffollamento delle classi, facendo rientrare l’aula nell’alveo costituzionale che impone alla Repubblica “la rimozione (e non la creazione)degli “ ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3 comma 2).

La speranza resisteva anche di fronte all’impegno oneroso, messo nero su bianco nella Proposta di legge del 5 luglio 2018 (la prima firma è dell’on. Lucia Azzolina) equivalente ” … a 338.500.000 euro per l’anno 2019, a 1.180.000.000 di euro per l’anno 2020, a 1.715.100.000 euro per l’anno 2021 e a 2.130.000.000 di euro a decorrere dall’anno 2022…“(art. 1 comma 2).

Nuovo rinvio? Sine die?

L’abolizione delle classi pollaio rappresenta il terreno di scontro tra il liberismo economico e la democrazia sostanziale, espressa da diversi articoli della nostra Carta fondamentale ( art. 2, 3, 33, 34 e 38). Al momento la partita vede in vantaggio il finanzcapitalismo che ha le sue declinazioni semantiche nell’ottimizzazione delle risorse, nelle compatibilità economiche e nell’imperativo “ce lo chiede l’Europa“.

L’assenza del provvedimento nella Legge di Bilancio rappresenta sostanzialmente il quarto rinvio senza una scadenza e quindi rimandato sine die. Il primo risale alla sinergia tra l’ On. V.Aprea (FI e quindi collega di M. Gelmini) e A. Ascani. Un anno fa la prima aveva dichiarato in sede di discussione della Proposta-Azzolina:  “il provvedimento non ha nessuna speranza di essere approvato, considerato che il suo onere finanziario è molto consistente e che la legge di bilancio appena licenziata dal Parlamento ha previsto consistenti tagli al settore dell’istruzione nel prossimo triennio”.

L’On. Ascani, parlamentare del Pd e della corrente renziana che aveva introdotto le classi super pollaio (Legge di stabilità 2015 art. 1 comma 333), ha fatto  da sponda alle dichiarazioni di V. Aprea con un distinguo: “Per affrontare l’argomento, sarebbe più utile se la Commissione impiegasse uno strumento diverso, ad esempio una risoluzione per impegnare il Governo a trovare rimedio al problema delle classi sovraffollate: e preferibilmente dopo aver effettuato uno studio di fattibilità preventivo che verifichi l’attuabilità, in termini di risorse non solo finanziarie ma anche umane e strumentali, della riduzione del numero di alunni per classe”, comunque prosegue l’On Ascani la proposta di legge è impossibile da attuare perché incompatibile con lo stato della finanza pubblica.
Il M5s accettò i rilievi e decise anche per non creare problemi al governo giallo-verde  di rinviare la questione al settembre 2019 (terzo stop).

Le classi pollaio non possono essere abolite con le sentenze

L’assenza della politica e la sua indifferenza verso il problema (M. Bussetti ha sempre glissato la questione, riducendola ad una forma di cattiva amministrazione delle scuole), fortunatamente sono state compensate dalle sentenze della magistratura. Lo storico giuridico è costituito da molti pronunciamenti che sempre hanno rilevato gli elementi di criticità rispetto alla Costituzione. A titolo d’esempio cito le sentenze del T.A.R del Molise (2012), della Sicilia e della Toscana (2016), e per finire della Campania (2016). Nel 2016, perfino la Corte Costituzionale (sentenza n°80) confermò l’impermeabilità dell’art. 38 della Carta ad un aggiornamento operato dal finanzcapitalismo (L. Gallino), sancendo che senza se e senza ma il diversamente abile ha diritto all’istruzione.

Purtroppo il corposo numero di sentenze è impotente a modificare il quadro giuridico. Nel nostro Paese la magistratura non ha alcun potere legislativo. Questo spetta solo al Parlamento, al Governo (decreto legislativo e/del decreto legge) e al Parlamento europeo. La magistratura ha solo, quindi la possibilità di applicare al caso concreto la normativa vigente. Il suo pronunciamento quindi non vale “erga omnes”. Tutto questo ha come riferimento il modello giuridico civil law. Nei paesi anglosassoni, vige il sistema opposto definito common law che si basa sulle sentenze, vincolanti anche per i successivi pronunciamenti.

Quali le prospettive?

Detto questo, quali sono le prospettive di riposizionamento del nostro sistema scolastico nell’alveo costituzionale? Sinceramente dopo quattro rinvii le possibilità di superamento delle classi pollaio sono ridotte al minimo. Sicuramente non per l’anno scolastico 2020-21, perimetrato dalla legge di Bilancio 2020, che rappresenta il disposto-quadro verso il quale ogni nuova proposta legislativa deve adeguarsi.

Per l’on. Azzolina l’impegno è tutto in salita. Riuscirà a indebolire il liberismo economico, impresa non riuscita a L. Fioramonti?

Scuola2030, Ed. Civica: materiali e risorse gratuite per formazione docenti e neoimmessi in ruolo

da Orizzontescuola

di redazione

Il portale Scuola2030 offre a tutti i docenti della scuola italiana contenuti, risorse e materiali in auto-formazione per un’educazione ispirata ai valori e alla visione dell’Agenda 2030.

Le risorse del sito pubblico sono liberamente consultabili mentre i contenuti in auto-formazione sono accessibili per tutti i docenti tramite autenticazione con credenziali di tipo SPID.

Iscrizioni scuola 2020-2021, quasi 100mila domande nel primo giorno

da La Tecnica della Scuola

Sono 95.614 le domande di iscrizione a scuola inserite e 82.770 quelle chiuse e inviate attraverso il portale Iscrizioni online del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (www.iscrizioni.istruzione.it). 

Un picco di richieste pari al 48% in più rispetto a un anno fa (le domande inviate nelle prime dieci ore nel 2019 sono state 55.938).

A scegliere l’istituto da frequentare per l’anno scolastico 2020/2021 è stato già il 5,2 per cento delle famiglie. Sono i dati, aggiornati alle ore 18.00, del primo giorno di avvio delle procedure web per l’iscrizione alle classi prime della Scuola primaria e della Secondaria di I e di II grado. Le abilitazioni al servizio mediante credenziali SPID sono state 13.223 con un incremento del 39% rispetto al 2019.

C’è tempo fino alle 20.00 del 31 gennaio 2020 per compilare le richieste di iscrizione. La domanda può essere inviata dopo aver effettuato la preventiva registrazione al portale dedicato.

All’interno del sito, i genitori hanno a disposizione delle guide e dei video tutorial di supporto. Le famiglie possono anche rivolgersi alle segreterie degli istituti scolastici per effettuare la procedura web.

Il sistema di Iscrizioni online avvisa in tempo reale, tramite posta elettronica, dell’avvenuta registrazione o delle variazioni di stato della domanda. Le iscrizioni a scuola sono obbligatorie per gli alunni delle classi prime della Scuola primaria e della Secondaria di I e di II grado.

Campionati della Geografia, al via l’edizione 2020: adesioni entro il 15 febbraio

da La Tecnica della Scuola

SOS Geografia e  l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (A.I.I.G.) di Toscana e di Liguria organizzano per il sesto anno consecutivo i Campionati italiani e interregionali della Geografia.

Lo scopo dei Campionati, riservati agli studenti della secondaria di primo e secondo grado, è quello di far divertire e appassionare gli studenti, oltre che attirare l’attenzione dei legislatori e dei governanti su una disciplina che non riveste, purtroppo, l’importanza che meriterebbe in ambito formativo e scolastico.

Viene infatti denunciato da più parte il dilagare di un “analfabetismo geografico diffuso”, così definito da Riccardo Morri, presidente dell’Associazione italiana insegnanti di geografia (aiig.it) e docente all’Università Sapienza di Roma (leggi altra notizia).

L’Italia ha bisogno di cittadini che sappiano conoscere e interpretare i fenomeni fisici, umani, politici ed economici che caratterizzano il loro Paese e il Pianeta. Ma a scuola la Geografia è una materia secondaria, relegata a poche ore e spesso affidata ad insegnanti non abilitati alla classe di concorso A21.

Come partecipare ai Campionati

I giochi si svolgeranno a squadre composte da quattro studenti e verteranno su prove al computer, ricerca delle coordinate geografiche, cartine mute,  riconoscimento di alcune località attraverso fotografie di luoghi e personaggi, domande a risposta multipla e puzzle.

La sede sarà l’I.I.S. “Domenico Zaccagna” di Carrara.

Le iscrizioni scadranno il 15 febbraio 2020  e verranno accolte  in ordine cronologico (massimo 32 squadre per Campionato e 2 per scuola) .

Le date previste sono:

  • Campionati italiani scuola secondaria di secondo grado sabato 21 marzo 2020. Possono partecipare tutte le classi di tutti gli istituti di istruzione superiore.
  • Giochi Interregionali (riservati alle province di Massa e Carrara, La Spezia, Genova, Parma, Reggio Emilia, Modena e Lucca) venerdì 27 marzo 2020. Possono partecipare le seconde e le terze della scuola secondaria di primo grado
  • Campionati italiani scuola secondaria di primo grado sabato 28 marzo 2020. Possono partecipare le terze delle scuole secondarie di primo grado.

I  premi saranno a tema geografico.

Questi i  bandi e le schede di iscrizione:

Per iscriversi o per avere ulteriori informazioni gli interessati possono scrivere a giochidellageografia@gmail.com .

Concorsi scuola e precariato, salta incontro al Miur. Flc Cgil: “Garantire le immissioni in ruolo”

da La Tecnica della Scuola

La Flc Cgil commenta negativamente lo slittamento dell’incontro previsto dal 19 dicembre fra Miur e sindacati sul precariato, in particolare sui concorsi scuola.
Ecco il comunicato del sindacato guidato da Francesco Sinopoli: Come era prevedibile, lo spacchettamento del MIUR con il decreto che dovrebbe essere approvato entro la fine della settimana e il successivo giuramento dei due nuovi ministri, ha rallentato la tabella di marcia concordata nell’accordo siglato dai sindacati di settore e il ministro Fioramonti il 19 dicembre scorso.

E’ necessario riprendere il confronto con celerità in quanto la tempistica degli incontri stabilita dall’accordo era volta ad assicurare l’avvio dei concorsi in tempo utile per garantire le immissioni in ruolo del prossimo anno scolastico.

Diversi sono i temi sul tavolo e tutti richiedono soluzioni in tempi brevi: innanzitutto l’articolazione del concorso straordinario, rispetto al quale chiediamo la pubblicazione della banca dati dei test, la definizione del punteggio riservato al servizio, la tempistica di svolgimento e le modalità di partecipazione.

Nei prossimi anni, per effetto dei pensionamenti, avremo un forte turn-over nel corpo docente, che deve rappresentare l’occasione per rinnovare la scuola e la didattica.

La professione insegnante in questi anni è stata mortificata dal precariato, dalla burocratizzazione del lavoro e dal succedersi di riforme sbagliate: oggi bisogna ripartire da un solido sistema di formazione e abilitazione accessibile senza ostacoli ai docenti con esperienza o di ruolo e aperto anche ai neo laureati, ricorrente con periodicità nel tempo e capace di fornire quel bagaglio di competenze didattiche innovative che permettono all’insegnante di non sentirsi un ripetitore dei saperi, ma un ricercatore che ogni giorno sperimenta con la didattica.
Ci auguriamo che il governo sappia cogliere questa occasione e valorizzare il confronto con le forze sociali come elemento positivo al servizio del sistema di istruzione del Paese.

Pensioni scuola, le novità dalla Legge di Bilancio per Opzione Donna e Ape social

da La Tecnica della Scuola

Per presentare la domanda di pensione a decorrere dal 1° settembre 2020 ci sarà tempo fino al 10 gennaio 2020.

La scadenza per la presentazione delle domande riguarda tutto il personale della scuola, ad esclusione dei dirigenti scolastici per i quali il contratto fissa in via permanente il termine del 28 febbraio.

Pensioni scuola 2020, le novità per Opzione Donna e Ape social

Così come segnala la Flc Cgil, il comma 476 dell’articolo 1 della legge 160/2019 prevede la proroga al 31 dicembre 2019 dei requisiti validi per l’accesso alla pensione anticipata, cosiddetta Opzione donna: 58 anni di età anagrafica (59 per le lavoratrici autonome) e 35 anni di contribuzione, secondo il calcolo del sistema contributivo.

All’opzione donna si applicano le disposizioni per il differimento del trattamento pensionistico di 12 mesi; per il personale della scuola e del settore AFAM, continuano a trovare applicazione le specifiche disposizioni di settore.

Al fine di usufruire del pensionamento col sistema Opzione donna, per i settori scuola e AFAM viene posticipata al 29 febbraio 2020 la data entro cui il personale a tempo indeterminato delle istituzioni scolastiche e delle Istituzioni AFAM può presentare domanda cartacea di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio dell’anno scolastico o accademico.

Vengono prorogati sino al 31 dicembre 2020 i benefici derivanti dall’APE sociale. I termini per la maturazione dei requisiti per l’APE sociale sono coerentemente spostati a tutto il 2020, per cui l’INPS dovrà riaprire il sistema per la certificazione dei requisiti.

Per il personale della scuola si rimane in attesa di apposite disposizioni del MIUR per la riapertura dei termini delle dimissioni cartacee per il pensionamento tramite l’Opzione donna con la proroga dei requisiti e per l’accesso al trattamento in Ape sociale.

Iscrizioni 2020-21, Azzolina: “Gli studenti non scelgano in base alle mode”

da La Tecnica della Scuola

Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, con un post nella propria pagina Facebook, commenta così l’inizio delle procedure per le iscrizioni al prossimo anno scolastico: “Una procedura ormai rodata a cui il Ministero lavora da mesi e che presidieremo fino all’ultimo giorno. Il nostro sistema scolastico ha bisogno, come tutti i sistemi complessi, di aggiustamenti. Ma la nostra è una scuola che funziona. Le famiglie devono perciò affrontare con serenità questo momento. Così come i ragazzi”.

“Chi sta scegliendo la scuola di secondo grado vive un momento delicato. Lo so. Lo dico da prof. È il momento in cui uno studente comincia ad affacciarsi al proprio futuro, anche lavorativo. A questo proposito va ricordato con chiarezza ai ragazzi e ai loro genitori che non esistono scuole o indirizzi di serie A e serie B. Ogni studente scelga non in base alle mode, ma alle proprie aspirazioni e inclinazioni, con un occhio anche al mercato del lavoro”.