Turismo accessibile: le meraviglie d’Italia (in LIS)

Redattore Sociale del 23.02.2020

Turismo accessibile: le meraviglie d’Italia (in LIS) 

Circa mille persone non udenti, tra adulti e bambini, hanno potuto partecipare a passeggiate e itinerari culturali, grazie al progetto “AccessibItaly” dell’Ente nazionale sordi.

Non si può lasciare Tellaro, nei pressi di La Spezia, senza aver assaporato una bruschetta col pesto. Visitando il borgo messinese di Castelmola, invece, ci si imbatte nel belvedere del castello. E a Cetona, vicino Siena, vale la pena scoprire il Museo civico per la preistoria. Si conclude con il mese di febbraio un particolare viaggio alla scoperta dell’Italia nascosta lanciato e sviluppato nel corso del 2019 dall’Ente nazionale sordi (ENS) con il co-finanziamento del ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Grazie al progetto “AccessibItaly”, infatti, circa mille persone non udenti – tra adulti e bambini – hanno potuto partecipare a passeggiate e itinerari culturali attraverso le meraviglie e le tipicità di ogni regione italiana. “Abbiamo visitato insieme luoghi bellissimi e conosciuto tradizioni di cui molti partecipanti non conoscevano neppure l’esistenza”, sottolinea Annamaria Salzano, sorda dalla nascita, membro dell’area progetti di ENS e coordinatrice degli itinerari di “AccessibItaly”. Ne parla il numero di febbraio 2020 di “SuperAbile Inail”, il mensile sui temi della disabilità pubblicato dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
L’organizzazione di visite guidate in LIS, la lingua italiana dei segni, attraverso alcuni dei borghi più belli del nostro Paese, infatti, è stato uno dei tre principali filoni di sviluppo del progetto, insieme alle passeggiate multiculturali tra le diverse comunità delle città italiane (l’ultima a gennaio) e alla messa a punto di un’app gratuita (per Apple e Android) per visite virtuali. “Il nostro sforzo è prima di tutto creare un movimento di sensibilizzazione su questi temi”, spiega Amir Zuccalà, referente e coordinatore generale del progetto “AccessibItaly”, “nell’idea di un turismo davvero accessibile, capace di coinvolgere anche persone sordocieche. Quest’ultimo rimane, però, un risultato ancora lontano da conquistare”. È passata, infatti, attraverso un lavoro faticoso di rete l’organizzazione di 21 itinerari accessibili in altrettanti borghi selezionati in ogni regione d’Italia, e visitati tra maggio e dicembre 2019. “Cruciale è stato il ruolo del gruppo di lavoro di Ens, in relazione con i referenti territoriali”, evidenzia Zuccalà. “Hanno partecipato alle visite persone sorde di ogni provenienza, contattate attraverso l’Ente ma anche al di fuori, raggiunte attraverso video, una comunicazione ben fatta e passaparola, fornendo strumenti di partecipazione e modalità di comunicazione e inclusione adatte alle esigenze di ciascuno. È questa la base da cui ci sforziamo di partire per creare un modello, una buona pratica che si possa replicare”.
Ogni visita nei borghi si è svolta secondo un preciso itinerario, con guide preparate, interpreti LIS, educatori sordi e assistenti alla comunicazione, soprattutto nelle attività con i piccoli. Itinerari di scoperte e condivisione, in molti casi con attività di degustazione e laboratori per bambini. “Il risultato di questa esperienza è stato ottimale, perché vivendo io stesso la sordità conosco le esigenze, riesco a interpretare le necessità. C’è un gran bisogno di cultura, da parte delle persone non udenti, e di un’accessibilità che sia offerta senza improvvisare”, precisa Salzano. “L’obiettivo ultimo è la presenza delle stesse persone sorde nel ruolo di guide, ma è davvero arduo. Occorrono quindi interpreti in lingua dei segni qualificati, e un gruppo di lavoro”. Le passeggiate multiculturali, parallelamente agli itinerari nei borghi, hanno svelato invece le “città invisibili” attraverso le comunità straniere che convivono a Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli e Cagliari. E in questo nuovo anno il lavoro continua con la diffusione di un’app per smartphone e tablet che, grazie a video in LIS con sottotitoli, voce narrante e musica, consentirà viaggi virtuali nei borghi alla scoperta di luoghi, storia, cultura, tradizioni e gastronomia, con anche una sezione dedicata ai bambini. “Si possono creare circoli virtuosi interessanti per il turismo accessibile”, puntualizza Zuccalà, “a patto di offrire un servizio non occasionale, preciso e al tempo stesso non escludente”. Questo percorso si inserisce nel solco del progetto “Maps”, che aveva portato l’ENS a una mappatura dei musei italiani accessibili ai non udenti (disponibile suaccessibitaly.it).

Coronavirus: il MIUR emani una direttiva più precisa

USB Scuola – Coronavirus: il MIUR emani una direttiva più precisa

La scorsa notte il MIUR ha predisposto una circolare in cui invita tutte le scuole a sospendere qualunque iniziativa di viaggio di istruzione in Italia e all’estero a causa della diffusione del nuovo Coronavirus che interessa alcune regioni del nord Italia, tra cui Lombardia, Veneto e Piemonte. Ferma restando la necessità di prevenire nella maniera più efficace la diffusione della malattia e, soprattutto, di scoraggiare qualunque forma di allarmismo, ci chiediamo come sia possibile per l’ennesima volta che il ministero dia prescrizioni e indicazioni senza fornire istruzioni univoche alle scuole circa le modalità per affrontare una tale situazione. Ogni scuola affronterà a modo suo una situazione che interessa tutte le istituzioni scolastiche, esposte anche a possibili penali verso le agenzie e gli enti con i quali sono stati organizzati viaggi d’istruzione, scambi, stage. Ancora una volta emerge il fallimento dell’Autonomia scolastica! È già alta la preoccupazione dei docenti e dei dirigenti scolastici che dovranno affrontare questa ennesima battaglia burocratica senza alcun sostegno da parte del ministero.

Ma la situazione di allarme sanitario che stiamo vivendo ci pone domande anche più strutturali. Ci chiediamo se le condizioni in cui ogni mattina si ritrovano studenti, docenti e personale ATA siano accettabili a fronte delle indicazioni fornite dalle ASL, dai medici di base, dall’ISS rispetto all’igiene delle mani e all’igiene respiratoria. Attualmente nelle scuole italiane non esistono presidi adeguati alla prescritta igiene delle mani. I saponi, come i più basilari accessori per l’igiene personale, sono tanto indispensabili quanto assenti, eccetto che nelle promesse dei politici di turno.

È il caso anche di ricordare al Ministero che nelle scuole ogni giorno sono costretti anche più di 31 studenti in aule di dimensioni inadeguate, con continue deroghe da parte delle città metropolitane sulla normativa inerente la salute e la sicurezza, cosa che a questo punto riguarda non solamente studenti e lavoratori, ma l’intera cittadinanza. Non possiamo trascurare il fatto che, in base al dimensionamento delle reti scolastiche, migliaia di ragazze e ragazzi quotidianamente viaggiano tra la provincia e la città. Si prenda ad esempio il caso di Milano, basta fare un giro nelle stazioni al mattino. Il pendolarismo degli studenti è altissimo tra l’hinterland e la città. Treni, metropolitane, tram e autobus regolarmente affollati e a scuola neanche il sapone per garantire la corretta prevenzione delle malattie virali. La prevenzione parta dalla restituzione dei fondi per la garanzia della salute degli studenti e dei lavoratori della scuola, esposti costantemente oggi come un anno fa ai contagi e per nulla tutelati.

CORONAVIRUS

L’ANP, visto il Comunicato pubblicato sul sito del Ministero dell’istruzione durante la notte tra sabato 22 e domenica 23 febbraio, chiede che sia fatta immediata chiarezza sulla questione viaggi di istruzione.
Il decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri prevede infatti che sia il Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’istruzione, a disporre la sospensione degli stessi ma non attribuisce alcun potere di intervento immediato ai dirigenti scolastici nelle more della sospensione.
In particolare, non è chiaro su quale soggetto ricadrebbero i costi delle sospensioni adottate nel frattempo.
Per evitare l’apertura di contenziosi sfavorevoli per le scuole – e per le tasche dei genitori – chiediamo che il Ministero chiarisca immediatamente cosa devono fare i numerosi colleghi che già in queste ore hanno numerose partenze programmate, generalmente per mete non interessate dal contagio.
I Dirigenti dello Stato sono pronti a gestire le emergenze ma devono avere la sicurezza di farlo secondo le previsioni – anche approvate con urgenza – di legge.

Coronavirus: sospensione delle gite scolastiche in Italia e estero

da ANSA

“In Consiglio dei ministri abbiamo adottato provvedimenti urgenti e straordinari sul Coronavirus. Le misure approvate consentono la sospensione delle uscite didattiche e dei viaggi di istruzione delle scuole, in Italia e all’estero. Una richiesta che ho portato all’attenzione dei colleghi di governo e che farò in modo di rendere operativa già nelle prossime ore. Una precauzione che a mio avviso si rende necessaria in questo scenario”. Lo scrive su Twitter la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “Il governo e le autorità sanitarie stanno facendo un lavoro serio e scrupoloso tenendo conto di un quadro che muta rapidamente”.

Università chiuse in Veneto e in Lombardia – Il coronavirus chiude per una settimana le università in Veneto, per decisione del presidente Luca Zaia, e in Lombardia ad iniziativa della conferenza regionale dei rettori. Chiude anche l’università di Ferrara, mentre si attendono le linee guida dal ministero della salute per una gestione uniforme in tutto il paese. La decisione di tenere chiuse le università in Veneto è stata presa da Zaia dopo essersi consultato con i rettori dei vari atenei della regione: “Abbiamo deciso di tenerle chiuse dalla prossima settimana” ha spiegato. Rimandando invece alle linee guida che saranno diramate dal ministro della Sanità, Roberto Speranza, eventuali provvedimenti per manifestazioni come il Carnevale di Venezia. “Perchè – ha spiegato – le iniziative devono essere uniformi in tutto il Paese”. In Lombardia, l’iniziativa di chiudere gli atenei è venuta direttamente dalla conferenza dei rettori.

“In assenza di diverse indicazioni da parte delle autorità, tutte le attività potranno riprendere lunedì 2 marzo”, ha precisato in una nota il presidente della conferenza, il rettore di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini. Non aspetteranno le linee guida del ministro Speranza a Crema (Cremona), dove su decisione del Comune è stata revocata la tradizionale sfilata di Carnevale in programma domani, e fino a martedì rimarranno chiuse tutte le scuole dell’infanzia e materne. Annullate tutte le manifestazioni pubbliche e private all’aperto ed in spazi chiusi, e chiusi anche la piscina comunale e tutti gli impianti sportivi sede di manifestazioni, allenamenti e competizioni amatoriali e dilettantistiche. La decisione “in via prudenziale” è stata presa vista la vicinanza con le aree in cui sono diffusi i contagi di coronavirus. Proprio nel Cremasco, a Madignano, ha giocato sabato scorso la squadra di calcio del 38enne di Codogno che ha contratto il virus. Oggi scuole chiuse a Cremona. E stesso provvedimento a Piacenza e provincia dove scuole, impianti sportivi pubblici e privati, rimarranno chiusi fino a martedì 25 febbraio.

Coronavirus, Ministero: i viaggi di istruzione vanno sospesi. Comunicato ufficiale

da Orizzontescuola

di redazione

Incontro al Consiglio dei Ministri sabato 22. Prese 19 misure contro Coronavirus, tra le quali lo stop alle gite scolastiche.

Comunicato Ministero

Il Ministero dell’Istruzione informa che, in attesa dell’adozione formale dell’ordinanza prevista dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri, per motivi precauzionali, i viaggi di istruzione vanno comunque sospesi a partire già da oggi domenica 23 febbraio 2020. Si ringraziano le scuole e i dirigenti scolastici per la collaborazione.

Il Ministro su FaceBook

“Le misure approvate consentono la sospensione delle uscite didattiche e dei viaggi di istruzione delle scuole, in Italia e all’estero. Una richiesta che ho portato all’attenzione dei colleghi di Governo e che farò in modo di rendere operativa già nelle prossime ore”. Così la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che ha diffuso il suo messaggio su Facebook.

“Una precauzione – prosegue la Ministra – che a mio avviso si rende necessaria in questo scenario. Il Governo e le autorità sanitarie stanno facendo un lavoro serio e scrupoloso tenendo conto di un quadro che muta rapidamente”.

Coronavirus, Azzolina: “Nelle prossime ore sarà operativo lo stop alle gite in Italia e all’estero”

da La Tecnica della Scuola

Dopo 4 ore di Consiglio dei Ministri, il premier Conte e il ministro della Salute Speranza hanno illustrato il decreto legge adottato per arginare il diffondersi del coronavirus. Seguirà un altro provvedimento per sostenere economicamente le aree interessate. Il nuovo bilancio è di 79 contagiati, 76 positivi, 2 deceduti, 1 persona dimessa. I 76 sono in 5 regioni: 54 in Lombardia, 17 in Veneto, 2 in Emilia-Romagna, 2 nel Lazio e 1 in Piemonte. Di questi, 18 sono in terapia intensiva.

Così il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, dopo la riunione governativa: “In Consiglio dei Ministri abbiamo adottato provvedimenti urgenti e straordinari sul Coronavirus. Le misure approvate consentono la sospensione delle uscite didattiche e dei viaggi di istruzione delle scuole, in Italia e all’estero. Una richiesta che ho portato all’attenzione dei colleghi di governo e che farò in modo di rendere operativa già nelle prossime ore. Una precauzione che a mio avviso si rende necessaria in questo scenario. Il governo e le autorità sanitarie stanno facendo un lavoro serio e scrupoloso tenendo conto di un quadro che muta rapidamente”.

Coronavirus e anno scolastico, cosa dice la normativa

In ottemperanza a quanto previsto dal decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 le Regioni, ogni anno, definiscono il calendario scolastico regionale.

In particolare, l’art. 74, comma 7 – bis dispone che: “La determinazione delle date di inizio e di conclusione delle lezioni e il calendario delle festività di cui ai commi 5 e 7 devono essere tali da consentire, oltre allo svolgimento di almeno 200 giorni di effettive lezioni, la destinazione aggiuntiva di un congruo numero di giorni per lo svolgimento, anche antimeridiano, degli interventi di cui all’art. 193 – bis, comma 1”, il quale a sua volta recita: “Al fine di assicurare il diritto allo studio per tutti gli studenti, il collegio dei docenti e i consigli di classe, nell’ambito delle rispettive competenze, adottano le deliberazioni necessarie allo svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi, coerenti con l’autonoma programmazione d’istituto e con i piani di studio disciplinari ed interdisciplinari, da destinare a coloro il cui livello di apprendimento sia giudicato, nel corso dell’anno scolastico, non sufficiente in una o più materie. In funzione delle necessità degli studenti, il collegio dei docenti e i consigli di classe, nell’ambito delle rispettive competenze, deliberano che vengano svolte anche attività di orientamento, attività di approfondimento, attività didattiche volte a facilitare eventuali passaggi di indirizzo, nonché interventi nei confronti degli studenti di cui al comma 3”.

Di norma, le Regioni, nella determinazione del calendario scolastico, ottemperano a quanto previsto dal sopra citato articolo aggiungendo, ai 200 giorni minimi ai fini della validità dell’anno scolastico, alcuni giorni, per permettere al consiglio di circolo o di istituto di adattare il calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali, consentendo così di effettuare eventuali recuperi di giorni di didattica non svolti.

Cosa succede in caso di eventi eccezionali? La nota del Miur prot. n. 1000 del 2012 ha chiarito che, al ricorrere di situazioni particolari (nello specifico, la nota si riferiva ad eccezionali eventi atmosferici, ma si ritiene si possano ricomprendere anche elezioni amministrative e/o politiche, referendum, emergenze sanitarie, ecc.), “si deve ritenere che è fatta comunque salva la validità dell’anno scolastico, anche se le cause di forza maggiore, consistenti in eventi non prevedibili e non programmabili, abbiano comportato, in concreto, la discesa dei giorni di lezione al di sotto del limite dei 200, per effetto delle ordinanze sindacali di chiusura delle scuole”.

La nota del 2012 aggiunge anche che “le istituzioni scolastiche, soprattutto se interessate da prolungati periodi di sospensione dell’attività didattica, potranno valutare, a norma dell’art. 5 del DPR 275/99 “in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell’offerta formativa”, la necessità di procedere ad adattamenti del calendario scolastico finalizzati al recupero, anche parziale, dei giorni di lezioni non effettuati”.

Numero di assenze

La normativa vigente prevede che “ai fini della validità dell’anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato”.

Non vengono considerate come ore di assenza quelle dovute a:

motivi di salute adeguatamente documentati (ricovero ospedaliero o cure domiciliari, in forma continuativa o ricorrente); day hospital e visite specialistiche (documentate da relativa attestazione di presenza presso presidio sanitario);

terapie e/o cure programmate;

donazioni di sangue;

partecipazione ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni riconosciute dal Coni; partecipazione ad attività organizzate ed autorizzate dalla scuola, compresi i Giochi Sportivi Studenteschi;

motivi religiosi debitamente documentati.

Sono considerate come ore di assenza secondo il numero delle ore giornaliere di lezione:

entrate in ritardo alla seconda ora e uscite in anticipo, anche se giustificate da un genitore e autorizzate sul libretto delle assenze dalla dirigente scolastica o dai suoi collaboratori;

assenze collettive;

assenze dalla scuola nel caso di non partecipazione a viaggi d’istruzione, visite guidate e attività organizzate in orario curriculare.

Mancato conseguimento limite minimo di frequenza

Ai sensi dell’art. 14 comma 7 del Regolamento 122/2009il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza obbligatoria comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o alla maturità.

Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al limite.

Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a
condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati.

Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo.

La competenza a stabilire le deroghe è del Collegio Docenti, a condizione che le assenze complessive non pregiudichino la possibilità di procedere alla valutazione stessa.

Tali circostanze sono oggetto di accertamento preliminare da parte del consiglio di classe e debitamente verbalizzate.

Coronavirus, il governo approva misure per lo stop alle gite scolastiche

da La Tecnica della Scuola

Dopo un Consiglio dei Ministri straordinario durato 4 ore presso la sede della Protezione Civile, il governo ha adottato un decreto legge per contenere i focolai di contagio da coronavirus in Italia con l’isolamento dei comuni colpiti dall’infezione.

Così il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, dopo la riunione governativa: “In Consiglio dei Ministri abbiamo adottato provvedimenti urgenti e straordinari sul Coronavirus. Le misure approvate consentono la sospensione delle uscite didattiche e dei viaggi di istruzione delle scuole, in Italia e all’estero. Una richiesta che ho portato all’attenzione dei colleghi di governo e che farò in modo di rendere operativa già nelle prossime ore. Una precauzione che a mio avviso si rende necessaria in questo scenario. Il governo e le autorità sanitarie stanno facendo un lavoro serio e scrupoloso tenendo conto di un quadro che muta rapidamente”.

Le parole del premier Giuseppe Conte“Il decreto legge per il contenimento degli spostamenti in dieci comuni nel Lodigiano e a Vo’ Euganeo. Ci risulta che una famiglia in quarantena sia andata nel meridione. Con questo decreto impediremo casi del genere”.

Il presidente del Consiglio ha annunciato che nei prossimi giorni sarà adottato “un altro decreto legge per sopperire e rimediare al disagio economico che stanno subendo le popolazioni locali. Il governo non lascerà sole le popolazioni locali”.

“Il bene della salute degli italiani – ha continuato il premier – è quello che ci sta ci sta più a cuore, è quello che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto. La salute è al primo posto in una ideale gerarchia di valori”.

“Nelle aree focolaio – ha spiegato il premier – non sarà consentito l’ingresso e l’allontanamento, salvo specifiche deroghe da valutare di volta in volta. In quelle aree è già stata disposta la sospensione delle attività lavorative e delle manifestazioni. Se necessario chiederemo l’intervento delle Forze Armate. Allo stato non ci sono assolutamente i presupposti per ottenere una sospensione del trattato di Schengen. È una misura draconiana rispetto alle esigenze di contenimento del contagio”.

E infine: “Questa non è una questione che riguarda solo la maggioranza o solo il governo. È un’emergenza nazionale e la responsabilità politica – di cui il governo si assume piena contezza – deve coinvolgere, almeno sul piano informativo, le opposizioni. Un’emergenza del genere – ha concluso – non prevede differenze tra maggioranza e minoranza”.

Come ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza è stato dato al ministro della Pubblica Istruzione la possibilità di bloccare le gite scolastiche in Italia e all’estero e a quello dello sport di bloccare le manifestazioni sportive.

In una lettera inviata al presidente del Coni, Giovanni Malagò – sulla base delle decisioni del Consiglio dei – Spadafora chiede al n.1 dello sport italiano “di farsi interprete presso tutti i competenti organismi sportivi dell’invito del governo di sospendere tutte le manifestazioni sportive di ogni grado e disciplina previste nelle Regioni Lombardia e Veneto per la giornata di domenica 23 febbraio 2020”.

Tg3

@Tg3web

🔴 , su provvedimenti urgenti e straordinari. La ministra dell’Istruzione Azzolina: “Le misure approvate consentono la sospensione delle uscite didattiche e dei viaggi di istruzione delle scuole in Italia e al’estero”.

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79 persone colpite: 76 positivi, 2 deceduti, 1 persona dimessa. I 76 sono in 5 regioni: 54 in Lombardia, 17 in Veneto, 2 in Emilia-Romagna, 2 nel Lazio e 1 in Piemonte. Di questi, 18 sono in terapia intensiva.

NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO

Ecco il testo del decreto d’emergenza sul Coronavirus

fonte OPEN

Art. 1

  1. Allo scopo di evitare il diffondersi di epidemie, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio di virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionale all’evolversi della situazione epidemiologica.
  2. Tra le misure possono essere adottate anche le seguenti:

a) divieto di allontanamento dal Comune o dall’area interessata da parte di tutti gli individui comunque presenti nel comune o nell’area.

b) divieto di accesso al Comune o all’area interessata.

c) sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di venti e di ogni forma di riunione in un luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico.

d) sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonchè della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, salvo le attività formative svolte a distanza.

e) sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonchè l’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero e gratuito a tali istituti e luoghi.

f) sospensione di ogni viaggio d’istruzione, sia sul territorio nazionale sia estero.

g) sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

h) applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva fra gli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusa.

i) previsione dell’obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Italia da zona a rischio epidemiologico, come identificate dall’Oms, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, che provvede a comunicarlo all’autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva:

j) Chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, 146, ivi compresi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità;

k) previsione che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale

l) limitazione all’accesso o sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone terrestre, aereo, marittimo, ferroviario su rete nazionale o di trasporto pubblico locale, salvo specifiche deroghe previste dal provvedimento di cui all’articolo 3:

m) sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità, tra cui la zootecnia, e di quello che possono essere svolte in modalità domiciliare ovvero in modalità a distanza:

n) sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti nel comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori dal comune o dall’area indicata, salvo specifiche deroghe previste dal provvedimento di cui all’articolo 3.

Art. 2

Le autorità competenti hanno la facoltà di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione dell’epidemia anche fuori dai casi di cui all’articolo 1, comma 1.

Art. 3

Le misure di contenimento di cui agli articoli 1 e 2 sono adottate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Salute, sentito il ministro dell’Interno, il ministro della Difesa, il ministro dell’Economia e delle Finanze e gli altri ministri competenti per materia, nonché il presidente della Regione competente, nel caso in cui riguardino una sola regione, ovvero il presidente della Conferenza dei presidente delle regioni, nel caso in cui riguardino più regioni.

Coronavirus, scuole chiuse e validità anno scolastico: tutte le info utili

da La Tecnica della Scuola

Le scuole nei comuni interessati dall’epidemia di coronavirus sono state chiuse per precauzione. A deciderlo è stata l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’ambito del piano di emergenza coordinato con il commissario straordinario, Angelo Borrelli. Anche i sindaci possono chiudere, in via cautelare le scuole come accade per il maltempo o per altre calamità naturali.

Le decisioni di regioni e comuni

Le Università del Veneto resteranno chiuse per l’emergenza ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia, precisando di essersi consultato con i rettori dei vari atenei della regione.

A Piacenza a provincia le scuole, così come gli impianti sportivi pubblici e privati, resteranno chiusi fino a martedì 25 febbraio compreso.

In Campania il presidente della Regione Vincenzo De Luca, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, ha invitato i dirigenti delle scuole a sospendere l’organizzazione delle gite scolastiche per motivi precauzionali. La Campania, insieme alle altre Regioni, è in diretto contatto con la Protezione Civile Nazionale ed il Governo.

Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, almeno fino a mercoledì prossimo saranno chiuse in Trentino in via precauzionale le scuole di ogni ordine e grado come anche le scuole dell’infanzia e gli asili nido. C’è l’ipotesi di fermare i corsi anche all’università. Prevista inoltre la sospensione delle gite fuori provincia delle scolaresche trentine, mentre la Giunta provinciale ha chiesto al governo di bloccare le gite scolastiche verso il Trentino. Le nuove misure sono state annunciate in conferenza stampa dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

Coronavirus, l’anno scolastico è a rischio?

La situazione, però, potrebbe cambiare nelle prossime ore e potrebbe essere necessario chiudere le scuole più a lungo. Che fare dunque per rendere valido l’anno scolastico? Se la situazione dovesse rientrare nel giro di pochi giorni si potrebbe recuperare il tempo perduto allungando di qualche giorno la fine dell’anno scolastico a giugno, oppure, come già accaduto in situazioni eccezionali come nel caso di terremoti, dichiarare valido l’anno, anche se in via del tutto eccezionale.

Coronavirus e anno scolastico, cosa dice la normativa

In ottemperanza a quanto previsto dal decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 le Regioni, ogni anno, definiscono il calendario scolastico regionale.

In particolare, l’art. 74, comma 7 – bis dispone che: “La determinazione delle date di inizio e di conclusione delle lezioni e il calendario delle festività di cui ai commi 5 e 7 devono essere tali da consentire, oltre allo svolgimento di almeno 200 giorni di effettive lezioni, la destinazione aggiuntiva di un congruo numero di giorni per lo svolgimento, anche antimeridiano, degli interventi di cui all’art. 193 – bis, comma 1”, il quale a sua volta recita: “Al fine di assicurare il diritto allo studio per tutti gli studenti, il collegio dei docenti e i consigli di classe, nell’ambito delle rispettive competenze, adottano le deliberazioni necessarie allo svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi, coerenti con l’autonoma programmazione d’istituto e con i piani di studio disciplinari ed interdisciplinari, da destinare a coloro il cui livello di apprendimento sia giudicato, nel corso dell’anno scolastico, non sufficiente in una o più materie. In funzione delle necessità degli studenti, il collegio dei docenti e i consigli di classe, nell’ambito delle rispettive competenze, deliberano che vengano svolte anche attività di orientamento, attività di approfondimento, attività didattiche volte a facilitare eventuali passaggi di indirizzo, nonché interventi nei confronti degli studenti di cui al comma 3”.

Di norma, le Regioni, nella determinazione del calendario scolastico, ottemperano a quanto previsto dal sopra citato articolo aggiungendo, ai 200 giorni minimi ai fini della validità dell’anno scolastico, alcuni giorni, per permettere al consiglio di circolo o di istituto di adattare il calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali, consentendo così di effettuare eventuali recuperi di giorni di didattica non svolti.

Cosa succede in caso di eventi eccezionali? La nota del Miur prot. n. 1000 del 2012 ha chiarito che, al ricorrere di situazioni particolari (nello specifico, la nota si riferiva ad eccezionali eventi atmosferici, ma si ritiene si possano ricomprendere anche elezioni amministrative e/o politiche, referendum, emergenze sanitarie, ecc.), “si deve ritenere che è fatta comunque salva la validità dell’anno scolastico, anche se le cause di forza maggiore, consistenti in eventi non prevedibili e non programmabili, abbiano comportato, in concreto, la discesa dei giorni di lezione al di sotto del limite dei 200, per effetto delle ordinanze sindacali di chiusura delle scuole”.

La nota del 2012 aggiunge anche che “le istituzioni scolastiche, soprattutto se interessate da prolungati periodi di sospensione dell’attività didattica, potranno valutare, a norma dell’art. 5 del DPR 275/99 “in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell’offerta formativa”, la necessità di procedere ad adattamenti del calendario scolastico finalizzati al recupero, anche parziale, dei giorni di lezioni non effettuati”.

Numero di assenze

La normativa vigente prevede che “ai fini della validità dell’anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato”.

Non vengono considerate come ore di assenza quelle dovute a:

motivi di salute adeguatamente documentati (ricovero ospedaliero o cure domiciliari, in forma continuativa o ricorrente); day hospital e visite specialistiche (documentate da relativa attestazione di presenza presso presidio sanitario);

terapie e/o cure programmate;

donazioni di sangue;

partecipazione ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni riconosciute dal Coni; partecipazione ad attività organizzate ed autorizzate dalla scuola, compresi i Giochi Sportivi Studenteschi;

motivi religiosi debitamente documentati.

Sono considerate come ore di assenza secondo il numero delle ore giornaliere di lezione:

entrate in ritardo alla seconda ora e uscite in anticipo, anche se giustificate da un genitore e autorizzate sul libretto delle assenze dalla dirigente scolastica o dai suoi collaboratori;

assenze collettive;

assenze dalla scuola nel caso di non partecipazione a viaggi d’istruzione, visite guidate e attività organizzate in orario curriculare.

Mancato conseguimento limite minimo di frequenza

Ai sensi dell’art. 14 comma 7 del Regolamento 122/2009il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza obbligatoria comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o alla maturità.

Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al limite.

Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a
condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati.

Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo.

La competenza a stabilire le deroghe è del Collegio Docenti, a condizione che le assenze complessive non pregiudichino la possibilità di procedere alla valutazione stessa.

Tali circostanze sono oggetto di accertamento preliminare da parte del consiglio di classe e debitamente verbalizzate.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2020

Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20A01228)

(GU Serie Generale n.45 del 23-02-2020)

Comunicazione agli Atenei e alle Istituzioni Afam di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto

Come noto, il Consiglio dei Ministri, nella serata di ieri, sabato 22 febbraio 2020, ha definito apposite misure per evitare la diffusione del Covid – 19 e ulteriori misure di contenimento. Fra le previsioni adottate dal Governo c’è anche quella relativa alla possibile sospensione dalla frequenza delle attività di formazione superiore, fatte salve le attività formative svolte a distanza.

In attesa dell’adozione formale dei provvedimenti consequenziali previsti dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri, per motivi precauzionali, si invitano le Istituzioni universitarie e quelle di Alta Formazione Artistico Musicale e Coreutica presenti nelle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna a sospendere comunque, fino al 29 febbraio 2020, l’attività didattica. 

Tale soluzione è in linea con le scelte già autonomamente assunte da alcune Istituzioni interessate e consegue da un confronto tra il Ministro e le stesse.
Si ringrazia per la collaborazione.

Comunicazione alle scuole sui viaggi di istruzione

Il Consiglio dei Ministri, nella serata di sabato 22 febbraio, ha definito apposite misure per evitare la diffusione del Covid – 19 e ulteriori misure di contenimento. Fra le decisioni adottate, anche quelle relative alla sospensione delle uscite didattiche e dei viaggi di istruzione delle scuole, in Italia e all’estero.

Il Ministero dell’Istruzione informa che, in attesa dell’adozione formale dell’ordinanza prevista dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri, per motivi precauzionali, i viaggi di istruzione vanno comunque sospesi a partire già da oggi domenica 23 febbraio 2020.

Si ringraziano le scuole e i dirigenti scolastici per la collaborazione.


Coronavirus, Azzolina: stop visite didattiche e viaggi istruzione Italia e estero

(Sabato, 22 febbraio 2020) “In Consiglio dei Ministri abbiamo adottato provvedimenti urgenti e straordinari sul Coronavirus. Le misure approvate consentono la sospensione delle uscite didattiche e dei viaggi di istruzione delle scuole, in Italia e all’estero. Una richiesta che ho portato all’attenzione dei colleghi di Governo e che farò in modo di rendere operativa già nelle prossime ore”.

Così la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che ha diffuso il suo messaggio su Facebook. “Una precauzione – prosegue la Ministra – che a mio avviso si rende necessaria in questo scenario. Il Governo e le autorità sanitarie stanno facendo un lavoro serio e scrupoloso tenendo conto di un quadro che muta rapidamente”.