Cabina di regia per l’edilizia scolastica

Edilizia scolastica, riunita al Ministero la Cabina di regia alla presenza della Vice Ministra Ascani. “Prevedere misure per edilizia scolastica nei provvedimenti economici sul Coronavirus”

Misure per l’edilizia scolastica nei prossimi provvedimenti economici riguardanti il Coronavirus, per rilanciare e sostenere il comparto delle piccole e medie imprese, fortemente colpito dall’emergenza in corso, e allo stesso tempo finanziare interventi già cantierabili, garantendo così agli studenti scuole sicure e sostenibili. È questa la richiesta unitaria emersa oggi nel corso della riunione della Cabina di regia per l’edilizia scolastica tra Regioni, Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e Unione Province d’Italia (UPI), che si è tenuta al Ministero dell’Istruzione alla presenza della Vice Ministra Anna Ascani.

“La Cabina di regia – dichiara la Vice Ministra – ci consente di mantenere un contatto diretto e immediato fra Ministero, Regioni ed Enti locali e di coinvolgere tutti i soggetti nelle scelte, con l’obiettivo di destinare prima possibile le risorse che abbiamo sbloccato. Stiamo vivendo una fase complicata, ma questo non può e non deve fermare il lavoro quotidiano sull’efficienza e la sicurezza delle nostre scuole. Condivido la richiesta che è emersa: si tratterebbe di un importante segnale non solo nei confronti dei ragazzi e delle famiglie, ma anche di un tessuto produttivo che rischia di essere fortemente sacrificato dall’emergenza in corso”.

Nel corso dell’incontro, inoltre, è stato fatto il punto sugli ultimi filoni di finanziamento attivati. Nello specifico, è alla firma il decreto che libera 510 milioni della prima tranche dei fondi della programmazione 2019 e, a seguito dell’adozione e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, saranno diramate agli enti locali beneficiari le linee guida per il monitoraggio e la rendicontazione degli interventi. Per quanto riguarda gli istituti scolastici di competenza delle Province e delle Città metropolitane, è stato avviato il lavoro di definizione di un Piano quinquennale che stanzia circa 850 milioni di euro per interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico degli edifici. E, infine, è alla firma il decreto ministeriale che proroga al 31 ottobre 2020 l’aggiudicazione dei lavori per i Comuni con riferimento alle risorse – 1,3 miliardi di euro – del Fondo comma 140 per interventi di adeguamento alla normativa antisismica.

La Cabina di regia per l’edilizia scolastica è uno spazio di confronto complementare all’Osservatorio nazionale, costituito in composizione ristretta e con modalità di lavoro maggiormente operative.

Coronavirus e disabilità

Coronavirus e disabilità: FISH e FAND chiedono interventi urgenti

In questi giorni particolarmente convulsi e frenetici vengono opportunamente assunte misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus ma anche di sostegno a famiglie, lavoratori, imprese.

Queste misure tuttavia dovrebbero prestare ancora maggiore attenzione, secondo le Federazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH), a chi è maggiormente esposto al rischio di contagio ma anche agli effetti sociali di un’emergenza che colpisce tutto.

In una formale comunicazione all’Ufficio per la promozione dei diritti delle persone con disabilità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, le Federazioni hanno chiesto di integrare le misure adottate fino ad oggi con ulteriori disposizioni a tutela e a sostegno delle persone e delle famiglie.

Le richieste riguardano sia la scuola e il diritto allo studio, che il centri diurni e quelli residenziali, che, infine, le agevolazioni lavorative per coloro che assistono familiari con disabilità o per gli stessi lavoratori con disabilità in particolare se interessati da patologie cronico-degenerative o altre condizioni che li pongano più a rischio.

In ambito scolastico vengono già segnalati disagi: la difficoltà di accesso alla formazione, la difficoltà di accesso al sostegno, agli educatori e al supporto alla comunicazione: insomma la formazione a distanza non sembra affatto una garanzia accessibile a tutti, in particolare in assenza di quelle direttive che le Federazioni richiedono.

In ambito lavorativo le Federazioni richiedono un rafforzamento e l’estensione di permessi e congedi già esistenti. Non manca un appunto sullo smart working e sul lavoro a distanza. Si chiede in questo caso al Dipartimento Funzione Pubblica, che sul punto ha emanato una circolare (n. 1 del 4 marzo), di fissare garanzie e priorità affinché queste misure riguardino innanzitutto i lavoratori con disabilità con un quadro clinico di maggiore rischio.

Il testo della comunicazione delle Federazioni è disponibile nel sito FISH.

5 marzo 2020

Il Presidente Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap Il Presidente Nazionale FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità
Vincenzo Falabella Nazaro Pagano

Coronavirus, massima collaborazione con Ministero per superare l’emergenza

Comunicato unitario 
FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams

Coronavirus, massima collaborazione con Ministero per superare l’emergenza 

Roma, 5 marzo 2020 – Viste le nuove misure emanate dal Governo per il contenimento del contagio da Coronavirus, che hanno stabilito, tra l’altro, la sospensione delle attività didattiche fino al 15 marzo, le organizzazioni sindacali rappresentative della scuola hanno incontrato oggi, al Ministero dell’Istruzione, il Capo Dipartimento per l’Istruzione e Formazione dott. Bruschi e la dott.ssa Boda, Capo dipartimento della Programmazione, Risorse umane e finanziarie del MI.

Dall’incontro è uscita chiara e condivisa l’esigenza di lavorare in modo unitario per governare una fase di emergenza che non ha precedenti, al fine  di indirizzare ogni energia in un’unica direzione: mettere in pratica ogni strategia educativa e di tutela dei diritti e della sicurezza del milione di lavoratrici e lavoratori che compongono il personale scolastico, puntando ad assicurare il ripristino più rapido possibile delle normali attività per garantire il  fondamentale diritto allo studio delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.

Sia da parte delle organizzazioni sindacali che dell’Amministrazione c’è la massima attenzione e la massima disponibilità a un coordinamento continuo e a un lavoro comune di sostegno e monitoraggio dell’attività del personale scolastico.

Docenti, educatori, personale ATA e dirigenti stanno dimostrando, anche in queste ore delicate, grande professionalità e a loro va il nostro più grande ringraziamento.

Nell’incontro di oggi è stata inoltre definita la necessità di riattivare immediatamente il lavoro sui temi che rappresentano i punti cardine per il funzionamento della scuola fuori dall’emergenza.

Mobilità, organici, reclutamento, sono i temi su cui già sono stati calendarizzati i prossimi incontri tecnici in cui l’Amministrazione sarà chiamata a sciogliere anche i nodi politici.

MOBILITÀ: NECESSARIA REVISIONE DEL CCNI

MOBILITÀ: NECESSARIA REVISIONE DEL CCNI, MA DAL MINISTERO CHIUSURA TOTALE     

“Sulla mobilità dobbiamo registrare una chiusura totale da parte dell’Amministrazione che ha risposto picche alle nostre richieste. E a fare le spese di questa intransigenza saranno, come al solito, i docenti”. Così la Gilda degli Insegnanti commenta l’esito dell’incontro che si è svolto ieri tra organizzazioni sindacali e Ministero dell’Istruzione sull’ordinanza della mobilità 2020/2021. 
“L’Amministrazione si è opposta alla nostra richiesta di riaprire il CCNI 2019/2020 per affrontare le criticità che erano emerse lo scorso anno e per regolamentare tutte le novità normative che nel frattempo sono state emanate. Per motivare il rifiuto, – spiega la Gilda – il Ministero ha tirato in ballo i tempi troppo lunghi che avrebbe una trattativa e la certificazione degli organi competenti. Alla controproposta di accogliere le nostre rivendicazioni direttamente nell’ordinanza sulla mobilità, l’Amministrazione ha risposto di nuovo negativamente”.
“A causa di un organigramma ancora incompleto e di un clima generale di confusione nella gestione della macchina amministrativa, le operazioni di mobilità procedono, dunque, con grave ritardo” conclude la Gilda che evidenzia, inoltre, la necessità di posticipare dopo il 15 marzo l’avvio della presentazione delle domande di mobilità perché fino a quella data le scuole resteranno chiuse a causa dell’emergenza coronavirus.

LEZIONI ONLINE, AL LAVORO PER VOUCHER FIBRA

CORONAVIRUS, MANTOVANI (M5S): LEZIONI ONLINE, AL LAVORO PER VOUCHER FIBRA

ROMA, 5 mar. – “Un modo per essere già in linea con la nuova strategia della Commissione Europea e per tutelare adeguatamente i dati dei minori: è l’utilizzo per la didattica a distanza di piattaforme come quelle universitarie che possono garantire alle scuole di ogni ordine e grado di organizzare le lezioni online in tutta sicurezza e semplicità. E che offrono maggiori garanzie rispetto alle piattaforme private che vanno per la maggiore. A Modena e Reggio Emilia per esempio ci sono scuole che già stanno andando in questa direzione»: così la senatrice M5S Maria Laura Mantovani in merito all’attività di riorganizzazione delle didattica che le scuole si trovano a fronteggiare in questo periodo di stop per l’emergenza coronavirus. 
«Si tratta di una forma di collaborazione e sinergia che potrebbe rivelarsi molto produttiva a livello territoriale, una collaborazione tra università e scuole del territorio senza precedenti. Inoltre parlando di innovazione dobbiamo tenere conto che per quanto riguarda le competenze digitali la scuola italiana è 26a in Europa, quindi veramente in una posizione di retroguardia. L’occasione del COVID-19 può agire da propulsore, ma serve poter usufruire di una rete adeguata. In questo senso grazie al piano del Governo riguardante i voucher per la rete a fibra ottica stiamo perseguendo l’obiettivo di favorire la domanda. L’emergenza ci dice che è necessario spingere ulteriormente la posa della fibra, a partire dalle zone maggiormente colpite dal contagio. Ma è un’azione che guarda molto più in là, di cui il Paese non può fare a meno”. 

Così in una nota la senatrice del Movimento 5 Stelle Maria Laura Mantovani. 

Ugo, quei minori dimenticati

Ugo, quei minori dimenticati

Franco Buccino

Repubblica ed. Napoli, 5 marzo 2020

Sbagliamo ogni volta i tempi! Quando è il tempo di piangere la morte violenta di un ragazzo, facciamo le analisi e i commenti. I funerali si fanno sempre dopo diversi giorni: allora piangono familiari e amici; applausi e palloncini. E noi osserviamo, ma in realtà non abbiamo più niente da dire.

Ugo è morto in un tentativo di rapina a mano armata con un complice; il minacciato era un carabiniere, che ha estratto la pistola e gli ha sparato. Portato ai Pellegrini, Ugo è morto: in tasca gli hanno trovato oggetti, probabilmente frutto di un’altra rapina. Diverse persone hanno sfasciato il Pronto Soccorso.

Mi ha colpito non tanto il carabiniere in Mercedes e Rolex al polso, neppure l’omicidio volontario di cui al momento deve rispondere, e nemmeno lo sfascio del Pronto Soccorso, dei Pellegrini poi… (in passato gente inferocita ha sottratto dagli ospedali morti ammazzati).  Mi ha colpito, invece, il padre di Ugo quando ha raccontato di aver visto, poche ore prima, il figlio dal barbiere e di avergli detto che la madre gli aveva preparato da mangiare. Rapine a mano armata: una bravata tra cena e discoteca?!

Non è così, perché Ugo aveva quindici anni. Ancora in una fascia di età di ragazzi a cui si deve rispetto: la “maxima reverentia” di cui parla Quintiliano. Gli doveva rispetto la famiglia: preoccupandosi di quello che era utile per lui: l’istruzione, un mestiere; di quello che faceva, controllandolo. Il suo complice vuole cambiare vita. Se Ugo potesse tornare indietro…

Gli doveva rispetto la scuola. Iscritto, non frequentava. Ci sono iscritti che vengono allontanati e iscritti che si allontanano perché trovano la scuola inutile e noiosa. Tanti di noi, per anni uomini di scuola, abbiamo ancora gli incubi pensando a nostri alunni che hanno fatto una brutta fine. E non perdoneremo mai chi al posto di dotare le scuole di organici e strumenti adeguati, si è inventato il trucco dei progetti, soprattutto quelli megagalattici.

Gli dovevano rispetto le altre istituzioni. Chi si preoccupa, o dovrebbe preoccuparsi della qualità della vita, dell’ambiente e della salute, della cultura e del tempo libero, della casa e del lavoro. Per tutti i cittadini, ma soprattutto per i ragazzi: i più esposti alle contraddizioni della nostra iniqua società.

Ugo non vive. Ugo è morto. È un fatto così enorme; non c’è, non ci può essere rapporto di causa ed effetto tra chi non gli ha riconosciuto il rispetto che gli si doveva e la sua morte violenta.

E però prendere consapevolezza di questo mancato rispetto e provare a rimediare, aggiustare il tiro, sembra la strada giusta per ricordare Ugo. E qualche suo compagno, quello che ha scritto “Ugo vive”, decidendo di cambiare vita, continuerà davvero a farlo vivere in mezzo a noi. 

Lavoro agile

Ai Dirigenti scolastici Scuole Statali della Lombardia
Loro sedi

Gent.mi Dirigenti scolastici,

in questa fase delicata di emergenza Coronavirus, che nella nostra regione sta producendo aumenti di contagi e giornalmente aumentano, il Governo ha emanato, come aveva annunciato nelle scorse ore, dopo aver acquisito il parere del Comitato tecnico scientifico, il nuovo Decreto. Sono state emanate nuove misure volte al contenimento del contagio da Coronavirus, decidendo fra l’altro la sospensione generalizzata fino al 15 marzo, su tutto il territorio nazionale, dei servizi educativi e didattici svolti dalle scuole di ogni ordine e grado, dalle Università, Accademie, e Conservatori.

Le nuove misure riguardano la salvaguardia e la tutela della salute di tutti!

Il DPCM recepisce, tra l’altro, le raccomandazioni del Comitato scientifico, quali astenersi da abbracci e strette di mano, evitare luoghi affollati, mantenere la distanza di almeno 1 metro dalle altre persone.

Il DPCM del 4 marzo 2020 all’art.1 lettera n) recita:

n) la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti; gli obblighi di informativa di cui all’articolo 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro;

Il citato decreto, nel disporre la sola sospensione delle attività didattiche e non la chiusura delle istituzioni scolastiche, non esclude un’ organizzazione diversa da quelle ordinarie per tutelare la salute, e pertanto si ritiene dover invitare i Dirigenti scolastici, a valutare possibili modalità alternative delle prestazioni lavorative del personale ATA volte a tutelare anche i collaboratori scolastici.

Si fa presente che il lavoro agile potrà essere concesso dal Dirigente scolastico, eventualmente anche ricorrendo a turnazioni del personale. A partire dalla data odierna e fino al 15 marzo, nel rispetto dei principi menzionati dagli artt. 18-23 della Legge 81/2017, come suggerito dalla nota emanata da USR Lombardia m_pi AOODRLO – Registro Ufficiale.V.00044317.04.03.2020, per quanto riguarda gli assistenti amministrativi e DSGA, per i collaboratori scolastici e Assistenti tecnici, tenendo conto che sia le aule e i laboratori, che in tale periodo dopo le pulizie igieniche effettuate non sono utilizzate, sia la vigilanza per la quale non ci sono esigenze improrogabili, si può organizzare evitando di esporre a rischi il personale.

Delle eventuali, nuove modalità organizzative il Dirigente scolastico informerà la RSU e le OO.SS. territoriali del comparto scuola.

Il Segretario generale UIL Scuola Lombardia

Bertagna: “È inutile riempirli di compiti, meglio i lavori in casa”

da la Repubblica

di Ilaria Venturi

«Sia l’occasione per i vostri figli di acquisire la competenza di saper affrontare situazioni gravi come questa». I bambini e i ragazzi a casa da scuola, per la terza settimana consecutiva in alcune Regioni, in tutta Italia da oggi, vanno gestiti. Cosa fare con loro? Il pedagogista Giuseppe Bertagna, docente all’università di Bergamo, suggerisce ai genitori, ma anche alla scuola, alcune strategie. Che non sono riempirli di compiti.

La prima cosa è spiegare ai figli perché la scuola è chiusa: in che modo?
«Non bisogna mentire sull’epidemia, va spiegata, con le parole adatte all’età, magari anche con qualche video. E lo si deve fare senza seminare panico, restando tranquilli voi per primi, spiegando le regole, come il perché del semplice lavarsi le mani aiuti sé e tutti».

Con i bambini a casa tutto il giorno come comportarsi?
«Le scuole si stanno muovendo inviando sempre più lezioni e compiti da fare: non è questa la strada giusta. Maria Montessori spiegava che per avere qualcosa di buono a distanza devi sempre collegarti a una presenza. Le maestre della primaria, soprattutto, mandino messaggi personali ai loro alunni, in accordo con i genitori, per chiedere come stanno, non per caricarli di esercizi. Ciascun bambino deve capire che la maestra pensa a lui e, insieme, a ciò che lui può imparare dalla situazione in cui si trova».

Ma cosa proporre ai bambini della primaria?
«È l’occasione per riscoprire lo stare bene insieme. Basta una passeggiata per spiegare perché qualcuno indossa la mascherina, per imparare il nome di alberi o di uccelli se si cammina in un bosco o in un parco. E poi li si incentivi a sentire al telefono i compagni, si evitino tv o videogiochi come “badanti”. Parlate con loro. E fatevi aiutare in casa, è un bel gioco».

E con i ragazzi delle medie che fare?
«Con i preadolescenti è più complicato, una buona soluzione è il lavoro domestico: fateli stirare, rifare il letto, portateli a lavare l’auto. Anche da come si deve far bollire l’acqua per la pasta s’imparano importanti nozioni di scienze».

E come organizzarsi per chi lavora?
«Va riscoperta la dimensione cooperativa della genitorialità. Condividete tutto: baby sitter, tempo, nonni. Organizzatevi tra famiglie: oggi li tengo io, domani tu programmando insieme alla scuola il tempo come un’opportunità di crescita pur in questa difficoltà. Va ricostruita una relazione emotiva e sociale coi figli, dove la scuola è presente in modo collaborativo, non in esonero dalle responsabilità».

Gli scienziati contrari allo stop alle scuole: “Misura inutile se non prolungata nel tempo”

da La Stampa

Coronavirus, il videomessaggio di Conte: “L’Italia non si arrende, Ue dovrà sostenere il nostro sforzo”

La chiusura delle scuole è stata una scelta politica. Non tutti gli scienziati coinvolti dal governo la ritenevano necessaria. Da quanto risulta, infatti, Giuseppe Conte si sarebbe assunto questa enorme responsabilità a prescindere dal parere non unitario del comitato tecnico-scientifico. E’ una fonte autorevole del comitato a confermarlo alla Stampa: la misura «è stata valutata come priva di evidenza scientifica soprattutto di limitata efficacia se non prolungata nel tempo». E’ la stessa risposta fornita dagli esperti al governo dopo ore di fughe di notizie e quando ormai l’intero Paese era in fibrillazione e in attesa di una conferma.

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Sarebbe stato il solo presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro a dare il via libera. E’ l’unico nome che Conte cita durante la conferenza stampa convocata per ufficializzare lo stop e per dare una spiegazione a genitori e insegnanti di tutta Italia, dopo il pasticcio avvenuto sulla comunicazione. «La notizia fuoriuscita è stata completamente improvvida – spiega Conte – In mattinata non ci siamo lasciati con una decisione finale in quanto avevamo demandato al professor Brusaferro un approfondimento per avere tutti gli elementi di valutazione».

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Ma sono le conclusioni di Conte a dare un’evidente indicazione del dibattito tra gli esperti. «La valutazione tecnico-scientifica ci è arrivata da poco ed è mia responsabilità, in quanto firmatario del Dpcm, disporre la chiusura delle scuole». Dunque Conte, come dimostrato dalle indiscrezioni arrivate in anticipo, era già orientato alla chiusura. Il parere del comitato non gli avrebbe fatto cambiare idea.

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Poco dopo le dichiarazioni di Conte l’Iss rimanda a un comunicato, pubblicato sul proprio sito, in cui vengono promosse «le misure di salute pubblica introdotte in questi giorni con lo scopo di evitare una grande ondata epidemica», compresa la chiusura degli istituti scolastici. Brusaferro non partecipa alla quotidiana conferenza stampa presso la sede della Protezione civile. Per spegnere gli interrogativi su una sua possibile defezione in polemica con i colleghi, l’istituto pubblica una nota: «Il presidente ha semplicemente partecipato a un altro incontro».

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Coronavirus, Landini: “Non verranno chiuse le scuole, sarà sospesa l’attività didattica, insegnanti e amministrativi devono andare a scuola”

Lezioni sospese fino al 15 marzo in tutta Italia

da Il Sole 24 Ore

di Eu. B.

Lezioni sospese nelle scuole e nelle università di tutta Italia fino al 15 marzo . Moral suasion per incentivare la didattica a distanza. Nuova stretta su gite e certificati medici. Sono le misure principali prese dal Dpcm varato ieri dal governo in materia di istruzione. E sono anche quelle dall’impatto più vasto visto che riguarderanno 8 milioni di studenti di ogni ordine e grado e un altro milione e mezzo di universitari. Quasi 10 milioni di ragazzi e ragazze che vedranno sconvolta la loro quotidianità. Più le loro famiglie che dovranno, inevitabilmente organizzarsi per gestire un’emergenza nell’emergenza. Tant’è che la ministra delle Pari opportunità, Elena Bonetti, ha già annunciato che arriveranno «misure di sostegno e aiuto alle famiglie: sostegno economico per le spese di babysitting e estensione dei congedi parentali per le lavoratrici e i lavoratori». Un’eventualità confermata anche dal sottosegretario all’Interno, Achille Variati. Nel decreto legge allo studio dell’esecutivo potrebbe esservi infatti una norma che consenta «l’utilizzo di permessi parentali per uno dei due genitori per poter assistere i figli minori».

Le misure per le scuole
Tornando alla scuola la misura più importante è sicuramente la sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado. Ciò significa che gli istituti scolastici resteranno aperti. Magari in una fascia oraria ridotta rispetto a oggi. A deciderlo sarà il dirigente con i responsabili di plesso che saranno al loro posto. Così come i bidelli, il personale di segreteria, gli assistenti tecnici. Si porterà avanti l’ordinaria amministrazione e in molti casi di provvederà a igienizzare i locali prima del ritorno degli alunni. I docenti invece potranno non presentarsi. Ma sono invitati a sviluppare forme di didattica a distanza. Chiaramente su base volontaria nei casi in cui il piano triennale dell’offerta formativa (Ptof) non lo preveda espressamente. Su questo la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, si è impegnata espressamente «a far sì che il servizio pubblico essenziale seppur a distanza venga fornito a tutti inostri studenti». Si allunga infine il periodo di sospensione per gite, uscite didattiche, alternanza scuola lavoro. Rispetto al provvedimenti di emergenza precedenti scompare la dead line del 15 marzo. Così come l’obbligo di certificato medico per le assenze per malattia superiori a 5 giorni.

Le disposizioni per le università
Lezioni sospese e didattica a distanza vedrà impegnati anche gli atenei. Sulla falsariga di quanto avvenuto in questi giorni nei territori delle Regioni in emergenza già dal 24 febbraio in poi, in primis quelli lombardi. A Pavia ieri 80 studenti di Ingegneria si sono laureati da remoto. E sempre in materia di università degna di nota è la precisazione contenuta sempre nel Dpcm secondo cui «non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni». Come ha sottolineato il presidente della Crui, Ferruccio Resta, «le università sono aperte». Per «dare un segnale di unità e responsabilità». Le attività di ricerca e tutti gli altri servizi agli studenti – ha spiegato – «proseguono regolarmente, nel rispetto delle disposizioni del Ministero della Salute».

Per presidi, bidelli e (in parte) docenti le scuole restano aperte

da Il Sole 24 Ore

di Eugenio Bruno

Per dieci milioni di studenti che resteranno a casa fino al 15 marzo c’è un altro milione di italiani che a scuola ci andrà lo stesso. Si tratta dei dirigenti scolastici, dei bidelli, dei collaboratori di segreteria, degli assistenti tecnici. E, se necessario, anche dei docenti. Gli edifici scolastici infatti non chiuderanno. L’ordinaria amministrazione andrà avanti e, se possibile, anche l’igienizzazione dei locali. Approfittando dell’assenza dei ragazzi.

L’ordinaria amministrazione va avanti
Il decreto del presidente del Consiglio datato 4 marzo non utilizza la formula «scuole chiuse»che ha campeggiato su siti e giornali per tutto il giorno. Bensì stabilisce che sono «sospesi», da un lato, i «servizi educativi per l’infanzia» e, dall’altro, «le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado». In pratica le scuole resteranno aperte per l’ordinaria amministrazione. Magari con un orario ridotto rispetto a quello solito. La decisione spetterà ai dirigenti scolastici che continueranno a recarsi a scuola. Nel comparto istruzione, eccezion fatta per i dipendenti del ministero, lo smart working di fatto non è stato normato.

Dirigenti scolastici al loro posto
Insieme ai presidi nelle scuole sarà presente anche il personale Ata. I collaboratori scolastici procederanno alle pulizie dei locali. E dove previsto si procederà a sanificare aule, laboratori, sale mensa. A loro volta gli addetti alle segreterie procederanno con le pratiche di tutti i giorni. Anche gli assistenti tecnici lavoreranno regolarmente, procedendo ad esempio alla sistemazione e all’igienizzazione delle apparecchiature usate da docenti e insegnanti. Per i docenti, invece, la sospensione delle attività didattiche comporta anche la sospensione degli orari di ricevimento dei genitori e degli altri compiti correlati alle lezioni. Che, ove possibile e su base volontaria, potranno essere a distanza.

Lezioni a distanza su base volontaria
Da lunedì a disposizione dell’intero mondo della scuola c’è la pagina web dedicata che è stata messa a punto dal ministero dell’Istruzione e che include una serie di link a piattaforme disponibili gratuitamente per e-learning, a contenuti multimediali, ad «avanguardie educative» – come le chiama l’Indire – già sperimentate sul campo dagli istituti più avanti nell’uso delle tecnologie.
Nei territori in cui la “ferma” delle lezioni va avanti dal 24 febbraio iniziative del genere sono già state attuate nei giorni scorsi. Con alterne fortune, come racconta al Sole 24 Ore Luisa Giordani, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Terralba di Genova, complici anche le resistenze dei sindacati che si sono appellati al contratto nazionale di lavoro. Nel sottolineare che l’adesione dei professori avviene «su base volontaria» la preside genovese spiega di aver invitato gli insegnanti a produrre materiali per le lezioni a distanza «ma solo una minoranza ha deciso di farlo». E aggiunge: «Li invito, li sollecito ma non posso imporre nulla. I genitori purtroppo non hanno sindacato e devo fare anche la loro parte».

Verso il rinvio del consiglio di classe
Nella scuola ci sono tanti altri “momenti” su cui la sospensione delle attività didattiche non impatta. Ad esempio i consigli di classe. «Nella mia scuola ce ne sono diversi calendarizzati per i prossimi giorni – spiega Daniela Lazzati, dirigente dell’Istituto tecnico Maggiolini di Parabiago (Milano) – e in teoria si potrebbero fare. Ma adesso valuterò, sperando di avere indicazioni anche dall’Ufficio scolastico regionale. Magari li faremo slittare». Laddove ci sono in sospeso – aggiunge – anche alcuni provvedimenti disciplinari nei confronti di qualche alunno, su cui una decisione comunque andrà presa. A conferma di come l’ordinaria amministrazione nelle scuole italiane sia un concetto quanto mai vasto e sfaccettato.

Lucia Azzolina: “No al sei politico. E se l’emergenza continua, ci sarà un piano per la maturità”

da la Repubblica
Annalisa Cuzzocrea

“Ma lo sa che alle otto e mezzo del mattino una classe del Maiorana di Brindisi ha fatto chimica in collegamento con Codogno e Vo?”. Lucia Azzolina, classe 1982, deputata M5S, ministra dell’Istruzione, punta tutto sulla didattica a distanza. Spera che lo stato d’eccezione finisca, che le scuole riaprano al più presto. Ma dice: “Se non fosse così prepareremo un piano di emergenza anche per gli esami di maturità”.
E avvisa gli studenti: “Non sarà sei politico, bisogna impegnarsi ancora di più”.

Ci sono scuole che dovevano riaprire oggi – ad esempio in Piemonte – ma non lo faranno almeno fino a lunedì. Che certezze possono avere studenti e professori in questo momento?
“Stiamo seguendo le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità. Le decisioni che riguardano aperture e chiusure non sono prese in solitudine, ma sulla base dello scenario epidemiologico e della situazione reale. Nei confronti dei nostri studenti il principio di precauzione è massimo”.

Alcune regioni sono andate in ordine sparso: Sicilia, Marche. Ha senso che su una materia come l’apertura delle scuole a decidere non possa essere il ministro?
“L’autonomia regionale è sancita dalla Costituzione, e la rispetto, ma è chiaro che serve un coordinamento centrale, una regia. Ho sentito più volte i governatori in questi giorni”.

La difficoltà a far andare avanti l’anno scolastico nonostante l’emergenza coronavirus dimostra l’arretratezza della scuola italiana?
“Stiamo vivendo un momento di difficoltà, ma lo stiamo trasformando in un’opportunità con una spinta che viene dal basso, dalle scuole stesse, perché molte la didattica a distanza la facevano già”.

I racconti di questi giorni, i professori che fanno irruzione nelle partite di Fortnite per insegnare Carlo Magno, le lezioni su Facebook, fanno parte di uno spontaneismo entusiasmante che non risolve il problema: manca la continuità, la possibilità di interagire. Cosa state facendo su questo fronte?
“La sfida è quella di mettere a sistema tutte le buone pratiche e dare una mano alle scuole in difficoltà. Lo stiamo facendo con gemellaggi di istituti molto avanzati con altri più deboli. O fornendo hardware laddove manca. Questa situazione deve essere un’opportunità per fare avanzare l’innovazione didattica, sulla quale avevo già fatto partire un gruppo di lavoro al ministero”.

Basterà a salvare l’anno scolastico di chi vive nella zona rossa?
“Lunedì mi sono collegata con una scuola di Melzo, l’altro giorno con una di Vo. Ho conosciuto realtà splendide, ho visto che sta venendo fuori l’orgoglio di docenti e famiglie. La chiusura della scuola è anche una questione emotiva. Ha a che fare con la socialità, con la normalità della vita quotidiana. Bisogna far sì che gli insegnanti non lascino soli i loro studenti, soprattutto i più piccoli”.

Molti docenti non sanno ancora far funzionare la Lim, la lavagna interattiva, figurarsi insegnare a distanza. C’è un problema di formazione?
“Abbiamo aperto una pagina sul sito del Miur che va immaginata come un inizio. La prima cosa che vi si trova sono le lezioni di formazione per i docenti, i cosiddetti webinar, seminari in rete”.

E per gli studenti?
“Ci sono le piattaforme che permettono di avere classi virtuali a tutti gli effetti. Compiti compresi. Una mamma di una scuola di Salussola mi ha raccontato che oggi hanno fatto i monomi così. Il terzo step riguarda i materiali multimediali: la Rai e la Treccani ci hanno fornito parte dei loro archivi, la Rai lo ha addirittura diviso per discipline”.

Ma quanto si può andare avanti così?
“Dipende da quanto saremo in grado di implementare quella pagina e di coinvolgere il più possibile tutti. Su questo sono ottimista, riceviamo tantissimi messaggi di persone che sono più in difficoltà e che stiamo aiutando, ma anche quelli di altri che stanno facendo benissimo e si offrono di aiutare. Certo, prima si torna a scuola fisicamente e più contenta sarà la ministra dell’Istruzione”.

Inviterà i professori ad esercitare un po’ di tolleranza nei confronti di chi è stato costretto a perdere tanti giorni?
“Non mi parli di sei politico eh! Dobbiamo essere il più possibile presenti nei confronti delle scuole, intervenire sulle difficoltà, ma pretendere da loro senso di responsabilità”.

Due ore al giorno al computer non possono sostituire cinque o sei ore in classe.
“Adesso si stanno facendo meno ore, ma quando questo esperimento andrà a regime auspico si faccia l’orario per intero”.

E gli esami di Stato? Rischiano di saltare?
“Vedremo quanto durerà la sospensione delle attività. Se necessario, ci sarà un piano di emergenza”.
L’opposizione potrebbe non votare il decreto sul coronavirus e accusa il governo di non essere all’altezza.
“Credo che Conte stia facendo benissimo. Chi vuole cambiare premier con la scusa del coronavirus è un irresponsabile. In questo momento serve fare squadra, anche con le opposizioni”.

Il Movimento 5 stelle in un vasto collegio di Roma è sotto il 5 per cento.
“È chiaro che viviamo una fase difficile e che essere al governo non aiuta una forza ancora adolescente come la nostra. Gli Stati generali sono necessari per chiarirci e ripartire, ma io ora sono concentrata su altro. Certo, se mi chiede la strada da prendere, posso dirle che la mia non sarà mai più quella di Salvini”.

Coronavirus, stop viaggi di istruzione fino al 3 aprile

da Orizzontescuola

di redazione

Pubblicato il testo definitivo del Decreto che norma le attività scolastiche al fine di evitare il diffondersi del contagio da Coronavirus. Novità per quanto riguarda i viaggi di istruzione.

Testo decreto

Stop gite fino al 3 aprile

Nel testo del Decreto è scritto che “sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni”.

Non si tratta di una novità, dal momento che la misura era già presente nei precedenti interventi normativi legati alla diffusione del Coronavirus. La novità sta nella tempistica. Infatti, lo stop era stato fissato al 15 di marzo, adesso è stato esteso al 3 aprile.

Infatti, nel testo del nuovo decreto è scritto che “le disposizioni del presente decreto producono il loro effetto dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020.”

Le diverse indicazioni temporale riguardano ad esempio, la chiusura delle scuole o la sospensione delle attività didattiche che è fissata al 15 di marzo, mentre per quanto riguarda i viaggi di istruzione il divieto è fissato fino al 3 aprile.

Parere degli organi collegiali

Ricordiamo che nelle faq del Ministero, è scritto che per sospendere i viaggi di istruzione non occorre il parere degli organi collegiali o un provvedimento del dirigente scolastico? È possibile esercitare il diritto di recesso per i viaggi di istruzione come previsto dal codice del turismo.

Testo decreto

Sospese attività didattiche dal 5 al 15 marzo in tutta Italia. ATA devono recarsi a lavoro, ecco perché

da Orizzontescuola

di redazione

IN via di pubblicazione il Decreto per far fronte all’emergenza Coronavirus. Nelle zone rosse le scuole resteranno chiuse, nel resto d’Italia sono sospese le attività didattiche.

Le zone con le scuole chiuse sono quelle rosse, ecco i comuni interessati: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia,Terranova dei Passerini; nella Regione, Vò.

Nella altre aree, invece, le attività didattiche vengono sospese. Significa che le scuole saranno aperte e dovranno recarsi al lavoro soltanto i lavoratori del personale ATA. I docenti potranno restare a casa. In attesa di indicazioni sulla didattica online attivata in alcune scuole.

“La sospensione delle attività didattiche comporta l’interruzione delle sole lezioni. Pertanto, le scuole rimarranno aperte e i servizi erogati dagli uffici di segreteria continueranno ad essere prestati. Il Dirigente Scolastico e il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) sono tenuti a garantire il servizio ed eventuali assenze devono essere giustificate.”

Di conseguenza, con la sospensione delle attività didattiche si reca a scuola il personale ATA ma non il personale docente, fermo restando che le scuole possono attivare la cosiddetta “didattica a distanza” o lo svolgimento di riunioni previste nel piano annuale delle attività.

Il decreto

Spacchettamento Ministero Istruzione e Università, Camera approva in via definitiva

da Orizzontescuola

di redazione

Spacchettamento Miur: Camera approva in via definitiva decreto legge.

Spacchettamento

La Camera, come riferisce l’Ansa, ha approvato in via definitiva il decreto legge sullo spacchettamento del Ministero dell’Università e di quello dell’Istruzione, con 254 voti favorevoli, 137 contrari e tre astenuti.

Il decreto, già approvato dal Senato, è legge.

Codici fiscali

Attribuiti anche i codici fiscali ai due Ministeri, come comunicato dal ministero dell’istruzione:

Si comunica che, su richiesta dell’Ufficiale rogante del Ministero dell’Istruzione, in data 5 febbraio 2020 sono stati attribuiti dall’Agenzia delle entrate i codici fiscali ai due nuovi Ministeri:

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE 80185250588

MINISTERO DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA 96446770586