Coronavirus: progetti con eTwinning

Coronavirus: solidarietà, scambio di buone pratiche e didattica a distanza tra scuole europee con eTwinning

Molti docenti italiani stanno attivando progetti didattici con partner stranieri per scambiare esperienze durante l’emergenza. Primo progetto avviato a Codogno

Firenze 13/03/2020 – La community europea di docenti eTwinning in aiuto delle zone colpite dal COVID-19. Da alcuni giorni molti docenti italiani iscritti hanno avviato i primi progetti di didattica a distanza con partner europei, per continuare la didattica in ottica di solidarietà e vicinanza, sfruttando le nuove tecnologie.

Alcuni giorni fa è stato creato il primo progetto “THE RED ZONE: Isolated but connected!”, avviato dalla docente Luisa Lenta, dell’Istituto comprensivo statale di Codogno.

Il progetto, che per adesso ha una scuola partner del Regno Unito, mira a coinvolgere le classi di scuole italiane e non, per creare uno spazio online in cui i ragazzi possano condividere liberamente sentimenti, pensieri, attività, disegni, artigianato, canzoni, giochi, lettere ed esperienze, connessi a questo particolare momento. «Attraverso eTwinning – commenta la docente Luisa Lenta – viaggeremo in tutta Europa e saremo in grado di connetterci con nuovi amici nel nome della speranza e della solidarietà tra culture e paesi diversi ma uniti di fronte ad una minaccia che interessa tutti». 

Tra i progetti simili attivati in questi giorni dagli insegnanti della community anche “eTwinning Toscana a distanza” delle docenti Laura Maffei, dell’ITC “A. di Cambio” di Colle Val D’Elsa (Siena) e da Simona Bernabei del Liceo “A. Rosmini” di Grosseto e conta già 17 scuole partner da tutta Italia. Il progetto ha come obiettivo la formazione degli studenti e la condivisione di materiali/buone pratiche tra scuole, con sezioni per ordine di scuola, tematiche e per disciplina, all’interno delle quali i docenti partecipanti inseriranno materiali e creeranno eventi online.

L’UNIONE FA LA SCUOLA – Didattica a distanza con eTwinning”, è un altro progetto eTwinning a sostegno delle scuole, attivato da due docenti di Brindisi: Giovanna Zito, dell’IISS “E. Majorana”, e Marusca Destino, dell’ITT “G. Giorgi”. A tal proposito, le due docenti spiegano: «Nato in una situazione di eccezionalità, data dalla chiusura delle scuole a causa del COVID-19, il progetto mira alla creazione di una classe virtuale aperta, nella quale invitare i docenti delle diverse discipline, che inseriranno i materiali di studio diversificandoli per tipologia, prediligendo approcci attivi e predisponendo fasi di valutazione e autovalutazione, con eTwinning che si configura come lo spazio virtuale nel quale vengono promossi metodi didattici innovativi ad un numero pressoché illimitato di docenti e studenti».

Oltre al lancio di nuovi progetti didattici, i docenti iscritti nella piattaforma si stanno attivando anche per creare eventi online e gruppi di networking per condividere metodologie di didattica a distanza ed esperienze. Il livello di adesione degli iscritti dimostra il valore di una community didattica come eTwinning nel supportare e aiutare il sistema scolastico nella gestione delle emergenze.

Cos’è eTwinning?

eTwinning è la più grande community europea di insegnanti attivi in progetti collaborativi tra scuole.

Nata nel 2005 su iniziativa della Commissione Europea e attualmente tra le azioni del Programma Erasmus+ 2014-2020, eTwinning si realizza attraverso una piattaforma informatica che coinvolge i docenti facendoli conoscere e collaborare in modo semplice, veloce e sicuro, sfruttando le potenzialità del web per favorire un’apertura alla dimensione comunitaria dell’istruzione e la creazione di un sentimento di cittadinanza europea condiviso nelle nuove generazioni.

L’azione, gestita in Italia dall’Agenzia Erasmus+ Indire, è il tramite per aprirsi ad una nuova didattica basata sulla progettualità, lo scambio e la collaborazione, in un contesto multiculturale e con numerose opportunità di formazione e riconoscimento di livello internazionale.

A livello europeo sono iscritti a eTwinning più di 790.000 insegnanti in 36 paesi, di cui circa 80.000 in Italia.

Info su www.etwinning.it

IL PRESENTE NON ASPETTA

IL PRESENTE NON ASPETTA: L’ANP CHIEDE RISPOSTE

Alla data odierna i dati sulla diffusione del contagio da coronavirus ci impongono un’attenzione sempre maggiore riguardo ai comportamenti da assumere per contrastarla anche nelle sedi di lavoro.

Già nella giornata di ieri l’ANP ha sollecitato la ministra a pronunciarsi in modo chiaro sull’adozione massiva del lavoro agile da parte del personale amministrativo. Sembra, però, che l’attenzione del ministero e dei media sia al momento riservata esclusivamente all’attivazione della didattica a distanza. I dirigenti, unitamente ai loro docenti, stanno già presidiando quest’area con grande senso di responsabilità e collaborazione, anche in condizioni di carenza di strutture tecnologiche.

Lo stesso spirito di servizio e di responsabilità impronta l’azione dei dirigenti nella gestione del personale amministrativo, sebbene si registri qualche caso di rifiuto da parte di quest’ultimo ad avvalersi del lavoro agile. In una situazione di emergenza che vede l’inasprimento delle misure di prevenzione a livello nazionale, è necessario che anche la salute dei dirigenti e del personale non docente della scuola sia salvaguardata con le disposizioni che la circostanza impone. E’ fondamentale anche tenere conto del fatto che centinaia di neodirigenti si trovano a lavorare lontanissimi dalle proprie famiglie.

I dirigenti scolastici e il loro personale possono garantire il servizio anche riducendo al minimo la loro presenza fisica negli uffici, permettendo ugualmente il regolare assolvimento delle operazioni necessarie per la prosecuzione dell’anno scolastico in corso e per la predisposizione e l’avvio del prossimo. Con il senso dello Stato che li connota, i dirigenti collaborano e collaboreranno affinché il diritto allo studio degli studenti e i diritti attinenti la sfera professionale dei lavoratori non vengano trascurati, disattesi o, addirittura, compressi.

L’ANP, pertanto, sollecita ulteriormente la ministra ad esprimersi con l’urgenza che le circostanze richiedono.

Erasmus+, stop alla mobilità in entrata e in uscita dall’Italia

da Il Sole 24 Ore

di Eugenio Bruno

L’emergenza Coronavirus blocca Erasmus+. In una nuova nota inviata alle Agenzie nazionali che gestiscono il programma di scambio la Commissione europea prende atto dalle misure restrittive emanate dal nostro Paese e avverte: non sono consentite nuove mobilità Erasmus in uscita o in entrata in Italia.

La causa di forza maggiore
Tutti i diretti interessati potranno invocare la «clausola di forza maggiore» per modificare i loro piani. Andando oltre le istruzioni già diffuse la nuova circolare illustra come farlo.Ricordando che rientra in questa definizione «qualsiasi situazione o evento imprevedibile ed eccezionale, indipendente dalla volontà delle parti, che impedisca di adempiere a uno o più obblighi nell’ambito della Convenzione, non attribuibile a colpa o negligenza di una di esse, di un subappaltatore, di un ente affiliato o di terzi destinatari di un sostegno finanziario e che risulti inevitabile nonostante la diligenza degli interessati».
A tal proposito l’Ue precisa ancora che non rientrano in questa fattispecie «vertenze di lavoro, scioperi o difficoltà finanziarie, il mancato ricevimento di un servizio, difetti delle attrezzature o dei materiali, ritardi nella loro messa a disposizione, a meno che non siano conseguenza diretta di un pertinente caso di forza maggiore».

La platea interessata
Negli ultimi cinque anni – per restare agli scambi di studenti universitari (che sono solo una parte però del programma Erasmus+) – sono partiti dall’Italia 180.252 studenti. Circa 47mila dei quali nell’ultimo anno accademico . Numeri che fanno del nostro Paese la quarta meta per numero di partenti dopo Francia, Germania e Spagna. Se a questo aggiungiamo che la Penisola è quarta anche per i flussi in ingresso il quadro delle possibili conseguenze legate al diffondersi del Coronavirus appare ancora più nitido.

Le istruzioni per gli atenei
Bastano questi numeri a spiegare perché il tema è così sentito. L’esecutivo di Bruxelles invita le università e le altre istituzioni ad attenersi alle disposizioni nazionali contenute negli ultimi Dpcm del governo italiano adottati per il contenimento del contagio da Covid-19, che non consenteno «viaggi all’estero o in Italia se non per comprovate esigenze di lavoro, situazioni di necessità o motivi di salute».
Finché queste misure saranno in vigore – riassume la Commissione – «non sono consentite nuove mobilità Erasmus in uscita o in entrata nel nostro Paese».

I consigli per gli italiani all’estero
Agli studenti e agli staff italiani attualmente oltreconfine l’Unione europea consiglia di contattare le organizzazioni/enti di invio per informazioni e supporto, nonché l’Agenzia nazionale ai seguenti indirizzi mail: per progetti intra-UE, mobilitahe@indire.it e per progetti extra-Ue, icm@indire.it . Oltre alle informazioni che di volta in volta vengono inserite nella pagina con i consigli per tutti i nostri connazionali all’estero: http://svi.viaggiaresicuri.it/approfondimenti-insights/saluteinviaggio .

Le istruzioni per gli stranieri in Italia
Gli studenti e lo staff stranieri attualmente in Italia nell’ambito del programma Erasmus+ che intendono rientrare nel proprio Paese di origine possono farlo come previsto dai Dpcm dell’esecutivo italiano Fermo restando che l’assistenza che può essere fornita da ambasciate e consolati nel paese di permanenza.

Gli annullamenti e le sospensione
Nel ricordare che la clausola di forza maggiore può essere invocata per annullare, rinviare o posticipare l’esperienza all’estero, la Commissione sottolinea che gli scambi relativi al 2019 potranno essere posticipate alla Call 2020, purché: vi sia accordo con l’Istituto partner ospitante tali mobilità; vi sia un atto/decreto interno a firma del rappresentante legale di Istituto che formalizzi tali disposizioni

Interruzione del programma in corso
Un’indicazione in più arriva per chi attualmente è già In Erasmus: se non vuole proseguire può rientrare senza che ciò costituisca interruzione della mobilità; dunque la sovvenzione sarà mantenuta. Interruzione che viene calcolata solo ai fini del periodo massimo di 12 mesi per ciascun ciclo di studio. In caso di annullamento il progetto può essere posticipato assegnando allo stesso partecipante il contributo comunitario relativo alla nuova mobilità (fermo restando per gli studenti il periodo massimo di 12 mesi).

La procedura da seguire
Un ultimo chiarimento riguarda l’iter da seguire per vedersi riconosciuta la «forza maggiore». I moduli da presentare saranno due: uno per la richiesta all’Agenzia nazionale dell’autorizzazione delle cause di forza maggiore e l’altro dei costi già sostenuti che non è stato possibile recuperare tramite le compagnie di viaggio, agenzie di viaggio, assicurazioni e/o altri soggetti delle mobilità o interrotte.

Una decisione in tempi stretti
La richiesta di autorizzazione della causa di forza maggiore dovrà essere inoltrata tramite Pec entro il 20 aprile 2020, per i progetti relativi alla Call del 2018; entro il 29 maggio 2020, per quelli del 2019. Sperando, per allora, di esserci lasciati l’emergenza alle spalle.

Coronavirus, nuovo decreto: cosa chiude e cosa resta aperto. Scuole restano aperte ma novità su lavoro agile

da Orizzontescuola

di Antonio Fundaro

Paura e gratitudine, mista a incertezza, stasera, per l’ennesima misura straordinaria posta in essere da un provatissimo presidente del Consiglio dei ministri in una, inattesa, diretta facebook.

Scarica il testo del DPCM 11 marzo 2020

L’Italia intera, ancora una volta, col fiato sospeso pendeva, tutta e con sincera commozione, dalle labbra del Conte: oggi, più che mai, padre, uomo, docente.

Il DPCM 11 marzo 2020 era atteso (richiesto con forza da molte regioni, la Lombardia in primis) e, a ogni modo, ha rappresentato l’epilogo di questa brutta (appena iniziata) avventura che stiamo vivendo. La peggiore dell’età repubblicana del nostro Stato.

Con esso, il professore Giuseppe Conte, ha ritenuto necessario ulteriormente inasprire le misure previste nei due precedenti DPCM vuoi anche per le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale teso a richieder misure volte a garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea;

Su proposta del ministro della salute, sentiti i ministri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze, nonché i ministri dell’istruzione, della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’università e della ricerca, delle politiche agricole alimentari e forestali, dei beni e delle attività culturali e del turismo, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione, per le politiche giovanili e lo sport e per gli affari regionali e le autonomie, nonché sentito il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni ha decretato, dunque, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 di adottare misure più severe e cogenti tese a sospendere le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità (che sono state elencate in apposito allegato, il numero 1), sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, mantenendo, comunque, l’accesso alle sole attività. Resteranno chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, invece, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie. Moltissime le attività sospese che vanno dai servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie).

Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio. Restano, altresì, aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Sono sospese le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti). Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.

Saranno, se vorranno, i presidenti delle regioni, eventualmente con loro ordinanza a disporre la programmazione del servizio erogato dalle Aziende del Trasporto pubblico locale. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il ministro della salute è autorizzato a disporre la programmazione con riduzione e soppressione dei servizi automobilistici interregionali e di trasporto ferroviario, aereo e marittimo, sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali.

Resteranno operative le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ma potranno assicurare lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza. Le disposizioni del decreto producono effetto dalla data del 12 marzo 2020 e sono efficaci fino al 25 marzo 2020. Dunque, non sino al 3 di aprile, come inizialmente pareva essere. Si tratta, senza ombra di dubbio, di un provvedimento atteso quanto necessario che, si augurano tutti, produca effetti che, come ha detto Conte, non è detto che siano immediati. Oggi, è necessario, più di prima e meglio di prima, esercitare le nostre migliori abilità umane, civiche, sociali e mostrare d’essere prima di tutto uomini e, congiuntamente, responsabili cittadini.

Allegato 1

COMMERCIO AL DETTAGLIO

Ipermercati

Supermercati

Discount di alimentari

Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari

Commercio al dettaglio di prodotti surgelati

Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici

Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)

Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati

Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)

Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico

Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari

Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione

Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici

Farmacie

Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica

Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati

Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale

Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici

Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia

Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento

Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini

Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet

Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione

Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono

Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

Allegato 2

Servizi per la persona

Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia

Attività delle lavanderie industriali

Altre lavanderie, tintorie

Servizi di pompe funebri e attività connesse

Scuole

Il nuovo intervento non tocca l’ambito scuola e istruzione, quindi restano in essere le norme già varate, con alcune importanti novità.

Quando ATA e docenti a scuola

Ricordiamo che con nota del 10 marzo 2020 il Ministero ha fornito precise indicazioni ai Dirigenti Scolastici per limitare allo stretto necessario lo spostamento delle persone.

Il DPCM interviene inoltre affermando “10) Per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.”

Il lavoro agile “va assicurato in via ordinaria fermo restando che all’amministrazione si raccomanda di promuovere la fruizione da parte dei lavoratori dei periodi di congedo ordinario e di ferie”

N.B. Le disposizioni del DPCM 11 marzo 2020 sono in vigore fino al 25 marzo 2020, mentre le misure per la scuola sono in vigore fino al 3 aprile.

Coronavirus, ATA: lavoro agile oppure fruizione ferie non godute. Direttiva PA

da Orizzontescuola

di redazione

Attività amministrativa: per attività, alle quali non si può applicare la modalità agile, le amministrazioni adottano strumenti alternativi. Vediamo quali.

Direttiva Ministero PA

Come riferito, il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha emanato la direttiva n. 2/2020, recante indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Le misure riguardano naturalmente anche le scuole in quanto pubbliche amministrazioni.

Lavoro agile

Abbiamo già riferito sul fatto che il lavoro agile dovrà diventare la modalità ordinaria ed essere esteso anche ad attività escluse in precedenza e non ci saranno al riguardo soglie minime e massime.

Così leggiamo nel punto 3 della direttiva.

La previsione non prevede una soglia massima per il ricorso alle predette modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, per cui l’attuale situazione emergenziale è tale da giustificarne il ricorso come strumento ordinario.

Attività alle quali non si applica il lavoro agile

Per quanto riguarda le attività, alle quali non può applicarsi il lavoro agile, al fine di ridurre la presenza dei dipendenti negli uffici  e di evitare il loro spostamento, le amministrazioni adottano strumenti alternativi quali ad esempio:

  • rotazione del personale;
  • fruizione degli istituti di congedo, della banca ore o istituti analoghi;
  • fruizione delle  ferie pregresse nel rispetto della disciplina definita dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro.

Quanto alla fruizione delle ferie non godute dal personale ATA, interessato alla turnazione, rimandiamo all’articolo: Contingenti minimi assistenti amministrativi e tutto personale ATA, come procedere

Alla luce del nuovo DPCM dell’11 marzo e della direttiva succitata, il Ministero probabilmente emanerà nuove indicazioni.

La direttiva

Coronavirus, direttiva Ministero PA. Lavoro agile in via ordinaria e senza limiti numerici

Didattica a distanza: Ministero avvia monitoraggio su modalità di realizzazione e svolgimento

da Tuttoscuola

Il Ministero con una nota firmata dai capi dipartimento, Max Bruschi e Giovanna Boda, inviata ai dirigenti scolastici, ha avviato un’indagine sulle modalità di realizzazione e svolgimento della didattica a distanza partita in questi giorni di sospensione delle attività didattiche a causa del Coronavirus.

Pubblichiamo di seguito la nota:

Gentile Direttore,

come noto la sospensione delle attività didattiche in presenza dovuta al tentativo di rallentare la diffusione dell’epidemia del cosiddetto Coronavirus e diminuire il rischio di contagio, ha reso necessarie una serie di iniziative da parte delle istituzioni scolastiche volte ad evitare la completa interruzione della fruizione delle lezioni da parte delle studentesse e degli studenti.

Pertanto questo Ministero intende avviare una un’indagine sulle modalità di realizzazione e svolgimento della didattica a distanza per avere in tempi brevi un quadro generale e realistico di come si stanno attrezzando le istituzioni scolastiche per fare fronte all’attuale emergenza..

Il questionario è online e consta di alcune domande, che vi alleghiamo, la cui compilazione sottrae poco tempo al lavoro del Dirigente Scolastico.

L’indagine è raggiungibile all’indirizzo https://www.indaginedidatticaadistanza.it/ e serve principalmente a rilevare:

– se è stata attivata o meno qualche forma di didattica a distanza;
– in che modo sono stati coinvolti gli studenti (al fine di non tradurre questo periodo di sospensione forzata delle lezioni in una completa interruzione della formazione degli allievi;
– l’effettiva dotazione informatica delle scuole, l’esistenza di strumenti già attivi per la attivazione della didattica digitale e a distanza, il supporto alle categorie più deboli, la disponibilità di device per l’accesso alla didattica a distanza e la relativa connessione per gli studenti che ne abbiano bisogno;
– l’utilizzo di strumenti di interazione a distanza anche per la gestione degli organi collegiali;
– il numero approssimativo di docenti con competenze informatiche generali e adeguate per interventi di formazione a distanza con gli studenti.

L’indagine dovrà essere compilata entro e non oltre il 18 marzo p.v. ed è fondamentale per poter mettere in atto azioni mirate e di supporto alle istituzioni didattiche da parte di questo Ministero. Si rammenta inoltre che tramite il tasto “assistenza” del portale piattaforma
https://www.indaginedidatticaadistanza.it/ , è possibile inoltrare specifiche richieste di assistenza.

Al riguardo, si evidenzia che tale modalità costituirà l’unico canale ufficiale attraverso cui sarà possibile richiedereinformazioni: le richieste che perverranno tramite ulteriori canali (posta elettronica, telefono, ecc.), non saranno prese in considerazione e saranno, di fatto, ignorate.

Nota 13 marzo 2020, AOODPPR 368

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Ai dirigenti dell’Ufficio I
degli USR per il Lazio, la Liguria, la Lombardia, la Sicilia
Ai dirigenti titolari degli Uffici scolastici Regionali
per l’Umbria, la Basilicata e il Molise
E, p.c. Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta
e, per loro tramite, ai Dirigenti Scolastici
e per il loro tramite ai Docenti LORO SEDI