Raccontiamo la Salute

Sabato 4 e 11 aprile alle 10.20 su Rai Yoyo lo uno specialdedicato ai cartoni animati di “Raccontiamo la Salute”, con protagonisti i Mini Cuccioli.

Questi cartoon, ideati partendo dai disegni dei bambini del Veneto, sono uno straordinario strumento per promuovere la salute e stili di vita corretti tra i giovanissimi.

In piena emergenza sanitaria, quando il tema sensibile è quello della salute, è ancor più importante del solito parlare ai bambini utilizzando un linguaggio adatto a loro e personaggi conosciuti e rassicuranti.

Ecco quindi che gli amatissimi characters della serie “Mini Cuccioli” -ideata da Gruppo Alcuni e in onda tutti i giorni su Rai Yoyo – diventanoprotagonisti di “Raccontiamo la Salute con 6 A”, straordinario special dedicato alla promozione di stili di vita corretti e salutari.Appuntamento su Rai Yoyo (canale 43) sabato 4 aprile alle 10.20, in replica anche sabato 11 aprile e su Rai Play.

I 7 straordinari cartoni animati che vedremo sono stati realizzati partendo dai disegni e dalle idee degli alunni delle scuole primarie del Veneto, che nell’anno scolastico 2018/2019 si sono confrontati sui temi indicati dalle 6 A del titolo: Ambiente, Alimentazione, Agricoltura, Attività motoria, Arte e Amicizi@.

Gli argomenti su cui l’audience verrà invitata a riflettere grazie a questi brevi cartoon sono molto importanti per il benessere dei più piccini, nell’immediato ma soprattutto nel lungo termine. La premessa è che le “buone prassi” per quanto riguarda gli stili di vita si possono imparare e mettere in pratica già da piccoli e – grazie ai Mini Cuccioli – i cartoondi “Raccontiamo la Salute” diventano uno strumento mediatico di impatto rilevante.

Le informazioni vengono assimilate meglio, se lo si fa in modo giocoso!

Le storie inventate dai bambini con i personaggi dei Mini Cuccioli sono: “La mensa è un’occasione”, “I Mini Cuccioli alla Giornata delloSport”, “I Mini Cuccioli e il Teatro”, “Pio, Senzanome e i mostri dell’orto”, “I Mini Cuccioli e la vendemmia”, “Avventura al mare” e “L’arte di essere amici”.

I temi sono vari, e rispecchiano le A del titolo dell’iniziativa: si va dall’inquinamento del mare a causa della plastica al valore dell’amicizianon solo virtuale; dal superamento delle difficoltà del mangiare in mensa alla gioia di visitare le fattorie didattiche con le loro proposte per i bimbi; dalla considerazione dell’utilità di alcuni animaletti per debellare quelli nocivi alla coltivazione, invece di usare dei veleni, alla bellezza di fare sport diversi, fino alle straordinarie possibilità di divertirsi e imparare che offre il teatro…

L’iniziativa “Raccontiamo la Salute” è ideata e organizzata dalla Regione del Veneto-Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria e dalla ULSS 3 Serenissima nell’ambito del programma “Guadagnare Salute” del Ministero della Salute, in collaborazione conil progetto regionale Fattorie Didattiche, il programma ministeriale Frutta, verdura, latte e prodotti lattiero caseari nelle scuole e AIB-Associazione Italiana Biblioteche. Gruppo Alcuni ha ideato il format dell’iniziativa e ha realizzato i cartoon e lo special; la regia è di Sergio Manfio.

à I Mini Cuccioli sono in onda su Rai Yoyo dal lunedì al sabato alle 15.25 con 5 puntate, il sabato anche alle 10.10. In questi giorni nei supermercati MD si trovano anche le uova di cioccolato realizzate per Pasqua.

I NUMERI DELLA PARTECIPAZIONE DELLE SCUOLE A “RACCONTIAMO LA SALUTE CON 6 A”:- Hanno partecipato a “Raccontiamo la Salute con 6 A” 35 scuole primarie di tutte le provincie del Veneto- oltre 1.000 alunni dai 6 ai 10 anni hanno disegnato e inviato 106 coloratissimi storyboard sui temi collegati alla promozione della Salute e di corretti stili di vita- Grazie al contributo della Direzione Turismo-Assessorato al Turismo e alla collaborazione con il progetto regionale Fattorie Didattiche 45 classi di 18 scuole della regione, per un totale di 878 bambini e 116 insegnanti, hannopotuto fare un viaggio gratuito in pullman in una Fattoria Didattica iscritta all’Elenco regionale- È stato assegnato un Premio speciale Ambiente dall’ARPAV a uno storyboard sul tema della difesa dell’acqua.

IN TOTALE, NELLE 4 EDIZIONI DELL’INIZIATIVA…- Sono stati realizzati 29 brevi cartoon- Sono stati convolti oltre 5.000 bambini dai 6 ai 10 anni- I cartoni animati realizzati nelle scorse edizioni dell’iniziativa hanno superato 2.000.000 di visualizzazioni su Youtube- 3 cartoon sono stati anche doppiati in inglese per essere presentati a congressi internazionali.➔ Le playlist delle precedenti edizioni di “Raccontiamo la Salute”: https://www.youtube.com/user/GruppoAlcuniSRL/playlists?view=50&sort=dd&shelf_id=13➔ A questo link https://youtu.be/YcsijxOCjlg il video girato con i bambini della scuola elementare “A. Frank” di Mogliano Veneto (TV) a inizio 2016, che permette di capire in che modo gli animatori di Gruppo Alcuni lavorano con gli alunni alla realizzazione dell’animazione.

BREVE SINOSSI DEI CARTOON “RACCONTIAMO LA SALUTE CON 6 A”

— I MINI CUCCIOLI ALLA GIORNATA DELLO SPORT: È la Giornata dello Sport e tutti i Mini Cuccioli decidono di impegnarsi in varie attività: dal salto della corda al nuoto, dalla pallacanestro al tennis. E alla fine: una succosa mela per tutti! (Il cartoon è realizzato basandosi su uno storyboard disegnato dai bambini delle classi II A e IV A Scuola Primaria “Silvio Pellico” di Mestre-VE)

— LA MENSA È UN’OCCASIONE: I Mini Cuccioli sono in mensa: il coniglietto Cilindro mangerebbe “due volte tutto”, mentre Olly fa un po’ la difficile. Per fortuna c’è Senzanome, che impiatta il cibo in modo creativo, così la gattina si ritrova a mangiare un cibo che non pensava le piacesse. Il commento al termine del cartoon è: “Non c’è nulla da fare, alla fine bisogna assaggiare”. (Il cartoon è realizzato basandosi su uno storyboard disegnato dai bambini della classe II Scuola Primaria “Bambini del Vajont” di Longarone-BL)

— I MINI CUCCIOLI E IL TEATRO: Durante una giornata piovosa i Mini Cuccioli pensano di mettere in piedi una recita con la storia di Cappuccetto Rosso. Anche chi è timido parteciperà, perché, come spiega l’albero Matusalemme: “…il teatro unisce le persone, rende felice chi ti ascolta, aiuta a essere più forte e sicuro di te e a rispettare i tempi e i ruoli… L’importante è divertirsi”. (Il cartoon è realizzato basandosi su uno storyboard disegnato dagli alunni della classe V B Scuola Primaria “Giovanni Pascoli” di Conegliano-TV)

— PIO, SENZANOME E I MOSTRI DELL’ORTO: È estate e i Mini Cuccioli stanno giocando vicino all’orto. Qui si accorgono della presenza di tanti “piccoli mostri” che li spaventano. Pensano di ricorrere al veleno per debellarli, ma la gattina Olly spiega loro che questi animali – lombrichi, coccinelle, api e ricci – sono invece molto preziosi, perché sono i guardiani dell’orto. (Il cartoon è realizzato basandosi su uno storyboard disegnato dai bambini della classe I A Scuola Primaria “Alessandro Manzoni” di Calcroci di Camponogara-VE)

— I MINI CUCCIOLI E LA VENDEMMIA: I 6 amici cuccioli arrivano in una fattoria didattica e il contadino li invita a scoprire cosa succede durante la vendemmia. La papera Diva va in cucina a preparare una torta, mentre gli altri si divertono a usare il mosto per dipingere un ritratto. (Il cartoon è realizzato basandosi su uno storyboard disegnato dagli alunni della classe III A Scuola Primaria “Giovanni Pascoli” di Cinto Euganeo-PD)

— AVVENTURA AL MARE: I Mini Cuccioli vengono invitati a seguirla da una delfina preoccupata che chiede di aiutarla a liberare un piccolo delfino imprigionato dalla plastica che invade le acque del mare. (Il cartoon è realizzato basandosi su uno storyboard disegnato dai bambini della classe V A Scuola Primaria “Leonardo da Vinci” di Morgano-TV)

— L’ARTE DI ESSERE AMICI: In classe i Mini Cuccioli sono poco collaborativi e non perdono occasione per prendersi in giro, dedicando molto tempo alle amicizie “social”. Un giorno – all’insaputa l’uno dell’altro – si ritrovano tutti davanti a un’importante mostra di quadri e scoprono con gioia che gli amici virtuali sono i compagni di classe. La riflessione finale li porta ad affermare che: “È inutile andare a cercare lontano quello che puoi avere a portata di mano!” (Il cartoon è realizzato basandosi su uno storyboard disegnato dagli alunni delle classi V A e V B Scuola Primaria “Mons. Tiozzo” di Porto Viro-RO)

Finalmente a casa i 36 studenti adolescenti in Honduras

Finalmente a casa i 36 studenti adolescenti in Honduras con un programma Intercultura.

Continua ancora l’operazione per il rientro in Italia dei ragazzi all’estero.

A oggi, per l’emergenza Coronavirus, rientrati 1.179 ragazzi

3 aprile 2020 – Sono finalmente in volo verso l’Italia per poter riabbracciare le loro famiglie i 36 studenti delle scuole superiori che dalla scorsa estate stavano trascorrendo un anno scolastico in Honduras con un programma dell’Associazione onlus Intercultura. A loro si sono aggiunti anche gli 8 adolescenti che si trovavano in Bolivia, portando così complessivamente a 1.179 il numero degli studenti di Intercultura tornati a casa, su un totale di circa 1.200che si trovavano all’estero al momento della decisione del rimpatrio. 

“E’ un grande risultato – spiega Andrea Franzoi, Segretario Generale di Intercultura – per cui ringraziamo calorosamente l’ambasciatore in Guatemala con competenze territoriali sul paese honduregno, Edoardo Pucci, e l’Unità di crisi della Farnesina con cui siamo stati in quotidiano contatto sin dal momento in cui abbiamo deciso di terminare anticipatamente i programmi all’estero. Il lavoro di squadra, completato dalle organizzazioni all’estero affiliate alla nostra rete di AFS Intercultural Programs, è stato determinante. Questa pandemia ci sta facendo riflettere una volta di più su quanto il mondo e le persone che lo abitano siano ormai interconnessi e di come sia necessario imparare a vivere insieme. Auguro ora a questi adolescenti di potersi reinserire serenamente in famiglia e nella loro comunità, a partire dalle loro scuole che – ne sono certo – li stanno aspettando a braccia aperte, come già è accaduto a tutti gli altri ragazzi rientrati nei giorni scorsi” .

I 1.179 ragazzi rientrati stavano partecipando a un programma di scambio interculturale che prevede la frequenza di un intero anno scolastico in diversi Paesi di tutti i continenti:  Argentina, Austria, Belgio, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Costarica, Danimarca, Egitto, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Ghana, Giappone, Honduras, Hong Kong, Indonesia, India, Irlanda, Islanda, Malesia, Messico, Norvegia, Olanda, Panama, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Repubblica Slovacca, Russia, Serbia, Spagna, Svezia, Svizzera, Repubblica del Sudafrica, Repubblica Slovacca, Thailandia, Tunisia, Turchia, Ungheria, Uruguay, USA.

“Si è trattato e si tratta ancora di uno sforzo organizzativo ed economico enorme che la nostra Associazione sta mettendo in campo – prosegue Andrea Franzoi- e che non avrà termine fino a quando non saremo riusciti a fare rientrare tutti i ragazzi in Italia. Dove possibile, Intercultura è intervenuta acquistando nuovi biglietti aerei e organizzando nuovi itinerari di rientro, facendosi carico di tutti i costi aggiuntivi. Per il rientro dagli USA, insieme altre organizzazioni AFS europee, abbiamo istituito un volo charter apposito per i nostri studenti. Nell’organizzazione dei viaggi abbiamo potuto contare anche sulla preziosissima collaborazione dell’Unità di Crisi della Farnesina e sulla rete delle Ambasciate e dei Consolati italiani all’estero che stanno svolgendo un lavoro eccellente. Abbiamo ancora circa una trentina di studenti in diversi Paesi per cui stiamo organizzando il rientro; tra questi, il gruppo più numeroso è quello in Nuova Zelanda, per il quale siamo in contatto quotidiano con l’Ambasciata e auspichiamo che si possa trovare presto una soluzione”.

Come già noto Intercultura ha comunicato che, in data 15 marzo 2020, AFS Intercultural Programs, l’organizzazione internazionale con sede a New York a cui Intercultura è affiliata, ha deciso di terminare anticipatamente i programmi di scambio in tutti i Paesi e di rimpatriare tutti gli studenti nei loro Paesi d’origine. La decisione si è resa necessaria al fine di tutelare la sicurezza degli studenti a seguito della dichiarazione di Pandemia emessa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e della crescente emergenza nei sistemi sanitari in diversi Paesi del mondo. Una decisione analoga era già stata presa qualche settimana prima, quando erano stati rimpatriati tutti gli studenti ospitati in Cina e a Hong Kong.

Per quanto riguarda i quasi 500 studenti di varie nazionalità che stavano partecipando a un programma in Italia, il rientro era già stato deciso lo scorso 9 marzo e in una settimana sono tutti stati in grado di riabbracciare le loro famiglie di origine.

“In oltre 65 anni di attività è la prima volta che AFS e Intercultura hanno dovuto prendere una decisione tanto drastica quanto dolorosa. – conclude  Andrea Franzoi – ma posso assicurare che stiamo già lavorando per ripartire con i nostri programmi. Sono oltre 2000 anche quest’anno gli studenti che abbiamo selezionato per partecipare ad un programma all’estero e oltre 400 quelli che hanno scelto di venire in Italia per il prossimo programma annuale. Siamo positivi e fiduciosi per il futuro: in un momento storico di crisi globale, non possono che essere organizzazioni come la nostra ad offrire una risposta concreta per la ricostruzione. AFS è nata durante la I Guerra Mondiale grazie all’opera di ambulanzieri che salvarono molte vite nelle trincee: come loro seppero inventarsi un modo per aiutare il mondo a sapere vivere insieme ripartendo dalle macerie della guerra, così anche noi dovremo provare ad aiutare le persone di tutte le culture a condividere uno spazio che è diventato comune, anche se fisicamente viviamo ancora a migliaia di chilometri di distanza”.

 L’Associazione Intercultura Onlus (www.intercultura.it)

Intercultura è un Associazione di volontariato senza scopo di lucro, fondata in Italia nel 1955, eretta in Ente Morale posto sotto la tutela del Ministero degli Affari Esteri e riconosciuta con decreto dal Presidente della Repubblica (DPR n. 578/1985). L’Associazione è gestita e amministrata da migliaia di volontari, che hanno scelto di operare nel settore educativo e scolastico, per sensibilizzarlo alla dimensione internazionale. È presente in 159 città italiane ed in 65 Paesi di tutti i continenti, attraverso la sua affiliazione all’AFS ed all’EFIL. Ha statuto consultivo all’UNESCO e al Consiglio d’Europa e collabora ad alcuni progetti dell’Unione Europea. Ha rapporti con i nostri Ministeri degli Esteri e dell’Istruzione, Università e Ricerca. A Intercultura sono stati assegnati il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio e il Premio della Solidarietà della Fondazione Italiana per il Volontariato per oltre 40 anni di attività in favore della pace e della conoscenza fra i popoli. L’Associazione promuove, organizza e finanzia scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno oltre 2.200 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese altrettanti giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole. Inoltre Intercultura organizza seminari, conferenze, corsi di formazione e di aggiornamento per Presidi, insegnanti, volontari della propria e di altre associazioni, sugli scambi culturali. Tutto questo per favorire l’incontro e il dialogo tra persone di tradizioni culturali diverse ed aiutarle a comprendersi e a collaborare in modo costruttivo.

Concorso Parlawiki

Cittadinanza e Costituzione – Concorso Parlawiki – Il vocabolario della democrazia – Votate on line il vincitore

Aperta la votazione dal 3 al 15 aprile 2020.
Tutti possono registrarsi e scegliere su https://giovani.camera.it/parlawiki/2019_2020/finalisti i due video migliori tra i 5 finalisti della scuola primaria e altri 5 della scuola media I grado.

In allegato le classi finaliste.

Non scaricare sugli studenti l’emergenza

Covid19 – Scuola =
Paolo Cento (Leu): Non scaricare sugli studenti l’emergenza, bene indicazioni del Ministero. incomprensibili le polemiche della destra

“L’emergenza provocata dalla pandemia Coronavirus nel sistema scolastico italiano non puo essere scaricata sugli studenti e sulle loro famiglie, aumentando così  la selezione tra studenti in base alla propria condizione sociale.”Lo afferma Paolo Cento di Sinistra Italiana-Leu.“Non capisco perciò le polemiche di queste ore da parte della destra contro il ministero dell’Istruzione. – prosegue l’esponente di Leu –  Infatti dobbiamo riconoscere che la didattica online non è accessibile ugualmente per tutti in modo paritario in queste settimane nonostante lo straordinario sforzo di queste settimane da parte di docenti, studenti e famiglie. Uno sforzo che non può essere ridotto ad un frustrante ed iniqua valutazione aritmetica .Quindi sono positive le indicazioni del ministero dell’istruzione e della ministra  Azzolina  sulla promozione.”

Osservazioni e proposte per la conclusione dell’a.s. 2019/20

Osservazioni e proposte per la conclusione dell’a.s. 2019/20

Premessa

Dopo il primo periodo di attività didattiche svolte a distanza, nelle scuole si è già avviata una prima riflessione su  quanto è stato fatto per garantire il più possibile agli alunni occasioni di apprendimento ed una verifica dell’efficacia e dell’efficienza  delle modalità di intervento agite.

Emerge, ora, la necessità di condividere il ‘senso’ di quello che le comunità scolastiche stanno vivendo, di verificare la direzione verso la quale muoversi nell’ultimo periodo scolastico, di definire anche formalmente ciò che è necessario e ciò che non lo è, di codificare modelli, scelte, ruoli.

Con il presente Documento le Associazioni professionali Disal, Diesse e CdO Opere educative intendono offrire ai decisori politici e al mondo della scuola evidenze, segnalazioni di criticità e prime proposte per contribuire alla definizione di scelte operative che provvedimenti legislativi e regolamentativi, di cui si auspica la rapida emanazione, dovranno fissare per un’efficace gestione dell’ultimo periodo delle attività didattiche dell’a.s. 2019/20 e degli adempimenti valutativi e certificativi finali.

Evidenze

In queste settimane il sistema scuola ha rappresentato di fatto una ‘seconda linea’, dopo quella degli ospedali, chiamata a ‘far fronte’ alle ricadute dell’emergenza. La scuola ha rappresentato un punto di riferimento per famiglie e studenti per la sua capacità di mostrarsi come luogo di coesione sociale, di attenzione nei confronti dei bambini e dei ragazzi, di resilienza.

  • Riscoperta del ruolo sociale della scuola

In particolare è emerso in maniera evidente il compito sociale e formativo del fare scuola, peraltro rilevato  dalla Nota del M.I. n. 388/2020, nella quale si afferma che l’attuale situazione «sollecita l’intera comunità educante, nel novero delle responsabilità professionali e, prima ancora, etiche di ciascuno, a continuare a perseguire il compito sociale e formativo del “fare scuola”, ma “non a scuola”, e del fare, per l’appunto, “comunità”»; prima ancora che un auspicio, la Nota ha di fatto fotografato una dinamica già in atto nella maggior parte delle scuole di tutto il Paese.

Se la prima preoccupazione è stata quella di sostenere relazioni vive tra insegnanti e studenti, progressivamente l’attenzione si è concentrata sulla necessità di proseguire l’attività di insegnamento/apprendimento. Obiettivo importante di ogni processo formativo è anche quello di agire sui comportamenti e sulla motivazione dei discenti; tutte le scelte attuate (modelli, valutazione, approcci didattici, strumentazione) sono state e dovranno essere fortemente e consapevolmente ispirate a questo obiettivo, data la necessità di sostenere gli alunni nella prosecuzione del periodo di emergenza e di vita in casa.

  • Garantire a tutti l’accesso alle tecnologie didattiche

Dai principali dati che il Ministero dell’Istruzione ha raccolto emerge che l’82% degli istituti si è cimentato con le lezioni online solo dopo l’avvio dell’emergenza, a fronte del 18% che lo aveva già fatto in passato.

Nel limite delle possibilità che la gestione amministrativa delle scuole consente occorre porre in essere tutte le azioni possibili per garantire agli studenti l’utilizzo di device informatici per i prossimi mesi. E questo rappresenta in talune situazioni l’avvio di procedure di non facile gestione da parte dei responsabili di scuole e delle segreterie amministrative. Deve essere impostato ed avviato fin d’ora un ‘Sistema Pubblico Integrato Digitalizzato’ a disposizione delle scuole statali e paritarie che veda la cooperazione e condivisione tra Ministero/Scuola, Famiglia e Piattaforme on line che tengano in debito conto della privacy e della responsabilità di trattare dati e/o immagini/video sensibili.

E’ richiesto fin d’ora di comprendere in che cosa sia migliorata l’identità della scuola, tramite una riflessione che trae origine dalle attività svolte in questo a.s. : questo consentirà di valorizzare quanto sperimentato e garantire l’offerta formativa anche in situazioni specifiche (malattia degli alunni, scuola in ospedale, eventi naturali…), ma soprattutto per accrescere la qualità del nostro sistema educativo.

In secondo luogo è bene pensare ad un servizio per la didattica a distanza a disposizione dell’intero sistema scolastico italiano, che raccolga, aggiorni e renda disponibile materiale di qualità, realizzato anche grazie all’apporto delle associazioni professionali,  e immediatamente utilizzabile (videolezioni, tutorial, moduli didattici e compiti di realtà, prove di valutazione e prove esperte), riferito ai nuclei rilevanti del sapere presenti nei diversi percorsi di studio.

L’attuale situazione straordinaria ha permesso alle scuole di sperimentare modalità formative da considerare valide non solo per questo tempo di grave emergenza, ma che possono risultare utili anche per l’attività ordinaria che quanto prima si auspica possa riprendere. A termine di questo lungo periodo di emergenza non si potrà ritornare all’immagine di vita sociale precedente, ma si dovrà sostenere un nuovo risveglio della scuola, e più in generale della società, rese più consapevoli e vive dall’esperienza maturata.

Linee di lavoro

Si possono individuare alcune linee di lavoro che, in questo periodo di sospensione delle lezioni, le istituzioni scolastiche hanno iniziato a percorrere con consapevolezza nuova :

Gestione degli adempimenti

La gestione degli adempimenti connessi alle azioni avviate dalle scuole – la didattica a distanza, la valutazione degli apprendimenti, l’utilizzo delle piattaforme digitali, le decisioni collegiali, lo smart working delle segreterie –  non è semplice né scontata. Senza considerare che non tutte le scuole sono dotate delle necessarie attrezzature informatiche e delle infrastrutture di rete, né personale con competenze tecniche specifiche richieste dalle tecnologie (ad es. assistente tecnico nei Comprensivi)  e non tutti gli operatori ne hanno dimestichezza d’uso allo stesso livello.

Ad oggi i Documenti di riferimento per la gestione  a distanza della didattica sono state le Note emanate dal Ministero Istruzione che non hanno risolto tutte le incertezze interpretative né garantito alle scuole chiarezza nelle procedure ed univocità di adempimenti.

Si espongono qui di seguito osservazioni e criticità riferiti alla gestione degli adempimenti riferiti ad alcuni ambiti .

  • Organi collegiali

Dal momento che le riunioni in presenza degli organi collegiali sono sospese, essi sono stati in molte scuole convocati in seduta a distanza condividendo nelle riunioni online criteri, linee di azione, strumenti.

Criticità –  E’ urgente che l’Amministrazione scolastica centrale dia indicazioni precise circa la validità delle convocazioni degli OO.CC. a distanza e delle loro deliberazioni affinché esse possano essere ritenute legittime e perciò efficaci. 

I dirigenti scolastici e i coordinatori didattici hanno avviato in tanti casi delle ‘cabine di regia’ per assicurare una buona organizzazione/gestione della programmazione e delle attività a distanza attraverso il coinvolgimento di figure di sistema come i collaboratori del preside, i coordinatori di dipartimento disciplinare o di gruppi disciplinari, i coordinatori dei consigli di classe/interclasse/intersezione/equipe pedagogica/gruppi docenti di sostegno, i team digitali, … 

Un apporto significativo è stato anche quello dei genitori e degli studenti rappresentanti di classe chiamati a collaborare con azioni di condivisione, di intermediazione e di passaggio di consegne.

E’ emerso, nei fatti, in queste settimane, un modello di ‘governance’, arricchito anche dall’utilizzo del lavoro agile e modalità a distanza, che sarà da riconoscere, studiare e sviluppare finita l’emergenza.

  • La didattica con l’uso delle tecnologie

La maggior parte delle scuole statali si è trovata in grave difficoltà nell’applicazione del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), che impegna tutta la Pubblica Amministrazione – e per questo anche le scuole statali – a garantire all’utenza diritti e strumenti efficaci ai fini dell’accessibilità dei dati e della trasparenza.

Criticità – Non è pensabile che in questi prossimi due mesi le scuole statali possano dotarsi né riescano a formalizzare Regolamenti interni che si adeguino al Codice di Amministrazione Digitale che regolino queste modalità in relazione alla gestione degli adempimenti e degli scrutini finali.

  • Tracciabilità delle presenze

Uno dei temi che le scuole hanno dovuto affrontare è quello della tracciabilità sia della presenza alle attività didattiche online dei docenti e degli alunni sia degli interventi formativi e didattici attraverso la compilazione del registro elettronico o con registrazioni su diari di bordo personali.

Criticità – A quale normativa fare riferimento per regolamentare la tracciabilità delle presenze nella didattica a distanza?

Come valutare la situazione di alunni che risultano non aver raggiunto la frequenza ad almeno il 75% del monte ore annuale delle lezioni?  E’ indispensabile disapplicare con norma primaria  nel corrente a.s. 2019/20 la previsione sul monte ore annuale di cui all’art. 14 comma 7 dpr n. 122/2009.

Alunni con disabilità

Per studenti con disabilità occorre segnalare la necessità che i dispositivi di legge di prossima emanazione confermino e consolidino opportune misure di accompagnamento (incremento ore di sostegno, raccordo sistematico con i Comuni per collaborazione con figure di Educatori, stanziamento appositi finanziamenti aggiuntivi per scuole statali e paritarie) e specifiche modalità di adattamento delle prove conclusive dei cicli scolastici per il corrente a.s.

Rapporto con le famiglie

La nuova tipologia di didattica a distanza sta richiedendo una particolare attenzione a coinvolgere i genitori nella gestione del processo formativo mirata, fin dove è possibile, a realizzare quella ‘corresponsabilità’ tra scuola e famiglia già prevista dal Patto formativo sottoscritto annualmente.

Provvedimento legislativo per le valutazioni finali, adempimenti conclusivi ed esami di stato

E’ opportuno che il decisore politico promuova attraverso l’immediata emanazione di un organico  provvedimento legislativo indicazioni in merito agli adempimenti, procedure, operazioni che determineranno i prossimi mesi del corrente a.s., chiarendo responsabilità e compiti degli operatori della scuola e degli organi collegiali, indicando procedure amministrative uniformi e chiare, precisando tempi e modalità, anche al fine di tutelare interessi ed aspettative dei diversi soggetti in gioco.

I consigli di classe ed interclasse devono essere messi in condizione di svolgere il loro compito di valutazione finale degli alunni al fine di svolgere appieno le proprie prerogative accertative e deliberative dando riconoscimento e ‘valore’ al percorso che ciascun alunno ha svolto durante l’intero anno scolastico.

In particolare la norma da emanare dovrà offrire elementi regolativi in merito a:

  • modalità ed efficacia delle valutazioni degli alunni ,
  • svolgimento e conduzione degli scrutini finali per la valutazione degli alunni,
  • modalità di svolgimento degli Esami di Stato,
  • adempimenti gestionali di fine anno scolastico.

La norma dovrà essere ispirata a principi di:

  • semplificazione dei modelli procedurali e degli esami conclusivi
  • chiarezza nelle procedure da utilizzare
  • evidenza dei soggetti e dei ruoli e responsabilità in capo ad essi
  • utilizzo dell’istituto della deroga rispetto a norme preesistenti per evitare sovrapposizioni di disposizioni
  • utilizzo di regolamenti attuativi che offrano dispositivi, modelli, passaggi chiari e percorribili.

Il presente documento è offerto come contributo al confronto in atto in questi giorni auspicando che esso si concretizzi al più presto nella emanazione di dispositivi legislativi che consentano agli operatori scolastici una chiara e positiva gestione del delicato momento che il sistema scuola deve affrontare con l’approssimarsi della conclusione dell’a.s. 2019/20.


Contributo di proposte per la conclusione dell’a.s. 2019/20

Si riportano nella presente Scheda osservazioni e proposte in merito agli adempimenti valutativi e certificativi finali riferiti al corrente a.s. 2019/20.

Si  intende in questo modo offrire un contributo al confronto in atto in questi giorni a livello istituzionale e scolastico auspicando siano al più presto emanati dispositivi legislativi che consentano agli operatori della scuola una chiara e positiva gestione del delicato momento che il sistema scuola deve affrontare con l’approssimarsi della conclusione dell’a.s. 2019/20.

Il decreto legge 9/2020 – norma primaria – stabilisce che: “Qualora le istituzioni scolastiche del sistema nazionale d’istruzione non possono effettuare almeno 200 giorni di lezione, a seguito delle misure di contenimento del COVID-19, l’anno scolastico 2019-2020 conserva comunque validità anche in deroga a quanto stabilito dall’articolo 74 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297”

I giorni di sospensione delle lezioni per emergenza COVID 19 – dalla data stabilita per le diverse regioni ed attualmente per tutto il territorio nazionale, e dalla quale in vari modi ogni scuola ha avviato la didattica a distanza – sono periodi in cui si stanno svolgendo di fatto attività scolastiche, rispondendo alla necessità di garantire, almeno in parte, la continuità del processo educativo e di apprendimento e di favorire l’assunzione di responsabilità da parte di ogni studente rispetto al proprio processo di apprendimento.

L’a.s. in corso va quindi considerato nella sua interezza computando il primo periodo di attività didattiche svolte in presenza (rispetto al quale le istituzioni scolastiche hanno già formulato in sede di scrutinio valutazioni intermedie degli alunni) e la seconda parte svolta prevalentemente o interamente a distanza (caratterizzata dalla applicazione di modalità innovative e con valutazioni di tipo formativo).  

Non si può immaginare che la valutazione dei risultati alla fine di questo a.s. straordinario sia quella ordinaria: essa non potrà essere riferita a standard impersonali, ma dovrà tener conto della concreta situazione nella quale ciascuno studente avrà potuto operare.

Nelle diverse Note pubblicate dal Ministero Istruzione si sottolinea, in particolare:

– il dovere della valutazione del docente
– il diritto alla valutazione dello studente
– il ruolo della valutazione come valorizzazione in un’ottica di personalizzazione
– il ruolo del Consiglio di classe.

  • Che cosa e come valutare

Il tema è quello di individuare “che cosa” valorizzare come indicatore di qualità e di esiti nei processi di insegnamento/apprendimento avvenuti a distanza e “come” effettuare la misurazione della valutazione.

E’ largamente condivisa nelle scuole l’impostazione didattica che mira a realizzare modalità di valutazione che abbiano una chiara caratterizzazione formativa e di valutazione di competenze trasversali lasciando alla valutazione delle conoscenze disciplinari un ruolo integrativo.

Attuare una valutazione formativa significa nell’attuale situazione:

La valutazione dei contenuti viene attuata attraverso: –  limitato utilizzo di test graduati privilegiando, anche per garanzia di correttezza, quesiti di comprensione, collegamento, riflessione ed argomentazione.

La valutazione delle competenze tramite la presentazione di uno stimolo didattico nella forma del compito di realtà, chiedendo di produrre un elaborato che comprenda la comprensione della consegna, la ricerca delle informazioni secondo attendibilità delle fonti, l’elaborazione di un piano d’azione coerente e rispettoso delle norme, il superamento delle crisi, il corretto uso delle risorse cognitive e tecnologiche, la documentazione, l’argomentazione e l’autovalutazione di quanto svolto. Soprattutto – in riferimento alle competenze di cittadinanza – la motivazione del proprio elaborato mettendo in luce, oltre agli aspetti tecnici, anche il valore per la comunità e l’ambiente.

Per quanto riguarda gli ambiti tecnici e professionali, si ricorda che – pur nella grave limitazione causata dall’impossibilità di una didattica nei laboratori – è possibile svolgere compiti di realtà realistici e basati sulle competenze utilizzando casi di studio, video tutorial, tecnologie della simulazione, piattaforme di progettazione…

In sintesi, in tema di valutazione si dovrà tenere presente che la valutazione dei risultati di apprendimento e formativi raggiunti con attività di DAD:

  • deve essere impostata secondo una cornice pedagogico-didattica nuova e condivisa: la scuola, seppur svolta entrando in casa degli alunni, è una comunità di pratica e di apprendimento;
  • deve avere un carattere fortemente formativo che aiuti lo studente a percepire in questa situazione scolastica nuova il fine dell’apprendimento, a consolidare i propri punti di forza, a sentirsi valorizzato, a utilizzare positivamente errori, a crescere nella capacità di auto valutarsi;
  • deve essere calibrata principalmente su competenze e non esclusivamente su conoscenze;
  • serve per avere un feedback delle attività proposte sia per misurare gli apprendimenti sia per registrare impegno e partecipazione;
  • deve essere arricchita dal docente attraverso l’attestazione, oltre che degli apprendimenti disciplinari, anche delle competenze trasversali e di cittadinanza;
  •  deve essere coordinata nelle modalità, criteri, valori, tra i docenti del Consiglio di interclasse o di classe;
  •  deve essere effettuata in modo ‘costante, trasparente e tempestivo’
  • deve essere sistematicamente documentata tramite una sorta di Diario di bordo tenuto dal docente con riferimenti al percorso di apprendimento di ogni alunno.

Criticità

Per lo svolgimento degli scrutini finali, in presenza o a distanza, essendo che i Consigli di classe dovranno deliberare la ammissione o la non ammissione degli alunni tenuto conto degli esiti valutativi di tutto l’a.s., è decisivo che le autorità di governo e l’amministrazione scolastica centrale regolino con criteri e modalità omogenee le procedure relative alle deliberazioni finali. Occorre rimodulare, per le scuole secondarie di II grado, la previsione dell’art.5 del D.M. n. 80/2007 riguardo al rinvio della formulazione del giudizio finale (cd ‘giudizio sospeso’) nei confronti degli studenti per i quali, al termine del corrente a.s., sarà constatato il mancato conseguimento della sufficienza in una o più discipline prevedendone, almeno per il corrente a.s., la non applicazione. E’ opportuno che la norma preveda che il Consiglio di classe proceda ad un eventuale attestazione delle modalità di progressione rilevata nell’alunno rispetto ai traguardi di apprendimento definiti per il corrente a.s. e la possibilità di modalità di recupero/approfondimento ed accertamento di competenze/conoscenze nel corso dell’a.s. successivo.

Si ritiene che l’ipotesi di una decretazione che operi una ammissione automatica all’a.s. successivo per gli alunni delle classi intermedie sia una soluzione da non considerare in quanto vanificherebbe l’impegno che il mondo scolastico sta offrendo per dare una risposta educativa valida all’emergenza sanitaria. Il processo valutativo, che si conclude con il giudizio di ammissione alla classe successiva e con gli esami conclusivi, è insito e necessario nel percorso di apprendimento che a scuola si svolge e mette in gioco decisivi ed utili rapporti di responsabilità dei docenti nei confronti dei discenti.

Per quanto riguarda gli esami di fine I e II ciclo, ammesso che nel prossimo mese di giugno esistano condizioni di sicurezza che consentano lo svolgimento delle prove, esse devono essere, da subito, in ogni caso, opportunamente riformulate e dimensionate attraverso l’emanazione di un dispositivo legislativo che intervenga a modificare in particolare quanto previsto in materia dal Dpr 122/2009, dal D.lgs 62/2017 e dalla normativa di riferimento.

Precedenti normativi

Per la regolazione dello svolgimento degli scrutini finali e degli esami di stato in tempi di emergenza può essere preso in considerazione come spunto  il precedente normativo che va nella direzione di una forte semplificazione degli adempimenti di fine anno scolastico rintracciabile nel D.L. 13 maggio 1976, n. 227 “Provvidenze per le popolazioni dei comuni della regione Friuli-Venezia Giulia colpiti dal terremoto del maggio 1976” agli artt. 33 e 34.

Altro analogo precedente normativo è quello che ha regolato il tema per gli alunni delle zone terremotate dell’Abruzzo nel 2009.

Il modello già oggi previsto dalla norma con commissioni interne composte dal dirigente scolastico dell’istituto e dai docenti della classe rende meno difficile immaginare una modalità di semplificazione e gestione delle prove per il I ciclo.

Si formulano qui due possibili modelli:

La prova si svolge in forma di colloquio multidisciplinare sui contenuti delle materie svolti nella classe terza + la presentazione discussione di una relazione scritta/ricerca multidisciplinare/progetto predisposto dall’alunno che consenta alla commissione di accertare evidenze di capacità organizzative, di ricerca, di argomentazione, di analisi.

All’attribuzione  del voto finale d’esame concorrono gli esiti del colloquio d’esame, la valutazione della relazione scritta/ricerca/progetto e, in quota parte stabilita attraverso norma, i risultati accertati in sede di scrutinio di ammissione riportati nel corso dell’a.s. 2019/20 nelle materie Italiano, Matematica e Lingua straniera.

Gli scrutini finali  della classe terza media effettuati dal consiglio di classe tengono luogo degli esami di licenza media, senza svolgere specifiche prove né orali, né scritte (ipotesi da preferire in caso di previsioni di permanenza prolungata della situazione di emergenza).

Si può prevedere, in tale ipotesi, di far redigere dall’alunno durante il mese di maggio  una relazione scritta/ricerca multidisciplinare/progetto che sarà utilizzata dal Consiglio di classe come prova con evidenza accertativa di capacità organizzative, di ricerca, di argomentazione, di analisi.

Il Consiglio di classe sulla base di osservazioni sistematiche, di valutazioni formative e do esiti di prove oggettive, di elementi vari desunti nel corrente a.s. e nel triennio precedente e della valutazione della ricerca/progetto predisposta dallo studente attribuisce una valutazione finale che certifica la conclusione del I ciclo e attesta il passaggio al II ciclo.

La didattica online, seppur molto diffusa, non consente evidentemente la stessa ricchezza di apprendimento della didattica d’aula ed ogni classe quinta sta svolgendo attualmente i programmi di studio disciplinari in modo diverso, senza tenere conto del fatto che in questo momento gli alunni degli istituti tecnico-professionali non possono frequentare attività di laboratorio e di officina utili anche allo svolgimento della prova pratica in sede di esame di stato.

Il dispositivo di legge che dovrà normare l’Esame di stato di II ciclo 2019/20 si propone che preveda:

( PCTO) quali requisiti per l’ammissione alla maturità. 

Articolazione delle prove d’esame di II ciclo

Si ritiene che possano essere presi in considerazione due modelli.

unica prova scritta specifica per l’indirizzo frequentato: predisposta – con parametri di riferimento nazionali – dalla commissione d’esame (composta da presidente esterno e membri interni) a seconda dell’indirizzo di studio sulla base dei contenuti e competenze effettivamente raggiunte dalla classe e formalizzate precedentemente in un apposito ‘Documento del consiglio di classe’ riferite all’intero a.s. con riferimenti all’ultimo triennio.

prova orale: colloquio condotto sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento e delle discipline che caratterizzano il percorso di studi, sulla base del modello previsto dal D.Lvo 62/2017. I contenuti e le esperienze e competenze effettivamente raggiunte dalla classe sono quelle formalizzate precedentemente in un apposito ‘Documento del consiglio di classe’ riferite all’intero a.s. con riferimenti all’ultimo triennio. Il Documento dovrà prevedere la valorizzazione in sede di colloquio di  approfondimenti/ricerche svolte dall’alunno, delle esperienze maturate nei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) e delle esperienze di cittadinanza.

      Questo modello è già attualmente praticato da molte università italiane per le lauree online.

Criticità

– occorre ridefinire criteri di ammissione all’esame di Stato in presenza di più valutazioni negative dell’alunno al termine del I periodo valutativo del corrente a.s. e/o al termine del corrente a.s. oppure stabilire per decreto l’ammissione al’Esame di Stato di tutti gli alunni delle classi quinte;

–  occorre definire dei parametri di riferimento cui fare riferimento nella stesura da parte della commissione della prova scritta di indirizzo;

–  occorre stabilire in che maniera calcolare i crediti scolastici acquisiti dall’alunno nel corrente ultimo anno scolastico di frequenza, posto che la sospensione delle attività didattiche potrebbe non aver consentito  l’acquisizione piena di crediti riferiti all’ultimo anno di frequenza;

– la rimodulazione del numero e tipologie di prove d’Esame di fine II ciclo comporta di ricalibrare le proporzioni dei decimi di voto da attribuire alle diverse prove  e ai crediti scolastici al fine di consentire di raggiungere il punteggio di 100/100mi;

– occorre dare indicazioni alle commissioni d’esame per garantire, agli studenti che ne hanno i requisiti, non solo il punteggio massimo al termine dell’esame, ma anche l’accesso alla lode stabilendo criteri uniformi per il territorio italiano.

Oltre alle tematiche ed agli aspetti didattici e procedurali sopra esposti vi sono molte altre incombenze di tipo gestionale-amministrativo che gravano la responsabilità di chi è chiamato a dirigere una istituzione scolastica e la sua organizzazione e che richiedono soluzioni normative.

In questa sede se ne segnalano alcune.

Candidati privatisti ed esterni agli esami di stato

– Per i candidati privatisti agli esami di idoneità a classi di scuole secondarie, di licenza di scuola media e di qualifica professionale potrebbero essere indette  apposite sessioni di esami che consisteranno nelle sole prove orali;

– I candidati esterni  agli esami di maturità che non risultano avere la promozione all’ultima classe, per poter essere ammessi a sostenere l’esame di Stato, devono sostenere un esame preliminare che dovrà essere svolto in presenza prima della data di svolgimento delle prove dell’Esame di stato II ciclo nel quale svolgeranno le stesse tipologie di prove previste per i candidati interni o, a loro scelta, in apposita sessione che verrà indetta nel mese di settembre 2020.

Adozione libri di testo

La situazione di sospensione delle attività didattiche e dello svolgimento delle riunioni degli OO.CC. in presenza rende difficoltoso l’iter procedurale previsto dalle normative per l’adozione dei libri di testo per l’a.s. 2020/21 che nella prassi deve concludersi entro il mese di maggio.

Si richiede di definire con urgenza e secondo criteri di fattibilità tale procedura, valutando la possibilità di posticipare di un anno le procedure per la scelta dei libri di testo in uso e la conferma dei testi già in adozione.

Svolgimento dei viaggi di istruzione

I diversi Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri hanno previsto la sospensione dei viaggi di istruzione fino alla data del 13 aprile che le scuole stanno rispettando dopo aver sospeso a loro volta contratti ed impegni con le agenzie di viaggio e gli operatori. Si chiede che questo dispositivo sia prolungato fino al termine dell’a.s., in modo da consentire alle istituzioni scolastiche di procedere di conseguenza nei confronti dei fornitori e dell’utenza.

Spaesi

Piccole Scuole: nasce “Spaesi”, un laboratorio di geografia fantastica

L’iniziativa parte dalla “Grammatica della Fantasia” di Rodari 

Firenze, 3 aprile 2020 – Il gruppo di ricerca delle Piccole Scuole di Indire continua a sostenere le scuole in questo momento di emergenza, fornendo loro ulteriori stimoli educativi e formativi per lavorare con le classi in rete, e allo stesso tempo motivare gli studenti, rendendoli protagonisti del processo di apprendimento.

Partendo da questi presupposti, il gruppo di ricerca ha preso spunto da la Grammatica della Fantasia di Gianni Rodari, per dare vita ad un laboratorio di “geografia fantastica” per le piccole scuole, in particolare con i bambini del primo ciclo(scuola primaria e scuola secondaria di primo grado).

Si tratta di “Spaesi. Un laboratorio di geografia fantastica”, che nasce con l’obiettivo di aiutare i docenti a lavorare in rete con i propri alunni componendo canzoni, filastrocche, narrazioni, giochi di parole, storie e poesie. Un laboratorio dove la fantasia non è una via di fuga dal mondo, ma un modo per dare senso alla realtà, per immaginarla differente: un modo per aiutare i bambini a colmare le distanze, valorizzando il proprio paese, il proprio borgo, il proprio territorio, quello che in questo momento sta “fuori”, ciò che di bello si vede dalle nostre finestre vere, immaginarie e metaforiche, per costruire una geografia fantastica delle piccole scuole. 

È un modo per leggere i pensieri dei bambini e dei ragazzi che vivono in questi territori che già in condizioni di normalità sono definiti “isolati”, “periferici”, “marginali” e ritrovare nei loro prodotti creativi la bellezza e l’importanza del territorio. 

A partire dall’8 aprile, attraverso uno spazio dedicato sul sito delle Piccole Scuole, sarà possibile accedere a webinar dedicati alla grammatica della Fantasia, così come video letture e materiale di approfondimento che guideranno i docenti nel lavoro con le proprie classi. Lo spazio di lavoro sarà accessibile dalla pagina:

https://piccolescuole.indire.it/iniziative/spaesi-un-atlante-di-geografia-fantastica/

È stato inoltre creato un gruppo facebook all’interno della Pagina Piccole Scuole: Spaesi, un laboratorio di geografia fantastica.

I lavori che gli insegnanti realizzeranno nelle loro classi, verranno pubblicati, e quindi condivisi, in un spazio del sito di Piccole Scuole (piccolescuole.indire.it) dove leggersi a vicenda, per costruire un po’ alla volta una mappa dell’immaginario dei piccoli e dei grandi, che raccordi scuola e territorio.

Tutte le classi che vorranno mettersi in gioco saranno premiati con una pubblicazione monografica che restituirà per il centenario della nascita di Rodari  un Atlante di geografia fantastica delle piccole scuole.

L’iniziativa è stata realizzata dai ricercatori Indire, Laura Parigi, Jose Mangione e Giusy Cannella, da esperti di chiara fama in grado di parlare alla scuola: Vanessa Roghi, storica e autrice di Lezioni di Fantastica (in corso di pubblicazione), Ilaria Capanna, curatrice della Biblioteca privata della Famiglia Rodari, Francesco Tonucci, pedagogista e fondatore de La città dei bambini (https://www.lacittadeibambini.org/), e Franco Lorenzoni maestro-Casa Laboratorio Cenci.

www.piccolescuole.indire.it

Se le scuole non riaprono entro il 18 maggio la maturità sarà solo orale

da Il Sole 24 Ore

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Per gli 8 milioni e rotti di studenti italiani, che non fanno lezioni in classe dallo scorso 5 marzo, e per le loro famiglie, iniziano ad arrivare le prime indicazioni sulla sorte dell’anno scolastico. Pur venendo a tutti gli effetti valutati anche in questi mesi di didattica a distanza, tutti gli alunni, dalla primaria alle superiori, saranno promossi alla classe successiva, ma si porteranno dietro le eventuali insufficienze accumulate che dovranno, comunque, essere recuperate a partire dal prossimo 1° settembre, quando le scuole potranno (si spera) finalmente riaprire con il nuovo anno. Per il milione circa di ragazzi di terza media e di quinta superiore, invece, il disco verde si tradurrà nell’ammissione diretta agli esami di Stato, che sicuramente verranno resi sempre più light, a seconda che gli istituti riaprano prima o dopo il 18 maggio. Sulla base di apposite ordinanze della ministra Lucia Azzolina collegate all’andamento dell’emergenza sanitaria in atto.

Esame sempre più light
Nella bozza di decreto messo a punto dall’Istruzione, che dovrebbe arrivare nel fine settimana sul tavolo del consiglio dei ministri, il 18 maggio fa da spartiacque. E porta con sé due possibili scenari innanzitutto per la maturità. Se si tornasse in classe entro quella data (e cioè un mese prima dell’inizio dell’esame fissato per il 17 giugno), le prove resteranno tre: due scritti, italiano e discipline d’indirizzo, e un orale. Ma il secondo scritto, anziché essere uguale per tutti come il compito di italiano, verrà messo a punto dalle commissioni. Commissioni composte da tutti professori interni, tranne il presidente esterno, sulla base di un’altra semplificazione voluta dalla ministra Azzolina per venire incontro ad alcune proposte delle associazioni studentesche. Alla maturità, inoltre, si verrà ammessi in automatico. E, dunque, non bisognerà aver svolto i test Invalsi né aver compiuto le ore minime di alternanza scuola-lavoro (almeno 210 nell’ultimo triennio negli istituti professionali, 150 nei tecnici, 90 nei licei). L’esperienza di scuola-lavoro tuttavia non scomparirà del tutto dall’esame, restando almeno oggetto del colloquio orale.

Il possibile piano B
La bozza di decreto prevede anche uno scenario ancora più emergenziale. Qualora infatti le scuole riaprissero dopo il 18 maggio (o non venissero riaperte affatto), la maturità consisterebbe solo nel colloquio multidisciplinare. Che in caso di necessità dovuta all’epidemia di Covid-19 potrebbe anche essere svolto a distanza, come del resto sta avvenendo dai primi di marzo per gli esami universitari.

Possibile addio all’esame di terza media
Il provvedimento in arrrivo tra sabato e domenica non farà sentire i suoi effetti solo sui 463mila maturandi italiani. Ma anche sui loro colleghi più piccoli di terza media. Dove – anche in caso di ripresa delle attività didattiche prima del 18 maggio – l’esame potrebbe, a seconda del quadro che avremo davanti, perdere una o più prove (oggi sono tre scritti e un orale) oppure essere sostituito dalla valutazione finale della commissione. E, dunque, saltare del tutto.

Il corrente anno scolastico finirà in ogni caso così. La bozza di decreto non prevede allungamenti delle lezioni a luglio. Al massimo potrebbe essere anticipato il prossimo al al 1° settembre per chi dovrà recuperare eventuali insufficienze.

Novità all’orizzonte infine anche sul fronte del personale. Immissioni in ruolo e le consuete operazioni di trasferimento, vicino o lontano da casa, dovranno concludersi entro il 15 settembre (rispetto al termine ordinario del 31 agosto – per la verità mai rispettato negli ultimi anni).

Resta da capire se a settembre il ministero ce la farà a portare a termine gli annunciati concorsi a cattedra per oltre 60mila posti, soprattutto la selezione straordinaria appannaggio dei precari storici. Viceversa il rischio di trovarsi a inizio anno con una nuova emergenza, il record di supplenti che arriverebbero a quota 200mila, diventerebbe ancora più concreto.

Pulizie delle scuole, fondi anche alle paritarie

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Il dl cura Italia ha previsto uno stanziamento complessivo pari ad euro 43,5 milioni da destinare alle istituzioni scolastiche ed educative pubbliche del sistema nazionale di istruzione, ivi incluse le scuole paritarie, per l’acquisto di beni finalizzati a garantire idonee condizioni igienico-sanitarie dei locali, ovvero dispositivi di protezione e igiene personale per l’intera comunità scolastica.

La nota
A scriverlo è una nota del ministero dell’Istruzione, con la quale si evidenzia che tali risorse sono vincolate alle finalità indicate nel decreto. Le risorse finanziarie stanziate costituiscono quindi un finanziamento straordinario volto a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione durante l’emergenza sanitaria. Le singole istituzioni scolastiche individueranno gli interventi da attivare e i prodotti da acquistare, tenuto conto delle specifiche esigenze e delle indicazioni di cui alla Circolare del Ministero della Salute prot. n. 5443 del 22 febbraio 2020 relativamente alla pulizia di uffici pubblici e alle misure precauzionali da adottare in questa fase di emergenza sanitaria.

Con decreto del ministro dell’Istruzione n. 186 del 26 marzo 2020, registrato presso gli organi di controllo, sono stati stabiliti i criteri e i parametri per l’assegnazione delle risorse finanziarie in parola, in funzione della numerosità della popolazione scolastica e garantendo una soglia di contributo minimo per ogni scuola. Il decreto è stato pubblicato sul sito istituzionale del ministero al link https://www.istruzione.it/coronavirus/norme.html.
Rispetto all’erogazione delle risorse nei confronti delle istituzioni scolastiche paritarie
l’amministrazione sta procedendo con la massima tempestività secondo le procedure vigenti.

Edilizia scolastica, agli enti locali oltre 12,7 milioni di euro per intervenire sulle emergenze

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Oltre 12,7 milioni di euro per intervenire su danni agli istituti scolastici dovuti a eventi calamitosi o emergenze e garantire il diritto allo studio agli alunni. È stato registrato nei giorni scorsi il decreto che assegna queste risorse straordinarie agli enti locali che ne hanno fatto richiesta. Fondi che arriveranno al Comune e alla Città metropolitana di Venezia per 69 interventi su altrettante scuole danneggiate dall’alluvione dello scorso novembre, all’istituto del Comune di Leni dove gli studenti potranno seguire le lezioni anche quando per maltempo non potrà essere raggiunta la scuola di Lipari. O ancora alla scuola di Bosa (Or) dove, sempre per maltempo, si è verificato il crollo di un solaio e alla Città metropolitana di Roma, in cui nove istituti secondari di II grado hanno subito danni a causa delle violente piogge dello scorso autunno.

«Nonostante le attività straordinarie legate all’emergenza sanitaria attuale, l’attività ordinaria del ministero non può e non deve fermarsi – sottolinea la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina -. Le esigenze delle scuole non sono scomparse con la chiusura degli istituti. Il nostro impegno per non lasciare indietro nessuno, in questo momento, è concentrato soprattutto sulla fornitura agli studenti di dispositivi digitali e connessioni per poter effettuare la didattica a distanza. Ma bisogna pensare anche al dopo, a quando si tornerà sui banchi e sarà quindi necessario accogliere nuovamente i nostri ragazzi in ambienti sicuri. L’erogazione di queste risorse agli enti locali le cui scuole sono state colpite da eventi calamitosi – conclude la Ministra – va esattamente in questa direzione».

«Stiamo vivendo un momento di emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova il sistema di istruzione – aggiunge la vice ministra dell’Istruzione Anna Ascani – ma sappiamo bene che non dobbiamo trascurare nulla. È per questo che abbiamo liberato questi fondi che gli enti locali hanno richiesto. È importante garantire a ogni bambino e ragazzo la migliore formazione possibile. Dobbiamo intervenire tutte le volte in cui il diritto allo studio, anche a causa di eventi sui quali non abbiamo potere, viene compromesso. Il ministero, come la scuola, non si ferma. Nessuno deve rimanere indietro».

Tutti d’accordo sulla maturità light, ma l’anno senza bocciati divide i prof

da la Repubblica

Corrado Zunino

ROMA – “È l’unica strada praticabile”. Il sospiro di sollievo nel mondo della scuola, in una sua parte consistente e autorevole, è corale. Il piano che i tecnici del ministero dell’Istruzione hanno sottoposto in queste ore alla ministra Lucia Azzolina, e che Repubblica ha raccontato ieri, è accolto come una scelta necessaria “e da annunciare in fretta”. Il project work prevede una maturità leggera e una data spartiacque per definirne la leggerezza: se non si torna a scuola entro il 17 maggio saltano gli scritti, Italiano e seconda prova, e l’esito dell’esame di Stato sarà affidato a un largo colloquio orale (anche 60 minuti) con la richiesta ai maturandi di esercitazioni e traduzioni.

In quel piano, diventato nervatura del decreto che il Dipartimento Istruzione sta completando, c’è la presa di coscienza che quest’anno non si potrà bocciare nessuno, che sarebbe necessario fotografare – senza intaccare i voti alti di chi ha svolto un buon primo quadrimestre e confermato i risultati nelle valutazioni a distanza – i debiti di chi è insufficiente, portarli all’anno scolastico 2020-2021 e trovare un modo di recuperare i vuoti e verificare “il quadrimestre perduto” a settembre e ottobre.

Gli studenti – diretti interessati – accolgono il piano e dicono: “Il fatto che che il ministero sia orientato ad ammettere tutti all’esame, anche con debiti, e a rimuovere gli scritti se il ritorno a scuola non dovesse avvenire a maggio, è un’ottima notizia e una vittoria”. Lo dice Federico Allegretti, coordinatore della Rete degli studenti medi. “Situazioni straordinarie richiedono misure straordinarie e l’ipotesi che le lezioni non riprendano prima di metà maggio è concreta”, aggiunge. “Chiediamo che l’ufficialità arrivi al più presto, agli studenti servono certezze”.

La Cgil scuola, che ieri è tornata a vedere (in video) la ministra Azzolina con gli altri sindacati e dopo un periodo di contrasto, chiede di portare lo stesso schema – niente scritti, solo un colloquio extralarge – all’esame di Terza media. “Serve uno scenario complessivo del ministero – dice Graziamaria Pistorino, della segreteria nazionale Flc -, lo svolgimento dell’orale potrebbe essere programmato a metà giugno per il primo grado e nella prima metà di luglio per il secondo grado. Bisogna eliminare Invalsi e Alternanza scuola lavoro”. Queste attività, di fatto, non saranno criteri per l’ammissione, ma dell’esperienza in Alternanza si potrà parlare nel colloquio finale.

Diversi presidi e molti docenti che faranno parte delle commissioni interne (sei membri) esprimono il loro apprezzamento: “Ammissione per tutti con eventuale debito formativo era l’unica maniera per salvare capra e cavoli, mantenendo comunque la possibilità di un recupero da spalmare nell’anno successivo”, scrive a Repubblica un insegnante. Antonella Canepa, docente di Inglese alle superiori in provincia di Genova, aggiunge: “Gli studenti che non hanno combinato nulla in queste settimane dovrebbero studiare in estate e fare un esame di recupero ad agosto”.

La ministra Azzolina ha ribadito che le scuole saranno chiuse fino al 13 aprile, non si andrà in classe né a luglio né ad agosto e che, “tenendo conto della situazione di emergenza del Paese”, la valutazione degli studenti e dell’esame dovrà essere “seria” e tenere conto dell’impegno nelle lezioni a distanza. Ieri ha parlato in videoconferenza con deputati e senatori della maggioranza, oggi ci sarà un altro incontro a distanza ed entro domani in Consiglio dei ministri dovrebbe entrare un primo decreto sulla scuola.

Ecco il piano per salvare la maturità

da Corriere della sera

È imminente il momento di scegliere come concludere l’anno scolastico, e che cosa fare di Maturità ed esame di terza media, mentre ancora nessuno sa se le scuole potranno riaprire anche solo per permettere ai 460 mila maturandi di sostenere il loro esame. Il decreto necessario per modificare gli esami è quasi pronto e arriverà in Consiglio dei ministri domani.

Due le scelte fatte finora dalla ministra Lucia Azzolina: almeno una prova dell’esame si farà, a meno di un tracollo della situazione sanitaria che al momento non si prevede e a giudicare gli studenti non saranno i temuti prof di altre scuole, ma gli stessi che li hanno accompagnati negli anni delle scuole superiori perché la commissione d’esame sarà composta solo da sei membri interni più un presidente-notaio esterno.

A queste si aggiunge un’altra misura per alleggerire lo stress degli studenti, vista la situazione: se si riuscirà a fare un esame con le tre prove, i due scritti e l’orale, la seconda prova, quella di indirizzo, comunque non sarà nazionale ma sarà preparata dalle singole commissioni: è quello che avviene di solito per l’esame di terza media.

Che cosa succederà invece se gli esperti del comitato scientifico diranno no all’ipotesi di far tornare a scuola i maturandi tutti insieme per gli scritti? Si procederà con un esame fatto del solo colloquio: niente tema di italiano, niente prova di indirizzo dopo aver cancellato anche Invalsi e alternanza scuola-lavoro, probabile ammissione di fatto generalizzata per evitare ricorsi, resterebbe poco di quello che è l’esame di Stato vero e proprio. È tuttavia questo uno scenario probabile, che si sta verificando con Palazzo Chigi e il Quirinale.

Gli insegnanti intanto attendono lumi anche su come dare i voti nelle lezioni online di questi mesi. Particolarmente complicata è la questione dei rimandati: si fa strada l’ipotesi di promuovere anche chi ha insufficienze, in via straordinaria, e di far recuperare i debiti all’inizio o durante il prossimo anno scolastico.

Esame «light»: secondo scritto diversificato in ogni istituto

Se la commissione sanitaria darà l’ok all’apertura delle scuole superiori, anche solo per la Maturità il 17 giugno, gli studenti si troverebbero davanti un esame «light». La prima prova resterebbe invariata, la seconda diventerebbe una prova di indirizzo non più nazionale, ma diversificata da scuola a scuola: sono le singole commissioni, quest’anno composte da soli membri interni più un presidente esterno, a scegliere la prova per i loro studenti. È quello che avviene di solito per gli esami di terza media. Alle due prove — il cui valore è di 20 punti l’una nella composizione del voto finale — seguirebbe l’esame orale, che vale altri 20 punti. Gli altri quaranta punti sono assegnati come sempre sulla base dei risultati degli ultimi tre anni di scuola. È una Maturità che tiene comunque conto della difficoltà dell’anno scolastico, nel quale è stato concluso solo il primo quadrimestre, non sono state fatte le prove Invalsi che da quest’anno sarebbero state obbligatorie, e neppure l’alternanza scuola lavoro che negli ultimi anni ha avuto un’importanza crescente nel curriculum. Se sarà possibile fare una Maturità «in sede» mancheranno alcuni requisiti, gli studenti potranno evitare il giudizio dei commissari esterni, professori sconosciuti che vengono da altre scuole, ma si tratterà pur sempre di un vero e proprio esame.

assunzione 1000 assistenti tecnici da GI. Lavoreranno per reti di scuole. Nota Ministero

da Orizzontescuola

di redazione

Il MI ha pubblicato una nota relativa all’assunzione degli assistenti tecnici da graduatoria d’istituto e alla previsione di reti di istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione per evitare una frammentazione delle risorse disponibili e di consentire un più efficace utilizzo delle risorse di personale.

Le istituzioni scolastiche sono autorizzate a sottoscrivere contratti sino al termine delle attività didattiche con assistenti tecnici, nel limite complessivo di 1.000 unità, anche in deroga ai limiti di cui all’articolo 19,comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111”.

Il riparto del contingente in esame sia effettuato tenuto conto del numero degli alunni.

L’articolo 2 del DM 187/2020 e il relativo Allegato 2 provvedono pertanto alla ripartizione tra gli USR delle risorse disponibili per fornire un supporto tecnico alle esigenza delle istituzioni scolastiche del primo ciclo nella gestione della didattica a distanza.

Per ottimizzare l’impiego delle risorse di personale, il decreto procede alla previsione di reti di istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione al fine di evitare una frammentazione delle risorse disponibili e di consentire un più efficace utilizzo delle stesse.

Nell’ambito della rete il posto per il profilo professionale in esame è conferito alla scuola polo che provvede a fornire il supporto informatico anche alle altre istituzioni scolastiche di riferimento, ivi compresi i CPIA del primo ciclo di istruzione.

Il supporto fornito dai suddetti assistenti tecnici dovrà essere rivolto anche alle necessità degli alunni.
Resta in capo alle singole istituzioni scolastiche la progettazione, la predisposizione e l’organizzazione dell’attività didattica di competenza.

La dotazione organica aggiuntiva assegnata al singolo USR è indicata nell’Allegato 2 al DM 187/2020.

Sarà possibile anche prevedere, in caso di necessità, la creazione di reti di pertinenze su più province.

Per quanto riguarda le modalità di individuazione dell’avente titolo alla nomina di assistente tecnico di informatica, il decreto prevede il ricorso alle graduatorie di istituto per assistente tecnico di informatica dell’istituzione scolastica secondaria di II grado più vicina (vedi di seguito).

Le scuole del primo ciclo di istruzione, in assenza della previsione di assistente tecnico nella propria dotazione organica, non procedono alla predisposizione della graduatoria per tale profilo professionale.

nota assunzione assistenti tecnici

Di seguito le procedure come indicate dal summenzionato decreto.

Procedura assegnazione e scuole polo

Il contingente di 1000 assistenti tecnici è assegnato agli Uffici scolastici regionali, sulla base del numero di alunni presenti nelle scuole del primo ciclo della Regione di riferimento.

direttori degli UU.SS.RR., poi, individuano delle scuole polo tra le scuole del primo ciclo d’Istruzione, sulla base di:

  • un’omogenea distribuzione sul territorio regionale;
  • specifiche esigenze e diverse tipologie e condizioni di funzionamento delle scuole delle regione di riferimento.

Gli Uffici regionali, nel medesimo provvedimento di individuazione delle scuole polo, indicano anche le scuole del primo ciclo appartenenti alla rete di riferimento della scuola polo.

In sintesi, vengono individuate le scuole polo regionali e indicate l’insieme di scuole che fa riferimento a ciascuna di esse (scuole polo).

Ciascuna scuola polo coordinerà l’attività degli assistenti tecnici, come di seguito chiarito. 

Nomina assistenti: chi, da quali scuole e contratti

La nomina degli assistenti tecnici di informatica avviene nel modo seguente:

  1. i dirigenti delle scuole polo richiedono l’individuazione degli aspiranti alla scuola secondaria di II grado più vicina, in possesso delle graduatorie di istituto per assistenti tecnici di informatica;
  2. i dirigenti delle scuole polo stipulano con gli aventi titolo (individuati come detto nel punto precedente) un contratto sino al 30 giugno 2020 (termine delle attività didattiche).

Così leggiamo nel DM 186/2020 (articolo 2/4):

4. I dirigenti scolastici delle scuole polo richiedono all’istituzione scolastica secondaria di secondo grado più vicina, in possesso delle graduatorie di istituto per assistenti tecnici di informatica, l’individuazione dell’aspirante alla nomina e stipulano con l’avente titolo un contratto a tempo determinato sino al termine delle attività didattiche.

Mansioni

Attraverso gli assistenti tecnici, le suddette scuole polo devono:

  • svolgere consulenza e supportare all’utilizzo delle piattaforme e allo svolgimento dell’attività didattica a distanza;
  • supportare anche gli alunni nell’utilizzo degli strumenti assegnati in comodato d’uso.

Evidenziamo che resta di competenza delle singole scuole, che fanno riferimento alla scuola polo, la progettazione, la predisposizione e l’organizzazione dell’attività didattica.

Ripartizione

Coronavirus, indicazioni sull’istruzione per gli adulti

da Orizzontescuola

di Francesca Carotenuto

Con riferimento alla nota n. 4739 del 20 marzo 2020 il Miur fa il punto, sulle precedenti disposizioni dettate, in merito ai percorsi di istruzione degli adulti, in relazione all’emergenza epidemiologica attualmente in essere.

Esami di Stato a conclusione per primo periodo didattico del primo livello

L’esame di Stato a conclusione dei percorsi di primo livello, primo periodo didattico si svolge l’ultimo giorno utile del mese successivo all’adozione del provvedimento con cui viene disposta la ripresa delle attività didattiche, ovvero secondo tempi e modalità successivamente comunicati.

Frequenza minima del percorso di studio personalizzato (PSP)

Ai fini dell’accertamento della frequenza minima del percorso di studio personalizzato è previsto che, in sede di scrutinio finale, il Collegio docenti tenga conto nel deliberare le “motivate deroghe” della sospensione delle attività didattiche predisposta nell’ambito delle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (nota n. 22381 del 31/10/19).

Commissione per la definizione del Patto formativo individuale

Per la definizione del Patto formativo individuale e per le riunioni della relativa Commissione, si fa riferimento alle disposizioni, di cui alla nota n. 279 dell’8/03/20, relative alle “Riunioni degli organi collegiali” che si intendono applicabili, pertanto, anche alle Commissioni previste dall’art. 5, comma 2, DPR 263/12.

Attività didattica a distanza

Per l’operatività della didattica a distanza, i CPIA potranno fare riferimento alle nota n. 278 e 279, rispettivamente del 06 e 08 marzo 2020.

** Con l’occasione, si segnalano la sezione predisposta dal Ministero dell’Interno dedicata alla Didattica a Distanza: https://www.istruzione.it/coronavirus/didattica-a-distanza.html, nonché per i percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana “IL GRANDE PORTALE DELLA LINGUA ITALIANA” http://www.italiano.rai.it/ predisposto dalla RAI, Ministero dell’Interno e Miur per i percorsi di primo livello secondo periodo didattico, infine, la piattaforma “ADULTI IN FORMAZIONE”, (http://adultiinformazione.indire.it/fad/) predisposta da INDIRE.

Al fine di supportare i CPIA, interessati dalla sospensione delle attività didattiche, i gruppi regionali PAIDEIA, costituiti presso gli Uffici Scolastici Regionali, si adopereranno per lo sviluppo della didattica a distanza, adottando tempestivamente, vista l’attuale fase emergenziale, misure di supporto accompagnamento, formazione ed assistenza remota per la diffusione e l’utilizzo di strumenti digitali di apprendimento a distanza; facilitandone l’utilizzo per docenti e dirigenti scolastici.

La D.A.D. (didattica a distanza), infatti, costituisce un’opportunità tesa favorire la continuità nell’azione didattica e, pertanto, va distinta dalle attività già programmate a distanza – ai sensi dell’art. 4, comma 9, lett. c, DPR 263/12 e, pertanto, non si rendono necessarie modifiche ai Piani di Formazione Individuale già formalizzati.

La sospensione didattica comporta la sospensione di tutti gli interventi di ampliamento dell’offerta formativa e di ogni altra iniziativa già programmata a vario titolo (ad esempio: iniziative di educazione e cittadinanza attiva, inclusione e consulta – vedi DM 851/17, DM 721/18, ecc…).

Indagine sulle modalità di realizzazione e svolgimento della didattica a distanza

Il Miur comunicherà successivamente le date in cui sarà svolta l’indagine, tenuto conto quanto disposto con la nota che disciplina gli Interventi “Task Force emergenza Coronavirus” (n. 318 dell’11/03/20).

Personale ATA

In base a quanto previsto dalla nota che dispone le Istruzioni operative per il personale ATA (nr. 5196 dell’11/03/20) gli “assistenti tecnici provvederanno, in presenza, alla manutenzione del laboratorio di loro pertinenza, assicurando nei casi previsti la salvaguardia dei materiali deperibili, supportando altresì l’Istituzione scolastica nell’applicazione di forme di interazione a distanza” si intende applicabile laddove si è provveduto a disporne da organico, ovvero a prevedere la stipula di accordi tra istituzioni scolastiche.

I DS dei CPIA, sentito l’USR competente, possono disporre la chiusura delle sedi associate, in relazione alla specificità della struttura ed alle disposizioni relative all’assegnazione del suddetto personale.

Scuole carcerarie

In virtù della salvaguardia del diritto all’istruzione, attraverso la modalità di apprendimento a distanza, il Miur sottolinea la necessità di favorire, in via straordinaria ed emergenziale, le suddette modalità – come richiamato nella nota n. 278 del 6/03/20 e, confermato dalla nota n. 279 dell’8/03/20 – anche per i frequentanti i percorsi di istruzione degli adulto presso gli Istituti di prevenzione e pena. Pertanto, i gruppi PAIDEIA sosterranno i CPIA nell’individuare d’intesa con gli Istituti di prevenzione e pena interessati, le attività più adeguate ed opportune per svolgere la didattica a distanza presso le scuole carcerarie, tenuto conto, anche dei protocolli tra USR e PRAP competenti; particolare attenzione andrà rivolta alla tutela ed alla salvaguardia delle attività di istruzione dei minori.

Rendicontazione risorse ex 440/97

Per ciò che concerne il termine per la conclusione e rendicontazione delle attività, per la determinazione del Fondo per il funzionamento ai sensi del DM 851/17, è prorogata al 30 dicembre 2020.

Edilizia scolastica, agli enti locali oltre 12,7 milioni di euro per intervenire su emergenze

da Orizzontescuola

di redazione

Miur – Oltre 12,7 milioni di euro per intervenire su danni agli istituti scolastici dovuti a eventi calamitosi o emergenze e garantire il diritto allo studio agli alunni.

È stato registrato nei giorni scorsi il decreto che assegna queste risorse straordinarie agli enti locali che ne hanno fatto richiesta. Fondi che arriveranno al Comune e alla Città metropolitana di Venezia per 69 interventi su altrettante scuole danneggiate dall’alluvione dello scorso novembre, all’istituto del Comune di Leni dove gli studenti potranno seguire le lezioni anche quando per maltempo non potrà essere raggiunta la scuola di Lipari. O ancora alla scuola di Bosa (OR) dove, sempre per maltempo, si è verificato il crollo di un solaio e alla Città Metropolitana di Roma, in cui nove istituti secondari di II grado hanno subito danni a causa delle violente piogge dello scorso autunno.

“Nonostante le attività straordinarie legate all’emergenza sanitaria attuale, l’attività ordinaria del Ministero non può e non deve fermarsi – sottolinea la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina -. Le esigenze delle scuole non sono scomparse con la chiusura degli istituti. Il nostro impegno per non lasciare indietro nessuno, in questo momento, è concentrato soprattutto sulla fornitura agli studenti di dispositivi digitali e connessioni per poter effettuare la didattica a distanza. Ma bisogna pensare anche al dopo, a quando si tornerà sui banchi e sarà quindi necessario accogliere nuovamente i nostri ragazzi in ambienti sicuri. L’erogazione di queste risorse agli enti locali le cui scuole sono state colpite da eventi calamitosi – conclude la Ministra – va esattamente in questa direzione”.

“Stiamo vivendo un momento di emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova il sistema di istruzione – aggiunge la Vice Ministra dell’Istruzione Anna Ascani – ma sappiamo bene che non dobbiamo trascurare nulla. È per questo che abbiamo liberato questi fondi che gli enti locali hanno richiesto. È importante garantire a ogni bambino e ragazzo la migliore formazione possibile. Dobbiamo intervenire tutte le volte in cui il diritto allo studio, anche a causa di eventi sui quali non abbiamo potere, viene compromesso. Il Ministero, come la scuola, non si ferma. Nessuno deve rimanere indietro”.

Graduatorie di istituto: nuovi inserimenti e aggiornamenti potrebbero essere rinviati al 2021

da Orizzontescuola

di redazione

Graduatorie di istituto: il decreto che il Ministero porterà all’attenzione del Consiglio dei Ministri di domani potrebbe contenere una misura per la proroga degli attuali elenchi.

Premessa: la misura potrebbe essere adottata, se necessaria, qualora perduri lo stato di emergenza e si rendano necessarie misure di contenimento del contagio per evitare il diffondersi del coronavirus.

Ricordiamo infatti che le segreterie scolastiche, alle quali solitamente è affidato il lavoro di costituzione delle graduatorie, con commissioni apposite per la valutazione delle domande, lavorano fino al protrarsi dell’emergenza, in smart working.

Il decreto mira  dunque – secondo quanto si legge nella bozza del decreto  – a considerare valide le graduatorie di istituto, compresi gli elenchi aggiuntivi, anche per l’anno scolastico 2020/21. Possibilità di inserire comunque i nuovi titoli di specializzazione sostegno entro il 31 agosto 2020.

Di conseguenza l’aggiornamento delle graduatorie di istituto verrebbe rinviato all’anno scolastico 2020/21, con efficacia a decorrere dall’anno scolastico 2021/22.

Precisiamo che stiamo parlando ancora di una proposta, passibile di qualsiasi modifica e che le novità ufficiali in merito all’avvio dell’anno scolastico 2020/21 saranno comunicate attraverso la pubblicazione definitiva del decreto, qualora approvato dal Consiglio dei Ministri.