Educazione&Scuola Newsletter n. 1113


Educazione&Scuola Newsletter n. 1113

Maggio 2020 – XXV Anno

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Notizie
Indicazioni CTS per A.S 2020/2021

28 maggio 2020

DL Scrutini ed Esami in Senato

Il 28 maggio il Senato rinnova la fiducia al Governo approvando l’emendamento interamente sostitutivo del DdL di Conversione in legge del Decreto-Legge 8 aprile 2020, n. 22

La Scuola in Tivù – Istruzione degli adulti

da lunedì 25 maggio 2020

Settimana nazionale della musica a scuola

25 – 30 maggio 2020

Emergenza epidemiologica da COVID-19 – Maggio 2020

Pubblicata nella GU del 23 maggio la Legge 22 maggio 2020, n. 35 di conversione del DL 19/2020

#PalermoChiamaItalia – Il coraggio di ogni giorno

23 maggio 2020

Decreto Assunzioni

Stabilizzazione per 4.500 precari su posti liberati dai pensionamenti di ‘Quota 100’

DL emergenza COVID-19 in CdM

Consiglio dei ministri, 16 maggio 2020

Decreto “Rilancio” in CdM

Consiglio dei ministri, 13 maggio 2020

Libri salvati

10 maggio 2020

Festa dell’Europa

9 maggio 2020

Pago in Rete

Piattaforma per i pagamenti on line delle scuole

Prove INVALSI 2020

Nell’a.s. 2019-20 le prove INVALSI per la II secondaria di secondo grado e per l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado non si svolgeranno

Giornata nazionale contro la pedofilia

5 maggio 2020

Istituti Tecnici Superiori

Assegnate risorse del Fondo per l’Istruzione Tecnica Superiore

Festa del Lavoro

Primo Maggio 2020 sui social del Ministero il ‘concertone’ degli studenti

Norme

Nota 29 maggio 2020, AOODPPR 1033

Art. 231 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 “c.d. Decreto rilancio” – “Misure per sicurezza e protezione nelle istituzioni scolastiche statali e per lo svolgimento in condizioni di sicurezza dell’anno …

Documento tecnico CTS (28.5.2020)

Modalità di ripresa delle attività didattiche del prossimo anno scolastico

Nota 28 maggio 2020, AOODGOSV 8464

Ordinanze ministeriali n. 9, n. 10 e n. 11 del 16 maggio 2020: chiarimenti e indicazioni operative

Decreto Dipartimentale 27 maggio 2020, AOODPIT 637

Procedura straordinaria per titoli ed esami per l’immissione in ruolo di personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno. Rinvio termini delle istanze …

Nota 27 maggio 2020, AOODGSIP 1667

Avvio delle attività di formazione e-Learning per la presentazione dei progetti relativi ai bandi per l’acquisto di sussidi didattici e/o tecnologie assistive per alunni e studenti con disabilità a.s. …

Decreto Ministeriale 25 maggio 2020, AOOGABMUR 94

Corsi di specializzazione sul sostegno didattico per l’a.a. 2019/2010 per i candidati idonei nei cicli precedenti – Avvio attività di formazione

Ordinanza Ministeriale 22 maggio 2020, AOOGABMI 17

Adozioni dei libri di testo per l’anno scolastico 2020/2021

Legge 22 maggio 2020, n. 35

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19

Avviso MUR 20 maggio 2020

Avviso di sostituzione delle date di svolgimento delle prove di ammissione ai corsi di laurea e laurea magistrale ad accesso programmato nazionale a.a. 2020/2021

Nota 20 maggio 2020, AOOGABMI 708

Comunicato Presidente ANAC 20 maggio 2020

Esonero CIG per le gare: la proposta dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nel Decreto ‘rilancio’

Avviso Presidenza del Consiglio dei Ministri 20 maggio 2020

Progetti sperimentali in ambito nazionale in materia di prevenzione delle tossicodipendenze

Nota 20 maggio 2020, AOODPIT 709

Applicazione della normativa vigente in materia di decadenza dei contratti di lavoro a tempo indeterminato e determinato del personale docente a seguito di sentenze.

Nota 19 maggio 2020, AOODGPER 12278

Contratti di supplenze personale ATA – Proroghe

Smart Class per i CPIA: pubblicate le autorizzazioni

Pubblicazione del 19 maggio 2020

Nota 19 maggio 2020, AOODGOSV 7851

Protocollo d’Intesa (19.5.2020)

Linee operative per garantire il regolare svolgimento degli Esami conclusivi di Stato 2019/2020

Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34

Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19

Nota 18 maggio 2020, AOODGOSV 7768

Ordinanza ministeriale n. 10 del 16 maggio 2020, concernente gli esami di Stato nel secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020

Decreto Ministeriale 18 maggio 2020, AOOGABMI 12

Disposizioni concernenti le operazioni di assunzione a tempo indeterminato ai sensi dell’articolo 1, comma 18-quater, del Decreto Legge 29 ottobre 2019 n. 126, convertito, con modificazioni, dalla Legge …

Nota 18 maggio 2020, AOODGOSV 7769

Iscrizioni ai percorsi di istruzione per gli adulti a.s. 2020/2021

Decreto Dipartimentale 18 maggio 2020, AOODPIT 573

Avviso graduatoria nazionale procedura di internalizzazione di cui all’articolo 58, comma 5 e seguenti, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, …

COVID-19 Le Linee Guida della Fase 2 (17.5.2020)

ANCI

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 maggio 2020

Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori …

Ordinanza Ministeriale 16 maggio 2020, AOOGABMI 10

Esami di Stato nel secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020

Decreto-Legge 16 maggio 2020, n. 33

Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19

Nota 16 maggio 2020, AOOGABMI 35

Ordinanze ministeriali relative agli esami di Stato per l’a.s. 2019/2020

Ordinanza Ministeriale 16 maggio 2020, AOOGABMI 9

Esami di Stato nel primo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020

Ordinanza Ministeriale 16 maggio 2020, AOOGABMI 11

Valutazione finale degli alunni per l’anno scolastico 2019/2020 e prime disposizioni per il recupero degli apprendimenti

Linee guida (15.5.2020)

Gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza COVID-19

Documento tecnico CTS (15.5.2020)

Rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame di stato nella scuola secondaria di secondo grado

Linee di Indirizzo CRP 15 maggio 2020

Nuovo coronavirus SARS-CoV-2 – Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative

Nota 15 maggio 2020, AOODGOSV 7626

Spostamento del Seminario residenziale di formazione 14-15-16 settembre 2020 “L’insegnamento della Fisica e delle Scienze in una prospettiva sistematica, storica e critica”– Foligno (PG) – e annullamento …

Nota 15 maggio 2020, AOODPIT 682

Proseguimento lavoro agile. DPCM del 26 aprile 2020. Istituzioni scolastiche ed educative

Comunicato INAIL 15 maggio 2020

L’infortunio sul lavoro per Covid-19 non è collegato alla responsabilità penale e civile del datore di lavoro

Ordinanza Ministeriale 14 maggio 2020, AOOGABMI 8

Esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della libera professione di Perito Industriale e di Perito Industriale Laureato

Ordinanza Ministeriale 14 maggio 2020, AOOGABMI 7

Esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della libera professione di Perito Agrario e di Perito Agrario Laureato

Ordinanza Ministeriale 14 maggio 2020, AOOGABMI 6

Esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della libera professione di Geometra e di Geometra Laureato

Decreto Ministeriale 14 maggio 2020, AOOGABMI 3

Incarichi di livello dirigenziale non generale con funzioni tecnico ispettive

Ordinanza Ministeriale 14 maggio 2020, AOOGABMI 5

Esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della libera professione di Agrotecnico e di Agrotecnico Laureato

Smart Class per i CPIA: pubblicate le graduatorie

Prot. 11057 del 14 maggio 2020

Parere CSPI 13 maggio 2020

Ordinanza concernente le “Modalità di espletamento dell’esame di stato conclusivo del primo ciclo di istruzione per l’a.s. 2019/20”, in attuazione dell’art. 1, comma 1 e comma 4, lettera b), …

Parere CSPI 13 maggio 2020

Ordinanza concernente la “Valutazione finale degli alunni per l’anno scolastico 2019/2020 e prime disposizioni per il recupero degli apprendimenti”, in attuazione dell’art. 1, comma 1 e comma 4, …

Delibera ANAC 13 maggio 2020, n. 421

Richiesta di parere in merito all’applicazione del principio di rotazione ai contratti aventi ad oggetto il servizio di protezione dei dati personali (DPO)

Nota 13 maggio 2020, AOODPIT 667

Sistema 0-6. Orientamenti pedagogici sui Legami educativi a Distanza

Parere CSPI 13 maggio 2020

Ordinanza concernente le “Modalità di espletamento dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020”, in attuazione dell’art. 1, comma 1 e comma …

Nota 12 maggio 2020, AOODGSIP 1525

17 maggio – Giornata internazionale contro l’omofobia

Convenzione MI – CRI (12.5.2020)

Supporto delle istituzioni scolastiche per lo svolgimento degli Esami di Stato

Nota 12 maggio 2020, AOODGSIP 1522

Progetti del Ministero dell’Istruzione in collaborazione con il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati. Proroghe bandi a.s. 2019-2020 e nuovi bandi di concorso per l’a.s 2020/21

Smart Class: Manuale Operativo di Gestione (MOG)

Pubblicazione del 11 maggio 2020

Nota 8 maggio 2020, AOODGCASIS 1125

Chiarimenti adesione alla Piattaforma PagoPA e scadenza del termine di cui all’art. 65, comma 2, del D.lgs n. 217/2017

Nota 8 maggio 2020, AOODGRUF 11801

Evoluzione del servizio di assistenza e consulenza su tematiche amministrativo- contabili “Help Desk Amministrativo Contabile” (HDAC) – Abilitazione delle funzioni di visualizzazione ai Revisori …

Avviso per la realizzazione di smart class per Centri provinciali per l’istruzione degli adulti

Prot. 10478 del 06 maggio 2020

Avviso pubblico per la realizzazione di smart class per le scuole del primo ciclo. Autorizzazione progetti

Autorizzazione del 04 maggio 2020

Nota 4 maggio 2020, AOODGOSV 6896

Istruzione degli adulti e apprendimento permanente. Trasmissione Nota m_dg.DGMC. prot. n° 0021510 del 28 aprile 2020 – Attività scolastiche negli Istituti Penali per i Minorenni.

Nota 1 maggio 2020, AOODPIT 622

Proseguimento lavoro agile. DPCM del 26 aprile 2020. Istituzioni scolastiche ed educative

Rubriche

in Bacheca della Didattica

Fine anno scolastico

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Si tratta di comprendere…

di Maria Grazia Carnazzola

Ricordando don Milani

di Peppe Sini

Presenza e distanza

di Gabriele Boselli

La Scuola raddoppia

di Luca Gervasutti

Sulle persistenti criticità del Bonus premiale

di Francesco G. Nuzzaci

Una nuova didattica per la Cartografia

di Emilia Sarno* e Lucia Fischetti

La valutazione nella Scuola secondaria di secondo grado (OM 11/2020)

di Maurizio Danza

La mia didattica laboratoriale

di Patricia Tozzi

Il tradimento del preside

di Sergio Maistrello

Una didattica in modalità a distanza

di Maria Carmela Barresi

I discorsi di Nonna Monella

di Antonietta Cataldi

Didattica per competenze ai tempi del Covid-19

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Babbuini videodipendenti o macachi replicanti?

di Luigi Manfrecola

Se le libertà…

di Carlo Ruta

Relazioni sindacali e DaD

di Francesco G. Nuzzaci

Teatro a scuola vs Coronavirus: non arrendersi ma

di Cecilia Moreschi

Una nuova Scuola dopo la pandemia

di Vincenzo Esposito e Mariacarmela Esposito

La DaD nella Scuola Primaria al tempo del COVID-19

di Valerio Ferro Allodola

A settembre classe divisa ma unita

di Giuseppe Adernò

Ripartenza della scuola e uso delle tecnologie

di Antonio Calvani

Innovazione. Didattica. Valutazione

di Stefano Stefanel

Le radici e le ali

di Maria Grazia Carnazzola

in Concorsi

Concorsi Insegnamento 2020

Concorso straordinario docenti: rinviati i termini per le istanze di partecipazione

in Europ@ Fondi Strutturali di Fabio Navanteri


in Esami

Esami di Stato e Scrutini A.S. 2019/2020

Esami di Stato II ciclo: Commissioni

Il 6 maggio è il termine ultimo per la trasmissione delle schede di partecipazione dei Presidenti



in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

Educazione è salute

Manifesto dei principi e dei diritti dei bambini in ospedale

FAQ Handicap e Scuola – 65

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

Tutti Pazzi Per Paolo

Un progetto educativo di cinema partecipato realizzato da un insegnante di sostegno di Torino

Lettera e raccomandazioni della Ministra

di Giuseppe Adernò

in LRE di Paolo Manzelli

LA FORZA NUCLEARE DEBOLE E LA QUANTIZZAZIONE DELL’ATOMO

di Paolo Manzelli

IL DILEMMA EPIGENETICO

di Paolo Manzelli

in Recensioni

S. Naspini, I Cariolanti

di Antonio Stanca

C. Ruta, I giorni della peste

di Pino Blasone

S. Coluccelli, Il metodo Montessori nei contesti multiculturali

Esperienze e buone pratiche dalla scuola dell’infanzia all’età adulta

E. Ianniello, La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin

di Antonio Stanca

M. Corona, I misteri della montagna

di Antonio Stanca

in Riforme On Line di Giancarlo Cerini

La scialuppa della DAD

di Marco Macciantelli

in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

La scialuppa della DAD

di Marco Macciantelli

La DaD nella Scuola Primaria al tempo del COVID-19

di Valerio Ferro Allodola

Ripartenza della scuola e uso delle tecnologie

di Antonio Calvani

Innovazione. Didattica. Valutazione

di Stefano Stefanel

in Statististiche

Abitudini e scuola ai tempi del Covid-19

INDAGINE TELEFONO AZZURRO E DOXA

Rapporto “Scuole aperte, società protetta”

Politecnico di Torino

Esiti degli scrutini del secondo ciclo di istruzione – A.S. 2018/2019

MI – Ufficio Gestione Patrimonio Informativo e Statistica

in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Nihil sub sole novum!

di Maurizio Tiriticco

Giorgia… Resiste!

di Maurizio Tiriticco

La mia didattica laboratoriale

di Patricia Tozzi

Dedicato a Silvia

di Maurizio Tiriticco

L’eroina del giorno

di Maurizio Tiriticco

Apprendere a distanza: un’opportunità

di Maurizio Tiriticco

Un curricolo per la competenza linguistica

di Maurizio Tiriticco

Rassegne a cura di Fabio Navanteri

Stampa

Sindacato

Gazzetta Ufficiale

Scuola: Sos presidi, ‘impossibile aprire in sicurezza’

da AGENZIA ANSA

Impossibile riaprire in sicurezza. Questo l’allarme dei presidi per settembre che chiedono, per un’agevole ripresa del prossimo anno scolastico, “risorse certe, libertà di gestione e responsabilità sostenibili”. Dopo i dubbi espressi, sempre sul tema sicurezza, circa l’esame di maturità “in presenza” l’associazione dei dirigenti scolastici torna a farsi sentire. Per il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli, “è necessario che l’Amministrazione centrale risolva con urgenza alcuni annosi problemi, resi più evidenti dallo stress-test causato dalla pandemia”.

Problemi che sono riconducibili soprattutto all’edilizia scolastica, con edifici troppo spesso inadeguati e sottodimensionati rispetti alla reale popolazione scolastica con classi di circa 30 alunni, alla rimodulazione degli orari della didattica e alla autonomia dei singoli istituti con una necessaria sburocratizzazione. Giannelli sottolinea inoltre le “pressoché inapplicabili disposizioni sul distanziamento nei momenti ricreativi e la forte interferenza con la didattica del pasto consumato in aula”, deciso in quei casi dove il servizio di refezione non può essere più garantito per le disposizioni anti Covid. A preoccupare i presidi sono le norme di sicurezza, la possibilità delle mini lezioni di 40 minuti (necessarie per permettere la piena ripresa didattica a scaglioni) che richiederebbero una rivoluzione degli orari e l’attuale responsabilità penale in materia infortunistica, che li vedrebbe facile bersaglio nell’eventualità di casi di positività negli istituti.

“Deve essere tempestivamente formulato un protocollo di sicurezza che delinei con precisione le misure da adottare, in modo da limitare il margine valutativo delle singole realtà scolastiche e garantire al massimo l’incolumità di tutti -spiega Giannelli- va sostenuta l’autonomia delle singole scuole attraverso un cospicuo adeguamento delle risorse economiche e soprattutto di quelle umane, con una tempestiva attuazione di quanto disposto in materia di edilizia scolastica nonché una profonda rimodulazione dei quadri orari”.

Inoltre “è necessario sburocratizzare e snellire l’azione dei dirigenti scolastici, eliminando qualsiasi sovrapposizione di competenza con gli organi collegiali in materia di gestione delle risorse umane, economiche e strumentali -prosegue il presidente dell’Anp- assicurare l’assunzione a settembre dei dirigenti amministrativi vincitori di concorso; e da ultimo rivedere la responsabilità penale datoriale in materia infortunistica, come da noi più volte richiesto, per renderla equa e sostenibile”. La ministra Azzolina ha più volte ribadito che la riapertura delle aule a settembre e la ripresa dell’attività didattica in presenza “sono un obiettivo condiviso da tutto il governo” precisando che in vista di settembre verranno fornite a tutte le scuole precise indicazioni operative, flessibili rispetto alle caratteristiche di ciascuna istituzione scolastica. Per la sicurezza il governo ha messo a disposizione 331 milioni per la ripartenza della scuola a settembre e 39 milioni per far svolgere gli esami di maturità in presenza: le scuole potranno acquistare mascherine, guanti, gel ma anche piattaforme e strumenti digitali di supporto al recupero delle difficoltà di apprendimento, pure per la didattica a distanza e biglietti per visite guidate virtuali.

Maturità 2020, docenti lavoratori fragili possono partecipare in videoconferenza. Chiarimenti Ministero

da Orizzontescuola

di redazione

Maturità 2020: chiarimenti Ministero sui “lavoratori fragili” e la loro partecipazione allo svolgimento degli esami anno scolastico 2019/20.

Con nota del 28 maggio 2020 il Ministero afferma

Il dirigente scolastico, sulla base delle documentazioni mediche prodotte dagli interessati, identifica i docenti che, in quanto “lavoratori fragili”, per come individuati ai sensi del paragrafo “Misure specifiche per i lavoratori” del Documento tecnico sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame di Stato nella scuola secondaria di secondo grado”, debbono poter utilizzare la modalità di cui all’articolo 26, comma 1, lett. c).

Individuazione dei lavoratori fragili

In questi giorni i Dirigenti Scolastici stanno predisponendo gli adempimenti attraverso i quali i docenti possono dichiarare il loro status di lavoratori fragili.

Tale elenco dovrà essere trasmesso al Presidente di Commissione.

Tali lavoratori – come indicato nella nota del 28 maggio, “debbono poter utilizzare la modalità di cui all’articolo 26, comma 1, lett. c), cioè

“nei casi in cui uno o più commissari d’esame siano impossibilitati a seguire i lavori in presenza, inclusa la prova d’esame, in conseguenza di specifiche disposizioni sanitarie connesse all’emergenza epidemiologica, il presidente dispone la partecipazione degli interessati in videoconferenza o altra modalità telematica sincrona”

Lo status di lavoratore fragile

Chi è il lavoratore fragile?

Nell’intesa sottoscritta tra Ministero e sindacati si legge  che il ministero si impegna a “dare indicazioni puntuali alle istituzioni scolastiche e agli UUSSRR per le rispettive competenze, secondo quanto previsto dal Documento tecnico scientifico, circa le modalità di esonero dall’esame in presenza per tutto il personale in situazione di fragilità in relazione alla possibilità di contagio per le categorie fragili e con fattori a rischio”

Nel documento tecnico per lo  svolgimento degli Esami di Stato in riferimento all’adozione di misure specifiche per i lavoratori nell’ottica del contenimento del contagio da SARS-CoV-2 e di tutela dei lavoratori “fragili”, si legge che sarà attivata quella che viene chiamata la “sorveglianza sanitaria eccezionale” contenuta all’articolo 88 del Decreto Rilancio.

Nell’articolo in questione si fa riferimento ai lavoratori “maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità.”

L’individuazione dei lavoratori “fragili” potrà essere effettuata anche dal medico di base, qualora non sia possibile ricorrere al medico competente o ai servizi ASL.

Il lavoratore fragile non deve necessariamente presentare sintomi contingenti ma è importante che si tuteli perché potrebbe essere più suscettibile rispetto ad altre categorie all’infezione da Covid 19.

Scuole italiane all’Estero: mobilità d’ufficio e tra scuole. Nota

da Orizzontescuola

di redazione

Il MAECI ha reso pubbliche le istruzioni relative alle procedure per i trasferimenti d’ufficio e i trasferimenti volontari nelle Scuole Europee.

Trasferimento d’ufficio

Sarà inviata formale comunicazione agli interessati, per il tramite delle Ambasciate e degli Uffici consolari competenti.
La dichiarazione di accettazione e/o di rinuncia del trasferimento dovrà essere redatta compilando il modello di cui all’Allegato A della circolare n. 5, da inviare via pec all’indirizzo di posta certificata dgsp.05@cert.esteri.it – avendo cura di mettere in copia gli Uffici diplomatici di riferimento per opportuna conoscenza – entro tre giorni dalla notifica del trasferimento d’ufficio.
Il mancato invio dell’accettazione e/o della rinuncia equivarrà a rinuncia, con conseguente restituzione ai ruoli metropolitani.

Successivamente, l’Ufficio V procederà alla pubblicazione dei trasferimenti d’ufficio sulla pagina web relativa alla sezione “Scuole italiane all’estero” del sito internet ministerialehttp://www.esteri.it/mae/it/politica_estera/cultura/scuoleitalianeallestero/personalescolastico , alla
voce relativa ai trasferimenti, dandone comunicazione all’interessato/a.

Trasferimenti a domanda nelle Scuole Europee

Le domande di trasferimento relative al personale in servizio presso le Scuole Europee dovranno essere redatte compilando il modello di cui all’Allegato B della Circolare n. 5. Una volta compilata, la domanda di trasferimento dovrà essere trasmessa via pec entro cinque giorni lavorativi, dalla data di pubblicazione del testo della presente comunicazione, all’indirizzo di posta certificata dell’Ufficio ( dgsp.05@cert.esteri.it ) avendo cura di mettere in copia la direzione della Scuola Europea di riferimento per opportuna conoscenza. E’ consentita la revoca della domanda di trasferimento entro i medesimi termini.

Una volta ricevute le domande ed i pareri degli Ispettori nazionali, l’Ufficio V potrà procedere all’autorizzazione dei trasferimenti, redigendo graduatorie, distinte per codice funzione, relative al personale in servizio presso le Scuole Europee.

Le graduatorie saranno redatte sulla base dei criteri e dei punteggi indicati nell’Allegato 1 della presente comunicazione, per poi essere pubblicate sulla pagina web relativa alla sezione “Scuole italiane all’estero” del sito internet ministeriale http://www.esteri.it/mae/it/politica_estera/cultura/scuoleitalianeallestero/personalescolastico , alla voce relativa ai Trasferimenti.

Entro 3 giorni (festivi inclusi) dalla pubblicazione, chi ha presentato domanda di trasferimento potrà avanzare reclamo motivato all’Ufficio V, utilizzando l’indirizzo di posta certificata dgsp.05@cert.esteri.it. D

Al termine dell’esame dei ricorsi, l’Ufficio V redigerà graduatorie definitive, contenenti l’indicazione della sede assegnata a ciascun docente. Le graduatorie saranno pubblicate sulla pagina web relativa alla sezione “Scuole italiane all’estero” del sito internet ministeriale http://www.esteri.it/mae/it/politica_estera/cultura/scuoleitalianeallestero/personalescolastico , alla voce relativa ai trasferimenti; contestualmente, tali graduatorie saranno trasmesse alla Rappresentanza Permanente presso l’Unione Europea.

Nota Mobilità Maeci

tabella di valutazione mobilità MAECI

I-POSTI-VACANTI-NELLE-SCUOLE-EUROPEE

Graduatorie di istituto seconda e terza fascia, si sceglieranno venti scuole per le supplenze “brevi”

da Orizzontescuola

di redazione

Graduatorie di istituto: si va verso l’aggiornamento e la riapertura della II e III fascia, valido per gli anni scolastici 2020/21 e 2021/22.

Le graduatorie di istituto saranno trasformate in provinciali

Il passaggio avverrà con una ordinanza del Ministro. L’ordinanza sarà trasmessa al CSPI, che avrà 7 giorni di tempo per il prescritto parere non vincolante

Il testo sarà sottoposto anche al vaglio della Corte dei conti, che esprimerà il proprio parere nel giro di qualche giorno, rispetto ai trenta canonici.

N.B. l’iter potrà essere avviato dopo l’approvazione definitiva del Decreto Scuola, prevista entro il 7 giugno.

Cosa significa graduatorie di istituto provinciali

La trasformazione delle graduatorie di istituto in graduatorie provinciali era stata disposta dall’articolo 1-quater del decreto 126/2019, che modifica la legge n. 124/1999, prevedendo:

  • la costituzione di specifiche graduatorie provinciali distinte per posto e classe di concorso;
  • la costituzione di una specifica graduatoria provinciale per i soggetti in possesso del titolo di specializzazione sul sostegno

I posti al 30 giugno e 31 agosto saranno assegnati dopo la convocazione, da parte degli Uffici Scolastici, dei docenti delle graduatorie ad esaurimento.

Per i posti al 30 giugno e 31 agosto nella domanda il docente sceglie l’intera provincia

Venti scuole per le supplenze brevi e saltuarie

I docenti potranno scegliere, nella stessa provincia di inserimento,  fino a 20 scuole per coprire le supplenze brevi e saltuarie.

Si tratta di quelle supplenze che servono per sostituire i docenti in malattia, gravidanza, aspettativa breve, ossia quelle situazioni contingenti che non è possibile prevedere ad inizio anno scolastico.

Il contratto per supplenza temporanea può avere come durata massima fino all’ultimo giorno di lezione (data di solito  diversa in ciascuna regione).

Le supplenze temporanee saranno assegnate dai Dirigenti Scolastici, che scorreranno gli elenchi a disposizione.

Non è possibile prevedere a priori in quali scuole ci saranno queste supplenze, in quanto sono determinate da circostanze non prevedibili a priori, come ad es. la malattia.

Pertanto spesso, soprattutto in grandi province  si scelgono le scuole che è più facile raggiungere, o comunque si sceglie in base a valutazioni personali.

N.B. Le scuole sono max 20 indipendentemente dal numero di classi di concorso per le quali si è iscritti in seconda e/o terza fascia.

Chi è iscritto in più classi di concorso ha comunque a disposizione max venti scelte, esattamente come chi si iscrive per una sola classe di concorso.

Va però precisato che quando si sceglie una scuola si partecipa per tutte le proprie classi di concorso presenti in quella scuola.

Inoltre, è possibile scegliere anche scuole in cui la propria classe di concorso non è presente (ai fini delle supplenze su sostegno senza titolo).

Titoli di accesso a seconda e terza fascia

Il titolo di accesso alla II fascia è l’abilitazione all’insegnamento per la classe di concorso richiesta.

Il titolo di accesso alla III fascia è laurea (con gli eventuali CFU richiesti per l’accesso alla classe di concorso + 24 CFU in discipline psicopedagogiche e metodologie didattiche di cui al DM 616/2017). per gli ITP vedi Graduatorie di istituto, concorso ordinario, TFA sostegno: ITP devono avere i 24 CFU?

Docenti di sostegno a domicilio, per studenti impossibilitati a frequentare. Approvato nel Decreto scuola

da Orizzontescuola

di redazione

Tra gli emendamenti che sono stati accolti e che adesso fanno parte del testo del Decreto scuola che è stato presentato alla Camera dopo l’approvazione da parte del Senato.

Nel testo è stato inserito l’articolo 7 quater, nel quale si legge: 7-quater.

Fino al termine dell’anno scolastico 2020/2021, nell’ambito delle azioni individuate dalle istituzioni scolastiche, in collaborazione con l’ufficio scolastico regionale, gli enti locali e le aziende sanitarie locali, per garantire il diritto all’istruzione alle bambine e ai bambini, alle alunne e agli alunni, alle studentesse e agli studenti per i quali sia accertata l’impossibilità della frequenza scolastica di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, l’attività di istruzione domiciliare in presenza può essere programmata in riferimento a quanto previsto dal piano educativo individualizzato, presso il domicilio dell’alunno, qualora le famiglie ne facciano richiesta e ricorrano condizioni di contesto idonee a contemperare il diritto all’istruzione dell’alunno in istruzione domiciliare con l’impiego del personale già in servizio presso l’istituzione scolastica, anche nel rispetto delle misure idonee a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, nelle more dell’emanazione del decreto ministeriale di cui all’articolo 16, comma 2-bis, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, assicurando tutte le prescrizioni previste dalle disposizioni in materia di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID19.

Niente classe con 18 alunni, ma si fa con 34: la protesta cresce. Ascani (Pd): meno studenti, stesso organico

da La Tecnica della Scuola

Rimane decisamente tiepida la risposta del Governo e del ministero dell’Istruzione alla necessità di formare delle classi numericamente ridotte in vista del ritorno in classe a settembre, così da garantire il distanziamento. Tra coloro che stanno protestando con maggiore veemenza figurano i sindacati e i politici all’opposizione. Ma anche deputati e senatori della stessa maggioranza che, anche su spinte del proprio territorio, chiedono chiarimenti a chi gestisce l’Istruzione in Italia.

Dagli uffici scolastici niente “sconti”, anzi…

Soprattutto perché, come abbiamo già rilevato, ci sono alcuni dirigenti degli Ust che si stanno addirittura mostrando più rigidi che in passato. Non considerando, almeno per ora, l’emergenza Covid-19.

Ad oggi, si applica, ad esempio, l’indicazione del ministero di non formare alle superiori classi intermedie con meno di 22 studenti.

Poi ci sono le norme sulle formazioni di classi iniziali, i cui parametri minimi vengono considerati dei vincoli indispensabili: 18 alunni all’infanzia, 15 alla primaria, 18 alle medie e 27 alle superiori. Solo in presenza di alunni disabili si possono ridurre.

Ci sarebbero anche i “tetti”: 29 allievi all’infanzia, 27 alla primaria, 28 alle medie e 30 alle superiori. E su questi, invece, l’amministrazione applica diverse eccezioni. Come a Roma, dove l’Ufficio scolastico ha fuso due classi intermedie dello stesso anno, rispettivamente da 18 e 16 alunni ciascuna, creandone una sola da 34 studenti.

Le Marche non ci stanno

Il 15 maggio l’assessore regionale delle Marche, Loretta Bravi, ha fatto sapere di avere scritto alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per denunciare le criticità nella formazione delle classi in diverse province.

Al liceo Scientifico Luciano Laurana di Urbino, ha scritto Bravi, vi sarebbe l’intenzione di formare una classe con “32 ragazzi, tra cui un portatore di handicap”. E il “Liceo classico, della stessa città, rischia di avere una prima con 33 alunni e dunque studenti da reindirizzare”.

Nei giorni seguenti è scoppiato il caso del liceo Classico di Montalto, dove non è stata formata una classe perché gli alunni erano solo 18.

La sottosegretaria Morani: garantire il distanziamento

Alessia Morani, sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo economico, si è rivolta direttamente alla collega di governo Anna Ascani, vice-ministra all’Istruzione, appellandosi alla “sua sensibilità nei confronti dei nostri territori”.

“Non c’è solo il caso del Liceo di Montalto – ha detto Morani -. Nelle Marche ci sono criticità in tutte e cinque le province: ci sono classi con più di 24 ragazzi in presenza di alunni con disabilità; c’è la necessità di mantenere o formare classi nelle zone montane nel rispetto dei parametri di legge anche al fine di contrastare la dispersione scolastica; c’è bisogno di sdoppiare classi con 28/31 alunni, anche alla luce delle misure per il distanziamento sociale“.

Il contagio da Coronavirus ha aggravato disagi che già erano derivanti dal post-terremoto: nelle zone del cratere occorre mantenere o formare classi anche in presenza di un numero esiguo di alunni. “I un territorio già gravemente colpito dal sisma – ha detto Morani – è necessario avere classi a tempo pieno al fine consentire alle famiglie di poter lavorare, anche alla luce della grave situazione economica causata dall’emergenza sanitaria. Sono certa che la vice ministra Ascani raccoglierà questo appello”.

Ascani (Pd): garantiremo alle scuole ciò di cui hanno bisogno

Immediata è giunta la risposta dell’esponente dem: “Stiamo lavorando – ha replicato Ascani – per un regolare avvio dell’anno scolastico su tutto il territorio nazionale, consapevoli del fatto che la ripartenza a settembre sarà più complicata del solito. Ma il nostro obiettivo è non lasciare indietro nessuno e per questo saranno valutate le situazioni che riguardano i singoli contesti. Questo vale anche per le Marche, una Regione che è stata messa a dura prova dai terremoti degli scorsi anni: siamo impegnati a garantire agli istituti scolastici tutte le risorse professionali, e non solo, di cui hanno bisogno, per assicurare a ogni alunno il diritto allo studio e la migliore formazione possibile”.

Basterà il mantenimento dell’organico?

La vice-ministra all’Istruzione ha tenuto a dire che l’amministrazione è riuscita “a ottenere invariata la dotazione in organico (dei docenti ndr) dello scorso anno, nonostante il calo degli studenti, anche in considerazione della situazione contingente del nuovo anno scolastico, che partirà condizionato dalle misure di sicurezza che dovremo prendere per convivere con il virus”.

Ascani ha ricordato che “c’è stato, nella scorsa legge di bilancio, uno spostamento di una piccola quota di posti comuni in fatto ai posti di diritto del sostegno, ma proprio in sede di organico di fatto, così come avviene ogni anno, potranno essere rivalutate le situazioni puntuali, considerando anche le risorse aggiuntive che il governo ha stanziato nel Decreto Rilancio proprio in vista della ripartenza”.

Rientro a settembre con organici fermi e aule piccole, per Giannelli (Anp) sarà ‘mission impossible’

da La Tecnica della Scuola

Le indicazioni del Comitato tecnico scientifico sul rientro in classe a settembre lasciano troppe responsabilità in capo ai capi d’istituto e soprattutto risultano impraticabili: a sostenerlo sono i dirigenti scolastici, che temono di essere lasciati soli a gestire una situazione complessa e insita di rischi.

Giannelli: gli esperti “non danno soluzioni”

Non le manda a dire Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, secondo il quale il documento inviato dal Comitato tecnico scientifico al dicastero dell’Istruzione “non offre soluzioni, compie riflessioni anche utili”, ma ne rimanda l’attuazione “ai dirigenti scolastici: dobbiamo valutare bene lo studio del Cts ma non vorrei che fare il preside diventasse una sorta di mission impossible“.

Parlando con l’agenzia Ansa, il sindacalista dei presidi sostiene che con il documento gli esperti chiedono “di far quadrare un cerchio che nessuno riesce a far quadrare ma non danno soluzioni”.

Nei grandi centri servono spazi e docenti

Secondo Giannelli, “le realtà in Italia sono molto diversificate: mentre nelle grandi città è forte l’affollamento nelle scuole, nei piccoli centri le scuole sono spesso vuote, in cui si poteva tornare anche ora in classe”.

Secondo il leader dell’Anp, nelle grandi città i dirigenti scolastici avrebbero bisogno di poter disporre di molte aule, di superfici, di altri docenti per poter costituire un numero maggiore di classi: “ma se organici e le classi sono quelle che sono, gli edifici sono vecchi, molto poco flessibili e a volte non a norma, come fa un dirigente scolastico?”.

Giannelli sostiene che “all’estero è diverso, ci sono molti spazi. La realtà è che in Italia da decenni non si investe nell’edilizia scolastica, non si costruiscono nuove scuole e non si riesce in tempo reale ad adeguare le scuole ai flussi di studenti”.

Basta ricordare che secondo un recente studio nazionale, solo per mettere a norma il patrimonio edilizio scolastico esistente in Italia servirebbero 200 miliardi.

La pandemia ha reso evidenti i problemi

Poche ore dopo, dal sito internet, il sindacato Anp torna a “denunciare l’impossibilità per i dirigenti scolastici di gestire in sicurezza la riapertura delle scuole senza che siano prima attuati degli adeguati (e permanenti) interventi di sistema”.

“Sl di là di singoli aspetti critici – le pressoché inapplicabili disposizioni sul distanziamento nei momenti ricreativi, la forte interferenza con la didattica del pasto consumato in aula e altro ancora – è necessario che l’Amministrazione centrale risolva con urgenza alcuni annosi problemi, resi più evidenti dallo stress-test causato dalla pandemia”.

Bisogna sapere cosa fare

A fronte di ciò, avverte l’Anp, non è possibile impartire indicazioni generiche, che poi ognuno applicherà come meglio crede.

Per il primo sindacato dei presidi “deve essere tempestivamente formulato un protocollo di sicurezza che delinei con precisione le misure da adottare, in modo da limitare il margine valutativo delle singole realtà scolastiche e garantire al massimo l’incolumità di tutti; va sostenuta l’autonomia delle singole scuole attraverso un cospicuo adeguamento delle risorse economiche (apprezzabili ma non sufficienti quelle previste dall’articolo 231 del DL 34/2020) e soprattutto di quelle umane, con una tempestiva attuazione di quanto disposto dall’articolo 232 dello stesso DL 34 in materia di edilizia scolastica nonché una profonda rimodulazione dei quadri orari”.

Anp chiede di “sburocratizzare e snellire l’azione dei dirigenti scolastici, eliminando qualsiasi sovrapposizione di competenza con gli organi collegiali in materia di gestione delle risorse umane, economiche e strumentali; assicurare l’assunzione a settembre dei Dsga vincitori di concorso; e da ultimo rivedere la responsabilità penale datoriale in materia infortunistica, come da noi più volte richiesto, per renderla equa e sostenibile”.

Sciopero 8 giugno: problemi in vista, potrebbero esserci rilievi della Commissione di Garanzia

da La Tecnica della Scuola

E’ un po’ strano lo sciopero proclamato dai sindacati del comparto per il giorno 8 giugno.
Lo sciopero, mal digerito dal Ministero,  non risulta registrato nel sito della Commissione di Garanzia, almeno per il momento, e per di più non sembra che siano stati rispettati i tempi della proclamazione (15 giorni prima).
L’altro problema riguarda le regole della “rarefazione oggettiva” che prevedono che tra uno sciopero e un altro debba intercorrere una pausa di almeno 7 giorni.
Pausa che, in questo caso, non è affatto rispettata dal momento che c’è già uno sciopero regolarmente annunciato dal piccolo sindacato di base Adl (Associazione diritti lavoratori) Cobas per l’intera giornata del 5 giugno.
Tanto che, se la Commissione di Garanzia, dovesse fare rilievi i sindacati del comparto potrebbero anche decidere di confluire sullo sciopero del 5.

Un altro problema riguarda l’astensione dall’attività lavorativa.
Le regole attuali prescrivono che debba essere l’Amministrazione scolastica a rilevare le presenze e le assenze in occasione dello sciopero.
Cosa succederà dunque il giorno 8 (o il 5 se lo sciopero dovesse essere anticipato)?
Le segreterie scolastiche interpelleranno telefonicamente tutto il personale per sapere chi sta lavorando e chi no?
Il problema non è del tutto teorico, anche perché per chi si dichiarerà in sciopero scatterà la trattenuta della giornata lavorativa.
Insomma, gestire l’intera operazione non sarà semplice.
E i tempi sono stretti, in considerazione anche del lungo “ponte” che determinerà la sospensione di molte attività fino a martedì 2 compreso.

Maturità 2020, assegnate le risorse alle scuole per l’acquisto di mascherine e gel

da La Tecnica della Scuola

Il D.L. Rilancio (D.L. 19 maggio 2020, n. 34) all’art. 231 ha previsto “Misure per sicurezza e protezione nelle istituzioni scolastiche statali e per lo svolgimento in condizioni di sicurezza dell’anno scolastico 2020/2021”.

In particolare, l’art. 231, comma 1, del D.L. 34/2020, ha stanziato 331 milioni di euro per il 2020, con l’obiettivo di sostenere la ripresa dell’attività didattica per il nuovo anno scolastico, consentendo alle istituzioni scolastiche di adottare le necessarie misure di sicurezza per garantire il distanziamento fra gli studenti, la dotazione di materiale igienico-sanitario, l’adeguatezza degli spazi fisici e per sostenere lo sviluppo di modalità didattiche innovative.

L’art. 231, comma 7, del D.L. 34/2020, ha stanziato invece 39,23 milioni di euro per il 2020, al fine di garantire il corretto svolgimento degli esami di Stato per l’anno scolastico 2019/2020, assicurando la pulizia degli ambienti scolastici secondo gli standard previsti dalla normativa vigente e la possibilità di utilizzare, ove necessario, dispositivi di protezione individuale da parte degli studenti e del personale scolastico durante le attività in presenza.

Con una nota di ben 34 pagine il Ministero ha fornito le prime indicazioni operative, sia relativamente alle risorse comunicate alle scuole per il rientro a settembre per l’opportuna pianificazione (saranno assegnate in un secondo tempo, secondo i tempi tecnici necessari), sia in merito ai fondi per lo svolgimento in sicurezza degli esami (questi saranno già assegnati).

Le risorse per la Maturità

Con riferimento, in particolare, agli esami, le risorse sono destinate all’acquisto di tutti i beni e servizi necessari a garantirne il regolare svolgimento in presenza, assicurando la tutela della salute e della sicurezza sia degli studenti che del personale scolastico, in applicazione delle linee guida di sistema, organizzative e di prevenzione per il contenimento del contagio da Covid-19, definite nel “Documento tecnico sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame di stato nella scuola secondaria di secondo grado”, approvato dal Comitato Tecnico Scientifico il 15 maggio 2020 e recepito, in data 19 maggio 2020, dal Protocollo d’Intesa “Linee operative per garantire il regolare svolgimento degli esami conclusivi di Stato 2019/2020”, siglato con le OO.SS. del Comparto Istruzione e ricerca e dell’area dirigenziale.

Per assicurare a ciascuna scuola statale e paritaria, sede di esame, una dotazione finanziaria congrua per l’acquisto dei materiali e dei servizi necessari (quali, a titolo esemplificativo, dispositivi di protezione individuale, gel disinfettanti e dispenser, acquisto di prodotti e detergenti specifici per l’esecuzione di pulizie approfondite, acquisto di interventi di sanificazione), la quantificazione è stata effettuata in base ai seguenti criteri:

  • numero di studenti e di unità di personale coinvolti nelle operazioni di svolgimento dell’Esame di Stato;
  • numero di plessi in cui si articola l’istituzione scolastica.

Resta inteso che ciascuna istituzione scolastica autonoma, sulla base delle concrete ed effettive esigenze, potrà utilizzare le risorse assegnate per acquistare ogni tipologia di bene e servizio coerente con la finalità prevista dalla norma e secondo i quantitativi ritenuti necessari per garantire l’applicazione delle misure di sicurezza previste dalla normativa vigente durante lo svolgimento degli esami di Stato.

La nota precisa inoltre che, qualora al termine dell’anno scolastico il Fondo delle Istituzioni scolastiche non presenti economie sufficienti al fine di remunerare eventuali attività aggiuntive del personale ausiliario connesse alle attività da svolgere per garantire la pulizia costante degli ambienti scolastici nel rispetto delle misure di sicurezza previste, sarà possibile prevedere per tale finalità, in assenza di altre disponibilità, l’utilizzo di questa risorsa finanziaria, previa attivazione della contrattazione di sede con le OO.SS.

Ritorno in classe, Affinati dice sì alla lezione di 45′: “Così i ragazzi sono più concentrati”

da La Tecnica della Scuola

La riapertura delle scuole si avrà a settembre, ma la polemica politica su quanto sta accadendo nel mondo della scuola non accenna a diminuire. La questione del decreto scuola da una parte, il ritorno in classe dall’altra, sono tante le opinioni a confronto.

Su La Repubblica c’è spazio per la riflessione di Eraldo Affinati sulla lezione da 45′, un format più o meno nuovo nel mondo scolastico: “La ragione di partenza è la necessità di recuperare ore di insegnamento per i docenti che dovranno seguire più classi, divise per il distanziamento sociale. Dentro l’emergenza, però, si possono trovare opportunità per cambiare una scuola invecchiata”.

E poi: “Il livello di attenzione dei nostri adolescenti è calato. Superato il primo quarto d’ora di lezione, la loro concentrazione si abbassa. È un fatto. Oggi il rischio è quello della finzione pedagogica: fai finta di insegnare e i ragazzi fanno finta di ascoltarti. È decisamente meglio avere 40 minuti di un ascolto attivo, piuttosto di un’ora di passività. Certo, anche i quaranta minuti vanno valorizzati”.

Poi Affinati aggiunge: “Bisogna usare di più i laboratori, fisici e mentali, dove bambini e ragazzi possono partecipare senza azioni di sudditanza. Dobbiamo renderli protagonisti. Con trenta ragazzi davanti, uno diverso dall’altro, non puoi organizzare alcun percorso personalizzato. Una classe più stretta e calibrata è più efficace. Servono insegnanti, però, e la questione centrale resta la stessa: le risorse”.

I presidi: il Comitato scientifico non dà indicazioni

da La Tecnica della Scuola

Il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, dice con chiarezza che il documento del Comitato tecnico scientifico relativo al rientro a scuola «non offre soluzioni, compie riflessioni anche utili», ma ne rimanda l’attuazione «ai dirigenti scolastici: dobbiamo valutare bene lo studio del Cts ma non vorrei che fare il preside diventasse una sorta di mission impossible».

Un quadrato che non quadra

E aggiunge: «Si chiede di fa quadrare un cerchio che nessuno riesce a far quadrare, ma non danno soluzioni. Le realtà in Italia sono molto diversificate. Mentre nelle grandi città è forte l’affollamento nelle scuole, nei piccoli centri le scuole sono spesso vuote, in cui si poteva tornare anche ora in classe».

20 alunni per classe in mia ma picchi nelle periferie

La media degli studenti nelle classi italiane è di 20 alunni. In alcune realtà, come nelle grandi città, i dirigenti scolastici avrebbero bisogno di poter disporre di molte aule, di superfici, di altri docenti per poter costituire un numero maggiore di classi «ma se organici e le classi sono quelle che sono, gli edifici sono vecchi, molto poco flessibili e a volte non a norma, come fa un dirigente scolastico? All’estero è diverso, ci sono molti spazi. La realtà è che in Italia da decenni non si investe nell’edilizia scolastica, non si costruiscono nuove scuole e non si riesce in tempo reale ad adeguare le scuole ai flussi di studenti».

Scuole dell’infanzia: potrebbero riaprire fino al 30 giugno per una falla normativa

da Tuttoscuola

Un milione e 400 bambini delle scuole dell’infanzia statali e paritarie potrebbero tornare a scuola nelle due ultime settimane di giugno. Senza considerare i servizi educativi per l’Infanzia (nidi, micro nidi, ecc.) che normalmente funzionano fino al 31 luglio e che accolgono in tempi normali, circa 350 mila bambini fino a tre anni di età.

La notizia è così sorprendente e inverosimile che qualcuno sui social ha pensato che fosse una boutade o una semplice proposta di Tuttoscuola, ‘colpevole’ di averne parlato.

Non si tratta di una proposta estemporanea né tanto meno di una nostra ipotesi.

È soltanto la conseguenza di una falla normativa contenuta nel DPCM 17 maggio scorso che ha previsto che la sospensione delle attività educative e didattiche in presenza cessino il 14 giugno, in modo da consentire lo svolgimento della prova unica della maturità in presenza.

Si è trattato di una specie di ‘libera tutti’ nella presunzione che in tutte le scuole ogni attività didattica risulti cessata con l’ultimo giorno di lezione. Ma non è così.

C’è infatti un settore, la scuola dell’infanzia, che le attività didattiche, come da calendario, le continua a svolgere fino al 30 giugno.

Evidentemente il legislatore è caduto in una svista, presumendo cessate al 14 giugno tutte le attività didattiche, ma ha ignorato un settore non da poco visto che sfiora complessivamente quasi il milione e mezzo di iscritti.

Occorre porvi rimedio prontamente e con un dispositivo normativo che abbia la stessa valenza del DPCM che l’ha involontariamente determinata.

Il conduttore della trasmissione “La città ne parla di RAI3”, in cui era ospite un redattore di Tuttoscuola, alla segnalazione del fatto ha replicato che certamente la svista sarebbe stata corretta, considerato l’impatto che potrebbe produrre.

Crediamo, però, che non basterà una semplice nota o un chiarimento via Facebook: la falla è normativa è va sanata con una norma.

Cosa potrebbe succedere il 15 giugno se anche una minima parte di quel milione e 400 mila famiglie che hanno i figli iscritti nelle scuole dell’infanzia pubbliche si presentassero a scuola pretendendo di lasciarvi i figli perché devono correre al lavoro?

Troppo generiche le indicazioni per la riapertura di settembre

Troppo generiche le indicazioni per la riapertura di settembre: l’ANP chiede chiarezza

È stato di recente diffuso il Documento tecnico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico, approvato il 26 maggio 2020 dal Comitato tecnico scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione civile.

Il Documento si rivolge, da un lato, al Governo, auspicando azioni di sistema che consentano la riapertura delle scuole in sicurezza: dalla rimodulazione del monte ore e dei quadri orari all’adeguamento della dotazione organica, dalle strutture ai servizi disponibili (trasporto, mensa ecc.).

Dall’altro, è indirizzato alle istituzioni scolastiche a cui è affidato in modo alquanto generico il compito di “calare le indicazioni nello specifico contesto di azione” (ordine di scuola, tipologia di utenti, strutture e infrastrutture disponibili, dotazione organica, caratteristiche del territorio, etc.)”.

L’ANP denuncia l’impossibilità, per i Dirigenti Scolastici, di gestire in sicurezza la riapertura delle scuole senza che siano prima attuati degli adeguati (e permanenti) interventi di sistema.

Ci limitiamo a pochi esempi.

  1. Il dirigente dovrebbe garantire il distanziamento fisico interpersonale di almeno un metro all’interno di ogni spazio destinato alle attività didattiche, anche nelle aree di passaggio e di interazione (zona cattedra/lavagna) all’interno dell’aula. Per la scuola dell’infanzia tale distanza dovrebbe essere ancora superiore, ma non ne viene fissato il valore.

Per applicare questa misura occorre ridurre il numero di alunni per classe. Ipotizzando di dimezzarlo, si prospettano due soluzioni:

  1. distribuire gli alunni in due turni, mattutino e pomeridiano; in tal caso, sarebbe necessario raddoppiare l’organico del personale;
  2. distribuire gli alunni in un numero doppio di aule, mantenendo l’orario mattutino; in tal caso, sarebbe necessario duplicare gli spazi (dopo averli reperiti) e, in ogni caso, raddoppiare l’organico.

È opportuno precisare che andrebbe raddoppiato sia il numero dei docenti sia quello dei collaboratori scolastici necessari per la vigilanza sulle aree comuni, dove è più probabile l’assembramento. Non è chiaro, peraltro, quale sia il numero di alunni oltre il quale si crea un “assembramento”.

2.Il dirigente dovrebbe garantire l’igiene ambientale. Per applicare seriamente tale misura occorre rivedere le tabelle che determinano l’organico del personale ATA con particolare riferimento, ancora una volta, ai collaboratori scolastici. Ad oggi, tali tabelle utilizzano come parametro il numero di alunni ma si dovrebbe, invece, parametrarle alla effettiva dimensione delle superfici da pulire. È del tutto evidente, infatti, che il lavoro necessario per igienizzare 100 metri quadri non dipende dal numero di persone che li calpestano ma dal fatto che si tratta di 100 metri quadri!

Se la finalità è quella di garantire il più possibile la didattica in presenza, la misura del distanziamento implica, in definitiva, la moltiplicazione degli organici (di competenza del Ministero) oppure la moltiplicazione degli organici e quella degli spazi (di competenza degli enti locali).

In più, se non si rimoduleranno i quadri orari, la sopravvivenza della DAD sarà comunque inevitabile, con le connesse difficoltà soprattutto per gli alunni più piccoli. A quadro normativo invariato e a risorse esistenti, infatti, i più danneggiati risulteranno proprio loro: si pensi ai bambini dell’infanzia per i quali si richiede un indice di affollamento inferiore rispetto agli altri ordini di scuola e che, di contro, possono avvantaggiarsi meno di altri dell’organico di potenziamento e della conseguente possibilità di sdoppiare le sezioni. Finirebbero, paradossalmente, per divenire i maggiori fruitori della DAD.

Secondo l’ANP, al di là di singoli aspetti critici – le pressoché inapplicabili disposizioni sul distanziamento nei momenti ricreativi, la forte interferenza con la didattica del pasto consumato in aula ecc. – è necessario che l’Amministrazione centrale risolva con urgenza alcuni annosi problemi, resi più evidenti dallo stress-test causato dalla pandemìa:

  • deve essere tempestivamente formulato un protocollo di sicurezza che delinei con precisione le misure da adottare, in modo da limitare il margine valutativo delle singole realtà scolastiche e garantire al massimo l’incolumità di tutti;
  • l’autonomia delle singole scuole necessita di essere sostenuta attraverso un cospicuo adeguamento delle risorse economiche (apprezzabili ma non sufficienti quelle previste dall’articolo 231 del DL 34/2020) e soprattutto di quelle umane, una tempestiva attuazione di quanto disposto dall’articolo 232 dello stesso DL 34 in materia di edilizia scolastica nonché una profonda rimodulazione dei quadri orari;
  • l’azione dei dirigenti scolastici deve essere sburocratizzata e snellita, eliminando qualsiasi sovrapposizione di competenza con gli organi collegiali in materia di gestione delle risorse umane, economiche e strumentali;
  • deve essere assicurata l’assunzione a settembre dei DSGA vincitori di concorso;
  • deve essere rivista la responsabilità penale datoriale in materia infortunistica, come da noi più volte richiesto, per renderla equa e sostenibile.

In sintesi, chiediamo vincoli chiari, risorse certe, libertà di gestione e responsabilità sostenibili.

Un’ultima osservazione, relativa alla tutela dell’incolumità dei dirigenti scolastici che, al pari di tutti gli altri lavoratori, possono risultare “fragili”: stiamo ancora attendendo la rilevazione dello Stress Lavoro-Correlato, più che mai attuale a causa del super-lavoro svolto dai colleghi in questi mesi.

Ingresso a turni e colazioni al sacco Così si tornerà in classe a settembre

da Corriere della sera

Gianna Fregonara

Non si potrà andare a scuola con il raffreddore o la tosse, né se si è avuta la febbre (37,5) nei tre giorni precedenti. Il comitato tecnico scientifico detta le regole per il ritorno in classe a settembre: si tratta di indicazioni, obblighi e consigli che spetterà poi ai presidi mettere in atto nelle loro scuole. La regola principale resta sempre quella dello stare a debita distanza: quella che si impone a scuola è di un metro tra uno studente e l’altro. Distanza in classe, nei corridoi, all’ingresso e all’uscita, ma anche durante la ricreazione che gli esperti del ministero della Salute consigliano di fare all’aperto. Solo in palestra la distanza tra uno studente e l’altro — saranno esclusi giochi e sport di squadra — dovrà essere di 2 metri.

L’ingresso

Si entra a turni, per evitare sia l’assembramento davanti a scuola sia l’affollamento sui mezzi pubblici: alle scuole superiori dei grandi centri urbani si consiglia l’ingresso dopo le ore di punta del trasporto pubblico, cioè dopo le 8,30. E per questo si propone di usare la didattica a distanza anche alle medie: non per sostituire le lezioni a scuola ma per integrarle nel caso in cui spazi e orari non permettano di svolgere l’intero tempo tra i banchi. «La ripresa delle attività scolastiche — si legge nel documento — deve essere effettuata in un complesso equilibrio tra contenimento del rischio del contagio, benessere socio-emotivo di studenti e lavoratori e qualità dell’apprendimento».

Febbre e mascherine

Non sarà necessario misurare la temperatura all’ingresso: è lasciato alla responsabilità individuale di genitori e studenti il compito di verificare l’assenza di sintomi. I genitori dovranno comunque restare fuori dalla scuola. Si entra se possibile da più ingressi. All’interno tutti devono indossare la mascherina, ma non i guanti: gli studenti la porteranno da casa, mentre a insegnanti e personale la fornirà, giornalmente, la scuola. La protezione si potrà togliere solo per le interrogazioni, per mangiare e per l’attività fisica, che si consiglia di svolgere il più possibile all’aperto.

In classe

Il Comitato tecnico scientifico riporta una ricognizione degli istituti scolastici e del numero degli studenti, indicando forti disparità tra regione e regione. Toccherà alle scuole predisporre gli spazi adeguati, ma negli l’altri Paesi europei in cui si adotta il principio di un metro di distanziamento personale, si calcola che siano necessari fino a 4 metri quadrati per permettere agli studenti non solo di stare al banco ma anche di muoversi nella classe. Per questo il comitato consiglia di iniziare al più presto a sondare gli enti locali per cercare spazi aggiuntivi per gli studenti e le attività scolastiche.

Corridoi e bagni

Nei corridoi dovranno essere segnalati i percorsi per poter mantenere la distanza. Nei bagni le finestre dovranno restare sempre aperte. Particolare attenzione va dedicata alle pulizie di tutti gli spazi che devono essere fatte ogni giorno secondo criteri particolari e con prodotti idonei indicati nel protocollo.

La mensa

Per la mensa le scuole dovranno usare lo stesso sistema del distanziamento tra gli studenti. Il comitato raccomanda di mantenere il più possibile il servizio per la sua importanza anche educativa e, nel caso non si riesca con i turni ad assicurarlo per tutti, consiglia di ricorrere al lunch box da consumare in classe.

Le regole per i disabili

Misure speciali sono previste per gli alunni disabili: se non possono portare la mascherina, sono esonerati. Per gli insegnanti di sostegno è prevista la possibilità di usare anche altre protezioni come i guanti se non è possibile mantenere il distanziamento.

Le scuole dell’infanzia

Per i bambini al di sotto dei 6 anni non è previsto l’obbligo di indossare la mascherina, che resta per gli operatori: poiché con i bambini piccoli difficilmente riescono a rispettare le regole sulla distanza, le maestre potranno usare anche altre protezioni. La richiesta del Cts è di ridurre ulteriormente i gruppi di classe rispetto a quanto è previsto per le altre scuole.

Le prove

Che le misure qui descritte non siano così semplici da mettere in pratica, lo sanno bene anche il coordinatore del comitato Agostino Miozzo e i suoi colleghi, che nel protocollo spiegano anche i sistemi scelti dagli altri Paesi europei, che hanno però riaperto solo per una parte degli studenti. Professori, personale amministrativo e preside prima di settembre dovranno fare delle vere e proprie esercitazioni per imparare loro per primi le nuove regole di convivenza.

Gli insegnanti

Come si svolgeranno le lezioni e quali modalità le scuole sceglieranno, tra turni, scaglionamenti e didattica mista, si capirà nelle prossime settimane. Il Comitato tecnico scientifico però precisa che le strutture esistenti non sono adeguate e il personale è insufficiente per le nuove modalità imposte dall’emergenza. Non solo, più di due insegnanti su cinque rientrano nella categoria dei lavoratori «over 55» che sono i più a rischi