Valutazione dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2019-2020

Valutazione dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2019-2020: incontro al MI

Nella mattina del 4 giugno si è tenuto il previsto incontro in videoconferenza con il Ministero dell’istruzione in merito alla discussione dell’accordo, proposto dallo stesso Ministero, sul procedimento di valutazione dei dirigenti scolastici per l’anno scolastico 2019-2020.

La proposta presentata dall’Amministrazione consiste:
– nella non effettuazione della valutazione dei Dirigenti scolastici relativa all’anno scolastico 2019/2020, con conseguente mancata incidenza degli esiti sulla retribuzione di risultato.
– nella determinazione della retribuzione di risultato in base alla complessità della sede di servizio come è avvenuto negli anni scorsi;
– nell’impegno ad inviare alle organizzazioni sindacali, con le modalità previste per l’informazione, adeguati elementi conoscitivi sulle misure da adottare per la valutazione della dirigenza scolastica, al fine di avviare il confronto previsto dall’articolo 5 del CCNL 8 luglio 2020 dell’area Istruzione e Ricerca.
Le ragioni della richiesta di non effettuazione della valutazione sono state sostanzialmente determinate dalla necessità di riconfigurare il modello di valutazione già proposto, a seguito dei cambiamenti avvenuti in tempi rapidi nella gestione del Ministero e delle azioni intraprese per l’emergenza epidemiologica. Tale riconfigurazione è consequenziale all’Atto di indirizzo presentato dalla Ministra Azzolina lo scorso febbraio 2020.

La delegazione dell’ANP, dopo aver ribadito la necessità di procedere alla valutazione dei dirigenti in quanto determinante per la figura professionale e per il suo sviluppo, ha chiesto all’Amministrazione:
1. di comunicare rapidamente il nuovo modello di valutazione;
2. di individuare una data certa per l’informazione e per il successivo confronto;
3. di indicare linee guida e operative per la ripartenza di settembre che definiscano i livelli essenziali del servizio e consentano ai dirigenti di usare con efficacia gli strumenti dell’autonomia gestionale ed organizzativa;
4. di emanare in tempi rapidi il previsto bando di reclutamento dei dirigenti tecnici, figure strategiche per l’attuazione del Sistema Nazionale di Valutazione.

L’Amministrazione ha concordato sulle priorità segnalate dall’ANP ed ha preso l’impegno ad aprire, quanto prima, il dialogo con la parte sindacale per implementare il nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici già dal prossimo anno. Condividi…

Per riaprire le scuole a settembre

Per riaprire le scuole a settembr è urgente un provvedimento legislativo organico

La scuola deve essere messa in condizione di garantire le consuete attività scolastiche in assoluta sicurezza per il personale e per gli alunni, attuando le prescrizioni del CTS.

Distanziamento e norme di prevenzione impongono un modello di scuola totalmente nuovo nell’uso degli spazi e impongono un incremento delle dotazioni di organico.

Il perdurare dell’emergenza Covid-19 impone di organizzare un sistema di così notevoli dimensioni e complessità come quello scolastico nel rispetto rigoroso di necessarie misure anticontagio.

La definizione, in tempi ormai stringenti, di un progetto per la riapertura delle scuole a partire da settembre, da tradurre immediatamente in termini operativi, implica anzitutto l’indicazione degli obiettivi che si intendono perseguire.

Per noi l’obiettivo è una ripresa dell’attività didattica in presenza quanto più possibile diffusa e generalizzata. La DAD, cui si è fatto ricorso in modo obbligato in questi mesi, deve ritenersi opzione residuale e integrativa, mai sostitutiva, cui fare ricorso solo laddove si riveli strettamente necessaria e concretamente attuabile, essendo troppo elevato il rischio che si allarghi il divario legato all’appartenenza sociale di chi può e chi non può permettersi reti o device.

Ciò esclude, pertanto, che la si possa ritenere modalità praticabile per le fasce di età più basse, in particolare scuola dell’infanzia e primaria, per la mediazione inevitabilmente richiesta in ambito familiare in relazione al livello di autonomia degli alunni, cui fa riscontro la domanda particolarmente pressante dei genitori di poter conciliare i tempi di assistenza familiare con quelli posti dalle proprie esigenze lavorative.

Analogamente, una particolare attenzione va rivolta anche alle situazioni di maggior fragilità individuale e sociale, che si ritiene debbano costituire una delle priorità per l’azione educativa e formativa.

Ritornare alla didattica in presenza in maniera generalizzata, dovendo adottare nel contempo le opportune misure di distanziamento, pone anzitutto il problema degli spazi al momento disponibili nell’attuale situazione dell’edilizia scolastica. Ridurre il numero di alunni per classe e sezione comporta infatti un considerevole incremento del fabbisogno di spazi in cui svolgere le attività.

È dunque indispensabile verificare da subito quali possibilità esistano in tal senso, eventualmente integrando e/o ristrutturando spazi già esistenti, o individuandone di altri, sollecitando a tal fine l’iniziativa delle amministrazioni locali. Solo in via residuale si possono realizzare altre forme organizzative in funzione comunque delle fasce di età e in virtù della maggiore autonomia degli alunni nel gestire la partecipazione alla vita scolastica sotto ogni aspetto, dall’interazione nei processi di apprendimento agli spostamenti richiesti per andare e tornare da scuola.

La nostra rete scolastica, diffusa su un territorio estremamente diversificato, che va dalle grandi aree metropolitane ad insediamenti urbani di dimensioni più contenute, talvolta molto ridotte come nel caso delle zone di montagna, è molto disomogenea anche per quanto riguarda le condizioni degli edifici, non sempre di recente costruzione e spesso derivanti da riadattamenti ad uso scolastico più o meno efficacemente realizzati. Una situazione che i dati reperibili a sistema e ripresi dallo stesso documento del CTS rappresentano in modo eloquente, ma che non aiutano di per sé a prefigurarne possibili soluzioni degli aspetti problematici.

Il monitoraggio della situazione, volto a evidenziare gli interventi necessari per aumentare gli spazi da utilizzare per la didattica in presenza a gruppi ridotti, va condotto sul campo, investendo direttamente e immediatamente ogni istituzione scolastica affinché vi provveda in tempi molto rapidi, segnalando lo stato delle sue strutture e tutti i possibili interventi volti ad incrementare gli spazi d’aula. Così facendo, sarà intanto possibile verificare se vi siano, come è probabile, istituti nei quali già le attuali condizioni consentono una ripresa delle attività rispettando tutti i parametri di sicurezza, concentrando poi l’attenzione su quelle in cui si manifestano le maggiori criticità.

Solo dopo aver effettuato questa prima verifica, peraltro, sarà possibile stimare in modo più preciso il prevedibile fabbisogno di ulteriori unità di personale, sia docente che ATA, per far fronte ad attività su un numero maggiore di gruppi classe/sezione e alle particolari esigenze di cura degli aspetti igienico sanitari, oltre che di assistenza e vigilanza, nella fase di applicazione delle misure di prevenzione individuate come necessarie dal CTS.

La possibilità di lavorare con gruppi ristretti, oltre ad essere una necessità imposta dalle regole del distanziamento, va colta anche come opportunità riguardo all’esigenza di recuperare, nel prossimo anno scolastico, carenze e ritardi accumulati nel precedente per le particolari condizioni in cui si sono svolte le attività, da cui una quota non irrilevante di alunni è rimasta esclusa o è comunque riuscita ad avere accesso con molta difficoltà, trovando ostacoli di diversa natura e non sempre sormontabili.

Per quanto sommariamente esposto, va messo comunque in conto un consistente aumento degli investimenti destinati al sistema scolastico, perché il ritorno alle attività in presenza, che significa restituire la scuola alla sua dimensione più autentica, non resti solo un auspicio ma trovi pratica e concreta attuazione col nuovo anno scolastico.

Crediamo sia necessario avviare da subito una stringente interlocuzione fra parti sociali della scuola e governo affinché vengano esaminate per tempo tutte le variabili e le ipotesi percorribili a settembre come sopra esposte, e da qui far discendere previsioni accurate e impegni di investimento in:

  • –  spazi da recuperare o spazi anche provvisori da creare nelle aree delle stesse scuole eventualmente disponibili
  • –  Incremento delle unità organiche docenti e ata per le attività aggiuntive derivanti dalle necessità del distanziamento e per le attività di recupero delle ore di didattica non svolte
  • –  Immediata stabilità del personale a tempo determinato, affinché assicuri la continuità didattica
  • – Garanzie per la dirigenza scolastica e l’attività amministrativa, che deve oggi misurarsi anche con la carenza dei direttori dei servizi, con le necessarie tutele in termini di responsabilità, a partire quelle impropriamente attribuite ai dirigenti per le procedure connesse alla sicurezza nella gestione dei locali di proprietà, come noto, degli Enti Locali

La doverosa attenzione a tutto ciò che attiene alla sicurezza e alla salute risponde a esigenze di tutela che non riguardano unicamente il personale scolastico: riguardano anche, altrettanto direttamente, alunne e alunni, indirettamente le loro famiglie e in definitiva l’intera collettività, per l’impatto che genera un sistema in cui agiscono più di 10 milioni di persone. Si tratta però delle giovani generazioni, investire nella loro formazione significa valorizzare una delle risorse fondamentali di crescita e sviluppo della società, oltreché assolvere un dovere che ci impone la Costituzione, che assume quello all’istruzione come uno dei diritti fondamentali della persona e del cittadino. Occorre averne piena consapevolezza e agire di conseguenza sul piano delle scelte politiche e di investimento.

L’impegno profuso per affrontare, gestire e risolvere il presente quadro di difficoltà deve rappresentare lo stimolo per andare oltre l’emergenza d’autunno e porre a livello governativo, con la stessa Presidenza del Consiglio, un problema più generale e di prospettiva: come e quanto investire sulla scuola del futuro con un piano di respiro strategico, individuando un obiettivo di fondo, avvicinarsi alla media degli investimenti dei Paesi Ocse rispetto al PIL nazionale, individuando a tal fine le priorità di intervento, l’entità delle risorse necessarie, un cronoprogramma da seguire a partire da oggi e per il prossimo quinquennio.

Da ciò dovrebbe discendere un patto tra governo e parti sociali per dare centralità, anche attraverso un provvedimento legislativo ad hoc, alla struttura formativa del nostro Paese.

Roma, 4 giugno 2020

Flc CGIL
Francesco Sinopoli

CISL Scuola
Maddalena Gissi

UIL Scuola Rua
Giuseppe Turi

SNALS Confsal
Elvira Serafini

GILDA Unams
Rino Di Meglio

Studenti in piazza a Roma e Milano

Studenti in piazza a Roma e Milano

I maturandi scenderanno in piazza il 5 giugno a Roma e l’8 a Milano per far sentire la loro voce e chiedere garanzie

Il 5 giugno gli studenti italiani manifesteranno a Roma di fronte alla sede del Miur e nelle zone circostanti. L’8 giugno sarà la volta di piazza Duomo a Milano.

Le manifestazioni sono state organizzate dalla pagina Instagram @nomaturita2k20 in collaborazione con il gruppo Telegram dei maturandi e decine di rappresentanti di istituto e di consulta romani e milanesi.

Le ragioni della manifestazione in 10 punti:

1.         Gli studenti non sono stati ascoltati. La Ministra ci vede ma non ci considera

2.         Nonostante il tentativo, il diritto all’istruzione non è stato garantito

3.         Il 33,8% delle famiglie italiane non ha pc o tablet (ISTAT 6/04/2020)

4.         Non c’è chiarezza sulle modalità d’esame

5.         Troppe responsabilità ricadono su presidi e insegnanti

6.         1a e 2a prova sono state rimpiazzate con un complesso surrogato che non le sostituisce

7.         I privatisti non potranno fare l’esame a giugno

8.         Le misure igienico-sanitarie non sono sufficienti. Dovremo autocertificarci invece di avere tamponi e misurazioni della temperatura

9.         Anche presidi, professori e Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione sono contrari a questo esame

10.       Ritardi e inadempienze da parte di chi dovrebbe tutelarci. Mancano ancora presidenti di commissione

Gli studenti avevano dato un segnale forte già con lo sciopero dalle lezioni della didattica a distanza avvenuto il 21 maggio, ma non hanno ottenuto risultati. “Abbiamo il dovere di farci sentire. – dicono gli amministratori della pagina @nomaturita2k20 – Gli studenti non possono essere ignorati in una situazione di tale emergenza per la scuola e per l’intera Nazione. La manifestazione sarà il nostro ennesimo tentativo di far spiccare la nostra voce”.

La manifestazione nella capitale sarà statica e avrà inizio alle ore 16.00 di venerdì 5 giugno. Una delegazione di rappresentanti d’istituto si occuperà della sicurezza: saranno mantenute le distanze e l’uso della mascherina. Per ragioni più che comprensibili le autorità hanno consentito un numero massimo di 200 manifestanti. “È chiaro che sarà presente solo una piccola parte di noi. – affermano gli amministratori della pagina social – Dai sondaggi precedentemente svolti, circa 6mila studenti si erano dichiarati disponibili a partecipare. Il significato della manifestazione rimane e la sicurezza sarà tutelata”.

L’evento di piazza Duomo sarà l’8 giugno a partire dalle 15.30. Data l’ampiezza del luogo, il numero di studenti partecipanti potrà essere maggiore. La manifestazione si svolgerà comunque nel totale rispetto delle garanzie sanitarie e dell’ambiente.

Lo slogan della manifestazione sarà #lascuolasiamonoi.

“Questo slogan è un simbolo della nostra identità e della situazione che la scuola di oggi sta vivendo – spiegano gli amministratori – #lascuolasiamonoi 170mila precari che non hanno certezze

#lascuolasiamonoi 8milioni di studenti non ascoltati

#lascuolasiamonoi 17mila privatisti dimenticati

#lascuolasiamonoi 1,5 milioni di studenti non raggiunti dalla dad

#lascuolasiamonoi 1.7 milioni di studenti disabili penalizzati da questo periodo

#lascuolasiamonoi con i nostri insegnanti messi in difficoltà da questo Ministero e che riescono a guidare come vorrebbero i loro alunni

#lascuolasiamonoi non le parole della Ministra

#lascuolasiamonoi studenti/lavoratori o genitori che prima di ogni impegno scolastico hanno altri grandissimi problemi

#lascuolasiamonoi presidi che non hanno disposizioni chiare ma un’enorme responsabilità per la riapertura delle scuole

#lascuolasiamonoi docenti e ATA che rischiano conseguenze irreparabili se esposti al contagio #lascuolasiamonoi 515mila maturandi ignorati”.

Gli studenti chiedono di avere un dialogo con la Ministra relativo in particolare all’esame di Stato, chiedono collaborazione e la creazione di un tavolo serio e proficuo al quale partecipino anche gli studenti per la riapertura delle scuole a settembre, chiedono che finalmente venga preso in considerazione chi vive la scuola ogni giorno: gli studenti.

Da oggi Cavaliere della Repubblica

DANIELA LO VERDE, preside allo Zen di Palermo, CAVALIERE DELLA REPUBBLICA 

“Ha servito la Comunità durante l’emergenza Covid-19”

di Giuseppe Adernò 

«L’ho saputo poco fa. Spero sia un nuovo inizio per questa periferia spesso dimenticata». Così ha commentato Daniela Lo Verde, preside della scuola “Giovanni Falcone “che si trova nel degradato quartiere Zen di Palermo, da oggi Cavaliere della Repubblica.

 Nell’emergenza della pandemia per il Covid-19 la dirigente scolastica, da sette anni in trincea, non ha pensato solo a mandare avanti la didattica a distanza, ma ha cercato di essere vicina ai bisogni delle tante famiglie povere, diventate ancora più povere mettendo in ginocchio i tanti lavoratori in nero del quartiere. Ha lanciato una campagna di raccolta fondi per donare cibo, e non solo, ad alcune famiglie in difficoltà.  Il suo l’appello per recuperare pc e tablet per consentire ai suoi allievi di seguire le lezioni a distanza è stato raccolto da tutt’Italia. 

La dirigente, ringraziando il Presidente Mattarella per l’attenzione, coinvolge in questa esperienza eccezionale tutti i docenti ed il personale della scuola che in questi anni, ha fatto un grandissimo lavoro educativo e didattico.

Il riconoscimento presidenziale riaccende i riflettori su una periferia cittadina che merita un riscatto, non solo economico ma anche sociale, quale “presidio di protezione e sicurezza”, offrendo ai ragazzi dello Zen la possibilità di sognare come gli altri giovani di Palermo e di ogni altra parte d’Italia.

Il mio quattro giugno

Il mio quattro giugno (estratto dal mio “Balilla Moschettiere”)

di Maurizio Tiriticco

…Eravamo vicini, vicini alla fine, all’inizio di un nuovo giorno? Speravamo? Eravamo certi? Era difficile essere ottimisti, e si ascoltava la radio, anche Radio Londra… quei messaggi speciali, di cui non capivamo mai il significato. Poi agli inizi di giugno più nulla… I tedeschi c’erano ancora? Non c’erano più? Era difficile a dirsi. Da un quartiere all’altro della città si incrociavano le telefonate, ma la prudenza era sempre d’obbligo… In tutti i quartieri vigeva solo il silenzio! Niente passi marziali… perché i tedeschi anche in libera uscita marciavano, e sempre con lo stesso passo, a testa alta e con le facce aggrondate. Niente passi marziali, niente tedeschi! Davvero non c’erano più tedeschi a Roma? O stavano chiusi a doppia mandata nelle loro caserme?

2 giugno… niente, 3 giugno, niente, 4 giugno, niente… No! No! No! SIII!!! In serata una telefonata dal quartiere San Giovanni a un coinquilino: «So’ arivati l’americaniii!!! Ammazzeli, quanti so’!!! Ce so’ carri armati, camion, autoblinde, auto scoperte, piccole,  veloci, tante, tutti in fila… ammazza che sordati… rideno… e salutano pure…». La notizia si diffuse prestissimo, di pianerottolo in pianerottolo, di scala in scala, ma parole solo sussurrate… Il sottovoce era d’obbligo! Era vero? Era uno scherzo? Come mai qui da noi niente? Solo un grande silenzio in una bella notte serena. Con la luna di sempre…

Una notte insonne… avemmo altre conferme sempre dai quartieri di Roma Sud, ma a Roma Est niente, solo un silenzio di piombo, dietro le finestre o sulla grande terrazza del palazzo… e neanche un colpo di fucile… come erano entrati? Roma era città aperta, c’era pure il Papa, ma… con i tedeschi c‘era poco da scherzare…Possibile? Avevano lasciato Roma, così, senza ferire, senza neanche un colpo di fucile?

All’alba uno scoppio tremendo, poi qualche colpo di fucile, una sparatoria, lontana, veniva da Monte Sacro, poi il silenzio. Che era successo? 

Alle prime luci del mattino cominciammo pian piano a mettere il naso fuori della finestra e a uscire di casa, prima due a due, poi sempre di più, alle 8 eravamo tutti fuori casa! La Via Nomentana si animava, si animava sempre di più, e tutti verso Monte Sacro, verso il ponte sull’Aniene, non quello vecchio, quello romano su cui passa la Via Nomentana, quello nuovo, il Ponte Tazio, degli anni Venti, che collega la città alla Città Giardino, un quartiere tutto nuovo, tutte villette e, ovviamente giardini.

Il ponte Tazio si presentava con uno squarcio terribile. Era impraticabile alle auto, non ai pedoni. I tedeschi in fuga avevano tentato di farlo saltare. C’era stato un conflitto a fuoco. Ricordo una jeep – non sapevamo ancora che certi mezzi veloci degli americani si chiamavano così – a fianco sulla strada con il muso sul marciapiede; un gran telone la ricopriva e da un lato fuoriusciva lo stivaletto di un militare. Una piccola folla intorno. Un militare americano ucciso nel conflitto a fuoco dell’alba. Poi giunse un altro mezzo americano e portò via jeep e il soldato morto. LA FINE DELLA GUERRA… tutti pensavamo così! LA FINE DELLA GUERRA, anche quella personale, che ciascuno di noi lì presenti aveva subito.

Quel cinque giugno fu una gran festa! Quale meraviglia! Quali meraviglie! Soldati con divise a noi sconosciute! Tutti in camicia! E che belle stoffe! Niente grigioverde, niente fasce ai polpacci! Niente scarpe chiodate! Scarponcini leggeri, elastici! E poi volti sereni! Bei ragazzi, ridenti, alti, ben nutriti! Con la barba fattaaa!!! Divise semplici, comode, pulite! E sembravano disarmati… E parlavano con noi, volevano parlare e cantavano e volevano che noi cantassimo. Canzoni napoletane e poi “Oi Marì, oi Marì, quante notti ho passato con te”, e “O sole mio…” e distribuivano sigarette e gomme americane, quelle a barretta, incartate, bellissime, non quelle a palline colorate, a cui eravamo abituati e che sembravano biglie.

Passavano e passavano camion militari con le radio accese… ma non erano canzoni di guerra… e i soldati ci lanciavano sigarette tavolette di cioccolato, merendine, ed erano sempre ridenti! Non sembravano soldati in guerra! E c’erano pure soldati negri – allora non dicevamo neri – anche loro ridenti… 

E poi non capivamo chi fossero gli ufficiali e se ci fossero. Erano tutti vestiti allo stesso modo. Mai un saluto militare! Ma chi li comandava? Poi capimmo che i graduati avevano una spilletta particolare sul collo della camicia. E parlavano con i soldati semplici come fossero vecchi amici, senza nessuna di quelle formalità a cui eravamo abituati. Da noi sempre scattare, sempre sbattere i tacchi, sempre sull’attenti di fronte a un graduato, che fosse un caporale o un generale! Noi avevamo altre abitudini! “Heil Hitler”, oppure “Saluto al Duce”! Sempre saluti romani! O militari! I soldati americani non scattavano sull’attenti quando passava un graduato! Cominciavamo a toccare con mano la democrazia… Allestirono un campo nella pinetina tra la Via Nomentana vecchia e Corso Sempione, poi in pochi minuti piazzarono una batteria di cannoni sul pratone costeggiato dall’ansa dell’Aniene,… e cominciarono a sparare in direzione nord contro i tedeschi in fuga. Partivano i proiettili e chissà dove arrivavano….

Roma, 4 giugno 1946/2020

La valutazione finale ai tempi del Covid 19

Riflessioni per Dirigenti Scolastici

di Fiorella Ricciardi e Ugo Vitti

I primi di giugno vedono l’avvio imminente degli scrutini, per tutte le scuole di ogni ordine e grado. Anche quest’anno sarà così, ma quest’anno l’emergenza fa sedere al tavolo dello scrutinio un nuovo componente, che non può, ma soprattutto non deve, essere ignorato. Il Covid 19, che ha pesantemente condizionato le vite di tutti i componenti della comunità educante, ha tuttavia consentito di aprire nuovi scenari e prefigurare un fare scuola diverso. Non bisogna perdere questa opportunità, a partire dalla valutazione di questo fine anno, per proiettarci nel futuro (immediato) del nuovo avvio e fare tesoro del tanto di buono che è emerso in questi mesi. 

A partire dall’evidenza di un nuovo “sentiment” (per usare una espressione stra – usata nei talk show) che attraversa la professione docente: l’importanza dell’empatia, passata da una parte all’altra dello schermo, e che ora, nella pratica valutativa, ma anche nella futura pratica didattica, non deve andare perduta! Che potenzialità ha espresso l’empatia, e quella cura dell’altro che nasceva dalla solidarietà! Il rapporto uno a uno ne risultava enfatizzato, valorizzato, una risorsa immediata, anche grazie alla tecnologia, a disposizione con un click, con una chiamata in causa, con una apertura di microfono, con una centratura dello schermo. 

E, ancora, il tema delle sedute sincrone o asincrone, il tempo lasciato per i lavori di gruppo, la funzione di guida ed

accompagnamento del docente; l’uso proprio (e ahime’, talvolta improprio) del silenzio ma anche dell’ascolto;  l’importanza della punteggiatura, quella relazionale, non quella grammaticale, ed altro ancora.

Tanto altro che non bisogna dimenticare di valutare in questa ultima tornata di scrutini, come insegnamento e come apprendimento.

Ecco allora che questo scritto è rivolto, innanzi tutto, ai colleghi Dirigenti, che guideranno i consigli di classe e poi il Collegio finale e che, in entrambe le circostanze, dovranno fare uso di competenza, saggezza e misura perché questi appuntamenti risultino propositivi e proattivi, capaci di leggere l’emergenza in senso propulsivo e “succhiarne” le indicazioni per tornare a scuola, a settembre, con maggiore consapevolezza e fiducia. I colleghi guideranno gli scrutini anche perché essi siano informati da quella ampiezza di sguardo, quella apertura di scenario, quella sensibilità empatica che, spontaneamente, molti docenti hanno messo in campo nella didattica a distanza e che ora non si deve perdere, non deve essere vanificata da contrapposizioni (non necessarie e nemmeno utili) tra valutazione formativa e valutazione sommativa, tra colombe e falchi, tra “giustizieri” e “indulgenti”, ma, viceversa, deve valorizzare la nuova prospettiva. 

Questo contributo si offre come “documento aperto” che i colleghi potranno, se vorranno, rivolgere ai Collegi o, quanto meno, considerare nella quotidiana attività di rielaborazione e riflessività che caratterizza il loro lavoro di direzione e gestione; si offre anche come stimolo per la costante ricerca e innovazione che non solo appartiene alla scuola dell’autonomia ma a ciascuno dei dirigenti che ne vive, con passione e partecipazione, le responsabilità.      

È giunto, alla fine, il momento della valutazione. Il dibattito è aperto e ci si chiede quanto e se dare spazio alla valutazione formativa rispetto a quella sommativa o viceversa. I dubbi – soliti, bisogna dire – di ogni fine anno, sono accresciuti dalle incertezze (sempre minori in realtà) circa l’apertura delle scuole a settembre, con il conseguente onere di recupero degli ammessi anche con voti poco convincenti e, ancora, sul giudizio finale da attribuire alla esperienza della didattica a distanza, peraltro iniziata in circostanze drammatiche. 

Ecco, allora, che con queste righe non si vogliono suggerire tecniche e metodologie, e nemmeno una facile soluzione del caso, quanto un punto di vista, con l’intento di sostenere la comune serenità e il lavoro futuro.

Mai come in questo caso, è necessario utilizzare qualche aforisma che guidi le riflessioni ed il primo che sembra opportuno è che “il cammino è la strada”. A dire che ripercorrere a ritroso quanto fatto, ma anche le aspettative, le emozioni e i sentimenti legati all’emergenza non potrà che darci la consapevolezza e la misura del da farsi.

La didattica a distanza è, infatti, iniziata in emergenza e non bisogna dimenticarne due aspetti fondamentali:

  • La comune e condivisa finalità prioritaria di mantenere la scuola vicina e presente per gli studenti e le famiglie: intento lodevolmente ed immediatamente individuato da docenti e dirigenti e poi perseguito con tenacia e fatica;
  • Le opportunità che, man mano che si è andati avanti, la nuova modalità ha dimostrato di possedere, al punto da manifestare adesso, con chiarezza, che sarebbe un peccato non giovarsi di tanta strada percorsa, sia pure nell’affanno, spesso, e nella diversità e, talvolta, discontinuità.

La terza cosa che non bisogna dimenticare è che la normativa che regola la valutazione non è cambiata (DPR 122/09 e d lgs 62/17), pur essendo completamente cambiato il contesto di riferimento; pertanto sta alle scuole, nella funzione docente, ovvero attraverso i propri docenti, ché di professionalità e di persone si tratta, evidentemente intesi in forma collegiale e pertanto deliberante, esprimere e saper correttamente interpretare le conseguenze di questo cambiamento totale e repentino di contesto e trasformarle in misurazioni e, infine, valutazione. Con lucidità e fermezza, ma anche tanta consapevolezza ed empatia.

Pertanto i punti che saranno sviluppati a seguire si limiteranno, si fa per dire, a tre, portatori però di ben articolate diramazioni.

Veniamo al primo punto. In pochi giorni dirigenti e docenti hanno dovuto assumere numerose decisioni: 

  • avere contezza della distribuzione di account e device;  
  • provvedere alla bisogna, insieme alla relativa assicurazione dei beni della scuola dati in comodato; 
  • decidere le ore di video sincrono/asincrono cui esporre gli alunni; 
  • sviluppare strategie (e le istruzioni) per il lavoro asincrono; 
  • proporre questionari o altri strumenti per conoscere le realtà delle famiglie prima o comunque contestualmente al “caderci dentro” attraverso il web (la fondamentale raccolta dati per attutire l’impatto);  
  • approntare un calendario credibile e non fotocopia (impossibile) di quello in presenza;
  • rintracciare/seguire gli alunni assenti, quelli “spazzati via” dall’emergenza, vaporizzati nella difficoltà;
  • immaginare che cosa potesse essere disponibile nelle case per l’esecuzione dei compiti/attività, senza richiedere impossibili uscite nel lockdown; 
  • scegliere lo strumento (piattaforma) di cui servirsi (dal registro elettronico, alle piattaforme gratuite – ahi!

la privacy!-, agli Educational);  

  • sviluppare competenze di gestione al riguardo;
  • produrre video per trasferire agli alunni le competenze di utilizzazione;
  • produrre video per trasferire ai genitori degli alunni più piccoli le competenze di utilizzazione;
  • stilare “Vademecum di comportamento in collegamento” (una sorta di netiquette) da proporre ai ragazzi; 
  • gestire la relazione con le famiglie, molto più “vicine” e “presenti” che non nella normale relazione scolastica;
  • essere consapevoli che non si doveva normalmente insegnare ma “fare coraggio”; attutire o almeno contenere l’ansia; offrire supporto; cercare le parole per dirlo e farlo dire ai genitori; sollecitare l’espressione e la gestione dell’angoscia; volgere al “fare” le risorse e le energie, per avere, almeno, riscontri positivi di un lavoro ben fatto in tanta desolazione;
  • limitare lo studio individuale e prediligere il “fare insieme”, soprattutto per i più piccoli;
  • valorizzare la metacognizione, dando sempre e comunque un feed back relativamente al lavoro svolto, per guidare e accrescere l’autovalutazione (ma anche l’autostima), anche nei più piccoli; 
  • decidere quanto fosse tollerabile (ma lo è per legge!) la telecamera spenta (che risponde, soprattutto per gli alunni adolescenti e preadolescenti, ad una conosciuta difficoltà di mostrarsi in continuità e rivendicata libertà di “gestirsi”);
  • essere “scudi di quiete”, “presidi di riti e miti”, agenti di “rassicurante routine” nella tempesta che infuriava.

Tutti, ovvero ciascuno, siamo stati tutto questo? Forse no, ma tutti insieme siamo stati tutto questo.  O avremmo voluto esserlo e moltissimi, se non proprio tutti, ci abbiamo tenacemente provato. Certo, oggi sappiamo che tutto questo – e anche altro – era il totale (o almeno una dignitosa e ragguardevole parte) che, vedendolo realizzato dopo, tutto insieme, era quello che andava fatto.

Questo per dire che ora, andando ad approcciare la parte finale di questo sconcertante anno, abbiamo una lista (anche incompleta) di quello che necessitava e possiamo considerarla alla luce di una incontrovertibile verità, quella per cui si valuta quello che “abbiamo messo” nei ragazzi e non quello che “ci abbiamo trovato”. Si valutano gli esiti (da ex – eo, tirare fuori, in latino) e non i risultati. Le azioni che sono state reputate necessarie e che pertanto in coscienza riteniamo di avere messe in campo, diventano così una checklist di quello che si deve andare a cercare per valutare. Valutiamo allora “quello che ci abbiamo messo”, con la giusta indulgenza per quello che non è stato possibile metterci, giacché l’emergenza c’è stata per tutti e sarebbe difficile ora pretendere da noi stessi di non averla avvertita come tale anche a livello personale e professionale. 

Il secondo punto riguarda le cose che abbiamo imparato noi, facendo “intanto che facevamo”. E sono state tante, appunto le opportunità cui si accennava sopra, che non possiamo impedirci di proiettare verso il futuro.

Intanto abbiamo imparato che lo schermo divide ma anche unisce. Gli studenti sono apparsi nella loro quotidianità familiare, più nudi ed esposti di sempre, anche loro malgrado. E, in fondo, anche noi, nelle nostre case e realtà private. Si è stabilito un rapporto più diretto ed umano, ciascuno nelle proprie piccolezze ed anche incapacità, a saperle vedere ed accettare. Molte cose le abbiamo imparate semplicemente osservando le loro inquadrature, essendo partecipi degli spazi che avevano a disposizione, dei colori e delle forme fra cui vivevano, dei silenzi e dei rumori con cui interagivano. Abbiamo imparato qualcosa di più di loro anche quando si nascondevano dietro una telecamera chiusa o un microfono spento e abbiamo anche imparato amaramente che i più fragili erano i più difficili da raggiungere e da “toccare” e che forse servivano delle catene virtuose per riuscire a stare loro vicino, catene fatte da più di un collega, da più di un operatore e dalla famiglia, concretamente insieme. Catene che ora bisogna preservare e badare bene di non sciogliere mai. 

Abbiamo imparato che anche le famiglie erano provate e quasi ci chiedevano aiuto e conforto; siamo stati per molte famiglie punto di riferimento e sicurezza. Abbiamo guadagnato in reputazione e credibilità.  Molti genitori non avevano mai, prima di questo momento, condiviso con i figli tanto tempo in prima persona, tanto tempo per conoscersi e per fare insieme. E lo hanno scoperto con noi questo tempo, quello che noi, nella normalità, trascorrevamo, invece, con i loro ragazzi. A molte famiglie abbiamo dato suggerimenti e consigli, quando richiesti. 

Tutti hanno sentito acutamente la mancanza di una cosa data fino a quel momento per scontata: la Scuola. Siamo stati capaci di farla risorgere, come l’araba fenice, anche dalle ceneri del lockdown.

La prof. Maria Ranieri, dell’Università di Firenze, ha trattato specificamente i tratti di unione e disunione della lezione attraverso il web.

L’ansia (reciproca: docente/discente) generata dal silenzio, dalle mancate risposte, dal personale senso di inadeguatezza rispetto al mezzo, dalla minore capacità di adattamento al cambiamento, dalla vulnerabilità anche tecnica dello strumento (“Mi senti? Mi vedi?”).

La differente gestione del tempo, che richiede maggiore ritmo, organizzazione competente degli spazi comunicativi (non supportati dall’uso del corpo, dal linguaggio della prossimità e dall’interazione), predisposizione di scalette e costante uso di messaggi fatici e di incoraggiamento (richiamo alla comunicazione socioemotiva e sociocognitiva a sostegno dell’apprendimento).

Anche a distanza, anzi, proprio a distanza, si sono percepite le richieste e le offerte di rapporto diretto da parte degli alunni – una nuova intimità -, sui fatti propri e sulle personali difficoltà, a saper vedere e a voler correre il rischio, da parte del docente, di una diversa vicinanza.

La funzione docente in quanto educatore ne è risultata esaltata, dirigendosi decisamente verso l’accoglienza, il “lasciare spazio”, la domanda non formale “come stai, oggi?”, l’ascolto (noi, spesso inseguiti ed anzi tallonati dal “dire” e dal “fare”, concentrati viceversa, e finalmente, sull’ascolto), l’incoraggiamento e la proiezione al futuro.

Ma a distanza, e immersi nell’ambiente della loro quotidianità famigliare, molti alunni, soprattutto i più giovani, appartenenti al primo ciclo, hanno manifestato comportamenti informali e a volte inappropriati, malgrado l’impegno dei docenti nella pubblicazione e nella costante rappresentazione della netiquette,   leggibili, adesso e per la valutazione finale, con il giusto equilibrio solo alla luce di quel ragionamento sugli “esiti” e non sui risultati che si faceva prima. Ovvero: più avremo lavorato con gli alunni nella conquista della nuova consapevolezza di presenza, più saremo legittimati nell’aspettativa di comportamenti consoni. Attenti, dunque, a non dare per scontata l’appropriatezza: è essa stessa un conseguimento, ovvero una competenza, nuova per giunta. Da annoverare tra gli indicatori del comportamento e della partecipazione.

A proposito di partecipazione, la comunicazione mediata dal computer è caratterizzata da altre dinamiche specifiche: l’accaparramento/marginalizzazione dipendenti dall’attenzione del docente rivolta ad un alunno; la conflittualità per guadagnare il protagonismo; la paura del giudizio dell’altro/altri; l’overload comunicativo; il senso di abbandono in conseguenza di battute perse; l’indecifrabilità e il fraintendimento non dichiarati per timidezza o senso di inadeguatezza.

Tutte cose che abbiamo imparato a conoscere, a maneggiare, più o meno avendone coscienza. Ma percependole, anche se non sempre capendole.

Ogni docente deve chiedersi ora, giunti in fondo al percorso, quanto e come ha lavorato su questi aspetti e quanto tempo e sforzo è stato necessario per metterli a fuoco e diventarne gestori consapevoli. Tutto ciò deve avere un riscontro concreto nella definizione di nuovi indicatori e descrittori di valutazione, sia disciplinare che educativa. Tutto quello che abbiamo detto fa parte di quel contesto, infatti, che il conferimento dell’autonomia nel lontano 2000 ci chiedeva di considerare e di declinare perché il servizio di istruzione più vicino al cittadino ne cogliesse i bisogni specifici ed organizzasse una risposta adeguata. E non c’è dubbio che il contesto definito da Covid 19 non è assomigliato in alcun modo a quanto di

precedentemente conosciuto. Così i vecchi indicatori, descrittori, livelli e le prove di valutazione debbono necessariamente essere rivisti.

E ancora, cogliendo spunti forniti dalla prof. Lucangeli dell’Università di Padova: non ci ha forse dato, l’esperienza della didattica a distanza, una maggiore e più diffusa consapevolezza della necessità di nutrire gli aspetti “caldi” del processo apprenditivo; di porsi accanto e non davanti a chi sta imparando; di accompagnare lo sviluppo del potenziale di ciascuno e non di dirigerlo; di costruire una alleanza solidale con l’alunno contro l’errore e non con l’errore contro l’alunno?  

E, a ben guardare, possiamo allora riconoscere in ciò il traguardo finalmente raggiunto di essere diventati veri maestri, quelli che puntano alla competenza ed alla consapevolezza degli studenti, cogliendo l’opportunità di rovesciare finalmente un rapporto con loro cristallizzato da troppo tempo ma ormai non del tutto e/o non più sempre adatto; a dire: non sono io docente il protagonista del tuo apprendimento, sei tu, io sono qui per aiutarti e lavorare insieme. 

Elemento essenziale di questo nuovo approccio del docente: la fiducia, nelle persone e nel futuro; elemento essenziale: la presenza emotiva che rende credibile e condivisibile la speranza. 

Obiettivo essenziale: farli innamorare del loro potenziale, del loro apprendimento, del differenziale di coscienza e di competenza che possono guadagnare.

Se puntiamo tutto sulla consapevolezza e la condivisione, non ha più senso “sorvegliare” chi copia o si aiuta; la assenza di consapevolezza è un parametro di valutazione, un obiettivo apprenditivo; un criterio da condividere. 

Questa straordinaria, praticata e conquistata progettazione e realizzazione per competenze non si può perdere, ora che l’abbiamo finalmente vissuta. Non solo non va perduta, ma va rafforzata trasfondendola coerente in tutti i passaggi del mestiere, valutazione in primis. 

Ci avviamo verso l’ultimo punto del ragionamento, così riassumibile: e allora, cosa facciamo per la valutazione?

La risposta è inderogabile: quello che la norma ci richiede, quello che facevamo prima, ma con strumenti affinati a fronteggiare il contesto del tutto cambiato in cui ci siamo trovati. 

Se finora e con riferimento, anche in questo scritto, al processo della didattica a distanza, si è privilegiata, per dirlo in estrema sintesi, un’ottica di valutazione formativa, richiamata allorché abbiamo parlato di feed back costanti agli studenti (Nota n. 388 del 17 marzo 2020 «Se l’alunno non è subito informato che ha sbagliato, cosa ha sbagliato e perché́ ha sbagliato, la valutazione si trasforma in un rito sanzionatorio, che nulla ha a che fare con la didattica, qualsiasi sia la forma nella quale è esercitata. Ma la valutazione ha sempre anche un ruolo di valorizzazione, di indicazione di procedere con approfondimenti, con recuperi, consolidamenti, ricerche, in una ottica di personalizzazione che responsabilizza gli allievi, a maggior ragione in una situazione come questa»), di supporto alla metacognizione, di sostegno alla consapevolezza ed all’autovalutazione, di relazione attraverso il video, di cura della warm cognition, è pur vero che in tutto il periodo, più o meno sistematicamente, più o meno ordinatamente e/o con l’aiuto di griglie, rilevazioni o di semplice memoria (documentata però, che la documentazione è la base essenziale della valutazione), si sono raccolti dati che ora vanno trasformati prima in misurazioni e poi in voto, ovvero in valutazione sommativa.

Risulta utile, ed anzi necessario, specificare che i dati raccolti possono non essere affatto dei voti, la norma è chiara in questo senso e non a caso si è parlato di griglie: possono essere aggettivi capaci di descrivere atteggiamenti e comportamenti; semplici misurazioni numeriche riguardanti la soluzione di item; brevi sintesi capaci di descrivere il lavoro organizzativo e finale di un gruppo di studenti; descrizioni di prodotti singoli o collettivi (realizzazioni artistiche, ad esempio). Ogni scuola avrà declinato, attraverso le delibere collegiali, a quali adattamenti necessitati dalla didattica a distanza dovessero essere sottoposte le rilevazioni dei dati. Ogni Collegio avrà elaborato le prove/strumenti da utilizzarsi e i nuovi indicatori capaci di corrispondere alla raccolta sintetica di quelle prove ma, ancor di più, capaci di accogliere la competenza scaturita dalla didattica a distanza. Ed è una competenza diversa, sia sotto il profilo disciplinare che educativo.

Tuttavia la parola “magica” che dovrebbe contraddistinguere la valutazione di questo anno speciale, credo debba essere proprio “accogliere” nel senso più ampio possibile: accogliere l’alunno nel percorso nuovo intrapreso e valorizzare ciò che può essere valorizzato del suo percorso di crescita.   

Partiamo comunque dal secondo profilo, il profilo educativo, ovvero la valutazione del comportamento, che appare più direttamente ed intuitivamente conseguente rispetto alle numerose considerazioni svolte in precedenza.

Quante nuove circostanze, collegate a nuovi comportamenti, apprendimenti e competenze hanno dovuto affrontare i nostri alunni?

Ne abbiamo indicate alcune: 

  • Il rispetto della netiquette;
  • La puntualità nel collegamento;
  • La disponibilità alla partecipazione e all’adattamento;  
  • La competenza del contenimento dell’ansia da schermo;
  • L’intervento regolato dalla mano alzata;
  • L’ascolto dei compagni oltre che dell’insegnante;
  • La tolleranza dell’ansia da giudizio (che diranno di me se…);
  • La collaborazione, anche silenziosa;
  • L’autonomia operativa in asincrono;
  • La cooperazione on line;
  • La costanza, la tenacia, l’impegno;
  • L’apertura e la manifestazione di sé (disponibilità a mostrarsi per quel che si è);
  • L’impegno all’autovalutazione;
  • La maturazione della consapevolezza del percorso proposto; 
  • Il conseguimento della propositività e del coraggio; – ……..

Ed altre potrebbero aggiungersene. 

Sono questi, o altri, i nuovi indicatori che “narrano” la Cittadinanza. Ai Collegi spetta la determina, ma tutti i docenti sono chiamati a concorrere attivamente alla definizione ed alla declinazione in descrittori e livelli, a partire dall’esperienza effettuata. E’ un esercizio di presa di coscienza dell’esperienza che si è vissuta, prima che un processo dovuto alla trasparenza della valutazione.

Non diversamente per le discipline o, meglio, gli ambiti disciplinari. Che non si è trattato, per gli studenti, anche in ragione, ed anzi proprio in ragione, delle prove prescelte, di sostenere le interrogazioni rituali, ma di organizzarsi; rielaborare; documentarsi; raccogliere e/o valutare materiali, fonti e punti di vista; guadagnare autonomia di giudizio, singolo o di gruppo; pervenire ad un prodotto; risolvere problemi complessi; acquisire un’ottica trasversale alle discipline ed alle loro epistemologie per giungere a minimi comuni denominatori di linguaggi e processi da applicare ai costrutti. Insomma, di imparare ad imparare in modi e circostanze nuove e mai sperimentate; individuare, acquisire e gestire lessici specialistici; affrontare problemi in ottica proattiva e risolutiva; assumere decisioni e responsabilità di giudizio: insomma, il prototipo della competenza.

Allora i nuovi indicatori, da attribuire anche a compiti multidisciplinari, ovvero complessi e capaci di apportare dati a più discipline, potrebbero essere:

  • Capacità di concentrazione;
  • Capacità di individuare e utilizzare lessici specifici;
  • Capacità di sostener il proprio punto di vista con argomentazioni ed esempi;
  • Capacità di mutare il proprio punto di vista a seguito di un confronto;
  • Capacità di effettuare transazioni e giungere a decisioni condivise;
  • …………………………..

Nell’ingegnarci a trascinarli nell’amore per il loro apprendimento, li abbiamo avviati verso prove sempre più operative e concrete (quei compiti di realtà su cui in passato tanto si è discusso), ed è ora necessario ridisegnare il circolo virtuoso tra “quel che ci abbiamo messo” , gli esiti apprenditivi registrati (l’incremento o differenziale di valore in esito) e le prove / strumenti di accertamento prescelti, per pervenire ad una valutazione sommativa in senso proprio, non l’espressione di una media ma il risultato di un prodotto sempre superiore agli ingredienti utilizzati. Si intende dire che anche la valutazione sommativa disciplinare deve contenere in sé i caratteri di trasversalità che connotano la vita reale e le conoscenze e capacità ad essa applicate.

Insomma, quel che si vuol affermare, concludendo, è che l’approccio alla valutazione di questo fine d’anno non potrà essere quello degli anni passati e che, anzi, forse quello degli anni passati non potrà e giovevolmente non dovrà essere usato più in futuro, ferme restando le responsabilità e pertinenze del corpo docente: “La valutazione e’ espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche.” (DPR 122/2009).

Quel che si vuol dire è che la “media” dei voti ha sempre meno senso e non misura l’accrescimento di consapevolezze determinato dalla didattica a distanza. E nemmeno dalla didattica in presenza. E che l’occasione ha consentito di scoprire un modo diverso di fare scuola come nuove possibilità date agli studenti di costruire consapevolmente il loro sapere. A queste nuove prospettive deve conformarsi la valutazione sommativa di fine anno, sintetizzata in voti ma in voti che ricostruiscono un percorso e danno conto di un progresso, attraverso la considerazione più ampia ed empatica delle esperinze maturate da ciascuno. 

Quel che si vuol dire è che, vivendo all’epoca del Covid, è capitato alla Scuola di saltare il fosso dove prima ci si era presentati esitanti e reticenti e di ritrovarsi sull’altra sponda del medesimo fiume, con qualche sicurezza in più e senz’altro uno sguardo diverso. Lo sguardo di chi sa di aver perso un ruolo totalizzante ma di averne guadagnato uno più solidale, ecologico, realistico e produttivo; di aver perso il ruolo di insegnante per aver guadagnato quello di “maestro”.   

Maturità, arriva la precettazione per i presidenti di commissione

da Il Sole 24 Ore

di Eugenio Bruno

Corsa contro il tempo per la maturità 2020. La ministra Lucia Azzolina ha firmato l’ordinanza che consente agli Uffici scolastici territoriali di “precettare”i presidenti di commissione mancanti. Consentendo loro di pescare anche tra i docenti con meno di 10 anni di servizio. Purché di ruolo. Nella speranza che il 17 giugno siano tutti al loro posto e, quindi, che l’esame di Stato in presenza possa cominciare.

I presidenti che non si trovano
A due settimane dal via, mancano ancora circa 1.200 presidenti di commissione – il 9,9% del totale, che è di quasi 12.900 – per lo svolgimento dell’esame di maturità che si terrà – in presenza – a partire dal prossimo 17 giugno e coinvolgerà circa 500mila studenti.Le maggiori defezioni si registrano al Nord, a causa di due fattori: i timori di tornare in classe con il contagio di Covid-19 ancora in atto e il possibile, mancato rientro di molti docenti originari del Sud che, complice la possibilità di insegnare a distanza, nel frattempo hanno lasciato la sede di servizio.

La precettazione dei provveditorati
’allarme sulla difficoltà di nominare i presidenti di commissione è stato lanciato nei giorni scorsi dall’Associazione nazionale presidi. Dopo le rassicurazioni a parole da parte della ministra Lucia Azzolina arriva anche la risposta scritta. Grazie all’ordinanza appena firmata i direttori degli Usr (gli ex provveditorati) potranno nominare coattivamente «il personale non inserito nell’elenco regionale dei presidenti e che non abbia presentato istanza di partecipazione».
In base al decreto ministeriale del 5 marzo 2019 potevano fare domanda di presidenza i dirigenti scolastici sia del primo che del secondo ciclo di istruzione (anche cessati dal servizio da massimo 3 anni) e gli insegnanti in cattedra da almeno da 10 anni. Ma in molti, per i motivi citati prima, si sono guardati bene dal farlo.

La carta di riserva
La stessa ordinanza permette poi agli uffici scolastici regionali di acquisire le disponibilità eventualmente arrivate dai prof universitari di I e II, dai ricercatori di tipo A e di tipo B previsti dalla legge Gelmini del 2010 e tra gli idocenti con meno di 10 anni di servizio, purché siano stati assunti a tempo indeterminato e non siano già impegnati nell’esame di Stato in veste di membri interni.
In alternativa, o in aggiunta, i direttori degli Usr potranno accorpare le commissioni all’interno della stessa scuola o anche tra scuole limitrofe. Sperando che queste contromisure bastino e che non ci sia una fuga di massa anche da parte dei commisari interni.

Maturità: il 75% degli studenti avrebbe voluto tornare a scuola l’ultimo giorno

da Il Sole 24 Ore

Nonostante gli sforzi per far rivedere gli studenti almeno un’altra volta, l’anno scolastico si concluderà da casa. Una decisione che è stata presa bene: l’80% dei 20mila alunni – di scuole medie e superiori – interpellati da Skuola.net la considera una scelta saggia; non ci sarebbero state, secondo loro, le condizioni per tornare.

Ma, nonostante la gran parte appoggi la decisione di non riaprire le scuole, il 75% dei maturandi avrebbe voluto tornare in classe per l’ultimo giorno o addirittura per le ultime settimane. Ma non, come si sarebbe portati a pensare, spinto dalla nostalgia. È vero, infatti, che più della metà dei ragazzi prossimi al diploma (57%) sottolinei come la quarantena abbia rovinato il suo ultimo anno. Ma per ragioni che esulano dal rapporto con i compagni: solo il 55% è dispiaciuto di non aver vissuto questi mesi a stretto contatto con persone che d’ora in poi difficilmente vedrà con la stessa frequenza; al 32% basta continuare a coltivare il rapporto con quelli con cui ha legato di più; il 13% confessa di non vedere l’ora di chiudere con la scuola. A mancare di più, semmai, è stato il fattore studio.

Dovendo indicare il tassello a cui ha rinunciato più a malincuore durante il lockdown, il 28% dei maturandi mette in cima la preparazione collettiva dell’esame; la gita di classe si piazza al secondo posto (22%), terza posizione per la quotidianità degli ultimi mesi di lezione (21%). A rafforzare questa tesi un altro paio di dati indicativi: meno della metà sta studiando il modo di festeggiare lo stesso la fine delle superiori (meglio concentrarsi sul maxi-orale), appena il 18% si è preoccupato di fare una foto di gruppo per ricordo; solamente il 35% avrebbe fatto carte false per fare la gita di quinto. E non è che guardando lo stato d’animo degli studenti delle classi intermedie la situazione cambi poi molto.

Si rafforza la maggioranza – più di 3 su 4 – che avrebbe voluto rientrare a scuola: al 50% gli sarebbe bastato l’ultimo giorno, il 27% avrebbe voluto rivivere la quotidianità della vita scolastica per qualche settimana in più. Ma questo sentimento non è così intenso da spingerli a trovare delle soluzioni alternative per celebrare la festa come si farebbe in condizioni normali: in pochissimi (6%) hanno già organizzato un ‘ultimo giorno’ fai-da-te e solo un altro 27% lo sta costruendo in questi giorni. In che modo? Anche qui, i riti si adattano alla situazione che stiamo vivendo; si segue il basso profilo: niente battaglia di gavettoni (la sta progettando solo 1 su 10), piuttosto si opta o per un’uscita collettiva (24%) o, ancora meglio, per una cena di gruppo (40%); ovviamente nel rispetto delle regole.

Risposta tiepida o, perlomeno, non così unanime come ci si aspetterebbe anche quando si affronta il capitolo gita scolastica. Solo 4 ragazzi su 10 avrebbero voluto farla a tutti i costi; il 28% se n’è fatto una ragione sin dai primi giorni di lockdown. Sorprendente, infine, che a 1 su 3 non pesi affatto di non essere partito (al 16% addirittura per niente, visto che si era già rassegnato all’annullamento della gita oppure non ci sarebbe andato).

Alunni con Dsa, proroga di un anno per le certificazioni

da Il Sole 24 Ore

di Eu. B.

Il ministero dell’Istruzione viene incontro agli alunni con Dsa e prolunga di un anno la validità delle certificazioni. A condizione che ci sia la richiesta della famiglia. A precisarlo è una nota del capo dipartimento Max Bruschi.

Le certificazioni di Dsa
I documenti che attestano la presenza di un disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa) sono rilasciate dai servizi di Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza (Npia) del Ssn. Ma anche questi servizi nei mesi scorsi hanno interrotto i rapporti con il pubblico a causa della pandemia.

La proroga a richiesta
La nota del ministero dell’Istruzione giudica «opportuno che le certificazioni di Dsa già in essere (che come da Accordo Stato-Regioni del 2012 andrebbero di norma rinnovate al cambio di ciclo) possano essere prorogate». A domanda della famiglia, chiarisce il documento. E fino a un anno dalla ripresa dei servizi di Neuropsichiatria infantile. Così da garantire il diritto allo studio (e al sostegno) dei diretti interessati.

Concorso Dirigenti scolastici, Tar: i quiz preselettivi sono legittimi

da Orizzontescuola

di Laura Biarella

Il Tar Lazio (Sez. III Bis), nella sentenza n. 5799 del I giugno 2020, ha precisato che l’espletamento delle procedure preselettive basate sui test è conforme alla legge, in quanto tale modalità semplifica ed accelera l’iter concorsuale, così consentendo di ridurre il numero dei partecipanti alle prove scritte tramite un meccanismo semplice e tale da garantire la parità di trattamento degli interessati.

La vicenda. Alcuni candidati al concorso per il reclutamento dei DS, che non avevano superato le relative prove, hanno adito il Tar per l’annullamento delle clausole del bando con le quali era stata disposta la prova preselettiva (quiz) del concorso e costituita una commissione di esperti per la redazione della batteria di quesiti.

La legittimità delle prove preselettive basate su test. I giudici si sono già pronunziati sulla conformità a legge dell’espletamento delle procedure preselettive basate su test, in quanto tale modalità semplifica ed accelera l’iter concorsuale, in tal modo consentendo di ridimensionare il numero dei partecipanti alle prove scritte tramite un meccanismo semplice e tale da garantire la parità di trattamento degli interessati (Tar Lazio, Roma, n. 603/2011).

100 minuti per 100 domande. La giurisprudenza amministrativa si è già espressa in merito alla questione dei 100 minuti assegnati per rispondere a 100 domande, rilevando che il candidato, che dispone di un lasso di tempo molto limitato, deve procedere in via logica a rispondere prioritariamente ai quiz sui quali si sente particolarmente sicuro, riservando alla parte finale della sua applicazione intellettuale la soluzione dei quiz che ritiene più problematici (TAR Lazio sezione III bis, 10 marzo 2010, n. 3652).

La predisposizione di quesiti particolarmente complessi e l’annerimento delle risposte corrette. La scelta degli argomenti e il grado di difficoltà dei quesiti rientrano nell’ambito della discrezionalità della commissione. La necessità di annerire le risposte corrette, e non di barrarle, non ha alterato la par condicio fra i partecipanti alla prova preselettiva, atteso che il materiale fornito agli interessati (“librone”) e le modalità di svolgimento di tale prova (annerimento delle risposte corrette) sono state le medesime per tutti i concorrenti (Cons. di Stato, Sez. VI, 4 febbraio 2015, n. 1057), tanto più che l’abitudine a sfogliare libri anche voluminosi e a esercitare la memoria costituiscono attitudine che ben può essere valutata al fine della selezione di dirigenti scolastici.

Gli errori nella formulazione di alcuni quiz. La giurisprudenza (T.A.R. Campobasso Molise, 24 febbraio 2010) ha già ritenuto che, a fronte dell’errata formulazione di taluni quiz in una procedura concorsuale, tutti i candidati, non solo i ricorrenti, si sarebbero trovati dinanzi alla medesima evenienza di dover risolvere i quesiti erroneamente formulati, con conseguente sostanziale persistenza delle condizioni di par condicio, sia pure nella comune difficoltà ingenerata dall’inconveniente occorso.

L’affidamento della elaborazione della batteria a gruppi di soggetti esterni. Il collegio ha rilevato che ciò è espressamente consentito dall’art. 7, c. 2 bis del d.P.R. n. 487/1994, secondo cui: “Le prove di esame possono essere precedute da forme di preselezione predisposte anche da aziende specializzate in selezione di personale. I contenuti di ciascuna prova sono disciplinati dalle singole amministrazioni le quali possono prevedere che le prove stesse siano predisposte anche sulla base di programmi elaborati da esperti in selezione”. Gli stessi giudici, infine, hanno precisato che il gruppo di esperti non è qualificabile come una Commissione di concorso, bensì come mero organo tecnico di supporto per la predisposizione della batteria dei quesiti.

Relazione coordinata scuola primaria dell’équipe pedagogica: come strutturarla

da Orizzontescuola

di Antonio Fundaro

Pervengono molteplici richieste relative alla strutturazione di una relazione coordinata per la scuola Primaria che, a differenza della secondaria di primo grado e superiore, non ha un vincolo normativo di tipo disciplinare, privilegiando, da sempre, la coordinata, meglio rispondente allo spirito della legge che vuole un percorso unitario di sviluppo dei nostri alunni e che, quindi, meglio necessita di un processo valutativo di tipo coordinato e svincolato dalle discipline e dalle educazioni

La scuola Primaria

La scuola primaria fa parte del primo ciclo di istruzione, articolato in due percorsi scolastici consecutivi e obbligatori: la scuola primaria che dura cinque anni, e la scuola secondaria di primo grado che dura tre anni.

La scuola primaria:

  • promuove, nel rispetto delle diversità individuali, lo sviluppo della personalità
  • permette di acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità di base fino alle prime sistemazioni logico-critiche
  • favorisce l’apprendimento dei mezzi espressivi, inclusa l’alfabetizzazione in almeno una lingua dell’Unione europea (inglese) oltre alla lingua italiana
  • pone le basi per l’utilizzazione di metodologie scientifiche nello studio del mondo naturale, dei suoi fenomeni e delle sue leggi
  • valorizza le capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo
  • educa i giovani cittadini ai principi fondamentali della convivenza civile (Legge 53 del 2003).

Il passaggio alla scuola secondaria di primo grado, al termine della quinta classe, non prevede più che gli alunni sostengano un esame.

Il Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 2009 ha disciplinato il riordino del primo ciclo (e della scuola dell’infanzia).

Il Decreto del Presidente della Repubblica 122 del 2009 ha previsto il coordinamento delle norme per la valutazione degli alunni.

Discipline di studio

Il decreto ministeriale 254 del 2012 ha individuato le discipline di studio per gli alunni delle scuole primarie (obbligatorie dall’anno scolastico 2013/2014):

– Italiano

– Lingua inglese

– Storia

– Geografia

– Matematica

– Scienze

– Musica

– Arte e immagine

– Educazione fisica

– Tecnologia.

A queste discipline si aggiunge l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, introdotto con la legge 169 del 2008.

Inoltre, per gli alunni che se ne avvalgano, è previsto l’insegnamento della religione cattolica per due ore settimanali. Gli alunni che non si avvalgono di tale insegnamento possono scegliere tra lo studio di una materia alternativa, lo studio individuale assistito o possono richiedere l’ingresso posticipato o l’uscita anticipata.

Indicazioni nazionali

Le Indicazioni nazionali intendono fissare gli obiettivi generali, gli obiettivi di apprendimento e i relativi traguardi per lo sviluppo delle competenze dei bambini e ragazzi per ciascuna disciplina o campo di esperienza.

La normativa

Il Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62 recante “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00070)” all’Articolo 3 “Ammissione alla classe successiva nella scuola primaria” prevede che le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione (ciò prescindendo l’OM n. 11 del 16 maggio 2020); che nel caso in cui le valutazioni periodiche o finali delle alunne e degli alunni indichino livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione, l’istituzione scolastica, nell’ambito dell’autonomia didattica e organizzativa, attiva specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento.

I docenti della classe in sede di scrutinio, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunna o l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.

Fatte queste premesse è evidente che una relazione ha la necessità di controllare tutti i processi posti in essere.

La relazione e la sua strutturazione

Forniamo, a seguire, alcuni suggerimenti pratici, per completare la relazione. Eccoli, naturalmente da adattare ai casi e considerando che si tratta sempre di suggerimenti che vanno rimodulati, adattati alle situazioni di ciascuna classe.

Presentazione della classe

La classe ___ è composta da ___ alunni: (___ femmine e ___ maschi).

Non sono presenti alunni con disabilità.

Situazione della classe

Gli allievi hanno mostrato nei confronti delle discipline un atteggiamento positive e una partecipazione generalmente attiva. La preparazione è globalmente eterogenea complessivamente accettabile.

L’autonomia di lavoro è buona.

Rapporto della classe con gli insegnanti

Il rapporto con gli insegnanti è stato abbastanza costruttivo, anche se, in taluni casi, talvolta difficoltoso a causa di approcci caratteriali piuttosto difficili da modificare nonostante un quinquennale impegno dei docenti di classe.

Svolgimento della programmazione

I contenuti della progettazione sono stati tutti effettivamente svolti.

I contenuti essenziali delle diverse discipline, nonostante una iniziale difficolta causa della DaD, sono stati declinati in maniera adeguata alla classe frequentata.

Obiettivi conseguiti

Gli obiettivi educativi generali sono stati acquisiti.

Rispetto alla situazione di partenza ed alla sua evoluzione nel corso dell’anno, la classe è complessivamente migliorata.

Gli obiettivi generali delle discipline sono stati perseguiti giungendo a risultati complessivamente positive.

L’autonomia di lavoro è nel complesso adeguata.

Valutazione sulla DaD

I docenti, a seguito della mutata condizione erogativa della didattica, sono riusciti a creare un percorso didattico educativo meglio rispondente alle mutate esigenze e forme di insegnamento determinatesi a causa dell’emergenza sanitario nazionale; ritenendo che ri-progettare non voglia dire andare al ribasso, “ridurre” o “ritagliare” le competenze, le abilità o le micro-abilità.

Per tali ragioni si è provveduti a verificare la situazione attuale della classe, ovvero a verificare: quanti sono gli alunni che fruiscono costantemente della DAD; quelli che forniscono feedback; qui alunni che non partecipano costantemente; gli alunni che non sono stati raggiunti dalla DAD.

Il 100% degli studenti è stato raggiunto da alcuni insegnanti con l’utilizzo, almeno iniziale, di WhatsApp che ha permesso un primo puntuale screening sulla capacità familiare di servirsi della DaD. Fatto ciò e stabilite relazioni stabili e proficue sono state attivate nel loro complesso le strumentalità digitali.

A seguito di ciò il 95% ha seguito le videolezioni in streaming, in piattaforma Google Classroom e su WeSchool learning, il 9% ha avuto delle consegne da svolgere e le ha riconsegnate, percentuali minori di studenti hanno studiato su dispense e altro materiale fornito dagli insegnanti o hanno visto dei video o dei documentari online.

Il 70% ha studiato dai libri di testo, mentre il 45% ha preso visione di videolezioni registrate.

Quasi tutti hanno svolto attività di progetto più complesse o ascoltato audio lezioni e podcast.

Le videolezioni sono state realizzate dal 100% degli insegnanti, mentre il 90% ha dato compiti da

svolgere e consegnare, il 70% ha fornito dispense. Il 50% degli insegnanti ha richiesto l’integrazione delle modalità di apprendimento con lo studio dai libri di testo.

Praticamente il 95% gli studenti utilizzano Google Classroom come piattaforma per la gestione delle attività online. Il 95% utilizza anche il registro elettronico, il 70% ha fatto ricorso a YouTube, mentre il 100% ha ricevuto indicazioni tramite Whatsapp dagli insegnanti.

Il registro elettronico, in effetti, è utilizzato dal 100% degli insegnanti come strumento per la didattica online, mentre tutti i docenti usano Classroom (tranne la collega Cardinale che usa WeSchool). Alte le percentuali (100%) degli insegnanti utilizzano anche Google Meet e Gmail.

Lo smartphone è utilizzato da quasi la totalità degli studenti, i quali utilizzano comunque anche computer e tablet, mentre lo strumento più utilizzato dagli insegnanti è il computer portatile. Solo un bambino di fatto non ha mai toccato il pc in tutto il periodo. Per lo stesso, come per chi lo ha in prestito, è stata fatta apposita segnalazione al DS.

Molto positivo è il giudizio degli studenti in merito al dialogo instaurato con gli insegnanti, e la valutazione è ricambiata dagli insegnanti, sebbene con più moderazione.

Gli insegnanti sono comunque generalmente soddisfatti dell’impegno degli studenti.

Le fasce di livello risultano essere state fissate nell’ultima occasione utile per fotografare la classe, ovvero la valutazione di primo quadrimestre. Nulla, da allora, è mutato, ne poteva accadere il contrario considerato il turbolento periodo pre-sospensione delle attività di didattiche.

Per ciò che, invece, riguarda la percezione dell’attività a distanza si rappresenta che:

Per quanto riguarda il rapporto che si ha con la didattica online, una fetta di studenti (15%) ritiene che stia imparando di meno, ma in compenso sta sviluppando altre competenze. Il 5% dichiara di fare fatica, e il 60% che si imparano meno cose, ma bisogna adattarsi.

I docenti, dal canto loro, hanno accettato la sfida della didattica online: molti affrontano positivamente le difficoltà che incontrano, altri, in uguale percentuale, si stanno adattando a questa nuova esigenza. Solo il 9,4% aveva già sperimentato, prima dell’emergenza, questa modalità. Il 60% degli studenti pensa che la didattica a distanza possa essere utile solo per particolari esigenze o situazioni, mentre la percentuale di chi la ritiene solo un ripiego supera quella di coloro che la vorrebbero regolarmente integrata nella didattica di tutti i giorni. L’organizzazione che la scuola ha messo in piedi per fronteggiare questo periodo di emergenza è giudicata molto positivamente dagli studenti.

Le difficoltà incontrate dagli studenti riguardano soprattutto la lentezza o la mancanza del collegamento a Internet (35,5%) e quelle nell’organizzare il proprio studio (40).

Lo stato d’animo di questi giorni di emergenza e preoccupazione pesa in maniera distribuita tra gli studenti. Infine, molto alta è la percentuale degli studenti che in questi giorni utilizza la Rete anche per altri scopi, diversi dallo studio, soprattutto per comunicare sui social.

I docenti utilizzano le seguenti metodologie

Studio in autonomia

Cooperative Learning (se attuabile in base alle strumentazioni in uso agli alunni)

Equilibrato e dosato impegno on line (indicare durata massima lezione sincrona)

Videolezioni (indicare durata massima)

Audiolezioni (indicare durata massima)

Questo impegno ha garantito un approccio didattico basato sullo sviluppo delle competenze, orientato all’imparare a imparare, allo spirito di collaborazione, all’interazione autonoma, costruttiva ed efficace dello studente – e si articola attraverso l’uso della bacheca di Argo (per comunicare quotidianamente argomenti e attività a famiglie, studenti e docenti); l’utilizzo della piattaforma WeSchool, snella e colorata, che permette: la consultazione del libro di testo in versione digitale – con tutti i suoi strumenti e allegati extra – e lo svolgimento degli esercizi proposti, anche direttamente online; la catalogazione ordinata per tematiche degli argomenti affrontati (che restano sempre a disposizione del bambino, rendendo l’apprendimento leggero, flessibile e divertente ed evitando un eccessivo carico di lavoro); la possibilità di aggiungere video, audio, materiale scaricabile o stampabile, immagini, link a siti di interesse, documenti di vario genere per garantire una personalizzazione dello studio nonché un approfondimento e un aggiornamento continuo della materia, anche accogliendo suggerimenti, curiosità e desideri dei bambini stessi o delle famiglie.

Queste premesse sono di auspicio ad una ri-progettazione coerente con le necessità del contesto classe.

Distribuzione degli alunni per fasce di livello

In relazione ai diversi livelli di partenza e alle capacità individuali, gli obiettivi delle discipline sono stati raggiunti in modo:

 Eccellente per i seguenti allievi:

strategie utilizzate

o lettura ed analisi più approfondita di testi specifici

o approfondimento e rielaborazione dei contenuti disciplinari

o ricerche e altre attività laboratoriali

o valorizzazione di interessi extrascolastici positive

 Avanzato per i seguenti allievi:

strategie utilizzate

o individuazione dei concetti chiave e successiva schematizzazione

o esercitazioni guidate finalizzate ad un controllo autonomo del lavoro svolto

o controllo sistematico del lavoro svolto o rielaborazione di contenuti disciplinari

o esercitazioni per l’uso corretto delle regole e dei concetti

 Intermedio per i seguenti allievi:

strategie utilizzate

o lavori differenziati per singoli alunni e/o gruppi o esercizi di lettura e tecnica di comprensione

o esposizione guidata di semplici contenuti disciplinari o coinvolgimento in tutte le attività programmate

o attribuzione di compiti di difficoltà crescente in vista dell’acquisizione dei contenuti adeguati

 Essenziale per i seguenti allievi:.

strategie utilizzate

o lavori di gruppo o attribuzione incarichi da svolgere insieme ai compagni in vista di una progressiva autonomia

o esercizi di schematizzazione e di riorganizzazione logica dei contenuti

o acquisizione di atteggiamenti comportamentali autonomi

 parziale per i seguenti:

strategie utilizzate

o lavori di gruppo o attribuzione incarichi da svolgere insieme ai compagni in vista di una progressiva autonomia

o esercizi di schematizzazione e di riorganizzazione logica dei contenuti

o acquisizione di atteggiamenti comportamentali autonomi

Obiettivi didattico-educativi e traguardi per lo sviluppo delle competenze

Nel definire il profilo finale dello studente al termine di questo quinto anno della Primaria i docenti hanno scelto di partire dalle 8 competenze chiave per l’apprendimento permanente definite dal Parlamento Europeo con raccomandazione del 18 dicembre2006, che l’Italia ha recepito come obiettivo generale del processo formativo del sistema pubblico di istruzione. Esse rappresentano, come precisa la premessa alle indicazioni, la finalità generale dell’istruzione e dell’educazione e spiegano le motivazioni dell’apprendimento stesso.

Le “Indicazioni per il curricolo 2012”, definiscono le 8 competenze chiave, “Metacompetenze”, poiché sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione.

Abbiamo agito avendo presente:

* 1 comunicazione nella madrelingua

* 2 comunicazione nelle lingue straniere

* 3 competenza matematica e di base in scienze e tecnologia

* 4 competenza digitale

* 5 imparare ad imparare

* 6 competenze sociali e civiche

* 7 spirito di iniziativa e imprenditorialità

* 8 consapevolezza ed espressione culturale

Ragion per cui, possiamo affermare che gli studenti, quasi tutti, al termine del primo quinquennio del Primo ciclo, attraverso gli apprendimenti sviluppati a scuola, lo studio personale, le esperienze educative vissute in famiglia e nella comunità è stato in grado di iniziare ad affrontare in autonomia e con responsabilità le situazioni di vita tipiche della propria età, riflettendo ed esprimendo la propria personalità.

I nostri alunni hanno consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti, utilizzano gli strumenti di conoscenza per comprendere se stesso e gli altri, per riconoscere e apprezzare le diverse identità, le tradizioni culturali e religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco.

Interpretano i sistemi simbolici e culturali della società, orientano le proprie scelte in modo consapevole, rispettano le regole condivise, collaborano con gli altri per la costruzione del bene comune esprimendo le proprie personali opinioni e sensibilità.

Si impegnano per portare a compimento il lavoro iniziato da solo o insieme ad altri.

Dimostrano una certa padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere enunciati e testi, di esprimere le proprie idee, di adottare un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni.

Nell’incontro con persone di diverse nazionalità sono in grado di esprimersi a livello elementare in lingua inglese e di affrontare una comunicazione essenziale, in semplici situazioni di vita quotidiana, in una seconda lingua europea.

Riescono ad utilizzare una lingua europea nell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione: posta elettronica, navigazione web, socia! network, blog.

Le loro conoscenze matematiche e scientifico-tecnologiche consentono loro di analizzare dati e fatti della realtà e di verificare l’attendibilità delle analisi quantitative e statistiche proposte da altri.

Il possesso di un pensiero razionale sviluppato consente loro di affrontare problemi e situazioni sulla base di elementi certi e di avere consapevolezza dei limiti delle affermazioni che riguardano questioni complesse che non si prestano a spiegazioni univoche.

Si orientano nello spazio e nel tempo dando espressione a curiosità e ricerca di senso; osserva ed interpreta ambienti, fatti, fenomeni e produzioni artistiche. Hanno buone competenze digitali, usano con consapevolezza le tecnologie della comunicazione per ricercare e analizzare dati e informazioni, per distinguere informazioni attendibili da quelle che necessitano di approfondimento, di controllo e di verifica e per interagire con soggetti diversi nel mondo.

Possiedono un patrimonio di conoscenze e nozioni di base ed è allo stesso tempo capace di ricercare e di procurarsi velocemente nuove informazioni e impegnarsi in nuovi apprendimenti anche in modo autonomo. Hanno cura e rispetto di sè, come presupposto di un sano e corretto stile di vita. Hanno assimilato il senso e la necessità del rispetto delle regole nella convivenza civile. Hanno attenzione per il bene comune e per le funzioni pubbliche alle quali partecipa nelle diverse forme in cui questa può avvenire: momenti educativi informali e non formali, esposizione pubblica del proprio lavoro, occasioni rituali nelle comunità che frequenta, azioni di solidarietà, manifestazioni sportive non agonistiche, volontariato, ecc. Dimostrano originalità e spirito di iniziativa. Si assumono le proprie responsabilità e chiedono aiuto quando si trovano in difficoltà e sanno fornire aiuto a chi lo chiede. In relazione alle proprie potenzialità e al proprio talento si impegnano in campi espressivi motori ed artistici che sono loro congeniali. Sono disposti ad analizzare loro stessi e a misurarsi con le novità e gli imprevisti.

Contenuti disciplinari

I programmi relativi a ciascuna disciplina sono stati svolti interamente nei modi e nei tempi previsti e risultano assimilati, sia pure in maniera diversa, da quasi tutti gli alunni.

Ambito linguistico

Italiano

 L’allievo partecipa a scambi comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni e insegnanti rispettando il turno e formulando messaggi chiari e pertinenti, in un registro il più possibile adeguato alla situazione.  Ascolta e comprende testi orali “diretti” o “trasmessi” dai media cogliendone il senso, le informazioni principali e lo scopo.  Legge e comprende testi di vario tipo, continui e non continui, ne individua il senso globale e le informazioni principali, utilizzando strategie di lettura adeguate agli scopi.  Utilizza abilità funzionali allo studio: individua nei testi scritti informazioni utili per l’apprendimento di un argomento dato e le mette in relazione; le sintetizza, in funzione anche dell’esposizione orale; acquisisce un primo nucleo di terminologia specifica.  Legge testi di vario genere facenti parte della letteratura per l’infanzia, sia a voce alta sia in lettura silenziosa e autonoma e formula su di essi giudizi personali.  Scrive testi corretti nell’ortografia, chiari e coerenti, legati all’esperienza e alle diverse occasioni di scrittura che la scuola offre; rielabora testi parafrasandoli, completandoli, trasformandoli.  Capisce e utilizza nell’uso orale e scritto i vocaboli fondamentali e quelli di alto uso; capisce e utilizza i più frequenti termini specifici legati alle discipline di studio.  Riflette sui testi propri e altrui per cogliere regolarità morfosintattiche e caratteristiche del lessico; riconosce che le diverse scelte linguistiche sono correlate alla varietà di situazioni comunicative.  È consapevole che nella comunicazione sono usate varietà diverse di lingua e lingue differenti (plurilinguismo).  Padroneggia e applica in situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative all’organizzazione logico-sintattica della frase semplice, alle parti del discorso (o categorie lessicali) e ai principali connettivi.

Inglese

(I traguardi sono riconducibili al Livello A1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue del Consiglio d’Europa)  L’alunno comprende brevi messaggi orali e scritti relativi ad ambiti familiari.  Descrive oralmente e per iscritto, in modo semplice, aspetti del proprio vissuto e del proprio ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni immediati.  Interagisce nel gioco; comunica in modo comprensibile, anche con espressioni e frasi memorizzate, in scambi di informazioni semplici e di routine.  Svolge i compiti secondo le indicazioni date in lingua straniera dall’insegnante, chiedendo eventualmente spiegazioni.  Individua alcuni elementi culturali e coglie rapporti tra forme linguistiche e usi della lingua straniera.

Ambito logico matematico

Matematica

 L’alunno si muove con sicurezza nel calcolo scritto e mentale con i numeri naturali e sa valutare l’opportunità di ricorrere a una calcolatrice.  Riconosce e rappresenta forme del piano e dello spazio, relazioni e strutture che si trovano in natura o che sono state create dall’uomo.  Descrive, denomina e classifica figure in base a caratteristiche geometriche, ne determina misure, progetta e costruisce modelli concreti di vario tipo.  Utilizza strumenti per il disegno geometrico (riga, compasso, squadra) e i più comuni strumenti di misura (metro, goniometro…).  Ricerca dati per ricavare informazioni e costruisce rappresentazioni (tabelle e grafici) Ricava informazioni anche da dati rappresentati in tabelle e grafici.  Riconosce e quantifica, in casi semplici, situazioni di incertezza.  Legge e comprende testi che coinvolgono aspetti logici e matematici.  Riesce a risolvere facili problemi in tutti gli ambiti di contenuto, mantenendo il controllo sia sul processo risolutivo, sia sui risultati. Descrive il procedimento seguito e riconosce strategie di soluzione diverse dalla propria.  Costruisce ragionamenti formulando ipotesi, sostenendo le proprie idee e confrontandosi con il punto di vista di altri.  Riconosce e utilizza rappresentazioni diverse di oggetti matematici (numeri decimali, frazioni, percentuali, scale di riduzione…).  Sviluppa un atteggiamento positivo rispetto alla matematica, attraverso esperienze significative, che gli hanno fatto intuire come gli strumenti matematici che ha imparato ad utilizzare siano utili per operare nella realtà

Scienze

 L’alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità e modi di guardare il mondo che lo stimolano a cercare spiegazioni di quello che vede succedere.  Esplora i fenomeni con un approccio scientifico: con l’aiuto dell’insegnante, dei compagni, in modo autonomo, osserva e descrive lo svolgersi dei fatti, formula domande, anche sulla base di ipotesi personali, propone e realizza semplici esperimenti.  Individua nei fenomeni somiglianze e differenze, fa misurazioni, registra dati significativi, identifica relazioni spazio/temporali.  Individua aspetti quantitativi e qualitativi nei fenomeni, produce rappresentazioni grafiche e schemi di livello adeguato, elabora semplici modelli.  Riconosce le principali caratteristiche e i modi di vivere di organismi animali e vegetali.  Ha consapevolezza della struttura e dello sviluppo del proprio corpo, nei suoi diversi organi e apparati, ne riconosce e descrive il funzionamento, utilizzando modelli intuitivi ed ha cura della sua salute.  Ha atteggiamenti di cura verso l’ambiente scolastico che condivide con gli altri; rispetta e apprezza il valore dell’ambiente sociale e naturale.  Espone in forma chiara ciò che ha sperimentato, utilizzando linguaggi o appropriato.  Trova da varie fonti (libri, internet, discorsi degli adulti ecc.) informazioni e spiegazioni sui problemi che lo interessano.

Tecnologia

 L’alunno riconosce e identifica nell’ambiente che lo circonda elementi e fenomeni di tipo artificiale.  È a conoscenza di alcuni processi di trasformazione di risorse e di consumo di energia, e del relativo impatto ambientale.  Conosce e utilizza semplici oggetti e strumenti di uso quotidiano ed è in grado di descriverne la funzione principale e la struttura e di spiegarne il funzionamento.  Sa ricavare informazioni utili su proprietà e caratteristiche di beni o servizi leggendo etichette, volantini o altra documentazione tecnica e commerciale.  Si orienta tra i diversi mezzi di comunicazione ed è in grado di farne un uso adeguato a seconda delle diverse situazioni.  Produce semplici modelli o rappresentazioni grafiche del proprio operato utilizzando elementi del disegno tecnico o strumenti multimediali.  Inizia a riconoscere in modo critico le caratteristiche, le funzioni e i limiti della tecnologia attuale.

Ambito antropologico

Storia

 L’alunno riconosce elementi significativi del passato del suo ambiente di vita.  Riconosce e esplora in modo via via più approfondito le tracce storiche presenti nel territorio e  Comprende l’importanza del patrimonio artistico e culturale.  Usa la linea del tempo per organizzare informazioni, conoscenze, periodi e individuare successioni, contemporaneità, durate, periodizzazioni.  Individua le relazioni tra gruppi umani e contesti spaziali.  Organizza le informazioni e le conoscenze, tematizzando e usando le concettualizzazioni pertinenti.  Comprende i testi storici proposti e sa individuarne le caratteristiche.  Usa carte geo-storiche, anche con l’ausilio di strumenti informatici.  Racconta i fatti studiati e sa produrre semplici testi storici, anche con risorse digitali.  Comprende avvenimenti, fatti e fenomeni delle società e civiltà che hanno caratterizzato la storia dell’umanità dal paleolitico alla fine del mondo antico con possibilità di apertura e di confronto con la contemporaneità.  Comprende aspetti fondamentali del passato dell’Italia dal paleolitico alla fine dell’impero romano d’Occidente, con possibilità di apertura e di confronto con la contemporaneità.

Geografia

 L’alunno si orienta nello spazio circostante e sulle carte geografiche, utilizzando riferimenti topologici e punti cardinali.  Utilizza il linguaggio della geograficità per interpretare carte geografiche e globo terrestre, realizzare semplici schizzi cartografici e carte tematiche, progettare percorsi e itinerari di viaggio.  Ricava informazioni geografiche da una pluralità di fonti (cartografiche e satellitari, tecnologie digitali, fotografiche, artisticoletterarie).  Riconosce e denomina i principali “oggetti” geografici fisici (fiumi, monti, pianure, coste, colline, laghi, mari, oceani, ecc.)  Individua i caratteri che connotano i paesaggi (di montagna, collina, pianura, vulcanici, ecc.) con particolare attenzione a quelli italiani, e individua analogie e differenze con i principali paesaggi europei e di altri continenti.  Coglie nei paesaggi mondiali della storia le progressive trasformazioni operate dall’uomo sul paesaggio naturale.  Si rende conto che lo spazio geografico è un sistema territoriale, costituito da elementi fisici e antropici legati da rapporti di connessione e/o di interdipendenza.

Cittadinanza e costituzione

Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale. Non dobbiamo dimenticare che fino a tempi assai recenti la scuola ha avuto il compito di formare cittadini nazionali attraverso una cultura omogenea.

Oggi, invece, può porsi il compito più ampio di educare alla convivenza proprio attraverso la valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente. La finalità è una cittadinanza che certo permane coesa e vincolata ai valori fondanti della tradizione nazionale, ma che può essere alimentata da una varietà di espressioni ed esperienze personali molto più ricca che in passato.

Per educare a questa cittadinanza unitaria e plurale a un tempo, una via privilegiata è proprio la conoscenza e la trasmissione delle nostre tradizioni e memorie nazionali: non si possono realizzare appieno le possibilità del presente senza una profonda memoria e condivisione delle radici storiche.

A tal fine abbiamo lavorato, come team docente, per garantire una piena valorizzazione dei beni culturali presenti sul territorio nazionale, proprio per arricchire l’es­perienza quotidiana dello studente con culture materiali, espressioni artistiche, idee, valori che sono il lascito vitale di altri tempi e di altri luoghi.

È compito peculiare di questo ciclo scolastico porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva, potenziando e ampliando gli apprendimenti promossi nella scuola dell’infanzia.

L’educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che consentano di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente e che favoriscano forme di cooperazione e di solidarietà. Questa fase del processo formativo è il terreno favorevole per lo sviluppo di un’adesione consapevole a valori condivisi e di atteggiamenti cooperativi e collaborativi che costituiscono la condizione per praticare la convivenza civile.

Obiettivi irrinunciabili dell’educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un’etica della responsabilità, che si realizzano nel dovere di scegliere e agire in modo consapevole e che implicano l’impegno a elaborare idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita, a partire dalla vita quotidiana a scuola e dal personale coinvolgimento in routine consuetudinarie che possono riguardare la pulizia e il buon uso dei luoghi, la cura del giardino o del cortile, la custodia dei sussidi, la documentazione, le prime forme di partecipazione alle decisioni comuni, le piccole riparazioni, l’organizzazione del lavoro comune, ecc.

Accanto ai valori e alle competenze inerenti la cittadinanza, la scuola del primo ciclo include nel proprio curricolo la prima conoscenza della Costituzione della Repubblica italiana. Gli allievi imparano così a riconoscere e a rispettare i valori sanciti e tutelati nella Costituzione, in particolare i diritti inviolabili di ogni essere umano (articolo 2), il riconoscimento della pari dignità sociale (articolo 3), il dovere di contribuire in modo concreto alla qualità della vita della società (articolo 4), la libertà di religione (articolo 8), le varie forme di libertà (articoli 13-21). Imparano altresì l’importanza delle procedure nell’esercizio della cittadinanza e la distinzione tra diversi compiti, ruoli e poteri. Questo favorisce una prima conoscenza di come sono organizzate la nostra società (articoli 35-54) e le nostre istituzioni politiche (articoli 55-96). Al tempo stesso contribuisce a dare un valore più largo e consapevole alla partecipazione alla vita della scuola intesa come comunità che funziona sulla base di regole condivise.

Parte integrante dei diritti costituzionali e di cittadinanza è il diritto alla parola (articolo 21) il cui esercizio dovrà essere prioritariamente tutelato ed incoraggiato in ogni contesto scolastico e in ciascun alunno, avendo particolare attenzione a sviluppare le regole di una conversazione corretta. È attraverso la parola e il dialogo tra interlocutori che si rispettano reciprocamente, infatti, che si costruiscono significati condivisi e si opera per sanare le divergenze, per acquisire punti di vista nuovi, per negoziare e dare un senso positivo alle differenze così come per prevenire e regolare i conflitti.

La lingua italiana costituisce il primo strumento di comunicazione e di accesso ai saperi. La lingua scritta, in particolare, rappresenta un mezzo decisivo per l’esplorazione del mondo, l’organizzazione del pensiero e per la riflessione sull’esperienza e il sapere dell’umanità.

È responsabilità di tutti i docenti garantire la padronanza della lingua italiana, valorizzando al contempo gli idiomi nativi e le lingue comunitarie. Così intesa, la scuola diventa luogo privilegiato di apprendimento e di confronto libero e pluralistico.

Ambito delle educazioni

Musica

 L’alunno esplora, discrimina ed elabora eventi sonori dal punto di vista qualitativo, spaziale e in riferimento alla loro fonte.  Esplora diverse possibilità espressive della voce, di oggetti sonori e strumenti musicali, imparando ad ascoltare se stesso e gli altri; fa uso di forme di notazione analogiche o codificate.  Articola combinazioni timbriche, ritmiche e melodiche, applicando schemi elementari; le esegue con la voce, il corpo e gli strumenti, ivi compresi quelli della tecnologia informatica. Improvvisa liberamente e in modo creativo, imparando gradualmente a dominare tecniche e materiali, suoni e silenzi.  Esegue, da solo e in gruppo, semplici brani vocali o strumentali, appartenenti a generi e culture differenti, utilizzando anche strumenti didattici e auto-costruiti.  Riconosce gli elementi costitutivi di un semplice brano musicale, utilizzandoli nella pratica.  Ascolta, interpreta e descrive brani musicali di diverso genere.

Arte e immagine

 L’alunno utilizza le conoscenze e le abilità relative al linguaggio visivo per produrre varie tipologie di testi visivi (espressivi, narrativi, rappresentativi e comunicativi) e rielaborare in modo creativo le immagini con molteplici tecniche, materiali e strumenti (grafico-espressivi, pittorici e plastici, ma anche audiovisivi e multimediali).  È in grado di osservare, esplorare, descrivere e leggere immagini (opere d’arte, fotografie, manifesti, fumetti ecc) e messaggi multimediali (spot, brevi filmati, videoclip ecc.)  Individua i principali aspetti formali dell’opera d’arte; apprezza le opere artistiche e artigianali provenienti da culture diverse dalla propria.  Conosce i principali beni artistico-culturali presenti nel proprio territorio e manifesta sensibilità e rispetto per la loro salvaguardia.

Motoria

 L’alunno acquisisce consapevolezza di sé attraverso la percezione del proprio corpo e la padronanza degli schemi motori e posturali nel continuo adattamento alle variabili spaziali e temporali contingenti.  Utilizza il linguaggio corporeo e motorio per comunicare ed esprimere i propri stati d’animo, anche attraverso la drammatizzazione e le esperienze ritmico-musicali e coreutiche.  Sperimenta una pluralità di esperienze che permettono di maturare competenze di gioco-sport anche come orientamento alla futura pratica sportiva.  Sperimenta, in forma semplificata e progressivamente sempre più complessa, diverse gestualità tecniche.  Agisce rispettando i criteri base di sicurezza per sè e per gli altri, sia nel movimento che nell’uso degli attrezzi e trasferisce tale competenza nell’ambiente scolastico ed extrascolastico.  Riconosce alcuni essenziali principi relativi al proprio benessere psico-fisico legati alla cura del proprio corpo, a un corretto regime alimentare e alla prevenzione dell’uso di sostanze che inducono dipendenza.  Comprende, all’interno delle varie occasioni di gioco e di sport, il valore delle regole e l’importanza di rispettarle.

Religione/attività alternativa

• L’alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare i contenuti principali del suo insegnamento alle tradizioni dell’ambiente in cui vive; riconosce il significato cristiano del Natale e della Pasqua, traendone motivo per interrogarsi sul valore di tali festività nell’esperienza personale, familiare e sociale.

• Riconosce che la Bibbia è il libro sacro per cristiani ed ebrei e documento fondamentale della nostra cultura, sapendola distinguere da altre tipologie di testi, tra cui quelli di altre religioni; identifica le caratteristiche essenziali di un brano biblico.

• Si confronta con l’esperienza religiosa e distingue la specificità della proposta di salvezza del cristianesimo; identifica nella Chiesa la comunità di coloro che credono in Gesù Cristo e si impegnano per mettere in pratica il suo insegnamento.

Metodologia

Il lavoro è stato organizzato tenendo conto della fisionomia della classe, delle esperienze pregresse della maggioranza, dei singoli e delle dinamiche relazionali dei gruppi.

Il cammino di apprendimento ha avuto come punto di partenza e riferimento costante l’esperienza vissuta dai ragazzi. Le lezioni hanno promosso il confronto e lo scambio di opinioni tra alunni e insegnanti, caratterizzando il percorso di apprendimento secondo la significatività dei contenuti nei confronti dell’allievo, dalla valorizzazione dei suoi interessi, dalla soddisfazione dei suoi bisogni, da uno sviluppo progressivo di concetti, capacità ed acquisizione dei codici comportamentali.

I metodi utilizzati sono stati:

• Metodo induttivo;

• Metodo deduttivo;

• Metodo scientifico;

• Metodo esperienziale;

• Lavoro di gruppo;

• Ricerche individuali e/o di gruppo;

• Problem solving;

• Scoperta guidata.

Altre metodologie

Brainstorming;

Problem solving;

Cooperative learning;

Ricerca-azione;

Discussione con intervento a riflesso;

Role play.

Strategie

esercizi di rinforzo;

corsi di recupero disciplinari;

materiale differenziato;

interventi dell’insegnante di sostegno;

lavori in piccoli gruppo;

interventi tempestivi in itinere durante le ore di insegnamento;

attività extra-curricolari;

adesione a progetti particolari.

Strategie didattiche personalizzate

Alunni con BES non certificati

Indicazione delle strategie adottate in rapporto ai singoli alunni con riferimento al PDP.

Caratteristiche del processo di apprendimento e comportamento

Riteniamo di avere vinto, insieme alla famiglia e, principalmente, all’alunno questa lunga battaglia formative iniziata in classe terza e andata Avanti sino ai primi due mesi di questo anno. Lo abbiamo fatto lavorando per:

Indicare dove emergono le difficoltà più rilevanti.

Selezionare le informazioni necessarie per eseguire la consegna.

Mantenere l’attenzione per il tempo utile a completare la consegna.

Seguire le istruzioni e rispettare le regole.

Regolare il comportamento.

Controllare / differire interventi inappropriati: aspettare il proprio turno nel gioco o nella conversazione …

Applicare in modo efficiente strategie di studio.

Costruire e mantenere relazioni positive con i coetanei.

Autoregolare le proprie emozioni.

Affrontare adeguatamente situazioni di frustrazione.

Evitare stati di eccessiva demotivazione ed ansia.

Controllare i livelli di aggressività.

Seguire i ritmi di apprendimento della classe a causa delle difficoltà attentive.

Siamo certi d’avere sufficientemente potenziato il nostro alunno rendendolo attore d’un processo virtuoso inizialmente inaspettabile.

Alunni con DSA certificati

Indicazione delle strategie adottate in rapporto ai singoli alunni con riferimento al PDP.

Fornire organizzatori anticipati e mappe semantiche per aiutare i ragazzi a rappresentare graficamente e verbalmente i collegamenti tra le informazioni

Scrivere le informazioni più importanti

Consegnare in anticipo il testo da leggere

Sollecitare la lettura strategica cooperativa

Insegnare le strategie di lettura (strategie di anticipazione: inferenze dal titolo e dalle figure, parole chiave).

Strategie per lo studio

Consegnare supporti preorganizzati per gli appunti

Fornire schemi incompleti e aperti

Favorire il lavoro a coppie

Evidenziare sulla pagina (con linee, frecce, cerchi o altri simboli e colori) i legami logici e i rimandi tra le varie parti.

Strategie metodologiche e didattiche

Valorizzare nella didattica di linguaggi comunicativi altri dal codice scritto (linguaggio iconografico, parlato), utilizzando mediatori didattici quali immagini, disegni e riepiloghi a voce

Utilizzare schemi e mappe concettuali

Insegnare l’uso di dispositivi extratestuali per lo studio (titolo, paragrafi, immagini) Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline

Dividere gli obiettivi di un compito in “sotto obiettivi”

Offrire anticipatamente schemi grafici relativi all’argomento di studio, per orientare l’alunno nella discriminazione delle informazioni essenziali

Privilegiare l’apprendimento dall’esperienza e la didattica laboratoriale

Promuovere processi metacognitivi per sollecitare nell’alunno l’autocontrollo e l’autovalutazione dei propri processi di apprendimento

Promuovere l’apprendimento collaborativo

Alunni con disabilità

Indicazione delle strategie adottate in rapporto ai singoli alunni con riferimento al PEI

Mezzi e strumenti

 Libri di testo

• Schede predisposte dall’insegnante

• Testi didattici di supporto, anche on line, durante la DaD

• Riviste e giornali

• Cartelloni

• Mediometraggi

• Computer, software didattici e multimediali, Internet

 Uscite sul territorio e/o visite guidate

• Giochi didattici

• Piattaforme dedicate

• Video su Youtube e su alcuni siti di case editoriali

Verifiche e valutazione

Verifica

La verifica, oltre a controllare l’apprendimento degli alunni e la validità della progettazione, nella scelta degli strumenti, ha tenuto conto di una distribuzione delle prove secondo una scansione lineare dell’anno graduandole in coerenza al piano programmatico e tenendo conto della DaD risposta allo stato di emergenza sanitaria che ha costretto gli insegnanti ad erogare la didattica su piattaforma.

Le modalità di verifica sono state:

Scritta

□ Componimenti, relazioni, sintesi

□ Grafici e tabelle

□ Prove a domanda aperta e risposta aperta

□ Prove a domanda aperta e risposta chiusa

□ Questionari a scelta multipla

□ Testi di completamento

□ Prove strutturate

□ Esercitazioni grafico pittoriche

□ Libere espressioni di creatività

□ Elaborati, saggi, componimenti

Orale

□ Relazione su attività svolte

□ Interrogazioni

□ Interventi in discussioni

□ Dialogo

□ Conversazioni spontanee e guidate su argomenti di studio

Processi e strumenti di valutazione

Il processo di valutazione è necessario per accertare la qualità delle competenze, delle abilità e delle conoscenze degli allievi; è in grado di raccogliere dati ed evidenze allo scopo di riprogettare migliori percorsi formativi, quindi è principalmente un servizio alla persona, perché è funzionale all’apprendimento.

Tramite la prassi valutativa i docenti intendono: educare gli allievi alla coscienza di sé e dei modi dell’apprendere; favorire l’autovalutazione; implementare la motivazione intrinseca e la tensione verso il continuo miglioramento; riconoscere, sviluppare e dare enfasi ai talenti di ciascuno.

Gli obiettivi da raggiungere in termini di prestazioni e i risultati attesi sono resi noti, per cui gli allievi sono a conoscenza delle mete cognitive da raggiungere e diventano consapevoli dei propri livelli di prestazione.

La valutazione è formativa

Valutare non significa semplicemente associare un numero o un giudizio ad una prova di verifica. Valutare significa raccogliere dati ed evidenze sui processi e gli esiti dell’apprendimento, così da riprogettare la didattica in funzione dei bisogni formativi degli allievi, con lo scopo di migliorare la qualità delle loro competenze e del loro apprendimento. Le prassi valutative guardano ai processi dell’imparare, più che al prodotto misurabile e quantificabile, riconoscendo tuttavia il momento della misurazione come step iniziale di un percorso più ampio e complesso quale è quello valutativo.

La valutazione è inclusiva e orientativa

Poiché l’atto valutativo vuole indirizzare verso il miglioramento, non deve generare un senso di sconfitta.

L’insuccesso sistematico viene superato attraverso prove diversificate e percorsi di apprendimento personalizzati, nel pieno rispetto dei tempi e dei modi dell’imparare in relazione agli stili cognitivi di ciascuno.

Lo studente è messo nella condizione di sapere con chiarezza come e dove può migliorare il livello delle prestazioni, attraverso una riflessione metacognitiva condivisa con il docente e la famiglia, così da progettare insieme strategie funzionali al recupero e al successo scolastico.

Modi e tempi della valutazione

In ciascuna classe durante la fase dell’accoglienza si ha una rilevazione della situazione di partenza dei singoli alunni e della classe nel suo insieme, una valutazione iniziale o diagnostica, volta ad accertare i prerequisiti in possesso degli allievi.

La verifica dell’efficacia dei percorsi avviene attraverso una costante valutazione in itinere, che è affidata all’interazione quotidiana e a prove di varie tipologie scandite con regolarità.

La valutazione è formativa e sommativa

La valutazione formativa vuole accertare in modo analitico, durante i processi in essere, quali abilità l’allievo stia acquisendo; le prove di verifica riguardano brevi segmenti del percorso.

Gli esiti delle prove formative concorrono alla formulazione del voto finale. La valutazione sommativa riguarda un percorso di apprendimento: essa intende da un lato elaborare un giudizio complessivo sugli apprendimenti conseguiti dall’allievo, dall’altro formulare un bilancio consuntivo delle scelte didattiche e metodologiche poste in essere, fornendo un feedback utile e necessario alla riformulazione della progettazione.

Gli esiti delle prove sommative incidono direttamente sulla formulazione del voto di fine quadrimestre e fine anno scolastico. I docenti, dopo ampia discussione tenuta durante il consiglio di classe, hanno deciso l’ammissione di tutti gli alunni alla classe successiva.

I criteri di valutazione utilizzati sono stati:

□ valutazione come verifica dell’efficacia e dell’adeguatezza della programmazione per la correzione di eventuali errori di impostazione

□ valutazione come incentivo al conseguimento dell’obiettivo del massimo sviluppo possibile della personalità (valutazione formativa);

□ valutazione come confronto tra risultati ottenuti e risultati previsti, tenendo conto delle condizioni di partenza (valutazione sommativa);

□ valutazione/misurazione dell’eventuale distanza degli apprendimenti dell’alunno dallo standard di riferimento;

□ valutazione finalizzata all’orientamento verso le future scelte;

La valutazione degli apprendimenti, effettuata mediante voti numerici, secondo quanto sancito dalla Legge 169/2008 e del Decreto Legislativo 62/2017, è stata effettuata seguendo le indicazioni fornite dal PTOF della Scuola.

Attività di recupero

Obiettivi

1. Organizzare e gestire le attività di recupero

2. Prevenire l’insuccesso scolastico

Risorse professionali

Tutti i docenti del C.d.C.

Spazi

Aule, laboratori Strumenti Lim, schede, materiale vario, piattaforme on line, risorse digitali.

Metodologia

Italiano: somministrazione delle prove INVALSI svolte negli anni precedenti. Esercizi di ortografia, di analisi grammaticale, di analisi logica. Lettura di un testo di narrativa per ragazzi e rielaborazione dello stesso utilizzando tecniche diverse.

Matematica: somministrazione delle prove INVALSI svolte negli anni precedenti.

Uso del sito GIOAMATHESIS per avvio al problem solving e del sito KANGOUROU sezione ecolier.

Operazioni aritmetiche, risoluzioni di problemi aritmetici e di geometria.

Verifica al termine di ogni fase di lavoro saranno somministrate schede di verifica su modello INVALSI.

Attività progettuali e concorsuali, progetti, partecipazione a manifestazioni… (solo nella coordinata)

• Accoglienza

• Recupero e potenziamento

• Continuità educativa

• Orientamento formativo

• Lettura e studio del territorio locale

• Educazione alla convivenza civile

 Educazione alla cittadinanza: la dichiarazione universale dei diritti umani

• Educazione ambientale

• Educazione alla salute con riferimento al Covid

• Educazione alimentare

• Educazione all’affettività

• Educazione stradale

• Educazione alla legalità

• Concorsi scolastici alcuni dei quali con importanti risultati e riconoscimenti

• Integrazione e sostegno alunni diversamente abili

• Integrazione alunni a rischio disagio

Alunni segnalati all’osservatorio di area sulla dispersione (solo nella coordinata)

Nessuno.

Rapporti con le famiglie

I genitori degli allievi sono stati contattati attraverso le consuete modalità dei colloqui individuali e generali.

In particolare, la partecipazione della famiglia ai colloqui è stata frequente.

Positiva la collaborazione durante il periodo della DaD e, comunque, generalmente, a garanzia di tutte le attività formative per la realizzazione delle quali hanno partecipato con entusiasmo e grande disponibilità.

Decreto scuola: concorso straordinario non cambia. Governo pone fiducia, voto finale venerdì

da Orizzontescuola

di Ilenia Culurgioni

Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha posto la questione di fiducia sul decreto.

Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme, Federico D’Incà, ha posto, a nome del Governo, la fiducia sul decreto recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato.

Dopo l’intervento del ministro, ha preso la parola per protestare Simone Baldelli, di Fi: “Con questa sono 18 fiducie in 9 mesi, e forse oggi al Senato ne verrà posta un’altra: siete in una media spettacolare e ho l’impressione che a giugno la media aumenterà“. La fiducia è stata posta subito dopo che l’Aula aveva respinto le questioni pregiudiziali presentate dal centrodestra, Lega, FdI e FI, con 146 voti a favore e 267 contrari. La seduta è stata sospesa e alle 16,45 si riunirà la Conferenza dei capigruppo per decidere i tempi di discussione e voto della questione di fiducia.

Ecco il calendario dei lavori

Domani
Ore 14.45: dichiarazioni di voto
Ore 16.15: votazione per appello nominale
Ore 20-24: pareri del governo sugli ordini del giorno, illustrazione odg e votazioni odg

Termine presentazione ordini del giorno domani alle 10

Venerdì
Ore 9: seguito votazioni

Cosa prevede il decreto scuola per i precari

Concorso straordinario secondaria

La prova inizialmente prevista a risposta multipla è stata modificata: sarà a risposta aperta, sempre al computer e differente per ogni classe di concorso, e si svolgerà durante l’anno scolastico 2020/2021. Ai vincitori immessi in ruolo nell’a.s. 2021/2022 che sarebbero rientrati nella quota dei posti destinati alla procedura per l’a.s. 2020/2021, è riconosciuta la decorrenza giuridica del rapporto di lavoro dal 1° settembre 2020. La prova scritta potrebbe essere svolta in una regione diversa rispetto a quella corrispondente al posto per il quale il candidato ha presentato la propria domanda.

Per i posti comuni le i quesiti riguarderanno:

  • valutazione delle conoscenze e competenze disciplinari e didattico-metodologiche,
  • capacità di comprensione del testo in lingua inglese.

Per i posti di sostegno:

  • metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità
  • valutazione delle conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità
  • comprensione del testo in lingua inglese.

Verranno altresì accertate le conoscenze informatiche dei candidati.

Graduatorie di istituto provinciali e digitali

Le graduatorie saranno riaperte, provincializzate e digitalizzate. La procedura sarà semplificata attraverso un’ordinanza del Ministero. L’ordinanza è emanata sentito il Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) e, per gli aspetti finanziari, il Ministero dell’economia e delle finanze (e non con regolamento). La presentazione delle domande sarà informatizzata. Il nuovo sistema dovrebbe limitare al minimo il ricorso alle Mad.

Tavoli percorsi abilitanti

Verrà inoltre istituito presso il Ministero dell’istruzione un tavolo di confronto per avviare “con periodicità percorsi abilitanti, presieduto dal Ministro dell’istruzione o da un suo delegato“. Le modalità verranno definite da apposito decreto ministeriale.

Decreto scuola, Azzolina in Aula Camera per votazioni

da Orizzontescuola

di redazione

La ministra dell’istruzione Lucia Azzolina in Aula alla Camera per le votazioni del decreto scuola.

Critiche dall’opposizione per l’assenza della ministra in Aula alla Camera questa mattina. Si è poi chiarito che Azzolina è arrivata alla Camera per seguire il dibattito sul dl scuola, iniziato alle 9.

A seguire inizialmente la viceministra Anna Ascani. Valentina Aprea, Forza Italia, ha espresso rincrescimento per il fatto che Azzolina non abbia partecipato alle ore precedenti della seduta. Critiche anche da Rossano Sasso, Lega. Polemiche su Facebook anche dal leader della Lega Matteo Salvini.

L’esame proseguirà giovedì 4, venerdì 5 e, se necessario, sabato 6 giugno. Sul decreto dovrebbe essere posta la fiducia del governo: entro il 7 giugno deve essere votato o decade.

I contenuti del Decreto

Esami di Stato scuola secondaria di I grado

Il decreto prevede che il Ministero con provvedimento specifico modifichi l’impianto dell’Esame che sarà fatto a distanza. Con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, prevedendo la consegna anche di un elaborato da parte degli studenti.

Scuola secondaria di II grado

Previsto il solo colloquio orale. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma. Tutti gli studenti avranno la possibilità di partecipare agli esami

Ammissione all’anno successivo

Il decreto prevede che tutti possano essere ammessi all’anno successivo, ma tutti saranno valutati, nel corso degli scrutini finali, secondo l’impegno reale. Non ci sarà il meccanismo dei debiti alla secondaria di II grado. All’inizio di settembre, infatti, invece degli abituali corsi di recupero delle insufficienze, sarà possibile, per tutti i cicli di istruzione, dalla primaria fino alla classe quarta del secondo grado, recuperare e integrare gli apprendimenti: ciò che non è stato appreso, o appreso in parte quest’anno, potrà essere recuperato/approfondito all’inizio del prossimo. Ci sarà particolare attenzione ai ragazzi con disabilità e a quelli con bisogni educativi speciali.

Avvio del nuovo anno

Il decreto consente di lavorare, da subito, anche al nuovo anno scolastico dando al Ministero gli strumenti per operare con rapidità e di raccordarsi, ad esempio, con le Regioni per uniformare il calendario di avvio delle lezioni.

Graduatorie istituto

Graduatorie d’istituto, no ad aggiornamento per il 2020/21. Ma un emendamento ha modificato l’articolo prevedendo l’istituzione e l’aggiornamento delle graduatorie provinciali.

Didattica a distanza

Didattica a distanza dovrà essere garantita a tutti gli studenti, diventa quindi obbligatoria per decreto. A partire da quest’anno

Concorsi scuola

Il Decreto conferma bandi anche in emergenza sanitaria.

Concorso straordinario per l’abilitazione, confermata prova a crocette. 60 domande in 60 minuti, ecco il programma

da Orizzontescuola

di redazione

Procedura straordinaria di abilitazione: il bando è in Gazzetta ufficiale e le domande possono essere presentate sul sito del Ministero fino al 3 luglio.

I requisiti di accesso

La procedura di iscrizione

L’aspirante docente deve presentare obbligatoriamente domanda online attraverso l’applicazione Piattaforma Concorsi e Procedure selettive.

A tale piattaforma si accede con le credenziali SPID o, in alternativa, con un’utenza valida per l’accesso all’area riservata del Ministero e abilitata a Istanze OnLine.

Il Link per accedere a Piattaforma Concorsi

La prova scritta

Numerosi docenti ci chiedono se la prova scritta della procedura straordinaria di abilitazione sarà modificata come già previsto per il concorso straordinario per il ruolo, su cui sta intervenendo il Decreto Scuola già approvato in Senato e adesso in discussione in Aula alla Camera.

Nel Decreto Scuola non sono previste modifiche alla prova scritta della procedura di abilitazione indetta con DD n. 497 del 21 aprile 2020.

Pertanto, ad oggi è confermata la prova scritta “a crocette”

La prova della procedura straordinaria  per l’abilitazione nella scuola secondaria di I e II grado consiste in una prova scritta computer based  composta da 60 quesiti a risposta multipla della durata di 60 minuti (fermi restando eventuali tempi aggiuntivi per candidati di cui all’art. 20 della legge 104/92

La prova ha per oggetto il programma di cui all’ Allegato A, in cui sono riportate le parti dei programmi relativi al concorso ordinario per titoli ed esami oggetto della prova scritta, come modificati ai sensi dell’articolo 1, commi 9 lettera d) e 10 del Decreto-Legge.

Per le classi di concorso di lingua straniera la prova scritta si svolge interamente nella lingua stessa.

La prova è costituita da 60 quesiti a risposta chiusa con quattro opzioni di risposta, di cui una sola corretta, così ripartiti:

a. competenze disciplinari relative alla classe di concorso: 40 quesiti;
b. competenze didattico/metodologiche: 20 quesiti.

La risposta corretta vale 1 punto, la risposta non data o errata vale 0 punti.

Il punteggio minimo per superare la prova è 42/60.

Programma prova scritta

La seconda parte della procedura per ottenere l’abilitazione: serve supplenza almeno al 30 giugno

Per ogni classe di concorso la commissione stilerà degli elenchi non graduati formati dai docenti che superano la prova con il punteggio di almeno 42/60.

I docenti inseriti nell’elenco non graduato  acquisiranno l’abilitazione al compimento di quanto previsto dall’articolo 1, comma 13, lettera c), del predetto Decreto-Legge, a decorrere dall’anno scolastico 2020/21, su tutto il territorio nazionale.

I requisiti

Rientro a scuola, Conte: “Si tornerà in presenza, i sindaci diventeranno commissari straordinari per le opere di edilizia”

da La Tecnica della Scuola

“Sulla scuola avremo una conferenza già annunciata col Ministro Azzolina e sarà l’occasione per illustrare tutti i temi della scuola. Sicuramente a settembre si riaprirà, si tornerà alla didattica in presenza, dobbiamo fare di tutto per assicurare, dopo questo periodo particolare che hanno vissuto i nostri studenti, il ripristino di una fase di normalità”.

A dirlo è il Premier Conte nel corso della conferenza stampa delle 18 di oggi a Palazzo Chigi.

“Nel Decreto Scuola – ha aggiunto – è stato introdotto un emendamento che noi abbiamo subito approvato che consente a tutti i Sindaci di poter diventare commissari straordinari per realizzare opere in tutta urgenza di edilizia scolastica. Quindi potranno partire subito”.

“Ci attendiamo – ha concluso il Presidente del Consiglio – aule più conformi alle prescrizioni di sicurezza sanitaria, ci aspettiamo aule rinnovate a settembre. Ci sono le risorse finanziarie, abbiamo introdotto lo strumento normativo, adesso, siccome con ANCI lavoriamo spesso, loro ci daranno una grande mano, per perseguire questo risultato, a beneficio dei nostri piccoli e dei nostri grandi”.