Conte agli Stati Generali: investire nella scuola, università e formazione continua

da Orizzontescuola

di redazione

“In questi mesi abbiamo toccato con mano il divario digitale, dobbiamo colmare questo divario. Tutti hanno condiviso la necessità di dare impulso alla rete unita di fibra ottica a basso costo per tutti”.

Tra gli altri punti vitali per la ripresa c’è il “contrasto alla povertà educativa dei nostri giovani. Abbiamo consapevolezza piena che bisogna investire tantissimo nell’università, ricerca, nella scuola e un progetto nazionale per la formazione continua dei lavoratori ma anche dei professionisti.

Occorre anche una formazione dirigenziale diffusa non solo nel privato ma anche nella pubblica amministrazione. E investire molto di più ne diritto allo studio“.

“Ci è stato presentato, e accogliamo un suggerimento, un progetto di un voucher di 500 euro per tre anni per le donne che aspirano a diventare manager. Nelle prime 100 imprese solo il 6% è guidato da donne”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella conferenza stampa a Villa Pamphilj al termine degli Stati Generali.

Assegnazione provvisoria, termine ultimo il 20 settembre. Quali docenti potranno richiederla per a.s. 2020/21

da Orizzontescuola

di redazione

Il Ministero non ha ancora avviato il confronto con i sindacati per la stesura del CCNI su utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, ATA ed educativo dell’anno scolastico 2020/21.

E’ normale però che dopo le immissioni in ruolo dei 4.500 docenti sui posti Quota 100 residui dell’anno scolastico 2019/20, si cominci a riflettere sulle varie possibilità.

Anche perchè la legge 41/2020 ha spostato al 20 settembre il termine ultimo per le assegnazioni provvisorie.

Ricordiamo intanto i motivi per cui è possibile chiedere l’assegnazione provvisoria

L’assegnazione provvisoria essere richiesta purché vi sia una delle seguenti motivazioni:

  • ricongiungimento al coniuge/parte dell’unione civile
  • ricongiungimento al convivente (compresi i parenti ed affini) purché la convivenza risulti da certificazione anagrafica
  • ricongiungimento ai figli (anche nel caso di affidamento)
  • ricongiungimento ai genitori
  • gravi esigenze di salute del docente che risultino da certificazione sanitaria.

Assegnazione provvisoria per docente che ottiene il trasferimento

Una delle novità introdotte dal contratto sulle assegnazioni provvisorie per il triennio 2019/22 rispetto al precedente è che non esiste più il vincolo di non poter richiedere assegnazione provvisoria per chi otterrà il trasferimento.

Per cui essere soddisfatti nella domanda di mobilità (territoriale o professionale) non impedisce la partecipazione alla mobilità annuale, purché se ne abbiano i requisiti.

Docenti immessi in ruolo con decorrenza giuridica 1° settembre 2019

Per quanto riguarda tutti i docenti che sono stati nominati o saranno nominati in ruolo con decorrenza giuridica – in questo caso 1° settembre 2019 –  il CCNI prevede la possibilità di richiedere assegnazione provvisoria purché tale decorrenza non coincida con l’anno scolastico per cui è valida l’assegnazione.

L’art. 7 comma 2 dispone infatti che Non sono consentite le assegnazioni provvisorie nei confronti di personale scolastico assunto a tempo indeterminato con decorrenza giuridica coincidente all’inizio dell’anno scolastico 2019/20 ovvero 2020/21 e 2021/22.

Per cui, i docenti con decorrenza giuridica 2019/20 – secondo quanto indicato al momento dal CCNI – potranno richiedere assegnazione provvisoria per il 2020/21.

Graduatorie provinciali, la scelta della provincia sarà vincolante per due anni

da Orizzontescuola

di redazione

Graduatorie di istituto saranno trasformate in provinciali: sarà possibile scegliere un’unica provincia in cui inserirsi, per tutte le graduatorie per chi si ha titolo di accesso, sia posto comune che sostegno, sia II che terza fascia. Chi è già inserito in prima fascia, anche con riserva, probabilmente sarà vincolato alla stessa provincia.

Una nostra lettrice chiede

Ora che si aprirà la terza fascia mi inserirò nella provincia di Torino, ma a settembre vorrei provare ad entrare nel TFA Sostegno a Lecce.
Una volta completato il TFA potrò inserirmi nelle graduatorie per il sostegno a Lecce o dovrò farlo a Torino?

Graduatorie di istituto valide per un biennio

La legge 41/2020 ha stabilito che le graduatorie di II e III fascia saranno aggiornate per il biennio 2020/21 e 2021/22.
Quindi la scelta che i docenti si apprestano a fare sarà valida per i prossimi due anni scolastici.
Secondo l’attuale normativa non ci sono motivi che possano avallare una modifica della provincia richiesta durante il periodo di vigenza delle graduatorie.
N.B. L’articolo è stato rettificato perché per errore era stata indicata una normativa errata. Ci scusiamo con i lettori, al più presto un articolo di chiarimento.

Ritorno a settembre, i medici vogliono lo screening dei docenti. Vaia (Spallanzani): diamogli pure più soldi

da La Tecnica della Scuola

Prima di tornare a scuola a settembre, tutto il personale scolastico – docenti, Ata e dirigenti – dovranno sottoporsi ad uno screening sanitario per verificare lo stato della salute, in particolare la negatività del Coronavirus: a chiederlo pubblicamente è stato, domenica 21 giugno, Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani. Una richiesta che fa il paio con quella dei deputati della maggioranza in seno alla Commissione Cultura della Camera che in una Risoluzione presentata il 19 giugno indicano anche l’esigenza di attuare un test sierologico per docenti, Ata e presidi.

Sì ad una campagna di approfondimento diagnostico

In un post su Facebook, l’esperto medico del nosocomio romano sostiene che bisogna guardare “alla scuola, di ogni ordine e grado. Va riaperta ma serve una grande alleanza. La sanità pubblica faccia il grande sforzo di screenare tutto il personale, docente e non docente, attraverso una campagna di approfondimento diagnostico, creando una bolla intorno ad essi e dando così certezza e serenità ai genitori”.

Gratificare i docenti

Secondo Vaia servono più spazi dove insegnare. E anche più soldi per i docenti. “La politica, tutta, smetta di litigare e investa, stavolta per davvero, massicciamente in un piano nazionale straordinario che aumenti le disponibilità delle aule e ne migliori la qualità e gratifichi di più, anche economicamente, le professionalità alle quali affidiamo i nostri figli e nipoti”, ha scritto il direttore sanitario dello Spallanzani.

“Adesso, si riapra veramente tutto”

“La scuola – continua il medico esperto di malattie infettive – torni ad essere il tabernacolo del nostro futuro, la fucina del buon cives. Ripartiamo dalla scuola per far ripartire il Paese. Noi faremo la nostra parte”.

Secondo Vaio “il Paese ha preso consapevolezza che sta uscendo dalla emergenza e vuole riprendere in mano la propria vita. Condivisibile e da favorire con ogni mezzo. Salvo sporadici e deprecabili casi, tutti hanno applicato le regole con severità e serenità. Adesso, si riapra veramente tutto”, conclude il direttore.

La domanda da porsi diventa allora questa: ma si potrà davvero riaprire con gli alunni tutti in presenza? Ad oggi i dubbi permangono. E sono anche tanti.

Assegnazioni provvisorie 2020/2021 slittano fino al 20 settembre

da La Tecnica della Scuola

Molti docenti e personale Ata che attende con ansia di presentare la domanda di assegnazione provvisoria e di ottenerla entro il 31 agosto di ogni anno scolastico, quest’anno si trovano nell’incresciosa situazione che per legge le operazioni di mobilità annuale, ovvero le utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, sliteranno fino al 20 settembre 2020.

Slittamento delle assegnazioni provvisorie 2020/2021

Nell’art.2, comma 1, del decreto legge 22 dell’8 aprile 2020, già convertito in legge il 6 giugno 2020, è stato scritto un chiaro riferimento di slittamento delle operazioni della mobilità annuale 2020/2021. In tale norma è scritto che con una o più ordinanze del Ministro dell’istruzione, sentiti il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione, per l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020/2021, sono adottate, anche in deroga alle disposizioni vigenti, misure volte:
a) alla definizione della data di inizio delle lezioni per l’anno scolastico 2020/2021, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, anche tenendo conto dell’eventuale necessita’ di recupero degli apprendimenti quale ordinaria attivita’ didattica e della conclusione delle procedure di avvio dell’anno scolastico;
b) all’adattamento e alla modifica degli aspetti procedurali e delle tempistiche di immissione in ruolo, da concludersi comunque entro la data del 15 settembre 2020, nonché degli aspetti procedurali e delle tempistiche relativi alle utilizzazioni,
assegnazioni provvisorie e attribuzioni di contratti a tempo determinato, anche in deroga al termine di conclusione delle stesse previsto dall’articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 333, fermo restando il rispetto dei vincoli di permanenza sulla sede previsti dalle disposizioni vigenti e delle facoltà assunzionali disponibili;

Nella conversione in legge del decreto 22/2020 è stato definita la data del 20 settembre come termine ultimo per le assegnazioni provvisorie dell’anno scolastico 2020/2021. Infatti l’art.2, comma 1 lettera b) è stato modificato con le seguenti parole: «15 settembre» sono sostituite dalle seguenti: «20 settembre».

Docenti arrabbiatissimi per questo ritardo

Per consentire la pubblicazione delle graduatorie provinciali di seconda e terza fascia e delle relative graduatorie di Istituto, c’è stata l’approvazione di una norma di legge che ha previsto lo slittamento di tutte le operazioni della mobilità annuale e degli incarichi di supplenza annuale, al 20 settembre 2020.

Questo slittamento comporta che migliaia di docenti saranno costretti a riprendere servizio nelle sedi di titolarità e dopo venti giorni potranno, se avranno avuto l’utilizzazione o l’assegnazione provvisoria, prendere servizio nella scuola ottenuta in fase di mobilità annuale. I docenti che ogni anno chiedono l’assegnazione provvisoria interprovinciale e la ottengono senza alcun problema, sono arrabbiatissimi per il disagio che rischiano di avere a settembre. Questi docenti saranno chiamati a prendere servizio nelle scuole di titolarità in provincia lontna da quella in cui hanno richiesto assegnazione provvisoria, poi per il 20 settembre potranno tornare nella loro provincia in caso di assegnazione provvisoria.

Vincolo quinquennale ancora nessuna indicazione

Poi ci sono alcuni docenti titolari che avrebbero il blocco quinquennale della mobilità, ma non sanno se nell’ordinanza ministeriale delle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie saranno esclusi dal potere fare domanda. Il contratto triennale sulle utilizzazioni non prevede blocchi per questi docenti, ma non è stato chiarito se il Ministero agirà per bloccarli anche per l amobilità annuale o se consentirà loro di avvicinarsi alle famiglie.

Educazione civica: a settembre si parte, sperimentazione triennale. Il parere del CSPI

da La Tecnica della Scuola

Per l’entrata in vigore dell’ insegnamento dell’educazione civica manca adesso solamente il decreto definitivo del Ministero che però non dovrebbe tardare molto, dal momento che lo schema delle Linee guida ha già incassato il parere favorevole del CSPI che, peraltro, ha proposto solamente un paio di modifiche importanti.

Le linee guida insistono su alcuni aspetti importanti della legge, a partire dal principio della trasversalità del nuovo insegnamento.
Tre sono i nuclei concettuali intorno ai quali si sviluppano le Linee guida.
In primo luogo la Costituzione quale cardine fondamentale della convivenza e del patto sociale del nostro Paese.
“Anche i concetti di legalità, di rispetto delle leggi e delle regole comuni in tutti gli ambienti comuni di convivenza (ad esempio il codice della strada, i regolamenti scolastici, dei circoli ricreativi, delle Associazioni…) – si legge ne documento – rientrano in questo primo nucleo concettuale, così come la conoscenza dell’Inno e della Bandiera nazionale”.

In secondo luogo il documento mette in evidenza i temi, sempre più irrinunciabile, dello sviluppo sostenibile, dell’educazione ambientale, oltre che della conoscenza e della tutela del patrimonio e del territorio.

Terzo, ma non ultimo nucleo centrale, è quello della cittadinanza digitale al quale, peraltro, è dedicato l’intero articolo 5 della legge, che esplicita le abilità essenziali da sviluppare nei curricoli di Istituto, con gradualità e tenendo conto dell’età degli studenti.
Per “Cittadinanza digitale”, si chiarisce, deve intendersi “la capacità di un individuo di avvalersi consapevolmente e responsabilmente dei mezzi di comunicazione virtuali”.

Le Linee guida provvedono anche ad individuare i traguardi di competenze, integrando in tal modo il Profilo delle competenze al termine del 1°ciclo di istruzione e il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente, a conclusione del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione.
Traguardi di competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica vengono invece rimandati all’anno scolastico 2022/23.

Il documento chiarisce anche la “prospettiva trasversale dell’insegnamento di educazione civica” sottolineando che essa “supera i canoni di una tradizionale disciplina, assumendo più propriamente la valenza di matrice valoriale trasversale che va coniugata con le discipline di studio, per evitare superficiali e improduttive aggregazioni di contenuti teorici e per sviluppare processi di interconnessione tra saperi disciplinari ed extradisciplinari”.
Molto dettagliato, forse persino troppo, il paragrafo sulla “contitolarità dell’insegnamento e il coordinamento delle attività” che fornisce in alcuni casi istruzioni molto minuziose per le scuole a seconda che l’attività sia svolta da uno o più docenti del team o del consiglio di classe ovvero da un docente “dedicato” come potrebbe accadere ove si possa o si debba ricorrere nella scuola secondaria di secondo grado ad un docente abilitato nelle discipline giuridico-economiche.
Altrettanto minuziose le indicazione per definire le modalità di attribuzione dell’incarico di coordinatore dell’educazione civica previsto dalla legge.

Le linee guida forniscono in ultimo chiarimenti importanti anche su come affrontare il tema della valutazione.

Nel parere espresso il 18 giugno scorso, il CSPI sottolinea di condividere la scelta di dare centralità e organicità all’insegnamento dell’educazione civica dalla quale, però dovrebbe discendere un impegno convinto in termini economici.
Al contrario, sottolinea il Consiglio superiore, ci si trova di fronte all’ennesimo provvedimento a costo zero e proprio per questo si chiede che la Ministra si adoperi affinché il Parlamento individui adeguate forme di finanziamento per l’insegnamento dell’educazione civica.
Particolarmente apprezzabile, secondo il CSPI, è la decisione del Ministero di introdurre l’insegnamento dell’educazione in modo graduale; il Consiglio chiede anzi che la “novità” venga adeguatamente monitorato per almeno tre anni, e cioè fino al termine dell’anno scolastico 2022/23, tenuto anche conto del fatto che il 2020/21 si preannuncia particolarmente complesso per le scuole che sono chiamate a riprogettare le attività dopo mesi d chiusura.

Per quanto riguarda le modalità di valutazione, il CSPI ritiene opportuno che si preveda per l’educazione civica, in tutti i gradi scolastici, un giudizio descrittivo con il conseguente superamento del voto in decimi, considerato poco plausibile data la trasversalità della “disciplina”.
Ed è forse questa la richiesta più difficile da accogliere in quanto necessiterebbe quasi certamente di una modifica di carattere normativo.

Adesso la parola torna alla ministra Lucia Azzolina che, nelle prossime settimane, dovrà firmare il decreto definitivo per dare finalmente avvio ad una novità attesa da tempo.

Adozione Libri di Testo a.s. 2020/2021

Firmata l’Ordinanza Ministeriale 22 maggio 2020, AOOGABMI 17, adozioni dei libri di testo per l’anno scolastico 2020/2021.

Entro l’11 giugno 2020 i Collegi dei Docenti delle istituzioni scolastiche statali e paritarie, in videoconferenza deliberano, per l’anno scolastico 2020/2021

  • nuove scelte riguardanti le adozioni dei libri di testo o l’uso di strumenti didattici alternativi ai libri di testo;
  • la conferma dei libri di testo già adottati per l’anno scolastico 2019/2020.

Le istituzioni scolastiche comunicano i dati adozionali on line, tramite l’utilizzo della piattaforma presente sul sito www.adozioniaie.it o in locale, off line, entro il 22 giugno 2020.


La Ministra ha firmato l’Ordinanza sulle adozioni dei libri di testo per l’anno scolastico 2020/2021 presentata, nei giorni scorsi, anche alle Organizzazioni sindacali.

Vista l’emergenza sanitaria ancora in atto, ci sarà più tempo per deliberare le scelte riguardanti le adozioni dei libri di testo o l’uso di strumenti didattici alternativi. Le scuole hanno tempo per fare le loro scelte fino al prossimo 11 giugno 2020.

Massima libertà, come sempre, nelle adozioni. Ma, spiega l’Ordinanza, nel caso in cui, per motivi legati all’emergenza coronavirus, non si siano verificate le condizioni per operare la scelta di nuovi testi da proporre alle classi del prossimo anno, i Collegi dei docenti potranno deliberare la conferma dei testi già proposti alle classi corrispondenti nel 2019/2020.