La Ministra in Molise

La Ministra dell’Istruzione si è recata il 2 luglio in Molise per partecipare al Tavolo regionale che lavora alla ripresa di settembre. Ha poi incontrato anche i rappresentanti delle Consulte studentesche.

“È stato un incontro estremamente positivo per il mondo della scuola molisana, reso possibile dal lavoro di sinergia e di squadra che la politica tutta, senza colori, sta facendo e dovrà continuare a fare”, ha detto la Ministra.

“La sfida di settembre – ha spiegato – è grande, il #CantiereScuola riguarda oltre 8 milioni di studenti in tutta Italia, ma lo porteremo a termine con la condivisione di proposte degli Enti locali, famiglie, sindacati”.

Nei prossimi giorni proseguiranno le visite sui territori per monitorare il lavoro che si sta facendo in vista della ripresa.

Gli alunni con cittadinanza non italiana – Anno scolastico 2018/2019

Ministero dell’Istruzione – Ufficio Gestione Patrimonio Informativo e Statistica


Nell’anno scolastico 2018/2019 le scuole hanno accolto complessivamente 8.580.000 studenti di cui 857.729 di cittadinanza non italiana (10% del totale). Rispetto all’anno precedente, il 2017/2018, la popolazione scolastica è calata complessivamente di quasi 85 mila unità, pari all’1%. Gli studenti con cittadinanza italiana hanno registrato una flessione di oltre 100 mila unità (-1,3%) a fronte, invece, di una crescita di 16 mila studenti con cittadinanza non italiana (+1,9%), per cui la loro incidenza sul totale passa dal 9,7% al 10%. Al contempo, i dati di trendmostrano comunque che la presenza di questi ultimi tende a stabilizzarsi. Nel decennio 2009/2010 – 2018/2019 gli studenti con cittadinanza non italiana sono complessivamente aumentati del 27,3% (+184 mila unità), un ritmo di crescita assai lontano da quello verificatosi nel decennio 1999/2000 – 2008/2009, durante il quale l’incremento è stato del 425,9%, corrispondente a 510 mila unità. Si tratta per lo più di studentesse e studenti di seconda generazione, nati cioè in Italia da genitori non italiani. In particolare, la quota dei nati in Italia sul totale degli studenti di origine migratoria è salita al 64,5%, oltre un punto percentuale in più rispetto al 2017/2018 (63,1%).

I dati confermano che la maggior parte degli studenti con cittadinanza non italiana si concentra nelle regioni del Nord (65%), seguite dal Centro (22%). La presenza nel Mezzogiorno è di poco superiore al 13%. In Emilia-Romagna, gli studenti con cittadinanza non italiana sono, in rapporto alla popolazione scolastica regionale, il 16,4%, valore più elevato a livello nazionale. Seguono Lombardia (15,5%)Toscana (14,1%)Umbria (13,8%)Veneto (13,6%) e Piemonte (13,5%). Al Sud l’incidenza degli studenti con cittadinanza non italiana è ovunque inferiore alla media nazionale del 10%. L’indice varia tra il 7,5% dell’Abruzzo e il 2,6% della Sardegna.

Il 46,3% degli studenti con cittadinanza non italiana proviene da un Paese europeo. A seguire, ci sono gli studenti di provenienza o origine africana (25,7%) e asiatica (20,1%). Assai più contenuta la percentuale degli studenti provenienti dall’America e dall’Oceania (7,9% e 0,03%).

Avviata la definizione del protocollo di sicurezza

Avviata la definizione del protocollo di sicurezza per la riapertura scolastica di settembre

Oggi l’ANP ha partecipato in videoconferenza ad un incontro con il Comitato tecnico-scientifico, costituito presso il Dipartimento della Protezione civile, presieduto dal Dott. Agostino Miozzo.

La riunione, svoltasi alla presenza di una rappresentanza del Ministero dell’Istruzione e delle OO.SS. del comparto scuola e dell’Area istruzione e ricerca, era finalizzata a raccogliere eventuali criticità correlate alla attuazione del Piano scuola 2020/2021 in vista della formalizzazione del necessario Protocollo di sicurezza.

L’ANP ha innanzitutto premesso che il riferimento all’autonomia scolastica, cui il documento rinvia in più punti, è fuorviante, poiché essa, fatta salva anche a livello costituzionale, è finalizzata al successo formativo degli alunni e non già alla tutela della salute pubblica. Quest’ultima, ovviamente, può essere attuata solo all’esito di puntuali indicazioni provenienti dagli organi competenti tra cui, per l’appunto, il CTS per quanto attiene all’ambito tecnico-scientifico, e il decisore politico per le conseguenti scelte.

Abbiamo poi rappresentato al CTS la necessità di precisare alcuni aspetti problematici, più volte segnalateci dai colleghi, quali:

  • il distanziamento fisico (il metro “da bocca a bocca” è statico o dinamico?)
  • l’individuazione dei più opportuni DPI per studenti e personale, tenendo presente l’esigenza di averne contezza con un congruo preavviso sull’inizio dell’anno scolastico, e non solo quindici giorni prima, poiché altrimenti mancheranno i tempi per approvvigionarsene
  • la periodicità con cui provvedere all’aerazione dei locali
  • le misure da adottare nell’ipotesi in cui, durante lo svolgimento delle attività scolastiche, si verifichi un caso di positività a Covid-19
  • l’ammissibilità di utilizzo dei locali scolastici da parte di terzi, negata nel documento del CTS del 28 maggio scorso e ammessa invece dal Piano scuola
  • la gestione dei lavoratori fragili
  • la possibilità effettiva, per i referenti medici dislocati presso le ASL, di far fronte a richieste di supporto da parte delle scuole che, invece, necessiterebbero di un proprio presidio sanitario interno

L’ANP ha anche sottolineato con forza che l’utilizzo del cruscotto informatico si sta trasformando in un oneroso adempimento a carico dei dirigenti scolastici, chiamati in questi giorni a disporre l’inserimento di dati sugli edifici che dovrebbero già essere in possesso degli enti locali.

Abbiamo infine segnalato l’opportunità di un eventuale programma di screening rivolto al personale scolastico e agli studenti.

In risposta alle nostre richieste, il Coordinatore del CTS ha affermato che i DPI non dovranno essere reperiti dalle scuole ma che saranno acquistati dal Commissario straordinario. Ha poi aggiunto che la Protezione civile è a disposizione delle scuole per favorire la ripartenza e la gestione delle criticità, e ha infine sostenuto che l’obbligo della mascherina sussiste solo al di sotto del metro di distanza.

Il Dott. Miozzo ha chiuso la riunione domandando che venissero esplicitate per iscritto le richieste di chiarimento e precisazioni, in modo da potervi rispondere puntualmente, e ha aggiornato la discussione a un ulteriore incontro da tenersi la prossima settimana.

Scuola, protocollo sulla sicurezza

Scuola, protocollo sulla sicurezza. Obiettivo: ripartire in presenza per tutte e tutti con risorse, informazione e prevenzione

Roma, 2 luglio 2020 – Si è da poco concluso, presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile, il primo incontro con il Comitato Tecnico Scientifico per la preparazione del protocollo di sicurezza per il rientro a scuola. “Il nostro obiettivo – ha dichiarato al termine dell’incontro il Segretario Generale della FLC CGIL,  Francesco Sinopoli- è la ripartenza delle attività didattiche  in presenza e sicurezza in tutto il Paese. Per questo sono necessarie risorse straordinarie per spazi ed organici adeguati, e una forte regia centrale che eviti di scaricare le responsabilità sui territori che, certo, hanno un ruolo indispensabile, ma sono fortemente differenziati e non possono affrontare allo stesso modo i problemi enormi che si troveranno davanti”. 
“Abbiamo rimarcato nel tavolo di oggi la necessità di fare, sul lavoro per la ripartenza, una corretta informazione. Riteniamo – ha aggiunto – che Comitato Tecnico Scientifico debba rappresentare la fonte principale di indicazioni, fornendo informazioni puntuali che tengano conto della specificità della scuola, come la presenza di diverse fasce d’età, da bambini di 3 anni a studenti di 19”.

“La scuola per l’elevato numero di addetti, un milione e duecentomila per l’esattezza, può rappresentare un campione sanitario importante per tutto il Paese, per questo, oltre che per elevare al massimo il livello delle tutele, proponiamo test sierologici (gratuiti e rapidi) all’ingresso per tutto il personale ATA e docente, e test a campione da ripetere periodicamente. Chiediamo inoltre, che venga garantito un presidio medico in tutte le scuole e che venga affidata la responsabilità della presa in carico degli eventuali casi positivi alle ASL. Sarebbe utile anche la disponibilità di tamponi, presso pediatri e medici di famiglia. Formare, informare e prevenire devono essere le parole d’ordine.”

“La programmazione della ripartenza si è avviata però con enorme ritardo e le scuole stanno lavorando alla riprogrammazione degli spazi e dei tempi in assenza di alcuni dati fondamentali. Le indicazioni sul distanziamento fisico, ad esempio, sono un elemento indispensabile per la riorganizzazione e sono ancora troppo generiche. Senza dati certi per i dirigenti scolastici si rischiano e, già si stanno riscontrando, soluzioni troppo diversificate e clamorosi ritardi nella definizione del fabbisogno di spazi e arredi nonché di ulteriore organico docente e ATA per ogni singolo plesso. Durante l’incontro abbiamo sottolineato – ha concluso il dirigente sindacale- la necessità di una più attento supporto dal centro”.

O L T R E – oltre il pregiudizio / oltre la disabilità

“O L T R E – oltre il pregiudizio / oltre la disabilità”, il nuovo corto della FISH

Un cortometraggio rivolto soprattutto a chi di disabilità ne sa poco o nulla e magari pensa che sia una condizione inconciliabile con il lavoro.

O L T R E – oltre il pregiudizio / oltre la disabilità” è il cortometraggio prodotto dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap grazie al Progetto JobLab (2018/2020). Il progetto è stato riconosciuto meritevole di finanziamento dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali attraverso lo specifico Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore ed è appunto dedicato all’inclusione lavorativa.

La sfida di realizzare un prodotto che riuscisse a raggiungere efficacemente un pubblico generalista è stata raccolta dal regista Ari Takahashi che ha annunciato il film durante il digital talk JobLabDay del 19 giugno scorso. Oggi il corto è finalmente disponibile sul canale Youtube della FISH.

Il video conta sulla partecipazione straordinaria di Gabriele Di Bello, giovane attore reduce dalla fortunata fiction “Ognuno è perfetto” passata su Rai Uno a fine 2019.

Ed è proprio il personaggio di Gabriele a fare da collante, avvicinando ignari passanti a differenti disabilità, storie, difficoltà ma anche “imprevedibili” risorse e strategie, e contribuendo alla loro consapevolezza.

Un video prodotto con grande sensibilità e perizia da Ari Takahashi che, dopo un attento studio, confronti, colloqui, ha steso anche sceneggiatura e dialoghi ottenendo un risultato che raccoglierà senz’altro il favore del pubblico più ampio.

Il cortometraggio è disponibile all’indirizzo https://youtu.be/2mp7OZGOgd4

Il progetto JobLab – annota Carlo Giacobini che ne è il responsabile – ha molto puntato su differenti strumenti sia di generale consapevolezza, come questo corto, ma anche altri prodotti come i recitati e i podcast di interviste disponibili sul canale Youtube, sia su indagini e approfondimenti di taglio decisamente più specialistico, anche questi a disposizione di tutti. La convinzione infatti è che l’inclusione lavorativa comporti competenze, condivisioni di saperi, approfondimenti che interessano attori e contesti anche molto diversi.

Il video e gli altri materiali sono a disposizione, su richiesta, anche per incontri tematici o di approfondimento sui temi dell’inclusione lavorativa per le persone con disabilità.

Tutti i materiali e le informazioni più recenti su JobLab sono disponibili all’indirizzo https://www.fishonlus.it/progetti/joblab/joblabday.html

In 6 regioni del Nord il 60% delle cattedre vuote

da Il Sole 24 Ore

di Claudio Tucci

Su 85.150 cattedre vuote, quasi il 60%, vale a dire 50.070 per la precisione, è concentrato in sei regioni del Nord, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, tra le più colpite, purtroppo, dall’emergenza sanitaria.

La situazione più critica riguarda il sostegno, dove quasi il 70% dei posti al Settentrione, indistintamente dalla primaria alle superiori, è vacante; e molte di queste cattedre, da anni, sono affidate a personale non specializzato. Tra le classi di concorso più in affanno ci sono pure matematica, italiano, lingue straniere: a Brescia e provincia, ad esempio, lo scorso settembre, hanno iniziato a fare capolinea in cattedra giovani appena usciti dall’università; mentre a Bologna, nei tecnici e professionali, è ormai un po’, che risultano introvabili gli ingegneri elettronici e meccanici, come pure gli informatici.

L’elaborazione, realizzata per il nostro giornale dalla Cisl Scuola su dati del ministero dell’Istruzione, ha confermato, anche per il prossimo settembre, uno dei problemi storici della scuola italiana, ovvero la mancanza di insegnanti di ruolo al Nord, dove, se andrà bene, si dovrà ricorrere in massa a supplenti, con contratti a tempo determinato (a ennesimo danno della continuità didattica da garantire agli studenti).

Il fenomeno “cattedre vuote” soprattutto al Nord è noto da tempo, e, a onor del vero, non è addebitabile all’attuale ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che, anzi, sta cercando, tra frizioni e veti politici, di portare avanti i concorsi per insegnanti (sono in pista selezioni per quasi 80mila posti, ma scatteranno tutte in autunno), e a pochi giorni dal suo insediamento ha fatto partire, assieme al collega Gaetano Manfredi, il quinto ciclo di specializzazioni sul sostegno per quasi 20mila posti.

Le cattedre scoperte hanno un’altra motivazione: nelle graduatorie a esaurimento ormai le classi di concorso più gettonate al Settentrione hanno esaurito gli iscritti. E i concorsi (l’altro 50% del reclutamento scolastico accanto alle Gae) vanno avanti a singhiozzo. A tutto ciò, si aggiunga pure lo scarso appeal della professione e l’indisponibilità dei professori del Sud a trasferirsi al Nord per via dell’elevato costo della vita. Anche la mobilità 2020-2021 ha confermato la scelta di molti docenti di riavvicinarsi a casa: su 8mila trasferimenti fuori regioni accordati, la gran parte avverrà per tornare nel Mezzogiorno.

Fatto sta che il prossimo settembre non sarà un mese “facile” per la scuola, alla ripresa delle lezioni in presenza e in sicurezza.

Una novità l’ha annunciata ieri la ministra Azzolina intervenendo in commissione Istruzione al Senato, parlando del piano Banda Ultralarga, recentemente approvato, per potenziare la connettività delle scuole (sul piatto ci solo oltre 400 milioni).

L’obiettivo, ha spiegato Azzolina, è garantire rapidamente una connessione veloce (velocità a 1 Gbit con 100 Mbits di banda garantita) all’81,4% dei plessi scolastici, quelli del primo e secondo ciclo, per un totale di 32.213 edifici. Previsti anche voucher per le famiglie: fino a 500 euro, in base all’Isee, per connessioni veloci, pc e tablet. Con i fondi aggiuntivi delle Regioni, ha chiosato la ministra dell’Istruzione, e altre economie di spesa, «puntiamo a raggiungere progressivamente il 100% delle scuole».

Scuola, allarme supplenti: a settembre 85 mila cattedre vacanti

da Corriere della sera

Valentina Santarpia

Cresce ancora anche quest’anno il numero della cattedre lasciate vuote dai professori che vanno in pensione e che ormai il sistema delle graduatorie, senza nuovi concorsi, non riesce a riempire. Il prossimo anno ci sono 85 mila posti di ruolo disponibili, una cifra da record. Se le cattedre non saranno tutte occupate, questi posti si trasformeranno in cattedre per supplenti, il cui numero continua a crescere. Il mancato concorso facilitato per i precari di quest’estate non fa che aggravare la situazione. Per questo il Ministero sta lavorando per rivedere il bando e far partire quanto prima lo straordinario e gli altri concorsi rispetto.«Avremo un inizio anno complicato, alla ricerca di supplenti, soprattutto al Nord, ovvero nelle aree più colpite dal Covid», ha spiegato la segretaria della Cisl scuola Maddalena Gissi.

Occasione d’oro per i sindacati per ribadire quella che è la loro linea: occorre una sanatoria. «Non si può procedere solo per concorsi, come è stato fatto negli ultimi quattro anni, ma è necessaria una procedura di reclutamento e stabilizzazione come avviene nella Pa e in tutti contesti lavorativi come chiede la Corte di Giustizia europea». L’anno scorso, dopo le operazioni di mobilità, rimasero disponibili 64.149 posti. «La scuola si dovrà preparare alla più tragica staffetta tra insegnanti che si ricordi dal 2007. Duecentomila insegnanti, uno su quattro, saranno precari. Un quadro desolante», spiega Pino Turi, Uil Scuola.

I numeri

Come si arriva a questi numeri? «Solo matematica, nessuna stima», assicura Gissi. Dopo i trasferimenti, che sono stati ufficializzati ieri, residuano i posti vacanti, cioè posti per cui va garantita la copertura con l’organico di diritto, cioè con assunzioni. Il problema vero è che la programmazione spesso non corrisponde alla copertura delle cattedre. Ecco perché anno dopo anno le stratificazioni, aggiunte alla quantità di pensionamenti, liberano cattedre che sono utili all’immissione in ruolo. L’anno scorso il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti chiese al Mef 58 mila posti, ne furono autorizzati 53 mila, ma ne furono assunti 25 mila perché non c’erano persone utili in graduatoria. Con i tre concorsi previsti nel decreto scuola si dovrebbe arrivare ad avere 78 mila nuovi prof pronti per passare di ruolo, ma se ne parla al più presto a partire dal settembre 2021.

I tempi

«Attraverso il concorso ordinario ci vogliono un paio di anni prima di mandare in cattedra i docenti – spiega Gissi – nel frattempo nella scuola esistono più di 100mila docenti precari con più di 3 anni di servizio ai quali va riservato un processo di reclutamento in grado di garantire subito la copertura dei posti vacanti». Gissi sottolinea che «quest’anno la ministra ha autorizzato 4.500 posti e solo 3.300 coperti da assunzioni. Vuole dire che non ci sono i candidati – prosegue – e che continueremo ad avere un proliferare di supplenti che possono produrre difficoltà sul piano della didattica».

Educazione civica da settembre, modifiche al curricolo di istituto e al PTOF: i tempi e i modi

da Orizzontescuola

di Antonio Fundaro

Come risaputo la legge 20 agosto 2019, n. 92 ha introdotto l’insegnamento scolastico dell’educazione civica. Il corso che abbiamo attivato con “Orizzonte Scuola formazione” di assoluta importanza per formare le nuove figure che opereranno nella scuola, a partire dal primo di settembre vi fornirà indicazioni epistemologiche, metodologiche, didattiche e organizzative.

Il quotidiano, comunque, tenterà ugualmente di interare quanto troverete (e qui no) all’interno del suddetto corso di formazione. Alla legge suddetta, solo qualche giorno fa il ministero dell’Istruzione ha allegato le già previste Linee Guida che segnano il percorso entro il quale muovervi.

Il decreto e le linee guida, invece, al seguente link

Punti principali

Nella scuola primaria e secondaria l’insegnamento trasversale dell’educazione civica:

  • non può essere inferiore a 33 ore annuali (un’ora a settimana) da ricavare nell’ambito dell’attuale monte ore obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per raggiungere il predetto monte ore è possibile avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo; quota non prevista, a livello nazionale, per la primaria e l’infanzia;
  • è impartito, nella scuola primaria e secondaria di primo grado, in contitolarità, da docenti della classe; nella scuola secondaria di secondo grado da docenti abilitati nell’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, se disponibili nell’organico dell’autonomia;
  • è valutato in decimi, in seguito alla proposta della nuova figura del coordinatore, che la formulerà acquisendo elementi conoscitivi dagli altri docenti interessati dall’insegnamento.

Valutazione

Il decreto prevede, che l’insegnamento dell’educazione civica sia oggetto di valutazioni periodiche e finali con l’attribuzione di un voto in decimi.

Il docente cui sono stati affidati compiti di coordinamento acquisisce dal docente della sezione (scuola dell’Infanzia), dai docenti del team pedagogico (Primaria) o del consiglio di classe (secondaria di primo e di secondo grado) gli elementi conoscitivi.

Tali elementi possono essere desunti sia da prove già previste, sia attraverso la valutazione della partecipazione alle attività progettuali e di potenziamento dell’offerta formativa. Sulla base di tali informazioni, il docente propone il voto in decimi da assegnare all’insegnamento di educazione civica.

I gradi o i segmenti della scuola italiana e l’educazione civica

Nella scuola dell’infanzia

Nella scuola dell’infanzia saranno avviate iniziative di sensibilizzazione al tema della cittadinanza responsabile. La legge, inoltre, prevede che gli studenti devono avvicinarsi ai contenuti della Carta costituzionale già a partire dalla scuola dell’infanzia.

Le tematiche

La revisione del curricolo permetterà di ricomprendervi le tematiche che dovranno essere affrontate, tenendo a riferimento le diverse età degli alunni e i diversi gradi di istruzione:

1. Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale;

2. Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015;

3. Educazione alla cittadinanza digitale;

4. Elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro;

5. Educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; 6. Educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;

7. Educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni;

8. Formazione di base in materia di protezione civile.

Il collegio dei docenti

Saranno definiti a cura dei Collegi dei Docenti gli Obiettivi di Apprendimento sulla base delle succitate tematiche.

Modifiche al PTOF: i modi

Il PTOF va modificato, anche se le linee guida presentano tale modifica come possibile.

Queste le eventuali principali modifiche da apportare all’interno del PTOF:

  • illustrare l’afferenza degli obiettivi specifici di apprendimento alle tematiche sopra riportate, ferma restando per il secondo ciclo di istruzione, la necessità di mantenere la specificità di ciascun percorso dell’istruzione liceale, tecnica e professionale, anche ai fini dello svolgimento dell’esame di Stato;
  • declinare, nello specifico, il monte ore annuale previsto per l’educazione civica, pari a 33 ore, anche avvalendosi delle quote di autonomia (quindi indicare tematiche e relative discipline in cui le stesse rientrano);
  • definire le relative attività di potenziamento dell’offerta formativa e le attività progettuali;
  • descrivere il legame tra l’educazione civica e le educazioni non del tutto riconducibili a specifiche discipline (educazione stradale, alla salute e al benessere, al volontariato e alla cittadinanza attiva), ponendo particolare attenzione al tema dell’educazione alla cittadinanza digitale, riguardo alla quale le Linee guida recitano: Le abilità e conoscenze previste si distinguono tra generali (il confronto delle informazioni, le regole per una corretta comunicazione e interlocuzione, il rispetto dell’altro, …) e specifiche (l’identità digitale, il grande tema dei dati, …): si tratta di un terreno nuovo, che pure non poche istituzioni scolastiche hanno iniziato ad esplorare, pur nella consapevolezza delle differenze generazionali e della necessità di approcci differenziati nell’utilizzo, qualitativo e quantitativo, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella quotidianità scolastica.

Modifiche al PTOF: i tempi

Tempistica modifiche PTOF Il PTOF, può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre, come detta l’articolo 1, comma 12, della legge 107/2015.

Infatti “Nel rispetto e nella valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le Indicazioni costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è chiamata ad assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scelte relative a contenuti, metodi, organizzazione e valutazione coerenti con i traguardi formativi previsti dal documento nazionale”. “Ogni scuola predispone il curricolo all’interno del Piano dell’offerta formativa con riferimento al profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, ai traguardi per lo sviluppo delle competenze, agli obiettivi di apprendimento specifici per ogni disciplina.

Le istituzioni scolastiche predispongono, entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento, il piano triennale dell’offerta formativa.

Il predetto piano contiene anche la programmazione delle attività formative rivolte al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario, nonché la definizione delle risorse occorrenti in base alla quantificazione disposta per le istituzioni scolastiche.

Il piano può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre.

Curricolo di educazione civica

Qui, a seguire, troverete solo delle indicazioni.

L’ampia trattazione e i documenti all’interno del corso.

COMPETENZE DI VITA (Life skills OMS 1993)

  • Processo decisionale (Decision making)
  • Problem solving
  • Creatività
  • Senso critico
  • Comunicazione efficace
  • Relazioni interpersonali
  • Autocoscienza
  • Empatia
  • Gestione delle emozioni
  • Gestione dello stress.

COMPETENZE TRASVERSALI: strutture di personalità (MIUR 03/08/2007)

Imparare ad imparare

Progettare

Comunicare

Collaborare e partecipare

Agire in modo autonomo e responsabile

Risolvere problemi

Individuare collegamenti e relazioni

Acquisire ed interpretare l’informazione

In un successivo articolo la sintesi delle competenze per ciascuno degli ordini di scuola.

Azzolina al Senato: da settembre banchi più moderni e dinamici

da Orizzontescuola

di Andrea Carlino

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, è intervenuta al Senato per fare il punto sulle misure adottate dal suo dicastero in vista dei prossimi impegnativi mesi.

In vista della riapertura delle scuole a settembre, la ministra dell’Istruzione ha così parlato: “Assicureremo alle istituzioni scolastiche gli arredi che dovessero esser utili per rispettare le indicazioni sul distanziamento fisico, anche nuovi banchi, moderni e più ‘dinamici’, in un’ottica di innovazione costante e della costruzione di ambienti didattici più moderni”.

Ritorno in classe, i banchi singoli del futuro. Guarda le foto

Azzolina ha poi aggiunto che in queste settimane l’istruzione è tornata al centro del dibattito “e deve rimanerci” perché la scuola “non è una spesa, è un grande investimento, per il bene del Paese. E finalmente i tagli sono un ricordo del passato. La rotta, grazie a questo governo, è stata decisamente invertita”.

Ai presidi, però, la soluzione sembra non piacere: i banchi costano troppo e ci sono altre priorità per la ripartenza a settembre

A Radio 24, lunedì scorso, la ministra era stata chiara: “I banchi singoli permettono di recuperare spazio e noi al momento, sulla base delle indicazioni del Cts, dobbiamo mantenere il metro di distanza. Serviranno inoltre per spazi nuovi, nuove aule e pensiamo a edifici scolastici dismessi, ma anche patti territoriali per portare gli studenti fuori dalla scuola intesa in maniera tradizionale; e serviranno per l’organico, soprattutto nella scuola dell’infanzia per poter fare lezioni in piccoli gruppi”.

Quando riprenderà la scuola? Azzolina conferma le date: il 1° settembre gli alunni insufficienti, il 14 tutti gli altri

da La Tecnica della Scuola

Cresce la preoccupazione dei genitori degli alunni in vista del ritorno a scuola a settembre. Alla ministra Lucia Azzolina è stato chiesto un parere. “Le famiglie possono stare veramente tranquille – ha replicato la numero uno del ministero dell’Istruzione durante una visita a L’Aquila al cantiere della nuova scuola ‘Mariele Ventre’- perché riporteremo tutti i loro figli a scuola, cioè i nostri studenti torneranno a scuola”.

Date diversificate

Azzolina ha quindi specificato: “Il 1° settembre” torneranno “tutti quelli che dovranno sia recuperare l’apprendimento sia potenziarlo. E insieme alle Regioni abbiamo stabilito l’inizio per il 14 settembre per tutti gli altri“.

Dal 1° settembre, quindi, sono previste le modalità di recupero (con verifica finale) per gli alunni che in occasione degli scrutini di giugno sono stati valutati non sufficienti: sarà ogni istituto a stabilire, comunque, modalità e calendari per definire le lezioni da attuare. Poi, dopo due settimane toccherà a tutti gli altri allievi (anche in Campania non è certo).

A settembre una scuola migliore e più nuova

Azzolina è convinta che con a settembre il potenziamento dell’organico di 50 mila docenti e ATa, confermato dal premier Giuseppe Conte, la riduzione di alunni dovuta al pericolo Covid-19 – oltre un milione dei quali inseriti in spazi aggiuntivi – e l’introduzione di arredi innovativi, come i banchi singoli, porterà ad una offerta formativa migliore di quella proposta fino allo scorso mese di marzo.

“Io sono qui oggi e girerò tutti i territori italiani – ha aggiunto Azzolina – perché l’inizio dell’anno scolastico inizierà con una scuola migliore, più nuova rispetto a quella cui siamo sempre stati abituati. Ringrazio tutto il personale scolastico che ci lavora, però abbiamo il dovere non solo di sognare, come ho detto, ma di realizzare anche degli ambienti di apprendimento nuovi che portino a spazi di innovazione didattica e poi dobbiamo assolutamente cercare altri spazi”.

La responsabile del Mi ha concluso dicendo che intende “collaborare con tutti, con tutti gli enti locali, dare una mano perché l’obiettivo è ripartire a settembre, è l’obiettivo del Paese tutto”.

La Scuola è nei pensieri del Governo: Conte conferma l’assunzione di 50 mila precari in più a settembre

da La Tecnica della Scuola

La scuola è al centro dei pensieri del Governo. Lo si apprende ascoltando gli interventi del premier Giuseppe Conte e della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Le dichiarazioni nel Question Time

Mercoledì 1° luglio, il presidente del Consiglio ha confermato, nel Question Time alla Camera ha detto che in corrispondenza del ritorno in classe di oltre otto milioni di alunni a settembre “dovremo arrivare, si stima, a un incremento di 50mila unità tra docenti e personale Ata”.

La quantità di lavoratori, da assumere a tempo determinato e da aggiungere all’organico già approvato in primavera era stata resa pubblica qualche giorno fa dalla ministra dell’Istruzione. I 50 mila precari si aggiungeranno ai tanti già previsti, calcolati attorno alle 200 mila unità.

La ministra: i problemi delle cattedre ci sono sempre stati

A proposito dell’alto numero di precari da assumere (di cui 85 mila su posto vacante), la titolare del dicastero di Viale Trastevere, Lucia Azzolina, ha tenuto a dire, nel corso di una visita a L’Aquila al cantiere della nuova scuola ‘Mariele Ventre’, che “questo Governo investe finalmente sulla scuola: i problemi delle cattedre ci sono sempre stati, ma abbiamo bandito concorsi per 80 mila persone e in più quest’estate si faranno le normali immissioni di ruolo: il nostro compito è riportare gli studenti a scuola con tutto il personale scolastico, sia docente che Ata, presente”.

“Tutta l’organizzazione – ha aggiunto Azzolina – verrà fatta nel tavoli regionali: io sono qui apposta per coordinarci, monitorare e non creare nessun disagio alle famiglie”.

Covid-19, continua la sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori fragili

da La Tecnica della Scuola

I datori di lavoro del settore pubblico e di quello privato dovranno garantire la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio da virus SARS–CoV-2, fino al termine dell’emergenza sanitaria in corso, come disposto dal decreto “Rilancio”.

In particolare, per i datori che non sono tenuti alla nomina del medico competente la sorveglianza potrà essere richiesta anche ai servizi territoriali Inail, che provvederanno con i propri medici del lavoro.

Dal 1° luglio l’Istituto renderà disponibile il nuovo servizio “Sorveglianza Sanitaria Eccezionale” che consentirà ai datori di lavoro interessati e ai loro delegati di inoltrare telematicamente la richiesta di visita medica per sorveglianza sanitaria eccezionale alla struttura territoriale Inail competente, individuata in base al domicilio del lavoratore.

L’applicativo informatico costituisce l’unico strumento consentito per l’invio delle richieste di visita medica per sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio.

Chi è il lavoratore fragile

Come chiarito in un’utile scheda elaborata dall’USR Emilia Romagna, la produzione normativa e tecnica di questi mesi ha posto attenzione dapprima alla “persona fragile” e successivamente al “lavoratore fragile”:

  • “persona fragile”: portatore di patologie attuali o pregresse che la rendono suscettibile di conseguenze particolarmente gravi in caso di contagio, anche detti ipersuscettibili;
  • “lavoratore fragile”: l’ambito di applicazione è quello delle patologie gravi, come circoscritto dal DL 17/03/2020, poi ripreso dalla Legge n. 27 del 24/04/2020 in conversione del DL appena citato e, successivamente, dal DL n. 34 del 19/05/2020 che prolunga il periodo di fruizione della tutela fino al 31 luglio 2020. Viene definito come “il lavoratore in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché per i lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992”. Per questi lavoratori è previsto un periodo di assenza dal servizio che è equiparato al ricovero, prescritto dalle competenti autorità sanitarie, nonché dal medico di assistenza primaria che ha in carico il soggetto, sulla base documentata del riconoscimento di disabilità o delle certificazioni dei competenti organi medico-legali di cui sopra, i cui riferimenti sono riportati, per le verifiche di competenza, nel medesimo certificato. In modo più specifico la condizione di immunodepressione è affrontata nella Circolare del Ministero della Salute n. 7942 del 27/03/2020 dove si suggerisce di attivare per questi lavoratori, per quanto possibile, condizioni di lavoro a distanza, di evitare assolutamente attività lavorative in ambienti affollati e comunque di mantenere una distanza di un metro (meglio due) con uso di mascherina e corrette norme igieniche. Altro riferimento a condizioni di fragilità si trova nella Circolare del Ministero della Salute n. 14915 del 29/04/2020 “Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività.” ove si invita il medico competente a tener conto della maggiore fragilità legata all’età nonché ad eventuali patologie del lavoratore di cui è già a conoscenza; i lavoratori vanno comunque – attraverso adeguata informativa – sensibilizzati a rappresentare al medico competente l’eventuale sussistenza di patologie (a solo titolo esemplificativo, malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche)”.

Monitoraggio spazi scolastici: dirigenti e insegnanti al lavoro per misurare le aule

da La Tecnica della Scuola

In questi giorni gli Uffici scolastici regionali, dirigenti scolastici e insegnanti si stanno trasformando in geometri in modo da rispondere alla richiesta del Ministero che intende avere dati precisi sulle dimensioni delle aule e sulla loro effettiva capienza infatti, stanno invitando le scuole a fornire tutti i dati utili al monitoraggio nazionale avviato dal Ministero.

“Lo strumento di monitoraggio – spiega per esempio l’USR del Piemonte ai dirigenti scolastici della regione – richiede di inserire sostanzialmente la misurazione di due dimensioni dell’aula, il lato in cui è posizionata la cattedra/lavagna e il lato lungo cui si snodano le file dei banchi”.
“Un menù a tendina – spiega ancora la circolare – permette anche di scegliere tra due tipologie di banchi monoposto (di dimensioni standard). In base a queste informazioni l’algoritmo sottostante al programma riporterà sullo schermo la massima quantità di posti/alunni disponibili in un’aula ideale, priva di impedimenti, restituendovi due distinti scenari: il primo in cui il distanziamento fisico (da bocca a bocca) è garantito in situazione statica, ossia con gli studenti seduti ai propri posti; il secondo, in cui il medesimo distanziamento è garantito anche nei contesti dinamici, ossia tenendo conto dei movimenti degli studenti tra le file di banchi”.

Tutti questi dati dovrebbero servire al Ministero per capire le reali esigenze delle scuole e, soprattutto, per verificare se i 50mila posti di supplenti che si potrebbero attivare a partire da settembre siano sufficienti per garantire la ripresa delle lezioni.
Ma, soprattutto, i numeri saranno utili per capire quanti e quali altri spari saranno necessari.
La ministra ha già detto che stando alle prime stime ci vorranno aule e locali per almeno il 15% degli studenti, ma è molto probabile che serviranno anche di più.
Il tempo, però, passa ed è sempre più difficile capire come si potrà iniziare a settembre.

Ritorno a scuola: gli ‘spazi di mobilità’ nella aule a settembre

da Tuttoscuola

Ha destato notevole interesse il servizio di Tuttoscuola che ha prospettato la riorganizzazione delle aule, nel rispetto del distanziamento, tenendo conto anche delle ‘vie di fuga’. Vie di fuga: forse sarebbe più appropriato chiamarli spazi di mobilitàNessuna norma attuale prevede vie di fuga all’interno dell’aula. Nelle norme antincendio, infatti, l’unico riferimento in merito riguarda il deflusso dall’aula in caso di emergenza (incendio, terremoto) ed è relativo alla porta di uscita e alle sue dimensioni.

All’interno dell’aula, invece, non sono previste vie di fuga. Tuttavia, proprio a causa dell’emergenza epidemiologica che impone un adeguato distanziamento per evitare contatti tra le persone, è necessario prevedere non solo la distanza interpersonale in situazione statica da bocca a bocca, ma anche uno spazio adeguato tra i banchi per consentire la mobilità in sicurezza.

In proposito è urgente che il CTS integri le misure di distanziamento indicate nei suoi documenti, prevedendo, ad esempio, corridoi di mobilità tra i banchi con eventuale indicazione delle distanze.

In attesa di questa quanto mai necessaria e urgente indicazione, si può stimare che i corridoi (tre o quattro) per la mobilità possano essere di almeno un metro tra le file di banchi e di 70-80 cm tra i banchi e le pareti.

Dalla superficie complessiva dell’aula, oltre a detrarre lo spazio antistante la cattedra (almeno due metri corrispondenti a circa 10 mq), occorre anche detrarre lo spazio di mobilità stimabile tra i 10 e i 14 mq. Il restante spazio, esclusivamente riservato agli alunni, consente di calcolare la capienza dell’aula. In un’aula tipo di 36 mq (6 x 6) la capienza massima sarà compresa tra i 12 e i 16 alunni.

Avviso 2 luglio 2020, AOODGOSV 10807

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Oggetto: Proroga dell’iscrizione al Premio “Innovazione Digitale 2019-2020 ANITEC- ASSINFORM” (circolare prot. 1269 del 27/01/2020) per le Scuole Secondarie di II grado.

Questa Direzione Generale, unitamente ad ANITEC – ASSINFORM proroga l’iscrizione al Premio Innovazione Digitale al 16 ottobre 2020, data in cui dovranno essere consegnati anche i progetti.

Si intende dare, in questo modo, alle Scuole secondarie di II grado l’opportunità di partecipare alla Competizione “Premio Nazionale sull’Innovazione Digitale 2019-2020 – Anitec-Assinform” anche nel periodo estivo e nei primi mesi della riapertura del prossimo anno scolastico.

Si riporta il link del sito https://www.anitec-assinform.it/premio/premio-innovazione.kl dove reperire le necessarie informazioni.

Il Dirigente
Giacomo Molitierno