Nelle classi italiane è in corso una pandemia di disturbi del neurosviluppo

Lucangeli: «Nelle classi italiane è in corso una pandemia di disturbi del neurosviluppo»

Vita del 01/10/2020

«La scuola non influisce solo sulla preparazione dei nostri bambini, ma sulle persone che sono e diventeranno: li nutre, li cambia, li plasma. Per questo è importantissimo che gli adulti che affiancano i bambini nel loro percorso di crescita e di apprendimento siano ben consci dell’enorme potere che è nelle loro mani». Le parole sono di Daniela Lucangeli, Prorettrice dell’Università degli Studi di Padova, professoressa di Psicologia dello sviluppo ed esperta di psicologia dell’apprendimento. Da tanti anni si occupa di bimbi con vulnerabilità, con disturbi dell’apprendimento e del neurosviluppo. Sono bimbi che soffrono, che faticano. Il suo lavoro consiste nell’aiutarli a individuare il percorso migliore, sulla loro specifica «mappa», per arrivare a un risultato: che si tratti di contare, di leggere, oppure di guardare un’altra persona negli occhi e di stabilire con lei una connessione. Attraverso un’energica e capillare opera di divulgazione, Lucangeli aiuta anche gli adulti – insegnanti e genitori- condividendo con loro i risultati delle più recenti ricerche in campo psicologico, neurobiologico, neuropsicologico.

Nel suo ultimo libro, “A Mente Acccesa” (Mondadori) scrive che in Italia, in una classe di 25 bambini, in media 4 o 5 presentano vulnerabilità. Cosa sta succedendo? 
   Negli ultimi anni stiamo assistendo a una pandemia silente di disturbi del neuro sviluppo: i più comuni sono ritardo mentale, disturbo dello spettro autistico, dsa o disturbi della memoria e dell’attenzione, del comportamento e dell’iperattività. Per non parlare delle vulnerabilità della sfera emozionale e affettiva.

Come si spiegano questi numeri?
   Gli scienziati stanno formulando nuove ipotesi: alcuni fattori ambientali sembrano interferire con l’organizzazione del cervello proprio nel momento in cui esso si forma, «confondendo» i segnali che i neuroni ricevono. Se il segnale è disturbato, i neuroni non possono migrare correttamente verso le sedi alle quali sono destinati. Per frenare questa epidemia dobbiamo fare un grosso lavoro di prevenzione.

In che modo?
   Il primo passo è la prevenzione primaria. Talvolta può non essere semplice, ma per me è assolutamente necessario desiderare e lottare per un mondo in cui le madri siano consapevoli e informate; mangino cibi sani (coltivati senza pesticidi) e seguano una dieta equilibrata; evitino di passare la giornata attaccate al cellulare, al tablet, appoggiando il pc sulla pancia; riducano lo stress o, quanto meno, cerchino di dominarlo, ove possibile. E poi bisogna essere consapevoli del fatto che se il disturbo c’è, non si guarisce, però lo si può compensare, ma occorre fare in fretta. Le ricerche sono chiare: entro i due anni di vita del bambino (i primi mille giorni), quando la neuroplasticità è massima, è possibile ottenere il meglio dalla traiettoria evolutiva delle funzioni cerebrali. Perciò il mio obiettivo, ma potrei dire anche il mio sogno, è arrivare prima che il tempo giochi a sfavore.

Suo figlio una volta scrisse che lei «fa la maestra alle maestra». Perché la scuola è così importante per lei?
   Per me la scuola è speranza allo stato puro perché nulla è altrettanto potente nel forgiare la forma mentis delle persone. A scuola, come nella vita di ogni giorno, non è indifferente la fonte dalla quale attingiamo le informazioni, non è indifferente chi aiuta. E non filosoficamente, ma, per così dire, «neuro-psicologicamente».

Ci può spiegare?
   La scienza contemporanea ci insegna che ciò che leggiamo o ascoltiamo, i sapori che gustiamo, le strade che percorriamo, le persone che incontriamo, le emozioni che ci attraversano, tutto interferisce con il nostro epigenoma, inducendo trasformazioni nel funzionamento del nostro cervello. Non è romanticismo, ma scienza. Quando un insegnante supporta un bambino induce una trasformazione nelle sue reti neuronali, nel suo connettoma.

Perciò anche gli insegnanti hanno un’influenza enorme…
   Più che enorme. Un’influenza che non si esaurisce nella trasmissione di nozioni o insegnamenti ma che, impattando sulle reti neuronali dell’altro, impatta sulla maturazione della sua individualità. Per questo è importantissimo che gli adulti che affiancano i bambini nel loro percorso di crescita e di apprendimento siano ben consci dell’enorme potere che è nelle loro mani.

La scuola di oggi come le sembra?
   Accanto a punti di luce, ci sono punti non risolti, laddove ad esempio la didattica ingozza bambini e ragazzi, dimenticando che non sono vasi da riempire di informazioni. La mia esperienza mi ha portato ad osservare che spesso gli studenti sono in alert costante a causa dei giudizi che accompagnano la valutazione, delle continue verifiche, delle scadenze che si accavallano e per l’impossibilità di dedicare tempo a ciò che amano.

Da anni lei insiste sull’interdipendenza di emozioni e apprendimento
   Emozioni e apprendimento sono collegati: se mentre apprendiamo proviamo un’emozione, ogni volta che recuperiamo dal magazzino della nostra memoria l’informazione, inevitabilmente, riattiviamo anche l’emozione stessa. Questo perché nelle situazioni emotive amigdala e ippocampo lavorano in sinergia, influenzandosi a vicenda e rendendo possibile l’incontro tra emozione e memoria.

Nel concreto cosa significa?
   Se un insegnante ci fa sorridere, nella nostra memoria si imprimerà questa informazione: «ti fa bene, cercalo ancora». Se, invece, mentre studiamo sperimentiamo ansia, stress, paura, noia, la nostra memoria immagazzinerà questa informazione: «ti duole, scappa. E il mattino dopo, quando il professore ci interrogherà, ci ritroveremo a fare i conti con quelle emozioni.

È possibile sconfiggere le emozioni negative?
   Certamente, Bastano trenta secondi di abbraccio. E se ora, in epoca Covid-19, non ci si può toccare, va bene un sorriso, un «ci sono…» detto con una voce gentile e premurosa che mostri all’altro che gode della nostra considerazione e della nostra attenzione. Anche davanti ad un errore è importante che gli allievi sentano che i loro insegnanti sono lì per accompagnarli, per supportarli nell’apprendimento, per fornire loro ciò di cui hanno bisogno. Incoraggiare l’altro guardandolo negli occhi corregge più di novantotto rimproveri.

Sembra difficile…
   Moltissimo. Ma ne vale la pena. Ricordiamoci che la scuola non influisce solo sulla preparazione dei nostri bambini, ma sulle persone che sono e diventeranno: li nutre, li cambia, li plasma.

Un’ultima domanda personale: nel libro racconta di una Lucangeli piccina, «ipersensibile», che «guardando la schiuma di un’onda si domandava cosa ci fosse sotto l’oceano». Oggi cosa è rimasto di quella bambina?
   Mi accompagna la stessa curiosità epistemica di allora: continuo ancora a domandarmi «Cosa c’è sotto?» Oggi quella bambina crede in una scienza servizievole, che non rimane chiusa nelle università, che non circola solo tra specialisti, ma che esce nelle strade e mette i suoi strumenti a disposizione di tutti coloro che possono, vogliono e dovrebbero usarli. Per questo sono uscita dalle aule universitarie e dalle sale congressuali e parlo in pubblico, e scrivo, e pubblico video sui social, con un linguaggio che cerco di modellare su chi ascolta, perché sia il più comprensibile a tutti.

di Sabina Pignataro

La scuola è in tilt

Cuzzupi: “Piccole difficoltà? La scuola è in tilt. Il Ministro ci convochi!”                                                         

 “Il caos abbattutosi sulle nomine dei docenti supplenti, in ogni ordine e grado dell’istruzione pubblica,  sta creando grave pregiudizio alle Istituzioni scolastiche di tutta Italia. I dirigenti scolastici, gli aspiranti  docenti, gli studenti e le famiglie chiedono immediate soluzioni ai problemi che vengono,  purtroppo, minimizzati   dal Ministro dell’Istruzione quali  “piccole difficoltà”  a fronte di una miriade di reclami relativi alle nomine effettuate e di circa 200.000 cattedre ancora da coprire”.

Questa la forte denuncia del Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, in merito al caos derivante dalle graduatorie che sta determinando un senso di frustrazione e impotenza tra gli operatori della scuola che si riflette inevitabilmente su alunni e famiglie. Un qualcosa di inaccettabile in un momento drammatico come quello che sta vivendo il nostro Paese.

Le graduatorie ultime,  cosiddette GPS,  concluse il 6 agosto scorso, stanno  rappresentando un enorme problema  nazionale; una confusione sulle nomine che non ha precedenti nella storia repubblicana. Tutto ciò in quanto le operazioni per il conferimento delle cattedre di diritto e di potenziamento,  peraltro necessarie  a contrastare la crisi pandemia in atto, proseguono a rilento, con alternarsi di reclami, ricorsi, controlli su dichiarazioni di titoli e servizi errati, rinunce, avvicendamenti di nomine dopo le prese di servizio e rivendicazioni per acclarate lacune del sistema operativo ministeriale. Circostanze che penalizzano migliaia di docenti storici precari e di nuovo inserimento.”

Su questa problematica Cuzzupi non usa mezze misure: “Il problema è di tale portata che solo chi non vive la realtà scuola in ogni suo aspetto può non rendersene conto. Da parte nostra continuiamo, in ogni Sede territoriale, a ricevere richieste di  aiuto per assistenza e valutazione delle proprie domande svolgendo una costante e continua  azione di tutela verso le istanze dei nostri  assistiti. Anche su questo aspetto, in ottemperanza all’esercizio del  mandato di rappresentanza conferitoci, ci siamo rivolti direttamente al Ministro chiedendo nuovamente una convocazione volta ad affrontare le varie problematiche e, senza pregiudizi e partitismi di sorta, cercare di contribuire a sostenere una realtà che, mai come adesso, rappresenta un’emergenza da risolvere al più presto!”                                                      

   Federazione Nazionale UGL Scuola

Il Segretario Nazionale Ornella Cuzzupi

ORGANICO COVID

ORGANICO COVID: POCHI SUPPLENTI, COLPA DEI RITARDI NELLE GPS

Oltre a ripetere come un disco rotto che l’avvio di questo anno scolastico non sta presentando difficoltà maggiori rispetto al passato, che gli allarmi sulla carenza di personale docente sono infondati e che a giorni verranno completate le operazioni di nomina dei supplenti, la ministra Azzolina farebbe bene a sostanziare queste affermazioni con i numeri. Quanti sono, per esempio, i supplenti dell’organico Covid entrati in servizio fino ad ora? A noi risulta che anche su questo fronte si stiano registrando notevoli problemi. E, d’altra parte, non potrebbe essere diversamente, considerati i ritardi nella pubblicazione delle Gps dovuti agli innumerevoli errori nell’assegnazione dei punteggi. 
I due aspetti, infatti, sono interconnessi, perché prima di accettare una supplenza su una cattedra che potrebbero perdere poco dopo, i docenti precari, come è comprensibile, preferiscono aspettare la convocazione dalle Gps o dalle Graduatorie di Istituto. 
La narrazione rassicurante, in cui la ministra dell’Istruzione continua instancabilmente a spendersi, è smentita dai ritardi a catena e dalle realtà vissute ogni giorno dalle scuole, dove gli studenti devono fare i conti con la mancanza di insegnanti che li costringe a orari ridotti, presenze in classe a gruppi e giorni alterni e alla didattica a distanza.  

M. Serrano, Il mantello

La Serrano e la sua scrittura

di Antonio Stanca

   Ha cominciato a scrivere molto presto ma ha pubblicato piuttosto tardi: aveva quarant’anni quando uscì il suo primo romanzo, Noi che ci vogliamo così bene. Era il 1991 e l’opera oltre ad uno strepitoso successo ebbe molti riconoscimenti. Ne seguirono altre ed anche un romanzo giallo e racconti, questi tra gli ultimi anni del ‘900 e i primi del Duemila. Allora era ormai una scrittrice nota, una figura importante nella scena culturale e artistica del suo paese e dell’America Latina.

   Si tratta di Marcela Serrano, nata a Santiago del Cile nel 1951, quarta delle cinque figlie di una famiglia dove la madre era scrittrice e il padre saggista. Marcela per motivi di studio era stata a Parigi, poi a Roma ed infine era rientrata a Santiago dove presso l’Accademia di Belle Arti della Pontificia Università Cattolica aveva conseguito, nel 1983, il diploma in incisione. Aveva cominciato a lavorare in questo campo ma poi si era dedicata alla scrittura.

   Al seguito del marito ambasciatore era stata prima in Messico (2003-2004) e poi in Argentina (2010). Anche da queste esperienze sarebbe stata mossa nelle sue opere narrative. La vita, la storia dei posti dove era stata, soprattutto quelli del Cile dove tra il Nord e il Sud, le montagne e il mare, l’inverno e l’estate, i boschi e le pianure, era avvenuta la sua formazione, l’avrebbe continuamente ispirata. Intensi, profondi, appassionati sarebbero stati i temi dei suoi romanzi, suggestivi i loro personaggi, coinvolgenti le loro trame.

   Quest’anno, nella serie “I Narratori” della Feltrinelli, è comparso Il mantello, un libro pubblicato dalla Serrano nel 2019 e dedicato alla sorella Margarita, prematuramente scomparsa nel 2017. Non è un romanzo, non un diario bensì una serie di impressioni, riflessioni, osservazioni, immagini, appunti, la maggior parte dei quali riguarda Margarita, la sua vita in casa e fuori, il suo rapporto con le sorelle e in particolare con Marcela, alla quale era strettamente legata.    Sembra un’opera frammentaria, discontinua poiché procede per brani separati e, invece, contiene in ognuno di questi oltre a notizie importanti circa Margarita, Marcela e le tante situazioni, circostanze vissute dalle due sorelle, anche molta saggezza, molta sapienza, molta cultura. Molti sono i richiami ad opere di autori noti, soprattutto moderni, molti i brani di carattere filosofico, pedagogico, narrativo, poetico, molti i rapporti che corrono tra questi. C’è nello scritto un movimento che va oltre la situazione immediata, l’argomento riferito e si sposta tra prima e dopo, avanti e indietro, sopra e sotto fino a costituire un ambito che tutto avvolge. Non rimangono separati quei tanti, diversi momenti, aspetti, elementi dell’opera, li unisce uno spirito, li supera e crea il loro fascino. E’ come una voce nascosta che chiama, si sente da lontano, dal profondo dell’anima, che è fatta di tutto quanto c’è stato tra due sorelle che si sono tanto amate da non pensare che una potrebbe mancare prima del tempo, morire, una voce fatta pure dei ricordi dei luoghi, dei tempi, degli ambienti, delle persone che le hanno viste nascere, crescere. Un’epoca intera, quella del secondo Novecento, ricostruisce la Serrano tramite il rimpianto della sorella e come per questa anche per quella non si rassegna all’idea che non ci sia più, che sia finita. E’ stata l’epoca della sua infanzia, della sua adolescenza e di quelle di Margarita. Tanto felici sono state allora da farle pensare di aver vissuto un miracolo, da farle credere che la sua scrittura possa rinnovarlo. Così si spiega come questa sia stata così particolare in questo libro, quale effetto abbia cercato di raggiungere la Serrano.

Prove INVALSI a.s. 2020/2021

  • II primaria (prova cartacea)
    • Italiano: giovedì 6 maggio 2021
    • Prova di lettura solo Classi Campione: giovedì 6 maggio 2021
    • Matematica: mercoledì 12 maggio 2021
  • V primaria (prova cartacea)
    • Inglese: mercoledì 5 maggio 2021
    • Italiano: giovedì 6 maggio 2021
    • Matematica: mercoledì 12 maggio 2021

II e V primaria

  • III secondaria di primo grado (prova al computer – CBT)
    • Sessione ordinaria Classi Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): giovedì 8, venerdì 9, lunedì 12, martedì 13 aprile 2021
      La scuola sceglie tre giorni tra i quattro proposti (il sabato 10 aprile 2021 le Classi Campione non possono svolgere prove)
    • Sessione ordinaria Classi NON Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): da mercoledì 7 aprile 2021 a venerdì 30 aprile 2021
    • Sessione suppletiva Classi NON Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): da lunedì 17 maggio 2021 a venerdì 21 maggio 2021
  • II secondaria di secondo grado (prova al computer – CBT)
    • Sessione ordinaria Classi Campione, prove di Italiano e Matematica: martedì 11, giovedì 13, venerdì 14 maggio 2021
      La scuola sceglie due giorni tra i tre proposti
    • Sessione ordinaria Classi NON Campione, prove di Italiano e Matematica: da lunedì 10 maggio 2021 a venerdì 28 maggio 2021
  • V secondaria di secondo grado (prova al computer – CBT)
    • Sessione ordinaria Classi Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): martedì 2, mercoledì 3, giovedì 4, venerdì 5 marzo 2021
      La scuola sceglie tre giorni tra i quattro proposti
    • Sessione ordinaria Classi NON Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): da lunedì 1 marzo 2021 a mercoledì 31 marzo 2021
    • Sessione suppletiva Classi NON Campione e Candidati privatisti, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): da lunedì 17 maggio 2021 a venerdì 21 maggio 2021

Variazione calendario per le scuole di Bolzano in lingua italiana

  • III secondaria di primo grado (prova al computer – CBT)
    • Sessione ordinaria Classi Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): mercoledì 7, giovedì 8, venerdì 9, lunedì 12, martedì 13, mercoledì 14 aprile 2021
  • II secondaria di secondo grado (prova al computer – CBT)
    • Sessione ordinaria Classi Campione, prove di Italiano, Matematica: lunedì 10, martedì 11, mercoledì 12, giovedì 13, venerdì 14 maggio 2021
  • V secondaria di secondo grado (prova al computer – CBT)
    • Sessione ordinaria Classi Campione, prove di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto): da lunedì 1 marzo 2021 a mercoledì 10 marzo 2021 (escluso sabato 6 e Domenica 7 marzo)

Le date e l’organizzazione delle prove INVALSI 2021 potranno subire variazioni in seguito all’evolversi della situazione sanitaria. Ogni eventuale cambiamento sarà concordato con il Ministero dell’Istruzione e tempestivamente comunicato alle scuole.