Incontro sulla nota applicativa del nuovo DPCM

Scuola: . Convocato il tavolo sulla Didattica Digitale Integrata

La nota del Ministero chiarisce le novità contenute nel DPCM del 18 ottobre 2020. Finalmente, grazie alla nostra pressione, il 20 ottobre si apre la trattativa sulla DDI.

Convocato in via d’urgenza, si è svolto alle 17.30 di lunedì 19 ottobre 2020 in videoconferenza un incontro fra Ministero dell’Istruzione e Sindacati rappresentativi della scuola sulle nuove misure varate dal Governo in materia scolastica di cui già abbiamo dato un’anteprima con una specifica notizia.

L’illustrazione dell’Amministrazione

È stato illustrato dal capo Dipartimento per il sistema educativo di formazione e istruzione, Dott. Bruschi, il contenuto della nota 1896 del 19 ottobre 2020 applicativa del DPCM varato nella tarda serata del 18 ottobre 2020.

In essa si precisa che l’attuazione e l’estensione della Didattica Digitale Integrata (DDI) riguarderà solo le scuole medie superiori e vi si farà ricorso solo dopo che in specifici contesti territoriali (non quindi in maniera generalizzata) ne sia stata deliberata la necessità da parte dei Coordinamenti regionali e locali come previsto dal cosiddetto Piano scuola adottato con decreto del Ministro del 26 giungo 2020 n. 39. A seguito della comunicazione delle autorità regionali, locali o sanitarie della situazione di criticità e di particolare rischio, le scuole superiori modulano, in aggiunta a quanto hanno già disposto da settembre, orari di ingresso e uscita degli alunni, anche con l’utilizzo di turni pomeridiani; e, sempre nell’ambito di questa ulteriore modulazione, dispongono che l’ingresso a scuola non avvenga prima delle ore 9.00. Nella nota si richiama l’esigenza di tutelare le specifiche situazioni degli alunni con disabilità o con altri bisogni educativi speciali, favorendo in questi casi l’apprendimento in presenza.

Le scuole dell’infanzia e del primo ciclo non sono interessate dal provvedimento e continueranno a svolgere la didattica in presenza.

La nota ricorda la possibilità di svolgere le riunioni degli organi collegiali sia in presenza sia a distanza, sulla base della possibilità di garantire il distanziamento e la sicurezza dei partecipanti. Sottolinea infine la possibilità introdotta dal DPCM di svolgere le operazioni per rinnovo degli organi collegiali anche a distanza, salvaguardando il diritto alla segretezza e la libertà di partecipazione.

Il Dott. Bruschi ha inoltre annunciato che nella giornata di domani si aprirà il tavolo di trattativa sulla DDI che da tempo è stato richiesto dai sindacati e che per varie ragioni legate alla situazione di emergenza non si è potuto finora attivare.

La nostra posizione

Prendendo atto dell’illustrazione del contenuto della Nota che è stata redatta in coerenza con il testo del DPCM del 18 ottobre 2020, come FLC Cgil abbiamo evidenziato come la convocazione dell’incontro sia giunta in modo tardivo e a tempi “rovesciati”.

Infatti, l’Amministrazione, invece di convocare i Sindacati per tempo e prima delle misure che debbono essere assunte, lo fa con estremo ritardo e sotto la pressione dell’urgenza delle misure da adottare. Con ciò vanificando in primo luogo il contributo di proposte e di idee che provengono tramite i sindacati direttamente dalle scuole ma anche non rispettando gli stessi impegni di confronto o addirittura di contrattazione che pure dall’Amministrazione erano stati assunti con il Protocollo di Intesa del 6 agosto 2020 (che invece sarebbe stato quanto mai opportuno richiamare nella nota!): sulla convocazione del tavolo permanente nazionale (già richiesto dalle Organizzazioni sindacali) e ora convocato fuori tempo massimo per il 30 ottobre; sulla chiarezza in materia di trattamento dei lavoratori fragili; sulla contrattazione della DDI, sul lavoro agile per il personale Ata, sulle assenze del personale legate alle situazione pandemica.

Ben venga, dunque, la convocazione del tavolo di trattativa sul Contratto Integrativo Nazionale volto a regolare la DDI, ma è del tutto evidente la necessità di cambiare passo da parte dell’Amministrazione nel confronto e nelle informative che sono prerogative sancite dai contratti e dalle intese in materia di relazioni sindacali.

Per questa ragione abbiamo chiesto che le modalità di svolgimento delle relazioni sindacali a livello di Ministero vengano regolate in un Contratto Integrativo Nazionale, come indicato nel CCNL.

DPCM 18 ottobre 2020: utile confronto con il Ministero

DPCM 18 ottobre 2020: utile confronto con il Ministero

L’ANP ha partecipato oggi ad un incontro in videoconferenza con il Ministero dell’istruzione durante il quale l’Amministrazione ha inteso fornire comunicazioni urgenti relative al D.P.C.M. 18 ottobre 2020. Il Capo Dipartimento Bruschi ha ribadito che la convocazione dell’incontro è avvenuta ad horas, sulla scorta dell’urgenza di fare chiarezza su quanto previsto dal testo del decreto. L’Amministrazione ha infatti rilevato letture non appropriate del contenuto del D.P.C.M. che rischiano, in alcuni territori, di complicare la gestione di situazioni già di per sé complesse: è parso, quindi, necessario condividere preventivamente la comunicazione che il Ministero dell’istruzione invierà alle scuole.

La comunicazione sottolinea che le disposizioni previste nel testo del decreto fanno riferimento alle criticità emerse e registrate in specifici contesti territoriali. Per il primo ciclo si conferma che le attività didattiche si svolgono in presenza, mentre per il secondo ciclo la possibilità di variare rispetto a quanto già predisposto per l’avvio dell’anno scolastico è ipotizzabile ma solo “previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali” e segnalate dai tavoli regionali. Le scuole secondarie potranno rimodulare gli orari di ingresso e uscita, decidere di programmare turni pomeridiani o l’inizio delle attività a partire dalle 9,00 o svolgere le attività didattiche da remoto, ferma restando l’attenzione per gli studenti che necessitano di particolare inclusione, ma solo nei casi specifici che richiedessero tali interventi come rilevato dai tavoli regionali.

L’ANP prende atto del chiarimento dell’Amministrazione in merito al contenuto del D.P.C.M. 18 ottobre 2020: in questo momento connotato dall’urgenza e in cui le situazioni evolvono con grande rapidità, gli incontri tra OO.SS. e Amministrazione, seppur convocati con un preavviso di una sola ora come quello di oggi, costituiscono importanti occasioni per rendere più chiara l’applicazione delle disposizioni governative e per agevolare il lavoro dei colleghi che, tra tante difficoltà, stanno dando esempio di grande impegno civile.

Il D.P.C.M. pubblicato ieri 18 ottobre ha riscritto – tra l’altro – la lettera r) del comma 6 dell’articolo 1 del D.P.C.M. 13 ottobre 2020. Tale disposizione, oltre a incentivare il ricorso alle forme di flessibilità organizzativa già previste dall’autonomia scolastica e ben note ai colleghi, suggerisce di incrementare l’utilizzo della DDI e di scaglionare gli orari di ingresso anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani, prevedendo che l’ingresso non avvenga mai prima delle ore 9,00. Entrambe le misure previste (DDI e scaglionamento) sono subordinate alla “previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali” e questo non può che significare che la loro operatività è vincolata al verificarsi di detta condizione. Siamo assolutamente convinti che il D.P.C.M. non possa snaturare il senso degli artt. 4 e 5 del DPR 275/1999 e mettere in discussione l’autonomia scolastica. Pertanto, riteniamo condivisibili i chiarimenti forniti in merito alla rimodulazione degli orari di ingresso e di uscita e all’orario di avvio delle attività didattiche. Tali misure, comunque, ricadono nell’ambito dell’autonomia scolastica che gode di tutela costituzionale e su cui, ovviamente, non è legittimo né utile transigere. La pretesa di differire rigidamente l’orario di ingresso, peraltro, sarebbe stata irragionevole in quanto avrebbe riguardato indistintamente sedi scolastiche situate in realtà geografiche profondamente diverse tra loro: basti pensare alle differenze esistenti tra l’area metropolitana di qualsiasi grande o media città e un qualsiasi piccolo centro rurale o montano. In questi ultimi, spesso, vi è una sola corsa in grado di portare gli studenti a scuola.

In una prospettiva di corretta ed efficace interlocuzione tra l’Amministrazione e le OO.SS., abbiamo ricordato di aver chiesto la convocazione del tavolo nazionale permanente previsto dal Protocollo di intesa del 6 agosto 2020: si tratta del luogo migliore per affrontare le criticità che si stanno verificando, in misura diversa ma sempre significativa, su tutto il territorio nazionale, e che l’ANP sta segnalando da tempo (solo a titolo di esempio, il trattamento del personale in quarantena e la didattica da remoto; i rapporto tra scuole e dipartimenti di prevenzione nella gestione dei casi COVID; la tempistica delle GSP).

L’ANP crede fermamente nel confronto e nella possibilità che questo offre di fornire contributi validi per risolvere le problematiche che sono oggi evidenti a tutti.

Covid, a Bologna nasce il Tavolo sulle politiche per gli anziani

Covid, a Bologna nasce il Tavolo sulle politiche per gli anziani

Redattore Sociale del 19/10/2020

Durante il Question time l’assessore comunale al welfare e sanità ha parlato della situazione nelle strutture per anziani: “Situazione sotto controllo, ma no a cali di attenzione”

BOLOGNA. Mentre in Italia, poco alla volta, tante regioni stanno decidendo di chiudere alle visite esterne le strutture per anziani, cosa sta succedendo nel capoluogo emiliano-romagnolo? Ne ha parlato in Question Time l’assessore comunale al welfare e sanità Giuliano Barigazzi. Nell’Azienda Usl di Bologna, le strutture residenziali per anziani e disabili contano 7496 posti. “Alla data del 14 ottobre contiamo 12 casi positivi di cui 5 isolati in struttura e 7 ricoverati in ospedale, quasi esclusivamente legati al focolaio della struttura residenziale per disabili dei giorni scorsi – ha spiegato Barigazzi -. Il forte lavoro svolto dai gestori delle singole strutture, l’intervento dell’Ausl, il supporto dei reparti di malattie infettive del S.Orsola e la continua presenza attiva degli enti locali hanno certamente contribuito a migliorare le risposte di contrasto all’epidemia. Si può certamente sostenere che oggi ci troviamo più preparati e attenti rispetto a qualche mese fa. Gli interventi sulla logistica interna delle strutture per realizzare spazi di isolamento, l’attento monitoraggio di ospiti, del personale interno, dei visitatori esterni e il supporto delle strutture ospedaliere sono state le azioni di maggior rilievo messe in campo”.

Ciò premesso, l’assessore ha parlato di un’attenzione che deve rimanere altissima, “perché stiamo assistendo a un progressivo aumento dei contagi da Covid-19 tra la popolazione, il che ha motivato la recente uscita del nuovo dpcm del 13 ottobre, documento che attualizza le misure di contenimento del contagio a livello nazionale e su specifici settori tra cui quello delle strutture residenziali per anziani dove, all’art. 1, si normano gli accessi ai parenti e visitatori alle strutture ‘limitandoli ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura’ a cui tutti i gestori dovranno evidentemente attenersi. Letteralmente non si parla di un blocco totale, ma tuttavia di una molto forte limitazione e residualità degli accessi basata sul fatto che è ormai del tutto evidente che il rischio di contagio è legato con maggior probabilità non tanto agli ospiti residenti, ma ai contatti con l’esterno che la struttura si trova a vario titolo necessariamente ad avere”.

Barigazzi ha poi ricordato che, solo pochi mesi fa, trascorsa la prima fase epidemica, vi è stata una prudente riapertura ai visitatori esterni attraverso la costruzione di protocolli di sicurezza, seguendo le linee guida regionali, validati dai professionisti delle Aziende sanitarie organizzati in apposite task force, che definivano nel dettaglio le misure e i comportamenti da tenere nella gestione degli accessi di esterni: “Anche da questo punto di vista siamo più preparati nel caso la scelta della struttura sia quella di autorizzare alcuni accessi per casi selezionati e adeguatamente motivati. Per questi motivi in considerazione del fatto che le task force aziendali e distrettuali sono rimaste pienamente attive, anche in questa occasione continueranno il loro lavoro di supporto e consulenza alle decisioni dei gestori, nell’applicazione delle misure di sicurezza, per coloro che ne avessero la necessità ferma restando l’autonomia finale della struttura di autorizzare o meno l’accesso dall’esterno così come espressamente indicato nell’ultimo DPCM. L’Azienda Usl monitorerà inoltre l’applicazione in questo senso del DPCM. Allo stesso tempo chiediamo a tutte le strutture di attivare ogni possibile misura che permetta di mantenere il massimo livello di rapporto tra persone residenti e loro familiari, nella consapevolezza che questa relazione è un elemento essenziale del benessere psicofisico dei primi, nonché di garantire un costante flusso informativo ai parenti sulla loro salute”.

Oggi, intanto, è stato presentato il Tavolo sulle politiche per la popolazione anziana (sia quella non autosufficiente che quella che vive in modo autonomo o semi-autonomo nella propria abitazione), percorso nato per progetti innovativi su residenzialità, domiciliarità e abitare: “Non basta lavorare sull’emergenza dovuta alla pandemia, occorre pensare a politiche di lungo periodo e mettere in campo progetti innovativi a partire anche da ciò che è successo in questi mesi e dalle criticità registrate”, spiega Barigazzi, anche presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana di Bologna (Ctssm). I macro temi su cui lavorerà il Tavolo, al quale saranno invitati a partecipare sindaci, Ausl, Asp, una rappresentanza dei gestori di servizi accreditati, sindacati e associazioni economiche di categoria saranno tre: residenzialità, domiciliarità e abitare.

“Il Covid ha colpito fortemente il sistema residenziale per anziani, un sistema che, in questi anni, a fronte di grandi cambiamenti sociali, demografici ed epidemiologici ha evidenziato molte criticità – ha spiegato l’assessore sul tema residenzialità -. Ctssm e Comune di Bologna hanno svolto un’indagine su quanto accaduto nel sistema delle residenze durante il lockdown e oggi disponiamo di diversi dati e di alcune ipotesi di miglioramento e sviluppo su cui avviare una riflessione per portare all’attenzione pubblica le risposte di cui abbiamo bisogno”.

Parlando di domiciliarità, ha spiegato che “da diversi anni le risposte assistenziali al domicilio sono diventate del tutto insufficienti per i bisogni crescenti degli anziani e per il numero di persone che vi fa ricorso. Il sistema delle assistenti famigliari ha potentemente modificato il panorama dei servizi disponibili, seppur in una modalità spesso informale e non qualificata. Lo sviluppo tecnologico ha reso inoltre disponibili molti servizi al domicilio (acquisti, consegna spesa, consegna cibo, ecc.) che costituiscono, se usati consapevolmente e con strumentazioni adeguate, delle nuove opportunità. È necessario riprendere in mano una riflessione che innovi i nostri sistemi di assistenza al domicilio e che si ponga l’obiettivo di integrare anche quanto viene offerto nel mercato privato accreditato”.

Infine, il capitolo dedicato all’abitare: “Un settore ancora tutto da approfondire eppure così rilevante per le politiche del futuro riguarda l’utilizzo dei patrimoni immobiliari degli anziani. In Italia oltre il 70 per cento delle famiglie è proprietario della propria casa e, nel caso della popolazione anziana, questa percentuale aumenta ulteriormente. Eppure questa risorsa così importante per gli anziani fragili a volte può diventare un ostacolo – presenza di barriere architettoniche, mancanza di ascensori, isolamento – e può pertanto trasformarsi in una ricchezza che crea problemi piuttosto che risolverli, oltre che essere un bene difficile da gestire e mettere a frutto. A questo fronte vogliamo destinare un’attenzione specifica e cominciare a esplorare quali buone pratiche siano già state messe in campo – abitare solidale, cohousing, appartamenti protetti – e a quali strumenti giuridici è possibile ricorrere per finanziare con il proprio immobile i servizi di cui si necessita, ad esempio la regolamentazione relativamente recente dei prestiti vitalizi ipotecari”.

Il Tavolo inizierà i lavori entro ottobre per produrre le prime proposte concrete entro fine febbraio 2021 e incrocerà il lavoro di ricerca e formazione su analoghi temi affidato a Cergas Bocconi da Comune e Città metropolitana di Bologna.

di Ambra Notari 

Banda ultralarga

Ministero dello sviluppo economico

Al via la gara per i servizi di connettività a banda ultralarga nelle scuole italiane

E’ stata pubblicata sul sito di InfratelItalia la gara, indetta su incarico del Ministero dello Sviluppo Economico, per la fornitura di connettività a banda ultralarga, compresa la fornitura della rete di accesso e dei servizi di gestione per le scuole italiane.

La gara rende operativa la misura prevista dal decreto del Ministro Patuanelli, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 1° ottobre, sulla base di quanto deliberato dal Comitato Banda Ultralarga (COBUL).

La gara, di un importo base di 273.918.374 milioni di euro, si compone di sette lotti così suddivisi: lotto 1 Liguria, Piemonte; lotto 2 Lombardia; lotto 3 Lazio, Sardegna; lotto 4 Campania, Basilicata; lotto 5 Calabria, Sicilia; lotto 6 Toscana, Veneto; lotto 7 Marche, Abruzzo, Molise, Puglia.

Le restanti Regioni, sulla base di quanto stabilito dal COBUL, provvederanno alla realizzazione del Piano attraverso le proprie società in-house regionali sulla base di un rapporto convenzionale con il MiSE.

Nella gara è stato previsto il limite di due lotti aggiudicabili dallo stesso concorrente, al fine di garantire un elevato livello di concorrenzialità, e considerata l’esigenza di una celere realizzazione del Piano, si è inteso attribuire un punteggio significativo ad elementi dell’offerta relativi alla celere realizzazione delle opere.

Al fine di disincentivare condotte inadempienti degli aggiudicatari, sono state introdotte penali particolarmente severe per ciascun giorno di ritardo, per la mancata attivazione della connessione di una scuola nonché per l’inosservanza di altre prescrizioni contrattuali relative ai tempi di realizzazione ed alla qualità del servizio.

#IOLEGGOPERCHÉ

Levi (AIE): “Anche nell’anno del Covid si prospetta un grande risultato da parte delle scuole. Ma la crisi pesa sui tempi delle consegne dei libri del contributo.

Ci faremo perdonare questa attesa”

Milano, 19 ottobre 2020 – È entrata nel vivo la nuova edizione di#ioleggoperché, la grande iniziativa sociale a favore delle biblioteche scolastiche che ha permesso di donare oltre 1milione di libri in 4 anni e che ha coinvolto nella scorsa edizione 15mila scuole e oltre 3milioni di ragazzi. All’iniziativa 2020, che culminerà nel periodo 21-29 novembre, sono già oltre 10mila le scuole iscritte in soli 20 giorni e 2200 le librerie, con oltre 19mila gemellaggi attivi. Per scuole e librerie ci sarà tempo fino al 30 ottobre per iscriversi.

“Anche quest’anno si prospetta una grande risposta da parte delle scuole – spiega il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi -. Ma la crisi, purtroppo, pesa sui tempi delle consegne dei libri: siamo costretti a subire un ritardo per la consegna dei 100.000 libri offerti dagli editori. Solo dopo aver superato la fase più critica dell’emergenza, prevedibilmente tra febbraio e marzo 2021, potremo consegnarli insieme a quelli dell’edizione 2020. I libri sono già in magazzino, ci sono tutti, è solo questione di tempo. E ci faremo perdonare questa attesa”.

Insieme ai libri donati dagli editori (l’elenco è in allegato) si consegneranno anche i volumi di Banca d’Italia, che ha avviato un progetto di letture per promuovere nei giovani una corretta cultura economica, quelli di Topolino, con un’edizione speciale dell’Isola del Tesoro, e un volume sull’alimentazione per i ragazzi donato da Create Cures Foundation – Fondazione Valter Longo.

#ioleggoperché è una iniziativa di AIE – Associazione Italiana Editori, sostenuta dal Ministero per i Beni e le attività culturali per il Turismo – Direzione generale Biblioteche e Diritto d’Autore, dal Centro per il libro e la lettura, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione – Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento, con l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), l’Associazione Librai Italiani(ALI), il Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai (SIL), con il supporto diSIAE – Società Italiana Autori ed Editori, con il contributo di Pirelli e con il sostegno di Mediafriends e di Rai per il sociale.

Mediapartner: Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, Repubblica, La7, Rai, SKY, Mediaset TGcom24, Giornale della Libreria e Illibraio.it

Technical Partner: Messaggerie Libri e Comieco 

Si ringrazia: Ibs.it

Per saperne di più: www.ioleggoperche.it

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Scuola allo schermo

Un ciclo di eventi online sull’uso educativo delle risorse audiovisive e dei materiali filmici

Al via “La scuola allo schermo”, un nuovo ciclo di webinar dedicato al mondo del cinema indipendente. L’iniziativa, a cura del Movimento delle Piccole scuole Indire, si basa sull’utilizzo di una raccolta di risorse audiovisive nella didattica ed è rivolta ai docenti, ai dirigenti scolastici e a coloro che fanno ricerca o formazione nei contesti educativi delle piccole scuole.

Il primo appuntamento è in programma il 21 ottobredalle 17,30 alle 18,30, con un webinar tematico, dal titolo “Quale uso didattico per la fonte video?”, ovvero l’importanza della fonte filmica nell’ambito della didattica (https://piccolescuole.indire.it/iniziative/la-scuola-allo-schermo/quale-didattica-con-le-fonti-video/). Si tratta di una risorsa culturale che viene messa a disposizione degli istituti scolastici, con particolare riferimento alle piccole scuole, che sono il primo campo di intervento di sperimentazione dell’iniziativa. 

“La scuola allo schermo” nasce dalla ricerca Indire sui temi della “Valorizzazione del patrimonio storico”, il cui gruppo di lavoro è coordinato da Pamela Giorgi, in collaborazione con le attività della struttura ‘Innovazione metodologica e organizzativa nelle scuole piccole’, coordinato da Giuseppina Rita Mangione.

L’iniziativa è realizzata in sinergia con il Pesaro Film Festival, con la partnership di molti altri soggetti, tra cui il Festival dei Popoli – Istituto italiano per i film di documentazione sociale, Lanterne Magiche (coordinata da Fondazione Sistema Toscana), l’Associazione internazionale Diculther, Sedicicorto Forlì International Film Festival.

Le piccole scuole, che mantengono il presidio sul patrimonio culturale e di innovazione didattica sul territorio, sono concettualmente collegate al cinema indipendente, che è il protagonista di questo progetto. La categoria della ‘perifericità’ diviene quindi il denominatore comune, insieme all’idea che questo sia un modo per utilizzare trasversalmente alle varie discipline, in una didattica attiva e laboratoriale, una particolare categoria di fonti atipiche, gli audiovisivi, che si caratterizzano per essere uno tra i linguaggi più inclusivi. Per partecipare al ciclo di webinar: (https://piccolescuole.indire.it/iniziative/la-scuola-allo-schermo

Morte del prof. Pulizzi

Cuzzupi: la morte del prof. Pulizzi è una ferita insanabile per la Scuola

Il dolore che ci ha colto per la morte del prof. Natale Pulizzi, vice preside della scuola Nosengo di Petrosino (provincia di Trapani) è lancinante, un qualcosa che mai avremmo voluto apprendere. Anche la scuola viene così colpita in modo violento e irreparabile dal virus che sta seminando angoscia e paura, lasciando drammaticamente intendere che non siamo in presenza di un’isola felice”.  

Questa la dichiarazione con voce rotta del Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, rilasciata appena appresa la triste notizia.

Siamo in presenza di un terribile segnale sulla necessità di alzare al massimo il livello di attenzione nei riguardi dell’Istituzione scuola, lasciando da parte ogni pregiudizio e difesa di posizioni politiche. La scuola è fatta da donne, uomini e giovani che devono essere garantiti e, soprattutto, che non devono rappresentare un rischio per se stessi e per gli altri. Ne prendano atto tutti – afferma il Segretario Nazionale – invece di ostentare sicurezze e determinazioni che non hanno concretezza. Questa tragedia deve essere di monito per il futuro e per le valutazioni da fare”.

Alla famiglia del prof. Pulizzi, alla scuola dove per anni egli ha prestato servizio, alla sua comunità, l’UGL Scuola, con addolorata costernazione, esprime il più sentito cordoglio.

   Federazione Nazionale UGL Scuola

Il Segretario Nazionale

Ornella Cuzzupi

CONCORSO STRAORDINARIO, APPELLO A CONTE

CONCORSO STRAORDINARIO, APPELLO A CONTE: ALMENO PROVE SUPPLETIVE

All’ostinazione della ministra Azzolina rispetto al concorso straordinario, rispondiamo rivolgendo un appello al presidente Conte affinché almeno vengano approntate prove suppletive per consentire di partecipare anche ai docenti precari in quarantena, da anni in attesa di un’occasione di stabilizzazione.

Con la curva del contagio in costante salita, far spostare i candidati da una provincia ad un’altra, se non addirittura da una regione a un’altra, è un azzardo che andrebbe evitato. Come abbiamo già ampiamente sostenuto, il buon senso dovrebbe indurre il Governo a rinviare le prove a tempi migliori.

Alla luce dell’emergenza sanitaria in corso, riteniamo inoltre che sarebbe stato più opportuno vietare del tutto le elezioni per il rinnovo degli organi collegiali e le loro riunioni in presenza e indicare come unica modalità quella a distanza.

Attuazione DPCM 18 ottobre 2020

Nota 19 ottobre 2020, AOODPIT 18960
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2020. Adempimenti dell’amministrazione e delle istituzioni scolastiche


Il Ministero dell’Istruzione ha inviato oggi ai dirigenti scolastici una nota per accompagnare l’attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri approvato ieri. La nota è stata oggetto di una previa interlocuzione con i Sindacati di settore.

Nulla cambia per la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado.

Le scuole secondarie di secondo grado potranno invece adottare, in caso di situazioni critiche o di particolare rischio comunicate dalle autorità sanitarie o dagli Enti locali, ulteriori forme di flessibilità della loro organizzazione, incrementando, ad esempio, il ricorso alla Didattica Digitale Integrata. Oppure modulando ulteriormente (rispetto a quanto già disposto da settembre) orari di ingresso e uscita delle alunne e degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani. Nell’ambito di questa possibile ulteriore modulazione, le scuole predisporranno che l’ingresso avvenga non prima delle ore 9.00, come previsto dal Dpcm di ieri.

Nessun automatismo, comunque: nuovi interventi sull’organizzazione scolastica avverranno, come già detto, solo in caso di situazioni critiche o di particolare rischio comunicate dalle autorità sanitarie o dagli Enti locali e attraverso la regia dei Tavoli regionali e locali con gli Uffici scolastici. Tavoli, questi ultimi, previsti dal cosiddetto “Piano Scuola” emanato lo scorso giugno e approvato anche dalle Regioni. 

Nota 19 ottobre 2020, AOODPIT 18960

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

Ai Dirigenti Scolastici e ai Coordinatori Didattici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione
Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Ai Dirigenti titolari degli Uffici scolastici Regionali per l’Umbria, la Basilicata e il Molise
Ai Dirigenti degli Uffici degli Ambiti Territoriali e, p.c.
Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta

Oggetto: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2020. Adempimenti dell’amministrazione e delle istituzioni scolastiche

Legge Costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1

Legge Costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1 

Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari. (20G00151)

(GU n.261 del 21-10-2020 )

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

Il referendum indetto in data 17 luglio 2020 ha dato risultato favorevole;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge costituzionale:

Art. 1 Numero dei deputati

1. All’articolo 56 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo comma, la parola: «seicentotrenta» e’ sostituita dalla seguente: «quattrocento» e la parola: «dodici» e’ sostituita dalla seguente: «otto»;
b) al quarto comma, la parola: «seicentodiciotto» e’ sostituita dalla seguente: «trecentonovantadue».

Art. 2 Numero dei senatori

1. All’articolo 57 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo comma, la parola: «trecentoquindici» e’ sostituita dalla seguente: «duecento» e la parola: «sei» e’ sostituita dalla seguente: «quattro»;
b) al terzo comma, dopo la parola: «Regione» sono inserite le seguenti: «o Provincia autonoma» e la parola: «sette» e’ sostituita dalla seguente: «tre»;
c) il quarto comma e’ sostituito dal seguente:
«La ripartizione dei seggi tra le Regioni o le Province autonome, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei piu’ alti resti».

Art. 3 Senatori a vita
1. All’articolo 59 della Costituzione, il secondo comma e’ sostituito dal seguente:
«Il Presidente della Repubblica puo’ nominare senatori a vita cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Il numero complessivo dei senatori in carica nominati dal Presidente della Repubblica non puo’ in alcun caso essere superiore a cinque».

Art. 4 Decorrenza delle disposizioni

1. Le disposizioni di cui agli articoli 56 e 57 della Costituzione, come modificati dagli articoli 1 e 2 della presente legge costituzionale, si applicano a decorrere dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale e comunque non prima che siano decorsi sessanta giorni dalla predetta data di entrata in vigore.

La presente legge costituzionale, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 19 ottobre 2020

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei ministri

Visto, il Guardasigilli: Bonafede

Comunicato USR Emilia Romagna 19 ottobre 2020

Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna

Bologna, 19 ottobre 2020

COMUNICAZIONE PUBBLICA
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 OTTOBRE 2020 INDICAZIONI PER LA SCUOLA

In riferimento al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2020
(GU Serie Generale n. 258 del 18-10-2020), si trasmette parafrasi (1) dell’Art. 1. Misure urgenti di contenimento
del contagio sull’intero territorio nazionale – Co. 1. lettera d), 6), primo capoverso, quale supporto alla migliore comprensione della parte dello stesso che riveste particolare importanza per le Istituzioni scolastiche.

(1) Esposizione di un testo con parole proprie, spesso accompagnata da sviluppi o chiarimenti (Vocabolario Teccani).