DDI: DAL MINISTERO NESSUNA RIAPERTURA DEL CCNI

DDI: DAL MINISTERO NESSUNA RIAPERTURA DEL CCNI, GILDA RIBADISCE DISSENSO

“Pieno rispetto verso le posizioni diverse assunte dai sindacati firmatari, con i quali abbiamo percorso un lungo tratto di strada, ma non condividiamo la sottoscrizione di un contratto integrativo che non definisce regole certe e in cui mancano elementi fondamentali quali tempi, tipo e modalità della prestazione lavorativa richiesta ai docenti”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ribadisce la contrarietà nei confronti del CCNI oggetto ieri di un incontro tra organizzazioni sindacali e ministero dell’Istruzione durante il quale al testo del 26 ottobre è stata aggiunta una dichiarazione congiunta tra Amministrazione e sindacati definita da Di Meglio “una lista di buone intenzioni improntata più alla poesia che alla prosa”.

“Per definire cosa e come devono fare i docenti, sono state necessarie due note interpretative a firma del capo dipartimento e alle quali se ne aggiungerà una terza congiunta. Ciò dimostra che questo contratto parte con il piede sbagliato e che da parte del ministero è evidentemente mancata la volontà di riaprire la contrattazione e di convocare un incontro politico a livello adeguato per affrontare la questione con l’attenzione che merita”, conclude il coordinatore nazionale della Gilda.

“Fare” e “Valutare” per formare efficacemente

“Fare” e “Valutare” per formare efficacemente

di Eleonora Boschetti e Sara Mori[1]

L’elaborato ha lo scopo di evidenziare  l’importanza dell’utilizzo di una didattica innovativa, al fine di coinvolgere gli alunni in modo attivo durante l’intero processo di apprendimento, permettendo loro di avviare il percorso per il miglioramento delle competenze di problem solving, linguistiche, espressive, sociali, motorie e della propria identità, attraverso attività stimolanti, sfidanti, rispondenti ad una didattica per competenze, nell’ottica dell’inclusività, prediligendo come metodologia il learning by doing e monitorando in modo rigoroso e costante i processi di apprendimento/insegnamento con una valutazione formativa. Grande importanza viene attribuita alla fase dell’autovalutazione compiuta dagli alunni e alla valutazione svolta dai genitori degli alunni e da altri osservatori esterni.

Parole – chiave: esperienzialità, inclusività, emozione, creatività, autovalutazione, interdisciplinarità

1. Didattica innovativa, garanzia dello sviluppo delle competenze degli alunni

Le Indicazioni Nazionali per il curricolo del primo ciclo di istruzione (2012) sottolineano i grandi cambiamenti evolutivi che la società ha vissuto negli ultimi anni. Le stesse ci parlano di “un nuovo scenario”, verso il quale la scuola deve adeguarsi ed attrezzarsi per poter preparare gli alunni alla vita, formando dei cittadini attivi e responsabili. Castoldi e Martini (2011) sostengono che tre sono gli ambiti in cui la scuola è chiamata ad operare: l’istruzione, i comportamenti e la motivazione. Secondo gli stessi autori, la scuola deve innovarsi, prevedendo attività stimolanti, motivanti, ponendo l’alunno al centro del processo di apprendimento, agganciandolo all’apprendimento, superando la mera ricezione e riproduzione dei saperi; tutto ciò a favore di un apprendimento significativo, facilitato dall’organizzazione mentale delle conoscenze in mappe, dalla predisposizione all’applicazione e alla capacità di interazione fra le competenze disciplinari, affettive, relazionali, motivazionali e metacognitive. L’insegnante diviene un “progettista dell’apprendimento” di metodologie innovative (Summa e De Simone, Progettare un curricolo per competenze: un percorso a ritroso, Euroedizioni, 2018, 19). Queste ultime, se ben progettate, garantiscono a tutti il successo formativo, utilizzando mediatori efficaci opportunamente selezionati dal docente, che diviene, pertanto, come afferma Marco Orsi (2006), colui che “crea le condizioni per l’autonomia, la responsabilità, la partecipazione, nel rispetto dell’integrità individuale […] ( M. Orsi, A scuola senza zaino, Erickson, 2006, 62); così facendo sarà l’alunno stesso l’artefice del proprio apprendimento nelle tre diverse direzioni: sapere, saper fare e saper essere. Efficace è “prendersi cura degli studenti”, dimostrare che ci preoccupiamo di loro, che li curiamo. Diane Laurillard descrive molto chiaramente l’immagine della scuola innovativa, affermando che : “L’insegnamento non è una scienza teorica che descrive e spiega i diversi aspetti del mondo naturale o sociale. Assomiglia di più a quel particolare di scienze, come l’ingegneria, l’informatica, o l’architettura, il cui compito è di rendere il mondo un posto migliore: insegnare oggi è una scienza di design” (Diane Laurillard, Teaching as a design science, F. Angeli, 2014,11)

2. Il “fare”, PRESUPPOSTo DI UN apprendimento efficace

La metodologia Learning by doing, tanto raccomandata da Dewey, trova conferme nel pensiero dei più eminenti pedagogisti contemporanei, primi fra tutti M. Castoldi e Martini (2016), Hourst (2013). I primi raccomandano l’applicazione dell’imparare facendo in situazioni autentiche, in contesti di vita quotidiana, attraverso le quali l’alunno può conoscere la realtà coinvolgendo le competenze trifocali del sapere e sviluppare la metacognizione. Nelle attività laboratoriali tutti collaborano per il raggiungimento del fine comune, per la risoluzione del problema, mettendo a disposizione le proprie risorse interne, confrontandosi, entrando in empatia con gli altri, arricchendo le proprie conoscenze e l’autostima. Attivare la didattica laboratoriale richiede di saper trasformare quotidianamente l’ambiente fisico, utilizzando al meglio sia gli spazi interni alla scuola, sia quelli esterni, puntando particolarmente l’attenzione alle soft skills. La progettualità richiesta è rigorosa, plurale, interdisciplinare: si organizzano attività educative e didattiche unitarie, in grado di mobilitare le competenze e trasformare in competenze personali le diverse educazioni e discipline, grazie allo sviluppo di un “occhio extradisciplinare”, tanto raccomandato da Morin (Morin, La testa ben fatta, Raffaello Cortina editore, 1999, 113).

Il ”fare teatro”, “fare musica”, “fare scenografie”, “il narrare e ascoltare storie” permettono di esprimere il proprio pensiero, le proprie emozioni, sperimentando direttamente la realtà e incentivando la consapevolezza di sé, l’autostima, l’empatia, il valore dell’altro nella sua diversità, la capacità di cooperare e di relazionarsi all’interno di un gruppo.

Fondamentale per l’attribuzione di sensi e significati alla realtà è la narrazione, attraverso la quale è possibile sviluppare competenze fondamentali come il problem solving, il pensiero critico e l’empatia, perché, come sostiene Goleman (2015) “Le persone competenti sul piano emozionale – quelle che sanno controllare i propri sentimenti, leggere quelli degli altri e trattarli efficacemente – si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita […] Gli individui con capacità emozionali ben sviluppate hanno anche maggior probabilità di essere contenti ed efficaci nella vita, essendo in grado di adottare gli atteggiamenti mentali che alimentano la produttività […]” (D. Goleman, Intelligenza emotiva,  Rizzoli, 1995, 68). Diverse e molteplici devono essere le proposte didattiche per attivare ogni forma di intelligenza possedute dai diversi alunni, facilitando in ciascuno l’utilizzo delle proprie forze predominanti, ma permettendogli, contemporaneamente, di svilupparne altre. Hourst (2016) suggerisce di dedicare ampio spazio alle attività espressive fondate sull’immagine (forme e colori), la musica, il movimento, attribuendo grande valore alla teoria di Gardner sulle intelligenze multiple: l’utilizzo di svariate forme di acquisizione dei contenuti, fa sì che ogni alunno, potendo utilizzare la propria intelligenza predominante, si renda conto che diversi possono essere i modi di apprendere, ampliando la propria creatività e la visione del mondo. Da non sottovalutare è il fatto che le attività espressive sono esperienze fortemente inclusive per gli alunni BES, in quanto, ampliando le strategie di apprendimento con l’utilizzo del linguaggio iconico, musicale, teatrale¸ corporeo, si facilita l’apprendimento, come sostenuto da Bruner (2015) e da Vigotskji (2008). Il “fare” diventa ancora più efficace se attuato in contesti cooperativi, nei quali gli alunni hanno la possibilità di confrontarsi, superare i conflitti, collaborare, assumersi responsabilità. Lavoro cooperativo, ambiente e apprendimento sono interconnessi ed essenziali l’uno all’altro; pertanto è molto importante agire intenzionalmente e rendere gli alunni partecipi di questa consapevolezza di intenti e azioni, partendo dall’analisi del contesto, dalla diagnosi dei bisogni, dall’osservazione del gruppo classe e dagli stili di apprendimento, per individuare le metodologie  maggiormente rispondenti allo sviluppo delle motivazioni. «Per comprendere come i discenti imparano, gli insegnanti devono vedere l’apprendimento attraverso gli occhi dei loro studenti. Bisogna andare oltre la semplice riflessione su quello che vediamo […](J. Hattie, “Apprendimento visibile, insegnamento efficace”, a cura di Giuliana Vivanet, Erickson, 2017).

3.La valutazione: punto di partenza e punto di arrivo di ogni percorso didattico.

Senza valutare non si può educare”, afferma Galliani (Galliani, L’agire valutativo”, La scuola, 2015, 7);

Nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo del primo ciclo di istruzione (2012) e nelle Linee guida delle competenze nel primo ciclo di istruzione (2018) si stabilisce l’obbligo per le scuole di certificare le competenze al termine delle classi quinte di scuola primaria e al termine della scuola secondaria di I grado. Per “competenza” si intende la capacità di far fronte a problemi complessi che la vita reale presenta, utilizzando le risorse personali e non a disposizione. La certificazione delle competenze va distinta dalla valutazione degli apprendimenti, sebbene entrambe debbano precedere, accompagnare e seguire l’intero percorso scolastico dell’alunno. Essa rappresenta il punto di arrivo di un percorso che accompagna l’alunno dal suo primo ingresso nel mondo della scuola e si intreccia con quella prettamente disciplinare. Castoldi e Martini (2017) affermano che tre sono le prospettive di osservazione di analisi della competenza, accentuando il coinvolgimento globale del soggetto che deve rispondere a «significati personali», «oggettivi» e, infine, a quelli «intersoggettivi», riguardanti, cioè, il «sistema di attese».

La valutazione è un momento essenziale in ogni fase del processo di apprendimento: all’inizio del percorso per individuare le potenzialità e il bagaglio culturale, sociale e personale di ogni singolo alunno al fine di progettare un iter che si adatti alla soggettività; in itinere è importante  per verificare l’adeguatezza delle proposte didattiche, consentendo all’alunno di monitorare il proprio processo di apprendimento e al docente di riallineare efficacemente la propria progettazione alle reali esigenze del contesto e dei singoli alunni: Hattie afferma che “la valutazione è una componente ontologica e metodologica della scienza didattica […]in quanto disciplina finalizzata ad emettere giudizi sulle azioni formative e di insegnamento […] intenzionalmente progettate o svolte per guidare e sviluppare apprendimenti( individuali, collaborativi, organizzativi nei destinatari […](J. Hattie, “Apprendimento visibile, insegnamento efficace”, a cura di Giuliana Vivanet, Erickson, 2017). Al termine del percorso, la valutazione attesta il raggiungimento, o meno, degli obiettivi o competenze prefissate all’inizio, definendo i processi e i prodotti.

Con il D.Leg. n. 62 del 13/94/2017, la valutazione assume “finalità formativa ed educativa e concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo, documenta lo sviluppo dell’identità personale e promuove l’autovalutazione di ciascuno in relazione all’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze” (art. 1, comma 1). La valutazione viene definita formativa perché ha lo scopo di contribuire ad una formazione globale della persona, attraverso una prospettiva autentica, che renda significativi i compiti complessi assegnati, responsabilizzi direttamente lo studente, integri i processi e i prodotti, dando valore all’aspetto metacognitivo dell’apprendimento. Per realizzare una valutazione autentica è necessario correlare il tipo di prestazione a ciò che si vuole monitorare ed utilizzare degli strumenti adeguati. Uno di questi strumenti è l’autovalutazione che consente realmente di coinvolgere attivamente l’alunno nel processo, portandolo a riflettere sulla propria esperienza di apprendimento, stringendo con lui “il contratto pedagogico”, suggerito da Castoldi: ”  Fare autovalutazione significa, innanzitutto, entrare in dialogo con se stessi, prendere le distanze dall’esperienza vissuta e osservarsi, con curiosità e stupore” (Castoldi, Valutare e certificare le competenze”, Carocci, 2016,187 e 196).

Utili a motivare e ad agganciare gli alunni sono i compiti di realtà e di prestazione, che consentono di mobilitare i saperi e le life skills, indirizzando l’alunno verso il successo, sostenendolo e incoraggiandolo nei momenti di difficoltà, aiutandolo a considerare gli errori non come sconfitte, ma come opportunità per migliorarsi. Si tratta, cioè, di attivare una valutazione autentica per l’apprendimento, piuttosto che una valutazione dell’apprendimento. Castoldi, attribuisce alla valutazione formativa l’importante compito di restituire all’alunno l’evoluzione del processo apprenditivo (Castoldi, Valutare e certificare le competenze”, Carocci, 2016,61). E’ per questo che uno strumento essenziale per realizzare una valutazioneautentica, formativa è la rubrica valutativa, che Castoldi definisce “la piattaforma di significati comuni” (Castoldi, Valutare e certificare le competenze”, Carocci, 2016, 87). Questo strumento permette divalutare non tanto il possesso delle conoscenze, ma piuttosto la capacità di rielaborarle e di saperle utilizzare quando è necessario, ossia  “la comprensione profonda”, suggerita da Wiggins e Mc Tighe (2004).

“L’insegnamento e l’apprendimento visibili si hanno quando l’apprendimento è un obiettivo esplicito e trasparente, quando il grado di sfida che implica è adeguato e quando sia l’insegnante, sia lo studente cercano (in modi diversi) di stabilire se e in quale misura l’obiettivo venga raggiunto” (Hattie, Apprendimento visibile, insegnamento efficace, a cura di Vivanet, Erickson, 2012, 193). L’insegnante perseguirà risultati positivi se stimolerà nei propri studenti l’autoefficacia, la motivazione, la resilienza, l’autostima e l’autoregolazione, abbattendo l’autosabotaggio e l’impotenza appresa, grazie alla messa in atto di una valutazione formativa, che si esplica nell’azione quotidiana in continui feedback.

Questo studio si pone l’obiettivo di dimostrare che attraverso una didattica innovativa per lo più centrata sul “fare” è possibile perseguire un miglioramento di tutti gli alunni, monitorando i processi con una valutazione formativa, lungo l’intero percorso, e sommativa, al termine del percorso stesso.

  • LA RICERCA

4.1 Caso di studio

L’ esperienza si è svolta in una classe prima, in un istituto scolastico della provincia di Ravenna. Il tempo scuola è a tempo pieno, quindi di 40 ore settimanali.

La classe è composta da 15 alunni, 4 femmine e 11 maschi. Sono presenti 5 bambini di origini albanesi, 1 bambina di origini italo- belga, 1 bambino italo – peruviano. All’interno della classe è inserito un alunno portatore di sindrome di Down, che presenta un ritardo cognitivo grave, con importanti limitazioni nell’apprendimento e nell’acquisizione delle conoscenze, ma che mostra interesse particolare per le attività musicali, motorie e grafico pittoriche.

Chiaramente, i dati raccolti e le osservazioni non potranno essere considerate con un valore assoluto, ma sono l’espressione dell’esperienza effettuata in questo campione e di quelle svolte negli anni scolastici precedenti, attraverso il continuo avvicendarsi di progetti simili a questo,condotti anche nei gruppi classe precedenti, nello stesso istituto scolastico.

4.2 Gli strumenti

Per monitorare e valutare il progetto e i relativi esiti tenendo conto non solo delle performances, della valutazione e autovalutazione degli studenti ma anche del parere dei genitori e degli esiti si sono utilizzati i seguenti strumenti operativi:

4.3 Strumenti per i docenti utili per la progettazione e la valutazione

  • Prove d’ingresso per definire il punto di partenza di ogni studente, stabilendo le fragilità e gli elementi di forza. Gli ambiti entro i quali si sono monitorati i prerequisiti sono stati quelli linguistico, matematico, espressivo e spazio-temporale.
  • Il curricolo in verticale dell’Istituto Comprensivo del Mare, nella parte dedicata alle competenze trasversali, per delineare la progettazione e idonei indicatori nelle rubriche di valutazione.
  • Griglie di osservazione sulle competenze sociali e di cittadinanza tratte dal testo “Promuovere relazioni positive in classe” (Strocchi,2011)
  • Il testo “Il brutto anatroccolo” (Cologgi e Branda, 2012), dal quale sono stati tratti le canzoni e il copione della rappresentazione teatrale.
  • Il testo “Unità di apprendimento per promuovere competenze” (Natalina Di Marco, 2016) per organizzare rubriche di valutazione sulle diverse prestazioni degli alunni.
  • Rubriche di valutazione per monitorare e valutare le seguenti competenze: comunicazione, strumentalità, capacità relazionali e sociali, imparare a imparare. Di volta in volta si sono definiti i descrittori e i livelli.

4.4 Strumenti per gli studenti

  • Mediatori didattici di vario tipo: adeguamento dell’ambiente di apprendimento, con particolare attenzione alla progettazione e predisposizione degli spazi; scansione dei tempi; meticolosa selezione delle metodologie; la narrazione, utile per attribuire un significato ai saperi e un senso al mondo, per sviluppare le competenze linguistiche e quelle spazio temporali, per comprendere il significato di “problema” e per agganciare l’alunno, perché solo attraverso esperienze significative e motivanti, si predispone all’apprendimento; il teatro per porre al centro dell’azione gli alunni, con il loro talento, pensiero, emozioni, cultura, nel pieno rispetto della diversità e dell’individualità, sviluppando competenze comunicative, corporee, relazionali; il movimento, primo fra tutti quello della mano, che la stessa M. Montessori (2014) definisce come uno degli strumenti essenziali della conoscenza che permette al bambino di esplorare e conoscere il mondo esterno; le nuove tecnologie che  sono validi mediatori in quanto, attraverso l’esperienza, il confronto, la costruzione, lo smontaggio e la successiva ricostruzione dei prodotti, inducono l’apprendimento; la musica, la quale, stimolando la connessione fra i due emisferi cerebrali, grazie al coinvolgimento contemporaneo della parte sonora, testuale, e, spesso, grafica, attiva l’apprendimento, migliorando le prestazioni; compiti autentici e di realtà, che permettono all’alunno di mettere in atto la propria capacità di risolvere problemi via via sempre più complessi, simulando la realtà o, effettivamente, nella vita quotidiana;
  • Questionari di autovalutazione individuali, sulle attività di gruppo, con l’utilizzo di emoticons. Tali questionari riguardavano: gradimento dell’attività in gruppo, capacità di mantenere l’attenzione, capacità di rispettare le regole, partecipazione all’attività, desiderio di ripetere l’esperienza.
  • Questionari di autovalutazione dei gruppi cooperativi. L’autovalutazione riguardava: il gradimento generale del lavoro, il riconoscimento di eventuali difficoltà incontrate, il rispetto generale delle regole da parte dei componenti del gruppo, eventuale esclusione di qualche membro all’interno del gruppo e mancanza di rispetto dei ruoli, dei tempi e, in ultimo, la soddisfazione del lavoro svolto.

4.5 Strumenti per i genitori

  • Questionario di gradimento, compilato dai genitori degli alunni al termine del progetto.

4.6 Strumenti per la valutazione esterna

  • Intervista alla docente di musica della scuola secondaria del medesimo istituto scolastico, per verificare gli esiti a distanza del gruppo di alunni del ciclo scolastico precedente. La docente ha, in seguito, scritto una relazione riassumendo i principali punti di osservazione che confermano la validità della tesi.
  • Intervista alla collaboratrice del dirigente Scolastico, presente alla recita finale.

5. LE PROCEDURE

A settembre ogni docente assegnato alla classe I B ha somministrato le prove d’ingresso, precedentemente concordate, compilando, a seguito della loro correzione, alcune griglie individuali e generali di classe. Ciò ha consentito di rendersi davvero conto sia della situazione di partenza di ogni singolo alunno sia di quella generale della classe. A seguito dell’analisi dei dati emersi, a fine di ottobre, secondo le modalità di progettazione “a ritroso”, si è stilato il progetto. Il progetto aveva come finalità il superamento della sfida consistente nella realizzazione di una recita sulla celebre fiaba di Andersen “Il brutto anatroccolo”, con attività di preparazione ad un evento finale e di collegamento fra le diverse discipline  annesse. Le rubriche di valutazione e di autovalutazione individuale o di gruppo sono state predisposte di volta in volta, prima della loro somministrazione o compilazione, in sede di programmazione settimanale, per essere, poi, considerate per il monitoraggio dei processi. La realizzazione vera e propria del progetto, con gli alunni, ha visto il succedersi di svariate attività fra le quali emergono le seguenti, per la loro efficacia nell’incentivare l’entusiasmo, l’interesse e il desiderio di apprendere negli alunni:

1) inizialmente, si è proceduto alla visione del cartone animato “Il brutto anatroccolo” di Walt Disney, visionato all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=hHoB7vyQ62g . In seguito è stata assegnata una scheda di comprensione per verificare la comprensione e il possesso dei concetti spazio-temporali, ma anche alcune strumentalità di base, come ad esempio il saper ritagliare e incollare.

2) Al terzo incontro è stato presentato il copione della recita de “Il brutto anatroccolo”, con successiva analisi del testo, delle emozioni intrinseche. Dopo aver letto e analizzato tutto il copione si è proceduto ad un brainstorming per l’assegnazione delle parti.

Le rubriche di valutazione di questa attività sono state due: la prima riguardante il saper ascoltare attentamente varie forme di comunicazione, il riuscire a mantenere l’attenzione per tempi adeguati, il partecipare in modo adeguato in contesti diversi con chiarezza e proprietà di linguaggio, l’esprimere vissuti in modo adeguato e con linguaggi diversi, partecipare attivamente, saper aspettare il proprio turno e rispettare le altrui idee; la seconda riguardante la capacità di memorizzare il copione, compilata tre volte, cioè a fine marzo, a metà e a fine maggio.

3) In febbraio la classe ha effettuato un’attività di didattica outdoor, recandosi a Ravenna, a Tamo (“tutta l’avventura del mosaico”, museo dedicato al mosaico, con annessa la sezione didattica LaRa), per la realizzazione di mosaici raffiguranti il brutto anatroccolo. 

4) Nel secondo quadrimestre è stata presentata un’esperienza di token economy. Sulla parete della classe è stato predisposto un cartellone con cartellini riportanti i nomi dei bambini e l’obiettivo che doveva raggiungere, valido per un mese. Alla fine di ogni giornata, di fianco ad ogni nome, veniva posizionato un adesivo ad indicare il raggiungimento giornaliero di quel determinato obiettivo (ovviamente in caso di non raggiungimento l’adesivo non veniva posizionato). A conclusione della settimana, in una tabella diversa, chi raggiungeva almeno tre volte l’obiettivo riceveva il distintivo di “Buon anatroccolo”.

5) A dicembre e a marzo, sono stati realizzati due lapbook: uno sull’inverno e uno sulla primavera, dopo aver stabilito che queste due stagioni sono quelle maggiormente rappresentate nella storia de “Il Brutto anatroccolo”; per ciascuna di esse si è provveduto ad inserire, come elementi rappresentativi, la frutta stagionale, i colori, il tipo di abbigliamento adeguato, i fenomeni atmosferici predominanti. Per questa attività è stata elaborata una rubrica di valutazione con le seguenti evidenze osservabili: ascoltare attentamente le consegne, mantenere l’attenzione per tempi adeguati, riconoscere fenomeni regolari legati alla natura, essere responsabili e puntuali nel rispetto degli impegni, gestire i materiali in modo autonomo, assumere atteggiamenti attivi nei confronti delle discipline e delle attività.

6) In aprile, prendendo spunto da una bellissima immagine descritta all’inizio del copione della recita, i bambini hanno realizzato un pannello segna-presenza con un’immagine in Pixel art, rappresentante un sole. In cerchio, attorno ad un cartellone diviso in quadretti da 1 cm, precedentemente predisposto dall’insegnante, con le indicazioni di coordinate di ascisse e ordinate, gli alunni, pescando da un sacchetto i biglietti con le indicazioni delle coordinate del quadretto assegnato, hanno colorato l’immagine. In seguito, ogni mattina, gli alunni attaccavano la loro immagine in punti diversi del cartellone, seguendo coordinate, precedentemente “pescate” da un sacchetto. La valutazione di questa attività ha riguardato le seguenti evidenze: riuscire ad instaurare relazioni positive con i coetanei, partecipare attivamente alle attività proposte, saper aspettare il proprio turno di intervento, saper ascoltare e comprendere istruzioni e semplici comunicazioni di uso pragmatico, riuscire ad individuare coordinate all’interno di un reticolo seguendo le indicazioni date.

7) Dalla fine di aprile alla fine di maggio, gli alunni sono stati coinvolti nella creazione delle scenografie per lo spettacolo di fine anno scolastico. Dopo una prima fase di progettazione, in gruppi, si è proceduto alla realizzazione delle scenografie, utilizzando fogli di carta da pacco, posizionati su pannelli di legno, oltre a colori a tempera, pennelli, materiali di vario tipo. La valutazione di questa attività ha riguardato le seguenti competenze: imparare a imparare, agire in modo autonomo e responsabile, comunicare, collaborare e partecipare, individuare collegamenti e relazioni, problem solving.

8) Al termine dell’anno scolastico si è tenuto lo spettacolo finale “Il brutto anatroccolo”, in presenza dei genitori degli alunni, di alcuni anziani del paese e della collaboratrice del Dirigente Scolastico.

A conclusione, oltre alla compilazione di un’ulteriore rubrica di valutazione finale, si è provveduto a somministrare ai genitori e agli alunni un questionario, on line, creato con Google Moduli, per la valutazione finale del progetto. Inoltre, si è effettuata un’intervista alla collaboratrice del Dirigente Scolastico e una alla docente di educazione musicale della scuola secondaria dell’istituto.

6 RISULTATI

6.1 I risultati individuali

Per ogni studente è stato predisposta una tabella riepilogativa per la raccolta periodica dei risultati emersi dalle osservazioni sistematiche, dalla compilazione delle rubriche di valutazione sui seguenti ambiti di competenza: Imparare a imparare, agire in modo autonomo e responsabile come prima forma di acquisizione di competenze di cittadinanza, comunicare, collaborare e partecipare, individuare collegamenti e relazioni, acquisire ed interpretare l’informazione, progettare e risolvere problemi.

Riporto, come esempio, il profilo dell’alunno n.10, indicandolo con la lettera “E” (iniziale fittizia).

Inizialmente “E” richiedeva continue sollecitazioni al fine di portare a termine i lavori assegnati; rifiutava di porsi in modo sereno in situazioni nuove e di collaborare con gli altri. Non collaborava all’interno dei gruppi, pur rispettando le diversità. Faticava a rispettare il materiale, in particolare il proprio. Necessitava di frequenti richiami per rispettare il proprio turno e per rimanere tranquillo ad ascoltare i discorsi dei compagni, anche se la sua comprensione è sempre stata molto buona. Se la concentrazione glielo permetteva, era in grado di rappresentare graficamente le esperienze vissute e i racconti ascoltati, pur non portando sempre a termine il proprio lavoro in modo completo e curato. Partecipava in modo discontinuo ai giochi e alle attività di gruppo e, soprattutto, non lo faceva rispettando le regole e i ruoli poiché non si sentiva parte del gruppo. Era in grado di mettere in relazione, attraverso associazioni e analogie, oggetti, persone, sequenze di storie, fenomeni, esperienze. Andava guidato affinché assumesse un atteggiamento concentrato e collaborativo per rispondere a domande in situazioni problematiche, ipotizzare soluzioni a semplici problemi quotidiani, ricostruire storie e formulare esperienze vissute.

Nei questionari di autovalutazione l’alunno, però, risultava interessato alle attività, riconosceva i propri limiti nel rimanere concentrato, nel riuscire a collaborare con i compagni, nel rispettare il proprio turno di parola, pur dichiarandosi soddisfatto dei lavori svolti. Nella Token economy riusciva raramente a guadagnarsi la ricompensa.

Al termine dell’anno scolastico, “E” mostrava significativi miglioramenti nelle diverse competenze, specie nel riuscire a collaborare nel gruppo, rispettando il proprio ruolo; dimostrazione di tutto ciò è stata la sua partecipazione alla recita finale, all’interno della quale ha sostenuto un ruolo molto importante, recitandolo con enfasi e riscuotendo successo da parte del pubblico e dei compagni.

I suoi esiti nella Token economy evidenziavano progressi, pur lasciando ulteriori margini di miglioramento.

6.1 L’elaborazione dei risultati della classe

Proprio per puntare l’attenzione sugli esiti della classe, si è provveduto all’elaborazione di un’ulteriore tabella relativa agli stessi ambiti di competenza, con l’elenco di tutti gli alunni della classe al fine di migliorare i successi o gli insuccessi dei singoli, ma anche dell’intero gruppo.

6.2 I risultati dei questionari e delle interviste

Trattandosi di un lavoro interdisciplinare, con ampio spazio lasciato ad attività di tipo espressivo, i questionari, ai quali gli alunni e i genitori hanno risposto attraverso Moduli di Google, hanno avuto lo scopo di valutare il gradimento delle attività, il “Come mi vedo io “ e il “come mi vedono gli altri”, al fine di appurare che le attività proposte rappresentassero, per gli alunni,  realmente dei “ganci” con cui catturare la motivazione e sviluppare l’autoefficacia, l’autostima e l’autoregolazione. La maggior parte (69,2%) di loro ha gradito tutte le attività proposte (grafici 1.1 e 1.2); una parte (15,4%) ha preferito recitare e altri ancora (7,7%) lavorare in gruppo. Ognuno di loro si è sentito bravo nel fare qualcosa (grafico 1.3): alcuni (38,5%) nel cantare, altri (38,5%) nel recitare, altri ancora nel collaborare con i compagni. Ognuno di loro ha anche incontrato difficoltà: chi (30,8%) nell’imparare i testi delle canzoni, altri (30,8%) nell’imparare la parte da recitare a memoria, qualcuno (23,1%) nell’imparare a recitare in modo espressivo, una minima parte (15,4%) nel realizzare le scenografie e altri ancora nel cantare. Altri dati molto interessanti sono quelli relativi all’emotività percepita prima della recita con il pubblico (grafico 1.4): moltissimi (72,9%) si sono sentiti desiderosi di andare in scena di fronte al pubblico, molti (15,%) erano sereni, pochissimi (7,7%) erano preoccupati; dopo la recita tutti si sono sentiti felici e fieri di sé, tuttavia ognuno di loro ha individuato qualcosa da migliorare. Tutti, comunque, ripeterebbero volentieri l’esperienza. Tutti ripeterebbero l’esperienza (grafico 1.5).

Dai questionari compilati dai genitori è emerso che tutti sono convinti che l’esperienza teatrale abbia aiutato il miglioramento delle competenze logiche, sociali, musicali ed emotive.

Tutti i genitori hanno affermato che considerano importante l’esperienza teatrale per la crescita armoniosa (grafico 2.1) e auspicano un proseguimento dell’esperienza nei prossimi anni scolastici (grafico 2.2); al termine della recita tutti i genitori hanno definito i loro figli come molto soddisfatti del lavoro svolto (grafico 2.3). Un dato molto significativo è quello che attesta che tutti gli alunni hanno parlato a casa del tema della disabilità (grafico 2.4); uno degli obiettivi educativi che ci eravamo posti a inizio anno scolastico, infatti, era far sì che il bambino diversamente speciale fosse veramente incluso nel gruppo classe, e possiamo dire che così si è verificato, anche nel momento della recita, all’interno della quale aveva una parte importante, come quella di ogni altro alunno. La maggior parte dei genitori ha dichiarato di aver scoperto competenze che non conosceva (grafico 2.5).

6.3 I risultati dei questionari e le interviste agli ex alunni e agli osservatori esterni

I questionari compilati dagli alunni del ciclo scolastico precedente, che, specie negli ultimi tre anni della scuola primaria avevano seguito percorsi di questo tipo, hanno evidenziato che tutti hanno ricordi piacevoli del percorso svolto, che li ha aiutati nell’ottenere rapporti più solidi con i compagni e che sono stati aiutati a fare scelte successive, come, ad esempio, lo studio di uno strumento musicale o intraprendere studi teatrali; inoltre, si sono sentiti aiutati nel migliorare l’autostima e la motivazione.

L’intervista rivolta alla professoressa di educazione musicale della scuola secondaria ha evidenziato come l’apprendimento della musica sia fondamentale al fine di affrontare efficacemente il percorso di crescita dello studente nel triennio della scuola secondaria di primo grado. Ha pure sostenuto che quando gli studenti entrano nell’ordine di istruzione successivo dopo aver svolto, durante la scuola primaria, un percorso  sistematico e regolare di attività musicali ed espressive, appaiono più disposti a relazionarsi positivamente, sia nei confronti dell’esperienza musicale, sia dei compagni e degli insegnanti; migliori appaiono anche la loro attenzione, la creatività, la concentrazione e la capacità di mettersi in gioco mostrandosi. La collaboratrice del Dirigente Scolastico ha definito il momento della recita come molto significativo per l’apprendimento degli alunni, in quanto è stato loro richiesto di mobilitare le loro conoscenze pregresse e gli atteggiamenti idonei ad una situazione nuova. La stessa ha sottolineato l’importanza del tema scelto, la diversità, evidenziando la presenza attiva del bambino diversamente speciale, che ha dimostrato di possedere particolare adorazione per il canto e il ballo, svolgendo interamente lo spettacolo con l’inserimento di particolari iniziative personali, che hanno sottolineato il significato del testo.

6.4 Valutazione del prodotto finale da parte dell’insegnante

È necessario premettere che per il bambino diversamente speciale, inserito in ogni attività proposta alla classe, gli obiettivi sono personalizzati e fanno riferimento al PEI predisposto per lui.

Tutti gli alunni hanno mostrato le loro capacità di: mantenere l’attenzione per tempi adeguati, saper chiedere e accettare l’aiuto quando necessario, essere puntuali e responsabili di fronte agli impegni, portare a termine i lavori assegnati, gestire i propri materiali, essere in grado di porsi in modo sereno in situazioni nuove, gestire le proprie emozioni, instaurare relazioni positive con i coetanei e gli adulti, sentirsi parte del gruppo, rispettare le consegne.

La maggior parte di loro (87%) è riuscita, in modo autonomo e sicuro, ad esprimere vissuti ed emozioni in modo sempre più adeguato, anche con linguaggi diversi da quello verbale.

Tutti hanno potenziato l’attenzione e la concentrazione, rimuovendo atteggiamenti passivi nei confronti delle discipline e delle attività.

7 DISCUSSIONI E CONCLUSIONI

Secondo Morin (1999), la scuola ha il dovere di formare dei cittadini, in grado di partecipare attivamente alla gestione della società. Una testa “ben fatta” (Morin, La testa ben fatta, Raffaello Cortina, 1999) è il risultato di un processo che sviluppa la capacità di far fronte a qualsiasi problema, in contesti diversi e contribuisce all’essere un buon cittadino solidale e responsabile. La Commissione Europea raccomanda l’acquisizione di strategie adeguate ad una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Il presente progetto è stato attuato allo scopo di avviare gli alunni coinvolti, fin dalla classe prima, all’acquisizione di competenze che permettessero a ciascuno il massimo sviluppo delle potenzialità, nel pieno rispetto delle diversità. La forte interdisciplinarità, determinata dalla forte attribuita alla teoria di Gardner ha consentito a ciascuno di utilizzare l’intelligenza predominante, ma, al tempo stesso, di utilizzarne e svilupparne altre. Gli alunni sono stati posti al centro dell’azione didattica, coinvolti direttamente attraverso il fare, poiché, come afferma Hourst (2013), imparare sul campo permette di combinare l’apprendimento del fare con quello della teoria. Facendo teatro, musica, arte, ascoltando narrazioni, gli alunni hanno dimostrato di provare “piacere di imparare” (B.Hourst, “Il piacere di imparare. Idee e strumenti per un apprendimento efficace”, Ed. Erickson, 2013. Il grande utilizzo della musica, poi, ha coinvolto pienamente anche l’alunno diversamente speciale. Le osservazioni e i dati emersi dai questionari hanno confermato la teoria Hourst secondo la quale “l’unione simultanea di musica, parole scritte, parlato e immagini è l’ideale per l’apprendimento e la memorizzazione” (B.Hourst, “Il piacere di imparare. Idee e strumenti per un apprendimento efficace”, Ed. Erickson, 2013); grazie alla ripetizione del copione della recita e delle canzoni, gli alunni, in particolare l’alunno diversamente speciale, hanno arricchito il loro lessico, ampliato la loro percezione dei diversi stati d’animo propri e altrui, sviluppato l’immaginazione e la comunicazione. La valutazione utilizzata è stata di tipo formativo, mirata, cioè, all’accertamento della significatività degli apprendimenti, ma anche alla promozione dell’autoapprendimento e all’autoregolazione dell’intervento dell’insegnante. I miglioramenti conseguiti sia dai singoli alunni, sia dall’intera classe sono stati monitorati e resi visibili grazie alle sistematiche osservazioni e alla compilazione costante di rubriche di valutazione, risultate fondamentali per rendere partecipi e consapevoli gli alunni del proprio processo. Anche gli alunni sono stati direttamente coinvolti nella fase valutativa, grazie alla loro compilazione dei questionari di autovalutazione, i cui esiti sono stati insieme analizzati e confrontati con quelli dei docenti. I dati emersi hanno evidenziato che tutti gli alunni hanno compiuto progressi e che si sono predisposti all’apprendimento in modo positivo, attivando, quando necessario, le life skills. Oltre ai progressi, è stato anche significativo scoprire dei “talenti nascosti”, ovvero delle capacità di cui né gli alunni, né i loro genitori erano consapevoli e ciò è stato fondamentale, in particolare, per quegli alunni che nelle discipline curricolari presentavano difficoltà. Grazie a questo si è potuto accrescere l’autoefficacia, l’autostima e la forza per superare i momenti di incertezza e difficoltà, elementi considerati essenziali ai fini dell’apprendimento da Hattie (2017). La somministrazione dei questionari ai genitori, l’intervista alla docente di musica della scuola secondaria e alla collaboratrice del DS, ampliando gli strumenti della valutazione agli occhi esterni, come suggerito da Galliani (2015), ha consentito di valutare con uno sguardo diverso gli esiti raggiunti sia in campo scolastico, sia in quello extrascolastico. Positivo è stato il coinvolgimento dei genitori, i quali si sono sentiti direttamente coinvolti nel processo, dimostrando soddisfazione e rispondendo con entusiasmo al questionario per loro predisposto.  Dai dati è emersa la piena integrazione di tutti gli alunni e, in particolare, dell’alunno diversamente speciale, il quale, attraverso l’uso dei linguaggi non verbali, ha dimostrato un miglioramento del linguaggio e delle autonomie personali. La sua presenza è stata pienamente accettata dai compagni, che la vivono tuttora con grande empatia e solidarietà. Concludendo, si sottolinea l’importanza di monitorare costantemente il processo di apprendimento-insegnamento, attraverso una valutazione formativa, che permetta di restituire agli alunni continui feedback per renderli realmente responsabili e autori del proprio apprendimento, aumentando le soft skills, otre che, in generale, le competenze.


Bibliografia

  • 1 B.Hourst, “Il piacere di imparare. Idee e strumenti per un apprendimento efficace”, Ed. Erickson, 2013.
  • D.Cologgi e E.Branda ,“Il brutto anatroccolo”, Ed. Paoline.
  • D.Golemann, “Intelligenza emotiva. Che cos’è e perché può renderci felici”, Ed. Biblioteca Univer. Rizzoli 2015.
  • D. Laurillard, “Teaching as a design science”, F. Angeli, 2014.
  • E. Morin, “La testa ben fatta”, Raffaello Cortina editore, 1999.
  • G. Wiggins e  J.McTieghe, a cura di M. Comoglio, EAN Roma, 2004.
  • H. Gardner, “Formae mentis”, Feltrinelli, 1987
  • I. Summa – L. De Simone, “Progettare un curricolo per competenze. Un percorso a ritroso”, Euroedizioni, 2018
  • J. Bruner ,  “La cultura dell’educazione. Nuovi orizzonti per la scuola”, Feltrinelli, 2015.
  • J. Hattie, “Apprendimento visibile, insegnamento efficace”, a cura di Giuliana Vivanet, Erickson, 2017
  • J.Dewey, “Esperienza ed educazione”, Cortina Raffaello, 2014.
  • L. Galliani, L’agire valutativo, La scuola, 2015
  • L. Guerra (a cura di)“Tecnologie dell’educazione”, Junior 2011.
  • L.S Vigotskji, Pensiero e linguaggio. Ricerche psicologiche, a cura di L. Mecacci, Laterza, 2008
  • M. Castoldi- Martini, “Verso le competenze: una bussola per la scuola”, F. Angeli
  • M. Castoldi, “Valutare e certificare le competenze”, Ed. Carocci, 2016.
  • M. Montessori, “L’intelligenza delle mani”, a cura di Novara, BUR Biblioteca Universitaria Rizzoli, 2014
  • M. Orsi, “A scuola senza zaino”, Ed. Erickson, 2012.
  • M. Polito, “Attivare le risorse del gruppo classe”, ed. Erickson, 2017
  • M.C. Strocchi, “Promuovere relazioni positive in classe”, Ed. Erickson, 2018
  •  N. di Marco, “Unità di apprendimento per promuovere competenze”, Lisciani scuola, 2016
  • Video
  • Disney, Video de “Il brutto anatroccolo”: https://www.youtube.com/watch?v=hHoB7vyQ62g

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[1] Il contributo è stato scritto da Eleonora Boschetti (IC Del Mare Di Ravenna), supervisionato , riletto e aggiustato da Sara Mori (IUL, Università Telematica Degli Studi) che ne ha curato anche la supervisione scientifica

Mascherina obbligatoria anche al banco, per il tempo pieno ne servono 2 al giorno

da Il Sole 24 Ore

di Eugenio Bruno

Non c’è zona rossa, arancione o gialla che tenga. La mascherina a scuola diventa obbligatoria anche al banco e anche se c’è il metro di distanza tra le famose «rime boccali» degli alunni. A precisarlo è una circolare del ministero dell’Istruzione che illustra la novità introdotta dal Dpcm del 3 novembre per tutto il territorio nazionale. Fermo restando che l’obbligo continua a valere solo dai 6 anni in su tocca, alle scuole fornirne due al giorno di tipo chirurgico ai bambini che hanno optato per il tempo pieno.

Dispositivi di protezione obbligatori in tutta Italia
Per effetto dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio, dunque, a partire dalla scuola primaria la mascherina dovrà essere indossata sempre. Da «chiunque sia presente a scuola, durante la permanenza nei locali scolastici e nelle pertinenze – si legge in una nota di viale Trastevere – anche quando gli alunni sono seduti al banco e indipendentemente dalle condizioni di distanza (1 metro tra le rime buccali) previste dai precedenti protocolli»: Fanno eccezione i bambini con meno di 6 anni e «i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina».

Pause per bere e per mangiare
L’unica eccezzione ammessa riguarda i pasti. Secondo la stessa circolare, infatti, «è possibile abbassare la mascherina per bere, per i momenti della mensa e della merenda». Chiaramente dispensati sono anche gli alunni che suonano il flauto o altri strumenti a fiato (oopure cantano) durante l’ora di educazione musicale. Non sempre però; solo «limitatamente alla lezione singola». Ancora nessun chiarimento è arrivato invece per l’ora di educazione fisica. Sul punto, fa sapere il ministero, «interverrà una specifica nota della DG per lo studente».

Due mascherine chirurgiche al giorno per il tempo pieno
Nessuna novità sul tipo di dispositivi di protezione ammessi. Possono essere utilizzate – spiega la nota – «mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte». Oltre a quelle chirurgiche che il commissario straordinario all’emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, continuerà a fornire alle scuole. Con la precisazione che agli alunni che hanno optato per il tempo pieno alle elementari o per il tempo prolungato alle medie dovranno riceverne due al giorno. Così da poterla sostituire a metà giornata.


Seconda e terza media a distanza, arriva il congedo straordinario per i genitori

da Il Sole 24 Ore

di Cl. T.

Nelle zone rosse l’ultimo Dpcm del governo ha disposto la chiusura delle scuole secondarie di primo grado, seconda e terza classe. In questa circostanza, e qualora la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori di alunni delle suddette scuole, lavoratori dipendenti, la facoltà di astenersi dal lavoro per l’intera durata della sospensione dell’attività didattica in presenza. Il periodo di congedo è retribuito al 50 per cento, e scatta anche la copertura da contribuzione figurativa.

Il decreto Ristori-bis
La novità è contenuta nel decreto Ristori-bis approvato la scorsa settimana dal governo. Il beneficio è riconosciuto anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura.

Torna il bonus baby sitting
Torna poi il bonus baby sitting. Sempre nelle zone rosse, nelle quali sia stata disposta la chiusura delle scuole secondarie di primo grado, i genitori lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 o iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, hanno diritto a fruire di uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di milld euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza. La fruizione del bonus è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

È ancora caos nelle scuole in Puglia. Emiliano alle famiglie: «Evitate di mandare i bambini in classe»

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Regna la confusione nel mondo della scuola pugliese dove famiglie, docenti e dirigenti scolastici vivono nell’incertezza per il sovrapporsi di provvedimenti della Regione e di decisioni del Tar alle decisione prese dal governo nell’ultimo Dpcm sulla didattica in presenza per le elementari e le medie.

Ieri, per effetto della decisione del Tar Puglia che venerdì scorso ha sospeso l’ordinanza regionale che da fine ottobre disponeva la didattica a distanza anche per elementari e medie, gli studenti sarebbero dovuti tornare in classe, così come previsto per le regioni “arancioni”. Ma dopo avere emesso (sempre venerdì scorso) una nuova ordinanza che in sostanza consente alle famiglie di scegliere se mandare i figli a scuola, di prima mattina il governatore Emiliano ha invitato i genitori a tenere i bambini a casa.

«Faccio mio l’appello dei pediatri – ha detto – evitate di mandare i bambini a scuola in presenza, questo è più sicuro sia per i bambini che per la salute pubblica. Scegliete, se possibile, la Dad, e da casa cercate di fare il possibile, fino a quando i dati epidemiologici non scenderanno». Lo ha fatto mentre cresce la tensione col ministero dell’Istruzione che gli ha chiesto di ritirare l’ordinanza e di adeguarsi all’ultimo Dpcm.

Ma Emiliano non recede anzi, e accoglie come una buona notizia la decisione del Tar della Campania che non ha accolto una richiesta di sospensiva della ordinanza della Regione sulle scuole analoga a quella pugliese. «Abbiamo ancora ottime possibilità di convincere il Tar della Puglia a restituire efficacia alla mia ordinanza che chiudeva la scuola primaria in presenza». E poi aggiunge, riferendosi ai disagi registrati ieri in molte scuole pugliesi: «Molte famiglie hanno trovato ostacoli non sempre edificanti per ottenere dalle scuole la didattica a distanza resa obbligatoria per chi la richiede».

«Le famiglie – ha aggiunto Emiliano – si sono sentite mortificate vedendosi negare il loro diritto sostanzialmente su due principali motivazioni: la difficoltà di organizzare la Dad a distanza nella stessa classe che opera anche in didattica in presenza; la mancanza di tablet e di connessione. Altre scuole invece hanno cominciato bene la Dad e hanno così dato il loro contributo al calo dei contagi. Ricordo a tutti coloro che sono stati costretti ad accettare la didattica in presenza per la indisponibilità a concederla o ad organizzarla in tempi ragionevoli, che hanno il pieno diritto di pretenderla e che in mancanza potranno segnalare le omissioni al Prefetto e all’Ufficio scolastico regionale e anche a me come già stanno facendo, ha infine affermato il presidente della Puglia.

Da lunedì lezioni online per quasi 4 milioni di studenti e per il 45% dei prof

da Il Sole 24 Ore

di Cl.T.

L’impatto su famiglie e istituti delle ultime misure di governo e regioni: sono 362mila i docenti “a distanza”, circa 75mila sono precari. Il governo rafforza congedi staordinari e bonus baby sitting

L’ultimo Dpcm del governo ha elevato al 100% la didattica a distanza alle scuole superiori e, nelle zone rosse, le lezioni on line scatteranno anche in seconda e terza media. Poi ci si sono messi i governatori, con la Campania che sta mantenendo la scuola da remoto generalizzata e la Puglia che invece ha fatto una parziale marcia indietro. Il governo, nel decreto Ristori-bis, è corso, in parte ai ripari, rafforzando congedi straordinari e ripristinando, seppur con molte limitazioni, il bonus baby sitter. Ma da domani, lunedì 9 novembre, quanti alunni e docenti torneranno alle lezioni on line? Vediamo un pò di numeri, partendo anche da un interessante appronfondimento della rivista specializzata Tuttoscuola.

Alunni da remoto a quota 3,7 milioni, il 44% del totale
Come detto, dopo le ultime decisioni della Puglia, dove da lunedì le classi del primo ciclo potranno nuovamente operare in presenza, il numero di alunni a casa è pari a circa 3,7 milioni, il 44% del totale. Di questi, 625mila sono studenti campani dalla scuola dell’infanzia alla media, 316mila alunni della seconda e terza media delle regioni “rosse” (attualmente, Lombardia, Piemonte e Calabria) e 2 milioni e 734mila gli studenti delle superiori di tutta Italia.

Gli insegnanti da remoto a quota 362mila, il 45% del totale
Di questi 3,7 milioni di studenti da remoto si occuperanno 362mila insegnanti obbligati a lavorare in Dad, con un’età media di 51 anni, che potranno operare da casa, anziché da scuola, previa autorizzazione del capo d’istituto, come precisato da una nota ministeriale applicativa del recente contratto integrativo sulla didattica digitale integrata. Dei 362mila docenti impegnati nella didattica a distanza, circa 75mila – stima Tuttoscuola – sono precari con contratto a tempo determinato. Quasi tutti hanno conosciuto i loro alunni solo poche settimane fa, e avranno quindi una difficoltà in più. Dovranno inoltre operare utilizzando, se lavorano da casa, una dotazione tecnologica acquistata a proprie spese, visto che, a differenza dei colleghi di ruolo, non possono fruire della carta del docente per acquisti (il bonus di 500 euro l’anno riservato solo ai docenti con contratto a tempo indeterminato).

Didattica a distanza, nota Ministero: docenti devono rispettare orario con eventuali recuperi, può essere svolta a casa

da OrizzonteScuola

Di redazione

Ministero, ANIEF, CISL e FLCGIL hanno firmato il contratto integrativo per la didattica a distanza. Il Ministero ha divulgato una nota con la quale vengono date indicazioni basandosi sul testo di accordo raggiunto con i sindacati. Non hanno firmato UIL, GILDA, SNALS

Il testo della nota Ministeriale

Orario di servizio

Sulla base dell’articolo 2 il personale docente è tenuto al rispetto del proprio orario di servizio, anche nel caso in cui siano state adottate unità orarie inferiori a 60 minuti, con gli eventuali recuperi, e alle prestazioni connesse all’esercizio della professione docente, nelle modalità previste dal Piano DDI. In particolare, il docente assicura le prestazioni in modalità sincrona al gruppo classe o a gruppi circoscritti di alunni della classe, integrando dette attività in modalità asincrona a completamento dell’orario settimanale di servizio, sulla base di quanto previsto nel Piano DDI. Per la rilevazione delle presenze del personale e degli allievi è utilizzato il registro elettronico (art. 5). Il docente mantiene intatti i diritti sindacali, compresa la partecipazione alle assemblee sindacali durante l’orario di lavoro, che si potranno tenere con le stessa procedure con cui si svolgono le attività didattiche a distanza (art. 8). Per quanto concerne le attività funzionali all’insegnamento, è da rimarcare come esse si svolgano secondo il calendario annuale delle attività, che può essere rivisto a seconda delle specifiche situazioni, ma che è strumento organizzativo atto alla garanzia della funzionalità dell’istituzione, nei suoi adempimenti collegiali, da un lato; dall’altro garanzia della programmazione dei tempi di vita dei lavoratori. Si rammenta la necessità, ai sensi dell’articolo 1, comma 9, lettera s) del DPCM 3 novembre 2020, di svolgere le riunioni degli organi collegiali in modalità a distanza, fermo restando quanto disposto all’articolo 22, comma 4, punto c8 del CCNL 2016/18.

Il docente ha facoltà di introdurre, come peraltro possibile nell’attività didattica svolta in presenza, gli opportuni momenti di pausa nel corso della lezione in DDI, anche in funzione della valorizzazione della capacità di attenzione degli alunni. Tale possibilità è prevista anche nel caso siano state adottate unità orarie inferiori a 60 minuti.

Luogo e strumenti di lavoro

La dirigenza scolastica, nel rispetto delle deliberazioni degli organi collegiali nell’ambito del Piano DDI, adotta, comunque, ogni disposizione organizzativa atta a creare le migliori condizioni per l’attuazione delle disposizioni normative a tutela della sicurezza e della salute della collettività, nonché per l’erogazione della didattica in DDI, anche autorizzando l’attività non in presenza, e garantendo che la prestazione lavorativa sia comunque erogata. Sui criteri generali di svolgimento dell’attività in DDI da parte dei

Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

docenti, all’interno o all’esterno dell’istituzione scolastica, è resa informativa alle RSU.
Come già più volte ribadito, in subordine alla necessità di garantire la strumentazione adeguata agli alunni, e tenuto conto che il personale di ruolo può usufruire della Carta del docente, è opportuno che le istituzioni scolastiche attivino le verifiche delle effettive ed eventuali necessità motivate del personale docente a tempo determinato, da poter assolvere anche attraverso lo strumento del comodato d’uso, al fine di essere comunque preparati ad ogni evenienza, anche ai sensi di quanto previsto all’articolo 2, comma 1.
Particolare attenzione è dedicata, secondo quanto disciplinato dall’articolo 1, comma 1, agli alunni con disabilità e più in generale agli alunni con bisogni educativi speciali, dizione entro la quale, giuridicamente, sono compresi non solo gli alunni con disabilità o con disturbo specifico degli apprendimento, ma tutti quegli alunni, anche non certificati, per i quali il diritto all’istruzione passa attraverso l’adozione di particolari misure, volte a superare ostacoli oggettivi all’apprendimento, su cui ha dato indicazioni la Nota Dipartimentale 1990/2020.

Personale docente in quarantena ovvero in isolamento fiduciario (QSA). Specificazioni.

Anche in virtù di quanto previsto dall’articolo 4, comma 2 del Decreto 19 ottobre 2020 del Ministro per la pubblica amministrazione, il docente risultato positivo al Covid-19, ove espressamente posto in condizione di malattia certificata risulta impossibilitato allo svolgimento della prestazione lavorativa. Per ogni diversa ipotesi, il decreto richiamato e, in particolare, l’ipotesi di CCNI, all’articolo 1, comma 3, disciplinano la prestazione lavorativa a distanza, sempre da correlarsi alla condizione della classe o delle classi di cui il docente medesimo è titolare e alle possibilità organizzative delle istituzioni scolastiche, da verificare, da parte del dirigente scolastico, in riferimento alle situazioni effettive. Il dirigente scolastico, in presenza di difficoltà organizzative personali o familiari del docente in quarantena o isolamento fiduciario, ne favorirà il superamento anche attraverso la concessione in comodato d’uso della necessaria strumentazione tecnologica.

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Dichiarazioni congiunte

Quando e come è necessario utilizzare la mascherina a scuola? Faq ministero Istruzione

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il ministero dell’Istruzione aggiorna le Faq nella sezione Rientriamo a scuola, dopo la pubblicazione della nota ministeriale n. 1994 contenente indicazioni sull’utilizzo della mascherina a scuola.

A seguito delle nuove disposizioni introdotte dal DPCM 3 novembre 2020, quando è necessario utilizzare la mascherina a scuola?

Il Comitato Tecnico Scientifico, nel Verbale 124 della riunione tenutasi il giorno 8 novembre 2020, a preciso quesito posto immediatamente dal Ministero, ha chiarito la portata dell’articolo 1 comma 9 lettera s) del DPCM 3/11/2020, confermando l’uso obbligatorio delle mascherine a scuola, senza eccezioni correlate al distanziamento. Pertanto, a partire dalla scuola primaria, la mascherina dovrà essere indossata sempre, da chiunque sia presente a scuola, durante la permanenza nei locali scolastici e nelle pertinenze, anche quando gli alunni sono seduti al banco e indipendentemente dalle condizioni di distanza (1 metro tra le rime buccali) previste dai precedenti protocolli, “salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina”, le cui specifiche situazioni sono dettagliate nella sezione 2.9 del DPCM. Fa fede la Nota n. 1994 del 9 novembre 2020 con le indicazioni in merito all’uso delle mascherine.

È prevista la sostituzione della mascherina a metà giornata per gli alunni che frequentano il tempo pieno e il tempo prolungato?

Nelle sezioni di scuola primaria a tempo pieno e di scuola secondaria di primo grado a tempo prolungato, è necessario prevedere la sostituzione della mascherina di tipo chirurgico a metà giornata, per garantirne l’efficienza. La struttura commissariale sta già provvedendo allo sviluppo delle relative ulteriori forniture. Fa fede la Nota n. 1994 del 9 novembre 2020 con le indicazioni in merito all’uso delle mascherine.

Quando è possibile abbassare la mascherina?

Naturalmente è possibile abbassare la mascherina per bere, per i momenti della mensa e della merenda. Si tratta di una disposizione che il DPCM ha adottato sulla scorta delle indicazioni delle massime autorità sanitarie preposte alle strategie per il contenimento della situazione epidemiologica, “su proposta del Ministero della salute”, volta a contemperare diritto alla salute e diritto all’istruzione, alla luce dei nuovi dati epidemiologici.

Cosa è previsto per l’uso della mascherina durante l’attività musicale degli strumenti a fiato e del canto?

Durante l’attività musicale degli strumenti a fiato e del canto è possibile abbassare la mascherina durante l’esecuzione in lezione singola. Si tratta di una disposizione che il DPCM ha adottato sulla scorta delle indicazioni delle massime autorità sanitarie preposte alle strategie per il contenimento della situazione epidemiologica, “su proposta del Ministero della salute”, volta a contemperare diritto alla salute e diritto all’istruzione, alla luce dei nuovi dati epidemiologici.

È possibile utilizzare la mascherina di comunità o si è obbligati ad usare la mascherina chirurgica fornita dalla scuola?

Il DPCM 3 novembre 2020 prevede che, oltre alla mascherina chirurgica, fornita dalla struttura commissariale, ai sensi dell’articolo 1, comma 7 del DPCM, “possono essere utilizzate anche mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.

DDI: anche FLC CGIL firma il contratto, a due condizioni: intesa politica e nuova nota del Ministero

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il sindacato FLC Cgil ha sottoscritto, venerdì 6 novembre, il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulla Didattica Digitale Integrata (DDI). Il sindacato illustra in un comunicato le motivazioni della firma.

“Due – scrive la FLC CGIL – le condizioni fondamentali che hanno portato alla sottoscrizione da parte del sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori della Conoscenza della Cgil: il raggiungimento di un’intesa politica con impegni precisi da parte del Ministero e la sostituzione della nota ministeriale emanata unilateralmente dall’Amministrazione (nella quale, tra l’altro, si imponeva l’obbligo per il personale docente di prestare servizio a scuola, anche in caso di attivazione della DDI), con una una nuova nota interpretativa del contratto.”

In particolare il MI ha accettato, nella nota congiunta:

  • un confronto costante su tutte le tematiche connesse all’effettività dell’esercizio del diritto allo studio;
  • l’attivazione di un sistema di relazioni sindacali che, in maniera permanente e sistematica, affronti le questioni relative al lavoro di tutto il personale della scuola;
  • il finanziamento della formazione del personale anche in conseguenza dell’applicazione del CCNI sulla didattica digitale integrata. I

Il Ministero ha garantito altresì il sostegno al lavoro del personale docente e del personale a tempo determinato che non dispone della card per le spese in strumentazione tecnologica per la DDI, e lo stanziamento delle risorse finanziarie per implementare la connettività delle scuole anche attraverso la dotazione di una piattaforma per la didattica digitale accessibile gratuitamente alle studentesse, agli studenti e al personale.

È stata stabilita inoltre l’apertura, entro il mese di novembre, di un confronto sul lavoro svolto in modalità agile da parte del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, in attuazione dell’articolo 7 del Decreto del Ministro della Pubblica Amministrazione del 19 ottobre 2020.

La nuova nota ministeriale

Il sindacato FLC CGIL presenta così la nuova nota

“Infine, la nuova nota ministeriale, questa volta condivisa dai sindacati firmatari, ha chiarito come vadano intese le pause durante lo svolgimento delle lezioni autogestite dai docenti (che non vanno recuperate) e il luogo di lavoro da cui si può fare didattica a distanza (non necessariamente in presenza a scuola) e del coinvolgimento delle Rsu sui criteri generali per l’individuazione della sede di lavoro dei docenti.

Riguardo all’orario settimanale di servizio definito contrattualmente, la nuova nota prevede che il docente assicuri le prestazioni in modalità sincrona al gruppo classe o a gruppi circoscritti di alunni della classe, integrando tali attività in modalità asincrona a completamento dell’orario, sulla base di quanto previsto nel Piano DI. Naturalmente rimangono in vigore tutte le norme legali relative all’utilizzo dei videoterminali.”

La nota Ministero del 5 novembre 2020

ATA, contratto collaboratori scolastici internalizzati al full time scade il 31 dicembre 2020. E dal 1° gennaio?

da OrizzonteScuola

Di redazione

I collaboratori scolastici (ex Lsu) assunti in ruolo a tempo parziale il 1° marzo 2020 da settembre al 31 dicembre 2020 hanno potuto beneficiare del passaggio di contratto a full time. Ma cosa accadrà dal 1° gennaio 2021?

Il passaggio al contratto full time è stato reso possibile da un emendamento al Decreto Rilancio “Al fine di contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, di favorire la piena ripresa dell’attività didattica in presenza e di assicurare la continuità occupazionale e retributiva, con i soggetti di cui all’articolo 58, comma 5-ter, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, che siano stati assunti in ruolo a tempo parziale, è stipulato, nel corso dell’anno scolastico 2020/2021, un contratto aggiuntivo a tempo determinato fino al 31 dicembre 2020, a completamento dell’orario di servizio presso la sede di titolarità”. Lo schema di contratto predisposto dal Ministero

E dal 1° gennaio 2021?

A porre la problematica l’unione sindacale di base Pubblico Impiego – Scuola (USB), che chiede un impegno in merito in vista della definizione della legge di bilancio 2021

“La soluzione tampone dei contratti aggiuntivi – scrive USB –  scade il 31 dicembre e, senza un intervento di chiaro e definitivo stanziamento economico, dal 1 gennaio si tornerebbe ai contratti part-time, con gravissime conseguenze sulla condizione economica di migliaia di famiglie e sul mantenimento di condizioni di sicurezza all’interno delle scuole.”

Manifestazione il 13 novembre

USB Scuola ha inviato una nota al Presidente del Consiglio, ai Ministri e viceministri dell’Economia e dell’Istruzione e a tutte le forze di governo, per ricordare loro l’impegno che hanno preso con le lavoratrici e i lavoratori e annunciare le manifestazioni che USB Scuola terrà il 13 novembre, con al centro la problematica del personale ATA internalizzato, e il 25 novembre con al centro la salute e la sicurezza nella Scuola, nella Sanità e nei Trasporti, i tre settori tra loro strettamente interconnessi e per i quali non si sono trovate misure adeguate ad affrontare la cosiddetta “seconda ondata”, avviando così una seconda ondata di riduzione di diritti: diritto alla salute, diritto al lavoro, diritto all’istruzione, diritto al reddito, diritto al lavoro.”

Altre problematiche ATA

Possiamo citare

  • contratto fino al 31 dicembre degli assistenti tecnici a supporto delle scuole in fase di emergenza
  • stop ai contratti COVID
  • Mancato pagamento stipendi COVID

Esami di Stato 2020/21, domanda candidati entro il 30 di novembre. SCARICA NOTA MI UFFICIALE

da OrizzonteScuola

Di redazione

Nota specifica del Minsitero cotenente indicazioni per la presentazione delle domande per gli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo d’istruzione.

I candidati interni presentano domanda di ammissione all’ esame di Stato, entro il temine indicato nell’allegato 1 alla presente nota, al dirigente scolastico/coordinatore didattico dell’istituzione scolastica da essi frequentata.

I candidati esterni presentano domanda di ammissione all’esame di Stato, entro il termine indicato nell’allegato 1 alla presente nota, all’Ufficio scolastico regionale territorialmente competente, corredandola, oltre che di ogni indicazione ed elemento utile ai fini dello svolgimento dell’esame preliminare e dell’esame conclusivo, di apposita dichiarazione sostitutiva, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, atta a comprovare il possesso dei requisiti di ammissione all’esame, compresa la residenza.

Scarica la nota

Covid-19: Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana in zona arancione

da La Tecnica della Scuola

Da mercoledì 11 novembre altre 5 regioni passeranno dalla zona gialla a quella arancione. Si tratta di AbruzzoBasilicataLiguriaToscana Umbria.

Il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha anticipato la misura con un post su Facebook:

Misure più restrittive sono previste per il Comune di Genova:

Anche il Governatore della regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha dichiarato: “Il ministro Speranza mi ha anticipato poco fa l’esito della riunione che ha stabilito il passaggio dell’Abruzzo, insieme ad altre quattro Regioni – Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana – nella zona arancione. Gli effetti del provvedimento che il ministro si appresta a firmare in serata avranno decorrenza dalla giornata di mercoledì”.

Misure nella zona arancione

Ricordiamo le principali misure destinate alla fascia arancione.

Tra le principali misure, in zona arancione vengonosospese le attività di ristorazione (relativamente a bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, è consentito entrare solo per la ristorazione con asporto, laddove consentito fino alle ore 22, sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze e comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale ed evitando assembramenti) ma restano aperti gli esercizi commerciali al dettaglio anche quelli non legati ai beni alimentari e di prima necessità.

Sul fronte scuola, invece, in zona arancione la DaD resta appannaggio delle sole scuole superiori, come nelle scuole di fascia gialla. Tutto il primo ciclo va in presenza, a meno di focolai.

Riepilogo delle misure per la scuola

  • Dad solo alle superiori
  • Mascherina dai 6 anni in su e anche al banco
  • Didattica in presenza per l’uso dei laboratori
  • Didattica in presenza per alunni disabili o con BES
  • Mensa aperta
  • Uscite didattiche sospese
  • Riunioni degli organi collegiali solo on-line
  • Rinnovo degli organi collegiali solo on-line.

Le faq del Governo per la zona arancione

Ci sono differenze all’interno del territorio nazionale?

Sì. Dal 6 novembre 2020, le norme distinguono tre diverse aree (note come gialla, arancione, rossa), con restrizioni differenti, sulla base di parametri oggettivi relativi al livello di rischio e allo scenario epidemico della zona interessata. È necessario verificare in quale area rientra il proprio Comune per identificare il quadro delle norme e delle restrizioni previste per la propria area.

Con la sospensione delle attività di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) è possibile entrare o restare in luoghi adibiti a tali attività? 

È consentito entrare solo per la ristorazione con asporto, laddove consentito fino alle ore 22, sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze e comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale ed evitando assembramenti.

Sono sospese le attività di somministrazione di alimenti e bevande e di ristorazione svolte da centri culturali, centri sociali e centri ricreativi a favore del proprio corpo associativo?

La sospensione di attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi include anche la sospensione delle attività interne di somministrazione di alimenti e bevande e di ristorazione a favore del proprio corpo associativo, trattandosi di una attività subordinata e collaterale rispetto alla attività principale.

La possibilità di continuare ad erogare oltre le ore 18 i servizi di ristorazione previsti per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade vale anche per esercizi siti in altre strade extraurbane o secondarie a lunga percorrenza?

No, possono restare aperti oltre le ore 18 solo gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

La sospensione delle attività di ristorazione disposta nelle zone c.d. arancioni e rosse, si applica anche ai ristoranti negli alberghi con riferimento ai clienti ivi alloggiati? È possibile per i clienti degli alberghi consumare i pasti presso ristoranti esterni convenzionati?

I ristoranti degli alberghi sono aperti per i clienti che vi alloggiano, anche nelle zone arancioni e rosse.
Quindi è consentita (senza limiti di orario) la ristorazione solo all’interno dell’albergo o della struttura ricettiva in cui si è alloggiati. Qualora manchi tali servizio all’interno del proprio albergo o della propria struttura ricettiva il cliente potrà avvalersi di una ristorazione mediante asporto o mediante consegna “a domicilio” (eventualmente organizzata dall’albergo), nei limiti di orario consentiti, con consumazione in albergo.

Il trasporto, la consegna e il montaggio di mobili rientrano nella comprovata esigenza lavorativa che giustifica gli spostamenti?

Sì, rientrano fra le esigenze lavorative di cui all’art. 3, lettera a), del DPCM 3 novembre 2020.

Si possono consegnare e montare i mobili o gli oggetti acquistati prima dell’introduzione delle restrizioni al commercio?

Sì, le vendite di mobili avvenute in negozio prima delle restrizioni, che non si fossero ancora concluse con la consegna e il montaggio, possono assimilarsi alle vendite a distanza.

È consentito svolgere assemblee condominiali in presenza?

Sì. È fortemente consigliato svolgere la riunione dell’assemblea in modalità a distanza. Laddove ciò non sia possibile, per lo svolgimento in presenza occorre rispettare le disposizioni in materia di distanziamento sociale e uso dei dispositivi di protezione individuale.

Nella nozione delle fiere, vietate dal Dpcm, rientrano anche manifestazioni locali con prevalente carattere commerciale? 

Sì, tali manifestazioni, anche a carattere commerciale di natura fieristica, come nel caso dei cosiddetti mercatini di Natale, ma realizzate fuori dell’ordinaria attività commerciale in spazi dedicati ad attività stabile o periodica di mercato, sono da assimilare alle fiere e sono quindi vietate.

Quali sono le regole valide nella mia area per gli spostamenti? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? E a trovare parenti o congiunti? 

Nell’area arancione è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre Regioni, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune).
Sono comunque consentiti gli spostamenti, verso qualsiasi area, che siano strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista.
È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.
È consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi.

Gli spostamenti devono essere giustificati in qualche modo? È necessario produrre un’autodichiarazione? 

Dalle 5 alle 22 non è necessario motivare gli spostamenti all’interno del proprio comune. Per spostamenti verso altri Comuni, nonché dalle 22 alle 5 anche all’interno del proprio comune, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata.

Posso andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti? 

Sì, è una condizione di necessità e quindi non sono previsti limiti orari. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie, ricordate però che sono categorie più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.

Sono separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli minorenni?

Sì. Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.

È possibile spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro?

È possibile ma fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone. Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore. In tale caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno. Ove possibile, è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi.

Sono consentiti gli spostamenti per fare visita alle persone detenute in carcere? 

In orari compresi tra le 5.00 e le 22.00 tali spostamenti sono consentiti solo in ambito comunale, essendo vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai comuni delle regioni dell’area “arancione”. Conseguentemente tali spostamenti sono interdetti per chi si debba muovere da un comune diverso da quello in cui si svolge la detenzione e, per costoro, i colloqui possono perciò svolgersi esclusivamente in modalità a distanza, ai sensi dell’art. 221, comma 10, del d.l. 19 maggio 2020, n. 34, come sostituito dalla legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77, che consente i colloqui a distanza mediante apparecchiature e collegamenti di cui dispone l’amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonica, anche oltre i limiti stabiliti dalle norme dell’ordinamento penitenziario.

Sono consentiti gli spostamenti per fare visita alle persone ricoverato in una struttura detentiva a carattere ospedaliero?

Fermo quanto esposto nella FAQ relativa con riferimento alla possibilità di spostamenti per far visita alle persone detenute, per quelle ricoverate in una struttura detentiva a carattere ospedaliero sussiste l’ulteriore limitazione per cui l’accesso in dette strutture detentive ospedaliere da parte dei parenti di pazienti ivi ristretti è consentito solo nei casi e con le modalità individuati dalla Direzione sanitaria della struttura stessa, per cui occorre preventivamente informarsi presso la Direzione per sapere se l’accesso sia o meno consentito e, in caso affermativo, a quali condizioni.

Chi è sottoposto alle misure della quarantena o dell’isolamento, si può spostare?

No, è previsto il “divieto assoluto” di uscire di casa per chi è sottoposto alla misura dell’isolamento, essendo risultato positivo al virus, o della quarantena precauzionale qualora sia stato identificato come contatto stretto di caso COVID-19. In tale ultimo caso è consentito uscire, utilizzando un mezzo privato, esclusivamente al fine di effettuare gli accertamenti diagnostici prescritti dal medico, evitando i contatti con altre persone e osservando scrupolosamente tutte le misure precauzionali, tra cui l’obbligo di indossare la mascherina.

Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5?

Sì, soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono contattare il proprio medico curante e rimanere presso il proprio domicilio, evitando i contatti sociali e limitando al massimo anche quelli con i propri conviventi.

È possibile fare la spesa in un comune diverso da quello in cui si abita? 

È possibile spostarsi in altri comuni per acquistare beni o usufruire di servizi solo ed esclusivamente se questi non sono disponibili nel proprio comune. Laddove quindi il comune non disponga di punti vendita (o, per esempio, dell’ufficio postale), o sia necessario acquistare generi di prima necessità non reperibili nel comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati.

Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari? 

Sì, non sono previste limitazioni alle categorie di prodotti acquistabili.

Sono un volontario della protezione civile: posso spostarmi dal comune in cui attualmente mi trovo per prestare la mia attività nell’ambito della gestione dell’emergenza?

Sì, il divieto di spostarsi dal comune in cui ci si trova non riguarda coloro che svolgono attività di volontariato nell’ambito del Servizio nazionale di protezione civile o che siano comunque impegnati come volontari per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso (ad es., i volontari della Croce Rossa Italiana).

Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”?

È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al (dal) lavoro, anche tramite l’autodichiarazione di cui alla FAQ n. 2 o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

Se abito in un Comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”?

In questi casi lo spostamento è giustificato per esigenze lavorative, se non è possibile lavorare da casa.

Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?

Sì, si potrà rientrare, comunque, per la prima volta, dopo il 6 novembre 2020. Successivamente, gli spostamenti saranno consentiti solo negli ambiti e per i motivi chiariti alla FAQ n. 1.

È possibile raggiungere la seconda casa? 

L’accesso alla seconda casa è sempre consentito dalle 5 alle 22 nel proprio comune. Dalle 22 alle 5, o se si trova in un altro comune, è consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.

Ci si può spostare per andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? 

Sì, dalle 5 alle 22. Invece, dalle 22 alle 5, vige un regime degli spostamenti analogo a quello relativo alla zona rossa.

È possibile uscire di casa per gettare i rifiuti? 

Sì, seguendo le normali regole già in vigore in ogni comune. Allo stesso modo, proseguono le attività di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti.

Posso uscire con il mio animale da compagnia? 

Sì, per le sue esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone.

Si possono portare gli animali domestici dal veterinario?

Sì.

Si può uscire per fare una passeggiata?

Sì, dalle 5 alle 22.

È consentito fare attività motoria? 

Sì, dalle 5 alle 22.

L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito?

Sì, salvo diverse specifiche disposizioni delle autorità locali, e a condizione del rigoroso rispetto del divieto di assembramento. È consentito, altresì, l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Posso utilizzare la bicicletta? 

È possibile utilizzare la bicicletta per tutti gli spostamenti consentiti, mantenendo la distanza di almeno un metro dalle altre persone. È inoltre consentito utilizzarla dalle 5 alle 22 per svolgere attività motoria all’aperto, sempre nel rispetto del distanziamento di almeno un metro, e per svolgere attività sportiva, nel qual caso il distanziamento deve essere di 2 metri.

Posso usare l’automobile con persone non conviventi? 

Sì, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina. L’obbligo di indossare la mascherina può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina, essendo in tale caso ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore.

Per i cittadini stranieri vigono le stesse limitazioni agli spostamenti che vigono per gli italiani? 

Sì, le restrizioni sono valide per tutte le persone presenti sul territorio italiano, a prescindere dalla loro nazionalità. Per gli spostamenti da e per l’estero, oltre a tali restrizioni, si è altresì soggetti alle specifiche disposizioni relative a ciascuno Stato estero, reperibili sul sito istituzionale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

È obbligatorio utilizzare strumenti di protezione individuale per i professionisti in studio?

Sì, l’obbligo sussiste nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private, e quindi anche negli studi professionali, ad eccezione dei casi in cui l’attività si svolga individualmente e sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.
Ove l’attività professionale comporti comunque un contatto diretto e ravvicinato con soggetti non conviventi o lo svolgimento in ambienti di facile accesso dall’esterno o aperti al pubblico, e non sia possibile rispettare in modo continuativo la distanza interpersonale di almeno un metro, occorre sempre utilizzare gli strumenti di protezione individuale, nel rispetto anche delle altre prescrizioni previste dai protocolli di sicurezza anti-contagio.

Tutte le FAQ

Screening sulla popolazione scolastica in Sicilia, positivi meno del 3%

da La Tecnica della Scuola

Si tratta di un’iniziativa della Regione Sicilia (promossa dalle Asp in collaborazione con Anci Sicilia e con le amministrazioni locali), lo screening su una trentina di città dell’isola operato nell’ambito della popolazione scolastica (docenti, alunni e relativi genitori, personale Ata) su base volontaria, su soggetti tendenzialmente asintomatici, con intento di prevenzione: positivo meno del 3% della popolazione sottoposta a test.

Drive-in per i tamponi rapidi

Allestiti per l’occasione i drive-in per i tamponi rapidi, a monitoraggio dell’andamento epidemiologico, data la preoccupazione che il sistema sanitario dell’isola possa trovarsi in grave difficoltà, decretando il passaggio della regione dall’attuale fascia arancione alla fascia rossa.

I risultati dello screening: su 30 mila test sono stati riscontrati circa 800 soggetti positivi, i quali verranno ulteriormente sottoposti al tampone molecolare. Meno del 3% della popolazione, dunque, un dato che, se riportato sul fronte nazionale, probabilmente alleggerirebbe le preoccupazioni generali sulla scuola, avvalorando la tesi che i contagi avvengano principalmente su tutto ciò che ruota attorno alla scuola, più che nella scuola stessa.

Didattica Digitale Integrata, in arrivo nuova nota dopo la firma della FLC CGIL

da La Tecnica della Scuola

Come abbiamo già comunicato, anch la FLC CGIL ha firmato, in data 6 novembre, il CCNI sulla Didattica Digitale Integrata.

La firma fa seguito al raggiungimento di un’intesa politica con impegni precisi da parte del Ministero e alla sostituzione della discussa nota ministeriale emanata il 26 ottobre scorso. In quella nota, ricordiamo, era previsto l’obbligo per il personale docente di prestare servizio a scuola, anche in caso di attivazione della DDI.

Secondo quanto riporta la FLC CGIL, la nuova nota interpretativa del contratto chiarirà “come vadano intese le pause durante lo svolgimento delle lezioni autogestite dai docenti (che non vanno recuperate) e il luogo di lavoro da cui si può fare didattica a distanza (non necessariamente in presenza a scuola) e del coinvolgimento delle Rsu sui criteri generali per l’individuazione della sede di lavoro dei docenti“.

Con riferimento all’orario settimanale di servizio definito contrattualmente, “la nuova nota prevede che il docente assicuri le prestazioni in modalità sincrona al gruppo classe o a gruppi circoscritti di alunni della classe, integrando tali attività in modalità asincrona a completamento dell’orario, sulla base di quanto previsto nel Piano DI. Naturalmente rimangono in vigore tutte le norme legali relative all’utilizzo dei videoterminali“.

Il Ministero ha inoltre garantito il sostegno al lavoro dei supplenti che non dispongono della card per le spese in strumentazione tecnologica per la DDI, e lo stanziamento delle risorse finanziarie per implementare la connettività delle scuole anche attraverso la dotazione di una piattaforma per la didattica digitale accessibile gratuitamente alle studentesse, agli studenti e al personale.

Rusconi (Anp): “Tante problematiche per i dirigenti scolastici”

da La Tecnica della Scuola

L’Anp (associazione nazionale presidi), tramite un comunicato a firma del suo Presidente Mario Rusconi, segnala una serie di criticità che stanno attanagliando le istituzioni scolastiche. Il messaggio è rivolto all’USR Lazio (e al suo Direttore Generale Rocco Pinneri) e agli Atp delle province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

“Le nomine da GPS ancora in corso e di cui non si conoscono i tempi di completamento (siamo quasi a metà novembre!!) impediscono di avere in servizio, nei posti in organico, il personale a tempo determinato con incarico annuale. Le scuole stanno provvedendo con nomina di docenti da Graduatorie di Istituto: tali convocazioni vanno per la maggior parte deserte, oltre a richiedere impegno del personale assistente amministrativo. Nei casi in cui i supplenti accettano la nomina da GI per contratti dalla durata di 10 giorni, si verifica il continuo susseguirsi di docenti diversi sullo stesso posto, che impedisce qualunque forma di garanzia del diritto all’istruzione degli alunni.

Non è possibile riuscire a garantire l’orario completo in tutti gli ordini di scuola: la problematica è quasi irrisolvibile nelle scuole del primo ciclo, in particolare per l’orario del tempo pieno. Risulta infatti impossibile, già da settembre, sostituire tutti i docenti assenti (il cui numero è incrementato in modo esponenziale a causa dell’emergenza sanitaria): non si hanno spesso risposte alle convocazioni, né da graduatorie di istituto, né da MAD.

Le scuole sono costrette, in estrema ratio, a ridurre di alcune ore del tempo scuola o a chiamare i genitori durante le giornate scolastiche per impossibilità materiale di garantire – ancor prima della didattica – la vigilanza, la sicurezza e la salute degli alunni.

Si aggiunge a tutto questo un’altra situazione al limite del paradossale: molti DS si vedono pervenire dai Vostri uffici richieste di chiarimento ad esposti da parte dei genitori che riferiscono le problematiche relative all’assenza di supplenti, alla mancanza di continuità e alla riduzione dell’orario scolastico che, come detto sopra, molte scuole sono nell’impossibilità materiale di garantire per l’intero orario-scuola.

Per cui i DS si trovano nella condizione di rispondere per situazioni non determinate dalla loro volontà, ma da un meccanismo che le amministrazioni in indirizzo conoscono chiaramente”.

L’Anp chiede dunque di non sovraccaricare il già faticoso lavoro dei dirigenti oltre che chiarimenti sulle problematiche rappresentate.