Diritto di precedenza nelle operazioni di mobilità territoriale

Il Tribunale di Castrovillari (CS) riconosce il diritto di precedenza nelle operazioni di mobilità territoriale ai sensi dell’art. 21 Legge n.104/1992 nei trasferimenti senza alcuna distinzione tra la fase provinciale ed interprovinciale.

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Castrovillari (CS), con propria recente sentenza del 2021, accoglie il ricorso proposto dalla docente D.L.O. iscritta al sindacato SAB, rappresentata e difesa in giudizio dall’ Avv. Vincenzo Maradei del foro di Castrovillari (CS), ordinando e disponendo il trasferimento dalla provincia di Firenze a quella di Cosenza.

La docente, a seguito delle operazioni di mobilità per l’anno scolastico 2020/21, non otteneva trasferimento dalla provincia di Firenze a quella di Cosenza per il mancato riconoscimento della precedenza ai sensi dell’art. 21 Legge n.104/1992.

Il CCNI per il triennio 2019/2022, art. 13 punto III riconosce la precedenza in fase di mobilità ai disabili di cui all’art. 21, della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella “A” annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648.

Il Giudice osserva come nel CCNI sia stato omesso il riconoscimento di precedenza “assoluta” per la disabilità in quanto lo stesso CCNI ha disatteso l’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, il quale sancisce il diritto univoco di precedenza in fase di mobilità, senza alcuna distinzione tra la fase provinciale ed interprovinciale.

La sentenza accerta e dichiara che la ricorrente ha diritto di precedenza nelle operazioni di mobilità “poiché l’art. 21 della legge 104/1992 richiamata dall’ art. 601 del D.L.vo n. 297/94  ha natura imperativa ed inderogabile e le disposizioni di contratto collettivo, laddove distinguono tra movimenti provinciali ed interprovinciali, con precedenza dei primi sui secondi, risultano affette da nullità ai sensi dell’ art. 1418 del Codice Civile”.

Il Sindacato SAB esprime grande soddisfazione per il riconoscimento di un diritto garantito dalla Costituzione, art.3 “PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA”, il quale, nel “rimuovere gli ostacoli“ intende conferire un chiaro indirizzo legislativo di valenza superiore ad un CCNI.

Il SAB, come sempre, rinnova in realismo operativo e razionale questa ulteriore conquista di civiltà ed informa che, in occasione delle prossime operazioni di mobilità per l’anno scolastico 2021/22, tutti coloro i quali intendessero far valere questo diritto spesso negato, dovranno inserire al sistema Polis la documentazione relativa all’eventuale precedenza disposta dall’art. 13 del CCNI.

F.to Prof. Giovanni Fiorentino
Segretario Generale SAB

Ancora nessun indirizzo preciso

Ancora nessun indirizzo preciso

Dopo circa un mese dall’insediamento del nuovo Esecutivo, ancora non si registrano significativi passi in avanti nel comparto Scuola. Nel contesto di una pandemia che non accenna a rallentare, assistiamo ad un insulso balletto tra Regioni, TAR e comitati contro la DAD che portano a una chiusura e riapertura degli Istituti. Circostanze che rendono il quadro ancor più confuso e deleterio. Atti che dimostrano ancora, purtroppo, la mancanza di un indirizzo preciso che si trasporta ormai da troppo tempo”.

Le dichiarazioni del Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, non lasciano spazi a dubbi: “Innanzitutto occorre precisare, e con forza, che non esiste alcun docente che possa preferire la DAD alla presenza, ma non può nemmeno esser taciuto che la stessa Didattica a Distanza è scuola e impegno per tutti i lavoratori del settore e come tale deve essere riconosciuta e valutata. Le scelte sulla scuola derivante dal rischio Covid non possono essere lasciate nelle mani di terzi che valutano carte ed aspetti giuridici, così come non possono essere delegate a interessi di parte e politici. Chi dirige ha l’onere e l’onore di fornire indicazioni precise, sulle quali confrontarsi, ma nel rispetto di chi il lavoro, comunque, lo sta svolgendo. La scuola è insegnamento ed educazione, non semplice luogo dove intrattenere i giovani. I docenti, il personale, quelli che definisco “i professionisti della conoscenza” svolgono un ruolo di altissimo profilo e non possono essere trattati come semplici strumenti da utilizzare!”.

L’UGL Scuola pone, in tal modo, l’esigenza che siano forniti elementi chiari e inattaccabili a fronte di uno scenario che si fa, purtroppo, ogni giorno più complesso.

Le decisioni devono essere assunte in maniera lucida e ferma per limitare la furia pandemica del Covid. Questo significa avere il coraggio d’assumere posizioni a tutela della salute comune compresa quella dei giovani e del personale scolastico. Non farlo – continua il Segretario UGL Scuola – sarà segno tangibile che, ancora una volta, avrà avuto la meglio il deleterio equilibrismo politichese e non la coerenza dei fatti. Da parte nostra abbiamo sempre ribadito disponibilità al confronto, ma se questo non dovesse essere non temiamo di alzare la voce, attivare le iniziative necessarie e denunciare le responsabilità. Di chiunque siano”.  

Federazione Nazionale UGL Scuola

#EroiOgniGiorno

#EroiOgniGiorno: la campagna SMS per chi non vede e non sente

Vita del 10/03/2021

«Oggi veniamo considerati “eroi” per le innumerevoli difficoltà che siamo costretti ad affrontare, moltiplicate e amplificate dalla pandemia, ma preferiremmo non esserlo. Se sembriamo “eroi” ciò è dovuto ad una società che, proprio nel momento di maggior bisogno, si è mostrata sorda e cieca davanti alle nostre necessità. Non ci interessano le “medaglie”, ci piacerebbe semplicemente vivere una condizione paritaria, in un paese più inclusivo», dice Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle Persone Sordocieche

«L’anno appena concluso è stato per tutti noi molto difficile, così come lo saranno i mesi che abbiamo davanti, soprattutto per i bambini sordociechi, le loro famiglie e gli educatori della Lega del Filo d’Oro che sono chiamati a superare il doppio isolamento e le difficoltà della pandemia. Tutti loro, oggi più che mai, sono #EroiOgniGiorno ed è fondamentale sostenerli in questa ennesima sfida. Per farlo basta un gesto semplicissimo, veloce, che arriverà dritto al loro cuore: un SMS al 45514 grazie al quale si potrà contribuire al completamento del nuovo Centro Nazionale di Osimo, la casa su misura per chi non vede e non sente»: con queste parole Neri Marcorè, testimonial e caro amico della Lega del Filo d’Oro dal 2014 è nuovamente accanto alla Fondazione per supportare la Campagna #EroiOgniGiorno.

L’attore ha infatti prestato la sua voce per il nuovo spot della campagna, che racconta quanto sia stata dura affrontare la pandemia per chi non vede e non sente, e quanto continui ad esserlo. Ogni giorno le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali affrontano un’impresa straordinaria: andare oltre il buio e oltre il silenzio. Ma l’impossibilità di comunicare con il tatto, a causa del distanziamento sociale, ha reso tutto ciò molto più difficile di quanto lo fosse già prima della pandemia: proprio per questo le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali sono stati “eroi” in ogni conquista, anche nei gesti più semplici della vita quotidiana. Insieme a Neri Marcoré, al fianco delle persone sordocieche, delle loro famiglie e degli operatori della Lega del Filo d’Oro ci sono tanti celebri personaggi del mondo dello spettacolo, come Michela Andreozzi, Alessia Barela, Francesca Ceci, Federica Corti, Nino Frassica, Irene Maiorino, Alberto Malachino, Antonio Milo, Lucia Ocone, Alessio Praticò e Vittoria Schisano. Tutti loro hanno scelto di abbracciare l’impegno della Fondazione attraverso i loro canali social.

La campagna #EroiOgniGiorno – a cui tutti possono contribuire con un sms o chiamata da rete fissa al 45514 o sul sito eroiognigiorno.it  – punta a sostenere il completamento del secondo lotto del nuovo Centro Nazionale di Osimo, che permetterà di rispondere alle richieste di supporto e assistenza specialistica delle famiglie delle persone sordocieche e supporterà il lavoro delle équipe interdisciplinari della Lega del Filo d’Oro nel realizzare piani educativi e percorsi riabilitativi personalizzati in grado di permettere ai tanti bambini sordociechi e pluriminorati psicosensoriali di costruire, giorno dopo giorno, il loro contatto con il mondo esterno e di uscire dall’isolamento.

«Noi persone sordocieche per comunicare con il mondo esterno utilizziamo il tatto e sebbene alcuni tra noi vivano da soli, abbiamo comunque bisogno del sostegno di un operatore, di un interprete o di un assistente per compiere alcune azioni di vita quotidiana», spiega Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d’Oro. «Oggi veniamo considerati “eroi” per le innumerevoli difficoltà che siamo costretti ad affrontare, moltiplicate e amplificate dalla pandemia, ma preferiremmo non esserlo. Se sembriamo “eroi” ciò è dovuto ad una società che, proprio nel momento di maggior bisogno, si è mostrata sorda e cieca davanti alle nostre necessità. Non ci interessano le “medaglie”, ci piacerebbe semplicemente vivere una condizione paritaria, in un paese più inclusivo. Ne guadagneremmo tutti perché, come insegnava Bertold Brecht, “è beato quel paese che non ha bisogno di eroi”».

Incontro con l’Amministratore Delegato Rai

Il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, ha incontrato, questa mattina, l’Amministratore Delegato della Rai, Fabrizio Salini, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la collaborazione fra il Ministero e la televisione pubblica.

Un’alleanza che sarà rilanciata con l’obiettivo di proseguire, innanzitutto, il lavoro fatto in questi mesi per supportare le scuole nell’ambito della didattica digitale integrata e per portare i temi legati alla scuola all’attenzione del grande pubblico. Rispetto a questo ultimo punto, la collaborazione Ministero-Rai sarà rafforzata per dare maggiore visibilità, con un racconto dedicato, agli Istituti tecnici e professionali e al loro ruolo-chiave nel rilancio economico del Paese. Ci sarà poi un lavoro congiunto dedicato agli Esami, per accompagnare la comunità scolastica fino alle prove di giugno.

Oltre all’Amministratore Delegato Salini, erano presenti la direttrice di Rai Cultura, Silvia Calandrelli, la direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, il direttore corporate, Roberto Ferrara, il direttore di Rai per il Sociale, Giovanni Parapini.

Firmato decreto sull’edilizia scolastica

Il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, ha firmato oggi un Decreto sull’edilizia scolastica che assegna 1 miliardo e 125 milioni di euro per interventi di manutenzione straordinaria sulle scuole secondarie di secondo grado. Il Decreto Ministeriale attribuisce le risorse economiche direttamente alle Province, alle Città metropolitane e agli enti di decentramento territoriale per interventi di messa in sicurezza, riqualificazione energetica e nuova costruzione.

“Con questi investimenti, oggi, abbiamo impresso una forte accelerazione. Stiamo lavorando per sbloccarne rapidamente altri. Gli edifici scolastici nel nostro Paese sono circa 40.200, questo significa che la scuola è dappertutto ed è il segnale che lo Stato c’è. Cominciamo a lavorare affinché tutte le scuole di questo Paese siano luoghi di sicurezza, di sostenibilità, luoghi di accoglienza e di socialità”. Lo dichiara il Ministro, che oggi è intervenuto alla presentazione del “XX rapporto sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi” di Legambiente.

Firmato il decreto per l’ampliamento dell’offerta formativa

Il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, ha firmato il decreto che definisce i criteri e i parametri per l’utilizzo dei 61.944.000 euro destinati all’ampliamento dell’offerta formativa, che saranno utilizzati dalle scuole anche per mettere in campo azioni mirate in risposta alle criticità determinate dalla pandemia, soprattutto nelle aree maggiormente disagiate del Paese. “È un primo importante intervento per ampliare l’offerta didattica che pone particolare attenzione al contrasto delle povertà educative e della dispersione scolastica: le risorse saranno utilizzate per garantire la maggiore equità, qualità e capacità di inclusione del Sistema nazionale di istruzione e formazione”, sottolinea il Ministro dell’Istruzione, il Professor Patrizio Bianchi. “Ci saranno altri finanziamenti – prosegue il Ministro – che ci consentiranno di costruire, anche grazie alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, un grande Piano nazionale sulle povertà educative, per garantire la massima inclusione e pari diritti alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, indipendentemente dalle loro condizioni di partenza, così come prevede la nostra Costituzione. Questa sarà una delle principali linee strategiche del mio mandato”.
Con riferimento al decreto firmato, 40 milioni di euro saranno finalizzati, in particolare, al contrasto della dispersione scolastica, all’eliminazione dei divari territoriali, alla promozione dell’inclusione e delle pari opportunità delle studentesse e degli studenti. Quasi 22 milioni di euro saranno dedicati a progettazioni speciali e innovative, di carattere nazionale – anche d’accordo con Enti qualificati – per favorire il successo formativo, la piena partecipazione alla vita scolastica di studenti e famiglie, il contrasto del bullismo.

Nota 10 marzo 2021, AOODGOSV 5012

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione-
Ufficio III

Direttori generali e dirigenti preposti agli Uffici scolastici regionali
LORO SEDI
Regione autonoma Valle d’Aosta
Dipartimento Sovraintendenza agli studi
AOSTA
Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige
Direzione istruzione e formazione tedesca
Direzione istruzione e formazione italiana
Direzione istruzione, formazione e cultura ladina
BOLZANO
Provincia autonoma di Trento Dipartimento istruzione e cultura
TRENTO
p.c., Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali
SEDE

OGGETTO: Esami conclusivi del secondo ciclo di istruzione a.s. 2020/21. Modalità di costituzione e di nomina delle commissioni dell’esame di Stato. Calendario adempimenti amministrativi e tecnici.

Nota 10 marzo 2021, AOODGRUF 5467

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie – Ufficio IX

Alle istituzioni scolastiche ed educative statali LORO-MAIL
Ai revisori dei conti per il tramite della scuola

Oggetto: Proroga per la predisposizione ed approvazione del conto consuntivo 2020

Nota 10 marzo 2021, AOODGRUF 5465

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per le risorse umane e finanziarie
Direzione generale per le Risorse Umane e Finanziarie – ex Ufficio 9

Alle istituzioni scolastiche ed educative LORO E-MAIL
e, p.c. Agli Uffici Scolastici Regionali LORO E-MAIL
Alle OO.SS. LORO E-MAIL

Oggetto: Nuovo applicativo per la gestione del processo di acquisto delle Istituzioni scolastiche – “Sistema di Gestione degli Acquisti” (SGA)

Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale

Palazzo Chigi, 10 marzo 2021


Contesto e obiettivi del Patto

Il Patto si colloca nel solco di un’azione di rilancio del Paese, volta a realizzare gli obiettivi cruciali della modernizzazione del “sistema Italia” e dell’incremento della coesione sociale, a partire dalla straordinaria opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). 
Innovazione e coesione sono obiettivi centrali dello storico programma Next Generation EU e saranno perseguiti simultaneamente. Un Paese più moderno, infatti, può offrire servizi migliori e maggiori opportunità di sviluppo ai propri cittadini; al contempo, un Paese più coeso assicura che ogni persona possa sentirsi parte del processo innovativo e che ciascuno possa trarre beneficio dagli sforzi comuni.

I pilastri fondamentali di ogni riforma e ogni investimento pubblico contenuti nel PNRR saranno la coesione sociale e la creazione di buona occupazione.

Tali priorità – cruciali per superare l’emergenza sanitaria, economica e sociale, ricordata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – richiedono uno straordinario impegno finanziario, progettuale e attuativo, che verte sul ruolo propulsivo delle donne e degli uomini della Pubblica Amministrazione.
In questa prospettiva, il Patto intende potenziare la Pubblica Amministrazione attraverso la semplificazione dei processi e un massiccio investimento nel capitale umano. Tali strumenti sono fondamentali per attenuare le storiche disparità del Paese, per ridurre il dualismo fra settore pubblico e privato, nonché per fornire risposte ai nuovi e mutati bisogni dei cittadini.

Il Patto individua la flessibilità organizzativa delle Pubbliche Amministrazioni e l’incremento della loro rapidità di azione come obiettivi fondamentali di un processo di rinnovamento che le parti si impegnano a perseguire, con particolare riferimento a tre dimensioni: il lavoro, l’organizzazione e la tecnologia.
L’individuazione di una disciplina del lavoro agile (smart working) per via contrattuale è un elemento qualificante di questa strategia e va nella direzione auspicata dalle organizzazioni sindacali sin dall’inizio della crisi pandemica.

Il successo di ogni percorso di innovazione e riforma della Pubblica Amministrazione dipende non soltanto da opportuni investimenti nella digitalizzazione, ma anche da una partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori.

A tal proposito, il Patto individua la necessità di avviare una nuova stagione di relazioni sindacali, fondata sul confronto con le organizzazioni, e di portare a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021, ritenendoli un fondamentale investimento politico e sociale.

Inoltre, la costruzione di una nuova e moderna Pubblica Amministrazione si fonda sulla valorizzazione delle persone, attraverso percorsi di crescita e aggiornamento professionale, e sulla definizione di un piano delle competenze su cui costruire la programmazione dei fabbisogni e le assunzioni del personale.

In questa ottica, il Patto afferma che ogni pubblico dipendente dovrà essere titolare di un diritto/dovere soggettivo alla formazione continua, al fine di essere realmente protagonista del cambiamento, e che la Pubblica Amministrazione dovrà utilizzare percorsi formativi di eccellenza, adatti alle persone e certificati.

Elementi del Patto

  1. Il Governo emanerà all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) gli atti di indirizzo di propria competenza per il riavvio della stagione contrattuale. I rinnovi contrattuali relativi al triennio 2019-2021 interessano oltre 3 milioni di dipendenti pubblici e vedranno confluire l’elemento perequativo delle retribuzioni all’interno della retribuzione fondamentale. Il Governo, poi, individuerà le misure legislative utili a promuovere la contrattazione decentrata e a superare il sistema dei tetti ai trattamenti economici accessori.
  2. Con riferimento al lavoro agile, nei futuri contratti collettivi nazionali dovrà essere definita una disciplina normativa ed economica che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle pubbliche amministrazioni. Saranno quindi disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro quali il diritto alla disconnessione, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze.
  3. Attraverso i contratti collettivi del triennio 2019-2021, si procederà alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la legge di bilancio per il 2022 e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze. È necessario, inoltre, valorizzare specifiche professionalità non dirigenziali dotate di competenze specialistiche ed estendere i sistemi di riconoscimento delle competenze acquisite negli anni, anche tramite opportune modifiche legislative.
  4. Il Governo si impegna a definire politiche formative di ampio respiro, con particolare riferimento al miglioramento delle competenze digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale. Formazione e riqualificazione assumeranno il rango di investimento strategico e non saranno più considerati come mera voce di costo.
  5. Nell’ambito dei nuovi contratti collettivi saranno adeguati i sistemi di partecipazione sindacale, valorizzando gli strumenti di partecipazione organizzativa e il ruolo della contrattazione integrativa.
  6. Le parti concordano sulla necessità di implementare gli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego di agevolazioni fiscali già riconosciute al settore privato, relative alla previdenza complementare e ai sistemi di premialità diretti al miglioramento dei servizi.