Vaccinazione del personale scolastico

Al Ministro dell’istruzione
Prof. Patrizio Bianchi
Viale di Trastevere 76/a
ROMA segreteria.ministro@istruzione.it

Al Ministro della salute
On. Roberto Speranza Lungotevere Ripa 1
ROMA segreteriaministro@sanita.it

Roma, 11 marzo 2021

Egregi Ministri,

i drammatici tempi che stiamo vivendo impongono l’attuazione di decise azioni di contrasto alla pandemia. Il piano vaccinale rappresenta indubbiamente lo strumento più efficace per riportare il Paese a condizioni di sicurezza e ordinarietà.

Diamo atto al decisore politico di avere individuato il personale scolastico come categoria di lavoratori con priorità nel detto piano.

Condividiamo pienamente tale scelta.

Tuttavia, la gestione affidata alle regioni, alle quali è stato dato ampio margine di discrezionalità, rivela difformità operative che ledono il principio di equità e minano l’efficacia dell’intervento stesso.

Accade, infatti, che le regioni, operando in autonomia, adottino criteri differenti per consentire l’accesso alla vaccinazione del personale scolastico: sono privilegiati ora la regione di servizio del dipendente, ora quella di residenza. Ne deriva che molti lavoratori della scuola non riescono ad accedere alla vaccinazione poiché si trovano ad operare in una regione che privilegia la residenza quando in quella di origine si privilegia la sede di servizio o viceversa. Tale situazione determina, paradossalmente, l’esclusione tout court dal piano vaccinale di questi lavoratori e, di conseguenza, un’inaccettabile condizione di disparità di trattamento.

Vi chiedo, pertanto, di intervenire con la massima urgenza per risolvere la criticità evidenziata nell’interesse dei lavoratori e di quello della collettività.

È gradita l’occasione per porgere i più distinti saluti.

La forza della gentilezza nella relazione educativa

Il mondo è pieno di violenza e devastazioni.
Proponiamo la gentilezza a partire dalla relazione educativa .

L’Associazione Montessori Brescia, in collaborazione con il Centro Pedagogico Officina EducAzione propone per il 29 Marzo 2021 il seminario on line

LA FORZA DELLA GENTILEZZA NELLA RELAZIONE EDUCATIVA

PIERO FERRUCCI, PSICOTERAPEUTA, FILOSOFO E SCRITTORE CONDURRÀ UNA RIFLESSIONE SULL’IMPORTANZA DELLA GENTILEZZA NELLA RELAZIONE CON L’ALTRO E NELLA RELAZIONE EDUCATIVA.

Il calore dell’affetto, la bellezza della generosità, il sollievo di essere ascoltati e visti per quello che siamo per davvero, il sostegno dell’amicizia, la meraviglia sella gratitudine: tutto questo e molto altro ancora è la gentilezza.

Mai ne abbiamo avuto bisogno come ora, immersi in un e La ricerca scientifica conferma che le persone gentili sono più sane e longeve, più benvolute e produttive, hanno più successo negli affari , risolvono i conflitti con più facilità e si sentono più felici. Le persone gentili vivono una vita di qualità più elevata e finiscono per essere le più forti.”

Piero Ferrucci (La forza della gentilezza – Oscar Mondadori )
 

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LA PARTECIPAZIONE È GRATUITA CON ISCRIZIONE OBBLIGATORIA.

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Fondi per ampliare l’offerta formativa: ok ai primi 62 milioni contro povertà educative e dispersione e per favorire l’inclusione

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha firmato il decreto che definisce i criteri e i parametri per l’utilizzo dei 61.944.000 euro destinati all’ampliamento dell’offerta formativa, che saranno utilizzati dalle scuole anche per mettere in campo azioni mirate in risposta alle criticità determinate dalla pandemia, soprattutto nelle aree maggiormente disagiate del Paese.

«È un primo importante intervento per ampliare l’offerta didattica che pone particolare attenzione al contrasto delle povertà educative e della dispersione scolastica: le risorse saranno utilizzate per garantire la maggiore equità, qualità e capacità di inclusione del Sistema nazionale di istruzione e formazione», ha sottolineato Bianchi. «Ci saranno altri finanziamenti – ha aggiunto il ministro – che ci consentiranno di costruire, anche grazie alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, un grande Piano nazionale sulle povertà educative, per garantire la massima inclusione e pari diritti alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, indipendentemente dalle loro condizioni di partenza, così come prevede la nostra Costituzione. Questa sarà una delle principali linee strategiche del mio mandato».

Con riferimento al decreto firmato, 40 milioni di euro saranno finalizzati, in particolare, al contrasto della dispersione scolastica, all’eliminazione dei divari territoriali, alla promozione dell’inclusione e delle pari opportunità delle studentesse e degli studenti. Quasi 22 milioni di euro saranno dedicati a progettazioni speciali e innovative, di carattere nazionale – anche d’accordo con Enti qualificati – per favorire il successo formativo, la piena partecipazione alla vita scolastica di studenti e famiglie, il contrasto del bullismo.


Sbloccati 1 miliardo e 125 milioni di euro per messa in sicurezza e riqualificazione energetica delle superiori

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha firmato ieri un decreto sull’edilizia scolastica che assegna 1 miliardo e 125 milioni di euro per interventi di manutenzione straordinaria sulle scuole secondarie di secondo grado.

Il decreto ministeriale attribuisce le risorse economiche direttamente alle Province, alle Città metropolitane e agli enti di decentramento territoriale per interventi di messa in sicurezza, riqualificazione energetica e nuova costruzione.

«Con questi investimenti abbiamo impresso una forte accelerazione. Stiamo lavorando per sbloccarne rapidamente altri. Gli edifici scolastici nel nostro Paese sono circa 40.200, questo significa che la scuola è dappertutto ed è il segnale che lo Stato c’è. Cominciamo a lavorare affinché tutte le scuole di questo Paese siano luoghi di sicurezza, di sostenibilità, luoghi di accoglienza e di socialità», ha dichiara il ministro, che ieri è intervenuto alla presentazione del “XX rapporto sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi” di Legambiente.

Ministro dell’Istruzione e Ad della Rai: «Più collaborazione ministero-Tv pubblica»

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha incontrato ieri mattina l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la collaborazione fra il ministero e la televisione pubblica. Un’alleanza che sarà rilanciata con l’obiettivo di proseguire, innanzitutto, il lavoro fatto in questi mesi per supportare le scuole nell’ambito della didattica digitale integrata e per portare i temi legati alla scuola all’attenzione del grande pubblico. Rispetto a questo ultimo punto, la collaborazione ministero-Rai sarà rafforzata per dare maggiore visibilità, con un racconto dedicato, agli Istituti tecnici e professionali e al loro ruolo-chiave nel rilancio economico del Paese.

Ci sarà poi un lavoro congiunto dedicato agli esami, per accompagnare la comunità scolastica fino alle prove di giugno.

Oltre all’amministratore delegato Salini, erano presenti la direttrice di Rai Cultura, Silvia Calandrelli, la direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, il direttore corporate, Roberto Ferrara, il direttore di Rai per il sociale, Giovanni Parapini.

Scuola, 62 milioni per le povertà educative

da la Repubblica

ROMA – Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha firmato il decreto che definisce i criteri e i parametri per l’utilizzo dei 61.944.000 euro destinati all’ampliamento dell’offerta formativa: saranno utilizzati dalle scuole anche per mettere in campo azioni mirate in risposta ai problemi determinati dalla pandemia, soprattutto nelle aree maggiormente disagiate del Paese.

Quaranta milioni di euro saranno finalizzati, in particolare, al contrasto della dispersione scolastica, all’eliminazione dei divari territoriali, alla promozione dell’inclusione e delle pari opportunità delle studentesse e degli studenti. Quasi 22 milioni di euro saranno dedicati a progetti speciali e innovativi, di carattere nazionale – in accordo con enti qualificati – “per favorire il successo formativo, la piena partecipazione alla vita scolastica di studenti e famiglie, il contrasto del bullismo”, scrive il ministero.

“Queste risorse saranno utilizzate per garantire la maggiore equità, qualità e capacità di inclusione del Sistema nazionale di istruzione e formazione”, sottolinea il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. “Ci saranno altri finanziamenti che consentiranno di costruire, anche grazie alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, un grande Piano nazionale sulle povertà educative per garantire la massima inclusione e pari diritti ai nostri ragazzi, indipendentemente dalle loro condizioni di partenza, così come prevede la nostra Costituzione. Questa sarà una delle principali linee strategiche del mio mandato”.

Edilizia scolastica, Bianchi: le scuole siano luoghi sicuri, sostenibili e accoglienti

da La Tecnica della Scuola

In occasione della presentazione  del “XX rapporto sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi” di Legambiente, il Ministro Patrizio Bianchi  ha dichiarato di aver firmato un decreto che assegna 1 miliardo e 125 milioni di euro per la manutenzione straordinaria delle scuole secondarie di secondo grado.

Con tale stanziamento, secondo la dichiarazione del Ministro si è impressa  “una forte accelerazione” alla problematica della sicurezza nelle scuole e nello stesso tempo si sta lavorando per poter stanziare altri soldi  affinché “tutte le scuole di questo Paese siano luoghi di sicurezza, di sostenibilità, luoghi di accoglienza e di socialità”.

Il Decreto Ministeriale attribuisce le risorse economiche direttamente alle Province, alle Città metropolitane e agli enti di decentramento territoriale per interventi di messa in sicurezza, riqualificazione energetica e nuova costruzione.

Pensioni, via a 62 anni: Brunetta pensa allo “scivolo” per il dipendente pubblico svogliato, spazio ai laureati

da La Tecnica della Scuola

Mandare in pensione i dipendenti pubblici a 62 anni, soprattutto quelli in possesso di una certa anzianità contributiva e con poche motivazioni lavorative: per loro si prospetterebbe un incentivo volontario all’esodo. L’ipotesi sarebbe allo studio del dicastero della Pubblica Amministrazione, dove è giunto da pochi giorni il nuovo ministro Renato Brunetta.

Con i fondi dell’Unione europea

La notizia è stata riportata il 10 marzo dal Messaggero e rientrerebbe nella riforma della PA, che prevede pure il nuovo reclutamento, presentata il giorno prima in audizione al Senato presso le Commissioni Affari costituzionali e Lavoro riunite: per finanziare il piano, il governo si avvarrebbe dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza derivanti dalla Commissione europea.

Il pensionamento anticipato – anche di molto rispetto ai parametri imposti con la riforma Fornero – riguarderebbe prioritariamente quei lavorativi demotivati e ritenuti inadeguati a stare al passo coi tempi, a partire dalle nuove tecnologie e dei dispositivi informatico-telematici.

Rimane in vita ‘Quota 92’

Il quotidiano romano ricorda che nell’ultimo biennio 2019-2020 sono stati 190mila i dipendenti pubblici andati in pensione nei prossimi tre o quattro anni si prevedono invece 300mila uscite.

Tra le ipotesi sulle formule che il governo starebbe valutando, comunque, rimane sempre in vita la cosiddetta ‘Quota 92’: il pensionamento, in questo caso, scatterebbe con la somma dell’età anagrafica con quella dei contributi pari, appunto, a 92 (probabilmente con una soglia minima per entrambe, sulla scia di ‘Quota 90’ che prevedeva almeno 38 anni di contribuzione riconosciuta e 62 di età anagrafica).

Oggi pochi laureati

Una conferma ad accelerare in questa direzione si può cogliere pure nella relazione presentata dallo stesso ministro Renato Brunetta sulla PA legata: parlando delle pensioni e delle nuove assunzioni, il forzista ha detto che “le cessazioni delle fasce con maggiori anzianità contribuiscono a elevare la quota di laureati che tuttavia non supera il 40%”.

Sindacati interessati

L’idea di Brunetta, sempre se troverà spazio, dovrebbe interessare i sindacati. Nella stessa giornata, non a caso, la Uil – attraverso il segretario confederale Domenico Proietti – ha chiesto di rivedere il meccanismo di adeguamento automatico dell’età pensionabile, a fronte della riduzione dell’aspettativa di vita certificata dall’Istat a un anno dall’inizio della pandemia.

Ad oggi, ricorda il sindacato Confederale, il meccanismo di adeguamento automatico dall’età pensionabile non prevede adeguamenti al ribasso, perché l’aspettativa di vita negli ultimi decenni era stata sempre crescente.

“Il Governo apra subito un confronto con i sindacati su questo tema e su quello più generale sulla necessità di introdurre una flessibilità più diffusa di accesso alla pensione in vista della scadenza di quota 100″, ha detto Proietti.

Marcello Pacifico, presidente Anief, dal canto sui ricorda che “ci sono professionalità” nella PA, “a partire dal personale scolastico, particolarmente esposte a problemi di salute e sicurezza, il cui operato deve essere collocato tra i lavori gravosi. Si tratta di dipendenti statali che già debbono fare i conti con le conseguenze del burnout, tra l’altro per avere convissuto con un rischio biologico molto superiore ad altre categorie ma non riconosciuto dallo Stato: non possono pure essere lasciati in servizio fino a 70 anni di età, magari dopo 40 e più di anni di contributi versati”.

Il sindacalista ritiene però che l’anticipo non dovrà “comportare decurtazioni all’assegno pensionistico, anche perché già il sistema contributivo è purtroppo determinante in negativo: ci aspettiamo un allargamento, per capirci, della Ape social, che permette di lasciare il lavoro dai 62 anni” senza “alcun ridimensionamento dei compensi. La decisione, tra l’altro, farebbe ringiovanire un comparto la cui età media è a dir poco sbilanciata verso l’alto”.

La “trattenuta Brunetta” anche per vaccinarsi. Monta la protesta

da La Tecnica della Scuola

Sulla sua pagina Facebook, l’on Vittoria Casa, del M5S, presidente della commissione Cultura della Camera, scrive: “È semplicemente inaccettabile che il personale scolastico debba ricorrere a ferie e permessi per preservare la propria salute e compiere un dovere civico, quello di vaccinarsi. Ancora più inverosimile è che chi è costretto a casa per gli sporadici effetti collaterali debba andare incontro alla trattenuta Brunetta”.

Una incongruenza si cui molti prof, da quando si è aperto il loro turno per vaccinarsi, si stanno lamentando: non solo lo stress del covid, non solo le attese per assumere il vaccino ma anche la trattenuta se, per causa dei malori che possono colpire, come sono stati colpiti in tanti, non possono recarsi a scuola.

La legge Brunetta, approvata quando l’on. Renato Brunetta ricopriva la stessa carica ai tempi del governo Berlusconi alla funzione pubblica, sta colpendo anche chi, in ottemperanza ai dettami dell’amministrazione, si reca a farsi il vaccino. E se dopo sta male e non può andare a scuola deve o prendersi un giorno di ferie oppure malattia, perdendo così una parte dello stipendio.

Ma non solo. Pure per recarsi nei centri di vaccinazione, in orario scolastico, molti docenti e personale sono stati costretti a ricorrere a dei permessi retribuiti  o non retribuiti, come se fosse una esigenza personale e non un quasi obbligo per il lavoro che fanno. Per insegnanti e personale Ata, dunque si può ricorrere al permesso retribuito o alla cosiddetta malattia non retribuita.

E così l’onorevole Vittoria Casa ha presentato un’interrogazione per sollecitare l’introduzione di un permesso ad hoc per il vaccino e per disciplinare i giorni di assenza dovuti alle eventuali conseguenze senza intaccare la retribuzione.

Spiega l’on. Casa, come si legge sul Fatto: “Purtroppo sul tema riguardante i permessi e i vaccini del personale scolastico, le norme sono chiare ma vanno in palese contraddizione con la situazione di fatto. Siamo tutti d’accordo sul fatto che la campagna vaccinale sia la priorità delle priorità, che il nostro ritorno a una vita piena dipenda esclusivamente dalla sua riuscita. Visto il carattere volontario della vaccinazione, occorre fare tutti uno sforzo per eliminare qualsiasi ostacolo si intrometta con l’obiettivo fondamentale della salute pubblica. Mi chiedo come si possa penalizzare un dipendente pubblico che ha fatto semplicemente il suo dovere civico”.

E ancora ha specificato su Fb: “Ho avuto diverse richieste dal personale scolastico sui permessi relativi alle vaccinazioni anti Covid-19 e sulla cosiddetta “trattenuta Brunetta” per l’assenza per malattia dovuta agli effetti collaterali per il vaccino Astrazeneca. Per questo ho presentato un’interrogazione al ministro Bianchi. Dobbiamo ricordare che la campagna vaccinale è un patrimonio di tutti. Non si può penalizzare chi compie un dovere civico”.

Incontro Governo-sindacati: al via la stagione contrattuale. Aumenti di 107 euro per tutti

da La Tecnica della Scuola

Sono tutti positivi i commenti dei leader sindacali che hanno partecipato questa mattina all’incontro con il Governo sul “Patto per il lavoro” che dovrebbe essere l’avvio di una nuova stagione per la Pubblica Amministrazione.
A far gioire i sindacati è soprattutto la notizia sull’ormai imminente apertura del tavolo contrattuale per tutto il pubblico impiego, con la prospettiva di arrivare a riconoscere un centinaio di euro a testa a tutti i dipendenti dello Stato, compresi quindi quelli della scuola.
Le idee e le intenzioni del presidente Draghi e del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta sembrano ottime: si è parlato di valorizzazione del lavoro pubblico e di ammodernamento dell’intero settore della “macchina amministrativa” dello Stato.
Brunetta, in particolare, ha sottolineato la necessità di importanti investimenti sulla formazione del personale (ad oggi – ha detto Draghi in apertura – la spesa statale in questo settore è persino inferiore ai 50 euro all’anno per dipendente.
Ma si è parlato anche della necessità di rivedere tutto l’impianto della contrattazione di secondo livello (nella scuola si tratta di fatto dei contratti di istituto); una proposta del Governo è quella di “defiscalizzare” una parte dei compensi in modo da incrementare di fatto i compensi netti che arrivano nelle tasche dei dipendenti.
Per venerdì prossimo è già convocato un primo incontro con i segretari generali delle confederazioni e dei sindacati del Pubblico Impiego.
Brunetta ha annunciato che il Governo è già al lavoro per mettere a punto il necessario atto di indirizzo.
Secondo le notizie che stanno circolando le risorse disponibili per il rinnovo dei contratti pubblici potrebbero garantire un aumento medio di 107 euro mensili.
Si tratta però di capire in che modo le risorse saranno ripartite fra i diversi comparti: se verranno suddivise in modo proporzionale al numero dei dipendenti di ciascun settore, gli stipendi del personale della scuola rimarranno comunque i più bassi di tutto il pubblico impiego.

Bianchi: “Firmato il decreto di oltre 1 miliardo di euro per la messa in sicurezza delle scuole”

da La Tecnica della Scuola

Durante una conferenza online organizzata da Legambiente Scuola e Formazione e La Nuova Ecologia, si è parlato di sicurezza, innovazione e inclusione a partire dai grandi passi da compiere per edifici, trasporti, mense e modelli di gestione per scuole più sostenibili in tutti i territori.

La diretta è andata in onda nella mattinata di oggi, 10 marzo ed ha visto l’intervento del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che ha affermato di aver firmato oggi il decreto per assegnare alle province e alle città metropolitane italiane 1 miliardo e 125 milioni di euro destinati alle scuole superiori per la messa in sicurezza e riqualificazione energetica. “Scelta fatta affinché in tutte le scuole di questo paese e, in particolare, del Sud, si possa dire di andare a scuola, luogo di sicurezza” ha, infatti, affermato con veemenza il ministro.

Inoltre, ha aggiunto: “Un paese che deve dimostrare di fronte a questa pandemia, di aver non solo la capacità di reazione, ma deve essere capace di una reazione basata su una profonda capacità di innovazione. E inoltre, non solo per reagire alla pandemia, ma anche ai 40 anni in cui questo paese non ha reagito. ”

Durante la diretta, il ministro si è anche soffermato sull’importanza di sottolineare come sono cresciute e non sono più accettabili le differenze interne, di genere, sociali e soprattutto le diseguaglianze tra Nord e Sud.

“Si parte dai più fragili, si parte dalle situazioni in cui la solidarietà dimostra di essere un elemento fondante della democrazia”, ha inoltre ribadito Bianchi.

L’intervento del ministro si è basato anche sui temi importanti come quelli dell’educazione alla sostenibilità e la formazione di una politica che sia culturale e di responsabilità umane e non solo di amministrazione.

Durante la diretta, il ministro Bianchi ha anche annunciato le deleghe ai sottosegretari: transizione ecologica a Barbara Floridia e disabilità a Rossano Sasso.

Bianchi apre ai sindacati: nel Patto per l’Istruzione si parlerà anche di rinnovo contrattuale

da La Tecnica della Scuola

Martedì 16 marzo 2021 il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha convocato le organizzazioni sindacali confederali per discutere di un Patto per l’Istruzione e la Formazione.

Un impegno che è il segnale, da parte del ministro Bianchi, di una apertura nei confronti del sindacato, aspetto che con la ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina era venuto a mancare sin dai primi mesi del suo mandato. Il sindacato FLC CGIL promette di portare sul tavolo del confronto anche la questione del rinnovo contrattuale, oltre alle criticità legate alla mobilità e al precariato.

Icotea

Il comunicato di FLC CGIL

La FLC CGIL porterà sul tavolo del confronto il tema nodale degli investimenti per la valorizzazione del sistema scolastico e del personale docente, dunque chiederà un impegno concreto per il superamento delle problematiche legate alla mobilità, alla precarietà, alla dotazione organica da rafforzare per aggredire la dispersione scolastica attraverso l’ampliamento del tempo scuola in tutto il Paese e, soprattutto, al rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

Graduatorie terza fascia ATA, chi può presentare domanda?

da La Tecnica della Scuola

In attesa che il ministero pubblichi il testo definitivo del decreto sull’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia del personale ATA, vediamo chi può presentare domanda.

Secondo quando indicato nell’art. 2 della bozza, comma 5, possono presentare domanda per i rispettivi profili di:

Assistente Amministrativo (AA): gli aspiranti in possesso di un diploma di maturità

Assistente tecnico(AT): gli aspiranti  in possesso di un diploma di maturità corrispondente alla specifica area professionale.

Cuoco (CU): gli aspiranti in possesso di qualifica professionale di Operatore dei servizi di ristorazione, settore cucina.

Infermiere (IF): gli aspiranti in possesso di laurea in scienze infermieristiche o altro titolo ritenuto valido dalla vigente normativa per l’esercizio della professione di infermiere.

Guardarobiere (GU): gli aspiranti in possesso Diploma di qualifica professionale di Operatore della moda.

Addetto alle aziende agrarie(CR): gli aspiranti  in possesso di diploma di qualifica professionale di:

  1. operatore agrituristico;
  2. operatore agro industriale;
  3. operatore agro ambientale.

Collaboratore scolastico (CS): gli aspiranti in possesso di:

  1. diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale
  2. diploma di maestro d’arte
  3. diploma di scuola magistrale per l’infanzia
  4. qualsiasi diploma di maturità, attestati e/o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni.

Il Ministro Bianchi ha firmato il decreto per l’ampliamento dell’offerta formativa

da La Tecnica della Scuola

Il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, ha firmato il decreto che definisce i criteri e i parametri per l’utilizzo dei 61.944.000 euro destinati all’ampliamento dell’offerta formativa, che saranno utilizzati dalle scuole anche per mettere in campo azioni mirate in risposta alle criticità determinate dalla pandemia, soprattutto nelle aree maggiormente disagiate del Paese.

“È un primo importante intervento per ampliare l’offerta didattica che pone particolare attenzione al contrasto delle povertà educative e della dispersione scolastica: le risorse saranno utilizzate per garantire la maggiore equità, qualità e capacità di inclusione del Sistema nazionale di istruzione e formazione”, sottolinea il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi. “Ci saranno altri finanziamenti – prosegue il Ministro – che ci consentiranno di costruire, anche grazie alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, un grande Piano nazionale sulle povertà educative, per garantire la massima inclusione e pari diritti alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, indipendentemente dalle loro condizioni di partenza, così come prevede la nostra Costituzione. Questa sarà una delle principali linee strategiche del mio mandato”.

Con riferimento al decreto firmato, 40 milioni di euro saranno finalizzati, in particolare, al contrasto della dispersione scolastica, all’eliminazione dei divari territoriali, alla promozione dell’inclusione e delle pari opportunità delle studentesse e degli studenti. Quasi 22 milioni di euro saranno dedicati a progettazioni speciali e innovative, di carattere nazionale – anche d’accordo con Enti qualificati – per favorire il successo formativo, la piena partecipazione alla vita scolastica di studenti e famiglie, il contrasto del bullismo.

I maestri di strada al ministro Bianchi: DaD solo per chi ne fa richiesta

da La Tecnica della Scuola

Cesare Moreno, maestro elementare dal 1983 e soprattutto presidente dell’Associazione Maestri di Strada ONLUS, scrive al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “La misura più seria sarebbe stabilire che segue a distanza solo chi ne fa esplicita richiesta, solo chi per mille motivi si sente particolarmente esposto se viene a scuola, a tutti gli altri occorre fornire rassicurazioni concrete e curare la comunicazione in un modo efficace e responsabile”.

Così il maestro di strada che dal 1994 al 1996, in qualità di consulente del Ministero della Pubblica Istruzione, ha varato a Napoli il Piano Provinciale di lotta alla dispersione Qualità della scuola e successo formativo. Una protesta che punta il dito contro i provvedimenti sulla scuola lasciati ai tecnici sanitari prima che agli esperti del settore.

Il ministro Bianchi, peraltro, proprio in questi giorni è intervenuto più volte a sostenere la necessità che la DaD non sia solo uno strumento alternativo alla scuola in presenza ma integrativo, come riferiamo in un altro articolo. Dunque il destino della didattica a distanza sarà quello di diventare una metodologia normalmente integrata alla didattica tradizionale. A prescindere da questa considerazione, c’è da aspettarsi che il ministro tenga in serio conto la lettera del maestro di strada, dato che la figura di questo pedagogista è largamente apprezzata dal Ministro, come Patrizio Bianchi scrive nel suo volume Nello specchio della scuola.

Altri brani della lettera al ministro Bianchi

“Non possiamo andare avanti così. La scuola non può subire passivamente le ordinanze di qualsiasi autorità tecnica o politica decida di chiuderla. Non è solo un servizio essenziale, è molto di più, è la fonte del pensiero delle giovani generazioni. La scuola a distanza è una scuola che si è ritirata dai corpi e non può essere testimone di verità”.

“I nostri giovani e le loro famiglie non possono essere bombardati a tutte le ore del giorno e della notte da messaggi di terrore, da devastanti oscillazioni di tecnici e politici, senza avere un luogo in cui confrontarsi, esprimere dubbi e paure, trovare consolazione non nelle certezze scientifiche ma nella fragilità dell’altro, nel sentire la condivisione di ciò che sentono nel più profondo”.

“Abbiamo un gigantesco compito di realtà a cui l’istituzione scuola si è sottratta e continua a sottrarsi dietro il paravento di ordinanze tecnico-scientifico-politiche. Abbiamo il compito di realtà di fornire consolazione e sostegno a milioni di giovani che stanno vivendo nell’incertezza e nella paura quando noi stessi viviamo quella incertezza e quella paura, quando le loro famiglie stanno vivendo incertezza e paura, quando le maggiori autorità mondiali danno palesi segni di squilibrio”.