Sulla stanchezza

Sulla stanchezza, che purtroppo non è un effetto collaterale del vaccino

di Alessandra Condito

Per la prima volta sono stanca.

Ho 53 anni, sono in salute, nessun malato in famiglia, un lavoro tutelato.

Eppure sono stanca.

Stanca dei divieti delle zone rosse delle scuole chiuse. Stanca di tutto.

Dovrei essere contenta. Hanno sospeso Astrazeneca. Avevo l’appuntamento fissato per il 24 marzo. Non morivo dalla voglia, lo ammetto. Mi ero prenotata per senso civico. Faccio la preside di un liceo, come dire agli insegnanti che io non lo volevo fare, come non dare l’esempio. E quindi prenotata, il primo giorno, fingendo trepidazione perché per una settimana il mio appuntamento non appariva nel fascicolo sanitario.

Poi a dire sì, lo faccio il 24, e lei? Vedrà che tra un po’ lachiamano.

Verrà la febbre? Tremore alle gambe? Mal di testa? Va beh, ci sta, ci può stare.

Poi un morto, due … provare a scherzarci su. Un po’ di ironia macabra che in tempi di covid non manca mai.

Via, meno male che lo faccio il 24, intanto avranno fatto le autopsie.

E tu quando lo fai? Ah, non solleciti, ma sì, hai ragione … aspetta che ti chiamino loro.

Un lotto ritirato. Giusto, ma sì, sarà tutto a posto, forse un po’ di sfiga, conservato male? trasportato male? Ok, ma nel caso era quel lotto lì.

Mia sorella che mi scrive. Non farlo, non fare da cavia, disdici. 

Io che ancora scherzo. Il rischio è il mio mestiere, e un emoticon per tranquillizzarla ancora di più, anche se è me stessa che voglio tranquillizzare

Astrazeneca sospeso.

Dovrei gioire. Una parte di me forse è sollevata. Un po’ di paura c’era. Chi non ne ha avuta in questi giorni?

Eppure da ieri, per la prima volta, sono stanca.

Campagna vaccinale sospesa.

Tutto fermo, di nuovo.

Ma non c’è più niente di nuovo in questa paralisi.

E’ uno stallo che dura da troppo tempo, e dal quale nessuno riesce più ad uscire.

Tutti, bambini giovani vecchi, tutti precipitati tra casa e supermercato, gli unici luoghi che ci sia dato abitare.

Per quanto? Per quanto ancora?

E intanto io sono stanca, e per la prima volta il dolore dei genitori che mi parlano dei loro figli e delle loro fatiche mi attraversa. Non ascolto, sento. Il dolore dei giovani sempre più ritirati sbiaditi disillusi. Sento che quel dolore non ha più voce, non urla, non spacca i muri. E’ un dolore muto. E le madri quando lo raccontano piangono.

Non va bene. 

Niente va bene.

Non c’è futuro in un paese che ora chiude anche gli asili e si mette in bocca la parità di genere, la next generation e i bes in presenza, in attesa che quelli in dad diventino i dva di domani.

Ridatemi qualcosa per cui continuare a sperare.

Ridatemi un vaccino, che mi faccia venire la febbre, che mi faccia vomitare, che mi dia l’emicrania per una settimana. Magari che non mi faccia morire.

Ma ripartiamo.

E quando tutto questo sarà finito buttate a mare tutti gli acronimiche vi siete inventati in questi anni.

Datemi una scuola in cui non ci sia più nulla di speciale. Una scuola normale. Fatta di corpi e di presenza.

Per un po’ ce li faremo bastare. Promesso.

LA SCUOLA PRIMA DI TUTTO A FIERA DIDACTA ITALIA

LA SCUOLA PRIMA DI TUTTO A FIERA DIDACTA ITALIA

FINO A VENERDI’ 19 MARZO

Firenze, 16 marzo 2021 – Si è aperta la quarta edizione di DIDACTA ITALIA che fino a venerdì 19 marzo sfodera sul web un palinsesto di 647 eventi fra seminari, convegni, webinar e workshop immersivi e un centinaio di aziendeleader del comparto in Italia.

Dopo il saluto via streaming del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi e l’intervento diVincenzo Zara in rappresentanza del Ministero dell’Università e Ricerca, Lorenzo Becattini presidente di Firenze Fiera ha dichiarato: ““Il tema della scuola in questo particolare e delicato momento storico ha una sua importante centralità e Didacta rappresenta un grande evento al servizio del nostro Paese. Aggiungo che come Firenze Fiera stiamo lavorando per poter salvaguardare le nostre attività e padiglioni. Colgo questa occasione per rivolgermi al Parlamento e al Governo affinché vengano predisposte misure consistenti per poter proseguire la nostra attività e portare avanti quegli interventi sugli immobili necessari per poter contare su una struttura all’avanguardia, pronta per la ripartenza”.

“Credo molto nel binomio tra Firenze e Didacta – ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella – anche perché lo sforzo mio e della mia amministrazione è posizionare Firenze tra le prime grandi città del mondo capitali della conoscenza e della formazione. Anche la presenza di Indire dimostra che Firenze ospita Istituzioni di livello nazionale e di eccellenza”. “La pandemia ci ha permesso di comprendere una volta di più il valore dell’educazione – ha continuato il sindaco – e se non vogliamo sprecare la crisi, dalla quale abbiamo imparato molto, dobbiamo sfruttarla come straordinaria opportunità per innovare il campo della scuola e della formazione. E Didacta può essere la chiave di lettura di come questa emergenza pandemica diventi l’elemento scatenante di una sfida dell’innovazione”.

“Ho sempre salutato Fiera Didacta come un luogo di socialità – ha affermato il presidente della regione Toscana Eugenio Giani – come un’opportunità per il mondo dei docenti di vivere un importante scambio di esperienze e di arricchimento sui temi della didattica innovativa. Mi preme ricordare che in Toscana la scuola è al centro della nostra politica e non posso che salutare con positività il comitato scientifico, gli organizzatori e gli espositori per l’impegno che hanno messo in un momento così particolare, realizzando questa edizione di Fiera Didacta online”.

“Quello che stiamo vivendo, a causa della pandemia, ha accelerato un processo di innovazione nella scuola, introducendo in modo obbligato nuovi linguaggi – ha dichiarato Giovanni Biondi presidente di Indire. Siamo di fronte ad una trasformazione del modello scolastico e Didacta rappresenta il punto di incontro di tante realtà istituzionali e scientifiche, che lavorano tutte nella stessa direzione: costruire la scuola del futuro, una scuola che ancora non c’è. Per questo è importante ragionare in modo diverso sull’organizzazione degli spazi, sul tempo della scuola, sulle tecnologie e sulle metodologie. Didacta è nata con questo intento, mettere insieme le conoscenze e di permettere alle aziende di far conoscere i propri prodotti innovativi e tutto il know how che siamo in grado di raccogliere e presentare alla scuola”.

Fra gli appuntamenti di domani (mercoledì 17 marzo), da non perdere l’intervento della virologa e direttrice del Centro di eccellenza One Health dell’Università della Florida Ilaria Capua che alle ore 11,00 con Marco Cattaneo, Direttore di Le Scienze e National Geographic, presenterà il suo nuovo libro “Il viaggio segreto dei virus”, un modo efficace per accompagnare i ragazzi delle scuole in un singolare viaggio alla scoperta di quegli 11 virus che nel corso del tempo hanno cambiato la storia dell’uomo.  

Alle ore 17, in campo, alcuni fra i più noti esperti internazionali che affronteranno il tema sulla relazione fra architettura e pedagogia nell’evento Ambienti di apprendimento e nuove sfide fra pedagogia e architettura (Learning environments and new challenges between pedagogy and architecture) illustrando casi virtuosi di progettazione di scuole che mettono al centro degli spazi la visione educativa e le progettualità didattiche dei docenti, così da dare vita ad ambienti funzionali allo svolgimento contemporaneo di attività di gruppo, esplorative, individuali e informali, in linea con il “Manifesto 1+4 delle architetture scolastiche” sviluppato da Indire.

DIDACTA GREEN è l’area della mostra interamente dedicata all’educazione ambientale e alla difesa del pianeta, all’economia circolare e all’innovazione green con incontri, workshop e buone pratiche, realizzata insieme a Legambiente e Kyoto Club con il sostegno del Conou e di Ecopneus. 

Si parte domani (mercoledì 17 marzo) alle ore 10con ‘Green jobs: le opportunità per le competenze verdi’, un workshop con Lorenzo Barucca – Responsabile Economia civile Legambiente e progetto Ecco – Economie Circolari di Comunità, Marco Gisotti GreenFactor e Ester Graziano – LVIA , Metti in Circolo il cambiamento – per conoscere e orientare gli studenti sui lavori del futuro che sempre più richiederanno competenze verdi. Alle 11 spazio al live social su Twitch “Imparare giocando: la gamification per parlare d’ambiente a scuola” promosso dal Conou. Un incontro che unisce educazione, divertimento e innovazione, reso possibile da Green League: l’App che ci fa confrontare con influencer e gamer e insegna le buone pratiche ecologiche divertendo.

INTERVENIRE SU SICUREZZA E QUALITÀ DIDATTICA

SCUOLA: INCONTRO CIDA-BIANCHI, INTERVENIRE SU SICUREZZA E QUALITÀ DIDATTICA PER CREARE PARI OPPORTUNITÀ E SVILUPPO

‘Misurare per migliorare’: è questo lo slogan che sintetizza l’impegno di CIDA nei confronti del mondo della scuola. A farsene portavoce è stata oggi Licia Cianfriglia, vicepresidente della Confederazione, in un incontro con il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

“Riteniamo che vi siano evidenti aree di criticità del nostro sistema d’istruzione nel suo complesso, sulle quali si può intervenire: risorse (finora poche e/o mal distribuite), assenza di incentivi al miglioramento, distanza (anche culturale) tra mondo della scuola e mondo del lavoro e tra scuola e università, presenza di poche università di livello internazionale, qualità della didattica, reclutamento e preparazione del personale. A parere di CIDA, occorre un’ampia diffusione di una cultura della valutazione a tutti i livelli del sistema educativo, costruendo processi di accountability che riguardino i contesti organizzativi, le performance del personale, i risultati di apprendimento degli studenti.

“Siamo convinti che il governo dei processi di miglioramento è responsabilità del dirigente di ciascuna scuola, che dovrà pertanto essere dotato di strumenti, tuttora assenti, di valutazione e gestione del personale adeguati all’obiettivo. È indispensabile un sistema di valutazione del personale e la costruzione una carriera docente ad esso connessa, che realizzi un middle management irrinunciabile per la gestione della complessità attuale di ciascuna scuola. All’interno di tale sistema, il Direttore dei servizi generali e amministrativi e lo staff dei docenti che coadiuvano il dirigente, devono trovare specifica e autonoma collocazione, per superare gli squilibri del sistema organizzativo che tendono a concentrare sul dirigente scolastico un eccessivo numero di incombenze gestionali, in contrasto con quanto avviene in tutto il mondo del lavoro pubblico e privato. Sempre in tema di personale, l’annosa questione del precariato a scuola, causa di discontinuità educativa e del complicato avvio di ogni anno scolastico, non può trovare altra efficace soluzione, a nostro avviso, che attribuendo potere di assunzione alle singole scuole, senza negare il ruolo determinante del concorso, che va velocizzato per tutti i profili.

“Se, in termini generali, l’obiettivo di CIDA è quello di ridare dignità alla scuola, offrendo a tutti le stesse opportunità di partenza, configurando la scuola pubblica quale ascensore sociale e facendo sì che la professione docente torni a essere ambita, sia dal punto di vista retributivo che come meccanismo di carriera, non ci sfugge l’urgenza di interventi immediati e concreti.

“Il primo, in ordine di priorità – ha sottolineato la vicepresidente di CIDA – è quello della messa in sicurezza degli edifici, per garantire l’incolumità delle persone che li vivono. Per questo va coordinato un Piano efficace di interventi a partire dell’istituzione di un’anagrafe dei solai mediante una banca dati gestita dal Ministero, in veste di cabina di regia nei confronti degli enti locali.

“Seguono poi una serie di azioni non più procrastinabili e così sintetizzabili: eliminare le interferenze tra competenze dirigenziali e competenze collegiali, la cui disciplina risale a quasi 50 anni fa, intervenendo sul Testo Unico; riaprire subito la stagione contrattuale anche per superare l’inaccettabile iniquità tra le retribuzioni dei dirigenti della scuola e degli altri dirigenti dell’area.

“Restando nell’attualità, per quanto riguarda la proposta di prolungare l’anno scolastico nel tentativo di colmare le lacune educative provocate dalla pandemia, pensiamo che sia preferibile affidarne la soluzione alle singole scuole autonome dotate di finanziamenti adeguati e invece a livello generale concentrarsi sulla qualità dell’insegnamento. CIDA constata l’incapacità del sistema attuale di fornire risposte adeguate agli studenti a causa della prassi didattica generalmente anacronistica, eccessivamente basata sulla lezione frontale e fonte di disinteresse e dispersione da parte degli alunni.  Ne deriva l’urgenza di attuare un piano di aggiornamento capillare e massivo per i docenti in modo da fornire loro le competenze per realizzare una didattica attiva, partecipativa, motivante e arricchita dalle tecnologie emergenti. Va introdotto un modello di formazione continua, per effettuare scelte consapevoli e indirizzarsi verso le professioni (e quindi i percorsi di studio) più richiesti dal mercato.

“Per questo è importante l’esperienza dell’Alternanza scuola-lavoro (oggi PCTO). Da questo punto di vista, andrebbe di nuovo potenziato il canale della formazione in contesto lavorativo, anche tornando a chiamarla col nome che le è proprio. Su questo tema è necessario fuggire dagli ideologismi e ragionare a partire dai risultati concreti e dai dati di fatto. Le associazioni di dirigenti si sono spese fortemente per qualificare i percorsi di Alternanza Scuola Lavoro, ma il depotenziamento di questa in sede politica ha fatto quasi ovunque mettere in stand by un buon numero di esperienze su cui si erano registrate disponibilità da parte di dirigenti di diverse associazioni e federazioni, con un impegno a favore dei giovani. In quest’ultimo ambito di impegno, CIDA conferma la propria disponibilità a spendersi con docenze e varie forme di counseling o mentoring, perché anche questa è una dimensione cruciale per rilanciare in senso qualitativo il mondo dell’istruzione nel nostro Paese”, ha concluso Cianfriglia.

G.C. Cocco, Time to Mind

TIME TO MIND Velocità ed efficacia dell’apprendimento: il nuovo vantaggio competitivo di imprese e individui di Gian Carlo Cocco – (Franco Angeli, 2020, pag. 244)

GIOVEDI’ 18 MARZO 2021 – ORE 17.30

In diretta sui canali Facebook e Youtube di Università eCampus

https://www.facebook.com/unieCampus/

https://www.youtube.com/user/UniversitaeCampus

INTERVENGONO: 

MARCELLO FOA, Presidente Rai

MARIO MANTOVANI, Presidente Manageritalia

L’Università degli Studi eCampus presenta, all’interno della propria rassegna editoriale online, il libro “TIME TO MIND – Velocità ed efficacia dell’apprendimento: il nuovo vantaggio competitivo di imprese e individui”,  di Gian Carlo Cocco – (Franco Angeli, 2020, pag. 244).

L’appuntamento è per giovedì 18 marzo 2021, ore 17.30,con il webinar on line sui canali Facebook e Youtube di eCampus, in compagnia di Gian Carlo Cocco, autore del libro e docente in eCampus di Economia del Capitale Umano e di Neuroscienze applicate all’organizzazione; delPresidente della Rai, Marcello Foa e del Presidente di Manageritalia, Mario Mantovani.

Diversi i temi sui quali i relatori si confronteranno: un nuovo, necessario modo del manager di guardare a se stesso ed alla propria azienda, in una prospettiva motivazionale profondamente mutata – anche a causa della pandemia – sia da un punto di vista formativo che lavorativo ed occupazionale; managerialità e recruiting; comunicazione aziendale.

In particolare, il testo del Prof. Cocco, Time to Mind, ci spiega come nella nostra società basata sulle competenze si assiste ad una continua obsolescenza delle risorse intangibili derivante dalle incessanti innovazioniscientifiche, tecnologiche, di mercato e dalla crescente turbolenza e imprevedibilità nella quale è immerso ogni genere di organizzazione e ogni tipo di professionalità. Per vincere questa pressione occorre ridurre i tempi necessari per seguire tempestivamente le evoluzioni delle competenze sia tecniche che comportamentali. La sfida sta nel riuscire a concentrare gli investimenti, oltre che nelle hard skills, anche, e soprattutto, nelle soft skills, le “ruote motrici del knowhow”.

Il libro rappresenta una guida rigorosa e di concreta applicabilità per rendere l’apprendimento individuale e collettivo maggiormente rapido ed efficace, offrendo spunti di riflessione per affrontare la contrapposizione tra intelligenza artificiale e competenza umana.

Vengono proposti agili strumenti per definire:

• le modalità più efficaci per individuare, definire, descrivere ed impiegare le conoscenze fondamentali (hard skills) per svolgere qualsiasi attività;

• le modalità più efficaci per definire i comportamenti fondamentali (soft skills) in modo chiaro e riscontrabile e per poterli valutare ed autovalutare anche tramite originaliassessment a distanza;

• l’applicazione del Time to Mind sia per le hard skills, sia per incrementare le soft skills facendo ricorso all’autoformazione e all’autocoching.

I vari temi svolti sono supportati da rigorosi riferimenti scientifici che ne fanno un’opera insostituibile per manager, professionisti e studiosi. Il libro stesso rappresenta il primo esempio concreto di Time to Mind.

“L’innalzamento della qualità dei processi di apprendimento e la riduzione del Time to Mind è quindi un elemento strategico non solo per le nostre imprese ma, più in generale, per lo sviluppo dell’umanità, come la recente pandemia ci ha così tragicamente ricordato”. Paolo Iacci, dalla Prefazione.

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GIAN CARLO COCCO

E’ Presidente della Time to Mind SA con sede a Lugano (società internazionale che gestisce una piattaforma telematica di Assessment e sviluppo multilingua: www.timetomind.ch) e docente di Economia del Capitale Umano e di Neuroscienze applicate all’organizzazione presso la Facoltà di Economia dell’Università telematica e-Campus E’ iscritto all’Albo degli Psicologi. Dal gennaio 1993 a tutto il 2006 è stato Presidente e fondatore della società di consulenza Idea Management E’ stato Presidente del Consorzio Costa Smeralda e docente della Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. La sua ultra quarantennale carriera professionale si è svolta prima in qualità di manager aziendale, poi in qualità di imprenditore nella consulenza d’impresa e infine nell’insegnamento universitario. 

Ha pubblicato 25 libri nel campo del management, dell’organizzazione e del neuromanagent. Gli ultimo libri pubblicati presso l’editore Franco Angeli sono: Time to Mind, Governare l’impresa con il capitale umano, Neuromanagement, Intelligenze manageriali, Life Management e Gestire un’Associazione.

MARCELLO FOA

Marcello Foa, nato a Milano il 30 settembre 1963, doppia cittadinanza svizzera e italiana, è laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Milano.

Inizia la carriera giornalistica in Svizzera nel 1984. Nel 1989 è assunto da Indro Montanelli a il Giornale, che nel 1993 lo nomina caporedattore Esteri. In seguito diventa inviato speciale e

editorialista, mentre nel 2010 dirige ilgiornale.it. Nel 2011 è nominato amministratore delegato del Gruppo del Corriere del Ticino, il principale gruppo editoriale della Svizzera Italiana. Dal 2018 è presidente della RAI e membro dell’Executive board dell’EBU e della Treccani.Parallelamente alla carriera giornalistica e manageriale, dal2004 ha sviluppato un percorso accademico, tenendo corsi presso l’Università della Svizzera Italia (USI), l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università di Pavia. Vincitore di numerosi premi, ha scritto due saggi e due romanzi.

MARIO MANTOVANI

Dal 2019 presidente Cida – Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità e dal 2020 presidente Manageritalia – Federazione dirigenti, quadri ed executive professional del terziario. Classe 1960, dopo la laurea in Economia e Commercio conseguita all’Università di Bologna, ha maturato oltre 35 anni di esperienza in primarie aziende nazionali e multinazionali, diventando dirigente nel 1990 e operando successivamente come direttore generale e amministratore delegato. Andersen Consulting (oggi Accenture), Gruppo Paritel, Ernst&Young Consultants sono alcune delle realtà in cui ha operato, oltre ad essere stato membro OIV – Organismo indipendente di valutazione delle performance del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare per un biennio.

Attualmente è consigliere dell’Istituto di pagamento AdmiralPay, consulente del Gruppo CIT in amministrazione straordinaria e amministratore di Dorian srl con delega agli investimenti in start-up e società innovative. In Manageritalia e negli enti correlati ha ricoperto vari incarichi fino ad assumere la vicepresidenza nazionale per otto anni e più recentemente la presidenza.

L’Università eCampus è un Ateneo che, attraverso una didattica e-learning, propone 56 percorsi di laurea e numerosi master altamente professionalizzanti. Tra i principali obiettivi, la c.d. “Terza Missione”, l’insieme cioè di tutte quelle attività con le quali l’Università, oltre a fare Alta formazione e Ricerca, entra in contatto con il contesto socio-economico attraverso il trasferimento e la valorizzazione delle conoscenze. Ciò sin dalla sua 

istituzione (con Decreto del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca  del  30 gennaio 2006) e  grazie alla presenza capillare con proprie sedi in tutte le principali città d’Italia.

Info all’indirizzo www.uniecampus.it

LIS-TA

Lis-ta, in Toscana 400mila euro per l’integrazione delle persone sorde

Redattore Sociale del 16/03/2021

FIRENZE. Si chiama LIS-TA ed è il progetto della Regione Toscana che ha l’obiettivo di rendere pienamente autonome le persone sorde e con ipoacusia di accedere ai servizi pubblici, attraverso l’utilizzo di specifiche tecnologie di interpretariato a distanza, per superare le barriere della comunicazione. A tale scopo il presente progetto si propone di potenziare le competenze e le infrastrutture utili a favorire il superamento delle barriere alla comunicazione e l’accessibilità delle persone sorde e con ipoacusia ai servizi pubblici.
Il progetto LIS-TA mira a favorire la massima accessibilità ai servizi pubblici da parte delle persone sorde e con ipoacusia, attraverso azioni specifiche che perseguono i seguenti obiettivi specifici: la piena accessibilità dei servizi al pubblico di Aziende sanitarie, Comuni, protezione Civile e altri servizi nelle fasi di accesso e accoglienza, ivi compreso la disponibilità di servizi di interpretariato e video-interpretariato nei procedimenti giudiziari e nell’ambito dell’amministrazione penitenziaria, mediante il superamento delle barriere alla comprensione e alla comunicazione; l’adattamento di dispositivi personali, quali smartphone e tablet e PC, con l’installazione di programmi specifici per la comunicazione; la diffusione e l’utilizzo di comunicazione alternativa alla lingua parlata (quali la Lingua dei segni italiana e le tecnologie per la sottotitolazione) soprattutto nei confronti delle strutture che erogano servizi pubblici e alle relative modalità di informazione; l’accesso a tutti i servizi di emergenza e pronto intervento, in particolare le attività di protezione civile, campi base ecc. mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie (applicazioni mobili), ai messaggi rivolti ai cittadini relativi a eventuali dichiarazioni di stato di emergenza e di allarme per eventi eccezionali; l’uso di una specifica metodologia comunicativa accessibile e inclusiva tra cittadini e pubblica amministrazione; la prestazione di servizi di interpretariato e video-interpretariato per la disponibilità di tutti i canali comunicativi e degli strumenti atti a favorire la piena fruizione dei servizi e delle risorse offerti alla generalità dei cittadini.
Il progetto prevede pertanto la realizzazione di un’applicazione informatica che permetta alle persone sorde di attivare un servizio di interpretariato LIS e/o una sottotitolazione, che possa supportare, nello specifico, la comunicazione con personale di enti pubblici, in particolare delle Aziende Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere, Comuni, Protezione Civile, Zone distretto e Società della Salute.
Il Progetto “LIS-TA” presentato dalla Regione Toscana, è stato ammesso al finanziamento per un importo pari ad EUR 400.000.
“Siamo di fronte – spiega l’assessora regionale al sociale, Serena Spinelli – ad uno dei progetti più innovativi previsti dal programma per il 2021 del Centro regionale per l’accessibilità che abbiamo appena approvato. Come gli altri progetti anche questo va nella direzione di eliminare il più possibile le barriere (e non soltanto quelle fisiche) che tengono alcune categorie di cittadini in condizioni di svantaggio. È il nostro impegno e il lavoro che cerchiamo di fare attraverso le strutture che si dedicano a raggiungere questo obiettivo. La nuova app che contiamo di rendere presto operativa potrà segnare un progresso importante per l’autonomia e per l’accesso ai servizi delle persone sorde e ipoudenti”.

di Martina Romano

Sistema istruzione centrale per ripresa Paese

Scuola: Landini, sistema istruzione centrale per ripresa Paese

Roma, 16 marzo – “Un incontro importante perché siamo consapevoli che in questo momento storico così difficile per il nostro Paese abbiamo tutti la responsabilità di determinare un cambiamento e costruire delle prospettive. Nella scuola queste prospettive si costruiscono insieme ai lavoratori e alle lavoratrici, che rappresentano un valore e che nella fase della pandemia hanno dato un contributo fondamentale per rendere esigibile il diritto all’istruzione”. Così il segretario generale Maurizio Landini al termine dell’incontro di oggi tra i sindacati e il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. 

Per il leader della Cgil dobbiamo affrontare una “vera e propria emergenza educativa: dispersione scolastica, abbandoni, spopolamento delle aree interne, tanti giovani che non studiano e non sono in formazione (NEET), bassi livelli di istruzione tra gli adulti. La conoscenza e il sapere sono le condizioni per una vera lotta alle disuguaglianze. La pandemia – sottolinea – ha messo in evidenza vecchi problemi e arretratezze del nostro sistema, oltre a divari territoriali e differenze di possibilità di accesso”.

“Il sistema dell’istruzione – prosegue Landini – è centrale per la ripresa del Paese e per cogliere le sfide dell’innovazione, della transizione green, della digitalizzazione, e quindi per il lavoro. Next generation Eu, risorse europee ordinarie e risorse nazionali diventano strategiche per garantire oggi il diritto all’istruzione e alla formazione, un diritto costituzionale che deve essere garantito a tutti. 

Infine, il segretario della Cgil aggiunge: “Condividiamo la proposta del Ministro Bianchi di arrivare, attraverso un serrato percorso di confronti tecnici, all’elaborazione del Patto per l’Istruzione e Formazione entro i primi di Aprile”.

Intervento integrale del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, all’incontro che si è tenuto quest’oggi, 16 marzo, tra il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e i sindacati

PATTO PER L’ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE

Centralità del sistema di istruzione e formazione è una priorità per lo sviluppo sostenibile e per il lavoro e per la cittadinanza in un momento in cui registriamo una vera propria emergenza educativa: dispersione scolastica, abbandoni, spopolamento delle aree interne, tanti giovani che non studiano e non sono in formazione (NEET) bassi livelli di istruzione tra gli adulti.

La Pandemia ha messo in evidenza problemi vecchi e arretratezze del nostro sistema, oltre a divari territoriali e differenze di possibilità di accesso.

Il sistema dell’istruzione è inoltre centrale per affrontare le sfide della ripresa del Paese e per cogliere la sfida dell’innovazione, della transizione green, della digitalizzazione e quindi è per il lavoro.

Per questo Next generation, le risorse europee ordinarie e le risorse nazionali diventano strategiche per garantire oggi il diritto all’istruzione e alla formazione, che è diritto costituzionale e diritto individuale.

È importante quindi questo incontro e siamo consapevoli che in questo momento storico così difficile per il nostro Paese, abbiamo la responsabilità – tutti – di determinare un cambiamento e di costruire delle prospettive da costruire insieme ai lavoratori e alle lavoratrici della Scuola, un valore aggiunto nella fase della pandemia per il contributo fondamentale che hanno dato al fine di rendere esigibile il diritto all’istruzione.

Il primo tema che poniamo è come proseguiamo questo incontro e che strumento ci diamo: per quanto ci riguarda pensiamo che dobbiamo condividere fin da ora la cornice di fondo, affrontando alcuni temi che rappresentano l’emergenza e individuando questioni su cui rapidamente possiamo lavorare per giungere ad una condivisione.

Nel merito vediamo alcuni punti che vogliamo porre.

  1. Rispondere all’emergenza

Non possiamo perdere tempo: occorre porre le basi per il prossimo anno scolastico e ciò significa accelerare tutte le procedure di avvio perché pensiamo occorra dare certezze e garantire lavoratori e studenti fin dal primo giorno di scuola. Ciò significa coprire tutti i posti in organico di diritto con assunzioni anche attraverso procedure semplificate, non solo per i docenti ma anche per gli Assistenti Amministrativi facenti funzioni Dsga; significa sbloccare la mobilità superando il vincolo quinquennale dei docenti e dei Dsga neo immessi in ruolo,  modificare i vincoli della mobilità interregionale dei dirigenti scolastici e affrontare il tema dell’altissimo numero di precari sia Ata che docenti, molti dei quali su posti di sostegno per gli alunni disabili. L’obiettivo da perseguire è quello che al 1° settembre di ogni annoogni classe abbia il suo docente, ogni scuola il suo Dirigente, ogni segreteria il suo DSGA e il suo personale Ammnistrativo Tecnico Ausiliario.

Occorre poi confermare l’organico straordinario cosiddetto “organico covid”, andando verso il suo consolidamento. È necessario completare rapidamente la partita dell’internalizzazione degli ex LSU e ex Appalti Storici, aumentando di 2.288 unità i posti di collaboratori scolastici in organico di diritto per scongiurare il licenziamento dei precari inseriti nelle graduatorie delle supplenze senza operare compensazioni di quote di organici tra province o regioni.

In questo senso, siamo anche disponibili a discutere per costruire un ponte verso il nuovo anno scolastico affrontando il tema del recupero e del potenziamento, riconoscendo su questo la titolarità della singola Scuola nella definizione delle scelte, utilizzando risorse aggiuntive sulla base delle necessità.

È necessario affrontare il tema della riduzione del numero degli alunni per classe che oltre agli effetti sulla qualità dell’insegnamento rappresenta anche un impedimento per garantire sicurezza e il necessario distanziamento.

Riteniamo poi necessario rivedere i protocolli sulla sicurezza e implementare il piano vaccinale per il personale della scuola, emergenza ormai non più differibile se si vuole ritornare alla scuola in presenza.

  • Investimenti e riforme

Le nostre priorità sono quelle di innalzare l’obbligo scolastico e ampliare il tempo scuola per contrastare l’abbandono scolastico.

Il tempo scuola è un fattore decisivo per recuperare ritardi e difficoltà sociali e culturali causati da differenze economiche e discriminazioni e per favorire il successo scolastico a tutti i ragazzi e la partecipazione anche degli adulti al patto formativo per tutta la vita.

Per questo è necessario:

  • estendere l’obbligo scolastico dai 3 a18 anni;
  • rendere obbligatoria la scuola dell’infanzia;
  • estendere i servizi educativi per l’infanzia a partire dal Mezzogiorno del Paese;
  • ampliare il tempo pieno nella scuola primaria e il tempo prolungato nella scuola secondaria di primo grado;
  • rafforzare i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) ed i corsi serali;
  • prevedere la figura dell’assistente tecnico a tutte le 5.400 scuole del Primo Ciclo.

Per tutto ciò è necessario rivedere le politiche sugli organici in direzione di un loro progressivo aumento, portando tutti i posti attualmente in organico di fatto, comprese le deroghe sul sostegno, in organico di diritto.

Reclutamento

Per questo deve essere sradicato in tempi brevi il lavoro precario, attraverso percorsi semplificati di stabilizzazione per chi ha maturato tre anni di servizio, secondo le prescrizioni dell’Unione Europea; occorre definire un nuovo sistema di reclutamento basato sulla formazione.

Orientamento

Diventa dunque fondamentale il ripensamento dell’orientamento scolastico a partire dalla scuola primaria, inteso come un orientamento allo studio e al lavoro attraverso un sistema strutturato che contrasti agli abbandoni ed alla dispersione scolastica, attraverso un rafforzamento dell’offerta formativa delle scuole e favorendo il raccordo con il territorio.

Istruzione tecnica e professionale

È necessario rafforzare gli istituti tecnici e professionali valorizzando le competenze  professionalizzanti generali, in modo da consentire il raggiungimento di abilità adeguate. Serve orientare questi indirizzi verso capacità di elaborazione adeguate oltre che alla profonda innovazione digitale in atto in tutti i settori del mercato del lavoro e alle sfide della riconversione verde.

Istruzione tecnica superiore

Il nostro Paese ha bisogno di un grande sistema di formazione tecnica superiore fortemente finanziato e con regia e governance pubblica. È fondamentale però affrontare le criticità, in particolare il tema della programmazione regionale degli istituti per garantire una omogeneità territoriale contro la proliferazione di Fondazioni. Servono luoghi di concertazione stabili con le parti sociali sia a livello nazionale che regionale.

Per un sistema strutturato di Formazione permanente

Occorre definire un sistema strutturato di apprendimento permanente, a cui devono contribuire Istruzione e Formazione, al fine di garantire e rendere esigibile il diritto soggettivo ad un apprendimento permanente che punti sia ad innalzare conoscenze e competenze sia a contrastare una presenza assai consistente di analfabetismo funzionale e digitale.

A questo proposito tre sono le scelte strategiche per noi essenziali nella definizione di un sistema di apprendimento permanente:

a) la centralità del sistema pubblico di istruzione degli adulti;

b) la coerenza della formazione permanente e continua con le politiche del sistema di istruzione con specifico riferimento ai livelli di istruzione;

c) politiche di sostegno all’esercizio del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori, al mantenimento e all’elevamento dei propri livelli di istruzione, quale elemento ineludibile di emancipazione e di crescita culturale, umana e professionale.


Un’edilizia scolastica all’altezza dei tempi presenti

Si impongono la necessità e l’urgenza di un piano che garantisca entro limiti temporali certi, definiti e relativamente rapidi (max 5 anni, ove non si proceda a costruzioni ex novo), la ristrutturazione, la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico degli edifici scolastici.

Rivedere le dimensioni delle istituzioni scolastiche autonome

Ridimensionare i parametri numerici delle istituzioni scolastiche, fissando a 900 il numero massimo di alunni per ogni scuola. La pandemia ha dimostrato che scuole con dimensioni abnormi, ad esempio con più di 2000 alunni, non si possono gestire.

Sistema scolastico unitario e autonomia scolastica

Contro ogni spinta autonomistica e localistica va garantita la gestione unitaria del sistema scolastico, all’interno del quale si situa l’autonomia delle scuole come condizione per poter progettare e organizzare il piano educativo e didattico in relazione alle risorse disponibili e alle esigenze espresse dal territorio.

  • Il rinnovo del contratto

Il Patto per la Coesione Sociale sottoscritto tra Governo e Sindacati il 10 marzo scorso pone il tema del rinnovo del contratto nell’ambito dell’innovazione che riguarda il pubblico impiego.

È evidente che vi sono specificità e peculiarità del sistema scolastico: l’autonomia scolastica, la libertà di insegnamento e l’autonomia professionale.

Il rinnovo del contratto sarà quindi l’occasione per rispondere sul versante retributivo e sul versante normativo alla necessità di valorizzazione del personale scolastico: dirigenti, docenti, educatori e ATA.

 Queste specificità vorremmo discuterle nella fase di predisposizione dell’atto di indirizzo che vedrà necessariamente coinvolto questo Ministero. Vi sono alcuni temi, come quello ad esempio della formazione in servizio, presenti anche nella bozza di Piano di Ripresa e Resilienza, che devono trovare coerenza nelle scelte contrattuali.

Per questo vorremmo ragionare di questa partita in modo sinergico rispetto alle scelte di investimento delle risorse europee.

EMERGENZA SOSTEGNO

SCUOLA, EMERGENZA SOSTEGNO:
DOMANI 17 MARZO PRESIDIO DAVANTI AL MIUR DEGLI IDONEI DEL V CICLO TFA

Un presidio per chiedere il bando per l’immediata attivazione del corso e l’inserimento con riserva nelle graduatorie sostegno.

Roma, 16 marzo 2021. Siamo i docenti risultati idonei alle selezioni del V ciclo dei Percorsi di Specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità (TFA sostegno) presso le varie Università d’Italia.
Siamo circa 13.000 a livello nazionale; il bando è uscito a febbraio 2020, ma la selezione ha subito continui rinvii a causa della pandemia. Abbiamo superato tre prove, tutte complesse, che sono iniziate a ottobre e finite lo scorso novembre. Siamo risultati idonei, ma non in posizione utile per la frequenza immediata del corso e il decreto ministeriale n. 92 del 2019 stabilisce che gli idonei possano essere ammessi in soprannumero al ciclo successivo (VI ciclo) senza ulteriore selezione.
In Italia c’è un’enorme carenza di insegnanti specializzati nel sostegno. Lo scorso anno scolastico gli studenti disabili erano quasi 300.000; tra i 176.000 insegnanti di sostegno che hanno lavorato nel 2019-2020, il 37% sono docenti individuati per rispondere alla carenza di insegnanti per il sostegno, ma non hanno una formazione specifica per supportare al meglio l’alunno con disabilità, in quanto non specializzati.
Durante il lockdown oltre il 23% degli alunni con disabilità (circa 70 mila) non ha preso parte alle lezioni, anche per l’assenza delle figure competenti di sostegno, non realizzando così nel concreto la didattica inclusiva.
E’ necessario investire nella formazione dei docenti di sostegno, mettere in campo ogni strategia possibile perché i ragazzi con disabilità abbiano le medesime opportunità formative dei loro compagni. Nessun ragazzo o bambino deve perdere la sua personale occasione di crescita culturale e umana.
Il 17 marzo alle ore 10 saremo davanti al Miur per chiedere ai Ministri ai Ministri Bianchi e Messa la pubblicazione del bando del VI ciclo per poter iniziare subito il corso e l’inserimento in graduatoria con riserva a luglio ed evitare di rimanere congelati un altro anno scolastico, con conseguenze negative anche sul piano dell’inclusione dei ragazzi e delle ragazze con disabilità.

I rappresentanti del Coordinamento Nazionale degli Idonei Tfa Sostegno V Ciclo

Lettura Primo Levi

A vent’anni dal primo Giorno della memoria, il 27 gennaio 2021, il Ministero dell’istruzione ha pubblicato “Lettura Primo Levi in occasione del Giorno della Memoria 2021” in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi. Il libro accompagna la lettura di alcuni brani, scelti per lo più da I sommersi e i salvati,letti per l’occasione da Fabrizio Gifuni nella Biblioteca “Luigi De Gregori” e ripresi dall’Istituto Luce Cinecittà.

Scopo di questo piccolo volume: avvicinare gli studenti delle scuole secondarie all’ultima opera di Primo Levi, favorire la riflessione sulla Shoah e sulla condizione degli esseri umani in condizioni estreme.

Il libro è liberamente scaricabile:  https://www.scuolaememoria.it/_file/documenti/Area-didattica/LetturaPrimoLevi.pdf; il video delle letture si può richiedere mandando una mail a: info@scuolaememoria.it.

Anche durante le restrizioni dovute alla pandemia, la Biblioteca  continua ad aprire le sue porte anche in maniera virtuale: “Le biblioteche sono fontane, non serbatoi”  (Luigi De Gregori).

Fino a Pasqua 6,9 milioni di studenti in Dad

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Da ieri la scuola italiana è ritornata, tranne poche eccezioni, alla didattica a distanza. A un anno dal lockdown dell’anno scorso, 6,9 milioni di studenti sono costretti a seguire le lezioni in dad: otto su dieci, l’81% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie. La scorsa settimana erano 5,7 milioni. In 16 Regioni su 20 sono chiuse quasi tutte le scuole. Saranno quindi altri 1,2 milioni gli alunni che dovranno rimanere a casa.
L’incremento è concentrato soprattutto in tre Regioni: Lazio, Veneto e Piemonte. Il quadro non è omogeneo sul territorio: il virus costringe a casa infatti il 95% degli studenti del nord e meno di due su tre nel mezzogiorno.
Al centro ci si attesta sulla media nazionale di 8 su 10. Proteste sono state organizzate in questi giorni, e proseguiranno anche nei prossimi giorni, da Comitati di genitori e di studenti in diverse città italiane.

Sindacati e Ministro si incontrano per un grande patto sulla scuola. Molta carne al fuoco, forse troppa

da La Tecnica della Scuola

E’ in programma per domani, martedì 16 marzo, l’incontro fra il ministro Patrizio Bianchi e le organizzazioni sindacali convocato già nei giorni scorsi.
L’ordine del giorno è di quelli da far pensare ad una mezza rivoluzione: sottoscrizione di un patto condiviso per l’istruzione. Per dare ulteriore enfasi all’incontro sono stati convocate anche le segreterie generali delle confederazioni e non solo i sindacati del comparto.
L’idea è proprio quella di sottoscrivere una grande intesa per far ripartire in grande stile il sistema scolastico.
Nel concreto si parlerà del Recovery Plan applicato al sistema scolastico, delle risorse per il rinnovo contrattuale, della stabilizzazioni e dei processi di reclutamento del personale scolastico, ma anche della formazione in servizio e del potenziamento dell’offerta formativa.

Troppa carne al fuoco

La carne al fuoco è davvero tanta, forse persino troppa anche perché, almeno per il momento, le risorse per fare tutte queste cose non ci sono affatto. I soldi per i contratti sono per adesso limitati, così come quelli per ampliare gli organici
E anche risolvere il problema del reclutamento non sarà una operazione semplice, non solo per motivi economici ma anche per problemi di tempo.
Stabilizzare 2-300mila docenti non è cosa che si possa fare in poco tempo ed è del tutto illusorio pensare che a settembre tutte le cattedre possano essere coperte con personale stabile.
Il rischio è che domani venga siglata un’intesa come quella dell’aprile 2019 quando Conte, Bussetti e sindacati del comparto sottoscrissero un accordo per coprire tutte le cattedre scoperte entro pochi mesi e per firmare un contratto a tre cifre: come andarono le cose lo sappiamo bene.

Il tema del vincolo quinquennale

Intanto va segnalato che sul tema del vincolo quinquennale non c’è nessuna novità. A questo punto l’ipotesi più probabile è che il Governo non faccia in tempo ad adottare un provvedimento di legge che possa essere recepito dalla ordinanza ministeriale in via di emanazione.
Nella fase di conversione in legge del prossimo Decreto Sostegni, il Parlamento potrebbe però inserire una modifica che consenta di derogare al vincolo nel momento in cui si parlerà delle assegnazioni provvisorie.

Floridia: Chiusura scuole? “Rivediamo le regole almeno per i più piccoli”

da La Tecnica della Scuola

Dopo Rossano Sasso, anche l’altro sottosegretario all’istruzione, Barbara Floridia è intervenuta all’Adnkronos su alcuni temi caldi del mondo della scuola:

“Nessun luogo può definirsi sicuro in assoluto, ma credo che il lavoro messo in campo sulle scuole dia ampie garanzie: nelle scuole vengono rispettate le regole, e mascherine, igienizzanti e distanziamento sociale sono la norma. Ci deve essere e ci sarà maggiore trasparenza sui dati. Probabilmente è necessario investire in una maggiore collaborazione con gli enti locali e le regioni affinchè anche i servizi che ruotano intorno alla scuola siano all’altezza di questo immenso sforzo messo in campo dalla comunità scolastica italiana”.

“Il momento è difficilissimo e le chiusure di questo periodo non aiutano. Il governo sta lavorando affinché quello presente rappresenti l’ultimo miglio verso un graduale ritorno alla normalità – spiega la sottosegretaria – rivediamo le regole almeno per i più piccoli. I nidi, le scuole materne e quelle elementari dovrebbero restare aperte anche in zona rossa, con chiusure circoscritte e limitate a casi in cui vi siano focolai riconosciuti o particolari situazioni di pericolo”.

“L’impegno del precedente governo e di questo sul digitale c’è stato e continua a esserci, con oltre 450 milioni investiti nel digitale da inizio pandemia, i risultati siano sotto gli occhi di tutti. Nell’ultimo anno le scuole, i docenti e gli stessi studenti hanno visto aumentare in maniera considerevole le dotazioni digitali. È chiaro che bisogna fare di più e in fretta, e lavorare come sta facendo il governo per ridurre al minimo il divario digitale”.

Aifa sospende AstraZeneca, stop in tutta Italia in via precauzionale

da La Tecnica della Scuola

A poche ore dallo stop di AstraZeneca in Germania, anche in Italia l’Agenzia italiana del farmaco Aifa ha deciso di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’EMA, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19 su tutto il territorio nazionale.

L’Agenzia italiana del farmaco comunica che renderà nota tempestivamente ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponibile, “incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose.” Una questione, quella del richiamo del vaccino, sulla quale si sta interrogando tutto il personale della scuola che già si è sottoposto alla prima somministrazione e che attorno al mese di maggio dovrebbe sottoporsi alla seconda.

Vaccini scuola

Il personale scolastico vaccinato con AstraZeneca ha intanto raggiunto quota 633.729. Un numero che avrebbe potuto essere più elevato se non fosse stato per le prenotazioni cancellate negli ultimi giorni. Come riferisce il direttore Alessandro Giuliani, un numero non trascurabile di docenti e lavoratori della scuola, infatti, probabilmente già con qualche dubbio sulla sicurezza totale del vaccino, dopo avere prenotato si sono tirati indietro. Hanno quindi rinunciato alla somministrazione della dose già prenotata nelle scorse settimane. Proprio per timore degli effetti collaterali. E qualcun altro, già vaccinato, ipotizza adesso di non rinnovare il vaccino con la seconda dose.

Sequestro lotto in Veneto

Così Luca Zaia, il Presidente del Veneto: “Il Nas, sui disposizione della procura di Biella, ha sequestrato stamane in Veneto un ulteriore lotto, l’ABV5811 di vaccino Astrazeneca, come sta avvenendo in altre regioni italiane”.

E aggiunge: “Un altro duro colpo al sistema delle vaccinazioni. Non si sa se il vaccino di Astrazeneca sia concausa o causa della morte, ma bisogna chiarirlo velocemente”.

Il sequestro in Veneto del lotto ha riguardato 20.348 dosi su un totale di 41.300. “Le restanti 20.952 – ha concluso Zaia – erano già state somministrate e non è emersa alcuna evidenza, se non febbricola o stato di spossatezza”.

I Nas

I carabinieri del Nas, su disposizione della Procura di Biella, hanno anche sequestrato le dosi del lotto ABV5811 AstraZeneca che l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha sospeso ieri dopo la morte di Sandro Tognatti, il professore di clarinetto morto nella sua abitazione di Cossato poche ore dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca.

Le attività di sequestro dei Carabinieri NAS sono in corso di svolgimento presso tutti gli HUB di distribuzione e i centri di vaccinazione dove sono state consegnate complessivamente 393.600 dosi relative al lotto di vaccino Covid-19 ABV5811 di AstraZeneca, già bloccato in Piemonte. Il sequestro è al fine di “porre a vincolo i quantitativi non ancora somministrati e presenti in giacenza”.

Lo stop nel resto d’Europa

Lo stop in Germania, secondo la Bild, è stato deciso dal Ministero della Salute tedesco sulla base delle raccomandazioni del Paul-Ehrlich-Institut, che ritiene necessari ulteriori esami dopo le segnalazioni relative a episodi di trombosi cerebrale.

La Francia sospende la somministrazione del vaccino AstraZeneca fino a domani, in attesa del parere dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco. Lo ha annunciato il presidente Emmanuel Macron.

La scorsa settimana Danimarca, Norvegia e Islanda avevano sospeso l’uso del farmaco, seguite da Bulgaria Irlanda. Poche ore fa, la stessa decisione è stata presa dall’OlandaAustria, Estonia, Lettonia, Lituania e Lussemburgo, sottolinea Bild, hanno bloccato l’uso di un lotto. Romania e Italia hanno acceso i riflettori su un altro lotto. E da circa un’ora, in Italia, il fermo preventivo totale.

Contratto nazionale: i 107 euro di aumento sono una media, alla scuola si arriverà forse a 90

da La Tecnica della Scuola

Mano a mano che ci si avvicina alla effettiva apertura del tavolo contrattuale, la “verità” sulla effettiva entità degli aumenti stipendiali incomincia a venire a galla.
Come si sa già da diversi giorni si parla di 107 euro di aumento medio per tutto il pubblico impiego.
Ma come ci aveva insegnato Trilussa, bisogna sempre fare attenzione alle statistiche perchè il “mezzo pollo a testa” può significare che c’è chi il pollo lo mangia tutto e chi non ne sente neppure l’odore.
Già in un precedente articolo avevamo messo in guardia i nostri lettori da conclusioni affrettate.
E infatti adesso, qualche dato più realistico incomincia ad arrivare.
In un servizio pubblicato proprio oggi sul Sole 24 Ore sta emergendo che gli aumenti per la scuola potrebbero attestarsi sui 90 euro pro-capite.
Ma anche questa cifra non deve far gioire tutti, perché se un aumento del genere fosse quello medio, ai collaboratori scolastici arriverebbero 40-50 euro lordi e ai DSGA 120-130, esattamente in proporzione agli stipendi attuali.
D’altronde questo problema si era già presentato nel 2018 quando, per mantenere fede, al famoso mantra degli 85 euro per tutti, Aran e sindacati furono poi costretti ad inventarsi strani meccanismi, a partire dal fatto che la decorrenza del contratto venne spostata di qualche mese in modo da poter recuperare un po’ di risorse in più.
Nel contratto precedente era stato anche “inventato” il cosiddetto “elemento perequativo” che era servito per poter riconoscere l’aumento anche al personale con stipendi più bassi in modo da consentire a tutti di arrivare a 85 euro.
Ma il meccanismo ha mostrato tutti i suoi limiti e quindi è molto probabile che con il nuovo contratto si individuino formule diverse.
Difficile, però, per il momento sapere come si potrà affrontare la situazione se non ci saranno risorse aggiuntive.

Avviso 16 marzo 2021, AOODGSIP 702

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione
Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico

Alla Prof.ssa Maria Grazia Riva
Presidente della CUNSF
Università degli Studi di Milano-Bicocca
Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta LORO SEDI
Ai Referenti per l’integrazione degli Uffici Scolastici Regionali, delle Sovrintendenze e Intendenze scolastiche
LORO SEDI
E p.c. Al Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione

Oggetto: Avviso finalizzato all’individuazione di proposte progettuali per la realizzazione di n. 9 Master/Corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale in “Organizzazione e gestione delle Istituzioni scolastiche in contesti multiculturali”.

Nota 16 marzo 2021, AOODGSIP 697

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico

A tutte le Istituzioni scolastiche Loro sedi

Oggetto: Piano Nazionale Cinema per la Scuola – Avvio formazione sul territorio