Dislessia: tecnologia assiste bambini in lettura di un testo

Dislessia: tecnologia assiste bambini in lettura di un testo

Agenzia ANSA del 26/03/2021

TRENTO. La lettura ad alta voce, assistita da una tecnologia che “cattura” l’attenzione di chi legge sulla parola scritta, permette a bambine e bambini con dislessia di aumentare la comprensione di un testo. È quanto emerge da uno studio, frutto della collaborazione tra la Fondazione Bruno Kessler e il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento, che ha coinvolto 40 bambini e bambine di età compresa tra gli 8 e i 10 anni, metà con diagnosi di dislessia e l’altra metà con capacità di lettura tipiche.

“Abbiamo dimostrato che questa tecnologia facilita la comprensione del testo nei lettori che presentano difficoltà di lettura”, spiega Massimo Zancanaro, professore al Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento e responsabile dell’unità di ricerca I3 della Fondazione Bruno Kessler. “Il miglioramento – continua Zancanaro – è evidente rispetto alle tecnologie di supporto alla lettura basate sul solo audio. Tecnologie, queste, che non agiscono sull’attenzione del bambino, ma che invece tendono solo a sollevarlo dalla difficoltà della lettura di un testo”.

“Gary” – questo il nome dello strumento utilizzato nello studio – è un prototipo sviluppato dalla Fondazione Bruno Kessler. Fornisce la lettura ad alta voce del testo e allo stesso tempo, attraverso un dispositivo eye tracker, individua lo sguardo del lettore sul testo digitale mostrato sul video monitorando se stia guardando la parola che segue, che a quel punto viene evidenziata. “Come ipotizzato – conclude la ricerca – l’uso di Gary aumenta la comprensione della lettura nei bambini e bambine con dislessia rispetto a un tradizionale strumento di sintesi vocale, mostrando un miglioramento del 24% in media nei punteggi di comprensione del testo”.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Journal of Computer Assisted Learning”, unito al perfezionamento e al potenziamento del prototipo “Gary” realizzato da Fbk, potranno essere la base di ulteriori approfondimenti sia nel campo della dislessia ma anche nel campo dell’apprendimento delle lingue straniere, soprattutto quelle in cui la parola scritta spesso non coincide con la sua pronuncia. (ANSA).

Scuola eTwinning

Firenze, 26 marzo 2021 – L’Italia è primo paese in Europa con 142 istituti che hanno ottenuto la “Certificazione europea scuola eTwinning 2021/2022”, per lo sviluppo di una nuova rete di istituti scolastici attivi nell’innovazione e nello scambio multiculturale attraverso la piattaforma eTwinning.

Con il riconoscimento europeo “Scuola eTwinning / eTwinning School 2021/2022″ molte scuole italiane diventano sinonimo di eccellenza europea per la didattica innovativa a distanza. La certificazione biennale, relativa ai risultati raggiunti da docenti e studenti delle scuole in eTwinning (Erasmus+), vuole certificare l’innovazione mostrata dalle scuole più virtuose in ambiti della didattica quali: pratica digitale, eSafety, approcci creativi e innovativi alla pedagogia, promozione dello sviluppo continuo delle competenze di docenti e studenti.

Il risultato arrivadopo le 204 scuole italiane riconosciute nel 2020/2021, i 130 del 2019/2020 e i 224 istituti premiati nel 2018/2019. Il dato di quest’anno conferma il primato per il nostro Paese nella didattica a distanza eTwinning: risulta infatti il più premiato tra i paesi UE e al secondo posto tra tutti i 43 paesi aderenti all’azione dopo la Turchia. In totale le scuole europee premiate sono state 2.935; l’esito è il risultato di una selezione gestita dalla Commissione europea e dall’Unità europea eTwinning.

La lista completa delle scuole italiane (ed europee) premiate con il riconoscimento di Scuola eTwinning 2021/2022 è disponibile qui.

Diventare una Scuola eTwinning è un riconoscimento per il personale impegnato della scuola, dove sia gli insegnanti sia i dirigenti scolastici sono eTwinner attivi, insieme ai loro studenti. La rete di Scuole eTwinning ha inoltre l’obiettivo di far nascere una nuova rete di scuole europee pioniere nell’innovazione didattica e della condivisione di saperi, esperienze e competenze fuori e dentro le mura scolastiche.


Il titolo di “Scuola eTwinning” intende: 

  1. Dare visibilità all’attività europea della scuola sul piano locale, regionale e nazionale; 
  2. Riconoscere il lavoro dei team (docenti e dirigente scolastico) coinvolti nelle attività eTwinning all’interno della scuola; 
  3. Definire modelli scolastici di riferimento non solo per le altre scuole ma anche per le autorità scolastiche regionali e nazionali;
  4. Innovare e internazionalizzare la didattica per un apprendimento più inclusivo e collaborativo, attraverso l’utilizzo della tecnologia in un contesto di scambio multiculturale;
  5. Promuovere approcci di leadership condivisa nell’organizzazione dell’istituto a tutti i livelli.

Tutti i valori delle Scuole eTwinning sono racchiusi nella Dichiarazione d’intenti delle Scuole eTwinning approvata dalla Commissione europea. Info: Scuole eTwinning e Riconoscimenti in eTwinning

Cos’è eTwinning?

eTwinning è la più grande community europea di insegnanti attivi in progetti collaborativi tra scuole.

Nata nel 2005 su iniziativa della Commissione Europea e attualmente tra le azioni del Programma Erasmus+ 2021-2027, eTwinning si realizza attraverso una piattaforma informatica che coinvolge i docenti facendoli conoscere e collaborare in modo semplice, veloce e sicuro, sfruttando le potenzialità del web per favorire un’apertura alla dimensione comunitaria dell’istruzione e la creazione di un sentimento di cittadinanza europea condiviso nelle nuove generazioni.

L’azione è il tramite per aprirsi ad una nuova didattica basata sulla progettualità, lo scambio e la collaborazione, in un contesto multiculturale e con numerose opportunità di formazione e riconoscimento di livello internazionale.

A livello europeo sono iscritti a eTwinning più di 900.000 insegnanti, di cui oltre 90.000 in Italia.

In Italia eTwinning è gestito dall’Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa (Indire).

Info: sito nazionale eTwinning.

COVID: RIAPRIRE LE SCUOLE MA CON PRUDENZA

COVID, GILDA: RIAPRIRE LE SCUOLE MA CON PRUDENZA

Convegno “Pandemia, sicurezza e diritti di cittadinanza” promosso dalla Fgu- Gilda Unams della Lombardia con il professor Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano

“Pandemia, sicurezza e diritti di cittadinanza” è il titolo del convegno promosso dalla Fgu- Gilda Unams della Lombardia al quale hanno partecipato in video collegamento numerosi relatori tra cui Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, e il professor Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano. L’iniziativa è stata l’occasione per discutere anche della riapertura delle scuole dopo Pasqua prospettata dal Governo.

“La riapertura delle scuole – ha affermato Di Meglio – è un tema che interessa 8 milioni di studenti, un paio di milioni tra personale docente e Ata e, considerando i genitori degli alunni, altri 16 milioni circa di cittadini. Nessun altro settore mette in movimento così tante persone quotidianamente ed è evidente, quindi, che il problema sicurezza sia particolarmente delicato per la comunità scolastica. Le classi deserte provocano un grande dolore per tutti, perché la scuola è lezione in classe, è laboratorio, è presenza. Ma se la chiusura serve per mettere il Paese in sicurezza, lo accettiamo. Il ministro Bianchi ha affermato di voler riaprire le scuole dopo Pasqua, mi auguro che si creino le opportune condizioni per consentire il ritorno in classe in sicurezza. Per ridurre al minimo il rischio del contagio a scuola, che comunque sappiamo non potrà mai essere a livello zero, sono due gli elementi fondamentali su cui bisogna intervenire: gli spazi e il personale”.

In merito al ritorno in classe di studenti e insegnanti subito dopo Pasqua, secondo il professor Galli gli aspetti strettamente legati alla valutazione epidemiologica dicono, purtroppo, che non è assolutamente opportuno. “Come era atteso, abbiamo a che fare con questa nuova variante inglese, diventata ormai prevalente, che si diffonde molto bene anche tra bambini e adolescenti. È pur vero – ha proseguito Galli nel suo intervento – che è stata vaccinata la gran parte degli insegnanti, aspetto che perlomeno riduce l’elemento di tensione sulla riapertura delle scuole per quanto riguarda la messa in sicurezza degli operatori. Però è evidente che bambini e giovani che contraggono il virus portano l’infezione a casa contagiando nonni e genitori che, se non ancora vaccinati, non sono in sicurezza e non lo saranno di certo dopo Pasqua”.

Per l’infettivologo, dunque, “si tratta di un discorso più demagogico che realistico rispetto ai bisogni. Una proposta che mi sentirei di fare, di non semplice realizzazione, è di una riapertura graduale con test salivari, che sono poco invasivi e possono essere facilmente gestiti in ambiente scolastico da insegnanti già vaccinati. Su questa base – ha spiegato Galli – potremmo almeno avere una rapida identificazione dei focolai di infezione nelle singole scuole, sempre che questo sistema funzioni e sia provato”. “In questo modo potremmo limitare il rischio, ma temo che se facessimo i test e riaprissimo subito dopo Pasqua, continueremmo a dover richiudere perché troveremmo un sacco di focolai ancora aperti. Pur con le limitazioni imposte, temo che le feste pasquali finiranno per essere una causa di incremento di spostamenti delle persone e, come ormai sappiamo bene, il virus cammina sulle gambe della gente”.

114 milioni di bambini in America Latina e nei Caraibi non ricevono un’istruzione in presenza

114 milioni di bambini in America Latina e nei Caraibi non ricevono un’istruzione in presenza  

  • È la peggiore crisi dell’istruzione che l’America Latina e i Caraibi abbiano mai affrontato nella storia moderna. 
  • E’ la regione nel mondo con il più alto numero di bambini che non ricevono ancora istruzione in presenza.  
  • In media, i bambini in questa regione hanno perso 158 giorni di scuola in presenza. 
  • È stato stimato che più di 3 milioni di bambini nella regione potrebbero abbandonare permanentemente la scuola a causa della pandemia. 

    26 marzo 2021 – Secondo le ultime stime dell’UNICEF, a causa della totale e parziale chiusura delle scuole in America Latina e nei Caraibi, attualmente 114 milioni di studenti non ricevono un’istruzione in presenza. A un anno dall’inizio della pandemia, la regione dell’America Latina e dei Caraibi rimane nel mondo quella con il più alto numero di bambini che non ricevono ancora istruzione in presenza. In media, i bambini in questa regione hanno perso 158 giorni di scuola in presenza.  

    Ad oggi, solo 7 paesi in America Latina e Caraibi hanno pienamente aperto le scuole. In 12 paesi e territori le scuole rimangono completamente chiuse. Nel resto della regione, le aule sono parzialmente chiuse. Nonostante  gli sforzi dei Governi per assicurare continuità con l’istruzione a distanza attraverso piattaforme virtuali, via radio e TV, l’interruzione delle scuole ha avuto impatti catastrofici su apprendimento, protezione, salute, salute mentale e prospettive socioeconomiche future dei bambini. 

“In nessun altro posto al mondo così tanti bambini sono stati lasciati senza scuola in presenza,” ha dichiarato Jean Gough, Direttore Regionale UNICEF per l’America Latina e i Caraibi. “È la peggiore crisi dell’istruzione che l’America Latina e i Caraibi abbiano mai affrontato nella storia moderna. Molti bambini hanno già perso un anno di scuola in presenza; ora iniziano a perdere un altro anno scolastico. Ogni ulteriore giorno senza scuola in presenza espone i bambini più vulnerabili a rischio di abbandono scolastico per sempre.” 

Quanto più a lungo i bambini restano fuori dalle scuole, meno probabilità hanno di ritornarvi. È stato stimato che più di 3 milioni di bambini nella regione potrebbero abbandonare permanentemente la scuola a causa della pandemia. In una regione in cui prima del COVID-19 diversi studenti non raggiungevano livelli di base di aritmetica, lettura e scrittura alle scuole elementari e medie, l’impatto di una prolungata interruzione delle scuole sull’apprendimento sarà grave e di lunga durata. 

Secondo un recente rapporto della Banca Mondiale, il 71% degli studenti in America Latina e nei Caraibi iscritti alla scuola secondaria inferiore potrebbero non comprendere un testo di lunghezza contenuta. Prima della pandemia, il dato era al 55%. La percentuale potrebbe arrivare al 77% se le scuole resteranno chiuse per ulteriori 3 mesi. Con la chiusura delle scuole, circa 45 milioni di studenti in 24 paesi nella regione sono stati supportati dall’UNICEF attraverso programmi a distanza e 9 milioni fra bambini, genitori e persone che si prendono cura dei bambini hanno ricevuto supporto per la salute mentale e psicosociale nelle comunità. 

”I programmi di apprendimento a distanza dovrebbero continuare ed essere ampliati per raggiungere sempre più bambini, ma non si potranno mai sostituire all’istruzione in presenza a scuola con un’insegnante, soprattutto per i bambini più vulnerabili. Non stiamo chiedendo che tutte le scuole riaprano ovunque e nello stesso momento, chiediamo che le scuole siano le prime a riaprire e le ultime a chiudere. Diversi paesi in America Latina e nei Caraibi hanno fatto importanti progressi nel dare priorità ad una urgente e graduale riapertura delle scuole. Adesso è il momento che, nella regione, anche gli altri seguano la stessa strada”, ha aggiunto Gough.   

L’UNICEF riconosce gli sforzi dei governi e delle autorità scolastiche nella regione che insieme ai partner e le parti sociali continuano a contenere i rischi legati all’interruzione dell’istruzione e l’impatto sui bambini.  

La scorsa settimana, i ministri dell’Istruzione di alcuni paesi* dell’America Centrale e la Repubblica Domenicana si sono impegnati a dare priorità ad un’urgente e graduale riapertura delle scuole. L’UNICEF apprezza questa decisione fondamentale, che adesso deve essere implementata con urgenza e chiede alle autorità scolastiche in altre parti dell’America Latina e dei Caraibi di seguire lo stesso percorso.  

Visti gli urgenti bisogni di sensibilizzazione sull’importanza della riapertura delle scuole e degli impatti che ha sui bambini nella regione, l’UNICEF sta lanciando la campagna #SchoolsFirstNotLast che riflette lo stato delle aule nella regione, milioni di sedie vuote aspettano che gli studenti tornino in classe per riprendere a studiare.  

*Belize, Costa Rica, El Savador, Guatemala, Honduras, Panama e Nicaragua.  

Video della campagna su Youtube 

Foto e video qui: https://weshare.unicef.org/Package/2AMZIFREHYME 

GLI ANTICORPI MONOCLONALI

GLI ANTICORPI MONOCLONALI

Paolo Manzelli

Tutti i Linfociti  (tipo A, B, e NK ), si originano da cellule staminali presenti nel midollo osseo come “globuli bianchi”, stadio in cui cellule B e T immature sono praticamente uguali . In seguito i Linfociti –B  maturano nel midollo osseo e nei nodi linfatici , mentre i Linfociti-T , maturano nel Timo . Le due tipologie di Linfociti hanno funzioni differenziate e prediligono  una risposta loro protettiva propria delle  due linee di difesa, la risposta immunitaria detta “umorale”, mediata da molecole circolanti (anticorpi) che riguarda la attivazione dei linfociti-B , mentre  quella denominata “cellulare”  e’ generalmente  associata alla maturazione dei linfociti-T .

 Rf.1.) L’ altra faccia della Immunologia :

https://www.osservatorioterapieavanzate.it/news/covid-19-cellule-t-l-altra-faccia-dell-immunita

I linfociti-T sono specializzati nel riconoscimento delle cellule infettate da virus:  a volte pazienti con Covid-19 grave, pur essendo infettate dal virus, non hanno sviluppato i linfociti-B, mentre hanno sviluppato una forte risposta cellulare dei linfociti T .  La risposta immunitaria come difesa  anti-corpale dei linfociti-B contro il Virus. Sars. Cov.2, viene attuata  da immuno-globuline ( tipo IgM .. IgG ..) ed ha un carattere individuale cosi che diviene anche un carattere di distinzione tra individui Sintomatici ed Asintomatici.

Una efficiente risposta immunitaria alla infezione del coronavirus corona Virus. Sars. Cov.2 , necessita di una risposta protettiva globale , che coinvolga tutto l’ insieme complesso del sistema immunitario, includente  entrambe le sue linee di difesa.

Pertanto è un errore ridurre la interazione tra il virus e il nostro sistema immunitario alla mera produzione di anticorpi ( detti “neutralizzanti” ), indotti da un Vaccino che hanno la limitata funzione di riconoscimento della Proteina Spyke , cosi’ che solo possono attenuare, ma non “sterilizzare” completamente il virus , dal momento che, dopo la inoculazione del vaccino è sempre possibile ammalarsi di COVID-19  di evitare una seconda infezione,

 In tal senso gli “anticorpi monoclonali” – divengono oggi una innovativa componente curativa utile per trattare i pazienti infetti e sintomatici, subito dopo aver contratto il Virus Sars.COV.2, proprio  al fine di  ridurre ulteriormente e stabilizzarne la condizione globale di prevenzione immunitaria  , intervenendo sulla malattia Covid.19 con una mirata risposta protettiva.

Come si Producono gli Anticorpi Monoclonali

Le cellule che producono gli anticorpi monoclonali si chiamano < ibridomi > , e sono frutto della fusione in vitro di due cellule: una che conferisce la specificità per l’antigene; l’altra (si tratta di una cellula tumorale) conferente la capacità di crescere illimitatamente.


Gli “anticorpi monoclonali “ per la terapia in sperimentazione del Covid.19 , vengono realizzati facendo moltiplicare in laboratorio (con tecniche del DNA ricombinante della ingegneria genetica) ,iniziando con la fusione dell’ibridoma associato ad un unico tipo di cellula immunitaria ( un linfocita-B) , al fine di produrre un gran numero di Cellule Clonate , le quali producono anticorpi (dall’inglese Monoclonal Antibodies = MAB).

Questi anticorpi-MAB sono tra loro tutti uguali e , se sono opportunamente selezionati ,possono divenire utili per riconoscere il Virus Sars.Cov,2 , attraverso la sua specifica Proteina Spyke ed operare per bloccarla con legami che la rendono individuabile sia per fini diagnostici che terapeutici.

Gli anticorpi monoclonali-(MAB) sono pertanto proteine del tipo le Immunoglobuline (IgM…IgG–) clonate in laboratorio (che possiedono simili caratteristiche di quelle prodotte dal nostro organismo), le quali vengono sperimentate per riconoscere il solo Antigene Spyke .

Dato che gli anticorpi (MAB) agiscono direttamente sull’agente patogeno Spyke , non sono in grado di stimolare il nostro sistema immunitario, pertanto la temporanea “Neutralizzazione dell’ antigene” , ha una azione terapeutica immediata alla loro somministrazione che viene detta “passiva”.

Nell’attuale contesto di emergenza sanitaria (fin dall’ Ottobre 2020), la ricerca sulle terapie derivate da Anticorpi Monoclonali-MAB, a scopo anti Covid.19, si sta sviluppando specie guidata dalla Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) in collaborazione con l’Ospedale Spallanzani e il Policlinico Le Scotte di Siena proprio al fine di validare modalita’ innovative contro la sindrome respiratoria dal Coronavirus Sars.Cov.2. e delle sue varianti .

Per quanto questa , possa sembrare ai ricercatori di ingegneria Genetica  , una tecnica promettente e potenzialmente molto efficace, come Egocreanet , non dobbiamo tacere che la terapia con anticorpi monoclonali (MAB), abbia comunque seri limiti e svantaggi collaterali dei quali i metodi di Ingegnaria Genetica applicati alla Medicina non sono certamente  esenti .

 Infatti le terapie con Anticorpi Monoclonali-MAB , possono creare effetti indesiderati, provocati dalla reazione immunitaria individuale, che al limite puo’ reagire negativamente all’assunzione dei MAB, riconoscendo tali prodotti come “estranei” e quindiproducendo anticorpi proprio allo scopo di eliminare quelli monoclonali introdotti con la terapia Genetica .

Comunque  cio’ che preoccupa maggiormente è proprio  a riguardo della alterazione sistematica e permanente del nostro sistema immunitario-innato  che le terapie fondate sulla “ingegneria genetica” vanno a rimodulare nel mentre ancora la immunizzazione non è ben compresa nella sia nella sua fuzionalita’ vitale che  sicurezza evolutiva della salute .

Infine la Medicina Genetica generalmente non prende debita considerazione i Linfociti  Natural Killers (NK) i quali  costituiscono il 10-15% dei linfociti circolanti, in quanto essi   hanno un ruolo cruciale nell’immunità – innata , per tramite  la complessa programmazione della “APOPTOSI” (= Morte  Cellulare Programmata ) la quale  implica distruzione e la fagocitosi da parte dei Macrofagi ( cellule che sorvegliano linea di difesa primaria dell’organismo, detta immunità “innata”),regolandone il ciclo di vita di tutte le cellule viventi.

Rf.2.) Biofotoni e Medicina . https://www.edscuola.eu/wordpress/?p=92666

La APOPTOSI cellulare  innestata dalla cititossicita’ delle Cellule NK , e viene guidata da un sistema di recettori di “Biofotoni “ che attivano  il rilascio di molecole immunoregolatorie, ( Interferoni e Citochine )  senza che ci sia il riconoscimento di un antigene specifico o una pregressa sensibilizzazione vaccinale o da anticorpi monoclonali  .

In proposito della attivita’ dei Linfociti NK  e del loro ruolo nella APOPTOSI cellulare , dobbiamo asserire che purtroppo ancora non riusciamo a capire come  molti pazienti Covid.19 muoiano traditi dalla alterazione del loro “sistema immunitario-innato”, poiche a causa di una  improvvisa  “Tempesta di Citochine” fortemente infiammatorie, si innesca rapidamente tutt  una serie di reazioni citotossiche attivate dalle Cellule NK  che conducono a rapida morte l’ammalato in specialmodo se anziano.

Il Cluster Egocreanet intende a perseguire anche nel 2021 , una corretta e responsabile azione culturale e scientifica a carattere innovativo , su questi importanti argomenti di ricerca e sviluppo.

Per aiutarci a sviluppare questo impegno coscienzioso e consapevole vi chiediamo di aderire al CLUSTER –EGOCREANET : https://www.egocrea.net/2020/12/13/adesione-al-cluster-

M’illumino di Meno

Il 26 marzo con “M’illumino di Meno”, la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili lanciata da Rai Radio2 con Caterpillar nel 2005.

Alle ore 18 spegniamo insieme i dispositivi elettrici non indispensabili, un piccolo grande gesto che creerà un momento di simbolico silenzio energetico per invitare tutte e tutti a riflettere sull’importanza del consumo.

Poi, anche quest’anno, alle ore 19, spegneremo le luci del Ministero dell’Istruzione per contribuire alla sensibilizzazione su questi temi!

Seguite l’evento in diretta su Rai Radio2 e per la prima volta anche in Visual su RaiPlay.