Barriere architettoniche, credito per ora non cedibile

Barriere architettoniche, credito per ora non cedibile

Il Sole 24 Ore del 09/04/2021

Con la legge 17/2020 il legislatore, modificando il comma 2 dell’articolo 119 del Dl 34/2020, ha introdotto la possibilità di avvalersi del bonus 110% anche per gli interventi previsti dall’articolo 16-bis, comma 1, lettera e), del Dpr 917/1986 se effettuati in favore di disabili e di soggetti che superano il sessantacinquesimo anno di età.

In pratica, quelli su singole unità immobiliari e su parti comuni, finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche su singole unità immobiliari e su parti comuni, come ascensori e montacarichi e finalizzati a realizzare ogni strumento adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità, in base all’articolo 3, comma 3, della legge 104/92 (circolare 19/E/2020). Va detto che la costruzione normativa, riconducendo il beneficio alla presenza di interventi di cui al comma 1 dell’articolo 119 del Dl 34/2020, ovvero agli interventi “trainanti” di tipo “ecobonus”, di fatto esclude la possibilità di avvalersi del beneficio previsto ove l’intervento trainante sia di tipo “sismabonus”. Una scelta inspiegabile, considerando che queste opere risulterebbero più accostabili ai lavori trainanti di carattere antisismico e non a quelli di tipo energetico.

Oltre a questo, tuttavia, rimangono invece due temi aperti, il primo di carattere soggettivo, il secondo relativo alla cedibilità del credito d’imposta connesso al beneficio.
Riguardo al primo tema, la circolare 19/E/2020 chiarisce (relativamente, però, alla detrazione prevista precedentemente in termini ordinari del 50%) che «la detrazione spetta anche se l’intervento finalizzato all’eliminazione delle barriere architettoniche è effettuato in assenza di disabili nell’unità immobiliare o nell’edificio oggetto di lavori». Considerata l’attualità della circolare, sarebbe quindi opportuno un chiarimento delle Entrate circa l’applicabilità del superbonus per interventi su edifici dove non risiedono né persone disabili, né persone di età superiore a 65 anni.

Riguardo al secondo tema, cioè la cedibilità del credito d’imposta connesso al beneficio, l’articolo 121 del Dl 34/2020 richiama ai fini della cessione del credito, solo i crediti d’imposta relativi agli interventi di «recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b)», ma non quelle della lettera e), riferibili all'”eliminazione delle barriere architettoniche” non ammettendo quindi la cessione del credito per gli interventi di questo tipo effettuati nel 2021. Questi ultimi risulterebbero cedibili invece nel 2022 per via di quanto previsto dal comma 7-bis dell’articolo 121 (norma di chiusura) che prevede l’applicabilità delle disposizioni dell’articolo 121 ai soggetti che sostengono, nell’anno 2022, spese per gli interventi individuati dall’articolo 119.

Sul tema, preso atto del chiarimento dell’agenzia Entrate reso con la guida al superbonus 110% (aggiornata a marzo 2021): «l’opzione per la cessione o lo sconto in fattura può essere esercitata relativamente alle detrazioni spettanti per le spese per gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche», considerato il disposto normativo, un intervento di coordinamento da parte del legislatore è auspicabile.

Protocollo d’intesa Ministero dell’Istruzione e Guardia Costiera

Il mare è una risorsa di inestimabile valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico. Un privilegio da difendere. Un’opportunità preziosa da consegnare alle nuove generazioni.

Nasce da queste importanti premesse il protocollo d’intesa firmato a Roma, oggi, venerdì 9 aprile, dal Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, e dal Comandante Generale della Guardia Costiera, Giovanni Pettorino.

L’obiettivo, come si legge nel Protocollo, è quello di “contribuire alla formazione delle giovani generazioni, alla tutela del territorio, alla convivenza civile, alla legalità”.

La firma dell’Accordo, non a caso, coincide con le celebrazioni della “Giornata del mare e della cultura marinara”. Un’iniziativa che ogni anno coinvolge la Guardia Costiera e gli Istituti scolastici italiani, per valorizzare le tradizioni marittime del nostro Paese e rivalutare il patrimonio storico, sociale e culturale del suo mare.

Una serie di iniziative, idee e progetti portati avanti su tutto il territorio e che si riassumono anche con l’individuazione delle classi vincitrici del Concorso Nazionale “La cittadinanza del mare” edizione 2020, che prevedeva l’elaborazione di percorsi e progettualità volti alla diffusione della cultura del mare. Il concorso si è concluso con la premiazione di 11 dei ben 500 progetti pervenuti. In occasione della firma del Protocollo, il Ministro Patrizio Bianchi ha incontrato, in modalità telematica, le classi vincitrici, complimentandosi per i lavori realizzati. È stata quindi presentata la nuova edizione del concorso, dal tema “Cambiamenti climatici e sostenibilità, effetto di molteplici cause in gran parte attribuibili all’uomo e, a loro volta, causa di effetti sia sull’ambiente marino e costiero che sulle comunità che vivono in prossimità del mare”.

Questa iniziativa, fortemente voluta dal Ministero dell’Istruzione e ampiamente condivisa dal Corpo, sottolineano il Prof. Patrizio Bianchi e l’Amm. Pettorino, sarà quanto mai utile e necessaria per comprendere il contesto nazionale ed europeo verso il quale le nuove generazioni potranno indirizzare le loro legittime ambizioni formative e professionali.

“Vi ringrazio per aver partecipato a questo progetto, nel quale ragioniamo sul mare, come luogo che non divide, ma unisce – ha detto il Ministro Patrizio Bianchi alle studentesse e agli studenti in collegamento -. A voi è affidato il compito di testimoniare come l’ambiente marino sia una delle ricchezze più importanti che abbiamo. Non dovete solo proteggerlo, ma anche raccontarlo. È stato un anno complicato, sono grato a voi, ai vostri docenti e dirigenti, alle vostre famiglie. Ne usciremo anche dialogando e riflettendo sempre su ciò che ci unisce. E la tutela dell’ambiente è un valore fondamentale per tutti noi. Ringrazio la Guardia Costiera, custode di una risorsa tanto preziosa, per questa collaborazione importantissima per la scuola”.
“Un contesto che non può prescindere dalla tutela dell’ambiente marino – ha sottolineato l’Ammiraglio – di cui il Corpo si fa ogni giorno garante verso i cittadini, attraverso l’impegno di undicimila uomini e donne e l’impiego di mezzi aeronavali e tecnologie all’avanguardia, distribuiti lungo tutti gli ottomila km di coste del Paese”.
“Avvicinare sempre di più il mare alle scuole e alle giovani generazioni – è il pensiero di Pettorino – per far comprendere l’importanza di questo immenso patrimonio ambientale che è l’habitat naturale più esteso del nostro pianeta, che produce il 50% dell’ossigeno che respiriamo e al contempo assorbe il 30% dell’anidride carbonica prodotta”.

Per il raggiungimento degli obiettivi indicati e per consentire la pianificazione strategica degli interventi programmati nel protocollo stesso, è stato costituito un Comitato tecnico-scientifico al quale saranno invitati a partecipare, in qualità di esperti, anche rappresentanti di altre istituzioni pubbliche che lavoreranno in sinergia.

“Il Lavoro cambia anche noi”, il Sindacato tra la gente

Arriva in Calabria il tour nazionale “Il Lavoro Cambia anche Noi” dell’Unione Generale del Lavoro, voluto dal Segretario Nazionale Francesco Paolo Capone per raggiungere “nei singoli territori gli iscritti, i dirigenti e tutti i lavoratori che in questa fase così delicata della pandemia sono in seria difficolta.” Un viaggio che attraversando l’Italia si concluderà con la manifestazione del 1° maggio.

Ad accogliere il pomeriggio del 10 aprile il pullman a Reggio Calabria ci sarà il Segretario Regionale UGL Calabria nonché Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi che plaude a questa iniziativa: “In un momento dove il Paese vive una delle situazioni più drammatiche della sua storia, l’idea di un’organizzazione che va verso i lavoratori, che li ascolta e coglie l’affanno delle loro preoccupazioni è un segno tangibile di un Sindacato vivo e pronto ad accettare le sfide del futuro”.

Allo stesso tempo, Cuzzupi non nasconde le enormi difficoltà che sta attraversando la Calabria. “La pandemia ha evidenziato in maniera cruda le lacune del Paese e, soprattutto, le difficoltà di quei territori, come la nostra terra calabrese, dove per molto, troppo tempo, il futuro è stato lasciato nella nebbia delle indecisioni e delle chiacchiere. Quel che oggi serve è la valorizzazione delle opportunità di occupazione attraverso adeguati interventi atti a favorire le Piccole e Medie Imprese, vero tessuto produttivo del Paese e ricchezza naturale del meridione. Occorrono – continua il Segretario Regionale – iniziative che inducano alla creazione di progetti imprenditoriali d’avanguardia basati sulla valorizzazione del patrimonio proprio dei territori. Un elemento fondamentale quest’ultimo, dal quale non poter prescindere se si vogliono costruire solide basi per programmi di sviluppo che creino occupazione stabile e attraggano investitori privati”.

E la stessa Cuzzupi pone la scuola, di cui è il massimo esponente UGL, come ulteriore e fondamentale leva per un domani migliore: “Non dobbiamo dimenticare che il seme del domani sono i giovani. Per loro e per il nostro futuro occorre che alla scuola sia data la massima importanza. Questo deve passare inevitabilmente attraverso un’istituzione più attenta ai lavoratori con una più idonea formazione del personale scolastico e a un corretto adeguamento strutturale,normativo, economico e di ruolo che corrisponda alle responsabilità e alla professionalità messe in campo”.

Un appuntamento, dunque, d’assoluta importanza che, insieme a temi fondamentali quali la sicurezza e la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, pone ancora una volta al centro dell’azione sindacale il rilancio dell’occupazione e dei territori. Ornella Cuzzupi, storico dirigente UGL, ha sempre indirizzato la sua azione in tal senso così come tutto il Direttivo Confederale regionale della Calabria convocato, dallo stesso Segretario regionale, per tale occasione.

UGL Scuola
UGL Calabria

Educare al senso della famiglia

Educare al senso della famiglia

di Margherita Marzario

Abstract: Il contributo tenta di cogliere l’essenza delle relazioni intrafamiliari, scandagliandone nel profondo la complessità nei fondamentali aspetti psicologici, sociologici e giuridici

Agli inizi del ‘900 Aleksandra Michajlovna Kollontaj, attivista per i diritti delle donne, dichiarava: “L’amore non è affatto un fenomeno “privato”, una semplice storia di due “cuori” che si amano, ma racchiude in sé un “principio di coesione” prezioso per la collettività”. L’amore non è un fatto privato: basti pensare ai benefici della famiglia e ai costi economici e sociali del divorzio. L’amore non va mai dato per scontato ma va ogni giorno mostrato (più che dimostrato) nel linguaggio che sia condiviso dalla persona amata e non nascondendosi dietro l’alibi di voler bene, ma a modo proprio: a cominciare dalla famiglia, soprattutto in famiglia.

“L’unica cosa più complicata dell’amore è la famiglia” (dal film “Mine vaganti”). L’amore e la famiglia, per quanto possano far male, non se ne può fare a meno, perché fonti di vita e dell’essere persona. Anche se l’amore e la famiglia possono essere ed esistere l’uno senza l’altra: e quante volte è così, oltre ogni apparenza. Si può soffrire in amore e/o in famiglia anche quando s’inganna se stessi. Esistono tante forme di tradimenti e tormenti, come tante forme di famiglie disfunzionali o coppie disfunzionali, sino a giungere ai delitti contro la famiglia sanzionati negli articoli 556 e ss. cod. pen..

“La famiglia è il luogo in cui puoi togliere la maschera” (cit.). La famiglia è stata ed è sempre più spesso il luogo in cui si mette la maschera, etimologicamente da “masca”, “fuliggine, fantasma nero”: rancori, tradimenti, questioni ereditarie, silenzi pesanti, situazioni incancrenite. La famiglia, nelle fonti normative (dalla Costituzione alla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia), è definita “naturale”, da “nascere”, perché dovrebbe generare e trasmettere la vita in ogni suo aspetto e non solo con la procreazione. Famiglia deriva dal latino “famul” (a sua volta derivante da una radice etimologica della lingua osca), “servitore”, pertanto dovrebbe significare mettersi al servizio l’uno dell’altro. Sempre più spesso, però, ci si dimentica della famiglia appena non serve più ai propri interessi individualistici o egoistici. Eppure ci sarebbe tanto da imparare dal comportamento di alcuni animali, in particolare dei lupi, tra gli animali ritenuti più aggressivi e temibili che, invece, rivelano un gran rispetto della loro organizzazione sociale e ritualizzante (per esempio rapporto tra giovani e vecchi; vari tipi di comunicazione; salvaguardia dei piccoli nel branco sino ai 2-3 anni; il branco più che essere tale è una famiglia con un proprio territorio e così di seguito).

La famiglia: una storia di errori comuni, condivisi, in cui ci si corregge e si cresce. Seguire l’esempio, dare l’esempio: piantare chiodi nella roccia perché insieme si possa salire lungo la cordata della vita, così si costruisce la famiglia. Infatti, Gary Chapman, consulente matrimoniale statunitense, spiega: “L’atteggiamento migliore che possiamo adottare nei confronti degli errori del passato consiste nel considerarli storia. Sono accaduti. […] Non possiamo cancellare il passato, ma possiamo accettarlo come storia. Oggi possiamo scegliere di vivere liberi dagli errori commessi ieri”.

Anche lo scrittore Franco Arminio osserva: “I rapporti tra marito e moglie, i rapporti tra padri e figli, i rapporti tra amanti, i rapporti tra amici, tutti i rapporti del mondo dovrebbero avere questa semplice regola: ognuno deve immaginare che l’altro ha un tumore in fase terminale. Dunque bisogna parlargli con dolcezza, dolcezza a oltranza. E nessuna paura di perdere tempo, tanto il tempo nella vita si perde comunque. Non mi fate l’obiezione che le persone devono crescere, che la commiserazione non è una bella cosa. E poi veramente ognuno è un malato terminale, non è che cambia molto che si muoia fra un giorno o fra vent’anni. Immaginiamo che ogni persona è prossima all’ultimo respiro e spetta a noi raccoglierlo. Bello fare l’amore con questo spirito, e leggere una poesia e mangiare un gelato. La meraviglia di essere al mondo appartiene solo a chi sente di avere i respiri contati e sente che è così anche per gli altri. In questo modo veramente ogni giorno diventa una storia enorme, intensa, indimenticabile. E ognuno è un eroe, un salvatore”. Ci si prenda cura della famiglia prima che sia malata terminale.

A volte, però, in famiglia ci si fa prendere più dalle preoccupazioni che dalla cura dei suoi membri, soprattutto dei bambini. Lo psicoanalista Massimo Recalcati richiama: “I genitori sono più preoccupati di farsi amare dai loro figli che di educarli. Più ansiosi di proteggerli dai fallimenti che di sopportarne il conflitto, e dunque meno capaci di rappresentare ancora la differenza generazionale”. I genitori devono essere “portatori sani” di differenza generazionale e differenza genitoriale. Amare qualcuno non è giustificare tutto e relativizzare ogni cosa, ma correggere quello che non va e coltivare quello che va, consigliare il meglio, confidare nel massimo, costruire insieme: così nella coppia, così tra genitori e figli. È questo uno dei contenuti della previsione nel Preambolo della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia in cui si legge che la famiglia è “ambiente naturale per la crescita ed il benessere di tutti i suoi membri”.

Già Jeremy Bentham, filosofo e giurista inglese, tra il Settecento e l’Ottocento scriveva: “Per ogni granello di gioia che seminerai nel petto di un altro, tu troverai un raccolto nel tuo petto, mentre ogni dispiacere che tu toglierai dai pensieri e dai sentimenti di un’altra creatura sarà sostituito da meravigliosa pace e gioia nel santuario della tua anima”. Perché così dovrebbe essere la famiglia, fonte di economie, ma soprattutto di ecologia, quella esistenziale e vitale. Si dimentica che la famiglia è un soggetto economico e politico che influenza le scelte di ogni suo componente e che ha conseguenze all’esterno dell’ambito familiare. Per questo si tiene conto sempre della famiglia pure a livello internazionale (forse più che a livello statale), fra i tanti riferimenti normativi l’art. 33 paragrafo 1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (cosiddetta Carta di Nizza, 7 dicembre 2000): “È garantita la protezione della famiglia sul piano giuridico, economico e sociale”.

Lo studioso gesuita Thomas Casey descrive: “La famiglia ha un’influenza decisiva sulla nostra personalità e sul nostro destino. Noi nasciamo sempre all’interno di un contesto umano. Entriamo nel mondo dal corpo di una donna. Essa può essere single, sposata o divorziata. Può darsi che abbia un partner amorevole e solidale, oppure violento e prepotente. L’ambiente familiare può essere povero, confortevole o agiato; i genitori possono essere colti o analfabeti, emotivamente maturi o immaturi. Non cominciamo tutti dallo stesso punto di partenza. Sarebbe bello se fossimo tutti uguali, ma, dato il modo in cui vengono distribuite le carte, «alcuni sono più uguali degli altri»”[1]. Aiutare la famiglia, le famiglie, è altresì un dovere costituzionale, in ossequio degli artt. 2 e 3 e della “trilogia” degli arrt. 29-31 della Costituzione.

Lo studioso Casey continua: “Il nostro carattere, la nostra personalità si sviluppano nel corso della vita. Il processo inizia in famiglia. È lì che i bambini imparano per la prima volta ad amare e a odiare, a essere gentili o manipolatori, a servire o a spadroneggiare. La famiglia è la scuola fondamentale per la vita. Se in famiglia i bambini imparano soltanto l’ingiustizia, per loro sarà difficilissimo costruirsi da adulti una cultura giusta. Se viene insegnato loro a mentire e a ingannare, più tardi essi avranno enormi difficoltà ad aiutare a costruire una società trasparente”. L’educazione comincia e continua, si costruisce e si consolida in famiglia: è anche questo il senso del binomio “istruire e educare” nell’ambito dei doveri genitoriali disciplinati nell’art. 30 comma 1 Cost. e negli artt. 147 e 315 bis cod. civ.. Educazione alla famiglia e della famiglia, anche e soprattutto da parte della famiglia di origine che è spesso nell’ombra.

“La malinconia è temperata, tuttavia, dalla costanza degli affetti che il tempo non ha consumato” (Norberto Bobbio). Famiglia: costanza degli affetti che il tempo non consuma e che tempera la malinconia. Così dovrebbe essere e non il contrario come sempre più spesso avviene. Nel documento “Cinque principi per rimettere al centro il diritto dei bambini a crescere in famiglia” (elaborato dal Tavolo Nazionale Affido il 25 ottobre 2019) al n. 2 si ribadisce: “Il diritto di ogni bambina e bambino e di ogni ragazza e ragazzo a crescere nella propria famiglia e il connesso dovere delle Istituzioni e della società civile di offrire alle famiglie fragili adeguati servizi e interventi di sostegno, la cui erogazione va resa certa ed esigibile in modo omogeneo in tutto il territorio nazionale, così come stabilito dalla legge 184/1983 e successive modifiche”.

“Non sei tu a scegliere la tua famiglia: essa è un dono di Dio per te, così come tu lo sei per essa” (cit.). Si colga la differenza tra regalo e dono: col regalo ci si aspetta il ricambio, il dono si dà e basta. Così quello che si fa in famiglia, così quello che fa la famiglia!


[1] T. Casey nel saggio “La forza della famiglia”, 2016

Nota 9 aprile 2021, AOODGSIP 908

Ministero dell’istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico Ufficio Quinto – Politiche sportive scolastiche

Agli Uffici Scolastici Regionali
Ai Dirigenti Scolastici e ai Coordinatori Didattici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione
Al Dipartimento istruzione – Provincia Autonoma di Trento Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca – Bolzano
All’Intendente Scolastico per le Località Ladine – Bolzano
Al Sovrintendente degli studi per la Regione Valle D’Aosta – Aosta
A Sport e Salute S.p.a.
Alle Federazioni e Organismi sportivi
per il tramite di Sport e Salute S.p.a.
Al Comitato Olimpico Nazionale Italiano
Al Comitato Italiano Paralimpico
Ai Coordinatori regionali di educazione fisica e sportiva
LORO E-MAIL

OGGETTO: Attività progettuali scolastiche a carattere nazionale e regionale promosse dagli Organismi Sportivi affiliati al CONI e al CIP- A.s. 2020/2021.

Notte europea della geografia

Il 9 aprile 2021 si celebra la quarta edizione della Notte europea della geografia.

L’evento è pensato per avvicinare studentesse e studenti, ma anche cittadini e cittadine ai temi della geografia e alle sue potenzialità scientifiche e formative.

Tante sono le iniziative delle scuole in tutta Italia e in contemporanea in altri Paesi europei: laboratori didattici, seminari, visite guidate, mostre, conferenze e tanto altro!

Il tema scelto per il 2021 è Pachamama – Madre Terra, con l’intento di declinare anche in una prospettiva di genere argomenti e prassi proprie di iniziative di public geography come questa.

Seguite l’evento dedicato al mondo dell’istruzione, in diretta streaming dalle ore 17.30 su @raicultura: https://www.raicultura.it/speciali/pachamama-notteeuropeadellageografia2021/

La carta di tutte le iniziative nel mondo: https://www.geonight.net/geonight-2021-events-map/

Il programma per l’Italia: https://www.geonight.net/category/italia – https://www.aiig.it/news