Disabilità, un fondo di inclusione per il turismo accessibile

Disabilità, un fondo di inclusione per il turismo accessibile

Redattore Sociale del 31/05/2021

ROMA. Un ‘pacchetto’ di risorse dedicato al turismo accessibile. La misura è stata annunciata dal ministro per le Disabilità Erika Stefani ieri, a margine di un evento a Jesolo. “In Veneto ci sono numerose località turistiche accessibili e dobbiamo partire da esempi come questi per diffondere la cultura dell’accessibilità e potenziare le strutture e i servizi per il turismo accessibile e inclusivo”, ha sottolineato il ministro, annunciando che “una parte del nuovo Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità sarà proprio dedicata a interventi sul turismo accessibile, facendone anche un’occasione di inserimento al lavoro per le persone con  disabilità”. (DIRE)

Educazione&Scuola Newsletter n. 1125


Educazione&Scuola Newsletter n. 1125

Maggio 2021 – XXVI Anno

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Notizie
Conto consuntivo 2020

Entro il 30 maggio 2021, le istituzioni scolastiche provvedono all’approvazione del conto consuntivo

Piano Scuola 2020-2021

Pubblicata la Nota 28 maggio 2021, AOODPIT 823 sulle operazioni di scrutinio

Piano scuola estate 2021

Pubblicate le graduatorie provvisorie per i fondi PON

Emergenza epidemiologica da COVID-19

Disposizioni 2020-2021

Settimana della Musica a scuola

24 – 29 maggio 2021

Palermo chiama Italia

23 maggio 2021

Decreto Imprese, Lavoro, Giovani e Salute

Consiglio dei Ministri, 20 maggio 2021

Giornata Internazionale contro l’omofobia

17 maggio 2021

Festa dell’Europa

9 – 10 maggio 2021

Giorno della Memoria

9 maggio 2021

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Pubblicato il 5 maggio 2021 il testo definitivo

Norme

Nota 28 maggio 2021, AOODPIT 823

Emergenza sanitaria e operazioni di scrutinio a conclusione dell’a.s. 2020/2021

Nota 27 maggio 2021, AOODGCASIS 1698

Progetto “Piano Scuola Estate”

Nota 27 maggio 2021, AOODGOSV 12757

Iscrizioni ai percorsi di istruzione per gli adulti a.s. 2021/2022

Apprendimento e socialità – graduatorie provvisorie

prot. 16991 del 25 maggio 2021

Nota 25 maggio 2021, AOODGOSV 12487

EDUCAZIONE AL CONSUMO SOSTENIBILE E RESPONSABILE. Al via il progetto di formazione per una cittadinanza digitale consapevole. Evento di Kick Off

Decreto-Legge 25 maggio 2021, n. 73

Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali

Avviso MAECI 25 maggio 2021, n. 2979

Vacanza del posto di Direttore della Scuola europea di Lussemburgo II per Dirigenti Scolastici, per Direttori e Vice-Direttori di Scuole europee – Anno Scolastico 2021/22

Nota 24 maggio 2021, AOODGSIP 1234

“Settimana nazionale della musica a scuola” 24 – 29 maggio 2021

Nota 23 maggio 2021, AOODGOSV 12266

Esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione degli adulti di primo livello, primo periodo didattico, e di secondo livello a.s. 2020/2021 – Candidati detenuti e sottoposti a provvedimenti dell’Autorità …

Nota 21 maggio 2021, AOODGPER 15991

Intesa tra il Ministero dell’istruzione e le Organizzazioni Sindacali relativa all’integrazione del CCNI 3 agosto 2020 inerente la mobilità, ai sensi dell’articolo 58, comma 5-quinquies, del decreto-legge …

Protocollo d’Intesa MI – OOSS (21.5.2021)

Linee operative per garantire il regolare svolgimento degli Esami conclusivi di Stato 2020/2021

Nota 21 maggio 2021, AOODGOSV 12180

SCUOLA ESTIVA Dante per la scuola. Percorsi di innovazione didattica

Nota 21 maggio 2021, AOODGOSV 12168

Seminario online di presentazione del libro “Fare Laboratorio. Guida alla Didattica Esperienziale”. Modalità di richiesta volume

Legge 21 maggio 2021, n. 69

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, …

Avviso 21 maggio 2021

Passaggio al Dominio EDU.IT

Patto per la Scuola al centro del Paese

20 maggio 2021, AOOGABMI 13

Nota 20 maggio 2021, AOODRER 9786

Indicazioni generali sul rapporto tra obblighi di pubblicità e trasparenza e trattamento dei dati personali – Ordinanza Garante privacy n. 51 del 11/2/2021

Avviso 20 maggio 2021, AOODGEFID 13183

Selezione di docenti per la costituzione delle équipe formative territoriali per gli anni scolastici 2021-2022 e 2022-2023

Avviso 19 maggio 2021, AOODGEFID 12181

Raccolta di manifestazioni di interesse per progetti di sperimentazione di metodologie didattiche innovative nell’ambito delle STEAM con l’utilizzo delle tecnologie digitali

Nota 18 maggio 2021, AOODGSIP 1188

Cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico 2021/2022

Decreto-Legge 18 maggio 2021, n. 65

Misure urgenti relative all’emergenza epidemiologica da COVID-19

Nota 17 maggio 2021, AOODGSIP 1183

17 maggio – Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

Nota 17 maggio 2021, AOODGOSV 11823

Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021. Elenco argomenti oggetto dell’elaborato – esclusione dalla pubblicazione

Ordinanza Ministeriale 17 maggio 2021, AOOGABMI 159

Scrutini finali per l’anno scolastico 2020/2021

Nota 14 maggio 2021, AOODGRUF 11653

Art. 31, comma 6 del D.L. 22 marzo 2021, n. 41 “c.d. Decreto sostegni” – “Misure per favorire l’attività didattica e per il recupero delle competenze e della socialità delle studentesse e degli …

Avviso 14 maggio 2021, AOODPPR 39

Contrasto alla povertà e all’emergenza educativa

Avviso 13 maggio 2021, AOODGEFID 10812

Avviso pubblico per la realizzazione di spazi laboratoriali e per la dotazione di strumenti digitali per l’apprendimento delle STEM

Lettera Ministro 13 maggio 2021, AOOGABMI 20629

Ai partecipanti alle varie Olimpiadi

Nota 12 maggio 2021, AOODPIT 722

Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD). Misure di attuazione per l’anno 2021. Decreto del Ministro dell’istruzione 30 aprile 2021, n. 147

Nota 11 maggio 2021, AOODGRUF 11374

Supporto telefonico alle Istituzioni scolastiche per l’utilizzo degli applicativi dell’Area Finanziario-Contabile del SIDI

Nota 10 maggio 2021, AOODGOSV 11299

Scuola estiva di astronomia, per la preparazione e la partecipazione alle Olimpiadi di Astronomia “A scuola di Stelle”

Nota 10 maggio 2021, AOODGSIP 1148

Azioni di educazione ad un uso corretto e consapevole della Rete e delle tecnologie digitali. Aperte le iscrizioni al percorso ePolicy del progetto Generazioni Connesse, rivolto a tutte le scuole Primarie …

Nota 10 maggio 2021, AOODGPER 14671

Delegazione convenzionale di pagamento – Nota MEF – DSII – Prot. 24837 del 04/05/2021

Nota 6 maggio 2021, AOODPIT 699

Valutazione periodica e finale nelle classi intermedie Primo e secondo ciclo di istruzione

Nota 6 maggio 2021, AOODPIT 698

Profilassi vaccinale in favore del personale scolastico, docente e non docente. Mascherine FFP2. Piani di sicurezza – Aggiornamenti in tema di emergenza Covid-19

Legge 6 maggio 2021, n. 61

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, recante misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori …

Nota 6 maggio 2021, AOOGABMI 19594

Festa dell’Europa

Decreto-Legge 6 maggio 2021, n. 59

Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti

Nota 5 maggio 2021, AOODGOSV 10672

Esame di Stato a conclusione del secondo ciclo di istruzione – indicazioni operative per la compilazione del Curriculum dello studente da parte degli studenti frequentanti sezioni carcerarie

Nota Interministeriale 5 maggio 2021, AOODGEFID 10205

Piano nazionale per la scuola digitale. Misure per la didattica digitale integrata. Articolo 21 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. …

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (5.5.2021)

Next Generation Italia

Nota 4 maggio 2021, AOODGOSV 10630

Celebrazione delle Giornate Internazionali della Diversità Culturale UNESCO e della Biodiversità ONU – Convegno internazionale Diversità culturale e biodiversità: la questione del cibo. 21 maggio 2021 …

Linee programmatiche Ministero Istruzione

Camera dei Deputati, 4 maggio 2021

Legge 3 maggio 2021, n. 58

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 marzo 2021, n. 25, recante disposizioni urgenti per il differimento di consultazioni elettorali per l’anno 2021

Nota 3 maggio 2021, AOODGSIP 1091

PRIMA FASE avvio Monitoraggio dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo nelle scuole Italiane a cura della Piattaforma ELISA. Prima fase Studenti scuole secondarie di II grado. Seconda fase Docenti delle …

Rubriche

in Bacheca della Didattica

di Pietro Boccia

Aspettativa per coniuge all’estero

di Clotilde Graziano e Leon Zingales

Apprendimento e narrazione in Bruner

di Pietro Boccia

Disapplicata una legge dello Stato!

di Francesco G. Nuzzaci

Spazio Ultima Frontiera

di Bruno Lorenzo Castrovinci

La gestione del Piano Scuola Estate

di Cettina Calì

L’Istruzione distorta

di Giovanni Fioravanti

I Like sono voti?

di Maria Grazia Carnazzola

Risposte ad ulteriori quesiti sull’insegnamento dell’educazione civica

di Gennaro Palmisciano

Quel che non è stato detto…

di Fancesco G. Nuzzaci

Moneta complementare e Banca ore

di Leon Zingales e Lorenzo Fioramonti

Riflessioni

di Bruno Lorenzo Castrovinci

L’arte del tagliare

di Mario Maviglia

in Esami

Gli esami di Stato e le tre C – 3

di Gabriele Boselli

Protocollo d’Intesa MI – OOSS (21.5.2021)

Linee operative per garantire il regolare svolgimento degli Esami conclusivi di Stato 2020/2021

Gli esami di Stato e le tre C – 2

di Gabriele Boselli

Gli esami di Stato e le tre C – 1

di Gabriele Boselli

L’Esame del Primo Ciclo con “La banda dei FuoriClasse”

Iniziativa di Rai Ragazzi e Ministero dell’Istruzione

Curriculum dello Studente

Pubblicata la Nota 5 maggio 2021, AOODGOSV 10672

in Europ@ Fondi Strutturali di Fabio Navanteri


in Famiglie

La questione del contributo “volontario”

di Cinzia Olivieri

in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

FAQ Handicap e Scuola – 66

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

PEI: Inclusione e Disabilità

di Rosa Stornaiuolo

I nuovi modelli PEI

4 maggio 2021

in InformagiovaniLa Rete di Vincenzo Andraous

Il carcere che ancora non c’è

di Vincenzo Andraous

in LRE di Paolo Manzelli

QUANTUM-BIOLOGY

Paolo Manzelli

Sanità-Ecologica

di Paolo Manzelli

ONE-HEALTH

di Paolo Manzelli

Immuno Chimica della Informazione

di Paolo Manzelli

La biologia della vita

di Paolo Manzelli

Green Card

di Paolo Manzelli

La Irradiazione dei Virus con Luce Ultravioletta

di Paolo Manzelli

La maturazione del sistema immunitario

di Paolo Manzelli

in Psicologia

Identità e diversità

di Maria Grazia Carnazzola

Essere se stessi nell’adolescenza

di Gino Lelli

in Psicologia

Educare al senso della famiglia

di Margherita Marzario

in Recensioni

A. Arzallus Antia – I. Balde, Fratellino

di Antonio Stanca

Edmund Husserl, La crisi delle scienze europee…

di Carlo De Nitti

FELLINOPOLIS

un film di SILVIA GIULIETTI

E. Corace – M. Orlando, Compagni

I Compagni sono un Noi che ancora non esiste ma che non rinunceranno a costruire

M. Dallari, La zattera della bellezza

Per traghettare il principio di piacere nell’avventura educativa

in Riforme On Line di Giancarlo Cerini

Verticale che passione!

di Marisa Bracaloni


in Scuola&Territorio di Gian Carlo Sacchi

Una Scuola aperta al Territorio

di Gian Carlo Sacchi

Rassegne a cura di Fabio Navanteri

Stampa

Sindacato

Gazzetta Ufficiale


La questione del contributo “volontario”

Resta ancora aperta la questione del contributo “volontario”?

di Cinzia Olivieri

Tra contributo volontario e obbligo di rimborso

Quello scolastico è un contributo decisamente peculiare. Esso è certamente volontario sia in virtù del principio di obbligatorietà e gratuità dell’istruzione di cui all’art. 34 della Costituzione sia in considerazione della mancanza di capacità impositiva della scuola per effetto dell’art. 23 Cost. ai sensi del quale “nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta in base alla legge”. Quindi i consigli di istituto possono “deliberare la richiesta alle famiglie di contributi su base volontaria” ma nessuna norma (neanche l’art. 10 del Dlgs 297/94) conferisce loro il “potere di imposizione che legittimi la pretesa di un versamento obbligatorio di tali contributi” (Nota MIUR 7 marzo 2013 n. 593). D’altra parte però sussisterebbe “l’obbligo di rimborsare alla scuola alcune spese sostenute per conto delle famiglie stesse, come, ad esempio, quelle per la stipula del contratto di assicurazione individuale per gli infortuni e la responsabilità civile degli alunni, o quelle per i libretti delle assenze o per le gite scolastiche” (Nota MIUR 20 marzo 2012, n. 312; ot­tobre 2016 Interrogazione n. 5-08789 VII° Commissione Cul­tura Camera).

La natura dell’obbligo di rimborso

Ebbene, in assenza di specifico mandato e di capacità impositiva della scuola occorrerebbe chiarire la natura giuridica di un obbligo di rimborso di somme, che non costituiscono un contributo volontario ma neanche possono essere assimilabili a imposte o tasse.

Peraltro il contratto assicurativo intercorre tra la scuola e la compagnia; i libretti delle assenze, oltre che una scelta della scuola sono peraltro di fatto superati dal registro elettronico; per le gite scolastiche ed i viaggi di istruzione gli importi sono di consueto anticipati dai partecipanti. A tal proposito, sebbene la nota dell’11 aprile 2012 n. 2209 abbia affermato che la CM 291/92 “non riveste più carattere prescrittivo”, tale disposizione all’art. 5 subordina ogni spostamento  alla circostanza che “l’istituzione scolastica sia fornita di fondi sufficienti, tenuto conto che non possono essere chieste alle famiglie degli alunni quote di compartecipazione di rilevante entità, o comunque, di entità tale da determinare situazioni discriminatorie che vanificherebbero, oltre tutto, la stessa natura e finalità dei viaggi d’istruzione“. Nella realtà la spesa grava sulle famiglie.

In mancanza quindi di strumenti giuridici efficaci per pretendere il pagamento si potrebbe assimilare l’ipotesi ad una sorta di obbligazione naturale, ovvero ad un dovere morale o sociale, un obbligo di carattere etico sentito, con le conseguenze di cui all’articolo 2034 c.c. per cui: “Non è ammessa la ripetizione di quanto è stato spontaneamente  prestato in esecuzione di doveri morali o sociali, salvo che la prestazione sia stata eseguita da un incapace.  “.

Da migliorare la comunicazione scuola famiglia

La percezione dell’esistenza di  un obbligo giuridico è avvertita tuttavia spesso come garanzia maggiore di pagamento rispetto all’onerosa analitica e diffusa illustrazione dei vantaggi e modalità concrete di utilizzo del contributo che convinca della sua utilità e doverosità morale.

Piuttosto che continuare a parlare di un contributo “volontario” e di “obbligo” di rimborso di importi diversi da imposte o tasse, ponendo il problema dell’esigibilità degli stessi, sarebbe preferibile ed auspicabile invece fornire informazioni chiare, così come previsto dalle predette note ministeriali (in quanto tali non efficaci erga omnes e quindi non aventi forza di legge). In particolare oggi che l’emergenza sanitaria ha influito spesso anche profondamente sulla capacità economica delle famiglie.

Nel rapporto scuola famiglia sussiste un problema di comunicazione. A volte anche di comprensione.

La responsabilità del patto educativo

E’ il caso ad esempio del patto educativo di corresponsabilità laddove quest’ultima va intesa proprio come co-responsabilità in termini di conseguenze per il fatto dannoso come ben spiegato dalla nota del 31 luglio 2008 esplicativa delle modifiche introdotte al DPR 249/98 dal DPR 235/07.

Questa infatti, partendo da una premessa che richiama  i gravi “fatti di cronaca” anche   “di violenza e bullismo”, rammenta testualmente relativamente al patto: “Con particolare riferimento alla responsabilità civile che può insorgere a carico dei genitori, soprattutto in presenza di gravi episodi di violenza, di bullismo o di vandalismo, per eventuali danni causati dai figli a persone o cose durante il periodo di svolgimento delle attività didattiche, si ritiene opportuno far presente che i genitori, in sede di giudizio civile, potranno essere ritenuti direttamente responsabili dell’accaduto, anche a prescindere dalla sottoscrizione del Patto di corresponsabilità, ove venga dimostrato che non abbiano impartito ai figli un’educazione adeguata a prevenire comportamenti illeciti. Tale responsabilità, riconducibile ad una colpa in educando, potrà concorrere con le gravi responsabilità che possono configurarsi anche a carico del personale scolastico, per colpa in vigilando, ove sia stato omesso il necessario e fondamentale dovere di sorveglianza nei confronti degli studenti. Sulla base di quanto sopra chiarito, e nell’ambito delle valutazioni autonome di ciascuna istituzione scolastica, il Patto di corresponsabilità potrà contenere degli opportuni richiami e rinvii alle disposizioni previste in materia dalla normativa vigente, allo scopo di informare le famiglie dei doveri e delle responsabilità gravanti su di loro in uno spirito di reciproca collaborazione che deve instaurarsi tra le diverse componenti della comunità scolastica. Infatti i doveri di educazione dei figli e le connesse responsabilità, non vengono meno per il solo fatto che il minore sia affidato alla vigilanza di altri (art. 2048 c.c., in relazione all’art. 147 c.c.). La responsabilità del genitore (art. 2048, primo comma, c.c.) e quella del “precettore” (art. 2048, secondo comma c.c.)  per il fatto commesso da un minore affidato alla vigilanza di questo ultimo, non sono infatti tra loro alternative, giacchè l’affidamento del minore alla custodia di terzi, se solleva il genitore dalla presunzione di “culpa in vigilando”, non lo solleva da quella di “culpa in educando”, rimanendo comunque i genitori tenuti a dimostrare, per liberarsi da responsabilità per il fatto compiuto dal minore pur quando si trovi sotto la vigilanza di terzi, di avere impartito al minore stesso un’educazione adeguata a prevenire comportamenti illeciti (Cass. Sez III, 21.9.2000, n. 12501; 26.11.1998, n. 11984). Il patto di corresponsabilità, pertanto, potrà richiamare le responsabilità educative che incombono sui genitori, in modo particolare nei casi in cui i propri figli si rendano responsabili di danni a persone o cose derivanti da comportamenti violenti o disdicevoli che mettano in pericolo l’incolumità altrui o che ledano la dignità ed il rispetto della persona umana.”.

Insomma il significato del patto è ben altro da ciò che tanti genitori intendono con riguardo a diversi aspetti educativi avendo primario scopo di richiamarli alle loro responsabilità h24.

L’importanza e vantaggiosità della polizza integrativa

Proprio a tal proposito, ritornando all’obbligo di rimborso delle spese sostenute per conto delle famiglie, andrebbe illustrato che le assicurazioni integrative contro gli infortu­ni sono finalizzate a coprireeventi dannosi (non compresi tra quelli occorsi in occasione delle attività previste dall’art. 4, n.5 del d.p.r. 1124/1965 assicurati dall’INAIL:

• esperienze tecnico – scientifiche, esercitazioni pratiche e di lavoro;
• attività di educazione fisica nella scuola secondaria;
• attività di scienze motorie e sportive, nonché attività di alfabetizzazione informatica e di apprendimento di lingue straniere con l’ausilio di laboratori nella scuola primaria e secondaria;
• viaggi di integrazione della preparazione di indirizzo) nell’ambito dell’attivi­tà scolastica, extrascolastica, sportiva, culturale, organizzata dalla scuola.

È possibile assicurare anche il tragitto casa-scuola degli studenti. Le assicurazioni integrative per la responsa­bilità civileriguardano eventi dannosi determinati dalla condotta di un sog­getto.  Si parla anche di danno da autolesione ed eterolesione.

Distinguere le causali del versamento spiegando che il pagamento dell’assicurazione integrativa scolastica non è obbligatorio ma sicuramente vantaggioso per la scuola e per le famiglie perché risolve le questioni risarcitorie evitando l’instaurarsi di un lungo ed oneroso contenzioso giudiziario e che contribuendo tutti si possono coprire rischi maggiori e stipulare contratti più utili per le famiglie stesse, appare una corretta modalità.

Pubblicità e trasparenza

L’emergenza sanitaria non ha migliorato generalmente purtroppo la qualità della comunicazione e dei rapporti scuola famiglia, sempre con le dovute eccezioni. Del resto, considerando la ridotta attività in presenza e l’assenza di gite o viaggi di istruzione, si impone un’accurata trasparenza sulla utilità e destinazione del contributo, una rivalutazione del quantum in relazione a quest’ultima anche alla luce dei finanziamenti ricevuti e delle difficoltà economiche delle famiglie.

Fornire informazioni chiare e certamente evitare intimazioni o intimidazioni non potrà che favorire un’adesione collaborativa.

Pensiamo alla pubblicazione sul sito web del programma annuale e del conto consuntivo previsti già dagli artt. 2 e 18 del DI 44/01 ed ora dagli artt. 5 comma 11 e 23 comma 4 del DI 129/2018. Se il controllo di regolarità amministrativa e contabile è competenza dei revisori ai sensi dell’art. 49 DI 129/2018, il consiglio di istituto, chiamato ad approvare i documenti contabili, deve poterli conoscere anticipatamente e le famiglie attraverso la loro visione possono prendere contezza dai relativi aggregati, dei finanziamenti ricevuti (anche dai privati) e delle varie voci di spesa per il funzionamento amministrativo e didattico oltre che per i progetti, così anche da comprendere in che modo è investito il contributo, il suo ammontare e le ragioni della determinazione del quantum.

Quanto ai genitori, premesso l’incontestabile e codificato obbligo di trasparenza dell’amministrazione, si rammenta che le ulteriori possibilità di accesso introdotte con il Dlgs 33/2013 prima e con il Dlgs 97/2016 poi costituiscono un’opportunità non per inasprire il conflitto ma per documentarsi in maniera esauriente.

Decreto-Legge 31 maggio 2021, n. 77

Governance del Piano nazionale di rilancio e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure. (21G00087)

(GU Serie Generale n.129 del 31-05-2021)


AVVISO DI RETTIFICA  

Comunicato relativo al decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, recante: «Governance del Piano nazionale di rilancio e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure.». (Decreto-legge pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 129 del 31 maggio 2021 – Edizione straordinaria). (21A03437)

(GU Serie Generale n.130 del 01-06-2021)

Nel decreto-legge citato in epigrafe, pubblicato nella sopra indicata Gazzetta Ufficiale, devono intendersi apportate le seguenti correzioni:

– nel titolo, riportato nel Sommario e alla pagina 1, dove e’ scritto: «Governance del Piano nazionale di rilancio e resilienza…», leggasi: «Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza…»;

– all’articolo 8, comma 1, quarto rigo, alla pag. 8, dopo la parola: «istituisce», la virgola barrata deve intendersi espunta;

– nella rubrica dell’articolo 31, alla pag. 25, dove e’ scritto: «(Semplificazione per gli impianti di accumulo e fotovoltaici)», leggasi: «(Semplificazione per gli impianti di accumulo e fotovoltaici e individuazione delle infrastrutture per il trasporto del GNL in Sardegna)»;

– la rubrica dell’articolo 32, alla pag. 26, deve intendersi sostituita dalla seguente: «(Norme di semplificazione in materia di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e semplificazione delle procedure di repowering)»;

– all’articolo 36, comma 1, secondo rigo, alla pag. 31, le parole: «che non alterino lo stato dei luoghi e siano condotti,», devono intendersi espunte;

– all’articolo 44, comma 6, sesto rigo, alla pagina 46, dove e’ scritto: «…dalla ricezione della relazione di cui al terzo periodo,…», leggasi: «….dalla ricezione della relazione di cui al quinto periodo,…»;

– all’articolo 44, comma 8, terzultimo rigo, alla pag. 46, le parole: «all’articolo 3», sono sostituite dalle seguenti: «all’articolo 2».

Presidenti Commissione Esami di Stato 2021

Pubblicati il 31 maggio, sul sito del Ministero dell’Istruzione, i nominativi dei Presidenti delle Commissioni per gli Esami di Stato del secondo ciclo di Istruzione 2021. I nominativi dei Presidenti sono consultabili all’interno della sezione dedicata agli Esami e sono stati forniti anche alle istituzioni scolastiche.

Anche quest’anno, come lo scorso anno, le Commissioni sono presiedute da un Presidente esterno all’istituzione scolastica e sono composte da sei commissari interni. In particolare, le Commissioni saranno 13.349, per un totale di 26.547 classi coinvolte.  

Scadono poi oggi, 31 maggio, come previsto dall’Ordinanza firmata il 3 marzo dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, i termini per la consegna dell’elaborato da parte delle candidate e dei candidati. Un lavoro basato sul percorso svolto da ciascuna studentessa e ciascuno studente. Per quest’anno scolastico, come per lo scorso anno, in considerazione dell’emergenza sanitaria, l’Esame consisterà in un colloquio che partirà proprio dalla discussione dell’elaborato realizzato.
  
La sessione d’Esame del secondo ciclo avrà inizio il prossimo 16 giugno alle ore 8.30. Il Ministero in questi giorni è stato vicino alle studentesse e agli studenti anche con la pubblicazione di una serie di materiali sui canali social e attraverso il racconto delle esperienze dei maturandi. Ad oggi, al netto degli scrutini, sono iscritti agli Esami 540.024 candidati, di cui 522.161 interni e 17.863 esterni.   

La ripartizione dei candidati interni è:  

  • Istituti Professionali: 96.908
  • Istituti Tecnici: 169.354
  • Licei: 255.899

Identità e diversità

Identità e diversità

di Maria Grazia Carnazzola

1. Diritto di nascita.

Alcino a Odisseo “Dimmi il nome con cui ti chiamano tuo padre e tua madre e quelli della tua città e coloro che vivono intorno”. “Sono Odisseo, figlio di Laerte”. In quell’universo raccontato nell’Odissea, che rappresentava se stesso e consentiva a ciascuno di rappresentarsi al suo interno, bastava il riferimento all’origine per connotare l’identità: un’identità data per intero alla nascita e immutabile fino alla morte, declinata nel paradigma dell’appartenenza. Il progetto esistenziale di ciascuno non dipendeva dalle volontà dei singoli, ma era controllato dalle tradizioni, dall’appartenenza familiare e sociale…con qualche rara eccezione, come ad esempio nell’antica Roma durante le feste decembrine in onore di Saturno, o in occasione del carnevale, feste che consentivano un travestimento e in cui la maschera era il veicolo della temporanea trasformazione. I carnevali e le maschere li abbiamo anche oggi, ma non si limitano a qualche periodo dell’anno. Oggi ciascuno ha, quasi sempre, la possibilità di essere l’artefice della propria identità, attingendo a un mercato di opzioni che possono condurre a continui e a volte paradossali modificazioni del corpo, della mente e dei comportamenti. Qualche volta può essere difficile scegliere, perché ogni scelta può tramutarsi in rimpianto; sappiamo che l’identità non è un “fatto” definitivo, ma un processo di continua ridefinizione delle combinazione di diverse componenti presenti contemporaneamente- familiare, etnica, religiosa, professionale, di gruppo- che possono interagire per diventare un progetto di vita- o esistenziale( Nietzsche, Heidegger…) , oppure diventare una successione di trasformazioni intercambiabili non finalizzate, fini a se stesse, con il rischio di adottare uno stile di vita frammentato che sfocia nella precarietà.

2. Gli elementi costitutivi.

L’elemento più problematico del concetto di identità è che con un’unica parola ci si riferisce contemporaneamente a ciò che è uguale a sé e a ciò che è diverso dagli altri: una persona ha caratteristiche proprie che la rendono differente da altre persone perché l’identità nasce dal rapporto dell’individuo, e della sua storia, con gli altri. Si possono individuare quattro grandi aree concentriche a cui fanno capo le identità. L’area dell’individualità a cui afferiscono i progetti e gli interessi personali; quella della socialità primaria (famiglia, scuola, lavoro…) che incide fortemente sui nostri atteggiamenti e comportamenti. C’è poi l’aspetto che identifica ciascuno di noi come membro di un macro-soggetto collettivo: identità etnica, religiosa, nazionale…, che costituiscono l’dentità secondaria, che si sovrappone a quella primaria; da ultimo, siamo parte di “una parte” di mondo- cultura occidentale, Europea…- e della specie umana. L’interrogativo che connota la prima area è “chi sono io”, domanda a cui solo l’individuo che se la pone può dare una risposta. Per le altre tre l’accento si sposta perchè sono largamente riconducibili alle domande “chi sono io per gli altri e chi sono gli altri per me”, in questi casi ciascuno risponde a seconda del peso che attribuisce alle diverse appartenenze: sono italiano, europeo, straniero, cattolico…

William James, il primo ad affrontare in modo sistematico il tema dell’identità, in una felice metafora sosteneva che l’identità è un torrente che ha confini ben netti nei confronti dell’ambiente che lo circonda, ha continuità nella sua lunghezza, si muove autonomamente sotto il proprio peso e impeto. La perdita di uno o più di questi aspetti del senso di identità genera disagio, senso di depersonalizzazione, ansia, a volte panico. In questo senso l’identità costituisce uno sforzo costante per trasformarsi senza contraddirsi, cosa non proprio facile.

3. No alla discriminazione, ma anche no all’ostentazione.

Zigmunt Bauman ne “La società dell’incertezza”, riprendendo un’affermazione di Richard Sennet, sostiene che “ … un uomo o una donna possono divenire nel corso della loro esistenza come stranieri a se stessi, assumendo atteggiamenti o percependo sentimenti che non si adattano al quadro di riferimento della propria identità fornito dai caratteri sociali apparentemente fissi della razza, classe, età, genere o etnia”. Nel corso della vita può capitare di perdere un’identità e di acquisirne un’altra: è un percorso complesso che ciascuno compie a partire dai primi anni di vita e che inizia ancora prima della nascita nell’immaginario dei genitori. L’abbozzo della propria identità avviene mentre si impara a riconoscersi come individuo distinto, apprendimento che avviene inizialmente attraverso il corpo dove si localizzano le tensioni, le sensazioni e le emozioni. Con l’emergere dell’identità corporea compare anche quella di genere e l’interesse per i modelli di femminilità e di mascolinità che si incontrano. Quello che avviene a livello motorio, sensoriale ed emotivo, avviene anche a livello cognitivo, in un movimento di relazioni fatto di opposizioni e di avvicinamenti, di aperture e di chiusure, di assimilazioni e di differenziazioni. Il ruolo dell’identificazione (con familiari in primis, altri adulti, amici, coetanei, con gli ideali culturali…) è fondamentale per l’interiorizzazione di norme e di modelli di comportamento che permettono dapprima di definire un “noi” e successivamente di riconoscere la propria identità, intesa come espressione della propria singolarità, nel pieno rispetto della singolarità dell’altro. I diritti sono i diritti civili uguali per tutti, non sono i privilegi. Gli stranieri, gli omosessuali, le persone con disabilità sono uomini e donne con le loro particolarità, cittadini e non specie protette come a volte alcune iniziative di questo o di quel partito possono far pensare. Così come le tutele giuridiche non sono sinonimo di uguaglianza sostanziale che può essere garantita solo attraverso l’educazione; e la prima istituzione educativa rimane la famiglia, nell’accezione più larga del termine. Ho letto e riletto il testo del DDL Zan, di nuovo rispetto a quanto contenuto nella Costituzione ho trovato solo parole. Wittgenstein aveva riconosciuto che il linguaggio non è isomorfo al mondo: aggiungere parole non è arricchire la realtà, così come modificarle o toglierle non significa cambiarla, ma con le parole si narra, si rappresenta una realtà che può essere diversa da come viene narrata. In questo caso specifico mi pare si confondano le cose, a discapito di persone che forse non intendono esibire le proprie specificità ma vogliono proteggere la propria privacy e vivere la vita come è diritto di tutti. Maschio e femmina sono evidenze biologiche; uomo e donna sono identità soggettive che riguardano il percorso individuale in un contesto culturale che situa la memoria e la storia di ciascuno, percorso che va rispettato e garantito sempre. Solo la conoscenza e l’educazione possono renderlo possibile. È evidente che nella collettività deve crescere il senso di rispetto e di responsabilità dei comportamenti, perché non si generino pensieri infausti di discriminazione o di darwinismo inconsapevole, o, ancora, di sgretolamento progressivo dei valori perché ciascuno guarda il suo cortile e si sgancia dalla comunità. Il DDL Zan potrebbe rappresentare un’occasione di riflessione per tutti e non occasione di ostentazione, in un senso e nell’altro, perché da una parte ci possono essere discriminazioni e offese vere, dall’altra l’eventualità di doversi discolpare senza prova della colpa, creando di fatto lo scontro di due diritti. Ovviamente non si può costringere alla responsabilità, ma si può insegnare a vedere nella responsabilità un guadagno per tutti.

4. Identità soggettiva e identità culturale.

Il concetto di identità soggettiva- conscia e inconscia- si combina con quello di identità culturale che è forse il primo aspetto fondante di ogni percorso di educazione-formazione-istruzione. Tornando alla citazione di Sennet, è evidente che l’insegnamento deve confrontarsi con la trama del concetto polimorfo di identità che si costruisce in contesti storici, geografici, culturali, con le dimensioni esistenziali delle esperienze soggettive e collettive, con il sistema dei valori e dei simboli. Per dirla con Claude Lévi-Strauss “il tema dell’identità si situa al punto di confluenza non di due semplicemente ma di più strade insieme, interessa praticamente tutte

le discipline” perché la cultura include i saperi, le credenze, l’arte, la morale, il diritto il costume e ogni altro aspetto che riguarda i membri di una società. Affrontare “scientificamente” i dibattiti presenti nella società permette ai ragazzi di comprendere il significato e il senso di quanto accade intorno per farsi un’idea che permetta loro di operare delle scelte e di assumersi impegni e responsabilità, nei confronti di sé e degli altri. Intraprendendo quel passaggio dalla totale accettazione dei valori parentali, alla fase di diffusione dell’identi, a quella di moratoria e di giovane adulto (E. Erikson) che consente di fare scelte strategiche, compromessi, transazioni, di accogliere tensioni e conflitti chiedendosi sempre “perché”. Di impegnarsi nello sforzo di realizzare una continuità nel cambiamento: da quello che si era a quello che si pensa di essere nei progetti per il futuro, preparandosi ad assumere il ruolo che altri, intorno a lui, già ricoprono. Percorso non semplice in questo tempo che è fondato più sul consumo (anche delle identità) che sulla produzione: quando si è convinti che la propria identità possa essere cambiata, aggiustata, modificata, allora si può diventare ansiosi perché non sicuri di aver fatto la scelta giusta e si avverte il bisogno di ottenere il riconoscimento degli altri e la validazione dell’identità esibita.

5. L’impercettibile erosione dei principi democratici.

Rendersi conto di chi si è, di dove si vive, di quello che succede e di ciò che si fa è il primo passo, ma non basta: mostrarsi inclusivi per definirsi progressisti, non significa esserlo realmente. C’è la necessità di allargare e approfondire il discorso attraverso il confronto e la mediazione, per una visione “dall’alto” che permetta di guardare gli eventi del reale nella loro complessità. Il rischio è di far sempre più posto al sensazionale a discapito del normale, presentando come nuove cose che nuove non sono e disorientando con l’eccesso e l’incalzare insostenibile delle informazioni. La sostenibilità non riguarda solo l’ambiente: è per noi, per la vita. Verifichiamo ogni giorno come l’ambiguità eroda impercettibilmente i principi democratici e la fiducia nelle Istituzioni. Si può normare tutto, sanzionare- giustamente- comportamenti offensivi, ma il rispetto e la responsabilità sono valori che passano attraverso l’esempio, sono frutto e oggetto dell’educazione. Insegnare ad essere “pro” e non “anti” potrebbe essere un inizio, ma per insegnarlo bisogna saperlo fare: i pavidi, gli indecisi, possono insegnare il coraggio?

Che la Scuola debba contribuire all’educazione è pacifico: sul cosa insegnare probabilmente siamo quasi tutti d’accordo, il problema rimane il come, per “costruire” la consapevolezza;

– che la bontà di una legge non si giudica dalle intenzioni di chi la propone, ma dagli effetti che produce; che gli effetti sono le conseguenze fattuali e non sono gli obiettivi; che i fatti – in sé- non sono né morali né amorali. Che il diritto dovrebbe rappresentare il punto di equilibrio tra posizioni sociali anche contrapposte, indipendentemente dal peso del partito o gruppo di riferimento; che una sentenza riguarda il diritto e non la morale;

– che la scuola stessa è un bene pubblico e come tale deve essere pensata e gestita. Si fonda su un patto sociale e politico, sulla condivisione mediata di principi e di paradigmi che connotano “un sistema” che sarà gestito su una linea di continuità dall’alternanza degli schieramenti di partito, finchè quei principi saranno proficuamente praticabili;

– che le parole rappresentano il mondo e che più parole usiamo, maggiori possibilità di rappresentazione e di scambio informativo abbiamo. Usiamo parole per identificare evidenze scientifiche (maschio, femmina, sesso, razza) e altre parole che appartengono all’universo delle scienze umane (uomo, donna…) e che a usare le parole si impara. Che l’informazione è importante ma non deve essere settoriale se vuole “dare una forma” al dibattito, comprensibile a tutti;

– che bisogna dare ai ragazzi gli strumenti per una cittadinanza attiva da praticare, insegnando ad utilizzare le fonti, come ad esempio i motori di ricerca, per orientarsi – verificandone l’attendibilità- distinguendo i fatti dalle opinioni, per non farsi prendere nei meccanismi della bolla.

BIBLIOGRAFIA
Baumann Z., La società dell’incertezza, Il Mulino, Bologna 1999;
Mead C. H., Mente, Sé e Società, Ed. Giunti, Firenze 1968;
Lévi-Strauss C., L’identità, Sellerio, Palermo 1980;
Erikson E., Identity: Youth and crisis, Norton, New York 1998;
Morin E., L’identità umana, Raffaello Cortina Editore, Milano 2002; Jung C.G., Tipi psicologici, Bollati Boringhieri, Milano 1977;
James W., Principi di psicologia, Società Editrice Libraria, Milano 1901;

Il nuovo reclutamento dei Docenti

Un’amara riflessione sul nuovo reclutamento dei docenti previsto dall’art. 59 del Decreto Sostegni bis n. 73

di Pietro Boccia

La scuola italiana, governata con superficialità e senza obiettivi educativi, ha, oggi, con l’articolo 59 del Decreto Sostegni bis n. 73, relativo al nuovo percorso di reclutamento, raggiunto il punto di non ritorno.

Prima di tutto valutare le competenze disciplinari di un candidato è inutile e non garantisce per niente la professionalità di un docente.

Poi escludere dalla partecipazione al concorso, per eventuali immissioni in ruolo, anche i precari della seconda fascia dei GPS con 36 mesi di servizio, è candidare l’Italia a nuove e giuste condanne da parte dell’Unione europea.

Tutti, inoltre, dovrebbero sapere che le competenze disciplinari per chi intende insegnare sono acquisite e assicurate attraverso un lunghissimo percorso di frequenza scolastica (a partire dalle scuole dell’infanzia – campi di esperienza – sino al diploma di laurea – discipline -).

Diventa, allora, fondamentale da parte del ministero verificare, invece, il possesso delle competenze culturali e professionali di chi vuole intraprendere l’arte dell’insegnamento. L’insegnante, oggi, deve, infatti, nella società complessa, saper progettare, orientare, comunicare, valutare, impiegare metodologie adeguate, certificare le competenze, includere, gestire la classe e motivare a pensare criticamente. L’input è, in tal senso, stato, in verità, offerto dal D.lgs n. 59/2017.

La scuola italiana con l’avvento dell’ideologia neoliberista ha subìto un lungo processo di aziendalizzazione, iniziato negli anni Novanta del Novecento (con i ministri Lombardi e Berlinguer) e conclusosi con la Legge n. 107, nel 2015. Soltanto il ministro Valeria Fedeli, pur in possesso di un semplice diploma della scuola magistrale (triennale), dimostra, senza eclatanti titoli accademici, intelligenza sul campo e stabilisce, nel 2017, con una normativa, che, per poter svolgere la funzione e il ruolo di docente, bisogna, attraverso non solo una formazione teorica e pratica ma anche con l’acquisizione delle competenze antropo-psico-pedagogiche e metodologico-didattiche, possedere elevate capacità a livello culturale e professionale.

E’ opportuno semplificare, anche con una sola prova, le procedure ma i contenuti sono sostanza per far acquisire identità, funzione e ruolo ai futuri docenti e alle istituzioni scolastiche per formare, nella società complessa, innanzitutto cittadini autonomi e consapevoli e poi produttori e lavoratori. Bisogna, inoltre, rendere il reclutamento del personale stabile e funzionale non con utopici concorsi annuali ma biennali e con doppio canale (all’espletamento del concorso tutti i posti disponibili per le nomine in ruolo siano destinati ai vincitori ben posizionati in graduatoria; gli altri che hanno superato la prova o le prove entrino in una graduatoria permanente del doppio canale e soggetta al rinnovo ogni due anni. Da questa graduatoria attingere il personale per il ruolo durante l’anno in cui non viene espletato il concorso).

Nel 2017, il ministo Fedeli, attraverso il D.lgs. n. 59 (Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’art. 1, commi 180 e 181, lett. b, della Legge 13 luglio 2015, n.107):

– riordina, adegua e semplifica il sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’art. 1, commi 180 e 181, lett. b, della Legge 13 luglio 2015, n. 107;

– introduce, poi, una nuova procedura per la formazione iniziale e per il reclutamento dei docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Nel Decreto è prevista anche una fase transitoria per la stabilizzazione dei docenti già abilitati e/o con almeno tre anni di servizio come supplenti.

L’art. 2 parla del sistema di formazione iniziale e di accesso, organizzato in:

– un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale;

– un successivo percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente, di seguito denominato «percorso FIT» (Formazione Iniziale e Tirocinio), differente fra posti comuni e posti di sostegno, destinato ai soggetti vincitori del concorso;

– una procedura di accesso ai ruoli a tempo indeterminato, previo superamento delle valutazioni intermedie e finali del percorso formativo.

L’art. 2 del presente Decreto viene, però, già annebbiato con il ministro Marco Bussetti dalla Legge di bilancio 2018, perché il termine FIT diventa «percorso annuale di formazione iniziale e prova».

Il percorso FIT del D.lgs. n. 59/2017 si articolava, invece, in:

– un primo anno, finalizzato al conseguimento del diploma di specializzazione per l’insegnamento nella scuola secondaria o in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica;

– un secondo anno di formazione, tirocinio e primo inserimento nella funzione docente; – un terzo anno di formazione, tirocinio e inserimento nella funzione docente.

Il percorso era realizzato attraverso una collaborazione strutturata e paritetica fra scuola, università e istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, denominate «istituzioni AFAM», con una chiara distinzione dei rispettivi ruoli e competenze.

La collaborazione si esplicitava nella progettazione, gestione e monitoraggio del percorso FIT, effettuati tramite gli appositi organi collegiali a carattere regionale.

Il percorso FIT aveva l’obiettivo di sviluppare e rafforzare nei futuri docenti:

– le competenze culturali, disciplinari, didattiche e metodologiche, in relazione ai nuclei fondanti dei saperi e ai traguardi di competenza fissati per gli studenti;

– le competenze proprie della professione di docente, in particolare pedagogiche, relazionali, valutative, organizzative e tecnologiche, integrate in modo equilibrato con i saperi disciplinari;

– la capacità di progettare percorsi didattici flessibili e adeguati al contesto scolastico, al fine di favorire l’apprendimento critico e consapevole e l’acquisizione delle competenze da parte degli studenti;

– la capacità di svolgere con consapevolezza i compiti connessi con la funzione docente e con l’organizzazione scolastica.

Il percorso FIT era progettato e realizzato in coordinamento con il Piano nazionale di formazione, di cui all’art. 1, co. 124, della Legge 13 luglio 2015, n. 107.

Si veniva immessi in ruolo, secondo il D.lgs. n. 59, nel rispetto della programmazione del fabbisogno delle istituzioni scolastiche, solo per mezzo di un pubblico concorso, bandito con cadenza biennale a partire dal 2018.

La partecipazione era aperta ai neo-laureati che fossero in possesso di almeno ventiquattro crediti nell’ambito psico-pedagogico-antropologico-didattico e nelle metodologie e tecniche didattiche.

Il concorso prevedeva due prove scritte e una prova orale. La prima sulla disciplina della classe d’insegnamento, la seconda sull’ambito psico-pedagogico) e la prova orale sulle discipline, la lingua straniera e l’informatica. I partecipanti al concorso per sostegno dovevano sostenere anche una terza prova scritta sulla didattica speciale, punto modificato dalla Legge di bilancio 2018 (oggi prova scritta e prova orale).

Il percorso FIT aveva una durata triennale, secondo la normativa del D.lgs. n. 59, e vi potevano accedere i vincitori di concorso, in due scaglioni annuali successivi. Il primo anno si svolgeva nelle strutture universitarie con alcuni periodi di tirocinio presso le istituzioni scolastiche.

Tale percorso faceva conseguire il diploma di specializzazione all’insegnamento nella propria classe di concorso o nel sostegno. Il percorso FIT aveva la durata di dieci mesi, con un compenso di circa 600 € mensili.

Nel secondo anno si aveva una forma d’integrazione tra la formazione e il tirocinio. In tale fase era, inoltre, possibile avere incarichi di supplenze brevi (max 15 giorni).

Anche il percorso del secondo anno aveva la durata di dieci mesi, con un compenso di circa 600 € mensili.

Al terzo anno era assegnato un incarico annuale a tempo determinato con la relativa retribuzione.

Il candidato, valutato positivamente al termine del primo e del secondo anno, era, in base all’art. 13, co. 3, del D.lgs. n. 59/2017, modificato dalla Legge di bilancio 2018, assegnato, in caso di valutazione finale positiva, all’ambito territoriale presso il quale aveva prestato servizio nel corso del terzo anno del contratto e gli era attribuito un incarico triennale, ai sensi dell’art. 1, commi dal 79 all’82, della Legge 13 luglio 2015, n. 107, ed era assunto a tempo indeterminato.

Il percorso FIT aveva lo scopo assicurare un’adeguata formazione e qualificazione professionale ai docenti.

Il D.lgs. n. 59/2017 stabiliva anche che chi non risultava vincitore di concorso, purché a proprie spese e nell’ambito del contingente previsto dal Ministero, poteva iscriversi per conseguire il corso di specializzazione.

Nella fase transitoria si aveva l’immissione in ruolo attraverso le GAE (Graduatorie ad esaurimento) per il 50% e le graduatorie del concorso 2016 (considerando gli idonei) per il 50%. Il D.lgs. n. 59 (art. 17) prevedeva, nel 2018, una tantum, riservato ai docenti già abilitati (presenti in GAE e in seconda fascia).

Erano sottoposti alla sola prova orale e, dopo un anno di prova, venivano assunti a tempo indeterminato. Nel 2019 era previsto un concorso con una prova scritta e una orale, riservando un 10% di posti ai precari con almeno tre anni di servizio e iscritti nelle terze fasce d’istituto (modificato prima dalla legge di bilancio 2018 e poi, attraverso una serie di cambiamenti, pubblicato nella Gazzetta ufficiale lo scorso 10 luglio 2020, integrando e modificando il Decreto direttoriale n. 510 del 23 aprile 2020).

Per i vincitori era previsto un percorso FIT (Formazione iniziale e tirocinio) di due anni.

Successivamente il concorso straordinario per la scuola secondaria era previsto dal Decreto legge scuola n. 126 convertito nella Legge n. 159 del 20 dicembre 2019.

Erano previsti due bandi, uno con procedura per il ruolo, un altro per i docenti che partecipavano solo a fini abilitanti. Nello stesso anno (2019), il decreto prevedeva l’inizio della procedura concorsuale ordinaria.

In linea con quanto previsto dall’art. 5 del D.lgs. n. 59 del 2017 (Requisiti di accesso al concorso per l’ammissione al nuovo istituzionale percorso FIT), a coloro che avebbero superato le prove di esame, previste per i singoli insegnamenti inseriti nei moduli proposti, verrebbe rilasciata la certificazione per un totale di almeno 24 crediti formativi universitari (CFU), nelle discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Facendo qualche condiderazione critica il docente oggi e soprattutto il futuro docente, a qualsiasi concorso della scuola indirizzato, dovrebbe sapersi cibare dei contenuti proposti dalla psicologia, dalla pedagogia e dalla metodologia.

Nulla dovrebbe essere lasciato all’improvvisazione perché la scuola è vita, respiro, condivisione, apertura, relazione di aiuto in ogni senso e soprattutto infinita professionalità.

Come le competenze hanno fatto il pieno delle conoscenze e delle abilità, così il sapere non può non diventare sempre di più saper fare.

E’ un assurdo concepire il vissuto scuola senza cibarsi della storia della pedagogia e dei canoni della pedagogia generale. Il bambino prima e l’adolescente poi possono essere compresi e guidati mai fuori dall’orbita della loro età cronologica e mentale.

Ecco allora l’aiuto della psicologia e delle proposte fasi dell’età evolutiva.

E’, dunque, una storia infinita di proposte che bisogna conoscere e che sono l’anticamera di una didattica e di una metodologia al passo con i tempi. Via allora all’insegnamento “costruito” e significativo, a un rapporto apprendimento/insegnamento diversificato e vivo, con l’allievo sempre più protagonista, costruttore di conoscenze, attraverso al ricerca, e capace di vivere in modo consapevole le nuove esperienze e strategie di tecnologie maggiormente innovative e per certi versi rivoluzionarie che sanno godere dei benefici proposti dall’informatizzazione.

Chi è deputato, per scelta e convinzione, a condividere il percorso della “scuola” deve essere pronto a dare risposte esaurienti e convincenti, con la consapevolezza che solo una “forte” preparazione può assicurare in ognuno il successo scolastico e formativo.

Il Ministero ha, con il D.lgs. n. 59/2017, voluto dare indicazioni precise e mirate, considerando che solo una perfetta integrazione delle competenze antropo-psico-pedagogiche e metodologico-didattiche e di tutte le discipline può garantire una sana gestione del vissuto scuola.

Le conoscenze e le competenze sono frutto di un disegno strategico verso la consapevolezza che si rende necessaria per una stretta connessione tra teoria e pratica.

Conto consuntivo 2020

la Nota 10 marzo 2021, AOODGRUF 5467, tenuto conto del perdurare dell’emergenza sanitaria in corso e del connesso aumento dei carichi di lavoro delle segreterie scolastiche per adempiere a tutti i protocolli ed i monitoraggi attivati, nonché dell’immissione in ruolo di circa 1.500 Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA) neo-assunti, dispone – in via del tutto eccezionale per l’anno 2021 – la proroga di 30 giorni di tutti i termini previsti all’art. 23, commi 1, 2, 3, 4 e 5 del Decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129.

Ne consegue che le istituzioni scolastiche provvedono all’approvazione del conto consuntivo 2020 secondo le tempistiche di seguito indicate:

  • entro il 15 aprile 2021, le istituzioni scolastiche predispongono il conto consuntivo e la relazione illustrativa da sottoporre all’esame dei revisori dei conti;
  • entro il 15 maggio 2021, i revisori dei conti esprimono il parere di regolarità amministrativo- contabile sul conto consuntivo con apposita relazione;
  • entro il 30 maggio 2021, le istituzioni scolastiche provvedono all’approvazione del conto consuntivo.

Il carcere che ancora non c’è

Il carcere che ancora non c’è

di Vincenzo Andraous

Quante volte l’ho ripetuto incontrando spallucce ambigue e smorfie di malcelato disappunto.

Oggi leggo il fior fiore degli operatori di giustizia e chiaramente non sto parlando dei soliti detenuti buontemponi, che ammettono candidamente in galera c’è un sistema al collasso, che si accanisce sui più deboli, che fa perdere alla pena la sua reale funzione, scopo e utilità.

In sintesi e senza sottolineare i fatti e misfatti che accadono e si ripetono nel silenzio e nell’indifferenza generale, l’apparato penitenziario e il sistema giuridico composto di leggi e norme ben definite, invece di produrre risultati accettabili, non corrisponde alla collettività la giusta richiesta sicurezza, tanto meno ne rispetta il dettato costituzionale.

Senza tanti giri di parole chi le leggi le applica e le fa soprattutto rispettare o almeno tenta di farlo con onestà intellettuale, senza raccontare delle panzane o realtà inesistenti per far contento qualcuno, afferma che “non è possibile all’interno di una prigione svolgere un’attività di rieducazione del condannato, e allorchè una finalità di risocializzazione si verificasse, ciò accade per fatti propri”.

Dunque non perché il sistema di ordinamenti e umana condivisione di intenti rieducativi crea le condizioni perché ciò accada.

A ben vedere questa sorta di inquietante eredità, è il risultato di una mia convinzione profonda, che da molti anni sostengo e porto avanti naturalmente da solitudinarizzato: è possibile diventare persone migliori NONOSTANTE il carcere.

Il problema di fondo però rimane e si moltiplica dentro una cella abitata da numeri, cose, oggettistica da scartare, ciò significa disegnare in maniera non sindacabile l’eccezione che conferma la regola di un vero e proprio fallimento.

Quando si sente parlare di una pena vendicativa, di una pena dis-umana, di una pena doppia rispetto a quella erogata dal giudice naturale, c’è come un’impossibilità forzata a misura a comprendere la drammaticità di asserzioni come queste. Infatti come dice un autorevole giudice: ciò starebbe a significare una pena e una riparazione del tutto incompatibile con la nostra Costituzione, ma soprattutto con la nostra coscienza.

Forse hanno ragione coloro che sostengono che “più che di legalità occorrerebbe parlare di responsabilità” per ridurre il tasso di recidiva inaccettabile, e perché violenza e illegalità non hanno mai creato le condizioni minime necessarie per favorire il reinserimento del detenuto.

L’autismo, un mondo da esplorare

L’UGL Scuola presenta il forum:

L’UGL Scuola insieme alla Saron Consulting e alla Cooperativa Sociale “Innovamento” ha organizzato per venerdì 28 maggio alle ore 18.00 un importante forum di analisi e formazione dedicato al mondo dell’autismo e alla gestione di questo universo nell’ambito scolastico dal coinvolgente titolo “L’autismo, un mondo da esplorare”.

Nel Forum dedicato al mondo dell’autismo – tenuto a San Valentino Torio dall’emblematico titolo “L’autismo, un mondo da esplorare” organizzato dall’UGL Scuola, dalla Saron Consulting e dalla Cooperativa Sociale “Innovamento” – oltre all’analisi profonda, sentita e a tratti ricca d’emozione del tema e della specifica funzione dell’istituzione scolastica, nella relazione finale tenuta dal Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, sono state tracciate alcune importanti linee di azioni condivise dagli operatori del settore presenti.

 “Un mondo da esplorare” significa aprirsi a realtà spesso ignorate o quasi del tutto celate nei meandri di difficoltà complesse da gestire. Alla scuola naturalmente tocca il compito di guidare i ragazzi verso il futuro aprendo le finestre della società, quando siamo in presenza di giovani che trovano difficoltà questo compito diventa ancor più delicato e necessita del massimo sforzo possibile per trovare le strade più opportune. Per far ciò – continua Ornella Cuzzupi – occorre, necessariamente, che vi sia una preparazione di fondo che può essere acquisita solo attraverso un’adeguata formazione e un contatto diretto con i tecnici della materia che devono supportare i docenti con indicazioni, metodologie e coinvolgimento. Non dimentichiamo che occorre lavorare su diversi fronti, quali ad esempio la stessa famiglia interessata e il complesso sociale che ci circonda”.

La dichiarazione del Segretario Nazionale UGL non lascia quindi spazio a dubbi. La scuola deve rinnovarsi nel suo essere inclusiva e deve farlo nella maniera più completa possibile. “L’UGL Scuola – prosegue l’esponente sindacale – intende essere parte attiva di un percorso efficiente e propositivo nei confronti di questa realtà.Percorso efficiente” in quanto è nostra intenzione, partendo da questo territorio, facilitare il processo formativo continuo necessario per supportare al meglio questi ragazzi nell’ambito scolastico. “Propositivo” perché l’UGL Scuola, da me rappresentata, cercherà in ogni modo di essere accanto a questo mondo e già stiamo ipotizzando uno sportello UGL aperto a queste tematiche e pronto a dare alle famiglie un ulteriore supporto d’indirizzo e di sostegno. Questo riteniamo debba essere una caratteristica del moderno sindacato che punta a una scuola inclusiva e a una società più aperta e giusta”.

Ai lavori al Forum, introdotti dal Dirigente Sindacale Salvatore Luminello e dai saluti del Segretario UTL di Salerno Carmine Rubino, sono intervenuti: Alfonso D’Angelo (presidente dell’associazione “Autismo Fuori dal Silenzio”); Rossella De Angelis (analista del Comportamento); Michele Ianniello (psicoterapeuta BCBA e presidente dell’associazione “Innovamento”); Silvana De Nicola (Insegnate di sostegno); Alfonso Pappalardo (referente di sostegno).

Federazione Nazionale UGL Scuola

Scuola, i sindacati proclamano lo sciopero (ma a lezioni finite)

da Corriere della sera

Valentina Santarpia

Protesta fuori tempo massimo per i sindacati della scuola, che hanno deciso di proclamare lo sciopero per il 9 giugno, quando cioè la maggior parte delle scuole d’Italia (il calendario è regionale) sarà ormai chiusa, e quindi l’impatto su lavoratori e studenti sarà praticamente nullo. Cgil, Cisl, Uil, Snals e Anief – scenderanno in piazza mercoledì 9 giugno a Roma per chiedere modifiche al Dl Sostegni bis e ottenere misure urgenti per la stabilizzazione di tutti i precari sia abilitati sia specializzati con 3 anni di servizio (il governo ha scelto invece di procedere solo a una mini sanatoria). I sindacati chiedono anche la stabilizzazione dei Direttori dei servizi generali facenti funzione con 3 anni di servizio, il superamento dei blocchi sulla mobilità del personale, il rafforzamento degli organici del personale a partire dalla conferma dell’organico Covid, la riduzione del numero di alunni per classe.

Le critiche

Il Dl sostegni bis è stato predisposto «senza alcun confronto», accusano. I sindacati della scuola reputano le misure previste dal decreto legge appena pubblicato «del tutto inefficaci rispetto all’obiettivo di assicurare al sistema scolastico le condizioni ottimali per garantirne la miglior qualità ed efficacia, peraltro con evidenti e improprie invasioni delle prerogative contrattuali nella regolazione di aspetti che attengono allo svolgimento delle prestazioni di lavoro. E lontanissime dal riconoscimento nel Patto per la Suola dell’impegno profuso da tutto il personale durante la pandemia. Ora questo riconoscimento va concretizzato e tradotto in misure e interventi che assicurino stabilità e continuità al lavoro e il regolare avvio dell’anno scolastico il primo settembre».

La replica dello scorso anno

Anche l’anno scorso i sindacati avevano deciso di scioperare l’ultimo giorno di scuola, l’8 giugno, contro il dl scuola approvato in Senato (che prevedeva un concorso per i precari) e per chiedere garanzie sulla ripresa a settembre: chiedevano di ridurre il numero di alunni per classe e consentire una didattica a gruppi più piccoli, richiesta ribadita quest’anno; volevano un concorso riservato per i direttori dei servizi generali e amministrativi facenti funzione con almeno tre anni di servizio, proprio come oggi; e sostenevano che bisognasse assicurare il rinnovo del contratto con risorse aggiuntive.

Scrutini finali 2020/21: è legittimo l’anticipo?

da La Tecnica della Scuola

In questo appuntamento con la nostra rubrica “A domanda, risponde…” a cura del prof. Lucio Ficara, le risposte ai quesiti dei nostri lettori sul tema degli scrutini finali anno 2020/21.

Ecco i temi trattati

DOMANDA n. 1

Nella mia regione il termine delle lezioni era stato fissato al 12 giugno, ma gli scrutini sono stati anticipati al 7 giugno. È legittimo questo anticipo degli scrutini?

RISPOSTA

La legge impone che gli scrutini vengano svolti dopo il termine delle lezioni, è scritto chiaramente nel comma 1 dell’art. 193 d.lgs. 297/94. In tale norma è specificato che “I voti di profitto e di condotta degli alunni, ai fini della promozione alle classi successive alla prima, sono deliberati dal consiglio di classe al termine delle lezioni, con la sola presenza dei docenti”. L’OM n.159 del 17 maggio 2021 autorizza gli USR a prevedere la conclusione degli scrutini finali per le classi delle istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo e secondo ciclo di istruzione entro il termine delle lezioni fissato dai calendari delle Regioni e delle Province autonome, fermo restando l’avvio degli stessi non prima del 1° giugno 2021. Sta di fatto che un’ordinanza ministeriale non può cancellare una legge dello Stato.

DOMANDA n. 2

Se agli scrutini finali si dovesse assentare un docente, può essere sostituito da altro docente ma dello stesso consiglio di classe?

RISPOSTA

Sostituire un docente assente agli scrutini finale, significa non alterare numericamente la composizione del Consiglio d classe. Quindi la sostituzione non può essere fatta assegnando il compito ad un docente che già fa parte del Consiglio di classe stesso. Il docente assente va sostituito con docente della scuola di medesima disciplina o in assenza di questo con docente di disciplina affine oppure se manca anche questo, con altro docente della scuola ma non del medesimo Consiglio di classe.

DOMANDA n. 3

Il voto finale di una disciplina che scaturisce dalla media aritmetica delle verifiche dell’alunno, può essere modificato con delibera del Consiglio di classe?

RISPOSTA

Il decreto regio n°64 del 1925, ancora in vigore che afferma: “i voti si assegnano, su proposta dei singoli professori, in base ad un giudizio brevemente motivato desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici fatti in casa o a scuola, corretti e classificati durante il trimestre o durante l’ultimo periodo delle lezioni. Se non si ha dissenso, i voti in tal modo proposti s’intendono approvati; altrimenti le deliberazioni sono adottate a maggioranza, e, in caso di parità, prevale il voto del presidente.

Corsi di recupero a settembre: secondo il MEF i docenti non vanno retribuiti

da La Tecnica della Scuola

Fa già discutere la disposizione contenuta nell’articolo 58 del Decreto Sostegni bis (comma 1 lettera c) secondo cui con una ordinanza del Ministro dell’istruzione sarà possibile “prevedere che a partire dal 1° settembre 2021 e fino all’inizio delle lezioni siano attivati, quale attività didattica ordinaria, l’eventuale integrazione e il rafforzamento degli apprendimenti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.
Per la verità c’è chi fa osservare che le scuole che attiveranno tali percorsi potranno utilizzare i fondi già disponibili (compresi quelli per il cosiddetto Piano estate) per retribuire i docenti disponibili.
Ma, proprio in queste ore, nel sito della Camera è stata pubblicata le relazione tecnica predisposta dal MEF che accompagna il decreto e che smentisce questa interpretazione.
Le attività di recupero – si legge nella relazione –  sono retribuite, secondo quanto stabilisce il CCNL del comparto scuola, nella misura di 50 o 35 euro orarie a seconda della tipologia.
Tuttavia – aggiunge la relazione – nei giorni di sospensione delle lezioni il recupero, l’integrazione e il rafforzamento degli apprendimenti non si aggiungono alle normali attività didattiche e quindi la disposizione del decreto ha l’effetto di azzerare il compenso previste per le attività in questione.
Adesso si attendono le reazioni delle organizzazioni sindacali che, certamente, non saranno affatto d’accordo su questa tesi dei tecnici del Ministero dell’Economia.