Il TAR può revocare la promozione se “danneggia” l’alunno

Il TAR può revocare la promozione se “danneggia” l’alunno

Il Sole 24 Ore del 28/05/2021

Così come la bocciatura non è una sanzione e nemmeno una punizione, la promozione di un ragazzo alla classe successiva in alcuni casi può costituire tutt’altro che un vantaggio per lui, anzi, a ben vedere, un vero e proprio “danno”. Con la sentenza 559/2021, il Tar Toscana ha affrontato il singolare ricorso dei genitori di un alunno non per la bocciatura bensì per la sua promozione con superamento degli esami di terza media.
I genitori in questione sostenendo che l’Istituto scolastico si fosse voluto “liberare” del figlio ne avevano impugnato i provvedimenti di promozione ignorando la loro istanza di trattenimento alla classe III senza aver prima verificato che il minore fosse davvero pronto al passaggio alle scuole superiori. L’istituto avrebbe insomma erroneamente interpretato la disciplina emergenziale ritenendo vigente una sorta di “promozione automatica” di tutti gli alunni, disabili compresi.

La normativa emergenziale 
A ben vedere la normativa emergenziale non contempla alcuna deroga rispetto al possesso dei requisiti sulla valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento. L’ammissione di tali alunni all’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione, resta subordinata alla verifica del raggiungimento degli obiettivi del piano educativo individualizzato.
Nella didattica erogata a tali alunni i docenti perseguono l’obiettivo dell’integrazione scolastica che è funzionale allo sviluppo delle potenzialità della persona disabile nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.

Una volta elaborato il piano educativo individualizzato, con il concorso degli operatori delle unità sanitarie locali e delle famiglie, alla fine di ogni anno devono essere svolte verifiche per controllare gli effetti dei diversi interventi. E nell’individuare le modalità “derogatorie” causa Covid, nulla è previsto per la valutazione finale con riferimento agli alunni con disabilità. Si prevede espressamente che per gli alunni con disabilità certificata si deve procedere alla valutazione sulla base del piano educativo individualizzato. Anzi è stato disposto che i dirigenti scolastici, sulla base di specifiche e motivate richieste da parte delle famiglie degli alunni con disabilità, sentiti i consigli di classe e acquisito il parere del Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione a livello di istituzione scolastica, valutino l’opportunità di consentire la reiscrizione dell’alunno al medesimo anno di corso qualora sia accertato il mancato conseguimento degli obiettivi didattici.
E’ quindi evidente che la disciplina emergenziale obbliga i dirigenti scolastici ad effettuare una prudente istruttoria e una attenta valutazione al fine di valutare la possibile re-iscrizione dell’alunno disabile al medesimo anno trascorso. Tutto ciò – si badi – nell’intento di salvaguardare in via prioritaria, non tanto la continuità del percorso scolastico, quanto piuttosto la sua efficacia sotto il profilo inclusivo e psicologico, ancor prima che didattico.

di Pietro Alessio Palumbo

I germogli della rinascita dopo il difficile anno di pandemia

Lega Del Filo D’oro: i germogli della rinascita dopo il difficile anno di pandemia

Vita del 28/05/2021

«Non che le sfide siano finite, però grazie all’avanzamento della campagna vaccinale, al completamento del secondo lotto del nuovo Centro Nazionale previsto entro la fine del 2021 e al riconoscimento ufficiale della LIS e della LIS tattile (LIST), oggi la Fondazione guarda con maggiore fiducia e speranza al futuro di chi non vede e non sente», dice il presidente Rossano Bartoli

OSIMO. «Avanti e buon coraggio, senza mai tirarsi indietro!», era questo il motto di Sabina Santilli, fondatrice della Lega del Filo d’Oro. Ed è con questo spirito che la Fondazione, gli operatori e le famiglie desiderano ripartire dopo il difficile anno di pandemia. Non che le sfide siano finite, sottolinea il presidente Rossano Bartoli, però «grazie all’avanzamento della campagna vaccinale, al completamento del secondo lotto del nuovo Centro Nazionale previsto entro la fine del 2021 e al riconoscimento ufficiale della LIS e della LIS tattile (LIST), oggi la Fondazione guarda con maggiore fiducia e speranza al futuro di chi non vede e non sente».
All’incontro promosso questa mattina in occasione dell’anniversario della nascita di Santilli (29 maggio), Bartoli ha ricordato che «in questi mesi di pandemia, di coraggio ne è servito tanto», perché se gli effetti della pandemia hanno avuto ripercussioni importanti sulla vita di tutti, non bisogna dimenticare il caro prezzo che hanno pagato le persone con disabilità, in particolar modo le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, che utilizzano prevalentemente il tatto per comunicare. A causa del deficit comunicativo, infatti, per loro tutto ruota intorno al contatto di mani che si parlano, prerequisito fondamentale di relazione: il distanziamento sociale imposto per contenere la diffusione del virus ha rappresentato per loro l’ennesimo, enorme, ostacolo da affrontare, rendendole una delle categorie più vulnerabili a ricadute psicologiche e sociali. «Quando ad una persona sordocieca tolgono il tatto, tutto finisce», ha sottolineato Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle persone sordocieche della Lega Del Filo D’oro. «Per me, che ho un impianto cocleare, questo significa soprattutto vivere in un mondo di voci senza corpo, senza mani, senza sostanza fisica: un po’ come se comunicassi esclusivamente con una radio ricetrasmittente».

Quando ad una persona sordocieca tolgono il tatto, tutto finisce. Per me, che ho un impianto cocleare, questo significa soprattutto vivere in un mondo di voci senza corpo, senza mani, senza sostanza fisica: un po’ come se comunicassi esclusivamente con una radio ricetrasmittente
Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle persone sordocieche della Lega Del Filo D’oro

L’impatto delle restrizioni e del distanziamento sociale
Secondo i risultati di una recente indagine dell’INAPP-Istituto Nazionale per l’analisi delle Politiche Pubbliche, condotta in collaborazione con la Lega del Filo d’Oro Onlus insieme ad altre Associazioni nazionali di pazienti con disabilità neurosensoriale non istituzionalizzata in Italia, 6 persone su 10 hanno provato un forte senso di isolamento, di solitudine e di abbandono e oltre 1 persona su 2 ha visto sospesi i propri programmi di riabilitazione.
Nei 5 Centri della Lega del Filo d’Oro, l’attività rivolta agli utenti in regime di residenzialità non si è mai fermato. In questo immenso sforzo per proteggere la salute degli ospiti e dei lavoratori, le misure di contrasto alla pandemia hanno avuto un contraltare di grande sofferenza: quello delle famiglie. «Molti familiari non hanno potuto vedere i loro cari per mesi e, anche quando è stato consentito, la qualità della relazione ne ha molto risentito», ha raccontato, commossa, Monica Matteucci, assistente sociale, rievocando con dolore le domande che le ponevano le mamme e i papà: «Come si fa ad entrare in contatto con i nostri ragazzi se non li possiamo toccare? Come facciamo a far capire loro che non li abbiamo abbandonati se non ci possono sentire? Ho paura di non rivedere più mio figlio!». Monica ricorda che «sono stati mesi e mesi di telefonate e chiamate video continuamente interrotti da pianti».

La gioia di Giulia, che ad Osimo ha iniziato a parlare
Non sono mancati ovviamente anche i momenti di intensa gioia ed emozione, come quello raccontato Monica Meloni, la mamma di Giulia, 8 anni, una bimba sordocieca con un piccolo residuo visivo che a settembre del 2020 ha iniziato a frequentare il Centro Diurno di Osimo. Nonostante Giulia avesse già un impianto cocleare dall’età di diciotto mesi, è stato soltanto due mesi fa, a marzo, che ha iniziato a parlare, sorprendendo i suoi genitori e i medici che per anni avevano ritenuto questo traguardo improbabile, persino impossibile. «Questi programmi e trattamenti riabilitativi quotidiani non solo salvano la vita di Giulia, ma sono indispensabili anche per noi genitori, perché grazie alla Lega del Filo d’Oro possiamo ricominciare a sperare, a sognare e respirare con il cuore più leggero», ha detto la mamma.

Molti familiari non hanno potuto vedere i loro cari per mesi e, anche quando è stato consentito, la qualità della relazione ne ha molto risentito. Sono stati mesi e mesi di telefonate e chiamate video continuamente interrotti da pianti
Monica Matteucci, assistente sociale

Il riconoscimento della LIS e LIST
In questo anno così difficile, interrotto da mille sfide e difficoltà, a riportare un po’ di luce nelle esperienze dei bambini e degli adulti sordochiedi sono state (anche) due decisioni significative, prese a livello governativo. La prima risale a pochissimi giorni fa: il 19 maggio, a 12 anni dalla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, l’Italia ha finalmente colmato il grave ritardo che l’aveva portata ad essere l’ultima in Europa a non aver riconosciuto la propria lingua dei segni nazionale. L’iter di conversione in legge del cosiddetto “Decreto sostegni”, al cui interno è prevista la norma che riconosce la LIS (Lingua dei Segni Italiana) e la LIST (Lingua dei Segni Italiana Tattile), riconosce ufficialmente anche la figura dell’interprete, un sostegno fondamentale per la vita di chi non vede e non sente.

Bene i vaccini, ma ci sono ancora cose da fare
Il secondo elemento ha a che fare con il riconoscimento delle persone disabili e dei loro caregiver tra le categorie che hanno la priorità nella vaccinazione. «Si è aperta per noi una speranza per un futuro nel quale torneremo a socializzare, a stringere mani, a vivere senza paura», ha concluso Francesco Mercurio, che ha anche sottolineato, però, come in Italia, le persone sordocieche aspettino ancora che si migliori la legge 107/10. «Questa norma, infatti, da un lato riconosce la sordocecità quale disabilità specifica, diversa dalla sordità e dalla cecità, dall’altra, però, è formulata in modo che le persone cieche che perdono l’udito dopo i 12 anni, come il sottoscritto, non possano trovare riconoscimento come sordocieche».

I prossimi step
Oggi la Lega del Filo d’Oro è presente in dieci regioni e segue ogni anno oltre 950 utenti provenienti da tutta Italia, svolgendo le sue attività di assistenza, educazione e riabilitazione delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali nei Centri e Servizi Territoriali di Osimo (AN), Lesmo (MB), Modena, Molfetta (BA) e Termini Imerese (PA) e nelle Sedi territoriali di Novara, Padova, Pisa, Roma e Napoli. Entro la fine del 2021 sarà terminata la costruzione del secondo lotto del Centro Nazionale, che comprenderà le residenze per gli ospiti a tempo pieno e le foresterie per i familiari, le piscine e le palestre, l’edificio con la cucina, mensa e lavanderia e il museo e centro didattico. L’auspicio è che il completamento del progetto possa consentire di ridurre i tempi di attesa per le diagnosi e le cure riabilitative, garantendo un intervento precoce soprattutto ai bambini molto piccoli, offrendo loro le migliori possibilità di recupero e di accogliere un numero maggiore di persone adulte sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, incrementando i posti per i ricoveri a tempo pieno e per la degenza diurna.

di Sabina Pignataro

Bianchi apre a nuova maturità: tesi al posto del tema

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

La tesi che i ragazzi impegnati quest’anno con gli esami di Stato dovranno consegnare a giorni, e che sarà la base di partenza della maturità 2021, potrebbe essere replicata anche nei prossimi anni e sostituire i tradizionali esami scritti. A farlo intendere è stato giovedì 27 maggio il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che non vuole però sentir parlare di maturità solo orale: «Non è solo questo – spiega – quest’anno abbiamo introdotto una novità importante: da marzo i consigli di istituto e i ragazzi discutono su alcuni temi, e i maturandi hanno un mese per preparare un elaborato che sarà la base da cui partirà l’esame; si inizia insomma partendo da un lavoro fatto. E’ uno scritto pensato, ragionato, discusso. Lo scritto ci vuole: se non sai scrivere non hai le parole per dirlo».

La scadenza si avvicina
Il prossimo 31 maggio è la data massima entro la quale i 500 mila maturandi devono trasmettere l’elaborato il cui argomento è stato loro assegnato dal Consiglio di classe. Il colloquio orale prenderà l’avvio dalla discussione dell’elaborato che potrà avere forme diverse, in modo da tenere conto della specificità dei diversi indirizzi di studio, della progettualità delle istituzioni scolastiche e delle caratteristiche dello studente in modo da valorizzare le peculiarità e il percorso personalizzato compiuto. «Vediamo come va – dice il ministro a chi gli chiede se il modello di quest’anno verrà replicato in futuro – sto avendo molti riscontri positivi dagli studenti. È importante la possibilità di avere tempo, questa è la maturità, non è: “mi sveglio, vado tutto agitato e teso, uno mi apre una busta e devo rispondere”. È invece ragionarci su e lavoraci su. È una maturità che prepara al lavoro e ad altre possibilità di crescita».

Le polemiche sul curriculum dello studente
Il ministro polemizza anche a distanza con Ernesto Galli della Loggia che dalle pagine del Corriere, nelle scorse settimane, ha criticato l’altra novità della maturità di quest’anno, il curriculum dello studente, definendo questo esame di Stato ‘un po’ classista’. «Io non ho avuto le possibilità di Galli della Loggia perchè ho lavorato fin da piccolo. Classista è quando ci si nasconde dietro ad un dito, dietro all’ipocrisia, dicendo che siamo tutti uguali: non siamo tutti uguali, io ho lavorato di più. Il curriculum dello studente è il modo con cui i ragazzi presentano se stessi ed è il modo per insegnare loro a presentare se stessi e il loro lavoro. Fa parte dell’insegnamento alla vita, non attiene alla valutazione che poi non è quella fiscale che si immagina», fa notare Bianchi.

I vaccini ai maturandi
Intanto, in vista dell’inizio degli esami, che partiranno il prossimo 16 giugno, alcune Regioni procedono con le vaccinazioni dei maturandi. Oggi sono partite nel Lazio le prenotazioni per le inoculazioni che si terranno dal 1 al 3 giugno: in 30 minuti sono state oltre 20mila i prenotati. Attiva anche in Abruzzo da stamattina la piattaforma per le manifestazioni di interesse alla vaccinazione anti Covid riservata ai ragazzi impegnati negli esami. E le vaccinazioni per i maturandi sono partite già ieri in Sicilia, la prima Regione a muoversi su questo fronte.


Maturità, Bianchi: “Quest’anno esame ragionato. Speriamo in via libera vaccini dai 12 anni in su”

da la Repubblica

Ilaria Venturi

Siamo al rush finale per quasi 490mila maturandi: entro lunedì 31 maggio vanno consegnati gli elaborati, ovvero lo scritto multidisciplinare assegnato dai consigli di classe dal quale dal 16 giugno partirà il maxi-colloquio, unica prova della Maturità 2021 segnata per il secondo anno dalla pandemia. E già ci si interroga sul futuro dell’esame che praticamente ogni ministro all’Istruzione ha riformato. Patrizio Bianchi parlando durante al trasmissione Agorà frena, ma non esclude l’ipotesi: “Vediamo come va, sto avendo riscontri positivi, è giusto avere tempo per articolare un pensiero complesso, ci ragioniamo. Non è un esame a caso, ma un esame che parte da uno scritto pensato, discusso. È importante sapere scrivere, altrimenti non si sa parlare”. Mentre aumentano le regioni che hanno deciso di vaccinare i maturandi, dalla Lombardia alla Sicilia. E Bianchi confida nel vaccino per i ragazzi in vista dell’ok dell’Ema dai 12 anni: “Speriamo domani ci sia il via, è fondamentale non solo per essere a scuola ma anche dal prima e il dopo: si devono incontrare è giusto lo facciano, la scuola è già sicura”.

Maturità, Bianchi: “Il Curriculum non è classista”

Quest’anno saranno circa 13mila le commissioni impegnate, con 120mila insegnanti, tra presidenti e membri interni. E la novità sta nel Curriculum dello studente, un’eredità della riforma delle “Buona scuola” (governo Renzi) che quest’anno entra in vigore e non senza polemiche. Si tratta di un attestato che sarà allegato al diploma sul profilo scolastico di ogni ragazzo e ragazza che include anche le certificazioni linguistiche conseguite e le attività extrascolatiche svolte nel corso degli anni, dalla musica al volontariato allo sport. In sede d’esame sarà presentato alla commissione, che ne terrà conto nella valutazione (non ha un peso in crediti). Superata la prova il documento sarà integrato con i risultati e con il diploma ufficiale e potrà essere usato per la ricerca del lavoro o per l’iscrizione all’università.

“È classista”, l’accusa di alcuni intellettuali, perché mette nero su bianco disuguaglianze dipendenti dalla provenienza sociale degli studenti, ovvero le differenti possibilità che la famiglia ha potuto offrire loro. Non ci sta a questa lettura il ministro: “E’ stato chiesto ai ragazzi di esporre tutte le loro attività: classismo è quando ci si nasconde dietro all’ipocrisia, qualsiasi lavoro è dignitoso, io stesso ho lavorato molto da ragazzo. Il curriculum dello studente non è un elemento con cui valutiamo i ragazzi, ma insegniamo loro a presentarsi, è il modo per poter esporre le loro attività e il loro lavoro” afferma Patrizio Bianchi. “Fa parte dell’insegnamento alla vita, non fa parte della valutazione”.

Vaccini ai Maturandi: Regioni in ordine sparso

Nel Lazio in 30 minuti oltre 20 mila prenotazioni da parte dei maturandi. La Regione governata da Zingaretti è partita per primo con l’annuncio e da oggi 52mila studenti studenti impegnati nell’esame di Stato del Lazio potranno prenotarsi per il vaccino che sarà fatto tra l’1 e il 3 giugno in uno degli 80 punti vaccinali Pfizer. Sempre da oggi si prenota il vaccino anche in Abruzzo, mentre la prima ad essere partita con la somministrazione delle dosi ai ragazzi è la Sicilia: da ieri i maturandi si sono messi in fila. “Siamo gasatissimi”, dice più di uno nell’hub di Palermo. La maggior parte ha ricevuto il siero Johnson & Johnson, alcuni AstraZeneca: c’è chi lo ha preferito al vaccino monodose: “Ho saputo che è molto efficace anche contro la variante indiana, perciò mi sono sentito più sicuro”, spiegano alcuni ragazzi.

Si procede, come sempre, in ordine sparso. L’Emilia-Romagna ha detto no, “seguiamo il piano nazionale di Figliuolo e diamo la priorità agli operatori dle turismo”, la Lombardia ha invece scelto la strada di aprire dal 2 giugno i vaccini a tutti i cittadini nella fascia di età che va dai 16 ai 29 anni (quindi anche i maturandi).

Stessa scelta in Valle d’Aosta che ha annunciato per il 2 giugno l’Astra Open Day, a cui potranno aderire tutti gli over 18 residenti, un invito esteso ovviamente anche ai maturandi. Via libera alle punture prima dell’esame anche in Liguria. “Mi sono collegato verso sera, ho dovuto aspettare che passassero prima 5mila persone” racconta della prenotazione a Genova Federico, 18 anni, maturando -. Ho deciso di vaccinarmi per la sicurezza mia e delle persone che mi stanno intorno, per il green pass questa estate e perché secondo me se arriviamo a una buona dose di vaccini saremo più liberi”. Tra loro prevale la voglia di uscire, sognare l’estate dopo la Maturità senza virus.

Il Piemonte ci sta pensando, “così come ci siamo battuti per la riapertura delle vaccinazioni a tutto il personale scolastico, credo sarebbe un’opportunità. Noi siamo pronti” ha spiegato, a proposito di un’eventuale campagna vaccinale per i maturandi, il presidente Alberto Cirio. In Puglia il governatore Michele Emiliano chiede di allargare a tutti gli studenti: “Anziché operazioni di marketing, la mia proposta personale è quella di vaccinare tutta la popolazione scolastica per poter riportare i nostri studenti in presenza senza rischi”.

Attività fisiche e motorie, le indicazioni per organizzarle in ambiente esterno. NOTA

da OrizzonteScuola

Di redazione

Dall’Ufficio scolastico del Veneto arrivano indicazioni molto interessanti in merito alle attività fisiche e motorie degli studenti da svolgere all’esterno. Vediamole di seguito.

Facendo riferimento alla nota del Ministero dell’Istruzione – Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione – prot. n. 698 del 6/5/2021, scrive l’Ufficio Scolastico del Veneto, per la realizzazione di attività fisiche o motorie in palestra da parte di singole classi continuano a trovare applicazione le misure di prevenzione e cautela a suo tempo dettate dal Comitato Tecnico Scientifico, con particolare riguardo alla necessità di garantire attività fisiche sportive individuali e il distanziamento tra gli allievi di almeno 2 metri, con possibilità di abbassare la mascherina solo quando si riesce a garantire continuativamente tale distanziamento.

Per questa motivazione, con la bella stagione, si suggerisce di valutare la possibilità di realizzare all’aperto le attività di educazione fisica e motoria, sia negli spazi di pertinenza della sede scolastica (giardino, cortile, campo sportivo, ecc.), previa valutazione dei fattori di rischio presenti in tali spazi, sia all’esterno di questa (parchi, impianti sportivi all’aperto, ecc.), come indicato nella nota USRV prot. n. 1771 del 29/1/2021, ricordando che, in questo secondo caso, tali attività si configurano come uscite didattiche e sono soggette a regolamentazione da parte degli Organi Collegiali oppure devono essere inserite nel POF e comunque non devono avere il carattere dell’estemporaneità.

L’ufficio riporta anche un esempio: a questi criteri si conformano le lezioni di Educazione Fisica effettuate presso un impianto sportivo con annessa pista di atletica, a seguito di convenzione della scuola con il Comune.

NOTA USR VENETO

Scrutini finali, è possibile svolgerli sia in videoconferenza che in presenza. Nota

da OrizzonteScuola

Di redazione

La nota dell’USR Veneto del 25 maggio ricorda che le attività collegiali possono essere svolte sia in videoconferenza che in presenza.

L’Ufficio Scolastico del Veneto scrive che con la proroga al 31 luglio 2021 dello stato d’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’allegato 2 del Decreto-Legge 22/4/2021, n. 52, al punto 6, conferma quanto disposto dall’art. 73 del DecretoLegge 17/3/2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24/4/2020, n. 27, relativamente alle semplificazioni in materia di organi collegiali. Nella conversione in legge dell’art. 73, è stato aggiunto il comma 2-bis, in cui si dice che, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza, “le sedute degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono svolgersi in videoconferenza, anche ove tale modalità non sia stata prevista negli atti regolamentari interni di cui all’art. 40 del testo unico di cui al D.Lgs. 16/4/1994, n. 297”.

Ne consegue che è possibile programmare gli scrutini finali tanto in videoconferenza quanto in presenza, individuando, anche caso per caso, la modalità che consente di pervenire alle migliori e più adeguate deliberazioni.

NOTA

Mobilità docenti, esiti attesi per il 7 giugno e passaggi di ruolo al 25%

da La Tecnica della Scuola

Per adesso gli esiti della mobilità docenti 2021/2022 rimangono attesi per il prossimo 7 giugno. Il sistema assegnerà contestualmente, ma sui posti rimasti disponibili dopo l’espletamento della I e II fase della mobilità, il 25% dei posti ai passaggi di ruolo e di cattedra.

Le fasi della mobilità

La mobilità dei docenti 2021/2022 è disposta su tre fasi. La prima fase riguarda i trasferimenti per la stessa classe di concorso di titolarità, dentro il comune in cui si è titolari; la seconda fase invece è il trasferimento tra comuni della stessa provincia o comunque tra scuole site in comuni differenti ma della stessa provincia; la terza fase, sul 50% dei posti rimasti disponibili dopo le prime due fasi, si effettua con trasferimenti interprovinciali al 25% e mobilità professionale per l’altro 25%.

Passaggi di ruolo e cattedra

Il passaggio di ruolo fa parte della mobilità professionale insieme ai passaggi di cattedra. La docente titolare alla scuola dell’infanzia che ha l’abilitazione per insegnare alla scuola primaria o addirittura alla secondaria, può chiedere per esempio il passaggio di ruolo per insegnare in altro ordine di scuola, anche il docente titolare alla secondaria di I grado, se in possesso di abilitazione alla secondaria di II grado può chiedere il passaggio di ruolo. In buona sostanza la richiesta di passare da un ordine di scuola ad un altro, da un grado di istruzione ad un altro, si definisce passaggio di ruolo.

Per la mobilità 2020/2021 il passaggio di ruolo provinciale e interprovinciale, può essere chiesto esclusivamente dai docenti che hanno superato l’anno di prova e che sono in possesso del titolo di abilitazione per l’insegnamento delle classi di concorso per cui si chiede il passaggio, può essere chiesto soltanto verso un solo ordine e grado di scuola, ma, una volta scelto tale ordine e grado, possono essere chieste tutte le classi di concorso per cui si ha titolo di abilitazione.

Ai sensi dell’art.6, comma 3, dell’ipotesi di CCNI mobilità 2019-2022, la mobilità professionale prevale su quella territoriale nei soli passaggi di ruolo. Nel caso di presentazione di domande di trasferimento, di passaggio di cattedra e di passaggio di ruolo, il conseguimento del passaggio di ruolo rende inefficace la domanda di trasferimento o di passaggio di cattedra o il trasferimento o passaggio di cattedra eventualmente già disposti.

Il passaggio di cattedra si effettua sullo stesso ordine e grado di istruzione in cui l’aspirante è titolare. Se un docente è titolare in matematica A026 per la scuola secondaria di II grado, ma possiede l’abilitazione all’insegnamento per la classe di concorso A027 matematica e fisica, può ottenere, a domanda, il passaggio di cattedra in questa classe di concorso.

Scrutini finali, si possono fare in presenza oppure on-line

da La Tecnica della Scuola

Con la proroga al 31 luglio 2021 dello stato d’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’allegato 2 del Decreto-Legge 22/4/2021, n. 52, al punto 6, conferma quanto disposto dall’art. 73 del Decreto-Legge 17/3/2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24/4/2020, n. 27, relativamente alle semplificazioni in materia di organi collegiali.

A ricordarlo è l’USR Veneto, con propria nota, avente ad oggetto “attività, eventi e adempimenti programmati negli ultimi giorni di lezione”.

L’Ufficio scolastico ribadisce infatti che nella conversione in legge dell’art. 73, è stato aggiunto il comma 2-bis, in cui si dice che, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza, “le sedute degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono svolgersi in videoconferenza, anche ove tale modalità non sia stata prevista negli atti regolamentari interni di cui all’art. 40 del testo unico di cui al D.Lgs. 16/4/1994, n. 297”.

Il legislatore utilizza il termine “possono”, quindi alle scuole è consentito di programmare gli scrutini finali tanto in videoconferenza quanto in presenza, individuando, anche caso per caso, la modalità che consente di pervenire alle migliori e più adeguate deliberazioni.

Decreto sostegni bis: il 9 giugno scendono in piazza i sindacati

da La Tecnica della Scuola

I sindacati non ci stanno e protestano per il metodo del Governo che il 20 maggio scorso ha sottoscritto un Patto sulla scuola e nella stessa serata ha approvato un decreto legge in palese contraddizione con il Patto stesso.
“Quando abbiamo firmato il Patto – dicono in sostanza i sindacati – il Governo ci aveva garantito che sui problemi aperti si sarebbe deciso insieme attraverso confronti su temi specifici. E invece neppure 24 ore dopo siamo stati messi di fronte a scelte unilaterali”.
Per la verità per giovedì 3 giugno alle ore 10 i rappresentanti delle Confederazioni e delle Organizzazioni sindacali del comparto sono convocati presso il Ministero per l’attivazione del tavolo dedicato ai temi della formazione iniziale, del reclutamento e della formazione continua.
Ma questo ai sindacati non basta perché si tratta solamente di uno dei tanti temi sul tappeto.
Si spiega così la decisione di promuovere una manifestazione nazionale per il 9 giugno nel corso della quale sarà presentata al Governo una vera e propria “piattaforma” relativa alle modifiche da apportare al Decreto 73 in sede di conversione in legge.
Questi i punti del manifesto sindacale:

  • stabilizzazione di tutti i precari sia abilitati e specializzati sia con 3 anni di servizio
  • stabilizzazione dei DSGA facenti funzione con 3 anni di servizio
  • superamento dei blocchi sulla mobilità del personale
  • rafforzamento degli organici del personale docente, educativo ed ATA a partire dalla conferma dell’organico Covid
  • riduzione del numero massimo di alunni per classe
  • consentire la partecipazione a un nuovo concorso anche in caso di mancato superamento del precedente.

Bianchi a tutto campo: vaccini, maturità, scuola d’estate e curriculum dello studente

da La Tecnica della Scuola

Intervenuto nel corso della trasmissione di Rai3 ‘Agorà’, il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi ha affrontato diversi temi dell’attualità del mondo della scuola, dagli esami di maturità ai vaccini, fino alla scuola d’estate e al curriculum dello studente.

“Speriamo che domani l’Ema ci dia il via e che riusciamo, dopo gli insegnanti, a vaccinare anche i ragazzi. Non solo per il tempo della scuola, ma anche per quello che trascorrono fuori. La scuola l’abbiamo resa sicura, ma bisogna pensare anche al prima e al dopo ovvero i momenti dell’incontro”.

“I governi cambiano, le istituzioni continuano. La scuola è andata avanti anche in un momento difficilissimo. Abbiamo messo i paletti, gli esami, la preparazione dell’anno prossimo, l’estate, ce la stiamo facendo. Abbiamo visto quant’è centrale la scuola. Ci sono delle grandi differenze tra le varie parti del Paese, questo non è accettabile. Abbiamo dato più di 1 miliardo alle province per la sicurezza degli edifici. Abbiamo riportato i bambini e le bambine a scuola, non è una cosa banale. Stiamo lavorando tantissimo per gestire i trasporti“.

Esami di maturità

“Abbiamo messo a disposizione gli strumenti per un esame di maturità che lo sia davvero. I ragazzi possono svolgere un elaborato, non una tesina, non è un orale a caso. Finalmente uno scritto pensato, discusso. Ho dei riscontri molto positivi dai ragazzi”.

Scuola d’estate

“Non è un flop, abbiamo dato 150 milioni a tutte le scuole d’Italia, poi 310 milioni soprattutto alle scuole del Sud, qui 6mila scuole hanno detto che organizzano, faranno i recuperi della lingua, della matematica e della socialità. E poi c’è la musica. Ma metteremo anche 40 milioni per le situazioni più difficili”.

Insegnanti e psicologi

“La maggioranza degli italiani ha fiducia negli insegnanti. L’esame è il modo in cui gli insegnanti devono accompagnare il ragazzo. I nostri insegnanti sono persone, non sono doganieri. Abbiamo dato 150 milioni alle nostre scuole per interventi sulla sicurezza sanitaria. Lo psicologo è un supporto dell’insegnante, dev’essere un sostegno”.

Digitale

“Dobbiamo fare una formazione anche per gli insegnanti sul digitale, abbiamo un grosso programma, dobbiamo ampliare i nostri strumenti, usare gli strumenti e non essere usati dagli strumenti”.

Curriculum dello studente

“È stato chiesto ai ragazzi di esporre le proprie abilità, non c’è classismo. Il curriculum dello studente è il modo con cui i ragazzi presentano sé stessi, c’è sempre stato e sempre ci sarà”.

Vaccini, Bianchi: ‘Speriamo domani via libera per i 12enni, tutti immunizzati’

da Tuttoscuola

“Speriamo domani ci sia il via, speriamo a immunizzare tutti i nostri ragazzi, è fondamentale non solo per essere a scuola ma anche per il passaggio dal prima e il dopo: si devono incontrare è giusto lo facciano, la scuola è già sicura”. Lo ha affermato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ad Agorà secondo quanto segnalato da Ansa.it.

Fondamentale dunque la sicurezza per tornare in presenza e definitivamente a settembre. “Oltre 1 miliardo lo abbiamo dato alle Province per la messa in sicurezza, a partire dai solai; abbiamo lavorato molto con le scuole per riprendere il ritmo, riportare i ragazzi a scuola dopo la dad non è stato banale. – continua Bianchi -. Stiamo lavorando ora con gli altri ministri e le Regioni per gestire i trasporti. Abbiamo dato 150 milioni alle scuole per interventi d’urgenza sulla sicurezza sanitaria compresi gli interventi degli psicologi con i quali abbiamo fatto un accordo. Gli psicologi sono un supporto per gli insegnanti, non si devono sostituire a loro”.

 “Abbiamo predisposto tutto per un esame di maturità che sia tale – ha aggiunto il Ministro -: quest’anno abbiamo introdotto il fatto che da marzo i Consigli di istituto hanno predisposto un elaborato. Non è un esame a caso ma un esame che parte da uno scritto pensato, ragionato, discusso. E’ importante sapere scrivere, altrimenti non si sa parlare”.

Reclutamento docenti: ‘Difficile coprire 112 mila cattedre vacanti entro settembre’

da Tuttoscuola

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Sostegni bis che riforma il reclutamento con lo scopo di coprire il maggior numero di cattedre vacanti entro settembre 2021. Circa 6mila posti verranno coperti grazie al recupero di 5 classi di concorso STEM, circa 18mila dalla nomina a tempo determinato dei precari storici con almeno 3 anni di servizio e altri 32mila dal concorso straordinario della secondaria. Anche se, secondo una proiezione di Tuttoscuola, i vincitori di questo concorso saranno inferiori al numero di posti disponibili: circa 9000 posti potrebbero restare scoperti. E, se davvero si vuole iniziare il nuovo anno scolastico con le cattedre coperte, i concorsi ordinari per le STEM dovranno svolgersi in fretta, pena l’interruzione dei rapporti lavorativi dei supplenti e la continuità didattica. Gissi (Cisl Scuola) a “L’ora di buco”, la nuova trasmissione radiofonica di Tuttoscuola: “chi ha scritto il decreto non ha contezza dei tempi organizzativi delle scuole”.

“Difficile coprire così tante cattedre vacanti entro settembre 2021. Le cattedre vuote sono davvero tante, più di 112mila. Leggendo il decreto Sostegni bis viene da pensare che chi lo abbia scritto non abbia contezza dei tempi organizzativi delle scuole” così la segretaria generale Cisl Scuola, Maddalena Gissi, ha commentato il decreto Sostegni bis pubblicato ieri in Gazzetta a “L’ora di buco, storie di vita scolastica“, la trasmissione radiofonica di Tuttoscuola su Radio Cusano Campus.

 Numerose le criticità evidenziate dalla Gissi sul decreto che ha riformato il reclutamento della scuola: per fare in modo di coprire il maggior numero di cattedre vacanti entro l’avvio del nuovo anno scolastico, viene previsto il recupero di 5 classi di concorso STEM attraverso i concorsi ordinari e l’assunzione di circa 18mila precari storici con almeno tre anni di servizio. “Solo individuare la prima fascia con le tre annualità e recuperare le 5 discipline STEM con il concorso ordinario produrrà un effetto che in percentuale sarà molto al di sotto delle 70mila unità previste dal Ministro – ha detto Gissi -. Infanzia e Primaria hanno tante disponibilità residue in GAE e in prima fascia, ma le tre annualità limitano molto il personale di sostegno con titolo di specializzazione che non le ha”.

Ci chiediamo quale sia la ratio di questo modello di reclutamento. Certo, abbiamo aperto una breccia, si inizia a pensare che esiste una doppia modalità di assunzione, attraverso graduatoria e attraverso concorso. Avvieremo un’interlocuzione con il Parlamento e con il Ministro per chiedere l’apertura dei tavoli e modifiche incisive nel decreto Sostegni bis che presenta contenuti contraddittori che non favoriscono la risoluzione del problema della meritocrazia”. E un Tavolo sulla “Formazione iniziale, Reclutamento, Formazione  permanente”, nell’ambito delle attività previste dal Patto, secondo quanto anticipato a Tuttoscuola, è stato intanto convocato dal Capo di Gabinetto del MI, Luigi Fiorentino, per il prossimo 3 giugno alle ore 10.

“Pensiamo – ha spiegato ancora Gissi – che la prova scritta del concorso si compone di 50 quesiti da svolgere in 100 minuti. A determinare la bravura di un insegnante di materie scientifiche è un quiz…”.

Altra novità presente nel decreto Sostegni bis che ha suscitato parecchie perplessità da parte dei candidati sta nel fatto che chi non dovesse superare il concorso debba restare fermo un anno. “Ci fa molto sorridere questa cosa – ha commentato la segretaria Cisl Scuola – .Chi non supera il concorso starà fermo un anno per evitare l’affluenza che crea la corsa alla prova concorsuale. Non avendo il coraggio di fare delle preselettive, vogliono alleggerire a monte la partecipazione: un’idea fuori luogo!”.

“Tutto dovrà essere espletato a breve, ma se le prove si completassero entro ottobre, saranno interrotti i rapporti lavorativi con i supplenti: una cosa che non è mai successa! Abbiamo bisogno di garantire continuità scolastica. Noi siamo dell’idea si debba aprire un percorso per abilitare il personale in seconda fascia”, ha concluso Maddalena Gissi.

Gli esami di Stato e le tre C – 3

Gli esami di Stato e le tre C: conoscenze, competenze, curriculum

di Gabriele Boselli

Puntata n.3 – Leggere i curricula come romanzi di formazione

La valutazione del candidato all’esame, già detto di maturità, prevede la lettura del curriculum della persona ma dovrebbe comprendere anche quella della storia e del progetto culturale della scuola. Si tratterà a quel punto di vedere con quale partecipazione il ragazzo abbia aderito al cenno magistrale di tutte le figure educative presenti nella sua breve storia. Esame dunque anche come momento di autocoscienza della scuola. Il voto finale sarà un voto per tutti, non solo per il giovane.

Parole chiave: storicità, esperienza, formazione, coscienza, idea, discipline.

Il curriculum come diario del formarsi di una coscienza

L’esame di Stato non fu in origine concepito come la fotografia di uno stato (con la minuscola) ma come la rappresentazione da parte di un organo ufficiale di una dinamica plurale di processi di coscienza e conoscenza. Si cercava di mettere a contatto le idee derivanti dalle storie degli esaminatori con quelle provenienti dal curriculum, scolastico e non, dei ragazzi. Dunque esame di Stato nato quasi cento anni fa da lombi gentiliani come sintesi di un romanzo di formazione.

Ancora un secolo prima, nella tradizione del Bildungsroman (Agostino, Goethe, Lessing…), tra il 1806 e il 1807, Hegel, ancora professore in un liceo di Jena portava a termine la prima delle sue due opere magistrali: quella Fenomenologia dello spirito che egli stesso definisce “storia romanzata della coscienza”. Quella dello Hegel di Jena può essere letta come una teoria (racconto di un procedere) del conoscere, delle vicende e dei modi in cui la coscienza dell’umanità nella sua ricerca di verità sostanziali cui affidarsi giunge ad accorgersi che queste sono accessibili solo attraverso la soggettività conformatrice  dell’esperienza, creatrice non del mondo (come recita l’idealismo da barzelletta) ma di una concreta e tendenzialmente universale scienza del mondo. Per essere concreta questa scienza deve incarnarsi in un soggetto (individuale e collettivo, ma soprattutto collettivo); per essere universale essa deve essere espressione non di frammenti del sapere ma del sapere nella sua interezza; dev’essere icona non di un sapere/fatto ma in atto, refolo di quel vento che nella storia muove il pensiero.

Il conoscere non è solo la risultante di una serie di letture di libri di testo e del’ascolto di lezioni. E’ l’esito dei una storia, di una totalità di storie, un condensato di storicità. Nell’esame si cerca di capire come una coscienza continui entrare in una relazione più razionale (inquadrata dall’attività “legislatrice” del sapere costituito) con il mondo.

Esperienze di formazione di una coscienza nei passaggi attraverso

Il progetto scolastico della scuola di provenienza avrà avviato il ragazzo a farsi una propria visione del mondo? O prospettato alla coscienza della persona campi attraverso cui prendere ulteriore coscienza di sé e in cui esprimersi? Chiamo “coscienza” l’atto oscillante ma sempre originario e intenzionale dell’avvicinarsi e del prender le distanze da se stessi e dalle cose per guadagnare un razionale (relativamente stabile e puntualizzato) sentimento di sé e una forza di protensione che faccia guadagnare un inserimento autonomo nel mondo. Per lunghe vie la coscienza potrà pervenire a farsi scienza (ancora Hegel, Fenomenologia, 1807).

La coscienza del ragazzo e , in trasparenza, quella dei suoi docenti) appare vocata a conoscere,  è il definirsi di un volto che non può che attivamente volgersi ad altro? Al colto non-lettore delle cm ministeriali degli ultimi vent’anni non interessa la cosa della maggior parte degli psicologi e dei docimologi ; in pedagogia fenomenologica il conoscere non è materia “fermabile” (il movimento gli è essenziale), oggettivabile in un voto.

La lettura del curriculum potrebbe mostrare come la coscienza attraverso le esperienze si stia volgendo in conoscenza, e non come un fatto ma come un evento.

La coscienza avvia alla conoscenza quando trattiene il soggetto dal non perdersi nei fatti decentrandosi da sè fino a perderne nozione; quando lo fa riflettere sugli atti, assumere consapevolmente  nuove disposizioni, autoeducarsi  attraversando gli eventi e le discipline come plurali campi di esperienza.

Prima di leggere il curriculum del ragazzo bisognerebbe aver letto il  progetto della scuola. Era atto a generare autonomia intellettuale, morale ed estetica? O il mondo vi era posto solo come lo scenario precostituito di una conoscenza “oggettiva” ovvero prescindente da ogni coscienza, senza storia , prefabbricata, epistemica, astorica, artificiosa, strumentale? Un elenco di dettagliati e pertanto insignificanti (che non accennano ad altro) obiettivi da raggiungere?

Anno 2125: preziosa e consapevole intenzionalità delle storie

Nelle scuole integrate nella pedagogia ministeriale e nelle università di obbedienza confindustriale si è soliti presentare un quadro di conoscenze epi-stemiche, che stanno sopra il fluire delle storie personali e dell’attività rappresentatrice dei soggetti individuale e collettivi.  Vi si inscena un sapere astratto strappato dal terreno delle storie. L’ancor prevalente didattica tardomoderna (quella dei PM, i programmi ministeriali) pretende invece che il soggetto dimentichi se stesso per apprendere senz’altro la verità senza soggetto delle discipline senza discepolo.

Nell’auspicabile esame di Stato del 2125, recuperata la tradizione idealistica,  ogni domanda e ogni risposta son sempre domanda e risposta consapevolmente di qualcuno, e questo qualcuno va posto onestamente, disinteressatamente in discussione insieme al suo dire. Ma in quell’anno occorre anche non esaurire l’impegno nel soggetto della domanda, se non altro perché anche il nostro modo di guardarlo è soggettivo e potrebbe essere viziato da necessità di autogiustificazioni; soprattutto perché, oltre a noi e al nostro interlocutore, forse il mondo attende di essere conosciuto, attende da sempre (e attenderà per sempre) di svelare con un’idea il mistero della sua verità originaria. Penso che ogni atto di conoscenza -e ogni conoscenza intesa come stratificazione storica di conoscenze, disciplina- sia derivato dalle proprie radici, partigiano, intenzionato e intenzionante. Soprattutto quando vi sia l’ingenua convinzione di esser di fronte alla “cosa in sé” (fenomeno rappresentativo in rapporto a un contenuto, costituito essenzialmente da una direzione verso un oggetto e poco d’altro). L’atteggiamento docimologico, epistemico dunque non epistemologico, fa smarrire coscienza e conoscenza.

L’intenzionalità pedagogica è nel tendersi verso l’oggetto su di una linea di trascendenza; nel trascendersi il soggetto non può lasciare indietro se stesso ma senza l’atto del trascendersi un se stesso autentico non può nemmeno avere autenticamente luogo

In ambito pedagogico il lasciar vedere si sviluppa nel lasciar essere, che non è lasciar perdere ma costruire un orizzonte di attesa che il soggetto avverta come chiamata a esperire se stesso nel confronto con scenari di evidenze senza consistenza, e di evidenze più consistenti, dove però mai l’evidenza sia posta come indipendente dalla storia del soggetto che l’avverte e/o la presenta come tale.

Gli esami di Stato e le tre C – Puntata n. 1

Gli esami di Stato e le tre C – Puntata n. 2

Nota 28 maggio 2021, AOODPIT 823

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

Ai Dirigenti scolastici e ai Coordinatori didattici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione
e, p.c. Ai Direttori Generali e Dirigenti titolari degli Uffici scolastici regionali
All’Ufficio speciale di lingua slovena
Al Sovrintendente scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
All’Intendente scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione e Cultura per la Provincia di Trento
Al Sovrintendente agli studi per la Regione Autonoma della Valle d’Aosta

Oggetto: Emergenza sanitaria e operazioni di scrutinio a conclusione dell’a.s. 2020/2021.