ITS 4.0 Day 2021

Robotica collaborativa al servizio della farmaceutica avanzata. Una maglietta realizzata con tessuti intelligenti in grado di monitorare i parametri vitali di sportivi e anziani. Un’App per valorizzare il patrimonio artistico e architettonico delle ville venete attraverso realtà aumentata e il gioco. Sensori innovativi per monitorare la qualità di vino e birra nei processi logistici. Strumenti di intelligenza artificiale per guidare le persone a orientarsi in grandi edifici grazie a comunicazioni via smartphone. E, infine, una stanza intelligente, ispirata alle geometrie del pittore Mondrian, personalizzabile e smart.
Sono questi i 6 progetti vincitori dell’ITS 4.0 Day che il primo luglio ha riunito, online, 130 partecipanti tra docenti, ricercatori e studenti per l’evento conclusivo del percorso ITS 4.0 avviato nel gennaio scorso. ITS 4.0 è un progetto promosso dal Ministero dell’Istruzione e sviluppato in partnership con l’Università Ca’ Foscari Venezia che ha coinvolto più di 40 Fondazioni di tutta Italia, più di 500 studenti, 50 aziende partner per altrettanti progetti di innovazione tecnologica.
I temi su cui hanno lavorato i giovani talenti delle Fondazioni ITS in questo 2021 sono riconducibili a cinque aree principali: la fabbrica intelligente, il futuro di moda e design, le tecnologie per la sostenibilità e la gestione del Covid, lo smart working e il turismo digitale, l’agroalimentare del futuro. In ciascuno di questi ambiti, gli studenti degli ITS hanno lavorato a fianco delle imprese attraverso un percorso di sperimentazione tecnologica di sei mesi utilizzando strumenti e metodologie innovative per la gestione della formazione e dell’innovazione (il Design Thinking).
Il palcoscenico virtuale dell’ITS 4.0 Day del primo luglio ha messo in evidenza le abilità di ascolto e di empatia con cui gli studenti hanno guardato alle necessità delle imprese e la loro capacità di tradurre le loro esigenze in prototipi funzionanti. Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, l’utilizzo di strumenti di comunicazione digitale ha reso possibile un dialogo e una collaborazione attiva tra imprese e studenti.
Il progetto, promosso dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici, per la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione del Ministero dell’Istruzione, in partenariato con il Dipartimento di Economia e Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, quest’anno ha raggiunto risultati davvero sorprendenti, che si sono potuti apprezzare durante l’ITS 4.0 Day, dove sono stati presentati tutti i nuovi prototipi 2021.
Il progetto è partito quattro anni fa, in forma sperimentale e, anche in un momento molto difficile quale quello della pandemia, è riuscito a crescere sia in termini quantitativi che in termini qualitativi, fornendo agli studenti e ai docenti nuovi strumenti di partecipazione attiva e collaborativa a distanza da utilizzare in coerenza con la Digital Trasformation. Con questo percorso di formazione, centrato sul Design Thinking gli allievi degli ITS apprendono un metodo strutturato nella risoluzione di problematiche presentate dalle imprese, attraverso lo sviluppo di soluzioni prototipali a basso costo, sempre in un contesto di apprendimento esperienziale che rappresenta la cifra caratterizzante degli ITS.
I risultati ottenuti quest’anno sono incoraggianti rispetto alla capacità del Paese di avviare una ripartenza centrata sulla trasformazione del nostro sistema produttivo e di servizi con il contributo delle tecnologie 4.0. Anche quest’anno gli studenti ITS hanno saputo sviluppare progetti e prototipi di grande valore che testimoniano il potenziale di nuove metodologie didattiche nell’ambito della formazione tecnica avanzata.
I progetti vincitori dell’ITS 4.0 Day verranno presentati alla Maker Faire 8-10 Ottobre 2021.
https://www.its40.it
I progetti vincitori dell’ITS Day 2021:
https://www.its40.it/wp/itsday2021/

Verso l’iter per la legge sugli assistenti alla autonomia e comunicazione

Scuola disabili. Verso l’iter per la legge sugli assistenti alla autonomia e comunicazione  
Disabili.com del 01/07/2021

E’ stata calendarizzata per settembre la discussione sulla proposta di legge n. C2887-2021 per l’internalizzazione di questa figura scolastica a supporto degli alunni con disabilità.

Prende concreta possibilità di giungere a una legge la proposta di internalizzare nell’organico del MIUR (ovvero assumere direttamente da parte del Ministero dell’Istruzione) gli assistenti all’autonomia e comunicazione degli alunni con disabilità.
A comunicarlo è la FIRST – Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela Diritti delle persone con disabilità, che da tempo si batte per questo risultato. 

AVVIO DELL’ITER PARLAMENTARE
La Federazione ha fatto sapere che a breve inizierà l’iter parlamentare alla Commissione lavoro della Camera dei Deputati, congiunto con la Commissione Istruzione, della proposta di legge n. C.2887 – prima firmataria On. Bucalo: è stata infatti calendarizzata per il prossimo settembre la discussione.
Secondo la FIRST, qualora approvata, la legge assumerebbe una portata storica nel processo effettivo di inclusione per gli alunni che vivono una condizione di disabilità che necessitano dell’apporto imprescindibile delle citate figure professionali.

 CHI SONO GLI ASSISTENTI AD AUTONOMIA E COMUNICAZIONE
Gli assistenti alla autonomia e comunicazione, lo ricordiamo, sono figure professionali (previste dall’articolo 13 della Legge 104) che affiancano l’insegnante di sostegno, a supporto degli studenti con disabilità: si tratta di operatori socio educativi che supportano lo studente con disabilità sensoriale, psicofisica e con autismo, quando necessario. Il processo di inclusione scolastica, quindi, passa anche per queste fondamentali professionalità. 

LA SITUAZIONE ATTUALE E LA PDL
Tale legge è così attesa perché comporterebbe finalmente la normazione di questa importante figura. Attualmente, infatti, gli assistenti all’autonomia e comunicazione degli alunni con disabilità  pagano la mancanza di una definizione univoca per quanto riguarda ruoli, funzioni, percorsi formativi e trattamenti economici. La proposta di legge punta quindi a stabilizzarli, facendoli assumere dal MIUR, così da ottenere non solo una maggiore stabilità economica per gli interessati, ma anche più efficienza nel fornire fin dal primo giorno di scuola questa figura agli studenti con disabilità che ne abbiano bisogno. 

La FIRST, dal canto suo, auspica che tutti i gruppi parlamentari sostengano trasversalmente l’approvazione della citata proposta di legge, perchè vi è in gioco la condizione di vita e di inclusione effettiva di migliaia di alunni, delle famiglie e di riflesso di circa sessantamila assistenti specializzati.

Da Avatar e Comics una spinta all’inclusione

Da Avatar e Comics una spinta all’inclusione vera degli studenti con disabilità
Il Sole 24 Ore del 01/07/2021

Nello stato di emergenza dovuto alla pandemia anche la scuola ha faticato a esser un punto di riferimento per i ragazzi con disabilità. A seguito del DPCM del 3 novembre 2020 e del successivo DPCM del 2 marzo 2021, due note ministeriali hanno richiamato la garanzia alla frequenza in presenza per gli alunni con disabilità, nell’ambito del coinvolgimento di un gruppo di alunni della classe, per assicurare l’inclusione. Come docente di ruolo e specializzato per le attività di sostegno, ho riflettuto su quali potessero essere stati i motivi dell’increscioso ritorno, de facto, alle classi differenziali o alle scuole speciali generatosi quest’anno scolastico in molte realtà. Un momento particolarmente fragile ha smascherato un gap attuativo in merito a differenziazione didattica e a uso inclusivo della tecnologia digitale. 

Abitudine spesso consolidata è guardare agli alunni come tutti uguali. All’interno delle classi, a ben guardare, la complessità si inserisce come una costante, ricca di sfumature e sfaccettature, in merito a modalità di apprendimento, stili cognitivi, motivazioni, interessi e gestione delle emozioni. La differenziazione didattica viene a candidarsi come risposta pratico-operativa percorribile per raggiungere tutti e ciascuno. Essa rappresenterebbe un’alternativa reale alle modalità tradizionali di gestione della classe. Come sottolinea Carol A. Tomlinson, la differenziazione didattica è un potente moltiplicatore di equità, un volano efficace di accoglienza e inclusione che declina le migliori conquiste in campo pedagogico e didattico. 

Una spinta al rinnovamento didattico, in questo senso, potrebbe derivare proprio dall’esperienza fatta con la Dad. La versatilità didattica offerta dalle tecnologie digitali risponde in maniera funzionale, infatti, ai diversi stili di apprendimento, incrementando la motivazione e l’attenzione degli alunni. Un approccio pedagogico differenziato viene, quindi, a restituire al digitale il valore inclusivo, nell’ottica di un riadattamento della didattica, incontrando non solo le diversità e bisogni di ogni singolo alunno ma apprezzandone la ricchezza.

A sostegno di questa convinzione si inserisce una buona prassi educativa messa in campo in una classe di scuola primaria a me affidata come docente contitolare e specializzato, in un anno scolastico che ha visto l’alternarsi di periodi di didattica a distanza (Dad) a periodi di didattica digitale integrata (Ddi) e didattica in presenza. Nel progetto “DAD e Inclusione” la proposta di lavorare alla costruzione di Avatar – disegni divertenti rappresentativi di noi stessi e quindi originali, unici, diversi rispetto all’altro – è nata dalla scelta di voler accompagnare gli alunni alla riflessione – in modalità ludica- sulla unicità che caratterizza ciascuno di noi, curando l’ascolto e l’attenzione all’altro, soprattutto a sostegno delle fragilità. 

L’approccio al digitale nella costruzione degli Avatar prima e nelle realizzazione dei “Comics dell’Amicizia” poi – dove gli Avatar digitali degli alunni interagivano tra loro a supporto di una narrazione educativa ed inclusiva – si è scoperto funzionale a restituire alla didattica valore e forza. La realizzazione degli Avatar e dei Comics digitali si è rivelata utile a differenziare contenuti e abilità, modulando attività secondo processi diversi e realizzando attività a cui tutti hanno potuto partecipare, con forti ricadute sui vissuti di autoefficacia, stima di sé, sviluppo di abilità sociali, problem solving ed educazione alla reciprocità. 

Le tecnologie digitali possono costituire un nuovo modo – in una avvincente prospettiva – di fare scuola, a distanza e non solo, dove tutti gli alunni partecipano attivamente al percorso di apprendimento sperimentando il successo creativo, la cooperazione e la condivisione. L’esperienza della Dad è stata un po’ un ponte tra due mondi: il mondo della didattica digitale – che abbiamo sempre avuto a disposizione – e una didattica di stampo tradizionale – che ha mostrato alcuni suoi limiti ancora una volta. Il mondo digitale potrebbe rivelarsi un’enorme risorsa per le scuole in questo periodo di pandemia, protocolli e restrizioni.
L’approccio pedagogico differenziato, restituendo al digitale quel valore inclusivo che porta a incontrare le diversità e i bisogni di ogni singolo alunno apprezzandone la ricchezza, spinge a interrogare la scuola su un possibile – e necessario -rinnovamento didattico.

di Marianna D’Alessio

Scuola, il governo risponde solo a un’interrogazione parlamentare su quattro

da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

Solo il 24.18% delle interrogazioni parlamentari in tema di scuola presentate nel periodo della pandemia (da marzo 2020 a maggio 2021) ha trovato risposta da parte degli esponenti dei governi guidati prima da Giuseppe Conte (il cosiddetto Conte bis) e poi da Mario Draghi (che ha giurato nel febbraio 2021). È quanto rileva un’analisi dal titolo «Notte prima degli esami: i dati sul dibattito politico sulla scuola», condotta dalla società di consulenza strategica di public affairs e digital lobbying Adl Consulting in collaborazione con Elif Lab, impresa innovativa che opera in ambito data science. Oggetto dello studio sono stati 1.637 atti di indirizzo e controllo presentati in quel periodo alla Camera e al Senato: ordini del giorno, interrogazioni, interpellanze, risoluzioni e mozioni.

Il tasso di risposta
Il partito che ha ricevuto più risposte è stato Italia Viva (40.38%). Quello che ne ha avute meno è stato Forza Italia (17%). Per quel che riguarda la «produzione», i gruppi della Lega di Camera e Senato sono stati i più attivi, con 361 atti, seguiti da M5s (297), FI (251) e FdI (246). In coda ci sono Pd (141), Iv (113) e Leu (59).

Le scelte dei gruppi
Prendendo in considerazione la mappa semantica degli atti, in quelli legati alla scuola presentati dal Movimento 5 Stelle si rileva un filone tematico segnato da prevenzione e vaccinazione, un’attenzione ai bisogni educativi speciali e al cosiddetto Pei (piano educativo individualizzato), alla dispersione scolastica e alla scuola nel più ampio contesto della promozione della cultura. Non mancano riferimenti a concorsi e graduatorie, così come all’inquadramento dell’istruzione nelle politiche per la ripresa economica. In questo ambito si inseriscono anche argomenti connessi all’innovazione e alla digitalizzazione delle attività educative.
Forza Italia spinge sui temi dell’organizzazione dei trasporti e della conduzione delle attività scolastiche all’interno della complessiva gestione dell’epidemia, sia da un punto di vista sanitario sia con uno sguardo all’andamento economico. Spazio è dedicato anche alla conciliazione dei ritmi delle famiglie e del lavoro in smart working, alle scuole paritarie, alla tutela della “cultura italiana” e agli interventi per la digitalizzazione e l’installazione della banda larga.
Il Partito Democratico sottolinea le difficoltà psicologiche dovute all’impatto della pandemia sulla vita di ragazzi e bambini, oltre che la necessità di non perdere di vista la gestione di altre malattie croniche anche in questa fascia d’età. I trasporti sono un tema importante, ma non vengono tralasciate la formazione professionale, la tutela dei minori in famiglia e la protezione dei diritti dei giovanissimi, in un più complessivo posizionamento contro le discriminazioni.
Fratelli d’Italia si concentra sulle politiche di protezione dei diritti di bambini e ragazzi, sulle graduatorie del personale scolastico e sulla digitalizzazione della didattica. Sul fronte degli insegnamenti, si focalizza sulla discussa opportunità di inserirvi tematiche legate alle battaglie Lgbtqi, ma anche sulla spinta per la diffusa introduzione della questione dalmata e delle foibe nei programmi scolastici. Un ruolo di rilievo ricoprono anche il bonus babysitter e il problema delle “classi pollaio”, oltre che il peso del sistema educativo nel rilancio economico del Paese e l’organizzazione dei calendari di vaccinazione.

Concorso Stem, al via le classi A026 e A041. In cosa consistono i 50 quesiti

da La Tecnica della Scuola

Il 2 luglio si parte con le prove scritte del concorso StemLe prove scritte si svolgeranno nel mese di luglio, nei giorni 2, 5, 6, 7 e 8. Sono 6.129 i posti messi a bando suddivisi in base alle seguenti classi di concorso.

  • A020 – “Fisica” n. 282 posti;
  • A026 – “Matematica” n.1005 posti;
  • A027 – “Matematica e Fisica” n. 815 posti;
  • A028 – “Matematica e Scienze” n. 3124 posti;
  • A041 – “Scienze e tecnologie informatiche” n. 903 posti.

Secondo il calendario ministeriale il 2 luglio sarà la volta delle classi A026 e A041, le quali – lo ribadiamo – non comporteranno una prova pratica.

VAI AL CALENDARIO

In cosa consiste la prova scritta?

50 quesiti (ognuno di 4 risposte di cui una esatta, per un tempo complessivo di 100 minuti), saranno così suddivisi:

  • 40 sulla classe di concorso (allegato A al decreto del Ministro dell’istruzione 20 aprile 2020, n. 201);
  • 5 quesiti sull’informatica, che accertino le competenze digitali inerenti l’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali più efficaci per potenziare la qualità dell’apprendimento;
  • 5 quesiti sulla lingua inglese, che accertino le conoscenze di lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo per le lingue.

Valutazione della prova

Ciascuna risposta esatta vale 2 puntizero punti valgono le risposte non date o errate. La prova è valutata al massimo 100 punti ed è superata da coloro che conseguono il punteggio minimo di 70 punti.

Prova orale

I candidati che supereranno la prova scritta, accederanno all’orale. Il programma d’esame fa riferimento all’Allegato A e valuta:

  • la padronanza delle discipline
  • la capacità di progettazione didattica efficace, sul fronte dei contenuti e delle metodologie
  • L’uso delle TIC nella progettazione didattica

In cosa consiste la prova orale?

La prova orale, della durata massima complessiva di 45 minuti, consiste nella progettazione di una attività didattica, comprensiva dell’illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche e metodologiche compiute e di esempi di utilizzo pratico delle TIC.

La valutazione della prova

La prova orale è valutata al massimo 100 punti e superata da coloro che conseguono il punteggio minimo di 70 punti.

Carta e penna

Carta e penna restano strumenti di concorso, a dispetto di quanto dica il ministro della P.A. Renato Brunetta. Il bando chiarisce: durante lo svolgimento della prova i candidati possono utilizzare carta da scrivere e penne messe a disposizione dall’amministrazione. E’ vietato invece introdurre nella sede di esame appunti, libri, dizionari, testi di legge, pubblicazioni, strumenti di calcolo, telefoni portatili e strumenti idonei alla memorizzazione o alla trasmissione di dati. E’ fatto, altresì, divieto ai candidati di comunicare tra loro verbalmente o per iscritto, ovvero di mettersi in relazione con altri, salvo che con gli incaricati della vigilanza e con i componenti della commissione esaminatrice. In caso di violazione è disposta l’immediata esclusione dal concorso.

I programmi, come da Allegato A del Ministero dell’Istruzione

Parte generale

Ecco una sintesi dei principali nodi concettuali generali, validi per ogni classe di concorso:

  • dominio dei contenuti delle discipline di insegnamento e dei loro fondamenti epistemologici, al fine di realizzare un’efficace mediazione metodologico-didattica, una solida progettazione curricolare e interdisciplinare e l’opportuna adozione di strumenti di osservazione, verifica e valutazione degli alunni;
  • conoscenza dei fondamenti della psicologia dello sviluppo, della psicologia dell’apprendimento scolastico e della psicologia dell’educazione;
  • conoscenze pedagogico-didattiche e competenze sociali finalizzate all’attivazione di una positiva relazione educativa;
  • conoscenza dei modi e degli strumenti idonei all’attuazione di una didattica individualizzata e personalizzata, coerente con i bisogni formativi dei singoli alunni, con particolare attenzione all’obiettivo dell’inclusione scolastica;
  • competenze digitali inerenti l’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali più efficaci per potenziare la qualità dell’apprendimento;
  • conoscenza dei principi dell’autovalutazione di istituto, con particolare riguardo all’area del miglioramento del sistema scolastico;
  • conoscenza della legislazione e della normativa scolastica, con particolare riguardo: alla Costituzione; alla Legge 13 luglio 2015, n. 107; all’autonomia scolastica; agli ordinamenti didattici del primo e del secondo ciclo di istruzione; alle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione; alla valutazione degli alunni e alla certificazione delle competenze; alla governance delle istituzioni scolastiche; allo stato giuridico del docente (contratto di lavoro, disciplina del periodo di formazione e di prova); all’inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali (disabili, con disturbi specifici di apprendimento e con BES non certificati); ai disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico; alle linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo.

Programmi per le classi di concorso A026 e A041

A026 -Matematica

A041 -Scienze e tecnologie informatiche

Smartphone in classe: verso il divieto assoluto nelle scuole inglesi

da Tuttoscuola

Uno degli strumenti che ha aiutato bambini e ragazzi a connettersi con i loro insegnanti nei periodi di chiusura delle scuole, potrebbe non entrare più nelle classi inglesi. Il governo di Boris Johnson intende infatti imporre un divieto totale sull’uso degli smartphone da parte di bambini e ragazzi nelle scuole britanniche. Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione, Gavin Williamson.

 Secondo Williamson, l’ossessione dei cellulari ha “effetti dannosi” sul rendimento scolastico, sul benessere e talora sulla stessa salute mentale dei più giovani. Prima dell’adozione formale del provvedimento, il ministro ha fatto sapere di volerne discuterne con i responsabili degli istituti; ma – come riporta il Times – è deciso comunque ad andare avanti.

Alcuni sindacati d’insegnanti, più vicini all’opposizione laburista, hanno criticato l’idea liquidandola come “una distrazione” dai problemi della scuola più urgenti, legati in particolare in questa fase all’esigenza di far recuperare il tempo perduto dai ragazzi in seguito agli effetti dell’emergenza Covid e dei lockdown.

Verso il superamento dell’abilitazione per insegnare?

da Tuttoscuola

L’approvazione da parte della Camera dei Deputati del ddl 2751-A può rappresentare una svolta di portata storica nel sistema d’istruzione nazionale. Il ddl “Disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti”, presentato nell’ottobre scorso dal Governo Conte due su proposta del ministro dell’università e Ricerca, Manfredi, ha subito una decisa accelerazione, indotta anche dagli obiettivi di riforma del PNRR, trovando condivisione e sostegno da parte della maggioranza di Montecitorio.

L’articolo 33, quinto comma, della Costituzione prevede l’obbligatorietà dell’esame di Stato «per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale»; poiché la Corte Costituzionale ha ritenuto che la disciplina dell’esame di Stato è rimessa alla discrezionalità del legislatore, è il Parlamento che può decidere, come è avvenuto appunto nei giorni scorsi.

Il provvedimento intende semplificare e velocizzare l’accesso ad alcune professioni per le quali attualmente, dopo l’esame di laurea, è necessario superare anche un esame di Stato: l’idea di fondo della riforma è trasformare la discussione della tesi di laurea nella sede di accertamento delle competenze tecnico-professionali che abilitano all’esercizio della professione, consentendo così al neolaureato di esercitare subito la professione stessa, senza dover attendere i tempi del superamento dell’esame di Stato. Per realizzare tutto questo sarà necessario prevedere lo svolgimento di un tirocinio pratico-valutativo interno ai corsi di laurea; disciplinare gli esami finali per il conseguimento della laurea abilitante, includendovi lo svolgimento di una prova pratica valutativa.

Nel testo approvato alla Camera non c’è una esplicita previsione che riguardi le lauree che consentono l’insegnamento nella scuola secondaria, ma sarà possibile che con specifici decreti il ministro dell’università e ricerca provveda in merito.

È quanto ha richiesto in aula l’on. Aprea, che ha anche presentato un ordine del giorno per l’introduzione nel sistema del valore abilitante della laurea magistrale, al fine della selezione del personale docente della scuola, con una rivisitazione ovviamente del percorso formativo di coloro che intendono intraprendere la professione di insegnante, nel senso di prevedere percorsi volti all’acquisizione delle competenze, non solo disciplinari, ma anche pedagogiche, didattiche, relazionali e comunicative necessarie.

Attualmente ha valore abilitante la laurea in Scienze della formazione primaria per docenti di scuola primaria e dell’infanzia, mentre per i docenti della secondaria occorre conseguire l’abilitazione in corsi appositi di TFA  a numero chiuso o in altri percorsi specifici successivi al conseguimento della laurea magistrale.

Cento alla maturità

Cento alla maturità: 3 su 4 sono ragazze

Il genere femminile si conferma decisamente più bravo sui banchi di scuola: il riscontro arriva dall’iniziativa della Tecnica della Scuola “Cento alla maturità”, quest’anno giunta alla decima edizione. Su 132 partecipanti all’iniziativa, ancora in corso, quasi il 75% ad avere conseguito il massimo dei voti (con o senza lode) al termine della scuola secondaria superiore è rappresentato dalle ragazze: ben 95 ad avere segnalato il conseguimento dei 100/100 sono donne e appena 37 uomini. Sono loro, le donne, a prevalere quindi nettamente quando si parla di eccellenze in ambito scolastico. Una prevalenza che però si perde in ambito lavorativo.

Le donne occupano infatti ruoli marginali e subalterni nelle aziende. E ricevono in alto numero stipendi non adeguati (in media tra il 20 e il 30% in meno rispetto al genere maschile), segno che i loro meriti scolastici non vengono considerati in ambito professionale. Soprattutto nel Mezzogiorno.

Anche gli ultimi dati Eurostat parlano chiaro: nel 2020 il tasso di occupazione femminile è stato in media in Europa del 62,4% per le donne tra i 15 e 64 anni, a fronte del 32,2% nel Sud Italia e del 33,2% nelle Isole.L’iniziativa

Il progetto “Cento alla maturità” intende dare visibilità e il giusto merito ai maturandi che dovessero ottenere il massimo della valutazione a conclusione del percorso della scuola superiore. Un appuntamento che per il secondo anno consecutivo li ha visti impegnati tra didattica in presenza e didattica a distanza, in condizioni, anche psicologiche, estremamente difficoltose.

Tutti gli studenti che hanno concluso il secondo ciclo scolastico riportando la votazione di 100 o 100 e lode e che avessero voglia di dare visibilità ad un risultato eccellente, potranno dunque inviare alla casa editrice una propria foto (in formato digitale), che entrerà a pieno titolo nella galleria fotografica dei centisti dellaTecnica della Scuola, sia sul portale tecnicadellascuola.it sia sui profili social, Facebook, Instagram e Twitter. Inoltre, la redazione del quotidiano scolastico si riserva di contattare ed intervistare gli studenti che dovessero emergere per avere conquistato il massimo dei voti in circostanze o in contesti difficili oppure che abbiano centrato l’obiettivo attraverso vicende o percorsi particolari. In tal caso, invitiamo i diretti interessati a segnalare alla stessa redazione giornalistica tali eventuali situazioni venutesi a determinare per meritare 100 su 100.

Quest’anno l’iniziativa si fa più social. Se nelle edizioni passate si era dato spazio agli studenti solo sul portale d’informazione, coloro che hanno conseguito la maturità 2021 con il massimo dei voti avranno la possibilità di essere presenti anche sui canali Facebook e Instagram sempre della Tecnica della Scuola.

La galleria fotografica dei centisti verrà aggiornata quotidianamente fino alla conclusione dell’iniziativa, fissata per il 15 luglio 2021.

I dati inviati saranno trattati in conformità al Regolamento europeo (GDPR 2016/579) e al codice in materia di protezione dei dati personali (D.lvo 196/2003). Inoltre, i dati personali verranno rimossi entro il 15 settembre 2021Come partecipare all’iniziativa?
Vai al link:
https://www.tecnicadellascuola.it/esami-di-stato-2021-riparte-100-alla-maturita-decima-edizione

Per approfondimenti sul tema:

L’editing genetico

L’editing genetico

di Paolo Manzelli

Il Premio Nobel Per la Chimica del 2020 e’ stato attribuito a sue Ricercatrici , Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna per aver perfezionato la Tecnologia Genetica “Crispr-Cas.9” che agisce  come una “Forbice Molecolare” e permette di modificare la sequenza degli acidi nucleici (DNA) mediante una tecnica di “Copia ed Incolla” capace di “riscrivere il “Codice della Vita” di tutti gli esseri viventi.

Rf.1.)- https://www.focus.it/scienza/scienze/nobel-chimica-2020

La Tecnologia “Crispr-Cas.9”  è stata inizialmente utilizzata come Strumento di EDITING GENETICO della BIO-MEDICINA utilizzata come “Correttore di Bozze” del DNA, per aprire nuove strategie terapeutiche utili al fine di  correggere gli effetti avversi di  rare malattie genetiche .

Il Taglio di Editing della Doppia Elica del DNA viene realizzato dalla tecnologia  (si legge= crisper.cas.9) , nel punto individuato da un RNA-Guida (sg-RNA) . il quale viene costruito artificialmente da una appropriata selezione di Basi cosi che, per complementarieta della affinita genetica, riesce a individuare il gene specifico la cui alterazione è da correggere

La tecnologia  CRISPR/Cas9 è stata identificata originariamente da circa 20 anni ,studiando i batteri dello Yoghurt e  Formaggi , dove la Proteina-Cas9-svolge la sua funzione di “Taglio del DNA “ aiutando i microorganismi batterici a proteggersi da virus patogeni.

Oggi il Sistema di EDITING-GENETICO , viene utilizzato per tagliare il DNA dell’ uomo , animali e piante , con l’obiettivo di  ricercare nuove Modalita Terapeutiche per tramite la re-iscrizione artificiale delle sequenze ereditarie delle Specie Viventi modificandole a seguito dei Tagli del DNA  effettuati con la Tecnologia CRISPR/Cas9 ,ad es al fine di sperimentare la introduzione di geni eterologhi capaci di indurre la produzione di proteine transgeniche che normalmente non le produrrebbero se non dopo essere indotti a comportarsi come Organismi Geneticamente Modificati

Infine tra le applicazioni biotecnologiche piu recenti la Tecnologia Crispr.Cas.9. puo’ essere utilizzata come un “Interruttore-Genetico”per inattivare e/o riattivare specifici Geni e migliorare o impedire la interazione tra la  informazione Epigenetica e la informazione Genetica con l’ intenzione di migliorare la qualita’ della vita.

Rf.2.)-https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/il-xxi-secolo-sara-lera-di-crispr-come-funziona-e-le-sue-applicazioni/

Certamente la Selezione  innaturale realizzata dall’ Editing-Genetico,  puo dar luogo a gravi errori irreversibili la cui incertezza non puo essere sottovalutata da nessuno che ritenga la prevenzione responsabile e cosciente il criterio imprescindibile di valutazione della scienza.

Vedi il Blog di Anna Meldolesi su:  CRISPER –MANIA : Rf.3)-  https://crispr.blog/


ADVANCED HUMAN HEALTH : “NO-MORE -GENE -THERAPY –   www,egocrea.net —

Cari amici del Cluster Egocreanet , nel prossimo Sett/ Ott. 2021 , vorrei realizzare un incontro EGOCREANET in opposizione critica e denuncia dei  rischi delle “Tecnologie-di Editing Genetico” che utilizzano le “forbici molecolari ” per fare il “copia ed incolla”di rescizione del DNA ,  inteso a realizzare clonazioni “trans-geniche” nelle piante ,animali e nell’ uomo.

L’obiettivo dell’ INCONTRO EGOCREANET sara’ inoltre quello di dare opportunita di sviluppo a Terapie Innovative sul tema “ ONE ADVANCED HUMAN HEALTH” , quali alternative ai Rischi dell’ EDITING of Molecular Tecnology, il cui innaturale pericolo biologico consiste  proprio nelll’ nell’alterare la natura dei sistemi viventi in forma di ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI

Rf.4.)-  Gene-Therapy comecorrezione di bozze. : www.unitn.it/ateneo/68544/cose-il-sistema-crisprcas9

Rf.5)- You Tube : Delivery &CRISPR.CAS.9 : https://www.youtube.com/watch?v=aR8-FHFfIgk

Chi vorrà collaborare ???? mi scriva !!!
egocreanet2016@gmail.com