Piano Scuola e trasporti Il Governo prepara il rientro

da Il Sole 24 Ore

di Marco Ludovico

La svolta di Mario Draghi sull’avvio dell’anno scolastico è in vista per domani. Se si conferma la convocazione del Consiglio dei Ministri, si profila un provvedimento su istruzione e trasporti. Indispensabile per garantire e dare attuazione alle dichiarazioni dell’esecutivo e di tutta la politica: «La scuola deve partire in presenza, basta Dad (didattica a distanza, n.d.r.)». Non tutti sanno, peraltro, come la didattica a distanza non abbia per ora una previsione normativa per il ritorno in classe a settembre. In teoria, dunque, non sarebbe proprio possibile. Molti però temono il suo rinnovo. Ma il nodo e lo snodo più delicato resta l’obbligo vaccinale. Con due profili: il personale scolastico e gli studenti. Per i docenti la misura è possibile. Bisognerà vedere la decisione finale in Cdm. Molto più delicata la decisione per i ragazzi. Al momento appare improbabile. Sulla fascia giovanile ci sono divisioni sull’utilità dei vaccini e gli eventuali rischi, spesso non dichiarati. Intanto ieri a Palermo è morta la bambina di undici anni ricoverata all’ospedale Di Cristina: era stata intubata dopo aver contratto il coronavirus con la variante Delta. La piccola era affetta da una malattia metabolica rara, contagiata dalla sorella maggiore di ritorno dalla Spagna.

Sull’obbligo e le altre misure per la scuola le fonti ufficiali non confermano l’orientamento ma gli indizi sono molti. Alla riunione ieri con i sindacati di docenti e dirigenti, il ministro Patrizio Bianchi ha reso noto: giovedì in Conferenza Stato Regioni sarà condiviso il Piano Scuola 2021/2022. Non sono emersi i contenuti ma la coincidenza con la riunione a palazzo Chigi fa immaginare una convergenza ormai segnata. Certo, l’obbligo vaccinale vede contrario il leader della Lega Matteo Salvini. Bisognerà vedere nel caso come viene configurato dalle norme. Nell’incontro all’Istruzione la cifra del 228mila docenti senza vaccino sollevata dal commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo è stata messa in dubbio: i segnali da diverse Regioni – alcune, peraltro, ha detto il ministro, annoverano il 100% dei docenti vaccinati, e il dato medio è dell’85,5% – raccontano di molti insegnanti con il vaccino fatto in via autonoma, non registrati dunque nel piano iniziale dove erano in priorità di categoria. Se insomma l’obbligo sopraggiunto riguardasse una quota di docenti minoritaria lo scoglio politico potrebbe essere superato. Le criticità più pesanti e ancora non risolte in via ufficiale riguardano le modalità di presenza in classe. Esclusa l’ipotesi improbabile di una classe studentesca tutta vaccinata, ieri non sono stati sciolti i dubbi su distanziamenti e mascherine.

Diventa così probabile una presenza in classe tutti con i dispositivi di protezione in volto (chirurgiche, non FFP2). Soprattutto nelle cosiddette «classi pollaio» numerose soprattutto nella secondaria superiore. Ieri mattina all’Istruzione in un’altra riunione un rappresentante del commissario Figliuolo ha annunciato che nelle classi con uno studente sordo saranno consegnate mascherine trasparenti per tutti i ragazzi, i docenti e il personale a contatto con il non udente.

I dirigenti scolastici continuano a chiedere di introdurre l’obbligo dei vaccini per il personale docente e anche, se possibile, per gli studenti. «Resta comunque la necessità urgente di certezze e di riferimenti – sottolinea Mario Rusconi (Anp) – la ripresa dell’anno scolastico coinvolge gli istituti e le famiglie, tutti in una fase di incertezza e apprensione». E il tema dei trasporti locali in sicurezza, risolto con scarso successo nell’anno ormai concluso, rischia di accentuare le difficoltà scolastiche o ridimensionare l’efficacia delle soluzioni.

La scuola torna ad acquistare 50mila banchi

da Il Sole 24 Ore

di Giovanna Mancini

La pandemia ci sta abituando a una certa ciclicità degli eventi: esattamente come un anno fa, a fine luglio si ricomincia a ragionare su un rientro a scuola in sicurezza e, come un anno fa, emerge la necessità di alcuni istituti di acquistare nuovi banchi adatti a garantire il distanziamento degli alunni in classe, a maggior ragione se l’obiettivo è quello di un rientro al 100% dei ragazzi.

Niente banchi a rotelle, questa volta: si tratta di 50mila scrivanie monoposto tradizionali, con le rispettive sedie, che servono a sostituire altrettante forniture ritenute inadeguate, tra quelle consegnate l’anno scorso nell’ambito del discusso bando Arcuri, che ha previsto la consegna di 2,1 milioni di scrivanie monoposto e 434mila sedute innovative (quelle con le rotelle). Non adeguate nel senso che i banchi sono risultati non conformi agli standard di qualità e alle necessità richieste dalle scuole, che perciò li hanno rifiutati. Da quanto risulta al Sole 24 Ore, si tratterebbe dei lotti prodotti da una delle quattro aziende estere vincitrici del bando di un anno fa. E ora è necessario correre ai ripari. Le scuole interessate sono 450, divise in otto regioni (Lazio, Piemonte, Sardegna, Liguria, Abruzzo, Calabria, Veneto e Trentino-Alto Adige) e il 50% delle richieste arriva dal Lazio.

I fondi per questa nuova fornitura, 6 milioni di euro stanziati attraverso il Decreto Sostegni bis, fanno parte del pacchetto di risorse afferenti alla struttura commissariale del generale Francesco Figliuolo e saranno gestiti dal ministero dell’Istruzione. A differenza dello scorso anno, non ci sarà un bando, ma saranno direttamente gli istituti scolastici interessati ad acquistare i banchi, attraverso il portale e gli strumenti di Consip, l’ente incaricato degli acquisti per la Pubblica amministrazione. Altra differenza con la vicenda della scorsa estate, è che questa volta la struttura commissariale, assieme a Consip e ministero dell’Istruzione, ha voluto confrontarsi con l’associazione delle imprese produttrici, prima di redigere le linee guida per l’acquisto dei materiali.

A raccontarlo è il presidente di Assufficio, l’associazione che rappresenta le aziende italiane produttrici di arredi scolastici. «Siamo stati contattati da un delegato del Commissario Figliuolo – spiega Gianfranco Marinelli – assieme ad alcuni funzionari di Consip e del ministero dell’Istruzione. Hanno chiesto un nostro parere innanzitutto sulle caratteristiche tecniche e di sicurezza che secondo noi questi arredi dovrebbero avere, ma anche sulla fattibilità dei tempi». L’obiettivo del governo è infatti terminare le consegne dei nuovi banchi entro settembre. «La scadenza è un po’ stretta – osserva Marinelli – ma abbiamo fatto un rapido sondaggio tra i nostri associati che producono arredi scolastici e tutti hanno dimostrato interesse e dato la disponibilità a mettersi al lavoro da subito e si dicono certi che i termini richiesti possano essere rispettati».

Per le aziende si tratta del resto di un’opportunità importante da cogliere, in una fase di mercato ancora incerta a causa della pandemia. Basti pensare che, grazie al bando di Arcuri, lo scorso anno queste aziende (per lo più piccole) hanno visto raddoppiare o in alcuni casi persino triplicare i ricavi, a fronte però di uno sforzo produttivo notevole, che richiedeva di consegnare in pochi mesi quantitativi pari alla produzione media italiana di cinque anni. Tanto che era stato necessario coinvolgere, attraverso il bando, anche alcuni produttori esteri.

Qualche problema potrebbe presentarsi vista la scarsità e il costo elevato delle materie prime (compresi legno e metalli necessari per i banchi) ma, visti i numeri contenuti di questa operazione e la possibilità di diluire il lavoro tra più produttori, non ci dovrebbero essere tensioni particolari.

Bianchi ai sindacati, 85% docenti vaccinato. Il 29 luglio piano per rientro a scuola in sicurezza

da OrizzonteScuola

Di redazione

Si è svolto l’incontro sull’avvio dell’anno scolastico 2021/2022, presieduto dal Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Presenti le sigle sindacali rappresentative.

Si è parlato della ripresa della didattica in presenza a settembre. La riunione con i rappresentanti sindacali segue quella della mattinata sulla predisposizione del Protocollo di sicurezza in vista della riapertura della scuola. Obiettivo del Ministero è la ripresa della didattica in presenza a settembre.

Dai dati a disposizione, secondo quanto raccolto, risulta che la copertura vaccinale del personale scolastico sia pari all’85,5% su base nazionale. Il Ministero, come più volte affermato dal ministro Bianchi, registra il ritardo di alcune regioni, presumibilmente dovuto ad imprecisioni nelle procedure di rilevazione.

Bianchi si è detto soddisfatto anche della risposta da parte degli studenti. Complessivamente il Ministero dell’Istruzione ritiene che il mondo della scuola abbia reagito con grande responsabilità a questa fase.

Il Ministro dell’Istruzione, poi, ha sottolineato le risorse ingenti messe negli ultimi mesi e ha ricordato l’esperienza degli Esami di Stato, svolti in piena sicurezza e l’attivazione del Piano Estate: “L’obiettivo di tutto il governo è la riapertura in presenza a settembre. Il mondo della scuola ha reagito con responsabilità alla campagna di vaccinazione. Il Governo si è predisposto per tempo alla ripresa, stanziando in totale per la sicurezza più di 1,6 miliardi negli ultimi mesi. Ora siamo pronti per il Piano scuola che condivideremo con Regioni e autonomie locali in Conferenza Unificata”.

Il Ministro ha preso atto delle richieste avanzate dalle sigle sindacali, sia sulle questioni strettamente attinenti alla riapertura a settembre, sia su temi più generali. Si è impegnato a farsi portavoce di tali istanze nelle sedi opportune, tanto a livello locale quanto centrale.

Presumibilmente tra qualche giorno il Ministro illustrerà le modalità di rientro a settembre. Fonti ministeriali riportate dalle agenzie di stampa indicano il 29 luglio il giorno in cui Bianchi illustrerà il piano scuola alla Conferenza Stato-Regioni.

A tal proposito, il CTS raccomanda “laddove possibile in termini di condizioni strutturali-Iogistiche esistenti nei presìdi scolastici, pagando attenzione a evitare di penalizzare la didattica in presenza … di mantenere il distanziamento interpersonale in posizione seduta“. Il distanziamento, quindi, continua a costituire misura prioritaria di sicurezza.

L’impossibilità di mantenere i necessari distanziamenti nelle aule, si legge sulla nota di commento del Ministero dell’Istruzione, non determinerà però l’automatica interruzione della didattica in presenza quanto, piuttosto, esigerà l’adozione delle altre misure, ormai ben note, di prevenzione del contagio. Ivi incluso l’obbligo di indossare mascherine chirurgiche nei locali chiusi.

Inoltre, il CTS raccomanda di assicurare l’osservanza dell’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie aeree in particolare per le persone non vaccinate e di garantire la tutela degli studenti le cui condizioni patologiche, pur consentendo la frequenza scolastica, li espongano a maggiori rischi associati al contagio da Covid-19.

Anp: “Rientro in presenza dipende dalla vaccinazione di studenti e docenti”

Antonello Giannelli, presidente Nazionale ANP, intervenendo nella riunione online con il ministro Bianchi, ha detto: “Le condizioni per un rientro duraturo e in presenza dipendono essenzialmente dall’esito della campagna vaccinale per personale della scuola e studenti. L’alternativa a questo, deve essere chiaro a tutti, è la didattica a distanza. Il parere del CTS del 12 luglio non è sufficientemente preciso e deve essere tradotto in concrete indicazioni per le scuole”.

“È inoltre fondamentale” ha concluso Giannelli “rivedere il protocollo per la gestione dei casi e focolai da SARS-CoV 2 nelle scuole e che si presti fin d’ora la dovuta attenzione al problema del tracciamento dei casi da parte delle ASL”.

Anief: “Fa sensazione l’assenza del Comitato Tecnico Scientifico alla riunione tecnica con i sindacati”

Marcello Pacifico, presidente di Anief, intervenendo nella riunione online con il ministro Bianchi, ha stigmatizzato l’assenza del Comitato Tecnico Scientifico dall’incontro tenuto in mattinata al Ministero dell’Istruzione sul protocollo di sicurezza: “Chiediamo un intervento deciso sul dimensionamento scolastico. Non sono d’accordo sull’obbligo vaccinale, ma anche l’Europa, tramite una raccomandazione del Consiglio, ci mette in guardia. Chiediamo una risposta certa sulla questione del distanziamento, legato a filo doppio alla questione del dimensionamento scolastico”.

Gilda: “Fuorviante parlare dell’obbligo vaccinale per i docenti”

“Troviamo fuorviante il dibattito sull’obbligatorietà della vaccinazione anti Covid per i docenti. Se vogliamo davvero mettere la Dad in soffitta, non possiamo ridurre la questione soltanto a questo aspetto, soprattutto se consideriamo che la percentuale di insegnanti immunizzata è molto elevata, a dimostrazione del senso di responsabilità che caratterizza la nostra categoria. Tra l’altro, come ha spiegato il ministro Bianchi, non c’è alcuna certezza sul numero reale dei docenti che mancano ancora all’appello vaccinale perché alcune Regioni non avrebbero ancora registrato i relativi dati”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

“Settembre è ormai dietro l’angolo e amareggia dover constatare che anche questo anno scolastico non sarà all’insegna della sicurezza a causa dei soliti ritardi e dell’inadeguatezza delle misure adottate. Così come desta forti perplessità non aver mai ottenuto i dati sui contagi nelle scuole, fondamentali per ogni tipo di decisione e da noi sempre richiesti”.

Flc Cgil: Servono investimenti mirati e non spot

Raggiungere la massima copertura vaccinale è una misura di sicurezza e un dovere civico che fin da subito abbiamo promosso, ma per avere davvero tutti in presenza a settembre servono risorse, spazi, interventi sul trasporto pubblico e misure straordinarie.” Così Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL a margine di una giornata apertasi con l’incontro MI – sindacati sul protocollo per la sicurezza e conclusasi con l’incontro delle parti sociali con il Ministro Bianchi in vista della riapertura a settembre.

Il ministro Bianchi ha comunicato che siamo oltre l’85% di personale vaccinato, una stima che potrebbe essere al ribasso se si tiene conto che è ferma all’interruzione della corsia preferenziale per le lavoratrici e i lavoratori della scuola e che tanto personale si è vaccinato successivamente. Dovrà essere lo Stato a valutare l’eventuale obbligo vaccinale se ritiene questa percentuale insufficiente, ma non si scambi l’obbligo con la soluzione di tutti i problemi. Ci sono 8 milioni di studenti non vaccinati, un virus in continuo mutamento e il nodo dei trasporti completamente trascurato, servono serietà e prontezza nell’affrontare tutti gli scenari possibili. Ci aspettiamo su questo – aggiunge Sinopoli- delle indicazioni chiare da parte del CTS che finora non sono arrivate,e senza misure per garantire il distanziamento a settembre ci ritroveremo per forza a ricorrere alla didattica a distanza”.

Sono mesi che lo ripetiamo: sul prossimo anno scolastico occorre confermare e potenziare le misure già previste per garantire la sicurezza, a partire dall’organico aggiuntivo ‘Covid’ necessario per sdoppiare le classi e garantire il distanziamento. Ma sul fronte delle risorse – sottolinea Sinopoli– dobbiamo registrare un chiaro disinvestimento da parte di questo governo. Basti pensare che sull’anno scolastico 2020/2021 per l’organico aggiuntivo erano previsti un miliardo e 850 milioni di euro, mentre per il prossimo anno sono previsti solo 350 milioni. L’eventuale eliminazione di questo personale aggiuntivo non va sottovalutata, rischia di costringere le scuole a ricomporre classi già sdoppiate l’anno scorso, in assenza di vaccinazione degli alunni e senza alcuna garanzia di distanziamento”.

Il rientro in presenza non può diventare uno spot, non può essere soltanto evocato, ha bisogno di azioni concrete: non c’è più tempo, il governo investa sulla scuola in presenza” conclude Sinopoli.

Cisl Scuola: Non c’è solo la questione vaccini

Sulla percentuale di vaccinati tra il personale scolastico le stime diffuse nei giorni scorsi vanno abbondantemente riviste. È stato lo stesso Ministro dell’Istruzione, in apertura dell’incontro di oggi con i segretari generali dei sindacati scuola, a rilevare come più dell’85% del personale si sia vaccinato, una percentuale destinata a salire se si conteggiano anche coloro che si sono sottoposti alla vaccinazione al di là della cosiddetta corsia preferenziale”, dice la Cisl Scuola.

Si conferma in sostanza la necessità di non circoscrivere l’attenzione solo a questo tema, pur rilevante, mentre è urgente e indispensabile affrontare tutti gli altri aspetti che incidono sulla possibilità di garantire le attività didattiche in condizioni di sicurezza“, prosegue il sindacato guidato da Maddalena Gissi.

Che queste debbano svolgersi per tutti in presenza è obiettivo al quale sia i sindacati che il Ministro intendono assegnare un’assoluta priorità. I tempi tuttavia sono molto stretti per sciogliere molti dei nodi su cui da tempo la CISL Scuola ha richiamato l’attenzione: evitare il sovraffollamento delle aule, garantire le necessarie dotazioni di sicurezza e tutte le azioni di supporto alle scuole sotto il profilo sanitario, assicurare una gestione dei servizi di trasporto tale da prevenire eccessivi assembramenti attraverso regole opportune sulla capienza dei mezzi. Non è stato confortante, a tale riguardo, l’andamento dell’incontro svoltosi in mattinata sull’aggiornamento del protocollo di sicurezza, rivelatosi del tutto interlocutorio: il rischio è che si arrivi all’avvio del nuovo anno scolastico senza avere risolto i tanti problemi che da tempo e più volte sono stati evidenziati”.

È chiaro che si tratta di questioni che investono responsabilità e competenze di soggetti diversi (enti locali, Regioni, aziende sanitarie) e sulle quali è indispensabile una diretta assunzione di iniziativa da parte dell’intero governo. In tal senso è rivolto anche l’impegno assunto dal Ministro a riferire in sede di Esecutivo, nel più breve tempo possibile, gli esiti del confronto in atto con le organizzazioni sindacali“, conclude la Cisl Scuola.

Turi (UIL) serve un quadro preciso per prendere decisioni importanti

Contratto e patto
Stanno insieme: se non si attiva il patto non si può rinnovare il contratto.
Inizio anno scolastico
Ci sono ancora classi parametrate in modo standardizzato con un numero di alunni troppo alto. Bisogna agire in base alle situazioni oggettive. Servono misure mirate.
Burocrazia
E’ il grande male della scuola italiana. Il carrierismo ha rovinato pezzi importanti del nostro paese.
Non facciamo lo stesso errore con la scuola, che può cambiare e uscire dalla crisi solo come comunità.
Interessi
La scuola è guardata a vista da molti soggetti interessati alle modifiche che andranno realizzate.
IL ministro si riappropri delle scelte che sono state prese fuori dalla scuola e che, invece, intendono incidere sul sistema nazionale di istruzione.
Vaccino obbligatorio
E’ ipotesi che si può realizzare solo attraverso una norma di legge.
E’ solo attraverso una legge che possono essere tutelati i ‘lavoratori fragili’ della scuola.
Precarietà
Bisogna smettere di sfruttare il personale e mettere le basi dei diritti e dei doveri. Per questo è importante parlare di contratto, parlare di figure professionali, parlare di scuola comunità.
Dati contagi e vaccinazioni
Vorremmo conoscere il quadro esatto in relazione al sistema di istruzione nazionale. Scelte proficue possono essere prese solo se il quadro di intervento è chiaro.

Anquap: Su ripartenza coinvolgere Ata e Dsga

Ripartire in presenza è fondamentale, un altro anno in Dad sarebbe disastroso”. Il presidente di Anquap, Associazione Nazionale Quadri Amministrazioni Pubbliche, Giorgio Germani, in linea con le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, al termine delle consultazioni con i sindacati scolastici. “Siamo perfettamente d’accordo con tutte le azioni necessarie per far ritornare la scuola in presenza, compresa l’obbligatorietà vaccinale per tutti i dipendenti scolastici a contatto con gli alunni. Però – sottolinea il presidente – ad oggi ancora non abbiamo notizie sulle assunzioni del personale ATA e dei DSGA dal primo settembre prossimo. Pretendiamo un coinvolgimento, visto il ruolo fondamentale del personale scolastico per la ripartenza”.

Sulla riforma della scuola, Germani aggiunge: “Si dia corso al Patto sottoscritto il 20 maggio. Assolutamente necessario rivedere la governance, riscrivere il testo unico e valorizzare il lavoro del personale ATA e dei DSGA, spesso non considerati. È prioritario prevedere dei riconoscimenti economici adeguati e creare un’area specifica del Middle Management, nonostante la contrarietà di vari sindacati”.

Borse di studio INPS per corsi di lingue in Italia: scadenza 29 luglio

da La Tecnica della Scuola

Entro le ore 12 del 29 luglio è possibile presentare domanda per il bando di concorso INPS per l’erogazione di borse di studio per corsi di lingue in Italia.

Il bando, in particolare, riguarda i corsi finalizzati a sostenere gli esami per la certificazione (diploma linguistico) del livello di conoscenza della lingua secondo il quadro comune europeo di riferimento (CEFR) riservato a studenti che hanno frequentato nell’anno scolastico 2020/2021 gli ultimi due anni della scuola primaria e la scuola secondaria di primo e di secondo grado.

I destinatari sono figli o orfani ed equiparati dei dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e dei pensionati utenti della gestione dipendenti pubblici.

Le borse di studio in totale sono 6.100:

  • fino a n. 600 borse per ragazzi frequentanti la classe quarta e quinta della scuola primaria;
  • fino a n. 2000 borse per ragazzi frequentanti la scuola secondaria di primo grado (ex scuole medie);
  • fino a n. 3500 borse per ragazzi frequentanti la scuola secondaria di secondo grado.

L’importo massimo di ciascuna borsa è pari a € 800,00 per la frequenza del corso di preparazione all’esame.

SCARICA IL BANDO

Frutta e verdure nelle scuole: scadenza 28 luglio per l’a.s. 2021/22

da La Tecnica della Scuola

Torna anche per l’a.s. 2021/22 “Frutta e verdura nelle scuole”, il programma promosso dall’Unione Europea, realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e svolto in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministero della Salute, Agea, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano.

Il programma è rivolto ai bambini che frequentano la scuola primaria (6-11 anni) e ha lo scopo di incrementare il consumo dei prodotti ortofrutticoli e di accrescere la consapevolezza dei benefici di una sana alimentazione.

L’obiettivo del programma è quello di:

  • divulgare il valore ed il significato della stagionalità dei prodotti;
  • promuovere il coinvolgimento delle famiglie affinché il processo di educazione alimentare avviato a scuola continui anche in ambito familiare;
  • diffondere l’importanza della qualità certificata: prodotti a denominazione di origine (DOP, IGP), di produzione biologica;
  • sensibilizzare gli alunni al rispetto dell’ambiente, approfondendo le tematiche legate alla riduzione degli sprechi dei prodotti alimentari.

“Frutta e verdura nelle scuole” prevede la realizzazione di specifiche giornate a tema, quali visite a fattorie didattiche, corsi di degustazione, attivazione di laboratori sensoriali, al fine di incoraggiare i bambini al consumo di frutta e verdura e sostenerli nella conquista di abitudini alimentari sane.

Per aderire alla campagna per l’a.s. 2021/22 c’è tempo fino al 28 luglio 2021.

L’iscrizione di un plesso comporta necessariamente l’obbligo di iscrivere tutte le classi dello stesso e di indicare anche una stima degli alunni di ciascuna classe.

COME ISCRIVERSI

PON Reti locali, al via le candidature: c’è tempo fino al 14 settembre

da La Tecnica della Scuola

Da oggi, 27 luglio 2021, e fino alle ore 12.00 del 14 settembre 2021 è possibile presentare la candidatura per il nuovo avviso PON per la realizzazione di reti locali, cablate e wireless, nelle scuole.

La nota n. 20480 del 20 luglio 2021 contiene tutte le indicazioni per l’inoltro della domanda.

Inoltre, è disponibile il manuale per la generazione del Codice Unico Progetto (CUP).

SCARICA IL MANUALE

L’obiettivo è quello di dotare gli edifici scolastici di un’infrastruttura di rete capace di coprire gli spazi didattici e amministrativi delle scuole, nonché di consentire la connessione alla rete da parte del personale scolastico, delle studentesse e degli studenti, assicurando, altresì, il cablaggio degli spazi, la sicurezza informatica dei dati, la gestione e autenticazione degli accessi.

La misura prevede la realizzazione di reti che possono riguardare singoli edifici scolastici o aggregati di edifici con il ricorso a tecnologie sia wired (cablaggio) sia wireless (WiFi), LAN e WLAN.

Gli interventi per la realizzazione di reti locali, cablate e wireless, nelle scuole dovranno essere realizzati, collaudati e conclusi con tempestività e comunque entro e non oltre il 31 dicembre 2022.