Piano RiGenerazione Scuola

Al via, dal 15 settembre, le candidature per entrare a far parte della Green Community, la rete nazionale voluta dal Ministero dell’Istruzione per dare supporto all’Amministrazione e alle scuole di tutto il territorio nazionale nella realizzazione del Piano RiGenerazione Scuola, il Piano per la transizione ecologica e culturale, pensato nell’ambito dell’attuazione dell’Agenda 2030 dell’ONU.

La Community – che sarà costituita da rappresentanti di amministrazioni pubbliche, istituzioni culturali, scientifiche, di ricerca, organizzazioni no profit e profit, anche di rilievo internazionale – ha l’obiettivo di valorizzare i progetti e le attività già in corso nelle scuole, individuare e diffondere le buone pratiche, ma anche di offrire un importante repertorio di strumenti e opportunità per affrontare in modo sistemico i problemi ambientali. 

“Ho fortemente voluto il Piano RiGenerazione Scuola perché educare i giovani alla sostenibilità, insegnare loro un nuovo modo di abitare il mondo, è la priorità – afferma la Sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia -. L’educazione alla sostenibilità non è un tema da affrontare, ma è il tema che coinvolge tutti gli altri saperi e tutti gli altri aspetti della società.  Dobbiamo formare i giovani a una cittadinanza nuova, insegnando loro a muoversi, consumare e vivere in maniera sostenibile. Per questo il Piano ha quattro pilastri: i saperi, i comportamenti, le infrastrutture fisiche e digitali e le opportunità. Ed è nella realizzazione di questi pilastri che la Green Community è chiamata a dare il proprio contributo”.     

La domanda potrà essere compilata online e potrà essere presentata fino al prossimo 15 ottobre. 

Link al modulo: https://www.istruzione.it/ri-generazione-scuola/partecipa.html

Covid, il Lazio avvia i test salivari per gli studenti

da Il Sole 24 Ore

Il monitoraggio interesserà circa 30mila alunni e sarà effettuato ogni due settimane. Si tratta di prelievi salivari di natura molecolare che vengono processati in laboratorio, il risultato si ha in 24 ore

di Cl.T.

Il Lazio avvia i test salivari per gli studenti. «Il monitoraggio interesserà circa 30mila alunni e sarà effettuato ogni due settimane. Si tratta di prelievi salivari di natura molecolare che vengono processati in laboratorio, il risultato si ha in 24 ore. Le operazioni sono molto semplici, non invasive. Qualora ci fosse un caso positivo, verrebbe immediatamente isolato insieme ai suoi contatti più stretti». A parlare è l’assessore alla Sanità della regione Lazio, Alessio D’Amato, in visita all’istituto comprensivo Scuola G. Pallavicini di Roma, in occasione della partenza del monitoraggio Covid con i test salivari.

Oltre il 98% il personale scolastico vaccinato

«Questa attività – ha proseguito D’Amato – serve per intervenire in maniera puntuale e preventiva, per evitare che si vada incontro a chiusure di interi plessi. Intanto l’anno scolastico parte con oltre il 98% del personale docente e non docente vaccinato, e anche una buona parte degli alunni. Sicuramente c’è uno scudo maggiore rispetto all’anno scorso».

Come funziona il test salivale

Ogni provetta contenente un tampone è contrassegnata da un codice che identifica il singolo studente che ha dato il consenso. Nel frattempo un operatore dell’équipe sanitaria fornisce al referente Covid scolastico, ai genitori e agli insegnanti le informazioni e le modalità per l’autosomministrazione a domicilio del tampone salivare. In una seconda fase saranno consegnati in giorni predefiniti i tamponi per l’autosomministrazione a casa, alla scuola che attraverso il referente Covid li consegnerà alle famiglie. Il giorno successivo al ritiro da parte della scuola l’auto della Asl li porterà al laboratorio.

Il piano di monitoraggio

L’iniziativa della regione Lazio si innesta su un piano di monitoraggio della circolazione del virus in ambito scolastico «attraverso una campagna programmata di testing nella popolazione di alunni asintomatici» e volto a ridurre la circolazione virale e l’impatto negativo della pandemia nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Si tratterà di sottoporre a screening in 1-3 plessi sentinella di tutte le 107 province italiane 110mila alunni al mese, di età compresa tra 6 e 14 anni per una popolazione complessiva di 4,2 milioni di studenti. Nei primi due mesi la raccolta del campione salivare spetterà alle Asl o a personale della Difesa ma poi il test spetterà alle famiglie, opportunamente formate.


Primo giorno con 900mila controlli su professori e amministrativi

da Il Sole 24 Ore

 Eugenio Bruno – Claudio Tucci

Lo stress test del rientro in classe al 100% in presenza di quasi milioni di studenti è stato superato senza particolari criticità. Grazie alla tempestività, rispetto agli anni scorsi, con cui sono stati nominati 60mila prof neoassunti (e 165mila supplenti, di cui quasi 9omila sulsostegno- sono stati assunti anche 10.729 Ata) e alla tenuta della piattaforma messa in piedi con Sogei per il controllo online del green pass obbligatorio per il personale scolastico. Sono state 900mÌia infatti le verifiche sulle certificazioni verdi di insegnanti e assistenti tecnico-amministrativi andate abuonfìne ieri in un’ora, cioè tra le 7 e le 8 del mattino, come annunciato dal ministro, Patrizio Bianchi, da Bologna. Dove ha partecipato al primo giorno di lezioni della scuola Giosuè Carducci. Nel 95%dei casi il tempo di risposta del sistema è risultato essere in media di un secondo, secondo quanto reso noto da fonti del ministero. Nel restante 5% dei casi si è oscillato tra i secondo e io secondi. Prendendo spunto dai bambini che lo hanno accoltocantando l’inno nazionale, il titolare dell’istruzione ha commentato: «Stringiamoci acoortevuoledire stiamo insieme. Ricominciamo con grande gioi a. Oggi (ieri, ndr) è il giorno dell’accoglienza. Accogliamo tutti, questa èia cosa migliore». Ribadendo quanto dichiarato nei giorni scorsi E cioè, che se ci saranno contagi in una singolaclasse «non sarà più possibile mettere in Dad un’intera regione. Se ci fossero focolai – haaggiunto – si interverrà in forma mirata, saremo chirurgici nelle misure» (al più cioè si metterà da remoto la specifica classe). Insomma il primo giorno dell’anno scolastico 2021/22, il terzo dell’era Covid, in io tra regioni e province autonome è andato bene ed è anche un buon viatico in vista degli altri rientri scaglionati da qui al 20 settembre quando riprenderanno il loro posto tra i banchi tuttii7,4milionidi alunni italiani. Le lezioni sono già riprese il 6 settembre per gli studenti della provinciaautonoma di Bolzano, mentre iniziano oggi per 192.252 alunni della Sardegna, domani per 1.706.814 bambini e ragazzi delle regioni Campania, Liguria, Marche, Molisee Toscana, il 16 settembre per 829.028 studenti del Friuli Venezia Giuliae della Sicilia. Gii ultimi a ritornare in classe saranno gli 813.853 alunni delle regioni Calabria e Puglia iI 20 settembre. Pochi idisagi segnalati sull’intero territorio nazionale. Ad esempio l’impossibilità di aprire alcuni istitutia Piacenza eChivasso per effetto dell’adesione allo sciopero proclamato dall’Anief. Oppure la necessità di respingere alcuni prof e Ata perché sprovvisti del green pass. Degna di nota è anche la protesta messa in scena dall’Unione degli studenti che – nella notte tradome- nica e lunedì – ha deposto delle macerie sulla scalinata antistante il dicastero di viale Trastevere così da simboleggiare, comehanno spiegato m un comunicato successivo, «lo stato della scuola pubblica». Il controllo del green pass è scattatoancheperle famiglicene hanno accompagnato i più piccoli; per il personale scolastico sprovvisto sono partite anche le prime sospensioni, ma si tratta i numeri residuali (il 93% di prof e Ata è vaccinato). Se il ministro Bianchi ha evidenziato come per la prima volta tutti i docenti siano in aula fin dal primo giorno di scuola, la FLC Cgil ha fatto notare che 160 mila posti docenti, il 17% della dotazione complessiva, anche quest’anno saranno coperti da precari. Ancora più pesante la situazione sul versante Ata dove le 10.800 immissioni in ruolo hanno coperto solo 1140% dei posti disponi- Resta in ogni caso ancora coperto da precari, sottolineano i sindacati, il 17% dei posti da docente stabili. E resta il problema delle oltre 600 scuole date in reggenza con dirigenti scolastici che devono suddividersi fra più istituti. i trasporti in alcune realtà come Roma hanno ancora fatto registrare sovraffollamenti, ma il sottosegretario all’Istruzione Barbara Floridia ha assicurato di aver lavorato ad un progetto che metterà a disposizione di tutte le scuole italiane in tempi brevi un software in grado di supportare i mobility manager scolastici nella gestione dei flussi casa-scuola-casa. Laripresadelle lezioni in presenza è salutata con soddisfazione da tutte le forze politiche: «La scuola ha riaperto in presenza e dobbiamo ringraziare insegnanti, dirigenti e personale che hanno reso possibile questasfida», ha detto l’ex ministro dell’Istruzione, oggi titolare degli Affari regionali e Autonomia, Mariastella Gelmini, sulla stessa lunghezza d’onda, un’altra ex titolare dell’Istruzione, Valeria Fedeli: «II rientro a scuola in presenza e in sicurezza è un risultato molto importante, che nelle prossime settimanee mesi abbiamo il dovere di preservare e garantire per l’intero anno scolastico».


Cattedre vacanti scuola per scuola, Bianchi: “Le monitoriamo con una piattaforma informatica”

da OrizzonteScuola

Di Andrea Carlino

Intervento del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, a Porta a Porta su Rai 1. Diversi gli argomenti trattati durante l’intervista.

Sul green pass: “Questa è la dimostrazione che quando lo Stato si applica, e si applicano tutte le amministrazioni insieme, possono fare grandi risultati, nel rispetto dei diritti delle persone e nell’efficienza del sistema. E’ stata una cosa su cui altri colleghi in giro per l’Europa ci stanno interrogando”.

“Ha funzionato. Siamo partiti da un forte stimolo dato dall’Autorità garante della privacy, che deve tutelare la riservatezza dei dati per evitare discriminazioni – ha spiegato Bianchi –. Assieme ai ministero della Salute, dell’Istruzione, del Tesoro, alla loro società, abbiamo messo insieme questa piattaforma che è a disposizione solo del preside e permette di incrociare i dati”.

“Nessun balletto delle supplenze”. Poi l’annuncio: “Piattafoma delle cattedre vacanti”

“Quest’anno non c’è stato il balletto delle supplenze. Abbiamo fatto un’operazione importantissima. Usualmente i professori entravano di ruolo il primo settembre e poi si verificava chi mancava e fra ottobre e novembre si riempivano i buchi. Quest’anno – ha spiegato – abbiamo anticipato l’entrata in ruolo. Ne abbiamo fatti 60mila, l’anno scorso erano 19mila. E le abbiamo anticipate a inizio agosto. Abbiamo avuto un mese per fare tutte le nomine degli incarichi delle supplenze annuali”.

“Abbiamo fatto – ha aggiunto il ministro – una piattaforma che ci permette di avere il quadro di tutto il Paese, scuola per scuola, classe per classe. Dall’altra parte ci sono poi le supplenze corte che dipendono dal preside. Noi abbiamo fatto la copertura di tutto l’organico, 112mila posizioni che si aggiungono, le cosiddette cattedre vacanti, quelle vuote. Ci sono 880mila insegnanti nella scuola di Stato in Italia. A cui si aggiungono quelli delle scuole paritarie e altre 300mila persone del personale tecnico amministrativo”.

Green pass scuola, i genitori possono entrare in cortile senza certificazione. L’annuncio di Floridia

da OrizzonteScuola

Di redazione

“È vero che i cortili e i giardini rientrano fra le strutture scolastiche, ma è pur vero che si trovano all’aperto, dunque ritengo che a tutti i genitori si possa permettere di accompagnare i loro figli fino all’ingresso dell’edificio scolastico”.

Lo dice all’Adnkronos la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia che rivolgendosi ai dirigenti scolastici in
particolare delle scuole dell’infanzia e primarie afferma: “Raccomando buon senso. Nel rispetto della legge e della sicurezza, si tenga conto anche delle esigenze emotive dei più piccoli, per i quali è importante arrivare alla soglia della scuola mano nella mano con un genitore. I dirigenti scolastici stanno già dimostrando questa sensibilità, tanto che le eccezioni fanno notizia”.

Sul green pass, tuttavia, segnaliamo la FAQ ufficiali del Ministero dell’Istruzione.

NOTA

GUIDA OPERATIVA

Allegato 2 – Conferimento di delega di funzioni ai fini della verifica della certificazione verde Covid-19 del personale docente e ATA

Allegato 3 – Informativa sul trattamento dei dati personali per la verifica del possesso delle certificazioni verdi Covid-19 del personale

Nuovo PEI annullato dal TAR Lazio, associazioni ricorrenti soddisfatte, molti problemi per le scuole

da La Tecnica della Scuola

L’anno scolastico sta iniziando con un problema di non poco conto: nella giornata di oggi 14 settembre il TAR Lazio ha pubblicato la sentenza con la quale viene annullato il decreto che definisce il nuovo modello di PEI.
Il “pasticcio” è piuttosto pesante perché – a questo punto – i Gruppi di lavoro operativi per l’inclusione dovranno continuare ad usare il vecchio modello anche se il decreto ministeriale 182 del dicembre scorso ne prevedere uno diverso.
Il ricorso contro il decreto era stato promosso a suo tempo da un gruppo di associazioni che si occupano di disabilità tra cui Coordown, CIIS (Coordinamento insegnanti di sostegno), Pianeta Down Onlus e altre ancora.
Il punto centrale della questione è di natura squisitamente procedurale: il decreto legislativo 66/2017 sull’inclusione prevedeva infatti che prima di definire il nuovo modello di PEI l’Amministrazione avrebbe dovuto adottare un apposito provvedimento in materia di certificazione e di profilo di funzionamento.

Al contrario tale atto preliminare non è mai stato adottato e per la verità il Ministero stesso era ben consapevole di tale mancanza tanto che nel decreto sul PEI si diceva che – in via transitoria – le scuole avrebbero dovuto fare riferimento alla documentazione prevista in precedenza (diagnosi funzionale e profilo dinamico funzionale).
Va sottolineato il fatto che questa sentenza del TAR – contrariamente a quanto avviene solitamente per provvedimenti analoghi – vale in linea generale (come è noto, le sentenze del TAR si applicano normalmente solo al caso impugnato dai ricorrenti).
Il fatto deriva da una sottile questione di carattere giuridico: il ricorso riguarda infatti una norma applicativa di natura regolamentare, e la giurisprudenza ha ormai chiarito da tempo che le sentenze che riguardano norme regolamentari sono valide “erga omnes”, cioè per tutti.
In sede di esame del ricorso il Ministero ha infatti tentato di eccepire che il decreto ministeriale in parola non ha valore di regolamento, il TAR però è stato di diverso avviso e questo spiega le ragioni della sentenza.
Ovviamente il Ministero si opporrà alla decisione del giudice amministrativo e certamente si rivolgerà al Consiglio di Stato che dovrà pronunciarsi in via definitiva.
Al di là della diatriba legale, resta il fatto che adesso le scuole dovranno lavorare riferendosi al vecchio PEI.
Va chiarito che l’annullamento del nuovo modello di PEI non incide minimamente sulle disposizioni relative alla formazione obbligatoria prevista dalla legge di bilancio per il 2021. I corsi di 25 ore, quindi, restano e a breve prenderanno avvio.

TESTO DELLA SENTENZA

Green pass, Garante privacy: leciti il controllo e la verifica dell’identità del titolare

da La Tecnica della Scuola

La disciplina interna delle certificazioni verdi, sotto il profilo della protezione dei dati, implica un trattamento legittimo nella misura in cui si inscriva nel perimetro delineato dalla normativa vigente.

A dirlo è il Garante per la protezione dei dati personali, che ha risposto ad alcuni quesiti sugli obblighi e sulle implicazioni della loro, eventuale, inosservanza da parte dei rispettivi destinatari.

Il trattamento dei dati sul Green pass è legittimo

L’Autorità ovviamente non entra nel merito della “ragionevolezza dell’estensione dell’ambito applicativo delle certificazioni verdi nei termini progressivamente delineati dai dd.ll. nn. 105 e 111 del 2021 e dalle implicazioni di tale estensione sulla proporzionalità del corrispondente trattamento”, ma rileva che il trattamento dei dati attraverso il Green pass è legittimo “nella misura in cui si limiti ai soli dati effettivamente indispensabili alla verifica della sussistenza del requisito soggettivo in esame (titolarità della certificazione da vaccino, tampone o guarigione), alle operazioni a tal fine necessarie e segua le modalità indicate dal dPCM 17 giugno 2021, attuativo dell’art. 9 del d.l. n. 52 del 2021”.

Secondo il Garante sono dunque leciti sia il controllo sia attraverso “VerificaC19”, sia il potere di verifica dell’identità del titolare del Green pass.

Il trattamento dei dati personali funzionale a tali adempimenti, se condotto secondo la normativa e nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali (e in primo luogo del principio di minimizzazione) non può comportare l’integrazione degli estremi di alcun illecito, né tantomeno l’irrogazione di sanzioni.

Ovviamente deve essere esclusa la raccolta, da parte dei soggetti verificatori, dei dati dell’intestatario della certificazione, in qualunque forma.

Certificazione di esenzione

Dovrà invece essere oggetto di garanzie maggiori, sotto il profilo della protezione dati, – precisa infine il Garante – la disciplina transitoria della certificazione, in forma cartacea, da rilasciare ai soggetti esenti dall’obbligo di ostensione del pass, che nel rispetto del principio di minimizzazione non deve comportare la rilevazione di dati eccedenti le finalità perseguite e, in particolare, di dati inerenti la condizione sanitaria dell’interessato.

Sistema Nazionale di Valutazione: indicazioni sui documenti strategici (RAV e PTOF)

da La Tecnica della Scuola

L’a.s. 2021/2022 è l’anno conclusivo del triennio 2019-2022 e quindi è anche anche quello di predisposizione del PTOF relativo al triennio 2022-2025.

Con la nota 21627 del 14 settembre 2021 il MI ha fornito alcune indicazioni operative sia per l’aggiornamento annuale dei documenti strategici delle istituzioni scolastiche per il triennio in corso 2019-2022 sia per la predisposizione del PTOF 2022-2025.

SCARICA LA NOTA

Rapporto di Auto Valutazione

Le scuole possono rivedere e aggiornare le analisi e le autovalutazioni effettuate nel RAV e procedere, solo se necessario, alla sua regolazione.

Nel periodo di apertura delle funzioni ogni scuola procede autonomamente alla pubblicazione del RAV sul portale “Scuola in chiaro” tramite l’apposita funzione “Pubblica RAV” presente in piattaforma. Dopo il termine di chiusura delle funzioni la pubblicazione sul portale “Scuola in chiaro” avviene comunque in automatico per tutte le scuole.

Pianto Triennale dell’Offerta Formativa

Le istituzioni scolastiche procedono sia all’eventuale aggiornamento annuale del PTOF relativo alla triennalità in corso sia alla predisposizione del PTOF relativo al triennio 2022-2025.

Nell’a.s. 2021/2022 sul portale Scuola in chiaro devono essere pubblicati sia l’eventuale aggiornamento del PTOF 2019-2022 sia il PTOF 2022-2025.

Assenze per gravi patologie, entro quando fruire delle ferie maturate e non godute?

da La Tecnica della Scuola

Il CCNL Scuola, all’art. 13, comma 10, per il personale docente prevede che in caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate esigenze di carattere personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel corso dell’anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale docente, a tempo indeterminato, entro l’anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell’attività didattica.

Per quanto riguarda il personale A.T.A., fruirà delle ferie non godute di norma non oltre il mese di aprile dell’anno successivo, sentito il parere del DSGA.

In proposito, l’ARAN è interventuo con un proprio orientamento applicativo (CIRS39), precisando che sulla tematica delle ferie, in relazione alla normativa introdotta con l’art. 5, comma 8, del d. l. n. 95/2012 convertito con modificazioni dalla l. n. 135/2012, la Ragioneria Generale dello Stato, con il parere prot. n. 94806 del 9.11.2012, ha ritenuto che il diritto alle ferie, di carattere irrinunciabile, gode di una rigorosa tutela di rilievo costituzionale nell’ordinamento italiano, atteso che l’art. 36 della Costituzione prevede testualmente che “il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. Alla stregua di ciò, relativamente all’eventuale rinvio nella fruizione delle medesime, i contratti collettivi nazionali di lavoro del settore pubblico, prevedendo la necessità di una programmazione dei periodi di ferie, dispongono la possibilità di fruirne nell’anno successivo entro precisi limiti temporali.

Per quanto riguarda le ferie maturate e non godute nei periodi precedenti a causa di assenze prolungate, si deve fare riferimento anche all’art. 2109 del c.c. (le ferie sono assegnate dal datore di lavoro tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del lavoratore). Ne consegue che le ferie maturate e non godute per causa indipendente dalla sua volontà, come può essere una grave patologia, costituendo le stesse un diritto irrinunciabile e indisponibile del lavoratore, possono essere fruite dallo stesso oltre i termini stabiliti dall’art. 13 del CCNL. In tal caso è opportuno che l’amministrazione fissi i termini di fruizione delle stesse.

Rientro a scuola e gestione del green pass: domande e risposte

da Tuttoscuola

Come si effettua il controllo del green pass? Chi lo deve esibire all’ingresso a scuola? I tamponi sono gratuiti o il personale scolastico li deve pagare? A queste e ad altre domande sul controllo della certificazione verde proviamo a rispondere avvalendoci dell’aiuto del MI e delle Faq disponibili sul sito #IoTornoAScuola.

Come si ottiene la certificazione verde?

L’articolo, 9 del decreto-legge n.52/2021 prevede il rilascio della certificazione verde in caso di:
a) avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine del prescritto ciclo. La certificazione può essere rilasciata anche a seguito di somministrazione della prima dose di vaccino e ha validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione, fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale;
b) avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2;
c) effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2 (validità quarantotto ore).

È obbligatorio per il personale scolastico mostrare la certificazione verde COVID-19?

Si, vige l’obbligo di possedere ed esibire la certificazione verde. La procedura di controllo è agevolata dall’utilizzo di una piattaforma interoperabile nazionale, predisposta dal Ministero dell’Istruzione in collaborazione con quello della Salute.

Come avviene il controllo della certificazione verde?

Su richiesta del verificatore (dirigente scolastico o suo delegato), il personale in servizio a scuola mostra – in formato digitale oppure cartaceo – il QR Code abbinato alla propria certificazione verde COVID-19. L’App “VerificaC19” scansiona il QR Code, ne estrae le informazioni e procede con il controllo, fornendo tre possibili risultati:
a) schermata verde: la certificazione è valida per l’Italia e l’Europa,
b) schermata azzurra: la certificazione è valida solo per l’Italia,
c) schermata rossa: la certificazione non è ancora valida o è scaduta o c’è stato un errore di lettura.
All’avvio della piattaforma interoperabile, accedendo a SIDI, il Dirigente scolastico potrà automaticamente visualizzare le medesime schermate verde e rossa.

Quali sono le procedure da seguire nel caso di personale che non intenda esibire la certificazione verde? Dopo quanti giorni scatta la sospensione dal servizio?

In caso di mancata esibizione della certificazione verde COVID-19, il personale docente e ATA non può accedere o permanere nell’istituzione scolastica e viene considerato assente ingiustificato. La violazione dell’obbligo di possesso/esibizione della certificazione determina l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria. A decorrere dal quinto giorno di assenza ingiustificata, inoltre, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti retribuzione e altri compensi/emolumenti. La riammissione in servizio è subordinata al possesso di valida certificazione verde.
La sospensione del rapporto di lavoro non è qualificabile come sanzione disciplinare.

Sono previste sanzioni in caso di violazione dell’obbligo da parte del personale esterno?

È prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 1000 euro.

Tutto il personale in servizio deve possedere la certificazione verde per poter accedere a scuola?

Sì. Il decreto-legge n.111/2021 ha introdotto l’obbligo del possesso e il dovere di esibizione della certificazione verde COVID-19 per tutto il personale scolastico (docenti, ATA, dirigenti scolastici) delle scuole del sistema nazionale d’istruzione.
Il decreto-legge n.122/2021, ha esteso l’obbligo della certificazione verde anche al personale dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), dei sistemi regionali di Istruzione e Formazione Professionale IeFP), dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) e degli Istituti Tecnici Superiori (ITS).
Devono possedere la certificazione verde pure gli studenti che frequentano gli Istituti Tecnici Superiori (ITS), in analogia con gli studenti universitari.

Chi altro deve esibire la certificazione verde per accedere a scuola?

Il decreto-legge n.122/2021 estende l’obbligo di possesso ed esibizione della certificazione verde COVID-19 a chiunque accede alle strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative del sistema nazionale di istruzione. L’obbligo si applica quindi a tutti i soggetti esterni che prestano attività lavorativa o professionale nella scuola (ad esempio addetti alle mense, addetti alle pulizie, collaboratori e consulenti esterni, ecc.), ai genitori e familiari degli studenti ed a tutte le persone che, a qualunque titolo, entrano nei locali scolastici.

Sono previste eccezioni all’obbligo di possesso di certificazione verde?

L’obbligo di possesso e il dovere di esibizione della certificazione verde non si applicano ai soggetti che, sulla base di idonea certificazione medica e in conformità alle indicazioni del Ministero della Salute (circolare n.35309/2021) sono esenti dalla campagna vaccinale.
Fino al 30 settembre 2021 in formato cartaceo, a tali soggetti viene rilasciata, una certificazione sostitutiva sufficiente a consentire l’accesso anche agli edifici destinati alle attività educative e scolastiche.

Sono previsti tamponi gratuiti per il personale?

Le scuole possono deliberare di utilizzare parte delle specifiche risorse loro assegnate per la copertura dei costi derivanti dall’effettuazione di tamponi diagnostici nei confronti del solo personale scolastico esentato dalla vaccinazione. “Si è, infatti, inteso promuovere un’azione orientata verso coloro che, non avendo la possibilità di vaccinarsi per motivi certificati di salute, si trovano ad essere privi della primaria copertura vaccinale e, quindi, con maggiore rischio per la diffusione dell’epidemia all’interno delle istituzioni scolastiche” (nota 18 agosto 2021, n.900).

Un docente può volontariamente consegnare copia cartacea della sua certificazione verde?

No, per ragioni di riservatezza, la certificazione verde non può essere consegnata in alcun caso, né, tantomeno, può essere trattenuta da parte del dirigente scolastico.

Il dirigente scolastico deve essere in regola con la certificazione verde?

Sì, come tutto il personale scolastico.

Cosa devo fare se mi sono contagiato dopo il primo vaccino?

La questione è chiarita dal Ministero della Salute nella circolare n.40711/2021.
In caso di infezione da SARS-CoV-2 entro il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, è indicato il completamento della vaccinazione con una seconda dose da effettuare entro sei mesi dalla data del primo test molecolare con esito positivo.
In caso di infezione oltre il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose, “la schedula vaccinale è da intendersi completata in quanto l’infezione stessa è da considerarsi equivalente alla somministrazione della seconda dose. L’eventuale somministrazione di una seconda dose non è comunque controindicata, anche per i soggetti guariti, in precedenza non vaccinati, che hanno ricevuto una sola dose di vaccino dopo l’infezione da SARS-CoV-2”.

Nota 14 settembre 2021, AOODGOSV 21673

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione
Ufficio I

Agli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Al Sovrintendente agli Studi per la Regione Autonoma della Valle d’Aosta
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia Autonoma di Bolzano
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia Autonoma di Trento
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di Bolzano

Oggetto: Concorso nazionale per le scuole Biblia – VIII edizione – Anno scolastico 2021- 2022.

Ruolo della formazione degli insegnanti nell’innovazione della scuola e dell’università

Mercoledì 22 settembre a Roma, dalle ore 10.00, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, in Via della Dogana Vecchia, 29, il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e la Ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa parteciperanno all’Evento dedicato al ruolo della formazione degli insegnanti nell’innovazione della scuola e dell’università. L’incontro è organizzato dalla Conferenza Universitaria Nazionale di Scienze della Formazione e ha l’obiettivo di analizzare il complesso delle competenze, disciplinari, pedagogiche, didattiche, psicologiche, metodologiche, tecnologiche e riflessive, a cui i docenti delle scuole di ogni grado e degli atenei dovranno essere formati, nella prospettiva di riforme e investimenti prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

I lavori saranno aperti dai saluti di Vanna Iori, Senatrice Pd, e introdotti e coordinati da Maria Grazia Riva, Presidente CUNSF e Direttore del Dipartimento di Scienze umane per la formazione dell’Università di Milano-Bicocca. Insieme ai Ministri Messa e Bianchi, interverranno: Cristina Grieco, membro del Consiglio di amministrazione INDIRE; Renata Maria Viganò, membro del Consiglio di amministrazione INVALSI; Vincenzo Zara, consigliere della Ministra dell’Università e della Ricerca per la Didattica universitaria.   

Previsti i contributi di: Massimiliano Fiorucci, Vice-Presidente CUNSF e Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Roma Tre; Marinella Muscarà, Segretaria CUNSF e Preside della Facoltà di Studi classici, linguistici e della formazione dell’Università di Enna-Kore; Silvana Calaprice, Presidente del Coordinamento dei Corsi di laurea per Educatore e Pedagogista, Università di Bari; Luigi D’Alonzo, Presidente del Coordinamento per le Attività di Specializzazione per il Sostegno, Università Cattolica di Milano; Elisabetta Nigris, Presidente del Coordinamento dei Corsi di laurea di Scienze della Formazione Primaria, Università di Milano-Bicocca.  

I lavori del convegno saranno trasmessi in diretta streaming al link webtv.senato.it e sul canale YouTube del Senato www.youtube.com/user/SenatoItaliano.

Decreto Ministeriale 15 settembre 2021, AOOGABMI 281

Adozione dell’Atto di indirizzo politico-istituzionale concernente l’individuazione delle priorità politiche del Ministero dell’istruzione per l’anno 2022


Il documento individua le priorità politiche che orienteranno l’azione del Ministero per l’anno 2022 e per il triennio 2022-2024, definite in coerenza con i documenti di programmazione economico-finanziaria, in particolare con il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2021, con le azioni definite dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals-SDGs) definiti dall’ONU con l’Agenda 2030, con il quadro regolatorio applicabile al Sistema nazionale di istruzione e formazione, nonché con la vigente normativa in materia di trasparenza e prevenzione della corruzione nelle Amministrazioni pubbliche.

Nello specifico, sono otto le priorità individuate nel documento:

  1. garantire il diritto allo studio per tutte le studentesse e tutti gli studenti,
  2. potenziare l’offerta formativa nelle scuole di ogni ordine e grado,
  3. promuovere processi di innovazione didattica e digitale,
  4. promuovere politiche efficaci per la valorizzazione del personale scolastico,
  5. investire sull’edilizia scolastica e ripensare gli ambienti di apprendimento in chiave innovativa,
  6. rilanciare l’autonomia scolastica e valorizzare il sistema nazionale di valutazione,
  7. investire sul sistema integrato 0-6,
  8. rafforzare la capacità amministrativa e gestionale del Ministero.