M. Miller, La canzone di Achille

Madeline Miller, La canzone di Achille
Universale Economica Feltrinelli

di Mario Coviello

“La canzone di Achille” è un romanzo di 382 pagine che vorreste non finisse mai. È Patroclo il protagonista e impariamo subito a conoscerne i pensieri e i sentimenti. E’ un ragazzino minuto, goffo e persino lento. Il suo destino non sarà certo quello di combattere e lo capiamo subito. La vita di Patroclo è tutta in salita. Sarà la sua voce ad accompagnarci fin dal giorno in cui, a soli nove anni, viene portato a Sparta per proporsi come pretendente di Elena. Un protagonista goffo, poco dotato nell’arte della guerra e impaurito.

La sua vita cambia quando viene portato come esule alla corte di Peleo. Lì conosce Achille, già definito da molti come l’aristos achaion, ovvero il migliore dei greci. Fin da ragazzino, Achille è descritto come l’esatto opposto di Patroclo, ma come ci viene sempre detto, gli opposti, alla fine, si attraggono.

Questo perché “La canzone di Achille” descrive la loro storia d’amore. Una storia sempre accennata, intuita da noi ragazzini di undici anni. Una storia d’amore che finisce per unirsi al tetro e macabro resoconto di guerra, una volta partiti per Troia. L’amore dei due ragazzi si accompagna al sangue sparso nelle razzie, i bottini di guerra, l’attesa di dieci lunghi anni, la fine tragica. La morte continua ad essere una presenza costante nel romanzo. Modifica il cammino dei due protagonisti fin dall’inizio: il legame tra Eros e Thanatos è imprescindibile e accompagna i protagonisti e il lettore fino all’ultima riga del romanzo.

Il titolo riprende i poemi cantati antichi di cui Achille tanto vuole essere protagonista e di cui Patroclo tanto ha paura. Entrambi decidono di salpare per Troia, così da poter stare l’uno accanto all’altro fino al momento in cui sarebbero scesi nell’Ade.

Madeline Miller riesce colpire il lettore che giàconosce la storia e dona un tocco nuovo all’Iliade che abbiamo studiato in prima media. La mitologia c’è tutta: ci sono Dei che creano scompiglio, pestilenze, tempeste e si schierano apertamente con i greci e i troiani. C’è Chirone, il centauro che si occuperà dell’educazione di Achille e anche di Patroclo; ci sono tutti gli Achei più importanti, tra i quali spicca il furbo e intelligente Odisseo.

C’è raccontata in maniera meravigliosa la crescita di due ragazzi, che vorrebbero solo vivere in pace ed essere felici, eppur si ritrovano di fronte a qualcosa di molto più grande di loro. Le pagine del conflitto sono le più buie ma sono anche quelle più appassionanti, ricche di colpi di scena, di sentimenti forti.

I giorni scorrevano tutti uguali mentre aumentavano le vittime. Patroclo trova finalmente la sua strada, diventa un esperto chirurgo, approfondisce la sua amicizia con la schiava Briseide, ma l’angoscia lo accompagna ugualmente. Sa che non si può sfuggire al proprio destino. La profezia parla chiaro, Achille morirà dopo aver ucciso Ettore.

In fondo, per un eroe è meglio vivere una vita lunghissima ma nell’oscurità o una vita breve ma piena di gloria?

Il destino si compie Patroclo viene ucciso da Ettore e Achille lo vendica, pur sapendo che la morte di Ettore sarà la sua fine. Le ceneri dei due sono mescolate insieme in un’urna e finalmente

“Nell’oscurità, due ombre si avvicinano attraverso il crepuscolo fitto e senza speranza. Le loro mani s’incontrano e la luce si riversa inondando ogni cosa, come cento urne d’oro che, aperte, fanno uscire il sole.”

Madeline Miller è nata a Boston, ha un dottorato in Lettere classiche alla Brown University e ha insegnato drammaturgia e adattamento teatrale dei testi antichi a Yale. Il suo romanzo d’esordio La canzone di Achille, pubblicato per la prima volta da Sonzogno nel 2013, è stato scritto in dieci anni e ha avuto come fonti d’ispirazione oltre l’Iliade di Omero, Ovidio, Platone, Eschilo, Sofocle,Apollonio Rodio e Virgilio, come ha dichiarato l’autrice. La canzone di Achille è un bestseller internazionale, ha vinto l’Orange Prize ed è stato tradotto in venticinque lingue. Nel 2019 Sonzogno ha pubblicato il suo secondo libro, Circe.

Dai sensi alle sensazioni

DAI SENSI alle SENSAZIONI

Paolo Manzelli 

La capacità di un organismo animale di relazionarsi con il mondo esterno dipende dalla sua capacità di captare con i Sensi e intepretare i sensi in Sensazioni ottenute rimodulando  in modo coerente la informazione Epigenetica dell’Ambiente con  la propria informazione Genetica –

Le risposte che l’organismo sviluppa in stimoli di informazione provenienti dall’ambiente esterno  divengono significative come campi di sensitivi (sensazioni) quando i dati riguardanti gli stimoli ambientali vengono sia codificati come impulsi dai vari recettori sensoriali in modo tale che i neuroni del sistema nervoso  possono ricevere ed anche  rielaborare gli impulsi neuronali sensoriali trasformano le loro diverse frequenze ed intensita  nei  campi quantici delle Senzazioni che vengono percepite come insiemi rimodulati geneticamente dal bio-informazione quantica  espressa dal DNA doppia elica.

Gli elettro-recettori del corpo umano sono :

1) gli Elettro –Meccanici del suono che e il primo senso a svilupparsi nel nascituro .2) i chemio-recettori del Gusto e dell’Olfatto ,4) gli Elettro trasduttori della Luce dei tre tipi di coni (RGV) e bastoncelli  ad alta acuita’ visiva della retina degli occhi). 5)   i meccano recettori della pelle che rispondono alle variazioni di pressione i quali  collaborano coi i due tipi di termo recettori , quelli  del Ruffini che danno informazioni sul caldo sopra i 37 *C e quelli di Kraval che rispondono al Freddo .

Tutti queste tipologie di Recezione sensoriale trasformano sistematicamente i sensi in inversione del potenziale di azione che genera impulsi neuronali di diversa frequenza e intensita del potenziale ionico il quale fluisce negli assoni e nervi i quali correlano mente e cervello

L’ operare della mente sulla trasmissione della informazione sensoriale non si arresta a questo stadio di trasduzione in impulsi neuronali che e stato interpretato tradizionalmente dalla scienza meccanica .

Infatti in cervello umano agisce in due tempi 1) utilizza i vari recettori  traduce in impulsi neuronali con i vari recettori la informazione sensoriale 2) rimodula Epigeneticamente la il flusso ionico che correla mente e cervello .

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Egocreanet –Cluster (www.egocrea.net) dal 2006 ad oggi , ha condotto uno studio sulla Informazione Epigenetica finalizzato al superamento della  tradizione del precedente  sistema di interpretazione sensoriale visto esclusivamente in termini flusso neuronale ionico tra mente e corpo

Questo studio modifica il precedente Paradigma della Scienza proprio in quanto pone  in evidenza la contemporanea trasduzione della <Informazione Sensoriale in Campi Quantici delle Sensazioni> le quali vengono geneticamente rimodulate dalla attivita bio-quantica del DNA- il quale  agisce come una Antenna rice-trasmittente tra la informazione Genetica e quella Epigenetica

Il tema della Trasformazione dei <SENSI in SENSAZIONI> di biologia quantica,  aprira’ la mente verso molteplici   condizioni culturali ed innovativi scenari di sviluppo, che verranno trattati e discussi al prossimo incontro-formativo di EGOCREANET sul tema : Trasduzione Bioquantica della, “LUCE,SUONO e COLORE”,

L’ incontro  attualmente è previsto tenersi a  il Sabato 23-10.2021 dalle ore 10—16 – c/o la Accademia della Fiorentina in via dei Ginori 16 – in Firenze-Centro .

NB_: Per prenotare motivate iscrizioni inviare entro e non oltre il 15 -10.2021 inviare una e.Mail a : egocreanet2016@gmail.com   Paolo Manzelli

Bianchi: deroga alle mascherine in classi di tutti vaccinati è un obiettivo

da Il Sole 24 Ore

Il ministro dell’Istruzione ha parlato anche di classi pollaio, annunciando interventi strutturali anche grazie al Pnrr

di Claudio Tucci

«A lungo abbiamo discusso con le autorità sanitarie» sulla deroga all’uso delle mascherine qualora siano tutti vaccinati in classe, misura «legata alla volontà di incentivare le vaccinazioni». Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, al question time alla Camera. «In una conferenza stampa ho ricordato le linee guida e i protocolli del ministero della salute citati nel decreto 111 del 6 agosto – ha aggiunto Bianchi -. L’intervento da me compiuto in quella conferenza stampa era e rimane una lettura del decreto, un’indicazione condivisa con le autorità sanitarie e verso cui tendere. Non c’è stato da parte mia nessun azzardo».

L’obiettivo del governo è la sicurezza di tutti

Per il ministro dell’Istruzione, «la sicurezza sta a cuore a tutti, così come sta a cuore l’equilibrio psicofisico dei ragazzi. È questo lo spirito con cui il governo agisce ed ha agito nell’interesse di tutti».

Su classi pollaio al lavoro anche in Pnrr

Bianchi ha parlato anche di classi pollaio. «Tecnicamente la classe è considerata sovraffollata quando il numero degli alunni è al di sopra dei 27 – ha sottolineato Bianchi -. Le riforme legate al Pnrr, su cui stiamo lavorando, definiranno non solo e non tanto il numero di alunni ma un vero e proprio equilibrio da raggiungere in ogni classe. La questione va affrontata strutturalmente». «Il tema è importante – ha proseguito Bianchi – per me questa è una priorità assoluta».

Gli investimenti messi in campo

Il ministro dell’Istruzione ha ricordato gli investimenti messi in campo. Due miliardi sono stati distribuiti alle scuole per rientrare in sicurezza prima dell’estate, tenendo conto in via prioritaria delle classi numerose, 342 milioni sono stati destinati in modo specifico proprio per queste ultime. Altri 400 milioni sono stati destinati per incarichi aggiuntivi di personale docente e Ata.


Green pass, cosa succederà dopo il 30 settembre a chi non può vaccinarsi?

da La Tecnica della Scuola

Ci sono dei soggetti che per condizione medica non possono ricevere o completare la vaccinazione per ottenere una certificazione verde COVID-19.

Per queste persone, una circolare del Ministero della Salute del 4 agosto scorso, avente ad oggetto Certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-COVID-19, prevede che siano rilasciate delle certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2, in formato cartaceo, con validità massima fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni; la durata di validità, sulla base delle valutazioni cliniche relative, verrà aggiornata quando sarà avviato il sistema nazionale per l’emissione digitale delle stesse al fine di consentirne la verifica digitale.

Temporaneamente e fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni, sul territorio nazionale sono validi i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi Sanitari Regionali.

Manca una settimana a fine mese e al momento non ci sono indicazioni in merito a cosa succederà dopo il 30 settembre.

Da quello che si legge nella circolare del Ministero della Salute, si è in attesa della digitalizzazione delle certificazioni di esenzione e dell’estensione della loro validità. Al momento non è dato sapere se tali informazioni potranno essere inserite all’interno del Green pass.

Chi può richiedere l’esenzione

La certificazione viene rilasciata nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea.

Queste sono le controindicazioni ai vaccini attualmente utilizzati in Italia:

La circolare chiarisce anche che la vaccinazione non è controindicata in gravidanza. Qualora, dopo valutazione medica, si decida di rimandare la vaccinazione, alla donna in gravidanza potrà essere rilasciato un certificato di esenzione temporanea alla vaccinazione.  Invece, l’allattamento non è una controindicazione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2.

Ci sono poi situazioni in cui è possibile valutare l’utilizzo di un vaccino diverso da quello inoculato con la prima dose, ad esempio dopo una reazione allergica grave dopo una dose di vaccino o nei casi di miocardite e pericardite.

Infine, la circolare ribadisce che l’esecuzione di test sierologici, volti a individuare la risposta anticorpale nei confronti del virus, non è raccomandata ai fini del processo decisionale vaccinale; per tale motivo la presenza di un titolo anticorpale non può di per sé essere considerata, al momento, alternativa al completamento del ciclo vaccinale.

Quali dati contiene la certificazione?

Le certificazioni dovranno contenere:

  • i dati identificativi del soggetto interessato (nome, cognome, data di nascita);
  • la dicitura: “soggetto esente alla vaccinazione anti SARS-CoV-2. Certificazione valida per consentire l’accesso ai servizi e attività di cui al comma 1, art. 3 del DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n 105;
  • la data di fine di validità della certificazione, utilizzando la seguente dicitura “certificazione valida fino al _________” (al massimo fino al 30 settembre 2021);
  • dati relativi al Servizio vaccinale della Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale in cui opera come vaccinatore COVID-19 (denominazione del Servizio – Regione);
  • timbro e firma del medico certificatore (anche digitale);
  • numero di iscrizione all’ordine o codice fiscale del medico certificatore.

I certificati non possono contenere altri dati sensibili del soggetto interessato (es. motivazione clinica della esenzione).

Classi “pollaio”, scuole poco sicure e circa tre crolli al mese: presentato il XIX Rapporto di Cittadinanzattiva

da La Tecnica della Scuola

460 mila i bambini e ragazzi che studiano in 17mila classi con più di 25 alunni, ancora troppe scuole sono poco sicure e prive di certificati, nel giro di neanche un anno si sono verificati ben 35 crolli.

Questi sono solo alcuni dei dati contenuti nel XIX Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza a scuola, presentato nella mattinata di oggi, 22 settembre 2021.

L’indagine contiene anche un Focus sugli asili nido.

SCARICA IL RAPPORTO

Classi con più di 25 alunni

Il problema delle classi sovraffollate è concentrato soprattutto nelle scuole superiori, dove il 7% delle classi è in sovrannumero, con le maggiori criticità nelle regioni più popolose come la Lombardia (con 1889 classi over25), l’Emilia Romagna (1131), la Campania (1028).

Scuole poco sicure e prive di certificati

Più della metà degli istituti scolastici è privo del certificato di agibilità statica (54%) e di quello di prevenzione incendi (59%); il 39% è senza collaudo statico. 35 gli episodi di crolli che si sono verificati a scuola fra settembre 2020 ed agosto 2021, circa tre al mese.

Inoltre sono 17.343, pari al 43% del totale, le scuole in zone ad elevata sismicità.

Asili nido

Attraverso l’accesso civico rivolto ai Comuni, Cittadinanzattiva ha ottenuto informazioni su 1305 nidi in merito alla sicurezza strutturale ed interna, alla rimodulazione di spazi e servizi a causa del covid.

Riguardo al possesso delle certificazioni, i dati sui nidi descrivono una situazione migliore rispetto a quella degli edifici scolastici. Il 56% possiede la certificazione di agibilità rispetto al 42% degli edifici scolastici; il certificato di prevenzione incendi è presente nel 51% dei nidi rispetto al 36% degli edifici scolastici. Certamente i nidi sono avvantaggiati dal fatto di essere allocati in edifici di più recente costruzione e situati nel 62% dei casi a piano terra ma si è ancora troppo lontani dalla sufficienza.

Ben l’82% degli asili nido ha redatto il Documento di valutazione dei rischi (Friuli e Basilicata al 100%, male la Calabria con il 50%); il 74% circa ha il Piano di emergenza (ma la percentuale in Calabria si ferma al 25%); segnaletica di sicurezza a posto nell’82% circa dei nidi (anche su questo la Calabria si ferma al 25%). Le prove di evacuazione vengono effettuate solo nel 52% degli asili (bene il Friuli con l’89% e la Basilicata con l’80%; assai indietro Sicilia, Abruzzo, Campania e Lazio, tutte ferme sotto la soglia del 30%; in Calabria nessun asilo ha effettuato tali prove).

Covid scuola, quando un docente o Ata a contatto con un alunno positivo non vanno in quarantena?

da La Tecnica della Scuola

Un docente o un collaboratore scolastico che fosse entrato in una classe nella quale si scoprirà esserci un positivo, dovrà necessariamente andare in quarantena? No. Dipende dal tempo esposizione al contagio. Per un tempo inferiore ai 15 minuti, anche se il docente o il collaboratore Ata fosse entrato in classe e avesse parlato con l’alunno poi risultato positivo al Covid, non andrebbe in quarantena, in quanto verrebbe considerato un soggetto a basso rischio.

Un tema che resta attualissimo, specie nella giornata in cui il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è chiamato a riferire in Parlamento sulle classi pollaio, il distanziamento, le mascherine, a seguito dei primi casi di Covid nelle scuole.

Ma facciamo un riepilogo delle misure anti Covid relative alla quarantena.

Quarantena

Ricordiamo che in fatto di quarantene, le procedure, che la Ministra Bonetti vorrebbe rimettere in discussione (sostituendo in taluni casi la quarantena dei docenti con il semplice tampone), restano le seguenti:

dovrà fare quarantena solo chi sarà riconosciuto contatto stretto di un positivo al Covid-19, con una differenza tra chi è vaccinato (7 giorni di quarantena) e chi non lo è (10 giorni di quarantena). Si ritornerà in classe comunque a seguito di un test diagnostico (molecolare o antigenico) negativo. In altre parole, alcuni alunni, i vaccinati, potranno tornare in classe qualche giorno prima degli altri.

In assenza di test diagnostico, invece, la quarantena diventerebbe di 14 giorni per tutti, vaccinati e non. La circolare del Ministero della Salute infatti spiega: qualora non fosse possibile eseguire un test molecolare o antigenico tra il settimo e il quattordicesimo giorno, si può valutare di concludere il periodo di quarantena dopo almeno 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, anche in assenza di esame diagnostico molecolare o antigenico.

Chi è il soggetto a basso rischio?

Chi fosse contatto stretto di contatto stretto verrebbe invece indicato come soggetto a basso rischio di contagio e dunque per lui nessuna quarantena.

Di chi parliamo in questo caso? Chi è il soggetto a basso rischio? Ad esempio, nel caso di una classe, come spiegavamo su, il collaboratore scolastico che fosse entrato in aula restandovi per meno di 15 minuti, magari per rassettare qualcosa o per fornire un’informazione e poi andare via.

Recita sempre la circolare del Ministero della salute: per contatto a basso rischio, come da indicazioni ECDC 2, si intende una persona che ha avuto una o più delle seguenti esposizioni:

  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, ad una distanza inferiore ai 2 metri e per meno di 15 minuti;
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio l’aula scolastica) con un caso COVID-19 per meno di 15 minuti.

Green Pass, decreto in Gazzetta, chi non ha la certificazione è assente ingiustificato

da La Tecnica della Scuola

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge sul green pass, pubblicato adesso in Gazzetta Ufficiale.

Si tratta del decreto legge 127 che non dovrebbe modificare nulla per la scuola, poiché il riferimento rimane l’art.9 ter del dl 52/2021 che era stato introdotto con il dl 111 del 6 agosto. Il dl 127 modifica il dl 52/2021 e introduce nuove disposizioni, ma non va a modificare l’art. 9 ter.

Nei prossimi giorni proseguirà in Parlamento la conversione in legge dei dl 111 e 122 che riguardano più direttamente la scuola.

Per quanto riguarda il decreto appena firmato dal capo dello Stato, questo rende il Green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro, pubblici e privati dal 15 ottobre fino al 31 dicembre. Viene dunque esteso a 23 milioni di lavoratori, sia pubblici che privati, il certificato verde.

Rigide le sanzioni per chi dovesse essere sprovvisto di green pass, previste multe da 600 a 1.500 euro ma anche lo stop dello stipendio per chi è senza certificazione verde, non il licenziamento.

Si legge infatti al punto 6:

“Il personale di cui al comma 1, nel caso in cui comunichi di non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o qualora risulti privo della predetta certificazione al  momento dell’accesso al luogo di lavoro, al fine di tutelare la salute e la sicurezza  dei lavoratori nel luogo di lavoro, è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della predetta  certificazione  e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con   diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata di cui al primo periodo non sono dovuti la retribuzione ne’ altro compenso o emolumento, comunque denominati”.

Il dipendente senza passaporto vaccinale è, dunque “considerato assente ingiustificato e, a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque non oltre il 31 dicembre 2021”.

Multe anche per i datori di lavoro che non controllano, con multe che vanno da 400 a mille euro.

VAI AL DECRETO

Prof senza green pass: al quinto giorno scatta la sospensione e arriva il supplente

da Tuttoscuola

Ormai lo sappiamo bene: per accedere agli istituti scolastici bisogna esibire obbligatoriamente il green pass. Senza si resta fuori e, per il personale scolastico, al quinto giorno di assenza ingiustificata scatta la sospensione del rapporto di lavoro e della relativa retribuzione. Per i docenti, in particolare, subentra il supplente, con un dettaglio particolare.

Secondo quanto riporta infatti IlSole24Ore, il docente resta sospeso fino a che non si munirà di certificazione verde (che ricordiamo si può ottenere per 48 ore con tampone negativo, dopo 15 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino anti Covid o dopo la somministrazione della seconda dose) e fino alla scadenza del contratto attribuito per la sostituzione. Contratto di sostituzione che non supera i 15 giorni.

Fino ad oggi non era previsto un termine per la supplenza, e la cosa potrebbe scoraggiare molti dall’accettare l’incarico.

Effetto olimpiadi sull’atto di indirizzo

da Tuttoscuola

All’indomani del successo dello sport italiano alle olimpiadi di Tokio, seguito a quello del calcio nel campionato europeo, la sottosegretaria allo sport, Valentina Vezzali, sull’onda lunga dei successi azzurri (e non erano ancora arrivati i successi delle paraolimpiadi), puntava al miglioramento dell’educazione motoria nelle scuole, dichiarando. “Lavoriamo in maniera intensa con il ministro Bianchi e il sottosegretario Sasso. C’è il coinvolgimento di Palazzo Chigi – ha spiegato – I risultati di Tokyo rappresentano anche un formidabile assist per centrare l’obiettivo. Intanto la crescita dei fondi del Piano straordinario di Sport e Salute contribuirà a garantire l’offerta in questi mesi. Lo Stato deve intervenire in maniera incisiva e diretta sullo sport a scuola, sul territorio e per il benessere fisico delle persone. In modo che Coni e Cip possano dedicarsi alla preparazione olimpica e paralimpica. Bisogna cambiare passo. Siamo nella top ten del medagliere dal 1996, non possiamo permetterci di essere al quint’ultimo posto per pratica sportiva in Europa”.

Già il PNRR  aveva previsto investimenti per nuove palestre e sostegni all’attività motoria nella scuola primaria, ma ora l’atto di indirizzo, nel riconfermare tale obiettivo nel paragrafo “POTENZIAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE SCOLASTICHE PER LO SPORT”, prevede “Una specifica linea di investimento riguarda il potenziamento delle infrastrutture per lo sport a scuola, con l’obiettivo di aumentare, attraverso interventi di nuova costruzione, riqualificazione e messa in sicurezza degli spazi scolastici, l’offerta di attività sportive, anche oltre l’orario curriculare, su tutto il territorio nazionale, già dalle prime classi della primaria”.

Oltre agli investimenti per un’edilizia dedicata, potrebbe riprendere con nuovo impulso l’esame del disegno di legge per inserire docenti di attività motoria nella scuola primaria proposto a suo tempo dall’ex-ministro Marco Bussetti.

Riparti delle risorse per il Sistema integrato 0-6: stipulata l’intesa.

da Tuttoscuola

Stipulata l’Intesa relativa al riparto delle risorse del Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione per gli anni 2021 (seconda parte di finanziamento), 2022 e 2023. L’Intesa fa riferimento al Piano di azione pluriennale per il Sistema integrato 0-6 anni approvato lo scorso 8 luglio in Conferenza Unificata.

Con le risorse del Fondo nazionale per il Sistema integrato, che il Ministero assegna direttamente ai Comuni, in forma singola o associata, sulla base delle programmazioni regionali, possono essere finanziati interventi di edilizia su edifici pubblici che ospitano servizi educativi o scuole dell’infanzia, spese di gestione, anche al fine di ridurre le rette a carico delle famiglie, formazione in servizio per il personale educativo e docente e il funzionamento dei coordinamenti pedagogici territoriali.

Dal 2021 le Regioni e le Province autonome hanno la possibilità di conoscere in anticipo le risorse assegnate per gli anni successivi, in modo da poter programmare la destinazione delle stesse per un triennio.

Per ciascuna delle tre annualità, 2021, 2022 e 2023, le risorse assegnate ammontano a 309 milioni di euro. Per il 2021 una quota pari a 1,5 mln di euro è destinata all’attivazione da parte del Ministero dell’Istruzione dell’Anagrafe nazionale dei servizi educativi; le risorse rimanenti sono state ripartite per 264 mln in continuità con le assegnazioni del 2020 e per 43,5 mln in relazione ai medesimi criteri condivisi per il 2022 e 2023, che fanno riferimento al numero di bambini iscritti ai servizi educativi e alle scuole dell’infanzia paritarie (pubbliche e private), alla popolazione di età compresa tra zero e sei anni e alle esigenze di riequilibrio territoriale.

In particolare, viene assegnata una quota perequativa, pari al 20% delle risorse disponibili, alle Regioni e Province autonome con una percentuale di copertura dei servizi educativi per l’infanzia inferiore alla media nazionale secondo i più recenti dati ISTAT; il 40% delle risorse viene attribuito in proporzione agli utenti dei servizi educativi per l’infanzia che prevedono costi a carico dei Comuni; il 30% in proporzione alla popolazione residente in età compresa tra zero e sei anni; il 10% in relazione ai bambini iscritti alle scuole comunali e private paritarie.

Dal 2017 al 2023 il Fondo nazionale per il Sistema integrato 0-6 è andato progressivamente crescendo, con un incremento di 100 milioni di euro, passando dagli iniziali 209 mln agli attuali 309 mln. Le Regioni del Sud, fatta eccezione per l’Abruzzo, grazie alla quota perequativa e in virtù dei criteri legati alla popolazione infantile residente, sono quelle che beneficiano dell’incremento maggiore. Le percentuali di incremento vedono favorite Campania (+203,4%), Calabria (+154%), Sicilia (+147,3%). A seguire Basilicata (+73,7%), Molise (+69,1%), Puglia (+68,2%), Provincia autonoma di Bolzano (+67,7%). Incrementi superiori al 50% anche per la Provincia autonoma di Trento (+55%) e il Friuli Venezia Giulia (+53,5%).

Il riparto condiviso nell’Intesa risponde alle esigenze di riequilibrio territoriale, destinando una consistente quota di risorse alle Regioni più lontane dall’obiettivo del 33% di copertura dei servizi 0-6. Risponde, inoltre, alle esigenze di mantenimento dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia attivi nelle Regioni che in questi anni hanno maggiormente investito per l’attuazione del Sistema integrato.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 settembre 2021

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 settembre 2021 

Disposizioni in materia di modalitaà ordinaria per lo svolgimento del lavoro nelle pubbliche amministrazioni. (21A06102)

(GU Serie Generale n.244 del 12-10-2021)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19», convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13, successivamente abrogato dal decreto-legge n. 19 del 2020, ad eccezione dell’art. 3, commi 6-bis e 6-ter, e dell’art. 4;

Visto il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e, in particolare, gli articoli 1 e 2, comma 1;

Visto il decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19»;

Visto il decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 settembre 2020, n. 124, recante «Misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020 e disciplina del rinnovo degli incarichi di direzione di organi del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica»;

Visto il decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, recante «Adozione dei criteri relativi alle attivita’ di monitoraggio del rischio sanitario di cui all’allegato 10 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 2 maggio 2020, n. 112;

Visto il decreto del Ministro della salute 29 maggio 2020, con il quale e’ stata costituita presso il Ministero della salute la Cabina di regia per il monitoraggio del livello di rischio, di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020;

Vista la dichiarazione di emergenza di sanita’ pubblica internazionale dell’Organizzazione mondiale della sanita’ del 30 gennaio 2020, con la quale venivano attivate le previsioni dei regolamenti sanitari internazionali e la successiva dichiarazione della stessa Organizzazione mondiale della sanita’ dell’11 marzo 2020, con la quale l’epidemia da COVID-19 e’ stata valutata come «pandemia» in considerazione dei livelli di diffusivita’ e gravita’ raggiunti a livello globale;

Viste le delibere del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, del 29 luglio 2020, 7 ottobre 2020 e del 13 gennaio 2021, con le quali e’ stato dichiarato e prorogato lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Visto il decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, e, in particolare, l’art. 1, che ha prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021; Visto il decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127, recante «Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening.»;

Visto il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e, in particolare, l’art. 87, comma 1, secondo periodo, che prevede che fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019, ovvero fino ad una data antecedente stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, il lavoro agile e’ una delle modalita’ ordinarie di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;

Visto altresi’, il comma 4, del citato art. 87, che prevede che gli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, nonche’ le autorita’ amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per le societa’ e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, ciascuno nell’ambito della propria autonomia, adeguano il proprio ordinamento ai principi di cui al medesimo articolo;

Considerato che l’estensione della certificazione verde COVID-19 anche ai lavoratori del settore pubblico incrementa l’efficacia delle misure di contrasto al fenomeno epidemiologico gia’ adottate dalle amministrazioni pubbliche;

Considerato, altresi’, che occorre sostenere cittadini ed imprese nelle attivita’ connesse allo sviluppo delle attivita’ produttive e all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e che a tale scopo occorre consentire alle amministrazioni pubbliche di operare al massimo delle proprie capacita’;

Ritenuto che a questo scopo sia necessario superare la modalita’ di utilizzo del lavoro agile nel periodo emergenziale come una delle modalita’ ordinarie di svolgimento della prestazione lavorativa per consentire alle pubbliche amministrazioni di dare il massimo supporto alla ripresa delle attivita’ produttive e alle famiglie, attraverso il ritorno al lavoro in presenza come modalita’ ordinaria della prestazione lavorativa;

Sulla proposta del Ministro per la pubblica amministrazione;

Decreta:

Art. 1 Misure in materia di pubblico impiego

1. A decorrere dal 15 ottobre 2021 la modalita’ ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e’ quella svolta in presenza.

2. Nell’attuazione di quanto stabilito al comma 1, le amministrazioni assicurano il rispetto delle misure sanitarie di contenimento del rischio di contagio da COVID-19 impartite dalle competenti autorita’.

3. Le misure del presente provvedimento si applicano alle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 87, comma 4, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.

Roma, 23 settembre 2021

Il Presidente del Consiglio dei ministri Draghi
Il Ministro per la pubblica amministrazione Brunetta

Registrato alla Corte dei conti il 5 ottobre 2021 Ufficio controllo atti P.C.M., Ministeri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale, reg. n. 2513

Garante privacy, Lettera al Ministero dell’istruzione

Scuola: Garante privacy, i docenti non possono chiedere informazioni sullo stato vaccinale degli studenti
Lettera al Ministero dell’istruzione per sensibilizzare gli istituti scolastici sui rischi di alcune iniziative

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha scritto al Ministero dell’istruzione affinché sensibilizzi le scuole sui rischi per la privacy derivanti da iniziative finalizzate all’acquisizione di informazioni sullo stato vaccinale degli studenti e dei rispettivi familiari. Nella lettera si richiama inoltre l’attenzione sulle possibili conseguenze per i minori, anche sul piano educativo, derivanti da simili iniziative.

In queste settimane, il Garante Privacy ha ricevuto segnalazioni e richieste di chiarimenti a proposito di specifiche domande dei docenti o comportamenti volti ad acquisire, anche indirettamente, informazioni sull’avvenuta o meno vaccinazione, sia degli studenti (nella maggior parte dei casi minori) sia dei membri delle rispettive famiglie.

L’Autorità ricorda che, secondo il quadro normativo vigente, agli istituti scolastici non è consentito conoscere lo stato vaccinale degli studenti del primo e secondo ciclo di istruzione, né a questi (a differenza degli universitari) è richiesto il possesso e l’esibizione della certificazione verde per accedere alle strutture scolastiche. Per quanto riguarda i familiari, le amministrazioni scolastiche non possono trattare informazioni relative all’avvenuta o meno vaccinazione, ma limitarsi a verificare, mediante il personale autorizzato, il mero possesso della certificazione verde all’ingresso dei locali scolastici.

A proposito della deroga dall’indossare la mascherina nelle classi in cui tutti gli studenti abbiano completato il ciclo vaccinale o posseggano un certificato di guarigione in corso di validità, il Garante ha confermato piena collaborazione al Ministero dell’istruzione per individuare misure attuative che consentano di soddisfare le esigenze sanitarie di prevenzione epidemiologica e, allo stesso tempo, assicurino il rispetto della libertà di scelta individuale e il diritto alla protezione dei dati personali.

L’Autorità ribadisce la necessità che vengano in ogni caso individuate modalità che non rendano identificabili gli studenti interessati, anche al fine di prevenire possibili effetti discriminatori per coloro che non possano o non intendano sottoporsi alla vaccinazione.

Roma, 23 settembre 2021


Nota 29 settembre 2021, AOODPPR 1072
Iniziative degli istituti scolastici e del personale docente, nell’ambito delle misure di contrasto alla diffusione del visus Sars Cov 2, volte a conoscere lo stato vaccinale degli studenti e delle rispettive famiglie

Nota 23 settembre 2021, AOODGSIP 2068

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali – LORO SEDI
Alla Provincia Autonoma di Trento Servizio istruzione – TRENTO
All’Intendenza scolastica per la lingua italiana – BOLZANO
All’Intendenza scolastica per la lingua tedesca – BOLZANO
All’Intendenza scolastica per la lingua ladina – BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle d’Aosta AOSTA
p.c. Ai Dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado statali e paritarie

Oggetto: “Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole” – VIII edizione.