Disability card

Disability card, la Sipps alla Stefani: i bambini la riceveranno?

SuperAbile INAIL del 07/12/2021

La Società italiana di pediatria preventiva e sociale offre la propria disponibilità per integrare questo strumento anche per i minori. A maggio il convegno “Includendo 360” ad Ancona.

ROMA. “Un bambino di 10 anni che ha una invalidità al 100% con accompagno riceverà la Disability Card? In sua vece chi potrà usarla, il genitore/tutore? Non lo sappiamo ancora e ci chiediamo se questo strumento riguarderà anche i minori under 18?”. A porre tali interrogativi è Marina Aimati, medico di Medicina Generale della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) e mamma di Lorenzo, un ragazzo di 24 anni con disabilità. Per la SIPPS Aimati ha coordinato i lavori di realizzazione della guida ‘Includendo 360’, dedicata alla disabilità in età pediatrica, ed elaborata insieme alla Società italiana di pediatria (Sip).

“Ci sembra di capire che la Disability Card sia un progetto aperto, per questo motivo come SIPPS, in occasione oggi della Giornata internazionale delle persone con disabilità- afferma Aimati- garantiamo alla ministra per le Disabilità, Erika Stefani, la nostra massima collaborazione per un confronto fruttuoso sul tema della disabilità in età pediatrica. Mettiamo a disposizione la prima guida sulla disabilità per la famiglie, “Includendo 360”, che sarà nuovamente presentata al primo convegno nazionale “Includendo 360″ che si terrà a maggio ad Ancona. Ci piacerebbe, alla luce della Disability Card, poter inserire tutte le novità previste per la Pediatria, e nel caso in cui non ce ne fossero mettiamo a disposizione del  ministero delle Disabilità tutte le nostre competenze e conoscenze”.

Nel Paese il 2,5/3% dei neonati nasce con un difetto congenito e per rispondere a queste esigenze, prima di tutto delle famiglie e poi anche di tutti coloro che gravitano nella vita di un bambino con disabilità, nasce la guida della Sipps. “Conoscere i diritti dei propri figli con disabilità e quelli dell’intera famiglia nella quale vivono questi bambini è molto importante, perché la conoscenza genera inclusione e libertà. Al di là delle definizioni mediche, c’è un’altra definizione della disabilità in riferimento alla vita: la disabilità è la mancanza di libertà, perché quando un ragazzo è disabile, quando nasce con limitazioni di tipo fisico o mentale e cognitivo perde la libertà della scelta. E questa perdita si estende a tutta la famiglia”, spiega Aimati.

Ma la disabilità non solo non viene vista, spesso viene anche nascosta. “Inclusione significa condivisione e conoscenza, perché spesso è proprio la mancanza di conoscenza che fa allontanare le persone che non sanno come gestire le situazioni di fragilità. E più si va avanti con l’età peggio è- constata con amarezza il presidente della SIPPS, Giuseppe Di Mauro, che ha fortemente voluto la guida sulla disabilità in aiuto delle famiglie- un bambino disabile è contornato da tanto amore, crescendo invece diventa un adulto scomodo. Noi vorremmo non essere più scomodi”.

Il documento, spiega ancora Aimati, “sarà aggiornato ogni anno: faremo una integrazione sull’assistenza domiciliare, sui presidi e il Sistema sanitario nazionale, così come sulla protesica (quali ausili spettano a un disabile, quando e come). Nei fatti c’è una forte eterogeneità tra le varie Regioni. I bambini disabili che nascono in alcune Regioni del Sud non hanno le stesse opportunità di quelli che nascono al Nord. E invece è importante che tutti abbiano lo stesso diritto alla salute, perché già la vita ci ha dato delle difficoltà in più e ci ha reso differenti”.

In questo senso, “la presa in carico non può e non deve essere intesa solo da un punto di vista sanitario, deve essere anche sociale e a 360 gradi, proprio come dice il titolo della nostra Guida”.

“Includendo 360” nasce quindi prima di tutto per aiutare le famiglie. “Sul web si possono trovare tantissime informazioni- ricorda Di Mauro- noi abbiamo voluto fare uno sforzo di sintesi, mettendo insieme, con un linguaggio semplice, tutti gli argomenti che riguardano la disabilità: dalla sanità alla scuola, dal percorso per l’invalidità civile al dopo di noi, passando per gli aspetti legali. L’obiettivo è includere creando cultura. Il documento è però rivolto anche alla classe medica, affinché pediatri e medici sappiano aiutare e indirizzare le famiglie che spesso rinunciano a portare avanti i propri diritti perché non li conoscono. Noi speriamo, con l’aiuto delle società scientifiche Sipps e Sip, di fare proprio questo: arrivare a far conoscere di più questo mondo fino ad organizzare il grande congresso, quello che promuoveremo a maggio ad Ancona, che riunirà tutti gli esperti del settore che ruotano intorno alla vita dei bambini disabili e delle loro famiglie”, conclude il presidente della Sipps.

SCIOPERO: TUTTI IN PIAZZA PER DIFENDERE DIGNITÁ PROFESSIONALE

SCIOPERO, DI MEGLIO: TUTTI IN PIAZZA PER DIFENDERE DIGNITÁ PROFESSIONALE

“Invito tutto il personale scolastico ad aderire con convinzione allo sciopero del 10 dicembre perché l’elenco di motivi per i quali è stata proclamata questa mobilitazione è molto lungo e riguarda non solo gli aspetti economici, ma anche quelli normativi legati al rinnovo del contratto”. Questo l’appello rivolto da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Federazione Gilda-Unams, alla folta platea composta da migliaia e migliaia di lavoratori della scuola che questa mattina hanno partecipato all’assemblea online trasmessa in streaming dal canale YouTube della Fgu e da GildaTv.

“La nostra categoria è vittima da anni di un impoverimento costante che grida vendetta – ha sottolineato Di Meglio – soprattutto se consideriamo la forbice retributiva di 350 euro tra i dipendenti della scuola e quelli degli altri settori del pubblico impiego. Se è vero, come sostiene la politica, che la scuola è il motore del Paese, lo si dimostri quando arriva il momento di investire risorse. Dobbiamo lottare per un ottenere un contratto decoroso, perché la dignità professionale passa anche attraverso il giusto riconoscimento economico. Non è un caso che, poco dopo la ripresa delle attività didattiche in presenza, si siano registrati nuovi episodi di aggressioni ai docenti da parte dei genitori che, evidentemente, nutrono una considerazione assai scarsa verso gli insegnanti”.

Nel suo intervento all’assemblea, il coordinatore nazionale della Fgu ha acceso i riflettori anche sull’aspetto normativo che, in sede di rinnovo contrattuale, va affrontato seriamente e in maniera approfondita per migliorare le condizioni di lavoro dei docenti nelle scuole.

“La trovata della dedizione degli insegnanti – ha proseguito Di Meglio – è un insulto e una barzelletta che rende l’idea di come la politica non sappia affatto cosa fa quando interviene sulla scuola. Dobbiamo dire basta ai carichi aggiuntivi di lavoro imposti senza alcuna retribuzione e pretendere lo snellimento delle incombenze burocratiche che gravano sulle spalle dei docenti e riducono sempre di più il tempo da dedicare all’insegnamento”.

“Scioperare non è inutile e lo testimoniano i risultati ottenuti per gli scatti di anzianità degli anni 2010, 2011, 2012 e 2013, di cui siamo riusciti a recuperarne 3 su 4, e la grande mobilitazione contro la Buona Scuola, che ha portato all’abolizione della chiamata diretta e del bonus merito che rappresentavano i pilastri della legge 107. Tutto ciò – ha concluso Di Meglio – significa che quando la nostra categoria è unita, riesce a far sentire la propria voce e a far valere i propri diritti”.

Non c’è un piano B per la scuola

Luigi Fiorentino (Capo di Gabinetto Ministero dell’Istruzione): «Non c’è un piano B per la scuola. Una crisi di Governo bloccherebbe il PNRR»

Roma, 7 dicembre 2021 «Dobbiamo riuscire a realizzare il PNRR perché dopo questa iniziativa, se il Paese non ce la fa, non c’è un’altra iniziativa, non c’è una speranza futura». Il messaggio che Luigi Fiorentino, Capo di Gabinetto del Ministero dell’Istruzione, lancia durante l’intervista rilasciata in esclusiva all’Osservatorio Riparte l’Italia e condotta da Elena Ugolini, Componente del Comitato di indirizzo dell’Osservatorio, già Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, è chiaro e inequivocabile. «Dobbiamo riuscirci perché questa occasione è l’ultima. Dobbiamo assolutamente riuscire a realizzare questo piano in tempi rapidi. L’Europa ci ha promesso quasi 200 miliardi, ma ce li darà solo dopo che avremo realizzato quegli obiettivi come ci chiede l’Europa e nella tempistica che l’Europa ci chiede. Questo è centrale, è fondamentale», continua Fiorentino.

Sono diverse le ombre che si addensano sulla realizzazione del PNRR: «Questo è un piano che non ci consente di perder tempo, quindi qualsiasi cosa che ci porta a perder tempo, mi fa paura. – osserva il Capo di Gabinetto – Una crisi di governo mi fa paura, perché sappiamo poi come funziona, ti blocca per 3 o 4 mesi, rallenta l’azione di realizzazione. In quel caso, per un piano di questo tipo che ha tempi molto contingentati, è pericoloso».

Fondamentale sarà il ruolo della Pubblica Amministrazione: «Il PNRR è sfidante per tanti motivi, ma una delle sfide più importanti è quella che il PNRR fa alle burocrazie nazionali, a noi come Stato, a noi come infrastruttura pubblica. L’Amministrazione, con le sue circolari e con le sue regole burocratiche, non ce la potrà mai fare. Ci sarà bisogno di una grande partnership con il Terzo Settore, con la Chiesa, con le Associazioni, con i maestri, con le Autonomie Locali. Ci sarà bisogno di un grande sforzo collettivo e ci sarà bisogno di un’Amministrazione diversa».

Entrando nello specifico dei provvedimenti previsti a favore del mondo dell’Istruzione, il prof. Fiorentino ritiene fondamentale la somma messa a disposizione per la costruzione di asili nido: «in una zona ad alta densità criminale, camorristica o mafiosa, la costruzione di un asilo nido è molto importante, ti fa guardare al futuro, perché in quelle zone dove c’è la cappa della criminalità non c’è futuro. Dare alle mamme e ai papà di quelle aree la possibilità di avere un luogo dove lasciare i loro figli per permettere loro di cercare un lavoro è fondamentale, è un modo di guardare al futuro, è una speranza».

Sarà determinante agire anche sul percorso di reclutamento, con un rapporto più stretto con le università, e sulla formazione continua dei docenti: «A scuola la differenza la fanno i docenti e se non si investe su di loro, su chi cura la formazione dei nostri figli, non c’è speranza. Noi dobbiamo investire di più, dobbiamo fare il possibile affinché i docenti possano nel corso dei prossimi anni ritrovare quella centralità di prestigio. Oggi i docenti sono degli eroi, anche nella pandemia lo abbiamo visto tutto quello che hanno fatto, però devono ritrovare un ruolo sociale che sia riconosciuto dalle Istituzioni, questo penso che sia centrale», continua Fiorentino.

Altro tema dirimente sarà quello del colmare i gap e i divari che si sono accumulati negli anni nella scuola italiana: «Per esempio, parlando di dispersione scolastica, oggi non basta fare i corsi agli insegnanti o i corsi di musica ai ragazzi o i corsi per far appassionare gli studenti a un’arte o un mestiere. Questo non basta più. L’Europa vuole che l’Italia, che ha un grande problema di dispersione scolastica, riesca a portare il livello di dispersione almeno al livello della media europea. In termini concreti questo significa riportare in classe gli studenti che hanno lasciato già o che stanno per lasciare la scuola. Conoscendo la nostra pubblica amministrazione, questa è la sfida più grande che c’è».

Tutto questo si potrà fare solo tutti insieme, perché l’obiettivo del Ministero è quello di «non lasciare soli i Comuni e le Scuole, non solo nella fase di realizzazione, ma anche nella fase di preparazione della candidatura per partecipare ai tanti bandi che verranno di volta in volta pubblicati e ottenere così i finanziamenti previsti».

«Ci deve essere una comunicazione che non sia soltanto comunicazione di servizio, – conclude Fiorentino – deve essere un’informazione, deve essere un canale web del Ministero dell’Istruzione che informa costantemente sull’andamento delle azioni delle singole scuole, dei singoli comuni, in cui i singoli soggetti attuatori sono monitorati. E siano monitorati non soltanto per finalità amministrative, ma perché la gente sappia come si spendono queste risorse».

Osservatorio Riparte l’Italia

L’intervento integrale è disponibile al seguente link:
https://www.ripartelitalia.it/lintervista-esclusiva-luigi-fiorentino-capo-gabinetto-ministero-dellistruzione-non-ce-un-piano-b-per-la-scuola-una-crisi-di-governo-bloccherebbe-il-pnrr/

Super green pass e studenti, verso deroga per trasporti

da Il Sole 24 Ore

Regioni in pressing sul governo. Risponde la ministra Gelmini: valutiamo la richiesta

di Cl.T.

Scuolabus, tram, metropolitane, treni e anche aliscafi. La prima giornata del super Green pass per gli studenti italiani sui mezzi pubblici va in archivio tra controlli e incertezze. Dubbi e perplessità che rischiano di pesare su una “generazione di mezzo”, quella cioè che per ultima ha avuto accesso alla vaccinazione e che, proprio per questo, non è ancora in regola con il certificato verde. Proprio per evitare che gli studenti possano perdere giorni di scuola – dove non c’è l’obbligo di Green pass -, le Regioni portano avanti il pressing sul governo, cercando di ottenere una deroga alla normativa almeno per gli under 18. Una richiesta che trova le porte aperte del ministro per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, e che potrebbe essere discussa in uno dei prossimi incontri tra esecutivo ed Enti locali.

La questione

Chi si è già portato avanti è il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, che ha annunciato che in questi primi giorni «non ci saranno controlli mirati sugli studenti». L’entrata in vigore delle nuove regole dal 6 dicembre ha creato qualche disagio soprattutto negli studenti pendolari che, nonostante abbiano ricevuto la prima dose, sono ancora sprovvisti del Green pass. A Catania, per esempio, una studentessa della provincia non è stata fatta salire sull’autobus di linea perché, nonostante fosse in regola con la prima dose, non era ancora in possesso del certificato. Controlli serrati anche per chi, come ogni mattina, si è imbarcato a Messina o Villa San Giovanni per attraversare lo Stretto.

Il governo: valutiamo la richiesta

Il tema degli studenti tiene comunque banco soprattutto tra i governatori, primo fra tutti quello del Friuli Venezia-Giulia, e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, dal 6 dicembre sotto scorta per le continue minacce no-vax. Il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, definisce “di buon senso” la richiesta fatta dalle Regioni per una «deroga per gli studenti, affinché possano ancora per qualche giorno prendere i mezzi pubblici senza il Green pass». Già ieri la ministra Gelmini si era detta disponibile a «valutare la richiesta», sottolineando che la priorità in questo momento è la «sicurezza dei mezzi pubblici». E gli studenti nel “limbo vaccinale” non possono far altro che aspettare.

Iscrizioni scuola, dal 13 dicembre predisposizione del modulo: scadenze per le scuole

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Dal 13 al 31 dicembre le scuole saranno impegnate nella predisposizione ed eventuale personalizzazione del modulo che le famiglie dovranno poi utilizzare per iscrivere i propri figli all’a.s. 2022/23.

Tutte le scadenze e le operazioni da affettuare sono illustrate nella nota 3830 del 6 dicembre, concernente la fase di avivo delle iscrizioni on-line.

Ricordiamo che quest’anno ci sarà tempo dal 4 al 28 gennaio per presentare la domanda.

Terminata la personalizzazione, le scuole hanno la possibilità di simulare l’iscrizione on line allo stesso modo dell’utente famiglia, in modo da valutare l’idoneità e la completezza del modello predisposto.

La pubblicazione di ciascun modello personalizzato deve avvenire improrogabilmente entro il 31 dicembre 2021. Dopo tale data non saranno consentiti interventi di alcun genere, compresa la sola pubblicazione.
Nel caso in cui la scuola statale non abbia provveduto alla pubblicazione del modello entro il 31 dicembre 2021, si procederà in automatico alla pubblicazione del modello di base.

Iscrizioni solo con identità digitale

Da quest’anno, i genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale (affidatari, tutori) accedono al sistema “Iscrizioni on line”, disponibile sul portale del Ministero dell’Istruzione www.istruzione.it/iscrizionionline/, utilizzando una delle seguenti identità digitali: SPID (Sistema
Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di identità elettronica) o eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).

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Ricostruzione di carriera, il diritto non si prescrive in dieci anni

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Il diritto alla ricostruzione di carriera, sulla base dell’effettiva anzianità di servizio, non soggiace alla prescrizione ordinaria decennale.

A dirlo è la Ragioneria Generale dello Stato che con circolare del 2 dicembre prende atto dell’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale e fornisce indicazioni aggiornate alle Ragionerie Territoriali.

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In particolare, la RGS richiama le più recenti sentenze della Corte di Cassazione e della Corte dei Conti.

Secondo la Suprema Corte, l’effettiva anzianità di servizio può essere sempre accertata, anche ai fini del riconoscimento del diritto ad una maggiore retribuzione per effetto del computo di un più alto numero di anni di anzianità salvo, in ordine al quantum della somma dovuta al lavoratore, il limite derivante dalla prescrizione quinquennale cui soggiace il diritto alla retribuzione.

La Corte di Conti ha recentemente aggiunto che il diritto alla ricostruzione di carriera rientra tra i diritti soggettivi del personale della Scuola non soggetti a prescrizione, a prescindere dalla data di presentazione della domanda da parte dell’interessato, ferma restando, tuttavia, la prescrittibilità degli aumenti stipendiali dovuti al maturare delle classi retributive secondo gli ordinari criteri previsti dalla legge.

Ne consegue che per il diritto alla ricostruzione di carriera non vale la prescrizione di dieci anni. Pertanto, le Ragionerie territoriali dello Stato potranno dare corso ai provvedimenti di ricostruzione carriera, adottati dai Dirigenti scolastici su istanze degli interessati presentate anche oltre i dieci anni, apponendo il visto di regolarità amministrativa e contabile.

Tuttavia, ai fini economici, potranno essere liquidati esclusivamente gli arretrati stipendiali relativi al quinquennio antecedente all’emanazione dei decreti – in assenza di atti interruttivi del termine prescrizionale da parte dell’interessato – trovando applicazione il limite della prescrizione quinquennale

Covid scuola, Giannelli (Anp): “Compiti dell’esercito: tamponi tempestivi e tracciamento”

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

In un’intervista rilasciata al ‘Sole 24 Ore’ il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli ha parlato della situazione dei contagi a scuola e della gestione che si dovrà avere in futuro:

“Se non si migliora, qualsiasi protocollo per gestire il Covid nelle scuole, salvando le lezioni in presenza, è destinato a rimanere inattuato. È impensabile che sui presidi ricadano anche le inadempienze dei dipartimenti di prevenzione. Stiamo entrando nei mesi invernali e i contagi, purtroppo, sono in risalita, anche tra i giovani tra i 5 e gli 11 anni, non vaccinati. I sieri proteggono, auspico campagne di comunicazione a tappeto sui benefici dei vaccini”.

Il presidente dell’Anp parla poi delle mosse da adottare per ridurre il ricorso alla Dad:

“L’esercito e il generale Figliuolo dovranno essere subito operativi e risolvere due questioni su cui, finora, moltissime Asl hanno fallito, o non sono riuscite fino in fondo. Garantire un testing tempestivo e in caso di contagio, far partire all’istante il tracciamento che permette l’individuazione dei contatti del positivo”.

Green pass e studenti: pressing delle Regioni su Governo per deroga per under 18

da Tuttoscuola

Via dallo scorso 6 dicembre al Green Pass su scuolabus, tram, metropolitane, treni e aliscafi. E via dunque anche alla prima giornata di controlli passata tra dubbi e perplessità che rischiano di pesare su quella generazione che per ultima ha avuto accesso alla vaccinazione e che, proprio per questo, non è ancora in regola con il certificato verde: quella degli studenti dai 12 anni in su. A Catania, per esempio, una studentessa non è stata fatta salire sull’autobus di linea perché, nonostante fosse in regola con la prima dose, non era ancora in possesso del certificato verde. E il suo pare non sia stato l’unico caso.

Ricordiamo che il Green Pass necessario per usufruire del servizio di trasporto è quello base, tradizionale, cioè quello che è possibile ottenere da vaccino, da guarigione o da tampone (effettuando un test rapido o molecolare). Per quanto riguarda il trasporto scolastico dedicato (scuolabus) per i minori di 12 anni al momento non è necessaria la Certificazione verde.

Proprio per evitare che i ragazzi possano perdere giorni di scuola, dove non hanno l’obbligo di esibire il Green pass, le Regioni portano avanti il pressing sul governo, cercando di ottenere una deroga alla normativa almeno per gli under 18. La richiesta trova l’appoggia del ministro per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, e potrebbe essere discussa in uno dei prossimi incontri tra esecutivo ed Enti locali.

 Intanto il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha annunciato che in questi primi giorni “Non ci saranno controlli mirati sugli studenti”. Il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, definisce “di buon senso” la richiesta fatta dalle Regioni per una “deroga per gli studenti, affinché possano ancora per qualche giorno prendere i mezzi pubblici senza il Green pass“. La ministra Gelmini si è detta disponibile a “valutare la richiesta”, sottolineando che la priorità in questo momento è la “sicurezza dei mezzi pubblici”.

Sciopero generale di Cgil e Uil il 16 dicembre, ma la scuola mantiene quello del 10 dicembre

da Tuttoscuola

Cgil e Uil considerano “insoddisfacente” la manovra e proclamano per giovedì 16 dicembre uno sciopero generale di 8 ore con manifestazione nazionale a Roma. La scuola resta invece ferma sulla sciopero del prossimo 10 dicembre e lancia un appello alle associazioni professionali degli insegnanti: Considerato come le motivazioni poste a base delle rivendicazioni trovano ampia condivisione nelle azioni proposte dall’articolato mondo dell’Associazionismo, le scriventi Organizzazioni Sindacali lanciano un appello alla partecipazione allo sciopero del 10 dicembre p.v., dichiarando la piena disponibilità ad avviare un’azione di confronto in modo da portare a sintesi le diverse rivendicazioni da proporre ai tavoli di trattativa”. E’ quanto si legge in un comunicato congiunto sottoscritto da quattro dei cinque sindacati che hanno proclamato lo sciopero scuola per il prossimo 10 dicembre: Flc Cgil, Uil scuola, Snals, Gilda. Non compare la firma dell’Anief, che pure ha deciso di partecipare allo sciopero, ma che aveva finora agito in totale autonomia, e anzi quasi sempre in opposizione alle altre sigle sindacali.

Politicamente assai rilevante è però il fatto che l’appello non sia stato sottoscritto dal sesto sindacato “rappresentativo”, la Cisl scuola, in dissenso non sul merito delle rivendicazioni ma sulla forma di lotta scelta dalle altre sigle, lo sciopero. Una posizione pienamente allineata con quella della confederazione Cisl, il cui segretario generale Luigi Sbarra ha preso nettamente le distanze dalla minaccia di sciopero generale ventilata dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini, e non esclusa da quello della Uil Pierpaolo Bombardieri.

In effetti lo sciopero generale e quello della scuola, nelle attuali circostanze, al di là delle dichiarate intenzionalità sindacali, potrebbero essere interpretati come atti di sfiducia politica nei confronti di chi guida il governo (Mario Draghi) e la sua politica scolastica (Patrizio Bianchi). Non azioni di lotta sindacale per ottenere migliori risultati in una trattativa in corso ma contestazione globale, cioè politica, degli equilibri sui quali si regge l’attuale governo, nato però – secondo l’indicazione data dal presidente Mattarella – “senza alcuna formula politica” e visibilmente senza alcuna alternativa nell’attuale Parlamento.

L’appello alle associazioni professionali (prontamente accolto da Dario Missaglia, presidente di “Proteo Fare Sapere” ed ex segretario della Flc Cgil) sembra quasi la chiamata a raccolta di tutti i critici “da sinistra” del compromesso che ha reso possibile la formazione del governo Draghi. Forse in vista di quelle elezioni politiche anticipate rispetto alla scadenza del 2023 che alcuni analisti politici considerano probabili in caso di ascesa di Draghi alla presidenza della Repubblica? La Cisl sembra non condividere questa prospettiva, e per questo continua a considerare Draghi e Bianchi interlocutori di una sia pur difficile trattativa.

Decreto Dipartimentale 7 dicembre 2021, AOODPIT 2451

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Ai Direttori generali e ai Dirigenti preposti agli Uffici scolastici regionali
Ai Dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche statali e ai Coordinatori didattici delle scuole paritarie LORO SEDI
Al Sovrintendente scolastico per la Regione Valle d’Aosta AOSTA
Al Sovrintendente scolastico per la scuola in lingua italiana BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola in lingua tedesca BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola delle località ladine BOLZANO
Al Dirigente del Dipartimento istruzione per la Provincia di TRENTO

OGGETTO: Trasmissione Avviso pubblico relativo all’ampliamento e all’adeguamento della sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado-Decreto Dipartimentale 7 dicembre 2021, n. 2451

Avviso pubblico relativo all’ampliamento e all’adeguamento della sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado

Nota 7 dicembre 2021, AOODPIT 1889

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Ai Dirigenti e ai Coordinatori didattici delle Istituzioni scolastiche
del sistema nazionale di istruzione
e, pc Ai Direttori Generali e Dirigenti titolari degli Uffici scolastici regionali
Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta
Alle Organizzazioni sindacali Area e comparto Istruzione e ricerca

Oggetto: Decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172. Obbligo vaccinale per il personale della scuola. Suggerimenti operativi.