Fablearn Italy

Al via Fablearn Italy, la conferenza internazionale sul Making e la robotica educativa

Dal 13 al 16 dicembre l’evento online organizzato da INDIRE

Firenze, 10 dicembre 2021 Dal 13 al 16 dicembre INDIRE organizzerà online Fablearn Italy, la conferenza internazionale sul Making e la Robotica Educativa nella didattica, dal titolo “Innovation in Laboratory teaching with Making, Educational Robotics, Coding and Innovative Technologies”. Durante i quattro giorni della manifestazione, ricercatori, insegnanti, educatori e professionisti internazionali affronteranno tematiche su innovazione, robotica educativa, coding, makerspace e fablab scolastici, nuovi modelli educativi, blockchain e intelligenza artificiale.

I numerosi appuntamenti pomeridiani prevedono tavole rotonde, conferenze, presentazioni ed eventi speciali – aperti a tutti – ed ospiteranno docenti di fama internazionale, tra cui Paulo Blikstein, Cassia Fernandez e Tatiana Hochgreb-Haegele della Columbus University.

La conferenza si aprirà alle ore 17 con la partecipazione di Sylvia Martinez e Gary Stager, autori del libro “Inventando si Impara”, che verrà illustrato il giorno seguente alle ore 14,30. I due studiosi saranno presentati dai ricercatori INDIRE Lorenzo Guasti e Beatrice Miotti.

Il giorno seguente, alle 17, verranno resi noti i risultati dei “Focus Group” svolti per il progetto PON Coding e Robotica Educativa a cura di Giovanni Nulli, ricercatore INDIRE.

Mercoledì 15 dicembre alle ore 17 è prevista la tavola rotonda “Innovazione e differenze di genere a scuola: una questione ancora aperta”, con gli esperti: Emanuela Abbatecola, Giulia Maria Cavalletto, Fiorella Operto e Laura Screpanti; per INDIRE, Beatrice Miotti, Daniela Bagattini e Valentina Pedani (INDIRE).

Il 16 dicembre si concluderà con interventi di studiosi internazionali su “Il progetto IDEIA: apprendimento della scienza pratico e mentale attraverso l’integrazione dei makerspace nell’educazione scientifica”.

Il Fablearn Italy, di cui INDIRE è organizzatore dal 2018, fa parte del circuito internazionale delle FabLearn Conferences, il cui capofila è il professore Paulo Blikstein, direttore del Transformative Learning Technologies Lab (TLTL).

Di seguito il link per consultare il programma e partecipare: https://italy2021.fablearn.global/program/

Responsabilità dirigenziale e interruzione del servizio idrico

Responsabilità dirigenziale in caso di interruzione del servizio idrico per guasto della rete di distribuzione nella scuola del primo ciclo. Analisi dei “Casi possibili” e ricognizione normativa

Carmelo Salvatore Benfante Picogna, Zaira Matera, Dario Angelo Tumminelli

L’acqua è vita, sembra una frase fatta o scontata, ma non è così. Non è infrequente che il collaboratore scolastico avvisi la Dirigenza di un’improvvisa assenza di acqua nei servizi igienici e nella mensa. L’approvvigionamento idrico nelle strutture scolastiche è indispensabile per il normale funzionamento dei servizi “igienico-sanitari”. Tutte le strutture scolastiche prive, anche se temporaneamente, di acqua pulita e conseguentemente di servizi igienici sicuri, sono dichiarati inagibili per il tempo necessario ai lavori di ripristino del servizio. L’accesso all’acqua potabile è, dunque, indispensabile non solo per la salute individuale ma, soprattutto, collettiva assumendo oggi oltre ad un valore etico di civiltà anche quello di diritto umano. La mancanza di acqua corrente per un eventuale guasto alla rete idrica di approvvigionamento provoca certamente un disservizio in tutta la zona interessata, causando conseguentemente l’interruzione dell’erogazione dell’acqua potabile che, fra l’altro, soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria legata all’aumento del rischio di infezioni da contagio da “SARS-CoV-2”, non garantirebbe le condizioni minime di sicurezza e le necessarie misure igieniche.

Normativa di riferimento

In Italia il legislatore è intervenuto negli anni a più riprese e sulle “Norme per l’edilizia scolastica” sono dedicate delle specifiche normative di settore di cui citiamo le principali: Decreto Ministeriale 18 dicembre 1975 “Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 febbraio 1976 n. 29, testo con modifiche apportate con Decreto Ministeriale del 13 settembre 1977 “Modificazioni alle norme tecniche relative alla costruzione degli edifici scolastici” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 dicembre 1977 n. 338. A decorrere dalla data di entrata in vigore della Legge 11 gennaio 1996, n. 23 “Norme per l’edilizia scolastica” non si applicano più le norme del citato Decreto salvo quanto previsto al comma 3 dell’art. 5 della legge indicata.

Fatta questa necessaria premessa,

ci addentriamo nel merito del caso proposto. Non sono infatti inconsueti casi di interruzione idrica che coinvolgono le Istituzioni scolastiche e contestualmente creano inadeguate condizioni “igienico-sanitarie” nelle strutture interessate. Pertanto, in occasione di importanti lavori di risanamento della condotta adduttrice, al fine di permettere la corretta esecuzione degli stessi lavori, è quasi sempre necessario interrompere il flusso idrico nelle condutture per il tempo necessario per i lavori di ripristino e manutenzione della condotta.

A questo punto bisogna fare un’opportuna distinzione in base al tipo di intervento, ovvero se programmato o imprevisto causato da un evento inaspettato di rottura e/o guasto della rete idrica.

Primo caso: interruzione programmata

Nel caso in cui l’interruzione è già preventivamente programmata ovvero se si precauzionalmente sono organizzati lavori a livello dell’Ufficio Tecnico Comunale, a questo punto:

  • il Sindaco, nelle sue funzioni di primo cittadino garante della salute pubblica ai sensi dell’art. 54 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo Unico degli Enti Locali” pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 – Suppl. Ordinario n. 162, dovrà provvedere ad emanare un’apposita ordinanza di chiusura e/o sospensione delle attività didattiche nelle Istituzioni scolastiche del territorio comunale interessato all’intervento, al fine di evitare che le relative attività didattiche si svolgano in precarie condizioni “igienico-sanitarie” connesse alla temporanea mancanza d’acqua.
  • Il Sindaco del comune di riferimento, per tutto ciò sopra detto, una volta accertata la sospensione del servizio idrico, considerato l’impatto che l’interruzione stessa comporta sulle attività scolastiche, (ovvero determina inevitabilmente l’impossibilita di far funzionare i servizi igienici negli edifici scolastici, cosi come i servizi mensa e cucina), emana un’apposita ordinanza sindacale urgente di chiusura, al fine di tutelare e salvaguardare la salute degli utilizzatori delle strutture scolastiche interessate, evitando in tal modo disagi ai fruitori.
Art. 54 comma 1 TUEL <<Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. I provvedimenti di cui al presente comma sono preventivamente comunicati al prefetto anche ai fini della predisposizione degli strumenti ritenuti necessari alla loro attuazione.>>

Generalmente non esiste alternativa adeguata al caso prospettato, se non il temporaneo uso di autobotte, considerando che tale momentanea deficienza comporta sempre una carenza delle misure “igienico-sanitarie” e conseguentemente determina l’impossibilita di assicurare il normale funzionamento delle attività didattiche. L’ordinanza sindacale di chiusura delle scuole per sospensione dell’erogazione idrica sino al completamento dei lavori è generalmente trasmessa, per quanto di competenza, anche all’Ufficio Scolastico Regionale e all’Ambito Territoriale Provinciale di riferimento, alle segreterie scolastiche delle Scuole interessate, e agli organi di Polizia e all’Autorità Sanitaria Locale e alla Prefettura.

Secondo caso: interruzione non programmata

Caso diverso si ha quando la causa dell’interruzione dell’erogazione dell’acqua o idrica è improvvisa per rottura accidentale, imprevista e inaspettata, ovvero non programmata.

In quest’ultimo caso, il Dirigente scolastico di sua iniziativa dovrà emettere un decreto di chiusura temporanea della scuola per emergenza “igienico-sanitaria o, in alternativa alla chiusura totale dell’Istituto, il Dirigente può valutare una riduzione dell’orario di erogazione del servizio scolastico, predisporre una riduzione delle attività didattiche.

Il Dirigente scolastico:

  • preso atto dell’interruzione del flusso idrico nelle condutture scolastiche, dovrà effettuare una preventiva valutazione sull’entità dell’impatto provocato e, se valutato poco grave in base al numero di ore di interruzione del servizio, dovrà stabilire l’intervento a mezzo autobotte. È opportuno una prudente consultazione del Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione per verificare e valutare gli impatti;
  • constatata l’interruzione dell’acqua all’interno dell’edificio scolastico dovrà darne immediata comunicazione all’Ufficio Tecnico del Comune di riferimento, informandolo della relativa problematica riscontata per attuare un urgente e idoneo intervento, con lavori di ripristino del normale funzionamento dei servizi “igienico-sanitari” dei locali e/o comunque ottenere un intervento che sia il più tempestivo possibile per ripristinare la condizione “ante quam” nel minor tempo possibile;
  • Gli addetti dell’Ufficio Tecnico del Comune, verificato il guasto comunicheranno al Dirigente scolastico l’entità del danno stesso e i tempi presunti dei lavori di ripristino per il normale funzionamento dei servizi “igienico-sanitari” e se eventualmente saranno necessari degli ulteriori lavori strutturali all’edificio, con interventi di manutenzione straordinaria.

Il Dirigente scolastico:

  • valutata l’entità del danno stesso e i tempi presunti di ripristino dovrà darne tempestiva notizia all’Autorità sanitaria, informando il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Locale di riferimento su quanto accaduto e sui presunti tempi di chiusura dei servizi “igienico-sanitari” e/o eventualmente, se previsto, anche del servizio mense e cucine;
  • in caso di urgenza potrà delegare e demandare il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi – D.S.G.A. e/o anche il primo collaboratore, autorizzando gli stessi a chiamare un’impresa qualificata, valutando l’opportunità di agire secondo l’art. 39 “Misure urgenti ed indifferibili”, del recente Decreto Interministeriale del 28 agosto 2018, n. 129 “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107” pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 267 del 16 novembre 2018, salvaguardando in tal modo la salute degli utenti fruitori;
  • dovrà prontamente avvisare le famiglie o gli esercenti la responsabilità genitoriale o ancora i tutori delle alunne e degli alunni, informandoli che le mense e/o cucine e i servizi igienici, saranno temporaneamente chiusi, scusandosi per il disservizio, chiedendo agli stessi di riprendere le proprie figlie e i propri figli prima dell’orario previsto del servizio mensa, ove previsto. Egli dovrà, inoltre, spiegare le ragioni della temporanea chiusura prolungata della scuola e/o riduzione dell’orario dell’attività didattica;
  • dovrà inoltre predisporre un apposito avviso da pubblicare sul sito ufficiale web dell’Istituzione scolastica, informando l’utenza della sospensione dei servizi mensa e/o cucina e della chiusura dei bagni o servizi igienici, riducendo in tal modo l’orario delle attività didattiche;
  • stimato il danno, come grave, preso atto dell’impossibilita di intervenire nell’urgenza, dovrà immediatamente sensibilizzare il Sindaco del Comune di riferimento ad intervenire tempestivamente al fine di scongiurare una sospensione prolungata del flusso idrico con conseguente sospensione dei servizi mensa e/o cucina, della chiusura dei bagni e la riduzione delle attività didattiche. In quest’ultimo caso, l’Ente Locale dovrà intervenire tempestivamente.

Terzo caso: malfunzionamento dell’autoclave o motorino dell’acqua

Nelle Istituzioni scolastiche, verosimilmente, possono presentarsi casi di interruzione del flusso idrico per malfunzionamento dell’autoclave o motorino dell’acqua, sito nei locali della scuola, e/o rotture accidentali nelle tubature interne che non garantiscono l’erogazione necessaria dell’acqua. Il Dirigente scolastico dovrà prontamente attivarsi richiedendo all’Ente Locale di effettuare un intervento urgente. Episodi similari si presentano con perdite continue d’acqua nei servizi igienici. Il Dirigente scolastico anche in quest’ultimo caso dovrà prontamente richiedere la revisione degli stessi al fine di garantire le dovute condizioni “igienico-sanitarie” per un uso salutare e confortevole dei bagni.

Ricordiamo al lettore che la sospensione delle attività didattiche o la chiusura dell’Istituzione scolastica, determina la sospensione di pubblico servizio. Essa può essere disposta, nel caso specifico oltre che dai Sindaci, anche dall’Autorità Sanitaria di riferimento e infine dai Prefetti, che di fatto sono rappresentanti territoriali del Governo, i quali possono emettere provvedimenti in caso di emergenze sanitarie, di igiene pubblica o di pericolo per l’ordine, sicurezza e incolumità pubblica, sulla base al Titolo IV, capo III del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59” pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 92 del 21 aprile 1998 – Suppl. Ordinario n. 77. La scuola può essere chiusa anche in occasione di gravi eventi atmosferici come: intense nevicate, alluvioni e per interventi di manutenzione straordinaria, come nel caso specifico in caso di rottura e/o guasto delle condotte idriche. Solo in caso di imminente pericolo per l’incolumità dell’utenza, il Dirigente Scolastico, quale responsabile della sicurezza dell’Istituto, può disporre la chiusura della scuola o la semplice sospensione delle lezioni, dandone tempestiva comunicazione alle autorità competenti (Prefetto, Sindaco, Ambito Territoriale Provinciale) esplicitando le motivazioni di tale decisione. Quando l’edificio scolastico viene chiuso, l’accesso ai locali non è consentito né agli studenti né al personale scolastico (docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario).

Infine a completezza della trattazione, corre l’obbligo di precisare che, nel caso specifico appena trattato, il provvedimento amministrativo del Dirigente scolastico è un Decreto di sospensione delle attività didattica mentre il provvedimento del Sindaco è una Ordinanza sindacale di chiusura dell’Istituzione scolastica.

Approfondimento << L’UNICEF e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), in occasione della settimana mondiale dell’acqua, hanno diffuso uno studio secondo il quale oltre mezzo miliardo di bambini/e frequentano Istituti scolastici e/o educativi dove non c’è acqua pulita e/o potabile, e oltre 600 milioni non hanno accesso ai servizi igienici. Il rapporto evidenzia che su scala globale il 31% delle scuole non è raggiunto da acqua pulita che risulta non a disposizione di 570 milioni di bambini. Nel 34% delle scuole, frequentate da 620 milioni di giovanissimi, mancano i bagni o comunque non sono funzionanti. In quasi una scuola su due (47%, circa 900 milioni di bambini) non ci sono prodotti igienici come il sapone. Nella Giornata Mondiale per il Lavaggio delle Mani, l’UNICEF ricorda che oltre 2,3 miliardi di persone non possono lavare le mani con acqua e sapone, misura fondamentale anche per il COVID-19. La mancanza di acqua incide anche sulle discriminazioni di genere: se i gabinetti delle scuole non sono separati per maschi e femmine, le bambine spesso non vi sono mandate per paura di promiscuità. Quando l’acqua è lontana, le bambine sono costrette ad abbandonare la scuola per andare a raccoglierla e le donne vincolate a una corvée quotidiana che diventa la loro esclusiva occupazione. Maggiori informazioni sono reperibili dal sito Unicef da cui è tratto il seguente box di approfondimento dal seguente link: https://www.unicef.it/programmi/acqua-igiene/ https://www.unicef.it/media/rapporto-unicef-oms-1-bambino-su-3-senza-accesso-ad-acqua-sicura/ >>

Bibliografia

  • COSTITUZIONE ITALIANA articolo 32
  • DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81, “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro
  • DECRETO LEGISLATIVO 3 agosto 2009, n. 106 “correttivo
  • DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 1998, n. 112 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59
  • DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali
  • DECRETO INTERMINISTERIALE del 28 agosto 2018, n. 129 “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107
  • DECRETO MINISTERIALE 18 dicembre 1975 “Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica
  • DECRETO MINISTERIALE del 13 settembre 1977 “Modificazioni alle norme tecniche relative alla costruzione degli edifici scolastici
  • LEGGE 11 gennaio 1996, n. 23 “Norme per l’edilizia scolastica
  • DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 380/2001 “Testo unico per l’edilizia

Maturità: 7 studenti su 10 la chiedono senza scritti e al ministero di decidere prima di Natale

da Il Sole 24 Ore

L’esame di Stato con elaborato e maxi orale è quella che la maggioranza vorrebbe. Il motivo? Troppa Dad negli ultimi anni. Sondaggio di Skuola.net su 2.500 alunni

di Redazione Scuola

La Maturità di “emergenza”, senza prove scritte ma con un elaborato sulle materie d’indirizzo, preparato prima, e con il maxi-orale, più lungo del solito? Una formula che, secondo i maturandi, dovrebbe essere adottata anche per l’esame 2022, replicando quanto avvenuto nel biennio 2020-2021. A sostenerlo ben 7 ragazzi su 10, tra i 2.500 studenti di quinto superiore intervistati in questi giorni dal portale Skuola.net, proprio nelle settimane in cui si avvicina il momento di capire che direzione prenderà il ministero dell’Istruzione per il prossimo giugno.

Il motivo

Il motivo che spinge così tanti ragazzi a chiedere a gran voce la maturità “leggera”? La stragrande maggioranza (77%) è convinta che, nonostante la didattica da settembre si stia svolgendo praticamente sempre in presenza, gli effetti negativi della Dad hanno segnato inesorabilmente l’ultimo triennio del loro percorso, impedendo di prepararsi al meglio per affrontare un esame completo. Infatti per il 90% degli intervistati, qualsiasi sia il format d’esame scelto dal Ministero, gli effetti negativi della didattica a distanza avranno un impatto sulla preparazione. Mentre il 13%, sempre tra i promotori della maturità ridotta, sottolinea la praticità di una prova del genere specie per rispettare le regole anti-Covid. La restante parte (10%), però, fa un discorso più ampio, dicendo che l’esame classico è ormai superato come metodo di valutazione.La convinzione che la maturità ridotta sia un ottimo metro di giudizio è talmente radicata nei ragazzi che, proiettandosi in avanti, la renderebbero strutturale, confermandola anche per gli anni a venire, a prescindere dal Covid. A pensarla così sono quasi 9 su 10. Certo, la maggior parte (66%) ammette che servirebbero degli aggiustamenti – anche perché in tantissimi (68%) riconoscono che togliere gli scritti faciliti il compito – ma è un dato di fatto che questa formula piace; per il 20% è addirittura perfetta così com’è.

Le commissioni

Così come, per il 71%, andrebbe ribadita la composizione delle commissioni: tutti professori interni e solo il presidente esterno. Solamente per il 14% del campione totale, una volta passata la pandemia, dovrebbe tornare l’esame tradizionale.Correttivi che, per qualcuno, dovrebbe essere introdotti già dal prossimo giro. Circa 1 su 10, infatti, per il 2022 vorrebbe aggiungere all’orale lungo e all’elaborato anche lo scritto d’Italiano (dando ragione a quanti stanno spingendo per riportare all’esame la prova “regina”); mentre il 7% sostituirebbe l’elaborato con la seconda prova sulle materie d’indirizzo, tenendo sempre il maxi-orale. Anche se, tutto sommato, il 90% promuove proprio l’elaborato, in quanto strumento assolutamente adatto a misurare il livello delle competenze raggiunte dallo studente: per il 46% è una degna alternativa al secondo scritto, per il 44% è persino meglio. Come detto, però, c’è una fetta di fedelissimi, abbastanza consistente (14%) che non si arrende e difende a spada tratta l’esame classico (due scritti più l’orale normale), da riportare in sella già alla fine di quest’anno scolastico. Non tanto per questioni contingenti – tra loro solo 1 su 4 pensa che la fase più dura della pandemia sia passata, permettendo di svolgere tutte le prove in presenza – quanto per ragioni personali: circa la metà (48%) al termine del proprio percorso vorrebbe cimentarsi con una maturità completa, molti altri (27%) solo così avrebbero la certezza di venire giudicati come meritano.

La decisione prima di Natale

In ogni caso, qualsiasi decisione venga presa, i maturandi sperano che il Ministero faccia presto: quasi 2 su 3 vorrebbero avere notizie definitive entro Natale, specie se l’esame cambierà ancora; circa un terzo (32%) si accontenterebbe di sapere qualcosa di più entro gennaio-febbraio, ma solo se la struttura proposta nel 2021 non verrà toccata per niente; appena il 4%, sempre qualora si proseguisse con la maturità dell’era Covid, aspetterebbe la primavera.

Chiarezza sulle regole

«Mentre la politica e la pubblica opinione dibattono sul destino dei maturandi 2022 – commenta Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net – gli studenti chiedono innanzitutto una cosa semplice: chiarezza sulle regole con cui dovranno affrontare l’esame di Maturità. Una chiarezza che spesso è mancata in questi due anni, visti i clamorosi dietrofront a cui spesso si è assistito su temi fondamentali come il ritorno a scuola in presenza, con relativi protocolli. E suggeriscono al ministro Bianchi di adottare una formula simile a quella dei due anni precedenti: maxi-orale con commissione interna. Non si tratta di un atteggiamento volto a scansare le difficoltà, i ragazzi non vogliono tirarsi indietro. Ma che l’esame sia allineato con le competenze effettivamente maturate in questi tre anni: la Dad non ha funzionato o non è durata ugualmente ovunque, per cui è impossibile realizzare prove scritte nazionali adeguate al livello di ogni realtà».


Scuola, isole e montagna, troppe difficoltà: risoluzione in commissione alla Camera

da Il Sole 24 Ore

Sono circa 250 le strutture che affrontano disagi organizzativi. Agevolazioni per il personale che accetta di trasferirsi, dagli incentivi all’abitazione

di Redazione Scuola

Ci sono scuole, a Ustica e a Linosa, per fare solo due esempi, che fino a metà ottobre non hanno aperto i battenti per mancanza di personale e hanno visto per settimane mancare insegnanti di varie materie, soprattutto scientifiche. Sono circa 250 le istituzioni scolastiche nelle piccole isole e nelle comunità montane che affrontano quotidianamente molteplici difficoltà nella gestione dell’organizzazione didattica e del personale; infatti, spesso, i luoghi in cui si trovano queste scuole, per la difficoltà di raggiungerli, disincentivano il personale scolastico, in particolar modo quello a tempo determinato, ad accettare proposte di lavoro, in quanto gli spostamenti casa-scuola-casa sono difficoltosi logisticamente o comunque antieconomici.

La risoluzione alla Camera

«Nelle piccole isole e nei Comuni montani il diritto all’istruzione è spesso parziale se non addirittura negato. In tutta Italia c’è una situazione di generale precarietà, con scuole che hanno iniziato in ritardo l’anno scolastico o che fino a tempi recenti hanno avuto cattedre ancora scoperte», dice Vittoria Casa, presidente commissione Cultura scienza e istruzione alla Camera. Proprio per questo è stata appena approvata in commissione Cultura una risoluzione unitaria che riguarda il diritto all’istruzione nei territori svantaggiati e impegna il governo a intervenire. «Il parlamento impegna il governo a garantire l’autonomia scolastica, a dare incentivi ai lavoratori pendolari, a favorire soluzioni per alloggiare sul luogo, a programmare e finanziare progetti specifici – in collaborazione con enti locali e regionali – per i territori fragili, ad assicurare l’esistenza delle scuole come presidi del territorio e a limitare la formazione delle pluriclassi. Intervenire per garantire il diritto all’istruzione nei territori svantaggiati è un dovere costituzionale. Su autonomia e dimensionamento scolastico occorrono segnali concreti anche nella prossima legge di Bilancio» conclude Vittoria Casa. Casa è la prima ad avere presentato il testo partendo dai problemi delle piccole isole in Sicilia, in particolare Ustica e Lipari. Poi, sulla scia e sulla stessa questione, hanno presentato risoluzioni Forza Italia (Vietina), Italia Viva (Toccafondi) e Lega (Belotti). E si è arrivati al testo condiviso e trasversale del 9 dicembre che impegna il governo.

I contenuti

Nel testo della risoluzione si invita il governo a porre in essere iniziative, anche normative, per garantire il diritto all’istruzione degli alunni frequentanti le scuole dei territori fortemente disagiati, in particolare delle piccole isole e delle comunità montane, affinché si arrivi all’attribuzione loro dell’autonomia scolastica; ad adottare iniziative per prevedere misure incentivanti rivolte al personale scolastico pendolare, in particolare nelle piccole isole e nelle comunità montane, a fronte del possesso di un regolare contratto di lavoro, anche a tempo determinato; per garantire concretamente il diritto allo studio e alla continuità didattica in questi territori, si chiede di adottare iniziative per favorire soluzioni alternative al pendolarismo, anche attraverso la promozione, per il personale scolastico, di soluzioni alloggiative presso le piccole isole e le comunità montane o di misure compensative quali riconoscimenti economici aggiuntivi contrattuali, al fine di garantire la continuità didattica in tali territori disagiati e un effettivo diritto allo studio. Infine si sollecita il governo ad adottare iniziative per programmare e finanziare progetti specifici, in collaborazione con gli enti locali e regionali, per introdurre regole speciali per i suddetti territori, in quanto fragili e svantaggiati, assicurando, per quanto possibile, il mantenimento di adeguati presìdi scolastici, limitando per quanto possibile il ricorso alla formazione di pluriclassi, e incentivando, l’insegnamento nelle piccole isole e nelle comunità di montagna, affinché la scuola diventi un volano per la crescita dell’intera comunità e si eviti lo spopolamento di questi territori.

Formazione dei docenti in servizio, la nota per l’a.s. 2021/22

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Con la nota 37638 del 30 novembre scorso il MI ha fornito indicazioni per lo svolgimento delle attività di formazione docenti in servizio per l’a.s. 2021/2022.

La nota ricorda che l’a.s. 2021/2022 è conclusivo del triennio sottoposto al regime di trattazione del CCNI sottoscritto dall’amministrazione con le OO.SS. in data 23.10.2020 e che sono tuttora in corso attività di formazione relative all’a.s. 2020/2021, per le quali è stata concessa una proroga della conclusione delle attività fino al 31 dicembre 2021 anche in considerazione delle evidenti difficoltà, dovute ad epidemia Covid, rappresentate dalle istituzioni scolastiche polo di ambito per la formazione.

Il MI indica anche quali sono le priorità per la formazione dei docenti per quest’anno scolastico. Gli USR con il coinvolgimento delle Scuole Polo per la formazione dovranno realizzare percorsi formativi rivolti:

  • a. alle discipline scientifico-tecnologiche (STEM) e alle competenze multilinguistiche;
  • b. ad interventi strategici per la realizzazione del sistema integrato 0-6;
  • c. ad iniziative formative per le Misure di Accompagnamento Valutazione Scuola Primaria (O. M. n. 172/ 20);
  • d. ad iniziative atte a promuovere pratiche educative inclusive e di integrazione anche per gli alunni nuovi arrivati in Italia (NAI), grazie al supporto di nuove tecnologie e alla promozione delle pratiche sportive;
  • e. a temi specifici di ciascun segmento scolastico relativi alle novità introdotte dalla recente normativa;
  • f. ad azioni connesse all’implementazione delle azioni previste dal Piano Nazionale “Rigenerazione Scuola”.

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Obbligo vaccinale, termine del contratto per il supplente che sostituisce il personale sospeso

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Per la sostituzione del personale docente sospeso perché inadempiente all’obbligo vaccinale, il dirigente scolastico provvede all’attribuzione di contratti a tempo determinato che si risolvono di diritto nel momento in cui cessa la sospensione.

Così si legge nella nota MI del 7 dicembre, che riprende il disposto contenuto nel Decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172.

In proposito, la FLC Cgil solleva una quesione di non poco conto.

In relazione all’importante tema delle sostituzioni, – leggiamo in una nota sindacale – si ritiene estremamente grave l’errata indicazione relativa alla risoluzione di diritto dei contratti a tempo determinato al rientro dalla sospensione del titolare vaccinato“.

La FLC Cgil sottolinea come la circolare ignori quanto previsto dal CCNL e dal Codice civile in relazione alla rescissione anticipata dei contratti a termine, e inoltre contraddica la norma non abrogata dell’art. 9-ter, comma 2, della legge 76/2021 di conversione del dl 52/2021, che recita: “La sospensione del rapporto di lavoro è disposta dai dirigenti scolastici e dai responsabili delle istituzioni di cui ai commi 1 e 1-bis e mantiene efficacia fino al conseguimento della condizione di cui al comma 1 e alla scadenza del contratto attribuito per la sostituzione che non supera i quindici giorni”.

Il Ministero dovrebbe a questo punto intervenire con un’ulteriore nota di chiarimento in relazione ai contratti a tempo determinato stipulati per la sostituzione del personale sospeso.

CIRCOLARE MINISTERIALE SU OBBLIGO VACCINALE

Attività teatrali: no obbligo di green pass per gli studenti, ma per i loro genitori sì

da La Tecnica della Scuola

Di Carla Virzì

Con la recente nota del Mi, a firma del capo dipartimento Stefano Versari, vengono chiariti i dubbi circa i trasporti e le attività teatrali.

Questione trasporti

Nel documento ministeriale si ribadisce che circa l’utilizzo di mezzi di trasposto pubblico o privato di linea, questo è consentito, in zona bianca, in zona gialla e in zona arancione, con green pass “base” (vaccinazione, guarigione, tampone) o con green pass “rafforzato” (vaccinazione e guarigione). Tale disposizione si applica agli studenti a partire dai 12 anni di età.

Nessun obbligo di green pass, né base né rafforzato, invece, per l’utilizzo di trasporto scolastico dedicato esclusivamente ai minori di dodici anni (scuolabus).

Per attività teatrali didattiche: no obbligo di green pass

Circa lo svolgimento di attività teatrali, l’art. 8-ter, decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127, inserito dalla legge di conversione 19 novembre 2021, n. 165, dispone che Per lo svolgimento delle attività teatrali in ambito didattico per gli studenti, comprese le rappresentazioni in orario curricolare, con riferimento all’impiego delle certificazioni verdi COVID-19, si applicano le disposizioni relative allo svolgimento delle attività didattiche.

Ovvero, anche per lo svolgimento di attività teatrali come per tutte le
attività scolastiche, gli studenti non sono tenuti al possesso della certificazione verde COVID-19.

E viene anche chiarito che nelle stesse manifestazioni teatrali, il personale esterno che dovesse essere presente allo spettacolo e i genitori degli alunni saranno invece obbligati a possedere il green pass, al contrario dei ragazzi.

Si legge infatti nella nota del MI: Rimangono fermi gli obblighi in materia di certificazione verde a carico di tutti i soggetti esterni coinvolti a diverso titolo nello svolgimento delle attività e nelle relative rappresentazioni, ivi inclusi i familiari degli studenti.

Cosa si intende esattamente per svolgimento di attività teatrali? A rigor di logica, sembrerebbe che il Ministero si riferisca alle attività in cui gli stessi alunni siano protagonisti, magari nell’ambito di corsi di recitazione o di recite scolastiche, a prescindere dal fatto che esse si svolgano nei locali scolastici o in altra sala appositamente prenotata per l’evento.

Mentre, per quanto riguarda spettacoli teatrali ai quali gli studenti siano chiamati ad assistere, si suppone che valgano le normali disposizioni per le uscite scolastiche, rispetto alle quali lo stesso Ministero dell’Istruzione in apposita Faq ricorda quanto segue.

La Faq del Mi

Con riferimento alla disciplina relativa alla situazione emergenziale, cosa devono fare le Istituzioni scolastiche per garantire la partecipazione degli studenti ad eventi pubblici organizzati al di fuori delle medesime? È possibile verificare preventivamente il possesso della certificazione verde da parte degli studenti partecipanti ad uscite didattiche? (aggiornamento 04 ottobre 2021)

Il 23 settembre 2021 il Garante della privacy ha precisato che i docenti non possono chiedere informazioni sullo stato vaccinale degli studenti, direttamente o indirettamente. Ai fini dell’organizzazione delle uscite didattiche che presuppongono l’obbligo della certificazione verde COVID-19, dunque, si ritiene che le Istituzioni scolastiche possano valutare di fornire, prima che sia resa apposita autorizzazione a partecipare all’iniziativa, informazioni agli alunni medesimi e alle rispettive famiglie in merito ai requisiti e alle modalità per l’accesso, previsti dalla vigente normativa emergenziale.

Al riguardo, si rileva, in particolare, che, ai sensi dell’art. 9-bis, commi 1 e 2, del D.L. 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 giugno 2021, n. 87, l’accesso – tra gli altri – a spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi, mostre, sagre e fiere è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all’articolo 9, comma 2, del citato D.L. 52/2021, come modificato dalla Legge 17 giugno 2021, n. 87, dal D.L. 23 luglio 2021, n. 105, convertito dalla L. 16 settembre 2021, n. 126, e dal D.L. 21 settembre 2021, n. 127. L’art 9-bis in parola, inoltre, al comma 3, prevede che l’obbligo della certificazione verde COVID-19 non si applica ai “soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti” e, dunque, agli alunni al di sotto dei 12 anni di età.

Tanto premesso, le Istituzioni medesime non verificheranno preventivamente il possesso delle richieste certificazioni verdi, il cui accertamento verrà effettuato al momento dell’accesso ai predetti servizi e attività ad opera dei relativi titolari o gestori, ai sensi del comma 4 del summenzionato art. 9-bis.

Si ritiene, peraltro, opportuno che le Istituzioni scolastiche definiscano preventivamente le misure organizzative da adottare nel caso in cui gli alunni siano sprovvisti di certificazione verde valida al momento dell’ingresso ai suddetti eventi.

Obbligo vaccinale, non riguarda gli esterni che accedono a scuola e il personale assente a vario titolo

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

L’obbligo vaccinale che entrerà in vigore il prossimo 15 dicembre riguarda solo il personale dipendente della scuola, assunto con contratto a tempo indeterminato e determinato. Quindi, il personale docente, educativo e ATA, e ovviamente anche i Dirigenti scolastici.

Come chiarito dal MI con nota del 7 dicembre, il personale esterno non soggiace all’obbligo di vaccinazione anti-Covid. Quindi, ad esempio, per il personale esterno che opera a supporto dell’inclusione scolastica, quello a qualunque titolo impiegato in attività di ampliamento dell’offerta formativa, gli addetti alle mense, alle pulizie, ecc. continueranno ad accedere all’istituto scolastico secondo le vecchie regole, vale a dire con il Green pass “base” ottenuto anche da tampone.

Si ritiene che valga lo stesso discorso anche per le famiglie.

E’ escluso anche il personale scolastico il cui rapporto di lavoro risulti sospeso, come nel caso di collocamento fuori ruolo, aspettativa a qualunque titolo, congedo per maternità o parentale.

Il personale scolastico in servizio a qualsiasi titolo presso altra amministrazione/ente è soggetto al rispetto degli adempimenti previsti presso questi ultimi. Alla data del rientro in servizio a scuola, detto personale deve aver assolto all’obbligo vaccinale.

CIRCOLARE MINISTERIALE SU OBBLIGO VACCINALE

Organico Covid ATA, Maddalena Gissi (Cisl Scuola): ‘Confermata proroga’

da Tuttoscuola

Le economie e un congruo finanziamento, questioni che avevamo discusso con il ministero e con i parlamentari, saranno in legge di bilancio per garantire le proroghe!“. Lo fa sapere la Cisl Scuola in un post pubblicato sulla pagina Facebook di Maddalena Gissi, segretaria del sindacato, in cui in un video continua: “Confermata la proroga del personale ATA per il prossimo anno: a partire dal 2022 coloro che sono stati nominati saranno confermati“.

“Bastava discuterne – come abbiamo fatto – per individuare risorse in economia e aggiuntive. Speriamo di poter portare a casa altri impegni interessanti. Speriamo che la Legge di Bilancio venga migliorata, ma anche aspetti quali la mobilità e gli impegni economici per il rinnovo contrattuale”, dichiara ancora Gissi. “#Esserciperfare… Mai lasciare il tavolo, combattere fino in fondo! E non abbiamo finito! Ora vigiliamo sulle misure che saranno inserite nell’emendamento governativo!”.

Percorsi quadriennali: al via nuove mille prime classi. Online l’avviso per gli istituti scolastici

da Tuttoscuola

Al via il rinnovo e l’ampliamento del Piano nazionale per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado. Sul sito del Ministero dell’Istruzione è infatti disponibile l’avviso destinato alle scuole che consente la costituzione di mille nuove classi. L’allargamento della sperimentazione viene attivato in coerenza con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il PNRR.

percorsi quadriennali sperimentali assicurano l’insegnamento di tutte le discipline previste dall’indirizzo di studi di riferimento, compreso l’insegnamento trasversale dell’Educazione civica, facendo ricorso alla flessibilità didattica e organizzativa consentita dall’autonomia delle istituzioni scolastiche, alla didattica laboratoriale, all’adozione di metodologie innovative, alla didattica digitale e all’utilizzo di tutte le risorse strumentali e professionali disponibili nell’organico dell’autonomia.

Secondo quanto previsto dall’avviso pubblicato sul sito del MI, potranno presentare progetti di innovazione metodologico-didattica finalizzati alla realizzazione dei percorsi quadriennali:

  • le istituzioni scolastiche che organizzano percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, sia statali che paritarie, riferiti agli indirizzi di liceo e di istituto tecnico, che saranno avviati a partire dall’anno scolastico 2022/2023;
  • le istituzioni scolastiche che organizzano percorsi di istruzione professionale, che saranno avviati a partire dall’anno scolastico 2023/2024.

Sarà possibile fare domanda, per l’attivazione dei percorsi sperimentali fino alle 23.59 del 4 gennaio 2022. 

Concorso Infanzia e Primaria per il Sostegno: per oltre 6.700 candidati rischio di rinvio

da Tuttoscuola

La prova scritta del concorso Infanzia e Primaria per posti di sostegno è stata messa in calendario per giovedì 16 dicembre in turni del mattino (ore 9) e pomeriggio (ore 14,30). Per i 6.719 candidati che hanno presentato domanda (più di un anno fa) per aggiudicarsi uno dei 5.833 posti messi a concorso, l’avviso della prova scritta del concorso Infanzia e Primaria è stato pubblicato sui siti degli Uffici Scolastici delle Regioni scelte per sostenere il concorso e tutti sanno da diversi giorni in quale sede e in quale aula dovranno sostenere la prova. Ma il 16 dicembre è giornata di sciopero generale e la regolarità della prova potrebbe essere messa in discussione, con il rischio di un rinvio generalizzato di quella prova di sostegno per tutte le sedi.

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Nelle prossime ore un nuovo confronto con il Governo potrebbe portare alla sospensione dello sciopero, ma è opportuno, comunque, che tutti i candidati siano pronti al possibile rinvio e prestino attenzione agli eventuali comunicati ministeriali in merito. Con la sola esclusione delle Marche dove non sono state presentate domande per mancanza totale di posti di sostegno, in tutte le altre diciassette regioni il rischio di rinvio della prova scritta del concorso Infanzia e Primaria del 16 dicembre prossimo è concreto.

Anche per questa ragione potrebbero essere tentati di rinunciare alla prova alcuni candidati di regioni dove il numero di posti è estremamente ridotto a fronte di un numero consistente di candidati. È il caso, ad esempio, dei 496 candidati campani che concorrono solo per 4 posti; vale anche per i 78 della Basilicata dove  posti a concorso sono 2, per i 60 candidati del Molise che concorrono per 4 posti, per i 377 candidati dell’Abruzzo che concorrono per 12 posti.

I casi limite sono quelli della Sicilia (1.035 candidati per 31 posti) e del Lazio (1.135 candidati per 121 posti).

Ma ci sono anche situazioni opposte, molto più favorevoli, dove, in considerazione del fatto che vi sono più posti che candidati, bisogna assolutamente partecipare e arrivare preparati per non farsi scappare una situazione unica con il posto pressoché sicuro.

In Lombardia concorrono 721 per 2.086 posti; in Veneto 368 candidati per 1.040 posti; in Piemonte 143 candidati per 964 posti; in Emilia R. 415 candidati per 617 posti; in Toscana 371 candidati per 424 posti.

Obbligo vaccinale per il personale scolastico e sindacati: favorevoli e contrari

da Tuttoscuola

Dal 15 dicembre anche il personale scolastico delle scuole statali, paritarie e non paritarie sarà assoggettato all’obbligo vaccinale in applicazione del decreto legge 172/2021. I sindacati rappresentativi della scuola hanno manifestato relativamente all’obbligo vaccinale che coinvolge il mondo della scuola posizioni differenziate, confermando, anche su questa materia, l’assenza di una linea comune e unitaria, come emerso in occasione dello sciopero del 10 dicembre.

Cisl Scuola: favorevole all’obbligo vaccinale

Favorevole all’obbligo vaccinale la segretaria della Cisl-scuola, Maddalena Gissi

“Una decisione giusta per limitare la diffusione del contagio condivisa nel mondo della scuola, dove però tante sono le paure: i medici diano risposte certe e chiare alle persone fragili. L’estensione dell’obbligo vaccinale anche a tutto il personale scolastico non rappresenta alcun problema per la categoria già ampiamente vaccinata volontariamente. Noi rispettiamo le misure individuate dalla scienza e dal ministero della salute per garantire tutte le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e, nel nostro caso, nei luoghi ove ci sono minori che non hanno nemmeno avuto la vaccinazione.

Flc Cgil: favorevole all’obbligo vaccinale

Favorevole all’obbligo vaccinale la segretaria nazionale Flc Cgil Grazia Maria Pistorino

La risposta di senso civico è stata bellissima. Quella della scuola è una categoria ampiamente vaccinata e riteniamo possa sostenere anche questo obbligo. Si comprende la logica dell’obbligo per il personale che è a contatto con persone che non possono essere vaccinate, come i bambini. Ma la categoria degli insegnati ha dimostrato di mettersi al servizio del Paese: una disponibilità che andava valorizzata, adottando una corsia preferenziale per la terza dose, invece si propone un obbligo“.

 Snals: perplessità su obbligo vaccinale

Perplessa e preoccupata per l’obbligo vaccinale la segretaria dello Snals, Elvira Serafini

Il decreto legge varato ieri dal Consiglio dei ministri che estende l’obbligo vaccinale al personale della scuola ci lascia perplessi e preoccupatiNoi non siamo contro le vaccinazioni e lo abbiamo dimostrato con le nostre prese di posizione fin dall’inizio della pandemiama non possiamo accettare provvedimenti punitivi nei confronti del personale della scuola come la sospensione dal servizio mentre il resto dei lavoratori del settore privato e parte di quello pubblico non viene sottoposto ad alcun obbligo“.

La misura dell’obbligo vaccinale crea al momento solo gravi discriminazioni tra i lavoratori e serve solo a mascherare l’inerzia del Governo rispetto ai problemi che sono la vera causa della crescita dei contagi nelle scuole: sovraffollamento delle classi, scuole sovradimensionate che raggiungono in alcuni casi anche 2500 alunni e per le quali diventa impossibile garantire la sicurezza, organici ridotti“.

Uil Scuola: critici verso obbligo vaccinale

Critico per l’introduzione dell’obbligo il segretario della Uil-scuola, Pino Turi

Non ci sto alla criminalizzazione di docenti e del personale scolastico. Siamo di nuovo alla gogna mediatica.  Ci possono essere situazioni particolari, persone, docenti a cui non può essere somministrato il vaccino, non lo sappiamo. La maggior parte di loro si è vaccinata.  Introdurre forzatamente l’obbligo solo per la scuola appare un peso che viene diviso in modo assolutamente diseguale“.

Gilda degli Insegnanti: contraria all’obbligo vaccinale

Contrario all’obbligo il coordinatore della Gilda, Rino Di Meglio

Noi da sempre siamo a favore dei vaccini, ma non possiamo tacere che l’obbligo deciso dal governo nei confronti del personale scolastico sia discriminatorio nel confronto con altre categorie lavorative, sia pubbliche che private. In questa maniera il governo non sta intervenendo sulle vere cause del contagio nelle scuole: due anni di pandemia non sono stati sufficienti all’esecutivo per intervenire sulle classi affollate, sul tracciamento dei contagi e sul problema dei trasporti, l’obbligo per gli insegnanti è semplicemente una foglia di fico. Viene solo tolta la libertà di scelta: l’obbligo vaccinale ci sia per tutti, studenti compresi, o per nessuno

Anief: contrario all’obbligo vaccinale

Contrario all’obbligo e pronto al ricorso il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico

Il decreto sull’obbligo vaccinale per il personale della scuola, formalizzato Gazzetta Ufficiale  diventa ancora più illogico dinanzi ai dati dei contagi registrati nell’ultima settimana: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’aumento dell’incidenza si è infatti riscontrato soprattutto nei giovani di età inferiore ai 12 anni, ovvero la fascia d’età sicuramente non coperta dal vaccino. Il sindacato ricorda anche che il personale, che non si vede riconosciuta l’indennità per il rischio biologico, è stufo di ascoltare slogan da parte delle istituzioni: per questo Anief ha deciso di scioperare il 10 dicembre, ricorrendo anche in Tribunale contro gli atti attuativi dell’obbligo vaccinale, così da avere una risposta al giudice amministrativo prima del 15 dicembre, quando la vaccinazione obbligatoria dovrebbe entrare in vigore”.

“Il sindacato Anief ha attivato le preadesioni per aderire gratuitamente al ricorso al Tar per impugnare gli atti attuativi dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico entro 60 giorni e ottenerne la sospensione entro il 15 dicembre”

Circolare Ministero dell’Interno 10 dicembre 2021, n. 333-A

Ministero dell’Interno
Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza
UfficioV – Relazioni sindacali della Polizia di Stato

Prot.: 6142 del 10/12/2021

OGGETTO: Decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172. Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali. Obbligo vaccinale per il personale della Polizia di Stato — Disposizioni applicative.

Avviso 10 dicembre 2021, AOODPIT 2516

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE
DIREZIONE GENERALE PER GLI ORDINAMENTI SCOLASTICI, LA VALUTAZIONE E L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA NAZIONALE DI ISTRUZIONE

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
DIREZIONE GENERALE PER LA POLITICA INDUSTRIALE L’INNOVAZIONE E LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Rettifica e proroga termine per la presentazione delle istanze di agevolazione da parte degli I.T.S. al 20 dicembre 2021

Nota 10 dicembre 2021, AOODGOSV 30420

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana della Provincia Autonoma di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca della Provincia Autonoma di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine della Provincia Autonoma di BOLZANO
Al Dirigente Generale del Dipartimento della Conoscenza della Provincia Autonoma di TRENTO
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Autonoma VALLE D’AOSTA LORO SEDI

Oggetto: XVIII° Premio annuale delle professioni Turistiche-Alberghiere “Pandolfo-Roscioli”. Bando di concorso per l’edizione dell’anno scolastico 2021-2022