Regolamento per il reclutamento dei dirigenti scolastici

Informativa e confronto al Ministero sul Regolamento per il reclutamento dei dirigenti scolastici: le osservazioni dell’ANP

Oggi, in videoconferenza, si è svolto l’incontro di informativa e confronto sulla bozza di regolamento per il reclutamento dei dirigenti scolastici. L’Amministrazione, rappresentata dal Dott. Filippo Serra e dalla Dott.ssa Azzurra Mottolese, ha sin da subito invitato le Organizzazioni sindacali a formulare osservazioni di carattere generali sulla bozza sottoposta alla loro attenzione. 

L’ANP ha rappresentato alcune criticità, riservandosi comunque di far pervenire un documento riportante le proprie osservazioni puntuali. 

Nello specifico, abbiamo richiesto che l’Amministrazione presti particolare attenzione alle seguenti azioni: 

  • coordinare la tempistica del nuovo bando con la garanzia della mobilità dei dirigenti scolastici immessi in ruolo all’esito dell’ultimo concorso. A questo proposito l’ANP ha ribadito la richiesta di inserire nella legge di bilancio una specifica previsione per estendere dal 30% al 100% il limite massimo di sedi disponibili per la mobilità interregionale per l’a.s. 2022/2023 
  • garantire la necessaria cura nella realizzazione delle procedure organizzative al fine di minimizzare le aggressioni mediante ricorso, soprattutto là dove si prevede lo svolgimento della prova orale in videoconferenza 
  • prestare attenzione alla scelta e alla correttezza dei quesiti della prova preselettiva, in considerazione della non prevista pubblicazione della banca dati e della possibilità di effettuare più sessioni 
  • scegliere sedi dotate di adeguate attrezzature informatiche, di connettività e con ambienti aventi capienza tale da garantire lo svolgimento delle prove in sicurezza anche nel caso di inasprimento della pandemia   
  • prevedere adeguata remunerazione per le commissioni garantendone la conciliabilità delle procedure e delle operazioni concorsuali con le esigenze del lavoro  
  • assicurare un’adeguata considerazione alle competenze in inglese e informatica, la cui incidenza sul punteggio complessivo è, nella bozza, pressoché irrilevante. Fino a quando il punteggio minimo di superamento delle prove è inferiore a quello massimo ottenibile senza risolvere i quesiti o le prove orali di informatica e lingua non sarà possibile radicare queste indispensabili competenze nella PA. Tutto ciò in evidente contrasto con il PNRR che punta a innovarla e a digitalizzare e internazionalizzare il Paese 
  • fare in modo che il personale selezionato sia preparato ad affrontare il ruolo complesso che lo attende. A tal fine, l’ANP ha chiesto di ripristinare la previsione del tirocinio, di valorizzare i titoli professionali che – nella bozza – hanno un peso inferiore a quelli culturali, di curare le attività di accompagnamento nel periodo di prova (dalla tempestività della nomina del tutor a un adeguato monte ore di formazione che attualmente è definito solo nel minimo e non nel massimo)   
  • valorizzare, nell’ottica di favorire la diffusione di pratiche didattiche innovative e inclusive, i ruoli di animatore digitale e membro del GLI  
  • riconoscere adeguatamente gli incarichi di funzione strumentale e coadiutori ai sensi dell’art. 1, c. 83, L. n. 107/2015, equiparati nella bozza ai membri del Comitato di valutazione.     

L’Amministrazione, nel prendere atto di tali osservazioni, si è riservata di valutarle per la stesura del testo definitivo del regolamento congiuntamente a quelle di dettaglio che l’ANP farà pervenire in breve tempo. 

Disabilità, guida dell’Agenzia delle Entrate

Disabilità, guida dell’Agenzia delle Entrate “per promuovere un linguaggio inclusivo”
SuperAbile INAIL del 13/12/2021

ROMA. E’ online da oggi “Disabilità, iniziamo dalle parole”, la pubblicazione dell’Agenzia delle Entrate rivolta al personale, realizzata con il patrocinio del Ministro per le disabilità, e pubblicata oggi sul sito internet www.agenziaentrate.gov.ite sul portale intranet. La guida, redatta in attuazione del Piano triennale di azioni positive 2021-2023 dell’Agenzia, prende le mosse dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, di cui proprio oggi si celebrano i 15 anni dell’approvazione, ed è finalizzata a sviluppare nuove consapevolezze e sensibilità riguardo alla disabilità, con l’intento di contribuire a contrastare gli ostacoli culturali e gli atteggiamenti stigmatizzanti che ancora si muovono attorno ad essa. A partire dal linguaggio.

“Le parole come ponti verso una realtà partecipata”. La pubblicazione focalizza l’attenzione sul linguaggio utilizzato per parlare di disabilità partendo dal presupposto che “le parole che usiamo sono importanti per recuperare una semantica neutra e per questo inclusiva”. “Alla base, la volontà di rendere l’ambiente lavorativo un luogo in cui ci si senta tutti a proprio agio: nel perseguire interessi fondamentali per il Paese, infatti, l’Agenzia delle Entrate ritiene essenziale l’apporto di ciascuno”. “Con questa guida vogliamo contribuire alla costruzione di una realtà, non solo interna all’Agenzia, più positiva, equa e partecipata – afferma il direttore dell’Agenzia Ernesto Maria Ruffini – in cui ogni persona possa sentirsi accolta e riconoscersi. A partire proprio dalle parole, che sono la veste dei nostri pensieri”.

L’impegno delle Entrate nel Piano 2021-2023. “Con l’attuale Piano triennale di azioni positive, l’Agenzia ha assunto impegni precisi per promuovere le pari opportunità e un linguaggio non discriminatorio. – si legge in una nota – Fra questi, le iniziative per facilitare l’inserimento e l’inclusione; i progetti formativi e informativi specifici per tutto il personale; la ricognizione nazionale degli ausili necessari a garantire piena partecipazione; gli strumenti di contrasto alle discriminazioni”.

Scuola e Italia Domani

“Scuola e Italia Domani”, a Expo 2020 Dubai la presentazione delle azioni del PNRR dedicate al settore dell’Istruzione

Il 12 dicembre 2021, in occasione della settimana internazionale dedicata all’Istruzione, il Ministro Patrizio Bianchi ha partecipato, a Expo 2020 Dubai, a “Scuola e Italia Domani”, il forum di presentazione delle azioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dedicate al settore dell’Istruzione, al quale hanno preso parte i diretti beneficiari delle misure – giovani, docenti, personale scolastico – presenti all’Esposizione Universale per raccontare e testimoniare l’eccellenza della scuola italiana.

Il Ministero dell’Istruzione è presente alla settimana internazionale dedicata all’Istruzione con diverse iniziative che mettono al centro studentesse e studenti, il loro protagonismo e la loro visione di una nuova scuola per un nuovo mondo.

Alle 14.00 lunedì 13 dicembre, sarà possibile seguire la diretta dell’evento conclusivo del Premio Scuola Digitale, promosso dal Ministero per potenziare il protagonismo delle scuole e degli studenti del nostro Paese nell’ambito della innovazione didattica e digitale.

“Investire sulla scuola vuol dire investire sul Sistema Paese. La politica del Governo è chiarissima: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che destina all’Istruzione 17,59 miliardi di euro, non è soltanto un mezzo potentissimo per uscire dalla crisi generata dalla pandemia, ma un motore per accelerare gli interventi di consolidamento del sistema di Istruzione. Stiamo preparando percorsi di formazione di qualità per bambini e ragazzi, ovvero le persone che dovranno affrontare nei prossimi anni anche scenari di grande incertezza, come abbiamo sperimentato in questo periodo”. Lo ha detto il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, nel corso della visita istituzionale a Expo 2020 Dubai, in occasione della settimana internazionale dedicata all’istruzione.

Nella giornata di domenica, il Ministro Bianchi è intervenuto all’incontro dal titolo “Scuola e Italia Domani”, un forum di presentazione delle azioni del PNRR dedicate al settore dell’Istruzione, al quale hanno preso parte i diretti beneficiari delle misure: giovani, docenti, personale scolastico (è possibile rivedere l’evento a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=DXzHHKx7sME). 

Le idee dei più giovani, la loro visione di una nuova scuola per un nuovo mondo, le proposte per il futuro sono stati, invece, i temi al centro della giornata di oggi. Il Ministro Bianchi ha incontrato infatti le studentesse che hanno partecipato al laboratorio “WOMEST”, organizzato dal Ministero dell’Istruzione per favorire l’apprendimento delle discipline STEM e il superamento del gender gap. Trenta ragazze, divise in 5 squadre, sono state chiamate a ideare, costruire e raccontare la loro scuola del futuro, immaginando la data del 2050 come traguardo aggregante e simbolico: nuove discipline, pratiche, metodi di apprendimento e insegnamento, strutture e spazi, modalità di utilizzo delle tecnologie. Dieci di loro provenivano da cinque istituzioni scolastiche nazionali: l’I.P.S.S.E.O.A. “B. Buontalenti” di Firenze, il Convitto Nazionale “P. Colletta” di Avellino, il Liceo “Pitagora” di Rende (Cosenza), il Liceo artistico “Nervi-Severini” di Ravenna, l’ISS “Martino Filetico” di Ferentino (Frosinone).

Infine, il Ministro ha preso parte all’evento conclusivo del Premio Scuola Digitale, promosso dal Ministero per potenziare il protagonismo delle scuole e degli studenti del nostro Paese nell’ambito della innovazione didattica e digitale (a questo link è possibile rivedere la diretta: https://www.youtube.com/watch?v=6ilkVkq-M38). All’edizione 2021 hanno partecipato 1.647 scuole. A Dubai sono arrivate 9 finaliste (3 per ciascuna categoria: una riservata alle scuole del primo ciclo, una alle scuole del secondo ciclo, una ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti). Nel corso dell’iniziativa sono state premiate le tre istituzioni scolastiche vincitrici: 

  • 1° Istituto Comprensivo “De Amicis – Milizia” di Oria (BR);
  • I.I.S.S. “Liceti” di Rapallo (GE); 
  • CPIA di Lecce.

“In questi giorni a Dubai abbiamo avuto conferma di quanto sia importante l’innovazione didattica e digitale, abbiamo toccato con mano l’impegno delle comunità scolastiche e il protagonismo degli studenti. Dobbiamo potenziarli e dare strumenti per costruire insieme la nuova scuola. La scuola del futuro è questa. Insieme, ragazze e ragazzi, avete percorso il cammino che può essere seguito da altri”, ha concluso il Ministro.

Il Ministero dell’Istruzione è presente con diverse progettualità, già da ottobre 2021, all’Esposizione Universale, che si terrà fino al 31 marzo 2022 con l’obiettivo di promuovere un confronto a livello globale sui temi delle opportunità, della mobilità e della sostenibilità.

Elezioni RSU, responsabilità Dirigenziali

Elezioni RSU, responsabilità Dirigenziali e adempimenti della scuola. Stato dell’Arte e ricognizione normativa.

Dario Angelo Tumminelli, Carmelo Salvatore Benfante Picogna, Zaira Matera

La Rappresentanza Sindacale Unitaria meglio nota come “RSU”, in Italia è uno organismo unitario di rappresentanza di tutti i lavoratori senza alcun riferimento e distinzione alla loro posizione e/o iscrizione al sindacato che, insieme ai rappresentanti territoriali delle Organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro (segretari e presidenti provinciali) ed ai Terminali Associativi Sindacali “TAS” detti anche Terminali Autonomi Scuola, agisce in ogni Istituzione scolastica in rappresentanza dei lavoratori nelle relazioni sindacali col Dirigente dell’Istituto.

La RSU è, dunque, formata dai dipendenti in servizio presso l’Istituzione scolastica, eletti dai lavoratori che prestano servizio in quell’Istituto. Gli stessi dipendenti possono essere o meno iscritti all’Organizzazione sindacale in cui si candidano nelle rispettive liste e, nel caso limite e non meno infrequente, può avvenire che il dipendente iscritto ad una sigla sindacale si candidi nella lista di un’altra sigla sindacale.  

La RSU può essere eletta nelle liste di organizzazioni sindacali rappresentative o non rappresentative di comparto e, in entrambi i casi, una volta acclamata ha pieno diritto a partecipare alla contrattazione integrativa d’Istituto. Essa agisce come unico organismo che decide a maggioranza la linea di condotta da adottare ai sensi dell’art. 8 comma 1 dell’Accordo quadro del 7 agosto 1998 “le decisioni relative all’attività della RSU sono assunte a maggioranza dei componenti

Approfondimento La rappresentanza sindacale unitaria RSU può essere costituita nelle unità produttive aziendali ovvero nell’Amministrazioni pubbliche che abbiano più di 15 dipendenti da parte delle associazioni/organizzazioni sindacali rappresentative e che abbiano sottoscritto o abbiano formalmente aderito gli accordi siglati con A.Ra.N. Si tratta di un caso non configurabile nelle Istituzioni scolastiche che hanno sempre un numero di lavoratori ben superiore a 15 unita tra personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario.

La RSU svolge il suo ruolo a tempo determinato rimanendo in carica 3 anni, al termine dei quali i componenti decadono automaticamente; è dunque eletta generalmente ogni triennio, salvo proroghe, direttamente da tutto il personale scolastico, a tempo indeterminato e determinato, in servizio al momento dello svolgimento delle votazioni. Le elezioni si svolgono contestualmente in tutte le Istituzioni scolastiche insistenti nel territorio Italiano e nell’Istituzioni scolastiche statali italiane all’estero, sezioni italiane presso scuole straniere, relativamente al personale della scuola in servizio all’estero, previsto dalla Legge n. 153 del 1971.

Copia dell’indizione delle elezioni (annuncio) deve essere affissa all’albo sindacale ovvero sul sito web di ogni Istituzione autonoma

Approfondimento Il personale scolastico che presta servizio in posizione di comando, distacco e collocamento fuori ruolo o altra forma di assegnazione provvisoria, esercita il proprio diritto di voto nella scuola di servizio e/o titolarità. Il lavoratore potrà effettivamente esprimere il proprio voto solo laddove sia ancora in servizio nella stessa sede il primo giorno della votazione.

La costituzione della RSU avviene mediante elezione a suffragio universale ed a voto segreto e diretto ovvero non può essere espresso né per lettera né per interposta persona, con il metodo proporzionale, in relazione ai voti conseguiti nelle singole liste concorrenti. La sua rappresentanza riguarda indistintamente tutte le figure professionali in servizio nell’Istituzione scolastica (personale docente, amministrativo, tecnico, ausiliario, educativo) senza che vi siano al suo interno quote prestabilite per l’una o per l’altra qualifica. L’elettore può manifestare la sua preferenza solo per un candidato della lista da lui votata. In caso di scuole con più di 200 dipendenti è consentito esprimere preferenza a favore di due candidati della stessa lista.

In buona sostanza da quanto sopra esposto, la RSU è un organismo sindacale pluralistico e unitario, a natura elettiva con periodico rinnovo, di rappresentanza generale.

A differenza dei Terminali Associativi Sindacali che vengono nominati dalle segreterie provinciali, la RSU eletta è subentrata alle RSA, oggi TAS, ed è dunque titolare dei diritti sindacali e dei poteri riguardanti l’esercizio delle competenze contrattuali ad esse spettanti, godendo degli stessi diritti e doveri previsti dallo Statuto dei Lavoratore dalle ex RSA ai sensi della Legge 20 maggio 1970, n. 300, “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”.

Approfondimento Le Rappresentanze Sindacali Aziendali RSA erano inizialmente previste nelle aziende private per rappresentare i lavoratori anche per le amministrazioni pubbliche (art. 42 comma 2 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”. Le stesse organizzazioni sindacali hanno siglato accordi successivi (Accordo Quadro del 7 agosto 1998) con A.Ra.N, affinché le RSA fossero progressivamente sostituite con un’altra forma di rappresentanza di natura elettiva, la RSU appunto. All’art. 5 comma 3 dell’Accordo Quadro del 7 agosto 1998 si stabilisce che: “nella contrattazione collettiva ed integrativa, i poteri e le competenze contrattuali vengono esercitati dalle RSU e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del relativo CCNL di comparto”.

Tutte le organizzazioni sindacali possono nominare i TAS, tuttavia per essere riconosciuti come “Dirigenti sindacali”, devono essere designati dalle organizzazioni rappresentative di comparto o di area. Nella contrattazione collettiva integrativa, i poteri e le competenze contrattuali vengono esercitati dalla RSU e dai rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali di categoria firmatarie del relativo C.C.N.L. di comparto. In favore della RSU sono, pertanto, garantiti complessivamente una serie di diritti che vengono di seguito elencati:

  • Diritto di indire l’Assemblea sindacale nella propria Istituzione scolastica, al riguardo consigliamo la lettura dell’articolo “Diritti sindacali e diritti del Lavoratore. Disamina sulle responsabilità Dirigenziali. Adempimenti nel caso d’indizione di una Assemblea sindacale. Stato dell’Arte e ricognizione normativa” di D. A. Tumminelli, C.S. Benfante Picogna e L. Zingales pubblicato da Educazione&Scuola consultabile dal link: https://www.edscuola.eu/wordpress/?p=150393 ;
  • Diritto di affissione, usando un proprio albo sindacale, distinto da altri albi, secondo le vigenti disposizioni;
  • Diritto di utilizzare i sistemi informatici della scuola;
  • Diritto di utilizzare i permessi sindacali, retribuiti e non retribuiti;
  • Diritto ai locali ovvero di utilizzare, per lo svolgimento della propria attività, un idoneo locale richiedendone la disponibilità al Dirigente scolastico.
Approfondimento ulteriori diritti

Ai sensi dell’art. 4 dell’Accordo quadro del 7 agosto 1998 i componenti della RSU elettivi a livello d’Istituto sono fino a n. 3 componenti per le amministrazioni scolastiche sotto i 200 dipendenti e fino a 6 dipendenti per le amministrazioni con più di 201 dipendenti

  1. nelle amministrazioni che occupano fino a 200 dipendenti: tre componenti;
  2. nelle amministrazioni che occupano da 201 a 3.000 dipendenti: tre componenti per i primi 200 dipendenti più 3 componenti ogni ulteriori 300 dipendenti o frazione di 300;

Fatta questa necessaria premessa,

esplicitati gli aspetti più generali, ci addentriamo nel merito del caso proposto ovvero sulle responsabilità del Dirigente scolastico e i relativi adempimenti che dovrà affrontare l’Istituzione scolastica.

Compiti dell’Istituzione scolastica

I compiti e gli adempimenti che dovrà svolgere l’Istituzione scolastica sono chiaramente descritti ed indicati nella circolare dell’A.Ra.N n. 1 del 26-01-2018 prot. 0000931/2018 avente come oggetto “Chiarimenti circa lo svolgimento delle elezioni”. La circolare si riferisce alle ultime elezioni svolte e stabilisce che: “L’amministrazione deve favorire la più ampia partecipazione dei lavoratori alle operazioni elettorali, informandoli tempestivamente, anche con proprie iniziative assunte nei modi ritenuti più idonei, dell’importanza delle elezioni, facilitando l’affluenza alle urne mediante una adeguata organizzazione del lavoro. L’amministrazione è, altresì, chiamata a dare il proprio supporto logistico, attraverso il massimo sforzo organizzativo, affinché le votazioni si svolgano regolarmente, con l’avvertenza che, essendo le elezioni un fatto endosindacale, la stessa non può entrare nel merito delle questioni relative alle operazioni elettorali in quanto esonerata da ogni compito avente natura consultiva, di verifica e controllo sulla legittimità dell’operato della Commissione e sui relativi adempimenti elettorali. L’amministrazione, anche per facilitare il lavoro della Commissione elettorale che deve individuare i possibili seggi, deve consegnare alle organizzazioni sindacali che ne facciano richiesta gli elenchi alfabetici generali degli aventi diritto al voto (elettorato attivo), nonché distinti per sesso. A richiesta delle OO. SS. o della Commissione elettorale dovranno essere forniti sottoelenchi, suddivisi con le medesime modalità degli elenchi generali, distinti in relazione ai luoghi di lavoro che non sono sede di autonoma elezione della RSU, ma possono essere possibili seggi elettorali distaccati. Gli stessi elenchi devono essere obbligatoriamente consegnati – non appena insediata – alla Commissione elettorale”.

L’amministrazione scolastica, anche in attuazione dei principi costituzionali e civilistici di correttezza (art. 1175), buona fede (art. 1375) e leale collaborazione (art. 2549) dovrà fornire la propria cooperazione curando tempestivamente tutti gli aspetti di pertinenza:

  1. affiggere l’annuncio dell’indizione delle elezioni sul proprio sito web e all’albo sindacale
  2. favorire ampliamente la partecipazione di tutto il personale scolastico alle operazioni elettorali e a voto
  3. organizzare in modo tale da facilitare l’affluenza alle urne
  4. mettere a disposizione delle organizzazioni sindacali l’elenco generale alfabetico dell’elettorato attivo (elettori), consegnando relativa copia a tutte le organizzazioni sindacali che ne fanno richiesta
  5. mettere a disposizione alla Commissione elettorale di appositi e idonei locali per il voto;
  6. curare la sicurezza e sorveglianza dei locali dove si vota specie dopo la chiusura;
  7. curare l’integrità delle urne sigillate fino allo scrutinio utilizzando ogni mezzo utile
  8. mettere a disposizione alla Commissione elettorale il materiale cartaceo o strumentale (anche informatico) per lo scrutinio (cancelleria: matite, urne,…), della stampa del “modello” della scheda predisposta dalla Commissione elettorale, della stampa delle liste dei candidati da affiggere all’ingresso dei seggi;
  9. consentire alle Componenti delle Commissioni elettorali l’assolvimento dei propri compiti utilizzando ogni forma di flessibilità nell’organizzazione del lavoro
  10. registrare Responsabile Legale dell’Ente (RLE) o del collegio (RLC)
  11. trasmettere all’A.Ra.N., una volta concluse le votazioni e lo scrutinio, il verbale elettorale finale riassuntivo ricevuto dalla Commissione elettorale entro i termini stabiliti dalla circolare per il tramite dell’apposita piattaforma presente sul sito dell’Agenzia.

Secondo quanto previsto nella bozza “protocollo per la definizione del calendario delle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze unitarie del personale dei comparti” le prossime elezioni RSU, per il personale non dirigente, si svolgeranno in tutti i comparti delle pubbliche amministrazioni definiti nel vigente CCNQ del 3 agosto 2021 nonché nel comparto di cui all’art. 3 del D.P.C.M. 5.11.2010 n. 226 e si terranno nei giorni 5-6-7 aprile 2022.

Bibliografia

  • CODICE CIVILE artt.1175, 1375e 2549 Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 26
  • LEGGE 20 maggio 1970, n. 300, “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento
  • LEGGE n. 153 del 1971 “Iniziative scolastiche, di assistenza scolastica e di formazione e perfezionamento professionali da attuare all’estero a favore dei lavoratori italiani e loro congiunti
  • DECRETO LEGISLATIVO 30 marzo 2001, n. 165 “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche
  • DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 novembre 2010, n. 226 “Regolamento recante attuazione della previsione dell’articolo 74, comma 3, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, in relazione al Titolo IV, Capi I, IV e V del medesimo decreto legislativo
  • CIRCOLARE ARAN n. 1/2018

Fonte Contrattuale

  • ACCORDO QUADRO del 7 agosto 1998
  • CCNQ del 10 luglio 1996
  • CCNQ 4 dicembre 2017
  • CCNQ del 3 agosto 2021

Sitografia

L’eredità di Giancarlo

L’eredità di Giancarlo

di Maurizio Tiriticco

L’ispettore Giancarlo Cerini, il collega, l’amico Giancarlo Cerini, ci ha lasciati. L’“Atlante delle riforme (im)possibili”, edito recentemente dall’Editrice Tecnodid, è l’ultimo lavoro di Giancarlo, “faentino di nascita – come leggiamo in quarta di copertina del volume – e forlivese di adozione. Maestro di scuola, Direttore Didattico, poi Dirigente Tecnico del Ministero dell’Istruzione, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Autore e redattore di numerosissimi libri, centinaia di saggi e migliaia di articoli a partire, giovanissimo, dagli anni ottanta. Componente di molte commissioni ministeriali che hanno ridisegnato nel tempo l’assetto delle nostre istituzioni scolastiche tra cui il ‘Comitato scientifico nazionale per l’attuazione delle Indicazioni nazionali per il curricolo e il miglioramento continuo dell’insegnamento’. Da ultimo, Presidente della ‘Commissione Nazionale Infanzia per il Sistema integrato 0-6, costituita ai sensi del Dlgs 65/2017’. Ha diffuso nel Paese la cultura pedagogica, l’amore per la scuola, la passione per il lavoro”. Questo è il ricordo dell’Editrice Tecnodid. Ma il mio?

Eccolo: è il ricordo sentito del collega ispettore – o, se si vuole, dirigente tecnico – Tiriticco e dell’amico Maurizio. Conosco Giancarlo da tanti anni! Non ricordo da quando. So soltanto che mi chiamò molti molti anni fa (anni settanta?) a Forlì: lui era un maestro di scuola elementare ed io ero un professore di scuola secondaria, “distaccato” – era il linguaggio ministeriale – presso la cattedra di “pedagogia” del Prof. Raffaele Laporta alla Terza Università di Roma. Dove dovevo condurre attività di aggiornamentol’espressione “formazione continua in servizio” non era ancora stata coniata – nei confronti di insegnanti di scuola secondaria, in ordine a tematiche che allora cominciavano a vedere la luce! Relative alla Pedagogia! Alla Didattica! Parole e discipline da sempre estranee alla formazione professionale di insegnanti di scuola secondaria di primo e di secondo grado. Roba da maestre! E di qualche raro maestro maschio! Ma ormai in quegli anni, sessanta e settanta, l’accesso all’istruzione secondaria di secondo grado cominciava a generalizzarsi. Pertanto, non più solo la “professoressa” – per usare il linguaggio di Don Milani – della scuola media, ma anche la “professoressa” del biennio postobbligatorio incontrava grosse difficoltà a misurarsi con un pubblico giovanile che, dopo avere frequentato – e non sempre volentieri – la scuola media obbligatoria, cominciava ad “invadere” anche l’istruzione secondaria di secondo grado!

Erano giovani attratti dal miraggio di un diploma più premiante in un’Italia che ormai era diventata la quinta potenza al mondo! Altro che l’Italietta della “maestrina della penna rossa”! Un Italia grande, dove un lavoro tecnico non più soltanto manuale era sempre più richiesto. Altro che l’Italia di un tempo, quel Paese trascinato in una guerra sciagurata da una dittatura! Diventato ormai un Paese che, grazie alla Resistenza a ai suoi tanti martiri, aveva trovato un suo autorevole posto nel mondo. Lo studio post-scuola media era pressoché obbligatorio. Ed in generale negli istituti tecnici e professionali. E forse anche nel liceo scientifico. Il classico era in genere “immune” da questa invasione: lo spauracchio era il greco! Nonché la prospettiva di un “lavoro intellettuale” non molto appagante per un giovane che vuole lavorare al più presto. E poi era già più che sufficiente misurarsi con il latino.

Il Ministero della Pubblica Istruzione avvertì l’esigenza di una formazione supplementare – diciamo così – dei suoi insegnanti di istruzione secondaria, e proprio quelli del primo biennio! Occorreva forse una seconda “lettera a una professoressa”, stavolta attiva nell’istruzione superiore. I seminari annuali che avviammo presso la cattedra del Prof. Laporta erano essenzialmente dedicati ad una formazione “supplementare” dei nostri insegnanti dell’istruzione secondaria su materie pedagogico/didattiche a loro di fatto sconosciute.

Ed io compresi che, con questa sorta di “scolarizzazione forzata”, anch’io avrei dovuto fare i conti con la ricerca pedagogica. E i miei interessi pedagogici e didattici trovarono una sede originale presso la Casa Editrice Tecnodid, di Napoli, che da anni pubblicava quindicinalmente una rivista preziosa per gli operatori scolastici, direttori, presidi, segretari, “Notizie della Scuola”. E in seguito – non ricordo esattamente dove, come e quando – io, Umberto e Antonio Crusco, responsabili Tecnodid, e Giancarlo Cerini avvertimmo l’esigenza di pubblicare un qualcosa di operativo per gli insegnanti, e soprattutto in materia di valutazione. Ormai la ricerca educativa ci aveva insegnato che la valutazione non è solo assegnare voti, promuovere o bocciare. Implica operazioni altre e più complesse! La valutazione iniziale, quella intermedia, quella conclusiva. E ci aveva anche insegnato che la prestazione offerta da un alunno, prima di essere valutata, deve essere misurata. E sono operazioni che rinviano ad una specifica disciplina di ricerca, la docimologia! Se ne sono occupati, in Italia, studiosi importanti: Mario Gattullo, con “Didattica e docimologia, misurazione e valutazione nella scuola”, Armando, Roma, 1957; Clotilde Pontecorvo, Aldo Visalberghi, Luigi Calonghi (fondanti i suoi “Reattivi nella scuola” e “I test di acquisizione e di profitto”). E poi Benedetto Vertecchi, Roberto Maragliano, Michele Pellerey.

Insomma, in questa situazione così in movimento, una scuola che deve istruire tutti, ma che deve anche orientare e valutare tutti, e con i criteri più attendibili possibili, occorreva intervenire nei confronti degli insegnanti! Ma non con il linguaggio accademico, bensì quello della scuola, comprensibile, chiaro, operativo, quello, appunto, di uomini di scuola. Ed io e Giancarlo eravamo uomini di scuola; e con la scuola, con gli insegnanti avevamo dimestichezza, lavoravamo! E allora? Perché non scrivere un qualcosa sulla valutazione, che fosse di estrema chiarezza e, soprattutto, operativo?

Fu così che, agli inizi degli anni novanta, in occasione del varo delle “nuove schede di valutazione” per la scuola elementare e per la scuola media (si vedano le CM 167/1993 e 237/93), la Tecnodid affidò a me e a Giancarlo il compito di scrivere qualcosa in merito ma che fosse soprattutto operativo per gli insegnanti. Fu così che nacque “Le nuove schede di valutazione nella scuola dell’obbligo, indicazioni per la compilazione nella prospettiva della continuità educativa”. E Gaetano Domenici fu così cortese da scrivere un’introduzione per nulla di circostanza! Ben otto pagine! Significa che era convito della validità del nostro scritto.

Ma non finisce qui! Nello stesso anno io e Giancarlo scrivemmo a quattro mani sempre per la Tecnodid “Valutare perché e come”. La parte prima riguardava la scuola elementare (allora si chiamava ancora così); la parte seconda, scritta da me, riguardava la scuola media. E la nostra collaborazione, che in effetti veniva da lontano, continuò. E in forme diverse: ad esempio nei tanti convegni organizzati dalla Tecnodid ad Ischia, nel periodo estivo. Convegni, per altro affollatissimi, di insegnanti e dirigenti scolastici! Chi legge penserà: sì ad Ischia! Con tutto quel mare… è vero! Nonostante “tutto quel mare”, al mattino interventi preziosi e stimolanti, e al pomeriggio lavori di gruppo. E il mare era lontano! Perché la Tecnodid non dava tregua né agli insegnanti né ai suoi esperti. Ma non finiva lì! In autunno, altri convegni, a Scanno.

E Giancarlo era sempre presente, con i suoi interventi ricchi, articolati: tante carte sul tavolo e le sue mani a farle scorrere, a ritrovare i mille spunti che arricchivano il suo parlare, lento, chiaro, ricco, convincente. Questo era Giancarlo: nei convegni! E nel quotidiano? Sempre pronto a rispondere a qualsiasi quesito, ad aiutare l’operatore scolastico a superare difficoltà d’ogni sorta. E per finire? Che pensare? Che scrivere? Per tutte queste cose, e per mille altre, Giancarlo rimarrà sempre nei nostri ricordi, nella nostra mente e nel nostro cuore. Come concludere? Salutare per sempre qualcuno è sempre difficile! Ancora di più se dobbiamo salutare una persona a cui vogliamo bene, perché a Giancarlo tutti vogliamo bene. Un maestro ci ha lasciati! Ma ci ha lasciato una grande eredità. Non abbiamo perduto i suoi insegnamenti. La sua eredità è nella mente e nel cuore di tutti noi. E saremo testimoni attendibili? Ai posteri l’ardua sentenza!

La direzione educativa e culturale della scuola nella complessità

Consiglio nazionale a Roma.
‘La direzione educativa e culturale della scuola nella complessità.’
Si è svolto dal 9 all’11 dicembre 2021 a Roma il Consiglio Nazionale di DiSAL cui hanno partecipato ottanta dirigenti
scolastici delle diverse regioni italiane di scuole statali e paritarie. «La scuola è chiamata oggi a diventare il perno
delle trasformazioni positive del territorio in cui opera – ha affermato nel videomessaggio di apertura il Ministro
dell’Istruzione Patrizio Bianchi – e questo delinea in modo nuovo la centralità della figura del dirigente e dell’insieme
di collaboratori, esperti, tecnici chiamati con lui a gestire una complessità di competenze, di aspettative, di
esperienze e di valori». Una complessità che diventa il terreno in cui si può «iniziare a ricostruire e tessere l’umano
guardando alle sfide dell’oggi: vita-morte, uomo-donna, libertà-verità» come ha significativamente richiamato
Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio per la scuola della CEI.
Il Consiglio è organo statutario in cui la consapevolezza culturale e professionale di DiSAL trova il punto di
elaborazione e di sintesi grazie ai membri che, rappresentando istanze, questioni, urgenze, tematiche emerse nei
diversi contesti scolastici ed individuando soluzioni e percorsi di attuazione, approfondiscono il proprio personale
percorso umano e professionale. «Un ambito di rappresentanza – come ha richiamato all’inizio dei lavori Ezio Delfino
presidente nazionale di DiSAL – con il compito di valutare il percorso svolto dalla associazione alla luce di un criterio
ideale per dare giudizi operativi» .
Nel 2013 DiSAL presentava al sistema scolastico italiano un ‘Manifesto per la nuova dirigenza scolastica’. Negli anni
successivi, caratterizzati da un lato da nuove sfide educative e, dall’altro, dalle nuove complessità di natura
organizzativa, tecnologica e strumentale nella gestione di scuole, DISAL ha avviato molteplici occasioni di confronto,
di scambio di esperienze, iniziative e riflessione sul profilo del responsabile di scuola. A distanza di quasi 10 anni, La
ricerca “InCampus. Insieme per innovare”, realizzata in questo inizio di anno scolastico in collaborazione con il
Dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, documentata e dialogata nella tre giorni, ha inteso
esplorare, oggi, i fattori determinanti la professionalità di un responsabile di scuola capace di orientare le decisioni e
le azioni in modo strategico, coerentemente all’obiettivo formativo della scuola, e di usare gli strumenti gestionali e
manageriali in modo efficiente ed efficace. I risultati del progetto di ricerca hanno consentito a DISAL di elaborare un
quadro di riferimento delle competenze decisive per sviluppare una prospettiva di leadership culturale, condivisa e
manageriale delle autonomie scolastiche.
Al Consiglio nazionale DiSAL hanno portato il loro contributo Tommaso Agasisti ordinario nel Dipartimento di
Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano con le ricercatrici Mara Soncin e Lidia Rossi, Luigi Ballerini medico,
psicoanalista e scrittore, Francesco Liuzzi consulente di sviluppo organizzativo di imprese, Dario Eugenio Nicoli
professore di Sociologia economica e dell’Organizzazione all’Univ. Cattolica di Brescia e Paola Serafin segretario
nazionale CISL Scuola i quali, nel dialogo coi partecipanti, hanno stimolato approfondimenti utili a sviluppare le
attività di studio e di formazione professionale dell’Associazione così da qualificare ulteriormente l’originalità e la
ricchezza della proposta di DiSAL.
I lavori del Consiglio nazionale, sempre sorprendentemente ricchi di cultura professionale ed amicizia, hanno
elaborato riflessioni e proposte sui problemi più urgenti della scuola italiana e della professione direttiva,
permettendo di verificare esperienze positive in atto.
«La tre giorni ha messo in luce – ha sintetizzato Ezio Delfino – non solo la vivacità culturale ed operativa
dell’Associazione, ma anche il desiderio di una presenza sempre più adeguata, negli strumenti e nei modi, al sostegno
di un modello di leadership legata al successo formativo ed all’apprendimento dei ragazzi».
Milano, 12 dicembre 2021 Ufficio stampa DiSAL

CONCORSO INFANZIA E PRIMARIA, PROVE SUPPLETIVE

CONCORSO INFANZIA E PRIMARIA, PROVE SUPPLETIVE PER CANDIDATI IN QUARANTENA
Approntare le prove suppletive per il concorso di scuola primaria e infanzia. La richiesta, rivolta al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, al capo di Gabinetto, Luigi Fiorentino, e al caso dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, Stefano Versari, arriva dal coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio.
Nel giorno in cui, dopo uno stop durato circa un anno e mezzo, prendono il via le prove computer based per l’infanzia, il sindacato guidato da Di Meglio scrive ai vertici di viale Trastevere per chiedere che, considerato l’aumento dei contagi da Covid19 e la quarantena in cui sono costretti numerosi candidati, venga data a questi docenti l’opportunità di partecipare al concorso in altre date.
“Si tratta di una situazione straordinaria – spiega il coordinatore nazionale – che rende necessarie le prove suppletive. La quarantena, oltre a essere obbligatoria, è una misura che serve per contrastare la diffusione del virus e contenere la pandemia e come tale, dunque, va rispettata. Ma va tutelato anche il diritto dei candidati, impossibilitati per causa di forza maggiore, a partecipare alla selezione. In molti casi – conclude Di Meglio – parliamo di precari che da anni attendono la stabilizzazione e sarebbe ingiusto negare loro questa occasione”.

Bianchi: il Covid è anche un’opportunità per formare meglio i docenti e rilanciare la scuola

da La Tecnica della Scuola

Si è incentrato sui fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza dedicati alla Scuola l’intervento del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a Dubai: durante un colloquio tenuto con i giornalisti nel corso di Expo 2020, il numero uno del dicastero bianco ha annunciato quali sarannoi capisaldi dell’investimento: dalla costruzione di nuove scuole alla messa in sicurezza di quelle che abbiamo, dagli investimenti per realizzare nuovi asili nido al rilancio degli istituti tecnici e professionali. Con un occhio speciale sul .

Al Sud maggiore attenzione

Bianchi ha detto che “la scuola è trasversale, investire in scuola vuol dire investire nel Sistema Paese, ed è investendo lì che tutto il sistema Paese deve crescere. Per questo abbiamo messo tanta enfasi agli investimenti nel Mezzogiorno” nei fondi dell’istruzione dal Pnrr. “Perché tutto il Paese deve crescere, è un problema di dimensioni critiche”.

“Mentre noi investiamo in educazione – ha aggiunto – stiamo investendo su una cosa fondamentale. Stiamo formando persone che dovranno affrontare nei prossimi anni anche grandi incertezze come abbiamo dimostrato in questo periodo”.

Bianchi ha quindi parlato del personale scolastico, ad iniziare dei docenti. “Avere persone solide, persone che sono capaci di gestire tecnologie, di trasformare tecnologie, diventa fondamentale per mantenere un cammino di crescita del Paese. La politica del governo è chiarissima in questo: si utilizza il rimbalzo del Covid per dare un’accelerata al Paese”.

Docenti da formare per gestire le tecnologie

“Abbiamo ovviamente un programma importantissimo di formazione degli insegnanti“, ha spiegato poi il ministro.

“Quest’anno noi abbiamo assunto 60.000 nuovi insegnanti e 40 mila li stiamo assumendo, quindi alla fine dell’anno avremo 100mila insegnanti nuovi in più”, ha detto, ricordando l’impegno di assumere 30mila insegnanti all’anno a partire dal 2022.

“Noi – ha continuato il ministro – dobbiamo mantenere una crescita costante che permetta di recuperare opportunità per tutti, che permetta di ridurre il debito accumulato nel tempo” e “che permetta anche di riposizionare l’Italia come non soltanto il luogo della grande bellezza, della moda, ma anche delle grandi tecnologie. Noi siamo un Paese che è capace di essere di riferimento nel mondo sulle tecnologie e anche sulla scuola”.

Il titolare dell’Istruzione nazionale ha quindi detto che con i fondi del Pnrr dedicati all’Istruzione “abbiamo fatto e stiamo facendo un’operazione veramente straordinaria”.

Potenziare i cicli scolastici più deboli

“Già prima del Pnrr avevamo investito in maniera significativa sulle scuole”, soprattutto “nelle scuole tecniche e nelle grandi scuole professionali. A questo abbiamo aggiunto 5,2 miliardi del Pnrr”, un piano “non soltanto della ripresa del Paese ma anche della capacità di innovare del Paese”. Di questa cifra, “abbiamo messo, tra l’altro facendo una scelta coraggiosa, 2,4 miliardi sugli asili nido“.

Tutto ciò perché, ha continuato Bianchi, “le differenze cominciano da lì. Riuscire a permettere a tutti i bambini nel nostro Paese di avere stesse opportunità è un fatto non solo di giustizia sociale ma di accelerazione del Paese”, ha spiegato il ministro. Poi, ci sono fondi per la scuola dell’infanzia e “scuole innovative, che imparano proprio da questo padiglione” dell’Italia a Expo Dubai “che si possono fare scuole a zero consumi” e “riciclando anche tutti i beni”.

La ripartizione dei miliardi del Pnrr

Bianchi si è quindi soffermato sulla “messa in sicurezza di tutto il nostro sistema”, investimenti per “le mense, le palestre“. Tutto questo, “per fare delle scuole” un “luogo dell’incontro e della comunità”.

“Adesso abbiamo altre risorse da investire, notevoli. Nel complesso, al sistema istruzione, ricerca e università sono andati oltre 30 miliardi di cui 18 all’istruzione e il resto a università e ricerca”, ha spiegato il ministro. Dei fondi all’istruzione, “ne rimangono 12 ancora sulla costruzione di ambienti non solo sicuri, ma anche ambienti adeguati alla nuova didattica”.

Il ministro ha sottolineato poi l’importanza delle “riforme che stiamo facendo” e che “riguardano soprattutto la scuola tecnica e professionale che resta il punto cruciale non solo per evitare la dispersione scolastica, ma per permettere a tutto il nostro Paese di potersi muovere”.

Spazio alle scuole innovative

Quindi, il ministro ha parlato delle scuole innovative, cui saranno destinati 800 milioni del Pnrr: “Nnon è un fatto positivo solo per le scuole, ma sarà “un grande catalogo delle competenze italiane in materia di nuova edilizia sostenibile”.

Ciò “credo che sia una cosa importante: non guardare gli investimenti nella scuola come solo un fatto che riguarda” solo l’istruzione, perché investire “per riqualificare tutto l’immenso patrimonio che noi disponiamo, sul recupero delle disparità regionali, su tutto il recupero della dispersione scolastica, non riguarda solo la scuola”.

Nota 13 dicembre 2021, AOODGOSV 30636

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l ‘internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Agli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni scolastiche di II grado Statali e Paritari LORO SEDI
Al Sovrintendente agli Studi della Valle d’Aosta AOSTA
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma di TRENTO
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO
E p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione SEDE
All’Ufficio stampa SEDE
A Serena Bonito UFF. V Ministero degli esteri e della cooperazione internazionale

Oggetto: Seconda edizione del progetto Olicyber.IT e sesta edizione del progetto CyberChallenge.IT promosso dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica