Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia

Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia: incontro di consultazione al Ministero dell’istruzione

Nel pomeriggio di oggi 14 dicembre 2021 l’ANP ha partecipato, in videoconferenza, su invito del Ministero dell’istruzione, a un incontro di consultazione sul documento “Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia” per raccogliere commenti, suggerimenti e osservazioni. 

Tale documento è stato elaborato e approvato il 10 novembre 2021 dalla Commissione nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione, istituita dall’art. 10 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, sulla base delle Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei (D.M. 22 novembre 2021, n. 334 in fase di registrazione).  

L’Amministrazione, attraverso gli interventi di M. R. Silvestro e Italo Fiorin, ha illustrato sinteticamente gli “Orientamenti” che vanno letti in combinato con le Linee pedagogiche e le Indicazioni nazionali per il curricolo del 2012. Con tale testo si chiude il cerchio sulla documentazione riguardante l’infanzia. Esso ha una struttura semplice e reticolare i cui temi risultano intrecciati fra di loro con rimandi interni continui. Si tratta di un documento unitario di natura nazionale che ricomprende, però, le potestà regolamentari di cui all’art. 117 della Costituzione. 

Cinque sono i capitoli, tutti focalizzati sul bambino che apprende. Il primo sottolinea la progressiva evoluzione dei servizi educativi da conciliativi – a favore degli adulti – a educativi e di socializzazione –calibrati sui bambini. Il secondo pone il problema dell’accompagnamento competente al percorso di ciascun bambino nella sua unicità. Il terzo capitolo è imperniato sull’alleanza educativa intesa come auspicata partecipazione che si allarghi alla comunità sociale, alleanza che esige una professionalità qualificata, oggetto del quarto capitolo. L’ultimo, infine, è dedicato a spazi, ambienti e organizzazione calibrati a misura di bambino. La sezione finale del documento rappresenta l’invito, in merito alla fascia zerotre, alla costruzione di un solido percorso di continuità educativa che necessita dei contributi di tutti gli attori del sistema. 

L’ANP ha espresso apprezzamento per il testo degli “Orientamenti” in quanto stimolante, ampio e aperto, nella sua sezione finale, a una continua implementazione e ricalibratura al fine di garantire la piena realizzazione del sistema zerotre, proprio in forza dello spostamento – finalmente – del focus, da parte degli addetti ai lavori, dalle esigenze dei genitori ai diritti dei bambini. Tale focus, infatti, rappresenta l’imprescindibile sfondo per ogni azione prevista dai documenti di riferimento del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni. 

L’ANP ha poi invitato l’Amministrazione a prestare particolare attenzione ad alcuni aspetti sostanziali: 

  •  garantire il pieno raccordo tra i sistemi zerotre e zerosei, anche in considerazione della caleidoscopica struttura dell’attuale sistema educativo per l’infanzia. Tale raccordo va assicurato sia sul piano normativo che su quello pedagogico e culturale in modo da rendere concretamente percorribile la realizzazione del curricolo verticale 
  • effettuare un “controllo di gestione” del sistema per assicurarne la tenuta e monitorare la garanzia di standard ovvero di livelli essenziali delle prestazioni che anche le strutture private dovranno assicurare in coerenza con la logica del servizio pubblico 
  • stimolare la domanda dei servizi per l’infanzia all’interno delle aree del Paese maggiormente deprivate e implementare quelli dei territori che già ne dispongono 
  • in considerazione degli ingenti investimenti previsti dal PNRR su detti servizi, fare in modo che essi siano coerenti anche sul piano infrastrutturale agli orientamenti pedagogici e metodologici tracciati dai documenti di riferimento 
  • curare il reclutamento e la formazione in servizio in quanto driver indispensabili per dare piena attuazione al sistema zerotre: a tal fine è opportuno intervenire sui titoli di accesso, in coerenza con quanto disposto dal D.lgs. 65/2017, e realizzare efficaci percorsi formativi di incontro/confronto tra figure professionali – gli educatori e i docenti – con competenze in parte disomogenee. 

Come in occasione della consultazione sulle Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei,  l’ANP contribuirà al dibattito sugli “Orientamenti” tramite osservazioni di dettaglio e la compilazione dell’apposito questionario online. 

Piano delle arti

Piano delle arti, al via la piattaforma per la presentazione della domanda di accreditamento per il Sistema coordinato per la promozione dei temi della creatività

La Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’Internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione, con il supporto della Direzione generale per i sistemi informativi e la statistica, ha attivato la piattaforma telematica “Accreditamenti per la creatività nelle scuole”, un’importante semplificazione amministrativa che consente ai soggetti pubblici e privati interessati, compresi quelli del Terzo Settore, di richiedere l’accreditamento per una o più aree relative ai temi della creatività: musicale – coreutico; teatrale – performativo; artistico – visivo; linguistico –creativo, collegati all’attuazione del Piano delle Arti (Dpcm del 12 maggio 2021). Il tutto attraverso una procedura guidata.

Con la pubblicazione del nuovo Avviso (D.D. prot. 2494 del 09.12.2021 e Nota integrativa), sarà infatti possibile presentare la domanda di accreditamento per l’anno scolastico 2022/2023, accedendo alla piattaforma “Accreditamenti per la creatività nelle scuole” tramite l’indirizzo https://www.miur.gov.it/, Area ARGOMENTI E SERVIZI > OFFERTA DIDATTICA > MUSICA, CINEMA E TEATRO > Sezione “ARTI E CREATIVITA’” – Accreditamento anno 2022/2023 – e cliccando sulla pagina dedicata alla presentazione della domanda “Vai alla domanda”. In alternativa, sarà possibile accedere alla pagina dedicata attraverso il bottone “Vai al servizio” presente nella scheda relativa “Accreditamenti per la creatività nelle scuole”, raggiungibile nell’area “ARGOMENTI E SERVIZI” > “SERVIZI ONLINE”.

La domanda potrà essere presentata entro e non oltre il 24 gennaio 2022, in modalità telematica attraverso le credenziali SPID o CIE o eIDAS.

La procedura per la presentazione della domanda – online è disponibile attraverso il link https://www.scic.istruzione.it/arte-musica/ .

Si ricorda che i soggetti iscritti nell’elenco dei Soggetti del Sistema coordinato a decorrere dagli anni 2020/2021 e 2021/2022 non devono presentare domanda per la stessa area tematica per la quale sono stati accreditati, ferma restando la permanenza dei requisiti di accreditamento. Tutte le informazioni relative alla procedura di accreditamento per l’anno scolastico 2022-2023 sono disponibili all’interno della Sezione dedicata “Arti e creatività” del sito istituzionale del Ministero dell’Istruzione (https://www.miur.gov.it/web/guest/arti-e-creativita).

Responsabile per la Transizione Digitale (RTD)

Una nuova sezione del sito web del Ministero dell’Istruzione dedicata al Responsabile per la Transizione Digitale (RTD)

Da oggi è online una nuova sezione del sito del Ministero dell’Istruzione dedicata al Responsabile per la Transizione Digitale (RTD) del Ministero e delle Scuole.

All’interno di questa sezione, oltre a descrivere l’ambito di azione del RTD, viene dato risalto alle iniziative avviate e ultimate negli anni dal Ministero dell’Istruzione nell’ottica di un miglioramento continuo dei servizi offerti agli utenti. Tra le recenti, si segnala in particolare il nuovo modello di gestione documentale delle Istituzioni scolastiche, realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura e AgID, che rappresenta l’infrastruttura organizzativa/tecnologica alla base dell’erogazione dei diversi servizi in capo alle Scuole.

Nello specifico, anche attraverso la collaborazione di alcune Istituzioni scolastiche, sono stati ridefiniti i meccanismi organizzativi e le regole per una corretta tenuta della documentazione e sono stati predisposti una serie di “strumenti” da mettere a disposizione delle Scuole:

Linee guida per la gestione documentale nelle Istituzioni scolastiche: framework per la gestione documentale che descrive il modello da proporre alle Scuole e gli strumenti abilitanti;
Format di manuale per la gestione dei flussi documentali delle Istituzioni scolastiche: strumento di supporto per la redazione del manuale di gestione documentale, da adattare in base alle esigenze di ogni Scuola;
Titolario di classificazione delle Istituzioni scolastiche: strumento di supporto che descrive l’organizzazione dei documenti in settori e categorie facilitandone una schematizzazione logica;
Massimario di conservazione e scarto per le Istituzioni scolastiche: strumento di supporto alle Istituzioni scolastiche nello svolgimento delle operazioni di scarto dei documenti. Si sottolinea anche l’importanza della Firma elettronica avanzata (Sigillo): applicativo per l’apposizione della Firma Elettronica Avanzata che consente alle Istituzioni scolastiche di far sottoscrivere i documenti informatici a soggetti dotati di identità SPID.

Di seguito il link alla nuova sezione Responsabile per la Transizione Digitale (RTD) del Ministero e delle Scuole. Tutte le iniziative sono a disposizione in un’unica area denominata “strumenti”. La sezione web sarà presto arricchita con nuove iniziative, progetti, news per tenere sempre aggiornati gli utenti.

Lalibela, la città santa

Lalibela, la città santa

di Maurizio Tiriticco

Copio un interessante servizio da “la Repubblica” di oggi lunedì 14 dicembre 2021, pag. 17 —- Titolo – “”” La battaglia di Lalibela – il gioiello dell’Unisco conquistato dai ribelli – I Tigrini nell’antico villaggio, luogo santo per i cristiani di tutto il mondo”””, di Gianfranco Bianchi. Lalibela!!! E’ un luogo stupendo, ricco di fascino e di spiritualità. Ci sono stato! Ovviamente con un gruppo di amici, curiosi dell’ignoto e spericolati come me. Era il mese di agosto del 2001. Al mattino presto del 13 agosto siamo partiti da Macallè. Ma un viaggio faticoso: strada dissestata dalle piogge, autotreni bloccati… del resto tutte le strade etìopi lasciano a desiderare. Infine arrivo alla meta da me e da noi tutti tanto agognata, Lalibela!!! Pernottamento all’Hotel Roma! Il giorno dopo ha inizio la visita. Bet Medhane Alem, ovvero Salvatore del Mondo. Di qui venne derubata nel 1997 la Croce di Lalibela, recuperata nel ’99, ma a suon di dollari: ben 25.000!

La costruzione del complesso sacro delle chiese rupestri fu iniziata a Lalibela alla fine del XII secolo dal re Gadla che, dopo la presa di Gerusalemme da parte dei musulmani con Saladino, decise di fondare una «seconda Gerusalemme» nella sua capitale, Roha, per dare ai cristiani una meta di pellegrinaggio alternativa rispetto alla vecchia Gerusalemme. Una storia davvero bella! Una Gerusalemme bis! E poi Bet Maryam. E’ una chiesa monolitica scavata nella roccia: fa parte della Chiesa ortodossa etiope di Tewahedo a Lalibela. Ed è patrimonio mondiale dell’Unesco. Vi figurano molte finestre. Noto che in una è scolpita la svastica: la croce uncinata, ovvero la croce rotante. Che ruota da sinistra destra, in senso orario, la rotazione positiva. Non è la croce rotante nazista, che ruota all’incontrario: la rotazione negativa, segno della magia nera.

Copio dal web: —- “”””” Durante il regno di Gebre Mesqel Lalibela (un membro della Dinastia Zaguè, che governò l’Etiopia tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII secolo), l’attuale città di Lalibela era conosciuta come Roha. Il re santo fu chiamato così perché uno sciame di api lo cinse alla nascita, cosa che sua madre interpretò come segno del suo futuro regno come I’imperatore d’Etiopia. Lalibela, venerato come santo, visitò Gerusalemme e volle così costruire una nuova Gerusalemme come sua capitale in risposta alla conquista dell’antica Gerusalemme da parte dei musulmani nel 1187. Ogni chiesa è stata scolpita in un unico blocco di roccia a simboleggiare spiritualità e umiltà. Alla fede cristiana si ispirano molti aspetti del luogo, a cui sono stati attribuiti nomi biblici Anche il fiume di Lalibela è conosciuto come il fiume Giordano. La città rimase capitale dell’Etiopia dal tardo XII al XIII secolo. Il primo europeo che visitò queste chiese fu l’esploratore portoghese Pêro da Covilhã (1460-1526). Al sacerdote Francisco Álvares (1465-1540), che accompagnava l’ambasciatore portoghese durante la missione di questi presso il Re Lebna Dengel nel 1520, si deve questa descrizione della meraviglia suscitata dalle straordinarie chiese di Lalibela”””.

I soffitti e le pareti di Bet Maryam sono ricchi di affreschi, soprattutto geometrici: abbondano cerchi e stelle; nonché un San Giorgio che uccide il drago. Monaci a iosa: neri neri e altissimi con turbante e tuniche bianche e un bastone di circa due metri: ieraticissimi, anche nella postura e nell’incedere. Ma la cosa grandiosa di Lalibela nonché unica al mondo è la Chiesa Bet Giyorgis E’ un edificio monolitico ipogeo di stile axumita a forma di croce, scavato totalmente in verticale nella roccia. Insomma… posso dire… un edificio rovesciato! Ed è una “cosa” unica al mondo. Secondo la leggenda, al Re Lalibela apparvero degli angeli che gli comandarono di far scavare ben undici chiese nella friabile roccia di quelle montagne. Il nostro gruppo vi scende! Una guida etiope – un sacerdote? – totalmente in tunica e copricapo bianco, ci accompagna, ci spiega ed alla fine… porge il palmo della mano destra con un sorriso largo così, di cui si vedono solo i bianchissimi denti. Non tanto per un saluto, bensì in attesa di un lauto birr, la mancia etiopica. Che, ovviamente, è stata data! Ma ne è valsa la pena!

C.V. Segrè e A. Guerrini, S.O.S Natale da Salvare

S.O.S Natale da Salvare di Chiara Valentina Segrè e Alice Guerrini

Quell’1 dicembre, una brutta sorpresa attende Babbo Natale: non ha ricevuto nessuna letterina.

Perché nessun bambino gli ha scritto?

Cosa sta succedendo nel mondo degli uomini?

Qualcosa di strano e sinistro minaccia la felicità del Natale, e quando anche Babbo Natale ne viene colpito, toccherà ai piccoli elfi, insieme ai bambini, salvare la festa più magica dell’anno.

“Ho scritto questo racconto durante il primo lockdown, a marzo 2020 – commenta la scrittrice Chiara Valentina Segrè – un periodo difficile e buio per tutti, immersi in una incertezza costante sul futuro e chiusi nelle nostre case in maniera innaturale.

Per me è naturale trovare una via di speranza ed evasione nelle storie, il Natale è ancora il momento più magico dell’anno, quello dove tutto può succedere.

Il momento che accende nei cuori la speranza.

I protagonisti di questa festa sono senza dubbio i più piccoli, duramente colpiti dalle restrizioni imposte dalla pandemia, chiusi in casa in quella fase della vita che dovrebbe essere solo gioco, esplorazione e libertà.

Tutte queste suggestioni hanno dato vita al racconto S.O.S NATALE DA SALVARE: una storia ironica e divertente dal forte sapore e atmosfera natalizia ma intrisa di riflessioni più profonde.

Così, una sinistra e strana malattia, la rassegnosi, si è diffusa tra i grandi, rendendoli apatici, grigi e rassegnati.

Questa malattia, che non risparmia nemmeno Babbo Natale in persona, non colpisce i bambini direttamente, ma sono vittime dell’apatia degli adulti e della rassegnosi che si diffonde rapidamente, come un’epidemia.

Saranno gli elfi di Babbo Natale (piccoli, come i bambini) a trovare una cura alla rassegnosi.

L’ingrediente principale sono proprio i sogni e i desideri dei bambini.”

L. Bellina e S. Garzi, Il Capolavoro

Lidia Bellina e Sauro Garzi
Il Capolavoro
Un percorso storico-letterario sul lavoro
per il triennio delle scuole secondarie superiori

Destinatari

La pubblicazione ha come destinatari principali i docenti di Letteratura e Storia del triennio degli istituti scolastici superiori di secondo grado.

La prospettiva storico-letteraria attraverso cui viene ricostruito il tema del lavoro può risultare d’interesse e trovare interlocuzione anche presso soggetti e istituzioni esterne al mondo della scuola che operano nei percorsi della formazione professionale, dell’educazione permanente, della tutela della salute e sicurezza e, più in generale, con le associazioni e organizzazioni dei lavoratori e delle imprese, in particolare nelle loro interazioni con il sistema scolastico.

Finalità

Elemento portante della proposta è la valorizzazione della dimensione del lavoro come luogo emblematico di riproduzione materiale, ma anche di processi identitari e di conflitto per la rivendicazione e l’esercizio di diritti, dalla libertà d’impresa alla tutela della salute.

La prospettiva seguita vede il lavoro come “sfondo integratore” fra i saperi; la storia e la letteratura sono intese come luogo di proposta e di raccordo fra le discipline, e strumenti per avviare una riflessione sugli aspetti di carattere culturale.

La pubblicazione vuole essere uno strumento di approfondimento tematico a supporto del docente e dei Consigli di classe per la stesura del curricolo e degli attori esterni che possono concorrere alla progettazione dell’azione didattica. Non si configura come libro di testo e non lo sostituisce, benché lo possa utilmente affiancare.

Caratteristiche

Il testo proposto contiene “indicazioni di percorso”, verificate nell’esperienza con gli allievi, sia sul versante contenutistico, riferite ad autori, opere, avvenimenti storici, sia su quello metodologico e didattico.

Segue un percorso coerente con il tradizionale canone delle discipline, non aggiunge contenuti rispetto alla progettazione abituale, all’interno della quale rintraccia le tematiche relative al lavoro, le sue categorie e le sue forme.

Risponde agli obiettivi di conoscenze, abilità e competenze indicati nelle Direttive ministeriali, anche nella prospettiva della preparazione degli allievi all’Esame di stato.

Per ogni anno scolastico del triennio sono previste cinque Proposte didattiche che seguono un andamento cronologico, frazionato in periodi storici, scanditi da cambiamenti significativi sul piano tecnologico e organizzativo, che il lavoro ha assunto nel tempo.

L’articolazione in moduli tematici è caratterizzata da una struttura “flessibile” al fine di facilitarne l’utilizzo nei diversi indirizzi scolastici e costituire anche uno strumento utilizzabile nella preparazione degli allievi alle attività dei percorsi di alternanza scuola lavoro.

Si è scelto di seguire un medesimo schema per tutte le Proposte, offrendo un modello applicabile all’intero percorso didattico, riproducibile anche nel caso si intendano utilizzare opere letterarie e fonti storiografiche diverse da quelle suggerite.

Il titolo di ciascuna Proposta didattica vuole sottolineare i caratteri assunti dal “lavoro” nel periodo storico considerato, mentre il sottotitolo evidenzia gli aspetti più legati alla dimensione attuale e ai bisogni formativi degli studenti.

In ogni Proposta l’esordio è affidato al contributo di un autore qualificato per competenza o prestigio, che fornisca una chiave di lettura originale o richiami temi d’attualità, suggerendo link interessanti. I contenuti vengono “filtrati” attraverso la vita e le opere degli autori proposti e restituiti attraverso un “contesto significativo” che documenta quel periodo (la bottega artigiana, l’Esposizione Universale, la trincea della Grande Guerra…).

Laboratori didattici

In ogni Proposta sono presenti “Laboratori didattici” che riportano a temi d’attualità e rispondono a obiettivi sia disciplinari, sia trasversali, anche afferenti alle attività relative ai percorsi di alternanza scuola lavoro. Dibattiti argomentativi, testi scritti individuali, ricerca in gruppo si affiancano ad attività a carattere prevalentemente esperienziale da condurre a scuola o in situazioni esterne, con il coinvolgimento di esperti e Istituzioni del territorio.

Gli insegnanti potranno adottare e applicare a loro discrezione le attività proposte; per agevolare la scelta e l’applicazione, ogni attività viene ampiamente contestualizzata e motivata.

Struttura della pubblicazione

Complessivamente il manoscritto risulta di circa 350 pagine, di cui quasi un quarto riguarda i “Laboratori didattici”, che potrebbero costituire una sezione dotata di una propria autonomia.

Autori

La pubblicazione è frutto del lavoro di una “redazione allargata”, costituita da personale scolastico e da esperti sulle tematiche del lavoro e si colloca nell’ambito dell’azione scientifica del CIDI (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti). Lidia Bellina ha lavorato come medico del lavoro presso il Dipartimento di prevenzione dell’ULSS 9 di Treviso e Sauro Garzi ha insegnato Lettere e Storia presso l’ITIS “L. da Vinci” di Firenze.

Fermare l’autonomia differenziata e la frammentazione dei diritti

Per martedì 14 dicembre la Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL ha organizzato una tavola rotonda sul tema dell’autonomia differenziata dal titolo “Fermare l’autonomia differenziata e la frammentazione dei diritti”, con l’obiettivo di aprire un dibattito pubblico sui pericoli dell’autonomia differenziata.

L’appuntamento potrà essere seguito in diretta streaming sulla pagina Facebook FLC CGIL Nazionale.

I lavori saranno coordinati da Marco Esposito, saggista e giornalista de “Il Mattino” e prevedono la partecipazione di:

  • Roberta CalvanoOrdinaria di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza
  • Rossana DettoriSegretaria nazionale CGIL
  • Adriano GiannolaPresidente di SVIMEZ – Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno
  • Gianfranco ViestiOrdinario di Economia applicata, Università di Bari
  • Massimo VilloneProfessore emerito di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

Conclude Francesco Sinopoli, Segretario generale FLC CGIL.

È stata invitata a partecipare ai lavori Mariastella Gelmini, Ministra per gli affari regionali e le autonomie.

Mondo di contatti e di crisi

La storia c’è. Il 19 dicembre convegno nazionale a Ragusa
Primo Convegno nazionale di storia, promosso dal Laboratorio degli Annali di storia (dai Mediterranei ai mutamenti globali), dal Laboratorio di storia marittima e navale dell’Università di Genova e dall’Università degli Studi Benincasa di Napoli

La storia dei mondi mediterranei è al centro di un convegno nazionale di studi che il 19 dicembre farà confluire a Ragusa storici, archeologi, antropologi, filologi ed epistemologi da diverse regioni d’Italia. Si tratta del primo step del progetto transnazionale «Dai Mediterranei ai mutamenti globali» varato nei mesi scorsi dal Laboratorio degli Annali di storia diretto dallo storico delle civilizzazioni Carlo Ruta.

Il tema di fondo di questo primo convegno nazionale, curato dal Laboratorio degli Annali, dall’Università degli Studi Benincasa di Napoli e dal Laboratorio di storia marittima e navale dell’Università di Genova, è forte e promettente: «Mondo di contatti e di crisi. I Mediterranei tra relazioni pacifiche e conflitti dall’età antica alla prima modernità». L’obiettivo dichiarato, spiega il direttore scientifico degli Annali di storia, «è di innovare la ricerca sui sistemi mediterranei e, in particolare, sulle cause di fondo che, storicamente, hanno fatto di questo esteso bacino acqueo un mare di crisi, in grado di sollecitare comunicatività profonde, sul piano etnico e culturale, ma fortemente esposto a situazioni di conflitto».

Verranno scandagliate in particolare le complessità, le pluralità e aspetti ancora poco visibili di questo mondo liquido che connette in maniera problematica vari continenti e che, nel bene e nel male, in modo produttivo e non solo, ha inciso fortemente sull’intera vicenda umana. Si profila in sostanza un percorso di ricerca plurale, coeso e transdisciplinare, spiega ancora Carlo Ruta, teso a definire, al di là degli stereotipi e degli etnocentrismi, i grumi profondi che hanno fatto l’originalità in chiaroscuro di questo mondo acqueo e la storia delle aree continentali e dei gruppi umani che hanno intrecciato con esso i propri destini.

Questo convegno schiera un numero cospicuo di specialisti, tra i più rigorosi in Italia nei rispettivi campi di studio, che nel corso della giornata, mattina e pomeriggio, si avvicenderanno su temi specifici, con l’intento di fornire letture e risposte a interrogativi e problemi ancora aperti.

Il filologo Maurizio Massimo Bianco (Università degli Studi di Palermo) parlerà dei modi di classificare il mare: Mediterraneo e Mediterranei. Il filologo Alfredo Casamento (Università degli Studi di Palermo) tratterà della Sicilia e del Mediterraneo nell’Eneide di Virgilio. L’archeologo Massimo Cultraro (CNR, Università degli Studi di Palermo) focalizzerà un fatto storico complesso: il contatto dei Micenei con la Troade. L’archeologo Dario Palermo (Università degli Studi di Catania) tratterà della Sicilia greca e Punica, tra pace e guerra, e in particolare di Gela, Selinunte ed Agrigento. L’archeologo Massimo Frasca (Università degli Studi di Catania) parlerà dei rapporti tra le poleis greche dell’Asia Minore e l’impero persiano, tra pace e guerra. La storica e filologa Flavia Frisone (Università del Salento) parlerà del «mondo degli umidi sentieri»: viaggi, contatti e interazioni per la costruzione del Mediterraneo di età arcaica. Lo storico e archeologo Giancarlo Germanà (Accademia di Belle Arti di Palermo) tratterà di vincitori e vinti nella Sicilia tra arabi e normanni, focalizzandone gli aspetti iconografici. Lo storico Emiliano Beri (Università degli Studi di Genova, Laboratorio di storia marittima e navale) parlerà della guerra di Cipro combattuta tra il 1570 e il 1573. Lo storico Carlo Bitossi (Università degli Studi di Ferrara) focalizzerà il tema degli imperi mediterranei prima e dopo Lepanto, tra relazioni e conflitti. L’antropologa Annalisa Di Nuzzo (Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli) parlerà delle «guerre sante» nell’Italia meridionale tra racconti popolari ed etnografia storica. Lo storico Carlo Ruta (direttore scientifico degli Annali e del Laboratorio) tratterà dei sistemi mediterranei e del sistema baltico rilevandone gli scenari divergenti in varie età. L’epistemologo Giuseppe Varnier (Università di Siena) focalizzerà l’idea elaborata dal filosofo Hegel del mondo mediterraneo.

I lavori saranno coordinati dall’archeologa Maria Costanza Lentini (già direttore del Parco Archeologico di Giardini Naxos). Il comitato scientifico del convegno è composto da Emiliano Beri, Annalisa Di Nuzzo e Carlo Ruta.

Giovanna Corradini

Difficile, ma non impossibile

Difficile, ma non impossibile

di Rita Manzara

Com’è prassi, sono arrivata con ampio anticipo: la sala è ancora deserta. 

Accendo il pc ed il videoproiettore, inserisco la chiavetta USB. Il solito attimo di apprensione, poi con sollievo accolgo la comparsa della prima diapositiva del Power point. 

Tra non molto arriveranno i docenti. Formazione obbligatoria, perciò saranno tanti: probabilmente, in assenza del vincolo, le adesioni sarebbero state decisamente più ridotte.

Tuttavia, anche in un ambiente affollato (ovviamente nel rispetto delle misure di sicurezza) le presenze attive saranno poche. Gli spunti di riflessione vagheranno nell’aria scontrandosi con la demotivazione degli astanti che, dopo qualche battuta, li etichetteranno come “le solite utopie”.

Varrebbe la pena di riflettere sulla disaffezione –da parte dei docenti in particolare – nei confronti della formazione stessa.

È un dato di fatto che, superata la formazione iniziale (obbligatoria ai fini del superamento dell’anno di prova) l’interesse degli insegnanti in tal campo si riduce ad alcuni specifici settori (es. tecnologie informatiche) e coinvolge solo una parte del personale, certamente non l’intera comunità scolastica.

Purtroppo, ci sono discorsi di fondo che, pur essendo essenziali, sono destinati a rimanere confinati nel limbo dei giri di parole edelle citazioni o, nei casi più favorevoli, nell’illustrazione di buone prassi che non sono direttamente applicabili nelle molteplici realtà educative, diversamente connotate in termini di clima relazionale, esigenze, risorse e vincoli ambientali.

La vita scolastica è oggettivamente compressa dentro ritmi e scansioni temporali dettati da condizionamenti sociali e da lunghe e consolidate convinzioni e consuetudini non collocabili in una dimensione ideale come ad esempio quella dell’inclusione: ogni volta che si parla di contesti educativi facilitanti, di abbattimento di barriere, di realizzazione di ambienti che favoriscano il benessere di tutti sembra di entrare in un mondo diverso come un pianeta lontano.

Dal momento che sono questi i contenuti del mio intervento provo ad impiegare il tempo che mi resta prima dell’ingresso dei corsisti cercando un incipit che possa almeno ritardare la sconfortante sensazione che deriva dai discorsi che cadono nel vuoto.

Mi siedo in prima fila, immedesimandomi nell’ascoltatore inizialmente attento e partecipe, quello che raggiungendo la sede del corso spera ancora di uscirne, due o tre ore più tardi, con qualcosa di utile per affrontare la quotidianità di una difficile e complessa azione didattica.

Sono stata anch’io un’insegnante: mi piace questo termine che, a differenza del sinonimo “docente”, mi sembra trasmetteresfumature di empatia e di semplicità. 

I miei esordi professionali sono avvenuti in tempi certamentediversi, tuttavia alcuni nodi sono sopravvissuti perenni alle innumerevoli rivoluzioni che hanno contrassegnato la storia della scuola.

Ci sono sempre stati alunni “problematici”. Ora ci sono più etichette ed acronimi ed i metodi didattici si fanno sempre più “tecnici” e sempre meno pedagogici.

I ragazzi “difficili”, al di là dei limiti oggettivi (collegati o meno ad eventuali, accertabili patologie) percepiscono la scuola comeun ambiente ostile o quantomeno estraneo alla loro vita “vera”, fatta di regole e libertà che non coincidono con quelle imposte o concesse da persone che sono convinti non essere in grado diascoltarli e capirli.

Ognuno, poi, ha un suo modo di reagire: c’è chi dà di matto, chi si ritira nei suoi pensieri… Ma c’è anche qualcuno che spesso non riconosciamo come “difficile” poiché – per evitare coinvolgimenti- si limita a fornire risposte adeguate per ottenere voti positivi, augurandosi che l’ora di lezione (o il quadrimestre) finiscapresto…

Non dimentichiamo che dove esistono alunni “problematici” lo sono spesso anche coloro che operano nella scuola ma non stanno bene in questo contesto. Non si riconoscono, ad esempio, in un lavoro accettato come ripiego, oppure sono delusi da una scelta convinta che è diventata, col tempo, una “quasi condanna”.

Qualcuno, inoltre, pur avendo mantenuto un sano entusiasmo per il proprio ruolo si scoraggia perché non riesce a condividere proposte ed idee con i colleghi contitolari delle medesime classi: con quelli, cioè, che decidono a priori di rimanere ancorati alle proprie convinzioni, spesso corrispondenti ad un rapporto di forza tra le parti dove è l’adulto che comanda, dettando le regole e trasmettendo informazioni.

Le teorie non possono cambiare questa condizione, che si rispecchia chiaramente anche nel momento in cui i docenti ascoltano (in molti casi perché “costretti” o quasi) le parole di un relatore.

La situazione sin qui descritta non si concilia con un concetto di formazione come strumento essenziale per la valorizzazione del personale scolastico, come si evince dalla lettura dell’Atto di indirizzo politico-istituzionale del Ministro dell’Istruzione BIANCHI per l’anno 2022 (destinato ad orientare l’azione del MIUR anche per il triennio 2022-2024).

Non possiamo sperare che basti qualche diapositiva per rendere efficace l’auspicata formazione continua del personale scolastico. 

Per migliorare la qualità dell’offerta formativa si può, innanzitutto, cercare di stimolare il personale scolastico a “spingere fuori da sé” il malessere senza il timore di essere giudicati. 

Una iniziale condivisione delle difficoltà può favorire la collegialità, indispensabile ma spesso assente nella conduzione delle attività scolastiche. 

Non è possibile, però, rimanere nella fase di “lamentela” o di rinuncia: è necessario far emergere la volontà di rimettersi in gioco suscitando la voglia di “essere nuovi”, di creare rapporti di fiducia e di rispetto, di intraprendere una ricerca comune di soluzioni concrete, oggettivamente praticabili.

Solo a questo punto il formatore dovrebbe offrire un input di ricerca di possibili strumenti adatti almeno a contenere – se non a distruggere – ciò che condiziona negativamente il percorso scolastico di ciascuno, nei diversi ruoli.

Difficile, ma non impossibile. Si può almeno tentare.

Mi alzo e spengo il videoproiettore nello stesso preciso momento in cui entrano i primi corsisti.

La sicurezza stradale sui mezzi di mobilità sostenibile

Mercoledì 15 dicembre 2021, dalle ore 10,00 alle ore 11.30, si terrà, in streaming, l’evento formativo digitale “La sicurezza stradale sui mezzi di mobilità sostenibile”, promosso dalla Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico del Ministero dell’istruzione, in collaborazione con i partner del progetto ICARO e dedicato alle scuole secondarie di I e II grado, con lo scopo di sensibilizzare studentesse e studenti sull’importanza dell’educazione stradale, con particolare riferimento alle buone prassi comportamentali in tema di mobilità dolce.

L’evento gratuito, disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=MVkXOa0LnFU si inscrive nell’ambito del progetto nazionale EDUSTRADA e sarà l’occasione per premiare le scuole vincitrici del concorso ICARO, che ha visto protagonisti i giovani nella diffusione di una cultura della sicurezza e della responsabilità in strada presso i propri coetanei, attraverso la realizzazione di elaborati creativi.

In occasione dell’evento, interverranno:

  • I rappresentanti di ciascuna istituzione partner del progetto ICARO (Ministero dell’istruzione, Polizia stradale, Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili- MIMS, il Dipartimento di Psicologia dell’Università “Sapienza” di Roma, la Fondazione ANIA, il MO.I.GE. -Movimento Italiano Genitori, la Federazione Ciclistica Italiana, il Gruppo autostradale ASTM – il Gruppo Autostrada del Brennero S.p.a ed Enel Green Power S.p.a
  • Il Prof. Pierluigi Cordellieri, Facoltà di Psicologia Giuridica e Forense dell’Università “Sapienza” di Roma – Dipartimento di Psicologia dell’Università “Sapienza” di Roma che approfondirà gli aspetti legati alla sicurezza stradale in relazione ai nuovi mezzi della mobilità dolce
  • Due rappresentanti della Polizia Stradale per una lezione formativa dedicata alla guida sicura in monopattino e sui mezzi di mobilità sostenibile.
  • Le studentesse e gli studenti rappresentanti di ciascuna scuola vincitrice, che illustreranno le ragioni e lo spirito che hanno animato la realizzazione del lavoro svolto

L’evento verrà registrato e sarà successivamente fruibile per tutti i docenti nella gallery della piattaforma EDUSTRADA al seguente link https://www.educazionedigitale.it/edustrada/gallery/

Proroga dello stato di emergenza in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione del 14 dicembre 2021, ha approvato un decreto-legge che prevede la proroga dello stato di emergenza nazionale e delle misure per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 fino al 31 marzo 2022.

Per effetto del provvedimento, sono anche prorogati i poteri derivanti dallo stato di emergenza al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, così come è prorogata la struttura del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica.
Restano in vigore altresì le norme relative all’impiego del Green Pass e del Green Pass rafforzato e ai test antigenici rapidi gratuiti e a prezzi calmierati.
Il decreto stabilisce, infine, l’estensione, sino al 31 marzo 2022, della norma secondo cui il Green Pass rafforzato debba essere utilizzato anche in zona bianca per lo svolgimento delle attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla.

Nota 14 dicembre 2021, AOODPPR 1337

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali

Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni scolastiche statali LORO E-MAIL
e, p.c. Agli Uffici Scolastici Regionali LORO E-MAIL
Al Dipartimento sovraintendenza agli studi della Regione autonoma Valle d’Aosta istruzione@pec.regione.vda.it
Al Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia autonoma di Trento
dip.istruzionecultura@pec.provincia.tn.it
All’Intendenza Scolastica della Provincia autonoma di Bolzano culturayintendenzaladina@pec.prov.bz.it, sovrintendenza.hauptschulamt@pec.prov.bz.it schulamt.intendenzascolastica@pec.prov.bz.it

Oggetto: Indicazioni in merito alle modalità di controllo semplificato dello stato vaccinale del personale docente e ATA

Obbligo vaccinale del personale: al via nuova piattaforma di verifica

Scuola, obbligo vaccinale del personale: al via nuova piattaforma di verifica

Il Ministero dell’Istruzione, a seguito dell’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, ha messo a disposizione delle scuole un nuovo strumento che servirà ad agevolare i dirigenti scolastici nelle necessarie verifiche.

È quanto si legge nella Nota 14 dicembre 2021, AOODPPR 1337, inviata alle scuole che spiega come accedere al nuovo servizio.

In particolare, nell’ambito del Sistema Informativo dell’Istruzione (SIDI) è stata introdotta una nuova funzionalità a cui le scuole possono accedere che, affiancandosi alla piattaforma già attivata a settembre per il controllo del green pass, consente ai dirigenti scolastici di verificare – mediante un’interazione tra il Sistema Informativo dell’Istruzione e la Piattaforma Nazionale Digital Green Certificate – lo stato vaccinale del personale docente e ATA a tempo indeterminato e determinato in servizio presso ogni singola Istituzione scolastica.

È previsto anche un sistema di alert che consentirà di conoscere automaticamente i mutamenti dello stato di vaccinazione del personale.

Nella nota inviata sono disponibili i dettagli su come accedere alla piattaforma, come utilizzarla e sul rispetto della privacy. L’operazione, come già per il green pass, potrà essere svolta dal dirigente o da un suo delegato. Resta in funzione l’help desk di assistenza, già attivato dal Ministero in occasione dell’avvio dell’anno scolastico, per supportare le scuole in caso di dubbi e necessità.