Legge delega disabilità: la “totale indipendenza” è un bene per tutti?

Legge delega disabilità: la “totale indipendenza” è un bene per tutti?
Agenzia SIR del 15/12/2021

L’auspicio è che il Governo apra ad un confronto più ampio, coinvolgendo, oltre all’associazionismo, anche le istituzioni secolari che nella loro storia hanno dato risposte alle persone con disabilità, anche quando i sistemi di Welfare ancora non esistevano. In un dialogo costruttivo, sarà possibile anche mettere mano a quei dispositivi di autorizzazione e accreditamento che hanno eccessivamente standardizzato l’accoglienza alle persone con disabilità, rischiando di impoverire la ricchezza dei carismi generativi… che sia questa la vera chiave della cosiddetta de-istituzionalizzazione?

Nella seduta del 9 dicembre 2021, l’Assemblea della Camera ha approvato all’unanimità il disegno di legge recante una delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di disabilità. Il disegno di legge, atteso da tempo come strumento per l’integrazione delle policy nei confronti delle persone con disabilità (ad oggi frammentate in diversi ambiti – sanitario, sociosanitario, sociale, politiche attive del lavoro, istruzione, etc.) intende al contempo rappresentare il quadro valoriale e normativo per l’attuazione di una delle riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Si tratta in particolare di una specifica componente della Missione 5 “Inclusione e Coesione”, denominata “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore”, finanziata a partire dalle risorse del nuovo Fondo disabilità e non autosufficienza, e finalizzata alla piena realizzazione dei principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia fin dal 2009, secondo un approccio coerente con la Carta dei diritti dell’Unione europea e con la recente “Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030”.

Si tratta dunque di un segno di grande attenzione da parte del Governo Italiano, oltre che un tentativo importante di porre le basi per la semplificazione di aspetti delicati per la Qualità di Vita delle persone con disabilità, come l’accesso ai servizi, i meccanismi di accertamento della disabilità e, più importante ancora, gli strumenti per la messa a punto del Progetto di Vita, che dovrà costituire la chiave di volta, l’elemento in grado di armonizzare tutti gli interventi in un quadro sensato e curvato sulla persona.

Mentre dunque va sottolineato il pregio di questa straordinaria iniziativa, occorre anche ribadire alcuni aspetti critici, che per altro potranno e dovranno essere discussi lungo il cammino che, nelle intenzioni del Governo, porterà entro venti mesi ad uno o piu` decreti legislativi, che completeranno l’itinerario di riordino e integrazione del quadro normativo.
Tra questi, spicca una latente ambiguità nei principi ispirativi: da una parte, infatti, emerge finalmente l’ampio scenario della Qualità di Vita, in tutti i suoi domini, che richiedono un’ampia gamma di servizi e sostegni, individuati attraverso la valutazione multidimensionale, e da un bilancio ecologico in grado di rapportare i desideri, le aspettative e le scelte della persona con le opportunità offerte dal contesto, considerando attentamente la presenza di barriere e facilitatori.
Dall’altra, sin dal titolo della proposta di legge (Norme per garantire la vita indipendente delle persone con disabilita`) si avverte uno sbilanciamento a favore di uno degli aspetti della Qualità della Vita, ovvero l’Indipendenza (come per altro accade anche nella citata Convenzione Onu). Se è indubbio che l’essere indipendenti favorisce la piena espressione di sé, occorre però considerare anche altri aspetti altrettanto determinanti, come il Benessere e l’Appartenenza, valutandone di volta in volta la priorità proprio all’interno del Progetto di Vita, secondo una logica non ideologica, ma concreta e realmente personalizzata. Infatti,

paradossalmente una condizione di totale Indipendenza potrebbe per alcune persone compromettere sia il benessere (fisico, psicologico e spirituale) che l’appartenenza sociale e comunitaria.
La ricaduta metodologica di questo sbilanciamento si avverte anche nell’esplicito riferimento alla cosiddetta de-istituzionalizzazione (presente anche nel Pnrr). Che cosa si intende con questo termine? Se con esso si vuole affermare il diritto alla vita in contesti ricchi di opportunità e rispettosi dei diritti e dell’autodeterminazione, allora non c’è nulla da dire (se non magari richiedere una maggiore chiarezza). Se invece con esso si volesse immaginare che tutte le persone con disabilità debbano abitare da sole, o in piccolo numero, nel contesto di appartamenti di civile abitazione, allora c’è il rischio di trascurare l’ampia eterogeneità dei bisogni, che richiedono un’altrettanto ampia gamma di soluzioni abitative.

Se è innegabile che la vita in appartamento o in casa famiglia costituisca per molte persone con disabilità il sostegno più appropriato per il proprio Progetto di Vita, sembra altrettanto evidente che per altre occorrano soluzioni di maggiore tutela, in contesti comunitari che, proprio per la loro ampiezza, sono in grado di offrire ampie opportunità di relazione e di benessere, difficilmente fruibili all’interno di singole unità abitative. Forse, dunque, al posto di “de-istituzionalizzazione”, termine che evoca una sorta di battagliera univocità, si potrebbe usare quello di “appropriatezza”, più coerente con la logica del Progetto Personalizzato, e altrettanto in grado di ispirare le necessarie riforme.

Certamente il, o i decreti legislativi che seguiranno saranno l’occasione per superare gli aspetti ancora generici, e potenzialmente generalizzanti. L’auspicio è che il Governo apra ad un confronto più ampio, coinvolgendo, oltre all’associazionismo, anche le istituzioni secolari che nella loro storia hanno dato risposte alle persone con disabilità, anche quando i sistemi di Welfare ancora non esistevano.
In un dialogo costruttivo, sarà possibile anche mettere mano a quei dispositivi di autorizzazione e accreditamento che hanno eccessivamente standardizzato l’accoglienza alle persone con disabilità, rischiando di impoverire la ricchezza dei carismi generativi… che sia questa la vera chiave della cosiddetta de-istituzionalizzazione?

di Roberto Franchini,
docente di pedagogia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile dell’Area sviluppo e formazione dell’Opera Don Orione

Con lo sciopero abbiamo scelto di non accontentarci

Scuola, FLC CGIL: con lo sciopero abbiamo scelto di non accontentarci

Roma, 15 dicembre –   Lo sciopero generale del 16 dicembre è in ideale continuità con lo stato di agitazione proclamato per tutti i settori della conoscenza, a cominciare dallo sciopero del 10 dicembre nel settore della scuola statale. Domani aderiranno alla mobilitazione l’niversità, la icerca, l’Afam e i settori rivati della conoscenza, ma chiediamo anche alle lavoratrici e lavoratori della scuola liberi da impegni di lavoro di partecipare alle manifestazioni interregionali. La nostra mobilitazione continua perché non consideriamo lo sciopero un fine in sé ma lo strumento democratico e partecipato per far aumentare il peso della rappresentanza dei lavoratori che anche questo governo vuole ridurre a un ruolo ancillare.

Rispediamo decisamente al mittente la retorica dei sindacalisti seri che lavorano ai tavoli e di quelli “cattivi” e irresponsabili che scioperano e non cercano le soluzioni. Irresponsabile è chi ha smesso di crederci.
Ai tavoli tecnici abbiamo partecipato fino al giorno in cui abbiamo dichiarato lo stato di agitazione, e sappiamo benissimo quanto fossero inconcludenti e privi di contenuti, e proprio per questo abbiamo deciso di disertarli. Una scelta inevitabile, con la quale, abbiamo voluto lanciare un primo segnale contro il persistente disinvestimento nell’istruzione che è ormai la scelta di quasi tutti i governi degli ultimi vent’anni.
Chi parla di massimalismo non conosce il significato del termine o ha dismesso i panni del sindacalista. Scioperare è normale pratica democratica per qualunque sindacato, tranne evidentemente per uno, e solo rispetto al governo Draghi.
E invitare i lavoratori a stare zitti e buoni perché c’è chi ci pensa, ci sembra non solo paternalistico, ma assolutamente perdente. Perché tutto quello che arriverà dalla legge di bilancio sarà il risultato di chi ha deciso di dire no alle prese in giro di un governo che dopo aver firmato un Patto per il rilancio della Scuola lo ha disatteso sistematicamente su ogni punto. E se quello che otterremo sarà tanto sarà un grande risultato, ma se sarà poco bisognerà rilanciare. C’è chi si accontenta, noi no. Non è questo il momento storico. Questo è il tempo della partecipazione ed è il tempo di far cambiare strada al nostro Paese a partire dalla scuola.

Nota 30 novembre 2021, AOODGPER 37638

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione Generale per il personale scolastico
Ufficio VI – Formazione del personale scolastico, formazione dei dirigenti scolastici e accreditamento enti

Ai Dirigenti degli Uffici per la Formazione presso gli Uffici Scolastici Regionali
e p.c. Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
Ai Dirigenti scolastici delle Scuole capofila di ambito
LORO SEDI

Oggetto: Formazione docenti in servizio a.s. 2021-2022. Assegnazione delle risorse finanziarie e progettazione delle iniziative formative.

Ennesimo tentativo di invalidare l’insegnamento scolastico dell’Educazione Civica

L’UCIIM, Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori, evidenzia e segnala
l’ennesimo tentativo di invalidare l’insegnamento scolastico dell’Educazione Civica, appena reintrodotto
negli ordinamenti scolastici dalla legge n.92 del 20 agosto 2019.
Nella recente nota ministeriale prot. n.37638 del 30.11.21 della Direzione Generale del personale
scolastico, con oggetto: Formazione docenti in servizio a. s. 21-22- Assegnazione delle risorse finanziarie e
progettazione delle iniziative formative- fra le priorità nazionali per la formazione dei docenti, elencate nel
par. 4, non è più citata l’Educazione civica.
Omissione grave, a parere di questa Associazione, che non può essere assolutamente colmata dal
“Piano Nazionale Rigenerazione Scuola” che rappresenta solo uno dei tre nuclei tematici di cui
l’insegnamento si compone, per volontà del Parlamento italiano esplicitata nel testo della legge citata.
Riteniamo pertanto, di dover richiamare alla memoria dei vertici politici ed amministrativi del
Ministero dell’Istruzione, il contesto normativo vigente.
La legge n.92, oltre ad aver introdotto l’insegnamento scolastico dell’educazione civica nel primo e
secondo ciclo di istruzione ha anche previsto, nell’art.6, che nell’ambito delle risorse dedicate alla
formazione, una quota pari a 4 milioni di euro annui, a decorrere dall’anno 2020, fosse destinata alla
formazione dei docenti sulle tematiche afferenti l’insegnamento trasversale dell’educazione civica.
Lo stesso articolo continua col precisare che il Piano nazionale della formazione dei docenti di cui all’art.1
c.124 della legge n.107/2015, deve essere aggiornato di conseguenza, facendo entrare così, a pieno titolo,
l’Educazione civica nel novero delle priorità nazionali da affidare agli UU.SS.RR. per il successivo
coordinamento delle Scuole polo per la formazione.
Inoltre giova ricordare che il D.M. n.35 del 22.6.20, che ha approvato le Linee Guida previste dalla legge n.92
nell’art.3, ha anche previsto, su precisa richiesta del Consiglio Superiore della Pubblica istruzione, una
sperimentazione triennale sugli “Obiettivi specifici di apprendimento” da raggiungere per ciascun periodo
didattico in cui sono scanditi i cicli scolastici, obiettivi che mancano nelle Linee Guida e che sono essenziali
come standard di riferimento per la valutazione del profitto delle studentesse e studenti.
Tener fede alle suddette prescrizioni consentirebbe al Ministero di espletare agevolmente, all’esito
della sperimentazione triennale, tanto la relazione alle Camere sullo stato di attuazione della legge, come
prevede l’art.11 della legge stessa, quanto la implementazione dei profili finali di ciascun ciclo scolastico
riportati negli All.ti B) e C) del D.M. n.35.
Ma evidentemente, è sempre di grande attualità la citazione dantesca “Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?”
L’UCIIM non può accettare che ancora una volta nella storia della Scuola italiana, si metta in ombra
un insegnamento che ritiene fondamentale per aiutare i giovani ad orientarsi nella complessità e globalità
della società attuale resa ancora più indecifrabile dalla pluralità e contraddittorietà dei messaggi mediatici
che tengono in ostaggio il mondo della comunicazione.
L’UCIIM non può smentire l’eredità culturale ed etica lasciata dal suo fondatore Gesualdo Nosengo
che è stato un convinto sostenitore, accanto al compianto statista On. le Aldo Moro, dell’insegnamento
dell’Educazione civica nella Scuola, tradizione ripresa efficacemente nelle sue numerose pubblicazioni dal
prof. Luciano Corradini, Presidente emerito di questa Associazione.
Anche per l’attuale struttura organizzativa di questa Associazione, che mi onoro di rappresentare,
l’educazione civica costituisce uno dei capisaldi della missione ucimina.

Rosalba Candela
Presidente Nazionale

Obbligo vaccinale: dal MI troppi punti non chiariti

Scuola. Obbligo vaccinale: dal MI troppi punti non chiariti, le scuole hanno bisogno di certezze operative

Roma 15 dicembre – All’entrata in vigore della legge sull’obbligo vaccinale per il personale scolastico restano molte questioni non chiarite e sono ancora carenti le indicazioni per la gestione da parte delle scuola. Solo un giorno prima dell’entrata in vigore, il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato una circolare con l’annuncio della nuova piattaforma di verifica che permetterà di vedere dal sistema la posizione dei lavoratori rispetto alla vaccinazione. Ma restano ancora dei punti di incertezza gestionale, in particolare sull’utilizzo in altri compiti del personale non obbligato a vaccinarsi e sugli obblighi del personale assente per malattia.

In assenza di specifici chiarimenti e indicazioni operative, per la FLC CGIL resta valida la soluzione già adottata tramite intesa nazionale e in applicazione della norma che prevede, per il personale docente e Ata che si trovi in tale condizione, l’utilizzazione in altri compiti e la possibilità di ricorrere a lavoro a distanza laddove il tipo di prestazione lavorativa lo consenta.

Il ministero, già nella circolare dipartimentale del 9 dicembre scorso, non specificava come trattare il personale collocato in malattia e di conseguenza esonerato dal prestare l’attività lavorativa.

I vuoti di indicazione da parte ministeriale complicano la vita delle scuole. Il MI, dunque, si assuma la responsabilità di fornire indicazioni chiare e puntuali agli istituti che hanno bisogno di certezze operative, tanto più in una situazione in cui non si sono previste quelle risorse aggiuntive che avrebbero potuto risolvere tutte quelle criticità che la pandemia ha fatto via via emergere nel corso di questo difficile periodo.

Obbligo vaccinale anti “SARS-CoV-2” per il personale scolastico

Obbligo vaccinale anti “SARS-CoV-2” per il personale scolastico.Responsabilità Dirigenziali e adempimenti nelle Istituzioni scolastiche. Stato dell’Arte e ricognizione normativa.

di Dario Angelo Tumminelli, Carmelo Salvatore Benfante Picogna, Zaira Matera

È ragionevole e del tutto condivisibile che i cittadini italiani ritengano che la propria salute sia un bene primario, prezioso ed irrinunciabile. La Repubblica Italiana, infatti, tutela la salute dei propri cittadini e, come recita il primo comma dell’art. 32: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…», si sottolinea il fatto che lo Stato tutela con maggior forza l’interesse collettivo, avendo quest’ultimo prevalenza sull’interesse del singolo.

L’obiettivo prefissato dal Governo nella campagna di vaccinazione in atto (piano di vaccinazione anti “Covid-19”) è quello di raggiungere un’elevata copertura della popolazione, oltre il 90 %, per ridurre al massimo la circolazione del Coronavirus e la diffusione della malattia Covid-19, lo sviluppo di possibili ed eventuali varianti e prevenire efficacemente l’insorgenza di patologie gravi e/o di decessi nella popolazione. I vaccini, com’è noto, sono offerti gratuitamente a tutta la popolazione, secondo un ordine prestabilito, nel rispetto di determinati criteri di priorità e di disponibilità dei vaccini.

Riferimenti normativi

L’obbligatorietà della vaccinazione anti Covid-19 è stata introdotta per la prima volta in Italia per tutte le professioni e gli operatori del comparto sanitario dall’articolo 4 del Decreto-legge 1 aprile 2021, n. 44 “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici” pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 79 del 01 aprile 2021 e contestualmente vigente nello stesso giorno di pubblicazione, con sanzioni contenute e certamente non espulsive (non è, infatti, previsto il licenziamento). Il citato Decreto è stato convertito il 28 maggio 2021 in Legge, n. 76, con modificazioni, recante “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici” pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 128 del 31 maggio 2021.

Con il successivo Decreto-legge 10 settembre 2021, n. 122 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale” pubblicato in  Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 217 del 10 settembre 2021 e vigente il giorno successivo,  l’obbligo vaccinale è stato esteso ai lavoratori impegnati in strutture residenziali socio-sanitarie e socio-assistenziali, e infine, dal prossimo 15 dicembre 2021, con il Decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172 “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali” pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 282 del 26 novembre 2021, la vaccinazione obbligatoria anti Covid-19, terza dose compresa, è estesa anche al tutto il personale sotto elencato:

  • personale amministrativo della sanità;
  • docenti, educatori e personale amministrativo della scuola;
  • forze dell’ordine e personale militare;
  • forze di polizia;
  • personale del soccorso pubblico.

È bene evidenziare che l’obbligo vaccinale previsto dalla Legge 28 maggio 2021, n. 76 è riferito a tutto il personale scolastico, a tempo determinato e indeterminato, ovvero ai dirigenti scolastici, al personale docente ed educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario, che prestano servizio:

  • nel Sistema Nazionale di Istruzione, (scuole Statali e Paritarie)
  • nelle scuole non paritarie;
  • nei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65;
  • nei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, (CPIA);
  • nei sistemi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP);
  • nei sistemi regionali che realizzano i percorsi di Istruzione e formazione Tecnica Superiore (ITS).

L’imposizione coatta di vaccini obbligatori è sancita dalla stessa Costituzione all’art. 32, mediante la promulgazione di Leggi dello Stato e pacificamente tale diritto è prevalente sul diritto individuale a non vaccinarsi. La stessa Corte Costituzionale ha ribadito più volte che la legge impositiva di un trattamento sanitario obbligatorio non è incompatibile con l’art. 32 della Costituzione (Cfr Sentenza CC 307/1990)

  1. se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri;
  2. se, nell’ipotesi di danno ulteriore alla salute del soggetto sottoposto al trattamento obbligatorio, sia prevista la corresponsione di un’equa indennità in favore del danneggiato.

È bene, inoltre, evidenziare che i soggetti più fragili, le persone con immunodeficienza, estremamente vulnerabili in ragione delle loro condizioni di salute, non vaccinate per comprovati motivi “medico-sanitari”, documentato con apposito certificato di esenzione e/o esonero, godono da sempre di una sorta di “ombrello protettivo” costituito proprio dagli stessi soggetti vaccinati e/o immuni, a tutti nota come “immunità di gregge”.

Approfondimento Ricordiamo al lettore che attualmente in Italia sono stati autorizzati i seguenti vaccini:  Vaccino Comirnaty di Pfizer-BioNtech. È il primo vaccino a mRNA ad essere stato autorizzato in Unione Europea, in data 21 dicembre 2020 dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e in data 22 dicembre dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).  Vaccino Spikevax (Moderna). Vaccino a mRNA in data 6 gennaio 2020 è stato autorizzato dall’EMA e in data 7 gennaio dall’AIFAVaccino Vaxzevria di AstraZeneca. Vaccino a adenovirus attenuato, autorizzato il 29 gennaio 2020 dall’EMA e il 30 gennaio dall’AIFA, attualmente non più somministrato;Vaccino Janssen (Johnson & Johnson). E’ il quarto vaccino, a adenovirus attenuato, mono dose autorizzato dall’EMA in data 11 marzo e dall’AIFA il 12 marzo 2021, attualmente non più somministrato.

Fatta questa necessaria premessa,

esplicitati gli aspetti più generali, ci addentriamo nel merito del caso proposto ovvero sull’obbligo vaccinale anti “SARS-CoV-2” per il personale scolastico e sulle responsabilità del Dirigente scolastico e i relativi adempimenti che dovrà affrontare l’Istituzione scolastica. Tale obbligo scatta dal 15 dicembre 2021.

A sensi del citato Decreto Legge n.172, che introduce l’obbligo vaccinale anti “SARS-CoV-2” per il personale scolastico, il Dirigente scolastico (o un suo delegato), dovrà prontamente scrivere al personale scolastico inadempiente, comunicando di aver proceduto, alla data di contestazione, alla verifica della certificazione verde “Covid-19” attraverso apposita interrogazione del Sistema informativo dell’Istruzione (SIDI) e/o App ufficiale ministeriale denominata “Verifica C19”.

Con Circolare prot. n. 1337 del 14 dicembre 2021 del Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali, a seguito dell’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, il Ministero dell’Istruzione ha messo a disposizione dell’Istituzioni scolastiche un nuovo strumento che serve ad agevolare i Dirigenti scolastici nelle necessarie verifiche. “Nell’ambito del Sistema Informativo dell’Istruzione (SIDI) è stata introdotta una nuova funzionalità a cui le scuole possono accedere che, affiancandosi alla piattaforma già attivata a settembre per il controllo del green pass, consente ai dirigenti scolastici di verificare – mediante un’interazione tra il Sistema Informativo dell’Istruzione e la Piattaforma Nazionale Digital Green Certificate – lo stato vaccinale del personale docente e ATA a tempo indeterminato e determinato in servizio presso ogni singola Istituzione scolastica”. Il processo di verifica automatizzata consente di effettuare esclusivamente le operazioni di consultazione e visualizzazione dei dati.

È anche previsto un apposito sistema di “alert” che consentirà al Dirigente scolastico o suo delegato addetto al controllo, di conoscere automaticamente, attraverso un messaggio, i mutamenti dello stato di vaccinazione del personale nelle ultime 72 ore. Per maggiori informazioni e per la lettura della circolare ministeriale si rimanda al seguente link: https://www.miur.gov.it/-/scuola-obbligo-vaccinale-del-personale-al-via-nuova-piattaforma-di-verifica

In buona sostanza, tenuto conto del risultato fornito dalla verifica effettuata con esito negativo dell’accertamento riguardante la certificazione verde “Covid-19”, il responsabile legale dell’Istituto scolastico, ovvero il Dirigente scolastico o un suo delegato, come riporta la circolare ministeriale del 07 dicembre u.s., invita il personale scolastico ad adempiere senza indugio e ritardi, entro e non oltre 5 giorni dalla ricezione della formale comunicazione, a produrre idonea documentazione probatoria che attesti alternativamente:

  1. La documentazione comprovante l’avvenuta somministrazione del vaccino anti “Sars-CoV-2” mediante apposita certificazione;
  2. la presentazione della richiesta di vaccinazione, da effettuarsi entro e non oltre i successivi 20 giorni decorrenti;
  3. l’insussistenza dei presupposti dell’obbligo vaccinale ai sensi dell’art. 4-ter comma 1 del Decreto Legge 44/2021,
  4. l’attestazione relativa all’omissione ovvero l’esenzione dalla vaccinazione, in ragione delle loro condizioni di salute, per comprovati motivi “medico-sanitari”, documentato mediante esibizione di un apposito certificato di esenzione;
  5. il differimento della vaccinazione ai sensi dell’art. 4, comma 2 del Decreto Legge 44/2021 (convertito dalla Legge 76/2021);
Approfondimento omissione e differimento della vaccinazione L’art. 4, commi 2 e 7, del Decreto-legge 1 aprile 2021, n. 44, la cui applicazione è estesa al personale scolastico dall’art. 4-ter, comma 2, del medesimo Decreto-legge, prevede che la vaccinazione può essere omessa o differita in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale, nel rispetto delle circolari del Ministero della salute in materia di esenzione dalla vaccinazione anti SARS-CoV-2”.

Durante i cinque giorni previsti, il lavoratore in via transitoria, può svolgere la propria attività assolvendo all’obbligo di possesso e al dovere di esibizione della certificazione verde base (ottenuta anche mediante tampone). Alla scadenza di detto termine (di cinque giorni), in assenza della documentazione richiesta, avverrà “l’immediata sospensione”.

Il mancato rispetto dei predetti termini e/o in caso di mancata presentazione della documentazione suddetta, si procede ad “accertare inadempimento” ovvero l’inosservanza dell’obbligo vaccinale, determinato cosi l’immediata sospensione del lavoratore dal diritto di svolgere l’attività didattica, educativa e/o amministrativa, senza tuttavia avere conseguenze disciplinari e con il pieno diritto alla conservazione del rapporto di lavoro (art. 2, comma 3, Decreto-legge n. 172/2021).

La sospensione è efficace fino alla comunicazione dell’avvio o del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo e comunque non oltre il termine di sei mesi a decorrere dal 15 dicembre 2021. Di tale accertamento è sempre data formale comunicazione scritta. È bene ricordare che durante il periodo di sospensione non è dovuta alcuna retribuzione stipendiale né altro compenso o emolumento, comunque denominati.  

Per i casi sopra enumerati 3 e 4 l’art. 3-ter del Decreto Legge 44/2021 convertito dalla Legge 76/2021, introdotto dall’art. 1 del Decreto Legge 172/2021, dispone, ai sensi dell’art. 4 commi 2 e 7 dei citati Decreti, che lo stesso svolga altra mansione, individuata dal Dirigente scolastico, senza decurtazione della retribuzione, a decorrere dal giorno fissato fino al termine dello stato di emergenza.

In buona sostanza il Dirigente scolastico provvede alla verifica dell’adempimento da parte del personale scolastico a lui sottoposto effettivamente in servizio a decorrere dalla data dell’obbligo. Ricordiamo al lettore che l’adempimento dell’obbligo vaccinale è, difatti, requisito necessario per la poter fornire la prestazione lavorativa.

Non sono soggetti all’obbligo vaccinale ai sensi della normativa vigente:

  • il personale scolastico legittimamente assente dal servizio (a titolo di esempio il personale scolastico in collocamento fuori ruolo, distacco e/o comando, in aspettativa a qualunque titolo ovvero familiare o studio o per altro lavoro, sindacale e/o amministrativa o per mandato parlamentare, in malattia, in permesso e/o congedo facoltativo parentale o ancora in congedo per assistenza al disabile etc.);
  • il personale scolastico in servizio presso altra amministrazione/ente (es. comando). Questi ultimi sono soggetti al rispetto degli adempimenti previsti nei rispettivi Enti dove sono comandati. Alla data del rientro in servizio nella scuola di titolarità e/o di servizio, per quest’ultimo personale deve aver assolto l’obbligo vaccinale (Circ. Min. n. 1889 del 7 dicembre 2021);
  • il personale scolastico esente, per l’insussistenza dei presupposti dell’obbligo vaccinale (es. per i guariti ancora in periodo di validità del certificato verde);
  • il personale scolastico con differimento della vaccinazione;
  • il personale extrascolastico (assistenti all’autonomia e comunicazione ASACOM, esperti esterni, tirocinanti universitari, tirocini attivi formativi – TFA, addetti alle mense etc.), per i quali continua ad essere applicata la previsione di cui all’art. 9-ter.1 del Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52 “Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19” pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 96 del 22 aprile 2021.

La citata nota ministeriale, infine, prevede che: “per la sostituzione del personale docente sospeso, il dirigente scolastico provvede all’attribuzione di contratti a tempo determinato che si risolvono di diritto nel momento in cui cessa la sospensione. Per la sostituzione di personale scolastico non docente continuano ad applicarsi le ordinarie procedure previste dalla normativa vigente”.

Le sanzioni amministrative

È rilevante che la Circolare Ministeriale prot. n. 1889 del 7 dicembre 2021, avente oggetto “Decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172. Obbligo vaccinale per il personale della scuola. Suggerimenti operativi”, preveda che l’inadempimento dell’obbligo vaccinale determina l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria già prevista per l’inosservanza dell’obbligo del possesso e del dovere di esibizione della certificazione verde COVID-19 di cui al decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”, rideterminata “nel pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500”. La medesima sanzione si applica anche ai soggetti chiamati a verificare il rispetto dell’obbligo vaccinale, ovvero al Dirigente scolastico; la sanzione amministrativa pecuniaria, in quest’ultimo caso, prevede il pagamento di una somma di denaro da 400,00 a 1.000,00 euro.

Bibliografia

  • COSTITUZIONE Italiana art. 32
  • DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 65 “Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della legge 13 luglio 2015, n. 107
  • DECRETO LEGGE 25 marzo 2020, n. 19 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19
  • LEGGE 28 maggio 2021, n. 76 “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici
  • DECRETO LEGGE 1 aprile 2021, n. 44 “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici
  • DECRETO LEGGE 22 aprile 2021, n. 52 “Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19
  • DECRETO LEGGE 10 settembre 2021, n. 122 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale
  • DECRETO LEGGE 26 novembre 2021, n. 172 “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali
  • CIRCOLARE MINISTERIALE prot. 1337 del 14 dicembre 2021 “Indicazioni in merito alle modalità di controllo semplificato dello stato vaccinale del personale docente e ATA

Sitografia

  • MINISTERO DELLA SALUTE – FAQ ufficiali

https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=255

  • MINISTERO DELL’ISTRUZIONE

https://www.miur.gov.it/-/scuola-obbligo-vaccinale-del-personale-al-via-nuova-piattaforma-di-verifica

Stato di emergenza prorogato al 31 marzo, prorogati congedi parentali al 50% con i figli in quarantena

da OrizzonteScuola

Di Andrea Carlino

Approvato il decreto legge che estende di altri tre mesi (fino al 31 marzo 2022) le misure legate al contrasto della pandemia. Restano le possibilità di lockdown nazionale o per zone limitate, così lo smart working per i fragili ed il congedo per genitori con figli in quarantena. Tamponi a prezzi calmierati per tutto il 2022. Non è stata approvata invece alcuna misura che contempli l’obbligo di utilizzare mascherine all’aperto.

“In considerazione del rischio sanitario connesso al protrarsi della diffusione degli agenti virali da Covid-19, lo stato di emergenza dichiarato con deliberazione del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, è ulteriormente prorogato fino al 31 marzo 2022”.

E ancora: “Nell’esercizio dei poteri derivanti dalla dichiarazione dello stato di emergenza il Capo del Dipartimento della protezione civile e il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19” adottano “anche ordinanze finalizzate alla programmazione della prosecuzione in via ordinaria delle attività necessarie al contrasto e al contenimento del fenomeno epidemiologico da Covid-19”.

Fino al 31 marzo 2022 sono prorogati i congedi parentali al 50% per i genitori con figli in quarantena causa Covid ed è prorogata anche la possibilità di smart working per i lavoratori fragili.

Con decreto ministeriale, “da adottare entro trenta giorni, sono individuate le patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali, fino al 31 marzo 2022, la prestazione lavorativa è normalmente svolta in modalità agile, anche attraverso diversa mansione, e specifiche attività di formazione professionale sono svolte da remoto”.

Fino al 31 marzo resta la possibilità di limitare gli spostamenti delle persone, “su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalità di esso”.

Si precisa che il Consiglio dei ministri non ha approvato alcuna misura che contempli l’obbligo di utilizzare mascherine all’aperto.

BOZZA DECRETO LEGGE [PDF]

Nel decreto, dove non ci sono misure aggiuntive per frenare la nuova ondata, sono inoltre previsti, all’articolo 6, sei milioni da destinare al ministero della Difesa per allestire, in un sito militare individuato dal commissario Figliuolo, uno stock di vaccini.

“Al fine di assicurare il potenziamento delle infrastrutture strategiche per fronteggiare le esigenze connesse all’epidemia da COVID-19 e garantire una capacità per eventuali emergenze sanitarie future – si legge infatti nella bozza – è autorizzata, per l’anno 2022, la spesa di 6 milioni di euro per la realizzazione e l’allestimento, da parte del Ministero della difesa, di una infrastruttura presso un sito militare, individuato dal Commissario di cui all’articolo 122 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, d’intesa con il Ministero della difesa, idoneo a consentire lo stoccaggio e la conservazione delle dosi vaccinali per le esigenze nazionali”.

Comunicato di Palazzo Chigi

Via libera del Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Mario Draghi e del ministro della Salute Roberto Speranza, a un decreto-legge che prevede la proroga dello stato di emergenza nazionale e delle misure per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 fino al 31 marzo 2022. Per effetto del provvedimento, si legge nel comunicato ufficiale diffuso da palazzo Chigi al termine della riunione di governo, “sono anche prorogati i poteri derivanti dallo stato di emergenza al capo del Dipartimento della Protezione Civile, così come è prorogata la struttura del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica”.

Restano in vigore altresì, continua la nota, le “norme relative all’impiego del Green Pass e del Green Pass rafforzato e ai test antigenici rapidi gratuiti e a prezzi calmierati”.

Il decreto stabilisce, infine, “l’estensione, sino al 31 marzo 2022, della norma secondo cui il Green Pass rafforzato debba essere utilizzato anche in zona bianca per lo svolgimento delle attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla”.

Obbligo vaccinale, il Dirigente scolastico può delegare altro personale alla verifica

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Da domani, 15 dicembre 2021, scatta l’ora X per l’obbligo vaccinale anti Covid-19 per tutto il personale scolastico.

La verifica dell’adempimento spetta al Dirigente scolastico, che opererà tramite una nuova funzionalità sul SIDI, utilizzando il proprio profilo di accesso.

La procedura per il controllo è stata illustrata con nota del 14 dicembre.

SCARICA LA CIRCOLARE

Ovviamente sarà per lui possibile autorizzare altro personale ad effettuare il controllo, attraverso un’apposita delega di funzioni.

La persona autorizzata potrà così visualizzare e consultare lo stato vaccinale del personale in servizio presso l’Istituzione scolastica selezionata nel giorno della verifica.

In proposito, il MI ha predisposto un apposito format che il Dirigenti scolastici possono utilizzare per il conferimento di delega di funzioni ai fini del controllo dello stato vaccinale Covid-19 del personale docente e ATA.

Dopo aver autorizzato il personale in questione, il Dirigente Scolastico, tramite la funzione “Gestione utenze” sul SIDI, potrà assegnare il profilo di accesso al personale individuato e abilitarlo alla funzionalità di verifica dell’obbligo vaccinale.

SCARICA IL MODELLO DI DELEGA

Covid Scuola, gli studenti italiani sono i più colpiti in Europa in termini di relazioni interpersonali

da La Tecnica della Scuola

Di Andrea Maggi

A farlo presente sono i risultati di numerosi sondaggi intrecciati, avvenuti sulla piattaforma europea GoStudents, sostenuta dalla fondazione Kantar Market Research. A seguito dell’attuale emergenza sanitaria, che ha trascinato con sé non solo disagi di natura economica e professionale, è stato lanciato l’allarme dall’UNICEF Europeo relativo alla relazione diretta tra scarsi contatti sociali e disturbi psichici, tra cui figurano, in primo luogo, ansia e depressione, miste con difficoltà generali nell’apprendimento scolastico ed universitario, per i più adulti.

Il dossier suddetto ha anche fatto luce sulla gravità della situazione italiana, se confrontata fattivamente con i dati europei: i nostri giovani hanno sofferto maggiormente la didattica erogata a distanza, la mancanza di interazioni sociali stabili e le restrizioni alla libera circolazione ed al libero incontro varate per contenere la diffusione del nemico invisibile. E’ stata condotta un’attenta analisi relativa anche alle lacune scolastiche, allo stato dell’ambiente familiare ed al rapporto tra ragazzi, ragazze e le sfide dell’adolescenza.

I dati del dossier: preoccupa l’Europa nord-occidentale e il Belpaese

Le statistiche sono state raccolte ed organizzate attraverso un dedicato sondaggio on-line (Cawi) condotto in sette paesi appartenenti al SEE (Spazio Economico Europeo), tra cui figurano: Italia, Regno Unito, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Germania e Austria. In totale, 6.276 genitori e 5.767 studenti, di età compresa tra i 10 e i 18 anni, sono stati intervistati tra l’1 e il 16 ottobre 2021. Analizzato anche il complesso e litigioso rapporto tra studenti e la fantomatica didattica a distanza: circa 9 studenti italiani su 10 (88 %) hanno dichiarato di essersi confrontati con problemi di apprendimento durante l’erogazione della didattica da remoto. Un dato incredibilmente maggiore rispetto alla media del Vecchio Continente, che s’assesta sull’80 %.

L’Italia, purtroppo, si è aggiudicata un secondo, triste primato: i ragazzi e le ragazze hanno sofferto maggiormente la mancanza stabile di interazioni e rapporti sociali (dato corrispondente al 70 % del campione), intrattenutesi prevalentemente via social networks, rispetto ai coetanei europei (60 %). Il dossier fa anche riferimento anche al sesso di coloro che hanno rilasciato le proprie impressioni. Le ragazze tra i 16 e i 18 anni hanno sofferto maggiormente la solitudine e la scarsa interazione rispetto ai coetanei del sesso opposto. Prese in considerazione anche le difficoltà di concentrazione durante le lezioni e lo studio personale (43 % del campione) e di acquisire correttamente il materiale didattico (37 %).

Il punto di vista dei genitori: alla didattica a distanza corrispondono carenza, lacune, problemi

I genitori dei ragazzi e delle ragazze che hanno partecipato al dossier inserendo i propri dati hanno dichiarato che, compatibilmente all’arrivo dell’emergenza sanitaria e della conseguente erogazione della didattica a distanza, i loro figli e figlie abbiano mostrato difficoltà nell’apprendimento e nello studio (59 % del campione). Spesso le famiglie sono dovute ricorrere a ripetizioni private per colmare le lacune indesiderate. Gli studenti, a tal proposito, risultano essere più fiduciosi e positivi rispetto ai genitori: molti dei primi (45 %) hanno dichiarato che, nonostante le difficoltà evidenti, riusciranno a recuperare senza troppi problemi. Le discipline più combattive risultano essere matematica (25 %) e inglese (11 %).

La Spagna è il primo paese della SEE dove gli studenti e le studentesse si mostrano più fiduciosi, positivi ed attivi nel recupero di quanto perduto o mal acquisito. Alcuni genitori, per motivi di natura organizzativa, trovano utili la DAD e le ripetizioni intrattenute on-line, sostenendo si trattino egualmente efficaci come la didattica, pubblica o privata, erogata in presenza.

PDF – Obbligo vaccinale, ecco la CIRCOLARE del MI. Come verrà controllato il personale scolastico

da La Tecnica della Scuola

Di Carla Virzì

Ecco la circolare attesa del Ministero dell’Istruzione sulle nuove procedure di accertamento dell’obbligo vaccinale del personale scolastico.

SCARICA LA CIRCOLARE

SCARICA ALLEGATO N.1

SCARICA ALLEGATO N.2

Com’è noto, l’art. 2 del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172 ha esteso l’obbligo vaccinale anche al “personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e dei sistemi regionali che realizzano i percorsi
di istruzione e formazione tecnica superiore”.

Il nuovo strumento per facilitare la vita al dirigente scolastico

Per poter dare attuazione alla norma, il Ministero dell’Istruzione ha messo a disposizione delle Istituzioni scolastiche un nuovo strumento, volto ad agevolare i Dirigenti Scolastici nell’assolvimento dell’obbligo di verifica in merito alla regolarità dello stato vaccinale.

Chi è in regola e chi no con l’obbligo vaccinale?

Gli esiti della verifica restituiscono lo stato vaccinale del personale nei seguenti termini:

  • In regola. Lo stato “In regola” indica che il personale in esame, nel giorno della verifica, risulta in regola con l’obbligo vaccinale.
  • Non in regola. Lo stato “Non in regola” indica che il personale in esame, nel giorno della verifica, non risulta in regola con l’obbligo vaccinale. In tale caso, sarà cura del Dirigente Scolastico verificare con il soggetto interessato l’eventuale esistenza di una valida giustificazione, per poi procedere secondo quanto previsto dalla normativa vigente e richiamato dalla Nota MI prot. n. 1889 del 7 dicembre 2021.

In cosa consiste l’alert?

La app ha tra le sue funzionalità un messaggio di alert con evidenza del numero di docenti e ATA in servizio per i quali si è modificato lo stato vaccinale nelle ultime 72 ore. Qualora necessario, il dirigente può consultare lo stato vaccinale e l’indicatore di variazione dello stesso per tutto il personale in servizio nel giorno della verifica.

Coding e didattica digitale. Approvato l’emendamento Aprea

da Tuttoscuola

Il coding entra dalla porta principale nelle misure previste dal PNRR per quanto riguarda la scuola. La commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato l’emendamento presentato da Valentina Aprea (Forza Italia), da tempo impegnata sul tema, sul quale si è registrata una larga convergenza.

Ecco i punti principali dell’emendamento (aggiuntivo) all’articolo 24:

  1. Per favorire e migliorare l’apprendimento e le competenze digitali, di cui alla legge 107/2015 a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023, e per un triennio, il Piano nazionale di formazione dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado “individua, tra le priorità nazionali, l’approccio agli apprendimenti della programmazione informatica (coding) e della didattica digitale”.
  2. Entro il termine dell’anno scolastico 2024/2025, con decreto del Ministro dell’istruzione “sono integrati, ove non già previsti, gli obiettivi specifici di apprendimento e i traguardi di competenza delle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione e delle indicazioni nazionali e delle linee guida vigenti per le istituzioni scolastiche del secondo ciclo di istruzione”.
  3. A decorrere dall’anno scolastico 2025/2026, “nelle scuole di ogni ordine e grado si persegue lo sviluppo delle competenze digitali, anche favorendo gli apprendimenti della programmazione informatica (coding), nell’ambito degli insegnamenti esistenti”, sia pure “con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

Secondo la proponente Aprea “Già da quest’anno la scuola italiana è frequentata da «centennials», la generazione che non ha conosciuto il mondo senza internet e non si può ignorare oltre che gli alunni che frequentano il primo anno della scuola dell’infanzia concluderanno gli studi superiori nel 2037 e quelli che frequentano la prima classe della scuola primaria nel 2034, quando la società sarà dominata sempre più dall’utilizzo delle tecnologie per stili di vita e di lavoro che oggi ignoriamo”.

Sul fronte dell’innovazione digitale, però, l’Italia è in ritardo. Per questo, come già avviene in Paesi come la Gran Bretagna, la Finlandia, l’Estonia e altri Paesi europei, il coding e la didattica digitale devono avere uno spazio prioritario nella formazione dei giovani. Essenziale è però partire dalla formazione digitale dei docenti, iniziale e in servizio, “per avere a disposizione una nuova generazione di docenti più tutor e più coach”, conclude Aprea, “È tempo di cambiare”.

Obbligo vaccinale del personale scolastico: via alla piattaforma per il controllo

da Tuttoscuola

Il Ministero dell’Istruzione, a seguito dell’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, ha messo a disposizione delle scuole un nuovo strumento che servirà ad agevolare i dirigenti scolastici nelle necessarie verifiche.  È quanto si legge nella circolare inviata oggi alle scuole che spiega come accedere al nuovo servizio.

In particolare, nell’ambito del Sistema Informativo dell’Istruzione (SIDI) è stata introdotta una nuova funzionalità a cui le scuole possono accedere che, affiancandosi alla piattaforma già attivata a settembre per il controllo del green pass, consente ai dirigenti scolastici di verificare – mediante un’interazione tra il Sistema Informativo dell’Istruzione e la Piattaforma Nazionale Digital Green Certificate – lo stato vaccinale del personale docente e ATA a tempo indeterminato e determinato in servizio presso ogni singola Istituzione scolastica.

È previsto anche un sistema di alert che consentirà di conoscere automaticamente i mutamenti dello stato di vaccinazione del personale.

Nella nota inviata oggi sono disponibili i dettagli su come accedere alla piattaforma, come utilizzarla e sul rispetto della privacy. L’operazione, come già per il green pass, potrà essere svolta dal dirigente o da un suo delegato. Resta in funzione l’help desk di assistenza, già attivato dal Ministero in occasione dell’avvio dell’anno scolastico, per supportare le scuole in caso di dubbi e necessità.

Bozza di regolamento per il reclutamento dei DS: le criticità secondo i presidi

da Tuttoscuola

Lo scorso 13 dicembre, in videoconferenza, si è svolto l’incontro di informativa e confronto sulla bozza di regolamento per il reclutamento dei dirigenti scolastici. L’Amministrazione, rappresentata dal Dott. Filippo Serra e dalla Dott.ssa Azzurra Mottolese, ha sin da subito invitato le Organizzazioni sindacali a formulare osservazioni di carattere generali sulla bozza sottoposta alla loro attenzione. L’ANP, l’Associazione Nazionale Presidi, ha rappresentato alcune criticità, riservandosi comunque di far pervenire un documento riportante le proprie osservazioni puntuali.

Nello specifico, i presidi hanno richiesto che l’Amministrazione presti particolare attenzione alle seguenti azioni:

  • coordinare la tempistica del nuovo bando con la garanzia della mobilità dei dirigenti scolastici immessi in ruolo all’esito dell’ultimo concorso. A questo proposito l’ANP ha ribadito la richiesta di inserire nella legge di bilancio una specifica previsione per estendere dal 30% al 100% il limite massimo di sedi disponibili per la mobilità interregionale per l’a.s. 2022/2023
  • garantire la necessaria cura nella realizzazione delle procedure organizzative al fine di minimizzare le aggressioni mediante ricorso, soprattutto là dove si prevede lo svolgimento della prova orale in videoconferenza
  • prestare attenzione alla scelta e alla correttezza dei quesiti della prova preselettiva, in considerazione della non prevista pubblicazione della banca dati e della possibilità di effettuare più sessioni
  • scegliere sedi dotate di adeguate attrezzature informatiche, di connettività e con ambienti aventi capienza tale da garantire lo svolgimento delle prove in sicurezza anche nel caso di inasprimento della pandemia
  • prevedere adeguata remunerazione per le commissioni garantendone la conciliabilità delle procedure e delle operazioni concorsuali con le esigenze del lavoro
  • assicurare un’adeguata considerazione alle competenze in inglese e informatica, la cui incidenza sul punteggio complessivo è, nella bozza, pressoché irrilevante. Fino a quando il punteggio minimo di superamento delle prove è inferiore a quello massimo ottenibile senza risolvere i quesiti o le prove orali di informatica e lingua non sarà possibile radicare queste indispensabili competenze nella PA. Tutto ciò in evidente contrasto con il PNRR che punta a innovarla e a digitalizzare e internazionalizzare il Paese
  • fare in modo che il personale selezionato sia preparato ad affrontare il ruolo complesso che lo attende. A tal fine, l’ANP ha chiesto di ripristinare la previsione del tirocinio, di valorizzare i titoli professionali che – nella bozza – hanno un peso inferiore a quelli culturali, di curare le attività di accompagnamento nel periodo di prova (dalla tempestività della nomina del tutor a un adeguato monte ore di formazione che attualmente è definito solo nel minimo e non nel massimo)
  • valorizzare, nell’ottica di favorire la diffusione di pratiche didattiche innovative e inclusive, i ruoli di animatore digitale e membro del GLI
  • riconoscere adeguatamente gli incarichi di funzione strumentale e coadiutori ai sensi dell’art. 1, c. 83, L. n. 107/2015, equiparati nella bozza ai membri del Comitato di valutazione.

L’Amministrazione, nel prendere atto di tali osservazioni, si è riservata di valutarle per la stesura del testo definitivo del regolamento congiuntamente a quelle di dettaglio che l’ANP farà pervenire in breve tempo.

Sciopero scuola del 10 dicembre: un fallimento che indebolisce tutto il sindacato

da Tuttoscuola

Pensiamo che la Cisl-scuola, nel constatare il fallimento dello sciopero scuola del 10 dicembre voluto da tutti gli altri sindacati rappresentativi, non abbia esultato né abbia rivendicato, più di tanto, il successo della linea del dialogo e del confronto, in alternativa allo sciopero. Dall’esito negativo dello sciopero scuola del 10 dicembre non può che uscire una preoccupazione comune che riguarda sia chi ha proclamato lo sciopero sia chi ha scelto la linea alternativa del confronto: tutto il sindacato ne è uscito indebolito. Non hanno perso soltanto i nove sindacati in sciopero: ha perso il Sindacato.

Un milione di persone che, di fatto, non ha raccolto l’invito sindacale allo sciopero scuola del 10 dicembre, conferma implicitamente la linea del ministero e del Governo o, quanto meno, al di là del merito delle rivendicazioni e delle proposte governative, dimostra il diffuso dissenso sul ricorso allo sciopero, in particolare nel momento delicato e difficile che il Paese sta attraversando a causa della pandemia che proprio in questi stessi giorni sta moltiplicando i contagi.

Comunque la si guardi, la nuova situazione dell’after day vede indebolito tutto il mondo sindacale che dovrà far presto a trovare una linea comune e una unità di azione – cosa non facile né immediata, visto l’ulteriore e più profondo strappo tra le confederazioni per lo sciopero generale del prossimo 16 dicembre.   

Sarà necessario anche un ripensamento della strategia da adottare. Una prima questione riguarda proprio lo sciopero per il quale è necessaria una revisione coraggiosa. Prima di tutto: maneggiarlo con cura.

Seconda avvertenza: utilizzarlo soltanto in casi di estrema necessità.

Terza avvertenza: tenerlo lontano dalla portata dei “bambini” (i piccoli sindacati), che significa dare attuazione all’art. 39 della Costituzione.

Erasmus+: evento di lancio del nuovo Programma

Erasmus+: evento di lancio del nuovo Programma con studenti, ministri e sottosegretari

Sala della Protomoteca, Campidoglio, Roma

Lunedì 20 dicembre 2021

10,45 – 17,00

Presentato il prossimo 20 dicembre, a Roma, il nuovo Programma Erasmus+. L’occasione è l’evento “Uniti nella diversità con il nuovo Programma Erasmus+ 2021-2027”, organizzato dalle Autorità Nazionali e dalle Agenzie nazionali Erasmus+ INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione e Ricerca Innovativa), INAPP (Istituto Nazionale per le Politiche Pubbliche) e ANG (Agenzia Nazionale per i Giovani). 

Nel corso della giornata, i cui lavori saranno disponibili anche in streaming sul canale dedicato, verranno presentati i successi del Programma e le novità per i prossimi anni su mobilità, partecipazione e i progetti di cooperazione.

L’evento, che sarà aperto dai saluti del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, prevede l’incontro fra le giovani e i giovani che hanno partecipato al Programma Erasmus+ con i Ministri dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, per le Politiche Giovanili, Fabiana Dadone, del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con delega allo sport, Valentina Vezzali.

A seguire, è previsto l’intervento dei Direttori delle Agenzie nazionali INDIRE, INAPP e ANG, responsabili in Italia per la gestione del Programma Erasmus+ per i settori Educazione, Formazione e Gioventù.

Nel pomeriggio, saranno consegnati i riconoscimenti ai vincitori del Label europeo delle Lingue, del Premio europeo per l’insegnamento Innovativo – EITA 2021, del premio EPALE EduHack per l’educazione degli adulti e del riconoscimento della Rete EuroPeers Italia, gli ambasciatori e ambasciatrici della mobilità europea. 

Diretta streaming dell’evento: https://www.youtube.com/c/ErasmusPlusIndire