Allungare il calendario scolastico o un piano estate per tutti: Bianchi pensa a come potrebbe cambiare la scuola

da La Tecnica della Scuola

Di Fabrizio De Angelis

Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in audizione in commissione Cultura e Istruzione alla Camera, ha condiviso la sua visione anche in merito ad un possibile cambio del calendario scolastico. Ma non nasconde che il piano estate possa diventare parte integrante dell’anno scolastico a tutti gli effetti.

L’anno scorso abbiamo avviato un piano per l’estate in via sperimentale a cui hanno partecipato 7500 scuole. Ha coinvolto soprattutto quelle aeree che altrimenti ci sarebbe stato il vuoto una volta chiusa la scuola“, ha detto Bianchi davanti ai deputati.

Stiamo lavorando ad un nuovo piano estate“, ricorda Bianchi che però riflette in senso più ampio, a proposito di un’ipotesi di allungamento del calendario scolastico: “potremmo in qualche modo agire sul calendario scolastico, però il calendario è competenza esclusiva delle regioni. Noi possiamo fare un ragionamento complesso per verificare le diverse condizioni territoriali. Si può fare“.

Ed ecco le due strade ipotizzate dal numero uno di Viale Trastevere: “Mutando la norma che prevede che il corso dell’anno sia di 200 giorni oppure lavoriamo su un piano estate che diventi tale da comprendere tutte le scuole“.

Noi abbiamo avuto situazioni molto belle, dove è stata sperimentata scuola nuova“, aggiunge il Ministro dell’Istruzione.

Dunque, secondo Bianchi, non è da escludere a priori un intervento ragionato insieme alle Regioni sul calendario scolastico. Ma Bianchi va anche oltre, ovvero immagina un piano estate per tutte le scuole, che diventi parte integrante del calendario scolastico stesso.

Covid scuola, i sorprendenti dati del Ministero: in DaD solo il 6% delle classi

da La Tecnica della Scuola

Di Carla Virzì

Come abbiamo anticipato, il ministro Bianchi in audizione alla Camera ha comunicato i numeri della rilevazione dei contagi in questo anno scolastico 2021-2022, con focus sulla settimana del rientro a scuola dopo le vacanze di Natale. Numeri che hanno dell’incredibile e che smentirebbero chi nelle scuole lamenta il caos e la mancanza di personale. Insomma, molti dirigenti scolastici non avrebbero il polso della reale situazione del paese, stando ai numeri diramati dall’inquilino di Viale Trastevere.

Il 93, 4 per cento delle classi è in presenza, a quanto pare. Di queste il 13,1% con attività integrata per singoli studenti costretti da positività o quarantena a seguire a distanza. Le classi in Dad sarebbero circa 6 su 10. Gli studenti – su 7.362.181 – sono per l’88,4 in presenza. Quanto al personale scolastico sospeso perché privo di vaccino – ha dichiarato Bianchi – si tratterebbe dello 0,9 per cento del totale.

Sarebbero i dati rilevati alle ore 12:00 del 19 gennaio 2022, che si riferiscono all’82,1% delle istituzioni scolastiche statali (pari a 6.693 scuole su 8.157 scuole), nella settimana di ripartenza della scuola dopo la pausa natalizia (10 – 15 gennaio).

TUTTI I NUMERI DELLA PANDEMIA A SCUOLA AL 19 GENNAIO 2022

Casi Covid a scuola: una gestione difficile per colpa dei presidi? I sindacati: ‘Una rappresentazione falsa e lontana dalla realtà

da Tuttoscuola

Presidi che riarderebbero la DaD con i positivi in classe, che scaricherebbero i poteri sulle Asl e che metterebbero davanti solo scuse. Queste le pesanti accuse portate avanti in un articolo de “Il Messaggero” pubblicato oggi, 19 gennaio, nei confronti dei dirigenti scolastici. Ma scuola e sindacati non ci stanno. “’La scuola riapre in presenza e in sicurezza’: questo quanto deciso dal governo in merito alla ripresa delle lezioni. Ma è questo quanto sta accadendo nelle scuole? Purtroppo i presupposti sono stati disattesi dall’inizio: nessuno screening di massa per gli studenti prima della ripresa delle lezioni, ad oggi ancora non sono pervenute le mascherine FFP2 promesse dal Generale Figliuolo, tracciamento da parte delle ASL saltato immediatamente, troppi i casi da seguire. A tutto questo si aggiungono le difficoltà nell’individuazione dei supplenti – divenuti ormai praticamente irreperibili soprattutto dove ce n’è più bisogno, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria“. E’ quanto si legge in un comunicato unitario di FLC Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola.

Le scuole sostengono questa complessa gestione utilizzando nel miglior modo possibile le risorse disponibili, anche facendo rete con i genitori, che si adattano alla girandola di disposizioni (un caso, due casi, tre casi… vaccinati, non vaccinati ecc.), ma le difficoltà stanno divenendo insormontabili, di fronte all’aumentare esponenziale dei casi positivi. Ebbene – dicono i tre sindacati -, invece di cercare di sostenere le scuola, il sistema sanitario e le famiglie, si va alla caccia dei “responsabili”, gli indolenti applicatori di norme burocratiche e non gli eroici salvatori della patria: i dirigenti scolastici”.

Questa rappresentazione falsa e lontana dalla realtà, che “Il Messaggero” di oggi (per suggerimento di chi?) vuole accreditare nell’opinione pubblica, ci indigna profondamente, visto l’immane sforzo personale che moltissimi dirigenti – insieme ai docenti e al personale – stanno sopportando per garantire il diritto all’istruzione per le alunne e gli alunni delle nostre scuole, sforzo che investe ogni momento del lavoro e della vita privata e che toglie tempo alla vera missione delle scuole“.

“Siamo accusati di delegare alla ASL compiti che sono delle istituzioni scolastiche. In realtà a noi pare proprio che, ove le ASL non riescono a rispondere alle numerose segnalazioni, ci facciamo carico di scelte che non ci competerebbero, ma ci mettiamo al servizio della collettività perché c’è un grande clima di collaborazione con tutti i distretti sanitari che si occupano insieme a noi della difficile gestione dei casi di positività. Respingiamo con forza le accuse di “indolenza” e “incapacità” e chiediamo invece rispetto per il nostro lavoro e per il nostro ruolo. Dalla politica e dalla stampa.

Bianchi: ‘Solo il 6,6% delle classi in DaD’. Il punto sul ritorno in classe nell’Audizione del Ministro

da Tuttoscuola

“Ad oggi, alle 12, con un grado di copertura dell’82% su 374.740 classi,  il 93,4% delle classi sono in presenza. Di questi il 13,1% con attività integrata per singoli studenti a distanza. Le classi totalmente a distanza sono il 6,6%. In termini di studenti sono in grado di copertura della rivelazione dell’81,8% su un totale di 7.362.181, gli alunni in presenza sono l’88,4%. Per l’infanzia il numero degli alunni positivi o in quarantena è il 9%, e quindi quelli in presenza sono il 91%, per la primaria gli alunni positivi o in Dad sono il 10,9%, per la Secondaria di prima e secondo grado gli alunni in dad o in didattica integrata sono il 12,5%”. Sono questi i numeri ufficiali raccolti dal Ministero dell’Istruzione e sui quali il ministro Bianchi ha fatto un punto sul rientro a scuola in presenza nel corso dell’audizione di oggi, 19 gennaio, alla Camera.

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“Stiamo lavorando per la scuola in presenza – ha dichiarato il Ministro -, si tratta di un impegno che il premier Mario Draghi ha preso con il Parlamento fin dal suo discorso di insediamento. La scuola è in presenza, perché la scuola è comunità, anche attraverso strumenti digitale, ma all’interno di una visione d’insieme”.

E ancora: “Il sistema scolastico ha reagito, malgrado la sua enorme complessità dell’organizzazione. Come Ministero monitoriamo in modo costante, tramite il SIDI, le scuole. Abbiamo un servizio di assistenza, anche tramite help desk, che supporta dirigenti scolastici e docenti”.

Sulle vaccinazioni: “In termini di vaccinazione, secondo i dati del generale Figliuolo, abbiamo oggi situazioni molto differenziate sui vari livelli: per i ragazzi 12-19 anni abbiamo un grado di copertura vaccinale prossimo all’85%, più basso è il livello delle primarie, proprio perché abbiamo potuto procedere con le vaccinazioni dal 25 novembre. Il picco di contagi è riconducibile quando le scuole sono chiuse. Io ho fornito i dati amministrativi, non ho i dati sanitari. L’impennata dei positivi si è avuto dal 18 dicembre. Noi avevamo fatto una simulazione, sulla base dei dati disponibili, di un raddoppio dei positivi, ma il dato è più basso. Il contagio è avvenuto quando i ragazzi erano a scuola. Hanno avuto contatti familiari, fuori dalla situazione di controllo che si può avere a scuola”.

Non nascondo che ci siano problemi – ammette infine il Ministro -, non solo per territorio per territorio, ma perfino scuola per scuola. Il governo, però, ha dato delle regole, seppur migliorabili, ma ci sono”.