Ordinanza TAR Lazio sez III BIS 4 maggio 2022, n. 2861

IL TAR LAZIO ACCOGLIE I MOTIVI AGGIUNTI, sospende la esclusione dagli elenchi aggiuntivi della AT di Bologna, la revoca del ruolo ex art.59 co.4 del decreto n°73/2021 c.d. sostegni bis, la risoluzione unilaterale del contratto, perché in contrasto con la OM n°60/2020 :lo specializzato su sostegno in Romania in attesa di riconoscimento del titolo , va reintegrato.

Di particolare interesse la ordinanza n°2861 del TAR Lazio III bis del 4 MAGGIO 2022 con cui in accoglimento del ricorso, patrocinato dall’Avv. Maurizio Danza Prof. di Diritto Istruzione e Ricerca- Università ISFOA e dell’Avv. Pietro Valentini del Foro di Roma ha sospeso, il decreto di esclusione della USR Emilia Romagna-AT di Bologna della ricorrente dagli elenchi aggiuntivi delle GPS prima fascia per la c.c. ADSS, per violazione della OM n°60/2020.

I difensori innanzi al TAR Lazio sez III BIS avevano gravato altresì per palese illegittimità,

– il decreto n°4852 del 5 marzo 2022 di revoca del contratto a tempo determinato di immissione in ruolo per la classe di concorso sostegno presso l’ISS “adottato dal Dirigente scolastico;

-il decreto adottato dal DS del l’ISS di Imola con cui è stata disposta la “risoluzione unilaterale del contratto di lavoro a tempo determinato sottoscritto, con conseguente annullamento e caducazione di ogni effetto giuridico del citato contratto di lavoro ai e sensi per gli effetti dell’art. 2126 c.c. a far data dal 7 marzo 2022”;

 il D.M. n. 51 del 3 marzo 2021 nella parte in cui (art. 1, co. 1 e art. 2, comma 1) non precisa che nella riapertura dei termini per l’inserimento negli elenchi aggiuntivi delle GPS, possono partecipare anche tutti coloro che hanno conseguito il titolo di specializzazione all’estero, in corso di riconoscimento;

Inoltre, avevano richiesto al TAR Lazio quanto al merito, anche L’ACCERTAMENTO, 

-del diritto all’inserimento nella prima fascia degli elenchi aggiuntivi delle Graduatorie Provinciali delle Supplenze per l’ambito territoriale della Ministero dell’Istruzione – USR – Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna – Ufficio V – ambito territoriale di Bologna, in attuazione dell’art. 7, co. 4, lettera e/ dell’O. M. n. 60/2020, su posti di sostegno, sulla base del conseguimento della specializzazione sul sostegno conseguita in Romania ed in corso di riconoscimento,

– del diritto alla (re)-immissione in ruolo , ai sensi dell’art.59, co. 4, della Legge 23 luglio 2021, n. 106 (di conversione del decreto legge n°73/2021 c.d. sostegno bis), sul posto già assegnato presso l’Istituto di Istruzione superiore “di Imola, in conformità al bollettino-elenco dei destinatari della proposta di stipula del contratto a tempo determinato della AT di Bologna;

Il Collegio della Terza Sezione Bis, si è così pronunciato “ritenendo dunque, che “il decreto di esclusione e la circolare sulla quale lo stesso si fonda, appaiono emessi in contrasto con la circolare ministeriale O.M. 60/2020 nella parte in cui non consentono l’iscrizione con riserva ai docenti che abbiamo ottenuto il titolo all’estero e siano in attesa del riconoscimento in seguito a tempestiva presentazione della domanda di partecipazione e della istanza di riconoscimento; ha accolto la richiesta misura cautelare e per l’effetto sospeso il provvedimento di esclusione della ricorrente “.

Allarme Uil: il Consiglio di Stato rileva «numerose criticità» sul regolamento supplenze

da Il Sole 24 Ore

Per il sindacato si rischia il caos: le osservazioni «inevitabilmente riguardano» l’ordinanza che darebbe il via all’aggiornamento delle graduatorie per il biennio 2022-2024

di Redazione Scuola

Il Consiglio di Stato ha rilevato «numerose criticità» nel nuovo regolamento delle supplenze pubblicato dal ministero dell’Istruzione. Criticità che, secondo quanto denunciato da Uil Scuola, «inevitabilmente riguardano» l’ordinanza ministeriale di prossima pubblicazione che dovrebbe dare avvio all’aggiornamento delle graduatorie per il biennio 2022-2024. Per il sindacato, «si rischia di pubblicare un’ordinanza ministeriale i cui contenuti non sono condivisi dal Consiglio di Stato, anche se presenti in altro provvedimento, e per i quali il ministero dovrà provvedere a nuove formulazioni. Una procedura che potrebbe riguardare fino a 700mila persone, continua mietere vittime e a ritardare, con una visione miope e autoritaria, provvedimenti che riguardano la vita delle persone».

Le osservazioni

Uno dei problemi evidenziati dal Consiglio di Stato, secondo quanto riporta la Uil Scuola, è il fatto che non venga garantito agli aspiranti supplenti il diritto di conoscere le sedi per cui ci saranno disponibilità prima di effettuare la domanda di partecipazione alle supplenze. Secondo il Consiglio di Stato il ministero dovrebbe inoltre esplicitare più chiaramente il contenuto delle tabelle di valutazione dei titoli. «La Uil Scuola – conclude il comunicato – rivendica la riapertura del confronto in materia di supplenze per arrivare ad un testo condiviso che vada nella direzione di tutela dei diritti del personale».


Il Programma Erasmus+ celebra i suoi 35 anni al Festival d’Europa

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

L’ edizione 2022 del Festival d’Europa coincide con le celebrazioni per i 35 anni di Erasmus+, il Programma simbolo dell’Unione europea. Per l’occasione l’Agenzia Erasmus+ Indire, tra gli enti promotori del Festival d’Europa, organizza a Firenze un ampio programma di iniziative in vari luoghi della città; per valorizzare le esperienze e promuovere le opportunità Erasmus+ rivolte a studenti, scuole, università e giovani.

Spazio Erasmus+ in Piazza della Repubblica, dal 6 al 10 maggio

Lo spazio Erasmus+ in Piazza della Repubblica è il cuore pulsante di Erasmus+ Indire al Festival d’Europa, un punto informativo per chiunque voglia saperne di più sulle opportunità offerte dall’Unione Europea per studiare e formarsi. Sarà animato dallo staff dell’Agenzia Indire con workshop sulla promozione del Programma, approfondimenti tematici, incontri e performance di piazza a cura di beneficiari. Sono previste anche attività a cura della Rappresentanza della Commissione europea in Italia e della Fondazione GaragErasmus.

Info sul programma: https://www.erasmusplus.it/news/istruzione-scolastica/agenzia-erasmus-indire-al-festival-europa/

Conferenza “35 anni del Programma Erasmus: una storia di successo”, 9 maggio

Palazzo Vecchio Salone De’ Cinquecento, dalle 10.00 alle 13.00 – Evento aperto con registrazione online

La conferenza Erasmus+ nel giorno dell’Europa è un momento istituzionale di celebrazione del 35 anni di Erasmus, con la partecipazione di autorità, rappresentanti dei Ministeri competenti per il Programma e la presentazione di storie, ed esperienze Erasmus dal mondo dell’università, della scuola e dell’educazione degli adulti. La conferenza sarà anche il momento di premiazione del concorso “l’Europa che Sogniamo” di Europascuola, iniziativa promossa dalla Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, l’Università La Sapienza e Indire a cui hanno partecipato 63 scuole da tutta Italia. Info e registrazioni: https://www.erasmusplus.it/eventi/programma/conferenza-indire-al-festival-deuropa-35-anni-del-programma-erasmus-una-storia-di-successo/

Concerto dell’Orchestra Erasmus “L’Europa si fa musica. Buon Compleanno Erasmus!”, 10 maggio

Teatro Verdi, ore 21.00 Evento aperto con registrazione online

Il concerto dell’Orchestra Erasmus è un appuntamento imperdibile al Festival d’Europa!

L’Orchestra è nata infatti proprio per i 30 anni di Erasmus nel 2017 e si è esibita per la prima volta proprio al Festival d’Europa. 50 giovani musicisti provenienti da Conservatori e Istituti musicali italiani, in Erasmus in Italia o con un’esperienza Erasmus vissuta o in programma a breve, si esibiranno al Teatro Verdi in un concerto gratuito dedicato ai 35 anni del Programma. Info e registrazioni: https://www.erasmusplus.it/eventi/programma/concerto-dellorchestra-erasmus-a-firenze-per-i-35-anni-del-programma/

Role Model: Sharing Erasmus+ stories and values, 8 -11 maggio

Grand Hotel Baglioni – Evento solo su invito

Nell’ambito delle attività di cooperazione condotte dall’Agenzia Erasmus+ Indire con le Agenzie nazionali di altri Paesi, prende il via durante il Festival d’Europa anche la rete dei Role Model Erasmus+, con un seminario internazionale con ca. 100 partecipanti da 15 diversi Paesi europei e una parte di italiani.

Erasmus+ va in città: i RoleModel Erasmus+ nelle scuole fiorentine, 10 maggio

Il 10 maggio, le attività dei Role Model Erasmus+ si spostano in alcune scuole fiorentine, che ospiteranno delegazioni internazionali per un racconto condiviso di storie ed esperienze che possono essere di ispirazione per il futuro.

Coordinamento degli Ambasciatori Erasmus+ per la scuola, 10-11 maggio

Palazzo Congressi, FirenzeFiera – Evento solo su invito

Sono circa 300 gli Ambasciatori Erasmus+ selezionati dall’Agenzia Erasmus+ Indire tra docenti, dirigenti e staff della scuola per diffondere a livello locale la conoscenza delle opportunità offerte dal Programma Erasmus+ e da eTwinning e favorire la partecipazione e la progettualità delle scuole nei territori. Saranno presentati e nominati ufficialmente a Firenze durante il Festival in una due giorni di formazione e coordinamento.


Notte nazionale del liceo classico, venerdì 6 maggio numerosi eventi in programma in 328 istituti d’Italia

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Si svolgerà venerdì 6 maggio, dalle 18 alle 24, in 328 licei classici di tutta Italia, l’ottava edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico, evento nato dall’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale (Ct) e sostenuto dal ministero dell’istruzione.

Molti istituti hanno scelto di celebrare in presenza l’evento, dopo due anni di pandemia in cui si è stati costretti a organizzarlo online.

Su idea del prof. Schembra, anche in questa edizione, in contemporanea, i 328 licei daranno spazio ai loro studenti che si esibiranno in una serie di performance legate ai loro studi esaltando la cultura classica. Tra queste, maratone di lettura, recitazioni teatrali, concerti, dibattiti, presentazioni di volumi, incontri con gli autori, cortometraggi, cineforum, degustazioni a tema ispirate al mondo antico e quant’altro.

Confermato anche il partenariato tra Rai Cultura, Rai Scuola e il Coordinamento Nazionale della Notte.

“Quest’anno abbiamo registrato un ulteriore incremento di licei che partecipano all’iniziativa – afferma il prof. Schembra – torniamo finalmente in presenza visto che le condizioni permettono di tornare al vecchio format, dalle 18 alle 24 di venerdì si potrà andare e vedere cosa succede. Gli studenti, coordinati dai loro docenti, in aule tematiche ispirate al mondo classico, metteranno in scena i loro talenti migliori, un po’ sganciati da logiche curriculari. Ci saranno aule improntate alla lettura, degli allestimenti di simposi legati al mondo antico. Ci sarà il coinvolgimento più attivo di rappresentanze studentesche. Abbiamo nominato 4 studenti che rappresentassero il Nord, il Centro, il Sud e le isole del Paese, avranno il ruolo di coordinarsi con tutti gli studenti d’Italia e realizzeranno un giornale a cui potranno partecipare gli studenti raccontando le loro notti e potendo esprimere le loro opinioni sul mondo classico”.

A partecipare all’evento anche il liceo classico “Paolo Diacono” di Cividale del Friuli (Ud):

“Quest’anno l’evento si svolgerà in presenza nell’Aula Magna e in altri locali dell’Istituto, sito in Piazza Foro Giulio Cesare n.12, dalle ore 16.00 alle ore 22.00 per offrire, in primo luogo agli studenti delle Scuole Medie e alle loro famiglie, un ricco ventaglio delle attività svolte dagli allievi del biennio e del triennio in varie discipline: riscrittura di miti classici, presentazioni multimediali, rassegna per immagini di manufatti artistici, letture di testi poetici in italiano e in greco antico, intermezzi musicali, interventi di ex-allievi che hanno scelto e proseguito con successo I loro studi in diversi ambiti del sapere (linguistico- letterario, economico-giuridico e scientifico- tecnologico)”.

La nuova formazione dei docenti deve essere inclusiva

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente intervento di Salvatore Nocera, presidente del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione italiana per il superamento dell’handicap).

Ha fatto molto scalpore, specie tra le associazioni delle persone con disabilità e loro familiari il recente decreto-legge approvato dal Governo lo scorso 21 aprile (e poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile) sulla formazione iniziale ed obbligatoria in servizio dei docenti futuri ed attuali. La FISH ha diramato un comunicato-stampa molto preoccupato, invitando il Ministero a convocare immediatamente l’Osservatorio scolastico per verificare come colmare i vuoti di tale importantissima riforma della scuola.

Infatti nel decreto-legge si prevede circa un anno di formazione obbligatoria dei futuri docenti e circa mezzo anno per quelli già in servizio e che entreranno in ruolo nei prossimi anni.

Però, non è detto quale debba essere il contenuto di questa formazione, a parte la previsione della formazione obbligatoria in servizio sulla formazione digitale e la didattica per il suo utilizzo aa scuola..

Ora, per comprendere la totale assenza di contenuti concernenti la pedagogia e la didattica generali e speciali, bisogna rileggere con attenzione l’interessante libro scritto dal Ministro Bianchi negli scorsi anni dal titolo “nello specchio della scuola“. Il Ministro ripercorre la storia dell’istruzione pubblica dall’unità d’Italia ad oggi, segnalando come la nostra scuola attuale sia rimasta “ottocentesca” nei metodi di insegnamento, nei programmi ministeriali, nella didattica e nel centralismo che, malgrado l’attribuzione dell’autonomia scolastica, rimane ancora nella prassi e nella mentalità di molti operatori della scuola troppo incombente. Di qui la necessità di passare da una scuola “ottocentesca ad una scuola 4.0”.

Per far questo il Ministro segnala quali sono i punti di attacco dell’attuale sistema dell’istruzione che vanno radicalmente riformati. Egli individua, tra i tanti, fondamentalmente due ambiti: quello della “dispersione” di troppi giovani che non raggiungono il diploma di scuola superiore (la cui percentuale è molto alta rispetto a quella degli altri Paesi europei)e quello del grave distacco trai livelli apprenditivi “del Sud rispetto al Nord” d’Italia, come dimostrato dai risultati delle deludenti prove INVALSI.

Ed a proposito dell’urgente necessità di colmare questi due divari il Ministro utilizza il termine “necessità di inclusione“. Questo termine, ormai divenuto universalmente noto, specie dopo la ratifica con legge n. 18/09 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, è fondamentalmente applicato all’orientamento politico di far frequentare con successo gli alunni con disabilità nelle scuole di tutti, superando le vecchie discriminazioni determinate dalle scuole “speciali” per soli alunni con disabilità.

Però nel libro, tranne una breve nota bibliografica, non riferisce i propri contenuti a questi alunni, ma, ripeto, con molta giusta attenzione al superamento della dispersione scolastica ed al divario apprenditivo tra Sud e Nord.

A mio sommesso avviso è in questa visione che occorre individuare la causa dell’assoluta omissione nel recente decreto-legge di interventi formativi generalizzati per garantire l’inclusione scolastica anche degli alunni con disabilità.

E’ vero che la percentuale di questi alunni, pari a circa il 3,05% di tutti i compagni senza disabilità, è una percentuale quasi irrilevante. Però c’è il fatto che in Italia, a differenza di quasi tutti gli altri Paesi del mondo sviluppati ed in via di sviluppo, questa piccolissima percentuale di alunni è spalmata e presente in tutte le classi di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Pertanto, mentre in altri Paesi ci si potrebbe accontentare di un aggiornamento formativo per i soli docenti delle scuole speciali, nel nostro Paese ciò è assolutamente impossibile e sarebbe pure illegittimo, stanti le numerosissime decisioni della nostra Corte costituzionale sull’affermazione del diritto costituzionalmente garantito allo studio di questi alunni in tutto il sistema nazionale di istruzione.

E, purtroppo, nonostante la pluridecennale normativa sull’inclusione generalizzata degli alunni con disabilità, non si è avuta in Italia una normativa contemporanea della apposita formazione dei docenti disciplinari, sulla pedagogia, sulla didattica generale e speciale nonché sulla psicologia giovanile, con riguardo agli alunni e studenti con disabilità.

Purtroppo a questa disattenzione avrà contribuito la massiccia attenzione, anche finanziaria, destinata alla formazione iniziale ed all’immissione in ruolo dei cosiddetti docenti “di sostegno”, che ormai costituiscono quasi un quinto di tutto il corpo docente italiano.

Se per i docenti disciplinari di scuola dell’infanzia e primaria alla formazione anche sulla pedagogia e didattica speciale hanno contribuito prima le “scuole magistrali“ ed ora i licei pedagogici e da ultimo, a livello di formazione universitaria il decreto n. 249 del 2010, per i docenti disciplinari di scuola media e superiore, nulla è stato fatto, malgrado dal 1987 la sentenza della Corte costituzionale n. 215 abbia sancito il diritto pieno ed incondizionato degli alunni con disabilità anche in situazione di gravità estrema come quella intellettiva e dell’autismo, allo studio nelle scuole superiori. A tal fine, giustamente il Ministero dell’Istruzione già, a seguito del parere n. 348/1991del Consiglio di Stato, ha introdotto nel nostro sistema il diritto di alunni in situazione di gravissime disabilità ad accedere alle scuole superiori anche con un semplice “attestato sui crediti formativi maturati” e allo svolgimento di un piano educativo individualizzato “differenziato”, finalizzato non al diploma di maturità ma a con sentire il diritto allo studio alla pari coi coetanei senza disabilità.

In tutta questa importantissima riforma continua e permanente della scuola, però, non si è tenuto presente che, i docenti di scuola secondaria non avevano nel loro curricolo degli studi universitari alcuna minima informazione sulla pedagogia e sulla didattica speciale.

Ciò, malgrado la sbandierata singolarità circa la presenza nelle scuole comuni di quasi tutti gli alunni con disabilità, la qualità dell’inclusione scolastica nelle scuole secondarie italiane è rimasta generalmente molto bassa e talora inesistente. La riprova si ha nei casi, sempre più denunciati, di docenti curricolari che delegano ai colleghi per il sostegno non solo l’insegnamento delle proprie discipline agli alunni con disabilità, ma talora assurdamente ed illegittimamente, anche la valutazione sugli apprendimenti degli stessi. Troppo spesso pervengono denunce di docenti disciplinari, ad es. di educazione motoria o di lingua straniera, di scuola superiore circa la pretesa dei colleghi disciplinari di qualunque disciplina di insegnare, trigonometria o filosofia, etc. Questa stortura è purtroppo conseguente alla totale mancanza di formazione iniziale e quasi inesistente in servizio dei docenti disciplinari sull’inclusione scolastica.

Le associazioni di persone con disabilità e loro familiari speravamo pertanto che, dopo aver denunciato a lungo, la carenza formativa iniziale dei docenti disciplinari, finalmente fosse venuto il momento di colmare questa gravissima abissale lacuna normativa, organizzativa e culturale.

Ecco il perché del nostro “sconcerto” dopo la lettura del decreto-legge del 30 aprile 2022.

Però noi, come FISH, pur essendo profondamente contrariati da questa gravissima omissione normativa e politica, non abbiamo immediatamente attaccato giuridicamente, come invece è avvenuto ad opera di talune associazioni col decreto interministeriale sui “nuovi PEI”, impugnati giurisdizionalmente senza alcun previo tentativo di dialogo col Ministero; noi, abbiamo chiesto al Ministero dell’Istruzione un’immediata riunione dell’Osservatorio sull’inclusione scolastica , anche in forza dell’art. 4 comma 3 della convenzione ONU cit. e dell’art. 15 del decreto legislativo n. 66/2017 che impongono al Ministero ed al Governo di richiedere un preventivo parere obbligatorio, ma non vincolante, alle associazioni di persone con disabilità maggiormente rappresentative a livello nazionale.

Siamo fiduciosi che, a seguito di un pacato dialogo col Ministero e col Governo, venga recepita la necessità di colmare le gravi lacune presenti nel decreto-legge n. 36/2022, pubblicato sulla G.U. del 30 aprile, e sia lo stesso Ministero dell’Istruzione a provvedere, in sede di approvazione parlamentare dello stesso, a far inserire gli emendamenti necessari per normalizzare la formazione obbligatoria iniziale ed in servizio di tutti i docenti disciplinari, adeguando così l’impegno politico su questo fondamentale aspetto all’impegno politico ormai pluridecennale sulla presenza degli alunni con disabilità nelle nostre scuole comuni.

A tal fine si auspica che nella commissione che dovrà elaborare i decreti previsti dall’art. 44 del decreto-legge cit. il Ministero voglia includere almeno un membro della SIPES, società di pedagogia speciale ed un esperto della FISH, organismi, entrambi membri dell’Osservatorio Ministeriale sull’inclusione scolastica.

Quel cinque di maggio

Quel cinque di maggio

di Maurizio Tiriticco

…era primavera inoltrata! E noi poveri alunni stanchi e impotenti accasciati sui banchi! In attesa del suono della campanella liberatoria, pronti ad uscire dall’aula, a precipitarci per le scale e correre via da quell’orrendo posto dove per cinque ore cinque eravamo stati zitti e istupiditi ad ascoltare sonnolenti le paroleparoleparole… non di Mina, ma di un insegnante dopo l’altro! Uno ogni ora per cinque ore cinque! Pillole medicinali… e micidiali… che provocavano solo sonno, noia, torpore, languore, fantasie a volte, fughe oltre le pareti dell’aula… verso il cielo… verso la libertà!!!

Ma veniamo a noi! Chi di noi a scuola non è stato afflitto dal Cinque Maggio di Alessandro Manzoni? E chi se lo scorda? Ei fu siccome immobile… andava in automobile… così esorcizzavamo la magniloquenza manzoniana… dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta, muta pensando all’ultima ora dell’uom fatale; né sa quando una simile orma di pie’ mortale la sua cruenta polvere a calpestar verrà…

Macchissenefregaaa!!! E’ morto! E allora? Pace all’anima sua! Ma allora… quando io stavo sui banchi… chi me l’avrebbe mai detto che poi… a distanza di anni… io, sì proprio io da una cattedra… sì ex cathedra… avrei dovuto declamare quei versi… io… a propinare quel sonnifero… a dei poveri ragazzi… colpevoli soltanto… di avere scelto di studiare oltre i nefasti anni obbligatori? Consapevole che poi sarebbe toccata loro anche “la morte di Ermengarda”! “Sparsa le trecce morbide sull’affannoso petto, lenta le palme, e rorida di morte il bianco aspetto, giace la pia, col tremolo sguardo cercando il ciel…”. E, a seguire… “Soffermati sull’arida sponda, volti i guardi al varcato Ticino…”.

Ma ora la butto sul serio! Perché Napoleone Bonaparte, il Grande Corso, in verità merita di essere ricordato come si deve! Perché ne aveva fatte fin troppe! Una vita ricchissima! Amori, tradimenti, battaglie, vittorie, sconfitte! Non poteva uscirne indenne! E così, se ne andò… in vecchiaia… si fa per dire… perché, quando fu relegato a Sant’Elena nel 1815 dopo la sconfitta di Waterloo, aveva appena 46 anni!!! Un giovanotto!!! Oggi!!! Ma un anziano un po’ malandato per quei tempi! In effetti soffriva di forti dolori allo stomaco a causa di quello che poi si rivelerà un tumore che lo porterà alla morte… sei anni dopo, in quel fatidico 5 maggio del1821.

La notizia della… augusta dipartita giunse in Europa solo alcuni mesi dopo. Non c’erano né telefono né radio! Per non dire dei giornali! Rarissimi! Il primo numero del primo quotidiano italiano, un foglio di 21 centimetri per 15, il “Diario Notizioso”, era uscito a Napoli il 10 agosto del 1759.A Napoli, sì, dove regnavano i Borbone! Una grande dinastia! Perché Napoli allora, dopo Parigi e Londra, era la Terza Città d’Europa! Ma un secolo dopo, nel 1860 l’intero SudItalia fu annesso al nuovo Regno Sabaudo! Ed ebbe inizio la “questione meridionale”, il declino di un grande ex regno! E Roma? Allora era soltanto un paesucolo distribuito sui Sette Colli storici, di cui il più celebre era il Quirinale, dedicato dai Romani appunto al Dio Quirino, identificato conRomolo, il primo re di Roma. E il Quirinale solo molto più tardi divenne Sede Pontificia! Quando, a partire dal 1583,ebbe inizio la costruzione del Palazzo, appunto, del Quirinale, concepito come residenza estiva del Papa Gregorio XIII che, a sue spese, volle un luogo di riposo diverso dal Palazzo Vaticano o dal Palazzo Laterano, in effetti ambedue schiacciati sul livello umidiccio del Tevere… e pieni di zanzare…

Ma il Quirinale fu residenza estiva papale solo fino alla storica Breccia di Porta Pia! Era il 20 settembre del 1870! Quando il povero Pio IX fu costretto a sgombrare da uno dei Colli più alti di Roma per cedere il posto regale a Vittorio Emanuele II, il “Re Galantuomo”! Ma, secondo i malevoli, galantuomo solo “dalla cintola in su”, stando ai suoi insaziabili appetiti sessuali. Tutti soddisfatti in una bella villa costruita sulla Via Nomentana in Roma, a partire dal 1874, per la “bella Rosina”, al secolo Rosa Teresa Vercellana, moglie morganatica di Vittorio Emanuele II, contessa di Mirafiori e Fontanafredda. La villa è oggi una delle sedi della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma.

Pio IX, sfrattato dal Quirinale, si ritirò nel Palazzo delVaticano. E i cattolici apostolici romani erano incavolati come non mai! Monsignor Antonelli, Cardinale di Santa Romana Chiesa e Segretario di Stato di un Pontefice ormai sovrano del solo Vaticano, scriveva che «Vittorio Emanuele ha commesso un attentato di fronte al quale era rifuggito lo stesso Mazzini, allorquando nel 1848 aveva proclamato la sua Repubblica Romana». Comunque il Regno d’Italia non aveva alcuna intenzione di “fare la guerra” al Papa e con la “legge della Guarentigie” – 13 marzo 1871 – varò un insieme di provvedimenti con cui garantì al Papa il libero esercizio del potere spirituale, l’inviolabilità e l’immunità dei luoghi dove risiedeva, nonché il diritto di ricevere ambasciatori e di accreditarsi presso i Paesi stranieri. In effetti, com’è noto, solo con i cosiddetti Patti Lateranensi sottoscritti tra il Regno d’Italia (Governo Mussolini) e la Santa Sede l’11 febbraio del 1929, fu firmata “una pacedefinitiva”! I Patti, dopo la caduta della Monarchia Sabauda e del Fascismo e l’avvento della Repubblica, furono recepiti nella nostra Carta Costituzionale Repubblicana. Con la fiera opposizione di tanti onorevoli laici nonché “mangiapreti”! E fu recepita anche grazie ad un appassionato discorso che Palmiro Togliatti, Segretario del Partito Comunista Italiano – e noto divoratore di bambini – tenne all’Assemblea Costituente il 25 marzo 1947. Ne consiglio vivamente la lettura!

Ma torniamo a Pio IX! Pare che abbia abbandonato la sua reggia scagliando un terribile anatema su tutti gli usurpatori che vi si sarebbero istallati. Fu forse per questo che, dopo la cacciata del Papa Re, Vittorio Emanuele II evitò di farsi vedere a Roma prima del dicembre 1870, e solo quando la capitale fu vittima della peggiore inondazione della sua storia! Perché di fatto il Re si vide costretto a recarsi in visita alla popolazione colpita. E una zingara incavolata,vedendolo passare, gli predisse che sarebbe morto al Quirinale. E così fu, qualche anno dopo, esattamente il 9 gennaio 1878. Ma la maledizione sembrò estendersi a tutti gli esponenti di Casa Savoia: suo figlio Umberto cadde sotto i colpi dell’anarchico Bresci; era il 29 luglio del 1990. E suo nipote Vittorio Emanuele III finì i suoi giorni nell’esilio di Alessandria d’Egitto, dopo aver assistito al disfacimento della monarchia. E il successore, suo figlio Umberto, fu un re che svolse le sue funzioni regali solo dal 9 maggio al 18 giugno del 1946. Com’è noto, nel referendum del 2 giugno di quell’anno il popolo italiano optò in favore della Repubblica.

Ma qui mi fermo! Avrebbe inizio un’altra storia!

Spazio alle idee

L’astronauta darà l’annuncio dalla Stazione Spaziale Internazionale durante il primo collegamento dedicato alla stampa

Dopo aver ricevuto 1.061 proposte da 638 istituti scolastici, è stato scelto il nome vincitore di “Spazio alle idee”, il concorso lanciato dal Dipartimento per la trasformazione digitale con il Ministero dell’Istruzione e l’Agenzia Spaziale Italiana per dare un nome alla futura costellazione satellitare per l’Osservazione della Terra in orbita bassa.

Il nome vincitore verrà annunciato il 5 maggio 2022 dall’astronauta italiana dell’ESA Samantha Cristoforetti, collegata dalla Stazione Spaziale Internazionale in occasione della prima inflight call dedicata alla stampa che si terrà dalle 15:45 presso l’Auditorium Luigi Broglio dell’Agenzia Spaziale Italiana.

I lavori della giornata saranno trasmessi sulla web tv dell’ASI.

La premiazione dei vincitori si terrà invece il 1° giugno 2022 in occasione di un evento speciale.

Che cos’è il Progetto

La costellazione satellitare – quello che diventerà il più importante programma spaziale satellitare europeo di Osservazione della Terra a bassa quota – sarà realizzata in Italia e completata entro cinque anni con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana grazie alle risorse del Pnrr. La costellazione supporterà anche la Protezione Civile e le altre Amministrazioni ed articolazioni dello Stato per contrastare il dissesto idrogeologico e gli incendi, tutelare le coste, monitorare le infrastrutture critiche, la qualità dell’aria e le condizioni meteorologiche. Fornirà, infine, dati analitici per lo sviluppo di applicazioni commerciali da parte di startup, piccole e medie imprese e industrie di settore.

Nota 5 maggio 2022, AOODGSIP 1211

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Trento TRENTO
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua Ladina BOLZANO
Al Sovrintendente per gli Studi della Regione Valle d’Aosta AOSTA
Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado
LORO SEDI
e, p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

OGGETTO: 17 maggio – Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.