Trofeo Smart Project Omron

Ritorno in presenza per la manifestazione, giunta alla quindicesima edizione.
Primo classificato 
Andrea Bendin dell’ITIS “Fermi” di Modena. 
Al secondo posto Fabio Calistri, medaglia di bronzo a Giulio Gabbi.

È tornata a svolgersi in presenza, dopo due anni di eventi virtuali, la fase finale del XV Trofeo Smart Project, manifestazione che rientra nel Protocollo d’intesa siglato tra Omron e il Ministero dell’Istruzione ed è inserita nell’albo delle eccellenze del Ministero.

La competizione è rivolta agli studenti del quarto e quinto anno delle Scuole secondarie di secondo grado che, coordinati da un docente, si confrontano nella realizzazione di un progetto di automazione industriale, grazie agli strumenti software che Omron mette a disposizione gratuitamente.

La manifestazione si è aperta presso la Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione, con un messaggio del Ministro Patrizio Bianchi, portato dal Capo Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione, Stefano Versari.

Il Trofeo Smart Project “si pone in linea con il potenziamento dell’offerta formativa promossa dal sistema di istruzione negli Istituti Tecnici Superiori, negli IPSIA e nei licei tecnologici, fornendo ai nostri ragazzi le competenze professionali utili all’inserimento nel mondo del lavoro”, ha spiegato il Ministro.

“Mi congratulo con le studentesse, gli studenti e i loro docenti per il percorso e per l’impegno profuso in tale competizione, la cui valenza culturale e istruttiva è riconosciuta dal Ministero inserendola nel Programma di Valorizzazione delle Eccellenze”, ha proseguito il Ministro nel suo messaggio.

Trofeo Smart Project, le novità del 2022

Come di consueto, anche quest’anno la competizione si è articolata in due fasi: una prima fase, conclusasi lo scorso marzo con l’invio del progetto, e una seconda fase a cui hanno avuto accesso i 10 migliori progetti selezionati.

L’edizione del 2022 ha introdotto una novità nella seconda fase della competizione: un test di automazione – su argomenti di logica, programmazione e tecnologia dell’automazione – sostenuto da tutti gli studenti, il cui risultato è servito, insieme alla valutazione dei progetti presentati, a determinare la classifica di ammissione alla fase finale.

Fase finale che, dopo due anni di pandemia, è tornata a svolgersi in presenza nella sede del Ministero dell’Istruzione a Roma.

In aggiunta ai due premi introdotti nell’edizione 2021 – relativi l’uno alla realizzazione pratica del progetto e l’altro al progetto che meglio interpreta le istanze ecologiche – nell’edizione di quest’anno è stato introdotto un premio dedicato alla migliore scuola esordiente.

Tutti i vincitori

Tra i tanti progetti presentati, sono dieci quelli giunti alla finale che sono stati presentati dagli studenti stessi davanti a una platea composta, fra gli altri, da giornalisti del settore che ne hanno valutato esposizione ed efficacia comunicativa.

Il premio speciale Environmental Care va al progetto “Tetracycle” dell’IIS “Castelli” di Brescia, mentre il premio speciale i-Automation – per il progetto più pioneristico sui temi dell’intelligenza, dell’innovazione e dell’interazione – va al progetto “SMART” presentato dall’IIS “Fermo Corni” di Modena.

Il premio per la migliore scuola esordiente è stato vinto dall’IIS “P. Mazzone” di Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria.

Le scuole premiate (con una media ponderata tra i voti ai progetti e quelli presi agli studenti) sono:

  • ITIS “Enrico Fermi” di Modena, che riceve l’assegno da 6.000 euro;
  • IIS “Domenico Zaccagna” di Carrara, a cui va il premio da 5.000 euro;
  • ITI “Fermi” di Bassano del Grappa (VI), a cui va l’assegno da 4.000 euro.

Nella categoria Progetti, la classifica finale vede al primo posto il progetto “Metal Plotter”, curato dal docente Giuliano Monti, con gli studenti Andrea Bendin e Giulio Gabbi. Al secondo posto il progetto “Organic Jar Product System” (docente Roberto Biasci, studenti Angelo Guglielmi e Andrea Spadaccini), mentre al terzo si è classificato “Produzione e confezionamento cioccolatini” di Domenico Parisoli, con gli studenti Mattia Prandi e Mattia Saccheggiani.

Gli studenti premiati, in base al punteggio ottenuto nel test di automazione, sono:

1° classificato: Andrea Bendin – ITIS “Fermi” di Modena;

2° classificato: Fabio Calistri – ITTS “Fedi Fermi” di Pistoia;

3° classificato: Giulio Gabbi – ITIS “Fermi” di Modena.

Il premio eccellenza della comunicazione è andato agli studenti Joel Cappellari e Alberto Franco dell’ITI “Fermi” di Bassano del Grappa, che hanno presentato il progetto di Gestione di un impianto idroelettrico.

Nel corso dell’evento, Omron ha premiato anche il docente Claudio Ferrari, dell’IIS “Fermo Corni” di Modena, per essere arrivato sempre in finale, con i progetti da lui coordinati, negli ultimi 12 anni. 

Gli istituti finalisti:

  • ITTS “Fedi Fermi” – PT;
  • IIS “Castelli” – BS;
  • ITIS “Enrico Fermi” – MO;
  • IIS “Fermo Corni” – MO;
  • ITI “Leonardo Da Vinci” – Carpi (MO);
  • IIS “Domenico Zaccagna” – MS;
  • IIS “L. Nobili” – RE;
  • IIS “Pentasuglia” – MT;
  • ITI “Fermi” – Bassano del Grappa (VI).

Una scuola migliore per una società migliore

“Una scuola migliore per una società migliore” è lo slogan del progetto Eccops (Education for citizenship competence to partecipation and sustainability) promosso e coordinato dall’UCIIM nazionale con la collaborazione di due partner internazionali l’Università de la Laguna (Spagna ) e l’Ispettorato Scolastico di Buzau (Romania).

Finanziato dall’Unione Europea nel Programma Erasmus Plus, il progetto, che si concluderà entro il 2023, ha lo scopo di sviluppare appropriate strategie per una Educazione Civica e alla cittadinanza competente, più efficace e di alta qualità. Un percorso di ampio respiro, che incoraggia l’inclusione, la partecipazione e lo sviluppo sostenibile attraverso la ricerca e lo scambio di buone pratiche, la produzione di
avanzati strumenti di lavoro per un apprendimento attivo e la formazione di cittadini del domani responsabili ma soprattutto coscienti del valore di quella comune identità europea di cui ognuno è titolare.

A dare il via al progetto lo scorso dicembre i tre partner in un meeting online, durante il quale hanno avuto modo di confrontarsi e programmare la prima fase dei lavori con l’intento di ritrovarsi poi a febbraio 2022 per procedere.

Due gli eventi in agenda già realizzati.

Il primo a Palermo, dove lo scorso 29 aprile, presso il liceo Galileo Galilei, il progetto Eccops è stato presentato al pubblico dal gruppo di lavoro italiano, composto dalla Presidente nazionale dell’Uciim, Rosalba Candela, Olga Bombardelli, Elena Fazi, Tina Sticchi, Laura Simeon e Alfonso Pantaleo.

Il secondo appuntamento, a Tenerife dove nei giorni 9 e 10 maggio, presso l’Università de La Laguna si è tenuto il meeting di preparazione al progetto, che ha visto la presenza dei tre partner, il gruppo Uciim per l’Italia, Lidia Santana Vega, Olga Gonzlez Morales, Milena Trenta per l’Università de La Laguna, Iulia Coman, Dora Dascălu per l’Ispettorato Scolastico di Buzău.

Al centro dell’attenzione tutti quegli elementi di preparazione, essenziali alla buona riuscita del progetto : linee guida per la creazione materiali didattici e dei manuali, decisioni logistiche, individuazione dei membri dei comitati previsti, svolgimento dei “multiplier event” negli altri stati, Struttura del sito internet e lavoro necessario per il suo sviluppo, preparazione del “corso pilota” per gli studenti, diffusione del progetto e dei risultati ottenuti, matrice delle competenze per gli insegnanti, competenze chiave da sviluppare negli alunni.

Contratto scuola, 50 euro netti di aumento per i docenti e Ata. Giovedì nuovo round all’Aran. Bianchi e Draghi al lavoro per scongiurare sciopero

da OrizzonteScuola

Di redazione

La partita per il rinnovo contrattuale degli insegnanti (il nuovo CCLN 2019-2021 che riguarda oltre un milione di addetti) è appena iniziata.

Martedì scorso, all’Aran, si è dato il calcio d’inizio, ma siamo molto lontani dalla conclusione della partita. Giovedì o venerdì dovrebbe esserci il secondo round, ma è già guerra sulle cifre per l’adeguamento economico.

Come è noto, i sindacati hanno indetto uno sciopero per lunedì 30 maggio e il governo vuole evitare la mobilitazione o quanto meno minimizzarne l’impatto così come segnala il Sole 24 Ore.

Per adesso l’asticella degli aumenti è ferma a 90 euro, ma il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, punta a scavalcare la quota dei 100 euro per molti docenti.

La partita più delicata, infatti, è proprio quella economica. Secondo gli ultimi dati, con le risorse a disposizione, circa 2 miliardi, si punta a riconoscere al corpo docente, un incremento del 3,8%, cioè circa 90 euro lordi, dunque 50-55 euro netti in busta paga.

Al netto delle risorse per gli arretrati (ancora da quantificare), verrebbe ricompreso nell’aumento il cosiddetto elemento perequativo da 11,50 euro medi previsto dal precedente CCNL 2016-2018. In quel caso erano stati garantiti ai docenti aumenti retributivi medi di 96 euro lordi al mese (da 80,40 euro minimi a 110 massimi, in base ad anzianità e grado di scuola).

Ai 90 euro, poi, va aggiunta il taglio cuneo e a luglio arriveranno anche i 200 euro decisi dal governo contro l’aumento dei prezzi.

Per gli Ata, invece, risorse aggiuntive sono previste dalla manovra 2022, legate alla revisione dei sistemi di classificazione: fino a un massimo dello 0,55 (secondo primissimi calcoli sindacali si tratterebbe di 10-12 euro aggiuntivi)

Il governo è cauto sull’aumento dei fondi, ma la cifra di 90 euro lordi mensili è considerata solo una base di partenza. La partita è aperta e al Ministero dell’Istruzione si conta di arrivare a 102-105 euro lordi, le famose tre cifre del Patto per la scuola firmato un anno fa a Palazzo Chigi.

SCARICA ATTO DI INDIRIZZO DEFINITIVO [PDF]

ATA

Lavoro agile

Una delle novità per i lavoratori ATA riguarderà la contrattualizzazione del lavoro agile che potrà essere alternato a quello in presenza.

Nel contratto dovranno essere definite le modalità in cui ciò potrà avvenire, disciplinando, in particolare, i diritti e e relazioni sindacali, a formazione specifica, la predisposizione e utilizzo dei dispositivi, la salute e sicurezza, del tempo di lavoro e di reperibilità, il diritto alla disconnessione, dei rientri. Articolo di approfondimento

Compiti ATA e valorizzazione DSGA

Un capitolo a parte sarà la riformulazione degli ordinamenti e la revisione stipendiale. A tal fine saranno stanziate risorse aggiuntive, non superiori allo 0,55% del monte salari 2018. Articolo di approfondimento

Docenti

Didattica a distanza

Tra le proposte governative quella di contrattualizzare la Didattica a distanza, evidenziando la necessità di normare il tempo di lavoro, oltre che la sicurezza o il diritto alla disconnessione. Articolo di approfondimento

Funzioni docenti per l’autonomia

Novità in arrivo per Coordinatori di classe, dipartimento o tutor dei neoassunti. Figure che il contratto chiede di valorizzare senza che ciò, però, causi aumento di ulteriori oneri per lo Stato. Articolo di approfondimento

Formazione obbligatoria

I docenti si dovranno formare costantemente e le competenze dovranno essere “premiate”. L’Ipotesi di atto di indirizzo chiede una vera e propria rivoluzione copernicata, con obblighi ma anche concessioni: come ad esempio la formazione durante le ore di servizio e la remunerazione delle competenze acquisite. Articolo di approfondimento

Welfare

Tra le voci del testo compare anche un “welfare” rivolto al mondo della scuola. Lo scopo è di individuare interventi con lo scopo di migliorare il benessere del personale: genitorialità, prestazioni sanitarie, mobilità sostenibile. Si tratta di alcune voci di interesse.


Contro la dispersione bisogna rinnovare la didattica e investire sui docenti

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

L’Associazione nazionale presidi non ha dubbi su come si debba e si possa superare i problemi legati alla dispersione scolastica.
Secondo l’associazione presieduta da Antonello Giannelli “la scuola equa si costruisce rinnovando la didattica” ed è proprio così che si intitola un documento programmatico approvato ne giorni scorsi dal Consiglio nazionale.

Secondo l’ANP il periodo post-emergenziale impone a tutti una riflessione seria sul tema della dispersione scolastica, sia nella sua forma esplicita, sia in quella implicita.
“La nostra scuola – si legge nel documento – troppo spesso si ritrova a prendere atto delle deleterie ricadute di tale fenomeno sul percorso di vita del singolo individuo e sulla sua comunità di appartenenza, spesso ingigantite da inique condizioni di accesso. Uno studente disperso è un cittadino incompiuto che, peraltro, costituisce un costo insostenibile per un paese maturo. Il periodo della pandemia ha solo ingigantito le dimensioni di una tendenza che purtroppo, da decenni, continua a minare il senso del nostro sistema di istruzione e formazione, non più idoneo a sostenere le necessità educative e formative delle nuove generazioni, specie delle loro componenti più fragili. La scuola rischia di rivelarsi, suo malgrado, un luogo in cui si coltivano e si rafforzano le condizioni per consolidare equilibri sociali iniqui”.

Come fare però per garantire al maggior numero possibile di studenti una formazione adeguata?
L’Anp risponde: “E’ fondamentale che i docenti riescano a rimpiazzare il pungolo del voto negativo e della bocciatura, tipici di una scuola del passato e selettiva, non più in linea con le esigenze sociali di oggi, con quello della motivazione ad apprendere. È urgente, quindi, avviare un profondo rinnovamento della didattica, ancora oggi tendenzialmente cristallizzata nella prassi trasmissiva e in forme di valutazione sommativa”.

Ma, ovviamente, per raggiungere questi obiettivi non basta la buona volontà dei docenti e delle istituzioni scolastiche.
“Questa prospettiva – si legge ancora nel documento – presuppone che il decisore politico dimostri di avere il coraggio delle riforme vere e decida di incidere con nettezza su dinamiche sclerotizzate, a cominciare dalle modalità di selezione e di formazione del personale scolastico”.

Non mancano le proposte concrete: “Per formare i docenti servono non solo idee nuove ma anche risorse specifiche che è irragionevole individuare sottraendole proprio alla scuola che, attraverso la formazione degli insegnanti, si vorrebbe migliorare. La scuola deve essere vista come un settore su cui investire sempre più risorse e non come una spesa da tagliare: un decisore politico che contraddicesse questo principio sarebbe affetto da una miopia oggettivamente incompatibile con il ruolo di promotore del sistema paese”.

Il calo delle nascite riduce le cattedre, da settembre primi tagli

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

Il piano di riduzione nella scuola di classi e cattedre è pronto. All’inizio, per tre-quattro anni, sarà impercettibile. Poi, diventerà evidente. Lo prevede, come abbiamo più volte ricordato, il Documento di Economia e Finanza approvato alcune settimane fa dal Governo: il Consiglio dei ministri, infatti, in quell’occasione ha deciso di ridimensionare, nel volgere di alcuni anni, la spesa dell’Istruzione rispetto al Pil dall’attuale 4% al 3,4%. Il motivo sarebbe noto: la riduzione di natalità, che dapprima avrà effetti diretti sul primo ciclo; poi, nel tempo, anche sulla secondaria.

I primi effetti da settembre

Già da settembre 2022 in Italia il calo di iscritti sarà pesante: addirittura avremo 130.000 studenti in meno rispetto all’anno scolastico corrente. La riduzione è ormai costante ed in deciso aumento: qualche anno fa si perdevano meno di 40-50mila alunni ogni 12 mesi, di recente si è arrivati a circa 70mila allievi in meno l’anno. Con questo andare, hanno calcolato gli statistici, nel 2030 avremo un milione e 300mila studenti in meno rispetto ad oggi.

La linea di riduzione delle cattedre, del resto, viene confermata dallo stesso decreto legge 36, nel quale si parla espressamente di tagli organici di diritto dei docenti nella misura di 1.600 posti per il 26/27, 2.000 posti per il 2027/28 e poi altrettanti ogni anno fino all’anno scolastico 2030/31.

Le proteste della Flc-Cgil

La Flc-Cgil ha espresso tutto il suo dissenso per questo genere di politica scolastica, che non sembra orientato ad investire sul settore, come invece sostiene il ministro dell’Istruzione (almeno fino al 2026).

“Giusto un anno fa – ricorda il sindacato dei lavoratori della conoscenza guidato da Francesco Sinopoli – il ministro dell’Istruzione a nome del governo aveva sottoscritto un Patto per la Scuola, che prevedeva investimenti, riduzione del numero di alunni per classe, stabilizzazioni dei precari storici. Invece si prefigura anche per l’a.s 2022/2023 una situazione composta di classi sovraffollate e ingestibili, carenza di personale amministrativo, tecnico e collaboratori scolastici, miriadi di precari a coprire le cattedre prive di un titolare”.

Secondo la Flc-Cgil anche “il calo degli studenti” costituisce solo “un ulteriore alibi per non investire risorse lo dimostrano i provvedimenti del governo contenuti nel Decreto 36, in particolare l’istituzione di un sistema nazionale di formazione. Questo provvedimento, lungi dal prevedere stanziamenti tali da permettere la formazione su larga scala dei docenti italiani, prospetta un meccanismo di incentivazione rivolto a una percentuale molto bassa di destinatari, finanziato con fondi sottratti ad altri capitoli di spesa e con risparmi derivanti dal taglio ulteriore di quasi 10.000 cattedre a partire dal 2026”.

Per il sindacato Confederale siamo di fronte ad “un capolavoro di architettura neoliberale: sottrarre risorse al sistema universale di istruzione per ”premiare” un’esigua parte di lavoratori ‘meritevoli’”.

Le riduzioni secondo la Flc-Cgil di Firenze

In riflessi di tale politica sui territori si fanno già sentire: dalla sezione provinciale della Flc-Cgil di Firenze spiegano che da subito “l’ordine di scuola più colpito dal decremento demografico è la primaria: nell’anno scolastico 2022/23 diminuirà di 900 alunni, seguita dall’Infanzia (quasi 700 in meno) e dalla scuola secondaria di primo grado (quasi 400 in meno); perdono pochi alunni le scuole superiori, ancora non colpite dal calo demografico. Si tratta in totale di duemila alunni in meno”.

Anche la Flc Cgil di Firenze cita “il Documento di Economia e Finanza approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso aprile” che “sancisce una diminuzione della spesa pubblica in istruzione di mezzo punto percentuale sul Pil entro il 2025, con chiare e tangibili ripercussioni su famiglie e studenti”.

Bisognava invece affrontare il fenomeno della denatalità, prosegue il sindacato, “con politiche strutturali a favore di genitorialità, ampliamento dell’offerta di servizio socio-educativi, politiche per la piena e buona occupazione”.

“La prima e più grave conseguenza – continua la Flc-Cgil di Firenze – risiede nella diminuzione dell’organico dei docenti, che nel nostro territorio il prossimo anno vedrà ben 71 cattedre in meno: 38 derivanti dal taglio lineare calcolato in base alla diminuzione degli studenti e altri 33 derivanti dalla necessità di ”fare posto” alle nuove figure di insegnanti di educazione motoria alla Primaria, i quali – introdotti dall’ultima Legge di Bilancio – inizieranno a lavorare nelle scuole a partire dal prossimo settembre (per l’appunto ”al posto” di altrettanti colleghi curriculari)”.

Le norme introdotte da Governo, tuttavia, non prevedevano che i posti dei docenti specializzati di motoria dovessero essere introdotti a discapito dei colleghi curricolari.

In effetti, gli organici complessivi nel prossimo anno non muteranno. E i direttori di Usr e Ust avrebbero avuto “licenza”, dall’amministrazione centrale, di spostare le cattedre da un ciclo all’altro, proprio in base all’andamento degli iscritti.

A Cremona e Mantova, ad esempio, l’Anief ha denunciato il taglio di oltre 30 maestri della primaria, in ogni provincia (dove le iscrizioni nel primo ciclo sono in leggero calo), per spostare le cattedre nel secondo ciclo (dove il numero di alunni al momento rimane stabile).

Meno classi nell’infanzia e primaria

Tornando a Firenze, la Cgil ricorda che “la riduzione di organico docenti si tradurrà nella perdita di ben 24 sezioni dell’infanzia, 28 classi di Primaria, 21 di secondaria di primo grado, con evidenti ricadute su studenti e famiglie, costrette anche a portare i propri figli in plessi diversi da quelli su cui avevano fatto affidamento. Non diminuiscono per ora le classi della secondaria di secondo grado”.

Anche per quanto riguarda l’organico del personale Ata, a livello provinciale fiorentino il quadro è decisamente negativo: “esso non ha subito decrementi, ma la cosa grave è la mancata riconferma del cosiddetto organico Covid’, cioè quel contingente aggiuntivo, principalmente di collaboratori scolastici, che ha assicurato in questi anni supporto, igienizzazione, controllo e vigilanza sugli studenti”.

Per il sindacato sono smentite “le narrazioni del governo, evidentemente propagandistiche, sulla centralità e l’importanza della scuola per le generazioni future. Ancora una volta in definitiva il governo rispolvera ricette all’insegna del risparmio e disattende quanto il mondo della scuola propone da tempo: allungamento dei tempi della didattica, diminuzione del numero di alunni per classe, implementazione degli organici, seri percorsi di formazione e reclutamento degli insegnanti, creazione di un sistema che dall’accesso ai servizi educativi per l’infanzia arrivi all’obbligo scolastico da 3 a 18 anni e a un vero sistema di formazione permanente”.

Non ci sono investimenti, sciopero il 30 maggio

Secondo la Flc-Cgil toscana, “il nostro paese non ha bisogno di un incremento di spese militari, ma di abbandonare il triste primato di essere uno fra gli ultimi paesi europei per la spesa in istruzione”.

“Per tutti questi motivi le organizzazioni sindacali della scuola hanno indetto uno sciopero generale per l’intera giornata del prossimo 30 maggio, chiedendo lo stralcio completo delle disposizioni previste sulla scuola dal DL 36/22, lo stanziamento di adeguate risorse per il rinnovo dei contratti, la stabilizzazione del personale precario, la riduzione del numero di alunni per classe e l’incremento degli organici”, conclude il sindacato.

Scuola, studentesse più prestanti dei loro colleghi maschi: lo rivela uno studio finlandese

da La Tecnica della Scuola

Di Andrea Maggi

In termini biologici, la differenza sostanziale tra sesso e genere risulta esplicata da caratteri fisici, orientamenti e assetti genici che danno luogo a fenotipi differenti. Questi, in verità, non fanno solo mero riferimento all’espressione puramente fisico-meccanica dei caratteri, ma anche mentale: l’assetto cromosomico ed i caratteri legati al sesso hanno da sempre costituito, fin dagli anni ’60 del secolo scorso, un argomento, un tema di interesse il cui studio ha permesso di cambiare totalmente la percezione della genetica mendeliana, ricchissima oramai d’eccezioni.

Lo studio redatto e pubblicato dall’Università della Finlandia Orientale, basato su dati raccolti nell’intero continente europeo, rende noto che la motivazione negli studi è nettamente superiore nelle studentesse e procede di pari passo con il rendimento, se presente, sotto il prospetto atletico e sportivo.

Gli studenti, per quanto risulta dai dati ottenuti, appaiono meno interessati rispetto alle coetanee, ritenute più produttive e virtuose. Risulta inoltre evidente che occorra realizzare percorsi formativi e didattici comuni che tengano ampiamente in considerazione tale aspetto, cercando di favorire il più possibile lo sviluppo di motivazioni contigue e pari tra studenti e studentesse con il fine di permettere loro identiche opportunità di crescita.

Interazione tra sport e rendimento scolastico: un binomio deciso e sottovalutato

Integrare con successo le discipline sportive con l’istruzione richiede la motivazione per impegnarsi in entrambi gli ambienti ed attività. In Europa, l’UE ha incaricato i suoi Stati membri di formulare e adottare linee guida nazionali sulla doppia carriera dei giovani atleti. Sono necessarie azioni politiche sufficienti a sostegno della combinazione degli sport d’élite con l’istruzione accademica. In Finlandia, ad esempio, gli atleti adolescenti di talento e d’élite hanno l’opportunità di completare la loro istruzione secondaria superiore in scuole secondarie superiori di sport speciali, che offrono pari opportunità sportive agonistiche per entrambi i sessi e spesso sono specializzate in più sport.

Un nuovo studio condotto tra quasi 400 atleti adolescenti in Europa ha esaminato lo sviluppo e le differenze di genere nei valori dei loro compiti per la scuola e lo sport durante gli anni della scuola secondaria superiore. All’inizio degli studi gli studenti avevano un’età compresa tra i 15 ei 16 anni e stavano tutti completando la scuola secondaria superiore in una scuola secondaria superiore sportiva. Sono stati seguiti in quattro occasioni durante gli anni della scuola secondaria superiore.

I ricercatori hanno scoperto che i valori dei compiti per la scuola e lo sport tra gli studenti erano fortemente correlati tra loro. Gli studenti con un’elevata motivazione per la scuola avevano anche un’elevata motivazione per lo sport., ed un conseguente e maggiore rendimento. D’altra parte, gli studenti con una motivazione inferiore o più limitata per la scuola hanno lottato per mantenere la loro motivazione anche per lo sport.

Potenziali differenze di genere nella produttività: risultati, valori, dati

I risultati hanno mostrato che i valori dei compiti scolastici degli studenti maschi erano inferiori agli omologhi delle studentesse all’inizio della scuola secondaria superiore e che le differenze di genere sono rimaste evidenti durante gli anni scolastici. Tuttavia, non sono state riscontrate differenze di genere nella motivazione degli studenti per una carriera atletica. 

“In questo studio, ci siamo concentrati soprattutto sulle potenziali differenze di genere. Ci si aspetta generalmente che le studentesse abbiano una motivazione maggiore per una carriera accademica rispetto agli studenti maschi, mentre nello sport, gli stereotipi sul ruolo di genere spesso esercitano un impatto sull’importanza attribuita alle caratteristiche maschili. è stato suggerito che, dal punto di vista motivazionale, una tale narrativa della performance maschile indirizza più facilmente i maschi verso la dedizione allo sport”, afferma la docente Jaana Viljaranta dell’Università della Finlandia Orientale, direttrice dello studio in oggetto.

La Memoria di Tutti

23 MAGGIO 2022 – “LA MEMORIA DI TUTTI”

XXX ANNIVERSARIO DELLE STRAGI DI CAPACI E VIA D’AMELIO

Il 23 maggio 2022 si commemora il XXX anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio nelle quali morirono i giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Francesca Morvillo e i poliziotti Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.


“La scuola fornisce alle studentesse e agli studenti le parole di libertà per sconfiggere la mafia. Avere condiviso oggi il trentennale delle stragi di Capaci e Via D’Amelio con mille di loro a Palermo, con i loro insegnanti e le loro famiglie, è stata una lezione di educazione civica e alla legalità importante. La scuola insegna consapevolezza, appartenenza e comunità. Ricordare è fondamentale, perché non si vince la battaglia contro la criminalità organizzata una volta per tutte, bisogna farlo ogni giorno, con la cultura e l’istruzione”. Così il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenuto questa mattina alla celebrazione ufficiale in occasione del XXX anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, che si è tenuta al Foro Italico Umberto I, nel capoluogo siciliano, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Hanno preso parte alla manifestazione anche il Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, la Ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, la Ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, la Presidente della Fondazione Falcone, Maria Falcone.    
  
Oltre mille le studentesse e gli studenti dalla Sicilia e da tutta Italia presenti a Palermo, 1.400 i lenzuoli realizzati da 1.070 istituti scolastici che hanno accolto l’appello del Ministero dell’Istruzione e della Fondazione Falcone, lanciato attraverso il bando #LaMemoriaDiTutti. Le scuole nelle scorse settimane hanno approfondito la storia di alcune donne e uomini uccisi dalla violenza mafiosa e hanno decorato i lenzuoli bianchi – che i palermitani usarono nel 1992, all’indomani delle stragi, per dimostrare la loro ribellione – con illustrazioni e messaggi derivanti dalla loro riflessione. Sono stati affissi al Foro Italico Umberto I e ai balconi dei cittadini che hanno accettato di esporli durante il periodo del progetto.     

“Queste ragazze e questi ragazzi e i loro 1.400 lenzuoli ci ricordano cosa è la pedagogia della legalità – ha aggiunto il Ministro Bianchi –. Quest’anno le scuole hanno portato i lenzuoli realizzati in memoria delle vittime delle mafie. L’anno prossimo vorremmo piantare nei giardini delle scuole un albero della legalità come quello che c’è a Palermo davanti alla casa del giudice Falcone. La scuola è la sfida più grossa alla mafia”.  

Il Ministro Bianchi ha onorato la memoria dei giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo e degli agenti di scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Claudio Traina, uccisi da Cosa Nostra nel 1992, partecipando, inoltre, al momento del Silenzio a Capaci, suonato alle 17.58, ora della strage, al Giardino della Memoria “Quarto Savona Quindici”, insieme a Tina Montinaro, moglie dell’agente Antonio Montinaro, alle studentesse e agli studenti. Alla stessa ora, sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, davanti a quella che fu la casa del giudice, un trombettiere della Polizia di Stato ha eseguito il Silenzio in onore delle vittime e sono stati letti i nomi dei caduti negli attentati di Capaci e di Via d’Amelio.


Alla conferenza stampa di presentazione del programma, il 19 maggio, hanno preso parte Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone, il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, la presidente della Rai Mariella Soldi, il direttore della Distribuzione Rai Marcello Ciannamea, il curatore generale del progetto culturale Spazi Capaci Comunità Capaci Alessandro De Lisi, il Vice Capo vicario della Polizia di Stato, il Generale D. del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Massimo Mennittie il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, che ha condiviso e sostenuto il progetto della Fondazione Falcone mostrando come l’Italia tutta, da nord a sud intende sostenere un cammino comune per contrastare le mafie. La Provincia Autonoma di Bolzano, la Regione Trentino Alto Adige e il comune di Ortisei sono partner primari del progetto della Fondazione Falcone, come già la Fondazione Federico II, diretta da Patrizia Monterosso, l’Assemblea Regionale Siciliana, la Regione Siciliana e il Comune di Palermo e molte altre importanti istituzioni locali e d’area del Paese.

Il tema scelto per questa occasione speciale dalla Fondazione Falcone è la “memoria di tutti”. Si intende ricordare così chi non c’è più, uomini e donne delle istituzioni, politici, magistrati, sacerdoti, sindacalisti e giornalisti, semplici cittadini morti per un Paese libero dalle mafie, ma anche chi è vivo e con il suo impegno si batte ogni giorno per la democrazia e la giustizia.

Dopo due anni di isolamento forzato, si tornerà di nuovo in piazza. Il 23 maggio, giorno dell’anniversario dell’attentato di Capaci, dalle 10 del mattino e fino al pomeriggio, al Foro Italico a Palermo, nel cuore della città storica dove sono nati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, la Fondazione Falcone accoglierà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, delegazioni di scuole d’Italia, esponenti delle istituzioni del Paese, alcuni dei protagonisti dei drammatici giorni degli attentati del ’92 e artisti, musicisti, esponenti del mondo della cultura, testimoni di un Paese che vuole guardare al futuro senza dimenticare. Tra le 10 e le 11.30, in diretta su Rai1,  sul palco speciale allestito al Foro Italico parteciperanno alla giornata dedicata alle commemorazioni e alla promozione sociale della memoria del XXX anniversario della strage di Capaci il Capo dello Stato Sergio Mattarella, la presidente della Fondazione Falcone Maria Falcone, esponenti delle istituzioni come i ministri dell’Istruzione Patrizio Bianchi, dell’Interno Luciana Lamorgese, della Giustizia Marta Cartabia, dell’Università Maria Cristina Messa, degli Esteri Luigi Di Maio e il capo della Polizia Lamberto Giannini, il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, il procuratore di Roma Francesco Lo Voi. Nel corso della cerimonia agli interventi istituzionali si alterneranno i racconti di alcuni dei protagonisti dei tragici giorni degli attentati del ’92, come i componenti della squadra dei Vigili del Fuoco che, per primi, arrivarono sul luogo della strage a Capaci, di esponenti del mondo della cultura come Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo  che testimonierà l’importanza  della cultura nella battaglia sociale per la legalità, e di altri testimoni di riscatto civile e di impegno come Selima Giuliano, Sovrintendente alle Belle Arti di Palermo, figlia di Boris Giuliano, il vicequestore ucciso dalla mafia tra i primi a intuire i legami economici tra Cosa nostra siciliana e i clan americani e un rappresentante dell’associazione antiracket Addiopizzo.

Prosegue inoltre, nel XXX anniversario delle stragi del ‘92, lo speciale progetto d’arte contemporanea per la promozione della memoria civile Spazi Capaci-Comunità Capaci che coinvolge diversi artisti di fama internazionale, anima i luoghi simbolo della rinascita e della vittoria collettiva contro i ricatti di Cosa nostra e coinvolgerà, dopo Palermo, diverse altre città italiane ed europee.

“Trent’anni sono il tempo di una generazione. I ragazzi di oggi nel 1992 ancora non erano nati, perciò ora più che mai – ha detto Maria Falcone che ha ringraziato la Rai per lo spazio e l’impegno dedicati alle commemorazioni delle stragi – è importante coltivare la memoria di fatti e persone che hanno cambiato la storia di questo nostro Paese. A loro abbiamo voluto dedicare questa speciale occasione”. “Anche quest’anno – ha aggiunto – abbiamo avuto al nostro fianco le scuole italiane, gli insegnanti che, pur tra mille difficoltà, hanno lavorato per portare tra i ragazzi la cultura della legalità e del rispetto dei valori della democrazia e della giustizia e hanno raccolto il nostro invito: dar vita alla loro creatività realizzando un lenzuolo dedicato a una vittima delle mafie”. Maria Falcone ha infine spiegato che la Fondazione ha voluto proseguire nel progetto d’arte contemporanea per il potenziamento sociale Spazi Capaci Comunità Capaci, “consapevoli dell’importanza della cultura nel contrasto alle mafie” e ha ringraziato la Provincia via di Bolzano per il sostegno all’iniziativa che “dimostra che l’Italia è una sola e la mafia non è solo un problema locale”.

“Mi ricordo bene dove ero il 23 maggio del ’92, – ha detto Marinella Soldi – Ricordo la reazione di sgomento, la sensazione di essere sotto attacco, una reazione viscerale che accomunò tutto il Paese che guardò la Rai per informarsi e capire l’enormità di quel che era successo. Allora raccontammo il magistrato, l’uomo e chi gli stava accanto”. Soldi ha ricordato importanza delle sedi regionali della Rai, delle inchieste di allora che contribuirono “a innescare una reazione nel Paese che spinse all’impegno civile”. “Il servizio pubblico – ha spiegato – deve dare gli strumenti per comprendere e scegliere consapevolmente. Per comprendere il presente si deve conoscere il passato”. Soldi ha concluso che la “Rai vuol tornare a essere protagonista della vita dei ragazzi come fa la Fondazione da trent’anni con linguaggi nuovi: sono loro la speranza”.

La pandemia e l’isolamento sociale – ha spiegato Alessandro De Lisi, curatore generale del progetto SpaziCapaci-Comunità Capaci – ci hanno spinto a prendere la rincorsa e percorrere un nuovo spazio capace di accogliere una più ampia partecipazione diretta delle città, laddove l’isolamento della cultura nelle stanze protette del sistema dell’arte non era più tollerabile: abbiamo liberato l’arte contemporanea dal lockdown del mercato e abbiamo fatto appello agli artisti di lavorare sugli spazi capaci di indicare a tutti, comprensibili e dirette, le piccole storie della vita dei protagonisti che sono stati assassinati per mano mafiosa e per interessi ad essa afferenti. Spazi Capaci è il primo progetto in Italia di potenziamento sociale attraverso l’arte per la formazione e la partecipazione culturale contro le mafie e per la memoria risvolto ai giovani dati dopo il 1992 e alle scuole, come anche alla popolazione che vive nei luoghi delle installazioni: opere, artisti, progettisti, elementi concreti della cultura internazionale invitano studenti e cittadinanza a rivivere gli spazi più importanti delle città colpite dal tritolo e dalle stradi di Cosa nostra nel 1992 e nel 1993, da Palermo a Milano.   Oggi,  che la mafia ha deciso di immergersi nel rassicurante silenzio della finanza e del mercato del lavoro più fragile occorre far più rumore, come tamburi di Palermo, per rivelarne la pericolosa presenza, in Sicilia come al nord, fino al Brennero e ben più su in Europa.  Grande il contributo quest’anno da parte della comunità alpina ladina e altoatesina, a sottolineare l’urgenza di ‘nazionalizzare’ un nuovo approccio alla formazione permanente e urbana per la cultura della lotta alle mafie, da nord a sud senza confini.”.

ACCORDI ISTITUZIONALI E NUMERI DELL’EVENTO

Il progetto della Fondazione Falcone che coinvolge migliaia di scuole del Paese e culmina con le commemorazioni delle stragi di Capaci e Via D’Amelio negli anni si è arricchito di collaborazioni importanti attraverso gli accordi firmati con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, la Direzione Nazionale Antimafia, il Consiglio Superiore della Magistratura, l’Associazione Nazionale Magistrati, la Provincia autonoma di Bolzano, il ministero della Giustizia, il ministero dell’Università. Collaborazioni che hanno consentito di portare nelle scuole esperti e attività didattiche mirate alla diffusione della cultura del rispetto e della legalità. Ogni anno sono circa 70.000 le studentesse e gli studenti coinvolti nell’evento e centinaia le scuole che partecipano alle attività promosse. A loro si aggiungono genitori, docenti, dirigenti scolastici.

I LENZUOLI

Il XXX anniversario delle stragi mafiose di Palermo è occasione per riflettere su quanto la città, la comunità nazionale, i giovani percepiscano le trasformazioni culturali profonde che quei fatti drammatici hanno determinato. Palermo allora reagì scendendo in piazza, vere e proprie catene umane attraversarono la città, ai balconi vennero appesi lenzuoli come bandiere spontanee e popolari nella convinzione che l’imperativo morale fosse solo uno: sconfiggere Cosa Nostra, liberare l’Italia dal ricatto criminale. Trent’anni dopo la Fondazione Falcone ed il Ministero dell’Istruzione hanno invitato tutte le scuole italiane a partecipare a un percorso creativo ispirato alla stagione della riscossa civile. Si è chiesto agli studenti di realizzare con la massima libertà creativa un lenzuolo che racconti le storie di chi alla mafia si è ribellato: vittime note e meno note che hanno fatto la storia del Paese.  In tutto sono 1070 le scuole che hanno aderito all’iniziativa che si concluderà con la realizzazione di una speciale installazione urbana diffusa: i  lenzuoli capaci di generare memoria e di unire il Paese saranno esposti al Foro Italico e ai tanti altri balconi dei palermitani  e luoghi istituzionali che li adotteranno.

LE CAMPAGNE SOCIAL

L’edizione 2022 del 23 maggio sarà caratterizzata da una forte presenza social e da due campagne lanciate sulle pagine FB e Instagram della Fondazione Falcone: @fondazionefalcone.

I contenuti:

La Memoria di Tutti

#lamemoriaditutti

I social diventano il palcoscenico in cui vengono rappresentate le storie di alcuni dei protagonisti della lotta contro la mafia: uomini e donne, noti e meno noti, che hanno fatto la storia del Paese. Ogni giorno sulle pagine FB e Instagram della Fondazione Falcone vengono raccontate le loro vite interrotte, i loro sogni, i loro progetti spezzati.

23maggio

#23maggio

Noti influencer, cantanti, attori, intellettuali hanno raccolto l’invito della Fondazione Falcone e hanno girato video in cui hanno ricordato il loro 23maggio del 1992. Dove erano, cosa stavano facendo, cosa ha significato per loro quella data. Un contributo che ha dato vita a una challenge rivolta a tutto il popolo dei social invitato a raccontare cosa ricordano di una giornata che ha segnato la storia italiana. Molte le adesioni importanti come quelle del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, dello scrittore Roberto Saviano, del giornalista e direttore de L’Espresso Lirio Abbate, di magistrati, attori come i Sansoni, Ficarra e Picone e molti altri.