Via mascherine alla maturità, Costa apre all’ipotesi decreto legge: “Possibile decisione al prossimo Consiglio dei Ministri”

da OrizzonteScuola

Di Fabrizio De Angelis

Mascherina alla maturità, si o no? Si tratta del tema più caldo degli ultimi giorni.  Sull’eventualità che si possa arrivare allo stop dell’obbligo della mascherina per l’esame di maturità, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa si è detto “possibilista”.

Secondo il sottosegretario, l’occasione per una modifica potrebbe essere “il primo consiglio dei ministri utile, il 15 giugno, quindi in tempo utile per gli esami di maturità“, riferisce all’AdnKronos.

Dunque, nello scenario prospettato da Andrea Costa, nel prossimo Consiglio dei Ministri potrebbe arrivare la decisione di far togliere la mascherina agli studenti durante gli esami di Stato, tramite un decreto legge.

Ricordiamo che ieri il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervenuto sul tema, ha detto: “Il presidente della Commissione decide se all’orale si può abbassare la mascherina. Se si è abbastanza lontano, se c’è un’aula molto grande, va benissimo, altrimenti potrebbe essere un problema; è il presidente che decide e va rispettato. Domandate al vostro presidente: dirà sì o no e giustificherà la scelta”.

Nonostante le parole del Ministro, dunque, il Governo potrebbe decidere un intervento diretto e risolutivo. Anche in risposta agli appelli delle parti politiche come il Movimento Cinque Stelle: “Il 15 giugno decadrà l’obbligo di mascherine al chiuso quasi ovunque – aggiungono -. Riesce difficile capire perché queste esitazioni sullo svolgimento dell’esame di maturità, dove peraltro vengono rispettate le distanze, anche perché portano ulteriore confusione nella comunità scolastica”.

Nei giorni scorsi era stato forte il pressing da parte del sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso: “Può essere un’opzione da valutare l’ipotesi di far tenere la mascherina ai maturandi solo per gli scritti e non per gli orali: ricalcherebbe un pò quanto accade in Parlamento: deputati, senatori e membri del Governo la indossano quando sono seduti al proprio posto e la abbassano quando sono chiamati a intervenire“, dice Rossano Sasso. “Mi chiedo però – aggiunge – quali basi scientifiche ci siano a sostegno. Mi sembra più un compromesso politico. Eminenti virologi hanno più volte rimarcato come le aule non siano luoghi di contagio: i rischi maggiori per i ragazzi sono prima e dopo la scuola, quindi se in pizzeria possono stare senza non si capisce perché debbano tenerla in classe. Personalmente sarei per indossarla solo quando si gira nei corridoi e in caso di assembramenti, ma al ministero della Salute hanno evidentemente una preclusione nei confronti del mondo dell’istruzione: hanno tolto le restrizioni dappertutto tranne che a scuola. Mi sembra evidente che ci sia un pregiudizio ideologico“, conclude Sasso.

Maturità, seconda prova: entro il 22 giugno i docenti elaborano tre proposte di tracce

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il 23 giugno sarà il giorno della seconda prova degli esami di Maturità. La seconda prova si svolge in forma scritta, grafica o scritto-grafica, pratica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica, e ha per oggetto una o più discipline caratterizzanti il corso di studio.

La prova è volta ad accertare le conoscenze, le abilità e le competenze attese dal profilo educativo culturale e professionale dello studente dello specifico indirizzo.

Dopo due anni tornano due scritti e si torna verso la normalità, ma la seconda prova non sarà nazionale.
Come indicato dall’articolo 20 dell’OM 65/2022entro il 22 giugno, “per tutte le classi quinte dello stesso indirizzo, articolazione, opzione presenti nell’istituzione scolastica i docenti titolari della disciplina oggetto della seconda prova di tutte le sottocommissioni operanti nella scuola elaborano collegialmente tre proposte di tracce, sulla base delle informazioni contenute nei documenti del consiglio di classe di tutte le classi coinvolte”.

Il giorno dello svolgimento della seconda prova scritta, tra le proposte viene sorteggiata la traccia che verrà svolta in tutte le classi coinvolte.

Sempre entro il 22 giugno, se nella scuola è presente un’unica classe di un determinato indirizzo, articolazione, opzione, l’elaborazione delle tre proposte di tracce è effettuata dalla singola sottocommissione sulla base delle informazioni contenute nel documento del consiglio di classe e delle proposte avanzate dal docente titolare della disciplina oggetto della prova. Il giorno dello svolgimento della seconda prova scritta si procede al sorteggio.

Entro il 21 giugno, qualora i quadri di riferimento (d.m. 769 del 2018) prevedano un range orario per la durata della prova,
ciascuna sottocommissione definisce collegialmente tale durata.

Contestualmente, il presidente stabilisce, per ciascuna delle sottocommissioni, il giorno e/o l’orario d’inizio della prova, dandone comunicazione all’albo dell’istituto o degli eventuali istituti interessati.