Immissioni in ruolo dei dirigenti scolastici dal 1° settembre 2022

Incontro al Ministero: informativa sulle immissioni in ruolo dei dirigenti scolastici dal 1° settembre 2022

L’ANP ha partecipato oggi 20 luglio a un incontro promosso dal Ministero dell’istruzione durante il quale è stata resa l’informativa in merito al numero di assunzioni di dirigenti scolastici richiesto dal Ministero dell’istruzione al MEF per il prossimo anno scolastico. 

Il Direttore Generale Filippo Serra ha comunicato che è stata avanzata la richiesta di oltre 500 immissioni in ruolo in modo da esaurire le graduatorie ancora in vigore (la graduatoria nazionale del concorso 2017 e quella del concorso del 2011 ancora non esaurita in Campania) senza, peraltro, che tale numero sia idoneo a coprire tutte le sedi effettivamente disponibili.  

Il MEF, tuttavia, a fronte di tale richiesta, ha dato il suo assenso solo per 317 immissioni, cui si aggiungono 44 trattenimenti in servizio, in quanto non ritiene di poter prendere in considerazione le sedi normodimensionate ai sensi dell’art. 1, c. 978, della L. 178/2020 come modificato dall’art. 1, c. 343, della L. 234/2021 (normodimensionate con almeno 500 alunni solo per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024). Queste sedi, infatti, non essendo ritenute stabili, potrebbero determinare incapienza nell’organico dell’a.s. 2024/2025. Il numero di 317 assunzioni deve essere adesso sottoposto all’approvazione del Consiglio dei ministri per la procedura di adozione dei relativi provvedimenti.  

Il Direttore Generale Serra ha dichiarato, inoltre, che l’Amministrazione effettuerà presso gli USR una ricognizione delle sedi attualmente disponibili. 

L’ANP in premessa ha evidenziato che, se l’Amministrazione ha richiesto oltre 500 assunzioni, è immaginabile che lo abbia fatto in virtù di una valutazione, che peraltro condividiamo, basata sulle effettive necessità del sistema scolastico e in coerenza con la ratio dell’art. 1, c. 978, della L. 178/2020. Continuiamo a ritenere che la norma imponga che tutte le sedi considerate normodimensionate per il prossimo biennio debbano poter avere un dirigente scolastico titolare e che l’attuazione che intende realizzare il MEF tradisca il senso della previsione legislativa, in quanto contribuisce, di fatto, a incrementare il numero delle reggenze pur in presenza di graduatorie non esaurite. Se il Ministero dell’istruzione ha calcolato in più di 500 immissioni il fabbisogno di dirigenti scolastici per il prossimo anno scolastico, il Ministro Bianchi potrà ben supportare questa richiesta in Consiglio dei Ministri sottolineando le effettive esigenze che si profilano per la dirigenza della scuola del Paese nel 2022/2023. 

Abbiamo chiesto se l’annunciata ricognizione presso gli USR sia finalizzata a consolidare la rilevazione del fabbisogno tenendo conto delle caratteristiche e delle esigenze specifiche territoriali per provare a ‘rinegoziare’ con il MEF la consistenza delle immissioni, oppure se tale rilevazione serva a una efficace ripartizione dei 317 nuovi immessi, sui quali il MEF ha finora espresso il suo assenso. 

L’Amministrazione ha risposto che la ricognizione è utile solo alla distribuzione dei 317 posti, escludendo ogni ipotesi di rinegoziazione. Ha inoltre annunciato che a breve si svolgerà un altro incontro di informativa sulla ripartizione regionale delle nuove immissioni, anticipando che i vincitori che saranno immessi dovrebbero poter esprimere le proprie preferenze per il ruolo regionale presumibilmente entro la prima settimana di agosto. 

Terremo tempestivamente informati tutti gli interessati dei successivi esiti. 

Contratto “Istruzione e Ricerca” 2019-2021

Contratto “Istruzione e Ricerca” 2019-2021: quali risorse per il settore scuola

L’ARAN illustra il quadro complessivo delle risorse, sia per i docenti, sia per gli ATA. La FLC CGIL denuncia ancora una volta l’insufficienza dei finanziamenti per il rinnovo contrattuale e la sottrazione di risorse al Fondo d’Istituto per finanziare la sgangherata operazione della formazione incentivata (Legge 79/2022).

Il 20 luglio 2022, alle ore 15.00, è proseguito l’incontro di trattativa,per il rinnovo contrattuale 2019-2021 del comparto “Istruzione e Ricerca”.

L’ARAN ha illustrato il quadro complessivo delle risorse a disposizione pergli incrementi retributivi per il personale della scuola.

Le risorse disponibili sono state definite progressivamente attraverso tre leggi di bilancio e l’entità complessiva dello stanziamento per tutto il settore assomma a poco più di 2 miliardi di euro. Si conferma così per il comparto scuola un aumento del 3,78% (circa 87 euro medi mensili). Questa cifra è al netto dell’elemento perequativo che comunque verrà confermato e inglobato in busta paga per chi già ne beneficia.

In aggiunta a queste somme la legge di bilancio 2022  ha previsto ulteriori stanziamenti per la revisione dei profili professionali ATA per un ammontare quantificato in 36,9 milioni di euro al lordo degli oneri riflessi. Circa altri 14,8 milioni di euro saranno destinati ad incrementare il fondo per il salario accessorio del personale ATA.

Per la valorizzazione del personale docente, sempre in legge di bilancio 2022, sono stati stanziati  270 milioni di euro oltre ad un incremento di 89,4 milioni di euro destinato al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.

Questi finanziamenti, seppur in buona parte destinati al salario accessorio, vanno ad incrementare la retribuzione complessiva del personale scolastico.

La nostra posizione

Secondo la FLC CGIL, nonostante gli ulteriori stanziamenti disposti con l’ultima legge di bilancio anche a seguito della nostra mobilitazione, le risorse risultano ancora insufficienti a consentire un rinnovo contrattuale in grado di riconoscere e valorizzare adeguatamente il lavoro di tutto il personale. Servono infatti risorse aggiuntive per adeguare gli stipendi del personale alla media retributiva degli altri settori pubblici, per realizzare interventi in grado di valorizzare la professionalità docente, assicurare una formazione di qualità per tutta la categoria, consentire un innalzamento e qualificazione dei profili ATA.

Va considerato che anche i recenti interventi normativi del governo, ad esempio il DL 36/2022 in materia di formazione, non solo hanno sottratto materie alla regolazione tra le parti ma hanno anche  sottratto di fatto ingenti risorse contrattuali (quelle del Fmof) all’utilizzo che le scuole e la contrattazione integrativa possono destinare al miglioramento dell’offerta formativa e al riconoscimento del lavoro aggiuntivo del personale.

Pertanto, per la FLC CGIL ci sono ancora molti nodi che vanno sciolti prima di poter entrare nel vivo della trattativa per il rinnovo contrattuale. Perché ciò sia possibile occorre un impegno forte ed esplicito della politica perché si faccia carico della necessità e dell’importanza di investire nella scuola che rappresenta un importante settore  per il futuro del Paese.

Olimpiadi internazionali di Biologia

Due medaglie d’argento e una menzione per la squadra italiana che quest’anno ha partecipato a Yerevan, in Armenia, alle Olimpiadi internazionali di Biologia (IBO). Dopo due anni a distanza, la gara è tornata in presenza. 

La squadra italiana era composta da: Pietro Canidio dall’I.I.S. “Galileo Galilei” di Crema (CR), Leonardo Morotti dall’IIS “Francesco Alberghetti” di Imola (BO), Giovanni Sanna dal Liceo Statale “Giuseppe Mazzini” di Napoli e Francesco Petrone dal Liceo Statale “Donato Bramante” di Magenta (MI). La delegazione comprendeva, inoltre, tre rappresentanti italiani nella Giuria Internazionale IBO: Isabella Marini, Giorgio Bianchini e Pasquale Miglionico, con il compito di discutere, revisionare e tradurre le prove oltre che partecipare e votare all’Assemblea Generale delle IBO, che decide sul futuro della competizione. 

Per questa edizione, la gara comprendeva quattro prove pratiche (Zoologia e Biosistematica, Anatomia e Fisiologia Vegetale, Bioinformatica e Biochimica) e due prove teoriche. Alle ragazze e ai ragazzi è stato chiesto, per esempio, di classificare alcune specie di pesci, di studiare l’adattabilità delle piante ai cambiamenti climatici, di ricostruire un pathway metabolico e di studiare l’attività di un enzima in presenza di due inibitori. 

I quattro studenti della squadra italiana si sono confrontati con studentesse e studenti provenienti da 63 Paesi. Pietro Canidio e Leonardo Morotti hanno ottenuto la medaglia d’argento mentre Francesco Petrone ha ricevuto una menzione d’onore. 

La squadra italiana è stata accolta dall’Ambasciatore d’Italia in Armenia, Alfonso Di Riso, che si è complimentato con ragazze e ragazzi e con i giurati per i risultati ottenuti.  

La scuola rimane nelle sabbie mobili!

Mentre il mondo va avanti la scuola rimane nelle sabbie mobili!

Le ferie sono arrivate e la pandemia che ha segnato la nostra epoca, seppure ancora in piena evoluzione, pare essere stata quasi messa in disparte nella speranza che tutto volga in positivo. Una speranza che però solo gli irresponsabili possono ritenere sufficiente per settori nevralgici del Paese qual è la Scuola.

Infatti – afferma il Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupise guardiamo la situazione della scuola e questa non fosse drammatica ci sarebbe persino da ridere. Dopo mesi e mesi di proposte, molte delle quali partite proprio dalla nostra Organizzazione tipo la ventilazione meccanica nelle classi, dopo miriadi di parole e promesse siamo esattamente dove eravamo a settembre scorso. Un affronto, un vero schiaffo al futuro del Paese, una blasfemia nei confronti di ciò che dovrebbe servire a costruire il nostro domani”.

È particolarmente indignata Ornella Cuzzupi che, come donna di scuola prima ancora che come sindacalista, sente bruciare il problema sulla propria pelle. “È patetico chi parla di scuola senza neanche conoscerne il respiro. È ridicolo chi vuol contrabbandare le chiacchiere come fatti e i fallimenti come successi. Tutto il complesso della scuola non ha fatto un misero passo avanti da quel che era a inizio anno scorso. I trasporti? Nuove aule? Strutture tecnologiche per ampliare l’offerta formativa? Una diversa e più completa tutela delle disabilità? Adeguamento delle cattedre e superamento del precariato? Areazione meccanica? Un’adeguata edilizia scolastica? Tutte queste domande hanno una sola risposta: Nulla! Anzi, abbiamo assistito persino a Concorsi con errori (da noi subito stigmatizzati), ritardi nelle rettifiche delle graduatorie sino ad arrivare a un proseguire in ordine sparso degli Uffici Scolastici Regionali. Questo è lo stato delle cose, ora qualcuno aspetterà settembre per accorgersi del fallimento burocratico e delle irrisolte problematiche strutturali? Anche il deciso richiamo della Commissione Europea in merito ad una riapertura delle scuole in sicurezza è destinato a cadere nel vuoto.”

L’UGL Scuola le prospettive le ha chiare: “Vi è poi l’oramai famoso PNRR assurto al ruolo di panacea. È proprio di questi giorni la lettera del Ministro per il “Piano di riduzione dei divari territoriali e del contrasto della dispersione scolastica”, un qualcosa di valido e costruttivo, ma che per funzionare dovrebbe realizzarsi in un ambiente il cui tessuto è pronto a ricevere questi impulsi di rinnovamento e condivisione con il territorio”.

Si parla persino di “percorsi di personalizzazione degli apprendimenti”, una decisa spinta in avanti, una forza propulsiva di rara portata…se però ci fosse la macchina! Ecco – continua il Segretario Nazionale UGL Scuola – questo è il problema: investiamo risorse anche ingenti generando illusioni e sprecando occasioni concrete atte a migliorare l’Istituzione. Ormai è evidente. Occorre ripensare il sistema scuola e farlo in maniera veloce. Noi come UGL chiediamo di dotare subito tutte le aule di un sistema di ventilazione meccanica e invitiamo le forze politiche e sociali ad un confronto senza pregiudizi per definire e proporre all’Esecutivo un Piano d’intervento serio, cadenzato in un triennio. Ma vi pare normale che parliamo di mirabolanti traguardi da raggiungere e vi sono scuole del primo ciclo che non hanno l’acqua calda, Il telefono e i riscaldamenti funzionanti? Anche di questo, ce ne ricorderemo solo a settembre?”.                     

Federazione Nazionale UGL Scuola 

Sentenza TAR Lazio-Sez. III BIS 18 luglio 2022, n°10174

Il TAR LAZIO accoglie il ricorso collettivo confermando la esclusione illegittima da parte delle AT e la reintegrazione dei ricorrenti negli elenchi aggiuntivi di cui al DM n°51/2021 anche se inseriti in diversi ambiti territoriali

Di particolare rilevanza la sentenza n°10174 del 18 luglio 2022 del TAR Lazio-Sez. III BIS che accoglie in via definitiva il ricorso di numerosi docenti,  patrocinati dall’Avv. Maurizio Danza Prof. di Diritto dell’Istruzione e Ricerca Scientifica presso l’ Università ISFOA e dall’Avv. Pietro Valentini, esclusi illegittimamente dagli elenchi aggiuntivi di più ambiti Territoriali ed USR di cui al DM n°51/2021 , attuazione della OM n°60/2020 istitutiva delle c.d. GPS,  confermando la ammissibilità del ricorso collettivo proposto avverso decreti diversi di esclusione da elenchi aggiuntivi alle c.d. GPS, emanati da più ambiti territoriali , conformandosi alla ordinanza n°254/2021 della VI Sezione del Consiglio di Stato.

Nel caso di specie, con ricorso collettivo i ricorrenti lamentavano infatti l’esclusione dagli elenchi aggiuntivi relativi alle graduatorie provinciali per le supplenze, disposta sulla scorta del fatto che gli stessi non avrebbero conseguito, alla data del 31 luglio 2021, il riconoscimento della qualifica professionale di docente conseguita all’estero, come prescritto dal d.m. n. 51/2021, allegando di aver conseguito l’abilitazione di docente di cui sopra precedentemente a tale scadenza, avendo provveduto, entro la stessa data, ad inoltrare apposita domanda di riconoscimento del titolo conseguito all’estero. Ciò, alla luce di quanto disposto dall’ordinanza ministeriale n. 60/2020,

Per tale motivi la difesa aveva chiesto nel merito, di annullare tutti i provvedimenti impugnati, previo accertamento della illegittimità degli atti di esclusione per palese violazione alle disposizioni di legge ( art 59 co.4 della L.n°106/2021) contenute nei motivi di gravame ,e ed in contrasto con il principio dell’accesso parziale di derivazione comunitaria, ed ACCERTARE, il diritto dei ricorrenti all’inserimento nella prima fascia degli elenchi aggiuntivi delle Graduatorie Provinciali delle Supplenze per l’Anno Scolastico 2021/2011 in attuazione dell’art. 7, co. 4, lettera e/ dell’Ordinanza Ministeriale n. 60/2020, su posti comuni e di sostegno, mediante l’inserimento del titolo abilitante all’insegnamento per classe di concorso e della specializzazione sul sostegno conseguiti sia in Romania, che in Spagna, in corso di riconoscimento;

inoltre, la difesa dei ricorrenti aveva chiesto di disporre l’ammissione di tutti i ricorrenti negli elenchi aggiuntivi di cui all’art.10 della O.M. n°60/2020 e art.1 co.1 e art.2 co1 del DM n°51/2021, e nell’ambito della USR/USP prescelte ed indicate nelle domanda di inserimento ,in possesso del conseguimento del titolo in Romania e in Spagna, sia con riferimento al sostegno che alle abilitazioni all’insegnamento.

Il TAR Lazio sez III Bis ha accolto il  ricorso con la seguente motivazione

 Il ricorso è fondato e deve trovare accoglimento nei termini e nei limiti di cui in motivazione, come da giurisprudenza costante della Sezione cui occorre dare continuità:

La questione che viene in rilievo nel presente giudizio riguarda la condizione di coloro che, avendo conseguito all’estero l’abilitazione per l’insegnamento ed avendo presentato nei termini previsti per la partecipazione alla procedura la relativa domanda per il riconoscimento del titolo ai sensi del D.lgs. 206 del 2007, hanno chiesto l’iscrizione con riserva degli elenchi aggiuntivi delle GPS.

L’Amministrazione ministeriale ha infatti inteso limitare l’applicazione della previsione di cui alla richiamata lett. e), comma 4, dell’art. 7 della ordinanza ministeriale n. 60 del 10 luglio 2020, esclusivamente agli aspiranti ad essere iscritti nelle GPS originarie e non anche a coloro che avessero successivamente maturato tale condizione al fine di potersi iscrivere negli elenchi aggiuntivi di cui al successivo d.m. 51/2021, ritenendo che, in quest’ultimo caso, alla scadenza fissata del 31 luglio 2021, dovesse essere già intervenuto il decreto di riconoscimento del titolo estero ai sensi D.lgs. 206 del 2007, non essendo sufficiente ai fini dell’iscrizione, sia pure con riserva, la sola presentazione della domanda di riconoscimento al Ministero competente.

Ritiene il Collegio che siffatta interpretazione restrittiva dell’Amministrazione appaia illegittima per contrasto con quanto previsto con la richiamata disposizione (art. 7, co.1 lett. e) di cui all’O.M. 60 del 2020, della quale il successivo d.m. 51/2021 risulta essere meramente attuativo (art. 10).

I c.d “elenchi aggiuntivi” delle GPS, infatti, in base alla stessa disciplina ministeriale e, prima ancora, alla previsione normativa di cui all’articolo 59, comma 4, del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021 n. 106, si configurano come un aggiornamento delle presupposte graduatorie provinciali, consentendo un ampliamento della platea dei docenti cui poter assegnare per l’a. s.2021-2022 le supplenze con contratto a tempo determinato, sempre che gli stessi siano in possesso dei requisiti necessari per accedere alle stesse.

La previsione normativa da ultimo richiamata non distingue i requisiti necessari ai fini dell’iscrizione nelle GPS da quelli utili per l’iscrizione nei corrispondenti elenchi aggiuntivi, dovendosi intendere che, per entrambi, possa essere consentita l’iscrizione, “anche con riserva di accertamento del titolo, (di) coloro che conseguono il titolo di abilitazione o di specializzazione entro il 31 luglio 2021.”.

Ne consegue che, avendo l’Amministrazione con la precedente O.M. n. 60 del 2020 consentito l’iscrizione con riserva nelle GPS a coloro che, abilitati all’estero, avessero presentato la domanda di riconoscimento in base al d.lgs. 206 del 2007 nei termini ivi previsti, tale possibilità non possa se non essere estesa anche ai fini dell’iscrizione, sempre con riserva, negli elenchi aggiuntivi, stante peraltro la clausola di rinvio di cui all’art. 7 dell’anzidetto decreto ministeriale all’o.m. n. 60 del 2020 per tutto quanto ivi non disciplinato.

 Il ricorso deve dunque trovare accoglimento per quanto attiene all’esclusione dei ricorrenti dagli elenchi aggiuntivi delle GPS in cui hanno chiesto di essere inseriti con riserva, non essendo controverso il fatto che gli stessi abbiano effettivamente presentato, nei termini anzidetti, la domanda di riconoscimento del relativo titolo di abilitazione conseguito all’estero.

Tale pronuncia, peraltro appare di particolare interesse poiché il Collegio, nel caso di specie  accoglie la tesi dell’Avv. Maurizio Danza-  della sussistenza del cumulo oggettivo, anche tra più domande di docenti inseriti in diversi elenchi aggiuntivi, poiché del tutto identiche, e dell’assenza del conflitto di interessi , dando luogo ad un nuovo orientamento giurisprudenziale in materia; tale tesi infatti era stata accolta a seguito di appello cautelare al Consiglio di Stato avverso la prima ordinanza del TAR Lazio di diniego della sospensiva , con ordinanza n°254/2021; a tal proposito L’Avv. Maurizio Danza innanzi al Consiglio di Stato, aveva altresì fatto rilevare , come gli atti gravati fossero del tutto identici ed emanati sulla base dell’art.2 co.1 del D.M. n°51/2021 , atto presupposto di cui si era chiesto in via principale l’annullamento.

Rinnovo del contratto e aumento stipendi docenti-Ata, ultima “chiamata” dall’esito scontato

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

Per il rinnovo del contratto della scuola 2019/21 siamo all’ultima “chiamata” prima della pausa estiva: mercoledì 20 luglio, alle ore 15, i sindacati rappresentativi sono convocati all’Aran per “la prosecuzione della trattativa per il rinnovo del CCNL del personale Istruzione e Ricerca triennio 2019 – 2021 e avente come oggetto di discussione il settore Scuola – risorse contrattuali”.

Tutto in sospeso

Diciamolo subito: le possibilità che da questo incontro possano scaturire delle decisioni rilevanti sono vicine allo zero. Prima di tutto perché tutti i sindacati hanno posto la condizione che il rinnovo del triennio passato rimanga legato a doppio filo a quello successivo (il Ccnl 2022/24) e soprattutto, quindi, ad un investimento adeguato nella Legge di Bilancio di fine anno.

Solo che il concomitante dentro-fuori del premier Mario Draghi, dinanzi alle Camere, lascia tutto terribilmente in sospeso (con il pericolo, anzi, di vedere in qualche modo anche pregiudicate le riforme in atto). L’investimento per il personale della scuola diventerebbe, in pratica, pura utopia qualora il Governo dovesse cadere e si andasse ad elezioni anticipate.

Il nodo degli stipendi bassi

Il problema è che nel frattempo docenti e Ata continuano a percepire stipendi davvero troppo bassi: il rapporto Eurydice che per la prima volta viene anticipato (rispetto all’uscita ufficiale di ottobre) con pubblicazione delle tabelle di riferimento dell’anno scolastico 2020-2021, ha detto che ai nostri insegnanti viene corrisposto un importo annuale medio pari ad 8.000 euro in meno rispetto ai colleghi europei. E dopo un servizio di quindici anni il gap arriva ad 11.000 euro. Il top della discrepanza lo toccano i maestri della scuola primaria.

In questa situazione, 60-70 euro netti al mese, forse avrebbero fatto comodo. Ma ai sindacati interessa avere garanzie. E l’unico modo per fare leva sull’amministrazione pubblica è quello di “tenere duro”.

I pareri dei sindacati

Anche se poi, dallo stesso sindacato giungono spinte e inviti al Governo a chiudere la partita: “è inaccettabile” il “continuo rinvio per rinnovare contratti” in comparti come quello della scuola, per “i medici, la ricerca, gli Enti locali”, ha detto qualche giorno fa il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra.

Il problema rimangono le condizioni e le rassicurazioni. Che secondo le organizzazioni di comparto non sono adeguate.

Anche la segretaria generale Cisl Scuola, Ivana Barbacci, si è detta d’accordo “nell’avere al più presto un nuovo contratto, come già avvenuto per altri comparti pubblici”. Solo che ha anche negato la disponibilità “a firmare a qualunque costo”.

Anche i 200 euro assegnati a tutti coloro che percepiscono meno di 35 mila euro vengono mal giudicati: “per il personale della scuola servono interventi strutturali, almeno per allineare in particolar modo, col rinnovo del contratto, gli stipendi all’inflazione”, ha detto Marcello Pacifico dell’Anief, che ha rilanciato il contratto ponte con garanzie del Governo di continuare ad investire sulla scuola.

Riflessi sulla scuola

Le sorti del Governo sono strettamente legate anche al mondo della scuola, come abbiamo spiegato, dato che la caduta di Draghi metterebbe a rischio sia il rinnovo del contratto 2019-2021 (i sindacati temono che si freni sulla trattativa poiché le risorse con la nuova Legge di Bilancio sarebbero ad alto rischio); sia la riforma del reclutamento e della formazione docenti (i decreti attuativi, così come il Dpcm atteso entro il 31 lugliopotrebbero restare fermi al palo).

Alla luce di queste considerazioni La Tecnica della Scuola interroga i propri lettori: Draghi deve lasciare l’incarico o deve rimanere?

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Assegnazione docenti alle classi, il tutto sarà fatto nel mese di agosto

da La Tecnica della Scuola

Di Lucio Ficara

Il mese di agosto, dopo le immissioni in ruolo, le utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, sarà il momento per prendere decisioni importanti come quelle dell’assegnazioni dei docenti alle classi.

Criteri assegnazione docenti alle classi

È utile specificare che per l’art.10, comma 4, del d.lgs. 297/94, il Consiglio di Circolo o di Istituto indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti, e  che per l’art.7, comma 2 lettera b), del d.lgs. 297/94, il Collegio dei docenti formula proposte al dirigente scolatico per la formazione, la composizione delle classi e l’assegnazione ad esse dei docenti, tenuto conto dei criteri generali indicati dal Consiglio di Circolo o d’Istituto.

Quindi appare chiaro che il dirigente scolastico debba tenere conto, nel momento che individua i docenti da assegnare alle classi, dei criteri generali disposti dal Consiglio di Istituto e delle proposte avanzate, in caso ce ne fossero, dai docenti in sede di Collegio. Tra i criteri generali indicati dal Consiglio di Istituto, c’è quasi sempre la continuità didattica del docente che è titolare da più di un anno nella scuola.

La trasparenza della delibera del Consiglio di Istituto sui criteri generali per l’assegnazione dei docenti alle classi e le proposte formulate dal Collegio dei docenti sono d’obbligo anche perché è il caso di ricordare che la delibera ANAC n. 430 del 2016 tra i processi a maggior rischio corruttivo riguardanti le istituzioni scolastiche inserisce anche l’assegnazione dei docenti alle classi.

Quando vengono assegnati

Il periodo più propizio per l’assegnazione dei docenti alle classi è quello successivo alle immissioni in ruolo e alla mobilità annuale, ma per le scuole ad alto tasso di precariato, sarebbe opportuno attendere anche la pubblicazione delle supplenze annuali da GaE e GPS. In linea generale il tempo per l’assegnazione del docente alle classi è quello di agosto, quando l’organico dell’autonomia è coperto dal personale assegnato.

Di norma è il dirigente scolastico che decide di assegnare i docenti alle classi, lo fa sulla base di criteri discussi ed approvati in seno al Consiglio d’Istituto. Esistono casi eccezionali dove la legge, e nello specifico l’art.25 del d.lgs 165/2001, responsabilizza il Ds a fare scelte anche difformi dai criteri stabiliti in Consiglio d’Istituto. Ricordiamo che al comma 2 della su citata norma legislativa, il Ds è responsabile legale dei risultati del servizio che la scuola fornisce. Inoltre, nel comma 4 del su citato art.25, è scritto anche che  spetta al  dirigente  l’adozione  dei  provvedimenti  di gestione delle risorse e del personale. Oltre alla norma su citata è utile ricordare la legge 150/2009, che sottrae alla contrattazione d’istituto la questione dell’assegnazione dei docenti alle classi.

Contenzioso su assegnazioni discutibili

Al momento dell’assegnazione dei docenti alle classi, che dovrebbe essere ratificato con un decreto protocollato, le lamentele non mancano mai. C’è chi contesta la correttezza di questo atto e si rivolge addirittura al giudice del lavoro per avere una più giusta ed equa assegnazione dei docenti alle classi.

Con la sentenza n. 11.548 pubblicata il 15 giugno 2020, la Corte di Cassazione ha fatto finalmente chiarezza sull’annosa questione dell’assegnazione dei docenti alle classi, che è motivo di discussione e contenzioso in molte scuole all’inizio dell’anno scolastico. La Corte di Cassazione nella suddetta sentenza sottolinea che “l’assegnazione dei docenti alle classi era stata disposta dal dirigente scolastico senza consultare gli organi scolastici” perché lo stesso “riteneva di avere un potere esclusivo, in ragione dell’articolo 4 D.Lgs 165/2001 e del D.Lgs. 150/2009”. La Suprema Corte confermava il dispositivo della Corte di Appello di Cagliari, che accogliendo il ricorso della docente “osservava che dalla lettura congiunta degli articoli 4 e 25, comma due, D.Lgs. 165/2001 risultava, invece, che restavano ferme le competenze degli organi collegiali scolastici; doveva ritenersi, dunque, vigente l’articolo 396, comma 3 lettera d), D.Lgs. 297/1994, che, pur rimettendo al dirigente scolastico l’assegnazione delle classi ai docenti, gli imponeva il rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio di circolo o di istituto e l’obbligo di valutare le proposte dei docenti”. Per questo motivo “il provvedimento di assegnazione delle classi, assunto in violazione delle norme procedimentali e dunque del principio contrattuale di buona fede, doveva essere dichiarato illegittimo“.

GPS 2022, scioglimento della riserva entro il 21 luglio: cosa significa il messaggio bloccante di mancanza dei requisiti di accesso

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Ai sensi dell’articolo 7, comma 4, lett. e), dell’O.M. n. 112 del 6 maggio 2022, fino alle ore 23.59 del 21 luglio 2022 saranno disponibili le funzioni telematiche per la presentazione delle istanze di scioglimento della riserva, ai fini dell’inclusione a pieno titolo nelle GPS di I fascia, relative ai posti comuni e di sostegno, a seguito del conseguimento, entro la data del 20 luglio 2022, del titolo di abilitazione e/o di specializzazione sul sostegno.

Messaggio bloccante

Il MI ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di aspiranti che, nell’accedere all’istanza di scioglimento della riserva per conseguimento del titolo di abilitazione/specializzazione, ricevono un messaggio bloccante che fa riferimento alla mancanza dei requisiti di accesso.

Al riguardo, con nota del 14 luglio, il MI ha precisato che l’istanza è dedicata al solo personale che con l’istanza di aggiornamento delle GPS per il biennio scolastico 2022/23 – 2023/24, presentata entro il termine del 31 maggio, ha dichiarato che avrebbe conseguito il titolo entro il 20 luglio 2022. La presenza di tale dichiarazione potrà essere verificata consultando il PDF dell’istanza di aggiornamento.

Non possono, inoltre, utilizzare l’istanza di scioglimento della riserva gli aspiranti che con la domanda di aggiornamento avevano dichiarato di essere in attesa di riconoscimento del titolo estero da parte del Ministero dell’Istruzione o che abbiano in essere un contenzioso pendente. Queste ultime categorie, al verificarsi delle condizioni per l’inserimento a pieno titolo, potranno presentare la documentazione direttamente all’ufficio provinciale competente.

Come presentare l’istanza

Le istanze dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

Per accedere alla compilazione dell’istanza occorre essere in possesso delle credenziali del Sistema Pubblico di identità digitale (SPID) o di quelle della Carta di Identità Elettronica (CIE), o, in alternativa, di un’utenza valida per l’accesso ai servizi presenti nell’area riservata del Ministero con l’abilitazione specifica al servizio “Istanze on Line (POLIS)”.

Si accede all’istanza tramite il seguente link: https://www.istruzione.it/polis/Istanzeonline.htm

Trent’anni dalla morte di Paolo Borsellino nella strage di via D’Amelio. Bianchi: la cultura antimafia non è retorica

da La Tecnica della Scuola

di Carla Virzì

“La cultura antimafia non è retorica, si deve fare qualcosa, molto più di qualcosa. Noi lo facciamo perché da anni lavoriamo tutti i giorni in tal senso, dovremmo farlo in tutto il Paese. Questo è un momento particolare, ma deve essere un momento che deve espandersi sulla vita quotidiana dei nostri ragazzi”. Lo ha detto in via D’Amelio, a Palermo, il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, rispondendo ai giornalisti sulla mancata verità, dopo 30 anni, sulla strage in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta.

“C’è sempre tanta strada da fare – ha aggiunto il ministro – però siamo sulla strada giusta. Dobbiamo esserci. Per i nostri ragazzi che devono trovare un loro percorso di pace e giustizia, il ruolo della scuola è quello di accompagnarli”.

L’evento organizzato dalla Tecnica della Scuola

Falcone Borsellino hanno lasciato una quantità straordinaria di norme giuridiche e di strumenti di antimafia. Pensiamo alla DIA, la direzione nazionale antimafia,” spiega Salvatore Cusimano, il giornalista di cronaca giudiziaria che raccontò per la Rai il maxi processo e che è stato ospite della Tecnica della Scuola in occasione dell’evento dedicato al trentennale delle stragi di Capaci e di via D’Amelio.

“O pensiamo a tutte le norme che aiutano i magistrati a contrastare il fenomeno mafioso. Probabilmente senza quegli attentati quelle norme non sarebbero diventate un patrimonio della nostra terra”.

“Ma soprattutto – continua il giornalista d’inchiesta – Borsellino era estremamente disponibile verso le nuove generazioni, andava nelle scuole come aveva fatto Dalla Chiesa, che tra le sue primissime iniziative a Palermo scelse di parlare con i ragazzi nelle scuole; come fece anche Rocco Chinnici, che andava tra i banchi di scuola a ricordare che la mafia vive di eroina mentre di eroina morivano in moltissimi giovani in quegli anni, una parte ricchissima di una generazione che avrebbe dovuto costruire il futuro del Paese”.

Dov’è più necessaria l’opera educativa? “Nei quartieri popolari – precisa ancora Cusimano – lì l’opera di antimafia è essenziale ed è fatta di esempi, per spingere i ragazzi a entrare anche in dialettica con i propri genitori se questi genitori si comportano diversamente rispetto al modello dei loro educatori”.