DL AIUTI BIS

DL AIUTI BIS: GHIZZONI E MANZI (PD), “RINNOVARE CONTRATTO SCUOLA E RADDOPPIARE PLATEA PER FORMAZIONE INCENTIVATA”

“Il Decreto aiuti approvato poco fa dal Governo agisce anche sulla cosiddetta ‘formazione incentivata’ per i docenti, a meno di un mese dalla sua istituzione. Il Partito Democratico, su questo, esprime dubbi e avanza richieste”. 

“Se da un lato si tende a rendere stabile l’incentivo alla formazione del docente, come richiesto dalla Commissione europea, dall’altro si circoscrivono i beneficiari ad una platea ridottissima: 32mila docenti in 4 anni, meno del 4% della platea complessiva di 850mila, a partire dal 2032. È un numero troppo basso che rispecchia le poche risorse investite dal governo e non dà valore aggiunto al sistema”. 

“La nuova qualifica di ‘docente esperto’, riconosciuta a chi beneficerà dell’incentivo, sempre dal 2032, prelude alla creazione di un sistema di presunta carriera che esclude il confronto con le parti sociali e si pone fuori dal contratto collettivo, quindi sganciata da orari di lavoro, opportunità di sviluppo professionali e funzioni strategiche dell’autonomia della scuola”. 

“Riteniamo che sia indispensabile un investimento volto a raddoppiare il numero dei beneficiari dell’incentivo e che i requisiti vengano definiti nell’ambito della contrattazione. L’atto di indirizzo per la prossima contrattazione deve essere aggiornato, poiché nessuna norma può sostituirsi ad essa: il contratto della scuola è scaduto da un anno e ne chiediamo con forza il rinnovo come gesto concreto per dare centralità all’istruzione pubblica, per innalzare le retribuzioni al livello europeo con maggiori risorse destinate all’obiettivo, per impostare il rinnovamento professionale, per definire incarichi e progressione di carriera”.

Lo scrivono in una nota Manuela Ghizzoni, che guida il Dipartimento Istruzione, Università e Ricerca nella segreteria nazionale del Partito Democratico, e Irene Manzi, responsabile nazionale Scuola del Pd.

Esonero e semiesonero personale docente che collabora con il dirigente

L’esonero e il semiesonero del personale docente che collabora con il dirigente stanno per diventare realtà: incontro al Ministero

L’ANP ha partecipato oggi, 4 agosto, a un incontro in videoconferenza promosso dal Ministero dell’istruzione durante il quale il Direttore generale Filippo Serra ha raccolto le osservazioni circa la bozza del decreto ministeriale previsto dal comma 83-bis della legge 107/2015, introdotto dall’art. 45, comma 2, del decreto legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito con modificazioni dalla legge 29 giugno 2022, n. 79.  

La disposizione citata prevede: «Dall’anno scolastico 2022/2023, in aggiunta a quanto previsto a legislazione vigente e a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva, i dirigenti delle istituzioni scolastiche individuate ai sensi del decreto di cui al secondo periodo possono altresì chiedere all’Ufficio scolastico regionale competente, nel limite massimo di un docente nel caso di esonero e di due nel caso di semi esonero, tra i docenti individuati ai sensi del comma 83 del presente articolo e dell’articolo 25, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la concessione dell’esonero o del semi esonero dall’insegnamento per attività di collaborazione nello svolgimento delle funzioni amministrative e organizzative. Con decreto del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definiti, anche ai fini del rispetto del limite di spesa di cui al terzo periodo, parametri, criteri e modalità per l’individuazione, su base regionale, delle istituzioni scolastiche, affidate in reggenza, che possono avvalersi della facoltà di cui al periodo precedente, con priorità per quelle caratterizzate dal maggior numero di classi, nel rispetto del limite di spesa di cui al terzo periodo. Per l’attuazione del presente comma è autorizzata la spesa nel limite di 5 milioni di euro per l’anno 2022 e di 12,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023, cui si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse iscritte nel Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa». 

In ottemperanza alla disposizione normativa, in base alla bozza del decreto le istituzioni scolastiche destinatarie dell’esonero o dei due semiesoneri saranno individuate dagli Uffici scolastici regionali tra quelle in reggenza, «nei limiti dei contingenti attribuiti […] previa richiesta dei dirigenti scolastici reggenti», «sulla base dei seguenti criteri indicati in ordine di priorità: a. maggior numero di classi attivate presso le istituzioni scolastiche richiedenti; b. maggiore fascia di complessità attribuita, ai sensi della normativa vigente, alle istituzioni scolastiche richiedenti, per l’anno scolastico di riferimento». Benché non si condivida la priorità assegnata al numero delle classi – di derivazione legislativa – abbiamo apprezzato la linearità della bozza che dovrebbe consentire di disporre già nelle prime settimane di avvio delle attività didattiche di una importante risorsa per la gestione ottimale delle scuole prive di un dirigente titolare.  

La disposizione riconosce – anche se limitatamente alle istituzioni scolastiche in reggenza – il ruolo nodale di coloro che collaborano con il dirigente scolastico allo svolgimento delle funzioni amministrative e organizzative e restituisce centralità alla scelta fiduciaria del dirigente stesso, non più costretto nelle talvolta strette maglie dell’organico di potenziamento. 

Linee guida sugli impianti di aerazione in Gazzetta Ufficiale, con un suggerimento: “Aprire le finestre è la miglior prevenzione possibile”

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 agosto il DPCM con cui vengono adottate le “Linee guida sulle specifiche tecniche in merito all’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione e agli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici”.

Preliminarmente le Linee guida, attese ormai da più di 4 mesi, chiariscono che “per migliorare la gestione degli ambienti scolatici e contenere i possibili rischi per la salute è importante garantire una buona qualità dell’aria negli ambienti scolastici, prestando attenzione alle fonti degli inquinanti chimici e dei patogeni, sia interne che esterne, alla gestione delle attività, al numero di occupanti, alla natura e configurazione degli spazi, alle misure preventive in atto, ecc. Tutte queste variabili possono influire sensibilmente sulla qualità dell’aria di una classe, così come l’utilizzo di dispositivi di sanificazione, purificazione/ventilazione”.

“L’utilizzo dei suddetti dispositivi – si legge ancora nel documento – è di giovamento solo se comporta un miglioramento dell’aria indoor. È possibile, ad esempio, che la semplice ventilazione delle aule attraverso l’apertura delle finestre possa migliorare sensibilmente la qualità dell’aria, favorendo la diluizione e la riduzione sia di agenti chimici liberati all’interno (es. da materiali, arredi e finiture, attrezzatture didattiche, prodotti per la pulizia, ecc.), sia di virus e batteri rilasciati dagli occupanti”.

“In altre parole – concludono gli esperti che hanno redatto le Linee Guida – si raccomanda che l’utilizzo di dispositivi aggiuntivi di sanificazione, purificazione e ventilazione sia preso in considerazione solo una volta che le misure sopra indicate in modo esemplificativo siano state identificate e intraprese, e ciononostante, sia dimostrato che la qualità dell’aria non sia adeguata”.

“Né la ventilazione naturale né quella meccanica – ribadisce ancora il documento – possono da sole prevenire l’infezione e sono da utilizzare in combinazione con altre misure di protezione in quanto parte di una strategia di riduzione del rischio. La semplice presenza di un impianto di ventilazione meccanica, anche se dotata di un sistema di filtraggio, non garantisce completamente il rischio di una trasmissione del virus, ma semmai ne riduce le probabilità”.

Ma come sarà possibile installare i dispositivi di aerazione?
Le Linee Guida lo chiariscono: “Il dirigente scolastico richiede alle Autorità competenti (Dipartimenti di prevenzione delle ASL e ARPA) di effettuare le attività preliminari di monitoraggio della qualità dell’aria e di individuazione delle soluzioni più efficaci da adottare in conformità alle presenti linee guida. Sulla base degli esiti della predetta attività richiede all’ente proprietario dell’edificio di attivarsi per porre in essere gli interventi necessari, secondo quanto previsto dalla normativa vigente”.

Il fatto è che le scuole riaprono fra un mese e alla metà di settembre gli studenti entreranno nelle aule: “Il Covid difficilmente sarà debellato per metà settembre e siamo davvero basiti che non ci diano indicazioni sulle mascherine o sugli orari di ingresso dei ragazzi – commenta Mario Rusconi, presidente dell’ANP di Roma – Inoltre, non sono stati fatti i lavori di aerazione e per questo dovremo intervenire con altri strumenti, come tenere le finestre aperte”.


Immissioni in ruolo 2022, per la call veloce domande dal 4 all’8 agosto

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Con Avviso prot.n. 29005 del 3 agosto 2022 il MI ha comunicato la prossima apertura delle funzioni per la presentazione delle istanze di partecipazione alla procedura assunzionale per chiamata (cd. calle veloce), ai sensi del Decreto Ministeriale 25 dell’8 giugno 2020.

Tra le ore 9 del 4 agosto e le ore 23.59 dell’8 agosto saranno disponibili le funzioni telematiche per la presentazione delle istanze finalizzate all’assunzione a tempo indeterminato di personale docente ed educativo, rimasti vacanti e disponibili all’esito delle operazioni di assunzione a tempo indeterminato, disposte ai sensi della normativa vigente per l’anno scolastico 2022/2023. La procedura è destinata ai soggetti inseriti nelle graduatorie utili per l’immissione in ruolo del personale docente ed educativo ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato in un’altra regione rispetto a quella di pertinenza della medesima graduatoria.

L’istanza può essere presentata per ciascuna graduatoria di provenienza per i posti di una o più province di una sola regione. I soggetti inseriti nelle GAE, in alternativa a quanto sopra, possono presentare istanza per i posti disponibili in altre province della stessa regione rispetto alla provincia dove risultano collocati.

Non possono partecipare alla procedura i docenti di ruolo o destinatari di proposte di assunzioni a tempo indeterminato.

Le istanze dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica. Per accedere alla compilazione dell’istanza occorre essere in possesso delle credenziali del Sistema pubblico di identità digitale (SPID) o di quelle della Carta di Identità Elettronica (CIE). Inoltre, occorre essere abilitati al servizio Istanze Online (POLIS).

Si accede all’istanza tramite il link: https://www.istruzione.it/polis/Istanzeonline.htm, alla voce “Presentazione domanda Procedura assunzionale per chiamata – D.M. 25/2020.”

SCARICA L’AVVISO

Aumento stipendi col Decreto Aiuti bis per Ata e solo docenti a inizio carriera: circa 20 euro al mese in più fino a dicembre

da La Tecnica della Scuola

Di Carla Virzì

Il nostro direttore Alessandro Giuliani lo ha già detto: il prossimo sarà un ferragosto da poveri per docenti e Ata, in considerazione del caro vita e dell’inflazione all’8%, mentre il personale scolastico continua a percepire stipendi fermi a 12 anni fa, se si eccettua il piccolo ritocco del 2018.

Un piccolo ritocco al cedolino dello stipendio del personale scolastico potrebbe tuttavia provenire dal taglio del Cuneo fiscale (di un ulteriore punto percentuale) che dovrebbe andare in porto con il decreto Aiuti bis, per il quale dovrebbe arrivare giovedì 4 agosto il via libera di Palazzo Chigi. Secondo quanto riporta la sezione economica del Corriere della Sera, infatti, sul tavolo del governo ci sarebbero 14,3 miliardi, sui quali discutono ancora in queste ore il sottosegretario Roberto Garofoli, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e quello dell’Economia Daniele Franco.

Cosa cambia per la scuola

Cosa cambierebbe per il mondo della scuola?

Sempre secondo il quotidiano nazionale, per un lavoratore con un reddito di 25 mila euro lordi l’anno, vale a dire la soglia massima di cui si sta discutendo, il taglio dell’1% si tradurrebbe in un aumento mensile dello stipendio di circa 19 euro fino a dicembre 2022.

L’incremento dell’importo netto in busta paga sarebbe immediato: ad agosto, con il recupero della decontribuzione di luglio, l’aumento dovrebbe essere di 38 euro rispetto al mese precedente.

Ma non solo: “tenendo conto dell’effetto della decontribuzione dello 0,8% in vigore da gennaio 2022 e fino alla fine dell’anno, si tratta di un aumento di 53 euro rispetto all’anno precedente“, sottolinea la testata milanese.

L’amento dello stipendio non sarà tuttavia definitivo: il taglio dei contributi dovrebbe avere una durata di sei mesi, praticamente sino alla fine del 2022.

I tanti esclusi

E non tutti accederanno: è bene specificare che potrebbe valere solo per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 25 mila euro lordi l’anno. Con la possibilità che “restringendosi la platea dei beneficiari, il taglio potrebbe anche superare l’1%”, comportando quindi un incremento più sostanzioso per i (pochi) beneficiari.

Nella scuola, in particolare, l’incremento riguarderebbe quasi tutto il personale Ata, tranne i Dsga, e i precari. Ma anche gli insegnanti neo-assunti ed ad inizio carriera (oppure chi fruisce di un corposo part-time).

La maggior parte dei docenti, invece, rimarrebbe a bocca asciutta: una esclusione, considerando che il progetto iniziale del Governo era quello di estendere il beneficio fiscale a tutti coloro che percepiscono meno di 35 mila euro, avrebbe il sapore dell’ennesima beffa.

DL Aiuti-bis: il Governo costretto a correggere se stesso e a introdurre un principio di carriera dei docenti

da Tuttoscuola

Il PNRR aveva previsto tra le riforme dell’istruzione la carriera per gli insegnanti, ma il DL 36, convertito poco più di un mese fa dalla legge n. 79, aveva declassato quell’impegno assunto davanti all’Europa in semplice “progressione stipendiale per anzianità”. E aveva poi introdotto la “formazione incentivata”, prevedendo un premio una tantum.

Ma sembra che l’Europa non abbia accettato quel declassamento e avrebbe richiamato il Governo a porvi rimedio, pena l’annullamento dei finanziamenti. Proprio quanto aveva paventato ripetutamente Tuttoscuola sin da quando era stato depositato dal Governo in Parlamento il decreto legge 36.

In proposito non ci sono stati comunicati di Palazzo Chigi e neanche interventi da esponenti del Governo. Tuttavia, la conferma indiretta delle voci sulla bocciatura della mancata carriera è venuta dal Decreto-legge “Aiuti-bis” che il Governo sta per varare.

Infatti, nel testo ufficioso del nuovo DL, all’art. 39 sono stati inseriti a sorpresa i commi 4-bis e 4-ter che introducono la figura del “docente esperto” che rompe l’uniformità della funzione docente.

Il fatto che questa modifica intervenga a poco più di un mese dalla norma che aveva negato il ben che minimo accenno di carriera, lascia chiaramente intendere che vi è stato un intervento esterno a imporlo.

Ma quale sarebbe la strada scelta dal Governo oggi dimissionario per introdurre una forma di carriera nel tentativo di non mettere a rischio i fondi del PNRR?

Da una prima lettura dei due commi riformatori non emerge una struttura di carriera vera e propria, ma la figura del docente esperto rappresenta indubbiamente l’abbattimento di un primo diaframma che potrebbe aprire sbocchi nuovi e interessanti, superando l’appiattimento di una progressione stipendiale uguale per tutti che non riconosce impegni e competenze e non incentiva per il loro miglioramento. Ecco uno stralcio della bozza di decreto che circola:

«4-bis. I docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili di cui al comma 1, nel limite del contingente di cui al secondo periodo del presente comma e comunque delle risorse disponibili ai sensi del comma 5, possono accedere alla qualifica di docente esperto e maturano conseguentemente il diritto ad un assegno annuale ad personam di importo pari a 5.650 euro che si somma al trattamento stipendiale in godimento. Può accedere alla qualifica di docente esperto, che non comporta nuove o diverse funzioni oltre a quelle dell’insegnamento, un contingente di docenti definito con il decreto di cui al comma 5 e comunque non superiore a 8 mila unità per ciascuno degli anni 2032/2033, 2033/2034, 2034/2035 e 2035/2036. Il docente qualificato esperto è tenuto a rimanere nella istituzione scolastica per almeno il triennio successivo al conseguimento di suddetta qualifica. I criteri in base ai quali si selezionano i docenti cui riconoscere la qualifica di docente esperto sono rimessi alla contrattazione collettiva…”

4-terA decorrere dall’anno scolastico 2036/2037 le procedure per l’accesso alla qualifica di docente esperto sono soggette al regime autorizzatorio di cui all’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nei limiti delle cessazioni riferite al personale docente esperto e della quota del fondo di cui al comma 5 riservata alla copertura dell’assegno ad personam da attribuire ad un contingente di docente esperto nella misura massima di 32 mila unità».

Spiccano alcuni aspetti critici nella bozza in circolazione: il nuovo trattamento stipendiale aggiuntivo e permanente riguarderà solo l’1% dei docenti tra dieci anni (2032/2033), e si estenderà fino a non più del 4% nei successivi tre anni (2035/2036). Considerata l’età media del corpo docente, quasi la metà dei docenti in servizio sono tagliati fuori da questa misura. Non sono al momento chiari i criteri di valutazione per selezionare i docenti che potranno accedere all’assegno annuale di 5.650 euro, né chi valuterà.

Plaude a questa innovazione l’on. Valentina Aprea di Forza Italia che in un emendamento alla legge 79/2022 aveva previsto proprio anche la figura del docente esperto. Ma ritiene che la logica che i commi sottendono sia ancora troppo schiacciata su criteri corporativi e centralistici, che non introducono una vera differenziazione delle funzioni del docente “esperto”. “Va assolutamente introdotta – conclude la Aprea – per il docente “esperto”, insieme all’insegnamento una funzione differenziata tra quelle indicate nella legge 79/2022, dal tutoraggio a tutte le altre funzioni legate ad un vero e proprio middle management”.

Sarà interessante ora verificare la reazione del mondo sindacale che poco tempo fa, a parte l’apertura a discuterne da parte della Cisl Scuola, non aveva reagito davanti alla mancata riforma della carriera degli insegnanti.

Nota 4 agosto 2022, AOODGOSV 19935

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione
e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione
Ufficio II

Ai Direttori generali e ai Dirigenti preposti agli Uffici scolastici regionali LORO INDIRIZZI E-MAIL
Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni del Sistema Nazionale di Istruzione LORO INDIRIZZI E-MAIL
Con particolare riferimento Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni Scolastiche beneficiarie dei finanziamenti Piano triennale delle arti – misure g) – i) LORO INDIRIZZI E-MAIL
e, p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione dpit.segreteria@istruzione.it dpit@postacert.istruzione.it
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Alla Direzione generale per le risorse umane e finanziarie Ufficio VII SEDE dgruf@postacert.istruzione.it dgruf.ufficio7@istruzione.it

OGGETTO: Piano delle Arti – Misure g) ed i) – terza annualità – (Avviso pubblico prot. n. 1412 del 30 settembre 2019) – Precisazione in merito alla restituzione delle risorse non utilizzate

Nota 4 agosto 2022, AOODGOSV 19914

Ministero dell’istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Direttori generali e dirigenti preposti agli Uffici scolastici regionali
LORO SEDI

Oggetto: Programma di storia delle sezioni dei licei con progetto EsaBac – DM 2 agosto 2022, n. 209.

Decreto Ministeriale 2 agosto 2022, AOOGABMI 209
Programma di storia delle sezioni dei licei con progetto EsaBac

DL “Aiuti bis” in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di giovedì 4 agosto 2022, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali.

Il decreto-legge interviene su alcuni importanti ambiti, tra cui il contrasto al caro-energia e carburanti e all’emergenza idrica, il sostegno agli enti territoriali, il rafforzamento delle politiche sociali per tutelare il potere d’acquisto, il rilancio degli investimenti.

Quanto ai rincari nei settori dell’energia elettrica, del gas naturale e dei carburanti, il decreto interviene innanzitutto rafforzando il bonus sociale elettrico e gas per il quarto trimestre 2022, tutelando i clienti vulnerabili nel settore del gas, sospendendo le modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di elettricità e gas.

In secondo luogo, il decreto azzera gli oneri generali di sistema nel settore elettrico anche per il quarto trimestre 2022 e riduce l’IVA per le somministrazioni di gas metano per combustione per usi civili e industriali nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2022. Inoltre, sempre per il quarto trimestre 2022, l’ARERA provvederà a mantenere inalterati gli oneri generali di sistema nel settore del gas in vigore nel terzo trimestre.

Infine, si prorogano i crediti d’imposta in favore delle imprese anche per il terzo trimestre 2022 e si dispone la proroga della riduzione dell’accisa sui carburanti sino al 20 settembre 2022.

Quanto all’emergenza idrica, si stanziano risorse a favore delle imprese agricole colpite dalla siccità, si accelerano gli affidamenti del servizio idrico integrato (prevedendo appositi termini per gli enti di governo dell’ambito che non hanno ancora provveduto all’affidamento e l’attivazione di specifici poteri sostitutivi in caso di inerzia) e si consente alla Protezione civile di chiedere in anticipo lo stato di emergenza in caso di siccità.

Il decreto stanzia inoltre risorse a favore degli enti territoriali, nella forma di contributi straordinari per complessivi 400 milioni di euro in favore di comuni, città metropolitane e province, e prevede la proroga al 2023 della sospensione del rimborso delle anticipazioni di liquidità in favore delle Regioni a seguito del sisma del 2016. Sono inoltre stanziate risorse per favorire la ricostruzione post-sisma del 2012 in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

Quanto alle politiche sociali, si dispone la riduzione del cuneo fiscale in favore dei lavoratori dipendenti per i periodi di paga dal 1° luglio al 31 dicembre 2022, inclusa la tredicesima. Si prevede inoltre l’anticipo al 1° ottobre 2022 della rivalutazione delle pensioni, l’estensione del “bonus 200 euro” a lavoratori attualmente non coperti e il rifinanziamento per 100 milioni di euro nel 2022 del Fondo per il sostegno del potere d’acquisto dei lavoratori autonomi.

Quanto agli investimenti, sono introdotte norme in favore di imprese operanti in settori strategici o di interesse pubblico (Alitalia, ILVA, 3-I). Inoltre, il Fondo per l’avvio, entro il 31 dicembre 2022, di opere indifferibili è rifinanziato per complessivi 1,3 miliardi di euro al fine di contrastare il caro-materiali in relazione sia alle opere che rientrano nel Piano Complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sia alle opere relative alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Sono rifinanziati i Contratti di sviluppo, anche in relazione a progetti di tutela ambientale, e gli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo-IPCEI, nonché il Fondo Unico Nazionale Turismo.

Infine, è rafforzato il meccanismo di valutazione permanente dei docenti, obiettivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con particolare riferimento al riconoscimento delle risorse da destinare alla retribuzione integrativa e sono introdotte norme per contrastare in modo più efficace le minacce cibernetiche che coinvolgono la sicurezza nazionale.