DL “Aiuti” e scuola

DL “Aiuti” e scuola: 8.000 docenti esperti e gli altri tutti sottopagati

Uno su dieci, dopo formazione e selezione. Insegnanti pagati a premi e nemmeno tutti. Il governo (dimissionario) disegna ad agosto l’impianto della scuola nei prossimi anni.
Il governo trova nuove risorse per finanziare la figura del “docente esperto”, un meccanismo selettivo degli insegnanti che riguarderà solo 8.000 lavoratori all’anno e che la categoria ha già bocciato con lo sciopero generale del 30 maggio scorso.

La scuola non può andare avanti con 8.000 docenti esperti, dopo un percorso selettivo che dura 9 anni, mentre funziona quotidianamente con centinaia di migliaia di docenti sottopagati – sottolineano i segretari generali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, Gilda Unams e Snals Confsal.

È evidente che si trovano i soldi per tutto tranne che per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto da oltre 3 anni. Sarebbe invece il momento di dare un segnale forte al mondo della scuola finanziando adeguatamente il rinnovo.
È un fatto acclarato che le retribuzioni medie dei docenti italiani sono troppo basse, sia rispetto a quelle dei colleghi europei, sia rispetto a quelle degli altri lavoratori del pubblico impiego a parità di titolo di studio.
È intollerabile dunque, che su questo tema la politica continui a far finta di niente. La responsabilità, se non c’è il rinnovo, è di tutte le forze politiche, nessuna esclusa.
Grave l’assenza dell’atto di indirizzo per l’Area V e l’erogazione di risorse una tantum per il FUN, con la conseguente diminuzione retributiva insieme a un non adeguato riconoscimento del lavoro della dirigenza scolastica.

La scuola ora merita attenzione. Serve un provvedimento organico, per pensare oggi, la scuola dei prossimi anni. C’è bisogno di investimenti sulle persone per garantire un futuro migliore a questo Paese che passa appunto attraverso la scuola.

Per il prossimo 8 settembre abbiamo invitato tutti i partiti politici a confrontarsi con i sindacati del settore scuola per capire le loro reali intenzioni, ma intanto vogliamo una riposta immediata – ribadiscono i segretari generali, Francesco Sinopoli, Ivana Barbacci, Giuseppe D’Aprile, Rino Di Meglio e Elvira Serafini – lo stralcio del provvedimento delle misure che riguardano la scuola, che vanno riportate a materia contrattuale e l’individuazione delle risorse per chiudere il negoziato in atto per il contratto di un milione di persone.

Docenti esperti: la scuola vive nel passato

Docenti esperti: la scuola vive nel passato

di Enrico Maranzana

Il decreto Aiuti.bis prevede: ”Tutti i docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili potranno accedere alla qualifica di ”docente esperto, maturando il diritto ad un assegno annuale ad personam di importo pari a 5.650 euro che si somma al trattamento stipendiale in godimento”.

Una disposizione riguardante la progressione stipendiale dei docenti: è stata elaborata avendo come riferimento un obsoleto modello di scuola; contrasta con la visione sistemica che la voce del legislatore, inascoltata, da decenni enuncia.

La cappa della cultura accademica continua a soffocare la vitalità della scuola: l’individualità è l’intangibile riferimento.

Eppure la lettera e lo spirito della legge sono inequivocabili [DPR 275/99 – art. 1]. Inizialmente si studia il rapporto scuola/società e si specificano i traguardi [PTOF – progettazione formativa], poi si formulano strategie [progettazione educativa]: progressioni che conducono gli studenti al successo formativo.

Attività che solo la collegialità rende praticabili.

Collegialità che la proposta governativa non favorisce, anzi.

Collegialità vitalizzata dalla valutazione delle scelte educative: la documentazione della programmazione del Collegio dei docenti e del coordinamento dei Consigli di classe è da vagliare per selezionare le più rilevanti. Le ipotesi formulate saranno sperimentate da altre scuole: l’efficacia dei percorsi progettuali determinerà gli organismi da premiare.

La puntuale espressione dei traguardi attesi è la condizione necessaria per il decollo della progettualità, requisito che l’ordinaria attività delle scuole non soddisfa. La disposizione governativa sorvola su questa mancanza: la figura del docente esperto rappresenta l’esplicita accettazione della devianza gestionale.

Il docente esperto e i due mantra

Il docente esperto e i due mantra

di Francesco Scoppetta

”I docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili” possono accedere alla qualifica di ”docente esperto e maturano il diritto ad un assegno annuale ad personam di importo pari a 5.650 euro che si somma al trattamento stipendiale in godimento”. Lo prevede la bozza del decreto legge aiuti bis, in cui si precisa che la qualifica di docente esperto ”non comporta nuove o diverse funzioni oltre a quelle dell’insegnamento” e si fissa un tetto massimo di 8 mila unità per ciascuno degli anni 2032/2033, 2033/2034, 2034/2035 e 2035/2036.

Anche il ministro Bianchi, come tutti i suoi predecessori, intende passare alla Storia lasciando un segno nella scuola italiana che, per definizione, è immutabile. Infatti le reazioni non si sono fatte attendere da parte dei sindacati e dei docenti i quali, all’unisono, hanno ripetuto il mantra “uno vale uno”. Da chi pensate che i grillini abbiano preso il loro slogan diventato, alla prova dei fatti, una barzelletta? Dalla scuola italiana, che è un non luogo dove tutti sono eguali: prendono lo stesso stipendio (fanno eccezione i dirigenti scolastici a seconda della regione in cui operano, un vulnus costituzionale che non interessa proprio a nessuno) qualsiasi cosa facciano, sono giuridicamente e sostanzialmente eguali. Di fatto poi succede che in ogni scuola basta chiedere ai muri e si viene a sapere chi sono i docenti bravi e quelli asini. Infatti ogni genitore iscrive i figli a scuola facendo al preside nome e cognome dei docenti desiderati e dei docenti rinnegati.

Ora, siccome il mantra (formula magica, la cui efficacia non dipende dalla partecipazione interiore del soggetto che la pronuncia) dell’1 vale 1 nella scuola italiana si fa risalire più o meno ai comandamenti di Mosè, di tanto in tanto qualche ministro si inventa un metodo cartaceo per smuovere le acque. Non essendo possibile che sia qualcuno in carne e ossa (preside, alunni, genitori, colleghi) a stabilire chi sono i bravi e gli asini , si pensa ad un meccanismo astratto e oggettivo, ad una gara dove possono partecipare tutti stabilendo punto di partenza e arrivo. Bianchi ha pensato ad una gara con tre step, chiamati corsi di aggiornamento. Solo che alla fine non so come (sorteggio?) saranno solo 8000, uno per scuola, a vincere l’aumento di 400 euro al mese. I corsi di aggiornamento in Italia è noto sono utili non a chi li segue ma a chi li organizza. Sono come la revisione delle auto, un altro metodo per favorire le officine con la scusa di pensare agli automobilisti. Sono, in buona sostanza, adempimenti formali basati su un altro mantra della scuola italiana che è il seguente: più ascolti (in silenzio) più impari.

Mi fermo qui, perchè è evidente che se una generazione in futuro non farà piazza pulita di questi due mantra, attraverso il principio di realtà, non sarà possibile effettuare l’unica operazione necessaria, utile e vantaggiosa per (riformare) la scuola italiana. Creare una carriera docente di modo che i bravi vengano pagati meglio dei non bravi, incentivando tutto il personale a migliorare le prestazioni e la professionalità e favorendo così l’entrata nella scuola di giovani risorse che oggi rifiutano l’esistente, l’appiattimento salariale di tipo sovietico. Purtroppo occorre attendere una generazione nuova perchè quella di adesso è molto affezionata  ai due mantra e ai salari sovietici in nome di un principio che viene chiamato “lotta alla scuola-azienda”.

La scuola-azienda, per capirci, è quella che hanno in testa i genitori quando ad agosto dicono al preside: Senti, ho iscritto da te mio figlio, ma fallo capitare col prof Tizio e mi raccomando che non abbia Caio, altrimenti lo trasferisco subito.

Graduazione posizioni di dirigente scolastico

Atto di indirizzo per l’individuazione dei criteri generali di graduazione delle posizioni di dirigente scolastico: cosa non torna

A distanza di ben due mesi dalla conclusione della procedura di confronto, con il decreto dipartimentale 20 luglio 2022, n. 1791 è stato emanato l’Atto di indirizzo per l’individuazione dei criteri generali di graduazione delle posizioni di dirigente scolastico. 

Tale decreto, pubblicato solo il primo agosto scorso, definisce i criteri individuati dall’Amministrazione in coerenza con il disposto dell’art. 12, cc. 3 e 4 del vigente CCNL area V dell’11 aprile 2006, come previsto dall’art. 42 del CCNL dell’area “istruzione e ricerca” 2016-2018. Essi saranno applicati “in via sperimentale” per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024 e, ai sensi dell’art. 3 del decreto, sono oggetto di verifica dell’Amministrazione per una eventuale revisione al termine dell’anno scolastico 2023/2024. 

Il provvedimento è la cornice di riferimento per i singoli USR i cui Direttori generali, ai sensi dell’art. 2 del medesimo decreto, devono attestare che le singole istituzioni scolastiche abbiano inserito al SIDI i criteri. 

Detti criteri generali e i parametri numerici, declinati secondo gli indicatori della dimensione, della complessità e del contesto socio-territoriale, a nostro parere risultano deficitari. Da una parte, infatti, nell’ambito della complessità – cui è stato tuttavia conferito un maggiore peso, come auspicato dall’ANP – constatiamo tra i fattori presi in considerazione la presenza di laboratori/officine sebbene, ai fini del calcolo del punteggio dell’istituzione scolastica interessata, limitati a un massimo di quattro. Riteniamo che tale elemento, data la complessa gestione che lo caratterizza, possa contribuire al riconoscimento economico delle responsabilità poste in capo ai dirigenti scolastici, a partire da quella penale conseguente alla gestione della sicurezza. 

Dall’altra parte, invece, rileviamo come l’Amministrazione, pur sollecitata sul punto dall’ANP durante le sedute di confronto, non abbia tenuto conto di un altro fattore a nostro parere determinante: il dovuto riconoscimento, sotto l’aspetto retributivo, dell’esposizione del dirigente scolastico alla responsabilità amministrativo-contabile collegata al volume delle risorse impegnate e liquidate in esito alle attività negoziali. Non condivisibile, poi, risulta la questione del punteggio assegnato alle aziende agrarie e la limitazione ai soli istituti alberghieri della gestione dell’Hccp. 

Al di là delle notazioni di dettaglio, sulle quali chiediamo che l’Amministrazione presti la dovuta attenzione, per l’ANP, come sostenuto in più occasioni, è necessario che la transizione alle fasce a livello nazionale non comporti in alcun modo restituzioni da parte dei colleghi e che le posizioni economiche siano allineate alle fasce più alte, anche in funzione di valorizzazione del ruolo della dirigenza scolastica. 

Un memento, infine, sulla problematica decisiva da risolvere: la necessità di un incremento strutturale delle risorse per la tenuta del fondo affinché la questione retributiva dei dirigenti scolastici acquisisca finalmente il carattere della stabilità. 

Dl Aiuti bis: i sindacati della scuola bocciano la figura del «docente esperto»

da Il Sole 24 Ore

Il testo introduce una forma di carriera. La denuncia: «Si trovano i soldi per tutto tranne che per il rinnovo del contratto nazionale. Non servono premi ma risorse»
di Redazione Scuola

«Il governo trova nuove risorse per finanziare la figura del docente esperto, un meccanismo selettivo dei prof che riguarderà solo 8.000 lavoratori all’anno e che la categoria ha già bocciato con lo sciopero generale del 30 maggio scorso». La critica arriva dai segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda Unams e Snals Confsal. «Si trovano i soldi per tutto tranne che per il rinnovo del contratto nazionale. Vogliamo lo stralcio del provvedimento delle misure che riguardano la scuola, che vanno riportate a materia contrattuale, individuando le risorse per chiudere il negoziato per il contratto di un milione di persone».

Il decreto

Il riferimento è al decreto Aiuti bis (approvato dal Consiglio dei ministri del 4 agosto) che, per quanto concerne la scuola prevede una revisione delle norme sulla formazione continua degli insegnanti, appena introdotte con la riforma legata al Pnrr e – soprattutto – la nascita della figura del “docente esperto” che guadagnerà 5.650 euro in più (400 euro al mese) sotto forma “assegno annuale ad personam”. I prof “esperti” non potranno essere più di 8mila e saranno selezionati tra i docenti di ruolo che «abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili». Prevista una “una tantum” accessoria da stabilire con i contratti tra il «10 e il 20%» per chi completa un percorso triennale.

«Responsabilità di tutte le forze politiche»

«È un fatto acclarato che le retribuzioni medie dei docenti italiani sono troppo basse, sia rispetto a quelli dei colleghi europei, sia rispetto a quelli degli altri lavoratori del pubblico impiego a parità di titolo di studio. È intollerabile dunque, che su questo tema la politica continui a far finta di niente. La responsabilità, se non c’è il rinnovo, è di tutte le forze politiche, nessuna esclusa», attaccano Francesco Sinopoli, Ivana Barbacci, Giuseppe D’Aprile, Rino Di Meglio e Elvira Serafini.
«Grave l’assenza dell’atto di indirizzo per l’Area V e l’erogazione di risorse una tantum per il Fun, con la conseguente diminuzione retributiva insieme a un non adeguato riconoscimento del lavoro della dirigenza scolastica. La scuola ora merita attenzione. Serve un provvedimento organico, per pensare oggi, la scuola dei prossimi anni. C’è bisogno di investimenti sulle persone per garantire un futuro migliore a questo paese che passa appunto attraverso la scuola».
Molto critico anche il sindacato Anief che parla di «colpo di mano del Governo Draghi: dopo le dimissioni del premier – afferma il presidente Marcello Pacifico – e lo scioglimento delle Camera, avrebbe dovuto svolgere solo i cosiddetti “affari correnti”, invece travalica ampiamente i suoi poteri e con il decreto legge Aiuti bis si appresta a portare modifiche importanti al Pnrr emanando una norma che introduce una nuova figura di insegnante, il docente senior».

Anp

Preoccupati, infine, anche i dirigenti scolastici di Anp (Associazione nazionale presidi): «Le risorse destinate al sistema scolastico – afferma il presidente nazionale Antonello Giannelli – diminuiscono nell’indifferenza di tutti. La scuola, invece, deve essere la priorità perché ne va del nostro futuro. Lo diciamo da tempo e lo ripetiamo oggi: è necessario pensare una scuola nuova con modelli metodologici e valutativi rivisti in profondità e con una reale personalizzazione dei percorsi. Serve un cambio di passo per garantire pari opportunità e successo formativo a ogni studente. Solo così potremo pensare di dare risposte ai bisogni formativi dei ragazzi che affollano le nostre scuole, preparandoli alle esigenze del mondo, del lavoro e delle università».

L’invito

Per il prossimo 8 settembre i sindacati hanno invitato tutti i partiti politici a confrontarsi con loro del settore scuola «ma intanto vogliamo una riposta immediata – lo stralcio del provvedimento delle misure che riguardano la scuola, che vanno riportate a materia contrattuale, individuando le risorse per chiudere il negoziato in atto per il contratto di un milione di lavoratori».

Periodo di formazione e prova per i docenti neo-assunti: il parere del CSPI

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), nel corso della seduta plenaria del 4 agosto, ha espresso il proprio parere sullo schema di decreto del Ministro dell’istruzione recante «Disposizioni concernenti il percorso di formazione e di prova del personale docente ed educativo, ai sensi dell’articolo 1, comma 118, della legge 13 luglio 2015, n. 107 e dell’articolo 13, comma 1 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, nonché la disciplina delle modalità di svolgimento del test finale e definizione dei criteri per la valutazione del personale in periodo di prova, ai sensi dell’articolo 44, comma 1, lett. g), del decreto legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito con modificazioni dalla L. 29 giugno 2022, n. 79.»

Il CSPI ribadisce la centralità e l’importanza del reclutamento e della formazione iniziale del personale mediante la valorizzazione delle capacità e delle potenzialità professionali degli aspiranti e rileva “la necessità di una formazione
ampia e integrata di tutte le competenze della professione docente, a partire da quelle pedagogiche relative alla costruzione consapevole del modello di scuola e di stile di insegnamento, alla gestione della relazione educativa e al dialogo formativo fra le generazioni, anche alla luce dei bisogni e delle emergenze socio-educative manifestatesi nella pandemia. A tali competenze si integrano quelle metodologiche, didattiche, linguistiche, ecc
.”

Il CSPI, pur apprezzando il tentativo di realizzare una organica riforma del sistema di reclutamento e di formazione iniziale, ritiene tuttavia che “sarebbe opportuna una riflessione rispetto all’orizzonte temporale di applicazione complessiva di tutta la riforma“.

Infine, rispetto al complesso delle figure coinvolte nella nuova procedura e in considerazione dell’esiguità dell’attuale dotazione organica, propone di implementare l’organico dei dirigenti tecnici.

IL PARERE DEL CSPI

L’ALLEGATO A

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Riforma (mancata) della carriera degli insegnanti: come volevasi dimostrare…

da Tuttoscuola

“Ma nessuno si è chiesto che senza ‘l’entrata in vigore della riforma della carriera degli insegnanti’, preciso impegno assunto con il PNRR, al momento disatteso, l’Europa potrebbe bloccare tutto?”. 

Tuttoscuola poneva la domanda il 23 maggio scorso, subito dopo il convegno sul tema promosso dalla nostra testata a Didacta, quando stava per iniziare in Parlamento il dibattito per la conversione in legge del DL 36 presentato dal Governo Draghi. A quanto pare eravamo stati facili (sia pure unici) profeti.

Ieri il Governo ha frettolosamente inserito un articolo in materia di istruzione in coda al DL Aiuti bis, tra misure urgenti in materia di energia, di emergenza idrica e bonus vari, correggendo una riforma varata per legge solo un mese fa. Cosa potrebbe aver spinto il Governo a cambiare idea dopo poche settimane? Difficile pensare che non sia stato un aut aut posto da Bruxelles, che rappresenta anche un avvertimento molto chiaro sulla fermezza con la quale la Commissione europea vigilerà sul rispetto degli impegni presi con il PNRR.

Sin dal 9 maggio avevamo posto la questione: “Tra i traguardi del PNRR in scadenza il 30 giugno 2022 è prevista l’entrata in vigore della riforma della carriera degli insegnantiInfatti, la ‘Riforma 2.2’ prevede: ‘La riforma mira a costruire un sistema di formazione di qualità per il personale della scuola in linea con un continuo sviluppo professionale e di carriera’.
Di questa riforma, tuttavia, nel Decreto-legge 36 del 30 aprile scorso non c’è alcuna traccia. Si parla di incentivi una tantum per la formazione, di valorizzazione della permanenza in sede per favorire la continuità didattica, ma per la carriera degli insegnanti c’è un silenzio assoluto”.

Lo scrivevamo il 9 maggio scorso.

Lo ricordavamo il 16 maggio: “il decreto elude (…) la lettera del PNRR (che parla espressamente di carriera degli insegnanti).

A rischio di risultare ripetitivi, il 30 maggio insistevamo: “C’è il fondato timore che si perda un’occasione storica. L’Europa che aveva valutato l’impianto del PNRR italiano, che comprendeva esplicitamente ‘l’entrata in vigore della riforma della carriera degli insegnanti’, rimarrà in silenzio davanti al venir meno di questo impegno?”.

Il 27 giugno scorso, dopo l’approvazione definitiva della legge 79/2022, dovevamo prendere atto della scelta: “Un impegno, quello preso dall’Italia di fronte alla Commissione e ai partner europei per l’attuazione del PNRR, che è stato sostanzialmente disatteso”.

E poi la valutazione finale: “I pochi grand commis e superconsulenti ‘padri’ del testo che diventerà presto legge si sono in questo modo assunti una grossa responsabilità. In primo luogo perché la Commissione europea, se volesse essere attenta, potrebbe notare che di vera carriera non si vede traccia, in quanto non ci sono differenziazioni di ruoli, profili, incarichi aggiuntivi. E poi perché il sistema scolastico ha un grande bisogno di ritrovare motivazione”.

Appelli rimasti inascoltati. Ora il provvedimento d’urgenza nel DL Aiuti bis, con il quale si cerca di porre rimedio, confermando – a questo punto inevitabilmente – il discutibile impianto della formazione incentivata e inserendo, con i primi effetti tra dieci anni e per una percentuale minima di insegnanti, aumenti di stipendio (non differenziazioni di carriera, non professionalità intermedie) permanenti.

Una discussione più approfondita nell’arco dei due mesi disponibili avrebbe consentito, se ci fosse stata la volontà (e la visione, lasciateci dire), di partorire una riforma migliore su una questione strategica come lo sviluppo e la valorizzazione professionale degli insegnanti, una professione sempre meno in grado di attrarre le risorse più competenti e motivate. Peccato.

Per approfondimenti:

– DL 36/22 in Parlamento. Cosa c’è da cambiare

– Il vulnus della carriera che non c’è/: proposte di modifica avanzano

– Carriera dei docenti: sorpresa, nell’atto di indirizzo c’è un piccolo appiglio
– Carriera dei docenti: che fine ha fatto il Middle Management?

– Carriera dei docenti/2: la si realizza con un eventuale premio ‘una tantum’?

DL Aiuti-bis: il Governo costretto a correggere se stesso e a introdurre un principio di carriera dei docenti

da Tuttoscuola

Il PNRR aveva previsto tra le riforme dell’istruzione la carriera dei docenti, ma il DL 36, convertito poco più di un mese fa dalla legge n. 79, aveva declassato quell’impegno assunto davanti all’Europa in semplice “progressione stipendiale per anzianità”. E aveva poi introdotto la “formazione incentivata”, prevedendo un premio una tantum.

Ma sembra che l’Europa non abbia accettato quel declassamento e avrebbe richiamato il Governo a porvi rimedio, pena l’annullamento dei finanziamenti. Proprio quanto aveva paventato ripetutamente Tuttoscuola sin da quando era stato depositato dal Governo in Parlamento il decreto legge 36.

In proposito non ci sono stati comunicati di Palazzo Chigi e neanche interventi da esponenti del Governo. Tuttavia, la conferma indiretta delle voci sulla bocciatura della mancata carriera dei docenti è venuta dal Decreto-legge “Aiuti-bis” che il Governo sta per varare.

Infatti, nel testo ufficioso del nuovo DL, all’art. 39 sono stati inseriti a sorpresa i commi 4-bis e 4-ter che introducono la figura del “docente esperto” che rompe l’uniformità della funzione docente.

Il fatto che questa modifica intervenga a poco più di un mese dalla norma che aveva negato il ben che minimo accenno di carriera dei docenti, lascia chiaramente intendere che vi è stato un intervento esterno a imporlo.

Ma quale sarebbe la strada scelta dal Governo oggi dimissionario per introdurre una forma di carriera dei docenti nel tentativo di non mettere a rischio i fondi del PNRR?

Da una prima lettura dei due commi riformatori non emerge una struttura di carriera dei docenti vera e propria, ma la figura del docente esperto rappresenta indubbiamente l’abbattimento di un primo diaframma che potrebbe aprire sbocchi nuovi e interessanti, superando l’appiattimento di una progressione stipendiale uguale per tutti che non riconosce impegni e competenze e non incentiva per il loro miglioramento. Ecco uno stralcio della bozza di decreto che circola:

«4-bis. I docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili di cui al comma 1, nel limite del contingente di cui al secondo periodo del presente comma e comunque delle risorse disponibili ai sensi del comma 5, possono accedere alla qualifica di docente esperto e maturano conseguentemente il diritto ad un assegno annuale ad personam di importo pari a 5.650 euro che si somma al trattamento stipendiale in godimento. Può accedere alla qualifica di docente esperto, che non comporta nuove o diverse funzioni oltre a quelle dell’insegnamento, un contingente di docenti definito con il decreto di cui al comma 5 e comunque non superiore a 8 mila unità per ciascuno degli anni 2032/2033, 2033/2034, 2034/2035 e 2035/2036. Il docente qualificato esperto è tenuto a rimanere nella istituzione scolastica per almeno il triennio successivo al conseguimento di suddetta qualifica. I criteri in base ai quali si selezionano i docenti cui riconoscere la qualifica di docente esperto sono rimessi alla contrattazione collettiva…”

4-terA decorrere dall’anno scolastico 2036/2037 le procedure per l’accesso alla qualifica di docente esperto sono soggette al regime autorizzatorio di cui all’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nei limiti delle cessazioni riferite al personale docente esperto e della quota del fondo di cui al comma 5 riservata alla copertura dell’assegno ad personam da attribuire ad un contingente di docente esperto nella misura massima di 32 mila unità».

Spiccano alcuni aspetti critici nella bozza in circolazione: il nuovo trattamento stipendiale aggiuntivo e permanente riguarderà solo l’1% dei docenti tra dieci anni (2032/2033), e si estenderà fino a non più del 4% nei successivi tre anni (2035/2036). Considerata l’età media del corpo docente, quasi la metà dei docenti in servizio sono tagliati fuori da questa misura. Non sono al momento chiari i criteri di valutazione per selezionare i docenti che potranno accedere all’assegno annuale di 5.650 euro, né chi valuterà.

Plaude a questa innovazione l’on. Valentina Aprea di Forza Italia che in un emendamento alla legge 79/2022 aveva previsto proprio anche la figura del docente esperto. Ma ritiene che la logica che i commi sottendono sia ancora troppo schiacciata su criteri corporativi e centralistici, che non introducono una vera differenziazione delle funzioni del docente “esperto”. “Va assolutamente introdotta – conclude la Aprea – per il docente “esperto”, insieme all’insegnamento una funzione differenziata tra quelle indicate nella legge 79/2022, dal tutoraggio a tutte le altre funzioni legate ad un vero e proprio middle management”.

Sarà interessante ora verificare la reazione del mondo sindacale che poco tempo fa, a parte l’apertura a discuterne da parte della Cisl Scuola, non aveva reagito davanti alla mancata riforma della carriera dei docenti.

eTwinning, 8 posti per docenti italiani

da Tuttoscuola

Per l’Italia sono disponibili otto posti per Rural Teachers from Mediterranean Countries Together at European School Education Platform, il primo seminario multilaterale eTwinning in presenza del 2022, un evento riservato ai docenti provenienti da piccole comunità scolastiche dell’area Mediterranea. Possono fare la domanda insegnanti della scuola primaria e secondaria di I grado, di qualsiasi materia, attivi in scuole di zone rurali, geograficamente svantaggiate e/o a rischio di isolamento geografico, con una bassa popolazione studentesca. L’incontro, organizzato dall’Unità nazionale albanese, si svolgerà a Durazzo, in Albania, dal 26 al 28 settembre ed ha lo scopo di incentivare la collaborazione tra i Paesi del bacino del Mediterraneo, favorendo la creazione di progetti eTwinning.

In questi contesti la digitalizzazione nella didattica e la progettazione con eTwinning possono essere uno strumento straordinario di innovazione, in grado di favorire l’inclusione e lo sviluppo di competenze trasversali nonché il superamento dell’isolamento geografico in cui spesso queste scuole si trovano. Durante il seminario, aperto ad Albania, Italia, Spagna, Bosnia Erzegovina, Slovenia, Croazia, Bulgaria e Cipro, sono previsti workshop di approfondimento sull’uso degli strumenti e sulla progettazione eTwinning. Si richiede inoltre una conoscenza adeguata dell’inglese, lingua di lavoro del seminario.  Non è richiesta un’esperienza specifica con eTwinning, dato che il seminario è indirizzato a eTwinner principianti, ma sarà considerata l’attività pregressa sulla piattaforma in termini di aggiornamento del profilo, eventuale partecipazione a progetti di collaborazione e alle opportunità di formazione professionale. Per candidarsi bisogna essere iscritti a eTwinning da prima del 31 dicembre 2021. Tra le candidature ricevute, l’Unità nazionale selezionerà i docenti italiani invitati a partecipare. La sistemazione in albergo e i pasti (limitatamente a quanto previsto dal programma) verranno gestiti direttamente dall’Unità italiana sia per la prenotazione che per il pagamento, mentre le spese di viaggio, la cui organizzazione è a cura di ciascun partecipante, saranno rimborsate al rientro, previa presentazione della documentazione in originale e in base alle regole di rimborso che saranno comunicate ai docenti selezionati. Saranno contattati soltanto i docenti selezionati. Nelle settimane successive potrebbero essere contattati ulteriori candidati per eventuali sostituzioni. Per info: selezioni.etwinning@indire.it

Monitoraggio Educazione civica

Nota 27 giugno 2022, AOODGOSV 16706

Monitoraggio sull’insegnamento trasversale dell’educazione civica a scuola – aa.ss. 2020/21 e 2021/22


Al via il monitoraggio sull’insegnamento trasversale dell’Educazione civica a scuola per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022.

L’obiettivo della rilevazione riguarda le modalità adottate dalle istituzioni scolastiche per l’introduzione di tale insegnamento e coinvolge tutti i gradi scolastici, a partire dalla Scuola dell’infanzia, fino alla Scuola secondaria di II grado.

Il monitoraggio, condiviso con il Gruppo di esperti e il Comitato tecnico-scientifico nominati dal Ministro, rappresenta la prima fase di un processo di progettazione partecipata sull’insegnamento di questa disciplina: a partire dagli esiti della rilevazione, il Ministero integrerà le Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica entro l’anno scolastico 2022/2023.

Le scuole potranno partecipare al monitoraggio in forma volontaria e fino al 31 agosto 2022, attraverso la compilazione di un questionario disponibile nella pagina del sito del Ministero dell’Istruzione dedicata all’Educazione civica (https://www.istruzione.it/educazione_civica/).

RAV, PdM, PTOF, Rendicontazione sociale

Come previsto dalla Nota 24 maggio 2022, AOODGOSV 13483, per poter procedere alla raccolta di dati di diretta competenza della scuola la prima operazione richiesta ai fini della predisposizione del RAV è la compilazione del Questionario Scuola, che avviene direttamente all’interno della piattaforma RAV a partire dal 25 maggio 2022 e fino al 31 agosto 2022. A settembre 2022 i dati così raccolti, una volta elaborati, saranno resi disponibili nella piattaforma RAV unitamente ai valori di riferimento esterni, allo scopo di supportare le istituzioni scolastiche nel processo di autovalutazione.

Al fine di individuare le priorità del triennio 2022-25, a partire da settembre 2022 e fino alla data di inizio della fase delle iscrizioni, verranno aperte contemporaneamente nelle piattaforme di riferimento le funzioni per la predisposizione della Rendicontazione sociale e del RAV e per l’aggiornamento del PTOF con all’interno un modello di Piano di Miglioramento.

PNRR e Istruzione


Concorso per la progettazione e la realizzazione di nuove scuole

Venti giorni in più per la presentazione delle candidature per la prima fase del concorso per la progettazione e la realizzazione di 212 nuove scuole finanziate con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ingegneri e architetti iscritti ai rispettivi Ordini professionali – grazie a un avviso di proroga emesso dal Ministero dell’Istruzione – avranno tempo per presentare le loro proposte fino alle ore 15 del 23, 24 e 25 agosto (inizialmente i termini previsti erano il 3, 4, 5 agosto, in base alle categorie delle aree individuate e previste dal bando).

Il concorso è indetto dal Ministero dell’Istruzione mediante l’utilizzo della piattaforma concorsi del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ed è finalizzato all’acquisizione di proposte ideative e progettuali per la realizzazione di edifici innovativi dal punto di vista architettonico, strutturale e impiantistico.    

Il concorso è articolato in due fasi. Nella prima, i partecipanti dovranno elaborare proposte ideative per la costruzione delle nuove scuole connesse a una o più aree tra le 212 già individuate. Le commissioni giudicatrici sceglieranno, per ciascuna area, le migliori 5 proposte, che accederanno così alla fase successiva. La seconda fase prevede, invece, la realizzazione di progetti di fattibilità tecnica ed economica. A valutare i progetti saranno fino a un massimo di 20 commissioni. Il progetto migliore per ciascuna delle 212 aree riceverà un premio e diventerà di proprietà degli enti locali beneficiari che provvederanno ad affidare le fasi successive della progettazione e i lavori.   

Gli interventi previsti riguardano scuole dei diversi ordini grazie a uno stanziamento complessivo di un miliardo e 189 milioni di euro. Al Mezzogiorno è stato assegnato il 42,4% dei fondi. Le scuole verranno edificate a partire dai principi contenuti nel documento “Progettare, costruire e abitare la scuola”, elaborato da un gruppo di lavoro, composto da grandi architetti, pedagogisti ed esperti della scuola, voluto e istituto dal Ministro Patrizio Bianchi.   


Riparto risorse risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica

Disponibile il riparto delle risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica in attuazione della linea di investimento 1.4. Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nella scuola secondaria di I e II grado nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Primo stanziamento.

Il decreto sarà pubblicato dopo la registrazione, attualmente in corso, da parte degli organi di controllo.


Lettera del Ministro ed “Orientamenti per l’attuazione degli interventi nelle scuole” nell’ambito del Piano di riduzione dei divari territoriali e del contrasto della dispersione scolastica

Decreto Ministeriale 24 giugno 2022, AOOGABMI 170
Definizione dei criteri di riparto delle risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica in attuazione della linea di investimento 1.4. “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nel I e II ciclo della scuola secondaria e alla lotta alla dispersione scolastica” nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU

Lettera Ministro 13 luglio 2022, AOOGABMI 60586
Riduzione dei divari territoriali e contrasto alla dispersione scolastica: orientamenti per l’attuazione degli interventi nelle scuole


Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, come già annunciato nei giorni scorsi, ha scritto ai dirigenti scolastici degli Istituti beneficiari dei primi 500 milioni stanziati nell’ambito del Piano di riduzione dei divari territoriali e del contrasto della dispersione scolastica, previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La lettera del Ministro accompagna gli “Orientamenti per l’attuazione degli interventi nelle scuole”, un documento pensato per guidare le scuole nell’utilizzo strategico delle risorse a disposizione.

“La sfida comune – scrive il Ministro – è quella di riuscire a superare i divari di lungo periodo e a rafforzare le condizioni per lo sviluppo di un’economia ad alto livello di conoscenza che, partendo dalle criticità attuali, possa essere in grado di investire sulle competenze delle studentesse e degli studenti. Gli orientamenti chiave per l’attuazione degli interventi nelle scuole forniscono le prime indicazioni operative, le finalità dell’investimento, le tempistiche e le principali misure attivabili, per iniziare a progettare azioni efficaci, partendo da un’analisi di contesto della scuola e dalle maggiori criticità sulle quali è necessario intervenire, anche attraverso progetti di rete con altre istituzioni scolastiche in modo da creare sinergie territoriali, collaborazioni e scambi”.

Coinvolte in questa prima fase di attuazione del Piano, che mette a disposizione complessivamente 1,5 miliardi di euro, 3.198 scuole secondarie di primo e secondo grado con studentesse e studenti nella fascia 12-18 anni, selezionate sulla base di indicatori relativi alla dispersione e al contesto socio-economico, alle quali le risorse saranno assegnate direttamente. I progetti pluriennali dovranno partire con il prossimo anno scolastico.

Il documento inviato oggi definisce gli orientamenti chiave per la progettazione degli interventi da parte delle scuole, delinea alcune tipologie di azioni che possono essere messe in campo, scandisce un cronoprogramma ed evidenzia gli strumenti a supporto degli istituti in tutte le fasi del Piano.

“Nell’ambito della loro autonomia – spiega Bianchi – le scuole sono chiamate a sviluppare, anche in rete e in raccordo con gli altri soggetti del territorio, una progettualità pluriennale di ampio respiro per il miglioramento e l’arricchimento dell’offerta educativa e per sostenere apprendimenti e attività extracurricolari, anche prevedendo patti educativi territoriali e individuando un team dedicato di docenti e tutor esperti per la prevenzione della dispersione scolastica”.

Gli orientamenti
Le scuole dovranno predisporre azioni che abbiano una visione articolata in piani pluriennali, con l’obiettivo di costruire reti e rendere più forti i legami col territorio. Dovranno favorire sinergie, collaborazioni sistematiche e continuative e coinvolgere tutta la comunità educante – comprese le famiglie e il Terzo settore – anche tramite patti educativi. Le attività non dovranno essere circoscritte all’offerta curricolare: importante sarà la progettazione di percorsi di apprendimento extracurricolari, in un’ottica di apertura e di potenziamento delle competenze di ragazze e ragazzi. Centrale, nella definizione degli interventi, sarà l’orientamento soprattutto nella transizione tra scuola secondaria di primo e secondo grado. Nei casi di maggiore fragilità, si potranno prevedere percorsi di personalizzazione degli apprendimenti, oltre che attività di tutoraggio e una maggiore didattica laboratoriale. I progetti delle scuole dovranno essere strutturati anche per affrontare in modo preventivo eventuali segnali di disagio e situazioni di rischio.

Le tipologie di azioni e il cronoprogramma
I percorsi che le scuole dovranno definire potranno essere organizzati per singoli studenti, nel caso di attività di mentoring, o per gruppi, per il potenziamento delle competenze, per l’orientamento, anche con il coinvolgimento attivo delle famiglie, per la realizzazione di attività laboratoriali extracurriculari (disciplinari o riguardanti cinema, teatro, sport, musica, ad esempio). Dopo una fase di analisi del contesto, i progetti dovranno essere predisposti entro ottobre del 2022 ed essere realizzati nel corso del biennio, entro dicembre 2024.

Il team per la prevenzione della dispersione scolastica
All’interno di ciascuna scuola è prevista la costituzione di un team composto da docenti e tutor esperti per sostenere nell’individuazione delle studentesse e degli studenti a maggior rischio di abbandono e nella progettazione e nella gestione degli interventi. Gli istituti scolastici avranno a disposizione anche Gruppi di supporto, attivati negli Uffici Scolastici Regionali, le équipe formative territoriali e la “Task force scuole”, che assicurerà il supporto tecnico-amministrativo, nonché la raccolta di dati e il monitoraggio delle attività.


Un Piano da 1,5 miliardi contro la dispersione scolastica e le povertà educative e per superare i divari territoriali. È quanto prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’Istruzione che, dopo una prima fase dedicata all’edilizia scolastica e agli Avvisi per gli Enti locali, entra ora nella seconda, quella dedicata alle scuole, con fondi che arriveranno direttamente agli Istituti scolastici per migliorare i risultati negli apprendimenti di studentesse e studenti.

“In questi giorni ho firmato la prima tranche di risorse del Piano contro la dispersione scolastica e per il superamento dei divari territoriali che andrà avanti fino al 2026. Abbiamo 1,5 miliardi a disposizione. I primi 500 milioni serviranno a finanziare progetti in 3.198 scuole con studentesse e studenti nella fascia 12-18 anni. Sono risorse che assegniamo direttamente alle istituzioni scolastiche, sulla base di precisi indicatori relativi alla dispersione e al contesto socio-economico”, spiega il Ministro Patrizio Bianchi.

“Si tratta di un finanziamento molto importante, un progetto nazionale che mette al centro i più fragili. Questa linea di finanziamento si aggiunge alla riforma degli istituti tecnici e professionali e alla riforma dell’orientamento, alle quali stiamo lavorando, misure altrettanto importanti sul fronte del contrasto alla dispersione e all’abbandono scolastico – prosegue Bianchi –. Prenderemo per mano le ragazze e i ragazzi che hanno difficoltà nella prosecuzione del loro percorso di studi e per questo rischiano di lasciare precocemente o, purtroppo, lo fanno. Saremo al fianco delle scuole lungo tutto il percorso”.

Il decreto, in via di registrazione, sarà disponibile nei prossimi giorni. Già disponibile l’elenco delle scuole che riceveranno le risorse. Oltre il 50% dei fondi è destinato al Sud.

Le scuole coinvolte in questo primo step riceveranno, nei prossimi giorni, la comunicazione del finanziamento, ma anche la convenzione con le indicazioni sulla base delle quali potranno realizzare la loro progettazione. Questo primo intervento si pone l’obiettivo di raggiungere almeno 420mila studentesse e studenti. I progetti partiranno con il prossimo anno scolastico e avranno durata biennale.

A questo primo step faranno seguito altre due tranche di finanziamento, la prima dedicata a favorire l’acquisizione di un diploma ai giovani, anche tra i 18-24 anni, che hanno abbandonato precocemente gli studi, mentre con la seconda saranno attivati progetti per il potenziamento delle competenze di base per superare i divari territoriali e anche alcuni progetti nazionali nelle aree più periferiche delle città e del Paese.


Pubblicate le graduatorie dell’Avviso per il potenziamento delle infrastrutture dello sport a scuola.
Riaperti i termini dell’Avviso per la messa in sicurezza e/o realizzazione di mense scolastiche

Sono state pubblicate sul sito del Ministero dell’Istruzione le graduatorie dell’Avviso per il potenziamento delle infrastrutture dello sport a scuola nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Per le palestre (nuove costruzioni o interventi per la messa in sicurezza di quelle esistenti) lo stanziamento previsto dal PNRR è di 300 milioni. Con questi fondi e con ulteriori circa 31 milioni stanziati con decreto del Ministro dell’Istruzione, saranno finanziati a livello nazionale 444 interventi, 298 su strutture già esistenti e 146 per le nuove costruzioni.

Le quattro Regioni con il numero più alto di interventi finanziati sono del Mezzogiorno: Campania (70), Sicilia (54), Basilicata (48), Calabria (42).

Le risorse sono ripartite su base regionale e rispettando il criterio che prevede almeno il 40% dello stanziamento destinato alle regioni del Mezzogiorno: le Regioni del Sud hanno ottenuto oltre il 52% dei fondi, per un totale di 174.747.786,12 euro.

Le domande pervenute alla scadenza dell’Avviso, lo scorso 28 febbraio, erano 2.859, per un totale di finanziamenti richiesti oltre i 2,8 miliardi sui 300 milioni disponibili.

“L’incremento delle palestre e delle infrastrutture per le nostre ragazze e i nostri ragazzi rappresenta uno strumento importante per costruire quella scuola aperta, inclusiva e affettuosa che vogliamo – dichiara il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi –. Lo sport è un grande alleato della scuola”.

Inoltre, sono stati riaperti i termini dell’Avviso per la messa in sicurezza e/o realizzazione di mense scolastiche, sempre nell’ambito del PNRR. Sono risultate già ammissibili 600 candidature. Adesso, grazie a un ulteriore stanziamento di 200 milioni di euro, i Comuni avranno la possibilità di presentare la propria domanda fino alle ore 15 del 22 agosto 2022.


Le graduatorie:
https://pnrr.istruzione.it/avviso/potenziamento-delle-infrastrutture-per-lo-sport-a-scuola/

L’Avviso sulle mense scolastiche:
https://pnrr.istruzione.it/news/mense-scolastiche-bando-riaperto-fino-al-22-agosto-2022/


Conclusi i termini dell’Avviso per gli asili nido destinato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno

Si è concluso il 31 maggio l’ulteriore Avviso per gli asili nido destinato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, con priorità per le Regioni Basilicata, Molise e Sicilia, finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per circa 70 mln residui. Viene così definitivamente conclusa la procedura del PNRR per l’Istruzione 0-2 anni, con l’utilizzo completo dei 2,4 mld disponibili, e rispettando la percentuale del 55,29% di risorse prevista per il Sud. Con l’aggiunta dei fondi per Poli dell’infanzia e Scuole dell’infanzia, verranno impiegati per intero i 3 mld messi a disposizione dal PNRR. Per l’Avviso chiuso a fine maggio sono arrivate complessivamente ulteriori 74 domande, per un totale di richieste di finanziamento per 81.199.333,64 euro. Il maggior numero di candidature è arrivato dalla Sicilia (22), seguita da Campania (10), Abruzzo, Basilicata, Molise (9 ciascuna), Calabria (7), Puglia e Sardegna (4 ciascuna).

“Siamo riusciti a utilizzare per intero le risorse del PNRR per gli asili nido – dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi -. Un lavoro di squadra che ci rende orgogliosi, condotto con l’Agenzia per la coesione, le Prefetture, l’ANCI, la struttura ministeriale per il PNRR. Un’azione che ha permesso anche di rinsaldare e ricucire rapporti istituzionali con il territorio, con il costante supporto fornito ai Comuni per poter partecipare ai bandi. Ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato a conseguire questo importante risultato”.

Si procederà ora all’elaborazione e, nelle prossime settimane, alla pubblicazione delle graduatorie di quest’ultimo bando e di quello precedente, concluso a fine marzo.


Più 76% di domande presentate dai Comuni per l’avviso pubblico sugli asili nido del Pnrr Istruzione nel mese di marzo. Questo il risultato della proroga dei termini, dal 28 febbraio al 1° aprile, decisa dal Ministero dell’Istruzione, in accordo con quello del Sud e della Famiglia, per consentire una maggiore adesione da parte degli Enti locali al bando del valore complessivo di 2,4 miliardi di euro.

“In questo mese abbiamo avuto una risposta molto positiva grazie al lavoro fatto con gli altri Ministeri coinvolti, con l’Agenzia per la coesione, con le Prefetture, con l’Associazione dei Comuni – dichiara il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -. Abbiamo organizzato seminari, incontri, aperto linee di supporto dedicate e previsto una campagna di comunicazione specifica. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’occasione senza precedenti: possiamo realizzare dei cambiamenti significativi del nostro sistema scolastico. Ma è un’azione collettiva per la quale c’è bisogno del contributo e della partecipazione di tutti”.

Alla chiusura del bando asili, lo scorso 1° aprile, risultano 1.676 le candidature presentate per la fascia da 0 a 2 anni, a fronte delle 953 arrivate il 28 febbraio, alla prima scadenza (+76% a livello nazionale). Le quattro regioni con più domande presentate in termini assoluti sono: Campania (196), Lombardia (157), Lazio (138), Calabria (137).

La quantità di risorse richieste ammonta a un totale di circa 2 miliardi di euro sui 2,4 disponibili. I 400 milioni residui andranno immediatamente ricollocati. Con un decreto firmato dal Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, il Ministro per il Sud, la Coesione territoriale e il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie saranno destinati all’ulteriore finanziamento delle candidature già pervenute nell’ambito del bando PNRR per l’incremento dei poli dell’infanzia per la fascia 0-6 anni. In seguito a questa prima operazione, circa 70 milioni ancora residui saranno oggetto di un nuovo bando per gli asili nido destinato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, con priorità a Basilicata, Molise, Sicilia, che hanno presentato meno candidature rispetto al budget che poteva essere loro assegnato in base alle risorse disponibili nel Pnrr. Per loro ci sarà un ulteriore avviso con scadenza a fine maggio, e i comuni saranno accompagnati nella presentazione delle proposte con specifiche azioni di supporto.

Tutte le risorse del Pnrr Istruzione previste per il segmento educativo da 0 a 6 anni saranno utilizzate garantendo la quota pari al 55,29% dei fondi a favore del Mezzogiorno, superiore al 40% previsto dai bandi del Pnrr nazionale.

In particolare, vengono coperte tutte le candidature presentate dai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, sia per gli asili nido (fascia 0-2 anni) sia per i poli dell’infanzia (fascia 0-6 anni).

“Con il decreto che abbiamo predisposto all’esito dei bandi le risorse disponibili saranno destinate al potenziamento del sistema educativo, mantenendo la quota del 55,29% nel Mezzogiorno, dove più alto è il bisogno. Rispettiamo gli impegni presi con l’Europa: tutte le risorse disponibili vengono utilizzate. Aumentare il numero di posti negli asili nido significa dare più opportunità educative per le bambine e i bambini su tutto il territorio, sostenere le famiglie e l’occupazione femminile”, ha concluso il Ministro.


PNRR, chiusi gli avvisi. Proroga per i nidi fino al 31 marzo 2022

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la scuola prosegue il suo cammino. Si sono infatti chiusi i termini per le candidature, inviate da parte degli Enti locali, per ottenere i fondi PNRR destinati a mense, palestre, asili e scuole dell’infanzia e per ospitare una delle 195 scuole nuove previste dal Piano. Vi è stata un’alta adesione degli Enti locali agli avvisi pubblicati dal Ministero dell’Istruzione. Per i soli nidi le richieste pervenute sono inferiori al budget disponibile, pertanto l’avviso sarà prorogato fino al prossimo 31 marzo.

“Nel complesso abbiamo registrato un’ottima partecipazione – sottolinea il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -. Dagli Enti locali è arrivata una risposta molto positiva per quanto riguarda in particolare la costruzione di nuove scuole, mense e palestre. Anche per le scuole dell’infanzia abbiamo riscontrato un forte interesse dei territori, in particolare per la costruzione di poli integrati 0-6 anni. Abbiamo deciso di prorogare i termini del bando sugli asili nido per consentire una maggiore adesione. Ci sono 2,4 miliardi di risorse a disposizione, un investimento eccezionale che abbiamo voluto con forza per potenziare, soprattutto nelle regioni del Sud, un segmento educativo in cui l’Italia mostra un ritardo rispetto agli altri Paesi Ue. Nelle scorse settimane abbiamo già siglato dei Protocolli d’intesa con la Coesione territoriale, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), il Gestore Servizi Energetici (GSE) e Sport e Salute per sostenere scuole ed Enti locali e rendere più rapido il processo di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Continueremo nei prossimi giorni, coordinando il potenziamento delle azioni della task force dell’Agenzia per la Coesione a sostegno dei Comuni”.

I dati:
Per la costruzione delle nuove scuole il finanziamento previsto dal Piano è di 800 milioni. Le domande pervenute alla scadenza dell’avviso sono state 543. Le cinque regioni che hanno inoltrato più candidature sono: Campania (95), Lombardia (61), Veneto (47), Emilia-Romagna (45), Toscana (42). Il totale dei finanziamenti richiesti supera i 3 miliardi. L’avviso si è chiuso lo scorso 8 febbraio. Ora è prevista una fase di individuazione delle 195 aree dove andranno costruite le nuove scuole e successivamente ci sarà l’indizione del concorso di progettazione. 

Per le mense (nuove costruzioni o miglioramento di quelle esistenti) il finanziamento previsto dal PNRR è di 400 milioni. Le domande pervenute alla scadenza dell’avviso sono state 1.088. Le cinque regioni che hanno inoltrato più candidature sono: Lombardia (162), Emilia-Romagna (96), Campania (88), Veneto (87). Il totale dei finanziamenti richiesti supera i 581 milioni. L’avviso si è chiuso lo scorso 28 febbraio.

Per le palestre (nuove costruzioni o miglioramento di quelle esistenti) il finanziamento previsto dal PNRR è di 300 milioni. Le domande pervenute alla scadenza dell’avviso sono state 2.859. Le cinque regioni che hanno inoltrato più candidature sono: Lombardia (392), Campania (297), Veneto (221), Piemonte (199), Calabria (187). Il totale dei finanziamenti richiesti supera i 2,8 miliardi sui 300 milioni disponibili. L’avviso si è chiuso lo scorso 28 febbraio.

Per nidi e scuole dell’infanzia il Piano mette a disposizione 3 miliardi complessivi suddivisi in: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni e 600 milioni per la fascia 3-5 anni.
Per scuole dell’infanzia e poli dell’infanzia(questi ultimi ricomprendono anche lo 0-2) sono arrivate 1.223 domande. Le regioni che hanno inoltrato più domande sono: Lombardia (163), Emilia-Romagna (134), Campania (113), Toscana (108), Piemonte (92). Per questo segmento sono stati richiesti finanziamenti per oltre 2,1 miliardi sui 600 milioni disponibili.

Per i nidi sono giunte richieste pari a circa 1,2 miliardi sul totale di 2,4 miliardi disponibili. Per consentire di utilizzare tutte le risorse, i termini del bando saranno riaperti fino al prossimo 31 marzo. Il Ministero sosterrà la partecipazione dei Comuni con webinar e attraverso la task force di esperti dell’Agenzia per la Coesione, anche assicurando ai Comuni più tempo per le verifiche di vulnerabilità.


Martedì 30 novembre, il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, insieme alla Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, alla Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, e alla Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, presenterà alla stampa le prime misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) relative al settore Istruzione.

La conferenza stampa si svolge nella Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione a partire dalle ore 12.00.


La conferenza con i Ministri Bianchi, Bonetti e Carfagna
Almeno il 40% delle risorse al Sud
Per gli Enti locali semplificazioni e strumenti
di supporto per la realizzazione delle opere

Oltre cinque miliardi (5,2) per la realizzazione e messa in sicurezza di asili nido e scuole per l’infanziaper la costruzione di scuole innovative, per l’incremento di mense e palestre, per la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico. Sono le risorsedel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentate oggi, in conferenza stampa, dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchiinsieme alla Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, e alla Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna. Un pacchetto di interventi che mette subito a disposizione un terzo dei fondi complessivi previsti nel PNRR per il sistema di Istruzione che ammontano, in tutto, a 17,59 miliardi.

“Il PNRR è un’azione di sistema che affronta i nodi del Paese. Con gli investimenti nell’istruzione ridurremo l’attuale divario tra Nord e Sud nei servizi educativi, in particolare nello 0-6. Garantire un maggiore accesso agli asili nido e alle scuole dell’infanzia significa anche affrontare il tema della denatalità e dare un sostegno concreto all’occupazione femminile. Con queste risorse avviamo, poi, il processo di innovazione della scuola sia sotto il profilo delle infrastrutture che della didattica”, dichiara il Ministro Bianchi.

In conferenza stampa Bianchi ha presentato i contenuti del decreto con cui vengono stabiliti i criteri di riparto delle risorse. Particolare attenzione viene data al Sud, con l’obiettivo di colmare i divari esistenti: almeno il 40% dei fondi messi a bando sarà destinato al Mezzogiorno per dare ai territori che ne hanno maggiore carenza mense scolastiche per il tempo pieno, servizi educativi per l’infanzia, palestre, scuole nuove ed efficienti. Più in generale, nell’attribuzione delle risorse peseranno la scarsità attuale di infrastrutture nei territori, la densità della popolazione studentesca e, ad esempio, nel caso di mense e palestre, conteranno anche i dati relativi alle difficoltà negli apprendimenti e alla dispersione scolastica.

In occasione della conferenza sono stati poi presentati i singoli bandi e un sito in continuo aggiornamento (pnrr.istruzione.it) attraverso il quale Istituzioni, scuole, cittadini ed Enti locali potranno accedere agilmente alle informazioni generali sul PNRR Istruzione, ai dati relativi ai finanziamenti (anche in versione open data), ai singoli bandi, ai servizi disponibili per chi dovrà effettuare le opere. Futura, la scuola per l’Italia di domani, questo il nome scelto per il PNRR Istruzione, a sottolineare l’importanza strategica di queste risorse per la costruzione di una nuova scuola.

Quello di oggi è un grande risultato. Comincia il cammino del PNRR, comincia la costruzione della nuova scuola che vogliamo per i nostri bambini e ragazzi, inclusiva, innovativa, accogliente, sostenibile – prosegue il Ministro -. È un percorso che faremo insieme ai territori e alle scuole, mettendo a disposizione degli Enti locali semplificazioni e strumenti per agevolare il loro lavoro nella partecipazione ai bandi e nella realizzazione delle opere. Per questo stiamo realizzando una serie di convenzioni con Cassa depositi e prestiti, Agenzia per la coesione, Consip, Autorità nazionale anticorruzione, Sogei, Gse. Daremo il massimo supporto”.

“Il Pnrr rende possibile un investimento storico per portare finalmente la copertura di asili nido e servizi educativi per l’infanzia al livello degli altri paesi dell’Unione Europea – dichiara la Ministra Bonetti -. Assicurare il diritto all’educazione vuol dire tutelare sin dall’infanzia quelle pari opportunità che a tutte le bambine e i bambini vanno assicurate per la loro crescita di cittadine e cittadini già oggi. Il Governo lo fa con una visione integrata, quella del Family Act, che è riforma di accompagnamento del Pnrr e che investe al tempo stesso in servizi educativi, nel lavoro femminile e nell’empowerment delle nuove generazioni: è da questa alleanza tra generi e generazioni che il Paese può crescere e ripartire”.

“La scuola è il primo, grande banco di prova con cui ci siamo cimentati nell’azione di recupero dei divari tra Nord e Sud – dichiara la Ministra Carfagna – e sono pienamente soddisfatta del risultato ottenuto. Il lavoro di squadra col collega Patrizio Bianchi ha prodotto uno schema di bandi che vincola alle regioni del Mezzogiorno, nei diversi capitoli, quote dal 40 al 57,68 per cento. Abbiamo introdotto anche una specifica clausola di salvaguardia: se qualche Regione meridionale non riuscirà ad assorbire tutte le cifre disponibili, il residuo sarà comunque redistribuito al Sud. L’abbattimento del ‘muro invisibile’ che divide i cittadini del Sud da quelli del Nord, fin dall’età scolastica, non è più la richiesta inascoltata di una periferia del Paese ma una ‘missione nazionale’ in cui tutti sono impegnati”.

I bandi e il sito

Oggi sono stati presentati quattro avvisi pubblici e il Piano di riparto alle Regioni di risorse per la messa in sicurezza delle scuole per un totale di 5,2 miliardi.

In particolare, sono previsti:

· 3 miliardi di euro per il Piano per gli asili nido e le Scuole dell’infanzia: l’obiettivo è ridurre il divario esistente nei servizi educativi per la prima infanzia e potenziarli su tutto il territorio nella fascia di età 0-6 anni. I 3 miliardi saranno così divisi: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni (il 55,29% di queste risorse andrà al Mezzogiorno) e 600 mln per la fascia 3-5 (40% al Mezzogiorno). Si tratta della seconda tranche di uno stanziamento complessivo di 4,6 miliardi previsti nel PNRR per questo capitolo, grazie ai quali si realizzeranno complessivamente 1.800 interventi di edilizia scolastica e saranno creati 264.480 nuovi posti per accogliere bambine e bambini, migliorando il servizio offerto alle famiglie a supporto, anche, dell’occupazione femminile.

· 800 milioni di euro per il Piano di costruzione di 195 nuove scuole che sostituiranno vecchi edifici (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Si tratterà di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative e su una piena fruibilità degli ambienti didattici. Una volta individuate le aree per la costruzione delle scuole, il Ministero dell’Istruzione bandirà un concorso di progettazione.

· 400 milioni di euro per il potenziamento del tempo pieno attraverso l’incremento delle mense scolastiche (il 57,68% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Lo stanziamento consentirà di realizzare circa mille interventi, costruendo nuovi spazi o riqualificando quelli esistenti.

· 300 milioni di euro (il 54,29% delle risorse andrà al Mezzogiorno) per aumentare l’offerta di attività sportive attraverso la costruzione di palestre o la riqualificazione di quelle esistenti, per un totale di 230.400 metri quadrati da realizzare o riqualificare.

· 710 milioni di euro per il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno): le Regioni individuano gli Enti da ammettere a finanziamento sulla base delle programmazioni regionali per garantire la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico esistente.

In occasione della presentazione dei 5,2 miliardi per l’edilizia scolastica, il Ministro Bianchi ha anche lanciato il sito del PNRR per l’Istruzione, un portale unico che consentirà al mondo scuola, agli stakeholder, agli Enti locali, ai cittadini, di trovare, dati, informazioni, schede sintetiche, avvisi pubblici e anche di verificare lo stato di avanzamento di lavori e investimenti anche attraverso il racconto delle scuole coinvolte.

I link ai video:
https://www.youtube.com/watch?v=foWBqL_Nmy8
https://www.youtube.com/watch?v=aTGhIh25Kc0

Istanze supplenze a tempo determinato

  • Avviso 1 agosto 2022, AOODGPER 28656
    Avviso aperura funzioni per la presentazione delle istanze di partecipazione alle procedure di attribuzione dei contratti a tempo determinato ai sensi dell’art. 5 ter del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15, e dell’articolo 12 dell’O.M. 06 maggio 2022, n. 112

Supplenze docenti a.s. 2022/2023


Dal 2 al 16 agosto 2022 sono disponibili le funzioni telematiche per la presentazione delle istanze di partecipazione alle procedure di attribuzione dei contratti a tempo determinato ai sensi dell’art. 5 ter del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15, e dell’articolo 12 dell’O.M. 06 maggio 2022, n. 112.

Istanze assunzioni a TI

  • Avviso 3 agosto 2022, AOODGPER 29005
    D.M. 8 giugno 2020, n. 25. Avviso aperura funzioni per la presentazione delle istanze di partecipazione alla procedura assunzionale per chiamata di cui all’art. 1, commi da 17 a 17 septies, del decreto-legge29 ottobre 2019, n. 126, convertito, con modificazioni dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159

Dal 4 all’8 agosto 2022 sono disponibili le funzioni telematiche per la presentazione delle istanze finalizzate all’assunzione a tempo indeterminato di personale docente ed educativo, rimasti vacanti e disponibili all’esito delle operazioni di assunzione a tempo indeterminato, disposte ai sensi della normativa vigente per l’anno scolastico 2022/2023.

Piano Scuola emergenza COVID-19


Pubblicate il 5 agosto 2022 le “Indicazioni strategiche ad interim per preparedness e readiness ai fini di mitigazione delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico (anno scolastico 2022 -2023)”. Il documento, che riguarda le scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione, è stato messo a punto da Iss, con i ministeri della Salute e dell’Istruzione e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e propone, da un lato, misure standard di prevenzione per l’inizio dell’anno scolastico che tengono conto del quadro attuale, dall’altro, ulteriori interventi da modulare progressivamente in base alla valutazione del rischio e al possibile cambiamento del quadro epidemiologico. Un doppio ‘livello’ che consente al sistema un’adeguata preparazione e un’attivazione rapida delle misure al bisogno. Entro pochi giorni verrà pubblicato un documento apposito con le indicazioni per le scuole dell’infanzia.

Misure di prevenzione di base attive al momento della ripresa scolastica

Il documento individua come possibili misure di prevenzione di base per la ripresa scolastica: 

  • Permanenza a scuola consentita solo senza sintomi/febbre e senza test

    diagnostico per la ricerca di SARS-CoV-2 positivo

  • Igiene delle mani ed etichetta respiratoria
  • Utilizzo di dispositivi di protezione respiratoria (FFP2) per personale scolastico e alunni

    che sono a rischio di sviluppare forme severe di COVID-19

  • Sanificazione ordinaria (periodica) e straordinaria in presenza di uno o più casi confermati
  • Strumenti per gestione casi sospetti/confermati e contatti
  • Ricambi d’aria frequenti

Possibili misure ulteriori, da implementare singolarmente o in combinazione 

Il documento individua come possibili ulteriori misure di prevenzione sulla base di eventuali esigenze di sanità pubblica e di cambiamenti del quadro epidemiologico:

•   Distanziamento di almeno 1 m (ove le condizioni logistiche e strutturali lo consentano)

•   Precauzioni nei momenti a rischio di aggregazione

•   Aumento frequenza sanificazione periodica

•   Gestione di attività extracurriculari, laboratori, garantendo l’attuazione di misure di prevenzione 

•   Mascherine chirurgiche, o FFP2, in posizione statica e/o dinamica (da modulare nei diversi contesti e fasi della presenza scolastica) 

•   Concessione palestre/locali a terzi con obbligo di sanificazione

•   Somministrazione dei pasti nelle mense con turnazione

• Consumo delle merende al banco



Con Nota 16 giugno 2022, AOODPPR 828, il Ministero illustra le misure precauzionali da mettere in atto nel corso degli Esami di Stato, anche alla luce di quanto previsto dall’art 11, comma 2, del Decreto-Legge 16 giugno 2022, n. 68, (si veda anche l’art.1, comma 7, dell’Ordinanza del Ministero della Salute 15 giugno 2022) che stabilisce che “per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione, nonché degli esami conclusivi dei percorsi degli istituti tecnici superiori, per l’anno scolastico 2021-2022, non si applica la misura di sicurezza di cui all’articolo 3, comma 5, lettera a), del decreto-legge n. 52 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 87 del 2021“.
Tale articolo, come modificato dall’art. 9, comma 1, del decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, convertito con modificazioni, dalla legge 19 maggio 2022 , n. 52, prevedeva, fino alla conclusione dell’anno scolastico 2021/2022, l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo chirurgico, o di maggiore efficacia protettiva.
Rimangono in vigore, fino al 31 agosto 2022, le misure previste dal medesimo articolo alle lettere b) e c):
– rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano;
– divieto di accedere o permanere nei locali scolastici se positivi all’infezione da SARS-CoV-2 o se si presenta una sintomatologia respiratoria e temperatura corporea superiore a 37,5°.


Piano Estate 2022, pubblicate le graduatorie dei fondi PON

Più di 57.000 progetti da realizzare in 3.119 istituti scolastici: sono disponibili, da oggi, le graduatorie dei fondi PON per la scuola (risorse europee) per il Piano Estate 2022. Le proposte progettuali saranno realizzate con un budget di 179 milioni di euro, che rappresentano una delle fonti di finanziamento messe a disposizione per la realizzazione delle attività.
Dai laboratori d’arte, musica e sport alla scrittura creativa. E ancora, competenze digitali, educazione alla cittadinanza attiva, alla legalità e alla cura dei beni comuni, musica e canto. La Scuola d’Estate, il Piano del Ministero dell’Istruzione per coinvolgere studentesse e studenti, su base volontaria, da giugno a settembre, prende forma anche quest’anno come momento di costruzione dell’innovazione didattica e delle buone pratiche.
Con riferimento al bando PON, i moduli didattici autorizzati sono 57.046 per un totale di 1.711.380 ore di attività. Nella ripartizione delle risorse quest’anno si è data priorità, per le regioni del Nord e del Centro Italia, alle scuole che non avevano partecipato alla scorsa edizione del Piano estate. In totale, sono 1.061.824 le studentesse e gli studenti coinvolti in 3.119 scuole, di cui 2.030 del primo ciclo, 1.058 del secondo ciclo e 31 Centri di Istruzione per gli adulti.
Le scuole hanno inviato progetti per attivare soprattutto moduli di potenziamento delle competenze linguistiche (17%), di rafforzamento nelle materie STEM (14%), sul digitale (10%) e per l’educazione motoria (10%). Saranno attivati anche moduli di arte, teatro e scrittura creativa (9%), per il rinforzo della competenza alfabetica funzionale (19%) e in materia di consapevolezza ed espressione culturale (9%), musica e canto (5%). Tra gli altri: laboratori creativi e artigianali per la valorizzazione dei beni comuni, competenza imprenditoriale, educazione alla cittadinanza attiva e alla cura dei beni comuni, educazione alla legalità e ai diritti umani.

Con la Nota 11 maggio 2022, AOODPIT 994 il Ministero presenta #LaScuoladEstate2022.
Laboratori d’arte, musica, sport. Scrittura creativa, giochi matematici. Approfondimenti sull’ambiente, sul risparmio energetico, educazione alla pace. Torna la Scuola d’Estate, il Piano del Ministero dell’Istruzione per coinvolgere studentesse e studenti, su base volontaria, da giugno a settembre. Il Piano, dopo l’esordio dell’anno scorso, dedicato al recupero della socialità di studentesse e studenti, torna nel 2022 come momento di costruzione dell’innovazione didattica, delle attività laboratoriali delle scuole, delle buone pratiche e degli esempi inclusivi. Ponendo l’accento sull’accoglienza delle ragazze e dei ragazzi in arrivo dall’Ucraina.
A disposizione delle scuole, per le attività, ci sono quasi 300 milioni di euro. L’adesione alle attività estive è, per gli studenti e per le loro famiglie, volontaria, così come per il personale delle istituzioni scolastiche.
Le proposte, declinate sul territorio in base alle necessità e alle risorse di ciascun istituto, sono finalizzate alla socializzazione, all’accoglienza, al rinforzo e al potenziamento delle competenze linguistiche, disciplinari e sociali dei ragazzi. La nota operativa con le indicazioni, le modalità di utilizzo delle risorse e gli obiettivi del Piano è stata inviata oggi.“
Dopo la grande esperienza dello scorso anno, le scuole tornano protagoniste anche la prossima estate. Trasformandosi in luoghi di comunità, di incontro, di crescita, di confronto con i territori, grazie alla collaborazione con il Terzo settore e con gli Enti Locali. Un luogo inclusivo e accogliente, quest’anno anche per le ragazze e i ragazzi ucraini – dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi –. Abbiamo voluto far diventare il Piano strutturale, per mettere al centro le nostre studentesse, i nostri studenti e le famiglie, con l’obiettivo – aggiunge – di rendere le nostre scuole una “seconda casa” per i bambini e i ragazzi, capace di accogliere tutti e ciascuno secondo le proprie condizioni”.
Durante il periodo estivo il Ministero sarà al fianco dei dirigenti, dei docenti e degli Istituti che aderiranno, attraverso un sito dedicato, un help desk per le scuole, una campagna informativa, anche sui social, che potrà essere seguita attraverso l’hashtag #lascuoladestate.
Il Piano
La Scuola d’Estate si articolerà in tre fasi:
– I Fase, Potenziamento delle competenze (giugno): dedicata al rinforzo e al potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali, con laboratori, attività di gruppo, e con particolare attenzione all’accoglienza, all’inserimento e all’alfabetizzazione linguistica dei giovani ucraini;
– II Fase, Scuola aperta (luglio e agosto): saranno previsti contesti di “scuola aperta”, “scuola all’aperto”, spazi di comunità territoriale;
– III Fase, Introduzione al nuovo anno scolastico (settembre, fino all’avvio delle lezioni): per la familiarizzazione con i gruppi di pari grado nei contesti scolastici e l’accompagnamento di studentesse e studenti verso il nuovo inizio.
L’accoglienza per gli studenti ucraini
Particolare attenzione all’interno delle attività del Piano sarà data all’accoglienza, all’inclusione e al coinvolgimento delle studentesse e degli studenti in arrivo dall’Ucraina. Tra le attività proposte, l’intensificazione dell’insegnamento dell’Italiano (in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico), l’uso dei locali scolastici e dei computer per eventuali lezioni in DAD organizzate dagli insegnanti ucraini. I minori stranieri non accompagnati potranno essere coinvolti in attività ludico-creative (laboratori di arte, musica, dedicati all’ambiente e alla sostenibilità), attività sportive e motorie, di gruppo e individuali, attività di educazione alla cittadinanza e al digitale, attività di integrazione sul territorio, di orientamento al lavoro e agli studi accademici.
Le risorse
Il pacchetto di risorse disponibili per le scuole ammonta a oltre 280 milioni di euro: 179 milioni provengono dal PON per la scuola (risorse europee), circa 99 milioni da fondi PON attraverso progetti già candidati e approvati dalle scuole, 2 milioni dal sostegno alla relazionalità per la prevenzione e il contrasto al fenomeno del Cyberbullismo, circa 700mila euro sono infine stanziati per il coinvolgimento dei minori stranieri non accompagnati. Ulteriori risorse derivano dalla possibilità di estendere e riorientare progetti già finanziati, entro settembre, attraverso collaborazioni con associazioni, fondazioni, Enti del Terzo settore. Fra queste possono essere attivate le proposte all’interno di “RiGenerazione Scuola”, il piano avviato dal Ministero per accompagnare le scuole nella transizione ecologica e culturale, e attività nell’ambito dei Protocolli siglati dal MI con i Ministeri della Cultura e la Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport.
Misure di accompagnamento
All’interno della piattaforma Help Desk Amministrativo Contabile sarà realizzata una sezione dal titolo “La Scuola d’Estate 2022” per fornire assistenza nella programmazione, gestione e rendicontazione delle attività estive: un servizio gratuito dedicato ai dirigenti scolastici, ai direttori dei servizi generali e amministrativi e agli assistenti amministrativi, attraverso cui sarà possibile reperire documentazione a supporto dell’iniziativa, come istruzioni operative per l’utilizzo dei diversi finanziamenti, FAQ, materiali e anche interloquire con l’Amministrazione attraverso specifiche richieste di assistenza. Per sostenere gli istituti nella realizzazione de “La Scuola d’Estate 2022”, in continuità con lo scorso anno, c’è inoltre la possibilità di ricorrere al crowdfunding tramite il servizio “IDEArium”, messo a disposizione dal Ministero, che supporterà gli istituti nell’eventuale ulteriore ricerca di risorse da parte di sostenitori privati, aziende ed altri enti collettivi per finanziare il Piano. Sul sito del Ministero è prevista una sezione dedicata al Piano Estate (www.istruzione.it/pianoestate), dove trovare tutte le iniziative di finanziamento messe a disposizione delle Istituzioni scolastiche e le informazioni utili per studenti e famiglie. Sui social del MI è inoltre possibile essere aggiornati sulle attività del Piano seguendo l’hashtag #lascuoladestate: un racconto con protagonisti gli istituti, le ragazze e i ragazzi che aderiranno alle iniziative.
Piano Scuola Estate 2021: i dati
Lo scorso anno, più di 7.000 istituzioni scolastiche, statali e paritarie, hanno avviato almeno un’iniziativa durante le tre fasi del Piano Scuola Estate 2021: ampia la partecipazione delle ragazze e dei ragazzi per i progetti di rinforzo e potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico. Significativa, inoltre, l’adesione alle attività da parte delle studentesse e degli studenti con bisogni educativi speciali.Il 53% delle attività finanziate con le risorse PON “Per la scuola” sono state realizzate nelle aree meno sviluppate del Paese per realizzare iniziative legate al potenziamento delle competenze linguistiche, digitali, tecnologiche e scientifiche delle studentesse e degli studenti. Sono quasi 3.700, inoltre, le scuole che hanno realizzato attività e laboratori all’esterno (parchi, centri sportivi, musei, teatri e altri spazi), coinvolgendo enti del terzo settore, educatori, volontari del servizio civile, genitori, secondo lo spirito dei patti educativi di comunità e valorizzando il contatto con il territorio.

2022

  • Nota 16 giugno 2022, AOODPPR 828
    Esami di Stato 2022 del primo e del secondo ciclo di istruzione – misure precauzionali
  • Decreto-Legge 16 giugno 2022, n. 68
    Disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità sostenibile, nonché in materia di grandi eventi e per la funzionalita’ del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili
  • Ordinanza Ministero della Salute 15 giugno 2022
    Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’epidemia da COVID-19 concernenti l’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie
  • Legge 19 maggio 2022, n. 52
    Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, recante disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza
  • Nota 11 maggio 2022, AOODPIT 994
    Volgere in positivo le difficoltà, #LaScuoladEstate2022
  • Circolare Ministero PA 29 aprile 2022, n. 1
    Indicazioni sull’utilizzo dei dispositivi individuali di protezione delle vie respiratorie
  • Ordinanza Ministero Salute 28 aprile 2022
    Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’epidemia da COVID-19 concernenti l’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie
  • Comunicato Ministero Giustizia 6 aprile 2022
    Mancata conversione del decreto-legge 4 febbraio 2022, n. 5, recante: «Misure urgenti in materia di certificazioni verdi COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attivita’ nell’ambito del sistema educativo, scolastico e formativo»
  • Nota 5 aprile 2022, AOODPIT 695
    Decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24 – impiego delle certificazioni verdi (green pass base). Chiarimenti
  • Nota 1 aprile 2022, AOODPPR 461
    Prime indicazioni relative alle misure di sicurezza di carattere sanitario da applicare a partire dal 1/4/2022
  • Decreto Ministeriale 31 marzo 2022, AOOGABMI 82
    Adozione del “Piano per la prosecuzione, nell’anno scolastico 2021-2022, delle attività scolastiche, educative e formative nelle istituzioni del Sistema nazionale di istruzione a seguito della cessazione dello stato di emergenza da Covid-19”
  • Nota 31 marzo 2022, AOODPIT 659
    Obblighi vaccinali a carico del personale della scuola – quesiti
  • Nota 29 marzo 2022, AOODPPR 410
    Applicazione in ambito scolastico delle disposizioni previste dal decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24 – aggiornamento delle modalità di gestione dei contatti con casi di positività all’infezione da SARS-CoV-2
  • Nota 28 marzo 2022, AOODPIT 620
    Obblighi vaccinali a carico del personale della scuola. Decreto-legge 24/2022
  • Decreto-Legge 24 marzo 2022, n. 24
    Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza
  • Nota 24 marzo 2022, AOODPPR 373
    Decreto-Legge 21 marzo 2022, n. 21, art. 36: proroga dei contratti sottoscritti ai sensi dell’art. 58, comma 4-ter, del D.L. 73/2021 – Indicazioni per gli uffici scolastici regionali
  • Decreto-Legge 21 marzo 2022, n. 21
    Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina
  • Legge 4 marzo 2022, n. 18
    Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore
  • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 marzo 2022
    Aggiornamento delle modalità di verifica dell’obbligo vaccinale e del green pass
  • Legge 18 febbraio 2022, n. 11
    Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, recante proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19
  • Decreto-Legge 4 febbraio 2022, n. 5
    Misure urgenti in materia di certificazioni verdi COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività nell’ambito del sistema educativo, scolastico e formativo
  • Circolare Ministero Salute 4 febbraio 2022, DGPRE 9498
    Aggiornamento sulle misure di quarantena e autosorveglianza per i contatti stretti (ad alto rischio) di casi di infezione da SARS CoV 2
  • Nota 1 febbraio 2022, AOODPPR 110
    Novità introdotte dagli artt. 19 e 30 del D.L. 27 gennaio 2022, n. 4 – Prime indicazioni operative per le Istituzioni scolastiche statali e paritarie
  • Decreto-Legge 27 gennaio 2022, n. 4
    Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19, nonche’ per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico
  • Legge 21 gennaio 2022, n. 3
    Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, recante misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali
  • Nota 21 gennaio 2022, AOODPPR 71
    Attività didattica in presenza – misure per alunni con disabilità e bisogni educativi speciali nelle classi in dad/ddi
  • Nota 14 gennaio 2022, AOODGCASIS 89
    Aggiornamento della funzionalità per la rilevazione della situazione epidemiologica nelle Istituzioni scolastiche
  • Nota 10 gennaio 2022, AOODPPR 17
    COVID- 19: Acquisizione a SIDI dei dati delle assenze del personale della scuola
  • Nota 10 gennaio 2022, AOODPPR 15
    COVID- 19: Riepilogo rilevazioni in corso
  • Nota 10 gennaio 2022, AOODPPR 14
    Scuole secondarie di I grado e II grado e del sistema di istruzione e formazione professionale – Verifiche da effettuare nelle classi in cui vi siano due casi di positività, ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. c), n. 2 del D.L. n. 1 del 7 gennaio 2022
  • Ordinanza Ministero Salute 9 gennaio 2022
    Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19
  • Nota 8 gennaio 2022, AOODPPR 11
    Nuove modalità di gestione dei casi di positività all’infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico – art. 4, del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1 – prime indicazioni operative
  • Decreto-Legge 7 gennaio 2022, n. 1
    Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore
  • Nota 7 gennaio 2022, AOODGCASIS 29
    COVID-19 – Rilevazione della situazione epidemiologica nelle scuole
  • Nota 5 gennaio 2022, AOODPPR 8
    Fornitura di mascherine FFP2 – Riapertura rilevazione per validazione
  • Nota 3 gennaio 2022, AOODPPR 4
    Informazioni in merito alla fornitura di mascherine FFP2

Come stabilito dall’art. 6, comma 3 del decreto-legge n. 24 del 2022, l’obbligo di possesso ed esibizione della certificazione verde COVID – 19 per l’accesso alle strutture del sistema nazionale di istruzione termina il 30 aprile 2022.
Dal 1° maggio 2022, per accedere ai locali della scuola non è più richiesta la verifica del green pass base, né tantomeno di quello rafforzato, né per il personale della scuola né per altri. Di conseguenza la funzione del sistema informativo del Ministero dell’Istruzione che consentiva alle scuole di verificare in maniera automatica la certificazione verde COVID – 19 per il personale in servizio è stata disabilitata.
Permane, fino al 15 giugno 2022, l’obbligo vaccinale. L’apposita funzionalità del sistema informativo del Ministero dell’Istruzione (SIDI) consente al dirigente scolastico, o suo delegato, di verificare quotidianamente l’adempimento dell’obbligo vaccinale, nel caso in cui il sistema rilasci un esito negativo, il Dirigente Scolastico verifica con il personale interessato l’eventuale esistenza di una valida giustificazione, per poi procedere secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Permane, inoltre, fino alla conclusione dell’anno scolastico 2021-2022, l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo chirurgico, o di maggiore efficacia protettiva, eccezion fatta per i bambini sino ai sei anni di età, per coloro che presentino patologie o altre disabilità incompatibili con l’utilizzo di tali dispositivi di protezione e per i soggetti che svolgano attività sportive.
Si precisa, inoltre, che in presenza di 4 o più casi di positività tra i bambini e gli alunni presenti nella sezione, gruppo classe o classe, l’attività educativa e didattica prosegue in presenza per tutti con l’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 da parte dei docenti, degli educatori, e degli alunni e dei bambini che abbiano superato i sei anni di età per dieci giorni dall’ultimo contatto con un soggetto positivo al COVID-19.



Pubblicato nella GU n.81 del 6 aprile 2022 il Comunicato del Ministero di Giustizia relativo alla mancata conversione del decreto-legge 4 febbraio 2022, n. 5, recante: «Misure urgenti in materia di certificazioni verdi COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attivita’ nell’ambito del sistema educativo, scolastico e formativo».


La Nota 5 aprile 2022, AOODPIT 695, fornisce chiarimenti sull’ impiego delle certificazioni verdi (green pass base). Nello specifico: “(…) a decorrere dal 1° aprile 2022 e fino al 30 aprile 2022, fermo restando l’obbligo di vaccinazione e le sanzioni previste in caso di inadempimento a tale obbligo, il lavoratore sprovvisto o che non esibisca certificazione verde (c.d. green pass base) non può accedere a scuola, è considerato assente ingiustificato e non percepisce retribuzione o altro compenso o emolumento. Il mancato possesso/esibizione della certificazione verde non comporta provvedimenti disciplinari e il lavoratore mantiene il diritto alla conservazione del posto di lavoro.”


Come previsto dal Decreto-Legge 24 marzo 2022, n. 24, dal 1° aprile 2022 cessa lo stato di emergenza

La Nota 1 aprile 2022, AOODPPR 461, fornisce prime indicazioni relative alle misure di sicurezza di carattere sanitario da applicare a partire dal 1/4/2022

  • Le regole generali di sicurezza
    In tutte le istituzioni del sistema educativo, scolastico e formativo:
    • Resta l’obbligo di utilizzo di mascherine di tipo chirurgico (o di maggiore efficacia protettiva), fatta eccezione per i bambini fino a sei anni di età e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso delle mascherine. La mascherina va indossata anche sui mezzi di trasporto e sui mezzi di trasporto scolastici (di tipo FFP2 fino al 30 aprile 2022). La mascherina non va indossata durante le attività sportive.
    • È raccomandato il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano.
    • Resta fermo, in ogni caso, il divieto di accedere o permanere nei locali scolastici se si è positivi al Covid o se si presenta una sintomatologia respiratoria e una temperatura corporea superiore ai 37,5°.
    • Sarà possibile svolgere uscite didattiche e viaggi d’istruzione, compresa la partecipazione a manifestazioni sportive.
    • Fino al 30 aprile si potrà accedere alle istituzioni scolastiche solo esibendo il green pass cosiddetto ‘base’ (vaccinazione, guarigione o test).
  • Gestione dei casi di positività
    • Scuole dell’infanziaServizi educativi per l’infanzia
      In presenza di almeno quattro casi di positività tra le alunne e gli alunni nella stessa sezione/gruppo classe, le attività proseguono in presenza e per docenti ed educatori, nonché per le bambine e i bambini che abbiano superato i sei anni, è previsto l’utilizzo delle mascherine Ffp2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con il soggetto positivo.
      In caso di comparsa di sintomi, è obbligatorio effettuare un test antigenico (rapido o autosomministrato) o un test molecolare. Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto. In questo caso l’esito negativo del test è attestato con autocertificazione.
    • Scuole primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e sistema di istruzione e formazione professionale
      In presenza di almeno quattro casi di positività tra le alunne e gli alunni, le attività proseguono in presenza e per i docenti e gli studenti che abbiano superato i sei anni di età è previsto l’utilizzo delle mascherine Ffp2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con il soggetto positivo.
      In caso di comparsa di sintomi, è obbligatorio effettuare un test antigenico (rapido o autosomministrato) o un test molecolare. Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto. In questo caso l’esito negativo del test è attestato con autocertificazione.
  • La didattica digitale integrata
    Le alunne e gli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo grado, secondarie di secondo grado e del sistema di istruzione e formazione professionale, in isolamento per infezione da Covid, possono seguire l’attività scolastica nella modalità della didattica digitale integrata su richiesta delle famiglie o dell’alunno maggiorenne accompagnata da specifica certificazione medica che attesti le condizioni di salute dell’alunno. La riammissione in classe è subordinata alla sola dimostrazione di aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo.
  • Obbligo vaccinale del personale
    Fino al 15 giugno resta l’obbligo vaccinale per tutto il personale scolastico. Secondo il decreto pubblicato, la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni. Laddove non risulti l’effettuazione della vaccinazione o la presentazione della richiesta di vaccinazione nelle modalità stabilite nell’ambito della campagna vaccinale in atto, il personale docente ed educativo sarà invitato a produrre, entro 5 giorni, la documentazione comprovante “l’effettuazione della vaccinazione oppure l’attestazione relativa all’omissione o al differimento della stessa, ovvero la presentazione della richiesta di vaccinazione da eseguirsi in un termine non superiore a venti giorni dalla ricezione dell’invito, o comunque l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale”. In caso di mancata presentazione della documentazione e di inosservanza dell’obbligo vaccinale il personale docente ed educativo non adempiente sarà utilizzato in attività di supporto all’istituzione scolastica. Non andrà, dunque, in classe.

Adottato, con il Decreto Ministeriale 31 marzo 2022, AOOGABMI 82, il “Piano per la prosecuzione, nell’anno scolastico 2021-2022, delle attività scolastiche, educative e formative nelle istituzioni del Sistema nazionale di istruzione a seguito della cessazione dello stato di emergenza da Covid-19”


Con la Nota 29 marzo 2022, AOODPPR 410, con la Nota 28 marzo 2022, AOODPIT 620, e con la Nota 31 marzo 2022, AOODPIT 659, vengono fornite indicazioni sugli obblighi vaccinali a carico del personale della scuola, sull’applicazione in ambito scolastico delle disposizioni previste dal decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24 e sull’aggiornamento delle modalità di gestione dei contatti con casi di positività all’infezione da SARS-CoV-2.
In particolare, al personale docente ed educativo inadempiente all’obbligo vaccinale, come previsto dalla Nota 28 marzo 2022, AOODPIT 620, “(…) si applicano, fino al 15 giugno 2022 o fino alla data di adempimento dell’obbligo vaccinale, le vigenti disposizioni normative e contrattuali che disciplinano la prestazione lavorativa del personale docente ed educativo dichiarato temporaneamente inidoneo all’insegnamento.
Di conseguenza, come chiarito con Nota 31 marzo 2022, AOODPIT 659, “(…) per l’individuazione delle attività a supporto dell’istituzione scolastica a cui adibire il menzionato personale docente ed educativo
si dovrà fare riferimento all’art. 3 del CCNI del 25 giugno 2008, che individua tra le attività di supporto alle funzioni scolastiche il servizio di biblioteca e documentazione, l’organizzazione di laboratori, il supporto nell’utilizzo degli audiovisivi e delle nuove tecnologie informatiche, le attività relative al funzionamento degli organi collegiali, dei servizi amministrativi e ogni altra attività deliberata nell’ambito del progetto d’istituto.
Inoltre, per quanto concerne la determinazione dell’orario di lavoro, la prestazione lavorativa dovrà svolgersi su 36 ore settimanali, al pari di quanto previsto per i lavoratori temporaneamente inidonei all’insegnamento (art. 8 del medesimo CCNI del 25 giugno 2008) nonché per tutto il personale docente ed educativo che a vario titolo non svolge l’attività di insegnamento ma viene impiegato in altri compiti (quali i docenti che svolgono le funzioni di cui all’articolo 26 della 1egge 448/1998, quelli destinati ai progetti nazionali di cui alla legge 107/2015, ecc.)
.”

Pubblicato nella GU Serie Generale n. 70 del 24-03-2022, il Decreto-Legge 24 marzo 2022, n. 24, contenente “Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza“, in vista della cessazione dello stato di emergenza a partire dal prossimo primo di aprile.


L’articolo 36, Misure urgenti per la scuola, del Decreto-Legge 21 marzo 2022, n. 21, contenente “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina“, pubblicato nella GU Serie Generale n.67 del 21-03-2022, prevede:

  • Risorse per l’emergenza: previsti 30 milioni da destinare alle scuole per proseguire con l’acquisto di mascherine e materiale per l’igiene, materiali di consumo legati all’emergenza.
  • Organico per l’emergenza: l’organico viene prorogato fino alla fine delle lezioni, ovvero non oltre il 15 giugno 2022, salvo che per le scuole dell’infanzia statali nelle quali il termine è prorogato fino e non oltre il 30 giugno 2022 (vd. Nota 24 marzo 2022, AOODPPR 373 ).

Di seguito il testo dell’articolo 36, Misure urgenti per la scuola, del Decreto-Legge 21 marzo 2022, n. 21:

1. Al fine di proseguire le attività educative e didattiche in sicurezza sino al termine dell’anno scolastico 2021/2022, al comma 326 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234 al primo periodo le parole «,può essere prorogato fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022» sono sostituite con le seguenti «e prorogati fino al 31 marzo 2022, può essere prorogato fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022, e comunque non oltre il 15 giugno 2022, salvo che per le scuole dell’infanzia statali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 nelle quali il termine è prorogato fino e non oltre il 30 giugno 2022» e al secondo periodo le parole «400 milioni» sono sostituite con le seguenti «570 milioni».
2. Al fine di contenere il rischio epidemiologico, il Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19 per l’anno scolastico 2021/2022 di cui all’articolo 58, comma 4, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, è incrementato nel limite di spesa di 30 milioni di euro nel 2022. Le risorse di cui al primo periodo:
a) possono essere destinate per l’acquisto di dispositivi di protezione, di materiali per l’igiene individuale e degli ambienti nonché di ogni altro materiale, anche di consumo, utilizzabile in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19;
b) sono ripartite tra le istituzioni scolastiche statali, incluse quelle della Regione Siciliana, in funzione del numero di allievi frequentanti.
3. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 200 milioni di euro per l’anno 2022, si provvede ai sensi dell’articolo 38.




Aggiornate le FAQ in seguito all’entrata in vigore del decreto legge n.5 del 4 febbraio 2022

Di seguito la sintesi delle misure previste dall’art. 6 del Decreto-Legge 4 febbraio 2022, n. 5, in vigore dal 5 febbraio 2022.

Scuola dell’infanzia – Servizi educativi per l’infanzia 
Fino a quattro casi di positività nella stessa sezione/gruppo classe, l’attività educativa e didattica prosegue in presenza per tutti.
È previsto l’utilizzo di mascherine ffp2 da parte dei docenti e degli educatori fino al decimo giorno successivo alla conoscenza dell’ultimo caso di positività
In caso di comparsa di sintomi, è obbligatorio effettuare un test antigenico (rapido o autosomministrato) o un test molecolare. Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto.
Con cinque o più casi di positività nella stessa sezione/gruppo classe l’attività educativa e didattica è sospesa per cinque giorni.

Scuola primaria
Fino a quattro casi di positività nella stessa classe le attività proseguono per tutti in presenza con l’utilizzo di mascherine ffp2 (sia nel caso dei docenti che degli alunni sopra i 6 anni) fino al decimo giorno successivo alla conoscenza dell’ultimo caso di positività.
In caso di comparsa di sintomi, è obbligatorio effettuare un test antigenico (rapido o autosomministrato) o un molecolare. Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto.
Con cinque o più casi di positività nella stessa classe i vaccinati e i guariti da meno di 120 giorni o dopo il ciclo vaccinale primario, i vaccinati con dose di richiamo e gli esenti dalla vaccinazione proseguono l’attività in presenza con l’utilizzo della mascherina ffp2 (sia nel caso dei docenti che degli alunni sopra i 6 anni) fino al decimo giorno successivo alla conoscenza dell’ultimo caso di positività.
Per la permanenza in aula è sufficiente la certificazione verde, controllata tramite App mobile.
Per gli altri alunni è prevista la didattica digitale integrata per cinque giorni.

Scuola secondaria di I e II grado
Con un caso di positività nella stessa classe l’attività didattica prosegue per tutti con l’utilizzo di mascherine ffp2.
Con due o più casi di positività nella stessa classe i vaccinati e i guariti da meno di 120 giorni o dopo il ciclo vaccinale primario, i vaccinati con dose di richiamo e gli esenti dalla vaccinazione proseguono l’attività in presenza con l’utilizzo di mascherine ffp2.
Per la permanenza in aula è sufficiente la certificazione verde, controllata tramite App mobile.
Per gli altri studenti è prevista la didattica digitale integrata per cinque giorni

Regime sanitario
Con cinque o più casi di positività nei servizi educativi per l’infanzia, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria e con due casi o più di positività nella scuola secondaria di I e II grado, si applica ai bambini e agli alunni il regime sanitario dell’autosorveglianza, ove ne ricorrano le condizioni (vaccinati e guariti da meno di 120 giorni o dopo il ciclo vaccinale primario, vaccinati con dose di richiamo), altrimenti si applica il regime sanitario della quarantena precauzionale di cinque giorni, che termina con un tampone negativo. Per i successivi cinque giorni dopo il rientro dalla quarantena gli studenti dai 6 anni in su indossano la mascherina ffp2.


La Nota 1 febbraio 2022, AOODPPR 110, fornisce prime indicazioni sulle novità per la scuola introdotte dagli artt. 19 e 30 del Decreto-Legge 27 gennaio 2022, n. 4.


Sul sito del Ministero dell’Istruzione sono disponibili, dal 28 gennaio 2022, i dati di monitoraggio sull’andamento pandemico in ambito scolastico. Il Ministro dell’Istruzione ha fornito in Parlamento, in Commissione Cultura, alla Camera, in seduta pubblica, quelli relativi al periodo 10-15 gennaio. I dati saranno pubblicati, su indicazione del Ministro, con cadenza settimanale (ogni venerdì) in un’apposita sezione creata sul sito istituzionale del MI.
I dati sono raccolti attraverso la “Rilevazione andamento emergenza COVID-19” disponibile sul Sistema informativo del Ministero dell’Istruzione (SIDI) che viene compilata settimanalmente dai dirigenti scolastici (o da un loro delegato) attraverso l’inserimento dei dati relativi alla settimana precedente. I dati sono dunque il prodotto di rilevazioni effettuate presso le scuole con l’intento di monitorare il funzionamento delle istituzioni scolastiche e garantirne la sicurezza e l’operatività.
I dati ci dicono che oltre l’80% delle studentesse e degli studenti, anche nella seconda settimana dopo il rientro dalla pausa festiva, ha frequentato la scuola in presenza – sottolinea il Ministro Bianchi -. È un dato che rispecchia il quadro nazionale dell’andamento pandemico e dimostra la bontà delle scelte fatte. Continueremo a monitorare la situazione, insieme alle autorità sanitarie nazionali e al Ministero della Salute, per garantire a tutti la massima sicurezza. Al contempo, stiamo lavorando a ulteriori semplificazioni che possano aiutare scuole e famiglie ad affrontare con la massima serenità e rapidità possibile la gestione dei casi di positività in ambito scolastico”.


È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge 27 gennaio 2022, n. 4, con misure urgenti connesse all’emergenza Covid. Alcune di queste riguardano anche la scuola. In particolare, si prevede la distribuzione di ffp2 in modo gratuito al personale e agli alunni in autosorveglianza. Per finanziare questa misura sono stati previsti 45,22 milioni di euro. La fornitura avverrà direttamente da parte delle scuole: l’istituzione scolastica interessata comproverà l’esigenza di mascherine, le farmacie e gli altri rivenditori convenzionati le forniranno tempestivamente.  
Il decreto prevede, poi, che anche gli alunni della scuola primaria possano accedere gratuitamente ai test antigenici rapidi, oltre che nelle Aziende sanitarie territoriali, anche in farmacia o in strutture convenzionate. Una misura, finanziata con ulteriori 19,2 milioni di euro, che punta a semplificare le procedure a carico delle famiglie.  
Il decreto prevede poi una semplificazione per la prosecuzione della didattica in presenza, quando ci sono due casi di positività nelle scuole secondarie  di I e II grado, e per la riammissione in classe, negli altri casi, da parte degli alunni in regime sanitario di autosorveglianza: potranno entrare in classe con la verifica della sola certificazione verde mediante l’app mobile opportunamente aggiornata.


Facendo seguito alla FAQ pubblicata sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che fornisce indicazioni in merito a un quesito concernente la possibilità, per gli alunni con disabilità delle classi in didattica a distanza o in didattica digitale integrata, di seguire le lezioni in presenza, sentiti il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, è stata inviata alle scuole la Nota 21 gennaio 2022, AOODPPR 71.
Il documento spiega che, tenuto conto dei principi costituzionali e delle regole vigenti nell’ordinamento scolastico, posti a tutela della piena inclusione e dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, le istituzioni scolastiche sono tenute a prevedere specifiche condizioni a vantaggio degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali (BES).
In particolare, data l’esigenza irrinunciabile di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica, si precisa che, anche laddove sia stata disposta la sospensione delle attività didattiche in presenza, va garantito, ogni qualvolta possibile, agli alunni con disabilità o con BES lo svolgimento dell’attività didattica in presenza, assicurando comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che si avvalgono della didattica digitale integrata.


Con le note 8 gennaio 2022, AOODPPR 11 e 10 gennaio 2022, AOODPPR 14 il Ministero dell’Istruzione fornisce indicazioni per l’applicazione delle nuove misure per la gestione dei casi di positività contenute nel Decreto-Legge 7 gennaio 2022, n. 1. Prima dell’invio, questa mattina, il Ministero ha convocato una riunione per illustrare le misure e la nota stessa alle Organizzazioni sindacali.
La circolare ripercorre quanto previsto dal decreto legge per la gestione dei casi di positività fra gli alunni, ma anche quanto previsto per il personale scolastico, interno ed esterno, in base alle recenti disposizioni del Ministero della Salute, in particolare quelle del 30 dicembre scorso.
La nota approfondisce alcuni aspetti che sono stati oggetto di quesiti dopo l’approvazione del decreto legge. In particolare, nel documento si specifica che, nella scuola secondaria di I e II grado, quando si registrano due casi di positività in una stessa classe i requisiti per poter frequentare in presenza, durante il regime di autosorveglianza, devono essere dimostrati dell’alunno interessato alla scuola di appartenenza. Il decreto prevede, infatti, che, con due casi di positività nella stessa classe, coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario, che sono guariti da meno di 120 giorni, che hanno fatto la dose di richiamo, possono frequentare in presenza, in regime di autosorveglianza. La norma di legge, dunque, in questo specifico caso autorizza le scuole a prendere visione della situazione vaccinale degli studenti, senza che ciò comporti una violazione della privacy.
La nota ricorda anche che il decreto prevede tamponi gratuiti per chi è in regime di autosorveglianza. Tamponi che potranno essere effettuati presso le farmacie e le strutture convenzionate. L’help desk amministrativo del Ministero resta a disposizione dei dirigenti per ogni ulteriore richiesta di chiarimento.

Via libera nel Consiglio dei Ministri del 5 gennaio 2022 al Decreto-Legge 7 gennaio 2022, n. 1 recante nuove regole per la gestione dei casi di positività in ambito scolastico. “Abbiamo dato regole chiare per un rientro in presenza e in sicurezza”, sottolinea il Ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi. “La decisione presa dal governo tiene conto, da un lato, dei dati sanitari e dell’evoluzione della pandemia, dall’altro, rappresenta una scelta chiara che tutela la possibilità per studentesse e studenti, tenendo conto del diverso grado di vaccinazione raggiunto e del diverso grado di scuola, di continuare a frequentare in presenza, a garanzia di un’uguaglianza sostanziale di accesso al servizio scolastico”.

Le nuove regole

Scuola dell’infanzia – Servizi educativi per l’infanzia:
Con un caso di positività si applica al gruppo classe/alla sezione la sospensione delle attività, per una durata di dieci giorni

Scuola primaria:
Con un caso di positività si attiva la sorveglianza con testing del gruppo classe: l’attività prosegue in presenza effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0). Il test sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5). In presenza di due o più positivi è prevista, per tutta la classe, la didattica a distanza per la durata di dieci giorni.

Scuola secondaria di I e II grado:
Con un caso di positività nella stessa classe è prevista l’autosorveglianza con la prosecuzione delle attività e l’uso delle mascherine ffp2. Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che non hanno avuto la dose di richiamo e hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni e per coloro che sono guariti da più di 120 giorni. Per tutti gli altri è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’autosorveglianza el’utilizzo di mascherine ffp2. Con tre casi nella stessa classe è prevista la didattica a distanza per dieci giorni per tutta la classe.

Saranno potenziate, poi, le attività di screening, anche attraversolo stanziamento di risorse (oltre 92 milioni) per consentire alla popolazione scolastica in autosorveglianza di effettuare i test gratuitamente in farmacia e nelle strutture convenzionate. È già partita, inoltre, la distribuzione di mascherine ffp2 al personale “preposto alle attività scolastiche e didattiche nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, dove sono presenti bambini e alunni esonerati dall’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie”. In attuazione della legge di bilancio è stato infine dato il via libera al rinnovo dei contratti del personale di potenziamento per l’emergenza assunto a settembre, sia Ata che docenti.


2021


Pubblicata la Nota 28 dicembre 2021, AOODPPER 1376, con le prime indicazioni relative alla proroga dei contratti dell’organico docente e ATA assunto in più, a settembre, per la gestione dell’emergenza sanitaria. La nota fa riferimento alle disposizioni della Legge di bilancio per il 2022 e fornisce indicazioni alle istituzioni scolastiche.
La Legge di bilancio 2022, attualmente in corso di perfezionamento, prevede, infatti, la possibilità di prorogare il termine di scadenza di tutti i contratti a tempo determinato, riferiti sia al personale docente che al personale ATA, sino al termine delle lezioni entro i limiti delle risorse appositamente stanziate (pari a 400 milioni di euro). Tali risorse, spiega la nota ministeriale, subito dopo l’entrata in vigore della Legge di bilancio, saranno ripartite fra gli Uffici Scolastici Regionali.
Il personale per l’emergenza, dunque, potrà continuare a svolgere le proprie prestazioni anche dopo la data del 30 dicembre 2021. Le istituzioni scolastiche, sulla base delle disposizioni normative contenute nella Legge di bilancio 2022, potranno procedere con la proroga dei contratti già stipulati.
La nota spiega infine che, tenuto conto dei tempi tecnici di assegnazione delle risorse e della necessaria azione di monitoraggio e coordinamento con gli Uffici Scolastici Regionali, in una prima fase, il termine di scadenza delle proroghe è individuabile nella data del 31 marzo 2022.

Con le Note 7 dicembre 2021, AOODPIT 1889, 17 dicembre 2021, AOODPIT 1927 e 20 dicembre 2021, AOODPIT 1929, vengono forniti suggerimenti operativi, pareri e specifiche sull’applicazione del Decreto-Legge 26 novembre 2021, n. 172 che prevede, dal 15 dicembre 2021, l’estensione dell’obbligo vaccinale alla terza dose ed a tutto il personale docente e amministrativo della scuola. (vd. Tabella attività consentite con Green Pass dal 6/12/2021 al 15/1/2022)

Il Ministero dell’Istruzione, a seguito dell’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, ha messo a disposizione delle scuole un nuovo strumento che servirà ad agevolare i dirigenti scolastici nelle necessarie verifiche. È quanto si legge nella Nota 14 dicembre 2021, AOODPPR 1337, inviata alle scuole che spiega come accedere al nuovo servizio. In particolare, nell’ambito del Sistema Informativo dell’Istruzione (SIDI) è stata introdotta una nuova funzionalità a cui le scuole possono accedere che, affiancandosi alla piattaforma già attivata a settembre per il controllo del green pass, consente ai dirigenti scolastici di verificare – mediante un’interazione tra il Sistema Informativo dell’Istruzione e la Piattaforma Nazionale Digital Green Certificate – lo stato vaccinale del personale docente e ATA a tempo indeterminato e determinato in servizio presso ogni singola Istituzione scolastica. È previsto anche un sistema di alert che consentirà di conoscere automaticamente i mutamenti dello stato di vaccinazione del personale. Nella nota inviata sono disponibili i dettagli su come accedere alla piattaforma, come utilizzarla e sul rispetto della privacy. L’operazione, come già per il green pass, potrà essere svolta dal dirigente o da un suo delegato. Resta in funzione l’help desk di assistenza, già attivato dal Ministero in occasione dell’avvio dell’anno scolastico, per supportare le scuole in caso di dubbi e necessità.


La nota tecnica con le nuove “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico”, trasmessa con Nota 6 novembre 2021, AOODPPR 1218, è stata elaborata con il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità, del Ministero della Salute, delle Regioni e del Ministero dell’Istruzione. Le misure introdotte dal documento, attraverso la collaborazione tra le scuole e le autorità sanitarie locali, favoriscono l’erogazione del servizio scolastico in presenza, supportano il dirigente scolastico nelle iniziative da assumere in presenza di casi positivi COVID–19 e permettono di rendere il più possibile omogenee, a livello nazionale, le misure di prevenzione da attuare a cura dei dipartimenti di prevenzione.


Con Nota 29 ottobre 2021, AOODPIT 1653 il Ministero fornisce indicazioni sull’uso del Green pass per l’accesso agli open day

Con Nota 15 ottobre 2021, AOODPIT 1534, il Ministero fornisce indicazioni sulla certificazone verde COVID-19 in ambito scolastico in ragione di quanto previsto dalla Legge di conversione n. 133/2021 entrata in vigore il 2 ottobre 2021

Garante privacy scrive una lettera al Ministero dell’istruzione: i docenti non possono chiedere informazioni sullo stato vaccinale degli studenti (Nota 29 settembre 2021, AOODPPR 1072)

Da lunedì 20 settembre disponibile, sul Portale SIDI, la funzione per la Rilevazione andamento emergenza Covid 19 per l’a.s. 2021-2022. (Nota 13 settembre 2021, AOODGCASIS 2757)

Attiva dal 13 settembre 2021 la Piattaforma nazionale per il controllo del green pass.

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di giovedì 9 settembre 2021, approva un decreto-legge che introduce misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale.

Il 2 settembre il Ministro dell’Istruzione presenta le principali indicazioni per il rientro a scuola nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

L’ISS, 1 settembre 2021, presenta un documento strategico per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 e un piano di monitoraggio per controllare la circolazione del virus negli istituti.

Il 31 agosto il Garante per la protezione dei dati personali, in via d’urgenza, ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che introduce modalità semplificate di verifica delle certificazioni verdi del personale scolastico, alternative a quelle ordinarie che prevedono l’uso dell’App VerificaC19, che rimane comunque utilizzabile.

Convocata per il 31 agosto una conferenza di servizio dei dirigenti delle istituzioni scolastiche statali con il Ministro sull’avvio dell’anno scolastico 2021/2022. In particolare, saranno trattati aspetti operativi quali:

  1. Sicurezza e questioni sanitarie;
  2. gestione del personale;
  3. organizzazione e gestione delle attività didattiche e formative.

con Nota 30 agosto 2021, AOODPIT 1260, il Capo Dipartimento fornisce informazioni e suggerimenti sulla verifica della certificazione verde COVID-19 del personale scolastico.

Risorse avvio A.S. 2021/2022 in sicurezza: firmato il Decreto Interministeriale 16 agosto 2021, AOOGABMI 265 di ripartizione.

Avvio in sicurezza A.S. 2021/2022: firmato il 14 agosto 2021, da Ministero Istruzione e OOSS, il Protocollo d’Intesa accompagnato da una nota tecnica inidrizzata alle scuole (Nota 13 agosto 2021, AOODPIT 1237).

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di giovedì 5 agosto 2021, approva un Decreto-Legge (Decreto-Legge 6 agosto 2021, n. 111) che introduce, tra l’altro, misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche a partire dal 1° settembre 2021.

Trasmesso, con Nota 27 luglio 2021, AOOGABMI 32144, lo schema di DM contenente l’adozione del Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2021/2022

Nota 22 luglio 2021, AOODPIT 1107
Avvio dell’anno scolastico 2021/22. Nota di accompagnamento alle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico del 12 luglio 2021 (verbale n. 34)

Il 12 luglio il CTS esamina il punto unico dell’ordine del giorno, che ha ad oggetto alcuni quesiti formulati dal Ministro dell’istruzione con nota dell’8 luglio 2021, al fine di programmare e organizzare le attività connesse all’avvio dell’anno scolastico 2021/2022, tenuto conto del parere già fornito dal Comitato come riportato nel verbale n. 31 del 25 giugno 2021. I quesiti sono, in particolare, i seguenti:
1. Quale grado di priorità dare alla vaccinazione delle persone in età scolare;
2. Se, in caso di vaccinazione completata al 60% entro la prima settimana di settembre del personale scolastico – docente e non – e degli studenti tra i 12 e i 18 anni, possa essere superata la regola del distanziamento fisico di un metro tra le rime buccali. In caso di risposta affermativa al secondo quesito, si sottopongono alle valutazioni del CTS le seguenti ulteriori specificazioni:
a) quali misure adottare per garantire la somministrazione dei pasti nelle scuole;
b) quali tipi di test sono raccomandati all’interno delle scuole; con quale frequenza debbano essere effettuati e secondo quali indicazioni di prodotto e di uso;
c) a quali dispositivi e comportamenti per la protezione individuale ricorrere, a compensazione dell’assenza di distanziamento;
d) quali misure di igienizzazione degli ambienti adottare, a compensazione dell’assenza di distanziamento.


Piano scuola estate 2021: 510 milioni per attività rivolte a studentesse e studenti


PNSD 2021: Oltre 100 milioni di euro per la scuola digitale


MI – Rientriamo a scuola


Decreto “Riaperture” (Decreto-Legge 22 aprile 2021, n. 52) approvato dal Consiglio dei Ministri del 21 aprile 2021 e pubblicato nella GU Serie Generale n. 96 del 22-04-2021


DL Contenimento Epidemia

Pubblicato nella GU Serie Generale n.79 dell’1-04-2021 il Decreto-Legge 1 aprile 2021, n. 44, recante ” Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici”


Decreto Sostegni

Pubblicato nella GU Serie Generale n.70 del 22-03-2021 il Decreto-Legge 22 marzo 2021, n. 41, recante “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19”.

In particolare, dei 300 milioni previsti, 150 milioni serviranno per l’acquisto, sulla base delle esigenze delle singole istituzioni scolastiche, di:  

  • dispositivi di protezione e materiali per l’igiene individuale e degli ambienti, nonché di ogni altro materiale, anche di consumo, il cui impiego sia riconducibile all’emergenza epidemiologica da COVID-19;  
  • specifici servizi professionali per il supporto e l’assistenza psicologica e pedagogica, da rivolgere, in particolar modo, a studentesse e studenti, oltre che al personale scolastico, in relazione alla prevenzione e al trattamento dei disagi e delle conseguenze derivanti dall’emergenza epidemiologica da COVID-19;  
  • servizi medico-sanitari volti a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione dell’emergenza epidemiologica, nelle attività inerenti alla somministrazione facoltativa di test diagnostici alla popolazione scolastica di riferimento, all’espletamento delle attività di contact tracing nell’ambito della indagine epidemiologica, anche allo scopo di svolgere una funzione efficace e tempestiva di raccordo con i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie locali;  
  • dispositivi e materiali destinati al potenziamento delle attività di inclusione degli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali. 

Il Ministero, dal giorno seguente all’entrata in vigore del decreto legge, comunicherà immediatamente alle istituzioni scolastiche l’ammontare delle risorse finanziarie di cui sono destinatarie per consentirne l’immediato utilizzo. 

Il decreto prevede, poi, per una migliore gestione dell’emergenza e a tutela dei diritti dei lavoratori, che l’assenza dal lavoro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche per la somministrazione del vaccino contro il Covid-19 sia considerata giustificata: non determinerà alcuna decurtazione del trattamento economico, né fondamentale né accessorio. 

Gli altri 150 milioni previsti dal decreto serviranno a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione della situazione emergenziale e nello sviluppo di attività volte a potenziare l’offerta formativa extracurricolare, il recupero delle competenze di base, il consolidamento delle discipline, la promozione di attività per il recupero della socialità, della proattività, della vita di gruppo delle studentesse e degli studenti anche nel periodo che intercorre tra la fine delle lezioni dell’anno scolastico 2020/2021 e l’inizio di quelle dell’anno scolastico 2021/2022. Le risorse saranno assegnate e utilizzate sulla base di criteri stabiliti in un decreto del Ministro dell’istruzione da adottare entro quindici giorni dall’entrata in vigore del decreto sostegni. La misura opererà in sinergia con le risorse del Programma operativo nazionale “Per la Scuola” 2014-2020. 

Il decreto prevede anche un capitolo da 35 milioni per il Sud destinato all’acquisto di dispositivi e strumenti digitali individuali da concedere in comodato d’uso a studentesse e studenti meno abbienti per le attività di didattica digitale. I fondi potranno anche essere usati dalle scuole del Mezzogiorno per lo sviluppo di ambienti digitali. 


Di seguito le misure previste per la Scuola dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 marzo 2021, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile 2021.

  • Zone rosse – Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.
  • Zone arancioni e gialle – I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica:
  1. nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;
  2. nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni;
  3. nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Scuola, ecco le misure del nuovo DPCM in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo 2021


Il 4 gennaio 2021 il Consiglio dei Ministri approva il Decreto-Legge 5 gennaio 2021, n. 1 che prevede la ripresa dell’attività in presenza, per il 50 per cento degli studenti, nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, a partire dall’11 gennaio 2021.
Dal 7 al 9 gennaio le lezioni si svolgeranno, invece, a distanza, con la didattica digitale.
Per le studentesse e gli studenti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo (primarie e secondarie di primo grado) la ripresa avverrà, dal 7 gennaio, in presenza.
Fin qui le disposizioni nazionali. Restano ferme le eventuali disposizioni adottate, con ordinanze territoriali, dalle singole Regioni. (vd. Nota 6 gennaio 2021, AOODPIT 13, Articolo 4 del decreto-legge 5 gennaio 2021, n. 1)


2020

Il 31 dicembre 2020 il Ministero dell’Interno comunica che sono stati approvati dalle prefetture i documenti operativi per la ripresa, dal 7 gennaio, dell’attività didattica in presenza al 50%.


Il 23 dicembre 2020 la Conferenza Unificata approva le Linee guida per la riapertura delle scuole il 7 gennaio 2021: a parziale modifica dell’articolo 1, comma 10, lett. s), del DPCM 3 dicembre 2020, come previsto dalla nota 22 dicembre 2020, AOOGABMI 28290, l’attività didattica, dal 7 al 15 gennaio 2021, sarà garantita in presenza al 50 per cento della popolazione studentesca (Ordinanza Ministero Salute 24 dicembre 2020).


Entro il 21 dicembre rilevazioni andamento emergenza Covid-19


Sintesi delle misure previste per la scuola dal DPCM 3 dicembre 2020


Il Ministero dell’Istruzione invia alle scuole la Nota 5 novembre 2020, AOODPIT 1990 con le modalità di applicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 novembre 2020. La nota ricomprende indicazioni che vanno dalla didattica digitale integrata, alla scuola in carcere e in ospedale, alla frequenza degli alunni con disabilità e dei figli del personale sanitario.


Firmato il nuovo DPCM 3 novembre 2020: le disposizioni del Decreto si applicano dalla data del 6 novembre 2020, in sostituzione di quelle del Dpcm del 24 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 3 dicembre 2020.

Di seguito le tre aree di criticità del Paese e le principali misure restrittive previste dal nuovo DPCM. (Ordinanza Ministero Salute 4 novembre 2020)

Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
Area arancione: Puglia, Sicilia.
Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.


La Nota 30 ottobre 2020, AOODPPR 1776, fornisce indicazioni sull’art. 22 del Decreto-Legge 28 ottobre 2020, n. 137, “Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”, che prevede ulteriori misure di incentivo al lavoro agile e di sostegno alle famiglie, modificando l’art.21-bis del Decreto-Legge 14 agosto 2020, n. 104 , “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia”, convertito con modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126 (in S.O. n. 37, relativo alla G.U. 13/10/2020, n. 253)

Art. 21-bis – Lavoro agile e congedo straordinario per i genitori durante il periodo di quarantena obbligatoria del figlio convivente per contatti scolastici

1. Un genitore lavoratore dipendente può svolgere la prestazione di lavoro in modalita’ agile per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio convivente, minore di anni sedici, disposta dal dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico, nonche’ nell’ambito dello svolgimento di attivita’ sportive di base, attivita’ motoria in strutture quali palestre, piscine, centri sportivi, circoli sportivi, sia pubblici che privati, nonche’ nel caso in cui sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio convivente minore di anni sedici.

2. (…)

3. Nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile e comunque in alternativa alla misura di cui ai commi 1 e 2, uno dei genitori, alternativamente all’altro, può astenersi dal lavo-ro per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio, minore di anni quattordici, disposta dal dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico, nonche’ nel caso in cui sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio convivente minore di anni quattordici. In caso di figli di eta’ compresa fra 14 e 16 anni, i genitori hanno diritto di astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennita’ ne’ riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.(…)


Attuazione DPCM 24 ottobre 2020: inviata Nota 25 ottobre 2020, AOODPIT 1927

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato ai dirigenti scolastici una nota per accompagnare l’attuazione del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 ottobre 2020.

Per le scuole dell’infanzia e le istituzioni scolastiche del primo ciclo l’attività didattica resta in presenza. Per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado la soglia minima di erogazione dell’attività in didattica digitale integrata è incrementata, secondo le nuove disposizioni, ad almeno il 75%, anche qualora le ordinanze regionali rechino un limite inferiore. Particolare attenzione, nell’attuazione della misura, sarà posta agli alunni con disabilità, con disturbi specifici dell’apprendimento e altri bisogni educativi speciali.

Le scuole, spiega la nota, in considerazione della necessità di disporre del tempo sufficiente ad adeguare l’organizzazione didattica alle misure del nuovo Dpcm, provvederanno all’adozione degli atti necessari nella giornata di domani, lunedì 26 ottobre, con efficacia, poi, dal giorno successivo.

Il documento si chiude con un ringraziamento “per il lavoro che la comunità scolastica ha compiuto e per gli sforzi che ogni giorno le istituzioni scolastiche profondono per garantire l’effettività del diritto allo studio delle studentesse e degli studenti, in un momento di estrema complessità per il Paese”.


Attuazione DPCM 18 ottobre 2020: Inviata Nota 19 ottobre 2020, AOODPIT 18960 ai dirigenti scolastici per l’attuazione dell’ultimo DPCM


Di seguito il testo messaggio del 18 ottobre della Ministra riguardo all’approvazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2020

La scuola resta aperta. Si continua con la didattica in presenza, come chiedevamo. Sono stati salvaguardati i diritti di studentesse e studenti. Possibile implementazione della didattica digitale integrata e flessibilità sugli orari per le scuole superiori ma solo attraverso interventi mirati.

Ricordiamo che tali misure, per la scuola, non entreranno in vigore da domani, ma fra qualche giorno, per garantire una migliore organizzazione. Nelle prossime ore il Ministero dell’Istruzione darà indicazioni più specifiche alle scuole e alle famiglie.


Nota 14 ottobre 2020, AOODPIT 1870
DPCM 13 ottobre 2020: chiarimenti – Organico Covid, novità normative

Le attività didattiche che si svolgono ordinariamente e non saltuariamente in ambienti diversi da quelli scolastici (ad esempio parchi, teatri, biblioteche, archivi, cinema, musei), anche a seguito di specifici accordi quali i “Patti di comunità”, realizzati in collaborazione con gli Enti locali, le istituzioni pubbliche e private variamente operanti sui territori, le realtà del Terzo Settore, restano regolarmente consentite dopo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato lo scorso 13 ottobre.

Lo specifica la nota inviata oggi alle scuole che risponde ai quesiti giunti al Ministero in merito all’interpretazione e all’applicazione di alcune disposizioni contenute nel Dpcm. L’articolo 1, comma 6, lettera s) del Decreto recita infatti: “sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio di cui al decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 10 settembre 2010, n.249, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti”.

Ma il Dpcm non è riferito, spiega la nota ministeriale, alle ordinarie attività didattiche organizzate dalle scuole in spazi alternativi ubicati all’esterno degli edifici scolastici per prevenire e contenere la diffusione del contagio e favorire il distanziamento fisico in contesti di azione diversi da quelli usuali.


La Ministra dell’Istruzione ha firmato l’Ordinanza 9 ottobre 2020, AOOGABMI 134 che definisce le modalità di svolgimento delle attività didattiche per gli alunni fragili, ossia le studentesse e gli studenti con patologie gravi o immunodepressi – con particolare attenzione per questi ultimi – che sarebbero esposti a un rischio di contagio particolarmente elevato frequentando le lezioni in presenza. L’Ordinanza è passata al vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.

L’Ordinanza punta a tutelare, al contempo, il diritto allo studio e quello alla salute di questi alunni: le scuole potranno fare ricorso, per gli studenti fragili, alla didattica digitale integrata o all’istruzione domiciliare. Nei casi di disabilità grave associata a fragilità certificata, in cui sia necessario garantire la presenza dell’alunno in classe a causa di particolari situazioni emotive, le scuole potranno adottare forme organizzative idonee a consentire, anche periodicamente, la frequenza delle lezioni.

Queste misure saranno applicate utilizzando i docenti già assegnati alla classe di appartenenza e garantendo, in ogni caso, la didattica in presenza per gli studenti con disabilità che non rientrano nella categoria degli alunni fragili.


Il Ministero, con Nota 25 settembre 2020, AOODPPR 1583, informa che, a partire da lunedì 28 settembre, sarà disponibile sul Portale SIDI una nuova funzione per la rilevazione settimanale dei dati relativi ad eventuali contagi ed alle conseguenti misure preventive ed organizzative adottate da ciascuna Istituzione scolastica.


Inviate ai dirigenti scolastici le indicazioni sui lavoratori fragili

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato ai dirigenti scolastici la Nota 11 settembre 2020, AOODPIT 1585, con le indicazioni relative alle lavoratrici e ai lavoratori fragili. Un documento che tiene conto delle indicazioni pervenute in materia, con una circolare congiunta, dal Ministero della Salute e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.


Il Ministero dell’Istruzione ha inviato ai dirigenti scolastici la Nota 10 settembre 2020, AOODPPR 1529, sul tema della distribuzione delle mascherine e su altri aspetti di carattere organizzativo e finanziario connessi alle attività per la ripresa dell’anno scolastico.
In particolare, il Ministero ricorda che, a partire dai giorni 27 e 28 agosto 2020, la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID ha avviato la distribuzione di mascherine monouso di tipo chirurgico, gel igienizzante e arredi presso le istituzioni scolastiche. Per quanto riguarda la distribuzione di mascherine e gel igienizzante, il Ministero specifica nella nota che la fornitura di mascherine viene effettuata, a cura della struttura commissariale, per tutto il personale scolastico e per tutti gli studenti e che la distribuzione avviene con cadenza settimanale o bisettimanale, in relazione al numero di alunni e di personale scolastico presenti in ciascuna istituzione scolastica.
Ciascuna istituzione scolastica riceve, dunque, il quantitativo necessario a garantire la copertura del fabbisogno giornaliero di ciascun alunno e di tutto il personale scolastico e le consegne saranno effettuate presso la sede principale dell’istituzione scolastica in precise fasce orarie. La nota riepiloga anche le modalità di fornitura e distribuzione degli arredi. Circa una settimana prima della consegna degli arredi, i referenti indicati dall’istituzione scolastica saranno contattati dall’azienda fornitrice per definire orari e modalità di consegna. L’azienda fornitrice si occuperà del montaggio dei banchi in apposito spazio che dovrà essere predisposto dall’istituzione scolastica.
In attesa del completamento del rinnovo degli arredi scolastici, nel breve periodo, seguendo le indicazioni del CTS e quanto già comunicato il 13 agosto dal Ministero, potrà essere consentito lo svolgimento dell’attività didattica in presenza tramite l’utilizzo della mascherina, strumento di prevenzione cardine da adottare, unitamente alla garanzia di periodici e frequenti ricambi d’aria, insieme con le consuete norme igieniche.


Con Nota 8 settembre 2020, AOOGABMI 11971, “in considerazione del notevole numero di prenotazioni ricevute dai MMG e dalle ASL dei diversi territori regionali e al fine di consentire l’accesso allo screening al numero più alto possibile di lavoratori aventi diritto, si ritiene necessario modificare i termini previsti dalla circolare n. 8277 del 07/08/2020, prorogando la durata del periodo di esecuzione dei test ‘sino al giovedì precedente l’inizio delle attività didattiche nelle singole Regioni’”.


Scuola, recupero apprendimenti ci sarà
Ministero Istruzione

L’articolo 6, cc. 3 e 4, dell’Ordinanza Ministeriale 16 maggio 2020, AOOGABMI 11, applicativa del Decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito con modificazioni dalla Legge 6 giugno 2020, n. 41 (art. 1, c. 2), stabilisce che “le attività relative al piano di integrazione degli apprendimenti, nonché al piano di apprendimento individualizzato, costituiscono attività didattica ordinaria e hanno inizio a decorrere dal 1° settembre 2020 (…) integrano, ove necessario, il primo periodo didattico (trimestre o quadrimestre) e comunque proseguono, se necessarie, per l’intera durata dell’anno scolastico 2020/2021“.

Nota 26 agosto 2020, AOODPIT 1494
Piano di integrazione degli apprendimenti e Piano di apprendimento individualizzato. Indicazioni tecnico operative


Il decreto-Legge 16 luglio 2020, n. 76 “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.178 del 16-07-2020, all’art. 8, comma 8, dispone che: “Il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, di cui all’articolo 122 del decreto-legge 17 marzio 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, fino alla scadenza del predetto stato di emergenza, procede, nell’ambito dei poteri conferitigli e con le modalità previste dalla suddetta norma, all’acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali (…).”.

In linea con tale norma, la Nota 26 agosto 2020, AOODPPR 1456, informa che a partire dal 27 agosto 2020, inizierà la distribuzione di mascherine e gel igienizzante presso le istituzioni scolastiche. Le consegne saranno effettuate presso la sede principale dell’istituzione scolastica nelle seguenti fasce orarie: 08.00-13.00 / 14.00-18.00.


Decreto Ministeriale 19 agosto 2020, AOOGABMI 103
Destinazione di quota parte delle risorse del Piano nazionale per la scuola digitale per il potenziamento degli strumenti per la didattica digitale integrata


In arrivo 3 milioni di euro per kit e corredi scolastici. Già stanziate risorse per libri gratis: ne usufruiranno oltre 425 mila studenti. Azzolina: “Il Ministero al fianco delle famiglie”

Kit e corredi didattici standard e innovativi, strumenti per la didattica digitale integrata, quaderni, astucci, diari. Sono tutti materiali che potranno essere acquistati dalle scuole con i fondi stanziati dal Ministero dell’Istruzione, quasi 3 milioni di euro, da utilizzare per venire incontro alle necessità delle studentesse e degli studenti meno abbienti delle scuole del primo e del secondo ciclo e dei CPIA, i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti.

Il finanziamento arriverà direttamente alle scuole, in un’unica soluzione, prima dell’inizio dell’anno scolastico. Il Ministero ha già individuato gli Istituti destinatari, dando priorità a quelli con indici più alti relativi a dispersione scolastica e disagio negli apprendimenti e in base allo status socio-economico della popolazione di riferimento. Oggi è partita la nota informativa alle scuole interessate.

In particolare, gli Istituti del primo ciclo individuati per il finanziamento sono 2.114 e potranno acquistare kit didattici che comprendono quaderni, astucci, diari e supporti digitali. Per altre 1.539 scuole del secondo sono previste risorse per il potenziamento della connettività di istituto e degli studenti meno abbienti. I CPIA (86)potranno acquistare kit didattici e supporto alla connettività.

La misura va ad aggiungersi alle risorse già stanziate a inizio luglio dal Ministero per garantire il diritto allo studio di studentesse e studenti delle secondarie di I e II grado in condizioni di svantaggio. Fondi con cui le scuole stanno acquistando libri di testo scolastici digitali e/o cartacei, dizionari, dispositivi digitali, materiali didattici per ragazzi con Bisogni Educativi Speciali (BES) o Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Le richieste pervenute dagli Istituti rispetto al budget totale consentiranno di dare libri gratis e dispositivi digitalia oltre 425 mila alunne e alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

“Questa estate, insieme alle misure e alle risorse per la ripartenza – sottolinea la Ministra Lucia Azzolina – abbiamo voluto dare un segnale concreto alle famiglie in difficoltà. Abbiamo dato soldi direttamente alle scuole per libri e kit didattici. Un finanziamento diretto che consente di venire subito incontro, con acquisti immediati, alle esigenze delle studentesse e degli studenti”.

Libri gratis, il numero di studenti beneficiari per regione:
Abruzzo: 7.554
Basilicata: 5.239
Campania: 74.434
Calabria: 17.370
Emilia Romagna: 21.429
Friuli Venezia Giulia: 5.306
Lazio: 28.906
Liguria: 6.718
Lombardia: 51.076
Marche: 11.305
Molise: 2.096
Piemonte: 26.088
Puglia: 45.920
Sardegna: 10.707
Sicilia: 61.184
Toscana: 21.998
Umbria: 5.896
Veneto: 21.823
Totali: 425.049


Attiva fino al 31 agosto 2020 la rilevazione di fabbisogno di strumentazione tecnologica e connettività presso ciascuna istituzione scolastica (Nota 25 agosto 2020, AOODPIT 1482)


Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, con la Comunicazione del 20 agosto 2020, ha invitato il personale dirigente, docente e non docente, in servizio presso tutte le Istituzioni scolastiche del Sistema nazionale di Istruzione, a sottoporsi gratuitamente al test sierologico presso il proprio medico di base, a partire dal 24 agosto 2020 e sino ad una settimana prima dell’inizio delle attività didattiche nelle singole regioni (Nota Ministero della Salute 7 agosto, n. 8722).


Scuola, campagna su test sierologici: al via lo spot tv. Sito dedicato con i materiali per il personale

“Quest’anno la prima prova è la sicurezza!”. È questo il messaggio della campagna di comunicazione dedicata ai test sierologici per il personale della scuola che proseguirà fino al rientro in classe.

La campagna prevede uno spot sintetico con i passaggi da fare per eseguire il test, materiali e una pagina dedicata con tutte le informazioni: https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/screening.html.

Il test, ricorda la pagina informativa, è rivolto a tutto il personale docente e non docente che opera nei nidi, nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie del Sistema nazionale di Istruzione e nei percorsi IeFP. Lo screening è gratuito e volontario. L’invito è alla massima collaborazione. Lo spot andrà in onda anche sui canali RAI a partire dalla giornata di domani.

https://youtu.be/R73hBz9WAU0


Dal 24 agosto per le scuole è attivo il numero verde 800903080.

Il servizio raccoglie quesiti e segnalazioni sull’applicazione delle misure di sicurezza e fornisce alle istituzioni scolastiche assistenza e supporto operativo anche di carattere amministrativo. 

L’Help Desk è attivo dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/help-desk.html


Scuola. Ministero: dall’1 settembre recupero apprendimenti, dal 14 le lezioni. Il 24 agosto parte help desk per gli istituti, su sito disponibile tutta la documentazione

(22 agosto 2020) La scuola riaprirà e le lezioni riprenderanno il 14 settembre grazie allo sforzo di tanti attori in campo. Lo ribadisce il Ministero dell’Istruzione ricordando che già dal primo settembre gli Istituti saranno impegnati nel recupero degli apprendimenti.

Il Ministero sottolinea che in questi mesi è stato fatto un importante lavoro per la ripresa che ha coinvolto tutti i Ministeri interessati, le Regioni, gli Enti locali, gli Uffici scolastici regionali, le scuole, con tutto il personale e i dirigenti scolastici, le parti sociali, le Associazioni di studenti, genitori.

Il 26 giugno scorso sono state presentate al Paese le Linee guida per il rientro che hanno consentito di avviare le operazioni per la ripresa. In vista di settembre sono stati stanziati 2,9 miliardi per consentire: lavori di edilizia scolastica, affitto di nuovi spazi, acquisto di nuovi arredi (2,4 milioni di banchi monoposto saranno distribuiti nelle scuole, un investimento mai fatto con questa portata dallo Stato), incremento di docenti e Ata, formazione del personale, acquisto di strumenti tecnologici.

In questi mesi sono stati siglati con i Sindacati appositi Protocolli di sicurezza. Il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza ha aggiornato le proprie disposizioni per la scuola in relazione all’andamento della curva epidemiologica. Si sono svolte decine di riunioni dei Tavoli istituiti presso gli Uffici scolastici regionali del Ministero per monitorare i lavori per la ripresa e tenere un contatto costante con Enti locali, parti sociali, associazioni. Sono state fornite anche Linee guida per la didattica digitale integrata, che fanno tesoro dell’esperienza dei mesi di didattica a distanza che le scuole italiane hanno affrontato reagendo con forza all’emergenza.

Sono state stanziate poi ulteriori risorse che consentiranno di dare a oltre 425mila studenti meno abbienti libri gratis e dispositivi digitali che saranno forniti direttamente dalle scuole, a settembre. Un finanziamento diretto agli istituti che consente di dare subito una mano alle famiglie che sono più in difficoltà, magari proprio a causa dell’emergenza. Un provvedimento mai preso prima.

Ieri è stato pubblicato il documento dell’Istituto superiore di sanità, realizzato grazie a una larga collaborazione istituzionale che ha visto coinvolto anche il Ministero dell’Istruzione, con le regole per la gestione di casi e focolai di Covid-19 nelle scuole. Una guida essenziale per tutta la comunità scolastica.

Il Ministero non ha mai lasciato sola la scuola e continuerà a supportarla in un’ottica di grande comunità al servizio delle studentesse e degli studenti. Da lunedì, anche per questo, partirà un help desk dedicato interamente alla ripresa a cui le scuole potranno rivolgersi in caso di dubbi e quesiti. L’help desk sarà attivo dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Nelle prossime settimane e anche dopo l’avvio delle lezioni proseguirà incessante il lavoro per la scuola, pilastro del Paese, e per il diritto allo studio delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.


Il 7 agosto pubblicate le Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata.


Di seguito il calendario degli incontri tra il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali:


La Ministra dell’Istruzione ha incontrato il 5 agosto i rappresentanti delle Regioni sulla ripresa di settembre e, in particolare, sul tema dell’organico aggiuntivo dare alle scuole.


Linee Guida 0-6 anni: pubblicato il Decreto Ministeriale 3 agosto 2020, n. 80 di adozione del “Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia.”


Il decreto-Legge 16 luglio 2020, n. 76, recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, all’art. 8, comma 8, dispone che: “Il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, di cui all’articolo 122 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, fino alla scadenza del predetto stato di emergenza, procede, nell’ambito dei poteri conferitigli e con le modalità previste dalla suddetta norma, all’acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresigli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali.(…).”


Si è riunito il 13 luglio, con la presenza della Vice Ministra dell’Istruzione Anna Ascani, il Tavolo nazionale per la ripresa delle attività in presenza del sistema integrato zero-sei, al quale hanno preso parte, oltre alla Direzione degli Ordinamenti del MI, rappresentanti della Conferenza delle Regioni, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), della Commissione Infanzia, della Federazione Italiana Scuole Materne (FISM), del Gruppo Nazionale Nidi Infanzia e del Coordinamento nazionale per le politiche dell’infanzia e della scuola.

“Abbiamo voluto questo incontro – ha dichiarato la Vice Ministra Ascani – per fare il punto della situazione, individuare le eventuali criticità sulle quali intervenire e predisporre tutto il necessario affinché i servizi per lo 0-6 possano riprendere in maniera regolare. Abbiamo avuto un confronto positivo e siamo tutti consapevoli di quanto sia essenziale garantire i diritti dei più piccoli, perché tutto ciò influisce sul percorso di crescita di ciascun individuo. Continueremo a lavorare condividendo questa importante responsabilità con tutti coloro che operano per questo segmento formativo”.

A quello di oggi seguiranno nei prossimi giorni tavoli tecnici di approfondimento tematico e interlocuzioni con tutti gli attori coinvolti e con le organizzazioni sindacali.


Nel corso della riunione del 7 luglio il CTS risponde ai quesiti del Ministero dell’Istruzione relativi all’inizio del nuovo anno scolastico

Quesiti MI al CTS (verbale n.94 del 07-07-2020)


Le OO.SS. sono convocate il 2 luglio per confrontarsi con il Comitato tecnico scientifico sul protocollo per il rientro a scuola in sicurezza


Il 26 giugno la Conferenza unificata approva il “Piano Scuola 2020-2021”.


Scuola, presentate le Linee guida per settembre

(26 giugno 2020) “A settembre si torna a scuola in presenza e in sicurezza” lo ha detto oggi la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, presentando le Linee guida per la ripresa insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il testo ha avuto il via libera, questo pomeriggio, anche da parte delle Regioni e degli Enti locali, è immediatamente operativo e verrà ora diramato alle istituzioni scolastiche.

“Le Linee guida sono il frutto di un lungo confronto e di una condivisione con gli attori del mondo della scuola, comprese famiglie e studenti, con le Regioni, gli Enti locali, e ci consentono di fare un lavoro che non guarda solo alla riapertura, ma anche al futuro della scuola. Abbiamo le risorse economiche, gli strumenti, possiamo far sì che la ripartenza sia anche volano di innovazione”, ha aggiunto la Ministra.

“Stiamo dando soluzioni chiare, ma flessibili: ogni scuola è strutturalmente diversa dall’altra, dobbiamo tenerne conto”, ha detto ancora Azzolina. Confermato, durante la conferenza stampa, un miliardo in più per la ripartenza, che consentirà, fra l’altro, di avere un maggiore organico per evitare classi sovraffollate. “Saremo in grado di avere fra docenti e personale ATA 50mila persone in più”, ha anticipato la Ministra.

Una cabina di regia nazionale con compiti di coordinamento e tavoli regionali, insediati presso gli Uffici territoriali del Ministero dell’Istruzione, guideranno le scuole verso la ripresa. Ai gruppi di lavoro parteciperanno i rappresentanti degli Enti locali. Una governance pensata per affiancare i dirigenti scolastici e facilitare le risposte alle loro esigenze. La Ministra Azzolina a partire dalla prossima settimana andrà nelle diverse regioni per partecipare ai tavoli e monitorare l’andamento dei lavori.

Le date di riapertura
Dal primo settembre le scuole riapriranno per il recupero degli apprendimenti delle studentesse e degli studenti che non hanno raggiunto la sufficienza alla fine dell’anno scolastico appena concluso e di tutti gli alunni che i docenti vorranno far partecipare in base alle esigenze della loro classe. Dal 14 settembre cominceranno le lezioni.

Scuole igienizzate e in sicurezza
Le scuole saranno pulite costantemente e ci saranno prodotti igienizzanti, saponi e tutto quanto servirà per assicurare la sicurezza di alunne e alunni e del personale. Per questo scopo sono già stati erogati alle istituzioni scolastiche 331 milioni che potranno essere utilizzati anche per piccoli interventi di manutenzione e arredi innovativi.

Più spazi per la scuola
La scuola che inizierà settembre, per rispettare il distanziamento previsto ad oggi dal Comitato tecnico-scientifico (1 metro di distanza fra le “rime buccali degli alunni”), avrà bisogno di più spazi. Il Ministero ha messo a punto in queste settimane un ‘cruscotto’, un sistema informatico che incrocia i dati relativi a aule, laboratori, palestre disponibili con il dato delle studentesse e degli studenti e la distanza da tenere. Questo strumento consentirà di individuare, comune per comune, scuola per scuola, le priorità di intervento e gli alunni a cui sarà necessario trovare nuovi spazi in collaborazione con gli Enti locali. Uno strumento rapido per poter agire chirurgicamente sulle situazioni più complesse. Secondo i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica ci sono poi circa 3mila edifici scolastici dismessi che possono essere recuperati. Si useranno anche spazi esterni, attraverso patti con il territorio, per una didattica che possa svolgersi anche nei musei, negli archivi storici, nei teatri, nei parchi.

Più didattica laboratoriale e flessibilità
Le linee guida sollecitano una didattica meno frontale e più laboratoriale, in piccoli gruppi e non necessariamente in classe, ma anche in spazi diversi per coniugare la necessità di distanziamento con l’innovazione. Sarà favorito l’acquisto di nuovi arredi, come i banchi singoli di nuova generazione che consentono una didattica più collaborativa. La didattica digitale potrà essere integrata con quella in presenza ma solo in via complementare nella scuola secondaria di II grado.

Priorità a infanzia e alunni con disabilità
Nel lavoro che sarà fatto dalle scuole e ai tavoli regionali massima priorità sarà data ai più piccoli, che più di tutti hanno sofferta la chiusura della scuola in questi mesi e agli alunni con disabilità.

Formazione del personale e informazione
Il personale sarà formato sui temi della sicurezza e anche sulle nuove tecnologie per non disperdere il lavoro fatto durante la chiusura delle scuole per l’emergenza. Ci sarà una campagna informativa sui comportamenti responsabili da tenere che coinvolgerà anche genitori e studenti.

Il Comitato tecnico-scientifico
Le indicazioni su distanziamento, mascherine, misure di igiene sono contenute nei documenti elaborati dal Comitato Tecnico-Scientifico allegati alle Linee guida per le scuole. I documenti saranno aggiornati periodicamente. Il Comitato si è già riservato la possibilità di rivalutare a ridosso della ripresa scolastica la necessità dell’obbligo di mascherina, sulla base dei dati del contagio che via via emergeranno.

Il video della conferenza: https://www.youtube.com/watch?v=xQVCLG-OTzg



Il 24 giugno si svolge in videoconferenza l’incontro tra Ministro, OOSS nazionali e Direttori degli USR, per la presentazione del Piano Scuola 2020-2021 per l’avvio del prossimo anno scolastico.



Azzolina: “Obiettivo è tornare in presenza, Paese se lo aspetta.
Stiamo mobilitando risorse per oltre 4 miliardi”

Il 4 giugno si è svolto un lungo incontro a Palazzo Chigi sulla scuola e sulla ripresa di settembre. L’incontro è stato richiesto dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e presieduto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Presenti la Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, i rappresentanti delle Regioni, degli Enti locali, delle Organizzazioni sindacali, dei genitori, degli studenti, delle scuole paritarie. 

“L’obiettivo è portare tutti a scuola in presenza. Con particolare attenzione ai più piccoli, che hanno sofferto maggiormente in questo periodo”, ha detto la Ministra in apertura dell’incontro. Quello per la scuola, ha aggiunto “sarà un piano su più livelli che seguirà l’andamento del rischio di contagio”. Il Governo ha ascoltato e raccolto le istanze dei partecipanti. Nei prossimi giorni, anche con la collaborazione degli Enti locali, che invieranno dati aggiornati sull’edilizia scolastica, saranno chiuse le linee guida per la scuola che terranno conto dei numerosi incontri che si sono svolti in queste settimane, del confronto con le parti sociali, del lavoro del Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute sulle misure di sicurezza e di quello del Comitato di esperti del Ministero dell’Istruzione sugli aspetti didattici. ”Sulla scuola stiamo mobilitando risorse per 4 miliardi. Siamo tutti d’accordo che l’obiettivo di riapertura a settembre è complesso, ma raggiungibile se lavoriamo tutti insieme, ciascuno per la propria parte: il Paese si aspetta da noi che i ragazzi a settembre tornino a scuola”, ha chiuso la Ministra.


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