Istituti tecnici professionali, Bianchi: “riforma anticipata tra 15 giorni invece che a fine anno”

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Nel corso del Forum Ambrosetti a Cernobbio di questa mattina, domenica 4 settembre, Bianchi ha anche parlato di istituti tecnici e della legge appena realizzata: “solo la prima parte di un gioco a incastro visto che abbiamo deciso di anticipare tra 15 giorni, non al prossimo Consiglio dei ministri ma a quello successivo, la riforma di tutta la filiera tecnico-professionale che invece era attesa per fine anno”.

E prosegue: “metterà mano agli istituti tecnici professionali statali, alle scuole tecniche e alla collaborazione con le Regioni per la formazione professionale triennale, che non c’è in tutte le Regioni ed è uno dei problemi che abbiamo. Nell’attesa, stiamo investendo il miliardo e mezzo che abbiamo per il Pnrr e stiamo dando 500 milioni per il potenziamento dei laboratori”.

Pnrr, i fondi contro la dispersione scolastica non dovranno risolversi in una corsa all’acquisto di Lim

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Contro la dispersione scolastica, fatte salve le critiche al ministero relative ai criteri di distribuzione delle risorse, agli istituti fortunati è arrivato un flusso di denaro importante: sono stati infatti stanziati i primi 500 milioni (dei complessivi 1,5 miliardi) che dovranno essere investiti per superare i divari territoriali. Nell’ambito della loro autonomia quindi le scuole sono chiamate a sviluppare, anche in rete e in raccordo con gli altri soggetti del territorio, una progettualità pluriennale di ampio respiro per il miglioramento e l’arricchimento dell’offerta educativa e per sostenere apprendimenti e attività extracurricolari, anche prevedendo patti educativi territoriali e individuando un team dedicato di docenti e tutor esperti per la prevenzione della dispersione scolasticaVAI AL CORSO

Destinatarie dei finanziamenti circa 3.200 scuole secondarie di primo e secondo grado con studentesse e studenti nella fascia 12-18 anni, selezionate sulla base di indicatori relativi alla dispersione e al contesto socio-economico. Tali scuole – avverte il Mi – riceveranno (e stanno ricevendo) la comunicazione del finanziamento, ma anche la convenzione con le indicazioni sulla base delle quali potranno realizzare la loro progettazione.

Che tipo di progettazione?

Per lavorare con efficacia dentro le scuole e mettere in piedi un sistema di prevenzione e di contrasto alla dispersione scolastica ogni istituto dovrà attivare un team, composto da docenti e tutor esperti, per individuare le studentesse e gli studenti a maggior rischio di abbandono e nella progettazione e nella gestione degli interventi.

In altre parole, i milioni di euro a disposizione delle scuole sono un patrimonio che dovrà essere gestito con la massima attenzione e che non deve e non può risolversi in una corsa all’acquisto di lavagne interattive o di strumentazioni varie. Occorrerà lavorare in un’ottica sistemica, di pianificazione strategica di lungo periodo, finalizzata all’innalzamento dei livelli di competenze degli alunni e a un crollo dei tassi di dispersione implicita ed esplicita.

E per fare questo anche il team di docenti e tutor esperti dovrà, per primo, possedere precise competenze di analisi dei dati e di pianificazione strategica. A questo scopo lo stesso ministero metterà in campo azioni mirate di sostegno ai dirigenti scolastici, mentoring e formazione (anche da remoto) per almeno il 50% dei docenti.

Lavorare sulle competenze per combattere la dispersione scolastica

Quali competenze possedere per pianificare azioni di miglioramento orientate all’innalzamento degli esiti di apprendimento degli studenti, per contrastare la dispersione esplicita (i tassi di abbandono scolastico) e quella implicita? Ricordiamo che la dispersione implicita è quella caratterizzata da performance scolastiche insufficienti, risultati di apprendimento al di sotto degli standard attesi, al punto che tali studenti, successivamente, nel mondo del lavoro avranno comunque le stesse difficoltà di inserimento di coloro che hanno abbandonato la scuola precocemente. Sotto questo profilo, va rilevato quindi che la dispersione implicita, in quanto dispersione nascosta, è ancora più pericolosa, laddove beneficia di minori azioni di supporto e di minori finanziamenti rispetto alla dispersione esplicita. Ecco perché la scuola non può voltarsi dall’altra parte.

Come puntare al miglioramento?

All’interno del Sistema Nazionale di Valutazione (DPR 80/2013), il miglioramento si configura come un percorso mirato all’individuazione di una linea strategica, di un processo di problem solving e di pianificazione che le scuole mettono in atto, con un approccio dinamico e olistico che si basa sul coinvolgimento di tutta la comunità scolastica e che fa leva su due dimensioni:

– didattica
– organizzativo/gestionale.

Dunque in primo luogo è compito dei docenti e dei dirigenti riuscire a interpretare correttamente i dati sulla dispersione mediante competenze di analisi degli indicatori oggettivi, quali il tasso di uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione nella fascia di età 18-24 anni (indice ELET – Early Leavers from Education and Training), i dati ISTAT, i dati Invalsi in riferimento al tasso di fragilità degli apprendimenti (la dispersione implicita alla quale accennavamo sopra).

In particolare la scuola deve rafforzare le competenze di particolari soggetti incaricati di compiti specifici: referenti, figure di sistema e componenti di gruppi di lavoro a cui spetta il compito di condivisione degli obiettivi e delle modalità operative dell’intero processo di miglioramento.

L’approccio dovrà essere di tipo preventivo: acquisire competenze per scongiurare l’insuccesso scolastico.

Il corso

Su questi argomenti il corso Pianificare azioni di miglioramento efficaci per contrastare la dispersione scolastica, in programma dal 20 settembre, a cura di Giorgio Cavadi e Ornella Campo.

La scuola lascia la crisi pandemica e trova la crisi energetica

da Tuttoscuola

Otto milioni di alunni e oltre un milione tra docenti e personale ATA si stanno preparando a vivere un nuovo anno scolastico che sa un po’ di liberazione.

È forte il desiderio di poter definire questo nuovo anno scolastico – con i debiti scongiuri – il primo anno post pandemico, sperando che gli effetti dell’infezione da Covid nelle sue diverse varianti siano minimi e del tutto residuali.

Peraltro, le nuove indicazioni sanitarie fornite dal ministero dell’Istruzione d’intesa con quello della Salute non prevedono più le limitazioni che avevano costretto milioni di alunni e di docenti ad indossare le mascherine, a tenersi a debita distanza, a sottoporsi a controlli per l’ingresso a scuola o a restarsene a casa in DAD. Ciò non vuol dire purtroppo che le scuole non debbano pre-occuparsi di aerazione delle classi e di tante altre misure di prevenzione.

Finalmente però lezioni sempre in presenza, quasi il giorno della liberazione.

In questo contesto le scuole riprendono pieno servizio dovendo affrontare problemi antichi e nuovi: le nomine e la forte rotazione del personale con un balletto di supplenti nelle prime settimane; la carenza di personale ATA; i progetti da realizzare per il PNRR a fronte dei fondi che si sono viste recapitare, di cui non sono ancora chiare le regole implementative. Tutto ciò con il personale che attende gli aumenti del nuovo contratto e i dirigenti scolastici le competenze bloccate da anni, mentre l’inflazione galoppante morde sempre di più.

Se gli effetti della pandemia sulla quotidianità della vita scolastica possono forse diventare, se pur con tanta prudenza e senza calare la guardia, un ricordo o poco più, garantendo una ritrovata normalità per quegli otto milioni di alunni, anche negli ambienti scolastici sarà necessario prepararsi alla nuova emergenza che si sta profilando all’orizzonte, a causa della crisi energetica, per i periodi freddi che richiedono l’attivazione del riscaldamento.

Si parla di settimana corta per tutti o di taluni giorni in DAD per contenere i costi dei consumi energetici. Ma forse basterebbe diminuire la temperatura delle aule e coprirsi di più.

Ogni ora, ogni giorno che venisse sottratto alla presenza in classe e alle relazioni personali potrebbe costituire un piccolo vulnus soprattutto per gli alunni più fragili per i quali la vita di gruppo rappresenta spesso un valore pari o maggiore di quello che si consegue con l’apprendimento scolastico.

Lauree e abilitazioni all’insegnamento dopo la L. 79/2022

In occasione dell’uscita del libro “Lauree e abilitazioni all’insegnamento. Analisi del presente, tracce di futuro (a cura di Giuseppe Bertagna e Francesco Magni, Edizioni Studium, settembre 2022) e in attesa dei decreti attuativi della legge citata, le Edizioni Studium, la rivista Nuova Secondaria e la Fondazione Marcianum promuovono un seminario di discussione aperto alle società pedagogiche e disciplinari, ai docenti universitari e secondari, ai sindacati di scuola e università, ai rappresentanti dei partiti politici e dei ministeri dell’Istruzione e dell’Università, agli studenti universitari e a tutti coloro che sono interessati a intraprendere la strada per l’insegnamento.

LAUREE E ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO DOPO LA L. 79/2022

Giovedì 8 settembre 2022 dalle 15.30 alle 18.30
Auditorium della Fondazione Marcianum
Dorsoduro, 1 – Venezia

Introduce e coordina:Francesco MagniUniversità di Bergamo

Partecipano gli autori del libro:Maurizio Sibilio, Università di Salerno
Loredana Perla, Università di Bari
Pier Cesare Rivoltella, Università Cattolica di Milano
Pier Giuseppe Rossi, Università di Macerata
Giuseppe Bertagna, Università di Bergamo

Seguirà il dibattito

Progetto MUSA: costruire un futuro sostenibile

Progetto MUSA: costruire un futuro sostenibile

Martedì 6 settembre alle ore 13, presso l’Aula Magna dell’Università di Milano-Bicocca (Edificio U6 – Agorà, viale Piero e Alberto Pirelli 22, Milano), verrà presentato MUSA (Multilayered Urban Sustainability Action), il progetto finanziato dal PNRR, che vede la collaborazione di 24 soggetti pubblici e privati e che punta a trasformare l’area metropolitana del capoluogo lombardo in un ecosistema di innovazione per la sostenibilità e la rigenerazione urbana: dall’energia rinnovabile alla mobilità green, dall’utilizzo dei big data per la salute alla finanza sostenibile, per una società inclusiva a 360 gradi.

Alla presentazione interverranno i rettori dell’Università di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni, del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, della Bocconi, Gianmario Verona, dell’Università Statale di Milano, Elio Franzini, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, l’assessore per l’Istruzione, università, ricerca, innovazione e semplificazione della Regione, Fabrizio Sala, il sindaco del Comune di Milano, Giuseppe Sala, e il presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Fosti.

Avviso 5 settembre 2022, AOOGABMI 72994

Ministero dell’Istruzione
Unità di missione del Piano nazionale di ripresa e resilienza

Ai Dirigenti scolastici delle scuole secondarie di primo e secondo grado
LORO SEDI
E, p.c. Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Ai Dirigenti degli Ambiti Territoriali Provinciali LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Trento
All’ Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’ Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di Bolzano
Al Sovrintendente degli studi per la Regione Valle d’Aosta

Avviso rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado per la presentazione della domanda di partecipazione al progetto “A Scuola di OpenCoesione” (ASOC) – a.s. 2022-2023 –

Nota 5 settembre 2022, AOODGOSV 22536

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione
e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori Generali e Dirigenti titolari degli Uffici scolastici regionali
Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta
Ai Dirigenti e ai Coordinatori delle istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione Loro sedi
e, p.c., alla Direzione generale per il personale scolastico
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Oggetto: Decreto interministeriale 1° luglio 2022, n. 176 – Disciplina dei percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado

Decreto Interministeriale 1 luglio 2022, AOOGABMI 176
Disciplina dei percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado

Linee guida OCSE per il riconoscimento dei crediti nei CPIA

Lunedì 5 settembre 2022, presso la Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione, il Ministro Patrizio Bianchi è intervenuto alla presentazione delle Linee guida OCSE per il riconoscimento dei crediti nei CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti). Insieme al Ministro, hanno introdotto l’evento il Direttore Generale DG Reform della Commissione Europea Mario Nava (collegato a distanza) e il Direttore per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) Stefano Scarpetta.

La presentazione del progetto è stata accompagnata da una tavola rotonda sul tema dell’Istruzione per gli adulti, del riconoscimento dei crediti e della personalizzazione dei percorsi formativi. L’evento è stato concluso dall’intervento del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del MI, Stefano Versari.

“L’istruzione degli adulti ha un ruolo centrale all’interno della strategia di formazione permanente che stiamo realizzando con il PNRR – ha dichiarato il Ministro Patrizio Bianchi -. Le nostre riforme stanno andando infatti tutte in questa direzione, costruendo insieme un unico grande disegno di riforma della scuola italiana: la formazione e l’assunzione degli insegnanti, la riorganizzazione degli ITS Academy, gli Istituti tecnici e professionali, l’orientamento. I CPIA, che io vorrei chiamare Istituti Statali per l’Educazione degli Adulti, sono parte integrante del grande quadro che stiamo disegnando, coinvolgendo di più le Regioni, le economie territoriali, guardando anche al contesto europeo e mondiale. Un’azione di riforma vera e profonda che riguarda lo sviluppo e la crescita del Paese e il suo futuro”.

Il Direttore per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OCSE Stefano Scarpetta ha sottolineato che “i CPIA sono un elemento importante nella formazione continua degli adulti. Con il riconoscimento delle competenze pregresse e la possibilità di avere queste competenze certificate, il CPIA può essere un trampolino per ulteriori opportunità di apprendimento. Un elemento importante nel panorama di riforme che il Ministro ha ricordato e sul quale il governo si è impegnato. Ci auguriamo che queste Linee guida possano essere uno strumento utile per quei Centri che hanno fatto, negli ultimi anni, sforzi notevoli per dare a tutti delle opportunità di formazione sul mercato del lavoro”.